Hanno aperto il concerto dei Diaframma a Bottanuco rock Island .. se avete amato i RIDE ve ne innamorerete .. io ci ho trovato qualcosa anche di Underground Life, CSI, Paolo Benvegnù ma il riferimento principale è al Shoegaze di inizio anni'90 ... Oggi in autostrada di ritorno da Firenze ho ascoltto in random per tre volte di seguito questo CD e ad ogni ascolto era sempre meglio .. se poi vi capiterà di vederli dal vivo scoprirete che la rossa dal basso plettroso non è niente male nemmeno di fronte .. Asssaggiate qui il CD http://www.myspace.com/intercitytheband .. recuperate però l'intero lavoro ... costa solo EUR5 .. gli ascolti distratti vi fanno perdere la buona musica .. Raccomandato da: Barattistuta VIAGGI DI MUSICA DIAFRAMMA ULTRAS Credevo di dover iniziare con il funerale di un altro gruppo e invece no, perché gli Edwood, ovvero i componenti degli Intercity, continuano a esistere. E se gli Edwood continuano, accogliamo con ancora più entusiasmo questo progetto di elettro-acustica cantata in italiano da Fabio Campetti che come sa fare lui incupisce ma avvicina, attanaglia ma libera. Come spiegare la bellezza? L´anima degli Intercity sta nelle storie da ascoltare con più attenzione delle altre volte, ma una volta rapiti si rimane di certo affascinati. In occasione dell´uscita del debutto "Grand Piano" (Intervista Music/Audioglobe) abbiamo incontrato Fabio e Michele Campetti e Fausto Zanardelli. Intervista di Francesca Ognibene Su [www.ilmucchio.it] -------------------------- Sono pronta a scommettere che chi deciderà di salire su questo treno, farà di certo un buon viaggio,e coloro che ne resteranno delusi saranno sicuramente la minoranza. [www.indie-eye.it] -------------------------- È per l´ormai quintetto di Fabio Campetti il disco della maturità, da intendersi come l´album dei diciotto anni o di quegli anni il ricordo sfocato e alcoolico. Tredici ballate che sono nostalgia pura e incorrotta, un inchino, un piangere ironico, in un involucro cantautoriale sbiadito. Daniele Giovannini [www.vitaminic.it] -------------------------- E' un album da viaggio notturno a velocità variabile, crepuscolare, dove una tendenza spiccatamente cantautoriale si fonde con ballate e progressioni rock che lasciano facilmente il segno. E' un disco difficile da catalogare, contenente diverse inclinazioni che spaziano da attimi poetici perfetti ("io voglio essere la polvere dell'angelo per stare lì con voi a ballare a luci spente") a ricordi di estati passate (" e quando giù al falò si fuma sperma ed erba nell'oscurità"), attraverso un'alternanza di pezzi tirati e ballate intimiste che rispecchiano uno stato d'animo ondivago, tentando non sempre con successo di abbracciare uno spettro emozionale dai confini sterminati. Andrea Petretti [www.storiadellamusica.it] -------------------------- La letteratura dei testi è diretta e metropolitana (spesso la vicinanza con i Baustelle è forte), i suoni della nuova "creatura", poi, sono capaci di sfoggiare un catalogo invidiabile di soluzioni e idee, capace di rinfrescare le proposte dell´´attuale scena indie italiana. Un disco adatto alla riflessione e al viaggio, non a caso "Intercity" ci sembra un nome davvero ben scelto. [www.saltinaria.it] -------------------------- Un mondo a sé che sembrava quasi impossibile sperare di raggiungere con un disco di canzoni di una band italiana che canta in italiano. Che, per il momento, è il nostro preferito della categoria per questo 2009. Cristiano Gruppi [www.indie-rock.it] -------------------------- Ad esprimere questi tratti, un cantato discinto e sognante, piacevolmente "alcolico", come il pomeriggio dell´undicesima traccia. Ascoltando "Cineprese" sembra essere colpiti da una carrellata di immagini a doppia velocità , riprodotte in modalità super-otto, così come non manca il gusto intellettuale dell´autocitazione in "Odio Anversa" dove tra i versi appare il nome del gruppo, attualmente non noto al grande pubblico, ma dalle grosse potenzialità, se non propriamente commerciali, quanto meno di crescita artisica e ulteriore affermazione. Un ottimo disco da ascoltare e riascoltare, soprattutto se si è in vena di libertà dissacrante. Giovanni D'Iàpico Biluè [www.impattosonoro.it] -------------------------- Bisogna riconoscere a questo gruppo di riuscire in maniera assolutamente pulita e convincente a fondere post-rock ed elettronica mantenendo un ottimo stile musicale, mai banale, nonchè di creare canzoni decisamente sensazionali. Teo Visentin [www.indiezone.it] -------------------------- Gli Intercity, con "Grand Piano", costruiscono un disco solido e molto omogeneo in cui non vi è mai un calo di stile ed anzi impreziosito da alcune chicche quali "Keith e Annette", "Grand piano" ed "Odio Anversa". E' da sottolineare come anche le tracce che non assurgeranno al ruolo di perle della musica indie si inseriscono ottimamente nel contesto del lavoro creando un amalgama estremamente riuscito.Davvero un ottimo esordio...ci auguriamo che questo Intercity ci conduca sempre a destinazioni così piacevoli. Alessio Gallorini [www.ondaalternativa.it] -------------------------- Il loro pop non è mai frivolo ma fatto di trascinante sostanza, e si sposa a meraviglia con il rock e gli arrangiamenti elettro-noise, instaurando con l´ascoltatore un rapporto ambivalente fatto di avvolgimenti e strattoni rock. Tra scenari felliniani, stralci di narrativa e citazioni d´autore gli Intercity sviluppano un discorso intrigante e affascinante, che non lascia per nulla indifferenti. Vittorio Lannutti [www.lascena.it] -------------------------- Non riesco a trovare punti deboli in un disco del genere, da ascoltare con attenzione, costruito su tanti livelli, numerosi strati delicatamente uniti da una capacità di scrivere canzoni non comune tenendo ben presente le influenze indie rock e di intimo post rock. Un´evoluzione bellissima. Paolo Viscardi [www.rocklab.it] -------------------------- Nostalgie, amarezze e fremiti rivivono in questa "prima visione" onirica e ispiratissima che gli Intercity offrono su un piatto d´argento; da un lato sperimentando nuove tracciabilità di suono, dall´altro rendendoci consci di non aver perso minimamente un briciolo di energia creativa nel passaggio focale della loro trasformazione. Massimo Sannella [www.mescalina.it] -------------------------- Gli Edwood si ripresentano con un nuovo nome, una formazione allargata, i testi in italiano ed uno stile musicale rinnovato: il risultato mostra qualche problema a livello di ampiezza di soluzioni ma è molto coinvolgente dal punto di vista emozionale Stefano Bartolotta [www.musicboom.it] -------------------------- Keith & Annette" sembra nata dopo ripetuti ascolti di "Mellon Collie & The Infinite Sadness", il capolavoro assoluto degli Smashing Pumkins. Puro indie-rock anni 90. L'atmosfera si fa più languida e quasi gotica su "Caterpillar Music", irrobustita dalla stessa placida verve apocalittica del canzoniere degli Argine. L'omonima "Grand Piano" è il singolo trainante dell'album, una ballata sonica dall'incedere vagamente post-rock che esplode sotto una pesante coltre di chitarre. La canzone più bella dell'album forse è "Racconti di dischi", un'altra ballata che fa emergere il grande amore di Campetti e compagnia bella per il post-rock romantico e desolante dei Mogwai. Roberto Mandolini [www.ondarock.it] -------------------------- Sono tredici brani di colori tenui che si accendono con brividi di parole forti dove il mood nostalgico dell´alba affiora con prepotenza come un ovo sodo difficile da digerire. Racconti di dischi potrebbe essere la colonna sonora del perfetto collezionista di ricordi attraverso la musica. Grand piano è un grande regalo in free download sul MySpace di questa magica band bresciana. Di un album così ci si può innamorare follemente perché entra velocemente sotto pelle ed è un´altra speranza per il nuovo pop italiano. Vladimiro Vacca [www.losthighways.it] -------------------------- Scorre lisco come un fiume che attraversa l'europa, un intercity che riparte subito ad ogni fermata, pulito, senza picchi fastidiosi, un album più serio dei Baustelle, meno increspato dei Jesus and Mary Chain ma ugualmente trasognato e come dire autunnale, come un paesaggio visto attraverso un vetro leggermente opaco, suggestioni che si sovrappongono, indie che non si arrabbia mai e allo stesso tempo chiaro e deciso. REDAZIONE [www.musicclub.it] -------------------------- Basta dare un ascolto a "Keith e Annette" o a "Caterpillar Music" per rendersi conto che nel bene o nel male ci si sta avvicinando ad un tipo di musica per nulla banale. La produzione è molto buona, il che non guasta assolutamente, suona fredda, minimale, semplice e senza alcun arricchimento, esattamente come la loro musica. I complimenti li meritano di sicuro, e che GRAND PIANO possa entusiasmare o no, gli Intercity il merito di aver concepito un lavoro decisamente diverso dal solito. Scaricate gratuitamente l´album o acquistatelo all´indirizzo www.myspace.com/intercityt Mario Fava [www.pubblipanda.it] -------------------------- 'Grand Piano' è lo sciroppo giusto per mandare giù tutta questa gelosia o mancata prudenza che sia. Non mancano immagini di passati tramontati, di monotone giornate avvolti in quella cupa umidità tipica dei parcheggi periferici, di età tormentate dal rigetto, dalla voglia di sesso e dal falso amore. La sua spontaneità è d'oro, e voglio ringraziare personalmente di questo regalo gli Intercity. http://sonfattopeggiodison -------------------------- un pop rock graffiante ed "emozionale", capace di coinvogere tanto nei momenti più melodici e d'atmosfera ("Manhattan", la splendida "caterpillarmusic", "Hippie"), quando negli episodi più accesi e d'elettricità (il veleno di "sei stata compagnia" e il vibrante attacco di "Keith e Annette") Saranno famosi: intanto teniamoli d'occhio Nunzio Tomasello [Rockstar] | |||||||
