Oggi con Licia Colò in “Cominciamo bene animali e animali” in onda alle 9 e 55 su Rai Tre.
3 febbraio 2005 - In piena emergenza freddo, Licia offre qualche consiglio su come aiutare gli animali selvatici a trovare il cibo ma anche i domestici quando escono a fare la passeggiatina. Daremo spazio alle storia di Don Valeri, un prete romano da sempre in prima linea nell’aiutare gli animali. Ed infine le storie dei nostri telespettatori e dei loro animali. Con Marinella Cozzolino si parlerà poi di pet therapy.
DON NICOLA, IL SACERDOTE CHE AMA GLI ANIMALI CHIEDE AIUTO 3 feb 05
Un appello da Roma, un aiuto per una persona eccezionale.
3 febbraio 2005 - Don Nicola Valeri è sacerdote sempre affaccendato, un uomo umile e coraggioso. Al suo attivo vanta un curriculum eccezionale: 55 anni di sacerdozio, una laurea in lettere classiche nel 1952 presso l'Università di Roma, oltre 40 anni di insegnamento nei licei statali di greco e latino, e soprattutto 50 anni in borgata e nella campagna romana in mezzo alla gente e alle prese col randagismo. Dal 1973, Don Nicola ha cominciato ad occuparsi di randagi ritagliandosi spazi per Rifugi di animali abbandonati. Don Nicola è un sacerdote che riconosce negli animali delle creature di Dio da trattare come fratelli e sorelle, aiutandoli e rispettandoli con tenerezza. Oggi Nicolino - che ha 84 anni - gestisce un Rifugio per cani e gatti sulla via del Mare, che è in realtà un vero e proprio Parco. Oggi, Nicolino chiade a tutti noi un aiuto: cibo, denaro o qualcuno che possa proseguire la sua opera.
Da cosa nasce questa sua passione Don Nicola? Passione in senso latino, per me vuol dire sofferenza… Sofferenza, cioè, nel vedere come stanno queste bestie. Basta avere un po’ di cuore, un po’ di cervello. Dinanzi alla sofferenza di queste povere bestiole uno non può rimanere insensibile… Ed è anche una questione di coerenza aiutare questi animali…
Perché dice che è anche questione di coerenza aiutare cani e gatti? Perché se un prete va in giro predicando la parola di Dio, è pur giusto che la metta in pratica. E per me vuol dire anche aiutare gli animali.
Quanto tempo fa ha iniziato ad occuparsi di animali? Direi da sempre, ma l’anno preciso è il 1973, quando ho visto un numero imprecisato di cani che sarebbero stati uccisi se non fossi intervenuto io… così li ho presi con me, e da allora non li ho più lasciati.
Lei gestisce un rifugio che ospita cani e gatti sulla Via del Mare di Roma. Quanti animali ha nel suo rifugio Don Nicola? 50/60 tra cani e gatti. Ma in verità non è un rifugio/canile…. E’ un vero e proprio Parco di 1500 metri quadrati dove questi animali possano vivere liberi… Hanno prato, hanno acqua. L’inverno dormono riscaldati.
C’è qualcuno che la aiuta? La mia pensione, soprattutto, ma anche qualche volontario che viene a darmi una mano. Ho venduto una casa ai miei parenti, per mantenere gli animali. Vado avanti con tenacia e caparbietà, ma orami ho una certa età.
Cosa le serve oggi? Cosa chiede Don Nicola? Sarei grato a chiunque volesse aiutare le mie povere bestiole. Cibo, o anche offerte in danaro… ma soprattutto ho la speranza di cercare qualcuno che possa proseguire la mia opera… Io oramai ho molti anni e non ce la farò per sempre.
BEPPE GRILLO PERORA CAUSA DEL CENTRO DI SALVAGUARDIA DEI COLIBRI' 31 gen 05
Iniziativa a Trieste.
31 gennaio 2005 - Un Beppe Grillo scatenato ha perorato a Trieste la causa del 'Centro per la salvaguardia del colibrì', dove in serre tropicali si allevano questi minuscoli uccelli, che ha bisogno di sostegno . "Il colibrì - ha detto l'artista - è un animale che un po' impersona quello che è oggi l'economia e la politica: ha 1250 battiti, ahimè, è sempre in ipertensione". "Adesso stiamo aprendo un centro per il ricovero della colibrì femmina - ha aggiunto il comico genovese - perché avendo un rapporto velocissimo, una volta ogni sei mesi, più o meno come Buttiglione, ha degli stress molto emotivi. Quindi apriremo qui un centro per il recupero psicologico del colibrì che mi sembra, come problematica, mitteleuropea". Le serre sono situate nel parco di Miramare dove, a dare sostegno al direttore e creatore del Centro, Stefano Rimoli, si sono dati appuntamento tra gli altri il governatore del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Illy, e il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza. Rimoli, triestino, 28 anni, nel 1997 aprì a Miramare un 'Parco delle farfalle', arricchitosi in seguito dei colibrì e di altri uccelli, di insetti e animali tropicali. Il giovane - che, ha ricordato Illy, andava all'asilo con sua figlia Daria - ha fatto tutto da solo, senza mai ricevere una sovvenzione. Ma ora il Centro, per potersi espandere, per essere in grado di esportare gli studi e le ricerche svolte in questi anni, "per creare un protocollo scientifico d'allevamento - spiega Rimoli - che manca a livello mondiale", ha bisogno di fondi. Rimoli afferma di essere disposto anche a cedere la struttura a Comune e Regione pur di farla vivere. Al Centro triestino è legata anche la sopravvivenza di numerose famiglie ecuadoriane: grazie a una collaborazione con i ministeri dell'Ambiente di quel Paese e italiano è nata in Ecuador una riserva naturale dove i colibrì sono protetti. Il sogno di Rimoli è che intorno a quella riserva si sviluppi l'ecoturismo. Il desiderio espresso da Illy è che il Centro, uno dei "tesori" della regione, entri a far parte di un'offerta turistica complessiva del Friuli Venezia Giulia. Durante la sua breve performance, Grillo ha raccontato tutta la tenacia di Rimoli nel convincerlo a fare da testimonial per la sua causa: "mi ha sfinito inseguendomi in camerino". In conclusione, "questi progetti alla fine vanno anche un po' sovvenzionati", ha detto il comico. Ma siccome "io sono contro ogni tipo di sovvenzione - ha concluso Grillo - stavo cercando di convincere il gestore ad aprire un bel posteggio di macchine di tre piani con relativa supermercato e un cineplex, in modo che il colibrì possa passarci anche un po' il tempo, sennò dove va?". Nelle serre tropicali di Miramare svolazzano più di una ventina di colibrì che hanno a disposizione parecchio spazio, perché sono uccelli che hanno bisogno anche di stare in solitudine. Tra pappagalli, iguane e altre specie ancora, tra la vegetazione lussurreggiante sono già nati sei piccoli colibrì. Per il Centro si profila un trasloco: dal Parco di Miramare dovrebbe trasferirsi nelle serre di Villa Revoltella. Il secondo sogno di Rimoli è fare di Villa Revoltella l'equivalente dell'Aquario di Genova. Intanto, è riuscito già a farsi sostenere, oltreché da Grillo, anche da Piero Angela. (Afv/Zn/Adnkronos)
FREDDO, NEVE PIACE AI CANI MA ATTENTI ALLE TEMPERATURE 31 gen 05
E per i piccoli selvatici possiamo essere molto utili.
31 gennaio 2005 - La neve imbianca il Centro-Sud e arriva nelle citta'. Ma per chi possiede un cane nessuna barricata in casa. I proprietari dei fedeli amici a quattro zampe, infatti, non si devono scoraggiare e anzi l'appello e' a non disertare la passeggiata con fido. Ai cani, la neve piace molto e, quando è possibile, si conceda loro di divertirsi un po'. Attenzione pero' al freddo. Ecco qualche utile consiglio nei tempi di grande freddo dagli esperti. ''I cani si rallegrano quando vedono la neve. Di solito - ha detto Laura Torriani, veterinario specialista in clinica dei piccoli animali e Segretario ANMVI, Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani - si divertono molto a infilare il muso nella coltre bianca sbuffando e balzando qui e li', per cui se possibile i proprietari lascino scorrazzare il cane nella neve, in luoghi appropriati''. Ma attenzione al freddo. ''Non solo perche' il corpo dell'animale e' a contatto diretto con la neve, ma anche perche' spesso i cani la mangiano. Bisogna quindi fare attenzione affinche' non ne mangino troppa - continua la dottoressa Torriani - per evitare episodi di diarrea o vomito legati all' ingestione di neve gelata che puó avere effetti deleteri sull'intestino''. Da non dimenticare, poi, che spesso oltre alla neve viene ingerito terriccio o sporco, ''per cui se i segni gastroenterici diventano preoccupanti occorre rivolgersi subito al proprio veterinario''. Vanno inoltre asciugati bene al rientro a casa ed e' consigliabile controllare che sotto ai piedi non si siano formate 'pallin' di neve compressa, fatto che capita soprattutto ai cani con frange e zampe pelose''. E i cappottini? "Sono da utilizzare per i cani a pelo corto o quelli anziani - spiega Torriani - oppure se si passeggia con il cane a 'bassa velocita'' (a passo d'uomo) che non permette all'animale di riscaldarsi adeguatamente con il proprio movimento''. Ricordarsi anche che di solito i cappotti per questioni anatomiche lasciano scoperta la zona ventrale del cane che è anche quella fornita di pelo piú rado, per cui questa regione deve essere accuratamente asciugata anche se il resto del cane è protetto. Piú prudenza con i cuccioli. Per Laura Torriani ''i cuccioli soprattutto se molto piccoli, data la minore capacità di termoregolazione, dovrebbero peró essere tenuti alla larga dalla neve, se non per brevissimi periodi''. Cibo 'calorico', invece, per aiutare i piccoli animali a sopravvivere in questi giorni di freddo intenso. Lo sta somministrando il centro di scienze naturali di Galceti (Prato) ai piccoli ospiti, ma e' comunque l' invito che viene fatto ai cittadini dalla direzione del Centro per aiutare gli animali che vivono in citta' a non patire il gelo. ''Le temperature basse di questi giorni stanno creando notevoli difficolta' agli animali - si legge in una nota del Centro -. In particolare sono i piccoli uccelli come pettirossi, capinere, occhiocotti, cinciarelle, codibugnoli e tanti altri a sentire maggiormente i problemi del freddo. Sono insettivori, uccelli particolarmente utili perche' cercando uova, larve e insetti nei tronchi d' albero salvano giardini, boschi e foreste''. Gli etologi del Centro invitano i cittadini a mettere a disposizione degli animali diversi alimenti come ad esempio biscotti, frutta, e per gli scoiattoli anche noci, nocciole o castagne ''negli alberi dei giardini, o all'interno di contenitori posti sulle ringhiere, facendo attenzione a inserirli in alto o comunque lontano da cani e gatti, che altrimenti li catturerebbero con facilità''. (ANSA)
CACCIA: OGGI STOP A DOPPIETTE MA ALLA CAMERA SI STRAVOLGE LA LEGGE 31 gen 05
Per ambientalisti ed animalisti è stata una stagione venatoria nera, boom di illegalità. Ed in vista c'è la liberalizzazione...
31 gennaio 2005 - Le doppiette, dopo cinque mesi, tornano nelle custodie. Si chiude oggi la stagione venatoria 2004-2005 che si era aperta il primo settembre scorso. Ma la caccia continua a suscitare polemiche in Parlamento, sottolinea Legambiente, ''dove e' in atto il tentativo di stravolgimento dell'unica legge, la 157 sulla caccia, che di fatto tuteli gli animali selvatici in Italia''. E questa e' stata tra le stagioni piu' nere per la natura, affermano le associazioni: 192 rapaci superprotetti abbattuti a fucilate e ricoverati nei centri della Lega Italiana Protezione Uccelli (Lipu), 32 specie di uccelli cadute sotto i colpi dei fucili in 150 giorni. Quasi doppi i reati riscontrati nel 2004 dal Wwf che lancia l'appello tregua alle Regioni: ''Fate un regalo alla natura, in queste condizioni di difficolta' per neve e freddo chiudere con un giorno di anticipo puo' bastare a salvare milioni di animali dalla morte per lo stremo delle forze''. Sul fronte doppiette, il presidente di Federcaccia, Fausto Prosperini, sottolinea ''l'alto livello di maturita' civile e sociale raggiunto dalla categoria a smentire le accuse catastrofistiche che hanno gonfiato - dice - con cifre ridicole, la pericolosita' della caccia''. A fronte dei 40 morti denunciati dalla Lega Abolizione Caccia, riferisce Prosperini, sono solo 17 quelli riconducibili per cause di caccia. ''Nell' elenco Lac c'erano anche 10 infarti, sette malori, una crisi cardiaca, 4 cadute in montagna e una dalla barca. Non avremmo voluto neanche queste 17 vittime e ci adopereremo per ridurli ancora di piu'. Ma i numeri sono molto bassi se ogni anno sono 1.400 i morti sul lavoro, oltre 6.660 sulle strade e ben 18.000 le vittime degli incidenti domestici''. Un quadro che non tranquillizza affatto gli ambientalisti che gridano anzi al boom di attivita' illegali per la stagione 2004-2005, una tra le piu' nere. La Sicilia la regina dell' illegalita', secondo la Lipu che ha stilato la mappa degli abbattimenti eccellenti: 39 le specie di uccelli (18 rapaci), ma anche una Cicogna bianca, cadute sotto i colpi di fucile in soli 5 mesi di caccia e raccolte dai centri di recupero della Lipu. Fra queste 1 Falco pescatore, 1 Aquila anatraia minore, 1 Biancone. Tante anche le rare Aquile minori: 10 quelle recuperate ma anche una decina tra Falco pellegrino e Falco pecchiaiolo. Un boom nazionale, quello della caccia fuorilegge, secondo i dati raccolti dalle 'eco-guardie' del Wwf: nel corso del 2004 circa 750 i reati rilevati contro l'ambiente e la fauna, 19.000 le persone controllate e 3.500 le sanzioni amministrative elevate. Quasi doppi i reati riscontrati nel corso del 2004, quasi 130 le persone denunciate in nemmeno 60 giorni operativi, per gravi reati contro l'ambiente e la natura: dal porto abusivo d'arma, all'abbattimento di fauna protetta e particolarmente protetta, fucilata con ogni mezzo, lecito e illecito. Fauna che viene venduta come trofeo o commercializzata sottobanco per motivi alimentari. Ogni anno milioni gli esemplari di piccoli uccelli vengono catturati, uccisi, spiumati e venduti a prezzi stratosferici: 3 euro per un piccolo pettirosso di 20 grammi morto. Se catturati vivi i prezzi aumentano: 400 euro per un merlo o un tordo da richiamo. Sotto i colpi non finiscono solo gli uccelli, rileva il Wwf: ''Si spara e si ammazza di tutto, dal falco al lupo, dall'aquila all'orso, che diventano ambiti trofei da imbalsamare illegalmente''. Considerevole il commercio illegale del cinghiale: 8-10 bracconieri riescono a guadagnare anche 100.000 euro l'anno. ''Di fronte a questo grave e preoccupante scenario - dicono Lipu, Legambiente e Wwf - appare indispensabile bloccare il testo unificato Onnis di riforma della 157 in discussione in questi giorni in Commissione Agricoltura della Camera che si vorrebbe discutere gia' in Aula nel prossimo mese'' e contro il quale sono stati presentati piu' di 1.700 emendamenti ''causando una frattura all'interno della stessa maggioranza''. Depenalizzazione dei reati venatori piu' gravi, prolungamento della stagione venatoria, aumento delle specie cacciabili i rischi piu' gravi contenuti nella riforma, secondo le tre associazioni ambientaliste secondo le quali ''se la proposta dovesse passare, diventerebbero legali vere e proprie stragi di animali selvatici e rari''. Questa la mappa degli abbattimenti 'eccellenti' durante questi cinque mesi di caccia. I numeri si riferiscono agli esemplari recuperati. Tra i 'caduti' anche una rarissima Cicogna bianca (Fonte Lipu): - 39 le specie di uccelli, di cui 18 di rapaci - 192 rapaci superprotetti abbattuti e ricoverati nei centri Lipu, tra cui: 1 Falco pescatore, 1 Aquila anatraia minore, 1 Biancone nel centro recupero di Palermo. - molti gli esemplari di Aquila minore abbattuti, 10 recuperati dai centri Lipu (2 a Palermo, 4 a Livorno, 3 a Roma e 1 a Casacalenda). - una decina gli esemplari tra Falco pellegrino e Falco pecchiaiolo - 2 smerigli - 2 gufi di palude - 4 falchi di palude - 3 albanelle reali e 1 albanella minore - 1 Cicogna bianca a Casacalenda (Campobasso). Inoltre, specie protette non rapaci come (in Sicilia): 1 Tarabuso, che sverna in non piu' di 200 individui; l'Occhione (2 abbattuti, su nemmeno un centinaio di svernanti) e la Ghiandaia marina (1 abbattuto). - specie acquatiche abbattute: Svasso piccolo, Nitticora, Garzetta, Airone cenerino e Airone bianco maggiore. (ANSA)
BRACCONIERI, DA OGGI SONO ANCHE LADRI DI NATURA 31 gen 05 - M.Nisticò
Importante Circolare del Corpo Forestale, è confermato che l'uccisione fuori dalla legge è furto ai danni dello Stato.
31 gennaio 2005 - Bracconieri ladri di natura. Uno dei sogni degli animalisti e' diventato realta': il comandante del Corpo forestale dello Stato ha inviato una Circolare a tutti i Comandi territoriali in cui si invita a considerare il bracconaggio come furto ai danni dello Stato, con conseguente aumento delle pene per i trasgressori. Lo ha annunciato il vicequestore del Corpo forestale, Isidoro Furlan, tra i responsabili del Nucleo operativo antibracconaggio (Noa). La circolare richiama una recente sentenza della Cassazione. ''La direttiva - ha spiegato Furlan - e' un risultato molto importante, che soddisfa chi, come noi, agisce quotidianamente sul territorio contro il bracconaggio, finora considerato una violazione minore. Per il bracconiere colto sul fatto scattava, nel 90% dei casi, una denuncia a piede libero per caccia con mezzi non consentiti: la pena prevista e' di tre mesi, condonabile dietro pagamento di una sanzione di circa 520 euro. Ma ora - ha sottolineato - con l'applicazione della sentenza della Cassazione, la pena aumenta fino a sei mesi e non e' condonabile dietro pagamento di una sanzione; e' invece previsto il ricorso al patteggiamento''. A contribuire allo sviluppo dell'attivita' di bracconaggio, ha proseguito l'esponente del Corpo forestale, ''anche il mutamento climatico, che ha fatto diventare l'Italia, da territorio di transizione per gli uccelli migratori che dal Nord Europa scendevano a svernare in Africa, in terra di svernamento per molte specie. L'innalzamento della temperatura ha portato diverse specie a fermarsi in Italia invece di scendere fino in Africa: cio' ha moltiplicato le possibilita' per i bracconieri e ha fatto anche aumentare gli sforzi dei forestali a protezione della fauna''. Le grandi migrazioni europei di uccelli verso terre piu' calde hanno tre corridoi: lo stretto di Gibilterra, lo stretto di Messina e il Bosforo. L'Italia si trova quindi su una delle direttrici principali. Per questo motivo, ha osservato Furlan, ''uno dei punti piu' critici per l'attivita' antibracconaggio si trova nelle valli bresciane (Val Trompia e Val Sabbia), dove i cacciatori di frodo puntano ai piccoli passeriformi, che arrivano spesso sui menu' dei ristoranti locali sotto forma del tipico piatto di 'polenta e osei'''. Proprio per salvaguardare quest'area, da 14 anni il Cfs attua tra ottobre e novembre l'"Operazione pettirosso", con un apposito contingente di forestali dedicato giorno e notte al contrasto dei bracconieri: in questi anni sono stati sequestrati nelle valli bresciane ben 85 mila tra archetti, trappole e lacci per la cattura degli uccelli, 1.200 reti, 655 fucili, 138 richiami acustici elettronici, quasi 12 mila volatili. Altra zona calda del bracconaggio e' quella dello Stretto di Messina, uno dei principali punti di concentrazione per numerose specie di rapaci. Nel mirino dei bracconieri soprattutto il falco pecchiaiolo, specie protetta. Da 16 anni anche in quest'area una task-force di forestali scende periodicamente in Calabria per contrastare il fenomeno. Massimo NisticòANSA
CACCIA, STAGIONE NERA CON 192 RAPACI SUPERPROTETTI ABBATTUTI 31 gen 05
Sono tanti, infatti, gli uccelli colpiti a fucilate e ricoverati nei centri Lipu dal 1° settembre 2004 a oggi. E’ la Sicilia regina dell’illegalità: fucilate a rarissime aquile, falchi e altri rapaci.
31 gennaio 2005 - La caccia illegale durante stagione venatoria 2004-2005, che si concluderà lunedì prossimo, verrà ricordata come una delle più nere mai registrate finora per le specie protette dalla legge 157. 39 le specie di uccelli, di cui 18 di rapaci, ma anche una Cicogna bianca, cadute sotto i colpi di fucile in soli 5 mesi di caccia e raccolte dai centri di recupero della LIPU. Fra di esse alcune rarissime specie di rapaci prese a fucilate in Sicilia e ricoverate al centro LIPU di Palermo: 1 Falco pescatore, 1 Aquila anatraia minore, 1 Biancone “Un gravissimo sfregio al patrimonio avifaunistico nazionale e internazionale – spiega Marco Gustin, Responsabile Specie e Ricerca LIPU - maturato in un paese, l’Italia, dove alcune parti politiche intendono liberalizzare l’attività venatoria e depenalizzare i reati. A fronte di questi dati, se si considera che gli animali ricoverati nei centri LIPU sono solo una piccolissima percentuale del totale ipotizzabile, ne deriva un numero di animali protetti abbattuti che si aggira sulle diverse migliaia”. L’eccezionale passaggio sull’Italia nello scorso mese di Ottobre della rara Aquila minore ha purtroppo comportato l’abbattimento di molti esemplari: ben 10 sono stati recuperati dai centri LIPU, di cui 2 a Palermo, 4 a Livorno, 3 a Roma e 1 a Casacalenda (CB) Tra le specie di uccelli rare abbattute sul territorio nazionale e ricoverate nei centri LIPU troviamo anche una decina tra Falco pellegrino e Falco pecchiaiolo, e poi smerigli (2), gufi di palude (2), falchi di palude (4), albanelle reali (3) e minore (1). Tra le specie protette non rapaci, la Sicilia si conferma la regione più spietata: la caccia illegale ha abbattuto specie rarissime come il Tarabuso (1 individuo), che sverna in non più di 200 individui nel nostro Paese; l’Occhione (2 abbattuti, su nemmeno un centinaio di svernanti) e la Ghiandaia marina (1 abbattuto). Sulla penisola l’episodio più grave è l’uccisione di una Cicogna bianca, recuperata dal centro molisano LIPU di Casacalenda (CB).”La Cicogna bianca – spiega Gustin – sverna in Italia con numeri bassissimi: non più di 20 o 30 individui. Quindi anche l’abbattimento di una sola cicogna è un danno grave alla conservazione di questa specie, per la quale ci battiamo da vent’anni”. Non sono state risparmiate dalla furia dei fucili nemmeno alcune specie acquatiche marine quali la Sula, così come altre specie acquatiche come lo Svasso piccolo, la Nitticora, la Garzetta, l’Airone cenerino e l’Airone bianco maggiore. ”Si tratta di un preoccupante e gravissimo aumento della caccia illegale e del bracconaggio rispetto allo scorso anno – dichiara Danilo Selvaggi, Responsabile Rapporti Istituzionali LIPU – Di fronte a questo scenario appare assolutamente indispensabile che il Parlamento italiano valuti una seria lotta al bracconaggio e una concreta ed effettiva applicazione della legge 157, anziché, come qualcuno irresponsabilmente vorrebbe fare, un suo stravolgimento”.
PIU' DI CINQUE CANI? SEI UN ALLEVAMENTO 31 gen 05 - G. Felicetti
La Regione Lazio ha istituito il “Registro Regionale per gli allevamenti di cani”. Fra maggio e novembre i termini per le iscrizioni da effettuare tramite Ausl.
31 gennaio 2005 - Doveva farlo entro il 20 gennaio 2004. Ma lo ha approvato il 3 settembre scorso con validità dal 10 novembre 2004 estendo opportunamente l’obbligo da alcune razze e loro incroci a tutti i cani. La Giunta Regionale del Lazio con la Deliberazione n.846 ha istituito il “Registro Regionale per gli allevamenti di cani” con il relativo Regolamento di registrazione, decidendo che per allevamento si intende ai sensi dell’articolo 2, ”la detenzione di un numero superiore a cinque cani potenziali riproduttori ed in età di riproduzione”, ovvero sei cani, e questo a prescindere che si cedano a qualunque titolo o meno, se si tengano per compagnia o lucro, in casa o in box, e secondo l’articolo 3 ”a seguito del possesso delle prescritte autorizzazioni amministrative, sanitarie, ambientali”. Perchè questo numero? il possibile riferimento legislativo adottato potrebbe essere stato quello dettato dalla Legge n.349/93: "per attività cinotecnica si intende l'attività volta all'allevamento, alla selezione e all'addestramento delle razze canine Omissis L'attività cinotecnica è considerata a tutti gli effetti attività imprenditoriale agricola Omissis I soggetti che esercitano l'attività cinotecnica sono imprenditori agricoli" ed il relativo Decreto Ministeriale del 28 gennaio 1994: "Non sono imprenditori agricoli gli allevatori che tengono in allevamento un numero inferiore a cinque fattrici e che annualmente producono un numero di cuccioli inferiori alle trenta unità". Il Registro del Lazio ”è pubblico e contiene il numero di Registro assegnato, la denominazione e l’ubicazione dell’allevamento, i dati anagrafici dei proprietari e/o conduttori, il numero massimo di cani ospitabili in base alla taglia, la tipicità dell’allevamento” ai sensi dell’articolo 1 comma 2 della Deliberazione regionale. I tempi di registrazione, previsti dall’articolo 4, previa domanda di iscrizione da presentare alla Regione per il tramite ed il parere favorevole dell’Ausl competente per territorio che verificherà la presenza di tutte le autorizzazioni previste (in mancanza dei requisiti, si avranno cinque mesi per mettersi in regola) compresi i requisiti minimi dei ricoveri, davvero minimi, previsti dall’Accordo Stato-Regioni del 6 febbraio 2003: - il 10 maggio prossimo è la scadenza per gli allevamenti che contengono anche un solo cane “pitbull, staffordshire terrier, staffordshire bull terrier, bullmastiff, dogo argentino, dogue de Bordeaux, fila brasileiro, cane corso e loro incroci" e/o anche solo un cane "che abbia morso o commesso aggressioni nei confronti di persone tali da provocare lesioni e tali da richiedere intervento sanitario, medico o chirurgico” ovvero le categorie previste dalla inapplicata e dimenticata legge regionale 33 del 6 ottobre 2003 “Norme in materia di cani da presa, molossoidi e loro incroci” approvata dal Consiglio Regionale sull'onda emotiva delle aggressioni vere e presunte della calda estate di due anni fa; - il 5 novembre p.v. è invece la scadenza prevista per gli allevamenti che contengono solo cani non riferibili alle categorie di cui sopra. Presso ogni allevamento il registro è aggiornato ”almeno settimanalmente con i dati dei cani in entrata, in uscita, i nati in allevamento, il numero di identificazione individuale, data degli interventi terapeutici e delle vaccinazioni, le morti e le soppressioni e causa del decesso o motivazioni, estremi del proprietario subentrato per cessione”. Dati questi che possono essere omessi se il conduttore è in grado di accedere all’anagrafe canina regionale. L’Ausl dovrà assicurare un sopralluogo ”almeno ogni sessanta giorni” e se venissero meno le condizioni può sospendere per un periodo non superiore a novanta giorni con propria determinazione il Numero del Registro e proporre al Sindaco apposito provvedimento sanitario-amministrativo al fine di assicurare in ogni modo il benessere degli animali. Se l’allevamento non è o non viene riconosciuto ai sensi dell’articolo 5 comma 4 dovrà esporre un cartello ed apporre ”su tutta la documentazione ufficiale” la dicitura “Allevamento non riconosciuto dalla Regione Lazio”. Per le infrazioni si applicano le sanzioni già previste nelle leggi regionali di riferimento, la 34/97 e la 33/03. La Regione Lazio pubblicizza il numero verde 800012283 per maggiori informazioni. Gianluca Felicetti
UNA DANZA MACABRA, QUANDO L’ORSO E’ COSTRETTO A FARE IL PAGLIACCIO 31 gen 05 – M. Mazzotto
In India ai lati delle strade è facile assistere a questo spettacolo; quella dei “dancing bears” che è una tradizione tipica della tribù dei Kalandar e perdura da oltre 300 anni. In alcune regioni indiane, con l’avvento del turismo di massa, gli orsi catturati che “ballano” sulla strada sono diventati tantissimi. Si stima siano 1000 su una popolazione di soli 8000.
31 gennaio 2005 - Diritto su due zampe, tenuto dal padrone con una corda che gli perfora il palato, un orso balla. Ad ogni strattone dell’uomo, lui balla e salta. Alcuni orsi sembrano suonare una chitarra immaginaria tenuta tra le zampe prive di unghie. Una danza ed una musica senza note; macabra e ridicola, imposta dall’uomo. In India ai lati delle strade e’ facile assistere a questo spettacolo; quella dei “dancing bears” (orsi che ballano), è una tradizione tipica della tribù dei Kalandar e perdura da oltre trecento anni. In alcune regioni indiane, con l’avvento del turismo di massa, gli orsi catturati e costretti a “ballare” sulla strada sono però diventati tantissimi. Si stima siano 1000 su una popolazione di soli 8000 e che ogni anno oltre cento piccoli vengano catturati in natura. “Il primo orso l'ho trovato dopo poche ore dal mio arrivo in India, sulla strada che da Delhi porta verso Agra” spiega Stefano Unterthiner, naturalista e fotografo che si e’ recato in India per testimoniare con le sue immagini questa triste tradizione ”ne vidi poi molti altri in questa zona turistica. Sono rimasto profondamente impressionato nel vedere un animale meraviglioso e maestoso come l’orso, ridotto a fare il pagliaccio.” Ma i maltrattamenti a questo animale non iniziano sulla strada, ma nella foresta. “Quando hanno poche settimane di vita vengono catturati, il più delle volte uccidendo la madre.” denuncia Unterthiner “Purtroppo solo un orsacchiotto su tre sopravvive allo stress della cattura e chi non muore subito, e’ costretto spesso ad una breve esistenza, tra fame e dolore. Appena arrivati al villaggio gli vengono strappati tutti i denti per renderli inoffensivi. Poi, senza anestesia, con un ferro incandescente, gli viene perforato il palato per passare la corda dal naso alla bocca. In questo modo il kalandar ha il completo controllo dell’animale.” A questo punto inizia l’addestramento. Maltrattati e ridotti alla fame, vengono costretti a stare su due zampe e a “ballare”, spesso anche per 10 ore al giorno. Il naso, a seguito della perforazione, si infetta provocando dolori lancinati. Questo per il kalandar e’ un bene perche’ al solo tocco della corda l’orso per alleviare il dolore, salta su due zampe e cerca di fare tutto cio’ che l’uomo gli impone. Molti esemplari non sopravvivono a questa vita assai diversa da quella che dovrebbe essere la vita di un animale selvatico. “Inoltre l’orso labiato e’ una specie in rapido declino” commenta il fotografo “fino a pochi anni era ancora diffusa e il suo areale era molto vasto. Oggi è in diminuzione un po' dappertutto ed è considerata una specie vulnerabile. Il problema non è solo il bracconaggio, che indubbiamente influisce, ma anche la distruzione dell'habitat.” Ma cosa si puo’ fare per cercare di risolvere una situazioni in cui lo sfruttamento degli animali è compiuto da persone molto povere, che non hanno altro di cui vivere, per guadagnare poche rupie pagate da noi, turisti occidentali? “Per prima cosa” spiega Unterthiner “bisognerebbe parlarne e "addestrare" i turisti a non fermarsi quando vedono animali sulla strada e soprattutto a non dare dei soldi: è questo che spinge la gente locale a procurasi qualche animale selvatico. Anche una banale e apparente innocua sosta per ammirare un incantatore di serpenti ha delle conseguenze: sono migliaia, infatti, i cobra che ogni anno vengono catturati per questi spettacoli e migliaia sono quelli che muoiono subito dopo la cattura. Inoltre in questi ultimi anni,” continua Unterthiner “grazie soprattutto al lavoro dell'associazione wildlife.sos sono state promosse campagne di "conversione". Agli addestratori di orsi viene data la possibilità di aprire una piccola attività; ad esempio comprando loro un risciò o aiutandoli ad aprire un negozio, se cedono all'associazione l'orso e sottoscrivono un contratto in cui si impegnano a non tornare a far danzare un animale. La cosa sembra funzionare: in pochi anni circa 50 orsi sono stati recuperati e i kalandar hanno trovato un nuovo lavoro. Molta gente infatti fa questo "mestiere" perché non trova nulla di meglio con cui sopravvivere.” Ma gli orsi non sono gli unici animali sfruttati per questo scopo: ci sono scimmie (sia gli entelli, che sono le scimmie sacre per gli indiani, sia i macachi) ma anche cobra e altri serpenti, parrocchetti e perfino gufi. “In genere questi animali vengono mostrati al turista” conclude Unterthiner “E poi quasi sempre finiscono sacrificati per qualche rituale di magia nera.” Tanti animali tolti al loro ambiente, tolti alla loro vita libera. Per loro un unico futuro: diventare gli schiavi di un divertimento malsano, umiliati e costretti a improvvisare spettacoli “a soggetto”, pronti a stupire il prossimo turista che si fermerà per una triste foto ricordo. Uno scatto, poche rupie ed un altro anello si aggiunge alla lunga catena delle loro sofferenze.
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DIVENTA LEGGE ACCORDO INTERNAZIONALE TUTELA CETACEI 1 feb 05
Per Animalisti Italiani, miglioramenti per ventuno specie.
1 febbraio 2005 - E' stato ratificato e tradotto in legge in Italia l'accordo internazionale sulla conservazione dei cetacei, noto con la sigla di Accobams e nato in seguito alle raccomandazioni elaborate e tradotte nella Convenzione di Bonn del 1979 e siglato a Monaco nel 1996 da 32 paesi che si affacciano sul Mediterraneo, Mar Nero e zone Atlantiche contigue. ''Sicuramente, l'entrata in vigore in Italia dell'accordo Accobams offrirà un'ulteriore valido strumento per la tutela dei cetacei, dal Mar Nero al Mediterraneo fino all'Atlantico.'' -dichiara Ilaria Ferri Direttore dei settori Cattività e Ambiente Marino dell'associazione Animalisti Italiani- L'accordo prevede la tutela per 21 specie tra odontoceti e misticeti, attività di ricerca e monitoraggio al fine di valutare la presenza dei cetacei e gli effetti dell'impatto antropico sulle popolazioni presenti, nonché la regolamentazione delle attività di pesca e attenzione alle aree di particolare interesse cetologico''. ''Di notevole importanza è l'articolo dell'accordo che riguarda il divieto di cattura in natura dei cetacei per motivi d'esibizione pubblica -prosegue la Ferri- dal Mar Nero, infatti, dalla metà degli anni '80 sono stati prelevati la quasi totalità dei delfini russi utilizzati per scopi militari che dopo anni di carriera, sono stati ricollocati nei delfinari di tutto il mondo, costretti ad esibirsi come tristi pagliacci. Dal 1990, di tutti i tursiopi provenienti dal Mar Nero ed esportati nei delfinari di tutto il mondo ne sopravvive solo il 26%.'' ''Il Comitato Scientifico che guiderà le strategie ed i progetti dell'Accobams è costituito da 12 grandi esperti di cetacei e a Palma de Maiorca. Durante la recente riunione -conclude la Ferri- è stato nominato rappresentante dei paesi del Mediterraneo centrale il ricercatore naturalista dell'Icram (Istituto Centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare, Presieduto da Folco Quilici) Giancarlo Lauriano, esperto ricercatore che da anni si occupa di conservazione di cetacei e di problemi relativi all'interazione tra cetacei e pesca. Abbiamo bisogno di conservare e preservare la biodiversità e la ricchezza del mare, patrimonio preziosissimo, troppo spesso violato da operazioni selvagge e sconsiderate.'' (Cai/Pn/Adnkronos)
SONO IN PERICOLO ANCHE I DIAVOLI. DELLA TASMANIA 1 feb 05 - C. Marcello
Sono falcidiati da misteriori tumori facciali.
1 febbraio 2005 - Tre parchi naturali nello stato-isola australiano della Tasmania hanno avviato un nuovo programma di riproduzione in cattivita' che mira a salvare dall'estinzione il diavolo della Tasmania, il piccolo ma feroce marsupiale divenuto il simbolo dell'isola, unico luogo al mondo dove sopravvive dopo la scomparsa dal continente australiano. Una decina di anni fa la popolazione si aggirava sui 150 mila individui, ma un misterioso tumore facciale ha ucciso oltre la meta' della popolazione in appena cinque anni e i tre parchi di Mole Creek, Bicheno e Hobart sperano di aumentare lo stock di animali sani in cattivita', a mo' di polizza di assicurazione nel caso che la specie si estingua del tutto allo stato brado. Sei esemplari sono stati gia' sottoposti a test veterinari per assicurarsi che non stiano sviluppando il tumore, e saranno portati a Bicheno per accoppiarsi. Il diavolo della Tasmania (Sarcophilus harrisii), reso popolare nei cartoons come compagno d'avventura del coniglio Bugs Bunny e dell'anatra Duffy Duck, ha ricevuto questo nome, veramente poco gentile, dai colonizzatori bianchi della Tasmania, per il suo carattere cattivo e furioso. Le sue potenti mascelle possono triturare le ossa di animali assai piu' grandi di lui. Quando cala la notte emette cupi latrati che terrorizzavano i primi coloni. Una volta afferrato per la coda e sollevato, comincia a sputare, ringhiare e schiumare di rabbia. Di abitudini notturne e crepuscolari, sopravvive ormai solo in alcune remote zone rurali e montagnose del nord dell'isola, dove e' ben visto dagli allevatori perche' contribuisce alla pulizia dei pascoli: infatti si nutre delle carcasse di pecore e vacche morte. Da tre anni un male sconosciuto ha colpito questo animale e ne sta decimando la popolazione. Sembra che si tratti di un retrovirus che provoca orrendi tumori facciali. Al termine di un anno di ricerche, un'equipe di veterinari e patologi non e' ancora riuscita a identificare precisamente la malattia. Salvo osservare che si tratta di un cancro complesso e contagioso, che gli animali si trasmettono facilmente quando lottano per disputarsi una preda, o una femmina. Secondo gli ambientalisti la causa e' legata al cibo di cui si nutrono, che puo' essere stato contaminato da pesticidi o da altre sostanze inquinanti. Il partito dei verdi ha chiesto al governo di mettere al bando in via precauzionale i veleni chimici usati in agricoltura, in particolare l'atrazina e il monofluoroacetato di sodio, il cui effetto cancerogeno puo' essere moltiplicato da fattori genetici dell'animale. Con la graduale scomparsa del 'diavolo', e' tutta la catena alimentare ad esserne colpita, con ripercussioni su altre specie. La sua scomparsa nelle zone selvatiche e nei pascoli sta contribuendo a un aumento vertiginoso delle carcasse di animali selvatici; nelle zone rurali vi e' un aumento di gatti selvatici, che si rivelano pero' vettori di toxoplasmosi e stanno facendo moltiplicare i casi di aborto nelle mucche. Cosi' il problema da ambientale si sta trasformando in economico, e di un'ampiezza tale da spingere le autorita' a considerare l'importante funzione ecologica che svolge l'animale. Considerati come una terribile piaga da combattere nel secolo scorso, avvelenati e catturati per decenni, i diavoli iniziarono a essere protetti per legge solo nel 1941 ed ora sono addirittura il simbolo dei servizi di protezione dell'habitat silvestre e dei parchi nazionali nell'isola. Sempre se riusciranno a resistere a questa nuova sfida ambientale. Claudio Marcello ANSA
UNA ZONA UMIDA SU DUE E' PERSA. E TUTTI I LORO ABITANTI 2 feb 05
Giornata di mobilitazione del Wwf. Visite guidate in tutta Italia.
2 febbraio 2005 - In soli 50 anni il Pianeta ha perso il 50% dei suoi stagni, paludi, torbiere, bacini naturali e artificiali permanenti con acqua stagnante o corrente dolce, salmastra o salata, gli ambienti piu' ricchi per flora e fauna. A lanciare l'allarme e' il Wwf per la giornata mondiale delle zone umide indetta per oggi. E per capire l'importanza della tutela di queste aree il Wwf in un documento ha presentato il valore economico della salvaguardia delle zone umide del Pianeta: 3,4 miliardi di dollari annui considerando una superficie di 630.000 kmq. Sono 47 le Oasi Wwf che tutelano ambienti di zone umide, per un totale di circa 15.000 ettari. Ed oggi sono previste iniziative speciali in cinque aree: Oasi cratere degli Astroni, a Napoli (birdwatching sul lago); Laguna di Orbetello (visita della Riserva dalle 9,30 alle 13,30, presentazione Progetto Ibis Eremita presso Casale Giannella); visite guidate anche all'Oasi lago di Burano anch'essa in Toscana, con mostra sulle zone umide e lezione dimostrativa di birdwatching; Oasi Le Cesine (Puglia), mostra zone umide fino al 28 febbraio presso il Centro visite; Oasi Valle Averto (Veneto) visite guidate e lezioni di birdwatching. Le zone umide sono generalmente ambienti di transizione con funzioni 'tampone' tra terra e mare (lagune), tra terra e fiumi (paludi perifluviali) o tra terra e ghiacciai (torbiere alpine) e sono caratterizzati da significative variazioni del livello d'acqua sia giornaliere (ambienti sotto l'influsso delle maree) che stagionali, da una ricca vegetazione acquatica e da un'alta produttività ecologica. Inoltre sono tra gli ambienti piu' ricchi in assoluto di specie animali e vegetali e fanno da argine alle piene. Per questo, ma soprattutto per garantire un governo efficace ed efficiente delle acque interne nazionali, il Wwf ''ribadisce la necessita' che il Governo Italiano, in ritardo di due anni, recepisca la Direttiva Quadro 2000/60/CE, individuando in particolare nelle attuali autorita' di bacino le autorità di distretto richieste dalla normativa europea, affinche' possa essere avviata correttamente l'applicazione su tutto il territorio nazionale di questa importante direttiva europea''. (ANSA)
PER IL CONCORSO SI PUO' ESSERE OBIETTORI ALLA VIVISEZIONE 2 feb 05
L'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Brescia costretto a cambiare un bando dopo la protesta dell'Enpa per il rispetto della legge 413/93.
2 febbraio 2005 - Al concorso per l’assunzione di tecnici di laboratorio all’Istituto Zooprofilattico sperimentale di Brescia, possono partecipare tutti: anche chi fa obiezione di coscienza alla sperimentazione animale. La dirigente responsabile dell’unità Gestione del Personale dello Zooprofilattico, Elisabetta Poviani, ha corretto il bando di concorso dopo la diffida presentata dall’Ente Nazionale Protezione animali. Nella prima versione del bando, infatti, l’istituto richiedeva ai candidati di di rinunciare all’obiezione di coscienza alla sperimentazione animale. Secondo l’Enpa, tale richiesta, oltre ad essere palesemente in contrasto con la Legge 413/93 che dà facoltà ai lavoratori, agli studenti e ai ricercatori di non effettuare gli esperimenti sugli animali, rappresentava una gravissima forma di discriminazione nei confronti di una platea di candidati i quali, per partecipare a un concorso e sperare legittimamente di avere un posto di lavoro, avrebbero dovuto già in fase di domanda di ammissione alle prove rinunciare ad un diritto riconosciuto da una legge del 1993. Il bando, secondo l’Enpa, contrastava anche con le previsioni della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e del Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici. “La legge 413 del 1993 è inequivocabile – dichiara Alessio Bonetti, consigliere nazionale dell’Enpa –. Stabilisce infatti che l’obiezione di coscienza alla sperimentazione animale è un diritto dei cittadini che si oppongono alla violenza su tutti gli esseri viventi e, contrariamente a quanto richiesto dall’Istituto zooprofilattico nei propri bandi, sancisce l’obbligo del datore di lavoro di informare i dipendenti del diritto ad esercitare l’obiezione di coscienza alla sperimentazione animale. E’ pertanto illegittimo chiedere una preventiva rinuncia: si snatura il senso e la portata della norma.” La diffida era stata inviata stata inviata, per conoscenza, anche alla Procura Generale della Corte dei Conti. Pubblichiamo, di seguito, il testo integrale della precisazione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Brescia. Il comunicato sarà pubblicato su alcuni quotidiani nazionali e locali.
ISTITUTO ZOOPROFILATTICO SPERIMENTALE DELLA LOMBARDIA E DELL’EMILIA-ROMAGNA PRECISAZIONI IN ORDINE AI BANDI DI CONCORSO PUBBLICO PER IL CONFERIMENTO DI POSTI DI ASSISTENTE TECNICO ADDETTO AI SERVIZI DI LABORATORIO CAT. C – INDETTI DA QUESTO ISTITUTO ZOOPROFILATTICO SPERIMENTALE DELLA LOMBARDIA E DELL’EMILIA-ROMAGNA A SEGUITO OBIEZIONE E.N.P.A. Dichiarazione richiesta ai candidati “di rinunciare all’obiezione di coscienza sulla sperimentazione animale”: - è una facoltà; - la sua assenza o la dichiarazione contraria non costituiscono motivo di esclusione dal concorso; - La rinuncia all’obiezione di coscienza non è uno dei requisiti richiesti per l’ammissione. I candidati che non effettuano la dichiarazione o dichiarano di avvalersi dell’obiezione di coscienza sono ammessi al concorso. Brescia, 27/01/2005 Il DIRIGENTE RESPONSABILE DELL’U.O. GESTIONE DEL PERSONALE Elisabetta Poviani
CUCCIOLO COME BIMBO, ADOTTATO CON SENTENZA. EFFETTO NUOVA LEGGE 2 feb 05
Decisione del Tribunale di Pistoai a seguito di maltrattamenti.
2 febbraio 2005 - Un cucciolo di cane come un bambino: avra' una famiglia grazie al Tribunale di Pistoia che ha applicato la nuova legge sul maltrattamento degli animali, la 189 del 2004. Protagonista della storia a lieto fine, Rex, un pastore tedesco di cinque mesi. Per lui le prime settimane di vita sono state un 'inferno' perche' il proprietario lo ha confinato in un angusto recinto in un cortile del centro storico di Pistoia. Il cibo non arrivava tutti i giorni. Ma Rex ha imparato presto che gli uomini non sono tutti uguali, che di qualcuno poteva fidarsi. Ad esempio, dei vicini che gli portavano il cibo e di alcuni muratori che stavano effettuando dei lavori in un palazzo vicino: anche loro nella pausa di mezzogiorno non mancavano di dargli un po' del loro pranzo. Rex aveva anche problemi di salute, zoppicava e aveva bisogno del veterinario che, naturalmente, non veniva chiamato. Rex nel suo box guaiva e si lamentava, ma il proprietario sembrava insensibile a quella richiesta di aiuto e continuava imperterrito a non preoccuparsi del cucciolo. Qualcuno pero' alla fine ha detto basta e ha interessato l'Ente di protezione animali e la polizia municipale. Grazie alla nuova legge i vigili urbani sono potuti intervenire e, su autorizzazione del sostituto procuratore Rossella Corsini, hanno potuto introdursi nel cortile e prelevare l' animale. Rex e' stato prima accompagnato al canile municipale dove e' rimasto alcuni mesi: qui e' stato curato e si e' rimesso in forze. Il suo musetto simpatico e la sua storia hanno toccato il cuore di una famiglia pistoiese che aveva fatto visita al canile. A quel punto e' cominciato l'iter per l'adozione la cui normativa ricalca per certi aspetti quella usata per i bambini. Ieri il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pistoia Alessandro Ghelardini ha firmato l'ordinanza di convalida del sequestro. Cosi' Rex ha potuto lasciare il canile e avere finalmente una cuccia tutta sua e tante coccole da una famiglia. Anche se il cane non lo sa, ci vorra' ancora un ulteriore passaggio burocratico perche' diventi un membro a tutti gli effetti, anche giuridici, della sua nuova famiglia. Occorrera' infatti una sentenza del giudice perche' il cane possa essere affidato in via definitiva alla famiglia che lo ha adottato. E, come nel caso dell' adozione di un bambino, la nuova famiglia rimarra' nell'anonimato per impedire eventuali vendette o rapimenti da parte del vecchio proprietario. Il quale dovra' salire le scale del tribunale di Pistoia, magari accompagnato da un avvocato: e' stato infatti denunciato per abbandono. In base alla nuova normativa rischia di pagare una multa da 1.000 a 10.000 euro. (ANSA)
CACCIA DI FRODO: CFS SEQUESTRA MEZZA TONNELLATA DI FAUNA 2 feb 05
La Forestale ha respinto diverse migliaia di animali (soprattutto allodole e beccacce, ma anche quaglie, beccaccini, merli e lepri) infliggendo sanzioni a 22 cacciatori provenienti da diverse regioni d'Italia, soprattutto dalla Toscana.
2 febbraio 2005 - Negli ultimi cinque mesi poco meno di una tonnellata e mezzo di fauna abbattuta in Albania e Montenegro è stata sequestrata dal personale del Corpo Forestale dello Stato nel porto di Bari a cacciatori provenienti da battute di caccia nei Balcani. La Forestale ha respinto diverse migliaia di animali (per lo piú allodole e beccacce, ma anche quaglie, beccaccini, merli e lepri) infliggendo sanzioni a 22 cacciatori provenienti da diverse regioni d'Italia, soprattutto dalla Toscana. I sequestri sono stati compiuti in collaborazione con il personale dell'Ufficio veterinario e dell'Agenzia delle dogane.
STORIA DI UNA CAGNETTA SFORTUNATA 3 feb 05 - Elisa
3 febbraio 2005 - Mila è una piccola incrocio Labrador di circa 5 anni. Piccola perché è una cagnetta di taglia “bonsai” rispetto agli standard della razza. Ha anche qualche chilo da perdere ma questo è il minore dei suoi guai. La storia di Mila è uguale a quella di migliaia di cani abbandonati: una famiglia con cui condividere tempo, spazi e coccole e poi, improvvisamente, senza un perché, la strada. La fame, la sete, il freddo, le auto che sfrecciano, qualcuno che ti caccia dal suo “territorio” e, infine, un triste canile. Quattro anni di triste canile. Senza mai uscire dal box, Mila ingrassa e si fa forte del solo modo che ha per resistere: la diffidenza e la paura. Ma l’autunno del 2004 porta una svolta nella vita di questa sfortunata cagnetta: viene trasferita al canile/rifugio della Lega Nazionale per la Difesa del Cane di Segrate. Certo, altre sbarre ma le cure amorevoli dei volontari e lunghe passeggiate in libertà grazie all’ adozione a distanza, una cuccia riscaldata e un box ampio e accogliente. Mila capisce di essere al sicuro, ora scodinzola a chiunque e il suo carattere esuberante e vivace riesce ad emergere, anche se resta il suo timore per le figure maschili. La nostra cagnetta è anche seguita dai Veterinari della Lega del Cane. Purtroppo le viene diagnosticata una bolla timpanica che la costringe a tenere leggermente reclinata la testolina. Mila dovrà subire a breve un intervento chirurgico che prevede l’asportazione del timpano. Un’ operazione complessa, non impossibile, ma costosa per l’ Associazione e che invece, a lei, costerà l’udito dell’ orecchio sinistro. Questo non le creerà comunque nessun problema: gli animali ci dimostrano che, nonostante possibili difetti fisici, ci si può godere lo stesso la vita alla grande. A questo punto entrate in gioco voi che leggete queste righe: Mila aspetta una famiglia che l’accolga e si prenda cura di lei per sempre e, soprattutto, la Lega del Cane ha bisogno di supporto economico per l’operazione, solo la TAC cui è stata sottoposta Mila è già costata parecchio. Venite a trovare Mila in canile anche per rendervi conto di che splendida realtà sia il Rifugio della Lega del Cane e della serietà e competenza che stanno dietro l’Associazione. Mila ha bisogno del vostro aiuto: basta un poco da molti. Chi condivide la sua vita con un quattrozampe sa quanto preziosa sia la sua esistenza mentre chi non ha questa fortuna ha la possibilità di aiutare concretamente una bestiola in difficoltà. So che spesso la richiesta di fondi viene pregiudicata da una certa diffidenza, per questo vi invito a fare visita al Canile: una struttura moderna e funzionale, tanti volontari motivati, cani che non vengono stipati per anni dietro le sbarre ma che trovano presto una nuova famiglia. Ma realizzare tutto questo è costato fatica, sacrifici e tanto lavoro oltre che una grandissima passione e un’ incrollabile volontà. Soprattutto, tutto ciò, è stato reso possibile grazie al contributo dei soci della Lega del Cane, delle persone che sottoscrivono le adozioni a distanza, di chi acquista i gadget dell’Associazione presso i banchetti, di chi fa devolve offerte… Insomma, MILA ASPETTA IL VOSTRO AIUTO E UNA FAMIGLIA.
Rifugio della Lega Nazionale Per la Difesa del Cane-Sezione di Milano: Via Redecesio 5/A Segrate (MI) Tel/fax: 02.21.37.864 C/c postale: 50 48 42 03 (specificate la causale: “Aiutiamo Mila”)
E' il primo caso in Francia. Al via 200.000 test UE, 35.000 in Italia. Kyprianou, situazione verrà riesaminata nei prossimi sei mesi.
3 febbraio 2005 - Nei prossimi sei mesi oltre 200.000 test verranno effettuati sulle capre allevate in Europa - di cui 35.000 in Italia - per verificare se il caso della capra francese, il cui cervello si è rivelato positivo al morbo della mucca pazza, sia isolato oppure no. I 25 paesi dell'Ue hanno infatti dato il via libera, oggi a Bruxelles, alla proposta della Commissione europea di rafforzare i programmi di sorveglianza dopo il primo caso in assoluto di Bse scoperto, al termine di due anni di ricerche, in una capra macellata nel 2002. ”La nostra priorità - ha commentato il commissario europeo alla sanità Markos Kyprianou - consiste a preservare la salute cittadini europei. Tengo dunque a agire rapidamente - ha precisato - al fine di determinare l'ampiezza del problema. Ed e' anche la ragione che ci ha spinto ad aumentare in modo rilevante il numero di test e a seguire da vicino l'evoluzione della situazione”. Il commissario ha anche indicato che la “situazione verrà riesaminata alla luce dell'insieme dei dati e dei pareri scientifici nei prossimi sei mesi”. Così, ad appena cinque giorni dalla conferma scientifica, i direttori dei servizi veterinari nei 25 stati membri hanno dato il loro accordo per incrementare le misure già in vigore allo scopo di proteggere i consumatori. Queste misure comprendono tra l'altro il divieto di nutrire le capre con farine di carne, l'eliminazione sulle carcasse dei materiali molli a rischio per l'uomo e gli animali, la soppressione degli animali colpiti da scrapie. Quest'ultima è una malattia (ossia una encefalite spongiforme trasmissibile) che non si può però trasmettere all'uomo. Il Comitato europeo per la catena alimentare, ha sottolineato il portavoce di Kyprianou, ha approvato all'unanimità la nuova misura che consiste a ''testare nell'Unione nei prossimi sei mesi 176.040 capre sane e altre 25.900 morte nelle fattorie. In Italia, in particolare, saranno testate 35.000 capre, di cui 30.000 sane e 5.000 morte negli allevamenti. L'Europa nel 2004 contava 12,4 milioni di capre”. La Commissione europea ha ricordato nei giorni scorsi che secondo l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ''sulla base delle conoscenze scientifiche attuali, e' poco probabile che il latte di capra e i prodotti derivati presentino - se il latte proviene da animali sani - un rischio qualunque di contaminazione da encefalite spongiforme trasmissibile”. L'Efta ha riconosciuto comunque “che il caso isolato da infezione da Bse in una capra in Francia, deve essere ancora valutato pienamente” e quindi ritiene di “vitale importanza” la proposta di accrescere il monitoraggio sulla malattia. Presso l'Agenzia alimentare è in corso una valutazione quantitativa dei rischi relativa alla sicurezza della carne di capra. La capra malata è stata individuata nel 2002 nell'ambito di un ampio programma di sorveglianza comunitario per ricercare eventuali ceppi di Tse in piccoli ruminanti. Il capo era l'unico animale infetto del gregge. Tutti gli altri esemplari sono stati abbattuti e i 300 test effettuati sono risultati negativi.
HONG KONG: SCATTA ALLARME PER L'INVASIONE DELLE FORMICHE DI FUOCO 31 gen 05
Le temibili Rifa pungono fino a dieci volte in due secondi.
31 gennaio 2005 - ''Sono come il cancro. Se lo prendi in tempo, hai la speranza di poterlo battere. Ma una volta che si e' diffuso non c'e' speranza''. Cosi' Billy Hau Chi-hang, entomologo dell'universita' di Hong Kong ed esperto in specie invasive, descrive le formiche di fuoco, chiamate anche Rifa (Red imported fire ant), dopo il ritrovamento nella zona di Hong Kong di diverse loro colonie. Originarie del Brasile, le formiche di fuoco sarebbero arrivate l'anno scorso dalla Cina. Invece di mordere, pungono. E mentre la maggior parte degli insetti punge una volta e poi smette, o muore, le Solenopsis invicta, questo il loro nome scientifico, usano il loro pungiglione a ripetizione sulla vittima. In soli due secondi di tempo possono colpire 10 volte: nell'uomo la puntura e' dolorosa e il veleno inoculato puo' provocare una reazione anafilattica in alcuni casi mortale. Ben conosciute negli Stati Uniti, dove fin dagli anni '70 hanno invaso campi coltivati ma anche zone urbane di Alabama, Arkansas, Florida, Georgia, Louisiana, Mississippi, Nord Carolina e Sud Carolina, Oklaoma e Tennessee, le formiche di fuoco sono onnivore e molto voraci. ''Gli Stati Uniti hanno speso una quantita' di denaro per sconfiggere questa piaga negli ultimi 60 anni -dice l'entomologo Hau - ma non sono riusciti a disfarsene. Per questo Hong Kong sta prendendo molto sul serio il problema''. Le invadenti Rifa sarebbero arrivate nell'ex governatorato britannico dalla Cina, dentro i vasi delle piante importate per i festeggiamenti del capodanno cinese, celebrato il 22 gennaio 2004. Colonie di formiche di fuoco sono infatti presenti sia nella Cina meridionale sia a Taiwan. Descrivendo come avviene un loro attacco, Hau racconta: ''Se si disturba un formicaio e 30 formiche di fuoco salgono su una gamba, in un paio di secondi si puo' essere punti 300 volte. Quando attaccano sono velocissime -prosegue- pungono la vittima, immobilizzandola con il veleno, cosi' da poterla consumare con tutta tranquillita'''. Le Rifa si nutrono di tutto, in generale di piante e vegetali, non disdegnando pero' anche altri insetti ed animali piu' grandi, come rane, rospi e lucertole. La loro voracita' le spinge anche ad attaccare i nidi sugli alberi e in poco tempo sono in grado di ridurre una nidiata di pulcini di quaglia a un mucchietto di ossa. Il rischio di veder proliferare le formiche di fuoco ad Hong Kong e' una minaccia in particolare per la zona agricola dei Nuovi territori nel nord, sottolinea Hau. Le autorita' locali debbono quindi fare in fretta e prendere provvedimenti per risolvere il problema alle radici, prima che inizi il loro ciclo riproduttivo. Il processo di riproduzione delle Rifa inizia quando la temperatura al suolo raggiunge i 24 gradi, in genere a meta' marzo. Un loro formicaio e' largo e profondo fino a un metro e ospita in genere circa 200 mila esemplari. Ogni 18-21 settimane una formica regina e' pronta a formare una nuova colonia, cosi' emigra e nasce un nuovo formicaio dove deporra' 1.500 uova al giorno. Se negli Stati Uniti hanno speso considerevoli quantita' di denaro per disfarsi delle formiche di fuoco -solo in Texas la stima e' di 10,5 milioni di dollari all'anno- in Australia, a sei mesi dall'invasione del febbraio 2001, e' scattato un piano nazionale di eradicazione nel Queensland. In particolare, oltre a mostrare le foto di esemplari di questi insetti e dei danni che provocano, per esempio sul braccio di un uomo, il sito internet www.dpi.qld.gov.au/fireants/ spiega anche cosa fare per identificarle con certezza e come curarsi se si viene colpiti dai loro pungiglioni. (Ses-Pag/Zn/Adnkronos-Dpa)
IL CIBO, MEGLIO RINCORRERLO O MANGIARE L’ERBA? 31 gen 05 – M. D’Amico
In sostanza, ha meno problemi il carnivoro o l’erbivoro? Ne parliamo con lo zoologo Antonio Di Croce.
31 gennaio 2005 - Quali sono i pro e i contro per carnivori ed erbivori? Tra loro sono sostanziali le differenze, sia di abitudini che fisiche. Proprio alla luce di queste diversità, chi vive meglio? Ne parliamo con lo zoologo Antonio Di Croce.
Tutti pensano che i carnivori se la passino molto meglio degli erbivori perché la carne è più nutriente. E’ così? È una questione antica che riguarda la catena alimentare; sappiamo che gli organismi vegetali trasformano l’energia solare in zuccheri, gli erbivori sono i primi consumatori di tale energia ed i carnivori sono i consumatori degli erbivori. Non c’è una categoria che se la passa meglio dell’altra. In altre parole, “ognuno ha quello che si merita” e sia l’erbivoria, sia la carnivoria hanno dei pro e dei contro.
Resta il fatto che la pianta è li che aspetta mentre alla carne, ovvero la preda, bisogna corrergli dietro! Alla fine, insomma, chi se la passa meglio i carnivori o gli erbivori? E’ vero che i carnivori devono spendere molte energie per soddisfare il fabbisogno energetico di cui necessitano, ma è vero anche che l’energia spesa in più per la conquista del cibo viene compensata da un pasto più nutriente. D’altra parte è vero che per gli erbivori mangiare quello che si trova “a portata di bocca” è molto più semplice, ma è anche vero che si nutrono di alimenti poco nutrienti e sono costretti a spendere moltissimo tempo nell’alimentazione, mentre i carnivori fanno solamente un pasto ogni tanto e possono avere più tempo per riposare, per esempio.
Quali sono le caratteristiche che li differenziano? Lo stomaco, ad esempio. Tutte le specie che appartengono ad una categoria o all’altra hanno delle specializzazioni che sono il risultato di convergenze evolutive molto interessanti e curiose. L’apparato digerente, innanzi tutto, a partire dalla dentizione; tutti i carnivori hanno denti specializzati (canini, dente ferino, etc…) a strappare e a masticare la carne, così come tutti gli erbivori hanno denti adatti a sminuzzare i vegetali. I carnivori hanno gli occhi frontali per avere una vista binoculare (come quella nostra) che permette di stimare la distanza dell’oggetto che si sta osservando, mentre gli erbivori hanno gli occhi laterali, che hanno il vantaggio di un campo visivo meno profondo, ma molto più ampio. Curiosamente, invece, udito e olfatto possono essere molto sviluppati in entrambi, poiché è vero che i carnivori sono adattati a scovare ed inseguire le prede, ma è vero anche che gli erbivori sono adattati a scappare dai predatori che li inseguono… è, insomma, una gara all’ultimo ritrovato dell’evoluzione!
Esistono animali erbivori che, in alcuni momenti, diventano carnivori per necessità? Direi piuttosto che esistono specie, cosiddette opportuniste e considerate generalmente carnivore, che nel momento del bisogno diventano erbivore, ma non il contrario. Penso che l’unica eccezione, nel mondo degli erbivori, sia rappresentata dal cinghiale; un ungulato con una dentatura veramente strana, considerata una vera via di mezzo tra una specializzazione erbivora ed una carnivora. Comunque, quasi tutti i carnivori hanno elementi vegetali nelle loro diete; possiamo dire che oltre la carne quasi tutti consumano anche frutta e verdura ! Per fare alcuni esempi, volpi, orsi, lupi, e tutti gli altri piccoli carnivori come faine, martore, puzzole, donnole, tassi, etc… consumano molti semi, bacche e frutta nelle stagioni favorevoli.
I PIPISTRELLI VAMPIRI? BRUTTI MA GENEROSI 31 gen 05
Studio del Cnr, questi volatili spiegano altruismo umano.
31 gennaio 2005 - Anche i vampiri hanno un'anima e per di piu' generosa. E proprio dai pipistrelli vampiri arriva la spiegazione dell'altruismo umano. Questo quanto emerge da uno studio condotto dall'Istituto di scienze e tecnologie della cognizione (Istc) del Cnr sui pipistrelli vampiri, maestri nella strategia di gruppo senza doppi fini. La 'condotta' dei vampiri e' stata studiata attraverso la simulazione su computer che ha portato alla formulazione di nuove ipotesi su tale dinamica relazionale. ''L'obiettivo dello studio - spiega Mario Paolucci dell'Istc del Cnr - e' capire uno dei tanti aspetti di questa attitudine umana, partendo da un livello di scala inferiore e meno complesso, quello degli animali. L'altruismo - prosegue - appare in contrasto con la teoria dell'evoluzione, secondo la quale sopravvive il piu' adatto, mentre avvantaggiando gli altri, l' altruista dovrebbe soccombere''. E invece l'altruismo - riferisce l'esperto - e' diffuso tra gli animali. Come mai? ''La ricerca dimostra che questo comportamento - afferma ancora Paolucci - puo' essere una strategia vincente. e' quel che succede fra i vampiri, grazie alla loro organizzazione sociale caratterizzata da gruppi di 20-40 individui. Se uno di loro per tre giorni di seguito non trova cibo rischia di morire. A quel punto interviene il pipistrello 'altruista' che gli dona, rigurgitandolo, parte del sangue di cui si è alimentato, riducendo il beneficio di una nottata di caccia''. Ma nella comunita' vi sono anche dei parassiti che non soccorrono il prossimo in pericolo di vita. ''I 'bari' - spiega Paolucci - costituiscono una minaccia per il gruppo e per se stessi; sfruttano all'osso gli altruisti, poi, non trovando piu' vittime da spolpare, muoiono essi stessi. La specie dunque era destinata ad estinguersi, ma cio' non e' avvenuto''. Dalle simulazioni condotte dall'Istc del Cnr, si e' visto che gli altruisti sono protetti dalle pareti dei nidi che si formano quando gli individui si riproducono e si separano. Quei pochi nidi di soli altruisti che per caso si formeranno, conquisteranno l'intera popolazione, garantendone la sopravvivenza e la riproduzione. ''Tale risultato - spiegano ancora al Cnr - porta acqua al mulino della teoria della selezione di gruppo, demolita negli anni Sessanta da quella che considerava la reciprocità come unica spiegazione ammissibile dell'altruismo''. Indole, sottolinea Rosaria Conte dell'Istc-Cnr ''che puo' essere una strategia vincente anche in grandi comunita', purche' gli individui siano dotati di una certa intelligenza. Se gli individui agiscono in base ai loro scopi, che variano sia in senso altruistico che egoistico, osservando gli effetti su di se' delle azioni altrui, l'altruismo sopravvivra' e si diffondera' piú dell'egoismo, perche' fa piu' proseliti. I 'bari', che rifiutano l'aiuto anche a chi, come nel caso dei vampiri, e' in fin di vita, vengono imitati piu' raramente''. E sono proprio le forme estreme e vulnerabili di altruismo, come il martirio, ad avere il maggior numero di seguaci: ''Il proselitismo degli altruisti - dice Conte - rende relativamente inoffensivo il comportamento parassitario e truffaldino anche senza l'aiuto delle anguste pareti del nido e permette quindi la formazione di comunità piu' ampie di quanto non accada fra i pipistrelli''. ''Ecco perche' - conclude il Cnr - gesti eroici come il martirio, si diffondono in ondate epocali. Di per se' l' altruismo rafforza il gruppo, a condizione che questo si isoli. Ma e' l'altruismo intelligente che consente alla nostra specie di organizzarsi in gruppi sempre piu' vasti, forse anche nella grande rete internet, senza isolarsi, ma supportando i nuovi arrivati e neutralizzando i bari con la forza dei suoi argomenti''. (ANSA)
Collegamenti e collaborazioni con altri Parci dei Paesi mediterranei.
1 febbraio 2005 - Napoli capitale del Mediterraneo per la salvaguardia dell'ambiente: si conclude, infatti, oggi, nell'Hotel Royal Continental, il convegno di avvio del progetto Rete dei Parchi, che coinvolge Paesi e aree protette del Mediterraneo, finanziato dall'Unione Europea per un milione e trecentomila euro. Capofila del progetto, che segna, secondo i promotori, ''una svolta storica nella cooperazione internazionale tra i Paesi del Mediterraneo nel settore della valorizzazione delle aree protette, il Parco Nazionale del Vesuvio, che cofinanzia il piano con 100.000 euro di fondi propri''. Oggi, al momento della sigla della 'convenzione interpartenariale', tra il Parco Nazionale del Vesuvio, e tutti i partners del progetto, saranno presenti l'onorevole Pietro Armani, presidente della Commissione Ambiente e Territorio e Lavori pubblici della Camera dei Deputati, il senatore Emiddio Novi, presidente della Commissione Ambiente e Beni ambientali del Senato, Aldo Cosentino, direttore del Dipartimento Protezione della Natura del ministero dell'Ambiente, Matteo Fusilli, presidente della Federazione Italiana Parchi e Riserve Naturali, Fabio Renzi, responsabile nazionale Aree protette e Territorio di Legambiente. Il Parco Nazionale del Vesuvio, come detto, e' il soggetto capofila del progetto di cooperazione che coinvolge 13 partners, in rappresentanza di 36 aree protette. Protagonisti sono i Paesi della riva del Mediterraneo (Algeria, Tunisia e Israele) e altri Stati membri dell'UE (Italia, Spagna, Francia, Portogallo, Grecia e Malta). Con l'approvazione del progetto si realizza, si sottolinea ancora, ''una forma fondamentale di dialogo su temi di gestione ambientale, condivisi attraverso la costruzione di una rete tra aree naturali protette del Mediterraneo al fine di contribuire alla individuazione di strategie comuni da sviluppare nell'ambito di una cooperazione duratura''. La cooperazione tra i partners andra' avanti fino al 2008 attraverso la programmazione di tavoli di lavoro e riunioni tematiche internazionali, supportati da opportuni strumenti come un sito web, pubblicazioni, pannelli informativi, mostre itineranti per le iniziative di sensibilizzazione ambientale. ''Il Parco Nazionale del Vesuvio - ha detto il presidente dell'ente, Amilcare Troiano - consolida oggi il suo ruolo di leader nel settore della valorizzazione delle aree protette e della tutela dell'ambiente. Il Parco continuera' ad impegnarsi attivamente affinche' la rete dei diversi progetti di cooperazione venga sempre piu' ampliata e diventi una solida base posta a sostegno e salvaguardia degli ecosistemi mediterranei e tesa sempre piu' alla conservazione della diversita' biologica ed allo sviluppo sostenibile delle comunita' locali senza prescindere dalla valorizzazione delle culture, delle tradizioni e delle identita' dei popoli del Mediterraneo perche' esse rappresentano la migliore e piu' efficace difesa dell'ambiente''.(ANSA)
CENTRO CARAPAX, LA POSIZIONE DELLA COMUNITA' MONTANA 1 febbraio 05
La replica del Presidente Alidiano Bargelli al responsabile del centro Donato Ballasina.
1 febbraio 2005 - Gentilissima conduttrice, sono Alidiano Bargelli, il Presidente della Comunità Montana Colline Metallifere, e le scrivo a proposito della puntata di Cominciamo Bene “Animali e Animali” di venerdì 28 gennaio nella quale è stato ospite il dott. Donato Ballasina, direttore del Centro Carapax di Massa Marittima in Provincia di Grosseto. Prima di entrare nell’argomento oggetto di questa mia lettera, mi permetta una premessa. Voglio complimentarmi per la sua professionalità e per il modo semplice e coinvolgente di condurre i suoi programmi televisivi. Per motivi di lavoro non posso seguire con regolarità il programma “Cominciamo bene Animali e Animali”. La seguo però puntualmente la domenica nel programma “Alle falde del Kilimangiaro”. Nel corso del tempo ho così avuto modo di apprezzare la sua sensibilità, non ultimo a seguito dell’immane tragedia del sud-est asiatico, e la sua competenza. Ho avuto modo però di vedere la puntata di Cominciamo Bene Animali e Animali di venerdì 28 gennaio nel corso della quale l’Ente di cui sono il Presidente è stato dipinto senza contraddittorio dal Dott. Ballasina (da noi querelato per diffamazione per dichiarazioni gravemente lesive apparse sulla stampa e sul sito internet ufficiale del centro Carapax) come il nemico numero uno del Centro Carapax e delle specie animali che vi si trovano, l’unico artefice di una oscura congiura perpetrata ai danni di chi vive ed opera a difesa della natura e degli animali, addirittura il colpevole di azioni che hanno portato alla morte di alcuni esemplari di tartaruga. Prima di entrare nel merito delle affermazioni del Dott. Ballasina mi consenta due considerazioni. La prima di carattere generale è questa: Il “buono e il cattivo” si possono trovare nelle varie attività ed organizzazioni condotte da uomini; l’esperienza ci insegna che prevalgono le persone per bene, quelle di buona volontà, ma anche che ci sono persone che hanno interessi personali non legittimi, persone che non operano per il bene comune. A me pare strano che quando parliamo di situazioni che hanno a che fare con la protezione della natura si dia per scontata la correttezza delle posizioni e delle persone che operano in questo campo. Io ritengo che non sempre sia così. E mi auguro che la maggioranza delle persone non cada in quell’errore, altrimenti ci troveremmo di fronte ad un nuovo fondamentalismo. La seconda considerazione è relativa all’invito che lei ha fatto nella trasmissione del 28 gennaio alla Comunità Montana per replicare alle affermazioni del dott. Ballasina. Lei conosce molto meglio di me il sistema dell’informazione, e sa quale diverso peso possa avere un appello fatto senza contraddittorio, corredato eventualmente anche da immagini cruente, ed una replica tardiva, esercitata in un’occasione lontana dal contesto in cui le accuse sono state formulate e puntata su concetti importanti, seppur meno spettacolari, che sono il rispetto delle regole e delle leggi. Le invio questa nota poiché, confidando nella sua professionalità, possa informare i suoi telespettatori sulla reale situazione dei rapporti tra Centro Carapax e Comunità Montana. Le misure di doverosa tutela attivate dalla Comunità Montana nei giorni scorsi non determinano di per sé alcun rischio di chiusura del centro di protezione e salvaguardia delle tartarughe Carapax che si trova in località Venelle nei pressi di Massa Marittima. In Italia però esistono leggi che devono essere rispettate da parte di tutti, e ci sono doveri ai quali la pubblica amministrazione non deve, né può sottrarsi. La situazione in cui oggi ci troviamo, rispetto a detta questione, è da attribuire interamente alla responsabilità dei gestori del Carapax che, nonostante siano stati accolti 15 anni fa con fiducia e favore da parte di tutte le Istituzioni, hanno poi violato clamorosamente la convenzione stipulata in data 13.09.1989 con la Comunità Montana e la Regione che è stata risolta per grave inadempimento di Rana-Carapax, con lodo Arbitrale del 12.12.1998 non impugnato e da tempo definitivo. Sono passati da allora già 5 anni durante i quali Carapax, rimasto sul posto a titolo precario, non solo non è stato sfrattato, nonostante che, senza motivazione alcuna, ha omesso di pagare le somme poste a suo carico dal Collegio Arbitrale costringendo così la Comunità Montana a pagare in loro sostituzione e ad agire mediante il giudizio che è stato definito alcuni giorni fa con la sentenza di condanna di Rana emessa dal Tribunale che impone il detto pagamento. Carapax non ha mai neppure accettato le numerosissime proposte di definizione del contenzioso avanzate dalla Comunità Montana e dalla Regione Toscana, tese essenzialmente alla costituzione di un comitato scientifico con la rappresentanza delle Università Toscane per la definizione e il controllo delle attività del Centro. Nei giorni scorsi, pertanto, abbiamo chiesto ufficialmente all’Associazione Rana che gestisce il Carapax ed in particolare al Dott. Donato Ballasina che venga rilasciato alla Comunità Montana uno dei fabbricati occupati senza titolo e da lui utilizzato come propria abitazione. Trattasi di un fabbricato rurale di grande pregio, denominato Bonsecchino, che si trova ad oltre 5 Km. di distanza dal complesso immobiliare di Venelle dove è ubicato il Centro Carapax. Era nostro dovere farlo perché non può essere consentito che si possa continuare ad occupare un bene pubblico senza alcun titolo e senza adeguato corrispettivo. La volontà politica della Comunità Montana, della Regione e degli altri enti locali non è affatto animata da pregiudiziale ostilità nei confronti del Carapax come da qualche tempo il suo responsabile va irresponsabilmente proclamando con una serie di ripetuti attacchi ingiustificati, dimenticando che la sua presenza è stata consentita a titolo precario per oltre 5 anni dalla avvenuta risoluzione della convenzione.. Tale volontà è stata ed è invece quella di rendere possibile in questo territorio la permanenza di un centro per la protezione delle tartarughe e di altre specie animali; purché ben inteso nel rispetto delle regole, che invece Carapax ha violato e continua a violare. In riferimento infine a quanto il predetto responsabile di Carapax, da solo o con altri, ha affermato negli attacchi gravemente ingiuriosi nella stampa quotidiana e nel proprio sito Internet, la Comunità Montana ha conferito incarico al proprio legale di predisporre le opportune e necessarie azioni di tutela in sede giudiziaria dell’Ente e dei suoi organi. Vorrei aggiungere che la Comunità Montana non è un’entità astratta ed oscura, come il telespettatore di Cominciamo Bene “Animali eAnimali di venerdì 28 può pensare, è un Ente Locale amministrato da cittadini eletti dai cittadini di un territorio che interessa 5 Comuni in Provincia di Grosseto e di Livorno, è un ente in cui operano con impegno e correttezza ogni giorno tecnici ed operatori. Svolgono il loro lavoro in tanti settori tra i quali quelli della difesa del territorio e di chi ci vive: cittadini, animali e specie vegetali (alcuni esempi: prevenzione e lotta contro gli incendi boschivi, protezione civile, difesa delle specie animali tipiche del territorio, tutela delle riserve naturali presenti nel territorio di competenza, recupero delle specie vegetali autoctone in via di estinzione, supporto a numerosi progetti di ricerca archeologica). Le donne e gli uomini della Comunità Montana non hanno la pretesa di avere sempre e comunque ragione ma meritano comunque rispetto. La questione Carapax, dunque, per noi, non è una guerra di potere o di soldi come ha asserito irresponsabilmente il Dott. Ballasina. E’ essenzialmente una questione di regole. In Italia le regole e le leggi ancora esistono e devono essere rispettate da parte di tutti. Nasce da tutto ciò la questione Carapax. Solo da questo. Le misure di doverosa tutela attivate dalla Comunità Montana in questi ultimi giorni sono conseguenti ai comportamenti messi in pratica in questi anni dai gestori del Carapax e non da oscuri motivi. Noi, come tutti quanti, siamo dalla parte delle tartarughe e di tutte le altre specie animali. Siamo però anche dalla parte delle regole e delle leggi. Riteniamo inoltre che chi si occupa di natura non sia immune dai doveri che ogni cittadino che vive in questa nazione deve osservare ogni giorno: le leggi. E’ impossibile in poche righe ricostruire l’intera storia della vicenda Carapax. Quando abbiamo appreso da altri media che il Sig. Donato Ballasina sarebbe stato vostro ospite, vi abbiamo inviato un documento che ricostruisce sulla base di fatti ed atti e non su semplici parole, in modo dettagliato, questa storia. Ve lo inviamo di nuovo. Siamo disponibili ad offrire con lealtà il nostro contributo per chiarire in modo inequivocabile la verità sulle vicende e soprattutto sui personaggi di questa storia. Saremmo lieti inoltre di potervi presentare, e tramite voi ai vostri telespettatori, ciò che in realtà è la Comunità Montana Colline Metallifere, che cosa fa per la natura, il suo territorio e la sua gente. Penso che tutto ciò sarebbe il messaggio più idoneo per farci conoscere per chi siamo veramente e non per come alcuni soggetti vogliono farci apparire.
Infine un’ultima riflessione. C’è stato un passaggio della trasmissione del 28 gennaio scorso che ha colpito in modo atroce me, i miei collaboratori e credo anche tutti i telespettatori. E’ l’immagine mostrata dal Dott. Ballasina di una tartaruga mutilata. Quell’immagine si riferisce al corpo di una tartaruga privato della sua testa. Il Dott. Ballasina in TV ha collegato con un rapporto di causa ed effetto quello scempio ad un provvedimento della Comunità Montana e cioè ad “una rete anticinghiali” rimossa. Al riguardo è necessario chiarire come andarono quei fatti risalenti a metà agosto 2002: la nostra vigilanza rilevò un lungo tratto di rete metallica apposta abusivamente in terreno demaniale gestito dalla Comunità Montana e in buona parte inchiodata direttamente sugli alberi. Come in tutti gli altri casi in cui ha trovato situazioni analoghe la Comunità Montana, ente competente in quanto custode e gestore del bene demaniale, ha provveduto all’immediata rimozione. Perché il dott. Ballasina non si è premurato di chiedere autorizzazione o, almeno, di dare preventiva comunicazione come è previsto dalla legge? L’immagine di quella tartaruga senza testa non può non turbare la coscienza di tutti coloro i quali amano profondamente gli animali. La sua drammaticità non è in discussione. E’ discutibile invece l’uso che di quei resti ha fatto e fa il dott. Ballasina. Per lui il corpo dell’animale è uno strumento della sua campagna denigratoria nei confronti dell’Ente che io presiedo. Cordiali saluti
Alidiano Bargelli
P.S. Ripensando all’immagine della tartaruga mutilata mi sorgono dei dubbi dei quali voglio farla partecipe, poiché Lei è una profonda conoscitrice del mondo animale ed ha certamente al suo fianco uno staff di consulenti scientifici eccellenti. Potrebbe provare a riguardare la registrazione della trasmissione del 28 gennaio, ponendosi alcune domande. La lotta per la sopravvivenza e per la conservazione della specie nel mondo animale è, da sempre, spietata. Numerosissimi documentari e studi ci confermano questo. La mutilazione di quella tartaruga non appare però solo come un’azione spietata dettata dalla legge della sopravvivenza. Se così fosse il cinghiale non si sarebbe limitato a mangiare la testa ma avrebbe fatto anche incetta almeno delle zampe, perché esso uccide per il bisogno di nutrirsi. Invece le zampe anteriori di quella tartaruga sono completamente integre, neanche minimamente attaccate. Quella mutilazione è singolare ed assomiglia più ad un’azione malvagia che ad un gesto ferino, e la malvagità non appartiene al mondo degli animali.
QUALI STIMOLI PER UN MICIO CASALINGO? 1 feb 05 – M. D’Amico
Cosa fare se il gatto si annoia? Colloquio con il professor Roberto Marchesini, docente di zooantropologia e bioetica dell’Università di Milano.
1 febbraio 2005 - Ci sono gatti abituati a vivere in casa. Spesso, però, passano dalla cuccia al divano e viceversa. Dormono tutto il giorno e non giocano quasi mai. Anzi, hanno quasi l’aria di annoiarsi. Cosa possiamo fare per stimolarli? Ne parliamo con il professor Roberto Marchesini, docente di zooantropologia e bioetica dell’Università di Milano.
1) E' proprio vero che gatto si annoia in casa? Come mai, visto che le nostre abitazioni sono piene di stimoli? Le abitazioni umane sono ovviamente costruite a misura d¹uomo e per quanto possano sembrare ricche di opportunità esperienziali per noi, risultano assai povere per un animale come il gatto che è un pozzo di curiosità e maestro di enigmistica. Il mondo esterno è pieno di stimoli che accontentano il suo spirito esplorativo: farfalle che si posano e prendono il volo, lucertole che si rifugiano in anfratti, frulli di passeri e balzi di roditori, insetti che ronzano e via dicendo. La quiete domestica non si addice al nostro piccolo felino che può andare in depressione o cadere in crisi allucinatorie compensative, come quando rincorre mosche inesistenti.
2) Cosa possiamo fare per evitare questo e quali situazioni possiamo mettere in campo? Ci sono giochi più adatti e altri che lo sono meno? Pensare a delle soluzioni per soddisfare questa fame mentale del nostro piccolo amico è un modo corretto per rispettare la sua etologia. Dare al gatto degli oggetti con cui giocare come palline di plastica, pupazzetti, pendagli non è affatto antropomorfismo, questo bisogno di fare attività di gioco e soluzione appartiene all’intima natura del gatto. In fondo se è vero che il gatto è da millenni un animale domestico è altrettanto vero che solo da poco vive in modo claustrale negli appartamenti delle metropoli.
3) Aiutandolo a non annoiarsi, il gatto potrà essere più soddisfatto e quindi più equilibrato? Sì, certamente. Questo ci consentirà di avere un compagno più soddisfatto e più equilibrato anche nel rapporto con noi.
4) Se un cucciolo di gatto vive in una situazione dove non ha la possibilità di fare tante esperienze, ci possono essere conseguenze sul suo sviluppo? La ricchezza esperienziale è ancora più importante nell’età evolutiva del gatto ossia nei primi sei-sette mesi di vita, quando le esperienze vanno a costituire il suo profilo comportamentale e il suo carattere. I micetti giocano molto, giocano con ogni cosa e sicuramente hanno molta fantasia in questo. Tuttavia quanto maggiori saranno gli stimoli e quanto più ampio sarà il ventaglio di oggetti con cui potranno interagire tanto più la loro mente si svilupperà in modo articolato e da adulti questi gatti risulteranno più sociali, meno fobici, più equilibrati nel comportamento e soprattutto manterranno la vitalità giocosa del cucciolo.
ANSIA DA SEPARAZIONE NEI CANI… COME AFFRONTARLA? 2 feb 05 - D. Cajano
Intervista a Mauro Cervia, medico veterinario di Milano.
2 febbraio 2005 - Ormai la maggior parte delle persone lavorano tutto il giorno e quindi passano molto tempo lontano da casa…Ma lontano da casa vuol dire anche lontano dai propri animali… Che come un figlio possono soffrire di solitudine, possono sentire la mancanza del proprio padrone…
Mauro, che cosa succede quando il padrone esce di casa e lascia solo il proprio cane? In teoria non dovrebbe succedere niente sempre che il tempo sia limitato ma alcuni soggetti soffrono di un disturbo della psiche che si chiama “ansia da separazione” e distruggono la casa, urinano e defecano, abbaiano e ululano.
Perché il cane soffre di ansia da separazione? spesso interpretiamo questo atteggiamento come un dispetto in realtà non è così. il cane che si comporta in questo modo in assenza del proprietario è un cane che soffre, ha paura di essere abbandonato e non riesce più a controllarsi. Spesso la causa di questo disturbo siamo noi con il nostro atteggiamento protettivo, il cane ha bisogno di un padrone non di una mamma.
Quale sono le reazioni più frequenti del cane “ansioso”? Il cane ansioso si riconosce perché è molto agitato, morboso nei confronti del padrone spesso ha un piccolo granuloma da leccamento sul “polso” indice della sua instabilità psicologica quando vede le valige si agita ancora di più perché ha paura di essere abbandonato...
Come si possono risolvere questi problemi e tranquillizzare il cane? Ricordatevi che non è un problema irrisolvibile, bisogna fare una terapia di comportamento che consiste in una serie di atteggiamenti da utilizzare col cane poi, associata a questa, una terapia farmacologica che dura circa tre mesi. bisogna avere molta pazienza e "lavorare" di continuo col cane.
Se anche riuscissimo ad educare il nostro cane alla solitudine, lui continuerebbe a soffrire della nostra assenza, pur non combinando più danni? Non è detto. certo i periodi di assenza non devono essere troppo lunghi ma il cane deve imparare ad essere indipendente ed a non annoiarsi per esempio rosicchiando i suoi giochini e sonnecchiando.
Cosa suggeriresti alle persone che hanno un cane, ma devono comunque recarsi al lavoro? Il cane fin da cucciolo deve imparare ad essere indipendente, vivere nei suoi spazi e rispettare quelli del “padrone” deve capire che la nostra assenza sarà ripagata con una lunga passeggiata ecc. Ho dei clienti che sono completamente sottomessi al loro cane, non escono mai, mangiano di nascosto perché non vogliono farsi vedere e non frequentano gli amici che il cane non sopporta, ecc sono loro che si adattano al cane non il contrario come dovrebbe essere...
Colloquio con Antonio Pizzuti, responsabile della “Fattoria degli Animali” di Cerveteri.
2 febbraio 20052 - Chi non ha mai sentito dire “Sei una capra!”… Molto spesso questa espressione viene intesa in senso negativo. Generalmente in questo modo si vuol mettere in evidenza l’incapacità della persona ad eseguire un compito o un’azione di qualsiasi tipo… In verità oggi vogliamo spezzare una lancia a favore, non tanto dei “caproni” umani, quanto piuttosto delle capre!... Che sono in verità animali tutt’altro che stupidi!
Antonio, è vero che la capra è un animale intelligente? Da cosa lo possiamo dedurre? In realtà quando parliamo d'intelligenza dobbiamo sempre fare una premessa, che gli animali stupidi non esistono, ogni animale ha le giuste capacità cerebrali per sopravvivere in natura. Detto questo comunque basta osservarle per capire che hanno una curiosità ed una intelligenza fuori dal comune!!!!
Qual è la tua esperienza con le capre? La convivenza con le capre non è mai noiosa; sono animali curiosi, invadenti, grandi divoratori di tutto ciò che gli capita a tiro (vestiti, libri, fiori) in generale la regola sembra essere “quello che non devono fare lo fanno!”, eppure la fattoria senza di loro sarebbe più vuota.
Potrebbe essere un animale da compagnia e se sì, come (l'odore non è dei migliori)? Sicuramente può essere un animale da compagnia, soprattutto le razze più piccole di dimensioni, come le nostre tibetane; il problema dell'odore lo si risolve molto se si tiene una capretta femmina, dato che è il maschio ad odorare in modo così intenso per motivi legati alla difesa del territorio e alla conquista dell'harem.
Le capre possono affezionarsi ad un eventuale padrone che volesse tenerle come animali da compagnia? Le capre, forti del senso del branco tipico di molti erbivori, non vogliono stare mai da sole; di solito la notte si sdraiano a dormire strette le une alle altre per proteggersi. Le capre si legano tantissimo al loro proprietario; ogni tanto in fattoria capita che qualche capra dopo il parto non abbia latte a sufficienza e quindi interveniamo noi, queste caprette così allevate ci rimarranno sempre fedeli e ci cercheranno in continuazione.
Ma oltre a fare compagnia la capra rende anche dei servigi all'uomo Le capre sono molto utili, soprattutto, da vive!! Intanto col loro prodigioso latte permettono ai bambini allergici al latte vaccino di alimentarsi comunque; non parliamo poi della bontà dei loro formaggi e ricotte; la lana di capra d'angora poi può essere utilizzata per dei fantastici golfini; alcune persone che conosco poi le tengono in giardino per tenere pulito il prato.
ENPA-EURISKO, 74% ITALIANI ANTI-DOPPIETTE 3 feb 05
Sondaggio: 85% contro la liberalizzazione; a 25 anni scatta fascino fucili.
3 febbraio 2005 - Quasi otto italiani su dieci sono contrari alla caccia e a ogni ipotesi di ulteriore liberalizzazione del settore venatorio. E' donna il partito anti-doppiette più forte (soprattutto casalinghe), gli under 25 sono molto attaccati all'ambiente e molto poco propensi a sparare alla natura. E' sopra i 25 che si comincia a subire il fascino dei fucili, a 35 subentra invece un po' di paura mentre dopo i 55 arriva l'indifferenza per i problemi legati alla conservazione della natura. Questo quanto emerge dal sondaggio, realizzato da Eurisko per conto dell'Enpa su un campione rappresentativo della popolazione e presentato ieri mattina a Roma a pochi giorni dalla chiusura della stagione venatoria. Gli italiani contrari alle doppiette - secondo il sondaggio - rappresentano il 74,1% mentre quelli favorevoli sono il 15,2%. i questi, solo il 5,9% si dichiara molto favorevole alla caccia: si tratta dello zoccolo duro composto da cacciatori e da persone che rappresentano l'indotto (ex-doppiette, familiari, simpatizzanti, persone con interessi economici). Contro una ulteriore liberalizzazione del settore venatorio l'82,5% del campione, d'accordo il 9,8%. Tra questi, chi vuole fortemente la liberalizzazione rappresenta il 4,3%: anche tra i convinti sostenitori della caccia (il 5,9%) c'è chi non condivide l'ipotesi - prevista dalla proposta di legge in discussione in Parlamento - di aumentare le specie animali cacciabili, ampliare la stagione, concedere più spazi. Gli italiani indifferenti a una riforma sono il 5,7% della popolazione. “Ciò dimostra che l'Italia non vuole una legge peggiorativa sulla caccia: il Parlamento farebbe bene a prenderne atto - ha detto il Presidente nazionale Enpa, Paolo Manzi - e a dare finalmente ascolto alla maggioranza e non a una minoranza che tra l'altro è spaccata. Non tutti i cacciatori, infatti, vogliono la liberalizzazione della caccia”. Dal sondaggio Eurisko-Enpa emergono gli identikit del cacciatore e di chi è contrario. Il primo appartiene a un italiano d'età compresa fra i 25 e i 34 anni, maschio, vive nelle città medie e abita nel Nord-Est e al Centro, è operaio ha una bassa scolarizzazione. Il secondo a quello di una donna (casalinghe in primis), abita al Sud o vive nelle grandi città, ha un'età compresa fra i 18 e i 24 anni e tra i 35 e i 44 anni, è disoccupata, ha un titolo di studio medio-alto o sta ancora studiando. Per il 68,6% della popolazione, inoltre, secondo il sondaggio, la caccia può costituire un pericolo anche per l'uomo. Non la pensa così il 23,2%. La caccia sottrae a tutti una parte del patrimonio naturale per il 71,3% del campione, non impoverisce invece la natura per il 21,5%. Il 64,7% degli italiani è convinto che il cacciatore uccida per divertimento; di parere opposto il 23% degli intervistati. Ma dal sondaggio emerge anche uno spaccato sociale del Paese. I giovanissimi (15-17 anni) sono molto sensibili alle questioni ambientali e affermano che il cacciatore uccide per divertimento. I giovani d'età compresa tra i 18 e i 24 anni, invece, rafforzano la loro sensibilità ai temi dell'ambiente e sono assolutamente contrari a ogni ipotesi di ulteriore liberalizzazione del settore venatorio. A 25 anni gli italiani cominciano subire il fascino della doppietta: restano sensibili all'ambiente, ma non sono ostili alla caccia. Gli italiani d'età compresa tra i 35 e i 54 anni, invece, avvertono i pericoli (per l'uomo e per l'ambiente) dell'attività venatoria. Ogni interesse per l'ambiente e per la caccia, si perde invece a 55 anni: gli italiani vicini alla pensione o già in pensione - si afferma nel sondaggio Enpa - sono sostanzialmente indifferenti ai problemi legati alla conservazione della natura e alla protezione degli animali, accettano la caccia ma non la liberalizzazione. L'atteggiamento degli italiani nei confronti dell'attività venatoria cambia anche a seconda della città di residenza. Chi abita nei centri sotto i diecimila abitanti e' favorevole alla caccia e a un'ulteriore liberalizzazione e non avverte pericoli per l'ambiente. Nelle città medie (da 100mila a 500mila abitanti) non viene avvertita fortemente la questione ambientale mentre gli abitanti delle grandi citta' e delle metropoli (oltre 500mila residenti) sono preoccupati per l'ambiente e sono decisamente contro la caccia (nei grandi centri 9 su 10). L'ipotesi di un referendum per cancellare una eventuale legge più permissiva è stata oggetto di una domanda specifica del sondaggio Eurisko-Enpa. Il 72,4% andrebbe a votare in caso di referendum mentre il partito dell'astensione è composto dal 17% del corpo elettorale. Andrebbero sicuramente a votare gli italiani del Sud e delle Isole (77,5%), i giovani tra i 18 e i 24 anni (81%) e i laureati (83,7%). Molto interesse anche tra gli italiani d'età compresa tra i 35 e i 54 anni (oltre l'80%), mentre chi ha più di 64 anni è disinteressato allo strumento referendario.
E’ successo a Quinto di Treviso, in Veneto. La Lac darà assistenza legale alla proprietaria del gatto al fine di individuare il responsabile.
3 febbraio 2005 - Pirata era un gatto soriano di 11 anni che da 7 anni, dopo essere stato sottratto alla morte con una delicata operazione che lo aveva visto perdere un occhio, veniva amorevolmente accudito dalla sua padrona Lina Randelli Gagliazzo, residente al civico n.4 di Quinto di Treviso. Martedì scorso verso sera la signora Lina lo ha trovato nei pressi della sua abitazione ormai morente, verificando la presenza di un profondo solco attorno al corpo all'altezza del bacino, causato molto presumibilmente da un cappio realizzato con una corda di acciaio come quelle usate per i freni delle biciclette e lo sfondamento del cranio. Evidentemente Pirata è stato prima catturato con un laccio e poi finito a badilate sulla testa. Pirata moriva poco dopo tra le braccia della signora Lina disperata per la perdita di quello che era diventato a tutti gli effetti un autentico componente della famiglia Gagliazzo. La signora Lina non riesce a darsi pace per il crudele gesto nei confronti di un gattone anziano, tra l'altro sterilizzato, che non faceva del male a nessuno. Episodi come questo non sono nuovi per la signora Lina, non più tardi di un anno fa aveva scoperto un suo gatto impiccato ad un cappio, posizionato da un suo vicino successivamente denunciato ai magistratura. In quel caso però la signora era arrivata in tempo salvandolo. Andrea Zanoni, presidente della LAC, darà assistenza legale alla signora Lina per le pratiche relative alla querela, indagini e richiesta risarcimento danni anche perché la signora ha dei pesanti sospetti su una persona della zona. Zanoni ha commentato così questo episodio: "Oggi la legge prevede per chi uccide un animale, come nel caso del gatto Pirata, una sanzione pesantissima che prevede la reclusione da tre mesi a diciotto mesi, sembra proprio che in circolazione ci siano ancora degli ominidi ignoranti ed insensibili non ancora al corrente di queste nuove norme”.
MALTEMPO: SENZA ACQUA E FORAGGIO, ANIMALI RISCHIANO DI MORIRE 30 gen 05
Situazione preoccupante nel basso salernitano.
30 gennaio 2005 - In diverse aziende agricole di Montesano sulla Marcellana, nel Vallo di Diano, rischiano la morte decine di animali per scarsita' di foraggio ed acqua. E' uno degli aspetti piu' preoccupanti dell'emergenza neve che da quattro giorni coinvolge i comuni a sud della provincia di Salerno. La neve continua a cadere abbondante su tutti i 19 paesi del Vallo di Diano e nelle zone limitrofe, dagli Alburni alla Bassa Valle del Tanagro. Le scuole resteranno ancora chiuse. I sindaci hanno infatti questa mattina deliberato la proroga della sospensione delle attivita' sino a martedi', primo febbraio, incluso. Sempre difficile la circolazione veicolare soprattutto nelle aree rurali e di montagna dove circolano soltanto i mezzi speciali della Protezione Civile. Per quanto riguarda l'erogazione dell'energia elettrica si e' tornati alla normalita' tranne che nelle zone montane di Montesano sulla Marcellana dove da ben quattro giorni, nelle frazioni confinanti con la Basilicata, manca anche l'acqua potabile. E in alcune aziende agricole sempre di Montesano rischiano la morte decine di animali per la scarsita' di foraggio e di acqua. I tre centri di assistenza allestiti nel Vallo di Diano, quelli di Atena Lucana, di Padula e Polla, ospitano gli automobilisti ed i camionisti rimasti bloccati nei giorni scorsi sulla Salerno. Tutti sono stati rifocillati con bevande e pasti caldi forniti, sin dal primo giorno di emergenza, dal comune di Sala Consilina. La situazione e' di estrema gravita' soprattutto perche' le condizioni metereologiche preannunciano ancora neve. A Sala Consilina, il centro piu' popoloso del comprensorio, la maggior parte degli esercizi pubblici sono rimasti chiusi. A Petina, piccolo paese interno degli Alburni, e' rientrato il rischio evacuazione per diverse case del centro storico. Si era temuto che il peso della neve potesse mettere in pericolo la sicurezza statica di vecchie abitazioni del centro storico, occupate in totale da un centinaio di persone. I tecnici comunali nel pomeriggio hanno effettuato una serie di sopralluoghi il cui esito e' stato negativo. Ad ogni modo il primo cittadino di Petina, Federico Mansi, ha gia' provveduto a reperire le strutture alberghiere dove ospitare gli eventuali evacuati. Continua il malumore dei sindaci del comprensorio, unanimi nel sostenere di essere stati lasciati soli a fronteggiare l'emergenza e, fra l'altro, con pochi ed inadeguati mezzi. I primi cittadini denunciano una disorganizzazione nei soccorsi, giunti in ritardo ed insufficienti, dopo due giorni dall'inizio delle eccezionali nevicate. (ANSA)
TEQUILA, SOPRAVVISSUTA A UNA ODISSEA, CERCA PADRONE 2 feb 05
La storia incredibile di questa cagnetta. L'aiuto di Valentina. La richiesta, adesso, di una casa nuova per la piccola.
2 febbraio 2005 - Prima settimana di settembre, ultima in cui sto a Marina di Modica, piccola frazione balneare a circa 20 Km da Modica (Ragusa). Una cagnetta tutta pelle e ossa, neanche pelo, visto che era affetta da rogna cutanea, si aggira spaesata al lungomare. Non posso non far niente, così, vado di corsa a prendere i croccantini a casa. La cagnetta non mangia e, accucciandosi sopra il cibo, sembra cercare aiuto. Come lasciarla? Nonostante non ne avesse la forza, mi seguiva nelle mie peregrinazioni in cerca di qualcuno che me la tenesse per la notte in attesa, l'indomani, del veterinario. Finalmente ci riesco. Un giorno dopo l'altro Tequila si riprendeva: era allegra, mangiava, bisognava adesso guarirla dalla rogna e trovarle un padrone. Ho penato tanto, ma ero felice, perché un bravo signore avrebbe accolto Tequila nella sua villetta insieme ai suoi cani, ma, prima di portargliela, dovevo finirle la cura alla quale il veterinario l'aveva sottoposta. Dopo quattro settimane in cui per ben due volte al giorno, tra studio e lavoro, mi recavo a Marina di Modica per curarla, Tequila finalmente era guarita. Avevo deciso di portarla l'indomani dal veterinario per un'ultima visita, un ultimo lavaggio e, poi alla casa nuova, dal nuovo padrone. Ma la sventura doveva ancora accanirsi sulla cagnetta. Una telefonata terribile ha rotto il mio pomeriggio: "Tequila è stata investita! Vieni subito a Marina!" Mi sono precipitata: Tequila era a terra, distesa e tremante. Mi guardava con quegli occhioni terrorizzati! Lo sospettavo, ma di lì a poco la conferma dal veterinario: le hanno spezzato la spina dorsale. La terribile decisione di cosa fare, il mondo che ti cade addosso. Non sono riuscita ad uccidere Tequila. Lei vuole vivere, infatti ha reagito bene e adesso "sta bene". Valorosa guerriera ha lottato contro la Morte ed è riuscita a vincerla, alla faccia di tutti quelli che mi dicevano di abbatterla, in specie conoscendo la mia condizione di impossibilità a tenerla. Sono disperata! Non posso proprio tenerla e non so cosa fare. Tequila ha bisogno di un padrone che la ami. È meravigliosa, bella, simpatica, divertente e spiritosa, nonché estremamente intelligente, ma, purtroppo, è rimasta semiparalizzata, è incontinente e necessita di un luogo pavimentato per non escoriarsi le zampette. Ho plastificato una stanza di un appartamento non rifinito, nel quale la tengo da quattro mesi, sola! Tequila si muove normalmente, trascinando le zampine posteriori; avrei a disposizione anche un carrellino, ma il veterinario mi ha consigliato di non metterlo, visto che non sto con lei. Tequila è sempre sola: mi sto ammazzando la vita per andare da lei (fra l'altro non c'è neanche la luce e la sera vado con la lampadina tascabile), perché lavoro e studio, ma è poco! Quanto può reggere una cagnetta sola tutto il giorno chiusa dentro quattro mura, che non andrà mai fuori nel balconcino perché i condomini non devono scoprirla? Non ce la faccio più. Il mio desiderio più grande è il miracolo di riuscire a trovare qualcuno per Tequila, la quale ama le persone e gli animali (anche i gatti!). Aiutatemi, perché ne ho provate tante! Aiutate la mia amica Tequila, piccolo angelo peloso. ValentinaRaffa 333.34.777.63
Un appello da Rende per adottare questa splendida cagnolina.
3 febbraio 2005 - Sono una cagnolina di circa 1 anno di età,mi chiamo Randagina e vivo a Rende (Cs).Sono stata abbandonata piccolissima insieme a mia madre che purtroppo non c'è più perché investita da un auto mesi fa. Sono cresciuta in un cortile adiacente un deposito,dove una signora mi portava da mangiare e mi coccolava un po’. Poi all'improvviso mi sono ritrovata un' altra volta sulla strada: SOLA DI NUOVO. Per fortuna adesso Simona si sta prendendo cura di me ,ma non potrà farlo per molto tempo perché possiede già un cane,un barboncino. Così sta cercando qualcuno che possa adottarmi,che possa darmi non solo cibo,un riparo sotto cui dormire ma soprattutto quell'affetto di una famiglia che non ho mai avuto. AIUTATEMI!!!!!. P.S.: Sono sterilizzata.Quella nella foto sono io.
Per informazioni Simona Tel. 347.12.05.535 E-mail sissiprov@...
"LA MARCIA DELL'IMPERATORE", STORIA DI PINGUINI SUL GRANDE SCHERMO 30 gen 05
E' uscito in Francia il film-documentario di Luc Jacquet.
30 gennaio 2005 - Chi l'ha visto in anteprima giura di essere uscito piangendo. Piu' che un documentario, ''La marcia dell' imperatore'', e' la storia appassionata ed intensa della vita di una famiglia di pinguini reali - padre, madre, figlio - seguiti con l' occhio di un documentarista preparato e specialista come Luc Jacquet. E' la stessa storia, quasi un' epopea, che si ripete da millenni: i pinguini reali e il loro ciclo di riproduzione. Unisce amore, dramma, coraggio e avventura nel cuore dell' Antartico, la piu' isolata ed inospitale per regione essere viventi. Da una parte, al nord del ghiacciaio, l' Oceano con il cibo; a sud la sterminata banchisa, deserta ma oasi per gli animali. E c' e' il pinguino reale, che come un vero papa' chioccia si mette in marcia per centinaia di chilometri e fra mille pericoli, per fare la spola fra il luogo dove prendere il cibo e il suo piccolo. Questa e' la storia del film, da oggi su 300 schermi francesi. C' e' una musica originale, e ci sono tre attori che danno la voce al pinguino reale (Charles Berling), a mamma pinguino (Romane Bohringer) e al piccolo della famiglia (Jules Sitruk). Le immagini sono superbe. Un anno di riprese - un' avventura, quasi una spedizione - hanno permesso di seguire le peregrinazioni dei pinguini, nel corso delle stagioni: movimenti di gruppo, l' andatura eretta, solenne ed imperiale - questa si' - primi piani su particolari, un' ala, un becco, una piuma. Immagini catturate con attenzione, amore ed eleganza. Il film - presentato in anteprima nel dicembre scorso al Festival internazionale del film della montagna di Autrans, vicino a Grenoble - e' stato raccomandato dal Wwf in ragione delle minacce che pesano sull' Antartico a causa del riscaldamento della terra. Ma e' un' opera che potrebbe anche irritare i puristi - secondo Le Figaro - perche' qui ci sono pinguini che parlano, che pensano, che hanno una vita. Non e' un semplice documentario, ma un vera e propria storia, che ha un inizio e degli sviluppi. Ma e' stupefacente il modo con il quale ''La marcia dell' imperatore'' testimonia la presenza di una vita in luoghi cosi' difficili ed ostili. Jacquet si e' ispirato ad un documentario ''Il paradosso degli imperatori'', del 1987, di Thierry Thomas. Questo lavoro ha inoltre, per la prima volta, dimostrato che il canto di ogni pinguino ha un timbro vocale unico, senza possibilita' di essere confuso. Una voce che gli permette di essere ritrovato dal suo partner fra migliaia di altri pinguini e dallo stesso piccolo. E' un film - scrive Isabelle Brisson su Le Figaro - che trasmette una emozione prima ancora della biologia. Fausto BeliaANSA
IL VETERINARIO ARRIVA ANCHE NELLA FICTION TV 30 gen 05
Stasera e domani sera su Raiuno, Gigi Proietti protagonista.
30 gennaio 2005 - Il maresciallo ora diventa 'Veterinario': Gigi Proietti e' protagonista di una miniserie, diretta da Jose' Maria Sanchez, in onda su Raiuno domenica 30 e lunedi' 31 gennaio. In attesa di rivedere il prossimo autunno sulla prima rete Proietti per la quinta volta indossare la divisa in 6 (forse le ultime) nuove puntate, l'attore si butta nella commedia. Accanto a lui, Anna Galiena nei panni di una giornalista agguerrita. L'idea - racconta lo stesso Proietti - era di fare una serie lunga su un veterinario, poi con gli autori Salvatore Basile, Paolo Lanzillotto, Andrea Oliva siamo andati a finire da un'altra parte. E il progetto e' diventato una miniserie con un veterinario che diventa un clochard pronto a soccorrere gli animali. ''Ci tengo - aggiunge - a dire che e' una commedia, un genere solo all'apparenza facile e con cui solo gli attori veri possono misurarsi. Grazie anche ad una regia giusta, questa commedia non e' una farsa e mantiene una grande leggerezza che non coincide con la superficialita', caratteristiche che mi sembrano originali per una fiction. Vedremo gli ascolti, comunque gia' con 'Un figlio a meta'' sfatammo il luogo comune che in una fiction, anche se di commedia, c'e' bisogno di copiose lacrime''. La storia un po' assurda prende le mosse quando la Galiena, la giornalista d'assalto Olimpia, monta uno scandalo di cui e' vittima il veterinario Gigi Grulli e poi rendendosi conto dell'errore, fa di tutto per salvarlo. Grulli e' finito infatti in galera accusato, ingiustamente appunto, di aver dato un visto positivo ad una partita di carne tossica. Evade, quasi suo malgrado, dal carcere e finisce per diventare un barbone. Edy Angelillo e' l'elegante moglie del veterinario, i giovani Damiano Russo e Micol Andrea Maria Olivieri i suoi figli, Luigi Montini e Massimiliano Giovannetti i due amici barboni. Nel cast poi ci sono anche Stefano Masciarelli e Ivo Garrani. Proietti, nel suo bel casale alle porte di Roma, coltiva la passione (''senza mistica'', ci tiene a dire) per gli animali, nel tempo ha avuto un'anatra, un piccione che credeva di essere un cane, attualmente due gatti, una tartaruga, un riccio e un cane di nome (un caso?) Oscar. Interpretare il veterinario e' un modo ''per continuare a fare il mio mestiere, l'attore, e non il maresciallo. Rocca e' arrivato ad un punto della mia carriera in cui ero gia' noto e non c'e' stata quell'identificazione che avrebbe potuto esserci se fossi stato all'inizio''. Comunque il suo futuro e' in divisa: dopo aver cominciato a dicembre le nuove sei puntate del 'Maresciallo Rocca 5', nel decimo anniversario del telefilm, e aver sospeso le riprese per gli impegni teatrali di Proietti, ora da febbraio con la regia di Giorgio Capitani si aprira' di nuovo il set. Laura Toscano e Franco Marotta, autori della serie, hanno in serbo per il carabiniere Proietti una novita': il maresciallo tradira' la moglie Veronica Pivetti, ma , si affretta a dire il produttore Adriano Arie' della Solaris, ''e' solo un tentativo, poi tutto rientrera'''. Sara' invece impegnata a teatro, con debutto il 1 febbraio a Torino, Anna Galiena attrice e protagonista assoluta di ''Sibilla d'amore'', un testo di Osvaldo Guerrieri con la regia di Peppe Novello tutto dedicato alla scrittrice Sibilla Aleramo. E Proietti? Dopo il veterinario-barbone e il maresciallo dei carabinieri sara', se andra' in porto un progetto in discussione alla Rai, un camionista, forse addirittura bigamo.(ANSA)
DACIA MARAINI, "SI DEVE RISCOPRIRE LA MEMORIA DEL BOSCO" 1 feb 05 - P.Petroni
Intervista alla scrittrice nei luoghi del suo romanzo "Colomba".
1 febbraio 2005 - Una donna, una nonna, cerca, setacciando i boschi del Parco Nazionale d'Abruzzo la nipote sparita un giorno, e in questa sua indagine riscopre quel mondo naturale che, per abitudine, non era piú abituata a vedere e interrogare: ''entra in contatto con la memoria del bosco'', come la definisce Dacia Maraini. Quella donna è Zaira, la protagonista del suo ultimo romanzo 'Colomba' (Rizzoli, pp. 376 - 17,00 euro). La memoria del bosco è quella che ci racconta la nostra storia, che ci riporta ai valori dell'uomo come parte della natura, che ci fa riscoprire le nostre radici, perdute le quali tutto è possibile. Colomba è la nipote di Zaira, è una giovane dei nostri giorni che ha 20 anni nel 2002, è la figura che, con una famiglia spezzata alle spalle, ha rotto col passato e ha cominciato a fuggire e scivolare nell'autodistruzione. La Maraini, che da 12 anni ha una casa a Pescasseroli dove passa molto tempo, soprattutto quando ha da scrivere, dice di guardare ormai ai luoghi del Parco ''con occhi innamorati'' e che il libro è nato ''da uno slancio d'affetto, un atto d'amore. E l'amore è un processo di conoscenza della realta' dell'oggetto del sentimento, in cui si corre il rischio di perdersi'', E aggiunge: ''ho dedicato solo ora un libro a questi luoghi, perche' prima ti devono entrare dentro e devi entrarci dentro, per poterli raccontare senza fare del colore''. 'Colomba' del resto vive anche di una ricerca linguistica e ha molte frasi in abruzzese, altre di dialetto misto a inglese (di un personaggio che è tornato dall'Australia, dove era emigrato per scappare alle squadracce fasciste), altre che fondono abruzzese e siciliano (la bisnonna di Zaira, che era nata sulle Madonie). ''E'una lingua bellissima, anche se meno nota del napoletano o il veneziano, e il problema del linguaggio è essenziale in ogni mio romanzo. E' una sorta di corpo a corpo per capire sino a che punto ci si puo' spingere con la lingua letteraria, artefatta, senza allontanarsi dalle necessità dei lettori''. E proprio forse per questa sua partecipazione alla vita dei luoghi che racconta, la voce narrante del romanzo diventa personaggio, ''la scrittrice dai capelli corti'', in cui si riflette la stessa Maraini. Cosí la storia ''procede su diversi piani, ma che si intrecciano, che crescono e si diramano l'uno dall'altro come cresce il corallo in mare. E' un romanzo dalla struttura fluida'', spiega l'autrice e aggiunge: ''la vita e' storie da raccontare, che fanno da ponte tra passato e futuro, e quando non avro' piú storie non saro' piú viva''. C'e nel libro una bambina che non fa che chiedere: ''racconta, ma''' ed è quello che faceva la Maraini con sua madre, cui dice di dovere il fascino per l'affabulazione. Un romanzo quasi epico sulla storia d'Abruzzo, attraverso cinque generazioni di montanari, con echi del passato piú remoto, quello sannita (il paese in cui si svolgono i fatti si chiama Touta, che in sannita vuol dire città'), e rivelazioni anche sulla storia recente (''Alla fine della guerra c'erano 16 campi di concentramento nazisti nella regione, e nessuno se lo ricorda'', fa notare la Maraini). Un romanzo sulla nostra storia, che dall'unità d'Italia, attraverso due guerre mondiali, arriva al '68 e riesce a raccontarci anche dei gulag sovietici, dove finisce il padre di Zaira, che, innamorato di Lenin, si reca nell'Urss. Un romanzo sulla letteratura e i libri come mezzo di conoscenza e riflessione, perche' molti classici, da Calderon de la Barca a Shakespeare, da Bergson Flaubert o Pirandello, vengono ricordati e citati: ''accade quando uno dei personaggi è una scrittrice, che si porta appresso la sua cultura, i ricordi delle sue letture''. Ma il vero protagonista è, come si è detto, il Parco, i boschi e ''quella civiltà della montagna, aspra, magari sospettosa, ma di grande dignità e fiera del sentimento della propria integrità, appunto come Zaira, che non si piega e non cede mai''. E la memoria del bosco è un patrimonio di cui oggi hanno preso coscienza anche gli abruzzesi, che la preservano e leggono, facendo da guida a abitanti e visitatori, grazie a istituzioni come la direzione del Parco stesso o i Gal, gruppo di azione locale per lo sviluppo del territorio attivato dall'Eu. Molto operativo e vivace nel coinvolgere e condividere a livello locale, nelle scuole, con l'artigiano e i prodotti tipici, con recuperi ambientali e difesa delle tipologie locali, animando manifestazioni di vario tipo, da fiere a festival, è il Gal versante laziale del Parco (con 12 milioni di euro per i prossimi 4 anni). Paolo Petroni ANSA
IMPRONTE NELLA NEVE, LO SLEDDOG TRAIL DEI MONTI SIMBRUINI 1 feb 05
E’ in programma dal 10 al 13 febbraio con il patrocinio dell'Ente Parco dei Monti Simbruini. La traversata verrà effettuata senza l’ausilio di mezzi a motore in accordo all’alta ecocompatibilità di questo sport.
1 febbraio 2005 - La traversata con i cani da slitta che partirà da Campaegli, le Alpi di Roma, Cervara di Roma il 10 di febbraio, organizzata dall'associazione Cani Avventura - www.caniavventura.it , e dopo un giro all'interno del territorio del parco e tre pernotti in quota farà tappa finale nuovamente a Campaegli il 13 di febbraio, verrà effettuata senza l'ausilio di mezzi a motore. Il tutto in accordo con uno sport altamente ecocompatibile e nell'ottica dell'antico spirito dello sleddog. Il tracciato pertanto verrà adeguato sul campo in base alle esigenze dei partecipanti, cani ed uomini, in particolare in relazione al tipo di manto nevoso che verrà incontrato. Il percorso si snoderà sfuttando sentieri esistenti. La traversata sarà seguita da un medico veterinario. La guida, curata dall'associazione Natura Avventura - www.naturaavventura.it - (che ha programmato anche la logistica e l'identificazione del percorso), si avvarrà di sci da fondo e della tecnica dello skijoring (sciatore trainato da un cane).
NESSUN BIG BANG NELL'EVOLUZIONE DEGLI UCCELLI 3 feb 05
Lo dice il fossile di un uccello scoperto in Antartide.
3 febbraio 2005 - Contrariamente alle convinzioni di molti paleontologi, non c'è stato nessun Big Bang a segnare l'evoluzione degli uccelli e la comparsa improvvisa di nuove specie di aspetto simile a quelle attuali. A chiarire dubbi e polemiche è il fossile di un uccello scoperto in Antartide e descritto su Nature. L'uccello è vissuto nel Cretaceo, circa 70 milioni di anni fa, ed è stato quindi contemporaneo dei dinosauri, eppure è molto simile alle moderne anatre, ha rilevato Julia Clarke, dell'università americana del North Carolina. L'uccello più antico, l'Archaeopteryx, è vissuto circa 150 milioni di anni fa, nel Giurassico, ma fu successivamente, nel Terziario, che comparvero molte nuove specie di uccelli. Così numerose che finora molti paleontologi hanno parlato di un vero e proprio Big Bang nella storia evolutiva degli uccelli, esploso dopo la fine dei dinosauri. Il fossile scoperto in Antartide e chiamato Vegavis, dal nome dell'isola Vega nella quale è stato trovato, è invece una prova che gruppi di uccelli molto simili a quelli moderni esistevano gia' nel Cretaceo.
E’ in programma sabato 29 gennaio alle ore 17 in piazza Politeama per ricordare le vittime di questa barbarie.
28 gennaio 2005 - La caccia e' un'attivita' di depredazione della natura e di massacro degli animali: una strage infame condotta per il solo divertimento sadico di pochi individui che amano sparare con fucili automatici a pochi grammi di piume. Il 31 gennaio si chiude la stagione venatoria in Sicilia, iniziata 5 mesi fa. La fauna e' stata messa a ferro e fuco dalle doppiette dei 53mila cacciatori siciliani: centinaia di migliaia fra uccelli e mammiferi sono stati ferocemente inseguiti e braccati dai cacciatori per finire agonizzanti sotto una fucilata. Un vero e proprio assassinio di massa autorizzato dalla Regione e compiuto da chi, per un sadico divertimento, imbraccia un fucile e distrugge la vita. Anche in questa stagione venatoria come in quella del 2003/2004, la Sicilia e' la regione che ha registrato i piu' gravi incidenti di caccia, con morti e feriti: la scorsa stagione, il giorno dell'apertura vide la morte di un cacciatore di 64 anni, ucciso durante una battuta nelle colline di Carini (PA); di pochi mesi fa i funerali di Antonio Grasso e del figlio Alfio, a Zafferana Etnea (CT): in una battuta di caccia il padre spara al figlio e poi si uccide. Nei giorni di pre-apertura della caccia autorizzati dalla Regione sin dal 1° settembre scorso, inoltre, ad Assoro (EN) un cacciatore e' stato ricoverato in prognosi riservata perche' colpito all'occhio da un pallino partito dal fucile di un suo amico, mentre a Siracusa una giovane coppia, a bordo della loro auto, e' stata travolta da una pioggia di pallini di piombo uno dei quali e' andato a colpire il giovane alla guida. Insomma, la caccia e' un problema di pubblica e privata incolumita' che le norme regionali - fatte apposta per incoraggiare una caccia sfrenata, distruttiva e pericolosa - ignorano colpevolmente pur di non far mancare il consenso elettorale delle doppiette verso i politici siciliani.
CASA LUCA, IL CANILE ROMANO E’ DI NUOVO A RISCHIO CHIUSURA 29 gen 05
Nonostante gli sforzi del Comune di Roma, il mancato accordo con il proprietario della struttura e con i comuni legittimi proprietari degli animali. Sono a rischio 340 cani sui quali incombe la minaccia di trasferimento.
29 gennaio 2005 - Nonostante gli sforzi del Comune di Roma, il mancato accordo con il proprietario della struttura e con i comuni legittimi proprietari degli animali consente ad imprenditori senza scrupoli, gestori di canili “business”, di farsi avanti per il ritiro della “merce”. Alcuni comuni minacciano di riprendersi i cani di loro competenza e di trasferirli fuori città, in altre strutture private. Un imprenditore proprietario di un canile fatiscente anche se in via di ristrutturazione si reca a Casa Luca con l’intento di prendersi i cani dei comuni che hanno stipulato con lui la convenzione. Per i 340 cani ancora ospiti del canile Casa Luca di Roma (dei 1.031 che erano il giorno del sequestro del canile, il 21 gennaio 2002) non c’è ancora pace. Sono ancora sotto minaccia. A 3 mesi dal successo del Comune di Roma che, a conclusione del sequestro giudiziario, è riuscito il 28 ottobre a farsi nominare “affidatario” di tutti i cani, a tutt’oggi non è stato raggiunto alcun accordo economico con il proprietario della struttura per l’affitto delle gabbie e con i comuni legittimi proprietari degli animali per il passaggio della convenzione. E l’assenza di questi accordi lascia i cani alla mercè di comuni insensibili alle tematiche animaliste e di imprenditori dediti al business del randagismo che pretendono di andare a ritirare la “merce” di loro competenza. “E’ dal 28 ottobre che stiamo provando a trattare con il proprietario di Casa Luca – afferma Monica Cirinna’, la delegata del Sindaco ai Diritti degli Animali che della battaglia per la difesa di questi cani ha fatto la sua bandiera – ma di fronte a richieste economiche assurde non possiamo intavolare nessuna trattativa sensata. E i comuni, in assenza di un nostro accordo per l’affitto delle gabbie, stanno semplicemente a guardare, non facendosi parte attiva per aiutarci a risolvere questo primo nodo. E’ il posto dove ospitare questi animali che ci manca, infatti, non la volontà di continuare ad accudirli. Faccio appello a tutti i sindaci ad aiutarmi ad aprire una trattativa finalmente compiuta per mettere finalmente il punto a questa storia senza fine”. Nuovamente sul piede di guerra i volontari dell’Associazione Volontari Canile di Porta Portese, che gestiscono, per conto del Comune di Roma, questi animali dal giorno del sequestro della struttura e che questa estate si sono distinti per una occupazione durata un mese al fine di difendere i cani che erano stati dissequestrati a causa della caduta in prescrizione del reato di maltrattamento. “Ai comuni che non prendono posizione e stanno semplicemente a guardare – dice Sergio Perelli, presidente dell’AVCPP - e agli imprenditori invogliati da guadagni facili diciamo una cosa sola: preparatevi ad una lunga guerra, noi i nostri cani non li molliamo”. Si rinnova l’appello ai cittadini a venire ad adottare un cane al più presto possibile: il canile Casa Luca è aperto 7 giorni su 7, dalle ore 9.00 alle ore 15.00 telefono volontari cell. 340 5400353, centralino canile comunale tel. 06 67109550 via Ostiense angolo via Monte del Finocchio. Ufficio Stampa: Simona Miceli cell. 338 4856095
Bologna. Una casa per la meticcia di pastore tedesco
Ho bisogno di trovare un nuovo padrone alla mia cagnolona, si chiama Niky, è una meticcia di Pastore Tedesco di 20 mesi, è veramente adorabile, ma non ne vuole sapere di stare chiusa in casa, ci fa dispetti in continuazione le abbiamo provate tutte, cerco disperatamente qualcuno che abbia eventualmente un giardino o comunque del verde di proprietà dove possa lasciarla quando esce, in quanto all'aria aperta è bravissima, solamente non vuole stare in casa quando noi usciamo. E' molto coccolona e affettuosa adorabile con i bambini ma non riusciamo proprio a farla smettere. Siamo veramente disperati. Aiutateci a trovarle un padrone che le voglia tanto bene e si prenda cura di lei. Per informazioni: 338 41.09.414 Paola Pasquali
Roma. Appello per tre cuccioli di meticcio maremmano
S.O.S. per tre fratellini meticcio maremmano, maschietti e bellissimi. Oramai hanno tre mesi e mezzo. Età pericolosamente "limite" per l'adozione, questa - come sapete.Mi vedo costretta ora dall'urgenza e dalla necessità a completare il racconto con qualche dettaglio. Il primo è che I CUCCIOLI SONO DETENUTI A "CASA LUCA" NELLA PARTE SENZA VOLONTARI. Il secondo è che per adottare E' OBBLIGATORIO FARE UNA TRAFILA BUROCRATICA che sembrerebbe studiata apposta per scoraggiare. Essendo di cuccioli pieno il mondo (nonché le pagine dei giornali), realisticamente... i 3 sono condannati all'ergastolo. Mi rendo conto che... di fronte ai 1000 mali del mondo, COSA sarà mai che QUESTI tre cuccioli non vedranno mai più un filo d'erba - la luce del sole - non conosceranno mai un carezza una parola dolce, in gabbia saranno per sempre inibiti nella loro necessità naturale di correre e muoversi (la "legge" non riconosce ad oggi questi "diritti" nei canili), e come unica prospettiva abbiano... la morte amica e liberatrice. E INVECE NO!... So che nessuno di noi può crederlo veramente. Se solo poteste vedere in fondo proprio in fondo ai loro occhi... o guardarli giocare tra loro, ancora nella loro allegra e tenera innocenza di cuccioli. All'occorrenza, i nostri volontari saranno felicissimi di espletare tutta parte burocratica dell'adozione, nonché recarsi a prelevare i cuccioli, così da poterli consegnare... direttamente nelle braccia amorevoli di un Amico per la vita che voglia salvarli dal destino che si prospetta per loro. Grazie a tutti. email: dogsangels@... - tel. 339 7633274
Frida, bellissima bracchetta, di pura razza kurzhaar(bracco tedesco), circa 4 anni, deve cambiare casa per gravi problemi familiari. E' una cagnolina di una dolcezza estrema, affettuosa, buonissima con gli altri cani, totalmente remissiva verso gli umani. L'ideale per lei sarebbe una casa con giardino, vista la sua natura esplorativa di cane da caccia.
Per adozioni: Barbara 333 56.45.241 Cristina 338 90.72.354 Grazie per l'attenzione Antonella
Shiro (padre), nato il 15/04/97 e di suo figlio Bobo nato il 21/07/99.Il carattere di questi cani è per entrambi affettuoso e giocarellone, hanno tutti e due i libretti sanitari internazionali in regola con le vaccinazioni e l'iscrizione all'Anagrafe canina della Regione Lazio. Purtroppo non possiamo più permettere di averli con noi perchè la salute di mio marito e la mia, per entrambi frattura alle gambe e relativi interventi di chirurgia ortopedica, non ci consentono di poterli accudire come meritano. Con questo grande rammarico Vi prego di capire la situazione e aiutarmi a trovare persone che possano amarli, giocarci e prendersene cura così come finora abbiamo fatto noi. Shiro e Bobo vivono a Velletri (Roma) in via Selvanova I, 65.
Asterix è un bel boxer tigrato di circa 7 anni. E' dolcissimo, affettuoso e microchippato. Per ora è ricoverato nel canile della Lega Nazionale per la Difesa del Cane di Segrate (MI). Soffre molto per il freddo e per la mancanza di una famiglia da trovare al più presto, in provinica di Milano. Agnese 02-6175245 - 335-6549770
Titina ha circa 1anno e 1/2 ed è stata salvata sull'autostrada l'estate scorsa da una ragazza, è a tutt'oggi in un rifugio in attesa di essere adottata. La situazione al momento si sta facendo urgente in quanto la piccola mal sopporta lo stato di costrizione dell'ambiente e si mostra avvilita e poco reattiva, mentre reagisce con allegria e gioia alle coccole di qualche persona che le si avvicina. Michela acisales@...
1 febbraio - Latina - Sei cacciatori denunciati da Polizia Provinciale. Sequestrati 62 uccelli protetti catturati
Sei cacciatori denunciati da Polizia Provinciale. Sequestrati 62 uccelli protetti catturati.
Sei cacciatori sono stati denunciati dalla polizia provinciale di Latina. Cinque per esercizio di caccia nei confronti di specie non autorizzate, uno perche' il porto d'armi era scaduto da addirittura 11 anni. E' il bilancio dell'attivita' del corpo diretto dal colonnello Attilio Novelli nei confronti della caccia illegale. I cinque cacciatori avevano con se' 62 capi tra cui cardellini, capinere, verzellini, tutti insettivori che non possono essere cacciati. Nel corso dei controlli dell'ultimo periodo sono stati anche sequestrati fucili e richiami elettronici non consentiti. (ANSA)
1 febbraio - Potenza - Permessi di caccia clonati, tre condanne
Permessi di caccia clonati, tre condanne.
Ritenute responsabili di concorso in abuso d'ufficio, tre persone sono state condannate a sei mesi di reclusione ciascuna (pena sospesa) dal Tribunale di Potenza, a conclusione del processo sull'appalto relativo alla stampa dei permessi di caccia del 1999 nell'ambito territoriale di caccia (Atc) del Potentino. Gli imputati condannati sono Ernesto Albano, all'epoca dei fatti dirigente della Provincia di Potenza, e i titolari di una tipografia, Vito Antonio Masi e Nicola Sabia. A tutti il Tribunale ha riconosciuto le attenuanti generiche. Un altro imputato, Cosimo Colasanti, anch'egli dipendente della Provincia, e' stato assolto per non aver commesso il fatto. L' inchiesta su presunte irregolarita' nel rilascio dei tesserini per accedere all' Atc del Potentino - in particolare, sul costo per la stampa dei tesserini, molto superiore, secondo l' accusa, al loro valore commerciale - fu coordinata dal pubblico ministero, Henry John Woodcock: le indagini furono eseguite dal Corpo forestale dello Stato e dai Carabinieri del reparto operativo di Potenza. (ANSA)
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2 febbraio - Modena - Toro fugge da macello e ferisce camionista. Abbattuto
Toro fugge da macello e ferisce camionista. Abbattuto.
Improvvisato 'rodeo' a Palagano, sull'Appennino modenese. Un toro di oltre sei quintali e' infatti scappato da un macello, ferendo in modo lieve un camionista che in quel momento si trovava nel cortile dell'impresa. L'animale, particolarmente aggressivo, e' stato successivamente abbattuto da un addetto della Polizia provinciale su autorizzazione del sindaco di Palagano. Nella sua fuga, il toro ha percorso oltre cinque chilometri seguito costantemente dal proprietario e da alcuni addetti del macello, preoccupati che l'animale potesse provocare ulteriori danni alle persone. Il camionista rimasto ferito e' stato ricoverato in via precauzionale all'ospedale di Pavullo, ma e' poi stato dimesso dopo alcune ore. Tutta la vicenda e' stata seguita anche dai Carabinieri di Lama Mocogno. Un episodio simile - ricorda la Provincia di Modena - era avvenuto anche nel 2003 in un macello di Lama Mocogno: anche in quel caso era intervenuta la Polizia provinciale per abbattere un toro in liberta'. (ANSA)
2 febbraio - Novafeltria - Carabinieri salvano istrice investito da un auto
Carabinieri salvano istrice investito da un auto.
A Novafeltria i carabinieri erano arrivati pensando di dover soccorrere i passeggeri di un'auto finita fuoristrada per il ghiaccio e la neve, ma gli occupanti della vettura erano rimasti incolumi, mentre sulla strada, ferito e mezzo tramortito, c'era un istrice, un bell' esemplare da 20 chili. I militari l' hanno portato in caserma e hanno chiamato il veterinario, che ha riscontrato sull'animale un grave trauma all' occhio sinistro (potrebbe perderlo) e lesioni alla coda. L'istrice e' stato rinchiuso in un recinto e viene curato con del cortisone, iniettato nelle patate, di cui va ghiotto.(ANSA)
2 febbraio - San Jose' di Costarica - Prete uccide cagnetta e vescovo lo difende. Parrocchiani manifestano contro con i loro cani
Prete uccide cagnetta e vescovo lo difende. Parrocchiani manifestano contro con i loro cani.
Un prete di San Jose' di Costa Rica ha ucciso una cagnetta che aveva scelto la sua parrocchia come casa ed e' stato difeso dall'arcivescovo della capitale costaricana. ''Non c'e' stata crudelta', si e' trattato di una cosa minore'', ha detto l'arcivescovo di San Jose', Hugo Barrantes, che ha preso le difese del sacerdote Carlos Atravia ed ha invitato i parrocchiani ''a pensare a cose piu' gravi, come l'aborto e l'eutanasia''. Il presidente della Protezione animali, Gisela Vico, spalleggiata da un centinaio di parrocchiani, ha invece denunciato Atravia per maltrattamento di animale, un reato punito dal codice costaricano con una multa e con lavori socialmente utili. ''Quella povera cagnetta, che avevamo chiamato Camila, non faceva male a nessuno ed era diventata ormai una presenza fissa in matrimoni, funerali e battesimi'', ha detto Vico. Oltre cento abitanti del quartiere centrale di San Jose' hanno protestato contro l'uccisione della cagnetta portando i loro cani davanti alla parrocchia. (ANSA).
2 febbraio - L'Aquila - Consiglio regionale approva legge per danni da fauna selvatica in incidenti con auto
Consiglio regionale approva legge per danni da fauna selvatica in incidenti con auto.
Il Consiglio regionale dell'Abruzzo ha approvato un progetto di legge - d'iniziativa del consigliere Enzo Lombardi (Fi) - che integra la legge regionale n. 10/2003 sull'individuazione delle specie animali di notevole interesse faunistico e sulla disciplina dei danni causati dalla fauna selvatica. La relazione chiarisce che la legge 10/2003, ''sebbene esaustiva per quanto riguarda il risarcimento dei danni causati dalla fauna selvatica alle colture agricole e al patrimonio zootecnico, non fa alcun riferimento ai danni cagionati alle persone e ai veicoli''. Il progetto di legge ha cosi' introdotto la risarcibilita' dei danni derivanti da incidenti stradali causati dalla fauna selvatica, ''considerata la notevole frequenza con la quale avvengono questi sinistri e l'entita' dei danni che essi causano''. Con la normativa la Regione assegnera' contributi ''fino al 100% del danno accertato'' dalle specifiche strutture organizzative delle amministrazioni provinciali e fino al 100% delle spese mediche sostenute. Entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge, le amministrazioni provinciali definiranno le procedure inerenti le denunce di sinistri stradali. (ANSA).
2 febbraio - Washington - In un circo elefante uccide inserviente
In un circo elefante uccide inserviente.
Un elefante di un circo americano ha ucciso un inserviente che si prendeva cura di lui, nei pressi del Memorial Coliseum di Fort Wayne, nell'Indiana, calpestandolo a piu' riprese. Quello di Fort Wayne e' l'ultimo degli episodi drammatici che hanno coinvolto in questi giorni gli elefanti negli Stati Uniti, ma e' l'unico in cui la vittima e' una persona e non un animale. La scorsa settimana era morta Peaches, un elefante di 55 anni che viveva nel Lincoln Park Zoo della freddissima Chicago, nell'Illinois, colpita da temperature polari. La morte di Peaches, il piu' vecchio elefante africano degli Stati Uniti, seguiva di qualche mese quella della sua collega Tatima, 35 anni, morta a causa di una malattia simile alla tuberculosi. Peaches e Tatima hanno lasciato da solo Wankie, il loro ex collega del San Diego Wild Animal Park, nel sud della California, da dove vennero trasferiti a Chicago. Gli animalisti protestano, chiedendo che gli elefanti vengano proibiti negli zoo delle citta' americane fredde d'inverno, o che vengano prese particolari misure di tutela. (ANSA)
2 febbraio - Vallo della Lucania - Denunciati tre bracconieri in Parco nazionale del Cilento
Denunciati tre bracconieri in Parco nazionale del Cilento.
Deferiti all'autorita' giudiziaria tre bracconieri sorpresi mentre cacciavano di frodo in localita' Mandia di Ascea, nel Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano. I tre, di cui non si conoscono le generalita', sono stati intercettati da una pattuglia degli agenti del Corpo Forestale dello Stato mentre effettuavano l'esercizio abusivo della caccia al tordo e alla beccaccia. Ai bracconieri, deferiti all'autorita' giudiziaria presso il Tribunale di Vallo della Lucania, sono stati sequestrati anche tre fucili da caccia e numerose munizioni. (ANSA)
Chiesto divieto uso cavalli in battaglie arance di Carnevale.
Niente cavalli nella tradizionale battaglia delle arance del carnevale di Ivrea (Torino). La richiesta di vietarne l' utilizzo per i festeggiamenti di quest' anno, da domenica 9 febbraio a martedi' 11, e' stata avanzata dalla Lav, la Lega antivivisezione, al Prefetto di Torino, al sindaco di Ivrea (Torino) e al servizio veterinario dell' Asl. Ma la Lav non si ferma qui e propone anche di evitare lo spreco di arance - una quantita' pari a quella contenuta in cinque tir, secondo l' associazione - sostituendole con palline da tennis, cosi' come chiede al Prefetto di disporre misure di sicurezza tali da evitare che i contusi, in genere oltre un centinaio ogni anno, vadano a intasare i presidi medici dislocati in citta' e, i piu' gravi, il pronto soccorso dell' ospedale locale. Al posto degli animali, secondo la Lav, potrebbero essere utilizzati dei trattori o dei figuranti ben protetti. ''E' noto - si legge in un comunicato diffuso oggi dalla Lav - che i cavalli siano terrorizzati dai movimenti rapidi, a causa della particolare conformazione dell'occhio e - prosegue - il continuo bersagliamento di arance, spesso congelate, scatena nei cavalli un autentico stato di terrore''.(ANSA)
Consiglio Regionale proroga di due anni il piano faunistico-venatorio.
Il piano-faunistico venatorio del Veneto è stato prorogato al 31 gennaio 2006. Si tratta della settima proroga consecutiva che prolunga di un altro anno la validità del documento di programmazione dell'attività venatoria e la tutela della fauna nel territorio regionale adottato nel 1996 con validità quinquennale. La decisione è stata presa dal Consiglio regionale su proposta formalizzata con emendamento dall'assessore alla caccia Massimo Giorgetti (An) sollecitato dal capogruppo di Forza Italia Renzo Marangon che aveva constatato l'impossibilità di procedere al voto a causa della manovra emendativa dell'opposizione di centrosinistra (800emendamenti del solo consigliere verde Gianfranco Bettin). Una manovrache Marangon aveva definito ''un ennesimo episodio di ''filibustering'' messo in atto dalle minoranze di Palazzo Ferro-Fini''. A questa soluzione il Consiglio veneto è arrivato al termine di un dibattito nel corso del quale i consiglieri delle opposizioni (sonointervenuti Mauro Tosi, Lucio Tiozzo, Paolo Paolucci e Gianfranco Bettin) avevano rilevato che la maggioranza ha portato con grave ritardo il Piano al voto dell'aula impedendo, in questo modo, un confronto approfondito e la possibilità di migliorarne il testo. Da parte sua Bruno Canella di Alleanza Nazionale aveva, invece, rilevato che la maggioranza ha fatto fino in fondo la sua parte dal momento cheha approvato il testo del piano al termine di un lungo lavoro della commissione mentre le opposizioni non si sono espresse puntando all'ostruzionismo in aula. ''Se il Consiglio non riesce ad apportare al Piano gli ammodernamenti di cui ha bisogno e che sono, del resto, chiesti dal mondo venatorio -ha concluso Canella- la responsabilità è,ancora una volta, tutta del centrosinistra ''. (Red-Dac/Rs/Adnkronos)
Alcuni lacci in corda d'acciaio per la cattura di cinghiali sono stati rinvenuti e sequestrati dalla Forestale di Macerata nelle localita' di Marinella e Taliani del Comune di Saranno (Mc). I lacci, secondo una nota del Coordinamento provinciale di Macerata del Corpo Forestale dello Stato, erano stati posizionati dai bracconieri lungo alcuni sentieri nei boschi della zona, abitualmente percorsi dagli animali selvatici, in modo tale da provocare il soffocamento degli animali. L'uso dei lacci per la cattura dei cinghiali, precisa la nota della Forestale di Macerata, ''e' un sistema particolarmente crudele di caccia perche' oltre che provocare la morte dell'animale attraversoun'agonia lunga e dolorosa non e' selettivo, in quanto puo' comportarela cattura anche di altri animali come i caprioli o animali domestici come i cani''. (Ama/Zn/Adnkronos)
Emendamenti cancellati contro legge per liberalizzazione caccia, Presidente Commissione Agricoltura Camera "fa regalo ad armieri e bracconieri".
Un regalo ad armieri e bracconieri. Cosi' la Lav commenta la decisione "a sorpresa" con cui ieri il presidente della Commissione Agricoltura della Camera, Giacomo de Ghislanzoni Cardoli (FI), "ha di fatto cancellato ben 2000 emendamenti presentati da numerosi deputati di tutti gli schieramenti", relativi alla proposta di legge per apportare modifiche alla legge 157/92 in materia di fauna ed esercizio venatorio. Appellandosi all'art.79 del regolamento di Montecitorio, de Ghislanzoni ha invitato i gruppi parlamentari a scegliere solo due emendamenti da portare al voto fra le centinaia che i deputati delle varie forze avevano presentato per ogni articolo del testo: adesso - commenta la Lav - "sono stati tutti impallinati" L'associazione condanna duramente "tale incredibile scelta che strozza la liberta' di espressione pur di far passare a tutti costi una legge-truffa scritta da e per i cacciatori estremisti". Per Ennio Bonfanti, responsabile nazionale Lav settore Fauna, "il presidente De Ghislanzoni e' evidentemente refrattario all'esigenza di condurre l'esame della legge sulla caccia in maniera super partes e politicamente corretta. La sua decisione di 'cestinare' i 2000 emendamenti migliorativi - presentati dai suoi colleghi sia della maggioranza sia dell'opposizione - alla proposta di legge sulla deregulation della caccia, e' gravissima e sconcertante e dimostra un accanimento contro gli animali e la natura che fa venire i brividi. Abbattuti gli emendamenti, ora il testo, che contiene norme barbare ed incivili, aumenta specie e tempi di caccia, abolisce le sanzioni penali per i bracconieri, puo' avere un iter veloce, per giungere all'approvazione in concomitanza con le elezioni regionali". L'esponente della Lav aggiunge che "e' incredibile con quanta crudelta' la Commissione Agricoltura stia cercando di arrivare a tappe forzate ad una legge che massacri il piu' possibile e nella maniera piu' sanguinaria gli animali selvatici sopravvissuti alla stagione di caccia conclusasi appena ieri. Restiamo increduli di fronte a tanto disprezzo per la vita, a tanta insensibilita' anche verso la volonta' di quel 72% di italiani che chiede l'abolizione della caccia". (AGI)
Confermato nuovo caso umano di contagio con influenza dei polli.
Il Vietnam riporta oggi un nuovo caso umano di influenza aviaria. Si tratta di un giovane di 24 anni di Hanoi che è stato ammesso all'ospedale locale di Bach Mai il 25 gennaio ed è risultato positivo all'H5N1, il virus responsabile della malattia che colpisce prevalentemente polli, anatre e altri volatili. Ad annunciarlo è stato un medico in condizione di anonimato che ha aggiunto che il paziente si sta rimettendo. Ad oggi la nuova epidemia di influenza aviaria che ha colpito recentemente il Vietnam ha provocato la morte di 13 persone - l'ultima vittima è una donna cambogiana deceduta domenica - destando viva preoccupazione che il virus possa mutare in una forma facilmente trasmissibile da uomo-a-uomo. La maggior parte dei casi umani sarebbe derivata dal contatto con animali infetti e allo stato attuale non ci sono prove che la malattia abbia mutato. L'influenza aviaria è stata contratta dagli uomini oltre che in Vietnam, anche in Thailandia e Cambogia dove in totale, nella forte epidemia dell'anno scorso che in 10 Paesi asiatici ha portato all'abbattimento di oltre 100 milioni di uccelli, sono morte 45 persone. L'influenza aviaria è una "minaccia costante che potrebbe aggravarsi e i Paesi infetti devono intensificare i loro sforzi di controllo sulla malattia", hanno dichiarato ieri la Fao, l'agenzia dell'Onu per l'alimentazione e l'agricoltura, e l'Organizzazione mondiale della salute animale (Oie), aggiungendo che l'Asia potrebbe essere particolarmente vulnerabile alla malattia dopo lo tsunami del 26 dicembre. Secondo le due organizzazioni il pollamente infetto potrebbe infatti essere distribuito ai sopravvissuti dei Paesi colpiti dall'onda assassina. "Per meglio controllare l'epidemia i Paesi colpiti come il Vietnam e la Thailandia necessitano dell'aiuto della comunità internazionale per permettere loro di rafforzare i mezzi dei servizi veterinari e mettere a punto delle strategie di controllo efficaci, dei sistemi di produzione più moderni e, se necessario, la vaccinazione", hanno aggiunto le due organizzazioni in un comunicato congiunto.
Pregiudicato faceva rapine e drogava pitbull con eroina e cocaina.
Sei persone sono state arrestate dalla polizia a Roma nelle ultime ore durante i controlli sul territorio effettuati dal reparto volanti e dalle autoradio dei commissariati. Al quartiere Prenestino gli agenti hanno bloccato G. P., pluripregiudicato di 30 anni, accusato di aver compiuto numerose rapine ai danni di donne sole e ragazze minorenni nelle ultime settimane. L'uomo, che era appena stato scarcerato, è stato rintracciato nella sua abitaizone dove gli agenti del commissariato Prenestino hanno anche liberato un cane pitbull, frutto di una rapina compiuta inviale Palmiro Togliatti in un parco pubblico, al quale l'uomo somministrava pesanti quantitativi di 'speedball', ovvero un micidialemix di eroina e cocaina. Il povero animale è stato riconsegnato al legittimo proprietario. G. P. è ritenuto responsabile di aver anche rapinato alcuni telefoni cellulari sotto la minaccia di un coltello sia in strada che a bordo dei mezzi pubblici. Uno degli apparecchi telefonici è stato anche recuperato dagli investigatori a Parma. (Xjr/Opr/Adnkronos)
Sequestrate 113 mucche da Carabinieri, allevatore denunciato per maltrattamenti.
I carabinieri hanno proceduto al sequestro di 113 mucche che venivano tenute in una stalla in Val Venosta, vicino a Merano, in condizioni precarie ed in uno spazio troppo piccolo rispetto a quanto stabilito dalla legge. L'allevatore, un sessantenne del posto, e' stato denunciato per maltrattamento di animali. Il bestiame e' stato affidato ad un altro allevatore della zona. La vicenda e' accaduta a Malles, un paesino di 5 mila abitanti in Val Venosta nel Meranese. Da tempo le attivita' dell'allevatore - uno dei piu' grossi della zona e che possiede altre quattro stalle - erano sotto controllo da parte dei veterinari della locale Asl, anche perche' piu' volte c'erano state segnalazioni per i liquami delle stalle che, invece di essere adeguatamente incanalati, sarebbero finiti nelle acque dell'Adige. Nel corso dell'ultimo controllo, i carabinieri ed i tecnici dell'Asl hanno trovato le vacche in uno stato pietoso. Da tempo non venivano pulite e venivano tenute in uno spazio angusto e privo delle caratteristiche tecniche necessarie per ospitare un numero cosi' elevato di animali. I carabinieri ipotizzano che a spingere ad accumulare cosi' tanti bovini in uno spazio inadeguato siano i premi provinciali previsti per gli allevatori e che si basano appunto sul numero dei capi. Ora le mucche sono state affidate in custodia ad un altro allevatore dellazona, mentre il proprietario dovra' provvedere a pagare le spese per il loro mantenimento. (ANSA)
Il Gazzettino Torna il lupo carico di pregiudizi e leggende - 31 gen 05
Avvistato recentemente un esemplare nel territorio del parco delle Prealpi Giulie che conferma passate segnalazioni.
Da quando l'uomo è comparso sulla terra ha iniziato due attività: organizzare la propria vita e sterminare i lupi. La prima è riuscita in pieno, la seconda non solo è fallita, ma addirittura si è rovesciata. Adesso l'uomo protegge il lupo. Ma millenni di persecuzioni, dicerie, leggende, falsità, miti, timori, simbolismi, identificazioni, insomma millenni di storia e cultura non sono passati senza lasciare traccia. E questa traccia è nel pregiudizio, nell'atavico timore che perseguita questo magnifico canide, tra i più efficaci predatori selezionati dalla natura. Lo sterminio del lupo è stato all'inizio un atto di difesa: dalla sua competizione quando i primi uomini erano anch'essi predatori, dalle sue scorreria quando è stato inventata la domesticazione e l'allevamento degli animali; poi un atto religioso quando il lupo è stato identificato, come scrisse Sant'Eucherio, vescovo di Lione nel quinto secolo, nell'incarnazione del demonio («Lupus: diabolus vel haeretici», si legge nel Formulae spiritualis intelligentiae). Competitore, bestia immonda, uccisore di uomini, il lupo è sempre stato, nell'occidente cristiano, un animale-peccato. Nell'età classica è solo il nemico delle greggi o un presagio avverso, nel medioevo evangelizzato diventa il male, pericoloso per gli allevamenti e le stesse persone. Tanto da pianificarne la difesa e l'estinzione (molte città dal XI al XIII secolo si dotano di mura per evitare l'intrusione dei lupi più che degli eserciti nemici). In altre culture, come quelle sciamaniche, è invece un totem, un animale-divinità. La religione che ha al centro l'uomo, il dominatore della natura, pone il lupo come suo massimo nemico, lo eleva a simbolo e ne cancella la naturalità e la scientificità facendolo diventare un essere metafisico. Il nemico è un lupo assassino, l'eretico è un lupo, i potenti avversati sono lupi; ci sono perfino gli uomini che si trasformano in lupi. Nella religione che pone l'uomo in mezzo alla natura, il lupo è "solo" un predatore, un animale forte e intelligente da prendere a modello anche nella sfera trascendente. Milioni di lupi sono stati così uccisi, la specie è stata scacciata dalle nostre foreste, allontanata dalle nostre città, cancellata da interi territori. Lo sterminio, l'estinzione è riuscita solo nelle isole. Nel continente europeo la grande mobilità e adattabilità, l'organizzazione sociale, la "cultura", ha permesso al lupo di resistere, di sopravvivere e di riprendersi i suoi spazi quando l'uomo li abbandona. In sintesi per eliminare definitivamente il lupo occorre distruggere totalmente il suo habitat. Cioè commettere un male infinitamente maggiore e che si perpetua nel futuro, per estirpare un danno tutto sommato minore. Tutto questo preambolo per dire che la recente segnalazione dell'avvistamento di un lupo nel territorio del parco delle Prealpi Giulie non è una notizia che possa passare inosservata e senza evocare nulla. Il nostro Friuli è pieno di testimonianze sulla presenza del lupo, dai numerosi toponimi (Lovaria, Lovaris, Lovarie e così via) a testimonianze come il grande affresco della parrocchiale di Tauriano di Spilimbergo dedicato nel 1527 allo scampato pericolo per un'invasione di lupi. L'Università di Udine, il servizio caccia della regione con le omologhe istituzioni slovene ha avviato un progetto Interreg sui grandi predatori (orso, lince). In Slovenia il lupo è stato sempre presente e ora le popolazioni, protette dalle leggi, stanno crescendo di numero (leggete l'articolo qui a fianco), tanto che sono stati autorizzati degli abbattimenti selettivi e in particolare lungo il confine italiano, dal Carso alle valli del Natisone. Ora queste segnalazioni confermano sia le previsioni degli esperti di una espansione della specie a nord ovest del sistema dinarico-balcanico, che gli sporadici avvistamenti del passato, spesso liquidati con ironia ("tu as bevut") o non considerati per l'apparente "impossibilità" che fossero veri. In effetti piano piano, passo dopo passo, questo splendido animale, estremamente mobile, molto resistente adattabile a qualunque situazione, è arrivato fino a noi, attuando una colonizzazione parallela a quella che sta avvenendo nell'arco alpino occidentale (fino in Francia e Svizzera) con i lupi provenienti dall'Appennino centro-meridionale. In Friuli Venezia Giulia, invece, i "nuovi arrivi" delle specie animali giungono da est. Il ritorno del lupo è favorito sia dalle leggi di protezione (fondamentali quelle slovene) che dall'espansione delle foreste con conseguenti grandi disponibilità di prede (ungulati, ma anche e soprattutto volpi, carogne, cibo disponibile nelle discariche). Quelli che arrivano nella nostra regione non sono branchi, ma individui erratici o piccoli nuclei familiari. L'Università di Udine sta predisponendo una serie di monitoraggi e una ricerca con il sistemawolf howiling,cioè con le risposte agli ululati lanciati da un registratore. Il lupo sta ritornando, porta con se una grande ricchezza di biodiversità, nuove prospettive di promozione del territorio, ma anche millenari pregiudizi. Più che un affare tecnico-biologico, il successo del ripopolamento del lupo è una questione socio-culturale. Umberto Sarcinelli Il Gazzettino
Il Gazzettino Una casa per ospitare cani e gatti in convalescenza dopo incidenti stradali - 31 gen 05
L'appello della Lav di Pordenone.
Volontari della Lav in piazza, ieri pomeriggio, per un'iniziativa del tutto particolare: la "Festa dell'accoglienza". L'associazione si è data appuntamento ai piedi del Battistero per trovare a una decina tra cani e gatti vittime di incidenti stradali una casa in cui trascorrere il periodo della convalescenza. Si tratta principalmente di animali randagi o abbandonati, raccolti dalla Lav lungo le strade o addirittura al presidio sanitario dell'Usl, sopravvissuti per miracolo alle ruote dell'auto che li ha investiti, operati per traumi e fratture e ora bisognosi di un ambiente caldo e tranquillo in cui potere riprendersi. Casi gravi, quindi, che necessitano di settimane o anche di qualche mese di recupero. "Nelle nostre case, però, ormai non c'è più posto - hanno spiegato i volontari -, quindi ci appelliamo alle persone di buona volontà perché li accolgano in attesa che guariscano e vengano quindi affidati in via definitiva a una famiglia". Prendersi in casa un cagnolino o un gatto non significa naturalmente doversi sobbarcare le spese per la sua guarigione: agli interventi chirurgici ci pensa la Lav, anche se i costi da sostenere sono notevoli. "Con i veterinari abbiamo già 5.800 euro di debito", hanno sottolineato dall'associazione. E' anche per questo che ieri chi non poteva offrire ospitalità a uno di questi specialissimi malati, ma voleva lo stesso dare alla Lav il proprio contributo, poteva fare anche un'offerta in denaro. Nel tardo pomeriggio, l'iniziativa aveva già dato frutti: oltre alle offerte, ben due persone si sono rese disponibili a ospitare un cane o un gatto incidentato. (l.p.) Il Gazzettino
L'Unione Sarda Caccia di frodo. Sequestrati fucili, lacci e quattro cinghiali - 31 gen 05
I bracconieri nella trappola delle guardie forestali.
Forestali a caccia grossa, nel sacco cinque bracconieri e i corpi del reato sequestrati. Una campagna organizzata dalla direzione generale del Corpo forestale per fronteggiare il fenomeno dell'attività venatoria illegale nella provincia di Cagliari e che ha permesso di denunciare cinque persone e recuperare circa 300 reti per la cattura dei volatili da trasformare in tacculas e tremila lacci. Sono stati i ranger della stazione di Senorbì, nei giorni scorsi, a bloccare nella zona di Piscina Tolinu quattro cacciatori. Sono tutti di Siurgus Donigala. O. S., ex finanziare in pensione, i fratelli A. M. e V. M., entrambi meccanici e R. L., pensionato, ex carabiniere, sono stati denunciati alla Procura della repubblica per aver abbattuto abusivamente i cinghiali. I quattro amici sono stati sorpresi mentre stavano "lavorando" le carcasse di due animali (uccisi tra l'altro a pallettoni e non a palla unica come prevede la legge). Gli altri due erano stati occultati in campagna ma sono stati trovati. I forestali hanno anche perquisito un casolare e le auto le gruppo sequestrando i fucili e numerose cartucce, ma anche tre rullini fotografici che contenevano le immagini dei cacciatori con le loro prede. I cacciatori (in corso di accertamento anche la posizione di altre cinque persone) rischiano il ritiro della licenza di caccia e una multa di tremila euro a testa. Controlli a tappeto anche nelle campagne di Quartu e Sinnai, dove gli agenti della stazione sinnaese, impegnati per diversi giorni nel tentativo di bloccare un'attività illecita che in questa parte di Sardegna è ancora piuttosto diffusa, hanno rimosso e sequestrato oltre tremila lacci (tra le trappole preparate per i volatili e i nodi scorsoi riservati ai cinghiali) e 34 reti per uccellagione che i bracconieri avevano predisposto lungo i sentieri nei boschi di Giuncus, Monte Crabitu, Is Arangias e Santu Barzolu. I cacciatori di frodo, però, non sono stati intercettati. E a poco sono serviti i ripetuti appostamenti. È stato invece fermato e denunciato dai ranger della stazione forestale di Pula un bracconiere di Capoterra che nella zona di Flumini 'e Binu, sui monti di Sarroch, aveva sistemato le sue attrezzature per riuscire a intercettare gli stormi di tordi e merli. Il cacciatore di frodo quando sono arrivati i forestali stava controllando le reti per l'uccellagione. Gli attrezzi sono stati smontati e sequestrati dagli agenti del Corpo, così come sequestrata è stata la selvaggina che nelle ore precedenti era rimasta intrappolata nelle micidiali maglie di nylon nascoste nei canali tra la vegetazione, in quei punti dove i volatili si infilano alla ricerca dei prelibati frutti. L'uomo è stato denunciato all'autorità giudiziaria. A Maracalagonis il Nucleo di polizia giudiziaria dell'Ispettorato ripartimentale di Cagliari ha infine individuato e rimosso (in agro di Sa Coti dei Sette Fratelli) 250 reti per la cattura di tordi e altri uccelli. Insomma, un'operazione in grande stile che la direzione generale del Corpo ha però intenzione di non fermare. Anche perché non si ferma neppure l'azione dei bracconieri (la maggior parte dei quali cercano di sbarcare il lunario con la vendita delle ricercatissime grive) nonostante i ripetuti controlli da parte dei ranger e il rischio di una denuncia. A. Pi. L'Unione Sarda
La Provincia di Como «Ai miei gatti serve la toelettatura». E la padrona sparisce - 31 gen 05
Due esemplari abbandonati in un negozio. L'appello: «Mai vista una cosa del genere, qualcuno vuole adottarli?».
Ci sono diversi modi per liberarsi degli animali domestici diventati scomodi, ma anche i meno cruenti lasciano l'amaro in bocca. L'ultima trovata consiste nel portarli dal toelettatore e poi sparire dalla circolazione. E' accaduto da «Scondinzolo», e ora il titolare del negozio sta cercando chi li adotti. Ha detto di chiamarsi Maria e ha fornito un numero di cellulare inesistente la donna che una settimana fa si è recata nel negozio di via Borgo Vico gestito da Oscar Caprani con due splendidi gattini che avevano bisogno di un'aggiustatina al pelo. Il maquillage però richiedeva un po' di anticamera e così la proprietaria dei felini è andata a fare un giretto lasciando, come da prassi, nome e numero di telefono per essere avvertita e tornare a prendere i piccoli. «Per accontentare la cliente – racconta Caprani – ho fatto gli straordinari ma quando ho richiamato la proprietaria il telefono che mi aveva fornito risultava muto e della signora nessuna traccia, nemmeno nei giorni successivi». Al negoziante, a questo punto, non è rimasto altro da fare che dare ricovero ai gattini nella speranza che la cliente si ravvedesse e tornasse a riprenderli, e invece nulla. «Ho sporto denuncia – conclude il negoziante – ma la mia preoccupazione ora è soltanto trovare una nuova e più degna sistemazione alle due bestiole, visto che non possono tenerle in negozio per via dei cani, e per il fatto che sarebbe meglio non separarli in quanto abituati a stare insieme. Per ora ho trovato solo persone disposte ad adottarli separatamente e il rischio più grosso in questo caso è che soffrano ancor più di quanto stanno patendo a causa dell'abbandono». Non era mai capitato che qualcuno utilizzasse un espediente del genere. Chi volesse accogliere l'appello della grande famiglia di Scodinzolo non deve far altro che telefonare allo 031 572110, i micetti aspettano a zampe aperte. Gigi Albanese La Provincia di Como
L'Arena A Verona c’è un avvelenatore di cani - 31 gen 05
Da Borgo Venezia allo Stadio arrivano diverse segnalazioni di animali intossicati con bocconi di carne ai cumarinici.
Bocconi di carne al veleno destinati al miglior amico dell’uomo. A lanciare l’allarme è Vincenzo Moscato padrone di Toffee, una cagnetta meticcia di dodici anni mancata pochi giorni fa proprio a causa delle classiche polpette ai cumarinici, un genere di veleno che a seconda del tipo agisce in particolari zone interne del corpo senza destare patologie che possano più o meno invitare il proprietario dell’animale a rendersi conto di quanto sta avvenendo. A destare maggior allarme è il fatto che questo incidente non sembra sia l’unico. Anzi, pare proprio che sia in Borgo Venezia sia allo Stadio, ma anche a Santa Maria di Zevio (qui tra l’altro visti i tanti avvelenamenti da polpette i padroni dei cani hanno esposto uno striscione «ringraziando il farabutto che ha avvelenato i loro compagni») ci sia un criminale che si diverte a lasciare nei giardinetti maggiormente frequentati dai quattro zampe e nei cortili privati le polpette mortali. «La mia Toffee», afferma Moscato che vive nel quartiere dello Stadio, «è stata avvelenata nel cortile privato di casa. Non ci sono dubbi qualcuno ha lanciato dentro la recinzione il classico boccone di carne avvelenato». A sostegno delle affermazioni di Moscato c’è anche il parere del veterinario Paolo Scalvi, anche lui non ha dubbi sul fatto che qualcuno si stia divertendo ad avvelenare gli animali e proprio nella sala d’attesa del suo studio di Borgo Venezia ha messo in bella mostra un foglio dove invita i proprietari dei cani a stare bene in guardia: «Sono stati diversi i casi di avvelenamento capitati in ambulatorio, quattro uno dietro all’altro. Per fortuna un piccolo amico lo abbiamo salvato facendogli rigurgitare la polpetta ingerita circa venti minuti prima. Questo genere di avvelenamento è fatale: il veleno provoca delle emorragie interne non rilevabili se non allo stadio estremo. I bocconi si presentano delle dimensioni di una polpetta classica di carne mista a dei granelli color turchese». Scalvi fa notare che il problema non riguarda solo gli animali in genere visto che oltre ai cani anche i gatti sono a rischio ma anche i bambini. «Chi può assicurarci che un bambino piccolo o anche grandicello ma curioso non vada a toccare questo cibo. Questa situazione può diventare più grave di quello che già è inviterei quindi le forze dell’ordine a prendere in esame la cosa». Scalvi invita pertanto i proprietari dei cani a rivolgersi al proprio veterinario di fiducia nel caso il fedele amico abbia messo tra i denti qualcosa di poco chiaro: «Se il cane presentasse del pallore delle mucose è bene farlo visitare. Purtroppo di fronte a questi casi non si può fare nulla se non avvisare la gente e sperare». (a.z.) L'Arena
La Provincia di Sondrio Max è scappato: la sua padrona lancia un appello - 1 feb 05
Aveva trovato casa a Delebio, ma adesso è scomparso.
Un appello che arriva direttamente dall'Ente protezione animali. E' la sezione provinciale del sodalizio che chiede la collaborazione per ritrovare Max, un incrocio di dobermann, dal manto nero, che è recentemente scappato dalla sua casa a Delebio. Il cane, molto buono, era stato adottato nel 2001 quando fu preso al canile di Busteggia. Chi lo avesse trovato vivo o morto può telefonare allo 0342-685560 oppure al 347-9724434. Una semplice telefonata che potrebbe risollevare il morale di chi sino ha accudito Max volendogli molto bene. La Provincia di Sondrio
Corriere Adriatico Con l’elicottero per sfamare i cavalli - 1 feb 05
Si torna alla normalità. Riaprono anche le scuole dell’entroterra. Spettacolare missione sul monte Catria: fieno per i branchi assediati dalla neve.
Dopo gli interventi della Protezione civile, Comuni , Provincia nei giorni della “grande bufera”, ecco un altro ottimo lavoro, ieri mattina: un elicottero è volato in cima al Catria isolato in soccorso dei famori cavalli di razza autoctona, e degli altri animali come, daini e caprioli. Il velivolo è decollato dalla base tecnica dell'eliporto a ridosso del centro operativo dei volontari della Croce Rossa della protezione civile di Fossombrone. Il giorno prima aveva compiuto una lunga perlustrazione in tutta la vasta area dell'entroterra. Non sono state riscontrate situazioni di particolare disagio. Il giorno successivo la nuova missione per aiutare i cavalli. Soddisfatto l'ispettore della Croce Rossa Claudio Contini: “Siamo stati in grado di rispondere a tutte le chiamate. I nostri mezzi si sono mostrati all'altezza della situazione anche nelle situazioni più difficili. Abbiamo dimostrato con qualche efficienza possiamo operare. Abbiamo avuto anche un raccordo costante con la sede centrale della protezione civile”. Come se non bastasse gli stessi volontari sono in grado di garantire la reperibilità 20 ore 24 e l'intervento che dovesse essere richiesto. Un gruppo di persone che sono sempre più in primo piano e che meritano di essere elogiati con tutte le energie possibili. Quanto hanno fatto é sotto gli occhi di tutti. Riguardo all’operazione-cavalli, come ha tenuto a precisare il presidente della Comunità montana di Cagli, Gino Traversini, era necessario salire fin lassù per portare soccorso ad alcuni branchi estremamente rustici, che vivono quasi tutto l’anno sul monte e quindi si adatta benissimo all’ambiente invernale, alle condizioni climatiche e alle temperature del Catria; quindi sanno come muoversi e quando la neve copre le cime, scendono a quote basse, ma questa volta gli animali sono rimasti bloccati in alcune zone del monte praticamente senza cibo; quindi si sono rifugiati, in maniera molto intelligente, nel bosco dove la neve è più bassa e dove tira meno vento. L’iniziativa è stata del Corpo Forestale di Cagli e della Comunità montana alla presenza dei tecnici dell’ufficio Agricoltura che hanno impostato l’iniziativa di calare in quelle zone del Catria balle di fieno sia ai cavalli, sia agli altri animali presenti su quelle alture, in particolare i daini e i caprioli. “L’iniziativa è di grande importanza in questa zona montagnosa dove gli animali sono una risorsa, in particolare il cavallo del Catria e la fauna in genere - ha detto ancora il presidente Traversini - quindi devo elogiare l’intervento e soprattutto la puntualità del Corpo Forestale dello Stato e dei Vigili del fuoco in questa occasione”. L’elicottero a più riprese ha eseguito le operazioni di soccorso, avvistando dall’alto gli animali, seguiti da bordo dal tecnico esperto del Catria, Piero Cavallini, che sa dove i cavalli si spostano. La bellissima giornata di sole ha agevolato e facilitato le operazioni di soccorso, in uno scenario spettacolare. Tutto è bene quel che finisce bene, e anche gli animali del Catria sono stati tolti dai pasticci con un’operazione esemplare.. Giovanni Bartoli e Roberto Giungi Corriere Adriatico
Corriere Adriatico Con l’elicottero per sfamare i cavalli - 1 feb 05
Si torna alla normalità. Riaprono anche le scuole dell’entroterra. Spettacolare missione sul monte Catria: fieno per i branchi assediati dalla neve.
Dopo gli interventi della Protezione civile, Comuni , Provincia nei giorni della “grande bufera”, ecco un altro ottimo lavoro, ieri mattina: un elicottero è volato in cima al Catria isolato in soccorso dei famori cavalli di razza autoctona, e degli altri animali come, daini e caprioli. Il velivolo è decollato dalla base tecnica dell'eliporto a ridosso del centro operativo dei volontari della Croce Rossa della protezione civile di Fossombrone. Il giorno prima aveva compiuto una lunga perlustrazione in tutta la vasta area dell'entroterra. Non sono state riscontrate situazioni di particolare disagio. Il giorno successivo la nuova missione per aiutare i cavalli. Soddisfatto l'ispettore della Croce Rossa Claudio Contini: “Siamo stati in grado di rispondere a tutte le chiamate. I nostri mezzi si sono mostrati all'altezza della situazione anche nelle situazioni più difficili. Abbiamo dimostrato con qualche efficienza possiamo operare. Abbiamo avuto anche un raccordo costante con la sede centrale della protezione civile”. Come se non bastasse gli stessi volontari sono in grado di garantire la reperibilità 20 ore 24 e l'intervento che dovesse essere richiesto. Un gruppo di persone che sono sempre più in primo piano e che meritano di essere elogiati con tutte le energie possibili. Quanto hanno fatto é sotto gli occhi di tutti. Riguardo all’operazione-cavalli, come ha tenuto a precisare il presidente della Comunità montana di Cagli, Gino Traversini, era necessario salire fin lassù per portare soccorso ad alcuni branchi estremamente rustici, che vivono quasi tutto l’anno sul monte e quindi si adatta benissimo all’ambiente invernale, alle condizioni climatiche e alle temperature del Catria; quindi sanno come muoversi e quando la neve copre le cime, scendono a quote basse, ma questa volta gli animali sono rimasti bloccati in alcune zone del monte praticamente senza cibo; quindi si sono rifugiati, in maniera molto intelligente, nel bosco dove la neve è più bassa e dove tira meno vento. L’iniziativa è stata del Corpo Forestale di Cagli e della Comunità montana alla presenza dei tecnici dell’ufficio Agricoltura che hanno impostato l’iniziativa di calare in quelle zone del Catria balle di fieno sia ai cavalli, sia agli altri animali presenti su quelle alture, in particolare i daini e i caprioli. “L’iniziativa è di grande importanza in questa zona montagnosa dove gli animali sono una risorsa, in particolare il cavallo del Catria e la fauna in genere - ha detto ancora il presidente Traversini - quindi devo elogiare l’intervento e soprattutto la puntualità del Corpo Forestale dello Stato e dei Vigili del fuoco in questa occasione”. L’elicottero a più riprese ha eseguito le operazioni di soccorso, avvistando dall’alto gli animali, seguiti da bordo dal tecnico esperto del Catria, Piero Cavallini, che sa dove i cavalli si spostano. La bellissima giornata di sole ha agevolato e facilitato le operazioni di soccorso, in uno scenario spettacolare. Tutto è bene quel che finisce bene, e anche gli animali del Catria sono stati tolti dai pasticci con un’operazione esemplare.. Giovanni Bartoli e Roberto Giungi Corriere Adriatico
La Stampa-Tuttoscienze Il pesce grosso e lo spazzino. Un mestiere pericoloso - 2 feb 05
Un patto tra specie di taglia molto diversa.
E’ nota da tempo quella strana relazione fra animali di specie diverse, e di dimensioni diverse, nella quale il più piccolo rende un "servizio di pulizia" al più grosso - e spesso più aggressivo - il quale gli offre docilmente accesso al proprio corpo e talvolta alla propria bocca. Per esempio l'airone guardiabuoi (Ardeola ibis) passeggia sul dorso dei bufali senza che questi mostrino alcun segno d'insofferenza. Il suo servizio è quello di perlustrare il mantello dell'ospite, mangiando i parassiti che lo infestano. Altrettanto fanno le bufaghe (Bufaghus africanus) che si occupano di spidocchiare zebre, elefanti, rinoceronti. Non diverso è il caso di alcuni piccoli coleotteri della famiglia Ambliopininae, a lungo e a torto ritenuti parassiti ematofagi (succhiasangue) di molti roditori. Si deve a due studiosi americani, Robert M. Timm e James S. Ashe, la scoperta che i piccoli coleotteri liberano i roditori dai parassiti annidati nella pelliccia. Ma il caso più spettacolare, che si può osservare anche negli acquari, è quello di numerose specie di pesci predatori della barriera corallina che si lasciano ripulire la pelle e anche la dentatura da vari piccoli pulitori, pesci e crostacei. Ci sono almeno 45 specie pesci pulitori, e 6 di gamberi, ma è un numero destinato a salire. Le zone della barriera dove operano sono vere e proprie stazioni di pulizia, dove i predatori fanno la fila. Quando gli studiosi hanno allontanato i pulitori da una zona del reef, anche i clienti se ne sono andati, e i pochi rimasti mostravano evidenti segni di malattia e di sofferenza della pelle. Quando i pulitori sono stati reintrodotti la zona si è ripopolata. Queste strane amicizie sono state scoperte settant'anni fa da William Beebe durante una delle storiche immersioni con la sua batisfera. Poi Conrad Limbaugh della Scripps Institution of Oceanography accertò che nel giro di sei ore un pulitore può venir visitato nella sua "stazione" da ben 300 clienti di specie diverse. E Irenäus Eibl-Eibesfeld scoprì fra i clienti dei pulitori anche le gigantesche mante, che con le loro immense pinne raggiungono un'apertura alare di sette metri. Sembrava dunque un caso di collaborazione ben consolidata ed equilibrata. Ma ecco che l'argomento viene ripreso dai moderni ecologi del comportamento, che applicano spregiudicatamente metodi e concetti mutuati dall'economia e dalla statistica all'analisi del comportamento animale. Alexandra S. Grutter, dell'Università del Queensland in Australia, ha studiato recentemente la relazione fra uno dei più noti pesci pulitori, il Labroides dimidiatus, e i suoi clienti. Questo pesciolino, come si sapeva da tempo, quando avvicina un grosso cliente potenziale, effettua una serie di movimenti, una sorta di "danza di pulizia". Pare che la danza sia tanto più evidente quanto più il cliente è a digiuno: serve dunque al pulitore per segnalare al cliente le sue intenzioni e temperarne l'aggressività. E forse ad accertare se è sazio o affamato. Sta di fatto che, studiando a fondo e con metodo matematico le preferenze alimentari del pesce pulitore, la Grutter è arrivata alla conclusione che c'è un potenziale conflitto fra spazzino e cliente. Esaminando il contenuto dell'intestino del pulitore, non si sono trovati solo gli ectoparassiti del cliente ma anche i suoi tessuti e saggiando i gusti del pesce pulitore, la studiosa ha verificato che i tessuti del cliente sono il menù preferito dal pesciolino, piuttosto che i parassiti. Si è scoperto a questo punto che non c'è solo la comunicazione dello spazzino verso il cliente (la "danza di pulizia"), ma anche quella nella direzione opposta: "devi occuparti del mio interesse e non seguire le tue preferenze gastronomiche". Il cliente appioppa al piccolo ospite una serie di colpetti, a volte anche bruschi, che gli ecologi considerano vere "punizioni", destinate ad ammonire quei pulitori che mostrano di preferire i tessuti del cliente ai suoi parassiti. La punizione estrema, quella di mangiarsi il pulitore, è assolutamente rara. Ecco dunque la tesi dell'ecologa del comportamento. Alla base di queste strane collaborazioni ci sarebbe non l'altruismo reciproco ma un conflitto d'interessi, che l'evoluzione ha sfruttato utilmente. Il Labroides è partito da una strategia alimentare basata sul mangiare i tessuti di altri pesci. Ma, evolvendosi, ha saputo escogitare una nuova e più astuta strategia. Continua a mangiare pezzi di un altro pesce, ma riduce il rischio facendolo con il consenso dell'interessato. In cambio di un po' di pulizia dai parassiti e dai residui di cibo fra i denti. Almeno finché quello non si arrabbia: un mestiere veramente pericoloso. Isabella Lattes Coifmann La Stampa-Tuttoscienze
Il Gazzettino Toro scappa dal recinto. Inseguito dal sindaco - 2 feb 05
È accaduto a Sesto al Reghena, Pordenone.
Un safari tutto friulano a bordo di jeep e camioncini con preda un toro imbizzarrito. È accaduto ieri mattina a Bagnarola di Sesto al Reghena, in provincia di Pordenone, quando una bestia di circa sei quintali è scappata dall'allevamento e si è messa a correre su e giù per le stradine e gli argini del fiume Lemene che attraversa il paese. Nella "task-force" creata per catturare la bestia c'era in prima fila anche il sindaco Giuseppe Sigalotti, ma non è stato il suo seppur lodevole intervento a far rientrare a... casa il toro. E in verità nemmeno le "grazie" di una manza che sarebbe dovuta servire come esca per il focoso animale. Il toro ha deciso la resa solo davanti a un suo simile, non prima di aver scambiato con il compagno uno sguardo d'intesa... magari per la prossima fuga. Il Gazzettino
Corriere della Sera Agraria e Veterinaria a Lodi. Accordo per il trasferimento - 3 feb 05
Le Facoltà universitarie si spostano.
E’ stato sottoscritto da Provincia, Camera di Commercio, Comune e dalla Statale di Milano il terzo accordo di programma per lo sviluppo del polo universitario di Lodi. Il piano prevede infatti, entro il 2009, il trasferimento nel capoluogo della Bassa delle intere Facoltà di Veterinaria e di Agraria. Accanto alle strutture già pronte (l’Ospedale per grandi animali e il Centro Zootecnico didattico-sperimentale) saranno realizzati dipartimenti per la ricerca nel settore delle biotecnologie, un centro per l'analisi dei genomi, la sede delle associazioni allevatori, un «incubatore» per la nascita di nuove aziende e infine il business park per le imprese del settore biotecnologico ed agroalimentare. Corriere della Sera-Lombardia
Corriere della Sera Avvistare dall’aereo rari aironi bianchi - 3 feb 05
La città degli animali di Fulco Pratesi.
Atterravo, il 28 gennaio scorso, a Fiumicino venendo da Milano. Ero seduto vicino al finestrino per controllare dal cielo le Oasi WWF lungo la costa. E, come faccio sempre, soprattutto quando l'aereo è in decollo o in atterraggio, scrutavo i prati circostanti in cerca di uccelli. Spesso ne vedo. Oltre alle solite cornacchie e agli onnipresenti gabbiani, questi verdi e intatti prati ospitano infatti gheppi, poiane, allodole e d'inverno, quando la pioggia forma delle pozze nelle bassure, anche uccelli acquatici come pavoncelle, pivieri dorati, garzette. Il tempo era buono e i prati splendevano al sole. E, tra le piste, ho visto numerose macchie bianche. I soliti sacchetti di plastica, ho pensato. Poi però, tirato fuori il binocolo, ho scoperto che si trattava di aironi. Non dei soliti e ormai comunissimi aironi cenerini presenti anche in piena città. Ma dei grandi e bellissimi aironi bianchi maggiori (Egretta alba), ardeidi un tempo assai rari in Italia e oggi in fase di espansione grazie alla riduzione del periodo di caccia e del numero dei cacciatori. Ed è stato un piacere, oltre che una sorpresa, vedere come uccelli di questa rarità e questa bellezza potessero sostare - forse durante un lungo viaggio di migrazione verso le aree dell'Europa orientale e settentrionale ove in genere nidificano - tra le piste percorse da immensi volatili di alluminio e cherosene. E così, dopo il pellicano bianco, sorpreso sul Tevere ai primi di gennaio di cui ho parlato su queste pagine, ecco un altro inaspettato "clandestino" che entra a far parte di diritto della fauna romana. f.pratesi@... Corriere della Sera-Roma
sarà aperto il nostro MERCATINO DELL'USATO dove potrete trovare accessori, vestiti, libri a partire da 50 centesimi!!!
I fondi raccolti in questo mese saranno destinati agli amici di CUCCEFELICI, i volontari che si occupano del Canile di L'Aquila e in particolare delle adozioni dei cuccioli e a sostegno del nostro progetto che prevede la costruzione di 200 nuove cucce.
L'indirizzo è Via Bareggio 21/221, Cusago (MI).
Per informazioni info@..., oppure telefonate al numero 347.2705090.
----- Original Message -----
From: <digiuseppe.m@...>
sono Raffaella ed abito a Montesilvano (PE). Sabato pomeriggio ho pensato di
fare una passeggiata in montagna a Caramanico e sulla strada del ritorno ho
visto una scena tristissima. Le ho inviato una foto che si commenta da
sola. Ho pensato di scirverle per chiederle una mano per questo povero cane.
Io ho provato ad avvicinarmi ma lui mi ha ringhiato. Lì intorno non c'era
nessuno. Quella casa accanto alla quale lui è attacato con una corta corda è
abbandonata . Cosa si può fare? Confido in lei anche perchè non so quanto
possa resistere ancora al freddo e al gelo.
Raffaella
3387406694
Oggi con Licia Colò in “Cominciamo bene animali e animali” in onda alle 9 e 55 su Rai Tre.
9 febbraio 2005 - Grande festa oggi in Cina dove è entrato nell'anno del Gallo. Leonie Gane, australiana ed esperta, ci presenta proprio l’oroscopo cinese. Capiremo meglio perché siano stati scelti gli animali come simbolo di questo affascinante oroscopo. E siccome il 2005 sarà l’anno del gallo, per non farci mancare nulla, abbiamo invitato in studio proprio un gallo, accompagnato da Antonio Pizzuti de “La fattoria degli animali” di Cerveteri. Ne conosceremo meglio le caratteristiche… e gli faremo anche l’oroscopo.
L’appello dalla Calabria di una amica di animalieanimali.it
4 febbraio 2005 - Un maremmano e una meticcia sono stati abbandonati cuccioli, hanno vissuto sul territorio per quasi 2anni. Lei ha rischiato di morire intrappolata in un cappio per volpi che le stava segando il bacino: è stata salvata per miracolo. Ha avuto giusto il tempo di riprendersi prima di essere accalappiata e portata in canile insieme al suo compagno di sempre. Lì, il maremmano si mostrava "troppo possessivo" nei suoi confronti. Così per la prima volta sono stati separati. Dai loro occhi è possibile capire quanto si sentano soli e terrorizzati. aiutatemi a trovargli una casa e qualcuno disposto ad amarli come meritano. Hanno due anni e sono fantastici! Il canile si trova in provincia di Cosenza. I cani sono lì da circa 2 mesi ormai, ma solo la settimana scorsa sono riuscita a vederli e a scattargli le foto dopo aver ottenuto l'autorizzazione dal comune a cui appartengono. Non sono riuscita a trattenere le lacrime alla vista del maremmano che avevo lasciato temerario, coraggioso, non aveva paura di niente... L'ho ritrovato terrorizzato,camminava rasoterra,la coda tra le gambe, si avvicinava alla rete solo se mi vedeva da sola. Quando ho chiesto spiegazioni mi è stato risposto che hanno dovuto allontanarlo di forza dalla compagna perché era troppo possessivo nei suoi confronti e non lasciava avvicinare nessuno... Sto facendo il possibile. Grazie per l'aiuto. Fausta Chiarelli 339.17.68.256 faustachiarelli@...
Una lettera al sindaco per chiedere che venga rispettata la legge che tutela questi animali.
5 febbraio 2005 - Un protesta al Comune di Trieste che nel recente Regolamento per la tutela degli animali vieta la vendita di tartarughe d'acqua, ma di fatto non lo fa rispettare. Qui sotto troverete una proposta di testo da mandare all'amministrazione comunale di Trieste. E' una lettera educata, ricordate di mettere e di dire di mettere nome, cognome, città. Personalizzazioni sono, ovviamente, benvenute.
Al Sindaco di Trieste e, p.c. agli assessori e agli organi di stampa
Egregio sindaco Roberto Di Piazza, ringrazio l'Amministrazione comunale di Trieste per l'emanazione del Regolamento per la Tutela e il Benessere degli Animali, ma allo stesso tempo le faccio notare che, nonostante il regolamento sia entrato in vigore da più di un mese, almeno cinque negozi nel comune di Trieste vendono ancora tartarughe d'acqua (Trachemys scripta scripta). Eppure il Regolamento, al titolo III, capo 5, articolo 43, comma 5, dice chiaramente:
"E' FATTO DIVIETO DI COMMERCIALIZZARE TESTUGGINI ACQUATICHE PALUSTRI"
Il Regolamento, in base all'Articolo 57 del Codice di Procedura Penale, investe nell'incarico di farlo rispettare "ufficiali e agenti di polizia giudiziaria" quali Vigili Urbani, i Carabinieri, la Guardia di Finanza, il personale della Polizia di Stato, le guardie forestali.
Come mai quindi continua, in pieno centro di Trieste, un commercio palesemente illegale di tartarughe d'acqua? Perché, alla richiesta di intervento, alcuni vigili urbani si sono rifiutati dicendo che il problema non è di loro competenza, entrando così in palese violazione all'art. 57 del codice Penale. Mi risulta inoltre che degli esposti scritti, inoltrati da privati cittadini al Corpo dei Vigili Urbani del Comune di Trieste, non hanno ancora avuto risposta. Come mai? L'importazione e della vendita delle tartarughe d'acqua è un ignobilecrudeltà, sia dal punto di vista etico (ha mai posseduto una tartaruga d'acqua signor sindaco? Lo sa che da adulte, se ci arrivano, sono lunghe 25 centimetri? Le ne è mai morta una fra le mani il giorno dopo averla comperata in un negozio?) che da quello ambientale (lo sa quanti danni porta agli ecosistemi locali la liberazione in natura di questi poveri animali originari del Sud degli Stati Uniti?)
Le chiedo quindi, signor Sindaco, di attivarsi presso gli agenti di polizia giudiziaria per far rispettare il divieto, come da suo dovere istituzionale e di trasparenza nei confronti dei cittadini.
L’APPELLO DI MARIAROSA PER ADOTTARE SISSI 7 feb 05
La signora ci han scritto una lettera. E' molto anziana e dovrà essere operata al polso. Non potrà tenere più la sua cagnolina.
7 febbraio 2005 - La mia cagnolina si chiama Sissi, per me è come la principessa, dolce ed affettuosa, sempre allegra e giocherellona. Sissi vive con me da circa due anni, mi è stata regalata da una conoscente quando aveva circa quattro mesi. Ha sempre goduto di ottima salute, mangia volentieri di tutto ed è stata sempre seguita dal veterinario (la dott.sa Damiani) che le ha praticato le necessarie vaccinazioni. E' stata tatuata nel mese di Maggio 2004. Da due anni io frequento il centro diurno anziani e sono mio malgrado costretta a lasciarla in casa tutta la giornata fino alle tre e trenta del pomeriggio. Sissi si è abituata a questa vita solitaria quotidiana e quando ritorno mi accoglie facendomi mille feste e subito facciamo la passeggiata al guinzaglio. Oggi, purtroppo, sono costretta da un male al polso destro ad un ricovero per una operazione e non ho altra possibilità che rinunciare alla sua compagnia. Ciò mi rende molto triste ma so che per il suo bene sarebbe giusto trovargli un padrone che la potesse seguire, coccolare, e far correre all'aperto come lei da tempo desidererebbe. Spero tanto che qualcuno leggendo questa mia lettera e vedendo la fotografia si innamori di lei come è successo a me e vi assicuro che vi darà tantissime soddisfazioni. Anche se nel mio cuore spero di riuscire ancora, magari dopo l'operazione, a riprenderla con me o comunque a mantenere il mio bellissimo rapporto con lei laddove vivrà. Mariarosa
Per adottare Sissi telefonare dalle 9 alle 15 del pomeriggio a: Centro Diurno "Cadaldì" Corso Marconi,32 13100 Vercelli, Tel. 0161 - 213411
7 febbraio 2005 - Scrivo per lanciare un appello a favore di Zovirax. Da nove anni vive nel canile di Legnano (Milano). Ogni sabato lo porto a passeggio, gli do una razione di cibo speciale, qualche wurstel, una spazzola e tanto affetto. Lui trotterella davanti a me, annusa curioso ogni cosa, si struscia per terra ed è felice. Purtroppo questo è possibile solo una volta la settimana e quando è finita l’ora di libertà è difficile convincerlo a ritornare in gabbia perché lui non si stanca mai e vorrebbe continuare il passeggio. Io lo rimetto in gabbia con la morte nel cuore e per tutta la settimana ricordo i suoi occhi dolci e tristi. Ahimè non posso adottarlo perché un mio familiare si oppone drasticamente. Mi rivolgo a te perché so che ci sono tante persone che leggono il sito che amano gli animali e che forse si commuoveranno al pensiero di questo cagnolino che ha passato tanti anni in gabbia. Spero che ci sia qualcuno disposto ad adottarlo. Maria Teresa Rossetti 0331.57.75.598
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CALABRIA, ARRIVA IL MICROCHIP PER CANI A TARIFFA IMPOSTA 8 feb 05
Protesta dell'Associazione Nazionale medici Veterinari Italiani. Tariffa fino a cinque cani, quindici euro.
8 febbraio 2005 - La Giunta regionale della Calabria ha adottato a fine novembre una deliberazione in materia di identificazione elettronica dei cani, sulla base dell’Accordo Regioni- Ministero della Salute del 6 febbraio 2003. Per dare attuazione all’Accordo e introdurre nella regione il microchip come unico ed obbligatorio sistema di identificazione dei cani, la Giunta ha elaborato alcune Linee Guida vincolanti concernenti il programma di sperimentazione relativo alla identificazione elettronica , sulle quali l’ANMVI ha già chiesto l’interessamento delle istituzioni ordinistiche. Si tratta infatti di vincoli penalizzanti per il professionista autorizzato al microchip e non conformi alle normative professionali vigenti. In base alle Linee Guida, l’applicazione del microchip può essere effettuata esclusivamente da medici veterinari dipendenti dell’Azienda Sanitaria “ o da liberi professionisti all’uopo autorizzati”. Il medico veterinario libero professionista autorizzato “ si fornirà dei microchip presso i servizi veterinari delle Aziende Sanitarie”. Il costo di ogni singola prestazione, “sia da parte dei servizi veterinari delle AA SS, che dei liberi professionisti autorizzati è la stessa già prevista per l’effettuazione del tatuaggio e cioè Euro 15,00 comprensivi di IVA ed ENPAV”. Qualora vengano portati da uno stesso proprietario più di cinque soggetti contemporaneamente, la tariffa di applicazione del microchip sarà determinata per ciascun cane successivo al quinto come segue: da 6 a 10 cani 12 euro, da 11 cani in poi 10 euro (sempre IVA ed ENPAV inclusi). Nel modulo di richiesta per l’autorizzazione ad applicare il microchip il libero professionista deve sottoscrivere la clausola che lo impegna ad “applicare le tariffe della Regione Calabria a carico del privato”. Le tariffe non risultano concordate con gli Ordini competenti e interferiscono con il libero svolgimento della professione privata. Per questo l’ANMVI si è attivata affinchè la Regione riveda le proprie linee guida e consulti la professione. da Anmvi Oggi
Tra le iniziative prese dagli ambientalisti c'è anche il boicottaggio del turismo.
9 febbraio 2005 - Per tutto il mese di febbraio, gli attivisti sono impegnati a protestarecontro le decisioni del Governo dell'Alaska di uccidere da un aereo moltissimi lupi, boicottando anche il turismo in Alaska. Friends of Animals, un'organizzazione internazionale per la difesa degli animali con 200,000 membri, ha annunciato che gli ultimi piani hanno come scopo di uccidere fino a 1025 lupi entro la fine di aprile. 86 lupi sono già stati uccisi quest'inverno. Per aiutare gli attivisti che si battono affinché queste crudeltà possano finire vi invitiamo a firmare una cartolina indirizzata al Governatore dell'Alaska. A questa pagina:
A febbraio il CTS Ambiente rilancia la campagna di adozione simbolica per sensibilizzare soprattutto i più giovani alla necessità di tutelare questa specie fortemente minacciata e finanziare le attività dei suoi Centri Ricerca.
9 febbraio 2005 - La campagna di adozione simbolica partita a settembre, i cui proventi supportano l’attività di studio dei Centri Ricerca Delfini di Caprera e di Lampedusa, viene rilanciata in occasione del San Valentino. Chi si ama oggi può “dedicarsi” l’adozione simbolica di uno dei diversi esemplari di delfino costiero che i biologi del CTS Ambiente monitorano quotidianamente nei mari delle Isole Pelagie e della Sardegna. La ricerca volta al censimento visivo degli esemplari e alla loro fotoidentificazione, ha permesso la creazione di un database di oltre 200 individui riconoscibili dal loro marker naturale, la pinna dorsale. I Centri, attivi entrambe dal 2001, sono stati istituiti nell’ambito del più vasto Progetto Delfino Costiero, un progetto su scala nazionale che il CTS porta avanti da 10 anni e che ha attivato nel complesso 7 stazioni di ricerca per lo studio del delfino costiero, o tursiope (tursiops truncatus) in tutta la penisola. I delfini che il CTS Ambiente propone di adottare simbolicamente sono esemplari realmente studiati dai suoi ricercatori: Pinnabianca, Alaimo, Alfa, Bordoscuro, Mistral e Patella. Ai neo genitori andrà un kit contenente il certificato di adozione dell’animale prescelto, la sua foto con la sua storia e una maglietta. Con l’adozione tutti possono dare un piccolo contributo per la sopravvivenza della loro specie. Per informazioni 06/64960306 – 06/64.96.03.31 – www.adottaundelfino.it
NESSUN BIG BANG NELL'EVOLUZIONE DEGLI UCCELLI 3 feb 05
Lo dice il fossile di un uccello scoperto in Antartide.
3 febbraio 2005 - Contrariamente alle convinzioni di molti paleontologi, non c'è stato nessun Big Bang a segnare l'evoluzione degli uccelli e la comparsa improvvisa di nuove specie di aspetto simile a quelle attuali. A chiarire dubbi e polemiche è il fossile di un uccello scoperto in Antartide e descritto su Nature. L'uccello è vissuto nel Cretaceo, circa 70 milioni di anni fa, ed è stato quindi contemporaneo dei dinosauri, eppure è molto simile alle moderne anatre, ha rilevato Julia Clarke, dell'università americana del North Carolina. L'uccello più antico, l'Archaeopteryx, è vissuto circa 150 milioni di anni fa, nel Giurassico, ma fu successivamente, nel Terziario, che comparvero molte nuove specie di uccelli. Così numerose che finora molti paleontologi hanno parlato di un vero e proprio Big Bang nella storia evolutiva degli uccelli, esploso dopo la fine dei dinosauri. Il fossile scoperto in Antartide e chiamato Vegavis, dal nome dell'isola Vega nella quale è stato trovato, è invece una prova che gruppi di uccelli molto simili a quelli moderni esistevano gia' nel Cretaceo.
5 febbraio 2005 Degrado ambientale, ricerche epidemiologiche che riscontrano, seppure in quantita' differenti, la presenza di sostanze rischiose per la salute nel latte e nei capelli delle puerpere sia di Augusta, che sorge nel triangolo industriale Augusta-Melilli-Priolo del Siracusano, sia di Catania, pesci con malformazioni e assenza di depuratori. Quali soluzioni per correre ai ripari? A questa domanda ha tentato di dare una risposta il convegno ''Inquinamento: quali iniziative per la salute del mare e del patrimonio ittico''', che si e' tenuto a Villa Fortuna, ad Acireale (Catania) e che e' stato organizzato dal Centro di orientamento per le attivita' di pesca e maricoltura del Cresm nell'ambito del progetto Poseidon Promozione, cofinanziato dall'Unione europea, promosso dal Consorzio di ripopolamento ittico Golfo di Catania e finalizzato all'avvio di un processo di sviluppo della piccola pesca. Salvatore Sciacca, medico ha compiuto una indagine epidemiologica commissionata dalla Procura di Siracusa per capire le ragioni dell'alto tasso di bambini nati malformati nel triangolo Augusta-Priolo-Melilli. ''Abbiamo interrogato - ha detto il medico - 600 persone, i genitori di 300 bambini nati malformati e abbiamo individuato alcuni fattori di rischio: un farmaco che dopo una settimana e' stato tolto dal commercio, una fonte d'acqua a Priolo e il pesce. Infatti, chi mangiava pesce ad Augusta era sottoposto a un rischio maggiore rispetto a chi non ne mangiava perche' gli animali erano carichi di mercurio, sostanza tossica che, pero', non da' i danni accertati. Andando avanti con la ricerca abbiamo trovato teratogeni cancerogeni conclamati''. ''Da luglio, inoltre, - prosegue - selezioniamo puerpere sane con bambini nati sani a Catania e Augusta, e dal latte con cui allattano che abbiamo prelevato abbiamo rilevato elevate concentrazioni simili alla diossina in fortissime concentrazioni ad Augusta, in quantita' minore a Catania e lo stesso accade per la quantita' di mercurio riscontrata nei loro capelli''. La ricercatrice Mara Nicotra ha denunciato la presenza di mercurio nel quantitativo di 22 volte in piu' rispetto ad altri posti nelle acque del mare tra Augusta, Priolo e Melilli, ''dove sono presenti - ha detto la biologa - industrie petrolchimiche che non rispettano le normative ambientali e non investono sul rinnovo degli impianti. Inoltre il fondale e' degradato e su di essi sono depositati per chilometri di tubi di amianto''.(ANSA)
Domenica 13 febbraio si chiude il carnevale con la questua dell'orso della segale e momenti di musica e di gastronomia all'insegna della tradizione.
6 febbraio 2005 - “Lu carneval et la Val Ges”si svolgerà a Valdieri con l'organizzazione dell'Ecomuseo della Segale, del comune di Valdieri, delle scuole e della pro-Valdieri. La rappresentazione carnevalesca dell'orso della segale, che affonda le radici in epoca medioevale, è stata recentemente ripresa a seguito di un'interruzione durata 40 anni. Il carnevale comincerà con la distribuzione gratuita (ore 12,30), a cura della pro-loco, degli gnocchi in piazza Resistenza. Appuntamento gastronomico all'insegna della tradizione in quanto gli gnocchi erano il piatto tipico preparato in occasione del carnevale, sotto i portici del palazzo comunale. Alle 14,30 inizierà la festa vera e propria caratterizzata dalla comparsa improvvisa dell'uars, l'orso, impersonato da un valdierese, ricoperto di gambi di segale attorcigliati. L'orso incatenato dal domatore sarà attorniato da uno sciame di chiassosi ragazzini, i peruliar, tipica figura carnevalesca delle vallate alpine che rappresenta lo spazzacamino. A questi si aggiungeranno altri personaggi quali i frà, i frati, che reciteranno epistole scherzose sulle famiglie della cittadina. A quel punto con un gruppo di suonatori di semitun - strumento tradizionale della musica occitana - si percorreranno in corteo le vie di Valdieri facendo la questua e quindi ricevendo, ad ogni uscio: dolci, uova e doni di ogni genere. Durante la sfilata si potranno inoltre gustare le bignete le tipiche frittelle di mele con un bicchiere di vin brulè.Il corteo concluderà il suo giro in piazza della Resistenza dove simbolicamente si brucerà ufficialmente il carnevale.
Lu carneval et la Val Ges è un momento di festa e di aggregazione per le comunità della Valle che collaborano fra di loro per la promozione del territorio e per la riscoperta delle tradizioni popolari come quella dell'orso della segale che si sono sopite o purtroppo scomparse del tutto. Un modo per far riappropriare le nuove generazioni di questi riti-usanze e nello stesso tempo di farle conoscere all'esterno del proprio territorio.
Informazioni Comune di Valdieri Tel. 0171.97.109 – 348.73.92.896; Parco naturale Alpi Marittime, 0171.97.397
WWF ASSEGNA IL PANDA D'ORO PER ECO-TURISMO NELLE ALPI 7 feb 05
Al via il concorso per premiare le attività sostenibili.
7 febbraio 2005 - Al via il concorso nazionale WWF per premiare iniziative e prodotti turistici sostenibili nell'arco alpino Il WWF Italia lancia un concorso nazionale per valorizzare le iniziative e prodotti turistici rispettosi dell'ambiente promsosi da enti pubblici e da privati. Il ''Panda d'oro:Diploma per il turismo alpino'' vuole premiare quanti si adoperano per la valorizzazione del patrimonio naturale e culturale delle regioni interessate, la pianificazione dei flussi turistici in particolare nelle aree protette. Fra gli obiettivi del riconoscimento anche quello di premiare il recupero e l'uso degli edifici esistenti con criteri ecologici, il disincentivo della mobilità privata a favore dei mezzi pubblici, l'adozione di politiche di gestione delle piste sciistiche integrate nel miglior modo possibile al paesaggio, tenendo conto degli equilibri naturali e della sensibilità dei biotopi, il coinvolgimento delle comunità locali nelle decisioni e nelle pianificazioni di attività turistiche. Questi criteri, sottolinea il Wwf, rientrano pienamente nelle indicazioni del protocollo turismo all'interno della Convenzione delle Alpi, l'accordo internazionale che coinvolge gli otto paesi alpini e l'UE, che si prefigge di tutelare uno dei più vasti patrimoni di diversità biologia in Europa ricco di ben 30.000 specie animali e 13.000 vegetali. L'obiettivo del protocollo turismo è di contribuire, nell'ambito dell'ordinamento istituzionale vigente, a uno sviluppo sostenibile dell'area alpina grazie ad un turismo che tuteli l'ambiente, con provvedimenti e raccomandazioni che tengano conto degli interessi della popolazione locale e dei turisti. ''Nonostante il nostro paese non abbia ancora ratificato il protocollo il WWF con il concorso Panda d'oro 2005 intende premiare le realtà che già ora stanno lavorando per un turismo alpino sostenibile'' spiegano al WWf. Il concorso è patrocinato da ANCI, Assoturismo, Confturismo, Unione nazionale Comuni Comunità Enti Montani UNCEM, Unione Province d'Italia. Il diploma verrà assegnato in seguito all'esame del materiale fornito entro il 31 marzo 2005 a: PANDA D'ORO WWF Italia Via Orseolo, 12 20144 Milano o inviata via email a: turismo@.... Il bando completo e la scheda di partecipazione sono disponibili sul sito www.wwf.it/alpi Ufficio stampa WWF Italia Sara Bragonzi s.bragonzi@... (Sec-Ccr/Opr/Adnkronos)
L'IDENTITA' DEL CANE, QUESTA SCONOSCIUTA 7 feb 05 - P.Masciotta
L'ultimo libro, tutto da leggere, di Roberto Marchesini.
Nel suo ultimo libro L’identità del cane - Edizioni Apèiron, 15 euro - Roberto Marchesini si pone nei confronti del cane come un archeologo alla scoperta di un continente inesplorato, inoltrandosi in territori poco battuti per cercare di tracciare nuovi percorsi e di offrire al lettore una nuova prospettiva del rapporto uomo – cane. Sicuramente un “saggio anomalo” come lo stesso autore lo definisce, questo lavoro vuole essere una specie di provocazione. Lo si intuisce già dalla copertina, in cui Marchesini ci incita a metterci in gioco, ci spinge oltre la “soglia”: a osare l’avventura di un cambio di prospettiva, ad usare tutta la nostra empatia per riuscire a “pensare da cane”. Nel saggio vengono sviscerati a fondo tutti gli aspetti della relazione uomo–cane, a cominciare da quello che fu il loro primo incontro avvenuto più di centomila anni fa. Ma quello che più interessa l’autore, è la scintilla che questo momento fa scoccare, sono le conseguenze di quell’incontro, è l’idea di animale come partner di cultura, è cercare di capire l’uomo proprio a partire da quell’ incontro, che in un processo di coevoluzione, ha portato entrambe le specie a plasmarsi l’una con l’altra. Per Marchesini noi siamo l’esito di quell’ incontro. Senza il cane sicuramente saremmo stati un’altra cosa : “possiamo ritenere l’alleanza uomo-cane come una vera e propria rivoluzione antropologica, che ha dato vita a un nuovo modo di essere uomo”. Ed ecco allora che è impossibile comprendere il cane trattandolo solo come una entità biologica a se stante. E’ la relazione, la coniugazione con l’uomo a dare identità al cane, infatti non vi è un solo cane, ma abbiamo tanti cani quante sono state le culture umane. Al punto che se vogliamo veramente incontrare il cane dobbiamo capirlo e annetterlo nella nostra kosmopolis umana anche e soprattutto come entità culturale. Ma siamo veramente capaci di incontrare il cane? Di forzare le chiusure di specie e di spingerci oltre le colonne d’Ercole? Di avere un rapporto di coniugazione trans-specifica con i nostri animali d’affezione? Per Marchesini se vogliamo veramente incontrare il cane “dobbiamo porci in un punto eccentrico rispetto alla dimensione antropocentrata e di lì iniziare il viaggio”, solo allora riusciremo a considerare i cani e gli umani come esseri dotati di capacità specifiche di comprensione, e questo avrà anche delle ricadute sulla morale, come osserva Danna Haraway - filosofa del Post-humanesimo - in Compagni di specie, quando afferma: “il possesso, la proprietà riguardano la reciprocità. Se io ho un cane, il mio cane ha un umano”, e questo lo aveva già capito nel settecento Pierre De Beaumarchais, l’autore delle Nozze di Figaro che aveva fatto incidere sul collare della sua cagnetta: “ Mi chiamo Mademoiselle Follette, Monsier De Beaumarchais mi appartiene”.. La riflessione morale inoltre non può prescindere dal concetto di “alterità”, dove la differenza con l’uomo si trasforma da minorità dell’animale in valore della diversità. Come dice il filosofo Karl Lowith : “ci si può “appropriare” autenticamente di se stessi solo a partire dall’altro, e non a partire dalla “propria” isolata individualità”. E’ solo in quest’ottica, in questo cambio di prospettiva che si riesce a capire che “il cane parla di noi”, e che dare un’identità al cane aiuta a dare un’identità a noi stessi. Scrive Marchesini: “Il cane che vive accanto al proprietario arriva a conoscerlo meglio di quanto lui stesso si conosca”. Sarà per questo che una delle menti più acute del novecento, la scrittrice Gertrude Stein, ha affermato: “Io sono io perché il mio cagnolino mi riconosce”, e non è stato forse Argo l’unico ad aver riconosciuto Ulisse? I cani ci hanno sempre riconosciuto, e quando l’uomo si è accanito sull’altro uomo fino al punto di disconoscergli la natura umana, è toccato al cane ridare dignità all’uomo. I filosofo Emanuele Levinas, di religione ebraica, internato in un campo di concentramento, si rende conto che agli occhi dei guardiani, ma persino dei passanti, non appartiene più alla specie umana. Poi un cane randagio viene ad unirsi a loro: “ per lui – non c’era alcun dubbio – eravamo uomini ”. Ma è altrettanto vero che se i cani parlano dei vizi e delle virtù dell’essere umano, le loro sofferenze inevitabilmente diranno delle nostre crudeltà. L’uomo deve farsi carico delle sue azioni passate e future e iniziare una riflessione etica sulla sua “responsabilità” nei confronti del cane. Una responsabilità storica o filogenetica, che è quella della domesticazione, Antoine de Saint-Exupery nel Piccolo Principe fa dire alla volpe: ”tu divieni responsabile per sempre di ciò che hai addomesticato”; l’altra ontogenetica dello sviluppo soggettivo, basata sulla consapevolezza che è la relazione quotidiana a formare il singolo individuo: “un cane arriva ad apprendere più cose dal proprietario che da un altro cane”. Se vogliamo veramente incontrare il cane dobbiamo riuscire a guardarlo con occhi diversi, in un nuovo modo, che vada oltre l’antropomorfizzazione, ossia il raggiungimento per analogia, o la reificazione, avvero la trasformazione in oggetto. Dobbiamo utilizzare un approccio zooantropologico e considerare il cane come un’entità cognitiva ossia dotato i una mente che gli permette di costruire la propria esperienza nel mondo e non semplicemente di essere esposto al mondo. Solo allora riusciremo a comprendere che “una società senza cani è una società più povera”. Scriveva Schopenhauer: “non troverei alcuna gioia nel vivere in un mondo dove i cani non esistessero”. Palmerino Masciotta
FESTA DEL GATTO, TUTTI A MILANO ED A FIRENZE! 9 feb 05
Due appuntamenti per l'ormai tradizionale celebrazione del felino.
9 febbraio 2005 - In occasione della Festa del gatto (16, 17 e 18 febbraio)la casa editrice Mursia organizza presso la libreria Mursia di via Galvani 24 a Milano la rassegna "Tutti matti per i gatti: incontri, letture, mostre e giochi per bambini" dedicate appunto ai piccoli felini. Mursia ha una lunga tradizione editoriale nel settore degli animali con le collane Felinamente&C. e ArCani & C e la rassegna Tutti matti per i gatti è diventata l'occasione sia per scoprire libri di grandi autori "gattofili" sia per affrontare e discutere i grandi e piccoli problemi della convivenza tra umani e animali. In particolare il 16 febbraio alle ore 18,30 si svolge un incontro pubblico tra associazioni e rappresentanti della istituzioni locali da titolo La città dei gatti e la città degli uomini. La sede dell'incontro sarà la libreria. Momento importante sarà la tavola rotonda per raccontare ai "gattofili" le iniziative in corso alla Provincia di Milano su questo settore. L'incontro sarà l'occasione per raccontare anche la straordinaria potenzialità emotiva e di miglioramento della qualità della vita che può nascere da un equilibrato rapporto tra città dei gatti e città degli uomini. Il programma della rassegna prevede, oltre all'incontro del 16, un reading letterario dal titolo "il sofà delle fusa"(17 febbraio), la miaomerenda dedicata ai bambini da 4 a 10 anni (18 febbraio), una raccolta permanente di cibo per gatti a favore dell'associazione Mondogatto e una mostra fotografica "gatti matti".
GATTART 2005 15a Festa Nazionale del Gatto Comune di Firenze Assessorato alla Valorizzazione delle Tradizioni Fiorentine, Assessorato alla Cultura, Assessorato all’Ambiente Firenze, 17 - 28 Febbraio 2005 Palagio di Parte Guelfa Piazzetta di Parte Guelfa, 1 Inaugurazione Giovedì 17 Febbraio ore 18,00
Puntuale da 15 anni GATTART inaugura giovedì 17 febbraio, la Festa del Gatto, giornata a lui dedicata dal 1991. Come nelle passate edizioni la manifestazione avrà il suo fulcro in una mostra di dipinti e grafica, quest’anno ospitata nella sala del Brunelleschi a Palagio di Parte Guelfa, con la partecipazione di 16 artisti italiani e stranieri di rinomata fama; tra questi l’invito speciale è stato rivolto a 6 artisti francesi che portano per la prima volta a Firenze le loro opere esclusivamente dedicate al tema felino. Artisti francesi: Martine COPPENS- Renée CULLERRE- Joachim MULLER- Barbara ORNAF- Michel PESSAUX-Danielle REYERS Artisti italiani : Anna Maria BARTOLINI- Vincenzo CALLI- Giuliano GHELLI- David GOLLINS- Fiora LEONE- Silvio LOFFREDO- Silvana LONARDI- Francesco NESI- Sibilla PARRICCHI- Antonio PETTI.
Poiché l’iniziativa ha lo scopo preciso di sensibilizzare il pubblico non solo sull’aspetto artistico ma essa si affianca su quello culturale della protezione degli animali e delll’ ambiente con il seguente convegno : I NOSTRI <> Giornata di studio e analisi sugli animali e la loro salvaguardia tra scienza, letteratura e filosofia. Martedì 22 Febbraio 2005 Salone del Brunelleschi – Palagio di Parte Guelfa - Piazzetta di Parte Guelfa, 1 – Firenze. Ore 9,30 Saluto delle autorità Eugenio GIANI Assessore alle Tradizioni Popolari Fiorentine. Simone SILIANI Assessore alla Cultura. Claudio DEL LUNGO Assessore all’Ambiente. Vilma BARICALLA (bioetica) L’uomo, gli animali, l’universo per un rapporto di armonia tra i viventi. Gianluca FELICETTI (LAV) Diritti degli animali: l’evoluzione della normativa dall’Unione Europea ai Comuni. Alessandro ARRIGONI (Università di Siena) La relazione con gli animali da un punto di vista zoo-antropologico. Cristiano SPILA (Università di Roma) L’epitaffio per i cani nella Firenze del Rinascimento. Ore 15,30 Cristina VOLPINI (naturalista. Servizio tutela colonie feline di Firenze) Gli animali d’affezione. Addomesticamento ed empatia. Luciano BARBI (responsabile “Servizio tutela colonie feline” effettuato per il Comune di Firenze da parte dell’Associazione “unione amici del cane e del gatto”) L’Elisir dei gatti randagi. Paolo TRAMA (Università di Napoli) Dalla fisiognomica all’ant(i)metafora. Animalità e animalizzazione nella scrittura letteraria tra Otto e Novecento. Stefania APRILE (psicoterapeuta) L’animale nei sogni. Coordina Idolina LANDOLFI Silvia AMODIO (fotografa, giornalista) video Animalità. -Info: 055 2768506 – e mail c.basile@... 055 733 0529 – silvana.lonardi@... idolina.landolfi@...
TROVATO BIMBO SCOMPARSO, STA BENE: "AIUTATO DAI CANI" 4 feb 05
Il piccolo, 4 anni, aveva fatto perdere le sue tracce ieri sera. Ha passato la notte nei boschi insieme ai due animali della zia.
4 febbraio 2005 - E' vivo e sta bene Simone, il bambino di 4 anni scomparso ieri a Marina di Camerota, nel Cilento. Il piccolo è stato ritrovato a circa un chilometro dalla zona nella quale era stato visto l'ultima volta ieri sera. A chi lo ha ritrovato ha raccontato di essere stato aiutato e protetto dai cani con i quali stava giocando quando è scomparso. A quanto si apprende, Simone avrebbe trascorso tutta la notte da solo, in una boscaglia, in cui ha vagato cercando di tornare dai suoi. E' stato ritrovato da due ragazzi in località Pinna. Il luogo del ritrovamento e quello della scomparsa sono separati da un vallone. Simone ha dei graffi sul viso, ma per il resto viene definito in ottime condizioni, e adesso è a casa. Il bambino, figlio di un noto ristoratore della zona, aveva fatto perdere le sue tracce ieri pomeriggio, dopo essere andato a trovare la zia, in località San Marco. L'ultima volta che era stato visto, stava giocando con i due cani della zia. Proprio i due animali lo avrebbero aiutato a trascorrere la notte alla ricerca della via di casa. Carabinieri, vigili del fuoco e protezione civile, che per tutta la notte e la mattinata hanno battuto la zona palmo a palmo alla ricerca del bambino, temevano che Simone potesse essere precipitato nel vallone vicino alla zona della scomparsa.
MUCCA PAZZA: PRIMO CASO UMANO IN GIAPPONE 4 feb 05
Morto un uomo: avrebbe contratto la malattia di Creutzfeldt-Jacob mangiando carne bovina infetta. Le autorità convocano d'urgenza un summit.
4 febbraio 2005 - Primo caso del morbo di Creutzfeldt-Jacob in Giappone, la variante umana della mucca pazza. La malattia è stata diagnosticata in un uomo che è già morto, probabilmente per aver mangiato carne bovina infetta. Il decesso della vittima è stato confermato dalle autorità nipponiche che per sabato hanno convocato una riunione straordinaria per studiare il caso. Secondo i media nipponici, l'uomo potrebbe aver contratto la sindrome durante il soggiorno di un mese, nel 1999, in Gran Bretagna. L'encefalopatia spongiforme bovina, comunemente nota come «mucca pacca», fu scoperta negli anni '80 e può trasmettersi agli esseri umani sotto forma di una malattia degenerativa , il morbo di Creutzfeldt-Jacob appunto. In Gran Bretagna, il Paese europeo più colpito, ha già causato 150 vittime, da quando fu diagnosticata per la prima volta nel 1996. ALLARME IN GIAPPONE - Dal 1996 ad oggi sono stati denunciati casi di contagio e malattie umane da mucca pazza in Francia, Canada, Irlanda, Italia, America. Il periodo di incubazione va dai 10 ai 20 anni. In Giappone il primo caso di mucca pazza nei bovini è stato denunciato nel settembre del 2001 e da allora complessivamente sono stati trovati 14 casi di questa malattia. Reuters
ALESSANDRIA, I CENSIMENTI DELLE COLONIE IN 7 GARZAIE 5 feb 05
L’area protetta fluviale del Po (AL-VC) si conferma importantissima per la protezione delle colonie di Ardeidi, sia per i numeri assai significativi ed anche perché alcuni sono esemplari rari.
5 febbraio 2005 - Si sono svolti i censimenti delle colonie di Ardeidi, tramite il conteggio dei nidi ancora presenti in inverno. I dati sono in fase di rielaborazione, e saranno disponibili nelle prossime settimane. Durante la stagione riproduttiva sono state effettuate soltanto osservazioni e stime numeriche sulle proporzioni tra le varie specie, per ridurre al minimo il disturbo arrecato agli animali. Sono 8 le garzaie in cui il personale e i collaboratori del Parco effettuano attualmente il monitoraggio, alcune esterne, anche se vicine, ai confini dell’Area Protetta. Le specie coloniali nidificanti in tali siti sono 7. Questi i dati del 2003: Airone cenerino 598 coppie; Nitticora 1397 coppie; Garzetta 1730 coppie; Sgarza ciuffetto 240 coppie; Airone guardabuoi 18 coppie; Airone rosso 19-21 coppie; Tarabuso 6-8 coppie. Dai numeri si evince l’importanza del territorio planiziale per la riproduzione degli aironi, altrove rari e localizzati. Fonte: Parco Fluviale del Po e dell’Orba Tratto VC – AL.
A PARMA UN TAVOLO CONTRO I BOCCONI AVVELENATI 5 feb 05
Dopo quarantadue morti iniziativa della Provincia.
5 febbraio 2005 - Quarantadue animali avvelenati e 48 esche di polpette alterate rinvenute in 16 comuni del parmense. Sono questi i numeri, forse destinati a salire, dell'emergenza ''bocconi avvelenati'' che ha colpito Parma e che ha portato alla creazione di un Tavolo istituzionale. ''Il maltrattamento e l'uccisione di cani sono reati penali e come tali vanno perseguiti'', è la prima cosa emersa dal Tavolo, presieduto dall'assessore provinciale alla Biodiversità, Gabriella Meo, composto dai rappresentanti di tutte le istanze pubbliche e private del territorio coinvolte ed interessate ad affrontare la delicata problematica. L'assessore Gabriella Meo ha presentato un rapporto allarmante circa l'entità del fenomeno sul territorio provinciale. I dati sono stati forniti dai raggruppamenti delle Guardie Ecologiche Volontarie che, nel mese di gennaio, su specifica richiesta della Provincia, hanno effettuato un monitoraggio accurato sull'andamento di questo reato. ''Le immagini, ma soprattutto i dati, prodotti da questa straordinaria indagine -ha dichiarato Meo- delineano una situazione a rischio che, nel caso non venisse affrontata e risolta nel breve periodo, costituirebbe un grave pericolo, oltre che per gli animali domestici e selvatici, anche sul fronte della salute pubblica e della sicurezza sociale''. La Provincia di Parma ha così predisposto alcune azioni mirate di informazione e sensibilizzazione rivolte ai cittadini: partirà a breve una campagna di comunicazione sul tema e verrà implementato un sito web provinciale che si affiancherà al già attivo telefono verde (800 305662) a disposizione di chiunque intenda fornire segnalazioni in merito. Per rendere efficaci le varie iniziative intraprese sarà inoltre definito un protocollo operativo d'intesa con i Comuni, l'Azienda USL, l'Ordine dei Medici Veterinari, l'Università degli Sudi di Parma (Facoltà di Medicina Veterinaria), l'Istituto Zooprofilattico, gli Organi di Vigilanza istituzionali e volontari. ''L'obiettivo comune - ha dichiarato la Meo - è quello di riportare lo stato di legalità sul territorio e per questo serve la collaborazione di tutti, secondo i vari livelli di responsabilità''. Tutti gli enti e associazioni presenti hanno aderito alle iniziative e al programma illustrato dall'assessore Meo, che ha informato di voler coinvolgere nel progetto anche tutti i presidenti dei 9 Ambiti Territoriali di Caccia (Atc). (Jet/Ct/Adnkronos)
PESCI ROSSI E PESCI IN ACQUARIO… MA COME VIVONO? 7 feb 05
Intervista a Marco Castellazzi, biologo marino.
7 febbraio 2005 - La classica boccia rossa può essere considerata “spazio idoneo” per un pesce rosso? Non pregiudica la crescita stessa del pesce? E’ il modo peggiore per mantenere un pesce in cattività. oltre che pregiudicare lo sviluppo del pesce non consente il corretto scambio di gas (ossigeno) tra l'acqua e la superficie che nella boccia è ridotta ed insufficiente. Inoltre non consente l' utilizzo di sistemi di filtraggio ed obbliga a importanti cambi dell'acqua traumatici per il nostro piccolo ospite.
Che cosa determina nel pesce rosso la forma tonda della boccia? Che sta male e può non vivere, svilupparsi e crescere in modo soddisfacente (i pesci in cattività crescono meno e più sono piccoli i contenitori che li ospitano e più piccoli rimangono i pesci). Anche se i pesci rossi sono abituati ad acque torbide e povere di ossigeno (la forma selvatica vive nelle risaie cinesi) non è per questo che devono essere condannati ad una esistenza di stenti e di disagio. basta poco per farli campare bene: vaschetta invece della boccia, cambi parziali di acqua “maturata”, corretto rapporto pesci/litri di acqua...
>Cosa pensi dei pesci in acquario? Qualcuno sostiene che se nati in cattività non soffrano. E' così? Dipende. Alle volte l'essere nati in cattività o liberi non è poi così importante per il benessere dei pesci, molto di più conta l'ambiente in cui vengono allevati. Ci sono delle specie che in natura non si allontano mai dal proprio territorio che può essere di pochi decimetri quadrati e se tenuti in acquari spaziosi, idonei e correttamente popolati (una gran parte dei pesci è sociale e vive in coppie o in banchi) stanno benissimo e probabilmente non si accorgono neppure di vivere in un acquario. Ben differente è il discorso per le specie di grandi dimensioni o di abitudini pelagiche e per i grandi migratori che converrebbe lasciar vivere in pace nel proprio ambiente e guardare nei documentari.
Se proprio qualcuno decidesse di avere un acquario, quali sono le condizioni minime per garantire il benessere dei pesci? Tenere un acquario con degli inquilini che non soffrano e che stiano evidentemente bene (sviluppo appropriato, comportamento sereno, riproduzione) non è difficile: dipende da che cosa ci si mette dentro e come lo si gestisce. Un esempio di acquario semplice è quello raccontato nelle prime pagine de “L'anello di Re Salomone” per ospitare girini, larve e altri piccoli esseri viventi di stagni e piccoli corsi d' acqua. Gli acquari possono essere poi via via più complessi e più difficili da accudire, eccoli in ordine crescente dal più facile al piu' difficile:acquario di acque dolci tropicali, acque dolci fredde “nostrane”, marino tropicale, marino mediterraneo.
ANIMALI, LA DIFFICILE VITA IN CITTA' FRA AMORI E PERICOLI 8 feb 05
Nel 2004 a Milano l'Enpa ha salvato 695 selvatici ed 800 domestici.
8 febbraio 2005 - Certamente per un' iguana, una tartaruga, un furetto o addirittura un boa constrictor la citta' non e' l'ambiente ideale, ma le insidie urbane sono spesso difficili da superare anche per gli animali domestici. Lo dimostrano i dati dei salvataggi compiuti annualmente dai volontari dell' Enpa che, a Milano, nel 2004 hanno tolto dai guai 695 selvatici ma anche oltre 800 animali domestici di cui ben 470 gatti randagi. La sezione milanese dell' Ente nazionale protezione animali, una delle piu' importanti del sodalizio, operativa da oltre 130 anni, vive con l' opera di 40 volontari che lavorano su tre turni quotidiani coprendo oltre 14 ore. Nell' anno appena trascorso i volontari si sono trovati alle prese con stranezze che hanno meritato l' attenzione della cronaca, come il recupero di un boa constrictor, il 19 agosto, in un residence di San Giuliano Milanese. L' animale, che aveva spaventato i condomini i quali avevano allertato l' Enpa, ha trovato casa presso l' ente, ed e' ancora in attesa che qualcuno lo reclami. Ma nell' elenco degli animali esotici recuperati ci sono anche due furetti, due iguana, ben 240 tartarughe palustri, sei pappagalli. E tra i selvatici spiccano 15 testuggini terrestri, 8 pipistrelli, 4 gheppi, 14 ricci, 95 rondoni, un allocco, 5 anatre, una civetta, due fagiani, cinque gallinelle d' acqua, sei cardellini e 207 piccioni. Qualcuno di questi animali era finito in tubi di stufe o in canne fumarie, altri sono stati recuperati feriti o allo stremo delle forze, altri ancora si erano incastrati in fenditure di muri o erano addirittura rimasti bloccati in aule universitarie, entrando dalla finestra, come e' accaduto al falchetto piombato il 30 giugno scorso alla Cattolica di Milano e restituito al cielo dopo una certosina operazione di cattura. Ma nei guai ci finiscono spesso, e in maniera rocambolesca, anche i gatti, che della citta' dovrebbero essere tra i frequentatori piu' smaliziati: il 5 novembre, i volontari dell' Enpa dopo tre giorni di vani tentativi, hanno salvato un gattino di due mesi rimasto bloccato chissa' come in un controsoffitto di un hotel di Assago; il 25 ottobre era toccato a una cucciolata di gattini che, partoriti in una cantina in zona Farini a Milano, non erano in grado di uscirne. E il 18 agosto i volontari si erano trasformati in meccanici per liberare un gattino che si era incastrato con le zampe posteriori tra la scocca e il semiasse di una vettura in corso Genova a Milano. Queste le storie a lieto fine. Ma ci sono anche quelle che il finale lo hanno amaro. Come e' accaduto il 9 luglio, nelle stesse ore in cui il Parlamento approvava la nuova legge sul maltrattamento agli animali: in un cortile di una casa in zona Palmanova qualcuno sparo' con un' arma a pallini ad una gatta che stava allattando e ai suoi cuccioli. Nella clinica veterinaria dell' Enpa la gatta e' stata salvata ma i suoi gattini non ce l' hanno fatta. (ANSA)
"VERMI SU AMI E ARAGOSTE COTTE VIVE NON SOFFRONO" 8 feb 05
Lo afferma uno studio commissionato dal Governo norvegese su dolore e stress degli invertebrati. Ci prmettiamo di dissentire, ndr.
8 febbraio 2005 - Le esche attaccate all'amo dei pescatori o i granchi e le pregiate aragoste cotti in acqua bollente non soffrono: lo afferma uno studio sul dolore e lo stress negli invertebrati promosso dal governo norvegese in vista della revisione della legge sulla protezione degli animali. ''Il comune verme ha un sistema nervoso molto semplice: puo' essere tagliato in due e continuare a fare cio' che faceva prima'' - ha dichiarato il professore Wenche Farstad, a capo dell' equipe di ricercatori che hanno stilato il rapporto - ''Quando vengono attaccati all'amo potrebbero sentire qualcosa, ma cio'non è doloroso e non compromette il loro stato di salute''. La Norvegia si era dichiarata pronta a vietare l'uso di esche se i risultati dello studio avessero riscontrato qualche forma di dolore negli invertebrati, tra i quali ci sono anche insetti, molluschi e crostacei. Secondo Farstad, anche aragoste e granchi cotti vivi non sentono alcun dolore poiche' le dimensioni cerebrali ridotte non gli consentirebbero di leggere i segnali. Altri insetti con capacita' avanzate come le api da miele, invece, meriterebbero maggiori attenzioni. ''Abbiamo responsabilita' particolari verso gli animali che sono sotto la nostra custodia - ha sottolineato Farstad - Questa non e' una semplice opinione scientifica ma una questione etica''. (ANSA-REUTERS)
ED ORA C'E' ANCHE LA VOLPE DOMESTICATA... 9 feb 05 - C.Scalise
Per studio è rivoluzione della teoria evolutiva.
9 febbraio 2005 - Scodinzolano ed emettono guaiti di gioia appena vedono un essere umano, sono capaci di seguirne lo sguardo ed i movimenti delle mani: insomma, si comportano come i migliori amici dell'uomo ma non sono cani bensi' volpi e che di Fido avrebbero anche assunto le sembianze venendo al mondo con chiazze bianche sui manti, un muso decisamente piu' piccolo di quello dei cugini selvatici ed, in alcuni casi, ritrovandosi con orecchie all'ingiu' e code arricciate. Sono i risultati, pubblicati oggi, di un test di intelligenza condotto su un gruppo di volpi siberiane da alcuni scienziati russi, tedeschi ed americani e che ribalta la classifica dei rapporti fra il regno animale ed gli esseri umani nonche' le teorie evolutive piu' accreditate. Per ottenere questo risultato ci sono pero' voluti 45 anni, ed altrettante generazioni di volpi: l'esperimento di allevamento selettivo e' infatti partito nel lontano 1959, tra l'altro, per scopi commerciali nella stazione di ricerca siberiana di Novosibirsk. Dimitry Belyaev, un genetista russo, allevo' 100 volpi femmina e 30 maschi cercando di eliminare dal loro 'dna' le spinte aggressive nei confronti dell'uomo. Tra quelle che piu' facilmente si fecero addomesticare Belyaev identifico' un gruppo speciale, chiamato Classe IE, particolarmente desideroso di stabilire un contatto con gli esseri umani e che per attirarne l'attenzione era disposto a guaire, ad annusare rumorosamente l'aria e a leccare le mani degli scienziati. Le volpi pero' non sarebbero diventate solo piu' facili da addomesticare ma anche piu' intelligenti: sarebbero, infatti, in grado di trovare del cibo nascosto con il solo aiuto delle indicazioni gestuali degli esseri umani, un traguardo al quale non arriva neanche lo scimpanze'. ''I dati mostrano che i piccoli di volpe oggetto dell'esperimento - affermano Brian Hare dell'Universita' di Harvard e Lyudmilla Trut dell'Accademia Russa di Scienze in uno studio pubblicato sulla rivista 'Current Biology' - non solo hanno le stesse qualita' dei cani ma sono piu' dotati di un secondo gruppo monitorato e selezionato ma non allevato per enfatizzarne la docilita' del carattere''. Ad uscire rivoluzionata da questo studio non e' solo la tradizionale visione che vedrebbe dopo il cane, il gatto fra gli amici a quattro zampe piu' fidati ma anche la teoria dell'evoluzione. Secondo i biologi, il lupo si sarebbe trasformato in Fido grazie ad una selezione progressiva di molteplici tratti utili ai primi esseri umani. Eppure in questo caso e' bastato modificarne uno solo, l'aggressivita' per rendere le volpi piu' sveglie. ''Si apre la possibilita' strabiliante - afferma Richard Byrne dell'Universita' di St. Andrews - che l'addomesticamento dei cani sia debitore del legame che esiste tra le caratteristiche genetiche, per cui al variare di una variano anche altre''. Demolito, infine, un altro caposaldo delle teoria evolutiva del mondo animale, secondo la quale la facilita' nell'addomesticare i lupi sarebbe una conseguenza della predisposizione a vivere in branco e del forte senso gerarchico che li contraddistingue: le volpi, infatti, avrebbero acquisito gli stessi atteggiamenti nonostante la loro indole solitaria. Chiara Scalise (ANSA)
PARLA PENTITO, AVVELENATI CAVALLI AZZOPPATI 9 feb 05 - R.Buonavoglia
Con mistura venefica uguale a quella che uccise boss detenuto.
9 febbraio 2005 - Corse clandestine di cavalli ma anche presunte truffe compiute ai danni di compagnie assicuratrici mediante l'uccisione per avvelenamento degli animali azzoppati durante le gare. Filtra questo particolare da vecchi fascicoli della Dda di Bari sui clan storici mafiosi baresi, come i Parisi e i Capriati, che da sempre condividono la passione per le competizioni ippiche nelle quali ancora oggi riciclerebbero ingenti quantitativi di danaro. Una passione non mutata dato che l'altro ieri i Carabinieri hanno bloccato a Modugno (Bari) una gara clandestina di cavalli da trotto denunciando circa 100 pregiudicati pugliesi e lucani che avevano pagato per assistervi e che scommettevano sui cavalli. Quello dell'avvelenamento degli animali feriti e' un particolare non di poco conto se si pensa che e' stato riferito da un collaboratore di giustizia ritenuto dalla Procura di Bari particolarmente attendibile perche', anche grazie alle sue dichiarazioni, i magistrati hanno compiuto in passato centinaia di arresti. Il 'pentito' negli anni scorsi rivelo' la circostanza dell'avvelenamento degli animali mentre riferiva della mistura di veleno che - a suo dire - uccise nel carcere di Bari, nel marzo '92, il boss della droga messinese Antonello Lazzarotto, in affari con i clan Capriati e Parisi. Il collaboratore di giustizia - del quale non si e' appreso il nome - nel corso di un lungo interrogatorio rivelo' che la mala non solo disponeva di stalle e organizzava con gli animali un giro di corse e scommesse clandestine in diverse zone della provincia di Bari, ma era solita avvelenare gli animali azzoppati durante le gare. La descrizione del 'pentito' fu abbastanza dettagliata perche' riguardo' anche il modo in cui la mistura veniva preparata in un laboratorio di una clinica privata con un dosaggio di sostanze che comunque lui non fu in grado di descrivere, ma assicuro' che quando ai cavalli veniva dato il miscuglio di veleni, gli animali morivano per infarto. La causa della morte - sempre secondo il collaboratore - veniva quindi accertata dal perito dell'assicurazione che liquidava il danno. Cosi' sarebbero state compiute numerose e ingenti truffe dato che i cavalli erano quasi tutti dei costosissimi purosangue e non si poteva certo denunciare che erano morti nel corso di gare clandestine. Dell'avvelenamento del boss Lazzarotto parlarono invece i 'pentiti' baresi Michele Ladisa e Saverio De Marzo. Ladisa in particolare dichiaro' di aver assistito alla preparazione della mistura venefica che fu somministrata al boss perche', secondo i pentiti, era in procinto di rivelare i 'segreti' legati al rogo doloso del Petruzzelli, avvenuto nell'ottobre '91. Tuttavia, le due diverse inchieste avviate per stabilire le cause del decesso del boss si sono concluse tutte e due con l'archiviazione stabilendo che Lazzarotto mori' per infarto ischemico al miocardio. L'ultima indagine che si avvalse di una 'perizia di scienza', tuttavia, lascio' aperta in linea residuale e teorica l'ipotesi dell'avvelenamento. Roberto Buonavoglia (ANSA)
PROPOSTA LEGGE SU RICERCA, MENO TORTURE IN NOME VIVISEZIONE 5 feb 05
Iniziativa dell'on.Giulio Schmidt dopo un anno e mezzo di lavoro.
5 febbraio 2005 - Meno torture e meno soppressioni, accelerando sulla strada dei metodi alternativi. Sforzandosi allo stesso tempo di coniugare una riduzione di tutte le forme di sperimentazione, in nome di un imperativo etico che imporrebbe un 'no' convinto al loro sacrificio in nome del progresso scientifico. Sono queste le premesse che fanno da sfondo ad una proposta di legge in materia di 'Protezione degli animali utilizzati per fini scientifici o tecnologici', che vede la regia del parlamentare di Forza Italia Giulio Schmidt, che ne e' anche il primo firmatario. Un provvedimento, spiega il parlamentare, accolto benevolmente da entrambi gli schieramenti politici, e frutto di 15 mesi di lavoro di esperti del settore in rappresentanza dell'industria farmaceutica nazionale e internazionale, delle universita', del mondo delle associazioni, degli istituti di ricerca e delle organizzazioni animaliste. Nel caso in cui il provvedimento dovesse essere approvato, promette Schmidt, la sperimentazione animale sarebbe oggetto di un vero e proprio punto di svolta. E cio' nonostante non si possa ad oggi ''prescindere da un contesto mondiale nel quale l'utilizzo degli animali a scopo di ricerca non e' considerato una eccezione ma una regola''. Il quadro innovativo si svolge in nome di un processo operativo codificato da 3 'R': Replacement, Reduction e Refiniment, e cioe' Sostituzione, Riduzione e Perfezionamento. La prima 'R', viene precisato, e' ad oggi il tentativo piu' arduo da realizzare, visto che a attualmente i metodi sostitutivi sono per la maggior parte tecniche 'in vitro', anche se quelli impiegati dalla ricerca farmaceutica comprendono tecniche di sperimentazione avanzate, come le colture cellulari, di micro-organismi e modelli informatici e matematici. Il secondo capitolo (Riduzione) ha invece lo scopo di ridurre il numero di animali impiegati in una procedura, ed anche quello di evitare la reiterazione di test. Da ultimo il Perfezionamento, capitolo che intende promuovere una cultura dell'attenzione ''per la tutela e il benessere degli animali''. Ambito, questo, che secondo la proposta di legge puo' essere perseguito mediante la pianificazione della ricerca con strumenti sofisticati di programmazione, ''in modo da ridurre al minimo possibile la sofferenza e lo stress degli animali''. Ma il pacchetto di novita' contemplate dal provvedimento e' ancora ricco. Tra queste il reinserimento di animali tramite l'affidamento a strutture di accoglienza autorizzate dal Ministero della salute, il divieto assoluto di utilizzare animali per scopi didattici e per il collaudo di materiali bellici. Ma soprattutto il divieto assoluto del loro utilizzo per testare e produrre cosmetici, l'obbligo di una adeguata formazione di tutto il personale che a vario titolo partecipa o manipola gli animali in relazione alle specie utilizzate, e l'obbligo di frequentare corsi di aggiornamento professionale in caso di utilizzo di specie diverse. Insomma, spiega ancora Schmidt, ''se proprio degli animali, per ora, non si riesce a fare a meno, che almeno siano trattati dignitosamente''. Prevista infine una regolamentazione relativa all'impiego degli animali transgenici: in questo senso il provvedimento individua in maniera dettagliata i criteri ''con cui debbono essere generati, utilizzati e allevati gli animali geneticamente modificati, valutandone l'impatto sugli animali, per la salute dell'uomo e dell'ambiente, introducendo il concetto di rapporto tra danno e beneficio''.(ANSA).
GUSCI E RESTI DI TARTARUGHE IN AEROPORTO, ANCORA SEQUESTRI CFS 5 feb 05
Operazione a Palermo.
5 febbraio 2005 - Quattro conchiglie, sei pezzi di corallo, due tartarughe provenienti dal marocco: sono gli esemplari, tutti appartenenti a specie protette e tutelati dalla convenzione di washington, sequestrati dai funzionari del servizio di vigilanza antifrode della sezione doganale di punta raisi. Alle operazioni, che hanno preso il via da controlli eseguiti sui passeggeri in arrivo da paesi esotici, ha partecipato il personale del nucleo operativo cites del corpo forestale dello stato. Il passeggero trovato in possesso delle tartarughe, della specie "testudo greca", e' stato denunciato. Agli altri viaggiatori sono state inflitte contravvenzioni per somme comprese tra 1.549 e 9.296 euro. Altre operazioni di contrasto all'importazione illegale di animali e piante protette nel nostro paese si sono registrate anche a genova dove sono state sequestrate 24 carcasse di tartarughe appartenenti a una specie protetta. I resti sono stati rinvenuti mercoledi' scorso nei terreni del titolare della societa' di import-export di animali esotici con sede a carasco, gia' oggetto il 3 dicembre scorso di un maxi-sequestro da parte del corpo forestale dello stato e della guardia di finanza. In tutto sono stati recuperati 24 gusci. I resti, in avanzato stato di decomposizione, sono stati recuperati nel corso di scavi disposti dal sostituto procuratore della repubblica presso il tribunale di chiavari gabriella dotto dal personale della forestale di casarza ligure in collaborazione dal nucleo operativo cites di genova porto. Il 3 dicembre scorso, a carasco e a concorezzo, in provincia di milano, era stato sequestrato un ingente carico fuorilegge di specie protette: in tutto 250 uccelli tropicali e 10.000 tartarughe d'acqua, alcuni esemplari di iguana e di scoiattoli orientali. Gli animali erano stipati in spazi angusti e privati di acqua e cibo. Molti erano morti per le cattive condizioni igieniche. (com/val/ dire)
FORESTALI SEQUESTRANO CAPRIOLO AMICO DI UN BAMBINO DISABILE 6 feb 05
Il caso in provincia di Trento.
6 febbraio 2005 - Papa' Flavio e il suo bambino avevano trovato un piccolo ''bambi'' imprigionato tra le rocce e lo avevano salvato, portandolo a casa per rifocillarlo. Da quel momento il cerbiatto era diventato il migliore amico del bambino, sofferente di disagio mentale, e lo aveva fatto ''rinascere''. Ora, a sei anni di distanza, le guardie forestali hanno sequestrato il cervo perche' detenuto abusivamente. Il fatto e' accaduto a Telve, in Trentino, e sta facendo discutere. L'appello dei genitori del ragazzo, che chiedono di riavere l'animale, e' stato pubblicato ieri dal quotidiano L'Adige. Ma il Servizio foreste e fauna della Provincia autonoma di Trento ha diffuso una nota per spiegare che, pur trattandosi di ''un caso difficile, non era possibile agire altrimenti, sia perche' la legge lo impone, sia per la precarieta' delle condizioni dell'animale sequestrato''. L'animale e' stato sequestrato assieme ad alcune decine di uccelli e a delle tagliole dopo che i Carabinieri ed i Forestali avevano effettuato un controllo in un'abitazione a seguito di una segnalazione. Il capriolo in particolare era rinchiuso in un capanno di legno piccolo e senza luce, situazione quest' ultima che ne ha pregiudicato le condizioni fisiche, come ha confermato oggi il veterinario che ha riscontrato sull' animale anche i segni della denutrizione. ''Sono stati contestati illeciti amministrativi - spiegano i funzionari del Servizio foreste e fauna della Provincia - sui quali stiamo facendo ulteriori accertamenti, in particolare per stabilire la provenienza degli uccelli da richiamo detenuti illegalmente (alcuni di questi erano privi dell'anello di riconoscimento). In attesa di concludere l'indagine gli animali sono stati affidati parte all' Associazione cacciatori (che gestisce un Centro di riabilitazione della fauna selvatica), parte al centro Lipu''. ''Ci rendiamo conto - spiega Maurizio Zanin, responsabile del Servizio Foreste e Fauna - che la vicenda del capriolo si accompagna ad implicazioni di carattere affettivo, ma non era pensabile tenere un animale in quelle condizioni''. Esiste peraltro la possibilita' di tenere in custodia un capriolo, ma occorre una specifica autorizzazione che viene rilasciata previo accertamento dell'esistenza di alcuni requisiti, in primis la legittima provenienza dell'animale, ma anche la conformita' del luogo dove questi viene tenuto. ''Se le verifiche dovessero dimostrare che l'interessato e' in grado di prendersi cura del capriolo, cosi' come prevede la legge - concludono gli esperti - non e' escluso che gli si possa concedere l' autorizzazione''. E domani gli esperti del Servizio foreste e fauna assicurano che procederanno con questi accertamenti, nella speranza che anche le ''conseguenze affettive'' di questa vicenda si risolvano nel migliore dei modi. (ANSA)
LA FAUNA NELLE AREE PROTETTE, GIOIE E DOLORI 7 feb 05
Convegno in provincia di Treviso.
7 febbraio 2005 - Il Veneto, per la sua collocazione geografica, e' fra le regioni italiane una delle piu' interessate alle problematiche nella gestione della fauna nelle aree protette. Si sente sempre piu' l'esigenza di affrontare con conoscenze approfondite, sia sotto gli aspetti faunistici che ecologici, le questioni collegate alla presenza e alla gestione della fauna selvatica nei territori protetti. Lo ha sottolineato l'assessore regionale alle politiche per il territorio Antonio Padoin in occasione del convegno promosso dalla Regione del Veneto per mettere a confronto diverse esperienze a livello internazionale. Il convegno si e' svolto a Castelbrando a Cison di Valmarino (Treviso) con la partecipazione di esperti italiani ed europei e il sostegno del Ministero dell'ambiente. Attualmente nel Veneto - ha ricordato Padoin - tra le aree protette ci sono un parco nazionale (Dolomiti bellunesi), nove riserve naturali statali, una riserva naturale statale individuata (Valle Averto), cinque parchi naturali regionali (Colli Euganei, Lessinia, Dolomiti d'Ampezzo, fiume Sile e Delta del Po), otto riserve naturali di interesse locale, 156 siti censiti nella Rete Natura 2000 e ricompresi tra le aree tutelate dalle direttive dell'Unione Europea e che andranno a far parte dei ''Siti di importanza comunitaria'' (S.I.C.) e delle ''Zone di Protezione Speciale'' (Z.P.S.). L'obiettivo delle aree protette e' quello di tutelare le biodiversita' presenti, tenendo conto anche della compatibilita' con gli interessi socio-economici e turistici delle popolazioni di questi territori. L'assessore Padoin ha ricordato che molti di questi territori ricadono inoltre in aree in cui il prelievo venatorio e' gestito secondo istituti previsti dalla normativa. E' il caso delle riserve di caccia nella cosiddetta ''Zona Alpi'' o di quelle ricadenti negli ambiti vallivo-lagunari. Il confronto tra esperienze internazionali ha coinvolto aree protette e parchi di realta' come la Spagna, la Svizzera, la Francia e l'Austria, oltre a quelle maturate in Italia e in particolare nel Veneto. Nel corso del convegno sono state sottolineate anche le interrelazioni che gli interventi attuati in una determinata realta' geografica possono avere su quelle limitrofe. Ad esempio la protezione dei lupi in Italia ha consentito di ricreare una nuova colonizzazione di questa specie anche in Francia, cosi' come gli orsi della Slovenia si ritrovano ora anche in Italia e in Francia. (ANSA)
FORESTE AFRICANE IN PERICOLO, SETTE STATI FIRMANO ACCORDO 7 feb 05
Presente il presidente francese Chirac a Brazzavile.
7 febbraio 2005 - La Francia fa bene alla natura. Durante la sosta a Brazzaville del presidente francese Jacques Chirac in tour tra Senegal e Repubblica Democratica del Congo, i sette paesi africani che costituiscono il cuore del bacino del Congo (Congo, Gabon, Sao Tome, Guinea Equatoriale, Repubblica Democratica del Congo, Chad e Repubblica Centro Africana) hanno firmato un accordo internazionale di preservazione delle foreste. Hanno stabilito criteri di intervento congiunto per salvare la seconda foresta pluviale piú grande del mondo e hanno creato un terreno legislativo comune per rispondere alla sua minaccia di distruzione. L'accordo è stato raggiunto al termine del summit degli stati centro-africani, che ha riunito attorno al tavolo le ex colonie francesi per discutere dei 200 mila ettari della foresta del bacino congolese, vero cuore del continente. L'enorme polmone verde attraversa i confini di dieci paesi ed è stata prescelta come dimora da piú della metà delle specie animali che vivono in Africa, inclusa l'intera popolazione di gorilla. La foresta inoltre costituisce per circa venti milioni di africani l'unica risorsa di cibo e di rifugio. Traffici illeciti di ogni sorte, bracconaggio e assenza delle piú elementari regole di preservazione naturale hanno peró messo in grave pericolo le sorti della foresta. "Siamo riunti per assicurare la preservazione della piú preziosa eredità, della piú grande ricchezza del bacino del Congo, la foresta - ha affermato solennemente Chirac nel corso di una conferenza presso il Parlamento di Brazzeville, dove giganteschi dipinti coloratissimi, elefanti, ghepardi e scimmie sovrastano le mura - la sua salvaguardia non puó aspettare oltre". Il trattato è arrivato dopo una lunga battaglia negoziale che era iniziata sei anni fa durante l'incontro tra i leader centro africani tenutosi a Yaounde in Cameroon. L'accordo odierno di Brazzaville fa compiere un grande passo avanti alla preservazione della foresta congolese e accoglie finalmente le grida d'allarme lanciate per oltre dieci anni dalle organizzazioni ambientaliste. (Ap)
Salve, Il mio gatto è un maschio castrato di 10 mesi. Non è di razza ma è sicuramente incrociato con un persiano perché ha il pelo lungo. Vive solamente in casa ed è molto, molto vivace. Ha sempre fatto i suoi bisognini nella lettiera ma ormai è più di un mese che quotidianamente fa le sue cosine di fuori, sempre nella stessa stanza. Parlo solo di feci e questo accade quasi una volta al giorno. Inizialmente credevo fosse per la lettiera che lui riempie in poche ore così ho cominciato a cambiargliela ogni giorno. Ora sembra non bastare più, lui continua a farla fuori anche se la lettiera non è molto sporca. Ho provato a sculacciarlo quando lo coglievo sul fatto (appena finito) ma è rimasto totalmente indifferente alla cosa (ed anche questo è un difetto che ha, più lo sgridi e lo sculacci più lui continua a comportarsi male! Ad esempio lo sgridiamo sempre quando sale sulla cucina e ruba il cibo...ma lo rifà ogni volta!!!). Spero possiate darmi qualche suggerimento. Vi ringrazio anticipatamente. Giorgia, Filottrano
7 febbraio 2005 - Cara Giorgia, prima domanda: che stanza è quella dove il gatto sporca? E' una stanza che lui frequenta molto? Dove normalmente gli è consentito l'accesso? E' lontana dai luoghi della casa che lui frequenta normalmente? E' forse un posto che lui ritiene di dover "segnare" perché in quella stanza sente poco gli odori suoi? Si potrebbe porre in quella stanza un'altra cassetta per vedere se la usa? Si potrebbe mettere nella stanza qualche altro oggetto con il suo odore (una cuccia?). Seconda domanda: ma defeca anche nella cassetta? Ipotesi: se la cassetta igienica è posta da qualche parte dove c'è qualcosa che disturba il gatto, lui non la userà volentieri. Una lavatrice in funzione che fa rumore soprattutto quando entra in funzione la centrifuga, ma anche una posizione della cassetta che rende insicuro il gatto (un balcone alto per cui il gatto, dalla cassetta, vede il vuoto vicino a lui) possono invogliare l'animale a non usarla. Non serve a niente sculacciarlo. Quando ruba il cibo, se colto sul fatto, sgridatelo con voce decisa. La maggior parte dei miei gatti ha sempre imparato cosa non doveva fare, ma ne ho avuto uno che ha sempre rubato il cibo e non sono mai riuscita a impedirglielo. Cosa ruba? Cibo molto diverso dal suo pasto? Provate a dargli qualche pezzetto nella sua ciotola accarezzandolo (tanto, con quel che costa il cibo per gatti!!!). Sperando in un miglioramento con l'età (da adulti sono un po' più tranquilli), ti saluto. Eugenia Natoli Comportamentista felina
SUL MONTELLO ROSPIDOTTO PER SALVARE ANFIBI IN AMORE 7 feb 05
Approntato tunel per attraversare la strada durante la migrazione primaverile.
7 febbraio 2005 - ''Il popolo dei piccoli anfibi da oggi e' piu' al sicuro: rospi, rane, raganelle e salamandre per attraversare la strada utilizzare il primo 'rospidotto' realizzato in prossimita' dello stagno piu' popolato della provincia di Treviso''. Lo annuncia con soddisfazione Andrea Zanoni, presidente della Lac di Treviso. Il ''rospidotto'', ha aggiunto, consiste in un tunnel di attraversamento della strada ad alcune decine di metri da uno stagno, su una dorsale del Montello: si e' reso necessario ''per salvare gli anfibi dai pneumatici delle automobili quando, nella stagione dell'amore, attraversano la strada''. In un anno, secondo le stime della Lac (Lega abolizione caccia), in provincia di Treviso muoiono circa quattromila rospi, circa il 20% di quelli che di solito si spostano. Il ''rospidotto'' e' stato realizzato appena in tempo: e' nel mese di marzo, infatti, l'apice delle migrazioni di rospi e rospe verso il loro appuntamento d'amore, dopo il lungo periodo invernale di letargo. ''Il problema - spiega Zanoni - sono le migrazioni che i rospi compiono in massa ogni primavera: alle prime piogge dopo l'inverno, maschi e femmine escono dal letargo e sono attirati, anche per un raggio di tre chilometri, dalla presenza di acqua, nella quale si accoppiano''. Nel giro di venti giorni, vengono deposte le uova, poi i genitori ripartono per il bosco. In acqua restano le uova, che diventeranno girini e poi rospetti. I rospi, che raggiungono la maturita' sessuale a cinque anni e vivono fino a quarant'anni, come le salamandre vivono distanti dall'acqua, e scendono verso gli stagni del Montello o ai laghi per fare uova. Rane e raganelle, invece, vivono in prossimita' dell'acqua, ma a volte tra loro e l'elemento che facilita la loro riproduzione e' stata costruita una strada e cosi' anche loro possono finire vittime del traffico. I volontari della Lac, dell'Una e di molte altre associazioni, nonche' moltissimi cittadini, lo scorso anno hanno dedicato le loro serate al ''Progetto salvataggio anfibi in migrazione'', salvando 27.957 animali tra i siti del Montello e dei laghi di Revine, 5.939 dei quali nella sola dorsale del Montello. Si tratta per la maggior parte di rospi comuni, i ''bufo bufo'', che tanto comuni, sottolinea la Lac, non sono piu'. ''Una volta si trovavano in tutta la pianura - rileva il presidente dell'associazione ambientalista - ed oggi vivono, per quanto riguada il trevigiano, soltanto nelle aree collinari del Montello e dei laghi di Revine''. Soltanto in queste zone, infatti, le comunita' allargate di rospi sono infatti riuscite a scampare all'agricoltura intensiva che, ricorda la Lac, ''ha distrutto tutto con i suoi pesticidi e gli interventi meccanizzati che non danno scampo''. I siti interessati sul Montello toccano i comuni, oltre che di Montebelluna, di Moriago, Nervesa, Giavera, Crocetta, mentre vicino ai laghi sono interessati i comuni di Revine, Cison di Valmarino, Tarzo. ''La realizzazione del rospidotto - afferma Zanoni - e' il coronamento di un'attivita' partita dal 2003, che ha visto impegnati sul territorio centinaia di iscritti Lac''. Il tunnel, rilevano gli ambientalisti, verra' sicuramente utilizzato anche da volpi, dai ricci, dai tassi ed e' sufficientemente alto da permettere anche il passaggio dei caprioli. (ANSA)
CORSE IPPICHE CLANDESTINE: 92 DENUNCIATI NEL BARESE 7 feb 05
Unica passione che univa clan in guerra. Applicabile anche la nuova legge 189 contro il maltrattamento degli animali.
7 febbraio 2005 - Novantadue persone, fra fantini, scommettitori ed organizzatori di una corsa clandestina di "trotto", sono state denunciate dai Carabinieri che hanno anche sequestrato 15 mila euro in contanti. I militari hanno bloccato la gara, nelle campagne di Modugno in localita' "Campolieto", circondando con mezzi e decine di uomini l'intera zona per evitare la possibile fuga. Tutti quanti sono stati denunciati per abuso di attivita' di scommesse, ma i carabinieri stanno indagando per risalire ai responsabili della corsa clandestina, alle quali, per assistervi, si pagava un "biglietto" di venti euro. Una parte delle persone identificate ha precedenti penali. Alla "premio ippico" assistevano anche alcuni scommettitori provenienti dalla Basilicata, mentre fantini e cavalli sarebbero tutti legati a scuderie di Bari e della provincia. Nove puledri sono stati sequestrati dai militari ed affidati in custodia giudiziaria agli stessi proprietari. Appartenevano a clan in guerra fra loro per il controllo dei traffici illeciti per le strade di Bari, ma erano uniti nella passione per le corse clandestine dei cavalli alcuni degli oltre cento pregiudicati appartenenti a diversi clan malavitosi denunciati dai carabinieri per aver organizzato e preso parte ad una corsa clandestina di cavalli interrotta ieri a Modugno (Bari) dai carabinieri del comando provinciale di Bari e del VI elinucleo. E' quanto ritengono di aver accertato i militari dopo aver denunciato a piede libero, per esercizio abusivo di gare clandestine, gli oltre 100 pregiudicati bloccati sul posto, in localita' 'Campolieto', una zona residenziale dove si trovano numerose ville. Tra i denunciati, oltre a persone residenti nel barese, ci sono pregiudicati delle province di Lecce, Brindisi, Foggia, Potenza e Matera. Alcuni erano anche sottoposti a sorveglianza speciale e all'obbligo di soggiorno e, non essendo piu' in possesso delle patenti di guida, erano giunti sul posto accompagnati dai loro autisti. Durante l'operazione i carabinieri hanno sequestrato nove cavalli allenati per le corse su pista e 15.000 euro, somma ritenuta provento del solo 'biglietto' che gli spettatori avevano pagato poco prima per poter assistere allo 'spettacolo'. Le gare si dovevano svolgere su un rettilineo che era stato chiuso al traffico dagli organizzatori che provvedevano anche, con un consistente numero di vedette piazzate agli accessi di ogni strada limitrofa, a deviare le automobili dei cittadini inconsapevoli che volevano raggiungere la zona. Per ogni corsa clandestina organizzata - stimano i militari - il giro di affari era di 40-50mila euro e gli scommettitori (che puntavano almeno 20 euro a gara) avevano anche la possibilita' di pagare con assegni perche' - hanno spiegato i carabinieri - erano conosciuti e facevano parte da tempo del giro di scommettitori. Le gare avevano cadenza settimanale o quindicinale: ogni cavallo disputava due-tre gare al giorno e ad ogni gara scendevano in pista fino a quattro animali. Dal martedi' di ogni settimana in ambienti criminali cominciavano a circolare indiscrezioni sui cavalli e sui fantini che avrebbero disputato la domenica successiva la gara, e anche pettegolezzi sul compenso che sarebbe andato di volta in volta ai fantini ingaggiati dai clan. Poi, soprattutto la domenica, la gente si riuniva (anche in caso di pioggia) nel luogo scelto di volta in volta: cavalli e fantini arrivavano all'alba assieme agli organizzatori che chiudevano la zona; alle 8,30 cominciavano le gare che si protraevano fino all'ora di pranzo. Accertamenti sono ora in corso per stabilire se i cavalli sequestrati fossero stati dopati o sottoposti a maltrattamenti, anche per il solo fatto di essere costretti a correre su strade asfaltate. Gli accertamenti clinico-veterinari sono stati affidati ai carabinieri del Nas. (AGI)(ANSA)
ACCORDO EUROPEO SULLA CACCIA, E' CONTRO L'ESTENSIONE DEGLI SPARI 8 feb 05
Birdlife International presenta a Roma l'intesa con Federazione europea dei cacciatori.
8 febbraio 2005 - Birdlife international, federazione mondiale per la protezione degli uccelli, contesta l'intenzione di face italia di presentare oggi a Roma, l'accordo europeo sulla direttiva uccelli sottoscritto a Bruxelles solo 4 mesi fa denunciando l'uso distorto e strumentale che se ne intende fare a sostegno della modifica della legge 157. A contestare la conferenza stampa prevista per domani in cui a presentare l'accordo sono solo i cacciatori e i parlamentari favorevoli al cambiaento della legge italiana sulla caccia, il direttore dell'ufficio europeo dell'associazione internazionale, Clairie Papazoglou. "I contenuti dell'accordo firmato a bruxellesn spiega n vanno in una direzione contraria rispetto al progetto di riforma della 157. Con quell'accordo birdlife international e face si impegnavano in modo sostanziale in direzione dell'iniziativa 'sustainable hunting', volta a soddisfare ed equilibrare le differenti esigenze di cacciatori e conservazionisti nel rispetto della salvaguardia degli uccelli. La riforma che si vorrebbe approvare in italia, al contrario, contraddice in pieno questi principi- condanna l'esponente ecologista- sovrapponendo in modo evidente i periodi di attivita' venatoria con quelli della migrazione prenuziale o di nidificazione per ben 9 specie di uccelli selvatici e per un periodo di tempo che va dalle 3 alle 5 decadi". Non basta: la nuova proposta di legge- spiega papazoglou n aggiunge il piviere dorato e l'oca lombardella alla lista delle specie cacciabili, "commettendo cosi' una grave violazione della direttiva comunitaria 'uccelli'". birdlife international giudica particolarmente grave la proposta di depenalizzazione della riforma sulla caccia che contrasta in modo netto con l'impegno preso da face con l'articolo 8 dell'accordo di Bruxelles a favore di un rafforzamento della repressione dei reati venatori. L'associazione ecologista internazionale ha scritto una lettera formale indirizzata alla sede europea di face e una alla sede di face italia per esprimere il proprio disappunto circa l'uso distorto dell'accordo sulla direttiva uccelli e il sostegno offerto alla preoccupante riforma della 157. "Chiediamo dunque a face italia e face europan conclude clairie papazogloun di prendere le distanze da questa inaccettabile riforma".
ENPA PRONTO A CURARE CAVALLI SEQUESTRATI IN CORSE CLANDESTINE 8 feb 05
Per Legambiente e Lav la zoomafia è estesa.
8 febbraio 2005 - ''L'esemplare operazione dei Carabinieri di Bari contro le corse clandestine di cavalli dimostra ancora una volta l'inquietante tendenza della criminalita' a sfruttare gli animali per ampliare il giro d'affari e per riciclare danaro'': lo afferma in un comunicato l'Ente nazionale protezione animali (Enpa), il quale si complimenta con i carabinieri pugliesi ''per l'operazione che ha portato alla luce una fitta rete di relazioni tra clan in conflitto tra loro ma uniti nell'intento di sfruttare i cavalli nelle corse clandestine''. L'associazione afferma inoltre di essere disponibile ad accogliere nelle proprie strutture i cavalli sequestrati. ''Probabilmente - sottolinea l'Enpa - gli organizzatori delle gare hanno utilizzato sostanze dopanti per migliorare le prestazioni degli animali, costretti a correre sull'asfalto. Se questa ipotesi dovesse essere confermata, l'elenco dei reati contestati ai 92 denunciati deve allungarsi, prevedendo anche il reato di maltrattamento di animali, punito con il carcere. In questo caso, l'Enpa e' pronta a costituirsi parte civile''. Per Legambiente, ''le corse clandestine rientrano ormai a pieno titolo tra quelle che chiamiamo 'ecomafie' e da anni denunciate nel nostro annuale rapporto sull' illegalita' ambientale, l'indagine che ogni anno fotografa la situazione dei reati ambientali nel nostro Paese, compiuti anche per mano della criminalita' organizzata''. Lo rileva Nunzio Cirino Groccia, dell'ufficio Ambiente e Legalita' di Legambiente. ''Il fenomeno delle corse clandestine e' in continua crescita e a questo purtroppo sono legati anche altri tipi di reati come i furti per la vendita di cavalli destinati alla macellazione clandestina, o lo spaccio di farmaci proibiti usati per dopare gli animali''. ''Non possiamo che complimentarci - continua Cirino Groccia - con le forze dell'ordine per l'ottimo lavoro svolto e augurarci che si continui ad indagare perche' questa attivita' criminosa possa essere stroncata all'origine. Il racket degli animali e' una fonte di guadagno e sicuramente la sua repressione indebolisce la macchina criminale che da questo e' alimentata''. ''La scoperta di questa nuova pista a Modugno (Bari) conferma che gli interessi della malavita organizzata nel mondo delle corse dei cavalli sono sempre piu' radicati''. E' il commento del responsabile dell'osservatorio nazionale zoomafia della Lav (Lega antivivisezione), Ciro Troiano. Troiano sottolinea che meno di un mese fa era stata scoperta nel barese un'altra pista clandestina nel territorio di Monopoli; per il caso di Modugno, rileva che l'esistenza di un tariffario per assistere alle gare ''evidenzia la presenza di un'organizzazione complessa e avviata''. L'esponente della Lav ricorda che la legge n.189 del 2004 contro i maltrattamenti su animali puo' rivelarsi utile in casi come quello di Modugno, prevedendo pene rilevanti per chi organizza competizioni clandestine e anche per chi inietta sostanze dopanti agli animali. ''Secondo le prime stime dell'osservatorio nazionale zoomafia della Lav - afferma Troiano - le truffe nel mondo dell'ippica e le corse clandestine di cavalli fruttano un business da un miliardo di euro all'anno. I reati connessi alle gare ippiche sono sempre piu' numerosi. Nel 2004 sono stati accertati i reati di detenzione e spaccio di droga, uso di sostanze dopanti, ricettazione, associazione per delinquere, maltrattamento di animali, gioco d'azzardo, abusivismo edilizio, estorsione, truffa e alterazione di corse ippiche''. (ANSA)
RINOCERONTI AFRICANI IN SALVO GRAZIE A TRASLOCO 9 feb 05
Succede in Congo.
9 febbraio 2005 - Forse c'e' un futuro per il rinoceronte bianco settentrionale, minacciato di estinzione in modo critico, uno dei tre rinoceronti piu' a rischio secondo la Lista Rossa della IUCN (Unione Mondiale della Conservazione). Il governo congolese ha avviato un piano coraggioso per salvare questa sottospecie di rinoceronte bianco, della quale rimangono in natura appena 10 esemplari nel Parco nazionale Garamba (altri dieci in cattivita' negli zoo americani) dopo le stragi degli anni scorsi ad opera dei bracconieri. E' stato infatti approvato il progetto di trasferire 5 rinoceronti bianchi settentrionali dal parco nazionale Garamba in Congo ad un santuario di animali selvatici in Kenia. La seconda parte del progetto impegna il governo e i suoi partner internazionali (a cominciare dalla IUCN) ad aumentare le attivita' di conservazione a Garamba, in modo che i cinque rinoceronti possano essere riportati nel parco quando siano state assicurate la sicurezza degli ecosistemi del parco. La sola popolazione esistente in natura di rinoceronte bianco settentrionale e' stata conservata per molti anni nel Parco Garamba, ma l'escalation del bracconaggio negli ultimi 18 mesi ha ridotto da circa 30 a non piu' di una decina di esemplari questa sottospecie, che poteva contare su 490 animali 25 anni fa e 2.250 nel 1960. Il progetto 'trasloco' e' stato approvato dal Gruppo di Specialisti del Rinoceronte Africano della Commissione per la Sopravvivenza delle Specie della IUCN, in occasione di un convegno a Kinshasa organizzato dall'Istituto Congolese per la Conservazione della Natura (ICCN), che comprende Fauna and Flora International, la Fondazione Internazionale sui Rinoceronti, l' ufficio regionale Africa centrale dell'IUCN, l'UNESCO e la Banca Mondiale. La IUCN ritiene che la conservazione consista prima di tutto nel mantenere le specie nel loro habitat naturale, ma il rischio di lasciare gli animali nel loro habitat e di esporli ai bracconieri, che li potrebbero eliminare in poche settimane, e' stato superiore a qualunque svantaggio, compresi i rischi relativi al loro spostamento. ''Ci dispiace apprendere che piu' di una decade di sforzi non sono stati sufficienti per rendere sicura la vita di questa specie nella suo ambiente naturale. Il fatto che l'ultima possibilita' che abbiamo sia quella di spostare questi animali in un altro paese rappresenta comunque un passo indietro'', ha detto Jean-Christophe Vie', a capo del Programma Specie della IUCN. Anche il rinoceronte indiano e' stato oggetto di un progetto di trasloco: il Programma nepalese per la protezione del rinoceronte, supportato dal Wwf, prevede la cattura e il trasferimento di alcuni esemplari in aree dove questa specie puo' espandersi, nonostante difficolta' politiche e rivolte sociali. Numerosi esemplari sono stati spostati grazie a grandi camion, dopo essere stati addormentati, dal Royal Chitwan National Park, loro attuale residenza al Royal Bardia National Park del Nepal, a circa 300 chilometri di distanza. Alla fine degli anni '60, in Nepal sopravvivevano un centinaio scarso di grandi rinoceronti indiani: oggi sono 600 e il Royal Chitwan National Park puo' vantare la seconda popolazione al mondo per numero di animali, tanto da rendere necessario lo spostamento di alcuni esemplari per ripopolare altre aree e diminuire i rischi della consanguineita' e dello sterminio di un'unica popolazione a causa di una malattia epidemica o di locali escalation del bracconaggio. Il corno e' infatti ricercato dalla medicina cinese per le presunte proprieta' afrodisiache. (ANSA)
NOMADISMO VENATORIO, TAR CAMPANIA BOCCIA LE PROVINCE 9 feb 05 - G. Felicetti
Illegittimi gli accordi fra Ambiti Territoriali di Caccia. Sentenza positiva su ricorso del Wwf. Eccone il testo.
9 febbraio 2005 - TAR CAMPANIA - Napoli- Sez. I Ordinanza n. 5791 del 22.12.2004 (Pres. Coraggio Rel. Carpentieri): WWF c. Provincia di Napoli ed altri Sull'incompetenza degli ambiti territoriali di caccia a disciplinare la mobilità venatoria Sull'illegittimità dell'accordo tra ATC in violazione del divieto di nomadismo venatorio REPUBBLICA ITALIANA TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA CAMPANIA NAPOLI PRIMA SEZIONE Registro Ordinanze: 5791 /2004 Registro Generale: 13225/2004 nelle persone dei Signori: GIANCARLO CORAGGIO Presidente LUIGI DOMENICO NAPPI Cons. PAOLO CARPENTIERI Cons. , relatore ha pronunciato la seguente ORDINANZA nella Camera di Consiglio del 22 Dicembre 2004 Visti gli artt. 19 e 21, u.c., della Legge 6 dicembre 1971, n. 1034; Visto il ricorso 13225/2004 proposto da: ASS. ITALIANA WORLD WIDE FUND FOR NATURE -ONLUS- WWF ITALIA rappresentato e difeso da: BALLETTA MAURIZIO con domicilio eletto in NAPOLI VIA A. DA SALERNO ,13 C/0 WWF presso BALLETTA MAURIZIO contro AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI AVELLINO PROVINCIA DI BENEVENTO PROVINCIA DI CASERTA PROVINCIA DI SALERNO AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI NAPOLI rappresentato e difeso da: SCETTA LUCIANO CRISTIANO GIUSEPPE con domicilio eletto in NAPOLI PIAZZA MATTEOTTI, 1 presso SCETTA LUCIANO REGIONE CAMPANIA per l'annullamento, previa sospensione dell'esecuzione, della nota a firma dei presidente dei comitati di gestione degli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC) delle province di Avellino, Benevento, Caserta, Napoli e Salerno, prot. settore 1514 del 22.10.2004 con oggetto “Reciprocità tra ATC confinanti – determinazioni”; Visti gli atti e i documenti depositati con il ricorso; Vista la domanda di sospensione della esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dal ricorrente; Udito il relatore Cons. PAOLO CARPENTIERI Uditi altresì per le parti gli avvocati come da verbale; CONSIDERATO che l’atto impugnato, oltre dai denunciati profili di incompetenza, appare già ad un primo esame sommario viziato per violazione delle regole di rispetto dell’indice di densità venatoria in ambito provinciale e di contrasto del nomadismo venatorio espresse dalla legislazione vigente, atteso che l’indicazione meramente numerica di cacciatori operanti in reciprocità tra A.T.C. confinanti è oggettivamente insuscettibile di effettivo e adeguato controllo in sede applicativa; Ritenuto che sussistono le ragioni di cui al citato art. 21 della L. 6.12.1971, n. 1034; P.Q.M. ACCOGLIE la suindicata domanda cautelare. La presente ordinanza sarà eseguita dalla Amministrazione ed è depositata presso la Segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti. NAPOLI , li 22 Dicembre 2004 IL PRESIDENTE IL CONSIGLIERE EST. IL SEGRETARIO
STANNO UCCIDENDO I CORMORANI DEL LAGO DI COMO 9 feb 05 - A.Arrigoni
Nonostante leggi e direttive europee di protezione.
9 febbraio 2005 - Da anni vivo in Toscana ma ogni tanto per motivi di famiglia faccio ritorno al ‘paesello’ – Erba, in provincia di Como. Occupandomi di rapporto uomo-animale ho spesso modo di rilevare contraddizioni e vere proprie storture nel modo di gestire le relazioni con le altre specie (domestiche e selvatiche), sia sul piano ecologico che più propriamente zoo-antropologico. Verso la fine del 2003 a Proserpio – paesino del comprensorio erbese dove ho vissuto per nove anni – sono stati sterminati dei galli canterini ‘disturbatori’, su precisa richiesta di alcuni cittadini che firmarono un’apposita petizione (sic). Da qualche tempo in tutto il comprensorio del Lario si è diffuso (leggi è stato diffuso) un vero e proprio “allarme svassi/cormorani”. Vediamo di capirci qualcosa. Il cormorano è un uccello migratore protetto dalla direttiva CE 97/49 e dalla legge nazionale sulla caccia del 1992. Da circa vent’anni i cormorani hanno eletto a loro dimora invernale temporanea i laghi della brianza, tra cui quello di Como e quello di Pusiano, dove esiste un’associazione di volontariato (il Centro Educazione Documentazione Ambiente Lago [C.E.D.A.L.]), che si occupa sia di monitorare l’area sia di educare la popolazione al rispetto ambientale. Nel lago è presente un’isola privata, l’Isola dei cipressi, che è diventata un vero e proprio dormitorio per i cormorani e gli altri uccelli migranti (che non hanno certo bisogno di permessi di soggiorno per andare dove gli pare, anche se probabilmente questo a qualcuno non è gradito). L’isola è di proprietà di Gerolamo Gavazzi, acuto e privilegiato – a suo stesso dire – osservatore dei cormorani. L’osservazione, si sa, è il fondamento di qualunque scienza che voglia dirsi tale. Ma come l’antropologia insegna l’osservazione può essere più o meno partecipante e partecipata. Secondo Gavazzi l’incremento di questi uccelli è sicuramente dovuto a un miglioramento generalizzato delle condizioni ambientali della zona – rispetto a venti/trenta anni fa – e alla cessazione della pesca con reti nel lago di Pusiano. Vi è anche la diminuzione di pescatori dilettanti: “Quindi sono aumentati i pesci e aumenta il numero degli animali che di quelli si nutrono” – afferma Gavazzi in una sua recente lettera, che continua: “In altre parole l’aumento dei cormorani è un bel segno; misura l’incremento della pescosità delle nostre acque. Non mi preoccuperei quindi della presenza dei cormorani. La natura fa sì che, se il pesce diminuisce, anche i cormorani diminuiscono e, grazie alle loro lunghe migrazioni, andranno a scegliersi luoghi più adatti. Non tocchiamo quindi questi caratteristici uccelli. Altrimenti dovremmo poi incolpare anche altri per la diminuzione delle alborelle: i lucci, per esempio, e i boccaloni. Dobbiamo eliminare anche loro? E che dire del martin pescatore, dello svasso, delle bisce e del pesce persico? E gli aironi cinerini? Anch’essi non erano presenti sul lago di Pusiano qualche anno fa; recentemente ne ho visti una dozzina sull’Isola […]”. Ma perché tanta paura per i cormorani del lago di Pusiano? Se ne è discusso durante una seduta pubblica organizzata dal C.E.D.A.L. lo scorso 4 febbraio: perché dal novembre 2004 sul lago di Como si sta procedendo all’abbattimento selettivo di alcuni cormorani, su delibera della Giunta Provinciale su proposta dell’assessore alla caccia e pesca Gianluca Rinaldin. L’oggetto del contendere sono – sarebbero – le alborelle del lago, pescate da pescatori professionisti e dilettanti. I cormorani sono accusati di causarne una riduzione importante ai fini della sopravvivenza delle famiglie dei pescatori. Ma lo studio scientifico triennale commissionato al Dipartimento di Biologia Strutturale e Funzionale dell’Università degli Studi dell’Insubria (VA), ha dimostrato che i cormorani si nutrono soltanto per l’1% della loro dieta di alborelle, mentre gli svassi (già presi di mira da una precedente ordinanza) si nutrono per il 60-70% di questo tipo di pesce (per alcune decine di grammi al giorno). Ė la solita storia del ‘lupo cattivo’ che sbrana le pecore dell’ovile? In parte sì. Con l’aggravante, che questa volta il lupo non c’entra affatto. La presenza di svassi (poco più di un migliaio) e cormorani (qualche centinaio) nel comprensorio del Lario è così minimale – rispetto alle dimensioni dell’area – da far apparire la questione addirittura ridicola, se non fosse in pericolo la vita di questi uccelli per motivi non soltanto futili, ma privi di qualsiasi fondamento scientifico (in base alle stesse conclusioni dello studio dell’Università degli Studi dell’Insubria che è scaricabile dal sito web della Provincia di Como). La pesca delle alborelle nel Lario è stata proibita ai pescatori professionisti dal 1997 al 2002, perché è sempre la pesca intensiva a creare i danni più gravi alle popolazioni ittiche (i merluzzi per esempio sono prossimi all’estinzione nei mari di tutto il pianeta). Ma a pagarne le conseguenze sono di volta in volta capri espiatori diversi, in questo caso svassi e cormorani. L’amministrazione provinciale invoca “il rispetto dell’equilibrio ecologico” o “la necessità di tutelare la sopravvivenza delle famiglie di pescatori”, nobili argomentazioni, se non fossero distorte da una visione del mondo antropocentrica e specista, incapace di vedere in questi uccelli niente altro che dei disturbatori delle sacrosante attività umane. Dal punto di vista tecnico, secondo lo studio promosso dalla stessa amministrazione provinciale, non vi sarebbe necessità di abbattere questi uccelli e comunque l’abbattimento è l’ultima (ipotetica) soluzione consigliata dagli esperti dell’Università dell’Insubria (anche perché l’abbattimento di alcuni individui potrebbe facilmente causare la venuta di altri provenienti da altre zone). La Provincia si rifiuta di consegnare alle associazioni animaliste e protezioniste locali (tra cui Associazioni Riunite Diritti animali, Comitato Europeo Difesa Animali, LAC, LAV, LIPU, WWF) le motivazioni reali della messa a morte degli uccelli migratori, dal momento che quelle tecnico-scientifiche non sussistono. L’unica ipotesi che resta è quella degli interessi politici. La Provincia intende favorire gli interessi di pescatori e cacciatori, che sono sicuramente più grandi di quelli degli ambientalisti e degli animalisti. Ma si sta scordando che l’80% dell’opinione pubblica è contraria alla caccia, che alla maggior parte delle persone fa piacere vedere gli uccelli nel cielo volare liberi e liberamente cercare di procacciarsi il cibo secondo le esigenze etologiche di specie. Secondo la delibera si prevede di abbattere 24 cormorani (circa una decina sono già stati uccisi). I cormorani mangiano circa 90 grammi di pesce al giorno, di cui l’1% sono alborelle come si è detto. Ė facile fare i conti sulla quantità di ‘danni’ che questi uccelli possono causare all’ecosistema lacustre. Tutto questo da un punto di vista prettamente tecnico. Da un punto di vista etico e relazionale (zooantropologico) mi sembra doveroso proporre alcune riflessioni conclusive. Il fatto che una pubblica amministrazione locale pensi ancora oggi di dover e poter regolare i propri conflitti di interesse con degli uccelli indifesi (protetti dalle leggi internazionali) mediante l’abbattimento è indicativo di una mentalità miope. Non saper cogliere la soggettività e la bellezza di questi uccelli che viaggiano liberi nei nostri cieli e cercare di spezzare le loro ali non è un modo per proteggere l’economia di un lago. Ė solo un esempio di bieco specismo, che come il razzismo crea un capro espiatorio, un bersaglio da colpire, per sfogare le proprie frustrazioni e accontentare chi trae profitto dalla vendita di armi e pallottole. Gli svassi e i cormorani – come ricorda Roberto Tomasi del Comitato Europeo Difesa Animali di Brunate – mangiano il pesce per vivere, noi umani qui in Europa tutt’al più lo mangiamo (ormai) per sfizio. A scanso di equivoci va ricordato che chi scrive non mangia né carne né pesce da sedici anni. Astenendosi da questi cibi si comprende come sia il nostro continuo intrometterci nelle catene alimentari altrui a creare il contenzioso. Noi umani creiamo il problema e pensiamo di risolverlo abbattendo i competitori alimentari che sono divenuti tali a causa della nostra plurisecolare fame di carne e di pesce. Le ‘risorse ittiche’ del pianeta sono ridotte del 60% rispetto a un secolo fa a causa dei prelievi della pesca industriale, con conseguenze enormi sulla catena alimentare globale. Spariscono intere specie di uccelli oceanici, spariscono i grandi predatori come gli squali, i cetacei sono ridotti all’1% (!) rispetto a 150 anni fa. Ma qui sul lago di Como ci si preoccupa di qualche decina di cormorani, che per altro sono protetti proprio perché a rischio di sparire anch’essi. In altre parole i rappresentanti politici di qualche centinaio di migliaia di persone residenti in questa provincia se la prendono – in nome del popolo – con poche decine di volatili indifesi. Ma siamo sicuri che questa sia la volontà della popolazione comasca? Alessandro Arrigoni*
*laureato in filosofia presso l’Università degli studi di Siena dottorando in (zoo)antropologia presso la stessa Università autore del volume I diritti animali: verso una civiltà senza sangue (Ed. Cosmopolis 2001) traduttore del volume Teologia Animale: i diritti animali nella prospettiva teologica (Ed. Cosmopolis 1998) autore del documentario Flashes of Flesh (lampi di carne): suoni e immagini dello specismo umano, presentato al Festival Internazionale di Cinemambiente di Torino nel 2003
CACCIA, CORO DI PROTESTE: "LA MODIFICA DELLA 157 CALPESTA L’UE!" 9 feb 05
Secondo i responsabili di Lipu, Animalisti Italiani ed Enpa si disattende l’accordo di Bruxelles.
9 febbraio 2005 - “Com’è possibile affermare che la riforma della 157 non contrasta con le norme dell’UE e con l’accordo di Bruxelles?”. E’ quanto si chiede la LIPU in replica agli argomenti emersi dalla conferenza stampa della FACE Italia che, stamattina presso la Camera dei Deputati ha presentato unilateralmente l’accordo sulla Direttiva Uccelli sottoscritto nell’ottobre scorso a Bruxelles da Birdlife International. La proposta di legge italiana, per fare solo alcuni esempi, introduce nel testo ufficiale due specie fuori allegato (2/II) della Direttiva, e dunque non cacciabili. E’ peraltro singolare che nei subemendamenti presentati dallo stesso relatore della legge, tali specie (assieme alle Oche) vengono espunte, a dimostrazione di quanto la LIPU e le altre associazioni, nonché l’Istituto nazionale per la Fauna Selvatica, hanno per mesi sostenuto. Dunque, tutto in regola? Niente affatto, perché esclusa una specie protetta se ne inserisce un’altra (il Francolino di monte), riproponendo la chiara violazione della Direttiva. Ancora, la proposta di legge prevede l’estensione dei periodi di caccia, oltre i limiti consentiti dalla UE, per un alto numero di specie, tra cui la Moretta (30 giorni oltre il consentito), la Canapiglia (30 giorni oltre il consentito), la Beccaccia (30 giorni), la Folaga (40 giorni), il Tordo Sassello (40 giorni) fino al Merlo, la Cesena e il Tordo bottaccio, resi cacciabili addirittura 50 giorni oltre il limite imposto dall’UE. Si tratta insomma di violazioni talmente evidenti, della Direttiva e dei suoi annessi, che la procedura di infrazione europea contro l’Italia sarà praticamente automatica. Senza parlare inoltre della gravissima questione delle depenalizzazioni, in violazione, tra l’altro, di una decisione del Consiglio dell’UE del 2003 che chiama gli Stati ad una legislazione ancora più severa nei confronti dei reati contro l’ambiente, la natura e egli animali selvatici. “La violazione della norme comunitarie – afferma Danilo Selvaggi, Responsabile Rapporti Istituzionali LIPU-BirdLife Italia - è chiara come la luce del sole. Ma altrettanto evidente è il tradimento dello spirito e della lettera dell’Accordo di Bruxelles in cui sono proprio questi i temi affrontati: rispetto della Direttiva europea (artt. 1 e 2), rafforzamento degli strumenti legali per la protezione degli uccelli (art. 2), tutela delle specie a rischio (art. 7), rafforzamento degli strumenti di controllo e repressione delle illegalità (art. 8), rispetto stringente dei dati scientifici (art. 6) cui le pratiche di caccia devono subordinarsi. Basta confrontare questi punti con il testo di modifica della legge per coglierne la clamorosa divergenza”. E’ questo che la LIPU ha scritto a FACE Italia, in una lunga lettera del Dicembre scorso, chiedendo un chiaro pronunciamento sulle modifiche da parte di FACE Italia, che però continua a sostenere, nonostante tutto e contro il parere della totalità degli interlocutori, la riforma della legge . “La stessa Birdlife International – continua Selvaggi - ha ufficialmente e più volte argomentato la propria contrarietà alle modifiche, scrivendo persino ai Presidenti Berlusconi, Casini, De Ghislanzoni, e sottolineando come, appunto, la modifica della legge vada in direzione contraria all’accordo sulla Direttiva Uccelli. E’ ora che il tempo delle mistificazioni finisca e si rinunci una volta per tutte al pericolosissimo tentativo di smantellare la 157”. “Questo ennesimo atto di strumentalizzazione da parte delle lobby venatorie e delle associazioni che sostengono, insieme ai parlamentari, la proposta di legge Onnis che stravolgerebbe completamente l’attuale legge 157, è inaccettabile e demagogica.” –dichiara Walter Caporale, Presidente degli Animalisti Italiani Onlus- “L’accordo europeo siglato da Birdlife International prevede atti concreti al fine di tutelare la presenza degli uccelli, disciplinando ulteriormente l’attività venatoria e dichiarando guerra al bracconaggio. L’utilizzo di questo accordo in modo illegittimo, distorto e demagogico non fa altro che creare confusione e scarsa chiarezza. L’accordo europeo è volto alla tutela e alla protezione degli uccelli e della fauna selvatica, mentre l’intento delle associazioni venatorie e dei parlamentari che sostengono la proposta di legge di Onnis è assolutamente l’opposto. Con una manovra degna di un parlamento che non garantisce in nessun modo lo svolgimento democratico delle attività, ha cancellato con un colpo di spugna i 1750 emendamenti proposti che erano tutti, assolutamente, in merito alla questione e non banalmente ostruzionistici. L’attività della Commissione Agricoltura della Camera sta lavorando forzatamente, con una bieca manovra pre-elettorale, al fine di approvare un testo unificato di dodici proposte di legge in materia e se venisse approvato, legittimerebbe il bracconaggio depenalizzando i reati venatori, la caccia notturna e in mare, aumenterebbe il numero delle specie cacciabili seppur considerate dalla Direttiva comunitaria “uccelli” specie protette, permetterebbe l’utilizzo dei richiami vivi e l’ allungamento dei calendari venatori. Tutto questo nettamente in contraddizione e in forte opposizione rispetto alle normative Europee. Per questa legge saremmo di certo, ancora una volta, multati dall’Unione Europea. Questa manovra, sono certo, tornerà dietro loro come un boomerang. I cittadini Italiani, sono contrari alla caccia e un recente sondaggio dell’Eurisko conferma infatti la mia tesi e quella di tante altre associazione animaliste, il 74% degli Italiani è contro la caccia! Noi chiederemo di non sostenere e non votare, durante le prossime elezioni regionali, candidati che hanno appoggiato questa proposta di legge.” “Non solo non si vergognano, ma non sanno nemmeno quel che dicono”. Lo ha dichiarato Annamaria Procacci, componente della Giunta Esecutiva nazionale dell’Enpa, in merito alle dichiarazioni rilasciate questa mattina dai vertici della Face (la federazione europea delle associazioni venatorie) nel corso di una conferenza stampa. “I cacciatori oltranzisti – ha dichiarato Annamaria Procacci – da una parte affermano di amare la natura, dall’altra dimostrano di non conoscere le leggi della natura. Così questa mattina il presidente di Federcaccia ha detto che il cacciatore deve presidiare il territorio perché l’assenza dell’uomo provoca il degrado della natura. Il concetto di ‘degrado della natura’ è piuttosto originale e denota profonda ignoranza sull’argomento”. “C’è chi poi ha introdotto il concetto di ‘abbattimento intelligente’ delle specie. Una sorta di pulizia etnica di alcuni animali, insomma, imposta da una legge che si vuole far passare costi quel che costi per il divertimento di pochi e contro la volontà della maggioranza degli italiani, cacciatori compresi. E a chi questa mattina ha fatto un appello alla responsabilità, l’Enpa chiede di essere responsabile non votando la deregulation della caccia. Essere responsabili significa amare la natura rispettandola, rispettando la fauna e non cancellare le specie premendo il grilletto”. “Noi diciamo no – ha concluso l’esponente dell’Enpa – alla legge sulla caccia che si vuole far passare: è una legge aberrante; una legge che i nostri figli ci rimprovereranno. Diciamo no ad ogni modifica peggiorativa della Direttiva europea ‘Uccelli’. I cacciatori oltranzisti europei invece chiedono ai governi di far pressione per allargare il numero delle specie cacciabili. Diciamo no alla pretesa di chi dice che l’uomo primeggiare sulla natura: è, questa, una istanza ridicola e pericolosa per tutto il genere umano”.
SIRCHIA NON RISPONDE SULLA VIVISEZIONE IN DIRETTA TV 9 feb 05
Ad un'interrogazione scaturita dalla messa in onda di "Report" di RaiTre il 22 ottobre scorso.
9 febbraio 2005 - Oggi il “question time” alla Camera dei Deputati in diretta su RaiTre prevedeva fra l’altro l’esito dell’interrogazione dell’On.Claudio Azzolini (Fi) sulle condizioni delle migliaia di animali usati ogni anno per esperimenti nell’Istituto Superiore di Sanità e la liceità del doppio ruolo “controllore e controllato” svolto dallo stesso Istituto pubblico. Secondo la LAV le richieste di accertare le denunce raccolte nella trasmissione Report di RaiTre andate in onda il 22 ottobre scorso sono cadute nel vuoto. Il Ministro della Salute Sirchia si è limitato a leggere un foglio compilato sulla base di una risposta scritta dallo stesso Istituto Superiore di Sanità secondo il quale il dottor Lorenzini, responsabile del Settore “Qualità e Sicurezza della sperimentazione animale” dell’I.S.S. ha querelato gli intervistati di “Report” ovvero due dipendenti e collaboratori dell’Istituto. Di accertamenti diretti disposti dal Ministero della Salute e di verifica delle condizioni di stabulazione degli animali tramite veterinari del Ministero stesso, nessuna parola. Sull’evidente conflitto d’interessi fra ruolo di sperimentatori e controllori degli sperimentatori, nessuna parola. Se questa è la tanto millantata necessità della vivisezione, i cittadini italiani – in diretta televisiva quest’oggi – hanno di che preoccuparsi.
Interrogazione n. 3-04185 dell’On.Claudio Azzolini (Fi) Al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che: venerdì 22 ottobre 2004 la trasmissione Report di Rai 3 ha mandato in onda uno speciale dedicato alla sperimentazione animale; il servizio di Rai 3 ha evidenziato episodi di cattiva gestione che riguardano l'Istituto superiore di sanità, organo tecnico-consultivo del ministero della salute ed allo stesso tempo rinomato istituto di ricerca italiana, al quale, tra l'altro, competono i pareri sulla sperimentazione animale; in particolare, il dottor Rodolfo Lorenzini, direttore del servizio sanitario qualità e sicurezza della sperimentazione animale, ha ammesso davanti alle telecamere di Report di sottoscrivere egli stesso i pareri sui progetti di ricerca che lo riguardano, rivestendo contemporaneamente la qualità di controllore e controllato, vanificando così il controllo stesso previsto dal decreto legislativo n. 116 del 1992 in materia di sperimentazione animale; un veterinario che ha prestato servizio presso l'Istituto superiore di sanità, coperto dall'anonimato, ha denunciato le pessime condizioni degli animali nei laboratori dell'istituto, sostenendo di aver assistito ad automutilazione di scimmie provocata dal forte stress derivato dalle cattive condizioni di stabulazione in cui erano costrette a vivere; il dottor Antonio Scardino, ex immunologo dell'Istituto superiore di sanità, ha riferito di tecniche di marcatura dei ratti eseguite con il taglio delle dita, che provocano forti dolori agli animali, tecnica sostituita da tempo con altre meno invasive per l'animale, come la marchiatura con dei forellini sulla membrana delle orecchie; è stato, inoltre, mostrato un documento firmato dal dottor Rodolfo Lorenzini - che, peraltro, ne ha contestato l'autenticità - con il quale si autorizzava a sacrificare gli animali che manifestavano problemi comportamentali, in particolare la tendenza all'automutilazione -: se il Ministro interrogato sia a conoscenza delle condizioni degli animali negli stabulari dell'Istituto superiore di sanità e se ritenga che essi rispettino quanto disposto dall'allegato II del decreto legislativo n. 116 del 1992, che regola le condizioni minime di benessere degli animali negli stabulari, quali provvedimenti intenda intraprendere per far chiarezza sugli episodi che hanno visto protagonista l'Istituto superiore di sanità e che hanno portato un grave discredito, mettendo in discussione la serietà e trasparenza dell'istituto di fronte all'opinione pubblica, in particolare per accertare la veridicità dei documenti mostrati e le dichiarazioni di un alto dirigente pubblico, e se ritenga opportuno e rispondente al dettato della normativa vigente che l'Istituto superiore di sanità, in quanto organo tecnico del ministero della salute, possa eludere i controlli autocertificandoli.
Titina ha circa 1anno e 1/2 ed è stata salvata sull'autostrada l'estate scorsa da una ragazza, è a tutt'oggi in un rifugio in attesa di essere adottata. La situazione al momento si sta facendo urgente in quanto la piccola mal sopporta lo stato di costrizione dell'ambiente e si mostra avvilita e poco reattiva, mentre reagisce con allegria e gioia alle coccole di qualche persona che le si avvicina. Michela acisales@...
Ho trovato questo bellissimo cane il 18 novembre 2004 a Napoli. Non ha microchip, nè medaglie, ma solo il suo collare. In cuor mio spero che qualcuno lo abbia smarrito, non abbandonato. Ho già due cani e un terzo proprio non posso tenerlo. Sto cercando qualcuno che possa adottarlo. Vi prego aiutatemi. Rosanna Agrillo 349.87.57.978
Mi chiamo "Teo", sono di colore marrone-fulvo, peso 5 kg circa. Mi sono perso domenica 16 gennaio 2005. Abito a Corciago di Nebbiuno, zona Alto Vergate a 10 km da Arona, in provincia di Novara, sul lago Maggiore. Purtroppo non ho nessun riconoscimento e non sono nemmeno tatuato. Aiutatemi a trovare la strada di casa! Per contatti Federica Preti 347.08.67.674 Paolo Bevilaqua 347.41.42.444
Fufi è scomparso a Calangianus (Sassari) nella zona dell'Ufficio Postale la notte dell'11 gennaio 2005 e da quel giorno, nonostante le mie ricerche e vari annunci, non ho più nessuna traccia. Fufi, come vedete dalla foto è bianco e nero a pelo lungo, è maschio e ha circa due anni. Aiutatemi. Luciana Decandia 079.66.04.74
Con cinque mesi di ritardo il Consiglio dei Ministri recepisce Direttiva europea. Ma per gli animali le cose cambieranno effettivamente fra il 2009 ed il 2013.
4 febbraio 2005 - Mai più cosmetici in Italia testati su animali e a partire dall'11 marzo del prossimo anno nuove etichettature. Lo prevede un decreto legislativo di attuazione di due direttive europee, la 2003/15/CE e la 2003/80/CE, approvato ieri in Consiglio dei ministri. Si recepisce così una norma europea che, per quanto riguarda i test, prevede - senza deroghe - il 2009 ed il 2013 come tappe per l'eliminazione prima parziale e poi totale dei test su animali a fini cosmetici. Il Decreto Legislativo, sul quale le Commissioni parlamentari hanno espresso un parere del quale non si conosce l'esito, introduce novità, a partire dalle etichette che conterranno indicazioni più precise sulle scadenze, anche dal momento dell'apertura del prodotto. Dovranno poi obbligatoriamente indicare la presenza di alcune sostanze mentre altre, classificate come cancerogene, non potranno mai più entrare nei prodotti di bellezza. I DATI. Rossetti e creme, ma anche saponi, dentifrici e dopobarba sono responsabili ogni anno solo in Italia, secondo la Lega anti vivisezione, della morte di 45.000 animali di laboratorio l'anno su cui sono sperimentati in Europa. Dagli ultimi dati diffusi dal Ministero della Salute, nel 2003 in Italia non e' stato invece effettuato alcun esperimento sugli animali a fine cosmetico mentre, fa sapere l'Unipro (l'associazione che rappresenta le aziende del settore) dalle stime ufficiali nell'UE, il settore cosmetico ne impiega oggi lo 0,3% rispetto al numero totale di animali utilizzati nella sperimentazione scientifica in tutti i comparti industriali, ''una percentuale che dimostra l'impegno di questi ultimi anni nella progressiva eliminazione di questa pratica”. CRESCONO LE AZIENDE TEST FREE. Sono sempre più numerose le case produttrici che si impegnano a non praticare la sperimentazione sugli animali. In Italia le aziende test-free sono arrivate a 24 sulle 150 esistenti al mondo. L'Icea (Istituto per la certificazione etica e ambientale) e Lav già lo scorso anno hanno siglato un'intesa che fissa i controlli e le verifiche necessarie per l'utilizzo appropriato di questa etichetta. LE ALTERNATIVE. Dall'Ue non arrivano però solo divieti. La ricerca europea sta infatti contribuendo a sostituire i test sugli animali, sviluppando metodi ed esperimenti alternativi. Fra questi ci sono due progetti di ricerca, entrambi finanziati nell'ambito del sesto programma quadro dell'Ue, che si chiuderà nel 2006. I vantaggi dei metodi alternativi sono essenzialmente due: gli stessi esperimenti possono essere usati indifferentemente per medicinali e cosmetici senza ricorrere ai test sugli animali; gli esperimenti, inoltre, confrontano direttamente la tossicità rilevata nei campioni di tessuto o nelle cellule con gli effetti sull'uomo. Gianluca Felicetti
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8 febbraio - Roma - Per Lac, maratona alla Camera per depenalizzare reati venatori
Per Lac, maratona alla Camera per depenalizzare reati venatori.
Maratona in commissione Agricoltura della Camera per "depenalizzare" la caccia. L'obiettivo e' di far arrivare la proposta di legge in aula entro la fine di febbraio. A denunciare questa accelerazione dei lavori parlamentari e' la Lac (Lega abolizione caccia) spiegando che il testo in esame prevede, tra le molte modifiche, una sanzione amministrativa di mille euro, e non piu' la denuncia penale, per i bracconieri che entrano nei parchi nazionali e regionali. Solo una sanzione amministrativa di 833 euro, e non piu' la denuncia penale, anche per chi viene sorpreso a caccia di frodo a bordo di un autoveicolo. Inoltre, e' prevista la depenalizzazione dell'uccellagione con le reti e del reato di commercio illecito della fauna selvatica protetta. Secondo la Lac il testo di legge, definito dagli ambientalisti "legge spara-tutto", ha incontrato l'opposizione di molti deputati della maggioranza, che si sono dissociati. Il ministro delle Politiche agricole Giovanni Alemanno, solitamente sensibile alle iniziative antibracconaggio del Corpo forestale dello Stato, ha preferito non commentare e ha soltanto ribadito che "non bisogna criminalizzare la caccia". "Perche' allora - ribatte la Lac - si vuole ripulire la fedina penale ai criminali della fauna selvatica?". (AGI)
8 febbraio - Roma - Per Lipu modifica legge caccia calpesta Unione Europea
Per Lipu modifica legge caccia calpesta Unione Europea.
''Come e' possibile affermare che la riforma della 157 non contrasta con le norme dell'UE e con l'accordo di Bruxelles?'' E' quanto si chiede la LIPU in replica agli argomenti emersi dalla conferenza stampa della FACE Italia che, stamattina presso la Camera dei Deputati ha presentato unilateralmente l'accordo sulla Direttiva Uccelli sottoscritto nell'ottobre scorso a Bruxelles da Birdlife International. ''La proposta di legge italiana - spiega la LIPU - per fare solo alcuni esempi, introduce nel testo ufficiale due specie fuori allegato (2/II) della Direttiva, e dunque non cacciabili. E' peraltro singolare che nei subemendamenti presentati dallo stesso relatore della legge tali specie (assieme alle Oche) vengono espunte, a dimostrazione di quanto la LIPU e le altre associazioni, nonche' l'Istituto nazionale per la Fauna Selvatica hanno per mesi sostenuto. Dunque, tutto in regola? Niente affatto, perche' esclusa una specie protetta se ne inserisce un'altra (il Francolino di monte), riproponendo la chiara violazione della Direttiva. Ancora, la proposta di legge prevede l'estensione dei periodi di caccia, oltre i limiti consentiti dalla UE, per un alto numero di specie, tra cui la Moretta (30 giorni oltre il consentito), la Canapiglia (30 giorni oltre il consentito), la Beccaccia (30 giorni), la Folaga (40 giorni), il Tordo Sassello (40 giorni) fino al Merlo, la Cesena e il Tordo bottaccio, resi cacciabili addirittura 50 giorni oltre il limite imposto dall'UE. Si tratta insomma di violazioni talmente evidenti, della Direttiva e dei suoi annessi, che la procedura di infrazione europea contro l'Italia sara' praticamente automatica. Senza parlare inoltre della gravissima questione delle depenalizzazioni, in violazione, tra l'altro, di una decisione del Consiglio dell'UE del 2003 che chiama gli Stati ad una legislazione ancora piu' severa nei confronti dei reati contro l'ambiente, la natura e egli animali selvatici''. ''La violazione della norme comunitarie - afferma Danilo Selvaggi, Responsabile Rapporti Istituzionali LIPU-BirdLife Italia - e' chiara come la luce del sole. Ma altrettanto evidente e' il tradimento dello spirito e della lettera dell'Accordo di Bruxelles in cui sono proprio questi i temi affrontati: rispetto della Direttiva europea (artt. 1 e 2), rafforzamento degli strumenti legali per la protezione degli uccelli (art. 2), tutela delle specie a rischio (art. 7), rafforzamento degli strumenti di controllo e repressione delle illegalita' (art. 8), rispetto stringente dei dati scientifici (art. 6) cui le pratiche di caccia devono subordinarsi. Basta confrontare questi punti con il testo di modifica della legge per coglierne la clamorosa divergenza''.
8 febbraio - Roma - Oggi la Camera vota sull'ingozzamento forzato di anatre ed oche e l'allevamento dei visoni per le pellicce
Oggi la Camera vota sull'ingozzamento forzato di anatre ed oche e l'allevamento dei visoni per le pellicce.
“Oggi l’Aula della Camera dei Deputati avrà la possibilità di riparare ad un recente colpo di mano con il quale nella legge 306 del 27 dicembre scorso tre importanti conquiste per la tutela degli animali sono state cancellate come il divieto di ingozzamento di anatre ed oche per il foie-gras già in vigore dall’1° gennaio 2004 o posticipate di un anno, al 31.12.2005, il divieto di spiumatura di volatili vivi, ed al 1° gennaio 2013 lo stop all’allevamento dei visoni usati per le pellicce”. E’ l’appello lanciato da Gianluca Felicetti, responsabile dei Rapporti Istituzionali della LAV, in vista del voto di conversione del decreto legge 314 che all’articolo 6 aggiungerebbe, grazie agli emendamenti presentati in maniera trasversale da deputati dell’Intergruppo Parlamentare Animali, un nuovo articolo che ripristinerebbe i termini previsti fin dal 2001 dal Decreto Legislativo n.146. “La sorte e le sofferenze di venticinquemila anatre ed oche e duecentocinquantamila visoni l’anno utilizzati da interessi economici marginali rivolgono oggi il loro sguardo verso Montecitorio – conclude Felicetti – renderemo noto il voto di ogni parlamentare a favore o contro affinché i loro elettori conoscano il loro contributo alla vita o alla morte degli animali”.
8 febbraio - Roma - Stravolgimento legge caccia alla Camera, per Lav in diciotto articoli proposta diciotto infrazioni a norme europee
Stravolgimento legge caccia alla Camera, per Lav in diciotto articoli proposta diciotto infrazioni a norme europee.
"Questa volta - ha dichiarato Ennio Bonfanti responsabile Lav per la sezione fauna - i cacciatori della Face, la Federazione europea delle doppiette, l'hanno sparata (il caso di dirlo) davvero grossa: altro che testo "perfettamente coerente con l'Europa", la proposta di legge per la liberalizzazione selvaggia della caccia - elaborata dal relatore on. Onnis (AN) e sostenuta in maniera partigiana dal Presidente della Commissione Agricoltura on. De Ghislanzoni (FI) - un coacervo di norme incostituzionali, incivili ed antieuropee. Su 18 articoli vi sono almeno 18 palesi infrazioni alle Direttive UE ed alle Convenzioni internazionali sottoscritte dall'Italia. La Face si arrampica sugli specchi per cercare di coprire le micidiali norme che il tandem Onnis-De Ghislanzoni vorrebbe introdurre: sconti di pena ai pi vergognosi reati di bracconaggio; caccia in orari serali; aumento delle specie cacciabili con aggiunta di animali rari e protetti; massiccio impiego di uccelli da richiamo usati come "esche vive"; allungamento di due mesi della stagione venatoria in contrasto con i parametri scientifici dell'UE e dell'Istituto della fauna selvatica, ecc. Cosa c' di europeo nell'abolizione delle sanzioni penali per i bracconieri che vanno a sparare nei parchi nazionali? o nell'abolizione delle sanzioni penali per chi caccia di frodo sparando da un'automobile o esercita l'odiosa e barbara pratica dell'uccellagione (cattura di uccelli vivi con reti e trappole illegali)? Se poi la madrina di questo testo l'on. Katia Bellillo, ex assessore alla caccia di Perugia e ora deputata dei Comunisti italiani, cadono le residue incertezze: la notoria avversione contro gli animali, unita alla sua spasmodica ricerca del consenso elettorale delle doppiette pi estremiste, l'hanno ormai resa celebre in Parlamento come la paladina dei killer degli animali! Davvero grottesco, poi, questo matrimonio "calibro 12" fra AN e PDCI per difendere bracconieri e massacratori di fauna: Onnis e Bellillo hanno dato vita alla GAD, la "Grande Alleanzaà delle Doppiette"! Chissa' cosa ne pensano Fini e Cossutta, da oggi alleati nella corsa al voto delle doppiette". (AGI)
Regione Sardegna si convince, nessun requisito per autorizzare caccia in deroga a febbraio. Ma lascia una porta aperta agli spari fuori stagione.
"Alla data odierna non sussistono i requisiti giuridici e di fatto, scientificamente suffragati, per autorizzare il prelievo venatorio in deroga nel mese di febbraio". Lo afferma dall'assessore regionale all'Ambiente Tonino Dessi' in seguito al parere espresso dall'Istituto Nazionale della Fauna Selvatica. L'organismo, interpellato per rispondere a un'interrogazione sulla cosiddetta "caccia in deroga", ha sostenuto che "un eventuale provvedimento basato sulle motivazioni espresse dall'interrogazione in oggetto non risponderebbe ai requisiti indicati dall'Unione Europea che presuppone siano rispettati precisi prerequisiti di natura normativa, biologica e organizzativo-gestionale". Dessi' ha inoltre precisato che la richiesta di abbattimento delle specie selvatiche dannose in deroga non dovrebbe pervenire dalle associazioni venatorie, "bensi' dalla categorie eventualmente danneggiate, ossia da quelle appartenenti al mondo agricolo e che cio' al momento non e' dato riscontrare in alcuna forma". L'assessore ha reso noto che comunque ha chiesto all'assessorato all'Agricoltura se vi siano specie selvatiche che stanno provocando gravi danni alla colture agricole e, nel caso, se vi siano "altre soluzioni soddisfacenti all'eventuale problema se non l'abbattimento". (AGI)
Sequestrati fucile e cartucce abbandonate in capanno di caccia. Proprietario rischia arresto.
Durante un servizio antibracconaggio a Poggio Berni, nel riminese, una pattuglia del Corpo Forestale dello Stato ha sequestrato un fucile calibro 12 marca Benelli e 83 cartucce calibro 12 marca Winchester che erano in due capanni da caccia nascosti fra la fitta vegetazione palustre del lago. Il fucile era carico e dentro a una custodia, mentre le cartucce sono state trovate nel capanno. La scoperta e' stata fatta durante la perquisizione di tre capanni per la ricerca di armi; i capanni erano incustoditi e nelle vicinanze non c'era nessuno. Dall'indagine presso gli uffici provinciali si e' ben presto risaliti al titolare della concessione: S.M., gambettolese di 49 anni, a cui e' stata contestata la mancata custodia dell'arma e delle munizioni. L'uomo rischia ora, in caso di condanna l'arresto da 1 a 3 mesi o l'ammenda fino a 516 euro. (ANSA)
"I cinghiali sono troppi" ma ad immetterli sono le Province che poi li fanno uccidere.
Il ripopolamento dei cinghiali in Molise dovra' essere diminuito. Ad affermarlo e' l'assessore regionale alla Caccia sportiva, Filoteo Di Sandro (An), che ne ha fatto formale richiesta alle due Province di Campobasso e Isernia, enti delegati al ripopolamento della fauna selvatica. La richiesta dell'assessore giunge a seguito delle ripetute lamentele della Coldiretti che, facendosi portavoce del malcontento degli agricoltori, ha piu' volte denunciato gli ingenti danni causati dai facoceri alle colture. ''A seguito di reiterate denunce per danne alle colture -scrive l'assessore Di Sandro alle due Province- provocati dai cinghiali in continuo incremento si invitano codeste amministrazioni provinciali e gli Ambiti territoriali di caccia a considerare l'eventualita' di sostituire il ripopolamento di cinghiale con altra specie faunistica autoctona che, in egual modo, possa soddisfare i seguaci di Diana e arrecare meno danni alle coltivazioni e all'ambiente in generale''. (Acb/Pn/Adnkronos)
Enpa ad associazioni venatorie, non conoscete natura, legge alla Camera e' aberrante.
Replica della Protezione Animali alle dichiarazioni rilasciate oggi dai vertici europei e italiani dei cacciatori oltranzisti. I quali parlano di ''concetti anomali'' come ''l'abbattimento intelligente delle specie'' e il ''degrado della natura''. ''Non solo non si vergognano, ma non sanno nemmeno quel che dicono - ha dichiarato AnnamariaProcacci, componente della Giunta Esecutiva nazionale dell'Enpa, in merito alle dichiarazioni rilasciate ieri mattina dai vertici della Face (la federazione europea delle associazioni venatorie) nel corso di una conferenza stampa - i cacciatori oltranzisti da una parte affermano di amare la natura, dall'altra dimostrano di non conoscere le leggi della natura. Cosi' questa mattina il presidente di Federcaccia ha detto che il cacciatore deve presidiare il territorio perche' l'assenza dell'uomo provoca il degrado della natura. Ilconcetto di ''degrado della natura' e' piuttosto originale edenota profonda ignoranza sull'argomento''. ''C'e' chi poi - ha aggiunto - ha introdotto il concetto di ''abbattimento intelligente' delle specie. Una sorta di pulizia etnica di alcuni animali, insomma, imposta da una legge che si vuole far passare costi quel che costi per il divertimento di pochi e contro la volonta' della maggioranza degli italiani, cacciatori compresi. E a chi ieri mattina ha fatto un appello alla responsabilita', l'Enpa chiede di essere responsabile non votando la deregulation della caccia. Essere responsabili significa amare la natura rispettandola, rispettando la fauna e non cancellare le specie premendo il grilletto''. ''Noi diciamo no - ha concluso l'esponente dell'Enpa - alla legge sulla caccia che si vuole far passare: e' una legge aberrante; una legge che i nostri figli ci rimprovereranno. Diciamo no ad ogni modifica peggiorativa della Direttiva europea ''Uccelli'. I cacciatori oltranzisti europei invece chiedono ai governi di far pressione per allargare il numero delle specie cacciabili. Diciamo no alla pretesa di chi dice che l'uomo primeggiare sulla natura: e', questa, una istanza ridicola e pericolosa per tutto il genere umano''.
Poiana ferita salvata da Forestale, sara' curata in centro di recupero.
L'hanno trovata, ferita e incapace di muoversi, sotto un albero, ma ben presto potra' tornare alla sua vita normale e selvaggia. Una poiana adulta, con una apertura alare di oltre un metro e mezzo, e' stata recuperata nei pressi di Catrocaro Terme, nel forlivese, da una pattuglia del Corpo Forestale dello Stato. Verra' curata presso il centro della Lipu di Bologna e lasciata libera una volta guarita e tornata indipendente. A segnalare, l'altro ieri, la presenza dell' animale era stata una donna che aveva notato un rapace per terra, che non si muoveva, ma era certamente ancora vivo. Nel pomeriggio l' intervento degli uomini della Forestale, reso difficile dagli artigli affilati e dal becco aguzzo dell' animale, che non si lasciava avvicinare. Alla fine la poiana, ferita ad un occhio e molto deperita, e' stata catturata e portata nel centro specializzato Lipu. ''Gli animali selvatici in difficolta' per ferite - ha spiegato Giovanni Naccarato, comandante provinciale del Corpo Forestale dello Stato per le province di Forli'-Cesena e Rimini - devono essere consegnati al servizio veterinario, che provvede alle cure e al loro rilascio nell'ambiente naturale. A questo scopo anche il cittadino privato puo' segnalare l'animale ferito tramite il numero telefonico 118 al veterinario di turno o al 1515 del Corpo Forestale dello Stato''. (ANSA).
Gruppo di scimmie piange la morte di sei simili uccise da pesticida.
Alcune scimmie del Bangladesh di una specie rara sono state ''colte da lutto'' per la morte di 6 di loro, rimaste uccise da dell'insetticida spruzzato su delle piante di mango. Lo ha dichiarato M. Khalilur Rahman, amministratore del distretto di Keshabpur, a 200 km a sud-est della capitale Dacca. Le altre scimmie si sarebbero poi messe attorno ai corpi, piangendo proprio come se fossero esseri umani. Gli entelli (o Langur), chiamate ''scimmie sacre dell'India'', sono animali dal colore grigio cenere, presenti in India e nel sud-est dell'Asia, arboricole e mangiatrici di foglie. Oggi se ne contano circa 300 esemplari, contro i 3.000 di qualche decina di anni fa. Le scimmie di Keshabpur sono una delle undici specie classificate come in via di estinzione nel Bangladesh. ''La morte di questi sei animali ha indotto il governo a vietare l'uso di insetticidi e ha far trasferire i rimanenti esemplari lontano dalle zone in cui le piante sono state trattate con l'insetticida'', ha aggiunto M. Rahman. (ANSA-AFP).
Lav a Prefetto, vietare sagra con agnelli come bersagli.
La LAV ha chiesto al Prefetto di Cosenza di vietare la sagra di Spezzano Albanese che prevede l'impiego di agnelli come bersagli, che vengono abbattuti poco prima della competizione e tenuti appesi ad una fune a testa in giu', a cui vengono fissati degli anelli nelle narici, per essere centrati dalla spada di 'condottieri' a cavallo. Secondo Mauro Bottigelli, responsabile del settore Palii e Sagre della Lega Anti Vivisezione, "si tratta di una gara profondamente diseducativa per organizzatori, partecipanti e pubblico, soprattutto per le fasce giovanili. Non solo, sono violate - aggiunge - anche le norme minime di sicurezza per cavalli, fantini e pubblico ma il Comune non ha nemmeno avvisato per tempo il Servizio Veterinario che, trattandosi di una manifestazione con l'impiego di animali, ha l'obbligo di esprimere il parere di merito circa la regolarita' dell'impiego degli animali". La richiesta d'intervento al Prefetto, spiega il rappresentante della Lav, "e' stata inoltrata anche per far mutare d'indirizzo il neo Sindaco, l'amministrazione comunale e gli organizzatori sugli indirizzi da seguire nel responsabilizzare i cittadini ad un corretto rapporto uomo-animali. Appellarsi alle tradizioni e' il solito tentativo abietto di nascondere le proprie responsabilita', soprattutto, da parte di chi, per ruolo istituzionale e dovere civico, e' tenuto a bandire modelli di comportamento improntati alla violenza su qualsiasi creatura, umana o non umana che sia - continua Bottigelli, - commissionare la morte di animali per divertire genitori, ragazzi e bambini, contrasta con le piu' elementari regole comportamentali e per i giovani e' sicuro viatico di condotte irresponsabili anche in eta' adulta'". (AGI)
Due arresti per sfruttamento clandestini in circo.
A Poggibonsi, il comune in provincia di Siena, i carabinieri di Volterra hanno tratto in arresto due persone ed espulso dodici extracomunitari clandestini in seguito alla perquisizione di un piccolo circo,il Krones, che da alcuni giorni aveva messo le tende nella Valdelsa senese. Il titolare del circo e la sua convivente sono stati arrestati per sfruttamento di manodopera clandestina mentre i dodici extracomunitari, dieci rumeni e due bulgari, senza permesso di soggiorno che lavoravano al circo invece sono stati espulsi. L'operazione è stata condotta dai carabinieri della compagnia di Volterra sollecitata tempo fa, quando il circo Krones era per l'appunto a Volterra, dalle associazioni animaliste per accertare o meno eventuali maltrattamenti agli animali. A far scattare l'operazione e il doppio arresto è stata la testimonianza di due operai del circo, addetti all'allestimento degli spettacoli, che ai carabinieri avevano raccontato che al circo di irregolari come loro ce n'erano altri dieci. Le forze dell'ordine hanno lasciato ad occuparsi degli animali del circo altri extracomunitari dato che la loro posizione è risultata meno delicata. (Asp/Zn/Adnkronos)
Camera, passa emendamento per aumento caccia con richiami vivi.
La maggioranza e' la ''Casa delle liberta' di uccidere'': e' il commento della Verde Luana Zanella all'approvazione, in commissione Agricoltura della Camera, di un emendamento del leghista Luigino Vascon alla legge sulla caccia che consente di usare un numero indeterminato di uccelli vivi come richiami. La deputata verde definisce ''una barbarie'' il si' della Cdl all'emendamento. Un si' che rende evidente ''il disprezzo della maggioranza per la natura, per la fauna in particolare, e per il sentimento comune delle persone che sono nella stragrande maggioranza contrarie alla malacaccia. Siamo ormai di fronte a un vero e proprio bracconaggio di Stato''. I Verdi stanno conducendo una battaglia contro la riforma dell'attivita' venatoria, che a loro giudizio, se approvata, porterebbe alla sua completa deregulation nel nostro Paese, con la depenalizzazione dei reati venatori e l'allargamento delle specie cacciabili e del periodo di caccia. ''L'emendamento Vascon spiega Zanella al contrario della normativa vigente che fissa un tetto numerico, prevede l'utilizzo senza limiti di uccelli selvatici vivi come richiamo nella caccia d'appostamento, purche' vengano utilizzati animali nati in cattivita' e non catturati. Si tratta di una vera e propria barbarie votata da tutta la maggioranza, tranne l'on. Smith, in barba sia al parere nettamente contrario di tutta l'opposizione, sia al buon senso che ci dice come sia praticamente impossibile controllare se un uccello vivo usato come richiamo sia nato in cattivita' o no''. ''La Casa delle Liberta' - conclude Zanella - si sta trasformando in la Casa della Liberta' di uccidere e questo lo sanno bene i bracconieri che in questa stagione venatoria che si e' appena conclusa sono aumentati a dismisura sentendosi in qualche modo avallati dalla politica di doppietta selvaggia che la maggioranza sta perseguendo''. (ANSA)
Presidente Provincia chiede di diminuire la tassa su licenza di caccia.
Il presidente della Provincia di Pesaro e Urbino, Palmiro Ucchielli, ha scritto al presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, chiedendogli di abrogare l'aumento della tassa di concessione governativa per il rilascio e il rinnovo annuale per la licenza di porto di fucile anche per uso di caccia, previsto dal decreto legge n. 7 del 31 gennaio. Con il decreto, la tassa e' stabilita a 168 euro con un aumento di 38,89 euro, quota cui si dovra' aggiungere la tassa di concessione regionale che non puo' essere inferiore al 50% e non superiore al 100% della tassa nazionale, dato che comportera' un ulteriore aumento, minimo di 19,44 euro. Il costo complessivo delle concessioni governative regionali per esercitare l'attivita' venatoria passera', nelle Marche, da 198,67 euro a 257 euro con un aumento di 58,33 euro. ''Senza entrare nel merito della manovra finanziaria del Governo che comunque non condivido -scrive Ucchielli nella sua lettera a Berlusconi- si va ancora una volta a colpire pesantemente una categoria, formata prevalentemente da pensionati, agricoltori. Ricordo che già nell'anno passato tutti i cacciatori sono stati assurdamente sottoposti ad una revisione dell'autorizzazione - si legge ancora- obbligando ogni singolo a recarsi presso un medico legale per la visita di idoneita' psico-fisica all'uso delle armi con un costo da sostenere mediamente di 50 euro''. Il suo Governo ha piu' volte, nei suoi programmi, promesso modifiche sostanziali alla legge 157 del 1992 assicurando che avrebbe ampliato i periodi di caccia, semplificato le modalita' di accesso agli ambiti territoriali di caccia al fine di consentire un'attivita' venatoria libera su tutto il territorio nazionale''. Ucchielli sostiene che pero ''fino ad ora nulla si e' modificato, la vera strategia del Governo e' quella di strangolare l'attivita' venatoria con un continuo aumento dei costi che produrranno effetti devastanti sulle associazioni venatorie con notevoli diminuzioni di iscritti, portando cosi' alla privatizzazione della caccia senza piu' contrasti. Solo pochi potranno continuare l'attivita' venatoria -conclude- che da sempre e' esercitata dall'uomo e che, ha diritto a mantenere una tradizione che fa parte delle diverse culture che compongono la societa'''. (Ama/Rs/Adnkronos)
Undici orche muoiono intrappolate nei ghiacci. Una sola sopravvissuta.
Undici orche sono morte nella morsa dei ghiacci al largo delle coste settentrionali del Giappone. Lo hanno reso noto autorita' locali. L'episodio e'avvenuto nella citta'settentrionale di Rausu, situata sulla penisola di Shiretoko, un migliaio di chilometri a nord-est di Tokyo. Uno specialista ha detto che solamente uno dei dodici mammiferi rimasti incastrati nella banchisa da lunedi', una femmina di quattro metri, e' riuscito a liberarsi e a tornare in oceano, nonostante probabilmente sia gravemente ferito. L'ecologista ha aggiunto che e'stato fatto di tutto per poter salvare gli animali, ma che il ghiaccio troppo denso e le acque troppo profonde hanno reso difficile le operazioni di salvataggio. L'orca (Orcinus orca) e'il piu'grosso dei delfinidi e appartiene al sottordine degli odontoceti (cetacei coi denti). Le sue dimensioni variano da quattro a otto tonnellate e il suo peso puo'arrivare a dieci tonnellate. Le aspettative di vita sono di 80 anni. La caratteristica colorazione bianca sul ventre e nera sul dorso la rende facilmente identificabile e dalla forma delle pinne dorsali si puo' dedurre il sesso. Questi cetacei vivono in piccoli gruppi in tutti i mari del mondo, sia vicino alla costa che in oceano aperto. Note per il loro carattere predatorio, le orche possono raggiungere una velocita'di 48 Km/h quando cacciano una preda. Tra gli alimenti preferiti pesci, uccelli e mammiferi marini. Questi cetacei dialogano tramite vocalizzazioni complesse che variano a seconda del branco di appartenenza. (ANSA-AFP)
Camera, per dieci voti non passa ripristino divieto ingozzamento forzato anatre ed oche e tutela visoni in allevamenti.
Ieri sera l'Aula della Camera dei Deputati ha bocciato gli emendamenti degli onorevoli Schmidt (Fi), Boato (Verdi) e Valpiana (Prc) che chiedevano di ripristinare i termini del Decreto Legislativo 146 del 2001 di divieto dell'ingozzamento forzato di anatre ed oche e del divieto di allevamenti dei visoni per la pellicceria, quest'ultimo prorogato dal 2008 al 2013. Nella conversione in Legge del Decreto Legge 30 dicembre 2004, i voti di scarto in quattro round (22, 23, 24 e 25) sono stati fra i dieci ed i quattordici. GlF
L'Unione Sarda Caramella, il cane che sa fare le addizioni - 6 feb 05
Quattro più tre? «Sette». Le manca solo la parola, le addizioni sono un gioco da ragazzi.
Ancora: «Per favore, scrivi Daniela?». Lo scrive. I nomi propri di persona sono bazzecole per lei. Nessun premio pretenzioso in cambio, se non qualche carezza o magari un biscotto a fine esercizio. Uno spettacolo strabiliante, dato che la protagonista è un cane. Caramella è una trovatella di quattro anni, tutto pepe, bionda e riccia dagli occhi verdi, che fa le addizioni e scrive i nomi nelle sue lavagne magiche. Nessun errore, nessuna incertezza quando riporta le cifre o le lettere magnetiche al signor Mario, il suo padrone. D'altronde, tra tutti gli animali domestici, il cane è sicuramente quello che più di ogni altro ha saputo conquistarsi la stima e l'affetto dell'uomo per le sue doti d'intelligenza, fedeltà e docilità. Lei, Caramella, un talento insolito, ci è proprio riuscita. Mario Massa e Ettorina Lasio, sono ormai diventati i "genitori adottivi". La coppia inseparabile e formidabile - due giovanotti over sessanta - non ha figli. Così quattro anni fa raccolsero dalla strada «la figlioletta» e dal giorno fu «un vero colpo di fulmine». Guai prenderli in giro, Mario e Ettorina, perché potrebbero offendersi. Se invece ci si informa col debito rispetto, ecco la spiegazione: «È solo questione di saper comunicare con i cani ? assicura il proprietario - Dietro le risposte di Caramella non c'è alcun segreto. È la nostra bambina e ci capisce». Difficile da accettare che un cane parli e sappia fare le addizioni, però sta di fatto che quando si entra a casa sua oltre ad accogliere gli ospiti con un fiore, maschio o femmina non fa differenza, lei vuole stare al centro dell'attenzione. Narcisista. Immediatamente scodinzola nel suo angolo preferito. Quello di lavoro. Mostra le sue due lavagne preziosissime, una per la matematica e l'altra per l'italiano, e aspetta la domanda. Quindi tono fermo e tanta gentilezza, in mano gesso e lavagna, incomincia il quiz: «4 + 3?». Il tempo di annusare ed ecco la cifra, e se la matematica non è un'opinione, fra i denti di Caramella sbuca il «7» tanto sospirato. Illogico. Le domande incombono. Sintonia tra cane e padrone? Un accordo speciale, reale o immaginario? Intanto l'interrogazione prosegue: «Mi chiamo Daniela, gentilmente me lo scrivi?». Suspense. Non esita. Eccola di nuovo. Certo non le riporta in ordine, ma le lettere sono proprio quelle: «D-A-N-I-E-L-A». Nel dubbio ci si rivolge ad un esperto. A lui l'enigma. «Non è questione d'intelligenza - spiega Paolo Ferro, veterinario - Dietro un comando c'è sempre un addestramento. È impossibile che un cane capisca quando gli chiedi di scrivere il tuo nome o di fare un'addizione. Sicuramente c'è un trucco. È come per il cane da caccia o da guardia, addestrati per svolgere quel tipo di mansione. Collegano alla loro testa il suono e il tono di voce del proprietario. Lo imitano». Ma la spiegazione scientifica non interessa i signori Mario e Ettorina, fieri delle doti di Caramella in barba a qualunque smentita scientifica. Laila Di Naro L'Unione Sarda
Il Giornale di Vicenza Cani avvelenati, è allarme - 6 feb 05
I veterinari segnalano un aumento di casi, le esche letali sparse in boschi e giardini.
Bocconi avvelenati sparsi nei boschi, nei prati e perfino nei giardini privati. Nell’ultima settimana sono morti tre cani per aver ingerito esche letali. A lanciare l’allarme sono i veterinari della città. «L’altro giorno abbiamo ricevuto la prima segnalazione - spiegano all’ambulatorio Contri e De Zen -. Un pastore tedesco era in preda alle convulsioni, tipico sintomo d’avvelenamento. È già stata presentata denuncia contro ignoti ai carabinieri». Il veleno potrebbe penetrare nel terreno ed infiltrarsi in acquedotti rurali, oppure essere ingerito accidentalmente da bambini che giocano all’aperto. Del problema è già stato interessato anche il Corpo forestale dello Stato mentre la Polizia provinciale ha intensificato i controlli dopo la comparsa di volantini anonimi che avvisavano del pericolo. La questione interessa anche la Val Chiampo. Cristiano Carrarini è il proprietario di Black, un cocker di appena un anno: «Venerdì l’avevo lasciato libero in un prato a nemmeno 150 metri da una contrada. Dopo poche ore era in condizioni disperate. È stato soccorso appena in tempo ed oggi è miracolosamente fuori pericolo». «Purtroppo - spiegano i medici responsabili dell’ambulatorio valdagnese Contri e De Zen - di tre cani avvelenati, siamo riusciti a salvarne solo uno. Come accade nella maggior parte dei casi, l’animale sopravvissuto all’avvelenamento riporterà danni permanenti. Era stato portato in passeggiata nella zona di San Quirico. Soccorso al manifestarsi dei primi sintomi, rimarrà cieco e probabilmente paralizzato. I proprietari hanno spiegato che la sostanza ingerita sembrava lardo congelato. Sono veleni con effetto pressoché immediato, contenuti in bocconi resi appettitosi per l’animale. Il nostro sospetto però, condiviso anche dai colleghi di Chiampo, è che si tratti di pesticidi, diserbanti ed anticrittogamici». Si tratta di sostanze facilmente reperibili negli spacci agricoli, utilizzati già in passato per confezionare bocconi killer che fanno morire l’animale tra atroci dolori. «In passato - confermano all’ambulatorio - casi di avvelenamento si erano verificati a Castelgomberto. Dopo la morte del cane, la casa dei padroni veniva visitata dai ladri. Non si è mai avuta la certezza del nesso tra i due accadimenti, ma il sospetto è sempre stato forte». È amareggiato per non poter mettere fine a quello che sta accadendo anche Alessandro Bressan, veterinario di Chiampo: «Non metto in dubbio le difficoltà di risolvere un problema come questo, ma probabilmente se ci fosse collaborazione tra le autorità preposte al controllo del territorio qualche passo avanti si potrebbe compiere. Nel 2004 ho avuto notizia di 20 avvelenamenti, tre addirittura nella stessa via. L’ultimo episodio è avvenuto pochi giorni fa. Le esche vengono vigliaccamente abbandonate ai limiti delle contrade e soprattutto nei fine settimana. Probabilmente perché è proprio nel week end che le persone escono a passeggiare in collina con i propri animali. Mi è venuto il dubbio che lo facciano con premeditazione in concomitanza della chiusura degli ambulatori, in modo da ridurre al minimo la possibilità di salvarli. Infatti il 90 per cento dei malcapitati animali che inghiottono questi veleni muoiono. Ho visto esche confezionate con piccoli di coniglio imbottiti di sostanze letali. Purtroppo in condizioni climatiche come quelle attuali i bocconi si mantengono anche per settimane. Non so, quindi, cosa aspettarmi per i prossimi giorni». Veronica Molinari Il Giornale di Vicenza
Il Mattino È lotta al randagismo a Portici con i volontari dell’ente protezione animali - 6 feb 05
Iniziativa Comune-Guardie zoofile.
Dal primo febbraio è operativo l’ufficio per i diritti degli animali presso il canile municipale e gestito da personale dell'ente nazionale protezione animali. L'ufficio è aperto tutti i giorni dalle 8 alle 12 escluso il sabato, ma per le emergenze c'è a disposizione un fax sempre attivo allo 081.7862334 per segnalare eventuali episodi di maltrattamenti. L'iniziativa rientra in una convenzione più ampia, stipulata dall'amministrazione comunale e dall'Enpa, promossa dall'assessore all'ambiente Aldo Agnello. Perno dell'accordo: l'istituzione del nucleo delle guardie zoofile. I volontari del nucleo provinciale della Protezione animali svolgeranno a titolo gratuito un servizio di prevenzione e repressione delle infrazioni delle leggi relative alla protezione e al trasporto degli animali con particolare attenzione al controllo del randagismo. «Il compito delle guardie zoofile - commenta il responsabile territoriale dell'Enpa, Pasquale Valentino - come si è già verificato in altri comuni vesuviani è soprattutto quello di sensibilizzare i cittadini sul rapporto uomo-animale. Ancora oggi sono infatti molti i detentori di animali che non conoscono le norme previste, non dichiarano il proprio cane all'anagrafe cosa che è del resto totalmente gratuita, e più in generale non rispettano le leggi incorrendo così in eventuali sanzioni sia di carattere amministrativo che penale». Soddisfatto dell'avvio delle attività il portavoce cittadino dei Verdi Franco Santomartino. «L'ufficio salute e benessere animali - sottolinea - opera a tutto campo in un settore delicato. I volontari si occuperanno quindi di sensibilizzare la cittadinanza e interverranno sul territorio per quel che riguarda ad esempio il randagismo. Raccoglieranno denunce sui maltrattamenti, forniranno informazioni di qualsiasi genere e promuoveranno l'adozione degli animali». Dunque, un'azione a tutto campo: in prospettiva, però, ci potrebbe essere una novità intrigante. Si pensa infatti a un bonus di 500 euro all'anno per chi adotta un cane randagio: calcolati i costi per la collettività del randagismo, l'idea potrebbe essere vantaggiosa per l’intera comunità anche dal punto di vista economico. Carlo Tarallo Il Mattino
Corriere Romagna Cagnolina bastonata e uccisa - 7 feb 05
Nella Repubblica di San Marino.
Cani e gatti crivellati di colpi uccisi o ridotti in fin di vita. Sono storie che si leggono quotidianamente sui giornali ma che non riguardano qualche lontano comune d’Italia.Uccisioni e maltrattamenti di animali, infatti, sono episodi ricorrenti anche a San Marino. La denuncia, circostanziata, è dell’Apas che dice “basta a queste barbarie”.Per capire quanto il fenomeno sia reale anche in Repubblica, l’associazione animalista riporta i due casi più recenti e davvero incredibili per violenza e crudeltà. “Il 14 gennaio scorso - racconta l’Apas un cittadino residente a Faetano ha denunciato a noi e alla Gendarmeria il ferimento del gattone di casa con piombini, che gli hanno compromesso l’uso di un arto e lo hanno ridotto in fin di vita. L’animale, dopo gli accertamenti e le cure veterinarie è ora ricoverato al gattile del Rifugio, dove si sta lentamente riprendendo”.L’altro doloroso episodio risale invece a giovedì scorso “un cittadino di Domagnano in lacrime, ha ritrovato la sua cagnolina di tre mesi sulla strada, bastonata selvaggiamente, e crivellata di pallini… E qualcuno - probabilmente per simulare un investimento - ha pensato di collocare il corpo sulla via. O forse lo ha messo lì per una stupida quanto mafiosa sfida verso il proprietario dell’animale”.“Periodicamente riceviamo le proteste dei cittadini - spiegano dall’associazione -. Spesso i sospetti sono rivolti ai vicini di casa che sfogano le proprie vendette su poveri animali innocenti. Il più delle volte è difficile avere prove, ma l’Apas consiglia di sporgere sempre denuncia e pretendere, attraverso un esposto alla magistratura, l’apertura di una indagine, indicando ogni fatto o persona sospetta. Esiste infatti una precisa Legge in vigore da più di un anno a San Marino (la n. 101 del 25/07/03), che punisce anche con l’arresto il maltrattamento, l'uccisione e l’abbandono di animali”. Apas che raccomanda inoltre di tenere i propri animali sotto controllo e al sicuro, per evitare simili violenze. Corriere Romagna
La Sicilia Grosso uccello ferito, soccorso dai Vigili Urbani - 7 feb 05
A Rosolini.
Nel pomeriggio di sabato, durante un servizio sul territorio per una notifica del sindaco ad alcuni esercizi commerciali, i vigili urbani Salvatore Latino ed Emanuele Spadaro e Peppe Adamo dell'ufficio sviluppo economico, sono stati fermati da un signore cinquantenne che dichiarava di avere trovato, in una strada di campagna fuori Rosolini, un uccello ferito: un esemplare di occhione, noto anche con i nomi di lebrazzino, cirullo o chiurlo delle pietre, per l'abitudine a nidificare tra le pietre del suolo e per il caratteristico sibilo che lancia durante gli spostamenti. L'occhione è un uccello dal becco robusto e dai grandi occhi gialli; è, infatti, un selvatico notturno che si nutre principalmente di insetti, vermi, chiocciole, lucertole e roditori; a volte attacca anche altri uccelli. A una prima ricognizione del corpo dell'animale rinvenuto è stato riscontrato che aveva la zampetta destra totalmente fracassata, forse perché impallinato o ferito da tagliola. I vigili, dopo aver adagiato l'animale ferito in una gabbia, hanno immediatamente interpellato Pietro Armenia della Macrostigma International che si è messo in contatto con il centro di recupero animali di Comiso, in provincia di Ragusa, gestito dal Fondo Siciliano per la Natura e diretto da Gianni Insacco. L'animale sarà preso in consegna da operatori del centro di recupero comisano per studiare il caso e intervenire con le cure appropriate all'esemplare di occhione rinvenuto. Giorgio Iemmolo La Sicilia
L'Arena Cani avvelenati, forse puniti perché lasciano sporco - 7 feb 05
Se fosse vero questo sospetto sarebbe ancora peggio perché testimonierebbe grande cattiveria, comunque punita dal codice penale.
«Avvelenano i cani? Non sarà perché sporcano?». A lanciare la provocazione è un cittadino, Armando Scoccia, che dopo aver letto l’articolo apparso su L’Arena di sabato 29 gennaio ha deciso di rendere pubblico il suo pensiero, «anche se non sono l’unico a pensarla così», afferma. Scoccia è stanco di dover calpestare ogni quindici giorni-la statistica è stata stilata grazie alla collaborazione di amici a cui capita lo stesso inconveniente- il prodotto naturale del miglior amico dell’uomo. «È sotto gli occhi di tutti», spiega, «come sono certe strade. In Borgo Venezia ad esempio la via XX Settembre, Luzzati e Zamboni, sono una sorta di toilette a cielo aperto ad uso esclusivo dei quattro zampe. Non passa giorno che qualcuno non si ritrovi appiccicata alla suola il bel ricordo della passeggiata. Se poi ci avviciniamo al centro storico la cosa non cambia anzi anche via Mazzini non viene risparmiata dai fioretti lasciati dal migliore amico dell’uomo». Scoccia comunque ci tiene a precisare che quanto sta avvenendo è contrario ad ogni vivere civile: «Non odio assolutamente gli animali, io stesso ho avuto nel corso della mia vita molti cani e di diverse razze, come cocker e setter, ma sono convinto che per essere dei veri padroni occorra per prima cosa avere un senso di rispetto verso i propri simili e la conseguenza è quella di avere cura di chi ci sta accanto». Non ci sono dubbi, al dottor Scoccia non va giù che nonostante le leggi vigenti ci sia chi definendosi "amante dei cani" non abbia il buon senso di munirsi di paletta e sacchetto: «Chi è genitore lo sa che il proprio figlio va pulito e risciacquato dopo aver espletato le sue funzioni e perché allora chi ha per compagno un cane non fa lo stesso?». Non c’è ombra di dubbio, il suo discorso non fa una piega tanto più che è evidente che molti proprietari non hanno il buon senso di raccogliere il frutto delle passeggiate del caro "bobbi". L’esempio lampante sono i giardinetti di fronte alla chiesa di San Tommaso, a notarlo è stato anche Scoccia che non si lascia di certo perdere l’occasione per sottolinearlo: «Avete notato quanti escrementi ci sono nelle aiuole? Pochi sanno che questa chiesa dove venne a suonare Mozart è molto conosciuta dagli appassionati di musica, che figura ci facciamo di fronte agli stranieri nel proporre le nostre strade e le nostre isole verdi in questo stato?». (a.z.) L'Arena
Corriere Adriatico Mucche “dopate”, ente a giudizio - 7 feb 05
Azienda agricola fa causa perché gli animali in cura hanno smesso di fare latte.
Toccherà al giudice decidere chi abbia ragione fra un'azienda agricola produttrice di latte e gli enti specializzati cui si era rivolta per una consulenza e la compilazione di un'adeguata ricetta. La vicenda ha inizio quando l'azienda decide di voler incrementare la produzione di latte. Per farlo bisogna ricorrere ad una ricetta specifica che individui il mangime adatto per quelle mucche per ottenere l'integrazione della produzione. All'azienda vengono forniti dei sacchi da 50 chili di mangime integratore con tanto di cartellino indicante la sua composizione. Per il primo mese le cose vanno a gonfie vele e si registra un sensibile aumento della produzione del latte. Successivamente, però, su 22 mucche, ben 20 vengono colpite dalla mastite e dalla diarrea, tanto che non producono più latte. Non solo, ma si registrano anche sette aborti. Vengono chiamati alcuni veterinari i quali sentenziano che la malattia e le altre conseguenze sono causate da intossicazione alimentare. Un esperto va a verificare la produzione del mangime integratore e scopre che la ricetta è completamente sballata, non adatta a ciò di cui avrebbero avuto bisogno le mucche di quella azienda. Arrivare a questa conclusione è stato semplice in quanto gli animali che mangiavano solo fieno non è capitato nulla, a differenza di quelli che invece mangiavano oltre al fieno pure il mangine integratore. Succede anche che una mucca che stava per partorire è morta. Dall'esame del suo fegato è risultato che la causa del decesso era da imputare ad intossicazione alimentare. All'animale veniva dato il mangime integratore. Ora l'azienda vuole essere risarcita dei danni subiti per cui, non avendo trovato un accordo con l'ente che preparava il mangime incriminato, ha ritenuto opportuno rivolgersi alla magistratura. Corriere Adriatico
Corriere della Sera Un’agenzia fotografica per gli amici a quattro zampe - 8 feb 05
Singolare iniziativa di due professioniste: in studio o a casa le migliori pose di cani e gatti.
Chi non vorrebbe avere una foto artistica di Fufi accoccolata sulla sua poltrona preferita o uno scatto in still life di Pussie Pussie, sdraiata sui cuscini a fiori di mammà? Oggi è possibile avere un book fotografico degli amici a quattro zampe, da mostrare con orgoglio agli ospiti. Cani e gatti possono trasformarsi in attori per un giorno, diventare vere star per farsi immortalare tra flash e luci diffuse, in scatti d'autore. È la proposta di due fotografe, Franca Zacchei fotoreporter e Marina Di Marco artista dello still life . Neanche a dirlo, due proprietarie affezionatissime di cani che passeggiando insieme sulla spiaggia con Etzy e Soia hanno deciso di mettere le loro diverse esperienze professionali a servizio di chi vorrebbe immortalare in un click gli occhi furbetti del compagno più fedele che c'è. Da una semplice idea, è nato un vero studio fotografico che ha realizzato in sede un set con fondali colorati e illuminazione appropriata per ritrarre animali domestici e padroni. (www.bauclickstudios.com) Chi vuole, può apparire a fianco del proprio beniamino. Si tratta, di un vero book con 15 scatti 18x24 più un poster 50x50. Costo: 300 euro. A volte però cani e gatti sono restii a lasciare le mura domestiche, non sono disinvolti e soprattutto rifanno davanti all'obiettivo quegli sguardi amati che squagliano il cuore dei loro padroni. Così Franca e Marina vanno anche a casa delle «star» e allestiscono sul posto un set completo di tutto, cercando di caratterizzare la foto con gli oggetti preferiti del cane/gatto. Per chi ha visto il film «Calendary Girl», l'idea è quella non solo di fotografare, ma di fermare sulla carta l'espressione più tipica, l'atteggiamento più birbante o affettuoso che assumono gli animali quando sono a completo agio nell'intimità. Credenze, fiori, cuscini e stoviglie fanno da sfondo al ritratto. Le fotografie possono venire anche stampate su magliette, felpe, coperte e cuscini. Oppure cani e gatti possono essere dipinti su tazze e stoffe, da Ilse Picard, ottantenne artista del pennello. Silvia Testa Corriere della Sera-Roma
L'Unione Sarda Galline vere per la corsa a cavallo di Carnevale - 8 feb 05
Sedilo. Gli organizzatori: «Le ammazziamo prima». Il Wwf: «Uno spettacolo diseducativo».
Polli veri e non di pezza per sa corsa a su puddu. A Sedilo, per la tradizionale manifestazione riproposta in diversi centri dell'Oristanese nei giorni di carnevale, si utilizzano galline vere. Uno spettacolo, per alcuni, a tratti macabro e raccapricciante. I cavalieri, quasi tutti col volto mascherato, domenica si lanciavano in una sfrenata corsa sino ad arrivare al punto in cui erano appesi i polli, tirandogli quindi il collo. C'è chi giura di aver visto anche qualche gallina che sbatteva ancora le ali. Ipotesi però smentita categoricamente dagli organizzatori. «Le galline erano tutte morte, erano state ammazzate. Ne abbiamo sistemato ventidue, una per ciascun cavaliere», sostiene Antonio Frau, presidente della Società ippica. In altri centri dell'Alto Oristanese per la corsa a sa pudda vengono usate galline di plastica o di pezza. A Sedilo però questa possibilità sembra proprio non piacere. «Sino a quando sarò io presidente della società ippica ? afferma infatti Antonio Frau - si useranno galline vere. Se si usassero quelle di pezza non ci sarebbe più folclore. La tradizione vuole che si usino polli veri. Anzi, in questi ultimi anni, si stanno ammazzando prima, in passato invece venivano sistemati ancora vivi». In realtà in paese c'è una piccola minoranza che vorrebbe che si utilizzassero polli finti, ma la loro risulta essere una voce fuori dal coro. «La corsa a su pudda è una tradizione molto sentita. Chiaramente va conciliata con il rispetto, in questo caso degli animali. I polli però erano già morti, in base anche a quanto prescritto», afferma da parte sua il sindaco Renato Nieddu. «Personalmente ? prosegue - sono per il mantenimento delle tradizioni, l'importante è che per gli animali non ci sia sofferenza. Ricordiamoci che se si fanno certi tipi di discorso, allora a quel punto nessuno mangerebbe l'agnello o il maialetto per Natale o Pasqua. E poi anche le massaie, prima di portare il pollo a tavola, gli tirano il collo. Ricordo inoltre che le galline usate per la corsa vengono successivamente date in beneficenza. Certo non tutti possono apprezzare uno spettacolo del genere, ma è una questione di punti di vista. Personalmente preferisco andare a vedere sa carrela 'e nanti come ho fatto anche domenica». Completamente diversa la posizione del Wwf: «Vogliamo verificare se gli animali erano vivi oppure morti ? afferma il presidente regionale, Luca Pinna -. Se fossero stati vivi, ci sono precise normative sul maltrattamento degli animali. Anche nel caso in cui si siano usati animali già morti, non è stato comunque un bello spettacolo. La tradizione andrebbe modificata, altrimenti diventa diseducativa». Alessia Orbana L'Unione Sarda
La Provincia di Sondrio Linci "da esportazione" nella vicina Confederazione - 8 feb 05
Un fenomeno in crescita.
Se ne parla ormai da tempo, ma ora il fenomeno è sotto gli occhi di tutti. Stiamo parlando della lince, un carnivoro che lentamente, ma inesorabilmente, sta colonizzando parte dell'Europa centro-settentrionale. E mentre nell'Italia del nord il problema è ancora agli inizi e sono giunte limitate segnalazioni al riguardo, nella vicina Svizzera gli avvistamenti sono in continua crescita e questo fatto ha allarmato le autorità elvetiche e soprattutto la popolazione locale. E' ora allo studio del Dipartimento federale dell'ambiente la possibilità di trasferire le linci in altre regioni svizzere o all'estero (ove le stesse siano richieste da progetti di reintroduzione). Oppure, ma questa è vista solo come una estrema soluzione, si è ipotizzato l'abbattimento selettivo da parte guardiacaccia e di cacciatori con la dovuta autorizzazione. Questo Dipartimento ritiene compatibile la presenza della lince solo nel perimetro che delimita le Alpi (con la realizzazione di una rete per i suoi spazi vitali), escludendo categoricamente la sua espansione “artificiale” con interventi dell'uomo. Per limitare i danni al bestiame d'allevamento occorre però prendere in considerazione il fatto che queste reti limitano lo spazio vitale a disposizione della fauna selvatica e costituiscono un pericolo per l'incolumità degli animali. E' inoltre previsto l'abbattimento di questi carnivori solo nel caso che gli stessi siano feriti o debilitati in modo grave. G.Mac. La Provincia di Sondrio
Gazzetta del Sud Pax mafiosa per gare ippiche clandestine - 8 feb 05
Cento denunciati.
La pax mafiosa scattava in occasione delle corse clandestine di cavalli. Solo in quei momenti di svago, luogotenenti e «picciotti» di clan rivali di Bari dimenticavano la sanguinosa faida in atto, accantonavano i reciproci desideri di vendetta e scommettevano sulle corse che organizzavano ogni settimana sulle strade del Barese. Non era difficile – spiegano i carabinieri – notare appartenenti al clan Strisciuglio accanto ai loro nemici giurati dei Capriati. Il tutto per gestire un giro d'affari di cinquantamila euro a gara. Avantieri, in occasione dell'ennesima competizione, un blitz dei carabinieri ha portato alla denuncia di oltre cento pregiudicati accusati di aver preso parte a una corsa clandestina di cavalli organizzata a Modugno (Bari). Quando sono arrivati i militari, i nove cavalli impegnati nella gara di trotto sgambettavano sulla pista asfaltata, un rettilineo in località «Campolieto», una zona residenziale vicino alla statale 96 dove si trovano numerose ville. Tra i denunciati, oltre a persone residenti nel Barese, ci sono pregiudicati delle province di Lecce, Brindisi, Foggia, Potenza e Matera. Alcuni erano anche sottoposti a sorveglianza speciale e all'obbligo di soggiorno e, non essendo più in possesso delle patenti di guida, erano giunti sul posto accompagnati dai loro autisti. Durante l'operazione, i carabinieri hanno sequestrato i nove cavalli allenati al trotto e quindicimila euro, somma ritenuta provento del solo «biglietto» che gli spettatori avevano pagato poco prima per poter assistere allo «spettacolo». Le gare si dovevano svolgere su un rettilineo che era stato chiuso al traffico dagli organizzatori i quali provvedevano anche, con un consistente numero di vedette piazzate agli accessi di ogni strada limitrofa, a deviare le automobili dei cittadini inconsapevoli che, per proprie finalità, volevano raggiungere la zona. Per ogni corsa clandestina organizzata – stimano i militari – il giro di affari era di quaranta-cinquantamila euro; gli scommettitori (che puntavano tra i venti e i quattromila euro a gara) avevano anche la possibilità di pagare (agli appositi cassieri) con assegni perché erano conosciuti e facevano parte da tempo del giro di scommettitori. Le gare avevano cadenza settimanale o quindicinale: ogni cavallo disputava due-tre gare al giorno e a ogni gara scendevano in pista fino a quattro animali. Il luogo in cui si disputava la competizione non era sempre lo stesso. Dal martedì di ogni settimana in ambienti criminali cominciavano a circolare indiscrezioni su luogo, sui cavalli e sui fantini che avrebbero disputato la domenica successiva la gara, e anche pettegolezzi sul compenso che sarebbe andato di volta in volta ai fantini ingaggiati dai clan. Poi, soprattutto la domenica, la gente si riuniva (anche in caso di pioggia) nel luogo scelto: cavalli e fantini arrivavano all'alba assieme agli organizzatori che chiudevano la zona; alle 8,30 cominciavano le gare che si protraevano fino all'ora di pranzo quando ormai i cavalli erano esausti. Per questo motivo, i carabinieri hanno avviato accertamenti per stabilire se i cavalli sequestrati siano stati dopati e s'ipotizza perfino che siano sottoposti a maltrattamenti. Roberto Buonavoglia Gazzetta del Sud
Corriere Adriatico In salvo undici capre - 9 feb 05
Si erano perse a Cerreto di Montecavallo.
Hanno impiegato oltre quattro ore e mezzo di lavoro gli uomini del Corpo forestale dello Stato di Pieve Torina ieri per recuperare 11 capre disperse in montagna. L’allarme ha raggiunto gli uomini della Forestale da località Cerreto in comune di Montecavallo e subito è scattata l’operazione di recupero. Erano circa le 14 quando gli agenti del Corpo forestale dello Stato si sono messi all’opera. Il gruppo era composto dall’ispettore capo Cesare Rosselli, al comando delle ricerche, dall’agente Marco Cola. Ai due si sono aggiunti dal comando di Visso la vicesovrintendente Caterina Temperi e l’agente Roberto Mariani. Dal comando di Ussita, infine, ha collaborato Walter Scabin. I cinque agenti del Corpo forestale hanno setacciato tutto il territorio dove gli undici ovini potevano essere arrivati partendo dalla località Cerreto. Un’opera svolta grazie all’ausilio di due and Rover e di una motoslitta considerato che nella zona è ancora tanta la neve rimasta dopo la straordinaria tormenta che ha interessato tutto il Maceratese nell’ultima settimana di gennaio. Alla fine quattro ore e mezzo di lavoro finalmente gli animali, di proprietà del signor Lusini sono stati ritrovati e riconsegnati. Un intervento che dimostra quanto la presenza del Corpo forestale sia di fondamentale importanza per il tranquillo andamento della vita delle comunità dell’entroterra. Corriere Adriatico
L'Unione Sarda Strage di cani e gatti tra i pini di San Gemiliano - 9 feb 05
A Sestu.
Altri quattro cani uccisi nella pineta di San Gemiliano. Le carcasse degli animali sono state ritrovate qualche giorno fa da alcuni volontari, che si occupano di sfamare molti dei randagi che si rifugiano attorno alla chiesetta campestre. È l'ennesima mattanza consumata nei pressi della pineta: l'anno scorso i cani trucidati erano stati una ventina, come confermano anche gli agricoltori che lavorano nella zona. Molte bestie uccise anche in città con i bocconcini avvelenati. «Nella pineta c'era un odore nauseante», spiega uno dei volontari, «abbiamo trovato altre bestiole ammazzate, ma questa volta erano state affogate». Animali giustiziati con un colpo di fucile alla testa, altri invece agonizzano per ore sotto gli effetti dei topicidi o vengono massacrati a bastonate. Inutili le denunce e le campagne di sensibilizzazione fatte in questi mesi: «A San Gemiliano i cagnolini continuano a morire», denunciano le associazioni animaliste, «una sorte che non risparmia nemmeno i cuccioli e i gattini». Pochi mesi fa, i volontari di un'associazione avevano presentato un esposto per denunciare i maltrattamenti contro gli animali, ma la strage di cuccioli è continuata come se niente fosse. In paese, intanto, il problema dei randagi diventa ogni giorno più drammatico. I cani sono troppi e vagano tutto il giorno alla ricerca di rifiuti nei cassonetti: non bastano i soldi per la cattura e per il mantenimento delle bestie nei canili. (fr. pi.) L'Unione Sarda
Corriere della Sera Iguane, macachi, pappagalli salvati dal contrabbando o dai circhi - 9 feb 05
Il rifugio Wwf-Provincia di Roma sull'Appia Antica a Roma.
Gigantesche iguane sudamericane, felini asiatici e gufi africani d'ora in poi sapranno dove andare. Per la fauna esotica sequestrata e confiscata appartenente a specie protette, il Wwf Italia ha realizzato con i finanziamenti della Provincia di Roma il Centro di Recupero Animali Selvatici ed Esotici «Appia Antica» (wwf 06.844971). E' un'oasi di 7 ettari con una clinica veterinaria attrezzata per ospitare qualsiasi tipo di animale, anche in isolamento sanitario. Qui si accoglie anche la fauna selvatica ferita accidentalmente nei parchi o colpita dai bracconieri come daini, istrici e volpi. Di centri così in Italia ce n'è solo un altro, a Semproniano. Nei grandi recinti all'aperto vivono Cip e Ciop, due bertucce africane sequestrate all'aeroporto di Fiumicino. «Sono arrivate sotto shock, sottratte ancora lattanti alla madre - racconta Umberto Cara direttore sanitario del Crase - Avevano il guinzaglietto al collo, pronte per essere vendute. Hanno trascorso intere giornate abbracciate per farsi coraggio. Per ricreare il loro habitat, gli abbiamo messo vicino un maschio e una femmina adulti. Ora Cip e Ciop possono sentire anche il richiamo delle aquile come accade in Africa e in più avvertono la presenza del serval, un felino che loro percepiscono come un pericolo e che li spinge a dormire sugli alberi, un comportamento corretto». Molto più difficile invece rieducare un macaco asiatico, Pucho, che è stato troppo tempo a contatto con l'uomo da cui ha assorbito le abitudini, soffrendo nel rinunciare alla regole sociali della sua specie. Anche per Ciro, la bertuccia che proviene dallo zoo di Napoli posto sotto sequestro, la strada è tutta in salita. «La lunga vicinanza con l'uomo e l'assenza di un branco in cui inserirsi lo ha reso aggressivo - spiega il direttore sanitario - Ha atteggiamenti autolesionisti e tic nervosi che tentiamo di curare evitando finché si può, il ricorso ai tranquillanti». Il serval invece è un felino sequestrato in una casa di due tedeschi dove viveva in cattività. Ora si cerca di evitare contatti umani e gli si dà carne animale che risveglia in lui sensazioni e atteggiamenti tipiche del predatore. A centro ci sono anche aquile pescatrici, nibbi e avvoltoi sequestrati. Sono arrivati con le ali spezzate ed i cappucci calati sul capo, due stratagemmi di chi voleva venderli illegalmente, per impedire loro di fuggire. Qui hanno curato i graffi che si erano fatti attaccandosi l'un l'altro. Al centro in una grande gabbia ci sono anche diversi esemplari di ara-ararauna, i colorati e giganteschi pappagalli sudamericani. «Sono animali intelligentissimi che interagiscono continuamente tra loro - spiega Umberto Cara - quando sono costretti alla solitudine osservano l'uomo e lo imitano per compiacerlo, imparando anche a parlare. Ma è una costrizione che li fa soffrire». Tra gli ospiti del Crase c'è anche un orsetto lavatore nordamericano, anche lui proviene dallo zoo di Napoli. «E’ stato costretto alla solitudine in una gabbia ed ora deve apprendere i comportamenti corretti del branco. Solo allora potremo inserirlo tra i suoi simili». Silvia Testa Corriere della Sera-Roma
Corriere della Sera Rodman si è inventato un altro spettacolo. Nudo contro le pellicce - 9 feb 05
L’ex stella del basket Nba.
A 43 anni compiuti non è più una furia dei rimbalzi sotto al tabellone, ma gli basta sempre molto poco per richiamare l’attenzione su di sé: Dennis Rodman nudo, durante la settimana della moda di New York. Ovviamente una provocazione, una delle sue. Stavolta però Dennis sposa una giusta causa: quella animalista. Per convincerlo ci sono voluti quelli della Peta (People for Ethical Treatment of Animals), gli attivisti antipelliccia. Quest’anno hanno deciso di scendere a patti con gli organizzatori della settimana della moda di New York chiedendo uno spazio legittimo. Prima di farlo hanno reso noto il nome del loro testimonial: Dennis Rodman, appunto. Nudo. O meglio, ricoperto da decine di tatuaggi. Un arazzo umano e uno slogan: «Think Ink not Mink». Un gioco di parole che più o meno significa: pensa con l’inchiostro, non con il visone. Dennis apparirà su due enormi cartelloni pubblicitari a New York e a Hollywood nelle prossime settimane. Un bel modo per rifarsi un’immagine in vista di una possibile carriera come attore. Prima di firmare con la Peta, Rodman ha siglato un accordo con la tv cinese per apparire in veste di ospite assieme a gente tipo Nicole Kidman, Yoko Ono e Arnold Schwarzenegger. Pochi giorni fa, durante il Super Bowl, era apparso in uno spot pubblicitario, ancora una volta nudo, intento a lavarsi immerso in una vasca da bagno. «La verità - spiega l’ex campione di Detroit e Chicago - è che io nudo non mi vergogno per niente, anzi, mi diverto. Meglio se si tratta di combattere per qualcosa in cui credo. Sono contrario a tutti coloro che in qualsiasi misura procurano maltrattamenti agli animali». Riccardo Romani Corriere della Sera-Sport
Signo Presidente, sia nel 2003 che nel 2004 Lei e la Giunta che presiede avete approvato delle delibere per consentire il massacro di centinaia di migliaia di fringuelli, piccoli migratori protetti dall'UE, promuovendo le barbare "tradizioni venatorie locali",
In entrambe le volte la LAV ed il WWF hanno presentato e vinto i ricorsi al TAR per bloccare questa strage, ma Lei ha sempre promulgato delle leggine ad hoc che, violando e calpestando le sentenze della Magistratura, hanno caparbiamente riaperto la caccia ai fringuelli dichiarata illeggittima dai giudici amministrativi. Riteniamo inaccettabili tali Suoi provvedimenti e la pervicace politica filovenatoria da Lei adottata, che non ha risparmiato nemmeno la legalità ed il principio costituzionale del rispetto delle decisioni della Magistratura. Confidiamo che dalle prossime elezioni regionali in Toscana si apra una nuova stagione amministrativa meno sottomessa alle doppiette e più rispettosa dei diritti degli animali e della legalità.
su http://www.wwf.it/ e' on line la mobilitazione contro la proposta di legge di peggioramento incredibile della attuale legge che disciplina la caccia ( n. 157 del 1992). Piu' mail e fax arrivano al Presidente della Camera in queste ore piu' il pericolo si allontana: ma e' necessario essere in tanti. Firmate e, soprattutto, fate firmare ad amici e conoscenti!
Cari amici, Il Comune di Trieste nel recente Regolamento per la tutela degli animali, vieta la vendita di tartarughe d'acqua, ma di fatto non lo fa rispettare. Qui sotto ecco una proposta di testo da mandare come protesta all' amministrazione comunale di Trieste. E' una lettera educata, ricordate di mettere e di dire di mettere nome, cognome, città. Personalizzazioni sono, ovviamente, benvenute.
ringrazio l'Amministrazione comunale di Trieste per l'emanazione del Regolamento per la Tutela e il Benessere degli Animali, ma allo stesso tempo le faccio notare che, nonostante il regolamento sia entrato in vigore da più di un mese, almeno cinque negozi nel comune di Trieste vendono ancora tartarughe d'acqua (Trachemys scripta scripta). Eppure il Regolamento, al titolo III, capo 5, articolo 43, comma 5, dice chiaramente:
"E' FATTO DIVIETO DI COMMERCIALIZZARE TESTUGGINI ACQUATICHE PALUSTRI".
Il Regolamento, in base all'Articolo 57 del Codice di Procedura Penale, investe nell'incarico di farlo rispettare "ufficiali e agenti di polizia giudiziaria" quali Vigili Urbani, i Carabinieri, la Guardia di Finanza, il personale della Polizia di Stato, le guardie forestali.
Come mai quindi continua, in pieno centro di Trieste, un commercio palesemente illegale di tartarughe d'acqua? Perché, alla richiesta di intervento, alcuni vigili urbani si sono rifiutati dicendo che il problema non è di loro competenza, entrando così in palese violazione all'art. 57 del codice Penale. Mi risulta inoltre che degli esposti scritti, inoltrati da privati cittadini al Corpo dei Vigili Urbani del Comune di Trieste, non hanno ancora avuto risposta. Come mai?
L'importazione e della vendita delle tartarughe d'acqua è un ignobile crudeltà, sia dal punto di vista etico (ha mai posseduto una tartaruga d' acqua signor sindaco? Lo sa che da adulte, se ci arrivano, sono lunghe 25 centimetri? Le ne è mai morta una fra le mani il giorno dopo averla comperata in un negozio?) che da quello ambientale (lo sa quanti danni porta agli ecosistemi locali la liberazione in natura di questi poveri animali originari del Sud degli Stati Uniti?)
Le chiedo quindi, signor sindaco, di attivarsi presso gli agenti di polizia giudiziaria per far rispettare il divieto, come da suo dovere istituzionale e di trasparenza nei confronti dei cittadini.
Il 7 febbraio ci sara', come ogni anno, la fiesta del Pero Palo e una serie di altre feste con animali nell'Extremadura in Spagna; questa mail aiuteranno le associazioni animaliste internazionali e spagnole nella protesta turistica e di boicottaggio economico
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Estimados Señores, Les comuniquémos nuestra fuerte oposición a las fiestas con animales en Extremadura, como la de Villanueva. Estas fiestas perjudican intensamente la imagen turística de Extremadura; invitaremos parientes y amigos a no visitar Vuestra región hasta cuando estas crueldades no serán prohibidas. Pedimos el respeto de la ley y que no permitan maltratar el burro en la fiesta del Pero Palo y en la otras fiestas No compraremos "Pimentón de la Vera" ni en nuestra tienda local ni por Internet, mientras se siga utilizando a un burro vivo en la fiesta de 'Pero Palo' en Villanueva de la Vera y a maltratar los animales en las fiestas de Caceres. Distintamente
nominativo e localita'
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Traduzione: Comunichiamo la nostra forte opposizione alle feste con animali in Extremadura, come quella di Villanueva. Queste fiestas pregiudicano molto l'immagine turisitca dell'Extremadura; inviteremo parenti e amici a non visitare la Vostra regione fino a quando queste crudeltà non saranno proibite. Chieidamo il rispetto della legge che e non permettiate di maltrattare l'asino nella festa di Pero Palo e nelle altre fiestas. Non compreremo il Pimenton de la Vera né nei nostri negozi né via internet, fin quando ci continua a utilizzare un asino vivo nella festa del Pero Palo e Villanueva e a maltrattare gli animali nelle fieste (della provincia) di Caceres
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NO ALLE FESTE CON ANIMALI SPAGNOLE
Come ogni anno a carnevale in molte regioni spagnole si tengono festeggiamenti particolarmenti crdueli contro gli animali; uno dei più noti è quello dell'asino di Villanueva, per il quale in passato che si diceva che la festa finiva quando finiva l'asino. Ricordiamo il costante impegno degli animalisti a livello internazionale, fra cui Vicki Moore, fondatrice della FAACE (Lotta Contro le Crudeltà sugli Animali in Europa) che salvò nel 1987 l'asino e che portò alla ribalta internazionale la questione; per l'Italia ricordiamo Clara Genero, che organizzo costantemente la presenza di animalisti italiani; tutto questo ha permesso con gli anni che l'asino non venisse più ucciso; l'entrata in vigore di una legge per la protezione degli animali sembrava aver portato un miglioramento rispetto al passato, ma ancora nel 2004 la situazione è tornata ad essere peggiorata. L'esistenza della legge permette però alle associazioni locali di esigere il suo rispetto e quindi è FONDAMENTALE l'arrivo di una pioggia di e-mail per far sapere che la questione è conosciuta anche all'estero e con negativi riflessi turistici.
Quest'anno la FAACE, assieme ad Animal 2000 (Germania,) lancia anche il boicottaggio di un prodotto particolare di alcuni villaggi de "la Vera", il Pimenton de la Vera, una spezia costituita da peperoncino affumicato. La FAACE ha quindi elencato gli indirizzi mail sopra riportati ai quali scrivere le proteste. Boicottiamo questo prodotto, facciamo sapere che verrà associato a crudeltà e insensibilità!
L'organizzazione MANITESE (www.manitese.it) organizza recupero di materiale da vendere nei loro mercatini, il quale ricavo viene devouto a progetti di solidarietà.
Il 27 ottobre scorso, il Presidente del Brasile Lula ha ratificato il territorio guaranì-kaiowà di Panambizinho. Si tratta di una vittoria di straordinaria importanza sia per gli Indiani che per i loro sostenitori. Finalmente la comunità potrà sperare in un futuro di pace e libertà sulle terre ancestrali.
La battaglia che i Guaranì-Kaiowà hanno combattuto per vedersi riconoscere i diritti territoriali sui 1.200 ettari dell'area Panambizinho è stata lunga e molto aspra. Il territorio era stato venduto ai coloni dal governo, negli anni '40. Per decenni, i 300 Guaranì hanno vissuto ammassati in un fazzoletto di terradi soli 60 ettari, circondati dalle recinzioni elettrificate erette dai coloni, che avevano assunto guardie armate per controllare i loro confini e intimidire gli Indiani. Disperazione, fame e frustrazione avevano spinto alcuni giovani della comunità a suicidarsi.
Ma i Guaranì non si sono mai dati per vinti. Accogliendo le loro richieste, per anni Survival ha continuato a lanciare campagne in loro sostegno, a raccogliere petizioni e a denunciare il caso alle Nazioni Unite. In una lettera inviata a Survival, la comunità scrive: 'Noi, i Guaranì, siamo ora i legittimi proprietari di questa terra. Nei nostri cuori c'è unsentimento di immensa gratitudine per Survival'. Hanno anche già ricostruito la oca, la loro grande casa di preghiera tradizionale, e stanno programmando di festeggiare la loro vittoria con una importante cerimonia di benedizione del grano, agli inuzi del nuovo anno.
SURVIVAL è un'organizzazione mondiale di sostegno ai popoli tribali.
Difende il loro diritto di decidere delproprio futuro e li aiuta a proteggere le loro vite, le loro terre e i loro diritti umani.
Si possono sostenere le loro attività anche acuiqstando prodotti etnici e t-shirt cliccando su:
CACCIA, SONDAGGIO ENPA-EURISKO: CONTRARI OTTO ITALIANI SU 10. L'IPOTESI DI UN REFERENDUM Quasi otto italiani su dieci sono contrari alla caccia e a ogni ipotesi di ulteriore liberalizzazione del settore venatorio. E' quanto emerge dal sondaggio, realizzato da Eurisko per conto dell'Enpa su un campione rappresentativo della popolazione e presentato a Roma, nella Sala Stampa della Camera dei Deputati dal presidente nazionale dell'Enpa, Paolo Manzi, da Annamaria Procacci (Giunta esecutiva nazionale Enpa) e dalle deputate Carla Rocchi (Margherita, presidente della Sezione di Roma dell'Enpa) e Luana Zanella (Verdi). Gli italiani contrari alle "doppiette" rappresentano il 74,1% mentre quelli favorevoli sono il 15,2%. Di questi, solo il 5,9% si dichiara "molto favorevole" alla caccia: si tratta dello "zoccolo duro" della caccia composto da cacciatori e da persone che rappresentano l'"indotto" (ex "doppiette", familiari, semplici simpatizzanti, persone che hanno interessi nella caccia e nel mercato delle armi). Una ulteriore liberalizzazione del settore venatorio trova contrario l'82,5% del campione mentre solo il 9,8% è d'accordo. Tra questi, chi vuole fortemente la liberalizzazione rappresenta il 4,3%: persino tra i convinti sostenitori della caccia (il 5,9%) c'è chi non condivide l'ipotesi - prevista dalla proposta di legge in discussione in Parlamento - di aumentare le specie animali cacciabili, ampliare la stagione venatoria, concedere più spazi e più luoghi alle "doppiette". Gli italiani indifferenti a una riforma del settore rappresentano il 5,7% della popolazione. Dal sondaggio Eurisko-Enpa emerge il profilo del cacciatore e quello di chi è fortemente critico. Il primo appartiene a un italiano d'età compresa fra i 25 e i 34 anni, maschio, vive nelle città medie e abita nel Nord-Est e al Centro, è operaio o pensionato, ha una bassa scolarizzazione. Il secondo profilo, invece, è quello di una donna (le casalinghe sono fortemente contrarie alla caccia), abita al Sud o vive nelle grandi città, ha un'età compresa fra i 18 e i 24 anni e tra i 35 e i 44 anni, è disoccupata, ha un titolo di studio medio-alto o sta ancora studiando. Per il 68,6% della popolazione, la caccia può costituire un pericolo anche per l'uomo. Non la pensa così il 23,2%. La caccia sottrae a tutti una parte del patrimonio naturale per il 71,3% del campione, non impoverisce invece la natura per il 21,5%. Il 64,7% degli italiani è convinto che il cacciatore uccida per divertimento; di parere opposto il 23% degli intervistati. Ma dal sondaggio emerge anche uno spaccato sociale del Paese. I giovanissimi (15-17 anni) sono molto sensibili alle questioni ambientali e affermano che il cacciatore uccide per divertimento. I giovani d'età compresa tra i 18 e i 24 anni, invece, rafforzano la loro sensibilità sui temi dell'ambiente e sono assolutamente contrari a ogni ipotesi di ulteriore liberalizzazione del settore venatorio. A 25 anni gli italiani cominciano a subire il fascino della doppietta: restano sensibili all'ambiente, ma non sono ostili alla caccia. Gli italiani d'età compresa tra i 35 e i 54 anni, invece, avvertono i pericoli (per l'uomo e per l'ambiente) dell'attività venatoria. Ogni interesse per l'ambiente e per la caccia si perde invece a 55 anni: gli italiani vicini alla pensione o già in pensione sono sostanzialmente indifferenti ai problemi legati alla conservazione della natura e alla protezione degli animali, accettano la caccia ma non la liberalizzazione. L'atteggiamento degli italiani nei confronti dell'attività venatoria cambia anche a seconda delle dimensioni della città di residenza. Chi abita nelle città inferiori ai diecimila abitanti è favorevole alla caccia e a un'ulteriore liberalizzazione e non avverte pericoli per l'ambiente. Nelle città medie (da 100mila a 500mila abitanti) non viene avvertita fortemente la questione ambientale mentre gli abitanti delle grandi città e delle metropoli (oltre 500mila residenti) sono preoccupati per l'ambiente e sono decisamente contro la caccia (nei grandi centri, nove italiani su dieci sono molto critici). L'ipotesi di un referendum per cancellare una eventuale legge più permissiva è stata oggetto di una domanda specifica del sondaggio Eurisko-Enpa. Il 72,4% andrebbe a votare in caso di referendum mentre il partito dell'astensione è composto dal 17% del corpo elettorale. Andrebbero sicuramente a votare gli italiani del Sud e delle Isole (si recherebbe alle urne il 77,5%, rispetto alla media nazionale del 72,4%), i giovani tra i 18 e i 24 anni (81%) e i laureati (83,7%). Mostrano molto interesse per la consultazione anche gli italiani d'età compresa tra i 35 e i 54 anni (oltre l'80%), mentre chi ha più di 64 anni è disinteressato allo strumento referendario. Alla conferenza stampa dell'Enpa sono intervenuti, tra gli altri, Alfonso Pecoraro Scanio (Verdi), Luca Marcora (Margherita), Fulvia Bandoli (Ds), i presidenti del Wwf e di Arcicaccia, rispettivamente Fulco Pratesi e Osvaldo Veneziano, oltre a rappresentanti della Lipu, della Lac e di Animalisti Italiani. (2 febbraio)
in riferimento a quest'email girate pure le eventuali risposte a QUESTO
indirizzo di raffaella: dm_raffa@....
grazie,
francesca - cuccefelici
www.cuccefelici.com
> ----- Original Message -----
> From: <digiuseppe.m@...>
>
> sono Raffaella ed abito a Montesilvano (PE). Sabato pomeriggio ho pensato
di
> fare una passeggiata in montagna a Caramanico e sulla strada del ritorno
ho
> visto una scena tristissima. Le ho inviato una foto che si commenta da
> sola. Ho pensato di scirverle per chiederle una mano per questo povero
cane.
> Io ho provato ad avvicinarmi ma lui mi ha ringhiato. Lì intorno non c'era
> nessuno. Quella casa accanto alla quale lui è attacato con una corta corda
è
> abbandonata . Cosa si può fare? Confido in lei anche perchè non so quanto
> possa resistere ancora al freddo e al gelo.
> Raffaella
> 3387406694
>
>
Ho un esposto (seguito poi da condanna per il proprietario del cane tenuto a
catena corta) per casi del genere.
Contatterò Raffaella, chiunque si trovasse però testimone di casi del genere
mi chieda pure il modello dell'esposto.
La nuova legge contro i maltrattamenti ci aiuta a tal proposito,
sfruttiamola!
Alessio
Cari Amici, Vi scrivo perchè è appena passato davanti a casa mia un bellissimo cane nero con zampe bianche, credo sia un HUSKY, non penso sia un randagio piuttosto mi sembra un po' spaesato, forse si è perso nelle campagne di Ciserano (BG) dietro la Centrale elettrica, quindi è possibile arrivi da Arcene. E' ben tenuto ed in buona salute.
Se qualcuno lo cerca si aggira da queste parti in cerca di cibo ed ha molta paura: difficilmente si lascia avvicinare.
Se avete notizia di qualcuno che lo cerca, segnalate che gira da queste parti.
oggi mi ha chiamato una signora di Firenze, voleva portare cibo e coperte ad un canile a Firenze, penso si tratti di un bel po' di roba.. Io non conosco nessun canile a firenze tantomeno dei volontari.. Qualcuno conosce i nomi o qualche volontario di quelle parti? tnx
Signora SUPER SUPER SUPER AFFIDABILE CERCA GATTINO CUCCIOLO. Andrebbe a stare benissimo, garantito (ha già adottato un gattino dalla nostra Associazione)
Inviare mail con riferimenti telefonici a questo indirizzo: amicianimalionlus@katamail, ci penso io a girarli alla persona che vi richiamerà.
VOLONTARI CERCASI PER CANILE ZONA ARDEA (RM), PER FOTOGRAFARE E PUBBLICIZZARE CANI AI FINI DELL'ADOZIONE. SI TRATTA COME AL SOLITO DI UN CANILE PRIVATO CONVENZIONATO IN CUI SONO IMPRIGIONATI CENTINAIA DI CANI, MOLTISSIMI DEI QUALI DI RAZZA PURA, SCONOSCIUTI A TUTTI E CHE NON AVRANNO MAI UNA SPERANZA DI ADOZIONE. LA PROPRIETARIA DEL CANILE SI E' MANIFESTATA DISPONIBILE AD ACCETTARE AIUTO PER LE ADOZIONI.
Ciao a tutti, vo comunico l'indirizzo del sito dell'associazione di cui faccio parte, i Dog Angels, che opera nei canili di Pantigliate (MI) e di Zelo Buon Persico (LO), i canili di Cirillo. Per ora il sito non è ancora completo, ma sono già on line alcune foto dei nostri ospiti. Io personalmente mi occupo del canile di zelo buon persico con altre "agguerrite" volontarie, e facciamo di tutto per pubblicizzare questo canile e i cani che vi sono ospitati. Solitamente ogni sabato potrete veder aumentare il numero di foto, perchè al sabato andiamo a portarli in passeggiata e mano a mano che escono dai box li fotografiamo uno per uno.
Andate a visitarlo, e magari girate l'indirizzo a qualche vostro contatto di quella zona, si sa mai che con il passa parola riusciremo a portare molti più visitatori direttamente in canile e vedere aumentare il numero degli affidi!
Ragazzo super affidabile adotta cucciolo o giovane pastore tedesco (anche simil pastore)in provincia di Bologna. Inviare foto e riferimenti telefonici al nostro indirizzo amicianimalionlus@k..., scrivendo nell'oggetto PER GIUSEPPE così io potrò girare le mail all'interessato che richiamerà i numeri telefonici.
Grazie! Lorenza
--- Associazione AMICI DEGLI ANIMALI - ONLUS Iscritta nel registro delle associazioni di volontariato della provincia di Bologna Piazza Matteotti, 1 - 40063 Monghidoro (BO) CF 91211590376 - C/C 2079 BCC di Monterenzio, Agenzia di Monghidoro ABI 8672 - CAB 3693 Tel. 338 7791589 - 339 1958317 - 3475234916 - 333 8473443 - e-mail: amicianimalionlus@k...
Questa ragazza mi aveva inviato una foto di un gattino per una signora che mi aveva richiesto un' adozione; la signora ha trovato, ma voglio comunque diffondere l'annuncio, sperando che il gatto GINO trovi una nuova casa! Lorenza .............. Ciao Lorenza, io ho un gattino per la Signora. Ha due mesi e qualcosa, grigio e bianco, pelo semilungo, sano e dolcissimo... l'ho chiamato Gino. L'ho salvato dalla strada tre settimane fa... e la vita... purtroppo aveva un occhietto malandatissimo e l'ho dovuto far operare. Da allora sta con me (in una stanzetta, per non farlo affezionare alla casa ed a me), ma vivo da sola, sono un'impegata, ed ho già cinque gatti, e non lo posso assolutamente tenere, tant'è che probabilmente sabato lo porterò al gattile del Forlanini. Sono diposta a portarlo a Bologna (io vivo a Roma), da tempo dovevo andare ad Arezzo per ritirare una cosa. Fammi sapere se può essere interessata. Allego la foto che gli ho fatto prima che gli levassero i punti, stasera faccio altre foto e te le mando domani. Grazie, Micaela <<genni2.jpg>> ..................
________________________________________________________________________ Cerchi un laboratorio fotografico aperto 24 ore su 24? Stampa le tue foto digitali su Kataweb e le ricevi a domicilio in 48 ore. http://www.kataweb.it/foto
Ricevo e giro Lorenza ............................................... Sono un gattino dolcissimo e davvero molto molto affettuoso.
Sono un trovatello e cerco una casa con qualcuno che mi voglia davvero bene.
Sono giovane e già sterilizzato.
Purtroppo però sono risultato anche positivo al test della LEUCEMIA: per questo (a titolo precauzionale) è opportuno che dove andrò a stare non ci siano altri gatti (se non leucemici pure loro).
Telefonare a Francesco: 338 4757337 ............................ PER SAPERNE DI PIU' SULLA MALATTIA VISITATE
il sito www.leucemiafelina.org.
............................
--- Associazione AMICI DEGLI ANIMALI - ONLUS Iscritta nel registro delle associazioni di volontariato della provincia di Bologna Piazza Matteotti, 1 - 40063 Monghidoro (BO) CF 91211590376 - C/C 2079 BCC di Monterenzio, Agenzia di Monghidoro ABI 8672 - CAB 3693 Tel. 338 7791589 - 339 1958317 - 3475234916 - 333 8473443 - e-mail: amicianimalionlus@...
SE NON DESIDERATE PIU' RICEVERE MAIL DA QUESTO INDIRIZZO, RISPONDETE ALLA PRESENTE INSERENDO NELL'OGGETTO "RIMUOVI" E SCUSATECI.
________________________________________________________________________ Cerchi un laboratorio fotografico aperto 24 ore su 24? Stampa le tue foto digitali su Kataweb e le ricevi a domicilio in 48 ore. http://www.kataweb.it/foto
Buongiorno a tutti. Sono una ragazza, una studentessa universitaria, che cerca di aiutare tanti animali che hanno bisogno di una casa, alcuni si trovano in condizioni estreme e altri sono a rischio soppressione. Sono riuscita a farne adottare diversi e ora vivono circondati da ottimi amici umani che li coccolano e che non fanno mancare loro nulla.
Fra gli altri mi sono presaa cuore una situazione molto urgente. Balto, un alaskan malamute di 2 anni e mezzo che si trovava in un canile della provincia di Cosenza, volevano sopprimerlo senza nemmeno tentare di farlo rieducare. Grazie all’aiuto di tante persone Balto è stato fatto uscire da quel canile ed è arrivato a Roma per essere rieducato. Ora, finalmente, è in cerca di casa. (puoi leggere la sua storia su www.cercasicuccioli.it alla pagina Balto”. Ci sono anche Bianca e Neve, due cucciolette di incrocio golden retriver di un anno, erano state abbandonate in un parcheggio, ospitate provvisoriamente in una casa e dopo 8 mesi portate in un canile. Due sorelline dolci e sensibili, nate per vivere insieme, sono state portate in una pensione per 3 mesi per evitare che fossero divise…. Sono 3 situazioni urgenti ma al tempo stesso belle, fanno capire che gli animali donano un amore estremo e molto speciale.
Ho pagato tutte queste spese… molte persone mi hanno aiutata, tanti cuori buoni che mi fanno sentire meno sola quando con la mia incoscienza lotto nelle situazioni più critiche. Le spese sono state molto alte, se qualcuno volesse aiutarmi può scrivermi o contattarmi telefonicamente per avere gli estremi per effettuare un versamento a favore di questi tesori.
Ciao a tutti. Un amico mi ha parlato di Bonny e cerco di trovare una casa anche per lei, ho preparato l'ennesimo volantino con tutto il cuore pieno di speranza e pieno di riconoscenza per tutti coloro che mi hanno offerto aiuto.
Allego a questa email un volantino che può essere appeso da coloro che si trovano in zona, appeso preferibilmente nei negozi, dai veterinari, supermercati e ovunque crediate che possa passare un'anima nobile che possa adottarla.
Grazie infinite a tutti.
Mery
BERGAMO/LOMBARDIA
Bonny è la protagonista di un appello tanto urgente quanto colmo di speranza.
È una dolce tesorina che sta vagando per diverse case con la speranza di trovare una famiglia umana che la possa amare in modo definitivo.
La sua storia è iniziata molto tempo fa quando è stata adottata, viveva felicemente con alcuni ragazzi quando la vita si è dimostrata triste…. Il suo migliore amico umano è diventato un angelo e lei è rimasta sola. Sola nei confronti del mondo, sola nel cuore.
Da allora ha iniziato a vagare… prima una casa, poi un’altra, poi un’adozione che sembrava definitiva e poi il ritorno.
Bonny ha il diritto di vivere felice, ha il diritto di essere amata e di amare, non di essere illusa.
È una dolcissima miciona di 5 anni, è bianca e nera, molto bella, è timidina ma quando entra in confidenza si dimostra golosissima di coccole, è sterilizzata e abituata a vivere in casa. Ha un po’ paura dei cani mentre con i gatti va un po’ a simpatia.
Si trova a Bergamo ma è adottabile in Lombardia e zone limitrofe, ovviamente da persone che siano disposte a tenere i contatti dopo l’adozione.
Ora si trova a casa di un ragazzo che ha un cane grande e la convivenza è infelice per tutti perché non è molto simpatica al cane..
Esiste un cuore d’oro che la voglia adottare?
È vero che non è cucciolina ma è capace di amare in modo speciale. Per ora ho solo questa fotografia ma il suo sguardo è speciale.. come il suo cuore.
Con la speranza nel cuore resto in attesa di una telefonata per lei…
Grazie a tutti per il passaparola e un grande saluto.
CIAO a tutti! C'è un piccolo grande tesoro che ha bisogno di un grande aiuto.
E' un bel cagnolotto come Balto, un alaskan malamute.
E' adottabile in tutta Italia ma bisogna fare presto perchè ha tanto bisogno di essere tirato fuori di là.
Allego un volantino per chiunque voglia appendere questa richiesta di aiuto.
Grazie infinite.
Mery
TUTTA ITALIA
Buongiorno a tutti, sono Mery, una ragazza che cerca casa a tanti animali senza casa. Chi mi conosce conosce anche Balto, l’alaskan malamute salvato da sicura soppressione decisa all’interno di un canile.
Qualche tempo fa ho comprato un giornale e uno sguardo simile al suo ha catturato i miei pensieri.
Questo sguardo appartiene a Ricky, un alakan malamute di 5 anni che è entrato in un canile nel mese di maggio del 2004, era splendido ma è dimagrito perché non si trova in un bel canile, le forze lo stanno abbandonando ma la speranza illumina sempre il suo cuore, ricco d’amore e di capacità di amare.
È vero che non è un cucciolo ma ha il diritto di avere una nuova famiglia umana e soprattutto ha il diritto di vivere perché non sta bene in quel canile e molti cani se ne sono già andati…e molti se ne stanno andando a causa delle condizioni in cui vivono.
C’è bisogno di una bella persona che lo adotti presto, cerchiamo di salvarlo perché VUOLE vivere. Ha solo questo appello che è stato scritto per lui… per permettere di mostrare i suoi occhi a tutti voi nella speranza di far battere in modo speciale un cuore umano.
Si trova nel Lazio ma è adottabile anche nel nord Italia, in tutta l’Italia perché la volontaria che se ne occupa lo porterebbe in tutta Italia. Ovviamente chi lo adotterà deve essere disposto a mantenere i contatti dopo l’adozione.
Ciao a tutti, ecco ancora Waky, un altro volantino che si può appendere...
entrerà in canile in questi giorni.... ma spero tanto di ricevere una telefonata per lui per evitargli una gabbia...
Allego anche un volantino per chi si trova in zona.
Grazie a tutti. Mery
MILANO
Se non sarà adottato entro 5 gg entrerà in canile!
E' una notizia certa, non può più vivere con la sua famiglia umana e la sentenza è questa.
WAKY è un tesorino milanese, ha circa 2 anni, è un incrocio labrador, nero, un vero splendore. E' molto dolce, coccolone, tenero ma.... vive in una famiglia che non lo può più tenere. Waky ha bisogno di una casa con moltissima urgenza.... molta!!!!
Spero con tutto il cuore di riuscire a trovare cuna bella persona che possa amarlo... regalare una vita a questo bel tesoro... un piccolo gesto per salvarlo da una vita a forma di gabbia. È molto dolce, vive con i bambini e ha il cuore pieno di amore da donare.
Si trova dalle parti di Milano... un regalo per una vita.... una cosa è certa... dobbiamo salvarlo perché resterà troppo sconvolto dall'entrata in un canile.
Non possiamo abbandonare un cagnolino con uno sguardo così… le sue orecchie simpatiche… come non adottarlo?
Grazie per il passaparola e un caro saluto a tutti.
Cercasi casa con moltissima urgenza per 2 cucciolette che sono state trovate in un bosco, abbandonate, la loro cuccia era un buco scavato nel terreno. La loro mamma è stata portata via da una persona con il cuore amaro perché si avvicinava alle persone per chiedere da mangiare, li stava ancora allattando ma non hanno avuto nessuna pietà.
GINEVRA, E MORGANA sono 2 nere. Sono vaccinate e hanno tre mesi, cercano casa con moltissima urgenza. Da grandi saranno di taglia media, hanno il pelo corto e sono adorabili.
Che occhietti dolci.. come si fa a non adottarli?
Ovviamente persone amanti degli animali, non cacciatori e che si trovino in Roma o nella provincia.
Il loro fratellino è stato adottato e ora vive felice con una bella famiglia umana… qualcuno vuole adottare queste due gioielline?
Grazie per l’aiuto e il passaparola… aspetto fiduciosa questo bel regalo per i piccini.
Domenica 30 gennaio nella Valceno (Parma), si rende onore a sua maestà il Maiale. Si tratta di un'insolita rievocazione proposta nel paese di Varano de' Melegari dove verranno svelati i trucchi dell'antica macellazione. Al Parco Cordiani di Varano saranno immolati dei maiali come si faceva un tempo, POI SI POTRA' ASSISTERE ALLA PELATURA,AL TAGLIO E ALLA SELEZIONE DELLE CARNI DA DESTINARE ALLE GHIOTTONERIE CHE SI GUSTERANNO NEL POMERIGGIO.
A questo tipo di barbarie, dobbiamo continuare a far sentire la nostra voce, non possiamo pensare che si continui a far passare per cultura quello che è stata da sempre una violenza nei confronti di indifese creature.
Mandiamo numerose e-mail di protesta senza minacce o insulti.
Con la presente, unisco la mia voce di protesta, contro la rievocazione dell'antica macellazione del maiale, che avrà luogo il 30 gennaio al parco Cordiani nel Comune di Varano de' Medici. In quell'occasione si uccideranno dei maiali ed in seguito si potrà assistere alla pelatura, al taglio e alla selezione delle carni da destinare alle ghiottonerie che verranno poi gustate nel pomeriggio.
Tutto questo è deplorevole in una società dove esiste ancora così poca attenzione e rispetto per gli animali. Esistono già troppe atrocità negli allevamenti intensivi, nelle macellerie, che non c'è alcuna necessità di glorificare antiche e barbare usanze contadine che nulla di buono hanno da insegnare all'uomo moderno. Nelle antiche culture contadine, non c'è mai stato rispetto o interesse per gli animali se non per quello che potevano portare di vantaggioso per l'uomo.
Secondo recenti ricerche scientifiche, il maiale è un animale sensibile, intelligente almeno quanto il nostro cane domestico, capace di provare sentimenti di amore verso i propri cuccioli, con un elevata capacità di provare dolore fisico e psichico. Quale spettacolo si offrirà ai bambini che parteciperanno a questa rievocazione?
Insegnamo ai nostri figli l'amore per gli animali, il rispetto per gli altri esseri viventi, la cultura di una sana alimentazione vegetariana, senza creare sofferenza ad esseri senzienti.
FERMIAMO QUESTI INDEGNI SPETTACOLI ED USCIAMO DAL MEDIOEVO.
Oggetto: [AgireOra] [ESITO] A Tezze il maiale non lo scannano piu'!
A Tezze il maiale non lo scannano piu'!
Qui sotto riporto l'epilogo della vicenda.
Il presidio di protesta che era stato organizzato da 100%animalisti per sabato 29 alle 9.30 a Tezze si fa lo stesso, ma alle 11.00 anziche' alle 9.30. Il punto di ritrovo e' la piazza principale di Tezze (Vicenza).
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Il Giornale di Vicenza Stop alla macellazione dei suini per la scuola - 27 gen 05 Il primo round va agli animalisti ma la lezione dal vivo è soltanto rinviata e anzi sarà solo la prima d’una serie legata alle tradizioni locali.
La dimostrazione di insaccamento delle carni suine per trasformarle in salumi è stata spostata ad altro tempo e luogo. Due gli appuntamenti previsti, sabato 12 e 19 febbraio, nel capannone del parco dell'Amicizia, nella golena del Brenta. La decisione del rinvio è stata presa dal consiglio dell'istituto comprensivo D’Assisi riunitosi nella serata di martedì. «Da una parte non intendiamo rinunciare ad un'iniziativa tesa a far rivivere le tradizioni della civiltà contadina - afferma il sindaco Luciano Lago - dall'altra non vogliamo esporre i ragazzi a forme di contestazione da parte degli animalisti. Di qui, la decisione di rinviare l'iniziativa in altro luogo e tempo. Oltre a questa, intendiamo portare avanti, in collaborazione con la scuola, altre iniziative finalizzate a far rivivere il passato, l'arrotino, l'impagliatore di sedie, la vita nell'aia ed in stalla a contatto con gli animali. Ai ragazzi, ripeto ancora una volta, non sarà fatta vedere alcuna scena di violenza sugli animali». «Certe prese di posizione - continua il sindaco - non hanno tenuto conto di questa decisione presa fin dall'inizio. Non accettiamo certe forme di protesta del tutto ingiustificate. Oltre che contro un organo di stampa, abbiamo presentato denuncia contro gli animalisti che per due volte, in pochi giorni, hanno tappezzato il centro e le scuole di manifesti improponibili. Per difendere gli animali da presunte violenze, sono state esposte immagini di una crudeltà unica. Di qui, la decisione di far intervenire la magistratura. Al danno per i muri imbrattati, si deve aggiungere il lavoro dei dipendenti del Comune per togliere i manifesti. Si è fatto un gran rumore su una vicenda del tutto normale». (m. b.) Il Giornale di Vicenza
Oggetto: [AgireOra] [NOTIZIA] Ciclo di conferenze ad Alessandria a febbraio
Il movimento AgireOra di Alessandria, in collaborazione con l’ADA – Associazione Donne di Alessandria, con il contributo economico del CSVA – Centro Servizi per il Volontariato della provincia di Alessandria, organizzano il terzo ciclo di conferenze sul rapporto umani - altre specie, e l’etica aspecista.
Le conferenze si terranno nella sala multimediale del Museo Etnografico "C’era una volta" – piazza della Gambarina – Alessandria, tutti i venerdì di febbraio, con inizio alle ore 21.00 e ingresso libero. Per info: alessandria@...
PROGRAMMA
.: Venerdì 4 febbraio - ore 21
Il massacro degli animali e l’Olocausto: il contributo di Charles Patterson alla discussione sui diritti animali.
Conferenza di apertura con un’analisi della radice comune dello sfruttamento umano e animale attraverso lo studio delle incredibili ma innegabili somiglianze tra il modo in cui i nazisti trattavano le loro vittime e il modo in cui, nella società attuale, noi trattiamo gli animali. Si esamineranno i meccanismi che hanno fatto sì che l’uomo si arrogasse il ruolo di specie dominante del pianeta e, successivamente, di come lo sfruttamento e la uccisione, sia degli animali che degli uomini, si siano trasformati nel corso del XX secolo in un processo razionale e industrializzato, con la creazione di macelli e camere a gas.
Dr. Massimo Filippi – curatore dell’edizione italiana di “Un’eterna Treblinka” di C. Patterson, Editori Riuniti. Attivista dell’associazione “Oltre la Specie”.
.: Venerdì 11 febbraio - ore 21
Una lettura psicologica dell’aggressività sugli animali.
Si cercherà di capire e interpretare una realtà apparentemente schizofrenica, quella di tanti milioni di persone, assolutamente normali, che convivono con tranquillità con la dolentissima sofferenza degli animali, e che coniugano il biasimo per i comportamenti giudicati crudeli dei bambini nei confronti degli animali, con la totale indifferenza nei confronti di crudeltà erette a sistema (allevamenti intensivi, macelli, vivisezione, ecc.).
Dr.ssa Annamaria Manzoni – psicologa e psicoterapeuta accreditata quale esperta in psicologia clinica e in psicologia dell’età evolutiva presso l’Ordine degli Psicologi della Lombardia. È Consigliere del Movimento Antispecista e ha pubblicato diversi articoli professionali inerenti le problematiche psicologiche del rapporto uomo-animali.
.: Venerdì 18 febbraio - ore 21
La dieta ottimale: i vantaggi per la salute dell’alimentazione vegetariana.
L’alimentazione basata su cibi vegetali si sta rivelando sempre di più una alternativa valida alla dieta Occidentale che è basata su cibi di origine animale, responsabile delle principali malattie che affliggono le società ricche. Vengono passati in rassegna i più rilevanti aspetti dell’alimentazione vegetariana e vegana (composizione e adeguatezza nutrizionale) e la sua influenza sullo stato di salute.
Dr.ssa Luciana Baroni – Presidente della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana Onlus, associazione avente lo scopo di divulgare le informazioni medico-scientifiche sull’alimentazione a base di cibi vegetali, e formata da professionisti sensibili a questi temi. Ha scritto e curato la traduzione di articoli scientifici concernenti l’alimentazione e lo Stile di Vita. Autrice del libro “Decidi di star bene”, Edizioni Sonda.
.: Venerdì 25 febbraio - ore 21
Cosa mangiano i vegan?
Essere e vegan è uno stile di vita, un modo di essere e vivere più rispettosi anche verso gli esseri senzienti non umani, gli animali, soprattutto a tavola, non consumando alcun cibo di origine animale. A proposito di cucina, si sente sovente dire che un pasto senza carne non è un vero pasto. Niente di più falso! Nel corso della serata verrà spiegato come preparare innumerevoli piatti buoni, sani e gustosi: perché cucinare vegan è facile e alla portata di tutti.
Emanuela Barbero – autrice del libro “La cucina etica, oltre 700 ricette vegan”, Edizioni Sonda. Si occupa da anni di alimentazione nonviolenta e di cucina vegan, con l’intento di coniugare il cibo senza crudeltà con la buona tavola. Collabora con diversi siti web per la diffusione di un’alimentazione e uno stile di vita più compassionevoli e responsabili. Ha ideato e gestisce il sito www.vegan3000.info , il primo in Italia dedicato all’alimentazione e alle ricette vegan.
Alla fine della conferenza seguirà un Buffet con degustazione di cibo vegan a cura di mAnGIaRE-ORA
Oggetto: [AgireOra] [NOTIZIA] Corso di formazione per volontari zoofili a Chiavari
Corso di formazione per volontari zoofili: "Tutela degli animali nel comprensorio chiavarese"
Organizzato da: associazione yusya - Onlus - in collaborazione con Celivo Associazioni partner: "Lega Amici degli Animali" Onlus, Rapallo - "Lega Amici del Cane Tigullio", Chiavari
Durata e svolgimento - Il corso avrà una durata di circa mesi 3 (13 settimane). Sono previste 13 lezioni teorico pratiche a cadenza settimanale di ore 3 ciascuna (il lunedì – se festivo rinviato al martedì - dalle ore 20 alle ore 23) più 3 visite didattiche di 4 ore ciascuna in strutture di ricovero (sabato 12/03/05 – sabato 16/04/05 – sabato 21/05/05 dalle ore 15,30 alle ore 19,30). Obiettivi - Attraverso il corso, di carattere teorico-pratico (sarà condotto da medici veterinari ed esperti in legislazione della normativa riguardante gli animali), ci si propone di formare aspiranti volontari, o volontari che già operano nell’ambito del volontariato zoofilo, con particolare attenzione all’ottenimento di conoscenze nel soccorso e ricovero di animali di affezione. Il corso è in ogni caso aperto a chiunque voglia approfondire le proprie conoscenze nell’ambito della tutela degli animali di affezione. A fine corso verrà rilasciato un attestato di frequenza ai partecipanti che avranno preso parte almeno all’80% degli incontri programmati. Il corso inizierà lunedì 7 Marzo 2005 alle ore 20 presso sede della Croce Verde Chiavarese, largo Casini 10 Chiavari (Ge). L'iscrizione deve pervenire entro il 25 febbraio 2005.
Nuove ombre sul canile di Casa Luca: nonostante gli sforzi del Comune di Roma, il mancato accordo con il proprietario della struttura e con i comuni legittimi proprietari degli animali consente ad imprenditori senza scrupoli, gestori di canili “business”, di farsi avanti per il ritiro della “merce”
Alcuni comuni minacciano di riprendersi i cani di loro competenza e di trasferirli fuori città, in altre strutture private. Un imprenditore proprietario di un canile fatiscente anche se in via di ristrutturazione si reca a Casa Luca con l’intento di prendersi i cani dei comuni che hanno stipulato con lui la convenzione. Per i 340 cani ancora ospiti del canile Casa Luca di Roma (dei 1.031 che erano il giorno del sequestro del canile, il 21 gennaio 2002) non c’è ancora pace. Sono ancora sotto minaccia.
A 3 mesi dal successo del Comune di Roma che, a conclusione del sequestro giudiziario,è riuscito il 28 ottobre a farsi nominare “affidatario” di tutti i cani, a tutt’oggi non è stato raggiunto alcun accordo economico con il proprietario della struttura per l’affitto delle gabbie e con i comuni legittimi proprietari degli animali per il passaggio della convenzione. E l’assenza di questi accordi lascia i cani alla merce’ di comuni insensibili alle tematiche animaliste e di imprenditori dediti al business del randagismo che pretendono di andare a ritirare la “merce” di loro competenza.
“E’ dal 28 ottobre che stiamo provando a trattare con il proprietario di Casa Luca – afferma Monica Cirinna’, la delegata del Sindaco ai Diritti degli Animali che della battaglia per la difesa di questi cani ha fatto la sua bandiera – ma di fronte a richieste economiche assurde non possiamo intavolare nessuna trattativa sensata. E i comuni, in assenza di un nostro accordo per l’affitto delle gabbie, stanno semplicemente a guardare, non facendosi parte attiva per aiutarci a risolvere questo primo nodo. E’ il posto dove ospitare questi animali che ci manca, infatti, non la volontà di continuare ad accudirli. Faccio appello a tutti i sindaci ad aiutarmi ad aprire una trattativa finalmente compiuta per mettere finalmente il punto a questa storia senza fine”.
Nuovamente sul piede di guerra i volontari dell’Associazione Volontari Canile di Porta Portese, che gestiscono, per conto del Comune di Roma, questi animali dal giorno del sequestro della struttura e che questa estate si sono distinti per una occupazione durata un mese.al fine di difendere i cani che erano stati dissequestrati a causa della caduta in prescrizione del reato di maltrattamento. “Ai comuni che non prendono posizione e stanno semplicemente a guardare – dice Sergio Perelli, presidente dell’AVCPP -e agli imprenditori invogliati da guadagni facili diciamo una cosa sola: preparatevi ad una lunga guerra, noi i nostri cani non li molliamo”.
Si rinnova l’appello ai cittadini a venire ad adottare un cane al più presto possibile:
il canile Casa Luca è aperto 7 giorni su 7, dalle ore 9.00 alle ore 15.00
NO ALLA CACCIA: FIRMA LA PETIZIONE DELL'ENPA, AI BANCHETTI DELLA PROTEZIONE ANIMALI E SUL SITO WWW.ENPA.IT. AIUTACI A DIRE NO ALLA CACCIA: IL PIOMBO E' VELENOSO
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MALTEMPO, NONOSTANTE IL GELO NON BISOGNA RINUNCIARE ALLA PASSEGGIATA CON FIDO. I CONSIGLI DEI VETERINARI
L'ondata di gelo che sta interessando l'Italia non deve scoraggiare gli amici dei cani. Con qualche precauzione. "I cani si rallegrano quando vedono la neve. Di solito si divertono molto a infilare il muso nella coltre bianca". Lo ricorda Laura Torriani, segretari dell'Anmvi, l'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani. Attenzione al freddo, però: non solo perché il corpo dell'animale è a contatto diretto con la neve, ma anche perché spesso i cani la mangiano. "Bisogna quindi fare attenzione - ha aggiunto Laura Torriani - affinché non ne mangino troppa per evitare episodi di diarrea o vomito legati all'ingestione di neve gelata". Rientrati in casa, i cani vanno accuratamente asciugati. Vanno asciugati anche se, durante la passeggiata, è stato utilizzato un "cappottino", sempre consigliato per i cani a pelo corto e per quelli anziani. Bisogna essere invece molto prudenti con i cuccioli: "Dat a la minore capacità di termoregolazione, i cuccioli dovrebbero essere tenuti alla larga dalla neve, se non per brevissimi periodi", ha concluso la segretaria dell'Anmvi. (27 gennaio)
MALTEMPO E TRASPORTO DI ANIMALI: L'ENPA DELL'EMILIA ROMAGNA CHIEDE DI INTENSIFICARE I CONTROLLI
Un invito a intensificare i controlli su strade e autostrade in questi giorni di gelo è stato rivolto dal coordinatore regionale dell'Emilia Romagna, Carlo Locatelli, alla Polizia Stradale e ai Carabinieri. Secondo quanto scrive Locatelli in una lunga e articolata lettera, molti cittadini si sono rivolti alle Sezioni Enpa della regione segnalando il trasporto di animali in condizioni pietose, esposti alla pioggia e al freddo. "Anche se i suddetti animali sono destinati all'alimentazione - scrive Locatelli - non va mai dimenticato il principio per cui, essendo esseri viventi e senzienti, sono titolari di diritti degni di tutela e di rispetto". Il coordinatore regionale dell'Emilia Romagna chiede quindi alla Polizia Stradale e ai Carabinieri di intensificare i controlli ai mezzi pesanti che trasportano gli animali accertando il pieno rispetto delle norme in materia di benessere degli animali durante il trasporto. Locatelli ricorda che non basta, purtroppo, il lavoro di prevenzione e di controllo delle Guardie Zoofile volontarie dell'Enpa e che serve un impegno maggiore da parte delle forze dell'ordine. (25 gennaio)
SPERIMENTAZIONE ANIMALE, LO ZOOPROFILATTICO DI BRESCIA CORREGGE IL BANDO DOPO LA DIFFIDA DELL'ENPA: CONCORSO APERTO AGLI OBIETTORI
Al concorso per l'assunzione di tecnici di laboratorio all'Istituto Zooprofilattico sperimentale di Brescia, possono partecipare tutti: anche chi fa obiezione di coscienza alla sperimentazione animale. La dirigente responsabile dell'unità Gestione del Personale dello Zooprofilattico, Elisabetta Piovani, ha corretto il bando di concorso dopo la diffida presentata dall'Ente Nazionale Protezione animali. Nella prima versione del bando, infatti, l'istituto richiedeva ai candidati di di rinunciare all'obiezione di coscienza alla sperimentazione animale.Secondo l'Enpa, tale richiesta, oltre ad essere palesemente in contrasto con la Legge 413/93 che dà facoltà ai lavoratori, agli studenti e ai ricercatori di non effettuare gli esperimenti sugli animali, rappresentava una gravissima forma di discriminazione nei confronti di una platea di candidati i quali, per partecipare a un concorso e sperare legittimamente di avere un posto di lavoro, avrebbero dovuto già in fase di domanda di ammissione alle prove rinunciare ad un diritto riconosciuto da una legge del 1993. Il bando, secondo l'Enpa, contrastava anche con le previsioni della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e del Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici. "La legge 413 del 1993 è inequivocabile - dichiara Alessio Bonetti, consigliere nazionale dell'Enpa -. Stabilisce infatti che l'obiezione di coscienza alla sperimentazione animale è un diritto dei cittadini che si oppongono alla violenza su tutti gli esseri viventi e, contrariamente a quanto richiesto dall'Istituto zooprofilattico nei propri bandi, sancisce l'obbligo del datore di lavoro di informare i dipendenti del diritto ad esercitare l'obiezione di coscienza alla sperimentazio ne animale. E' pertanto illegittimo chiedere una preventiva rinuncia: si snatura il senso e la portata della norma."La diffida era stata inviata stata inviata, per conoscenza, anche alla Procura Generale della Corte dei Conti.
Pubblichiamo, di seguito, il testo integrale della precisazione dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Brescia. Il comunicato sarà pubblicato su alcuni quotidiani nazionali e locali.
ISTITUTO ZOOPROFILATTICO SPERIMENTALE DELLA LOMBARDIA E DELL'EMILIA-ROMAGNA
PRECISAZIONI IN ORDINE AI BANDI DI CONCORSO PUBBLICO PER IL CONFERIMENTO DI POSTI DI ASSISTENTE TECNICO ADDETTO AI SERVIZI DI LABORATORIO CAT. C - INDETTI DA QUESTO ISTITUTO ZOOPROFILATTICO SPERIMENTALE DELLA LOMBARDIA E DELL'EMILIA-ROMAGNA A SEGUITO OBIEZIONE E.N.P.A.
Dichiarazione richiesta ai candidati "di rinunciare all'obiezione di coscienza sulla sperimentazione animale":
-è una facoltà;
- la sua assenza o la dichiarazione contraria non costituiscono motivo di esclusione dal concorso;
- la rinuncia all'obiezione di coscienza non è uno dei requisiti richiesti per l'ammissione.
I candidati che non effettuano la dichiarazione o dichiarano di avvalersi dell'obiezione di coscienza sono ammessi al concorso.
Brescia, 27/01/2005
Il DIRIGENTE RESPONSABILEDELL'U.O. GESTIONE DEL PERSONALE
IL COMUNE DI CUNEO AFFIDA ALL'ENPA IL PIANO DI STERILIZZAZIONE DELLE COLONIE FELINE
Il progetto Enpa sulle colonie feline, in collaborazione con le Asl di competenza e già applicato con successo nei Comuni di Saluzzo, Lagnasco, Gambasca e Manta (e in fase di definizione presso gli altri Comuni), approda a Cuneo. La richiesta dell'amministrazione comunale del capoluogo, pervenuta alla sede provinciale Enpa, che ha sede a Saluzzo, è stata prontamente accolta e verrà definita nei dettagli nei prossimi giorni.
L'obiettivo primario del progetto, coerentemente alla legislazione vigente, è la cattura, la sterilizzazione e la reimmissione dei gatti nel loro territorio. Non sarà fatta nessuna deportazione in altro luogo, a salvaguardia dell'eccezionale ruolo naturale svolto dalle colonie feline.
"Questa iniziativa - dichiara Paola Bano, presidente della Sezione di Saluzzo della Protezione Animali e commissario della Sezione di Cuneo - dimostra l'immutato interesse dell'Enpa per la zona di Cuneo, nonostante il doveroso commissariamento della sezione del capoluogo, considerando innanzitutto il lavoro finalizzato al benessere animale".
"Per fortuna - aggiunge Paola Bano - in provincia sta crescendo un gruppo giovane, preparato ed affiatato. L'esigenza a Cuneo è quella passare da una presenza di facciata a una presenza fortemente operativa. Riattiveremo la Sezione cuneese appena il numero di volontari attivi sarà consistente e appena gli stessi volontari avranno acquisito la necessaria esperienza e preparazione. Per il momento - ha concluso la presidente della Sezione Enpa di Saluzzo - cerchiamo persone interessate ad aiutarci in questo importante progetto, che si interessino delle colonie feline del capoluogo e vogliano impegnarsi con noi a migliorare l'esistenza delle decine di gatti di cui ci occuperemo nei prossimi mesi".
Chi fosse interessato a collaborare, può contattare i seguenti recapiti: 347.3140946, 335.6097109. Mail: info@..., saluzzo@.... (25 gennaio)
NUOVA STRAGE DI GATTI IN PROVINCIA DI VITERBO: PRONTA LA DENUNCIA DELL'ENPA
Sei gatti appartenenti a una colonia felina accudita da una "gattara", sono stati trovati morti a Blera, in provincia di Viterbo. I poveri felini sono stati trovati morti dalla donna nelle vicinanze del suo negozio, in Piazza Papa Giovanni. I corpi dei gatti sono stati consegnati all'Istituto Zooprofilattico di Roma per scoprire le cause della morte. Quasi certamente di tratta di un caso di avvelenamento.
«Non sappiamo se vengano usati diserbanti o stricnina per preparare i bocconi - ha dichiarato al quotidiano "Il Messaggero" Elvia Viglino, presidente della Sezione Enpa di Vitermo- ma la cosa grave è che un avvelenamento di massa di questo genere avviene nel centro storico di un paese. E se un bambino schiaccia una di queste polpette avvelenate, poi magari si tocca la scarpa e dopo si mette le mani in bocca, perché non sempre una madre può prevenire atteggiamenti poco igienici, davvero scoppia una tragedia. Sembra però che questo gravissimo rischio non venga mai nemmeno considerato. Come Enpa, comunque, ci riserviamo di presentare un esposto alla procura e di chiedere l'apertura di un'inchiesta. Per quello che può valere, visto il risultato delle precedenti denunce».
A dicembre un gatto appartenente alla stessa colonia felina era stato trovato morto avvelenato. (25 gennaio)
INSEGUE I GATTI E DISTRUGGE I RIPARI: CINQUANTENNE DENUNCIATO DALL'ENPA
Ha prima rincorso diversi gatti delle colonie feline, colpendoli con un bastone; poi, con lo stesso bastone, si è accanito contro i ripari, costruiti dai volontari Enpa, distruggendoli completamente. Un uomo di 50 anni di Savona è stato denunciato alla Procura della Repubblica dalle Guardie Zoofile della Sezione savonese dell'Enpa. I fatti sono accaduti nei giorni scorsi in via Garroni a Lavagnola e gli animali appartengono alla colonia felina curata dai volontari dell'Enpa. L'oasi è stata al centro di una lunga contesa tra Comune e Provincia da un lato e l'Enpa dall'altro, conclusasi con la demolizione di alcune baracche, ritenute abusive, che gli animalisti utilizzavano in parte per accudire le bestiole. Secondo il Comune, lo smantellamento era urgente per procedere a lavori di messa in sicurezza dell'argine del Letimbro che, a mesi di distanza, non sono ancora iniziati.
In base alla legge 189 contro i maltrattamenti di animali, approvata la scorsa estate, l'uomo rischia la reclusione da tre mesi a un anno o la multa da 3.000 a 15.000 euro, senza contare la preannunciata costituzione di parte civile dell'Enpa. L'uomo rischia inoltre una sanzione amministrativa fino a 775 euro per aver ostacolato l'attività di cura della colonia felina ed averne distrutto i ripari. (25 gennaio)
AVVELENAMENTI, I VOLONTARI DELL'ENPA DI SONDRIO SCRIVONO AL SINDACO
Un fenomeno non nuovo, ma che sta prendendo una brutta piega. Urge correre ai ripari. Motivo per cui la sezione provinciale dell'Enpa chiama in causa il primo cittadino. Si sta parlando dei numerosi casi di avvelenamento di cani e gatti avvenuti sia in un passato remoto che recente nel Comune di Montagna. In una lettera aperta al sindaco Barbara Baldini, l'Ente protezione animali chiede «visto il perdurare del fenomeno sul suo territorio, quali provvedimenti ha adottato o, intende adottare, per tutelare l'incolumità pubblica, non solo delle bestie, ma anche e soprattutto delle persone che abbiano a transitare nel suo Comune». Precisa e immediata la replica di Baldini: «Sono perfettamente a conoscenza del problema. Sono convinta che sono episodi da stigmatizzare, di fronte ai quali però non si può stare a guardare. Quindi quanto prima ne parleremo e cercheremo delle soluzioni valide. Ho comunque l'i mpressione, non voglio peccare d'ambizione, che manchi un po' di scuola, di educazione sull'argomento: sia per chi di cani o di gatti ne possiede, sia per chi non ne ha». Nella lettera a cura dei volontari dell'Enpa si ricorda che «già nel 2001 Montagna era balzata agli onori della cronaca per i numerosissimi casi di avvelenamento di animali d'affezione sul suo territorio: cani e gatti, rinvenuti morti o deceduti, dopo atroci sofferenze, nonostante le cure prestate dei veterinari». Un boccone intriso di veleno abbandonato volutamente sul territorio è stato motivo di atroci dolori anche per Dado, un cagnolone, salvato per un soffio lo scorso maggio. Caso, questo, denunciato pubblicamente dalla proprietaria Barbara Bonini dalle colonne di questo giornale. «Un'altra signora di via Castaldo - proseguono nella lettera - invece ha informato il sindaco dell'accaduto ed ha sporto denuncia per l'avvelenamento del suo gatto». Ma la cosa che maggiormente la preoccupa riguarda «il suo bimbo di d ue anni, che, inavvertitamente giocando, potrebbe venire a contatto con i bocconi avvelenati». «Sono a conoscenza anche di questo spiacevole episodio» ha confermato il primo cittadino. Ultimo caso, in ordine cronologico, quello avvenuto «in questi giorni quando un cittadino residente in via Prada ha rinvenuto morto - denuncia e sottolinea l'Enpa - all'interno della sua proprietà il suo cane con bava alla bocca, per presunto avvelenamento». Un appello quello del sodalizio rivolto anche alla popolazione «affinché informino immediatamente il sindaco di fronte a casi di avvelenamento e sporgano denuncia presso le forze dell'ordine e, gentilmente, ne inviino una copia anche al nostro ente all'indirizzo Enpa, casella postale numero 38 Sondrio».
(d. lu.)
(Articolo tratto da "La Provincia di Sondrio" del 27 gennaio)
UNA RISERVA NATURALE CONTROLLATA DAI VOLONTARI CONTRO IL BRACCONAGGIO
Istituire una riserva naturale in provincia di Caserta per contenere il fenomeno del bracconaggio. E' l'idea sulla quale sta lavorando il presidente della Provincia di Caserta, Riccardo Ventre e che ha già avuto il via libera informale del ministro dell'Ambiente Matteoli, il quale si è impegnato a stanziare, per l'area protetta, 20 milioni di euro. La riserva - da anni interessata da fenomeni di bracconaggio - dovrebbe sorgere con l'acquisizione e la bonifica del territorio compreso tra Castelvolturno e Villa Literno, interessato di recente da una importante operazione antibracconaggio portata a termine dai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico. Per avviare l'iter di formalizzazione della proposta, il presidente della Provincia di Caserta convocherà a breve un tavolo istituzionale.
Intanto, per potenziare il servizio di vigilanza, la Provincia ha stipulato una convenzione con sei associazioni, tra cui l'Enpa, per utilizzare 306 agenti volontari che opereranno in supporto alla polizia provinciale.
L'operazione dei carabinieri, effettuata qualche giorno fa, ha portato alla luce vasto giro di caccia illegale che per anni ha provocato la morte di migliaia di uccelli, anche rari e protetti. Gli organizzatori della caccia di frodo avevano allestito veri e propri bunker illegali di cemento armato nei quali si riparavano i cacciatori. I bunker - erano stato attrezzati con stufe, sedie, radioline, frigoriferi, superalcolici, stivali e attrezzature complete di caccia, persino fucili modificati in grado di sparare fino a otto colpi. L'attività illegale - hanno spiegato i carabinieri del Noe - si svolgeva dall'imbrunire fino alla mattina successiva ed era suddivisa in turni di due ore. Cinquele persone che potevano appostarsi all'interno di ogni bunker, per ogni turno. Il costo dell'affitto del bunker andava dai 200 ai 500 euro a persona per tutto l'anno. ( 27 gennaio)
GENOVA, RINTRACCIATO IL PROPRIETARIO DELL'IGUANA RECUPERATA DAI VOLONTARI ENPA
E' stato rintracciato il proprietario dell'iguana trovata l'altro giorno nel centro abitato di Genova e accudito, successivamente, dai volontari della locale sezione dell'Enpa. Si tratta di un imprenditore, il quale ha affermato di aver perso l'animale nel corso di un trasloco. L'uomo risulta in regola con tutti i permessi: il rettile gli è stato riconsegnato, ma le Guardie Zoofile, nel corso di un sopralluogo, hanno giudicato inadeguato lo spazio che l'imprenditore ha riservato al rettile. Il proprietario dell'iguana si è impegnato a provvedere in pochi giorni. Il rettile era stato notato sul bordo della carreggiata da un automobilista. Quest'ultimo aveva recuperato l'iguana e l'aveva portata nei locali della Sezione della Protezione Animali, dove i volontari l'hanno subito accudita aiutati da un esperto. Il rettile era infreddolito e terrorizzato. "Il problema - hanno spiegato i volontari della S ezione Enpa di Genova subito dopo il ritrovamento dell'iguana - è destinato a diventare sempre più grande, perché la gente preferisce sempre più gli animali esotici ai cani e ai gatti. Le rane, i serpenti, i pappagalli e tutti gli altri animali esotici, devono stare nel loro habitat dove, tra l'altro, molte specie stanno scomparendo. Accontentiamoci - aggiungono i volontari - dei cani e dei gatti, magari adottati in un canile o in un gattile". (28 gennaio)
CAGNOLINA ABBANDONATA A VICENZA PERCHE' MALATA. SARA' CURATA GRATIS, MA CERCA CASA
Abbandonata perché malata. È questa la storia di una meticcia di sei anni circa, di piccola taglia, lasciata qualche notte fa in un giardino. Un abbandono che sa ancora di più di crudeltà se si pensa che la cagnolina stava così male che non riusciva quasi a camminare. Eppure la sua è una storia a lieto fine. Sì, perché la veterinaria Isabella Costa di Dueville ha deciso di operarla e salvarle la vita. Ora spetta al buon cuore di qualche famiglia (la vicenda è avvenuta a Vicenza, ndr) aprire la porta di casa a questa piccola bastardina che non vede l'ora di scodinzolare per chi le vorrà bene veramente. Spiega Costa: «Questa meticcia è malata da tempo di tumore alla mammella. Non è niente di gravissimo, tanto che nel giro di quindici giorni dovrebbe essersi rimessa. L'intervento per asportarle il tumore? Lo farò io e gratis». Un gesto di buon cuore da parte della professionista che permetterà alla cagnolina di rimettersi in sesto e trovare una famiglia che le potrà dare tanto affetto. Quell'affetto che evidentemente non ha mai avuto dai vecchi padroni che ora, per legge, andrebbero puniti perché è reato abbandonare gli animali (anzi, chi riconoscesse dalla foto la cagnolina e identificasse i proprietari, dovrebbe segnalarli). A meno che l'amica a quattro zampe non sia stata lasciata per mancanza di denaro per pagare l'intervento. Un'ipotesi che, per esperienza, la dottoressa Costa tenderebbe ad escludere: «L'intervento costa 700 euro. Conosco clienti che rinunciano a molto pur di curare il proprio cane o si rivolgono all'Enpa». Chi fosse intenzionato ad adottare la cagnolina può telefonare all'ambulatorio di Isabella Costa allo 0444/360818 o 388/3569380.
(cri. gia. )
(Articolo tratto dal "Giornale di Vicenza" del 27 gennaio)
PALEONTOLOGIA: GLI IPPOPOTAMI E LE BALENE SONO CUGINI DI PRIMO GRADO
Gli ippopotami e le balene sono cugini di primo grado: il loro antenato era acquatico e nuotava nelle acque del pianeta circa 50-60 milioni di anni fa. A questa conclusione sono giunti i ricercatori dell'Università di Berkeley in California sulla base di una analisi filogenetica compiuta su moltissimi resti fossili. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista dell'Accademia Americana delle Scienze "PNAS". La ricerca sembra porre fine all'annosa questione dell'origine dei cetacei e delle parentele di questi mammiferi adattati alla vita acquatica; conferma, inoltre, la fortissima analogia molecolare tra le balene e gli ippopotami.
Secondo la ricostruzione fatta dagli scienziati, all'inizio c'era un animale acquatico o semi-acquatico che, vissuto 50 o 60 milioni di anni fa, ha dato vita a due gruppi: i primi mammiferi acquatici e gli "Antracoceri" terrestri, simili ai maiali. Gli Antracoceri, vissuti fino a 2,5 milioni di anni fa, si diffusero con 37 distinti generi in tutti i continenti eccetto che in Oceania e Sud America, lasciando infine traccia di sé in un unico discendente: l'ippopotamo.
Sulla base di questa ricerca, quindi, le balene sarebbero a loro volta parte del grande gruppo degli ungulati che comprende giraffe, cammelli, mucche, pecore, antilopi, cioè degli "Artiodattili", grande ordine di mammiferi caratterizzato da un numero pari di dita. (25 gennaio)
ZOOLOGIA: ANCHE LE MOSCHE SI FANNO INGANNARE DAI DONI DEI MASCHI
Le mosche femmine si fanno ingannare, nella fase del corteggiamento, dai maschi, i quali spesso, al posto di fare doni in cibo, consegnano alle femmine vistose e inutili palline bianche. Lo affermano i ricercatori Natasha Lebas e Leon Hockham dell'università di St. Andrews, in Gran Bretagna, in una ricerca i cui risultati stanno per essere pubblicati. Legati ai rituali di corteggiamento e di riproduzione, i doni inutili sono abbastanza diffusi nel regno animale, ma mai prima d'ora, il rito del dono inutile era stato riscontrato tra gli insetti. I ricercatori hanno studiato un insetto molto vicino alla mosca e hanno dimostrato che le femmine si concedono spesso quando i maschi pretendenti al posto di regalare cibo, donano palline di cotone bianco. (27 gennaio)
Oggetto: Premio Letterario Nazionale Fondo Amici di Paco - 7aed. 2004/05
PREMIO LETTERARIO NAZIONALE “FONDO AMICI DI PACO” Settima edizione 2004/2005
PACO PREMIA I RAGAZZI CHE AMANO GLI ANIMALI
Ha preso il via la settima edizione del Premio Letterario Nazionale Fondo Amici di Paco rivolta agli studenti delle medie, che vede ogni anno la partecipazione di circa 8.000 studenti da tutta Italia.
Dopo aver letto il libro “Paco, il Re della strada”*, immagina di scrivere al protagonista, Paco, una lettera nella quale gli esprimi i pensieri, le riflessioni e le speranze che la lettura della sua storia ti ha ispirato, soffermandoti in particolare sul capitolo che ti ha maggiormente colpito.
* Paco, il Re della strada - Diana Lanciotti - Ed. Mursia - Elemond
Con questo enunciato il Fondo Amici di Paco, l’associazione nazionale per la tutela dei cani ispirata alla ormai mitica figura del cagnolino Paco, si ripropone a tutti gli studenti delle scuole medie italiane per la settima edizione del Premio Letterario Nazionale che prende il nome dall’associazione stessa.
L’enunciato fa riferimento a Paco, il Re della strada, il libro diventato un cult per gli amanti degli animali. Scritto da Diana Lanciotti, scrittrice, giornalista e mamma adottiva di Paco da quasi 13 anni, grazie al notevole successo ottenuto in libreria, è diventato anche testo di narrativa scolastica, adottato ogni anno da numerose scuole medie italiane. La storia di Paco, cane di famiglia abbandonato per strada in mezzo a mille pericoli, è un monito per tutti coloro che non pensano a quanto un animale abbandonato possa soffrire (fisicamente e psicologicamente) e una speranza per migliaia e migliaia di cani che, grazie a Paco, potranno avere un futuro migliore. Infatti Diana Lanciotti ha sin dall’inizio deciso di destinare i diritti d’autore al Fondo Amici di Paco (l’associazione da lei stessa fondata) per sostenerne le attività a favore dei cani (e dei gatti) più sfortunati di Paco.
Il Premio Letterario Nazionale è senza dubbio la più importante iniziativadi sensibilizzazione che vede impegnato ogni anno il Fondo Amici di Paco. Anche per l’anno scolastico 2004/2005 la locandina con il bando di concorso è stata inviata in gennaio ai Presidi di tutte le scuole medie italiane.
Abbiamo parlato del Premio Letterario con Diana Lanciotti, coordinatrice della Giuria e autrice di tre altri libri di grande successo: C’è sempre un gatto, Paco. Diario di un cane felice, e Black Swan-Cuori nella tempesta, i cui diritti vanno devoluti al Fondo Amici di Paco.
Anche nella scorsa edizione, la sesta, più di 8.000 temi partecipanti. Contenta dei risultati?
Felicissima. Questo dato dimostra l’entusiasmo di insegnanti e studenti verso la nostra iniziativa. Attraverso il nostro Premio Letterario vogliamo portare i ragazzi a riflettere sul grosso debito degli umani verso gli animali e a rispettare tutte le creature della terra. Sono convinta che, grazie a noi e al fondamentale supporto della scuola, i ragazzi che oggi partecipano al concorso anche da adulti continueranno a nutrire nei confronti del prossimo (inteso come uomini ma anche come animali) gli stessi sentimenti di rispetto e responsabilità.
Siete ormai alla settima edizione: i professori continuano a seguirvi con lo stesso entusiasmo?
Sempre di più. Ormai per loro il Premio Letterario Nazionale Fondo Amici di Paco è diventato un appuntamento fisso, un punto di partenza per avviare in classe la discussione sul rapporto uomo/natura/animali, argomento che viene successivamente approfondito, anche al di là della semplice partecipazione al concorso, con tanto di dibattiti, ricerche, lavori di gruppo, tutti finalizzati a comprendere nel modo più completo il significato dell’espressione “rispetto degli animali e della natura”.
C’è ancora chi vi critica perché vi occupate di animali, invece che di bambini?
Sempre di meno. E a chi lo fa rispondo, credendoci fino in fondo, con una frase di San Tommaso d’Aquino: “Se un uomo mostra una pietosa compassione verso gli animali, ancor più sarà disposto a comportarsi con pietà verso i propri simili”. Occuparsi di animali, spesso, coincide con l’occuparsi di bambini: sono mondi tanto vicini tra loro, che si cercano e si completano magnificamente. I bambini traggono grande giovamento dalla convivenza con un animale domestico, ed imparano sin da piccoli ad aprire la mente e il cuore verso specie e realtà diverse da loro.
Anche quest’anno chiedete come requisito per la partecipazione al Premio la lettura del suo libro “Paco, il Re della strada”. Dai risultati di partecipazione si direbbe che questa scelta non è un limite.
No, infatti. Ormai, in previsione del concorso, ogni anno tante scuole in più adottano il libro di Paco. Per gli insegnanti è fondamentale disporre di uno strumento, come è il libro di Paco, su cui poter basare una delle attività caratterizzanti di tutto l’anno scolastico. Lo chiamano “percorso didattico”: adottano il libro, ne parlano in classe, ci costruiscono un lavoro e poi i ragazzi fanno il tema, che diventa il logico corollario o a volte un punto di partenza per ulteriori approfondimenti.
In effetti il libro di Paco è molto adatto ai ragazzi, perché li fa riflettere divertendoli.
Forse non dovrei essere io, l’autrice, a dirlo, però dai riscontri che ho dagli stessi professori quando mi scrivono o telefonano, o dai ragazzi quando vado nelle scuole con Paco, o quando loro stessi scrivono a Paco, mi accorgo che la lettura del libro non è vista come uno dei soliti compiti “pizzosi” imposti dalla scuola, ma come un divertimento. Così, intanto che si divertono, imparano a capire e amare gli animali.
Quindi, anche il prossimo anno il tema partirà dal libro di Paco.
Di certo. Anche perché così invogliamo gli insegnanti ad adottare il libro, cosa importantissima visto che i diritti d’autore ci servono ad aiutare tanti cani e gatti senza famiglia.
Un’ultima domanda. I suoi lettori, dopo il successo di Black Swan, sono in attesa del preannunciato White Shark, il suo nuovo romanzo. Tutti se lo aspettavano per Natale.
Lo so e mi dispiace di averli delusi. Uscirà a Natale, ma il prossimo. Il 2004 per me è stato un anno di capovolgimenti personali e lavorativi. Siamo stati travolti e stravolti da un trasloco che pareva infinito, di casa e ufficio. E dopo quarant’anni nella stessa casa (e quattordici nello stesso ufficio) è stata dura e pesante, anche perché abbiamo cambiato addirittura città. Basta pensare alle cose personali e di lavoro che si accumulano in decine di anni… Ma ora sono più tranquilla e sto cercando di recuperare.
Per finire, due parole sul Fondo Amici di Paco.
Nato nel giugno 1997 ad opera di Diana Lanciotti e del marito Gianni Errico con l’obiettivo di promuovere attività a tutela dei cani e di prevenire il randagismo, il Fondo Amici di Pacoè un’associazione nazionale no-profit attivamente impegnata su due fronti: la diffusione di una profonda cultura di rispetto e solidarietà nei confronti degli animali, attraverso iniziative specifiche di sensibilizzazione rivolte con particolare riguardo ai giovani, e l’aiuto concreto ai cani e ai gatti abbandonati o maltrattati, attraverso contributi ai rifugi che salvano e accolgono migliaia di animali in tutta Italia.
Il tutto viene fatto in nome di Paco, il cagnolino adottato al canile da Diana e Gianni, che tuttora ispira loro tutte le iniziative promosse per aiutare i suoi simili meno fortunati di lui.
Il Premio Letterario è realizzato anche quest’anno in collaborazione conChappi®, che conferma la propria sensibilità verso le problematiche legate al randagismo e tutte le forme di diffusione della cultura del rispetto verso gli animali.
I risultati del concorso verranno pubblicati sul sito del Fondo Amici di Paco www.amicidipaco.it e sulla rivista “Amici di Paco”.
Fondo Amici di Paco
Associazione Nazionale per la tutela dei cani – ONLUS
Il “Fondo Amici di Paco”, associazione nazionale senza fini di lucro, promuove iniziative per la tutela dei cani abbandonati o maltrattati, la prevenzione del randagismo e la diffusione di una profonda cultura di rispetto e comprensione verso tutte le specie viventi.
Al fine di sensibilizzare i giovani sui rapporti tra uomini e animali, il Fondo Amici di Paco bandisce un premio letterario riservato agli alunni delle scuole medie inferiori.
Enunciato
Dopo aver letto il libro “Paco, il Re della strada”*, immagina di scrivere al protagonista, Paco, una lettera nella quale gli esprimi i pensieri, le riflessioni e le speranze che la lettura della sua storia ti ha ispirato, soffermandoti in particolare sul capitolo che ti ha maggiormente colpito.
* Paco, il Re della strada - Diana Lanciotti - Ed. Mursia - Elemond
Il Premio letterario è riservato agli studenti delle scuole medie inferiori.
Gli studenti dovranno aver letto il libro “Paco, il Re della strada” (disponibile per le scuole - Ed. Mursia - Elemond).
La giuria sarà composta da insegnanti, scrittori, giornalisti e rappresentanti del Fondo Amici di Paco.
• secondo classificato: borsa di studio di 500 euro + medaglia ricordo
• terzo classificato: borsa di studio di 250 euro + medaglia ricordo
I vincitori riceveranno inoltre un Diploma di Merito e i loro temi verranno pubblicati sulla rivista “Amici di Paco”, periodico del Fondo Amici di Paco, e sul sito www.amicidipaco.it.
A discrezione della giuria potranno essere assegnate una o più Menzioni Speciali.
La designazione dei premiati avverrà il 31 maggio 2005. I premiati saranno successivamente informati con lettera o telefonata.
I risultati completi verranno pubblicati entro metà luglio sul sito www.amicidipaco.it e successivamente sulla rivista “Amici di Paco”.
Gli elaborati dovranno essere dattiloscritti e recare il nominativo, l’indirizzo e il numero di telefono dello studente e l’indicazione della classe, dell’indirizzo e del numero di telefono della sua scuola.
Per questioni organizzative non verranno accettati testi scritti a mano o privi dei dati sopra richiesti. Ogni partecipante potrà inviare un solo elaborato. Gli elaborati non verranno restituiti.
Ai sensi della legge 675/96, i dati verranno utilizzati esclusivamente per le iniziative legate al concorso letterario.
Gli elaborati andranno inviati entro il 10 maggio 2005
Oggetto: [AgireOra] [ESITO] La nuova proposta di legge sulla caccia
Ciao a tutti,
vi riporto un piccolo resoconto degli avvenimenti di questa settimana riguardante la proposta di legge sulla caccia ALTAMENTE PEGGIORATIVA rispetto all'attuale (gia' anche troppo permissiva coi cacciatori, e mai sostenuta dai controlli che la renderebbero un po' meno ridicola).
Nei giorni di lunedi', martedi' e mercoledi' 24, 25, 26 gennaio, centinaia, forse migliaia di persone hanno scritto all'on. Casini chiedendo di NON calendarizzare la discussione della nuova pdl alla camera, perche' giovedi' 27 si doveva tenere la riunione dei capigruppo alla Camera per decidere in quale data discutere la pdl. Un grazie sentito a tutti per la diffusione e la partecipazione alla protesta!
In contemporanea, deputati di vari partiti e varie associazioni animaliste, ambientaliste e anticaccia in generale, hanno raccolto un altissimo numero di emendamenti, oltre 1750, presentati in Commissione Agricoltura (che ha esaminato la pdl in queste ultime settimane), consegnati entro lunedi' 24 gennaio.
Mercoledì 26 gennaio è stata inoltre organizzata una conferenza stampa cui hanno partecipato vari deputati di vari schieramenti politici, accomunati dalla volonta' di contrastare il testo unificato della nuova pdl (relatore e sostenitore della legge e' l'on. Onnis). L'accusa mossa dai partecipanti alla conferenza stampa ai sostenitori della pdl e' stata di voler portare avanti questa legge solo per motivi elettorali: far contenta la lobby dei cacciatori e ricevere i loro voti alle regionali.
Alla conferenza stampa hanno partecipato:
ON.GIULIO SCHMIDT (Forza Italia) - promotore ON. MARCO BOATO (MISTO-VERDI) ON. VALERIO CALZOLAIO (DS) ON. ERMETE REALACCI (MARGHERITA) ON. PAOLO SANTULLI (FORZA ITALIA) ON. LAURA ZANELLA (VERDI) ON. CARLA ROCCHI (MARGHERITA) ON. PECORARO SCANIO (VERDI) (era presente ma non ha preso la parola)
Nonostante questo gran movimento CONTRO la pdl, la conferenza dei capigruppo alla Camera di giovedì 27-1 , ha invece confermato quanto forte sia il consenso trasversale di chi obbedisce alla lobby dei cacciatori, e l'esame in aula è stato fissato per il 21 e 22 febbraio... con un dibattito parlamentare che punterà a bypassare l'esame dei tanti emendamenti.
Dalla newsletter LAC risulta comunque che la discussione e' stata si' calendarizzata, ma all’ultimo punto all’ordine del giorno, per cui probabilmente finirà con lo slittare. Ma non e' che questo consoli molto, verra' comunque discussa in aula.
Ora e' chiaro che la risposta deve essere dura, forte e organizzata, vediamo nei prossimi giorni come possiamo reagire, oltre che con gli emendamenti gia' raccolti, che speriamo possano rallentarne l'iter e farlo slittare ad almeno dopo le elezioni regionali... ma non e' detto che cosi' sara', quindi bisogna pensare a un altro contrattacco.
Nei prossimi giorni, maggiori notizie su cosa potremo fare concretamente.
COMUNE DI ROMA VICEPRESIDENTE VICARIO CONSIGLIO UFFICIO DIRITTI ANIMALI ON. MONICA CIRINNA'
Roma, 29 gennaio 2005
COMUNICATO STAMPA
AQUILA MINORE: CIRINNA', GUARITA DALLA LIPU, OGGI DI NUOVO LIBERA
"Di nuovo libera. Questa mattina un'aquila minore, dopo le amorevoli cure dei volontari del Centro di Recupero di Roma della Lega Italiana Protezione Uccelli (Lipu), ha spiccato di nuovo il volo, davanti alla commozione di tutti, giunti a Castel di Guido per assistere alla liberazione". Ad annunciarlo è la consigliera delegata per i Diritti degli Animali del Campidoglio Monica Cirinnà. "Si un'aquila adulta - spiega Cirinnà - che un privato, dopo averla trovata ferita a Montecompatri, ci ha portato durante le feste di Natale. Un bracconiere le aveva sparato contro, colpendola con ben quattro pallini. Nella caduta s'era fratturata l'ulna dell'ala sinistra, per fortuna la rottura s'è rimarginata e i pallini non si trovano in posti pericolosi, ma li porterà con sé per tutta la vita: un'operazione sarebbe stata molto più pericolosa". "La storia si commenta da sola - continua Cirinnà - dà il senso della ferocia della caccia e della sua assurdità per il solo divertimento dell'uomo. Ci vuole davvero coraggio a sparare contro un simile animale". "Le aquile minori - spiega Chiara Manghetti della Lipu - non si stabiliscono in Italia e di solito nemmeno l'attraversano durante la migrazione. Nidificano in Francia e Spagna e da lì scendono verso Gibilterra, dirette in Africa. Incredibilmente, tra l'autunno e l'inverno di quest'anno ne sono state avvistate tantissime, almeno 500 solo ad ottobre". "Non sappiamo perché quest'anno abbiano deciso di attraversare l'Italia - conclude Cirinnà - ma una cosa è certa: non è stata una buona idea. Solo al Centro Recupero di Roma, situato nel Bioparco, ne sono arrivate tre, tutte impallinate. Ed è difficile che riescano a sopravvivere: di solito arrivano nei Centri con ferite e traumi dovuti a pallini molto grandi. L'anno scorso ne è stata portata una che aveva ben 49 pallini, tutti concentrati nella testa: non ce l'ha fatta. Per questo è un'occasione unica, una vera festa, riuscire a salvare e liberare un esemplare di questa specie così nobile e austera". _____________
Domenica 13 febbraio - ore 14.30 - 19.00 (circa) a Milano (il posto preciso verra' comunicato a breve) si terra' il:
PRIMO SEMINARIO PER ATTIVISTI SULLA NUOVA 116
tenuto da: Stefano Cagno, Massimo Tettamanti, Marina Berati, che hanno partecipato ai lavori del Comitato di revisione della 116, terminati a dicembre 2004.
Il seminario serve a illustrare ad associazioni, gruppi di volontario singoli attivisti il contenuto della nuova proposta di legge chesostituira' - se approvata dal Parlamento - l'attuale legge 116 che regolamenta la vivisezione.
Il testo verra' reso noto a tutti il 5 febbraio, ma fin da subito abbiamo voluto fissare la data del seminario, per poter illustrare a tutti, al di la' delle parole nude e crude del testo di legge, quali sono i punti importanti, quali i miglioramenti che e' stato possibile ottenere, quali quelli che non siamo riusciti a ottenere, e soprattutto quali strumenti ci dara' la nuova legge, una volta approvata, per salvare animali e ostacolare il piu' possibile il lavoro dei vivisettori.
Invitiamo davvero TUTTI a partecipare:
- chi fa tavoli informativi e interventi nelle scuole per guadagnare una conoscenza approfondita della legge; - chi risponde alle domande del pubblico via email o per telefono, per poter essere aggiornato; - chi vuole semplicemente saperne di più; - ma soprattutto chi gestisce rifugi per animali, per capire come poter partecipare in prima persona al progetto di riabilitazione degli animali usati nei laboratori, progetto che la controparte (i vivisettori) ha cercato piu' volte di eliminare dal testo di legge, o per lo meno di diminuirne la portata, ma che e' invece rimasto.
Verra' illustrato punto per punto il nuovo testo, e verra' dato ampio spazio alle domande e al dibattito.
Vi chiediamo di comunicarci quanto prima la vostra partecipazione, scrivendo a info@...
Grazie a tutti.
Stefano Cagno Massimo Tettamanti Marina Berati
SETTIMANA MONDIALE CONTRO I CLIENTI DI HUNTINGDON LIFE SCIENCES
*Proteste e incontri con attivisti inglesi a Milano*
Nei primi giorni di febbraio si terranno a Milano proteste e incontri per la campagna contro il piu' grande laboratorio di vivisezione d’Europa, per dare un apporto concreto alla lotta contro la vivisezione e discutere dei metodi che possono farci ottenere i maggiori risultati. Parteciperanno anche attivisti inglesi della campagna Shac.
La campagna contro questo laboratorio ha portato a fargli perdere azionisti, finanziatori, direttori, clienti, fornitori… e adesso senza nessuna assicurazione privata, senza banca che gli conceda un conto, continua a voler nascondere i suoi 88 milioni di dollari di debito (non male per una azienda che ne vale 20!!). Senza l’appoggio spudorato del governo inglese HLS avrebbe chiuso i battenti gia' due volte negli ultimi anni, per bancarotta e per assenza di assicurazione. Ma la lotta per vederlo definitivamente chiuso continua imperterrita, determinata come non mai e senza tregua.
Shac ha dimostrato nella sua storia una continua capacita' di modificarsi ed evolversi di fronte alle situazioni, proponendo nuovi fronti su cui il movimento per la liberazione animale si puo' battere, e portando la lotta ben al di la' della semplice chiusura di questo luogo di morte. In seguito alla campagna di Shac colossi multinazionali come Novartis, Astra Zeneca e Glaxo hanno annunciato di voler fermare investimenti di ricerca in Inghilterra e di non aprire piu' alcuna sede; nel mondo finanziario britannico investire in vivisezione e' diventato sinonimo di investire in guai con gli animalisti; cosi' come ditte di trasporto hanno smesso di portare primati non solo ad HLS ma a qualunque laboratorio di vivisezione… e la lista potrebbe andare avanti.
La forza di un movimento sta anche nella sua capacita' di una collaborazione globale, e la campagna Shac ha saputo esprimere al meglio questo concetto, portando la pressione e le proteste contro i collaboratori di HLS in tutte le loro sedi sparse per il mondo.
In questi giorni porteremo a collaboratori di HLS a Milano la voce di chi non vuole stare a guardare in silenzio l’orrore della vivisezione e il dominio del denaro sugli esseri viventi.
Approfitteremo anche della presenza di una delle attiviste che hanno fatto nascere Shac e hanno partecipato a precedenti vittoriose campagne contro allevamenti di animali, per approfondire la conoscenza di cio' che si muove al di la' della Manica, delle loro strategie, della loro determinazione.
Mercoledi' 2 febbraio - Presidi contro fornitori e clienti di HLS. Appuntamento alle ore 13.30 davanti alla sede del corriere UPS, in via Fantoli 15, Milano. Tram 27 fermata Mecenate-Fantoli. (Siate puntuali perché il presidio si spostera' alle 15.00!)
Giovedi' 3 febbraio – Ore 19.00 Cena vegan e a seguire presentazione della campagna Shac, proiezione degli ultimi video sulla liberazione animale nel mondo e discussione con attivisti inglesi. Malamanera, via Bovisasca 65, Milano.
Bus 82, 92, Tram 3, FN Bovisa.
Venerdi' 4 febbraio – Ore 15.30 Presidio davanti a Perkin-Elmer, fornitore di prodotti da laboratorio per HLS. Appuntamento in via Papini Giovanni 1, Monza (MI).
*A seguire ricordiamo la serata benefit per il Coordinamento Chiudere Morini presso il FOA Boccaccio a Monza. Banchetti, proiezioni, presentazione della campagna e concerto con Los Fastidios, Rebelde e altri
NEVE, UCCELLINI A RISCHIO. L'ENPA DI VICENZA: "ECCO COME POTETE AIUTARLI"
Adesso nel giro di 24 ore possono morire. Per colpa della neve pettirossi cinciarelle, merli, passeri e tanti altri uccelli rischiano di non trovare più cibo e di non sopravvivere al freddo rigido. Un modo per aiutarli a superare questi giorni difficili c'è : preparare una tortina per gli amici pennuti, studiata da esperti dell'Enpa, Ente protezione animali. Gli ingredienti sono semplici, facilmente reperibili e soprattutto non costano molto. Farina, margarina e un po' di zucchero possono eliminare la mortalità dei piccoli passeri che, nell'arco di un inverno, può raggiungere il 70 per cento della popolazione. Una volta pronte queste tortine vanno messe sui davanzali, sopra i tetti o tra i rami degli alberi. L'importante è che siano poste in luoghi non accessibili a gatti e ai cani perché sono molto appetitose anche per loro. Non appena qualche pettirosso si accorgerà della leccornia non mancheranno successive scorribande di passeri e merli. Uno spettacolo che , con un po' di pazienza e rispetto, vale la pena di ammirare.
Ecco la ricetta.
Ingredienti. Mezzo chilo di farina di frumento per dolci, 1 chilo di farina per polenta di mais giallo, mezzo chilo di zucchero e 5 o 6 confezioni di margarina vegetale da 250 grammi. Volendo si può aggiungere una bustina di uva sultanina, 1 o 2 mele tagliate a cubetti, fichi secchi tagliati a cubetti o a strisce, un etto di semi di girasole, 1 bicchiere di riso crudo, 1 o 2 bustine di pinoli e 2 o 3 etti di riso soffiato per cani. Preparazione. Mettere in una terrina tutti gli ingredienti con l'esclusione della margarina, si mescola tutto in modo da creare un prodotto il più possibile omogeneo. A parte la margarina in una pentola va fatta scaldare finché non si scioglie completamente. Si versa la margherina fusa sopra la terrina. Si deve mischiare con un cucchiaio o con le mani per ottenere un impasto omogeneo. Con le mani si formano delle tortine a forma di palla e si mettono a raffreddare a parte. Il sostentamento per far sopravvivere pettirossi, merli e pa sseri è servito.
(Articolo tratto dal "Giornale di Vicenza" del 21 gennaio)
APPELLI:
SCRIVIAMO A CASINI PER CHIEDERE DI NON DISCUTERE IN AULA LA NUOVA PDL SULLA CACCIA
!!! FERMIAMO LA NUOVA PROPOSTA DI LEGGE SULLA CACCIA!!! !!! FACCIAMO VEDERE CHE SIAMO DI PIU' DEI CACCIATORI, NON LASCIAMOLI VINCERE !!!
NB: questa e' una protesta nuova rispetto a quella girata nei giorni scorsi che invitava a scrivere alla Commissione Agricoltura, quindi, per favore, partecipate anche se avete gia' partecipato all'altra!!!
E' in questi giorni in discussione alla Commissione Agricoltura della Camera ma sta per passare alla discussione in aula un "testo unificato" per una nuova legge sulla caccia, PEGGIORATIVA rispetto all'attuale (al peggio non c'e' mai limite...).
Nel testo unificato, il cui relatore e' l'on. Onnis, sono confluite la varie proposte filoventaorie di:
C. 27 Stefani, C. 291 Massidda, C. 498 Bono, C. 1417 Onnis, C. 1418 Onnis, C. 2016 Benedetti Valentini, C. 2253 Gasperoni, C. 2314 Serena, C. 3533 Pezzella, C. 3761 Bellillo, C. 4804 Cirielli e C. 4906 Tucci
Questa proposta di legge vuole, tra le altre cose:
- allungare la stagione di caccia: da agosto a febbraio, anziche' da settembre a gennaio, 2 mesi in piu' per sparare ad animali e umani e far vivere nel terrore dei cacciatori chiunque abiti in campagna; - estendere le specie cacciabili; - depenalizzare buona parte dei reati venatori attualmente previsti: caccia di frodo in aree protette (quali: parchi nazionali e regionali, oasi di protezione, zone di ripopolamento e giardini pubblici o privati), uccellagione, abbattimento o cattura di specie protette e loro detenzione illegale, impiego di richiami vivi vietati, sparo da autoveicoli/natanti/aeromobili, commercio di fauna protetta, caccia nei giorni di silenzio venatorio); - dare un potere sempre maggiore alle regioni in materia di caccia, potere che, come e' sempre accaduto, verrebbe usato per compiacere ulteriormente i cacciatori.
Perche' i sostenitori di questa proposta di legge hanno cosi' tanta fretta di farla approvare?
FORSE in vista delle *elezioni regionali di questa primavera*, in modo da essere "premiati" dai loro amici cacciatori?
Il *27 gennaio* vi sara' la riunione dei capigruppo con il presidente della Camera, on. Casini, per decidere il calendario di discussione della proposta di legge alla Camera dei Deputati.
E' IMPORTANTISSIMO scrivere via email e via fax all'on. Casini per far sapere che non vogliamo questa nuova legge che da' nuovi priviliegi ai cacciatori, e che mette in pericolo ancora maggiore gli animali, l'ambiente, e tutte le persone che vivono o si recano in campagna e in montagna.
Scrivete all'on. Casini un messaggio personale, e' importante che ognuno esprima la sua opinione. Basta anche una sola frase. Basta che diciate che NON volete che la nuova legge sulla caccia venga approvata, chiedete di NON mettere in calendario la discussione di questo progetto di legge perche' NON LO VOLETE, non volete una legge ancora peggiore di quella esistente! Ditegli che chi la sostiene lo fa solo per motivi elettorali, e che e' una vergogna! Loro vogliono avere i voti dei cacciatori... FACCIAMOGLI VEDERE CHE NOI SIAMO DI PIU'!!!!!!!!
Scriviamo all'on. Casini, Presidente della Camera dei Deputati:
Domenica 30 gennaio nella Valceno (Parma), si rende onore a sua maestà il Maiale. Si tratta di un'insolita rievocazione proposta nel paese di Varano de' Melegari dove verranno svelati i trucchi dell'antica macellazione. Al Parco Cordiani di Varano saranno immolati dei maiali come si faceva un tempo, POI SI POTRA' ASSISTERE ALLA PELATURA,AL TAGLIO E ALLA SELEZIONE DELLE CARNI DA DESTINARE ALLE GHIOTTONERIE CHE SI GUSTERANNO NEL POMERIGGIO.
A questo tipo di barbarie, dobbiamo continuare a far sentire la nostra voce, non possiamo pensare che si continui a far passare per cultura quello che è stata da sempre una violenza nei confronti di indifese creature.
Mandiamo numerose e-mail di protesta senza minacce o insulti.
Con la presente, unisco la mia voce di protesta, contro la rievocazione dell' antica macellazione del maiale, che avrà luogo il 30 gennaio al parco Cordiani nel Comune di Varano de' Medici. In quell'occasione si uccideranno dei maiali ed in seguito si potrà assistere alla pelatura, al taglio e alla selezione delle carni da destinare alle ghiottonerie che verranno poi gustate nel pomeriggio.
Tutto questo è deplorevole in una società dove esiste ancora così poca attenzione e rispetto per gli animali. Esistono già troppe atrocità negli allevamenti intensivi, nelle macellerie, che non c'è alcuna necessità di glorificare antiche e barbare usanze contadine che nulla di buono hanno da insegnare all'uomo moderno. Nelle antiche culture contadine, non c'è mai stato rispetto o interesse per gli animali se non per quello che potevano portare di vantaggioso per l'uomo.
Secondo recenti ricerche scientifiche, il maiale è un animale sensibile, intelligente almeno quanto il nostro cane domestico, capace di provare sentimenti di amore verso i propri cuccioli, con un elevata capacità di provare dolore fisico e psichico. Quale spettacolo si offrirà ai bambini che parteciperanno a questa rievocazione?
Insegnamo ai nostri figli l'amore per gli animali, il rispetto per gli altri esseri viventi, la cultura di una sana alimentazione vegetariana, senza creare sofferenza ad esseri senzienti.
FERMIAMO QUESTI INDEGNI SPETTACOLI ED USCIAMO DAL MEDIOEVO.
Oggetto: Nucleare, legge 'bocciata'' dalla Corte Costituzionale
POTENZA - La legge della Basilicata sul nucleare ''bocciata'' dalla Corte Costituzionale era stata approvata dal consiglio regionale in seduta straordinaria a Scanzano Jonico (Matera), nei giorni della protesta contro il sito nucleare. La legge conteneva la dichiarazione di 'territorio denuclearizzato' per tutta la Regione insieme al divieto di transito e presenza di materiali nucleari prodotti fuori regione, ad esclusione di quelli necessari per scopi sanitari e per altri scopi ben individuati. La norma prevedeva anche misure di vigilanza ambientale e sanitaria e di controllo, per evitare l' immissione di nuovo materiale nucleare e per impedire la contiguita' di tale materiale con la popolazione e gli insediamenti civili. -------------------------------------------------------------------------
SAVONA- I carabinieri del Nucleo operativo ecologico hanno sequestrato una discarica abusiva a Toirano utilizzara dal comune, e denunciato cinque amministartori. Si tratta del sindaco Silvano Tabo', dell' ex sindaco, del presidente della Provincia, Marco Bertolotto, dell' attuale capo dell' ufficio tecnico e del suo predecessore. Tutti devono rispondere di violazione delle norme ambientali, per aver consentito in concorso tra loro lo stoccaggio di rifiuti urbani e in parte pericolosi senza la necessaria autorizzazione. Il blitz del Noe e' stato compiuto in seguito ad un esposto del WWF di Savona. I militari hanno scoperto che il Comune aveva allestito un'isola ecologica in localita' Martinetto senza alcuna autorizzazione da parte della provincia. Nell'area, situata non lontano dal torrente Varatella, erano stati depositati frigoriferi, cucine, scaldabagni, monitor di personal computer, materiale di risulta di cantieri edili, vasche da bagno, accumulatori di piombo esausti.
Oggetto: [AgireOra] [ INIZIATIVA ] Partecipa anche tu !!
Rinnoviamo l'appello per questa iniziativa, e vi invitiamo ad aderire al piu' pretso, in modo da poter parire con la prima campagna, grazie!
:: MASSIMA DIFFUSIONE ::: MASSIMA DIFFUSIONE :::
Presentazione dell'iniziativa ATTIVISTI PER GLI ANIMALI SUPPORTO DELLA COMUNICAZIONE
L'iniziativa nasce dalla constatazione della realtà attuale.
Macellai vivisettori produttori di cosmetici cacciatori pellicciai dispongono di budget più o meno illimitati per promuovere (pubblicità) la propria azienda, prodotto o idea. Sono in genere rappresentati da associazioni di categoria, sono accreditati presso i media che puntualmente - e spesso gratuitamente - ne promuovono l'azione (talk show, programmi di intrattenimento, raccolta di fondi), sono protetti dal legislatore e per talune materie possono contare su appoggio politico e/o della chiesa (caccia, circo, etcetcetc).
Diametralmente opposta è la situazione di chi difende i diritti degli animali. Gli attivisti per gli animali non dispongono di mezzi economici tali da contrastare il "messaggio" col quale gli assassini bombardano - quotidianamente - uomini e donne, che spesso ignorano la realtà o l'accettano come ineluttabile. Le apparizioni sui media sono rare. Gli attivisti NON sono chiamati ad esporre le motivazioni alla base del proprio agire, a replicare alle trasmissioni pseudoscientifiche, a partecipare a spettacoli che denunciano la tortura o il massacro di animali indifesi.
Gli attivisti hanno strumenti di comunicazione insufficienti ed aiuti più o meno inesistenti. Il dramma animale viene così rivelato a singhiozzo, con rare manifestazioni, tavoli informativi o materiale cartaceo che il più delle volte, per sua caratteristica, non resta visibile per il tempo necessario, con conseguente fallimento degli intenti nonostante il costo sostenuto.
GLI ATTIVISTI PER GLI ANIMALI POTREBBERO - PERÒ - FARSI SUPPORTO DELLA COMUNICAZIONE, rendendo possibile la trasmissione continuata e a costo zero di un messaggio "pubblicitario".
Ognuno di noi possiede o un'automobile o un furgone o una moto o un motorino. E queste nostre auto (e furgoni e moto) restano parcheggiati, inutilizzati, per buona parte della giornata sulla strada, VISIBILI al passante.
USIAMO DUNQUE TUTTI QUESTI VEICOLI per rendere manifesta la realtà altrimenti nascosta. Utilizziamo il vetro laterale posteriore - quello dal lato del guidatore - come supporto per materiale informativo, raccontando di allevamenti intensivi e macellazione, di vivisezione, test cosmetici, caccia e pellicce.
Agiamo contemporaneamente - su più città - con un uguale messaggio, *utilizzando il materiale informativo preparato appositamente*, coordinati per tempi e tematiche di volta in volta trattate. Muoviamoci in modo organizzato, dedicandoci ogni uno o due mesi a una campagna differente.
Partecipare all'iniziativa è facilissimo. *Il materiale informativo lo forniamo noi, senza alcun costo*. Sarà sufficiente scaricare i file dall'indirizzo che indicheremo e stamparli con una semplice stampante a colori, fissando poi le stampe al vetro della nostra automobile (o furgone o moto). Chi non possiede una stampante, può recarsi col file in una copisteria, una stampa a colori formato A4 costa uno/due euro. Per esporre il materiale, può risultare comodo fissare un raccoglitore trasparente per fogli A4 al finestrino posteriore - lato guidatore, che è una zona d'ombra: NON impedisce la visuale mentre l'auto è in movimento, essendo un punto che il conducente NON è proprio in grado di vedere -, così da sostituire il materiale ad ogni nuova campagna. Ci siamo informati presso vigili urbani e uffici affissioni, che ci hanno comunicato che è un'attività consentita, poiché NON ostruisce la visuale e NON si tratta di pubblicità commerciale.
*Guarda in anteprima il materiale* preparato per la campagna contro allevamenti intensivi e macellazione, a questo indirizzo [http://www.consumoconsapevole.org/08campagne.html].
*Se desideri partecipare, invia un'email* con i tuoi dati a [campagne@...], specificando un indirizzo di posta elettronica a cui contattarti e la città in cui vivi. Stiamo raccogliendo ora le adesioni per iniziare.
*Partecipa anche tu!!* rendiamoci - noi attivisti per gli animali - SUPPORTO DELLA COMUNICAZIONE.
E' un'iniziativa di VIVO - Comitato per un Consumo Consapevole di Marco Grassilli e Marina Berati
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E a proposito di materiali da stampare, stiamo per ristampare il libretto "Dalla fabbrica alla forchetta: sai consa mangi?" che affronta le tematiche della scelta vegetariana/vegan: i motivi per cui gli allevamenti intensivi danneggiano animali, ambiente, e popolazioni povere e vari suggerimenti e consigli per passare a una dieta basata sui vegetali. Piu' copie riusciamo a stamparne, piu' diminuisce il costo per copia, quindi, lanciamo un appello: chi prenota subito almeno 50 copie del libretto (100 pagine, formato A5, copertina a colori, interno in b/n) puo' averlo a 1 euro l'uno (poi ai tavoli si puo' distribuire a 2-3 euro), altrimenti poi rimane il rimborso spese fissato ora di 1.4 euro a copia. Si devono sempre aggiungere 9 euro di spedizione in contrassegno.
Oggetto: [AgireOra] [ESITO] Volantinaggi Ricerca senza Animali
Ciao a tutti,
voglio pubblicamente ringraziare tutti quelli di voi che si sono presi una botta di freddo ieri, sabato 29 gennaio, nel fare i volantinaggi di contro-informazione ai tavoli AIRC. Vi assicuro che servono, sono utili, anzi, indispensabili, e bisogna insistere, sempre di piu'! Per le prossime volte penseremo a slogan piu' chiari ed efficaci per i cartelli, cercheremo di far capire a colpo d'occhio PERCHE' siamo li'! Spero che si aggiungano altre persone per i prossimi eventi, chi volesse partecipare, scriva a info@... indicando in che citta' risiede. Qui sotto il comunicato stampa inviato ai mezzi di comunicazione.
Grazie di nuovo.
Ciao, Narina Berati
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[COMUNICATO STAMPA] L'AIRC NON VUOLE CHE IL PUBBLICO SAPPIA LA VERITA' SULLA DESTINAZIONE DEI FONDI DA LORO RACCOLTI. MA I VOLONTARI DI RICERCA SENZA ANIMALI NON DEMORDONO.
Sabato 29 gennaio, in concomitanza con i tavoli di vendita delle arance dell'AIRC, Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, i volontari di Ricerca senza Animali hanno effettuato volantinaggi di controinformazione per informare i passanti che, comprando le arance dell'AIRC, avrebbero contribuito a finanziare la vivisezione.
"La disinformazione sull'argomento è davvero enorme" commenta una volontaria di Como. "Quasi nessuno sa che le donazioni fatte all'AIRC contribuiscono a finanziare esperimenti su animali! E dopo essere stati informati, alcuni hanno deciso che non avrebbero comprato le arance, aggiungendo 'non voglio buttare i miei soldi per far guarire il cancro ai topi!'" conclude la ragazza.
Ma anche tra gli stessi volontari dell'AIRC non c'è informazione: "Una volontaria AIRC a fine mattinata mi si avvicina e mi dice che forse abbiamo ragione noi" afferma una attivista antivivisezionista di Udine "Le do un volantino e le dico di informarsi perché solo così facendo si può scegliere. Mi risponde: 'lo farò sicuramente!'".
Pure, questa disinformazione l'AIRC vuole continuare a mantenerla: i volontari ai tavoli hanno la presunzione di ritenere che solo loro hanno diritto di stare lì, e che chiunque voglia informare le persone in modo più approfondito non abbia il dititto di farlo. "Chiamano sempre i vigili, i carabinieri, la polizia, stanno ore al telefono nel tentativo di farci allontanare, senza capire che abbiamo il diritto di dare i nostri volantini quanto loro ce l'hanno di vendere le loro arance, e infatti vigili e polizia ci consentono sempre di rimanere" afferma una volontaria di Torino.
Ma in alcuni casi, la polizia arriva addirittura a negare il diritto di esprimere il proprio punto di vista in modo pacifico e silenzioso, con semplici volantini e cartelli. Cosi' e' successo a Roma: la questura non ha concesso lo svolgimento di un semplice volantinaggio da parte di 3-4 persone in piazza Navona.
"Quando si vanno a toccare interessi economici" affermano gli organizzatori della campagna "ci si aspetta sempre di vedersi creare delle difficoltà, in un modo o nell'altro. Per questo i nostri presidi si sono sempre svolti nella massima correttezza, con tutti i permessi chiesti alla questura, volantini e cartelli non offensivi, in cui si dice semplicemente la verità. Non capiamo dunque con quale diritto la questura di Roma abbia vietato un semplice, pacifico, volantinaggio."
I volontari della campagna non smetteranno comunque di informare il pubblico sulla reale destinazione dei fondi raccolti da queste iniziative "benefiche", perche' occorre garantire a tutti i cittadini una corretta e completa informazione; si ritiene infatti che ogni persona abbia il diritto di scegliere in piena consapevolezza se e a chi donare il proprio contributo a favore della ricerca medica.
La campagna RSA è promossa dai Medici Internazionali, associazione che annovera tra i propri iscritti migliaia di membri della comunità scientifica internazionale. L’obiettivo della campagna non è quindi quello di ostacolare la ricerca scientifica ma di sostenere una ricerca medica realmente efficace. Gran parte dei risultati ottenuti dalle ricerche eseguite su animali non si sono poi rivelati fruibili in campo umano, in virtù del fatto che il cancro è assolutamente specie - specifico e che la malattia artificiale indotta negli animali è del tutto diversa da quella che si sviluppa naturalmente negli esseri umani.
I promotori della campagna Ricerca Senza Animali, gli aderenti all'associazione Medici Internazionali e i simpatizzanti tutti, sono vicini ai malati di cancro e alle loro famiglie, e proprio per questo vogliono una ricerca realmente scientifica, che non utilizzi, quindi, animali come modello delle malattie umane.
Oggetto: CANILE DI RIETI - VOLETE DAVVERO SAPERE TUTTA LA VERITA'???
RIETI – UN ANNO DENTRO IL CANILE. VOLETE SAPERE TUTTA LA VERITA' O SOLO CIO' CHE FA COMODO A QUALCUNO? Finora abbiamo assistito come spettatori alle molte chiacchiere su questo posto, in realtà impegnati in ben altro tipo di problemi, ma è arrivato il momento di raccontare la nostra versione. Questo nostro scritto è rivolto principalmente a chi, per problemi oggettivi quali la distanza, o per pigrizia (perché andare a vedere con i propri occhi è troppo faticoso), non può venire sul posto ma vuole davvero capire la situazione. Abbiamo cercato di riassumere, ma è un racconto comunque molto lungo. PER LORO, PER I CANI RINCHIUSI QUI DENTRO, VI PREGHIAMO DI NON STANCARVI E DI ARRIVARE FINO IN FONDO. Non accontentatevi delle storie a metà che finora vi sono state raccontate. Nessuna presunzione: è solo il racconto di due persone, forse le uniche, e ve lo diciamo con cognizione di causa, a non avere alcun interesse in questa vicenda. Una premessa doverosa, la solita, che è meglio "rispolverare" ogni tanto, soprattutto quando molti dimostrano di aver dimenticato... Il canile di Rieti (L'UNICO CANILE DI TUTTA LA PROVINCIA), di proprietà privata, nasce circa 15 anni fa. Nasce e cresce. Si moltiplicano senza una logica apparente le lamiere, le lastre di eternit, le reti, le tavole, le pedane, i pannelli, le porte, le finestre, le verande, la plastica, il cemento, i pezzi di roulottes e di prefabbricati... e insieme a loro si moltiplicano i cani.Si moltiplicano e lentamente marciscono... tutti insieme. Quindici anni sono la vita di un cane. La vita di cui a nessuno importa: il problema è risolto! C'è un buco nero che li accoglie tutti e pulisce la faccia di una provincia per bene. Non serve sapere dove si trova o come arrivarci: nessuno vedrà più o sentirà più parlare di queste anime vaganti e fastidiose. Cercare oggi le responsabilità o i motivi dell'esistenza di quel posto è davvero impossibile: ci si perde in meandri in cui si mischiano sicuramente potere, indifferenza, ignoranza, soldi, follia e chissà che altro... cose più grandi di noi e di cui non riusciremo mai a venire a capo. Ma è importante, DAVVERO IMPORTANTE non dimenticare che questo canile non è nato dal nulla, che è stato creato da qualcuno, che è esistito, che esisteva nel 2003 quando è stato venduto a qualcun'altro e che adesso non esiste quasi più. O meglio, non esiste più in quella forma, rimasta cristallizzata per anni. Prescindere dalla storia di questo posto significa non riuscire ad avere la percezione completa della realtà, già abbastanza complessa e già troppo facilmente manipolabile con abili giochi di parole, soprattutto in questo mondo virtuale. Qui nulla è realmente come sembra e dopo un anno, pur avendo ormai un quadro piuttosto chiaro della situazione nelle sue linee essenziali, siamo sicuri che molti particolari e molti segreti, molti accordi più o meno velati, vecchi e nuovi, debbano ancora venire a galla. Detto questo concedeteci un'altra premessa. Siamo due persone che da anni si occupano di animali in difficoltà, che lo fanno a proprie spese, che insieme hanno una famiglia di 113 cani ad oggi, che non avrebbero mai pensato di doversi addentrare nei meccanismi perversi di un canile qualunque, che da un anno si sono sentiti in dovere di occuparsi del canile di Rieti (esattamente dal 15 gennaio 2004, giorno in cui Betty per la prima volta ha messo piede in questo inferno fino ad allora sconosciuto), che non hanno fatto patti (al contrario di altri) con nessuno dei vari "diavoli" che vi ruotano intorno, che non devono compiacere nessuno perché non hanno "amici" comodi in questo contesto, che non si riconoscono nelle correnti definizioni quali "volontari" o "salvatori" o "animalisti" di cui troppo spesso si abusa e che credono, senza retorica, nel diritto alla libertà e alla dignità per tutti... due persone che in questa storia stanno unicamente DALLA PARTE DEI CANI. Abbiamo fatto una scelta a monte: quella di non accontentarci di portare fuori da lì più disperati possibile, ma quella di arrivare a garantire prima di tutto dignità a coloro che in quel canile saranno costretti a passare tutta la loro vita. Qualcuno può tentare di contestarci le morti, l'abbandono, la disperazione, l'umiliazione che quelle vittime hanno dovuto subire e che, vi assicuriamo, abbiamo subito anche noi in questi lunghi mesi, con quegli occhi che ci hanno accompagnati e ci accompagnano in ogni minuto, anche fuori dal canile. Non crediamo di dover dimostrare nulla né di dover dare altre spiegazioni: chi siamo, ciò che facciamo e le nostre motivazioni sono sulle pagine del nostro sito. Ciò che ci portiamo nel cuore e nell'anima è affare nostro. Ed ora... la nostra versione dei fatti.
LA NOSTRA PRESENZA IN CANILE Quando parliamo di "presenza", parliamo di presenza vera. Non di toccate e fughe, non di sbirciatine fuori dal cancello, non di immagini rubate dalla collina soprastante, non di indignazione derivata unicamente da voci e passaparola. Vi preghiamo di tener presente che abbiamo le nostre famigliole pelose da accudire, che Ezio abita a 300 km. da Rieti e che, come tutti i comuni mortali, dobbiamo anche lavorare per mantenere i nostri ospiti. Ma questa è una faccenda che ci ha letteralmente risucchiati e siamo riusciti ad organizzare le nostre vite in modo da essere regolarmente presenti sul posto. Betty ha cominciato ad andare in canile, anche due volte a settimana, a partire dal 15 gennaio 2004. Ezio, messo al corrente della situazione e avendo dato la sua disponibilità ad accogliere nel Rifugio almeno una ventina di cani provenienti da qui, è entrato in canile per la prima volta il 31 maggio per accertarsi personalmente di quali fossero le reali emergenze, dopo aver ricevuto alcune segnalazioni di cani che in quel contesto non erano affatto definibili "emergenze". Da quel momento abbiamo continuato a recarci in canile ogni settimana. Ci è capitato di fare di tutto: scegliere i nuovi ospiti per il Rifugio, curare i cani (che effettivamente non vengono curati da nessuno, ma approfondiremo oltre questo argomento), prelevare obbligatoriamente cani che rischiavano la pelle (e che in altre situazioni non avremmo mai portato al Rifugio), pulire i box, spostare i cani in collocazioni meno drammatiche, aggiustare porte e reti, trovare cani in fin di vita (che NESSUNO, a parte gli operai, si prende la briga di "cercare") o già morti per varie cause. Non avremmo mai pensato di dover arrivare a questo punto, mai di dover stare "dentro" ad un canile. Volevamo solo portare "fuori" i cani, a casa, con la serenità di poter scegliere coloro che non voleva nessuno. Gli eventi non ce l'hanno permesso.
ACCESSIBILITA' E ALTRE PRESENZE IN CANILE Nella prima telefonata tra Betty e l'attuale proprietario (parliamo sempre di gennaio 2004) lui ha affermato che non avrebbe fatto entrare volontari o altre persone in canile fino alla realizzazione della nuova struttura, perché la struttura fatiscente (da lui GIA' acquistata così) era fonte di innumerevoli pericoli. VERO. I corridoi del canile erano pieni di tavole e chiodi sporgenti, lastre di eternit frantumate, pezzi di plastica in bilico. Voi, quanto noi, sapete perfettamente delle manie di esaltazione e di allarmismo spicciolo di molta gente. Oltre a questo tipo di persone, immaginate una normale famigliola che vuole entrare in un canile come questo magari con dei bimbi per scegliere il cagnolino da portarsi a casa. Immaginate il bimbo, l'animalista esaltato o anche una semplice persona non abituata ad avere un certo tipo di "incidenti" o chi vi pare, mettere un piede su un chiodo arrugginito e ferirsi. In una situazione del genere avreste aperto i cancelli a chiunque? Noi no. Razionalmente il ragionamento del proprietario è stato questo: il canile attualmente è una trappola infernale per chiunque, ho presentato un progetto per buttare giù tutto e fare una nuova struttura a norma, nell'arco di due mesi posso cominciare e finire i lavori, qualche esaltato che non si rende conto della situazione può fare una denuncia e tra indagini o sequestro si blocca la ristrutturazione, la gente ha aspettato 15 anni, perché non può aspettare altri due mesi senza rischiare o farmi rischiare l'osso del collo? Non fa una piega. Oltretutto questo desiderio di entrare in canile, MAI manifestato prima da nessuno, è stato sicuramente inaspettato. C'è anche da tenere presente che questa è una proprietà privata e che, buono o cattivo che sia il proprietario, si deve chiedere il permesso di entrare. Possiamo assicurarvi che ogni volta che abbiamo chiesto il permesso, siamo entrati. Sul cancello c'è sempre stato un cartello con il numero del proprietario per poter prendere appuntamento per andare a vedere i cani. Sugli appuntamenti c'è sempre stata da una parte una sorta di reticenza del proprietario che, ovviamente sceglieva il giorno che faceva comodo a lui, dall'altra la poca pazienza dei potenziali "adottanti" che ovviamente non erano disposti a tornare sul posto una seconda volta. Sia ben chiaro: NESSUNA GIUSTIFICAZIONE PER LE COMPLICAZIONI A CUI UNO DEVE ANDARE INCONTRO PER POTER ADOTTARE UN CANE, ma se una persona è davvero intenzionata, beh... dal nostro punto di vista, non si arrende per così poco. La gente si è spesso presentata direttamente davanti ai cancelli del canile: quasi sempre i cani venivano portati fuori dagli operai per essere mostrati e diverse volte le persone sono andate via con il loro cagnolino. Il non poter varcare il cancello non significava non poter vedere o adottare un cane. C'è anche questo da dire: quanti abitanti della provincia di Rieti pensate avessero tutta questa voglia di adottare un cane??? Per i cani dati in affidamento dal gennaio 2004 ad oggi, i numeri parlano da soli... Con pochissime eccezioni, sono stati tutti adottati in altre città d'Italia ed agli affidatari il cane veniva (e viene) portato direttamente a casa. Passiamo a volontari, animalisti e quant'altro, noi compresi: parliamo solo di persone che abbiamo conosciuto e sempre a partire da gennaio 2004, e le citiamo solo per chiarire qualche incongruenza. Ciò non toglie che altre persone, di cui ignoriamo l'esistenza, in precedenza o in contemporanea alla nostra presenza, si siano sempre adoperate per le adozioni dei cani. Vero è che se altre persone, oltre a quelle elencate in seguito, fossero entrate almeno una volta in canile, ne avremmo prima o poi avuto notizia. Inizialmente la prassi, per tutti, era questa: arrivavi al canile, telefonavi al proprietario avvertendolo che eri lì e lui ti dava il permesso di entrare. Sempre. Il non voler chiamare il proprietario, pretendendo di entrare secondo i propri comodi, perché ci si sente al di sopra di tutto, non autorizza nessuno a dire che l'ingresso è vietato: è solo un banalissimo segno di maleducazione se non del solito delirio di onnipotenza. Da un certo punto in poi, quando sono iniziati i dissidi tra asl e proprietario per le competenze in merito alla cura dei cani (non siamo certi, ma sicuramente dopo l'estate), il proprietario richiedeva il permesso rilasciato dalla asl per l'ingresso in canile. Nessuna difficoltà: si andava alla asl che prontamente rilasciava il permesso e si entrava, come sempre, in canile. A gennaio Betty viene a conoscenza dell'esistenza di un gruppo di signore reatine che si adopera per far adottare i cani presenti al canile sanitario. Piccola parentesi: il canile sanitario è il posto in cui i cani vengono portati subito dopo l'accalappiamento. Dopo la sterilizzazione delle femmine ed un periodo variabile in base al sovraffollamento delle gabbie, i cani venivano portati nel canile "ufficiale". "Venivano" perché da alcuni mesi, vista la situazione ed i lavori in corso, nel canile di Rieti non sono più entrati cani. Saputo che Betty andava regolarmente in canile, una di queste signore con cui nel frattempo era entrata in contatto, comincia a chiederle informazioni sui cani presenti e adottabili dicendo testualmente che lei in canile non ci va perché si sente male. A marzo entra per la prima volta in canile una volontaria, con cui abbiamo (purtroppo) collaborato in quel periodo, che tuttora ha accesso alle strutture e insieme a lei, non ricordiamo se da subito o successivamente, entra in canile una signora sua amica. Una ragazza del posto si è sempre adoperata per le adozioni, entrando e portando persone, probabilmente anche prima che noi sentissimo parlare del canile. Inoltre l'ex-proprietaria del canile ha sempre avuto accesso al canile. Ed ecco l'incongruenza... nelle righe precedenti parliamo di almeno 6 persone, noi compresi, che nell'ultimo anno sono entrate più volte in canile per prelevare, adottare o far adottare cani. SULLA BASE DI QUALI INFORMAZIONI QUALCUNO AFFERMA CHE NESSUNO, TRANNE GLI OPERAI, O CHE UNA SOLA PERSONA PUO' ENTRARE IN QUESTO CANILE? Non siamo dei miracolati o dei super-eroi: chiunque abbia avuto DAVVERO intenzione di entrare nel canile di Rieti, l'ha sempre fatto.
LE CONDIZIONI DEI CANI Betty ha deciso di andare a vedere il canile di Rieti, dopo averne sentito parlare male, con tutte le intenzioni di far scoppiare un casino. Arrivata lì senza alcun preavviso alla fine del turno di lavoro degli operai, verso le due del pomeriggio, ha avuto un attimo di disorientamento: la percezione di un forte contrasto tra l'assurda fatiscenza delle strutture e la pulizia perfetta dei box unita al silenzio dei cani, evidentemente già nutriti e con acqua limpida nei secchi. Purtroppo il lato psicologico della detenzione dei cani, in questo posto, diventa assurdamente il problema minore. Questo posto ha avuto e continua ad avere carenze tali da costringerti a pensare che, al momento, l'importante è che riescano a sopravvivere dignitosamente... al diritto di fare una corsa in un prato potremo pensarci dopo... immaginate quale può essere stata la situazione se proprio noi, che al di sopra di tutto vogliamo la libertà per i nostri cani, siamo arrivati a tanto. Le condizioni igieniche del canile si mantengono dignitose più o meno fino alla primavera, quando tre dei quattro operai presenti concludono improvvisamente il rapporto di lavoro (non entriamo nel merito delle motivazioni). Fino ad allora TUTTI i cani hanno cibo e acqua fresca tutti i giorni ed i box sono perfettamente puliti. La situazione ovviamente precipita: lo capite da soli! E' sufficiente che per un solo giorno un canile di oltre 700 cani venga lasciato a sé stesso (e comunque nelle mani di un solo operaio che riesce a non impazzire nell'angoscia di non riuscire a badare a tutti) e non è difficile immaginare ciò che può succedere... Dopo qualche giorno arrivano due nuovi operai, evidentemente reperiti d'urgenza: e qui non possiamo fare a meno di esprimere la nostra opinione... Ovviamente inesperti, assolutamente non portati al contatto con gli animali, superficiali o sadici, questo non possiamo saperlo... Fatto sta che la situazione, invece che ristabilirsi, continua a degenerare: la sporcizia si accumula, le crocchette si mischiano agli escrementi, i cani vengono ammassati nei box senza alcun criterio, cominciano a sbranarsi, ad aggredirsi per evidenti incompatibilità o "semplicemente" a morire di fame perché il più forte non lascia spazio agli altri... Finalmente questi due personaggi vengono allontanati, passano altri giorni e subentra una cooperativa di servizi alla quale il proprietario appalta la pulizia del canile. Siamo di nuovo a tre operai: uno è l'operaio "storico", che lavorava in canile già con la vecchia gestione, la memoria di questo posto, una persona dolcissima che ama i cani e li conosce UNO PER UNO, fonte indispensabile di informazioni per proporre un cane in adozione. Un altro è un ragazzo che si rivela anche lui una persona molto sensibile e amante degli animali. Loro sono gli unici operai presenti ancora oggi in canile. Loro sono le uniche due persone che non smetteremo mai di ringraziare e per le quali siamo disposti a schierarci. Il terzo operaio all'inizio sembra volonteroso e affidabile, abbastanza ben predisposto verso i cani, ma ha usato i cani per manifestare le sue insoddisfazioni sul lavoro e, come rivalsa, ha fatto uno sciopero bianco per due settimane presenziando in canile senza fare nulla... anche qui potete immaginare cosa ha significato per i cani del "suo" settore vivere per due settimane senza che i box venissero puliti. Dopo queste "altalene" gli operai, come dicevamo, sono rimasti in due: sono riusciti egregiamente, nei limiti di quanto umanamente possibile, ad organizzarsi in modo tale da occuparsi di tutto il canile... Ci preme sottolineare che in DUE si occupano di almeno 700 cani. Hanno ricevuto molte critiche, sono stati bersaglio di minacce e di disprezzo. Nessuno ha mai provato a mettersi nei loro panni: l'angoscia di non riuscire a badare a tutti, l'angoscia di arrivare la mattina in canile e trovare qualcuno morto o sbranato, l'angoscia di essere in due e di essere stati lasciati soli a sé stessi, senza mezzi, senza ascolto, senza aiuto, ogni giorno. Noi, come abbiamo detto, non finiremo mai di ringraziarli e speriamo che tutti si accorgano di quanto sono speciali. Fondamentale è lo stato di salute in cui hanno versato i cani finora: sin da quando siamo entrati lì dentro il "fenomeno" più eclatante, ciò che saltava subito all'occhio, era la diffusione a tappeto della rogna. Qui c'è una precisazione importantissima da fare: molti cani mostravano evidentemente segni di malattia recente, ma INFINITI cani avevano ormai la PELLE DI CUOIO il che significa che non si trattava di settimane o mesi di "non cure"... Quei cani NON ERANO MAI STATI CURATI per la rogna, per TUTTI GLI ANNI in cui hanno vissuto là dentro. Alle nostre richieste di spiegazioni sul perché ora, con la nuova gestione, non si cominciava a provvedere, ci è stato risposto da asl, proprietario e direttore sanitario che le strutture erano ormai talmente impregnate di batteri e parassiti da rendere inefficace qualsiasi trattamento (= soldi buttati...) e che, una volta realizzata la nuova struttura, in un ambiente nuovo e pulito, si sarebbe potuto cominciare ad effettuare terapie adeguate. Idem per infestazioni da vermi e zecche. Spiegazione sicuramente ineccepibile fornita da veterinari. PER NOI COMUNQUE INACCETTABILE. SICURAMENTE le strutture erano talmente impregnate, unte, marce (sempre quelle esistenti da oltre 10 anni!!!) da essere ricettacolo di batteri e parassiti, FORSE pasticche, iniezioni e spugnature sarebbero state utilizzate inutilmente perché i cani si sarebbero re- infestati in tempi brevissimi, forse... NOI CI ABBIAMO VOLUTO PROVARE LO STESSO. Da agosto a dicembre abbiamo trattato circa 80 cani per rogna, ovviamente a nostre spese... i risultati sono ancora visibili, per i sopravvissuti.
IL NUMERO DEI CANI Si è sempre parlato ufficialmente di circa 700 cani in canile, perché questo sembra essere il numero stabilito dall'autorizzazione sanitaria. La realtà, nel gennaio 2004, era leggermente diversa. Circa 700 erano i cani di proprietà dei vari Comuni (cioè cani per cui i Comuni pagano il mantenimento), REGOLARMENTE tatuati con il codice a loro assegnato. Secondo quanto ci è stato riferito, e come abbiamo avuto occasione di accertare, in canile esistevano altri due "tipi" di cani, per il cui mantenimento provvedeva in precedenza, sembra a proprie spese, l'ex- proprietaria: - cani con un tatuaggio ASL per i quali, sembra, la ASL appunto, fosse riuscita ad imporre un censimento negli anni `97-'98; cani, quindi, di proprietà dell'ex-proprietaria del canile, non a carico dei Comuni, che solo da quell'anno in poi sono stati in qualche modo censiti; - cani senza tatuaggio, sfuggiti negli anni precedenti e successivi all'accertamento, definiti di proprietà del l'ex-proprietaria del canile e di diversa provenienza: nati e cresciuti in canile, trovati legati o abbandonati davanti ai cancelli, trovati per strada, ritenuti randagi e portati lì, ecc. ecc. Al momento dell'acquisto quindi, il nuovo proprietario, si è trovato a dover gestire un numero di cani superiore a quanto previsto, per i quali non percepiva rette dai Comuni. Ci sono stati sicuramente degli accordi nel passaggio, ma le versioni sono così contrastanti che preferiamo lasciar scoprire ad altri quale sia la verità. Ci preme sottolineare solo un fatto: nel momento in cui qualcuno è riuscito a "contare" sommariamente i cani presenti in canile (e vi assicuriamo che nella vecchia struttura era un'impresa disperata scovarli tutti), imporre, da parte delle istituzioni, un trasferimento in blocco di questi cani non regolari (presumibilmente circa 200) avrebbe significato autorizzare in fretta e furia la nascita di un posto simile e non esistendo ufficialmente un altro canile autorizzato in tutta la provincia sarebbe stato praticamente impossibile trovare qualcuno disposto ad accoglierli senza tra l'altro percepire soldi per il loro mantenimento poiché cani "di nessuno"; d'altra parte lasciarli lì significava per il nuovo proprietario una spesa che ovviamente non era disposto ad affrontare e per le istituzioni ampliare un'autorizzazione in presenza di strutture assolutamente inadeguate ad accogliere anche solo i "regolari". Abbiamo raggiunto tutti insieme (nuovo proprietario, vecchia proprietaria, asl, noi, altri volontari) un compromesso: il permesso di accedere liberamente al canile in cambio di promuovere, prima di ogni altra, l'adozione di questi cani. In questo modo, cioè nell'unico modo possibile per riparare ad una situazione creatasi negli anni precedenti, avremmo riportato alla "normalità" il numero dei cani presenti, senza costringere istituzioni e proprietari a prendere provvedimenti drastici per i quali, come al solito, ne avrebbero fatte le spese solo i cani. Ad oggi ci risulta che dei cani "di nessuno" ne siano rimasti solo una quindicina in canile (la certezza l'avremo solo nei prossimi giorni quando tutti i cani saranno stati trasferiti nella nuova struttura e FINALMENTE si riuscirà a capire esattamente QUANTI sono). Moltissimi sono stati adottati e molti sappiamo essere comunque stati portati altrove dall'ex-proprietaria in collaborazione con le volontarie.
LA CURA DEI CANI Questo è l'arcano più scottante e misterioso, ad oggi rimasto ancora irrisolto... Due premesse: 1) Sembra prassi comune (ma non espressamente normata) che nella maggior parte dei canili privati del Lazio (ma anche di altre regioni) le cure e la profilassi vengano effettuate dal proprietario della struttura tramite il suo direttore sanitario e che la asl abbia solo una funzione di controllo (e così sembra avvenisse con la precedente gestione del canile, salvo il fatto che la asl non sembra aver potuto mai esercitare questa funzione); 2) La Legge Regionale del Lazio (34/97) sfiora soltanto il problema dei canili privati senza disciplinarne precisamente il funzionamento. In alcuni articoli (nello specifico le competenze per la somministrazione di cure e profilassi) si parla di "strutture di cui alla presente legge": le "finalità" della legge sembrano rivolte unicamente alla realizzazione e alla ristrutturazione di canili pubblici, mentre un solo articolo parla espressamente delle strutture private... E qui sta l'inguacchio!!! Premesso che le convenzioni stipulate dai vari Comuni con il canile non sembrano prevedere le cure per i cani, ma solo il loro mantenimento; premesso che il nuovo proprietario, con il supporto dei suoi legali, sostiene che la legge attribuisce ai servizi veterinari delle aziende USL la "cura e salute degli animali custoditi nelle strutture di cui alla presente legge" comprendendo pertanto in esse anche quelle private; premesso che il servizio veterinario ASL sembra aver posto il quesito su queste competenze direttamente alla Regione e cioè al legislatore che non ha ancora risposto... premesso tutto questo, nel frattempo NESSUNO cura i cani che aspettano solo di sapere di che morte morire. Noi, per non saper né leggere né scrivere, dal 5 agosto, oltre a portare in clinica i casi più gravi (che poi regolarmente, quando sopravvivono, diventano ospiti del Rifugio...) ci rechiamo in canile ad effettuare le terapie di primo soccorso per curare rogna, infestazioni da zecche o parassiti, infezioni varie di tipo cutaneo o da morso, ecc. ecc. consapevoli del fatto che qualcuno potrebbe denunciarci per "abuso di professione" come ci è stato più volte ricordato. Siamo pronti anche a questo purché qualcuno prima o poi ci spieghi perché siamo costretti a fare cose che SICURAMENTE non competono a noi.
LA VITA DEI CANI Poche parole per un argomento terribile: oltre a tutto il resto, quando un cane riesce a scappare da un box o è uno tra i pochi eletti a poter uscire per sgranchirsi le zampe, pensa di correre incontro alla libertà e invece corre incontro alla morte. Sembra che la cosa si sia verificata anche negli anni passati, ma mai con l'atrocità, la furia e l'accanimento degli ultimi mesi: qualcuno spara ai cani liberi ed ultimamente è entrato anche in canile sparando ai cani nei box... Ne sono morti a decine... Sembra che il proprietario abbia fatto una serie di denunce, ma nessuna indagine viene aperta.
LE ISTITUZIONI ASL – Dopo le turbolente "presentazioni" avvenute nel gennaio 2004 sullo stile "voi animalisti", "voi esaltati", ecc. ecc. abbiamo chiarito abbastanza in fretta le cose. La ASL ha sicuramente molte responsabilità in merito alla nascita ed alla sopravvivenza di questo canile per tutti questi anni ed in queste condizioni, ma anche qui bisogna analizzare a fondo la situazione per non incorrere in valutazioni veloci, indotte da poca o falsa informazione. Nei lunghi anni della precedente gestione la ASL, o quanto meno i medici del servizio veterinario, sembrano non aver avuto alcun "potere" di interferenza: le poche volte in cui hanno provato ad obiettare, sono stati zittiti. Su questo posto ha regnato il POTERE vero, quello inattaccabile, riservato a pochi. Betty ricorda ancora brillare gli occhi del veterinario asl (e chi lo conosce sa bene che è un'espressione inimmaginabile su quel volto duro) quando finalmente gli è arrivato il materiale per poter cominciare a sterilizzare i cani e quando finalmente HA POTUTO COMINCIARE a sterilizzare le femmine prima di mandarle in canile, cosa che a quanto pare negli anni precedenti sfuggiva al suo controllo... La ASL sembrava lo scoglio più duro in questa faccenda, ma dobbiamo ammettere che la maggior collaborazione e disponibilità nell'accorciare, dove possibile, le lentezze burocratiche soprattutto per le adozioni dei cani è venuta proprio da loro. I COMUNI – Che dire se non ciò che tutti sanno? Per i Comuni i cani sono una spesa, una volta fatto l'impegno ed istituito un apposito capitolo in bilancio il problema scompare. Pochissimi Comuni della provincia conoscono la legge regionale 34/97 (alcuni ne ignorano proprio l'esistenza!!!) e l'art. 3 del D.P.R. 31.03.1979, i doveri a loro attribuiti riguardo alla tutela e al benessere degli animali, alla promozione delle adozioni dei cani... Alcuni Comuni hanno mostrato un minimo di sensibilità tentando di far affidare i cani ai concittadini, andando a controllare periodicamente lo stato dei loro cani in canile o scegliendo già da anni un altro canile fuori provincia, dove la spesa è un po' maggiore, ma dove le condizioni dei cani sono di gran lunga migliori. Altri Comuni hanno risolto il "problema" a monte: chissà perché non hanno randagi!!! Ve lo diciamo noi? Talvolta "spariscono" (qui si dice che vengono pizzicati da una vipera) o intelligentemente "sconfinano" nel territorio di un altro Comune... Resta comunque inspiegabile il fatto che il Comune di Rieti, i cui cani sono oltre la metà tra quelli detenuti, si sia "svegliato" solo ora e non abbia mai monitorato il canile nei lunghi anni precedenti...
LA STRUTTURA Durante uno dei primi contatti telefonici, il nuovo proprietario dice a Betty di aver presentato nel gennaio 2004 un progetto al Comune di Rieti per la realizzazione di una nuova struttura. Con tutta la buona volontà è difficile credere ad una cosa del genere, che è la "solita cosa" che il gestore di un canile dice ai volontari per farli stare buoni e calmi... La vecchia struttura è OGGETTIVAMENTE ingestibile da una persona normale... una spirale infernale cresciuta anno dopo anno, non sapremmo in quale altro modo definirla. Box che si attorcigliano su sé stessi, cani nascosti in meandri introvabili e letteralmente murati vivi... allucinante. Continuiamo a ripetere che se noi ci fossimo trovati a dover gestire quel posto da un giorno all'altro, ci saremmo accorti dell'esistenza di almeno 200 cani solo dopo una settimana, sentendo la puzza dei cadaveri, perché erano talmente imboscati che l'occhio di una persona "normale" non li avrebbe mai trovati. Ma perché dovremmo credergli? In fondo qualcuno è riuscito a gestire indisturbato quel posto per lunghi anni, perché lui non dovrebbe continuare nello stesso modo??? Passano un paio di mesi e alla domanda "A che punto è il progetto?" la risposta è questa:"E' bloccato in Comune, la pratica non va avanti". Ihihihih... deduzione ovvia: ci stai provando, ma chi vuoi prendere in giro? Vedrai che è tutto un bluff!!! Betty decide di recarsi in Comune per verificare la veridicità della affermazioni, quasi certa di sentirsi dire qualcosa del tipo "Progetto per il canile? Mai sentito!!!". E' invece il progetto c'è eccome!!! Non solo!!! Facendo lo stesso mestiere e ben conoscendo le procedure, capisce subito di trovarsi in quello che è il tipico ingranaggio burocratico, attorcigliato su sé stesso quasi come le lamiere del canile!!! Ostruzionismo, pignoleria, indifferenza, una buona dose di presunzione... tutto ciò che serve a tenere una pratica bloccata per sempre, senza minimamente prendere in considerazione il problema "sociale" che un posto come il canile rappresenta. Nessuno del Comune, ovviamente, sembra essersi mai recato sul posto per vedere con i propri occhi lo "stile architettonico" della struttura esistente sul territorio da anni. Per farla breve... dopo richieste di documentazione integrativa dilazionate nel tempo e nei mesi a seguire (sulla correttezza di questa procedura ci sarebbe qualcosa da ridire) e dopo pressioni di diversa provenienza, verso la fine di ottobre (cioè dopo 9 mesi dalla presentazione del progetto) il Comune rilascia il permesso di costruire!!! Non solo... dopo pochi giorni, visto che il canile è ormai diventato "un caso scomodo" per la faccia pulita di questa provincia, segue un'ordinanza che ingiunge di eseguire i lavori entro e non oltre 60 giorni. E qui sono necessarie un paio di precisazioni. Chi ha un po' di dimestichezza con i lavori edili sa che lavorare il cemento armato in inverno è una follia, soprattutto in una provincia in cui la neve fa la sua prima comparsa in novembre e le temperature scendono subito sotto zero, e che costruire una struttura del genere in 60 giorni è una scommessa perlomeno azzardata, con tutte le conseguenze che comunque si porta dietro un lavoro fatto obbligatoriamente di fretta e furia... Beh... la scommessa è stata vinta: con una proroga di 25 giorni per il maltempo, il 18 gennaio 2005 la struttura, o quanto meno il lavoro grosso, è stata ultimata. Rimangono da fare alcuni massetti e la chiusura superiore di una parte dei box (dai quali ovviamente i cani scappano ancora...), ma ESISTE. Con questo non vogliamo santificare nessuno, tanto meno una persona che ha sicuramente molte responsabilità nella gestione disorganizzata e superficiale di questo canile nell'ultimo anno e noi che non siamo imprenditori, ma solo persone che hanno a cuore il benessere degli animali, non possiamo accettare come giustificazione l'enorme spesa affrontata per costruire la nuova struttura, a discapito di un risparmio sulla manodopera e sui materiali per la manutenzione della vecchia struttura in attesa di quella nuova. Ma ha mantenuto la promessa più importante, quella indispensabile per ripartire da zero e restituire la dignità ai cani e questo è un buon presupposto per le altre promesse che dovrà mantenere: in un anno di scartoffie ed in due mesi di lavori il nuovo canile è stato realizzato (lo sarebbe stato anche in meno tempo se non si fosse messa in mezzo la burocrazia) e non potete immaginare qual è la sensazione adesso nell'arrivare e non vedere più quelle catapecchie, nel non sentire più quell'odore ripugnante che ti rimaneva addosso per giorni, nel vedere finalmente i cani illuminati dalla luce del giorno. Sia ben chiaro: un canile è sempre un canile, cioè una galera, ma se aveste visto con i vostri occhi quello che c'era prima capireste perché ora riusciamo anche a sorridere vedendo box tutti uguali, arieggiati, con cani che ora hanno tutti la stessa possibilità di essere visti e "ben" 6 metri da percorrere nelle loro gabbie, quando prima c'erano cani costretti a rimanere immobili come il nostro Serse, che insieme alla sua compagna riempiva letteralmente il box in cui era collocato... Un solo augurio: che il passato sia davvero PASSATO, MORTO E SEPOLTO; che ora nel canile di Rieti si possa cominciare a parlare di normalità, per quanto possa essere "normale" una detenzione forzata.
ASSOCIAZIONI PIU' O MENO FAMOSE, VOLONTARI & CO. A tutti coloro che in questi ultimi mesi hanno gridato allo scandalo, alle associazioni che dicono di essere presenti sul territorio e di cui non abbiamo mai sentito parlare né abbiamo mai visto operare in provincia, ai volontari che scrivono sui giornali badando a mantenere il più assoluto anonimato, fornendo informazioni quantomeno inesatte se non del tutto distorte, rivolgiamo solo poche domande... Dove eravate nei 13 anni precedenti al 2003? Nei 13 anni in cui questo canile è nato, cresciuto e marcito insieme ai cani rinchiusi? Nei 13 anni in cui questo pozzo senza fondo fatto di eternit ha ingoiato chissà quante centinaia di cani all'insaputa del mondo? Possibile che solo adesso, nell'unico momento di cambiamento mai avvenuto in 15 anni, ci sia stato un "risveglio" di massa? Proprio voi, cittadini di questa provincia malata, associazioni dai nomi conosciuti con una presunta onorevole storia alle spalle, tutti voi che esistete, qui, da molto più tempo di noi, DOVE ERAVATE PRIMA??? Peccato non aver mai visto la calca affollarsi davanti al cancello del canile, con spintoni e strattoni per fare a gara a chi riesce ad entrare per primo. Peccato non esserci mai incontrati in canile, affondando nella melma e nella merda insieme ai cani e agli operai, così, tanto per scambiare due chiacchiere... Noi comunque ci siamo sempre... vi aspettiamo... e vi aspettano anche i cani.
E INFINE... DOMANDE A RUOTA LIBERA...
- E' curioso che solo nel momento in cui è stato realizzato ciò che nessuno credeva possibile, si stiano alzando tante voci... non sembra anche a voi? Prima il silenzio assoluto. Poi, quando i dubbi cominciavano a prendere forma, qualche borbottio sommesso. Infine denunce, minacce, rivendicazioni, rigorosamente anonime... proprio ora che le cose sono cambiate. Forse gli interessi di qualcuno cominciano davvero a vacillare? La speranza è sempre l'ultima a morire...
- Non trovate altrettanto curioso che ogni notizia diffusa su questo canile eviti ACCURATAMENTE di parlare della precedente gestione, accollando ogni responsabilità al nuovo proprietario, come se il canile fosse sorto dal nulla meno di un anno fa?
- Pensate davvero che ci siano tutti questi "salvatori" al mondo? Se fosse vero, allora doppio, triplo, quadruplo natale e doppi tripli, quadrupli regali, hurrà!!! Continuiamo a sostenere che NESSUNO SALVA NESSUNO. Nello specifico, i cani si salvano da soli. Noi possiamo solo aiutarli ed offrire loro un'opportunità di cui nostri simili li hanno privati: portarli fuori da una gabbia in cui "noi" li abbiamo rinchiusi non è un salvataggio, è la restituzione di un diritto che "noi" abbiamo tolto. Chi crede il contrario è un esaltato, un folle o solo un presuntuoso.
- Tirare fuori un cane da un canile per portarlo in un posto identico in cui nella migliore delle ipotesi "soggiornerà" solo per breve tempo, nella peggiore delle ipotesi per tutto il resto della sua vita, ha un senso compiuto?
- Tirare fuori un cane da un canile sapendo che, se le cose non cambiano e non si agisce per cambiarle, gli altri 699 saranno condannati a rimanere lì per sempre nelle stesse condizioni in cui hanno vissuto per lunghi anni, è sufficiente?
- Parlare di cose che non si conoscono, magari ricamando e storpiando realtà già abbastanza tragiche, ergendosi a giudici, tentando di primeggiare nella scoperta di macabre atrocità, ma senza proporre alternative concrete e soprattutto senza VEDERE, serve a qualcuno e in questo caso specifico ai cani?
- E' davvero così difficile mettere un attimo da parte sé stessi, scordarsi del proprio nome, delle proprie esigenze esistenziali che possono tranquillamente essere soddisfatte in altro modo, senza usare loro come mezzo, ed ascoltare i cani?
- E' così difficile ammettere che per la prima volta in 15 anni, forse, stiamo arrivando alla normalità???
Siamo a disposizione per qualunque chiarimento... grazie se avete avuto la pazienza e la costanza di arrivare a leggere fino a qui. Ezio & Betty – 335/6619901 – 339/1847914
Estrema crudeltà sui tori a TLACOTALPAN, VERACRUZ, MÉXICO Protesta
La città di Tlacotalpan è stata di recente nominata dall'Unesco come città di interesse culturale. Ogni anno, l'1 febbraio si commemora la festa del paese Virgen de La Candelaria (il santo di protettore della città) durante la quale si realizza l' EMBALSE DE TORO , che consiste nel forzare 6 tori di razza cebú ad attraversare un rio e nel bere una bottiglia ognuno di alcol puro. Ognuno di loro quando arriverà all'altra sponda troverà una folla enorme di gente ubriaca in attesa di attaccare questi poveri animali, facendo del suo meglio per farli arrabbiare, tormentandoli, torturandoli, tagliando i loro genitali e le loro code, pugnalandoli, fino a quando gli animali sfortunati scapperanno via spaventati, alcuni moriranno cadendo sulla strada alcuni sono già morti, quindi verranno raccolti dai macellai comunali che finiranno quelli ancora vivi. Le autorità comunali e il governo Veracruz finanziano e promuovono questa "tradizione" sadica!
Lettera da inviare Señor Gobernador del Estado de Veracruz, Me llegó la noticia que en el mes de febrero en la ciudad de Tlacotalpan se lleva a cabo el festejo de la Virgen de La Candelaria durante el cual se realiza el llamado EMBALSE DE TOROS que consiste en forzar a seis toros de raza cebú a atravesar un río, luego de lo cual son brutalmente hostigados, perseguidos y torturados hasta la muerte por una multitud de personas totalmente ebrias.Estoy sorprendido que en una ciudad que fue declarada patrimonio cultural de la Humanidad por la UNESCO se cometan tales actos de barbarismo y crueldad. Le pido en nombre de la piedad, de la civilidad, y de la moral que deje sin efecto esta diversión a costa de tanto sufrimiento, cuando pueden aprovechar ese día especial en hacerlo realmente espiritual con diversiones edificantes, sanas y constructivas. Esperando una respuesta positiva me despido atentamente, Nome Cognome Nazione
Ciao a tutti, questa dolce tesorina sta cercando casa, con tanta speranza nel cuore e tanto amore da donare. C'€ ¦è la possibilit€ ¦à di farla arrivare in Lombardia se solo si trovasse una famiglia che la adotti. Secondo me € ¦è bellissima ma cerchiamo una famiglia che vada oltre l'aspetto fisico...
Grazie a tutti per il passaparola e i volantini appesi.
Mery
ROMA/Lombardia!
C€ ¦’²è una dolce cagnolina che cerca casa, si chiama SOPHIE (detta anche Fif€ ¦ì). € ¦È una dolcezza infinita nonostante la vita che l€ ¦’²universo umano le ha riservato. € ¦È stata trovata e sono evidenti i segni della sua anima e del suo corpo, € ¦è stata picchiata.
Sophie cerca casa con molta urgenza, € ¦è rossiccia, ha il pelo corto, € ¦è di taglia piccola e pesa circa 6 kg. Ha 6 anni ma ha tanto amore da donare.
Qualcuno vorrebbe adottarla?
Spero tanto di si€ ¦’¥.. € ¦è un vero tesorino e merita tanto amore dopo che gliene € ¦è stato tolto tanto€ ¦’¥.
E€ ¦’² a Roma, cerchiamo una famiglia amante degli animali e che le dica si per tutta la vita ma la portiamo anche in Lombardia.
Data: Mar 1 Feb 2005 8:16am Oggetto: Cane ritrovato a Monterenzio (BO). Di chi è?
Cane maschio tipo Husky, color scuro e bianco, età approssimativa circa 6 mesi (ha appena cambiato i denti), no microchip no tatuaggio ritrovato a Monterenzio (BO) il 31 gennaio ora ospite presso il locale rifugio di Cristina. Per informazioni tel 051 920058.
Di chi è??? ------------------------------------ Alano femmina color nero con una macchia bianca sul petto tatuaggio illeggibile, età circa quattro anni ritrovata a Monterenzio (BO) a metà gennaio ora ospite presso il locale rifugio di Cristina. Per informazioni tel 051 920058.
mi ha chiamato stasera una ragazza di Brescia chiedendomi aiuto per il barboncino bianco di 10 anni di sua mamma.
è un cagnolino malato di leismaniosi, molto tranquillo. la mamma di questa ragazza non è più in grado di tenerlo per motivi si salute, la sorella non può perchè ha un bimbo piccolo e lei (la ragazza che mi ha contattata) vorrebbe salvarlo dal canile ma il marito non vuole animali in casa..
io sono di milano e Claudia (la ragazza) ha trovato il mio numero di telefono in internet in un annuncio per dog sitter. la ragazza non sapeva a chi rivolgersi e mi ha chiamata.
sto mettendo annunci e mandando mail, spero che questo cagnolino possa trovare famiglia!!!
----- Original Message ----- From: "ambra_da" <ambra_da@...>
Salve bimbi, abbiamo qualche angioletto disposto ad effettuare sopralluoghi presso Falconara Marittima in provincia di Ancona? Dovrei controllare una adozione. Grazie 1000.
URGENTISSIMO: Saturno, Giove, Venere e Giada… questione di adozione o di strada! 4 teneri cuccioli, 2 maschi e 2 femmine, pelo lungo, futura taglia media, vari colori, vivono per la strada e cercano casa con moltissima urgenza. Si trovano a Cosenza, rischiano di essere accalappiati e portati in un canile orrendo dove non usciranno più e vivranno in condizioni molto brutte. C’è una solo speranza di vita: un viaggio che venerdì 4 febbraio potrebbe condurli a Modena, solo se qualcuno ci avviserà entro il 3. Ci sono 4 famiglie di questa zona (Modena/Emilia Romagna) pronte ad accoglierli con tanto amore? Dio ci propone i sogni ma anche la possibilità di realizzarli… questa è la loro unica salvezza, se non partiranno per Modena la loro vita avrà la forma di un box. Mery 338/6496477 xmeryblu@... vista l’urgenza meglio telefonare
Per quanto riguarda questo annuncio che vi ho spedito ieri:
URGENTISSIMO: Saturno, Giove, Venere e Giada… questione di adozione o di strada! 4 teneri cuccioli, 2 maschi e 2 femmine, pelo lungo, futura taglia media, vari colori, vivono per la strada e cercano casa con moltissima urgenza. Si trovano a Cosenza, rischiano di essere accalappiati e portati in un canile orrendo dove non usciranno più e vivranno in condizioni molto brutte. C’è una solo speranza di vita: un viaggio che venerdì 4 febbraio potrebbe condurli a Modena, solo se qualcuno ci avviserà entro il 3. Ci sono 4 famiglie di questa zona (Modena/Emilia Romagna) pronte ad accoglierli con tanto amore? Dio ci propone i sogni ma anche la possibilità di realizzarli… questa è la loro unica salvezza, se non partiranno per Modena la loro vita avrà la forma di un box. Mery 338/6496477 xmeryblu@... vista l’urgenza meglio telefonare
aggiungo che c'è la possibilità di farli arrivare fino a Piacenza e a Milano, qualora ci sia qualcuno interessato in queste zone. Resta purtroppo l'urgenza di sistemarli.
CIAO a tutti, questo appello è super urgente, chiedo gentilmente a tutti voi la massima diffusione, per chi voglia appendere qualche volantino ne allego uno che ho scritto per questi cuccioletti. Sono in balia della strada.... grazie a tutti per l'aiuto.
Chiedo cortesemente ai webmasters dei siti di pubblicare questo appello di cui ne autorizzo la pubblicazione. GRAZIE.
Mery
MODENA/REGGIO EMILIA/PARMA/PIACENZA/MILANO… E ZONE LIMITROFE
Appello urgentissimo..
Qualcuno dice che Dio ci propone i sogni ma anche la possibilità di realizzarli..
Sono una semplicissima ragazza che cerca casa a tanti animali senza casa e vorrei trovare famiglia a tempo di record a 4 cucciolini sfortunati. La loro storia è una fra milioni ma il loro futuro potrebbe essere roseo… sta a te che leggi questo appello colorare il loro presente con una bella adozione.. cercano amore!!!
Saturno, Giove, Venere, Giada, ho dato loro 4 nomi di fantasia, credo che siano tesori speciali e che meritino molto affetto. Speciali perché la vita li ha affidati alla strada, sono nati per la strada e vivono lì trotterellando senza meta in preda ai pericoli. Sono 4, due maschietti e 2 femminucce, sono di vari colori, hanno il pelo lungo e da grandi saranno di taglia media. Sono piccini piccini, hanno 2 mesi. Si trovano in Calabria, devono affrontare le auto e tanti pericoli ma anche la possibilità di finire in un bruttissimo canile dove i cani vivono malissimo. Nella notte fra venerdì e sabato arriveranno a Modena e vorrei che ci fossero delle belle famiglie pronte ad adottarli per tutta la vita. Arriveranno a Modena ma sono adottabili nelle zone di Parma, Piacenza, Milano… veniamo incontro per la distanza.
L’importante è che si trovi loro una casa.
Allego una fotografia… non rende molto però dal vivo sono una delizia.
Ringrazio tutti per il passaparola. Un grande saluto.
Da:* <ventonelmiocuore@...> Data: Gio 3 Feb 2005 2:14pm Oggetto: Sabato Sophie arriverà a Milano
CIAO a tutti, dopo tanto girare e tanto vagare sabato pomeriggio questa dolcezza infinita arriver€ ¦à a Milano.... anche per lei aspetto una telefonata con tanta speranza. Allego un volantino per chi voglia appenderne qualcuno nella zona di Milano. Grazie a tutti.
Chiedo cortesemente a tutti i webmasters dei siti di pubblicare questo annuncio di cui ne autorizzo la diffusione e la pubblicazione.
Buon pomeriggio.
Mery
Lombardia!
C€ ¦’²è una dolce cagnolina che cerca casa, si chiama SOPHIE (detta anche Fif€ ¦ì). € ¦È una dolcezza infinita nonostante la vita che l€ ¦’²universo umano le ha riservato. € ¦È stata trovata e sono evidenti i segni della sua anima e del suo corpo, € ¦è stata picchiata.
Sophie cerca casa con molta urgenza, € ¦è rossiccia, ha il pelo corto, € ¦è di taglia piccola e pesa circa 6 kg. Ha 6 anni ma ha tanto amore da donare.
Qualcuno vorrebbe adottarla?
Spero tanto di si€ ¦’¥.. € ¦è un vero tesorino e merita tanto amore dopo che gliene € ¦è stato tolto tanto€ ¦’¥.
E€ ¦’² a Roma, cerchiamo una famiglia amante degli animali e che le dica si per tutta la vita, sabato 5 febbraio arriver€ ¦à a Milano e vorremmo tanto che una bella famigliola la accolga a braccia aperte.
CIAO a tutti! In questo appello si annuncia la ricerca di un miracolo chiamato "Amore", molte volte cerco casa ad animali che non ne hanno ma ci sono giorni in cui le storie che leggi ti buttano giù di morale....
ma il sorriso nasce dal cuore e la speranza si diffonde abbracciando i tuoi pensieri quando si incontrano persone come Alessia.
Inoltro a tutti questo appelli, anche Giove ha il diritto di avere una casa vera, anche se non è un cucciolo.
Chiedo gentilmente a tutti i webmasters dei siti di pubblicare questo annuncio di cui ne autorizzo la pubblicazione e la diffusione e allego un volantino che può essere appeso da tutti coloro che si trovino in zona.
Un caro saluto.
Mery
MILANO/PAVIA
Buongiorno a tutti, sono Mery, cerco casa a tanti animali senza casa e mi permetto di rubarvi qualche minuto per parlarvi di una storia molto bella che lega una ragazza ad un cane, un cane normalissimo che è entrato nel suo cuore e si è ritrovato immerso di amore.
GIOVE ha 12 anni e li ha vissuti tutti in canile. Questa frase dice tutto ma se vi
dicessi che tante persone lo stanno ospitando nel proprio cuore, che ogni giorno è accompagnato dal pensiero di coloro che hanno offerto un aiuto economico per tirarlo fuori dal canile, per pagare la sua permanenza in un bel rifugio… Che è un cane speciale perché Alessia, la ragazza che lo ha salvato, ha il sogno di trovargli una casa… che è un cane che merita un futuro migliore..
GIOVE non sporca in casa, è educatissimo, sano, è di taglia media, ha fatto un check up completo, dona tantissimo amore e parla con i suoi occhini… basta guardare la foto per innamorarsene.
Cerca una casa amorevole dove ci siano delle
persone veramente amanti degli animali, vorrebbe essere figlio unico per avere per sé tutte le attenzioni della casa, cerca casa nella provincia di Milano e zone limitrofe e disponibili a restare in contatto nel tempo…..
Questo appello parla di un piccolo grande amore nato fra GIOVE e Alessia, ora questo tesoro vive in un rifugio ma entrambi sognano di ricevere una telefonata di una persona che lo voglia adottare, 12 anni possono essere tanti ma agli occhi di chi ama gli animali 12 anni significano tantissimi momenti di gioia e felicità da trascorrere ancora insieme. Non possiamo lasciarlo senza famiglia…
Per
qualsiasi info e per l’adozione potete contattare
Mery
338/6496477
xmeryblu@...
Ringrazio infinitamente tutti coloro, miei amici e anche chi non conosco, che mi aiuteranno a diffondere questo
appello.
Nuovo Yahoo! Messenger E' molto più divertente: Audibles, Avatar, Webcam, Giochi, Rubrica… Scaricalo ora!
RACCOLTA COPERTE PER GLI OSPITI DEL RIFUGIO DELL'EX CINODROMO
I cani dell'ex cinodromo hanno freddo e le coperte scarseggiano! La Sezione di Roma dell'Enpa, dopo l'appello dei volontari del rifugio romano, ha avviato una raccolta di coperte, maglioni e quanto possa aiutare a riparare dal freddo i cani del rifugio. Chi può, ci invii in Sezione - a Via Terni, 42 - materiale utile. Provvederemo a inviare coperte, maglioni, lenzuola ai volontari del rifugio.
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MALTEMPO/ROMA: VOLONTARI CANILE CHIEDONO COPERTE PER GLI ANIMALI (ASCA) - Roma, 31 gen - Coperte, lenzuola, vecchi maglioni, stracci e tutto quanto possa aiutare a riparare dal freddo i cani ospiti del Canile romano all'ex Cinodromo. E' la richiesta che arriva dai volontari che si occupano della struttura. Il materiale, avvertono, puo' essere lasciato presso il canile dal lunedi' al venerdi' dalle 10 alle 17 e il sabato dalle 10 alle 13. (Asca) ---------------------------------
Ricevo e giro Lorenza P.s per chi adotta: chiedete che la mamma dei cuccioli venga sterilizzata appena possibile, altrimenti tra poco ne nasceranno altri! ................... Testo AIUTATECI!!! Sono nati 8 bellissimi cuccioli di Australian Schepper e stiamo cercando qlc disposto ad adottarli, li regaliamo tutti! il n. di tel è 3339587593 Nicola .....................
un maremmano e una meticcia sono stati abbandonati cuccioli, hanno vissuto sul territorio per quasi 2anni.
Lei ha rischiato di morire intrappolata in un cappio per volpi che le stava segando il bacino..è stata salvata per miracolo. Ha avuto giusto il tempo di riprendersi prima di essere accalappiata e portata in canile insieme al suo compagno di sempre. Lì, il maremmano si mostrava "troppo possessivo" nei suoi confronti..è stato picchiato e per la prima volta sono stati separati. Dai loro occhi è possibile capire quanto si sentano soli e terrorizzati. aiutatemi a trovargli una casa e qualcuno disposto ad amarli come meritano. Hanno due anni e sono fantastici
scrivo da Cosenza, il canile è quì in provincia. I cani sono lì da circa 2 mesi ormai ma solo la settimana scorsa sono riuscita a vederli e a scattargli le foto, dopo aver ottenuto l'autorizzazione dal comune a cui appartengono. Non sono riuscita a trattenere le lacrime alla vista del maremmano che avevo lasciato temerario,corraggioso,non aveva paura di niente...l'ho ritrovato terrorizzato,camminava raso terrra,la coda tra le gambe, si avvicinava alla rete solo se mi vedeva da sola..chiari traumi da maltrattamento.Quando ho chiesto spiegazioni mi è stato risposto che hanno dovuto allontanarlo di forza dalla compagna perchè era troppo possessivo nei suoi confronti e non lasciava avvicinare nessuno...non ho prove che sia stato picchiato, ma se 2+2 fa 4...
ti posso lasciare il mio num di cell 339-1768256.
Sto facendo il possibile. Sono volontaria di una associazione animalista nata sul territorio, soccorriamo e ci impegnamo a fare adottare, sotto stretta sorveglianza, cani che hanno davvero bisogno. Grazie per l'aiuto.
CERCANO CASA: 2 cucciole taglia media, una bianca e nera, l’altra bianca/nera/marrone. Hanno 3 mesi, pelo raso e vivono in canile. Sono buone e vanno d’accordo con cani e gatti. Zona Milano-Piacenza-Lodi. Mery 338/6496477 xmeryblu@...
Ricevo e giro, è molto importante trovare una buona adozione per questi due mici. Lorenza ---------------------------------------------
MARGHERITA: Margerita è stata letteralmente buttata dentro un'oasi circa un mese e mezzo fa. Aveva gli occhi ridotti in condizioni pessime, purtroppo uno era talmente ridotto male che l'oculista non ha potuto fare altro che denuclearlo e chiudere la palpebra, stiamo cercando di salvarle il secondo,ma rimarrà comunque compromesso e in queste condizioni la piccola non potrà vivere in oasi, perchè è troppo impaurita e quell'oasi non ha alcuna struttura consona ad ospitare un gatto cieco o comunque ipovedente. Margherita ha circa 5 mesi ed è una gattina giovane e molto dolce; un gatto cieco in casa conduce una vita normalissima ( io ne ho due e sono due terremoti!) e credo lei si meriti finalmente un po' di serenità.
FRED: La sera di Natale è stato trovato a Torino Fred, un gattino abbandonato di circa un anno. Era in condizioni pessime, denutrito e malconcio. La famiglia che lo ha trovato lo ha portato a casa, lo ha nutrito, poi purtroppo gli ha fatto gli esami del sangue ed è risultato FIV+. Loro non lo posssono tenere perchè hanno già una gatta e a Torino non hanno trovato nessuno che lo adottasse. Si sono rivolti a noi, avevamo un'adozione che poi è sfumata ed ora è destinato ad arrivare a Bologna per vivere in un'oasi. E' un gattino dolcissimo, sano , ma soprattutto amante della vita e degli esseri umani e soffrirà tantissimo l'oasi. Se qualcuno potesse adottarlo, siamo certi che lui ricambierà con tantissimo amore. Per favore...fateci un pensierino!
PER INFO E ADOZIONI Lisa 339 7689105 info@... www.oasifelina.net ------------------------------------------
--- Associazione AMICI DEGLI ANIMALI - ONLUS Iscritta nel registro delle associazioni di volontariato della provincia di Bologna Piazza Matteotti, 1 - 40063 Monghidoro (BO) CF 91211590376 - C/C 2079 BCC di Monterenzio, Agenzia di Monghidoro ABI 8672 - CAB 3693 Tel. 338 7791589 - 339 1958317 - 3475234916 - 333 8473443 - e-mail: amicianimalionlus@...
SE NON DESIDERATE PIU' RICEVERE MAIL DA QUESTO INDIRIZZO, RISPONDETE ALLA PRESENTE INSERENDO NELL'OGGETTO "RIMUOVI" E SCUSATECI.
________________________________________________________________________ Cerchi un laboratorio fotografico aperto 24 ore su 24? Stampa le tue foto digitali su Kataweb e le ricevi a domicilio in 48 ore. http://www.kataweb.it/foto
ciao a tutti, stò cercando in zona Perugia un dog sitter per un cagnone dolce dolce, il cane deve stare dentro la notte perchè dorme in casa e non ha il manto invernale, non ha problemi ne con gatti ne con cagnoline femmine... di maschi non se ne parla proprio. Cerco una persona competente e affidabile. Grazie ciao blubabilonia@...
C'è il caso disperato di un povero micio preso a fucilate qualche giorno Fa nelle campagne del Vercellese, da persona ignota ma sicuramente ignobile!! Dopo quello che ha subito, il micio vive nel gabbione di uno studio veterinario in attesa di qualcuno che voglia adottarlo al più presto . Diffondete la sua storia a tutte le persone che conoscete. Prendete Contatti con radio e quotidiani locali pregando loro di lanciare un appello perl'adozione di questo gatto, un povero animale ancora vittima della violenza umana Contattate: Annalisa: 338/8864079
CRESCENTINO - UN MICIONE IN DIFFICOLTA'
Domenica 30 gennaio 2005, in Via Po a Crescentino è stato trovato un gatto ferito, dopo i primi soccorsi, è stato ricoverato presso il Veterinario che ha costatato diversi traumi sul musetto dell'animale. Dopo qualche giorno, visto che il micio non migliorava nonostante le cure antibiotiche, il Veterinario ha eseguito una radiografia che ha rivelato Che la bestiola non era stata investita, come si pensava in un primo momento, ma gli avevano sparato. Infatti, sono stati contati circa cinquanta pallini quasi tutti localizzati sul muso del gatto, per questo l'animale dopo alcuni giorni che gli era stato inferto il colpo di fucile, per il dolore e l'infezione era svenuto sulla strada. Episodi come questo ci lasciano senza parole e con tanti interrogativi: perché l'uomo, che si ritiene appartenente ad una razza superiore e civilizzata, infligge tanta sofferenza gratuita ad una bestiola indifesa e che non fa male a nessuno? Perché l'intolleranza verso chi è diverso come un gatto, ma che ha il diritto di vivere su questo pianeta come l'uomo, diventa sempre più grave? Vorremmo avere delle risposte giustificate dalla ragione, ma non siamo in grado di darle; l'effetto che tutto questo ci lascia è un senso d'amarezza e d'impotenza perché quest'azione è solo dettata dalla pazzia umana. Il gatto oggi è in cura dal Veterinario ed è sotto la custodia dell' associazione Diamoci la Zampa di Crescentino, che purtroppo non può dopo le cure ospitarlo, in quanto non ha locali dove ricoverare il micio, inoltre i volontari hanno già più volte adottato animaletti in difficoltà e non sono più in grado di ospitarne un altro. Il nostro micione a causa delle ferite riportate rimarrà cieco e quindi ha bisogno di essere tenuto in casa, tutte le cure necessarie per la guarigione e la castrazione non saranno a carico di chi adotterà l'animale. Facciamo un appello a chiunque possa adottarlo di mettersi in contatto con l'associazione tel.3388864079 oppure 3331893324 e speriamo che questo gesto riscatti un po' l'uomo civilizzato di oggi.
Oggetto: Aiutiamo Prince e Orsa hanno bisogno di cure per la leshmania
www.apertisverbis.org info@... -------------------------- Dal Territorio di Rieti un URGENTISSIMO appello: Prince e Orsa Hanno bisogno di VOI! (rivolto a strutture o privati idonei e disponibili) GRAZIE! ---------- Riceviamo da Laura Fabbri lfabbri.agenti@...
Dal Territorio di Rieti due casi di ordinaria urgenza e follia, con un solo diverso accenno: questi due cani non migliorano!Richiesta di Soccorso Immediato! ...Aiutatemi ad Aiutarli...Naturalmente, disposta a condurli in Tutta Italia ed ovunque purchè si riescano a curare adeguatamente e con successo ! ! ! Cari Tutti, Prince ed Orsa hanno bisogno di Voi! Purtroppo nonostante l'amore, le visite e le cure mediche, la dedizione quotidiana che è stata rivolta a loro, questi due animali necessitano di un diverso supporto da quello che io, nell'arte dell'arrangiarsi in una provincia devastante e difficilissima per gli animali, posso offrire loro. Sono gli ultimi cani soccorsi sul territorio. Tutti e due risultano positivi al test della leshmania (come altri che però, forse meno debilitati e più reattivi, si curano con risultati positivi) Tutti e due si presentavano in usuali condizioni pietose per questa terra: gengive bianche, disidratati, occhi purulenti, bocca asciutta, postura quasi rachitica, una debolezza fisica toccante, piaghe e rogna a tratti sul corpo, con una sola differenza dalle altre volte: NON accennano a migliorare visibilmente. In qualche settimana di costante attenzione dedicata loro, ora l'aspetto sembra più tonico e il loro fisico più robusto ma non accennano a riprendere uno stato di salute adeguato e sano. Questo mi preoccupa perchè oltre a quello che sto facendo, per limiti oggettivi di organizzazione, possibilità cliniche, tempo materiale (e tutto quello che, chi è in contatto personale con me già sa ed umanamente comprende) non posso garantire. La mia esperienza sul campo non mi rende così ingenua da credere che una coperta calda, cibo umido e proteico, un veterinario che a volte arriva a volte no (per operazioni in corso, gelo e neve sulle strade ed altre variabili), cure mediche dalla preziosa e fondamentale puntualità che ahimè non posso imporre, salvino questi animali. Orsa e Prince, diversamente dai molti altri cani recuperati, curati, salvati e fatti infine adottare, hanno bisogno di un controllo e terapie che, nelle condizioni di estrema emergenza in cui mi trovo e in una, per quanto efficace e puntuale, pur sempre casalinga organizzazione arrangiata dal nulla, non riesco ad assicurare. Se avessi una mia struttura di ricovero funzionante e già avviata, sarebbe tutto più semplice (magari non facile), più razionalmente gestibile. Sarebbe Tutto diverso, ma diverso ora non è! E su questa terra dimenticata che è la Sabina i cani continuano ad avere bisogno di tutela e sacrificio. La mia dedizione, la mia volontà, la mia ostinazione, la mia promessa a questi animali non può permettersi di limitarsi e divenire nulla. Questo il mio stato d'animo. Chi mi conosce, Sa. In altre urgenze alcuni contatti, associazioni, strutture private hanno accolto il mio grido di dolore e di impotenza e mi hanno amorevolmente sostenuta accogliendo presso di loro gli animali più gravi, animali che ora risplendono in un felice sorriso! Ora chiedo a tutti Voi (strutture, associazioni, oasi, onlus, volontari, veterinari o privati sensibili e capaci) a coloro che hanno la possibilità di monitorare costantemente questi due animali, di aiutarli a recuperare la loro forza, la loro salute e la loro Vita, di accoglierli! Sono naturalmente disposta a mantenere le loro cure, ed ogni loro progresso purchè siano accolti in luoghi attrezzati ed organizzati. Grazie infinite, Grazie di Cuore in anticipo per la vostra sensibilità!
Prince: Maschio. Avrà circa 3 anni, taglia media, manto focato nero, è piuttosto magro e sottopeso. Nonostante abbia due pasti proteici al giorno il suo peso non si ristabilisce. Ha escoriazioni su tutto il corpo, una parte calva sulla schiena in corrispondenza della spina dorsale, occhi di muco, orecchie, zampe e coda affette da rogna. Sul suo addome si presentano diversi piccoli rigonfiamenti, ed una sorta di ciste pendente. Equilibrio stabile ma insicuro, portamento corretto, deambula volentieri. Carattere dolcissimo, affettuoso con chiunque compatibile con umani ed altri animali.
Orsa: Femmina. Avrà circa 6 anni, taglia medio-grande, corporatura robusta, problemi di equilibrio e di postura alle zampe posteriori. Il suo corpo è pieno di piaghe e piaghette soprattutto sulla zona posteriore del corpo. Ha perso il pelo in varie parti del corpo. Anche lei presenta delle escrescenze sull'addome e all'altezza della zona mammaria. Instabile nel portamento ma non impossibilitata nei movimenti. Non deambula volentieri. Carattere dolcissimo con uomini e cani, anche se per via del dolore preferisce rimanere in solitudine senza suoi simili.
Ricevo e giro Lorenza .................................. Ci sono 2 cuccioli di bassotto a pelo ruvido da adottare, sono stati sequestrati alla Fiera del cucciolo perchè avevano il cimurro, ma ora stanno benone e non abbiamo nessuna intenzione di restituirli a chi li considera merce da esposizione. Per cui, se conoscete qualcuno che ha intenzione di adottare un cucciolo, fatemi sapere, please!! Come sempre il mio numero è: 349/6161038. 1000 grazie a tutti, ciao, Manuela. .........................
Agli uffici di Polizia Municipale Agli uffici di Anagrafe Canina Alle associazioni Ai canili
Si è perso un cane in loc. Castel San Pietro. Chi dovesse ritrovarlo può chiamare il Sig. Armando al numero 347 0020948. Grazie
Associazione AMICI DEGLI ANIMALI ONLUS Lorenza Monti Via Verdi, 2 40063 Monghidoro (BO) Tel. 338 7791589
................................................ Categoria:Persi Razza:Cane Meticcio incrocio Setter Inglese-Maremmano Nome: Tommy Sesso:Maschio Eta: 9 Anni
Sterilizzazione: No
Microchip: 380098101076162 Zona: Discarica Comunale Castel San Pietro Terme
Località:Castel San Pietro Terme Provincia: Bologna Giorno: 29/01/2005
Info: Tommy e' di taglia grande (50 kg.), ha il manto bianco, orecchie chiazzate di nero, pelo lungo, coda lunga e folta. 2 cicatrici recenti nelle zampe anteriori per esportazione speroni. Non porta collare.
Foto: Non disponibile Signor Armando 347 0020948 ...............................................
________________________________________________________________________ Cerchi un laboratorio fotografico aperto 24 ore su 24? Stampa le tue foto digitali su Kataweb e le ricevi a domicilio in 48 ore. http://www.kataweb.it/foto
Agli uffici di Polizia Municipale Agli uffici di Anagrafe Canina Alle associazioni Ai canili
Con la presente siamo a comunicare di aver ricevuto la preghiera di diffusione per il ritrovamento di un cane a Imola (BO); di seguito tutte le informazioni del caso allo scopo di ritrovarne il padrone.
Ringraziamo per l'attenzione Lorenza Monti Via Verdi, 2 40063 Monghidoro (BO) Tel. 338 7791589 Associazione AMICI DEGLI ANIMALI ONLUS ................................................ Cane Meticcio Maschio Età 10 mesi No tatuaggio, no microchip
Ritrovato in zona Sasso Morelli - Via Mancini (IMOLA)il 4 febbraio 2005.
Info:Cane di taglia grande; pelo medio beige-biondo, orecchie dritte. Trovato assieme alla femina nera tipo belga. Ora ospitato presso il Canile Comunale di Imola Via Gambellara, 44 - Imola (BO)- 0542.640485
Ricevo e giro Lorenza Amici Degli Animali ONLUS BOLOGNA .......................................... Cucciola mini, mini, di 2 mesi cerca casa E' di taglia veramente picccina!!!!!!!
Rotweiler femmina in adozione a Bo e provincia. E' talmente buona che sembra una gattina! Non proviene da situazioni di maltrattamento o abbandono, semplicemente il padrone si è dovuto trasferire in una casa troppo piccola per la cagnetta che ora si trova in una bella pensione. Verrà affidata solo a persone veramente amanti degli animali. Per informazioni Marina al numero 339 1958317.
Ciao a tutti, una dolcissima famiglia canina sta cercando casa, sono piccine e vorrebbero tanto amore e tante coccole. Purtroppo hanno conosciuto l'abbandono... il solito abbandono in campagna. Questa famiglia le ha aiutate e... cercano casa.
Allego un volantino che può essere appeso da chi si trova in zona e chiedo cortesemente ai webmasters dei siti di pubblicare questo appello di cui ne autorizzo la pubblicazione. A tutti gli altri il piacere di inoltrarlo alle proprie mailing list.
GRAZIE a tutti!
Mery
ZONA LOMELLO (PV)... APPELLO valido per la provincia di Pavia.. zona Lomellina.
Buongiorno a tutti. Dei teneri occhietti chiedono aiuto a chiunque possa aiutarli, anche a te che stai leggendo questo annuncio, ti chiedo cortesemente di diffonderlo.
Qualche mese fa una signora che ama gli animali si e' vista abbandonare nel proprio cortile una cagnolina con i suoi cuccioletti, tutti impauriti ed affamati sono stati accolti con tanto amore da questa famiglia che li ha aiutati e che ora sta cercando una famiglia amorevole per tutti loro.
Due cucciolini sono stati adottati, sono felici e vivono con delle persone amanti degli animali e chiedono a tutti voi di aiutare la loro famiglia canina a trovare una casa amorevole come la loro.
Ci sono due cucciolotte di taglia piccola, di colore chiaro con delle macchiette, hanno il pelo corto, sono adorabili, sane, dolci e sono anche adatte ad un appartamento, hanno 7 mesi.
C'e' anche la loro mamma che cerca casa, e' una cagnolina di taglia piccola, bianca con delle macchie, anch'essa con il pelo corto, e' sana e ha circa un anno, un anno e mezzo.
Hanno tutti bisogno di una famiglia, di tanto amore che vogliono dare e ricevere, sono in regalo e adottabili solo da persone amanti degli animali, disponibili a tenere i contatti dopo l'adozione e a firmare un documento di adozione.
Grazie infinite per il passaparola e un grande saluto.
Mery
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Da:* <ventonelmiocuore@...> Data: Mer 9 Feb 2005 2:42pm Oggetto: Gocce di bontà e di gioia: LUCILLA
Gocce di bonta' e di gioia... Lucilla
Durante il mese di dicembre del 2004 un'amica dei miei genitori ha parlato loro di alcuni micettini nati nel suo cortile, ci sono vari gatti che trotterellano qua e là e una di loro ha deciso di portare là la sua cucciolata. Il freddo.. la neve... no, non potevano restare là così ad uno ad uno me li sono portati a casa.
La prima e' stata una tenerissima micettina di 2 mesi, sembrava disegnata, il gatto Silvestro in versione grigia e bianca, un bel grigio certosino, le zampette tutte grigie tranne la punta che era bianca, proprio come la sua pancia e parte del musetto, sembrava intinta nel latte. Un amore..
Presa al volo in quel cortile e arrivata da me il 13 dicembre ho deciso di chiamarla Lucilla. Si e' abituata subito alla vita da casa, la sua tenerezza commuoveva quando beveva timidamente il latte, non era ancora abituata, la fiducia le aveva permesso di fidarsi, la pallina rossa era la sua compagna di giochi mentre incominciava ad abituarsi agli umani. Un salto qua e uno là, il mio presepe non era mai stato così bello, ogni giorno acquistava un aspetto diverso ma era un piacere distruggerlo insieme a lei, una notte di Natale con la miciottina, sentire i suoi miagolii sempre più sicuri e meno paurosi ma contenti di trovarsi al caldo.
Era trascorso un mese quando la musichetta del mio cellulare ha iniziato a suonare solo per lei... Una ragazza ha visto un mio vecchio annuncio appeso in una clinica veterinaria del pavese e stava cercando una gattina da regalare alla mamma del suo fidanzato.
La descrizione... una bella chiacchierata al telefono e dopo 2 ore lei e il suo bambino si erano già innamorate della miciottolina.
Lucilla e' una gattina buona, dolce e coccolosa, infatti i miei pensieri del giorno successivo sono stati allietati da un bel messaggino.
^Briciola sta bene, ogni giorno mangerà una scatoletta diversa così potremo capire quale le piace di più, gioca con le piante, dorme nel lettone e siamo tutti felici, grazie infinite... ^
La protagonista di questo sms era Briciola... alias Lucilla.
La bella gattina salvata da un cortile e' felice, amata, coccolata come una principessa.
Come sempre l'appello di Lucilla e' stato trasformato in una goccia di gioia e di bontà grazie a tutti voi, non e' solo merito mio.
GRAZIE alla famiglia che l'ha adottata e a coloro che accettano di esporre i miei volantini, a tutti coloro che mi hanno aiutata a diffondere questo appello, via email, con i volantini, con gli annunci inseriti nei siti o nelle mailing list, ai webmasters dei siti e ai moderatori dei gruppi di yahoo. Un grazie speciale ad Alessandro di Milano e al suo miciotto Silvestro per avere pensato di adottare Lucilla. Grazie infinite a Simona e a Gianluca per le fotografie che hanno scattato alla piccina. Grazie infinite ad Alessandro di MI e a Silvia di Cremona per il grandissimo aiuto che mi danno nell'inserimento degli annunci e...
ultimo ma non meno importante, un grazie immenso ai miei genitori per avermi permesso di ospitare la piccina, ennesima ma non ultima di una lunga serie di tesori accolti momentaneamente in casa mia.
Cari saluti..
Mery
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CIAO a tutti, vi allego un appello di una cagnolotta che ha rischiato l'abbandono.. è dolce e molto bella. Speriamo tanto che qualcuno si innamori di lei... e che la fobia cessi di esistere.
Allego come sempre un volantino che può essere appeso in tutto il nord e centro Italia da chi si trovi in zona.
Chiedo ai webmasters dei siti la cortesia di pubblicare questo annuncio di cui ne autorizzo la pubblicazione e a tutti tutti la cortesia di inoltrare questo appello alle proprie mailing list.
Grazie infinite e buon pomeriggio.
Mery
MODENA e NORD ITALIA!
Mi permetto di rubarvi qualche minuto perché vorrei presentarmi.
Ciao a tutti, sono Diana e vi scrivo con la speranza che il cuore di uno di voi inizi a battere per me, in modo speciale, in modo inconfondibile da farmi dire “si” per sempre. La mia storia e' una fra le tante, non sono una cucciolina ma ho 5 anni e il mio destino era legato ai Navigli milanesi, Le persone con cui stavo non mi volevano tenere con loro e avevano deciso di abbandonarmi, fortunatamente qualcuno della famiglia si e' schierato dalla mia parte e... mi stanno tenendo con loro mentre alcuni bipedi dal cuore d'oro mi cercano casa. Sono dolce, tenera e vivace, amo giocare e farmi coccolare. Ho una caratteristica inconfondibile, il mio cuore ricco d'amore... vorrei una persona a cui volere bene dato che non so più chi amare... e ho anche una caratteristica bella... ma che molti umani considerano un difetto, sono una pitbull. A detta di molti e' un marchio che mi impedirà di trovare casa però io voglio credere che esistano ancora persone legate al rispetto per gli animali e soprattutto che non credano alle cosiddette razze pericolose. Anche un cane di 2 kg può essere mordace.. anche un cane di 70 kg può essere coccolone, dipende da ciò che hanno ricevuto dagli umani.
Io sono così, ho il cuore e l'anima belli. Vorresti adottarmi?
Mi trovo a Modena ma sono disposta a spostarmi in tutto il nord e centro Italia, non importa che veniate fino qua, l'importante e' che siate persone amanti degli animali, rispettose dei nostri diritti e disponibili a mantenere i contatti dopo l'adozione.
Grazie infinite per il passaparola e un grande saluto.
Vi presento Silver.... reduce da un passato di abbandoni... è così buono che si merita una casa felice e gioiosa.
Allego un volantino che può essere appeso da chi si trova in zona e mi voglia aiutare a farlo adottare.
chiedo cortesemente ai webmasters dei siti di pubblicare questo appello di cui ne autorizzo la pubblicazione e a tutti chiedo gentilmente di inoltrarlo alle proprie mailing list.
GRAZIE a tutti di tutto cuore.
:-) Mery
NAPOLI/ROMA.
Silver... un nome come tanti, una vita che non ha conosciuto felicità ma solo abbandoni, rifiuti, strade e tanta sofferenza.
Dedicami un minuto e lo conoscerai... e magari te ne innamorerai.
Silver e' un setter di tre anni, e' stato trovato vicino ad un ufficio e non e' riuscito a familiarizzare con gli altri cani perché e' troppo buono e lo aggredivano sempre. Non abbaia mai ed e' inizialmente diffidente nei confronti degli uomini, si lascia accarezzare solo dopo aver ben osservato le mani e aver visto che non si ha nulla in mano. E' dolcissimo, meraviglioso. La persona che se l'e' preso a cuore ha provato a prenderlo con sé ma non e' stato accettato dagli altri cagnolini di casa. Era stato adottato ma poi riportato indietro perché in due giorni non aveva imparato a sporcare fuori casa e chi lo aveva adottato lo ha riportato indietro dicendo che non aveva tempo di pulire. Era stato adottato due volte ma nulla... Ora si trova in pensione, ha già cambiato due pensioni e questa persona non ce la fa più da sola perché si occupa di tanti cani randagi.
Chiedo gentilmente aiuto a tutti, per fare un bel passaparola con questo appello. Si trova a Napoli e può essere adottato anche nelle zone limitrofe.
Silver ha già ricevuto tanta cattiveria, e' arrivato il momento di regalargli una casa e ha solo noi!
Grazie a tutti per il passaparola e un grande saluto.
Silvestro è ancora lì, il primo appello che ho mandato non è andato a buon fine... aspetta ancora una famiglia, formata da persone vere e con il cuore pieno d'amore per gli animali, non di finzione.
Allego un volantino che può essere appeso da chi si trova in zona.
Chiedo cortesemente ai webmasters dei siti di pubblicare questo annuncio di cui ne autorizzo la pubblicazione e a tutti gli altri chiedo un passaparola a tutta la propria mailing list.
GRAZIE.
Mery
MILANO.
Buongiorno a tutti.
A volte la vita può essere cinica o malvagia anche se un cuore dolce e generoso non merita un gesto di cattiveria.
Questa e' la storia di Silvestro, un bellissimo labrador che viveva con la famiglia umana che lo aveva adottato. Un giorno la sua amica bipede si e' sposata e da quel momento la sua vita ha perso i colori ed e' diventata tetra... il marito di questa persona le ha imposto di liberarsi del cane e lei.... lo ha portato in canile.
Il povero Silvestro, ignaro di tutto quanto sia successo, e' stato portato lì e aspetta ogni giorno di vederla tornare, ogni giorno.... senza sapere che non c'e' più posto per lui, in quella casa.. in quel cuore.
Silvestro si trova in un canile vicino a Milano, non e' un cucciolo, ha 7 anni ma i miracoli esistono e io che cerco casa a tanti animali spero di ricevere una telefonata per lui, per questo bel cagnolotto che ha il diritto di avere una vita che non sia in un canile ma fatta di carezze, di coccole, di pupazzetti, di AMORE.
Silvestro ti aspetta..e aspetta il tuo “si”.
Grazie per il passaparola e un grande saluto.
Mery
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Da:* <ventonelmiocuore@...> Data: Mer 9 Feb 2005 4:02pm Oggetto: LOMBARDIA e regioni limitrofe: 2 tesorine
CIAO a TUTTI.
Eccoci ancora qua, Bianca, Neve e Mery... un bel terzetto. La cagnolotte non hanno ancora trovato casa.... non so più a che santo votarmi perchè... tutte e tre in questi giorni spegniamo la prima candelina.
E' più di un anno anche cerco casa a tanti animali senza casa e.... esattamente un anno fa ho iniziato a far girare un appello per quelle che sarebbero diventate le famose canette di Roma.. Mai impiegato così tempo per concludere un'adozione. E' proprio vero che fino a quando non arriva il momento giusto puoi farli girare quanto vuoi ma nulla...ma mediamente impiego molto meno tempo per fare adottare gli animali, adulti o cuccioletti che siano.
C'è stato qualcuno interessato ma abitavano in appartamento e le cagnolotte non sono più abituate all'appartamento, si ci vivono ma hanno bisogno di un giardinetto dove trotterellare allegramente.
Inoltro l'appello per l'ennesima volta... che dire... chiedo gentilmente ai webmasters di pubblicare questo appello di cui ne autorizzo la pubblicazione, chiedo a tutti un passaparola alle proprie mailing list e....
poi inoltrate a chi volete... chiunque possa spendere una parola buona per le cicciole.
Non finirò mai di ringraziare Silvia e Donato, due persone stupende che qualche settimana fa ho avuto il piacere di conoscere personalmente.
GRAZIE a tutti anche per i voalntini appesi.
Mery
LOMBARDIA/PIEMONTE
Un cielo senza stelle è come una notte senza luna, un prato senza fiori è come un tramonto senza colore… come un cuore senza amore.
In una fredda giornata invernale del dicembre del 2003, in un anonimo parcheggio di Roma, una mano appartenente ad una persona senza dignità ha abbandonato due piccole cucciolette, erano piccine, infreddolite ed in balia delle auto. La vita ha chiuso loro le porte del destino proprio nel momento in cui una ragazza passava di là e le ha accolte…
I mesi sono trascorsi, hanno vissuto splendidamente convivendo armoniosamente in una casa in cui non hanno mai fatto un danno, giocando e crescendo sentendosi amate, fino a quando queste persone hanno deciso che non potevano più tenerle.. o meglio NON volevano.
La crudeltà ha preso il sopravvento, le piccole incredule hanno continuato a donare affetto a queste persone fino a quando una mano appartenente a questi “esseri umani” ha affidato il loro guinzaglio alla responsabile di un canile.
COME si possono rinchiudere due canette così buone?
Salvate in extremis da una volontaria romana che le ha condotte in una bella pensione e da tante persone che hanno pagato per tenerle lontane da una vita in gabbia ora cercano di nuovo casa. Non hanno più famiglia.
BIANCA e NEVE sono due cucciolette di incrocio golden retriver, hanno 1 anno circa, il loro pelo è corto e di color miele, sono di taglia medio/piccola, pesano 20 kg, sane, vaccinate, sterilizzate. Il loro carattere è delizioso, sono buone e affettuose, giocano molto, vanno d’accordo con cani, bambini e adulti, non con i gatti. Stanno sempre insieme e si comportano bene senza sporcare in casa. Sono disponibili delle fotografie. Sono adottabili in Lombardia e in Piemonte. Si trovano vicino a Milano ma ci spostiamo.
QUALCUNO VORREBBE ADOTTARLE ENTRAMBE? CERCHIAMO DI NON DIVIDERLE perché SONO MOLTO AFFEZIONATE! SAREBBE BELLO TROVARE UNA FAMIGLIA CHE LE ADOTTI ENTRAMBE…
Da:scodinzoliamo@... Cc: "Federica" <federica.79do@...> Data: Mer 9 Feb 2005 4:05pm Oggetto: coordinate - Appello Adam
faccio girare senz'altro mi tieni aggiornata per favore?
raffaella
>-- Messaggio originale -- >Date: Wed, 9 Feb 2005 14:23:25 +0100 >Subject: Fwd:RE: Appello Adam >From: "Federica" <federica.79do@l...> >To: "scodinzoliamo" <scodinzoliamo@v...> > > >salve, sono federica, mi è arrivata un'email in cui c'era scritto che volevate >i riferimenti bancari per il bonifico . se non è così scusate.. > > >aggiornamenti : adam è grave , ha 2 tumori e in questo momento è in sala >operatoria . sono disperata... hanno detto che potrebbe morire, ma non voglio >pensarci.. >la milza è troppo grande, serviva un cane per la trasfusione di sangue e >per fortuna l'abbiamo trovato subito. > > >se potete far girare il mio appello, dopo ve lo giro. > >Grazie di cuore > > > > > > > >Banca Intesa di San Giuliano Milanese (MI), Viale Milano 6 > >Intestato a Donadello Federica >ABI 03069 >CAB 33730 >C/C 600101079223 > >CIN K > >CAUSALE : PER ADAM.
Da:* <ventonelmiocuore@...> Data: Mer 9 Feb 2005 4:22pm Oggetto: Mery chiede aiuto x 3 cuoricini
Ciao a tutti, mi permetto di scrivere a tutti voi per chiedere gentilmente di diffondere questo appello via email diffondendolo a tutte le vostre mailing list o pubblicandolo nei siti.
Chi mi conosce sa che da piu' di un anno cerco casa a tanti animali senza casa, con l'aiuto di molte persone sono riuscita a trovare casa a molti, alcuni salvati dalla soppressione, altri dalla strada, altri dalla rabbia umana. Tutto basandomi sulle mie forze e su tutti coloro che mi aiutano diffondendo gli appelli dei miei tesori.
Questa email e' molto particolare, non sono solita chiedere ma come tutti sanno sono una studentessa universitaria.
Tempo fa ho lottano insieme a tanti amici del web per salvare Balto, l'alaskan malamute che si trovava al canile di Mendicino (CS) e che volevano sopprimere.. (potete leggere la storia completa sul sito www.cercasicuccioli.it alla pagina Balto). Questo cane, definito aggressivo e mordace, doveva essere soppresso e invece ho ottenuto che fosse portato in una pensione e rieducato. Diverse persone di tutta Italia e della Svizzera mi hanno aiutato, economicamente e moralmente, Balto e' finalmente adottabile e gli sto cercando casa con moltissimo affetto. Il mio sogno era di adottare Balto ma ho sempre avuto gatti e non ho l'esperienza necessaria per adottare un cagnolone grande come lui ma... io vengo in secondo piano, l'importante e' trovargli una famiglia che lo renda felice e restera' sempre nel mio cuore. I costi del suo salvataggio sono stati alti, diverse persone mi hanno aiutato ma non ce la faccio a sostenere le nuove spese da sola, il viaggio e' costato 470 e. e la sua permanenza in pensione costa 180 e. al mese... e si trova li' da quasi 5 mesi. Mi ha conquistata, la sua storia come quella di molti, considero un po' miei tutti i tesori a cui cerco casa, ora il mio sogno e' di trovargli una casa e una persona che gli voglia bene, una persona che abbia esperienza con i cani e che lo rispetti, niente catene, niente box, niente botte, solo pazienza e amore.
Un giorno sono entrate nella mia vita anche Bianca e Neve, le mie canette romane, canette detto in modo simpatico. Queste cucciole sono entrate nella mia vita un anno fa, erano state trovate in un parcheggio romano e ospitate momentaneamente da alcuni ragazzi... stavo cercando casa per le due cucciole fino ad una sera.. quando mi e' arrivato un sms con scritto ^E' inutile che cerchi loro casa, sono state portate in canile^. Il panico, due piccine dolci e belle cosi'.. in un canile!!! Cosi' grazie ad una volontaria di Roma sono state portate in una pensione, tutto per evitare loro un canile e soprattutto di essere divise. 3 mesi di pensione e un'adozione, una coppia che ha percorso km per adottarle, che le ama tantissimo e che a malincuore non le puo' piu' tenere perche' il gatto di casa e' cacciato a vista dalle cucciole. Un tempo quando vivevano in casa adoravano i gatti e ora.. NADA, caccia all'uomo.. pardon.. al gatto. Cercano casa insieme e stiamo tappezzando tutto il nord e centro Italia pur di trovare loro casa.
Mi sono presa a cuore anche la loro situazione, 150 euro per tre mesi, piu' le spese di adozione al canile.
Ora cerco casa ai miei tre cuoricini con tanta fretta perche' vorrei farli vivere al piu' presto in mezzo alle coccole, se lo meritano.
Per tutti le situazioni che seguo preparo un volantino, potete trovarli sul sito www.cercasicuccioli.it alla pagina emergenza, sono pronti da appendere, spero che possiate aiutarmi a trovare casa a Balto, Bianca e a Neve... ribattezzate Vicky e Bea.
Io sto facendo degli enormi sacrifici per pagare tutto ma non ce la faccio, tutto cio' che faccio per gli animali lo faccio gratis, senza mai chiedere nulla se non una foto di questi animali perche' sono una romanticona e ogni tanto me le vado a sfogliare e anche perche' ho sempre il sogno di costruire un sito con tutte le loro storie a lieto fine.. quando ne avro' il tempo.
Se qualcuno di voi volesse aiutarmi adottando a distanza questi tre tesori mi puo' contattare e forniro' tutti gli estremi per inviarmi un aiuto economico.
Sinceramente mi sento in imbarazzo nel chiedere denaro, mi sento un po' una piccola fiammiferaia ma chi mi conosce sa che tutti i soldi raccolti saranno spesi per loro tre e per nessun altro. Per loro ho litigato con varie persone, per i loro diritti mi sono scontrata perdendo anche chi si definiva mio amico, per loro sono stata etichettata una ragazza che si da delle arie... ma nella mia semplicita' per loro e tutti gli altri rifarei tutto cio' che ho fatto.
Grazie infinite per la cortese attenzione.
Grazie a tutti coloro che mi hanno aiutato fino a questo momento, è bellissimo condividere con voi la loro adozione morale.
Mery
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Iguana caduta da furgone salvata in piazza Giusti «L'ho visto cadere da un'Ape Piaggio, che stava percorrendo piazza Giusti». A parlare è Sergio G., giovane manovale che l'altra sera ha salvato un'iguana in piazza Giusti. Fortunatamente (per l'iguana) Sergio è anche un esperto di animali esotici. Sa bene che l'animale, appartenente all'ordine dei Sauri, è tanto spaventoso alla vista quanto innocuo. «Il nostro amico è stato molto abile nel prenderlo e, con tranquillità, riporlo in una coperta - racconta Rosanna Zanardi, responsabile dell'Enpa genovese (ente nazionale protezione animali) - stava quasi morendo di freddo, con la temperatura di questi giorni. Adesso è qui da noi, nella nuova sede di via Bernardo Castello (tel. 010/5531696); ci appelliamo alla persona che l'ha perduto, affinché venga a riprendere l'animale». L'episodio è già stato segnalato al Cites, l'organismo del corpo forestale che si occupa di animali esotici e protetti, come appunto è l'iguana.
Cinghiali? Ok alle adozioni ANIMALI Un tecnico Asl vince la querelle giudiziaria contro la Provincia. «A Bavari stanno bene» Trovò nove cuccioli al San Martino: potrà tenerli Bavari Wiwi e Damon, Pippo e Tommasino, non sanno di essere stati al centro di una querelle giudiziaria durata sei mesi. E nemmeno della sentenza che li ha visti vincitori in una causa quanto meno originale: quella tra Marco Napoli, il tecnico della Asl 3 che l'estate scorsa ha letteralmente adottato nove cuccioli di cinghiale rimasti orfani e trovati all'interno dei giardini dell'ospedale San Martino, e la Provincia, che avrebbe voluto la consegna degli animali, in quanto selvatici. Wiwi, Damon, Pippo e Tommasino sono quattro di quei piccoli, che oggi i realtà sono bestioni da settanta chili. Il giudice ha stabilito che, essendo passati più di sette mesi dalla loro adozione e dal loro mantenimento in cattività, non sono più"animali selvatici" e, in quanto tali, ne ha sottratto la competenza all'ente pubblico. La decisione, che verrà chiarita meglio quando si conosceranno le motivazioni, non è la prima nel suo genere. Un altro caso simile si era verificato in Toscana. «Sono ovviamente soddisfatto, ma solamente perché i cinghiali possono restare a Bavari, dove ho allestito un ricovero per loro e dove sono diventati le mascotte dei bambini del paese - racconta Marco Napoli - con la Provincia non avevo alcun senso di rivalsa; anzi, in attesa che vengano rese note le motivazioni della sentenza, spero che proprio dalla Provincia possa arrivare la collaborazione che mi serve, per mantenere gli animali e dare seguito al mio progetto di creare una struttura per ospitare gli animali con scopo didattico. Vorrei far venire qua le scuole genovesi, per visite guidate. Vorrei avere altri animali da mantenere, oltre i cinghiali». Un sogno nel cassetto, dunque. Al di là della soddisfazione di aver salvato dalla probabile soppressione i nove cinghialini. «E' molto probabile che, senza la sentenza a mio favore, gli animali sarebbero stati soppressi e macellati, o al massimo utilizzati per i centri addestramenti dei cani da caccia». Le bestiole erano state trovate, in diversi momenti, all'interno dei viali ospedalieri, alle spalle del padiglione Maragliano e del pronto soccorso. I cuccioli erano rimasti soli, dopo che la madre era morta, dopo essere rimasta stritolata in un laccio. Per qualche settimana erano stati sfamati dai dipendenti del San Martino, poi, quando erano arrivate le prime proteste per la presenza inconsueta degli ungulati, Napoli li aveva caricati sulla jeep e portati a Bavari. Il caso del tecnico animalista non è, comunque, l'unico di questo genere. Altri piccoli di cinghiale sono sfamati sulle alture del promontorio di Portofino e un altro dalle parti di Polanesi, a Recco. Edoardo Meoli
28/01/05 Anmvi - LiberOscar Nuova legge sulla caccia: stagione più lunga e reati depenalizzati
(dal quotidiano Libero del 27 gennaio 2005)Leggo sul sito dell'AIDDA (Associazione Italiana per la Difesa di Animali e Ambiente) un grido di aiuto da parte degli animalisti. Pur essendo contrario all'attività venatoria, per motivi etici, confesso che, con il passare dei sacri furori giovanili, sono diventato un po' più malleabile. Sia chiaro. Facessero mille referendum contro la caccia li andrei a votare tutti, ma devo ammettere che una cosa è andare a cercare una beccaccia che s'invola rapida e zigzagante nel folto del bosco, e tutt'altra è mettersi seduti in un capanno a sparacchiare, attirandoli con mezzi odiosi, ad anatre, trampolieri o piccoli uccelli migratori che hanno volato per migliaia di chilometri e si posano davanti al fucile fiduciosi di alleviare la fatica. Torniamo al grido "Fermiamo la nuova proposta di legge sulla caccia". Mentre scrivo mi arriva la comunicazione che l'On. Giulio Schmidt, vecchia e ben voluta conoscenza per le sue meritorie iniziative a favore degli animali, proprio ieri ha promosso nella Sala di Montecitorio una conferenza stampa intitolata "Caccia: e ora si spara anche sulla legge". Schmidt peraltro è affiancato da diversi altri parlamentari di quasi tutti i partiti, come è tradizione per questa materia trasversale. Vado a leggere con attenzione cosa sta succedendo. Ebbene il succo è che, dalla Commissione Agricoltura della Camera, sta per passare in aula un testo unificato che vorrebbe apportare cambiamenti assurdi alla legge attuale. Prima di tutto allungare la stagione di caccia: da agosto a febbraio, anziché da settembre a gennaio. Due mesi in più non sono, come sul dirsi, "una paglia". Poi, estendere le specie cacciabili, quasi non fossero già abbastanza. Ancora, depenalizzare buona parte dei reati venatori attualmente previsti, come la caccia di frodo in aree protette, l'uccellagione, l'abbattimento di specie protette e la loro detenzione illegale, l'impiego di richiami vivi, lo sparo da autoveicoli/natanti/aeromobili, il commercio di fauna protetta e la caccia nei giorni di silenzio venatorio. Infine dare un potere sempre maggiori alle regioni in materia di caccia, potere che verrebbe usato per compiacere ulteriormente i cacciatori. Se effettivamente le richieste della lobby filovenatoria sono queste (e guarda caso siamo alla vigilia delle regionali) mi associo al grido di aiuto. Oggi c'è la riunione dei capigruppo con il Presidente della Camera per calendarizzare la nuova proposta. Onorevole Casini, si ricordi che i cacciatori in Italia sono più o meno l'1%. Gli altri sono contro. Faccia un po' lei. Oscar Grazioli
Via Martinella: abbandonati nove cuccioli in un cartone
Nove dolci, piccoli, vivaci, batuffoli di pelo sono arrivati ieri mattina al canile di via Martinella. « Questa mattina - racconta il signor Giuseppe, volontario per passione dal 1996 - quando sono arrivato, ho trovato davanti al cancello un cartone dal quale spuntava un musino bianco. Ho aperto e dentro ho trovato nove infreddoliti cuccioli. E ho trovato un posto adatto a loro » . La contessa Del Bono, da diciannove anni presidentessa della Lega Nazionale per la Difesa del cane, non appena appresa la notizia, si è precipitata al canile per verificare le condizioni dei cuccioli, che per fortuna godono di ottima salute. Ma non esita a definire incivile il comportamento di chi, ancora oggi, abbandona gli animali: « Abbandonare dei cuccioli in un cartone è veramente crudele. L'articolo 672 del codice penale prevede sanzioni amministrative severe per chi non custodisce i propri cani. Il nostro canile è aperto tutti i giorni compreso il week- end. Se qualcuno vuole portarci dei cani può suonare e lasciarli ai nostri volontari, che sapranno di certo prendersi cura di loro. Accogliamo tutti i cani che arrivano e non facciamo mancare loro niente. Cibo, acqua, cure e coccole da noi sono garantite. Anche lo spazio per fortuna non ci manca: abbiamo recinti di 45 metri quadrati occupati al massimo da tre cani. Attualmente nella nostra struttura sono presenti 473 cani. Inutile dire che il costo del vitto per pi ù di quattrocento esemplari è molto costoso. Se qualcuno vorrà sostenerci con offerte o pacchi di crocchette avrà la nostra pi ù viva riconoscenza. Per fortuna, grazie alle campagne contro il randagismo gli abbandoni sono diminuiti ma da continuano ad arrivare tanti cani » . I nove cuccioli, meticci di taglia medio piccola, stanno bene. Rimarranno al canile qualche settimana, il tempo necessario per la sverminatura, le vaccinazioni e le operazioni di microcippatura; poi saranno disponibili par l'adozione: « L'anno scorso abbiamo dato in adozione 150 cani. Ovviamente siamo molto lieti che i nostri amici possano trovare una casa, tuttavia cerchiamo di accertarci che la famiglia richiedente sia consapevole della responsabilità a cui va incontro e abbia la volontà di accogliere nel migliore dei modi il nuovo membro della famiglia. Poi, a distanza di un mese, effettuiamo a sorpresa dei controlli per verificare la buona salute dell'animale. Purtroppo, spesso, chi prende un cane non si rende conto dell'impegno affettivo e materiale che comporta. Tyson, per esempio, un bellissimo dobermann di 14 mesi ci è stato lasciato dai proprietari perchè faceva troppa confusione. In realtà è un cane buonissimo, evidentemente era disturbato dalla situazione familiare in cui si trovava. Gli animali sono una ricchezza, una risorsa infinita. Anche i bambini possono imparare tanto dall'amicizia con un animale » . Raffaella Agresti
Un ospedale per gli animali px_trasp (1K) px_trasp (1K) C'era una gran nuvola di gente, ieri mattina, in fondo alla strada principale di quella articolata cittadella che è la facoltà di Veterinaria di via del Taglio. Studenti, professori e autorità varie: tutti lí all'ingresso del nuovissimo ospedale degli animali, ad aspettare che il rettore Gino Ferretti impugnasse le forbici e finalmente tagliasse quel nastro, con un gesto atteso da anni annorum. « Una gioia che è proporzionale alla lunga attesa » , chiosa non a caso il preside di Veterinaria, Cesidio Filippo Flammini. I motivi delle lungaggini, sempre gli stessi: finanziamenti sospirati, burocrazia tiranna. Comunque il nuovo ospedale veterinario universitario didattico adesso c'è, ed è una realtà di cui è pi ù che legittimo andar fieri. Struttura spaziosa e avveniristica che rappresenta un salto di qualità a favore dei frequentatori di Veterinaria ( studenti, tirocinanti, laureati e dottorandi), che potranno assistere e prendere parte alle attività diagnostiche e terapeutiche. Non solo: l'ospedale - che è operativo dal 3 gennaio tutte le mattine dalle 8,30 alle 12,30 - vuole aprirsi alla città, offrire un servizio clinico assistenziale di alta qualità al pubblico. La nuova struttura è fondamentale anche per un altro obiettivo: far sí che la Veterinaria parmigiana - che ammucchia ben 160 anni di « anzianità » - ottenga il riconoscimento di « facoltà rispondente agli standard europei » . Anche di questo ha parlato il preside Flammini, primo a prendere la parola nell'affollata cerimonia inaugurale: a fianco dell'orgoglio e della soddisfazione ha messo gli sforzi che la nuova struttura richiederà ai camici bianchi di Veterinaria, anche perchè « la Commissione europea chiede che l'ospedale sia attivo 24 ore su 24 e che sia anche presente un pronto soccorso per le sole emergenze. Vogliamo diventare un centro altamente qualificato anche per l'utenza cittadina » . La gestione dell'ospedale spetterà al Dipartimento di salute animale, come ha spiegato il suo direttore, Paolo Martinelli, che poi ha fatto da cicerone nella visita guidata tra ambulatori e sale operatorie. Gli sforzi che sta compiendo l'Ateneo in questi anni per Veterinaria li ha ricordati il rettore, insistendo sul fatto che l'ospedale degli animali non è un unicum ma si inserisce in un processo di interventi. Ospedale che è costato 2 milioni e 502mila euro, « ed ha avuto una gestazione molto lunga. Quando divenni rettore nel Duemila erano stati accantonati circa 750mila euro » . Di lí in poi, l'accelerazione con la progettazione e gli investimenti: « Per il plesso del Cornocchio sono stati investiti 4 milioni e 510mila euro pi ù 500mila di attrezzature » . La strada non è stata priva di curve, in qualche caso veri e propri tornanti: Ferretti ha ricordato l'anno pi ù amaro, sempre il Duemila, quando in via Del Taglio arrivarono i Nas a chiudere chirurgia e radiologia perchè inadeguati. Una bella tegola, lui era rettore da pochi mesi. « Per continuare l'attività didattica acquistarono strutture gommate tipo quelle che utilizza la protezione civile e siamo andati avanti per un po' cosí » . Un momento critico superato alla grande, se è vero che « quello di oggi è il miglior reparto operatorio e la radiologia è di assoluto rilievo » . L'ottima salute di cui gode Veterinaria è dimostrata non solo dal trend positivo delle iscrizioni, ma anche dal fatto che negli ultimi tre anni di blocco di assunzioni di personale tecnico e amministrativo, « Veterinaria è l'unica ad avere avuto un incremento di personale: nove unità negli ultimi tre anni » . Anche sull'accreditamento europeo a cui aspira la facoltà, Ferretti parla chiaro: « Dobbiamo essere certi di essere in condizione di poterlo avere: non è accettabile che non si ottenga a fronte di investimenti cosí alti » . Per non fallire l'obiettivo, è in arrivo in via del Taglio un pool di docenti esperti di accreditamento che offriranno attività di consulenza dando le indicazioni giuste su quali investimenti necessari per ottenere la sospirata « patente » europea. Ci sono tre anni per prepararsi all'esame di ammissione: nel 2008 arriverà una commissione cui spetterà il verdetto. l. f. Aperto al pubblico tutte le mattine Ma come funziona l'ospedale degli animali? Innanzitutto è bene specificare che è aperto al pubblico tutte le mattine. Esempio pratico: se ho un cane che sta male posso portarlo in via del Taglio? La risposta è senz'altro sí, « ma non vogliamo fare concorrenza agli ambulatori veterinari, bensí porci in un'ottica di collaborazione per offrire un servizio pi ù specialistico in collaborazione con i colleghi » , tiene a precisare il professor Martelli. I pazienti che entrano nell'ospedale vengono registrati alla reception ed indirizzati alle Unità operative specialistiche ( Chirurgia, Malattie infettive, Medicina, Morfopatologia, Ostetricia e ginecologia, Radiologia e diagnostica per immagini) in funzione del caso clinico. A questo punto i docenti della facoltà, attraverso un lavoro in team con altri medici veterinari collaboratori inquadrati nell'organico ( dottorandi, borsisti e laureati frequentatori) e gli studenti tirocinanti, svolgono attività didattica pratica sui pazienti che convergono sulla struttura per trovare risposte a una domanda di assistenza veterinaria sempre pi ù diversificata, qualificata e specialistica, rivolta soprattutto agli animali da compagnia, senza escludere le esigenze dei grandi animali utilizzati sia a scopo di sport e svago ma anche come fornitori di alimenti destinati al consumo umano. Una mappa del servizio ospedaliero si compone di 9 sale per la visita di animali d'affezione, 3 per la visita di grandi animali, 3 sale chirurgiche per piccoli animali e una sala per grandi animali dotata di una apposita area di risveglio con guide telescopiche per la loro movimentazione quando anestetizzati, locali per la preparazione del paziente e suo risveglio post- anestesia, per la preparazione dei chirurghi oltre ai locali di servizio dedicati. Sono presenti anche tre sale radiologiche per piccoli e grandi animali, laboratori specialistici di anatomia patologica, malattie infettive e medicina. Per i privati che si rivolgono all'ospedale veterinario, tutte le prestazioni sono a pagamento e si attengono a un tariffario interno, approvato dal consiglio d'amministrazione dell'ateneo.
Convenzione per catturare i randagi
COLLECCHIO - Fra comune di Collecchio e la Federazione Italiana della Caccia è stata stipulata una convenzione per la cattura dei cani randagi. Inoltre la stessa Fidc assicura mediante operatori la vigilanza sul territorio comunale al fine di prevenire e segnalare i casi di abbandono o mancata custodia dei cani, i casi di maltrattamento degli animali o comunque di mancato rispetto del loro benessere, le situazioni nelle quali la presenza dei cani randagi o vaganti è di rischio per l'incolumità dell'uomo, della fauna selvatica e per l'igiene pubblica. L'espletamento di tale servizio al comune di Collecchio, cui verrà anche fornito il riepilogo annuale dei cani provenienti dal territorio comunale, verrà a costare 1.239,48 euro l'anno.
Bocconi « killer » , è emergenza
SAN SECONDO - Nel territorio della Bassa, ed a San Secondo in particolare, continua l'allarme per la presenza di bocconi « killer » sparsi sul territorio. Le vittime, purtroppo, sono già parecchie; si tratta di cani ma anche gatti e parecchi animali selvatici ( fra cui, lo ricordiamo, nei giorni scorsi anche una poiana) e sono anche in aumento gli interventi praticati dai veterinari della zona su bestiole in fin di vita. Allo stesso tempo, non pochi commercianti hanno fatto sapere che è sensibilmente aumentata la vendita di museruole e guinzagli, vale a dire i pochi mezzi che le persone hanno a disposizione per salvare i loro fedeli amici da una fine assurda. Alcuni giorni fa le Guardie ecologiche volontarie hanno trovato circa sessanta bocconi avvelenati, posizionati in zone ben precise del territorio, in particolare lungo gli argini del torrente Rovacchia, che segna il confine fra i comuni di San Secondo e di Soragna. Inoltre, come già segnalato, l'amministrazione comunale ha emesso in tutto il territorio sansecondino un volantino a firma dell'assessore all'ambiente, Ulderico Mantovani, con il quale si avvisano i possessori di cani « che sono stati ritrovati, in varie zone della nostra campagna, numerosi bocconi avvelenati. Pertanto si ricorda la necessità di accompagnare i propri animali durante la passeggiata con il guinzaglio e la museruola » . Qualora si ritrovassero dei bocconi, si raccomanda di non toccarli e di segnalare subito la loro presenza al Servizio veterinario Ausl al numero 0521/ 872691 o 338/ 9004040 . Nel frattempo, proseguono a ritmo serrato, da parte dei carabinieri e di tutti gli organi preposti, le indagini volte a smascherare gli autori di questi fatti inqualificabili, persone prive di qualsiasi forma di civiltà e che agiscono nella pi ù totale illegalità. Al momento, sull'attività investigativa in corso non trapela alcuna indiscrezione; sembra tuttavia che le indagini si siano concentrate in particolare su un ristrettissimo numero di persone. Per cui, da un momento all'altro, potrebbero arrivare significativi sviluppi. Un particolare che può essere utile, al fine di arrivare a scoprire gli autori di questi gesti, è dato dal contenuto dei bocconi. In molti di questi è stato infatti rinvenuto metamedofos, un vecchio antiparassitario che un tempo si usava sul mais. In altri sono stati ritrovati generi diversi di antiparassitari oppure liquido antigelo per auto. Altro aspetto interessante è dato dal fatto che molti bocconi, ritrovati in varie zone della provincia, per dimensioni e forma sono identici fra loro e questo fa indubbiamente pensare ad un unico produttore di questi veleni che, a sua volta, potrebbe avere un buon giro di « clienti » . Paolo Panni
Roma Calchi e fotografie sulla neve per trovare la "famigliola" di LUIGI JOVINO Nella tormenta che da tre giorni imperversa nei Castelli, dieci guardiaparco vanno alla ricerca delle orme dei lupi. La neve che ha portato un carico enorme di disagi per migliaia di automobilisti e di cittadini castellani, ha avuto il merito di mettere a nudo le impronte dei lupi, ormai di casa nei boschi del Vivaro del Tuscolo e del monte Artemisio. I guardiaparco del Parco regionale dei Castelli Romani, guidati dal comandante Carlo Grillo e dal biologo Daniele Badaloni, non hanno trascurato il minimo particolare. Sulla neve fresca hanno fatto calchi, scattato centinaia di fotografie e seguito, passo passo, anche il segno più insignificante. Tanto lavoro non è stato vano: sul manto imbiancato del Vivaro è stata identificata l'impronta di un lupacchiotto anche se c'è bisogno di altri elementi per avere certezze assolute. «La sicurezza - ha affermato Carlo Grillo - l'avremo solo quando riusciremo ad avvistare il branco, individuandone la provenienza». I guardiaparco si sono subito mobilitati dopo la scoperta del lupacchiotto morto sotto le ruote di un'auto proprio al Vivaro, per cercare di salvare il resto del branco. Intanto, l'autopsia sul lupo investito avrebbe rivelato che era forse un po' più grande dei sette mesi che gli erano stati attribuiti e che le unghie erano poco consumate. Forse, e questo complicherebbe la storia, era stato tenuto in cattività. E poi? Era riuscito a fuggire? O era stato abbandonato? In attesa di risposte, la ricognizione dei guardiaparco alla ricerca delle orme del lupo ha riservato altre sorprese. «La coltre imbiancata - ha aggiunto Grillo - ci ha rivelato la presenza di lepri, conigli selvatici e cinghiali: segno di una comunità faunistica attiva che nonostante tutto si riproduce». Nei prossimi giorni la task-force naturalistica tornerà al lavoro, sperando magari in condizioni metereologiche più favorevoli. Gli uomini del parco regionale dei Castelli, comunque, in questi giorni di "passione" per i cittadini bloccati dal ghiaccio si sono occupati anche di loro. «Va bene il lupo - ha concluso Carlo Grillo - ma in piena emergenza ci siamo dati da fare per distribuire il sale ai Comuni sprovvisti e per aiutare decine di automobilisti rimasti in panne».
Rischiano l'esodo i cani di Casa Luca «Alcuni comuni minacciano di riprendersi i cani di loro competenza e di trasferirli fuori città, in altre strutture private. Un imprenditore proprietario di un canile fatiscente anche se in via di ristrutturazione si reca a Casa Luca con l'intento di prendersi i cani dei comuni che hanno stipulato la convenzione. Per i 340 cani ancora ospiti di Casa Luca non c'è ancora pace. Sono ancora sotto minaccia». L'allarme viene da un comunicato diffuso dall'Associazione volontari del canile di Porta Portese . «A tre mesi dal successo del Comuneche, a conclusione del sequestro giudiziario, è riuscito il 28 ottobre a farsi nominare affidatario di tutti i cani, non è stato raggiunto accordo con il proprietario della struttura per l'affitto delle gabbie e con i comuni proprietari degli animali per il passaggio della convenzione.
Abruzzo Fido sporcaccione Sassate e pugni al padrone distratto Porta a spasso il cane e rimedia botte e sassi. E' accaduto ad un signore che, con il suo pastore abruzzese, il 25 giugno dello scorso anno ebbe la malaugurata idea di andare a passeggiare vicino al terreno di proprietà di M.P., 45 anni di Canosa Sannita. Quest'ultimo, vedendo il cane entrare nel suo terreno e "depositare" escrementi vari, iniziò, anche giustamente, ad inveire contro il proprietario. Ma andò troppo oltre e dalle parole passò ai fatti prendendo a sassate tutti e due per poi sferrare un pugno all'uomo. Davanti al Gup l'imputato, accusato di lesioni personali, ha patteggiato un mese e 10 giorni di reclusione convertiti in una multa di 1.500 euro.
La guerra ai veleni. Continuano le analisi sugli scarichi del sansificio di Scafa. Già inflitte multe per 50mila euro, ed è solo l'inizio L'elicottero a caccia dei pirati dell'ambiente La maxi inchiesta del corpo forestale. Altre due imprese denunciate per inquinamento di BRUNELLA FRATINI Un bomba ecologica sulle sponde del fiume: polveri di marmo, fanghi ed olii pericolosi, rottami di auto nascosti dietro un capannone o sotto uno strato di terra, chiazze d'olio lunghe qualche chilometro di provenienza misteriosa. Sono le immagini delle due sponde del fiume Pescara. Due lembi di terra fotografati dagli uomini del corpo forestale di Pescara nei quali trovano posto tutti quegli oggetti ingombranti che le piccole e grandi industrie della zona non sanno dove buttare. Così appaiono il fiume e la città visti dagli elicotteri impiegati dalla forestale, che da due settimane effettua delle ricognizioni su tutta l'area industriale di Pescara a caccia di chi scarica rifiuti pericolosi. Con l'operazione Falco verde, quindici giorni fa, è iniziata la caccia ai depositi di rifiuti inquinanti e pericolosi di cui l'interland pescarese sembra essere pieno: «Si tratta di un fenomeno esteso che coinvolge sia grandi imprese sia piccoli artigiani che privati, i quali scaricano rifiuti pericolosi lungo le sponde del fiume spesso senza rendersi conto dell'enorme danno all'ambiente », spiega il comandante Guido Conti. Fino ad ora sono 40 i blitz fatti dagli uomini della forestale e 40 i siti controllati zona Villaraspa, nelle campagne o lungo le sponde del fiume Pescara, ma anche Spoltore, Villanova e Cerratina. Per qualcuno sono scattate anche delle sanzioni amministrative, cinque e diecimila euro per due imprese nei pressi del cementificio che smaltivano abusivamente materiale ferroso. Controlli anche al sansificio di Scafa nel quale sono intervenuti anche i tecnici dell'Arta per esaminare la presenza di liquami nel fiume. Conti: «Nel caso di Scafa abbiamo accertato la presenza di una sostanza oleosa e schiumogena proveniente dal sansificio e riteniamo che questo provochi un danno notevole all'ambiente, basta pensare che per diluire un litro di olio è necessario un milione di litri d'acqua. Otre a questa abbiamo rilevato alcune situazioni molto serie che riguardano olii, bruciati metalli pesanti, e i residui dei prodotti che utilizzano le lavanderie industriali, dispersi liberamente nell'ambiente. Tutte sostanze che potrebbero andare a finire direttamente nei nostri rubinetti». Quello dello smaltimento illegale di materiale inquinante è un fenomeno diffuso perché smaltire i rifiuti costa. Serve una ditta specializzata e autorizzata al rilascio delle certificazioni previste dalla legge, un business che visto dal di fuori sembra un far west: «Ci sono ditte che si spacciano per autorizzate ma non lo sono e quindi raccolgono e poi scaricano un qualche sito abusivo. Ci sono poi i rifiuti che passano da una ditta all'altra e poi spariscono», sottolinea Conti.
BLUE TONGUE Il Ministero blocca il vaccino Tenuto conto delle problematiche riscontrate a seguito dell'impiego del vaccino sulla Blue Tongue, il ministero della Salute ha disposto il non utilizzo del sierotipo 16. Secondo Dino Rossi, coordinatore regionale del Cospa, il Ministero vuole correre ai ripari quando ormai i «buoi sono scappati e quelli vaccinati li si lascia liberi di circolare e trasportare l'infezione ovunque».
La pesca selvaggia che mette i paesi poveri in un mare di guai
La denuncia più feroce è in una vecchia campagna del Wwf. Un pesciolino microscopico smarrito su un piatto enorme e lo slogan: "Probabilmente i politici vi diranno che i piatti sono diventati più grandi". Invece, argomentano gli ambientalisti, sono i pesci sulla nostra tavola a diventare sempre più piccoli. E soprattutto, sempre più rari. Dopo che gli allarmi delle organizzazioni naturalistiche sono rimasti inascoltati, adesso tocca alla Fao, l'agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di alimentazione, segnalare il pericolo che il mare diventi ogni giorno più vuoto. Il primo colpevole, dicono gli esperti, è il supersfruttamento da parte delle flotte industriali. Ora, poi, si è aggiunto l'effetto dello tsunami, che ha devastato interi ecosistemi lungo le coste del Sudest asiatico, per non parlare della distruzione arrecata in quell'area alle flotte pescherecce più "povere", e quindi più rispettose dell'ambiente. Secondo la Fao, nello Sri Lanka l'ottanta per cento delle barche è andato distrutto, in Indonesia quasi altrettanto. In Thailandia i danni al settore della pesca sono già stati stimati 16,6 milioni di dollari, più altri 33 per le attrezzature di acquacoltura, tutte fuori uso. Ma al di là dell'evento eccezionale rappresentato dal maremoto di un mese fa, il patrimonio ittico del Pianeta è in continuo declino dappertutto. A rischio di svuotamento sono soprattutto le acque internazionali, che le flotte pescherecce, dopo aver utilizzato quelle costiere, stanno sfruttando sempre più a fondo. Già nel 2002, al Vertice sullo sviluppo sostenibile di Johannesburg, 188 nazioni avevano firmato un accordo per creare riserve sottomarine a partire dal 2012. In gioco c'è un patrimonio di biodiversità ineguagliabile, come ricordava qualche settimana fa la rivista Nature: "Un solo bicchiere di acqua del Mar dei Sargassi, vicino a Bermuda, ha svelato 1.800 specie di microbi mai classificate, con oltre un milione di geni sconosciuti". I danni maggiori vengono dalla pesca a strascico, che usa reti gigantesche, lunghe fino a due chilometri e capaci di cancellare ogni forma di vita- Proprio per risparmiare alcuni "santuari" naturalistici da queste "spazzatutto" dei fondali c'è chi ha proposto la creazione, entro il 2008, dei primi parchi delle profondità marine. Inoltre, si è costituita la Coalizione per la protezione del mare profondo, un cartello di associazioni ambientaliste che sta facendo pressioni sull'Onu per la messa la bando delle reti a strascico. La misura, naturalmente, è avversata con forza dall'industria della pesca. Questa attività è la risorsa fondamentale per 200 milioni di persone, soprattutto nei Paesi poveri. Secondo la Fao, nel mondo una persona su cinque dipendeper la sua alimentazione dalle proteine del pesce. Ma ormai gli oceani, metafora dell'immensità, sono diventati troppo piccoli rispetto all'avidità dei pescherecci industriali supertecnologici. Per l'agenzia dell'Onu lo sfruttamento eccessivo (overfishing) cirrisponde a quel livello di prelievo che impedisce il ricambio e - già nel medio termine - porta a una riduzione del patrimonio complessivo. In altre parole, si parla di sovrasfruttamento quando di una specie rimangono troppo pochi individui per garantire una riproduzione regolare. Al prelievo eccessivo, dicono alla Fao, si aggiunge la pesca illegale, che finisce di impoverire il patrimonio ittico mondiale e rischia addirittura di ridurre alla fame intere popolazioni dell'Africa. Più del 70 per cento delle specie sono ipersfruttate o addirittura in rapida diminuzione. La prima introduzione di "quote" per il pescato risale al 1995, quando l'Organizzazione per la pesca nel Nord Atlantico cercò di imporre dei limiti di prelievo dell'halibut nelle acque della Groenlandia. Ma per l'allora Comunità economica europea la "fetta" prevista per i suoi Paesi era troppo piccola: la Cee fece ricorso e in attesa dell'appello fissò per i propri pescatori quote sei volte maggiori, scatenando un'interminabile controversia internazionale. Adesso però l'allarme è globale, perché i segni di un progressivo impoverimento dei banchi arrivano dappertutto, mei mari chiusi come negli oceani. Nella primavera scorsa una commissione federale Usa ha chiesto al presidente Bush misure urgenti per evitare il declino delle acque costiere americane, definite "in seria difficoltà". I segnali peggiori sono arrivati dalla zona Asia-Pacifico, la più ricca del mondo, dove pescano cinque fra i dieci Paesi più "produttivi". Secondo la Fao, da queste acque viene il 48 per cento del pesce di tutto il pianeta (quasi 45 milioni di tonnllate nel 2002). Ma i dati degli ultimi anni dimostrano che anche questa miniera sta per esaurirsi. In certe aree, secondo uno studio del Wordfish Centre, i banchi sono diminuiti di un terzo. E le reti dei pescherecci cinesi, indonesiani, taiwanesi sono sempre più piene di pesci d'alto mare, di bassa qualità, mentre le specie che abitano vicino alla costa, di qualità superiore, sono in forte diminuzione. Nelle celle frigorifere della navi, insomma, finisce soltanto quello che gli esperti chiamano trash fish, cioè pesce di scarto. L'ultima notizia, preoccupante, viene dalle pagine di Science: i pescatori che tornano con le reti vuote, scrive la rivista, spesso cercano prede altrove. Per esempio, andando a caccia di specie protette. E' quello che succede alle popolazioni delle coste del Ghana, segnala Justin Brashares, dell'Università di Berkeley: "Se il pesce è poco, i prezzi salgono. E chi non può ricavare le proteine dal pesce, troppo caro, per sopravvivere si rivolge alla caccia di frodo sulla terraferma. Ma un prelievo del genere è insostenibile per molte specie minacciate, che stanno già sparendo nelle riserve naturali". Visto che nei mari dell'Africa occidentale il pesce è diminuito del 76 per cento, il rischio è che a finire sulle tavole dei più poveri sarà sempre più spesso la cosiddetta bushmeat, cioè "carne di selva": scimmie, cervi, persino grandi carnivori. Ancora una volta la colpa, dice la Fao, è delle flotte pescherecce europee, che sfruttano accordi fin troppo favorevoli per la pesca nelle acque africane, stipulati da posizioni di forza con Paesi poveri. Ma soprattutto, le flotte europee godono di enormi sussidi finanziari. Se nel 1981 i contributi arrivavano appena all'equivalente di 4 milioni di euro, nel 2001 hanno sfiorato i 300 milioni. Insomma, è come se le famiglie europee pagassero il pesce due volte, ottenendo anche il risultato collaterale di affamare i popoli delle coste africane. Giampaolo Cadalanu
Bracconieri, ladri di natura Il reato verrà considerato come un furto ai danni dello Stato
CORTINA D'AMPEZZO (Belluno) - Bracconieri ladri di natura. Uno dei sogni degli animalisti è diventato realtà: il comandante del Corpo forestale dello Stato ha inviato ieri una circolare a tutti i comandi territoriali in cui si invita a considerare il bracconaggio come furto ai danni dello Stato, con conseguente aumento delle pene per i trasgressori. Lo ha annunciato il vicequestore del Corpo forestale, Isidoro Furlan, tra i responsabili del Nucleo operativo antibracconaggio (Noa). La circolare richiama una recente sentenza della Cassazione. Da bracconieri un furto ai danni dello Stato - «La direttiva _ ha spiegato Furlan _ è un risultato molto importante, che soddisfa chi, come noi, agisce sul territorio contro il bracconaggio, finora considerato una violazione minore». «Per il bracconiere colto sul fatto scattava _ ricorda Nisticò _, nel 90% dei casi, una denuncia a piede libero per caccia con mezzi non consentiti: la pena prevista è di tre mesi, condonabile dietro pagamento di una sanzione di circa 520 euro. Ma ora _ ha sottolineato _ la pena aumenta fino a sei mesi e non è condonabile dietro pagamento di una sanzione; è invece previsto il ricorso al patteggiamento». Italia: terra di svernamento uccelli - A contribuire allo sviluppo dell'attività di bracconaggio, ha proseguito l'esponente del Corpo forestale, «anche il mutamento climatico, che ha fatto diventare l'Italia, da territorio di transizione per gli uccelli migratori che dal Nord Europa scendevano a svernare in Africa, in terra di svernamento per molte specie. L'innalzamento della temperatura ha portato diverse specie a fermarsi in Italia invece di scendere fino in Africa: ciò ha moltiplicato le possibilità per i bracconieri». Le grandi migrazioni europei di uccelli verso terre più calde hanno tre corridoi: lo stretto di Gibilterra, lo stretto di Messina e il Bosforo. L'Italia si trova quindi su una delle direttrici principali. Le valli bresciane e lo Stretto di Messina tra le aree più critiche - Per questo motivo, ha osservato Furlan, «uno dei punti più critici per l'attività antibracconaggio si trova nelle valli bresciane (Val Trompia e Val Sabbia), dove cacciatori di frodo puntano ai piccoli passeriformi, che arrivano spesso sui men ù dei ristoranti locali sotto forma del tipico piatto di "polenta e osei"». Proprio per salvaguardare quest'area, da 14 anni il Cfs attua tra ottobre e novembre l'«Operazione pettirosso», con un apposito contingente di forestali dedicato giorno e notte al contrasto dei bracconieri: in questi anni sono stati sequestrati nelle valli bresciane ben 85 mila tra archetti, trappole e lacci per la cattura degli uccelli, 1.200 reti, 655 fucili, 138 richiami acustici elettronici, quasi 12 mila volatili. Altra zona calda del bracconaggio è quella dello Stretto di Messina, uno dei principali punti di concentrazione per numerose specie di rapaci. Nel mirino dei bracconieri soprattutto il falco pecchiaiolo, specie protetta. Da 16 anni anche in quest'area una taskforce di forestali scende periodicamente in Calabria per contrastare il fenomeno.
Rottweiler « rapito » dal canile municipale Sulle pagine del giornale aveva già « debuttato » il 4 giugno scorso quando aveva aggredito due bambini al parco Ducale. « Quel rottweiler senza museruola e senza guinzaglio ha morsicato i miei bambini e solo a fatica sono riuscita a strapparla alle sue fauci » , aveva raccontato con terrore la madre che era anche stata minacciata dal padrone del cane, fuggito prima dell'arrivo della polizia Poi, 15 giorni dopo, l'animale, taglia grossa e aria feroce, era stato avvistato dagli agenti della polizia municipale al parco Pellegrini mentre gironzolava ancora libero e senza museruola. Anche in quel caso il padrone, un giovane nordafricano molto alto e magro, era riuscito a scomparire con il cane grazie all'aiuto di un gruppo di giovani che lo avevano spalleggiato aggredendo i vigili. Poi era stato uno stillicidio di denunce e avvistamenti e, in alcuni casi, morsicature, fortunatamente non gravi, fino ad una decina di giorni fa quando, infine, la « latitanza » del cane si è interrotta. L'animale era infatti stato pizzicato nell'ennesimo parco cittadino, il padrone vista la mala parata lo aveva lasciato, e una siringa di anestetico sparata dai responsabili del servizio veterinario del Comune aveva placato la furia dell'animale. Che, forse un po' per indole di razza e probabilmente anche per il tipo di addestramento subito, di farsi prendere non ne voleva proprio sapere. Il rottweiler era cosí finito in una gabbia singola del canile municipale dove i tecnici del canile lo avevano rinchiuso e dove era stato sottoposto a controlli. Visite che avevano evidenziato, oltre alla proverbiale « sana e robusta costituzione » , anche una completa seria di vaccinazioni da cui i responsabili del canile, che nel frattempo avevano anche inserito un microchip sotto la pelle del molosso, contavano di risalire al padrone. Di cui però non si sono trovate tracce visto che il cane, ormai entrato nella parte della « primula rossa a quattro zampe » , è scomparso. « Rapito » da qualcuno che è entrato in azione con il buio, aprendo a colpo sicuro la gabbia in cui era rinchiuso il cane e scomparendo poi con un balzo oltre la recinzione. « Al mattino arrivando al canile abbiamo trovato la gabbia aperta » , hanno dichiarato i volontari del canile che hanno rinvenuto le tracce del passaggio del misterioso visitatore notturno. Un rapitore che sembrerebbe facile identificare con il padrone del rottweiler che difficilmente, visti i precedenti, avrebbe accettato, senza usare i denti, di seguire un perfetto sconosciuto. « Stiamo proseguendo le indagini - spiegano alla polizia municipale - per risalire dai registri delle vaccinazioni e da altri riscontri al proprietario dell'animale » . Che ancora una volta sembra scomparso. Come quel cane dal morso facile sempre pi ù simile ad un personaggio da film.
Le macellerie islamiche e la legge occidentale
Signor direttore, nel servizio, fatto a pagina 23 della Gazzetta di martedí 18 gennaio, che riguardava la comunità islamica e le macellerie islamiche di Fidenza, viene segnalato il fatto che questa carne macellata con questo rito religioso viene venduta anche a borghigiani. Desidero modestamente far notare che la vendita di carne macellata con rito religioso islamico a persone non di tale religione è contraria alla legge. Infatti, è palese che, pur essendo gli abbattimenti rituali consentiti grazie a una deroga della legislazione vigente basata sulla tutela delle minoranze, questi abbattimenti avvengono in violazione della vigente normativa quando il prodotto finale della macellazione viene destinato ad un pubblico indistinto, che acquista la carne degli animali macellati con questi riti, per motivi diversi da quelli che hanno giustificato la deroga citata. La macellazione rituale nel nostro paese avviene in base al DM 11/ 06/ 80 che, nelle premesse, pone come motivazione la necessità delle comunità ebraiche e mussulmane di poter consumare carne proveniente da animali macellati secondo la rispettiva religione e per poter dar corso ad esportazione della stessa verso paesi di confessione islamica che non sarebbero dotati di impianti idonei. All'articolo 1 delDMcitato viene indicato che, in deroga quindi alla normativa vigente che prevede il preventivo stordimento degli animali, è consentito eseguire la macellazione senza preventivo stordimento eseguita secondo i riti ebraico ed islamico da parte delle rispettive comunità. Questo significa che il legislatore ha inteso porre una deroga solo e soltanto per gli aderenti alle citate confessioni religiose e non certamente liberalizzare una forma di macellazione assolutamente irrispettosa dei diritti degli animali. E' evidente quindi che la deroga alla legislazione vigente, che permette a persone facenti parte di queste comunità religiose di uccidere senza preventivo stordimento mammiferi indifesi, nonostante l? immaginabile aumento del grado di sofferenza di questi animali, intende unicamente permettere a queste comunità di poter rispettare alcune loro tradizioni religiose anche se oscurantiste e crudeli, quindi il prodotto ottenuto da queste macellazioni deve essere destinato solo ai componenti di queste comunità. A parte che le sofferenze inflitte a questi animali durante la macellazione per sgozzamento sono inaccettabili nel XXI secolo da qualsiasi società civile, se si volesse intendere questa legge in modo diverso da quello di voler concedere una deroga soltanto per gli adepti delle due confessioni religiose, si verrebbe a creare una situazione di violazione della libera concorrenza commerciale, visto che chi non appartiene alle citate comunità non può effettuare macellazioni usufruendo della deroga e, conseguentemente, se volesse procedere alla mattazione di animali senza stordimento, incorrerebbe nella violazione dell'articolo 727 C. P. e delle normative in merito alla protezione degli animali durante la macellazione ( D. L. 333 del 01/ 09/ 98). Fernando Rastelli Noceto, 26 gennaio
A Varano Melegari maiale protagonista VARANO MELEGARI - ( V. Stra.) L'antico rito della « maialatura » , fulcro dell'economia che contornava la vita rurale di un tempo, torna a rivivere questa mattina a Varano Melegari nella rassegna « Sua maestà il maiale » . Dopo l'uccisione dell'animale, la carne sarà trasformata nel giro di poche ore, grazie ad abili esperti, in pietanze. La rassegna, promossa dalla Pro loco diVarano, coniuga spettacoli musicali, riscoperta del folclore, iniziative enogastronomiche e valorizzazione dei prodotti tipici. Nonostante le contestazioni avanzate alla vigilia della rassegna dalla Lega antivivisezione, che ne ha chiesto l'annullamento perchè ritenuta un'iniziativa cruenta e diseducativa, gli organizzatori si sono preparati a far fronte al « tutto esaurito » . La Pro loco, in collaborazione con l'Associazione per la tutela delle antiche razze suine parmensi, oggi proporrà anche la lavorazione delle carni del maiale nero, una razza recentemente reintrodotta in Valceno. Ma ecco il programma di oggi. Nel parco Cordani, dalle 6 del mattino, Porky's amarcord, una rievocazione dell'antico rito della maialatura, mentre dalle 14 i prodotti confezionati saranno venduti al pubblico. Faranno da cornice alla manifestazione l'iniziativa Valceno in Tavola e una mostra mercato dei prodotti tipici della Valceno. La giornata sarà allietata dal gruppo Millelitri.
Parto record: tredici cuccioli a Cavi Per allattarli mamma Lilly non basta
Lavagna Lei Lilly, un incrocio fra un collie e uno schitzu. Lui Leo, un mezzo segugio bianco e nero di taglia media. Loro, di Leo e di Lilly: 12 cuccioli nati lo scorso 26 gennaio che nel giro di alcune settimane avranno bisogno di una casa. Il tredicesimo cucciolo, putroppo se ne andato nei primi giorni, come spesso accade in natura alle cucciolate così numerose. «Tredici cuccioli in una volta sono un fatto davvero fuori della norma - spiega l'animalista Eugenia Rebecchi dell'associazione Ayusya -, e la mamma, che normalmente ha soltanto 9 o 11 mammelle da latte, deve essere aiutata in questi casi a dare da mangiare ai cuccioli altrimenti rischia di vederne morire qualcuno». È stato così, putroppo, per Lilly che ha perso il tredicesimo cagnolino nei primi giorni di vita, nonostante sia stata (e sia ancora) aiutata ad allattare da tutti i componenti della famiglia di Cavi benedetta dall'eccezionale parto canino: Tea Fontana, suo marito e i suoi due figli, un maschio e una femmina di 16 e 14 anni. «Il primo giorno dopo il parto, che è avvenuto nella notte fra il 25 e il 26, non ho mandato i miei figli a scuola tanta era la confusione in casa per la nascita dei cuccioli, e poi bisognava stare sempre attenti che tutti riuscissero a prendere il latte dalla mamma», racconta la donna. «Ora i cuccioli devono restare con la mamma ancora trenta o quaranta giorni dopo di che saranno pronti per essere adottati. Li regalo - chiude Tea - ma solo a persone che amano gli animali, meglio se referenziate». Per tutti gli interessati il numero da chiamare è il 338.2667881.
Dalla vasca spuntano le tartarughe
La maggior parte delle tartarughe lacustri del laghetto dei Parchi di Nervi è già"in vacanza" in Sardegna, protetta e tutelata in apposite strutture. Le altre, forse sei, rimaste ancora a Nervi, non viste perché in letargo tra il fango del fondale, verranno prese e riunite alle loro compagne. Senza traumi. Infatti, in occasione di un intervento di manutenzione straordinaria da effettuarsi sulle tubature del parco, la vasca delle ninfee verrà svuotata. Il che permetterà, senza troppi problemi, di prelevare i rettili e di portarli dove, senza dubbio, fa più caldo. Bellezza del luogo a parte, infatti, per chi ha il sangue freddo come le tartarughe, gli zero gradi di questo periodo non sono certo l'ideale. Di sicuro, in questi giorni di pulizie, le tartarughe sono diventate le beniamine assolute. Alcuni membri dell'Associazione amici dei parchi, nell'opera di pulizia del laghetto, si sono premurati di prelevare le tartarughe dall'acqua, tenendole in mano. E ci è scappato anche un tête-à-tête tra Giuseppe Mannino, pensionato alle prese con le foglie cadute nell'acqua, ed un piccolo esemplare, che dal suo guscio ha fatto capolino verso il viso del divertito lavoratore. La più in apprensione, Cristina Morelli capogruppo dei Verdi in Comune, presente anche lei ieri mattina e subito preoccupata per lo stato di salute dei piccoli animali. «Ma so che l'assessore Dallorto mi aiuterà nel trasferimento degli esemplari», ha detto Morelli. G. D'A.
imperia Smarrita cagnetta a Borgo d'Oneglia È stata smarrita nei giorni scorsi una cagnetta lupa di colore nero e stazza abbondante nella zona di Borgo d'Oneglia. L'animale risponde al nome di Susy ed è tatuata. Chi la trovasse è pregato di chiamare il numero 347 8535442. È stato invece trovato un altro cane, un dobermann non vedente, che è stato preso in consegna dalla pensione Ulivi di Chiusavecchia. Il padrone dell'animale può mettersi in contatto con la pensione.
Lupo Ezechiele ha trovato una compagna
Chiusa Pesio (Cuneo)Ezechiele, il lupo giramondo investito sulla tangenziale di Parma il 24 febbraio dell'anno scorso, curato e rimesso in libertà con un radiocollare che informa gli studiosi della sua posizione, ha trovato compagnia. Dopo aver attraversato tutto l'Appennino ligure si è stabilito in valle Pesio, nelle Alpi Marittime, diventato terreno di caccia di un branco ormai da sei anni. I ricercatori hanno trovato sue tracce insieme a quelle di una femmina.
GATTI SALVATI I vigili del fuoco del distaccamento di Gradoli, ieri pomeriggio, hanno salvato sette gatti rimasti isolati a causa della neve in un casolare in località Montione, nel comune di Latera. A chiedere il loro intervento è stato un anziano pensionato che da alcuni giorni non riusciva a portare cibo ai suoi gatti. L'uomo, dopo aver chiamato il 115, ha consegnato un grosso pacco di crocchette ai vigili del fuoco dicendo loro di essere molto preoccupato per la sorte dei gatti che custodisce nel suo podere. Gli stessi vigili del fuoco hanno avuto grosse difficoltà a raggiungere la località ma, appena arrivati, sono stati circondati dai gatti affamati che si sono tuffati sul cibo. I vigili del fuoco, prima di rientrare, hanno lasciato un'abbondante scorta di crocchette a loro disposizione, anche perchè nella zona, in serta è ripreso anche a nevicare. Questi gattini sono stati fortunati, ma il grande gelo di questi giorni si è rivelato fatale per altre bestiole che non hanno avuto la fortuna di ricevere il soccorso di qualcuno. Quegli animali che sono riusciti a trovare un riparo hanno dovuto combattere con la fame, molti persone hanno lasciato qua e là del cibo soprattutto in campagna per poter aiutare gli animali soli.
Cani seviziati tolti al padrone per ordine della Procura Sei meticci tenuti a catena, senza acqua e alle intemperie. La denuncia dell'Enpa che fa intervenire la Magistratura di ANNA BELLA MORELLI Il sostituto procuratore Renzo Petroselli ha disposto - su segnalazione di Elvia Viglino, presidente dell'Enpa di Viterbo - il sequestro di sei cani meticci tenuti dal proprietario, T.P., pastore di Tuscania, in località Poggio della Ginestra, in condizioni di vere e proprie sevizie. Erano infatti legati a catena corta, senza un riparo sia pure minimo, sotto la tempesta di neve che ha martellato il Viterbese in questi giorni. Il sequestro è stato effettuato giovedì con la collaborazione del maresciallo Tabacchi dei carabinieri di Tuscania. E per T.P. scatteranno tutti i meccanismi previsti dalla legge contro chi maltratta gli animali. Da tempo quei cani legati a un muretto di recinzione con una catena di qualche decimetro erano stati notati. In piena estate sotto il sole cocente non avevano nemmeno una ciotola d'acqua per lenire la loro sete e tante volte le giovani collaboratrici del fiduciariato Enpa di Tuscania erano andate, su segnalazione di alcuni vicini mossi a compassione dalla visibile sofferenza delle bestie, a portargliela con le taniche. E si erano domandate chi fosse il proprietario di quelle bestie così maltrattate, ma non potevano intervenire direttamente non avendone l'autorità. Hanno chiesto quindi l'intervento del veterinario dell'Azienda sanitaria di Tarquinia ma non ci sono stati grossi risultati se è vero che il pastore ha continuato ad infierire sugli animali, tanto che anche nei giorni scorsi quando ha piovuto moltissimo le bestie, bloccate dalla catena, stavano immerse nell'acqua e poi sotto la tempesta di neve, ridotte quasi a blocchi di ghiaccio. Ma hanno cominciato a ululare, come a chiedere aiuto, e alla fine non è stato più possibile fingere di non vedere e sentire. Così il capogruppo delle guardie zoofile ha chiesto all'Enpa di sollecitare con urgenza l'intervento della magistratura. «Grazie al sostituto procuratore Petroselli - dice Elvia Viglino - siamo arrivati alla conclusione di questa storia che andava avanti da troppo tempo».
Canile, generosa risposta all'appello dei volontari La situazione dell'impianto è migliorata, ma mancano sempre un veterinario e il laboratorio «Grazie, grazie a tutti». A circa un mese dall'appello lanciato ai civitavecchiesi, le volontarie del canile delle Molacce (sono sei) ringraziano i tanti concittadini che hanno raggiunto la struttura per portare coperte, ciotole, medicinale, prodotti alimentari. «Mai avremmo pensato di ricevere una risposta così tempestiva, estesa e generosa - affermano -. Il sindaco in primo luogo, alcuni imprenditori e tantissima gente hanno dimostrasto una straordinaria sensibilità verso il problema, sensibilità che è propria di un grande cuore. Netta è stata la sensazione che la nostra opera di volontariato, assolutamente insufficiente se non supportata adeguatamente, finalmente non fosse più sola. Decine e decine sono stati i cittadini che si sono fatti avanti con aiuti concreti di ogni genere, mentre le istitutzioni hanno assicurato l'effettuazione di quegli interventi strutturali che sicuramente renderanno il canile più accogliente e vivibile». «Ci auguriamo - concludono - che continui l'opera di sostegno di chi ha dimostrato la sua disponibilità e che, anche passate le feste, ci siano interventi per offrire momenti migliori a questi piccoli amici dell'uomo soli e abbandonati». Se le volontarie del canile sono contente e grate a tutti per gli aiuti ricevuti nelle ultime settimane, sono molte le cose che mancano per rendere adeguata la struttura e per poter assicurare la necessaria assistenza ai 150 cani. L'amministrazione comunale ha assicurato che a breve verrà realizzata la strada, sarà portata l'acqua potabile e incrementata l'illuminazione. Ma alle Molacce c'è anche un disperaro bisogno di un veterinario e di un laboratorio veterinario. Attualmente i cani malati vengono presi dalle volontarie e portati negli studi priovati, e spesso sono loro a pagare le visite. I cani malati sono circa cinquanta, cioè un terzo della popolazione presente. Poi servono altri volontari. Le sei, sette persone che dedicano il loro tempo ai cani abbandonati sono divise su due turni, ma capita che per malattie od altro ci sia soltanto una persona ad accudire ai bisogni giornalieri degli animali ospiti: un lavoro impossibile se si pensa che solo la distrubuzione delle medicine ai 50 malati richiede un paio d'ore. Intanto, il tentativo, da parte dell'amministrazione, di agevolare la situazione cercando di ridurre il numero dei cani ospiti sembra destinato al fallimento. L'incentivo di 200 euro a chi adotta un cane, nonostante sia stato ben pubblicizzato, non ha dato risultati e nessuno si è presentato per adottare un animale. Tra i tanti problemi c'è dunque anche quello del numero degli ospiti delle Molacce che, secondo diversi parametri, non dovrebbero essere più di centotrenta.
Don, abbandonato il beniamimo dei bambini L'odissea del meticcio passato da un padrone all'altro prima di essere adottato da una giovane coppia di PIETRO BIZZONI Cosa accade a un cane che ha perso grinta da cacciatore e lucidità da perfetto animale da compagnia? Di solito, il destino gli riserva tre possibilità: al macello per farne bistecche da dare in pasto ai cavalli, una potente iniziezione di anestetico per una morte veloce e sbrigativa o, al più, abbandonato per finire i suoi giorni lungo la strada o nei recinti dei canili. Una storia di questo genere, per alcuni versi triste, ma con un bel lieto fine, ha per protagonista Don, un meticcio, mezzo cane lupo e mezzo cane pastore dal pelo color rosso-marrone, con una grande affinità ed amore verso i bambini, verso le scorribande in giro per i boschi, le lunghe passeggiate a fianco degli anziani, gli ossi di manzo belli grossi come pure per le processioni, le messe della domenica mattina e la banda musicale! Proprio così: Don, per circa dieci anni è stato la mascotte, fiera e scodinzolante, della città di Amatrice e di tutte le manifestazioni e i festeggiamenti possibili svolti nella località montana. Un brutto giorno di qualche anno fa, Don viene accalappiato e liberato per il buon cuore di qualche cittadino amatriciano. Una seconda cattura un mese fa, a fine dicembre. Portato prima in un canile-lager nel Reatino e poi in uno nel Ternano, Don nostro eroe, ha finito per intenerire con la sua grande simpatia e fame di carezze una coppia di giovani fidanzati che gestisce a proprie spese un rifugio di nuova concezione nelle campagne della Toscana, tra boschi e prati a perdita d'occhio, tanto cibo e tenere cure. Proprio questi giovani cinofili, visitando accuratamente il nostro Don, si sono accorti della presenza di un regolamentare tatuaggio di riconoscimento che lo fa appartenere ad un prete, residente nell'Amatriciano. «Ci siamo stupiti dell'ignavia dimostrata dal padrone - conferma la ragazza che ha raccolto Don nel canile - per giorni interi abbiamo lasciato messaggi sulla sua segreteria telefonica e tentato di parlare del ritorno di Don a casa sua; tutto inutile, l'argomento non sembra interessare il prelato. Così - prosegue la ragazza - Natalino (questo il nuovo nome dato a Don nel rifugio ndr), rimane con noi, con gli altri amici cani, a smaltire la delusione per l'abbandono da parte del suo padrone e l'affronto di aver subito una cattura senza che nessun compaesano abbia alzato un dito per lui». Quanti volessero avere notizie del nostro eroe-cane, possono trovarle sul sito www.ulmino.it, curato dall'associazione onlus "Rifugio del Prick e dell'Ulmo". Intanto, il Comune di Amatrice prova a dire stop al randagismo. Con un avviso ai cittadini, l'Amministrazione detta l'obbligo di iscrizione al registro regionale allevatori per i possessori di un numero di cani, in età da riproduzione, uguale o superiore alle cinque unità. Il termine massimo entro il quale sarà obbligatoria la segnalazione tramite la Asl provinciale è il 9 maggio prossimo, scaduto il quale scatteranno su tutto il territorio comunale amatriciano i controlli da parte dei Vigili urbani con relative multe salate ai trasgressori. Un tentativo lodevole, portato avanti ad Amatrice dalla vecchia Giunta, guidata da Antonio Fontanella, fu quello di elargire un contributo di 800 euro in due anni per i residenti nel comune montano che avessero scelto di adottare uno dei cani raccolti nel territorio di Amatrice ed ospiti del canile "Bamby" di Rieti. L'iniziativa, vantaggiosa anche dal punto di vista economico per le casse comunali, portò apprezzamenti fra gli appassionati di animali, ma causò un enorme abbandono nel corso dell'estate successiva (era il 2002). I padroni dei cani, stanchi di avere il proprio quattrozampe fra i piedi, con l'iniziativa promossa dal sindaco si sentirono autorizzati a mollare a cuor leggero i loro "amici" in un comune che ne avrebbe preso sicuramente poi cura!
CANTALICE Sultano, il paziente Maremmano Sultano, storia di un salvataggio riuscito. «Maremmano dal manto di neve e dagli occhi d'esistenza», lo definisce Laura Fabbri, la volontaria che ha scovato Sultano nel canile di Castelfranco, abbandonato e soprattutto malato. La Fabbri ha chiesto e ottenuto di portare via il pastore maremmano per farlo curare. «Sultano ha un tumore alle ossa, le cure sono tuttora in corso - racconta la donna - e devo dire che il cane sta reagendo bene, anche se i veterinari della struttura reatina che se ne stanno occupando non gli danno più che pochi mesi di vita. Ma questa - conclude Laura Fabbri - è comunque una storia positiva tra le tante di segno opposto, maltrattamenti su tutte, che la cronaca quotidiana ci propina. Spero davvero che Sultano possa avere ancora vita lunga».
Canile, raccolta di viveri e coperte Freddo terribile e condizioni igieniche precarie al canile di Cantalice. Un assist arriva dal Centro giovanile del Comune di Rieti che ha organizzato una raccolta di coperte usate per dare un po' di conforto agli oltre mille cani ospitati. Insieme alle coperte, la raccolta riguarda anche prodotti alimentari per la sussistenza dei cani. «Un'iniziativa doverosa - spiegano dal Centro giovanile - viste le condizioni di assoluta precarietà in cui si trova il canile». Per aderire alla raccolta ci si può rivolgere alla sede di piazzarel Angelucci 5 o a quella di viale Maraini (ex Piaggio), tel. 0746/297828-293276.
Cani e gatti sporcano il centro storico: cittadini in rivolta di ANDREA MARINANGELI Circa venti tra cani e gatti sotto casa: i cittadini di Forano, residenti nelle vicinanze dell'anello di via Goito, sono esasperati. Da più o meno un anno è sorto in un terreno privato adiacente alle abitazioni un vero e proprio ricovero per animali domestici. La struttura, realizzata alla buona con legno e lamiera, si trova a non più di dieci metri di distanza dalle case e crea non pochi disagi alle persone che vi abitano. «D'estate - dicono alcuni cittadini - la situazione raggiunge il limite della sopportabilità, non è possibile convivere con il cattivo odore proveniente dalla gabbia. Abbiamo chiesto sia ai proprietari del terreno sia al Comune di prendere provvedimenti, che risolvano in maniera definitiva questa faccenda, ma le nostre proteste finora sono rimaste inascoltate». Oltre al cattivo odore, la presenza degli animali in pieno centro ha ripercussioni negative sull'igiene ed il decoro urbano della zona. Cani e gatti randagi, infatti, sono attirati nei pressi del gabbiotto dall'abbondanza di cibo. Le piccole vie e le numerose scalette, caratteristiche di questa parte del paese, ne risultano costantemente imbrattate e di conseguenza invivibili per la popolazione. «Non ne possiamo più - continuano i cittadini di Forano - non è possibile uscire di casa senza imbattersi lungo la strada in escrementi e residui di cibo. L'Amministrazione comunale non fa nulla per mantenere quest'area pulita. Qui gli operatori ecologici non vengono mai». Con ogni probabilità, chi ha realizzato la gabbia, lo ha fatto per prendersi cura degli animali. I cittadini di via Goito, però, hanno il diritto di vivere in un ambiente decoroso. Urge, quindi, che gli enti competenti prendano dei provvedimenti: magari trovando una nuova sistemazione a questi cani e gatti, lontano dalle abitazioni. Intanto a Fara Sabina scattano nuove norme per chi possiede un cane. Con un'ordinanza ad effetto immediato del sindaco Tersilio Leggio, il Comune ha emanato le regole cui dovranno attenersi chi possiede un cane, pena multe salate. L'ordinanza prevede che i proprietari debbano evitare che gli animali creino condizioni pregiudizievoli per l'igiene pubblica e li obbligati a dotarsi di un'attrezzatura idonea alla pulizia degli escrementi, che dovranno essere immessi in appositi contenitori e gettati nei cassonetti per la raccolta dei rifiuti solidi urbani. Paletta e raccoglitore, inoltre, devono essere in dotazione a chi conduce un animale già al momento dell'uscita dall'abitazione. Il provvedimento del Comune concerne anche la sicurezza per le persone esposte alla presenza di un cane: nei luoghi pubblici, infatti, è vietato portare un quattrozampe senza guinzaglio e munito di museruola. Chi verrà meno a queste regole sarà punito con una sanzione pecuniaria, che va da un minimo di 25 ad un massimo di 154 euro. Al controllo per il rispetto delle nuove norme sono stati incaricati i Vigili urbani e gli agenti della Forze dell'ordine.
Con i soldi del calendario lampade per riscaldare i cani di GIORGIO GALVANI CITTA' DI CASTELLO. Canile "hi-tech" per sopravvivere ai rigori dell'inverno. Il freddo pungente, le temperature polari di questi ultimi giorni mettono a dura prova anche gli animali ed in particolare i cani dal pelo corto. Via libera dunque all'utilizzo di lampade e coperte per riscaldare i box del canile comprensoriale a Mezzavia di Lerchi. In ogni dimora a "quattrozampe" il gestore della struttura, Mario Casacci, ha infatti posizionato speciali impianti per rendere piu' vivibile l'ambiente, soprattutto nelle ore in cui la colonnina di mercurio scende anche ben al di sotto dello zero. Gli oltre 130 ospiti del canile comprensoriale (dove Comunita' Montana, Asl numero 1 e otto comuni dell'altotevere, da tempo operano in sinergia) hanno a disposizione anche diverse coperte utilizzate all'occorrenza per garantire il tepore necsarrio a superare questa fase, a dir poco difficile, della stagione invernale. Sia le lampade, che le coperte sono state acquistate grazie alla generosita' di quanti hanno contribuito, in particolare durante le festivita' natalizie, alla diffusione del calendario a "quattrozampe" realizzato dall'Enpa altotiberino. "Come sempre gli Umbri e le persone che hanno a cuore la sorte degli animali, ha detto Casacci, hanno dimostrato una straordinaria generosita', oltre all'acquisto del calendario qualcuno e' venuto direttamente al canile a portare le coperte ed altri generi di prima necessita' per la sopravvivenza degli animali". "Intere famiglie, spinte soprattutto dall'amore dei bambini per cani e gatti hanno deciso di devolvere qualche euro per una nobile causa". "Tulipano", "Libero", "Lillo" e gli altri colleghi a "4 zampe" che hanno posato per il calendario sono dunque diventati dei veri e propri testimonial della lotta contro l'abbandono e il maltrattamento degli animali. "Il canile sta diventando sempre di piu' un luogo di incontro ed un vero e proprio laboratorio dei diritti degli animali", ha concluso con un pizzico d'orgoglio, il delegato Enpa, Mario Casacci. E si allunga così il già lungo elenco delle iniziative dell'Enpa altoberina che si è segnalata per cercare di dare una svolta al rapporto con gli animali, troppo spesso maltrattati, anche da persone e da famiglie che all'inizio tirano su cuccioli, amorevolmente, ma poi finiscono per stanacarsi.
Chiude la caccia animalisti in festa LANCIANO - Manifestazione-spettacolo degli animalisti italiani mascherati da cacciatori e animali alle ore 11.30 in piazza Plebiscito. In collaborazione con la lega per il cane, l'associazione di Walter Caporale intende così festeggiare la chiusura della stagione venatoria e la salvezza degli animali.
Paura per due pittbul feroci Cerveteri: fuggiti da una villa, hanno dilaniato altri due cani di GIANNI PALMIERI Pit bull ancora protagonisti della cronaca nera sul litorale: momenti di vero terrore nella frazione delle Due Casette, nelle campagne di Cerveteri. Due pit bull, usciti da una villa sfuggendo alla sorveglianza del proprietario, che aveva lasciato il cancello del giardino aperto, hanno seminato lo scompiglio, sbranando un cane e riducendone in fin di vita un altro. La movimentata vicenda è iniziata attorno alle 20,30 quando i due cani si sono lanciati come forsennati fuori della villa. Prima hanno iniziato a girovagare nella strada, in quel momento deserta vista l'ora tarda e il maltempo, poi hanno trovato un cancello aperto e sono entrati nel giardino di una casa rurale confinante. Una meticcia di sei mesi, scodinzolando, è andata incontro ai pit pull. Dopo pochi istanti, sotto gli occhi sgomenti dei padroni richiamati alla finestra dai guati di dolore della cucciola, i pit bull hanno assalito e tempestato di morsi la cagnolina, tentando di sbranarla viva. Con la forza della disperazione i due figli dei proprietari si sono lanciati contro i cani, riuscendo a colpi di bastone a salvare la bestiola dalla loro furiosa aggressione. Sono stati momenti di grande paura: i due grossi cani hanno iniziato infatti a ringhiare minacciosamente contro i giovani, come se si preparassero ad aggredirli. Poi sono fuggiti fuori dalla villa. Ma l'incubo alle Due Casette non era ancora finito. I pit bull, dopo pochi minuti, si sono introdotti nel sentiero che conduce ad una vicina struttura agrituristica. Qui hanno aggredito un bastardino di appena un anno, azzannandolo alla gola in pochi istanti. Prima che accadessero conseguenze ancora peggiori, il proprietario dei cani è riuscito a bloccarli proprio mentre minacciavano di assalire alcuni clienti della struttura. La meticcia, operata a tarda notte in uno studio veterinario di Cerveteri, versa ora in gravi condizioni. Nulla da fare, invece, per l'altro cagnolino a causa delle gravi lesioni provocate dai morsi. Il padrone dei cani si è dichiarato pronto a risarcire tutti i danni provocati dai suoi animali. Nella zona delle Due Casette non è la prima volta che i pit bull fuggiti dalle abitazioni provocano seri guai. Nei giorni scorsi un altro esemplare di questa feroce razza aveva aggredito e sbranato due cani dopo essere fuggito da una casa rurale. Più volte gli abitanti della frazione hanno invitato i proprietari dei pit bull ad avere maggiore attenzione, ma le aggressioni sembrano essere senza soluzione di continuità.
INDAGINE DELL'ISTITUTO ZOOPROFILATTICO Nato ai Castelli il lupo del Vivaro E' la conferma che nel Parco vive un piccolo branco autoctono di LUIGI JOVINO Non ci sono tracce di cattività. Il lupo morto sotto le ruote di un'automobile ai pratoni del Vivaro potrebbe essere addirittura nato nei Castelli Romani. La conferma arriva dall'Istituto zooprofilattico di Teramo che ha eseguito l'esame autoptico dell'animale selvatico. Nei giorni scorsi si erano diffuse notizie secondo cui l'animale trovato al Vivaro presentava una stazza più consistente dell'età e le unghie poco consumate. Queste caratteristiche avevano fatto presupporre che il lupo potesse essere stato tenuto in cattività e poi liberato. «Invece - afferma Ercole Di Girolamo, il pastore veterinario proprietario di un prezioso gregge di pecore sopravvissane - il dotto Fico dello Zooprofilattico di Teramo mi ha confermato che l'animale non è stato tenuto in cattività. Infatti è stato ben nutrito dalla madre e conservava ancora integre le unghie perché probabilmente nato in zona, e quindi costretto a nessuna migrazione forzata». Il lupacchiotto analizzato, comunque, risulta molto simile agli animali trovati morti lungo i binari della strada ferrata in Abruzzo. Intanto è singolare che a preoccuparsi delle conseguenze della presenza di un branco di lupi nei Castelli Romani sia un allevatore, impegnato sul fronte scientifico. Di Girolamo, infatti, possiede l'ultimo gregge di pecore autoctone del centro Italia ed è giustamente preoccupato delle notizie dell'arrivo dei lupi anche perché dalle autorità del Parco dei Castelli Romani non ha ricevuto nessuna rassicurazioni nel merito. La vicenda dell'allevatore castellano che conserva uno straordinario pool genetico, rimettendoci di tasca propria, è stata ripresa dai maggiori network nazionali ed ha interessato moltissimi cittadini ed esperti del settore, ma dai dirigenti del Parco neanche una telefonata. E' pur vero, però, che i guardiaparco stanno mettendo tutto l'impegno possibile per individuare il branco e per proteggere adeguatamente gli eventuali esemplari selvatici presenti. La presenza di un lupo in un parco regionale, minacciato dal cemento e soggetto ad attacchi di ogni tipo darebbe un nuovo impulso a quelle forze che richiedono a gran voce di salvare un patrimonio naturalistico di indubbio valore.
Dal Comune un decalogo per salvare gli animali: «Non fate gelare le cucce e date briciole agli uccellini» JESI È emergenza neve anche per gli animali. Non si preoccupa solo dei suoi cittadini l'amministrazione comunale di Jesi e, dopo quattro giorni di nevicate scese implacabilmente sulla città di Federico e dintorni, il suo pensiero va alle specie di animali messe più in difficoltà dal freddo. Per aiutarle a sopravvivere, l'amministrazione jesina ha creato una sorta di unità operativa e si è rivolta ai cittadini, stilando un decalogo di aiuti immediati. Il nuovo piano di intervento pratico-teorico è scattato ieri mattina dopo un summit tra le guardie zoofile volontarie di Legambiente e la polizia municipale. Destinatari dei soccorsi saranno soprattutto i volatili, ma anche gli animali domestici, in primo luogo cani. E ai proprietari di questi ultimi si raccomanda di lasciare all'animale «sufficienti scorte di cibo, di controllare che la ciotola dell'acqua non sia gelata e che la cuccia sia isolata dalla neve e dal gelo previsto per le prossime ore». Poi, un pensiero alla collettività ricordando che «con la neve i cani vanno tenuti rigorosamente al guinzaglio in quanto possono essere più facilmente causa di incidenti stradali, visto che le corsie sono più ristrette, senza contare che - aggiungono gli esperti dell'amministrazione - se dovessero sfuggire al controllo, avrebbero maggiori difficoltà a ritrovare la propria abitazione in quanto la neve riduce le capacità olfattive e di orientamento». Ma veniamo ai volatili. Già ieri le guardie zoofile hanno iniziato a posizionare delle mangiatoie per uccelli nei parchi urbani e in altri punti della città. Fin qui Legambiente. Ma anche i cittadini possono fare qualcosa e a questo scopo l'amministrazione si fa dispensatrice di consigli, invitando «a deporre sulle aree più riparate di terrazze, balconi, davanzali, giardini privati un contenitore per l'acqua e sementi vari». Per informazioni e segnalazioni è possibile contattare le guardie zoofile al numero 3476491767. L.Rom.
EMERGENZA ANIMALI PESARO E' emergenza anche per gli animali selvatici. Il Servizio conservazione, tutela e gestione della fauna selvatica della Provincia ha intensificato il controllo su tutto il territorio, anche attraverso gli operatori dell'Osservatorio epidemiologico per la fauna selvatica, dei veterinari dell'Asur e del Cras, Centro per il recupero degli aninali selvatici. Martedì alle 12 al Centro di Protezione civile di Villa Fastiggi ci sarà un incontro per organizzare la distribuzione di mangine per la fauna selvatica. La Provincia inoltre invita a segnalare casi di animali in difficoltà ai seguenti numeri: 0721/359265, 0721/301926, 0721/5369850 e 0721/283501.
«Aiutateci o liberiamo le nostre tigri siberiane» E i soccorsi arrivano anche al Circo Ringland PERGOLA Ruggiti di ringraziamento. Barriti e nitriti di gioia. Così le tigri siberiane, gli elefanti, i cavalli e pure l'ippopotamo - a suo modo - del circo Ringland hanno accolto gli uomini del Comune di Pergola e i vigili del fuoco di Cagli prontamente accorsi per strapparli ad una gelida morte. Non altrettanto grato il signor Polacchini, titolare del circo, che dai suoi simili si è invece sentito abbandonato. Sorpreso dalla copiosa nevicata che ha messo in crisi, tra le altre cose, anche il circo, il titolare racconta di essersi trovato in serie difficoltà per ottenere aiuto. Anche perchè, evidentemente, tutti i mezzi e gli uomini disponibili erano dirottati su altre emergenze. Ma lui, abituato a trattare con le belve, non si è certo intimorito. Anzi, ha minacciato di liberare le tigri siberiane - tra l'altro ben felici del clima glaciale - per ricevere aiuto. Una volta giunti sul posto, i soccorritori, su esempio del buon Noè, si sono premurati solo dello stato di salute degli animali. Poi hanno traslocato tendoni, gabbie e umani, cioè Polacchini e famiglia, nella zona industriale di Pergola, non di certo sgombra da neve, nella quale ancora si trovano. E da lì, intrappolato con i suoi animali, lancia il suo appello alle autorità pergolesi che gli consentano di fare almeno uno spettacolo per le scuole. Ribadendo la propria dignità di uomo nomade, che ha diritto di essere rispettato dai suoi simili in quanto uomo, o come minimo alla stregua dei suoi animali. E.R.
Milano Cagnolino trovato morto dopo il bagno in un negozio Un cagnolino è morto sabato durante una toelettatura nel negozio «Atlantide» di via Procaccini. Il cane, un volpino di nome Ariel, sarebbe stato sottoposto a un normale lavaggio: messo in una vasca, era poi stato legato con una catenella. L'addetta, vista l'insofferenza del cane, si è allontanata per prendere un asciugamani, quando è tornata il volpino era già morto. La proprietaria del cane potrebbe presentare denuncia per maltrattamento di animali.
Roma Sulla spiaggia d'inverno, il coraggio di una dog-sitter di MARGHERITA D'AMICO Dog-sitter esperta, a Capodanno Marta ha alcuni cani in custodia fra cui Lulù - che ha la padrona in viaggio a Londra - e il barboncino Tancredi nel quale i petardi generano panico assoluto. Su raccomandazione del proprietario, a lui la notte del 31 viene anche somministrato un tranquillante omeopatico. Un paio di giorni dopo Marta va a trovare i parenti a Ladispoli e passeggia sulla spiaggia. I cani corrono e giocano, lei riflette in positivo sul futuro, quando una cricca di ragazzini spara un botto tardivo. Lulù scappa verso il parcheggio, Tancredi si tuffa in mare. Marta calma lo richiama, pensando sia solo un impulso del momento. Il barboncino invece non l'ascolta e punta verso il largo. Nel frattempo squilla il cellulare; è la padrona di Lulù da Londra, dice che la cagnolina si è persa. Ma no, obietta Marta: Lulù è con lei. Non è vero, la contraddice la signora, giacché è stata ritrovata a Ladispoli e hanno chiamato subito il suo numero, evinto dalla medaglietta. Marta tralascia di spiegarle che intanto Tancredi sta oltrepassando le boe. Accantonata Lulù che attende in buone mani, per un po' Marta omette di rispondere al telefono che insiste dall'Inghilterra, e corre lungo la battigia in cerca di un'imbarcazione. La testa del barboncino è un puntino tra i flutti. Naturale che gli stabilimenti siano chiusi, però in lontananza la dog-sitter scorge un pedalò in secco con un bambino seduto sopra. Questi risponde all'appello dell'avventura e non solo l'aiuta a spingere in acqua il natante, ma le pedala accanto con vigore. «Resisti, Tancredi!» grida Marta risalendo la costa. Quando miracolosamente lo trovano, il barboncino è allo stremo e gira sfinito su se stesso. Recuperati Lulù e gli altri, in auto Marta accende al massimo il riscaldamento e si precipita a casa a lavare e asciugare il nuotatore. I botti di Capodanno sono finiti, nei giorni a seguire Tancredi non darà nemmeno un colpo di tosse.
SOS CANILE Lo scatenato Gorky cerca un padrone Gorky, che ha circa un anno, ha vissuto una bruttissima avventura: girovagando nei boschi è incappato in una trappola. E' riuscito a liberarsi ma è rimasto con una zampa ferita in modo grave. Quando è stato trasportato in canile si temeva di dovergliela amputare, ma con le cure, la zampa è stata salvata e ora lui sta benone, talmente bene che ha tanta voglia di correre e di scatenare così la sua esuberanza. Cose che in gabbia non può proprio fare. Gorky ha bisogno di un padrone che ami le passeggiate e possibilmente che abbia una casa con giardino. Chi lo volesse conoscere può rivolgersi al canile di Sestri, sul Monte Gazzo ecco i numeri di telefono: 010-831.2830, oppure 347.253.4147. Insieme a Gorky, nel canile di Monte Gazzo come in quello comunale di via Adamoli, ci sono tanti cani che aspettano di essere adottati: di tutte le taglie e di tutte le razze o "simil-razze".
Non è più solitario, non è più giramondo. Alla fine, anche il lupo Ezechiele ha trovato la propria valle: ai pro e ai contro della libertà assoluta sembra che ora preferisca la « tranquillità familiare » . Insomma, fatti i debiti rapporti con la vita umana, il lupo investito da un'auto sulla tangenziale di Parma quasi un anno fa ha deciso di « mettere su casa » . Da tempo i suoi segnali arrivano dalla stessa zona, dalla valle Pesio, sulle Alpi Marittime cuneesi, al confine con Liguria e Francia. E' da quando è stato liberato nel Parco dei Cento Laghi, che Ezechiele ( il primo lupo europeo a essere dotato di radiocollare satellitare collegato alla rete Gsm) che invia « messaggi » sui computer dei docenti universitari Luigi Boitani ( un' « autorità » accademica, in fatto di lupi) e Paolo Ciucci, della Sapienza. Messaggi che, hanno segnato le tappe di una lunga marcia iniziata il 13 marzo, nella neve del nostro crinale, dopo una ventina di giorni di cure a Parma, dove aveva fatto la sua sfortunata comparsa il 24 febbraio. Quella sera, stremato da un lungo digiuno, infreddolito e travolto da un'auto, il nostro lupo rischiò di morire. A salvarlo, la telefonata dell'automobilista - che se l'era trovato davanti all'improvviso, senza potere far nulla per evitarlo - e l'intervento di Patrizia Pizzorni di Timbuct ù , che allora gestiva il canile municipale. Ben presto si scoprí che quel « cane » in realtà era un lupo. Chi lo soccorse lo chiamò Ezechiele. Poi, a Roma, gli diedero il nome scientifico M15 e - facendo un po' di confusione tra Parma e Reggio - il nomignolo Ligabue, reggiano sia come pittore che come cantante. Intanto, prima della liberazione nella neve delle nostre montagne, per una ventina di giorni si prese cura di lui la Provincia, con Gianmaria Pisani, veterinario specializzato in fauna selvatica e consulente di piazza della Pace per il parco del Monte Fuso e per il Servizio risorse naturali. Poco dopo che Pisani aprí la gabbia, Ezechiele puntò verso la Toscana, poi sopra La Spezia e verso la pianura. Ma a questo punto, dev'essere entrata in scena la memoria. In qualche modo, a Ezechiele sarà tornata in mente la disavventura del 24 febbraio. Cosí, da qui in avanti ha fatto rotta verso occidente, lungo l'alta via dei monti liguri. Dopo l'estate nell'entroterra del Levante, ha ripreso il suo cammino ( attraversando strade e autostrade) per la Francia. Intanto, a Roma, continuavano ad arrivare i suoi messaggi. Negli ultimi tempi, sempre dall'alto Cuneese. A questo punto, le informazioni sono state girate ai ricercatori piemontesi guidati da Francesca Marucco, 30 anni, una naturalista torinese che undici anni fa andò a vivere in Montana, negli Stati Uniti, per consacrare la propria vita allo studio dei lupi. Con il suo braccio destro Luca Orlando ( 25enne veterinario di Agliè, vicino a Ivrea), Francesca Marucco ha guidato la « caccia » sul terreno. Una ricerca basata sullo studio degli escrementi e delle orme ( « La falcata di un lupo è pi ù ampia di quella di un cane » spiega ad esempio Orlando). E presto si è scoperto che Ezechiele non solo ha smesso di essere un errante, ma ha anche trovato un gruppo, forse anche una compagna . « Pi ù volte era con una femmina » . Come lo si è capito? Le femmine hanno un diverso modo di urinare. Dopo tanto peregrinare, il lupo ripartito da Parma ( dopo essere nato con ogni probabilità sull'Appennino modenese) ha cosí trovato la propria terra promessa: poco popolata dall'uomo e ricca di prede. Ezechiele s'è unito a un branco che, spiega Orlando, « si muove tra le valli Pesio, Vermegna ed Ellero. In inverno preda soprattutto caprioli e cinghiali, meno abili dei camosci sulla neve, mentre d'estate nella dieta sale l'importanza del camoscio e di pecore e capre » . Il paradiso dei lupi. Se l'uomo non ci mette lo zampino.
Varano, il salame nasce nel Parco Riuscita la festa VARANO MELEGARI - Nella famiglia contadina, l'uccisione tradizionale del maiale e la lavorazione delle carni era un vero e proprio rito, che mischiava festa, fatica e convivio, in un momento collettivo in cui ciascuno aveva il suo ruolo e i suoi compiti. Quello che è rimasto radicato nel territorio è un diffuso modello culturale che, se ha perso la valenza rituale e utilitaristica ne ha seguito la rapida trasformazione per approdare ad una moderna e vitale realtà industriale. Questa realtà, un tempo cosí comune per le campagne, è stata rievocata ieri a Varano Melegari nell'undicesima edizione di « Sua maestà il maiale » , organizzata dalla Pro Loco di Varano, nell'ambito della rassegna di Valceno in Tavola. L'edizione di ieri è stata caratterizzata dalle proteste della Lega Antivivisezione che, pochi giorni fa, ha chiesto l'annullamento della festa, perchè ritenuta cruenta e diseducativa, anticipando l'istanza al Commissario Prefettizio di Varano, al Servizio Veterinario dell'Asl di Borgotaro e all'Assessorato regionale alla Sanità dell'Emilia Romagna. Davvero notevole, nonostante le temperature polari, il flusso di visitatori, che hanno seguito la lavorazione delle carni sin dalle prime ore della mattina e gremito gli stand dei prodotti tipici dell'Appennino tosco- emiliano. Nella bella cornice del Parco Cordani, con gli intermezzi musicali del Gruppo Millelitri, la Pro Loco, in collaborazione con l'Associazione per la tutela delle antiche razze suine parmensi, ha proposto la lavorazione delle carni del maiale nero, ucciso, poco prima, in un altro luogo. Questa razza suina è stata reintrodotta nella Valceno, su progetto proposto dall'assessorato provinciale alle attività Produttive della Provincia di Parma, per sostenere le zone « svantaggiate » del nostro territorio e creare nuovi stimoli per l'agricoltura di Parma. V. Stra.
Mutamento climatico: un rapporto mette in guardia sul pericolo per il mondo di raggiungere il punto di non ritorno in 10 anni, con conseguenze catastrofiche quali siccità, crisi dell'agricoltura e scarsità d'acqua!
Un rapporto internazionale pubblicato il 25 gennaio mette in luce chiaramente per la prima volta il punto di non ritorno del riscaldamento globale, e la cattiva notizia è che il mondo ha quasi già raggiunto questa soglia di pericolo.
Una task force internazionale di politici, business leaders e ricercatori spiega molto dettagliatamente che il conto alla rovescia prima di arrivare ad una catastrofe mondiale dovuta al cambiamento climatico è notevolmente breve. La loro relazione indica che il punto di non ritorno del riscaldamento globale potrà essere raggiunto in soli 10 anni, o persino meno.
Il rapporto, dal titolo Meeting The Climate Challenge ("Affrontare la sfida del clima", NdT), è rivolto a policymakers di tutti i paesi, a cominciare dai leaders nazionali, ed è stato calcolato in modo da coincidere con le promesse del primo ministro britannico Tony Blair, il quale, in qualità di presidente di turno del G8 e dell'Unione Europea, dovrà impegnarsi ad avviare, nel corso del 2005, azioni efficaci per far fronte al problema del cambiamento climatico.
È la prima volta che in un documento di così alto livello vengono analizzate importanti scoperte sul pericolo di questo punto di non ritorno del riscaldamento globale, ossia l'aumento della temperatura oltre la quale i danni per il mondo sarebbero irreparabilmente disastrosi. Questi potrebbero comprendere: danni di vaste proporzioni all'agricoltura, scarsità d'acqua e gravi siccità, aumento di malattie, innalzamento del livello del mare e scomparsa delle foreste, con l'ulteriore possibilità di bruschi eventi catastrofici, come per esempio, riscaldamento globale "incontrollato", scioglimento della calotta glaciale della Groenlandia, o blocco della corrente del Golfo.
Il rapporto afferma che questo punto di non ritorno si trova a 2°C sopra la temperatura media prevalente nel 1750, prima della Rivoluzione Industriale, quando, cioè, le attività umane per prime cominciarono ad avere effetti sul clima, in particolar modo la produzione di gas a effetto serra, come il biossido di carbonio (CO2), il quale trattiene il calore del sole nell'atmosfera. Tuttavia, lo studio mette in evidenza che da allora la temperatura globale media è già aumentata di 0.8 gradi, con aumenti maggiori in corso: quindi, il pianeta ha poco più che un singolo grado di temperatura prima di raggiungere il punto cruciale.
La relazione, inoltre, stima che la concentrazione di biossido di carbonio nell'atmosfera, oltrepassata la quale l'aumento di 2°C diventerebbe inevitabile, è di 400 ppm (parti per milione) di volume. Il livello attuale di CO2 nell'atmosfera è di 379 ppm, ma tale valore aumenta al ritmo di più di 2 ppm all'anno, quindi, è probabile che la soglia di 400 ppm venga oltrepassata in soli 10 anni, o persino meno (sebbene l'aumento di 2°C della temperatura possa richiedere più tempo).
"Per l'ecologia si tratta di una bomba ad orologeria che sta per scoppiare", ha detto Stephen Byers, l'ex ministro dei trasporti britannico, il quale è stato co-direttore della task force che ha elaborato il rapporto assieme al senatore repubblicano degli Stati Uniti Olympia Snowe. Lo studio è stato condotto dall'Institute for Public Policy Research britannico, dal Centre for American Progress americano e dal The Australian Institute. Consulente scientifico del gruppo di lavoro è il Dr. Rajendra K. Pachauri, presidente dell'IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) delle Nazioni Unite.
Amazzonia: Ogni anno vanno perduti 20 mila chilometri di foresta
È un enorme filtro per l'atmosfera, è l'ecosistema più ricco del pianeta, è un manto verde di 5 milioni di chilometri quadrati. Ed è, fin dai tempi dei conquistadores, una fonte inesauribile di ricchezze da rubare. La storia della foresta amazzonica sembra continuare come era iniziata
È un enorme filtro per l'atmosfera, è l'ecosistema più ricco del pianeta, è un manto verde di 5 milioni di chilometri quadrati. Ed è, fin dai tempi dei conquistadores, una fonte inesauribile di ricchezze da rubare. La storia della foresta amazzonica sembra continuare come era iniziata. Le immagini satellitari diffuse annualmente dall'Istituto di Ricerca Spaziale del governo brasiliano ("nazionalità" del 70% della foresta), confermano che gli alberi scompaiono a una velocità allarmante. Tra il 2002 e il 2003 sono spariti 24 mila chilometri quadrati di giungla, superficie pari alla Sardegna. Il disboscamento annuo è ormai costantemente sopra i 20 mila, e tende a salire. A dicembre sono state diffuse le cifre preliminari ufficiose - quelle ufficiali si avranno a marzo - sulla deforestazione tra l'agosto 2003 e quello del 2004. Anche stavolta, l'area coinvolta sarà tra i 23.100 e i 24.400 chilometri quadrati. Presto giungeranno anche i risultati -che si annunciano clamorosi - di una ricerca dell'Istituto Brasiliano dell'Ambiente e dell'Uomo dell'Amazzonia (Imazon). Mostrerebbero come quasi metà della foresta sia invasa dall'uomo e dalle strade, considerate l'elemento di maggior rischio per l'ecosistema. Non basta ancora: "L'hamburger connection alimenta la distruzione dell'Amazzonia" è l'allerta lanciata da un altro studio, diffuso qualche mese fa dal Centre for International Forestry Research (Cifor). Il testo individua gli allevamenti di bovini tra i fattori responsabili della perdita di zone di giungla. La superficie del suolo è sottile e fragile; dopo pochi anni il pascolo diventa sterile, rendendo necessario il passaggio altrove. «Abbiamo raccolto e analizzato dati per cinque anni», spiega da Belém, città sull'estuario del Rio, Sven Wunder, economista danese. Il suo team di scienziati ha esteso anche all'Amazzonia la definizione coniata nei primi anni '80 da Norman Myers, analista ambientale e tra i massimi esperti di biodiversità: hamburger connection. Due parole per indicare, nell'accrescimento rapidissimo delle esportazioni di carne dal Centro America agli Usa, una delle cause della deforestazione. «Ai tempi di Myers, l'espressione hamburger connection non era applicabile al Brasile», continua Wunder, «ma oggi abbiamo rilevato un legame tra la massiccia crescita della popolazione bovina e la sparizione sempre più accelerata di aree verdi». In tutto il Brasile, il numero di capi presenta un incremento altissimo, e si stima che il Paese sia il primo esportatore mondiale di carne bovina, con un fatturato triplicato dal 1995. La crescita più ragguardevole - dai 26 milioni di animali del 1990 ai 57 del 2002 - è nell'Amazônia Legal, territorio composto da nove Stati, che abbraccia la più vasta porzione di biodiversità della Terra. Molti capi pascolano nel Mato Grosso, in Parà e in Rondonia, dove le foto satellitari indicano la maggiore emorragia di alberi.
CHIUSURA DI STAGIONE Bilancio tragico per la caccia: quaranta morti e 82 feriti
ROMA - La fine della stagione della caccia, che si chiuderà ufficialmente oggi, può essere accolta con festeggiamenti ma anche con molta tristezza. È quanto sottolineano in una nota gli Animalisti italiani ed il movimento "Una", secondo i quali oggi saranno in molti che festeggeranno la salvezza di milioni di animali portando semi, biscotti e pane agli uccelli stremati dalla caccia e dalla neve. Tuttavia, afferma il presidente degli Animalisti Italiani Walter Caporale, è anche vero che oggi «si conclude finalmente la lunga stagione 2004-2005, iniziata a settembre e ancora una volta con un tragico bilancio: 40 morti e 82 feriti tra le persone e circa 150 milioni tra gli animali». Del resto, aggiunge Caporale, «come non ricordare il cacciatore che ha ucciso per errore e poi si è suicidato, il sedicenne che ha ucciso la madre mentre giocava col fucile da caccia del padre o il trentenne colpito dai pallini durante una gita tra i boschi?». «La maggioranza degli italiani - afferma da par suo il presidente del movimento "Una", Ebe Dalle Fabbriche - chiede l'abolizione totale della caccia, attività che fattura 3 miliardi di euro e che provoca anche la dispersione nell'ambiente di 700 milioni di cartucce per 25 mila tonnellate di piombo che si disperdono nell'ambiente, inquinando e provocando la morte di altre migliaia di animali». E il presidente nazionale dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio commenta: «Altro che aumentare le specie cacciabili e allungare la stagione venatoria come vorrebbero alcuni estremisti in Parlamento con l'appoggio del Governo. Servirebbero al contrario regole più rigide». È venuto per lui il momento di «accelerare per l'abolizione definitiva della caccia».
Cucciolo cerca un padrone «Sono una cucciola di due mesi e mezzo. La mia mamma è un boxer, il mio papà probabilmente uno spinone tutto bianco. Sono molto buona e abituata a stare con i bambini, i mei fratellini hanno già trovato una nuova casa, io sono ancora in cerca di un padrone. Certo diventerò abbastanza grande, ma sicuramente sarò buona. Spero tanto di trovare qualcuno amante degli animali che mi accolga e mi tratti bene». Se ci fosse qualcuno interessato a questa cucciolina nata il 12 dicembre può chiamare il 339/2116638.
Piombo, ddt e altre sostanze tossiche nelle vene di star, parlamentari, giornalisti
ROMA - La politica avvelena il sangue? Certo. E lo fa in modo massiccio. Tanto che nelle arterie dei parlamentari sono stati trovati fiumi di sostanze tossiche: fino a 65. Questo almeno secondo i dati delle analisi condotte dal Wwf che, per la prima volta in Italia, ha realizzato la massima prova di trasparenza: controllare persino il sangue dei nostri parlamentari. Molti hanno offerto il braccio alla siringa, seguendo regole degne della par condicio: destra e sinistra ugualmente rappresentate in laboratorio. In coda per il test si sono messi Antonio Guidi, Willer Bordon, Enrico Gasbarra, Giulio Schmidt, Paolo Russo, Fabrizio Vigni, Giovanna Melandri, Anna Donati, Valerio Calzolaio, Vittorio Sgarbi. Nessuno si sarebbe dimostrato immune da veleni. Inutile domandare dati specifici, invocare classifiche per partito o per schieramento: la privacy sui dati medici ha tutelato maggioranza e opposizione. Anche se pare che quanto a sangue amaro tra i due poli non ci siano poi grandi differenze. E così nelle vene dei nostri parlamentari si scoprono tracce di pesticidi, incluso il Ddt vietato da un paio di decenni. Ci sono quindi i metalli pesanti: dal piombo al cadmio, al mercurio. Infine, quasi per contrappasso, i ftalati: gli ammorbidenti chimici che circondano la nostra vita sin dalle tettarelle dei biberon.
LO STUDIO - Ci sarebbe di che sorridere e alimentare ironie parlamentari. Ma la realtà della ricerca condotta dal Wwf e dall'Università di Siena invece è altamente drammatica. Fotografa il bombardamento di sostanze dannose che colpisce tutti gli italiani, ogni giorno, e penetra nella vita di ognuno fino a inquinarne il sangue. Perché i risultati sui politici sono simili a quelli riscontrati sui giornalisti, sugli attori, sui registi: nessuno sfugge alla grande contaminazione. Massimo Wertmuller, Serena Rossi, Margot Sikaboni, protagonista di un «Medico in famiglia», sono entrati assieme agli esponenti dei partiti nel camper piazzato davanti alla sede Rai per i prelievi. Con loro anche una coppia di giornalisti, Donatella Bianchi e Giovanni Anversa. E hanno rivelato condizioni simili. Tutti presentavano tracce di metalli pesanti, specie il piombo, il 94,4% il Pcb (policlorobifenili, classificati come probabili cancerogeni), il 91% tracce di pesticidi clorurati, il 72% idrocarburi policiclici aromatici, il 66% diossine. Ognuno di loro ha ricevuto la risposta, coperta da segreto, come vuole la legge sulla privacy.
IL CONFRONTO - «Non vogliamo fare terrorismo - premette Silvano Focardi, preside della facoltà di scienze fisiche, matematiche e naturali all'ateneo senese -. Il campione è modesto e i dati non possono avere un valore scientifico. Questo però conferma che le indagini vanno approfondite con studi più ampi per valutare se e in che misura queste sostanze sono dannose per la salute». Anche Bordon non ha nessuna voglia di scherzare: «I risultati del test non mi stupiscono affatto sia da ex ministro dell'Ambiente, ma soprattutto da privato cittadino. Di recente mi sono sottoposto ad una sofisticata serie di esami clinici che mi hanno confermato quello che già sapevo: nessuna persona è immune da questi inquinanti; non ci sono luoghi senza fonti di inquinamento, compreso il mio posto di lavoro, il Senato». In Italia, poi, potremmo stare peggio della media europea. Un anno fa i test su 14 ministri Ue a Bruxelles aveva scoperto solo 55 sostanze pericolose, mentre a Roma ne sono spuntate dieci di più.
L'ASSORBIMENTO - Come arrivano i veleni nel sangue? Soprattutto attraverso il cibo: mangiamo piatti con particelle tossiche. Poi c'è il respiro e persino la pelle. Con effetti che si sospettano micidiali. Secondo Donatella Caserta, del centro di riproduzione medicalmente assistita dell'Aquila, alcuni di questi componenti chimici potrebbero avere una responsabilità nell'origine di problemi legati, in primo luogo, alla sterilità maschile e femminile. «I dati appaiono incontrovertibili - commenta Alberto Mantovani, dell'Istituto superiore di Sanità -. All'aumento dei livelli di inquinanti corrisponde un maggiore rischio di patologie. Manca, però, il nesso causale e occorre chiarire quali altri fattori concorrano». Il Wwf non intende fermarsi ai risultati choc di questa inchiesta. Vuole partire con una campagna in tutta Italia, sostenuta dall'azienda Aboca. Il Wwf infatti - spiega Mariagrazia Midulla - fa notare come i volontari fossero persone che non appartengono a «categorie a rischio» di avvelenamento. Per questo il Wwf avvisa gli italiani: «Tutti sono esposti alla contaminazione». «Occorre affrontare con serietà e velocemente il problema - conclude Willer Bordon -. Per fare un esempio: forse non tutti sanno che la presenza di piombo nell'organismo è provocato anche dalle vecchie otturazioni dei denti. Basterebbe questo elemento per comprendere la gravità della situazione». Margherita De Bac
Norme sulla caccia Centotrenta denunce Sono 130 le persone denunciate in Lombardia per violazioni, nell'ultimo anno, delle norme sulla caccia. Il dato emerge dal rapporto delle Guardie Venatorie del Wwf. In particolare sono state elevate contravvenzioni per 30 mila euro e sequestrati, a cacciatori e negozianti, 250 animali vivi, destinati ad essere messi in commercio illegalmente, mentre altri 450 sono stati abbattuti clandestinamente.
Roma Freddo, coperte e maglioni cercasi per gli ospiti del canile Il grande freddo colpisce duro: e a soffrirne sono anche gli ospiti del canile dell'ex Cinodromo. I volontari che li seguono rivolgono perciò un appello ai cinofili. C'è bisogno di coperte, vecchi maglioni, stracci di lana «e in generale tutto ciò che può servire a tenere al caldo i nostri amici», spiega la nota dell'Associazione. Il materiale va lasciato alla sede del canile (l.gotevere Dante 500) oppure chiamando il 347.7980572 si può chiedere ai volontari di passarlo a ritirare.
Tra Burano e Orbetello per vedere l'ibis che non migra Da domani a domenica le oasi naturalistiche della Toscana del sud sono in festa per la Giornata mondiale delle zone umide. Sono previste aperture straordinarie, visite nelle oasi gestite dal Wwf a Burano e Orbetello, nello splendido scenario della Diaccia Botrona di Castiglione della Pescaia e infine, più a Nord, nel polmone verde di Bolgheri, non lontano dal viale di cipressi caro al Carducci. A Orbetello, davanti allo scenario della laguna, suggestivo nelle giornate fredde perché il mare ha colori unici, si può visitare la riserva naturale statale (9.30-13.30). E informarsi sul progetto Ibis Eremita , dedicato a questi straordinari uccelli migratori a rischio estinzione. Il progetto, firmato da un'équipe di ricercatori del Konrad Lorenz Institute di Vienna, cerca di far tornare la specie alle antiche abitudini: le migrazioni dall'Austria alla Maremma, purtroppo interrotte per motivi climatici e biologici. Domenica alle 10.30 nel Casale Wwf della Giannella presentazione e gita per vedere gli ibis. ( Marco Gasperetti )
Troppi piccioni nel centro abitato Busalla lancia le oasi sullo Scrivia
Un'oasi lungo lo Scrivia per distogliere le colonie dei piccioni dal centro di Busalla, controllando le nascite con la distribuzione di mangime contenente sostanze anticoncezionali. Il comune formula la proposta e corre ai ripari per arginare il boom demografico dei volatili che nel giro di un biennio hanno triplicato la popolazione residente nella cittadina dell'entroterra e adesso rischiano di costituire un pesante elemento di disagio. Ma si preparano anche novità per il ricovero di cani e gatti randagi, in un'altra area fluviale è già individuata una struttura per ospitare un centro di accoglienza. Inoltri i piccoli animali spariranno dalle lotterie e dalle sagre che ne fanno oggetto premio. Ora l'amministrazione va a caccia di volontari e di consensi a sostegno delle varie iniziative che stanno per concretizzarsi e convergere nell'approvazione del regolamento di tutela degli animali che convivono nel centro urbano. Il documento sta per essere approvato dalla giunta e poi resterà esposto quindici giorni all'albo pretorio per ricevere le osservazioni degli abitanti. «Ci aspettiamo risposte ed eventuali suggerimenti - dice Maria Lina Repetto, assessore comunale - perché sotto diversi aspetti la convivenza urbana con gli animali sta creando problemi simili alle grandi città. In particolare le colonie dei piccioni hanno assunto dimensioni preoccupanti e quindi intendiamo limitare le nascite e allontanarli dal centro». Secondo l'ultimo censimento che risale al 2001 si stimava una presenza di seicento volatili sul territorio comunale. «Oggi - prosegue Repetto - stimiamo che la popolazione dei piccioni sia salita almeno a duemila unità. A questo punto si crea un problema di contenimento demografico e controllo delle nascite». Lungo il corso del torrente Seminella, affluente della Scrivia, è individuata invece un'area di protezione per animali randagi, soprattutto per i gatti, che attualmente sono presenti in diverse colonie feline ai margini dell'abitato di Sarissola e area industriale. Anche la presenza dei gatti randagi sta suscitando le solite polemiche. «Penso che questi interventi - conclude Maria Lina Repetto - possano contibuire ad abbattere proteste ed elementi di disagio per la presenza degli animali. Ma in una cittadina delle nostre dimensioni è indispensabile il ricorso al volontariato per concretizzarli, perché non possiamo costituire un organico di dipendenti specializzati. Quindi intendiamo avviare anche una campagna per sensibilizzare chi ama gli animali alla partecipazione». Le norme per il trattamento, la detenzione e la commercializzazione, determineranno anche la scomparsa dalle varie fiere dei giochi e delle lotterie dei piccoli animali, come deciso anche a Genova. Lodovico Prati
Ma quanto ha bevuto il veterinario Proietti? 01-02-2005
(dal quotidiano Libero del 01 Febbraio 2005) - Per fortuna il progetto, dello stesso Gigi Proietti, di fare una lunga serie televisiva su un veterinario è andata a finire da un'altra parte, come racconta il famoso ex maresciallo. "L'idea di partenza è mia. Avevo voglia di raccontare qualcosa legato al mondo degli animali", spiega l'attore, "e avevo pensato alla lunga serialità per questo tema, volevo fare vedere che esistono animali come mucche, galline. alcuni bambini non li hanno mai visti, ma il progetto ha preso poi una piega diversa". Dopo averne discusso con gli autori, Salvatore Basile, Paolo Lanzillotto e Andrea Oliva, la lunga serie è diventata una miniserie. Peccato non ne abbiamo discusso un po' più a lungo. Magari decidevano di lasciar perdere con grande beneficio per tutti, ma soprattutto per i veterinari che un destino cinico e bieco sembra volere relegare obbligatoriamente in un quadretto agiografico che ricorda S. Francesco mentre parla agli uccellini. Ma cosa avranno mai fatto i veterinari per meritarsi gli spot di un noto amaro in cui smiracolavano cavalli mezzi morti ricevendo come parcella una pacca sulla spalla e un bicchierino di liquore? Quale peccato originale li perseguita, se nel 2005 gli tocca vedere in TV un veterinario che passa dall'ispezione degli alimenti di origine animale alla cura di cani, gatti, scimpanzé, conigli nani, scoiattoli che non riescono a partorire, in una sorta di baraccone che non starebbe in piedi neanche al luna park di paese? D'accordo che si tratta di una fiction, come oggi si usa dire, ma questa del veterinario Proietti potremmo meglio definirla science-fiction (fantascienza), aggiungendoci un bel "trash" (spazzatura), aggettivo che va molto di moda e mai tanto azzeccato come in questo caso. Sia chiaro, nulla da dire su Gigi Proietti attore, che ho ragione di credere sia molto amato dagli spettatori, tanto più che mi risulta possedere numerosi animali nel suo casale, ma mi permetterà di criticare duramente il Proietti ideatore e sceneggiatore di figure professionali già fin troppo deformate nell'immaginario collettivo. Fare il veterinario (chi scrive lo fa da 30 anni ormai) è un lavoro duro, pieno di sacrifici a cui oggi è sempre più difficile accostarsi, vuoi per il lungo e accidentato percorso di studi, vuoi perché una scriteriata politica di sistemazione dei docenti ha permesso la crescita di 14 facoltà (contro una media europea di 3) che sfornano, ogni anno, centinaia di laureati con il miraggio del camice bianco che si trasforma spesso in una più concreta divisa da cameriere. Questo pamphlet in video è un orgia di banalità, di cliché lontani anni luce dalla realtà che comunque, anche in una commedia, andrebbe un minimo rispettata, per non cadere nel grottesco. Ma come hanno fatto ad immaginare che un giornalista, venuta a sapere della morte di qualche gatto per tossinfezione, spari in prima pagina contro una ditta che produrrebbe bocconcini mortali? Provate a sfiorare una di queste ditte, ad insinuare qualcosa che non sia più che provato e vi mangiano la rotativa, i computer e le gambe della seggiola dove poggia le chiappe il direttore. E che dire dei carabinieri? Sulla scorta del monumentale lavoro giornalistico effettuato dalla Galliena si precipitano, giubbotto antiproiettile e mitraglietta, ad arrestare l'ignaro professionista. Ma va là. Dove dà il peggio di sé, questa storia scombinata, è nella figura professionale del veterinario, esattamente l'opposto di quanto accade nella realtà. Bastava che Proietti perdesse una giornata in un ambulatorio dei veri veterinari. Avrebbe visto altro. Altro che il gatto mezzo morto nel giardino. Portato dalla dottoressa esce dalla sale visite, miracolato in pochi minuti. E passi. La dottoressa oltre a essere carina evidentemente è anche brava. Tanto brava da ricoverare un gatto, appena scampato ad un gravissimo stato di shock tossiemico, senza neanche un agocannula in vena attaccato ad una sacca da flebo, strumenti che oggi non sono presenti solo nell'ospedale volante dell'Air Force One di Bush, ma figurano nel quotidiano di qualunque veterinario si dedichi alla cura degli animali d'affezione. E che dire della coda di clochards che attendono di entrare nell'ospedale roulotte del Dr. Kildare, chi con un cane, chi con un montone, chi con un pappagallo, neanche il veterinario fosse Mandrake? Naturalmente l'onorario viene saldato con una scatoletta di tonno da dividere con i compagni barboni, uno dei quali ha un amico che dal retro del ristorante gli fornisce il menu del giorno: mazzancolle, pollo alla diavola o astice? Andatelo a chiedere ai barboni che crepano di freddo coperti di cartone vicino alle stazioni. Caro Proietti, fare il veterinario non è science-fiction. È dura realtà, fatta di sacrifici, aggiornamento costante, notti insonni in sala operatoria, una burocrazia che ti massacra, continui investimenti e onorari magri, non dico da barbone, ma neanche paragonabili alla qualità del lavoro che svolgiamo. E se ci capita il padrone di un animale che non ha i soldi per pagare le cure, ma ha l'ultimo modello di cellulare-video e il Rolex al polso, non abbiamo il fegato di sbattere in strada chi sta male, ma non ha voce per difendere i propri diritti. Ma non confondiamo la nostra onestà morale con il già troppo inflazionato veterinario che, nell'immaginario collettivo, deve curare gli animaletti che stanno tanto male gratis et amore dei. Teniamo famiglia anche noi e non abbiamo camerieri che ci passano le mazzancolle dal retro dei ristoranti. A meno che non siano veterinari. OSCAR GRAZIOLI
LA CURIOSITA' LONDRA - Ha la forma di un osso ed è fissato sul collare il nuovo cellulare per cani, un dispositivo che consente ai padroni più ansiosi di comunicare in ogni istante con i propri amati animali. Lo ha scritto ieri il tabloid The Sun. Secondo l'inventore dell'apparecchio, PetsCell non solo è pensato per sicurezza per gli stessi quadrupedi, ma consente alle forze dell'ordine e alle squadre di soccorso di guidare gli animali con maggior tempismo nelle operazioni più delicate, visto che possono ascoltare gli ordini dei padroni attraverso il PetsCell. Il cellulare, che risponde al primo squillo, una cui versione sofisticata monta anche una microtelecamera, sarà messo in commercio dalla prossima estate negli Stati Uniti, ma presto arriverà anche in Europa. I padroni potranno sentire il proprio cane abbaiare, mugolare, ringhiare, capendo così se l'animale si trova in pericolo, o se ha bisogno di qualcosa. «Uno dei primi prototipi è stato dato ad un gruppo di cacciatori che utilizzano i terrier nella caccia alla volpe» ha spiegato Robb. «Volevano non solo sentire il cane abbaiare, ma anche vedere dove si trovava».
Oggetto: RAPINATORE DROGA PIT-BULL CON COCA ED EROINA
----- Original Message ----- > From: "Niseema" <niseema@...> > > > > Omniroma-PRENESTINO, RAPINATORE DROGA PIT-BULL CON COCA ED EROINA > > > (OMNIROMA) Roma, 01 feb - Rapinatore incallito esce di carcere e > riprende immediatamente a delinquere fin quando la polizia non > riesce ad ottenere un'ordinanza di custodia cautelare dal > giudice che dovrebbe farlo rientrare in prigione. E' la storia > di Gino P., 32 anni, arrestato dagli agenti del Commissariato > Prenestino in quanto ritenuto responsabile di almeno due rapine > e fortemente sospettato per altri episodi analoghi ai danni di > farmacie del Tuscolano. Il pregiudicato è uscito di carcere ad > ottobre, quindi all'inizio di dicembre prima rapina del > cellulare un minore a bordo di un autobus puntandogli contro > l'addome un coltello; pochi giorni dopo, teatro questa volta un > parco pubblico di Viale Togliatti, minaccia sempre con un'arma > da taglio un giovane impossessandosi del cellulare e di un > pit-bull di un anno. La squadra investigativa del Commissariato > Prenestino lo segue molto attentamente, raccoglie elementi di > prova e ottiene il provvedimento restrittivo: il 32enne viene > sorpreso e ammanettato per rapina aggravata mentre esce dal > palazzo in cui vive in via Morandi a Tor Sapienza con il cane al > guinzaglio. Quest'ultimo viene portato dal veterinario: è stato > drogato con un mix di coca ed eroina sentenzia lo specialista. > Intanto il cellulare rapinato al minore viene ritrovato a Parma: > l'ignaro possessore lo aveva acquistato in un negozio della > capitale. > anp >
Milano Linate, lepri in pista catturate da 30 agenti Con le loro scorribande sulle piste, disturbavano l'aeroporto di Linate, mandando in tilt il sistema di controllo. Così è scattata la caccia alla lepre. La Polizia provinciale è intervenuta su richiesta della Sea, la società che gestisce gli scali milanesi. In tre notti, circa trenta agenti hanno catturato diversi esemplari ma, soprattutto, li hanno subito rilasciati nelle zone di ripopolamento e nelle oasi di rifugio per la selvaggina della Provincia di Milano.
LEGGE Vivian Lamarque e i diritti degli animali In Italia è in vigore la legge 189, che per la prima volta tutela gli animali, punendo anche con il carcere, chi li maltratta. Animali, non bestie (Ambiente ed.) è il titolo del libro, a cura di Gianluca Felicetti, con il quale la Lav spiega la legge e offre gli strumenti per farla applicare. Lo presenta alle 18 alla Feltrinelli di c.so Buenos Aires 33 la poetessa Vivian Lamarque.
RIETI Duecento quintali di trote per ripopolare i fiumi Duecento quintali di trote, da domani fino al 10 febbraio, saranno immessi per ripopolare la fauna ittica nei fiumi della provincia di Rieti: 18 quintali di pesce saranno riservati alle gare. Lo ha deciso ieri l'assessore provinciale alla Pesca, Giacomo Marchioni. Prevista a breve anche l'immissione di 5 mila temoli nel Velino. La Provincia di Rieti ha invitato gli appassionati ad assistere alle operazioni delle guardie provinciali. Appuntamento domani davanti alla sede dell'ente locale in via Sacchetti Sassetti (informazioni www.provincia.rieti.it)
ShoppinDog GIOVANNI Giovanni è un maschio tipo collie di circa due anni. Ritrovato presso Baganzola il 10 gennaio, è un cagnone molto buono... anche se appena vede un varco tenta di fuggire! CORCO Corco è stato ritrovato a Corcagnano. E' un bracco italiano vivacissimo, un po' pauroso ma molto affettuoso. Ideale per chi vuole un compagno inseparabile. Comune di Parma - Recupero cani vaganti 24 ore su 24 tutto l'anno TEL. 338- 4266876 LUCKY Lukcy è un meticcio maschio, di circa tre anni, ritrovato il 4 gennaio in via Emilia Ovest, zona Fraore. E' un cane molto affettuoso e socievole con tutti gli altri cani. Bill è un meticcio maschio dolcissimo che ha bisogno urgente di una famiglia che lo coccoli. Non è più giovanissimo, perciò è adatto a padroni di tutte le età desiderosi di un compagno fedele. PAZ Paz è stato trovato in via Burla, in un fosso, lasciato lí dopo essere stato investito, probabilmente da un'automobile. E' stato operato ed ora sta bene. Nonostante ciò che ha passato ha completa fiducia nell'uomo e gli dimostra una dolcezza sconvolgente. E' un meticcio tipo pastore di pochi anni. BILL SUPERMERCATI PER ANIMALI A PARMA in VIA E. LEPIDO 45/ A TEL. 0521.462624 e in VIA ZANARDELLI, 4 TEL. 0521.942656 ANIMAL HOUSE Via del Taglio - Parma Tel. 338.4266876
La « strage » non si ferma SAN SECONDO - A San Secondo si è rischiata una vera e propria strage di cani, tutti di razza. Uno è morto ed altri sette sono stati male: quattro di loro sono particolarmente gravi. Questo è, in ordine cronologico, l'ultimo dei drammatici effetti provocati dai soliti bocconi « killer » che, soprattutto nel centro della Bassa, già da diverse settimane sono stati disseminati nelle campagne e lungo i corsi d'acqua. Una « piaga » che quest'anno sta assumendo, pi ù ancora delle annate precedenti, proporzioni tanto vaste quanto preoccupanti. Questa volta a fare le spese degli effetti provocati dalle sostanze velenose contenute nei bocconi incriminati sono stati i cani di Gabriella Allegri, operaia alle dipendenze di un noto salumificio, da tempo caratterizzata da una straordinaria passione per i cani. Ne possiede in tutto 26 di cui la gran parte da allevamento ed altri da gara. Per la maggior parte si tratta di barboncini, ma ci sono anche un pastore tedesco e un barbone. Tutti vivono all'interno dei recinti o nella casa in cui la donna vive con la sua famiglia, lungo la strada provinciale che conduce a Carzeto di Soragna. Lunedí mattina ha fatto uscire, per una breve passeggiata, otto cani che tiene abitualmente fra le mura della sua abitazione e dopo circa 30 minuti è iniziato il « calvario » : il pastore tedesco, un magnifico esemplare di femmina, è rientrato in condizioni preoccupanti. A quel punto la donna lo ha affidato alle cure del marito che si è subito precipitato alla volta della pi ù vicina clinica veterinaria. L'uomo però, mentre era ancora in strada, è stato richiamato dalla moglie che lo avvertiva di altri due cani che presentavano sintomi allarmanti e che a loro volta sono finiti dal veterinario. Pochi minuti pi ù tardi la stessa sorte è toccata ad altre cinque bestiole; tutte presentavano nausea, vomito e tremolio. Alle 13.30 un barboncino è di colore nero purtroppo è spirato mentre per gli altri sette il veterinario ha fatto l'impossibile al fine di salvarli. Quattro di loro ieri stavano ancora molto male ed uno è stato sottoposto ad intervento chirurgico. Stando a quanto riferito dal veterinario che in questa occasione ha fatto veramente gli straordinari, quattro cani avranno danni neurologici permanenti. Per gli altri il destino, invece, dovrebbe essere meno pesante. Dalle analisi di laboratorio effettuate sui bocconi avvelenati, del tutto simili a salamini, trovati nelle vicinanze dell'abitazione della signora Allegri, è emerso che gli stessi erano imbottiti di sostanze tossiche e velenose. Un cocktail pesantissimo, dagli effetti mortali. Il responso definitivo delle analisi, che permetterà di stabilire l'esatta composizione della sostanza velenosa, comunque, arriverà nei prossimi giorni. Gabriella Allegri, comprensibilmente addolorata per quanto accaduto, ha ricordato che uno dei barboncini avvelenati non molto tempo fa ha vinto un titolo italiano ed anche gli altri che hanno avuto gravi conseguenze si erano guadagnati premi importanti in occasione di gare di rilievo. Inoltre del barboncino che purtroppo non ce l'ha fatta si è perso anche il patrimonio genetico dato che non ha avuto figli maschi e che il padre dello stesso è morto da alcuni anni. Gabriella Allegri, per quanto accaduto, ha subito presentato denuncia ai carabinieri ed ha anche segnalato l'accaduto all'Amministrazione comunale. Intanto proseguono le indagini, già iniziate da qualche settimana, al fine di individuare i delinquenti responsabili di questi inqualificabili gesti. Diversi indizi sono già nelle mani delle forze dell'ordine e, benchè non trapeli nulla, sembra che i sospetti stiano ricadendo su un ben ristretto e preciso drappello di persone. Da un momento all'altro potrebbero giungere significativi sviluppi grazie anche alle testimonianze della gente invitata con forza a segnalare con la massima tempestività qualsiasi movimento o persona sospetta. Paolo Panni
Caro Signor Gervaso, ha letto e sentito di quel cane morto con il padrone? Lei, una meticcia di quindici anni, Juna, se ne è andata alle otto e quindici del mattino, lui, il padrone, alle 10, nemmeno due ore dopo. La cosa mi ha commosso, ma la circostanza che la cagnolina e il suo padrone siano morti entrambi di una vecchia asma, mi ha fatto piangere. «Qualche anno fa - leggo su un giornale - il padrone, gestore di un bar a Terni, fu ricoverato all'ospedale della sua città. Quando arrivava l'orario delle visite Juna si metteva fuori dalla porta e aspettava che il padrone uscisse. A volte riusciva a eludere i controlli e si accucciava sotto il letto. Prendeva, su prescrizione del veterinario, le stesse medicine del padrone». Non ho parole, solo lacrime. Assunta Ferro - Napoli Non ha parole lei, e non le ho io. Ha solo lacrime lei, e non ho che lacrime io. Sì, anch'io ho pianto, assieme a mia moglie Vittoria, quando al Tg5 ho visto il "servizio" su Juna e il suo padrone. Se lei mi legge, saprà che ho un cane, il burino Poldo, un palinsesto di razze, con quella setter dominante. Lo raccogliemmo con Vittoria una mezza dozzina di anni fa a Reggio Calabria, vicino a una discarica. Ne avevamo un altro, di gran razza e di aspetto regale, il dogo Vaniglia, che a tredici anni, nell'ottobre del 2003, ci ha lasciato per sempre. Non immagina, o immagina benissimo, il nostro dolore. Quella perdita, per noi, è stata un lutto nazionale. La storia di Juna, l'amore per il padrone, il bisogno di stargli vicino ovunque, anche in ospedale, cosa dimostra? Dimostra (non me ne vogliano i gesuiti) che anche gli animali hanno un'anima, come, del resto, denuncia l'etimo della parola. Un'anima, se vuole collettiva, non individuale, ma che importa? Siamo tutti parti, particelle infinitesimali di un cosmo di cui ignoriamo gli arcani, non so se più affascinanti o più inquietanti. Il cane è il più domestico degli animali e questo spiega perché nelle loro case gli italiani, quelli che li amano, e li amano davvero, ne ospitano sette milioni. Io ne avevo due, ma ho amici che ne hanno tre, quattro e, se vivono in campagna, anche dieci. Quale amico è più amico di un cane? Quale donna, o quale uomo, più fedele? Quando, cinque anni fa, fui operato di un tumore alla prostata, durante la lunga convalescenza nella mia casa romana, Poldo e Vaniglia mi stavano sempre vicino. Se mi alzavo, si alzavano con me. Se andavo in cucina o in bagno, mi seguivano. Li ho sempre amati, Poldo e Vaniglia, ma mai come in quei mesi capii quanto anche loro mi amassero. Poldo è ormai vecchietto, avrà dodici-tredici anni e parecchi acciacchi. Si regge male sulle zampe posteriori, respira a fatica, ci sente poco e anche la vista gli fa difetto. Dorme molte ore al giorno, e russa, ma dorme e russa sulla sua cuccia accanto alla mia scrivania (ho messo la sordina al telefono per attutirne lo squillo e non svegliarlo). Vorrei che lo vedesse, lei, il mio burino, con quegli occhi miopi e un po' cisposi che, intercettando con un sesto senso un mio stato d'animo, anticipando un mio sguardo, volge il suo verso di me quasi volesse confermare, con quel gesto, il suo grande affetto e la sua totale dedizione. Come non si possono amare gli animali? Come li si può maltrattare, sfruttare? Come si può offenderne la dignità (sì, la dignità, ché anche loro hanno una dignità)? Come si può? E come si possono abbandonare lungo le autostrade in aperta campagna, dimenticando gli anni passati con loro, le lunghe passeggiate fatte insieme, le visite dal veterinario quando stavano male? Come si può? Con che animo? Con che cuore? Nel solo 2004 più di duecentomila italiani si sono sbarazzati dei loro cani. Tutti, temo, l'hanno fatta franca, e questo rende ancora più caparbia la nostra rabbia, più focoso il nostro sdegno, più profondo il nostro disprezzo. Le leggi si sono fatte più dure, ma noi, e con noi milioni d'italiani, quelli che amano le umanissime bestie e le amano davvero, vorremmo vedere questi criminali (ché di criminali si tratta) braccati, arrestati, processati, condannati, incarcerati. E non per un giorno, e neppure per un mese. Per gli anni dei loro cani al momento dell'abbandono. Nessuna pietà per chi sbaglia? Per chi sbaglia, sì. Ma non per chi fa scendere con la forza dall'auto il proprio quattrozampe, lo trascina verso il guard-rail, lo lega con uno spago alla ringhierina e lì lo lascia, senza una carezza o un saluto, senza nemmeno voltarsi indietro, mentre la bestiola guaiola disperata. Io, questi criminali (ché di criminali si tratta), li vorrei vedere, prima che in galera, in una pubblica piazza, alla pubblica gogna. Non meritano altro. atupertu@...
Roma CANI/1 Contro i trasgressori un corpo di vigilanza Premesso che sono proprietario di un cane, vorrei proporre al Comune di Roma di istituire un corpo di vigilanza, sulla falsariga degli "ausiliari del traffico", che si occupasse di controllare che le norme sulla raccolta delle deiezioni canine da parte dei proprietari sia effettuata regolarmente. Abito alla Balduina, tra via Massimi e via Festo Avieno, e già più di una volta ho dovuto discutere con persone tanto arroganti quanto ignoranti che, pur girando armate di paletta e bustine, non si curano di raccogliere le feci dei loro cani. Le strade di questo "elegante" quartiere sono disseminate di escrementi canini e nessuno fa nulla per evitarlo. Se esistono delle leggi, sarebbe opportuno rispettarle e se i vigili urbani (che tra l'altro qui non si vedono mai) non si vogliono dedicare a questo umile incarico, che organizzi un gruppo apposito (magarim ingaggiando pensionati o disoccupati) autorizzato a multare i trasgressori. Marco Mastarna CANI/2 Fido nel cassonetto salvato dall'Ama Sono amante degli animali e vorrei urlare tutta la mia rabbia non solo a chi abbandona i cani d'estate, ma anche a chi li getta via in un cassonetto, vivi, come se fossero spazzatura. Sabato 29 gennaio, alle 7.30, a Tivole Terme ho assistito al salvataggio di un bellissimo cagnolino, dentro un cassonetto. Vorrei congratularmi con l'addetto del camion dell'Ama che, fortunatamente, ha visto in tempo quell'adorabile creatura. Ivana Di Muri
L'Aquila Trovato per strada e salvato un istrice Un istrice maschio è stato rinvenuto ferito ed infreddolito ieri da alcuni agenti del Corpo forestale dello Stato lungo la provinciale 615 che collega Pianola a Roio. L'animale è stato affidato al responsabile del servizio veterinario igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche, Massimo Ciuffetelli, per le cure del caso.
Teramo Sul sito web aziendale informazioni sulla macellazione La Asl informa che sul sito web aziendale www.aslteramo.it, tra le news della home page, ci sono notizie utili per gli allevatori e gli esercenti degli impianti di macellazione. E' pubblicata, infatti, la procedura operativa standard predisposta ed approvata dal direttore del servizio veterinario di igiene degli alimenti di origine animale, Leonardo Ricotti, per la corretta ed uniforme applicazione della legge regionale. La procedura relativa alla macellazione di animali per uso privato è entrata in vigore ieri.
PARCO NAZIONALE Liberati quattro orsi con il "collare" «Così li proteggeremo». Cambio al vertice della task force antibracconaggio di STEFANO DE ANGELIS Sulle montagne del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise scatta l'operazione "Salva-orso". Quattro orsi bruni sono stati messi in libertà muniti di collare elettronico, grazie al quale gli esperti possono seguire gli spostamenti dei plantigradi, comprendere meglio le loro abitudini di vita nelle varie stagioni e conoscere gli habitat ideali preferiti dall'animale. In più, un uomo della Forestale, l'ingegner Cavaioli, guiderà la task-force messa in piedi per prevenire atti di bracconaggio contro la fauna protetta. E' quanto ha annunciato il direttore dell'Ente, Aldo Di Benedetto, che ha sottolineato come la priorità sia quella di "contrastare il pericolo di estinzione dell'orso». «Bisogna seguire da vicino gli orsi - spiega - per mettere a punto adeguate strategie tese a far sì che l'animale resti sulle nostre montagne". "L'aver dotato di collare elettronico quattro orsi, ci consentirà di capire anche da cosa sono spaventati e perché preferiscono alcune zone ad altre. Importante - prosegue - sarà anche una continua azione antibracconaggio: da quando il controllo sull'area protetta è aumentato, non si sono più registrate uccisioni di animali». Intanto il geologo nonché esperto e studioso dell'orso bruno, Giorgio Boscagli, intervenuto alla presentazione del libro di Ciro Castellucci "Tata-Urze", ha spiegato che "nel Parco si è ancora in tempo per evitare l'estinzione dell'orso, ma non si può più attendere. Non sarà facile, ci vorrà un piano a lungo termine. In primo luogo è necessario restituire tranquillità agli animali, riducendo e meglio canalizzando il flusso turistico, e non permettere la collocazione di impianti di disturbo, ad esempio quelli eolici».
QUATTROZAMPE Torna l'Enpa, un'ondata di speranza per gli animali vittime delle crudeltà di MARINA VERDENELLI Ancona DOPO anni di assenza torna l'Enpa, l'associazione nazionale protezione animali, che a fine mese vedrà ricostituire il direttivo e un servizio attivo per Ancona e provincia. Una ondata di speranza in più per gli amici a quattro zampe, sempre più vittime della crudeltà umana. E' di queste settimane il ritrovamento, ad Abbadia di Osimo, di decine e decine di gatti di una colonia felina morti avvelenati per mano di un anziano che continua ad agire indisturbato inserendo esche topicida tra i bocconcini di carne che volontari della zona preparano amorevolmente. Ma andiamo per ordine. L'ENPA. In via di costituzione l'associazione locale che ha già individuato una sede nuova in via del Commercio n°10. Per decisione del presidente nazionale, Paolo Manzi, l'Enpa territoriale è stata commissariata nominando Aldo Violet, comportamentista cinofilo, come primo referente e prossimo alla presidenza locale. Già pronto un primo programma di intervento che l'ente vorrà subito realizzare. ««Cercheremo - anticipa Violet - di intervenire presso le istituzioni affinché le leggi che tutelano gli animali siano rispettate. Visiteremo i canili e i gattili della zona per testare la situazione e ci spenderemo per risolvere i problemi di maltrattamento e degli abbandoni. Al momento cerchiamo volontari che possano contribuire ad aiutare l'ente. E' nostra intenzione indire anche dei corsi per formare guardie zoofile abilitate ai controlli per il rispetto degli animali »». In programma anche un censimento, il primo se verrà realizzato, che possa stabilire l'esatto numero di cani e gatti presenti nel territorio provinciale e la disponibilità a contribuire al problema delle sterilizzazioni. Due, al momento, i numeri di telefono (aperta la sede ci sarà anche un numero fisso, ndr) ai quali rivolgersi per informazioni e collaborazioni con l'ente che ha già aperto anche le iscrizioni: 338/5757356 347/8552250. GATTI AVVELENATI. A denunciare il fatto l'associazione "Amici Animali" di Osimo che sta tappezzando la frazione di volantini per avvertire la cittadinanza. ««Premesso che avvelenare i gatti è un reato - spiega Manuela Pallotta, membro dell'associazione - è bene precisare che le esche topicida sono un rischio anche per cani e gatti che hanno un padrone e passeggiano nella zona. Il pericolo si estende fino ai bambini che potrebbero venirne a contatto. Per tanto preghiamo tutti coloro che sono a conoscenza di notizie utili a smascherare l'autore dei gesti di mettersi in contatto con noi, anche anonimamente, al numero 340/4765548».
Scatta il piano ... di STEFANO MASCIONI PESARO - Scatta il piano di aiuti per la fauna selvatica. La straordinaria ondata di gelo infatti, ha messo in difficoltà anche gli animali, alle prese con una impenetrabile coltre di ghiaccio e neve che ne rende particolarmente difficile l'alimentazione. Così, la Provincia di Pesaro ha deciso di rispondere anche a questa emergenza coinvolgendo cacciatori, pescatori, tartufai e fungai, volontari che conoscono bene sia il territorio sia le abitudini degli animali che popolano i nostri boschi e le nostre aree verdi. «La protezione degli animali - spiega il presidente Ucchielli - rientra tra i compiti di questa amministrazione provinciale e abbiamo pensato di coinvolgere i volontari per completare meglio e più in fretta la distribuzione del mangime. Inoltre, un'operazione del genere aiuta a coinvolgere tutti nella tutela ambientale del nostro territorio». E ieri mattina, hanno risposto in più di 100 all'appello di Ucchielli, formando una lunga fila di jeep, camion e pick-up nel piazzale della Protezione Civile di Villa Fastiggi. In poco tempo, sono stati distribuiti 80 quintali di fieno, 110 quintali di granturco e 50 quintali di orzo messi a disposizione da viale Gramsci. Una vera manna per cinghiali, caprioli e lepri ormai stremati dal freddo. E in questo modo, oltre a salvare l'equilibrio ambientale e faunistico della zona, viene messa al sicuro ... anche la prossima stagione di caccia.
Roma la cittàDEGLI ANIMALI Avvistare dall'aereo rari aironi bianchi di FULCO PRATESI Atterravo, il 28 gennaio scorso, a Fiumicino venendo da Milano. Ero seduto vicino al finestrino per controllare dal cielo le Oasi WWF lungo la costa. E, come faccio sempre, soprattutto quando l'aereo è in decollo o in atterraggio, scrutavo i prati circostanti in cerca di uccelli. Spesso ne vedo. Oltre alle solite cornacchie e agli onnipresenti gabbiani, questi verdi e intatti prati ospitano infatti gheppi, poiane, allodole e d'inverno, quando la pioggia forma delle pozze nelle bassure, anche uccelli acquatici come pavoncelle, pivieri dorati, garzette. Il tempo era buono e i prati splendevano al sole. E, tra le piste, ho visto numerose macchie bianche. I soliti sacchetti di plastica, ho pensato. Poi però, tirato fuori il binocolo, ho scoperto che si trattava di aironi. Non dei soliti e ormai comunissimi aironi cenerini presenti anche in piena città. Ma dei grandi e bellissimi aironi bianchi maggiori (Egretta alba), ardeidi un tempo assai rari in Italia e oggi in fase di espansione grazie alla riduzione del periodo di caccia e del numero dei cacciatori. Ed è stato un piacere, oltre che una sorpresa, vedere come uccelli di questa rarità e questa bellezza potessero sostare - forse durante un lungo viaggio di migrazione verso le aree dell'Europa orientale e settentrionale ove in genere nidificano - tra le piste percorse da immensi volatili di alluminio e cherosene. E così, dopo il pellicano bianco, sorpreso sul Tevere ai primi di gennaio di cui ho parlato su queste pagine, ecco un altro inaspettato "clandestino" che entra a far parte di diritto della fauna romana. f.pratesi@...
La scrittrice miliardaria grazie alla saga del mago con gli occhiali raccoglie l'invito degli esperti e combatte la mania dei suoi fan Tutti vogliono la civetta di Potter L'autrice si schiera: "E' sbagliato" di CRISTINA NADOTTI
ROMA - Troppe civette tenute in gabbia per emulare Harry Potter, la creatrice del maghetto con gli occhiali scende in campo per difendere gli animali. Joanne Rowling ha diffuso un comunicato stampa sul suo sito, per chiedere ai fan del personaggio culto di milioni di ragazzi in tutto il mondo di non copiare le sue gesta e non tenere in gabbia le civette.
Da qualche tempo, infatti, nel Regno Unito si registra un deciso incremento di vendite di gufi e civette, animali che nei gusti dei bambini hanno sostituito, grazie al ruolo che ricoprono nella serie di Harry Potter, i più comuni canarini, porcellini d'India e simili animali da compagnia.
Tutti vogliono una Edvige, la civetta che fa da messaggero (e compagna) nelle avventure di Harry Potter. Peccato che l'animale che ha reso miliardaria Joanne Rowling, grazie alla sua parte nelle gesta di Harry, Ronnie ed Ermione, sia magico, mentre le civette che i ragazzini inglesi chiudono in gabbia sono povere bestiole costrette in spazi angusti, difficilmente alimentate come si deve.
"Se qualcuno, dopo aver letto i miei libri, ha pensato che un animale può essere felice se lo si chiude in una piccola gabbia e lo si tiene in casa, voglio allora approfittare della mia popolarità per dire a chiare lettere che è sbagliato!" ha dichiarato con decisione Joanne Rowling.
"Le civette e i gufi di cui si legge nei libri di Harry Potter - continua l'autrice - non rispecchiano i reali comportamenti e le preferenze degli animali in carne e ossa. Se davvero si vuole dare espressione al proprio gradimento per questi animali, allora molto meglio sostenere gufi e civette facendo donazioni alle oasi protette in cui vivono. Solo andando a vederli nel loro ambiente si può essere sicuri di assicurare loro una vita felice e sana".
Joanne Rowlings ha pubblicato il comunicato sul suo sito, dopo che esperti di conservazione animale le hanno chiesto aiuto, vista la crescente richiesta di civette che proveniva dai negozi di animali. Nel Regno Unito bastano poco più di 20 euro per portarsi a casa legalmente una civetta, ma sullo sfondo di questo mercato ci sono il bracconaggio, la caccia di frodo e la morte di altre specie di uccelli.
"Alcuni gufi vivono per oltre 30 anni in libertà - ha osservato Gay Christie, del centro di recupero animali selvatici di Beith, nell' Ayrshire - un periodo molto più lungo di quello che di solito serve a un bambino per stancarsi di loro. Non sono adatti come animali da compagnia, per una civetta o un gufo una vita in gabbia è terribile e prendersi cura di loro in modo adeguato è quasi impossibile per un ragazzino".
Non è la prima volta che un film scatena la mania degli animali da compagnia: è accaduto con i dalmata dopo "La carica dei 101" e con i pesci tropicali dopo "Nemo". Ora tocca alle civette, ma la Rowling non ha perso tempo. Questa volta la "Owl mail" , la "posta della civetta", che ha una sezione speciale sul sito dell'autrice, ha recapitato il messaggio più importante per Edvige, quello per la sua stessa sopravvivenza.
Oggetto: CACCIA: DUE DENUNCE DEL CORPO FORESTALE IN CALABRIA
CATANZARO - Durante un servizio di controllo del territorio gli uomini del comando stazione forestale di Cropalati hanno denunciato all'autorita' competente due uomini che esercitavano illegalmente l'attivita' venatoria. In particolare in occasione della chiusura dell'annata venatoria, il Comando Stazione Forestale di Cropalati, ha bloccato due persone. Le due persone denunciate N.L., che si dava alla fuga alla vista degli agenti forestali, e F.G, entrambi residenti a Longobucco, dovranno rispondere del reato di porto abusivo e concorso nel porto abusivo di fucile. Infatti l'arma ritrovata ai due cacciatori era detenuta illegalmente ------------------------------------------------------------------------- PROCURA BLOCCA IMPIANTI CDR CAMPANIA DAL 22 FEBBRAIO NAPOLI - La procura della repubblica di Napoli ha disposto il sequestro dei sette impianti di cdr (combustibile da rifiuti) della Campania a partire dal 22 febbraio. Secondo indiscrezioni il provvedimento sarebbe stato emesso a seguito dell'accertamento di mancati adeguamenti delle strutture alle norme di tutela dell'ambiente. -------------------------------------------------------------------------
------------------------------------------------------------------------- Riattivato il nuovissimo forum http://www.vigilanzambientale.it/forum/ -------------------------------------------------------------------------
Nell'oasi naturale, seguendo un progetto dell'Università di Vienna In volo col popolo migratore Con il deltaplano sopra Orbetello: per seguire gli ibis
Uomini e ibis, sopra la laguna, nel silenzio del volo naturale e di quello a vela. Sembra di ripercorrere le sequenze magiche de «Il popolo migratore», il film documentario di Jacques Perrin, nel quale operatori cinematografici e scienziati seguono in volo stormi di migratori. Uno spettacolo da ammirare dal vivo, stavolta, durante questo fine settimana, a Orbetello e a due passi dall'Argentario nelle oasi naturali, in festa e aperte alle visite, guidate e non. Gli ibis eremita sono trampolieri dal lungo becco rosso, animali orgogliosi, solitari e in via di estinzione. Stanno scomparendo, gli ibis, perché hanno perso l'orientamento e la bussola biologica della migrazione. Partono per svernare, ma non raggiungono più il Sud, si perdono e muoiono. Così un gruppo di scienziati del Konrad Lorenz Research Istitute di Vienna, si sono trasformati in uccelli-guida: hanno imparato a volare con i deltaplani e hanno accompagnato i trampolieri dall'Austria alla Maremma, guidandoli come fanno i capi storno. Adesso gli ibis e i loro amici umani, vivono nelle oasi maremmane, in osmosi. «Gli ibis sono una ventina, resteranno qui sino a marzo - spiega Massimiliano Rocco, responsabile programma specie del Wwf Italia - poi torneranno in Austria. E si spera che il prossimo anno sapranno migrare da soli e non perderanno più la strada». Ogni giorno ricercatori e ambientalisti austriaci e italiani addestrano gli ibis a volare nella direzione giusta e ad acquisire quelle conoscenza «nautiche» e «cartografiche» che la genetica imprime nei migratori, ma che qualche genio postmoderno ha improvvisamente cancellato in questa specie. I ricercatori si alzano con i deltaplani e i trampolieri li seguono, come i pulcini seguono una chioccia. Lo spettacolo è unico: scienza, natura e poesia si uniscono in un mix unico, indimenticabile. Visitando la laguna di Orbetello, ma anche l'oasi di Burano del Wwf, quasi ogni giorno è possibile vedere i trampolieri volare accanto a uomini su aerei minileggeri o deltaplani. Durante questo fine settimana, poi, lo spettacolo è doppio. C'è la festa delle zone umide e il programma è ricco di appuntamenti: visite guidate a Burano, Orbetello, alla Diaccia Botrona di Castiglione della Pescaia e infine, un po' più a nord, nel polmone verde di Bolgheri, non lontano dal viale dei cipressi del Carducci. A Orbetello, davanti allo scenario della laguna, suggestivo nelle giornata fredde perché il mare ha una colorazione particolare, si può visitare la riserva naturale statale (dalle 9.30 alle 13.30). E domenica, alle 10.30, assistere nella sala conferenze del Casale Wwf della Giannella all'illustrazione del progetto. Unico al mondo. Oltre agli ibis, le oasi sono uno scrigno per il birdwatching, soprattutto davanti al lago di Burano (comune di Capalbio) o a Bosco Rocconi (sulle colline dell'Albegna, tra i comuni di Roccalbegna e Semprioniano): entrambe ospitano specie molto rare, come il falco lanario, un uccello che si riproduce sugli orridi di pietra. (prenotazioni e info: Wwf Italia, Unità Oasi, 06.84497394). Da ammirare anche la Diaccia Botrona, zona umida gestita dalla provincia di Grosseto a due passi da Castiglione della Pescaia, l'oasi di Vulci, sul fiume Fiora (comune di Manciano) e il Parco Naturale dell' Uccellina (0564.407111). Marco Gasperetti
Morbo vescicolare Russia: stop alla carne suina proveniente dall'Abruzzo TERAMO - La Russia non vuole più i maiali che arrivano dall'Abruzzo. Il servizio veterinario federale russo presso il ministero della Sanità ha sospeso l'arrivo di carne suina e di maiali vivi dall'Abruzzo dopo la rilevazione di alcuni casi di capi infetti. Lo riferisce l'agenzia Itar Tass. Il provvedimento ha natura "temporanea" e non riguarda la carne prodotta in Abruzzo sottoposta a "trattamento termico". Le autorità sanitarie russe ricordano che i casi di infezione registrati in Abruzzo riguardano il morbo vescicolare, patologia che colpisce i maiali e che l'Ufficio epizootico internazionale ha inserito nella lista delle infezioni animali pericolose. «La nostra regione -afferma il direttore dell'istituto Zooprofilattico di Teramo, Vincenzo Caporale- non può "esportare" maiali in altre regioni o in altre nazioni sin da giugno. E' in "buona" compagnia, con Calabria, Sicilia e Campania». Perchè? «I servizi veterinari abruzzesi non funzionano». Un'accusa dura e diretta...«Il problema delle malattie infettive è vecchio. L'Abruzzo ha sempre avuto problemi, anche se ha continuato a dichiararsi "libero". Quando, invece, ha dovuto arrendersi di fronte alla realtà di situazioni precarie sotto il punto di vista igienico, ha notificato all'Unione europea la decisione di bloccare l'esportazione di maiali vivi». C'è una zona in particolare in cui la situazione è precaria? «Nel Vastese c'è un commerciante che continua a contravvenire alle norme». La presenza dell'eventuale infezione è rischiosa per l'uomo? «Assolutamente no». Il responsabile del servizio Veterinario della Regione, Giuseppe Bucciarelli: «Sì, sono Vastese e Lancianese le aree interessate, ma il fenomeno è circoscritto e non nocivo per l'uomo». C.Faz.
Chieti Riapre lunedì il canile sanitario ma Franco Di Pasquale contesta Sarà riaperto lunedì e l'Asl metterà in atto tutte le misure possibili (funzionali, operative, tecniche e giuridiche), per continuare ad utilizzare pienamente il canile sanitario di Bucchianico, chiuso il 23 novembre su disposizione del Tribunale di Chieti, per inquinamento acustico, sentenza sospesa ora dalla Corte d'Appello. È quanto emerso dall'incontro tra associazioni animaliste e direzione sanitaria della Asl svoltosi ieri. I fondi a disposizione della Asl per l'adeguamento della struttura (secondo il bilancio di previsione, 50.000 euro per l'anno 2005 e 160.000 euro per il 2006) saranno utilizzati non appena il bilancio preventivo sarà approvato dalla Regione. Le associazioni animaliste si sono dette soddisfatte, ma hanno ribadito l'intenzione di seguire la vicenda per monitorare l'attuazione degli impegni assunti. Aperto nel 1998, il canile di Bucchianico durante il 2004 ha sterilizzato 443 cani, su una massa circolante di 777. La gestione del cani le è stata duramente contestata dall'ex delegato comunale Franco Di Pasquale, che ha denunciato la mancanza di attrezzature per interventi su animali feriti.
Civitavecchia Canile, fallita la campagna adozioni Soltanto dieci i cuccioli affidati, però ne sono arrivati altrettanti di VALENTINA CERRONE A quanto pare poco o niente è cambiato al canile municipale delle Molacce. Nonostante la campagna adozioni promossa dal Comune e l'incentivo dei 200 euro offerti a tutti i residenti al fine di smaltire il numero elevato delle bestiole ospitate dalla struttura, tutto, stando ai numeri, rimane come prima. E' vero che il cuore di qualcuno si è mosso e almeno una decina di cani ha avuto la fortuna di trovare un nuovo padrone che lo ha accolto, ma è pur vero che altri dieci cuccioli sono stati lasciati davanti all'impianto, andando subito a rimpiazzare le uscite. «Sono stati affidati una decina di cani da ottobre - conferma Simona Chiesa, volontaria del canile da più di dieci anni - ma in novanta giorni circa abbiamo accolto altrettanti cuccioli abbandonati». Non è proprio cambiato nulla dunque da tre mesi a questa parte, da quando cioè è partita l'opera di sensibilizzazione dell'ufficio adozioni di Villa Albani attraverso locandine e slogan. Anzi, forse un piccolo spiraglio di luce c'è: se è vero che il numero dei cani rimane sempre alto, circa 140, è pur vero che in questi mesi tante persone si sono recate nella struttura e hanno beneficiato gli ospiti con poderosi sacconi di crocchette, cibo in scatola, coperte e ciotole. Segnale questo che lascia intendere che un occhio di riguardo in più per gli sfortunati animali c'è stato, qualcosa nelle coscienze si è cominciato a muovere. Ed è importane che i cani abbiano ricevuto questo gradito e opportuno regalo in un inverno con un freddo da record come quello di quest'anno. Per fortuna sembra che nessun cane sia morto di freddo e che l'unico problema sia stata l'acqua gelata della piccola cisterna. Neanche i topi che continuano ad uscire dal bagno della nuova struttura chiusa hanno avuto problemi di freddo ed esuberanti e indisturbati continuano a prosperare. C'è anche da dire che l'ennesima donazione elargita da Mafalda Molinari ha portato alla copertura di tutto quello che c'era di "copribile" nel canile, fattore non trascurabile visto che così facendo tutti i "fido" hanno avuto un ambiente più raccolto e meno esposto ai venti rigidi dei giorni passati. Sembra che l'altro obiettivo della senatrice sia la ricompattazione del terreno antistante le gabbie (tramite una gettata di breccola e lapino) reso un pantano dopo i recenti lavori finanziati dalla Provincia. Grazie anche al lavoro incessante delle volontarie - sono otto - i cani continuano a fare una vita se non altro dignitosa; sarebbe un trionfo se chi decide di avere un quadrupede in casa pensasse di andare a prenderlo al canile. La procedura è sempre la stessa; dopo aver scelto il proprio cane basta recarsi all'ufficio ambiente di Villa Albani, compilare un modulo, e specificare il nome dell'animale prescelto, per poi tornare nella struttura municipale e prelevare definitivamente il nuovo amico.
Umbria DIBATTITO L'associazione Uomo Natura Animali propone l'alimentazione vegetariana Sabato alle 16.30 presso la Sala della Corte del Palazzo Comunale, in Piazza della Repubblica, si terrà una conferenza dibattito dal tema: "Benefici e vantaggi della alimentazione vegetariana". Promotrice dell´iniziativa è l´associazione Uomo -Natura -Animali, in collaborazione con l´Associazione vegetariana animalista. Relatori della conferenza saranno il professor Bruno Fedi, primario patologo dell´ospedale di Terni e docente di Chirurgia urologica presso l´Università La Sapienza di Roma; il dottor Franco Libero Manco, studioso di antropologia morale e presidente della Associazione vegetariana animalista; la dottoressa Leila Nicoletti, biologa. Moderatore, il dottor Ulisse Di Gilio, sociologo. Oggetto della conferenza è un approfondimento dei modelli alimentari, con particolare attenzione al vegetarianesimo e ai danni prodotti dall´eccessivo consumo di carni.Al termine dell'incontro, è previsto un cocktail, con degustazione di prodotti biologici.
(dal quotidiano Libero del 03 Febbraio 2005) - Volentieri riprendo uno dei tanti "aiuto, aiuto" che compaiono sui siti animalisti, in questo caso animalieanimali.it. Valentina Raffa ci racconta la storia di Tequila, conosciuta sul lungo mare di Marina di Modica, piccola località balneare vicino a Modica (Ragusa). La cagnetta, una segugina con un lungo muso furbo e un comportamento affettuoso, si muove a fatica, è pelle e ossa e, nonostante questo, segue Valentina nelle sue peregrinazioni alla ricerca di un veterinario. Trovato il medico Tequila si rimette in pochi giorni e Valentina comincia la sua odissea alla ricerca di un padrone che la voglia adottare. La fortuna è dalla sua e un bravo signore con una bella villetta è disposto ad accoglierla. Prima, però deve finire le cure cui il veterinario la sta sottoponendo. La fortuna è una strana dea, molto volubile, e decide di voltare la faccia a Valentina e Tequila. Infatti la cagnetta finisce sotto una macchina e Valentina si precipita a Marina. Vedendo il cane a terra sospetta subito quello che poi il veterinario confermerà. Rottura della spina dorsale e paralisi delle zampe posteriori. Nonostante tutto Tequila si riprende benissimo, pur rimanendo paralizzata e incontinente. La menomazione non le impedisce di vivere felice. È meravigliosa, simpatica, molto affettuosa e Valentina non se la sente di farla sopprimere. Lei vive contenta anche così, e una come Valentina, che da anni si occupa di cani randagi, lo sa. Le trova una stanza in un piccolo appartamento e mette la plastica sul pavimento per evitare escoriazioni alle zampette. È un ricovero di fortuna. Non c'è la luce, né il riscaldamento e Valentina va avanti e indietro, rubando tutti quel che può al tempo di chi studia e lavora contemporaneamente. Ora è disperata. Non ce la fa più e chiede aiuto. "Per favore" chiede con dignità e fermezza "aiutate la mia amica Tequila, piccolo angelo peloso". Allora, popolo di Libero, lettori miei cari, forza, diamoci da fare tutti (io stesso). Vediamo di trovare una degna sistemazione per questa segugina di circa tre anni cui la dea fortuna sembra avere voltato le spalle. Dimostriamo alla dea volubile che stavolta la freghiamo e a quell'altra, con in mano la forbice per tagliare il filo della vita, che con Tequila dovrà aspettare anni. Se non sarà molto lontana, io ci metto le cure veterinarie possibili e un tentativo di riabilitazione fisioterapica. Qualcuno ci mette una cuccia? La e mail di Valentina è valentina.raffa@.... Il suo numero di telefono 333.34.777.63. OSCAR GRAZIOLI
Simone, il bimbo salvato dai suoi cani «Mi hanno scaldato per tutta la notte» DAL NOSTRO INVIATO MARINA DI CAMEROTA (Salerno) - E' una notte che gli resterà incollata addosso per sempre. Come un brutto ricordo. O come un'avventura di quelle che si leggono sui libri. Perché la storia di Simone, che a quattro anni si perde nel bosco e viene salvato dai suoi cani, sembra davvero una fiaba con il lieto fine. Lui adesso ci sorride sopra e al massimo confessa d'aver sentito la mancanza di mamma e papà prima d'addormentarsi. Ma per i suoi genitori è stata una notte d'inferno. Lo spettro della tragedia è balenato quando i soccorritori hanno ritrovato il maglioncino di Simone impigliato nel filo spinato, a pochi metri dal casolare di zia Rosalba, dove il bimbo era stato visto per l'ultima volta. Un paio d'ore dopo, però, l'epilogo da favola: il piccolo è spuntato fuori dal bosco, in compagnia dei tre cani che con i loro corpi l'avevano tenuto al riparo dal gelo della notte. Adesso la gente di Marina di Camerota, il piccolo paese della costa cilentana teatro di questa vicenda, può finalmente tirare un sospiro di sollievo. In questo borgo che d'estate si trasforma in luogo di vacanza per migliaia e migliaia di persone, in tanti hanno partecipato alle ricerche con i vigili del fuoco e i carabinieri. La sequenza dei fatti comincia alle quattro del pomeriggio, quando le tracce di Simone e dei tre cani si perdono al limitare della boscaglia che copre il vallone accanto all'abitazione di Rosalba Orazzo, la zia del piccolo, una signora che della passione per gli animali ha fatto la sua ragione di vita. Nina, Paloma e Lolita sono soltanto tre dei sei «bastardini» che la donna ospita (assieme a gatti, serpenti e scorpioni). Ma è a quei tre meticci che Simone è molto affezionato: appena può, corre a giocare con loro. Lo fa pure giovedì. Ed è inseguendo i tre cani che s'inoltra nel bosco. «Ho provato a tornare indietro - racconta adesso con la faccia e le braccia segnate dai graffi dei rovi -, ma più camminavo e più mi allontanavo. Quando mi sono addormentato, i cani si sono accucciati intorno a me per tenermi al caldo. Poi, al mattino, mi hanno risvegliato con le zampe: li ho seguiti». E. d'Er.
Milano Blitz animalista in banca americana Protesta animalista nel cortile di una banca statunitense, ritenuta dai manifestanti finanziatrice della Huntingdon Life Science, società inglese che si occupa di sperimentazione animale. L'episodio è avvenuto giovedì pomeriggio: secondo la polizia un gruppo di una dozzina di animalisti si è introdotto nel cortile della State Street Bank, in via Turati 16, distribuendo volantini e esponendo uno striscione di contestazione. La protesta si è comunque conclusa senza incidenti.
Lombardia Uccelli con le ali tarpate nelle oasi naturali Wwf licenzia consulente Gli animali venivano usati per attirare nelle aree protette altri esemplari di passaggio MILANO - Uccelli con le ali tagliate nelle oasi del Wwf del Nord Italia per richiamarvi altri esemplari di passaggio e farne dei «rifugi» sempre più frequentati. Li avrebbe introdotti grazie a un importatore non in regola S.P., un operatore che sino al 2003 collaborava alla gestione delle oasi della Lombardi. L'uomo, in seguito, era diventato consulente del Wwf ricerche e progetti. Una vicenda delicata per un'associazione che fa della difesa della natura la sua bandiera. «In questi giorni è stato risolto il rapporto di consulenza e disposto l'allontanamento di questo collaboratore» conferma Michele Candotti, segretario generale Wwf. Le indagini dovranno appurare se e da quanto tempo fosse in vigore questo «rito» della tarpatura. L'operatore, da oltre 20 anni in servizio nel Wwf, in passato era già stato sanzionato, con richiamo scritto. Gli uccelli menomati sarebbero serviti per attirare nelle oasi altri esemplari. Per assicurare la presenza costante di determinate specie nel Nord Italia, S.P. avrebbe acquistato morette, fischioni, alzavole con le ali tagliate per poter dimostrare che le zone a lui affidate si trasformavano in centri di sosta per migliaia di uccelli migratori. E così far crescere le oasi. «I progetti di conservazione della fauna - si giustifica l'ex consulente del Wwf - un tempo prevedevano l'acquisto anche di animali con le ali tagliate. Ma sono anni che non comperiamo più uccelli con queste caratteristiche». Eppure, è solo di alcuni giorni fa l'ultimo acquisto da un grosso importatore di uccelli: morette, fischioni, alzavole con ali tarpate, a 30 euro l'uno, pagamento in contanti, nessun riscontro fiscale. Dove erano destinati ad essere mandati gli uccelli con le ali tarpate? «Non certo alle nostre oasi - spiegano dal Wwf -. Non acquistiamo mai in contanti ma con regolari fatture. E, poi, uccelli con tali menomazioni non rientrano in alcuno dei nostri progetti di conservazione delle specie». Emilio Nessi
La struttura è nata per iniziativa dell'università di Liverpool "L'obesità è causa di molte malattie degli animali domestici" Cani e felini troppo grassi Ecco la clinica dietetica di DAVIDE VARI' Se credete di vedere il vostro cane o il vostro gatto un po' più appesantito del solito, pigro o semplicemente fuori forma, non disperate, è nata la prima clinica dietetica per animali: la Royal Canin Weight Management Clinic. Il gatto Clarence è il primo paziente della clinica inaugurata ieri all'Università di Liverpool (http://www.liv.ac.uk) Clarence avrà un rigido piano dietetico da seguire ed un programma di attività motorie fatto su misura. Il primario della clinica, il dottor Alex German, non ha dubbi: "l'obesità è una fonte di preoccupazione e di possibili problemi di salute per le persone come per gli animali". In effetti i rischi legati allo stile di vita sedentario cui sono sottoposti cani e gatti di casa, la superalimentazione e la mancanza quasi assoluta di stimoli esterni ha portato a problemi di salute del tutto nuovi per il mondo animale domestico: il diabete, l'artrite, fino ad arrivare alla depressione, sarebbero dirette conseguenze dello stile di vita sedentario e del conseguente ingrassamento dell'animale. Per questo motivo, secondo i medici-veterinari inglesi, è importante agire con accuratezza e tempestività. Pima di procedere a qualsiasi tipo di trattamento le bestioline domestiche saranno sottoposte ad una serie di esami volti a determinare in modo scientifico il grado di obesità e di tessuto adiposo in eccedenza grazie ad uno strumento a raggi X ad altissima tecnologia. Una volta effettuati gli esami si passerà al programma di dimagrimento. Il dottor German non dubita dell'utilità della nuova clinica medica-veterinaria: "Come veterinari, contrariamente ai nostri colleghi medici che si occupano di esseri umani, noi abbiamo poche informazioni circa la vastità del problema dell'obesità nei gatti e nei cani. Per questo non sappiamo bene quali trattamenti adottare. La nuova clinica darà un contributo fondamentale per la comprensione ed il trattamento di molte malattie di molti animali domestici". I ricercatori di scienze cliniche veterinarie che seguono il progetto potranno inoltre avvalersi del contributo degli endocrinologi dell'Università di Liverpool guidati dal professor Paul Trayhurn. Sarà compito di quest'ultimi esaminare i "segnali chimici" prodotti dal tessuto adiposo e la loro capacità di determinare le malattie legate all'obesità dei migliori amici dell'uomo D'altra parte i dati parlano chiaro: circa il 40% dei cani e dei gatti di Sua maestà la regina d'Inghilterra sarebbero ben oltre i limiti stabiliti dalle tabelle peso-forma. Nel frattempo Clarence, il primo felino ospite fa grandi progressi: dagli otto chili che aveva all'entrata in clinica è passato a 6 chili e 200 grammi. "Clarence - ha affermato la sua padroncina - aveva sempre molto appetito e non faceva mai nessun tipo di attività fisica. Negli ultimi tempi era diventato triste e apatico. Ora sta molto meglio". In effetti le ultime analisi del sangue del felino domestico vanno sono molto rassicuranti ed il tessuto adiposo in eccedenza è in netta diminuzione. Gli è tornato l'appetito e presto potrà tornare a dominare il divano, guardare la televisione, mangiare e, perché no, fare un po' di Jogging.
Meticci e trovatelli allevati dalla zia del piccolo Simone Così hanno salvato il bambino perduto nei boschi Storie di Nina, Lolita e Paloma tre bastardini diventati eroi Lo hanno protetto dal freddo e lo hanno riportato a casa MARINA DI CAMEROTA (SALERNO) - "Mi hanno aiutato i cani, ho dormito abbracciato a loro", ha detto il piccolo Simone appena ritrovato. Si chiamano Nina, Lolita e Paloma, i nuovi eroi di Marina di Camerota e sono i tre meticci che hanno trascorso la notte assieme al bambino, riparandolo dal freddo nelle ore in cui la temperatura era più rigida, per poi guidarlo verso la salvezza con il loro fiuto. Sono i cani della zia del piccolo, che ieri pomeriggio per prima ha denunciato la scomparsa del nipotino di 5 anni, quando da poco erano trascorse le 18. Alle spalle dei tre cani, storie da raccontare. "Nina e Lolita sono due trovatelli - dice la zia del piccolo Simone - li ho raccolti per strada che non avevano più pelo addosso. Li ho curati e ed ora vivono con me, da quando mi sono preso cura di loro. Paloma invece è una bastardina che mi è stata regalata da una famiglia tedesca". Nina è la più anziana. Di età imprecisata, è stata trovata dalla signora Rosalba in un cassonetto della spazzatura due anni fa. Da allora vive nel giardino di casa della zia di Simone "con il permesso di entrare in casa quando vuole" - sottolinea la zia del bambino, da anni presidente di un'associazione, l'Adda (Associazione dei diritti degli animali) nata per la difesa dei diritti degli animali e in prima linea contro il fenomeno del randagismo. Lolita, al contrario di Nina, non ama gli umani ma solo perchè in passato ne è stata traumatizzata, e così quando li vede scappa. "E' stata maltrattata prima di essere abbandonata davanti alla mia abitazione - continua la zia di Simone - In paese tutti sanno che mi occupo attivamente di animali abbandonati. E la storia di Lolita deve essere stata particolarmente crudele, visto la diffidenza che riserva a noi umani". Poi c'è Paloma, una femmina di grossa taglia, del trio quella che incute più soggezione. "Paloma è l'unica a non essere una trovatella - dice ancora la donna - Mi è stata regalata da una famiglia tedesca che, dopo aver trascorso le vacanze qui a Marina di Camerota, è tornata in Germania lasciandomela in regalo. E' una cagna meravigliosa, il vero leader del gruppo: cerca continuamente il contatto con gli uomini e si fa rispettare da tutti". La zia di Simone è certa che proprio Paloma abbia vegliato sul bambino durante la notte trascorsa all'addiaccio. "E' lei che si è presa cura di Simone, guidandolo attraverso il bosco e proteggendolo". E coprendolo con il suo mantello bianco quando la temperatura era scesa ben sotto lo zero. "Ho parlato con mio nipote e mi ha spiegato che i cani lo hanno protetto dal freddo accucciandosi attorno al suo corpicino". All'alba, poi, i tre meticci si sono rimessi in marcia e Simone li ha seguiti, camminando tra rovi e cespugli, ferendosi ripetutamente al volto, alle braccia e alle gambe, ma correndo spedito verso la salvezza. "Quando è stato ritrovato - conclude la donna - era in compagnia dei miei cani, in località Sinna. Grazie a Dio tutto è finito bene, ma senza il loro aiuto sarebbe potuta finire diversamente". E Simone ha ereditato dalla zia la stessa passione per gli animali: il piccolo, infatti, non perde occasione per recarsi dalla zia per vivere alcune ore in campagna a diretto contatto con la natura. Proprio l'attrazione per gli animali, incomparabili compagni di gioco, sembra abbia spinto ieri Simone a recarsi dalla zia per trascorrere alcune ore all'aria aperta: una gita spensierata che si è trasformata in una movimentata avventura, per fortuna a lieto fine.
Cani avvelenati, emergenza Bocconi avvelenati. L'ultimo caso si è registrato ieri mattina a Ugozzolo. La vittima è un affettuoso meticcio di taglia medio- piccola. Si chiama Giulio, e ieri notte era ancora in prognosi riservata nell'ambulatorio della veterinaria Paola Faccini. « Gli altri miei due cani - racconta Salvatore Pizzuti, 52 anni, artigiano - mi guardavano abbaiando con insistenza come per dirmi di seguirli. Cosí ho fatto. Dietro una siepe vicina ai campi c'era il mio cagnolino, agonizzante a causa di una polpetta o altro cibo letale. Chi ha commesso un simile atto è una persona ripugnante. Spero che il colpevole venga individuato e severamente punito. Ma soprattutto spero che il mio Giulio sopravviva » . La strage di cani prosegue sia in città sia in provincia, e l'emergenza non accenna a rientrare. « Anzi, come sempre, il fenomeno si intensifica proprio nel periodo che va da gennaio alla fine di aprile - dice l'ex presidente dell'Enpa Giorgio Mezzatesta, veterinario -. Sarà un caso che nel primo quadrimestre dell'anno le aziende venatorie vengano ripopolate di fagiani, starne e altre specie cacciabili, che ovviamente volpi e altri animali selvatici potrebbero insidiare? Sarà un caso che anche questo cane sia stato avvelenato nelle vicinanze di una zona di ripopolamento e cattura? » . Mezzatesta, però, non vuole accusare i caccciatori: « Quelli corretti, che sicuramente sono la stragrande maggioranza, non commettono simili reati. Tutto fa pensare, però, a persone legate al mondo venatorio, che, pericolosamente anche per i bambini, disseminano polpette impastate con antigelo o pesticidi allo scopo di sopprimere, come dicevo, le volpi, i rapaci e gli altri animali che si nutrono di piccola selvaggina » . L'ex presidente dell'Enpa ha giustamente parlato di reati: « Non dimentichiamo che la nuova legge sul divieto di uccisione di animali prevede il carcere per chi ammazza un cane o un altro animale da affezione: la pena va dai tre ai diciotto mesi. Chi li maltratta o li ferisce rischia invece da tre mesi a un anno o una multa da 3mila a 15mila euro » . Ma, nonostante il sacrosanto inasprimento delle pene, il fenomeno, nel nostro territorio come nelle altre regioni, sembra non conoscere ridimensionamenti. Nel gennaio di quest'anno, tra i Comuni di Parma e della provincia si sono registrati numerosissimi episodi a danno di cani ( 42), gatti ( 14 casi), poiane ( 4), aironi ( 1), ricci ( 1). L'assessore provinciale ai Parchi Gabriella Meo è perciò sceso sul piede di guerra, dando vita a un tavolo per gestire l'emergenza dal quale è emerso che « il maltrattamento e l'uccisione di cani sono reati penali e come tali vanno perseguiti » . Il tavolo è composto da associazioni venatorie, agricole, di protezione ambientale, di protezione animale, dalle guardie ecologiche volontarie di Legambiente, dal Corpo guardie ecologiche giurate volontarie, dal Corpo forestale dello Stato, dalla Polizia provinciale, dai Nas, dai servizi veterinari Ausl di Parma e Fidenza, dall'Ordine dei medici veterinari, dall'Enci, dall'Ente produttori di selvaggina, dagli Ambiti territoriali di caccia, dal Servizio parchi e tutela biodiversità della Provincia, dal servizio Risorse naturali, fauna selvatica ed ittica della Provincia. La Meo ha parlato di « situazione a rischio, che nel caso non venisse affrontata e risolta nel breve periodo, costituirebbe un grave pericolo anche sul fronte della salute pubblica e della sicurezza sociale » . La Provincia lancerà presto una campagna di informazione sul tema con un sito web ( oltre al telefono verde 800305662) per chi intenda fornire segnalazioni. Verrà inoltre definito un protocollo di intesa con Comuni, Ausl, Università, Ordine dei medici veterinari, Veterinaria, Istituto zooprofilattico, organi di vigilanza istituzionali e volontari. Obiettivo: « riportare la legalità » , ha concluso la Meo. Sul problema dei bocconi avvelenati è intervenuta anche la presidente dell'Enpa Lella Gialdi, la quale ha dichiarato: « A maggio abbiamo scritto ai sindaci dei territori infestati dai bocconi avvelenati, richiamandoli alle loro responsabilità, perchè il sindaco è la prima autorità sanitaria di un comune. Non avendo ottenuto risposta da nessuno di loro, abbiamo chiesto alla Procura della Repubblica se da parte dei primi cittadini ci sia stata omissione di atti di ufficio. Inoltre il nostro legale sta studiando se i Comuni dove cani e gatti sono stati avvelenati possano risarcire economicamente i proprietari degli stessi per le spese veterinarie sostenute nonchè per i danni morali ».
« Chiudiamo le zone infestate » Sul tema dei bocconi avvelenati a danno di cani, gatti e qualsiasi altro animale sono intervenuti anche i cacciatori dell'Atc Pr2, inviando una lettera alla Gazzetta nella quale viene riferito che « l'assemblea dei cacciatori dell'Atc Pr2 tenutasi il 29 gennaio, all'unanimità, ha condannato l'opera di quelle persone che seminano bocconi avvelenati, considerandoli dei veri e propri atti commessi da squilibrati. Le località in cui sono sparse queste esche sono le pi ù svariate, ma prevalentemente vicino a strade, case od addirittura dentro a recinti dove sono custoditi i cani. E' evidente - prosegue la lettera - che queste persone agiscono non per fini di protezione della fauna ma per odio verso gli animali, i cani in particolare, che sono gli amici pi ù fedeli dell'uomo. I soci dell'Atc Pr2 si dichiarano pi ù che disponibili a collaborare con le autorità per la vigilanza, affinchè questi atti non abbiano pi ù a ripetersi. A dimostrazione della volontà di salvaguardare la vita degli animali domestici i cacciatori hanno deliberato di chiudere le Zone di ripopolamento oggetto degli avvelenamenti ad ogni forma di attività faunistica, quali ripopolamento e catture di ogni tipo di fauna selvatica, trasformando queste zone in vere e proprie oasi » . « Il perdurare in modi cosí eclatanti e clamorosi di questi fatti - concludono i cacciatori - lascia presupporre che ci sia la volontà di qualcuno di infangare l'immagine dei cacciatori dell'Atc Pr2, il cui operato ha avuto per altro ampi riconoscimenti anche a livello nazionale » .
Nutrie, « rimedi pi ù efficaci » COLORNO - Ritorna d'attualità l'emergenza nutrie in molti comuni della Bassa Parmense. Per tentare un rimedio gli assessori all'ambiente dei comuni di Colorno, Mezzani, Sissa, Torrile e Trecasali si sono rivolti all'assessore alle Risorse naturali, fauna selvatica e ittica della Provincia. « Il sistema di cattura predisposto negli anni passati - scrivono in una lettera i responsabili dell'ambiente dei cinque comuni - che prevede la presenza di volontari abilitati alla cattura degli animali con il sistema predisposto dalla normativa regionale e dalle direttive della giunta provinciale, non ha prodotto risultati significativi. L'intervento dei volontari, infatti, è stato sporadico e saltuario, e neppure l'integrazione della cifra messa a disposizione dalla Provincia ha offerto lo stimolo per attivare interventi sistematici e duraturi » . « I buchi che questi animali provocano negli argini dei corsi d'acqua minori, mettendone a rischio la stabilità, i danni alle coltivazioni segnalati dagli imprenditori agricoli, la presenza di nutrie anche nei quartieri residenziali all'interno de