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"La Fiesole sta con Prandelli e la Fiorentina a differenza di 'certi   Elenco di messaggi  
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Da Fiorentina.it:

Il duro comunicato del Gruppo Storico: "La Fiesole sta con Prandelli e la Fiorentina a differenza di 'certi personaggi'..."

03/03/2009     11:47 News

Dal Gruppo Storico, Vecchi Ultras riceviamo e volentieri pubblichiamo. Nel comunicato seguente vengono chiamati in causa anche personaggi precisi. Qualora volessero replicare il nostro sito accoglierebbe anche le loro argomentazioni in nome di una giusta informazione e una completezza di dibattito.

Noi siamo con Prandelli. Siamo certi che nessuno abbia mai potuto mettere in discussione che il Gruppo Storico, o qualsiasi altro club ufficiale della Fiesole, riponga piena fiducia nei confronti del nostro mister. Ma ci piace ribadirlo in questo momento storico della Fiorentina, in questa fase di passaggio che stiamo vivendo, tra la Fiorentina che sta lentamente, con fatica e in punta di piedi iniziando ad entrare nel club delle squadre che contano, e quella Fiorentina che finalmente riuscirà a togliersi e toglierci le maggiori soddisfazioni, alzando al cielo importanti trofei. Ma per raggiungere questo obiettivo, non c´è alcun dubbio, abbiamo bisogno che il condottiero sia sempre lo stesso: vale a dire che Cesare Prandelli non deve neanche pensare di dover salutare i suoi tifosi a fine stagione.

Sia chiaro, è successo, raramente ma è successo, che anche noi abbiamo criticato qualche scelta del mister, qualche sua decisione, che noi, innamorati della maglia viola e con gli animi troppo sensibili ai risultati della squadra, non abbiamo condiviso. Ma tutto è finito qui.

Nessun tifoso, che possa definirsi tale, ha mai criticato il Prandelli uomo né tanto meno l´allenatore di una squadra, che composta dagli stessi giocatori, ma allenata da un altro manico, siamo sicuri avrebbe finito ogni campionato con almeno 10 punti in meno. Non possono criticarlo coloro che vanno in curva, allo stadio o semplicemente seguono la squadra da trenta e più anni, come facciamo noi. Non possono perché nella nostra storia (tolti gli anni successivi al primo scudetto) non è mai esisistita una Fiorentina che ha fornito una tale continuità di risultati. Per tre stagioni tra le prime quattro, e ancora quest´anno siamo lì, in piena lotta, per portare via uno dei primi quattro posti alle società che contano molto più di noi. Non possono criticarlo i giovani che sono cresciuti con una Fiorentina che ha subito negli ultimi tribolati quindici anni una retrocessione, un fallimento e che dopo esser riuscita a tornare in serie A, grazie a Prandelli si stanno togliendo gioie e soddisfazioni in ogni stadio di Italia e d´Europa, che quando noi avevamo vent´anni sognavamo di poter vivere.

Purtroppo al di là dei soliti tifosi scontenti, che fanno parte dell´arredamento di ogni città (anche se a Firenze ne abbiamo in abbondanza), c´è una categoria a Firenze che sembra voler mettere i bastoni tra le ruote a chi da anni sta progettando di lanciare la città e la squadra sempre più alto. Ci riferiamo ai giornalisti, non tutti logicamente, ci mancherebbe. Ci riferiamo a quei giornalisti che non riescono a gioire insieme alla squadra e alla città quando c´è da fare festa, e non riescono a gettare acqua sulle polemiche quando queste iniziano a prendere vigore. Anzi sono quelli a cui piace soffiare sulla cenere incandescente, quelli che appena possono aggiungono un ramoscello ben secco e aspettano, goduriosi, che la fiamma riprenda vigore. Sono quelli che per due anni consecutivi hanno criticato l´acquisto di Santana, perché si era comprato un giocatore senza valutarne la tenuta fisica, la predisposizione agli infortuni, creandone poi il caprio espiatorio per ogni partita persa lo scorso anno e anche in questa stagione; gli stessi che adesso sono orfani di Santana, il perno della squadra e che attaccano Prandelli perché non riesce a trovarne un degno sostituto.

Sono quelli che l´anno scorso attaccavano Corvino per l´acquisto di Semioli, troppi i soldi spesi per il giocatore del Chievo; gli stessi che al mercato di gennaio si chiedevano come mai Semioli non fosse stato ceduto (qualcuno scherzava anche dicendo che il fatto è che nessuno lo voleva). E giovedì sera il guaio più grosso è stato togliere Semioli, magari sostituito anche perché affaticato, perché senza di lui la Fiorentina non poteva più andare avanti. O vogliamo parlare di Pazzini, irriso tutta la scorsa stagione sempre dai soliti giornalisti, e adesso idolatrato da questi che non lo avrebbero mai ceduto, anzi lo avrebbero voluto vedere più spesso accanto a Gilardino. Potremmo continuare con decine di altre citazioni: Pasqual, giocatore finito lo scorso anno; Melo, bocciato subito il suo acquisto perché Liverani era meglio, ecc. Il fatto è che qualcuno ha il coraggio di criticare il rendimento di una squadra, e soprattutto del suo mister, che in questi quattro anni ha provato, spessissimo riuscendoci, a far giocare del buon calcio alla Fiorentina ottenendo al tempo stesso degli ottimi risultati.

E conoscendolo, qualcuno di noi anche di persona, siamo senza dubbio in grado di affermare che lo sfogo in sala stampa di venerdì non era legato alle sole critiche post Amsterdam (magari anche giustificate), ma sono state la reazione ad una situazione che si sta creando, per opera di qualcuno, intorno alla squadra. Piuttosto, nessuno dei giornalisti sui quali puntiamo il dito ha mai pensato schierarsi a favore della proposta dei Della Valle per la cittadella viola; nessuno hai mai chiesto nel dettaglio ai responsabili del comune il perché del ritardo ai lavori ai campini; nessuno ha mai provato a fare il giornalista vero, indagando fino in fondo sui terreni di Incisa e del perché gli intoppi burocratici stiano rischiando di far saltare tutto.

Troppo più facile, per loro, aspettare un errore (chi non ne fa) e approfittarne per sfogare la loro rabbia, repressa troppe volte a causa delle partite vinte dalla Fiorentina, per attaccare magari la società che è troppo scettica nei confronti della stampa e centellina interviste e allenamenti a porte aperte, o per attaccare Corvino, che non perde occasione per ribattere a chi critica le sue scelte. Proprio in queste ultime partite abbiamo assistito a delle critiche, dopo Milano e Torino, perché la squadra, bella da vedere in campo tornava a casa senza punti, per mancanza di personalità. Poi sono arrivate le gare col Napoli, col Genoa e il Chievo, e di quei 7 punti guadagnati dobbiamo quasi vergognarci perché è mancato il gioco. Non sappiamo se certi giornalisti fino ad ora erano abituati a seguire le partite del Manchester o del Barcellona, probabilmente si, visto che non si perde occasione per cercare la polemica. Magari con lo scopo di far fuggire Prandelli, per poi rimpiangerlo il prossimo anno, infamando il nuovo allenatore e la società che ha fatto scappare Cesare. Non riusciamo a capire come mai, in ogni trasmissione televisiva fuori da Firenze, ci dobbiamo sorbire delle discussioni in cui i giornalisti che seguono le proprie squadre si scapigliano per difendere i propri colori e i propri giocatori; mentre a Firenze, su alcuni canali a volte (sempre più spesso) sembra di partecipare al gioco al massacro contro l´allenatore, contro il direttore sportivo, contro la proprietà. Non sappiamo se i motivi sono politici, sono personali o cosa altro, e soprattutto non avremmo nulla da ridire se certi giornalisti non professassero la loro grande fede viola. La nostra incazzatura nasce proprio dal fatto che su certi canali, RTV38 su tutti, i giornalisti che dicono di tifare Fiorentina, ogni domenica sparano a zero sulla squadra; l´impressione per chi guarda è sempre quella di una redazione in cui si va costantemente a caccia della polemica: in caso di vittoria si cerca sempre il pelo nell´uovo, l´episodio che se fosse girato male avrebbe cambiato la partita in senso negativo; in caso di sconfitta, teste alte e grandi sorrisi come per dire "io l´avevo detto che sarebbe finita così". E così anche domenica sera, come in tutte le puntate della trasmissione dell´emittente valdarnese, Massimo Sandrelli, Manuela Righini e l´ospite Luca Calamai non ci sono piaciuti quando continuando la polemica contro Prandelli, hanno parlato di stagione fallimentare in caso di non raggiungimento del quarto posto, perchè l´esperienza europea, conclusasi contro l´Ajax, è stata senza dubbio ignobile. Proprio Sandrelli e Righini che la scorsa stagione hanno portato avanti una battaglia per essere eliminati dalla Uefa, perché sarebbe stata solo d´impiccio per la corsa alla Champions. E ora, che dovrebbero ringraziare Prandelli per averli accontentati, si lanciano nella gara al massacro del tecnico viola, utilizzando le parole e lo sfogo del mister per dire che probabilmente sotto c´è qualcosa di nascosto; magari la società che non ha più voglia di investire in questa squadra, o l´allenatore che non crede più ai suoi giocatori, o i sempre di moda, presunti screzi tra il mister e Corvino. E giù illazioni e polemiche contro i Della Valle. Come Benedetto Ferrara che l´altro pomeriggio, alla radio, ha affermato che se i Della Valle oggi decidessero di andarsene, la situazione a Firenze sarebbe la stessa di quando sono arrivati: niente stadio nuovo, niente centro sportivo. Infatti ci sembra proprio che quando nell´estate del 2002 Diego Della Valle ha deciso di imbarcarsi in questo progetto, la situazione in casa viola fosse proprio identica a quella di oggi. Una squadra, una società seguita e ammirata in Italia e in Europa, che solo a casa propria incontra delle critiche che di costruttivo hanno poco o niente. Chiederemo a Prandelli, se e quando vorrà, un incontro per capire se dietro al suo sfogo c´è qualcosa che va oltre quello che ha detto, se l´accusa di autodistruzione non fosse rivolta esclusivamente a certi giornalisti che non riescono a capire che questo è il momento più delicato del progetto. Ma al tempo stesso, se avranno il coraggio di confrontarsi con noi, nei modi che conosciamo noi, ci vorremmo incontrare anche con i giornalisti sopra citati per capire come sia possibile che certe critiche, certe polemiche destabilizzanti, escano fuori da chi sostiene di essere tifoso viola. Noi, innamorati della Fiorentina, che ne abbiamo passate tante per colpa di chi odiava Firenze e i colori viola, non permetteremo che il progetto di rilancio di questa squadra, che ci sta facendo vivere emozioni mai vissute per alcuni di noi, possa subire un´inchiodata per colpa di qualcuno che rema contro tutto e tutti. Non permetteremo che Prandelli si tiri fuori da questa lotta autodistruttiva di certa stampa fiorentina. Noi saremo al suo fianco anche in questa battaglia.

Un ultimo pensiero, rivolto ai giocatori: con nostro rammarico, ultimamente abbiamo notato che sono sempre meno frequenti le occasioni, e ancora meno il numero dei giocatori, che a fine partita vengono a salutare i tifosi. Ci piacerebbe, soprattutto per le gare in trasferta, che qualunque sia il risultato della partita, venisse dimostrato un po´ più di rispetto nei confronti di chi si accolla chilometri in giro per l´Italia e l´Europa, spendendo anni e soldi per seguire i propri colori. Un saluto, crediamo di essere in diritto di chiederlo, noi che non facciamo mai mancare il nostro sostegno in ogni stadio.

Forza viola.

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Mar 3 Mar 2009 8:14 pm

barattistuta
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Marco Barattistuta
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