Ciao Elena
mi permetto di non essere d'accordo sull'uso di Vine in questo caso, perché
ho visto come i fiori di Bach assumono, sui bambini, significati e sfumature
leggermente diversi rispetto alla lettura che se ne fa per gli adulti.
Premessa: a 13 mesi è assolutamente sano e normale che un bambino entri in
opposizione con le figure genitoriali, fa parte della crescita. Inizia la
fase dei "no", tanto che ti dicono "no" anche quando vogliono dire "sì"!
Il bambino Vine è il despota, è il carnefice, quello che a scuola si impone
sui compagni anche con la violenza, per il puro desiderio di dominare.
Invece in questo caso c'è un bambino che sta tentando per prove ed errori
(come tutti facciamo nella vita) di capire quali sono i suoi nuovi spazi
(prima il mondo era rappresentato solo dalla mamma) e quali sono i limiti,
ma lo fa attraverso il "ricatto" della paura che scatta nei familiari
(chicory). Cherry plum lo aiuta a controllare gli scatti d'ira di fronte
alla frustrazione dovuta al nuovo limite imposto, che lo portano all'apnea
volontaria: "sono così arrabbiato che chiudo tutte le comunicazioni con il
mondo! (respiro incluso)".
Pensa a quanti bambini fanno le scenate isteriche al supermercato, urlano e
si buttano a terra... sanno che i genitori si vergognano da morire e, pur di
non fare figuracce, li accontentano. Questo è imporre la volontà attraverso
il ricatto, non con la violenza e l'azione diretta tipica del Vine.
Il bambino Chicory accontentato ad ogni scenata potrebbe trasformarsi in
Vine.
Sono sottigliezze e, mal che vada il fiore sbagliato non fa effetto, però è
anche un confronto che può dare altri spunti di applicazione.
Baciotti a tutti
Shaky
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