Ciao Orka o Silvia (come vuoi tu), :o)))))
comincio a risponderti da qui, e ti dico che questo tuo secondo messaggio mi è piaciuto assai molto più del primo!
Hai scritto:
>>Non so perchè io ti abbia dato l'idea di esser una impaziente<<
l'ho sentito.
anche da questo:
>>così un 1° livello reiki
che si fa in 2 giorni può diventare un corso da 2 mesi<<
che si fa in 2 giorni può diventare un corso da 2 mesi<<
vedi, i 2 giorni sono un tempo speculativo:
non si può chiedere di più alle persone nè in tempo nè in denaro,
ma ti assicuro che l'impegno energetico che reiki di solito risveglia richiederebbe un affiancamento maggiore.
non sbagli cmq quando affermi che il tempo di "apprendimento" è soggettivo, ma ti assicuro che
tutti, proprio tutti, abbiamo bisogno una buona dose di spazio-tempo per elaborare e fare dell'apprendimento materia di vita quotidiana.
che è quello che conta,che ci aiuta a guarire, che fa le differenze.
anche se questo non è lo spazio
più idoneo ( ma se abbiamo visioni olistiche, olos vuol dire "il tutto", no?) finiamo la nostra chiaccherata su reiki.
hai scritto:
>>Io non penso che l'attivazione di Reiki debba cambiar la vita. La vita se la cambia la persona stessa lavorando duramente, come dici. L'attivazione da uno strumento, non è una bacchetta magica, non risolve le cose di punto in bianco.<<
appunto.
la vita chiama, utilizzando strategie e strumenti vari, quelli più consoni, alcune persone.
non tutte.
non tutte nello stesso momento.
siamo richiamati, spesso con l'offerta di stampelle per semplificarci il compito, a prendere consapevolezza.
queste stampelle ce le scegliamo e le sostituiamo o le affianchiamo man mano che andiamo avanti nel nostro cammino,scegliamo quelle che ci sembrano più giuste per stare meglio in piedi, per avanzare con maggior sicurezza.
possono chiamarsi reiki, floriterapia, cromoterapia, yoga ecc.
se finiamo però col dare molta importanza alle stampelle o cerchiamo di procurarcene troppe rischiamo di confonderci e di inciampare.
quindi di procedere peggio.
>>Se stessi ferma ad aspettare "il momento giusto" questo momento non arriverebbe mai e il tempo anzichè usarlo lo sprecherei. brutta cosa!<<
ma chi ha detto questo?
a me l'esperienza invece ha insegnato che è fondamentale sapar aspettare il momento giusto.
e intanto non sprecare certamente il mio tempo, ma lavorare sodo sulla materia che ho tra le mani al momento.
ho imparato a non ascoltare più tanto il mio ego,
quello che dice a tutti, fai, vai, ragiona, pondera, confronta, cos'è meglio cos' è peggio......
ma ad aspettare piuttosto le sincronicità.
e già questo è un compito molto impegnativo, perchè richiede un'attenzione costante e aperta possibilmente a 360°, sennò le cose fuggono.
un proverbio orientale dice che il maestro arriva quando il discepolo è pronto.
Bach, che prima che medico e guaritore era sicuramente un grande uomo, un uomo che ha avuto il coraggio e l'umiltà di partire alla ricerca di sè con l'obiettivo di guarirsi, ci ha trasmesso tre messaggi da non sottovalutare
conosci te stesso
libera te stesso
guarisci te stesso
personalmente son convinta che sia possibile condividere
solo quello che possediamo.
un abbraccio caloroso
daniela