PROGETTO RISTRUTTURAZIONE CUCCIA: CI DAI UNA ZAMPA?
I volontari della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, sezione di L’Aquila, stanno ampliando il rifugio di Bazzano: stiamo costruendo nuovi e più ampi box per i nostri ospiti con la coda, in vista del rigido inverno affinché la loro una permanenza in rifugio sia il più confortevole possibile.
Chiediamo l’aiuto di TUTTI voi per realizzare questo progetto.
Ognuno può contribuire come può aiutandoci ad ampliare il rifugio.
Per costruire un box (5 x 10 mt) ci occorrono:
16 paletti:6 euro l’uno.
10 fogli di rete elettrosaldata pesante:12 euro l’uno.
30 mt di rete elettrosaldata leggera: 66 euro in totale.
1 cancello: 135 euro.
4 cucce in legno: 50 euro l’una.
4 fogli di ondulina per copertura cucce: 10 euro l’uno.
TOTALE: 657 euro per la realizzazione di UN box.
Il vostro aiuto sarà grande e utile anche offrendoci UN singolo pezzo dei materiali che ci occorrono.
è sufficiente versarci il corrispondente del materiale scelto.
Il versamento può essere effettuato su conto corrente postale o tramite bonifico bancario.
I dati sono:
Lega Nazionale per la Difesa del Cane – sez. AQ
Ccp n° 14046676 oppure Banca Carispaq - ABI 06040 CAB 03601 Conto 651269
Causale “Progetto ristrutturazione cuccia”.
Ad ogni donatore verrà inviato un attestato di partecipazione al progetto.
Sarà possibile seguire l’avanzamento dei lavori sul forum di www.cuccefelici.com.
Per maggiori informazioni: info@... – 329.9064859.
Vi ringraziamo in anticipo per l’attenzione e vi preghiamo di diffondere questo messaggio.
Lo Staff delle Cuccefelici
I volontari del rifugio di Bazzano – Lega Nazionale per la Difesa del Cane sez. AQ
In data 30 agosto, la cronaca dell’edizione romana di Libero pubblicava l’articolo che trovate in allegato (S. Marinella 30-08.jpg). Lo stesso articolo, ora, viene inviato via mail a stampa, emittenti televisive, associazioni animaliste con l’evidente intenzione di screditare gratuitamente l’operato della Lega Nazionale per la Difesa del Cane. Chi lo sta diffondendo, infatti, nella mail d’accompagnamento, solleva una serie di interrogativi sulla nostra integrità, ma si è ben guardato di chiedere a noi, che pure siamo i diretti interessati, risposte di chiarimento. Inoltre, chi lo diffonde evita anche di allegare l’articolo pubblicato nelle stesse pagine di Libero il giorno successivo, il quale dà nei contenuti molte risposte ai dubbi che il primo avrebbe potuto suscitare nei lettori (S. Marinella 31-08.pdf). Anche questo ci sembra scorretto. Con questa mail desideriamo segnalare che siamo pronti a dare delucidazioni sulla questione. Intanto, qui di seguito, vi inviamo il testo che chiarisce la nostra posizione e che abbiamo inviato in data di ieri al direttore di Libero Vittorio Feltri.
Vi ringraziamo per l’attenzione,
Antonella Allara
Antonella Allara +39.333.9460252 Responsabile Ufficio Stampa Lega Nazionale per la Difesa del Cane via Catalani, 73 20131 Milano Mi http://www.legadelcane.org/
Alla cortese attenzione del direttore Vittorio Feltri
In data di ieri sull'edizione romana di Libero, nelle pagine dedicate alla cronaca locale, è stato pubblicato un articolo a firma abbreviata di Rob. Cat. che titolava: "Chiuso canile-lager, lo gestiva la Lega di difesa degli animali".
Per amore di verità e per rispetto nei confronti del quotidiano da lei diretto che di recente ha ospitato (numero in edicola il 23 luglio u.s.), a titolo gratuito, la nostra campagna antiabbandono, ci sentiamo in dovere di fare alcune puntualizzazioni.
L'autore dell'articolo riporta una situazione, quella del canile di Santa Marinella (Roma), corrispondente al vero. Non cercheremo di affermare il contrario. Così come non tenteremo di negare la fondatezza del provvedimento dei carabinieri dei Nas che ha decretato la chiusura del canile stesso. E' altrettanto vero, però, che la Lega Nazionale per la Difesa del Cane, nella persona del presidente dell'area interessata (Giovanni Mossino), già nel gennaio del 2003 aveva richiamato l'attenzione dell'Ufficio Veterinario dell'Azienda Sanitaria di Civitavecchia sulla situazione di quel rifugio e chiesto l'integrale applicazione di quanto previsto dalla L.R. 34/97 e, quindi, anche una corretta identificazione dei cani presenti nella struttura come previsto dall'art. 12 della predetta Legge, considerato che dei 240 presenti nel rifugio solo 14 risultavano di proprietà della LNDC, mentre 147 risultavano in carico al Comune di Santa Marinella, 21 a quello di Ladispoli e 58 a quello di Cerveteri. Il Settore Veterinario della locale Asl chiese, a questo proposito, un incontro tra tutte le parti interessate, ovvero tra la Lega Nazionale per la Difesa del Cane, il sindaco del Comune di Santa Marinella e i sindaci dei due Comuni limitrofi (Cerveteri e Ladispoli) al fine di trovare con la loro fattiva collaborazione una soluzione al problema che già allora quel canile rappresentava: nella struttura e nel numero dei cani ospitati. Il tutto, però, rimase senza esito. Così come rimase senza esito la richiesta di un incontro sollecito tra le parti auspicato da Laura Rossi, presidente nazionale della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, nel settembre dello stesso anno e indirizzata ai 3 Comuni interessati, al Settore Veterinaria della Asl di Civitavecchia e al presidente della Sezione locale della Lega Nazionale per la Difesa del Cane. In quella lettera il presidente nazionale scriveva testualmente: "...vorremmo sottoporre alla Vostra attenzione la situazione critica della Sezione di Santa Marinella, Ladispoli e Cerveteri a cui occorre porre rimedio con urgenza. Il canile in cui tale Sezione ospita i cani di proprietà dei Vostri Comuni non risponde assolutamente non solo ai parametri che la nostra associazione si propone di rispettare per ciascun proprio rifugio ma, e soprattutto, non risponde alle norme igienico-sanitarie previste dalla legge stessa. Ulteriore problema è che nella struttura, così com'è attualmente, si è impossibilitati a rispettare norme di sicurezza per i cani e per le persone che vi lavorano... Essendo tutti questi cani di proprietà dei Comuni, questi ultimi dovrebbero assumersene la responsabilità anche, ove possibile, in collaborazione con l'associazione, ma non addossando interamente a essa tale responsabilità".
Ancora nel 2004 il presidente nazionale, si attivava per cercare di mettersi in contatto con i responsabili comunali di Cerveteri e Santa Marinella. Ma senza successo.
Questo e molto altro è stato fatto anche in seguito dalla Lega Nazionale per la Difesa del Cane per risolvere o almeno arginare la situazione drammatica del canile di Santa Marinella. Ma i Comuni interessati non hanno mai voluto assumersi, in collaborazione con la nostra associazione, alcun impegno, pur avendo 226 cani ricoverati in quel rifugio.
Eppure, a fronte di tanta assenza, la responsabilità che con più forza emerge nel titolo e nell'attacco del pezzo sembra essere proprio quella della Lega Nazionale per la Difesa del Cane: "Proprio loro che avrebbero dovuto tutelare gli animali, li maltrattavano", esordisce l'autore dell'articolo. Come abbiamo cercato di spiegare non è proprio così. I cani sono sempre stati accuditi: certamente per quanto la struttura e quella specifica realtà consentivano. Probabilmente il nostro errore è stato quello di continuare a essere presenti come Lega Nazionale per la Difesa del Cane in una situazione in cui siamo stati lasciati soli da chi più di noi aveva il dovere di essere presente. Ma tra le due possibilità che la realtà ci offriva: continuare a badare a quei numerosi cani, seppure in una struttura degradata e in condizioni precarie o abbandonarli totalmente al loro destino, abbiamo preferito scegliere la prima. Questo significa maltrattare gli animali? Noi pensiamo di no. Ma come spesso capita, chi sceglie di non tirarsi indietro anche nelle circostanze più difficili, di non lavarsi le mani di fronte a problemi che pure non sembrano offrire soluzioni, finisce spesso con l'essere confuso con i veri responsabili di quella situazione drammatica, con coloro che hanno saputo dileguarsi in tempo debito o che, addirittura, non sono mai scesi veramente in campo con impegno e responsabilità.
Il presidente, Laura Rossi, rimane comunque a disposizione per fornire ogni ulteriore chiarimento in merito, sperando di avere sul suo giornale la possibilità di spiegare la reale posizione della LNDC nella vicenda. Ci sembra doveroso anche nei confronti di quanti sostengono generosamente la nostra associazione, come avete fatto anche voi dando spazio alla campagna contro l'abbandono dei quattro zampe. Non possiamo pensare di passare di colpo dalla parte di coloro che difendono gli animali alla parte di coloro che li maltrattano senza aver diritto a qualche spiegazione. Senza puntualizzare che gli animali in quel canile non hanno mai subito sevizie ma sono stati vittime, come noi, del disinteresse delle autorità rispetto a una situazione strutturale di degrado.
Grazie infinite per l'attenzione, saluti cordiali,
Antonella Allara
Antonella Allara +39.333.9460252 Responsabile Ufficio Stampa Lega Nazionale per la Difesa del Cane via Catalani, 73 20131 Milano Mi http://www.legadelcane.org/
Strage di cani a Rieti in un allevamento di cani da caccia, vincitori di premi nazionali. Undici i cani trovati avvelenati, ieri mattina, e quattro quelli agonizzanti. La scoperta è stata fatta dal padrone de gli animali, Ivano Felici, che con il vicepresidente del gruppo cino filo reatino, Pierino Miluzzi, era andato nei ricoveri dei cani per ini ziare all'alba la prima giornata prevista dalla legge per l'allenamen to cinofilo. Undici cani, delle razze setter e bretoni, deceduti, all'in terno delle proprie gabbie, altri quattro in visibile stato di sofferen za. Sopravvissuti solo undici cuccioli con meno di venti giorni. Il ve terinario della Asl di Rieti ha supposto che la morte degli animali sa rebbe stata causata da alcuni pezzi di formaggio avvelenati, seque strati dalla Polizia scientifica, che insieme alla Digos sta indagando sulla vicenda. I cuccioli sopravvissuti sono stati trasportati a Roma ed affidati alle cure di una cagna che fara' loro da balia e che si occu pera' del loro allattamento per evitarne la morte per denutrizione. Secondo i primi accertamenti effettuati, gli avvelenatori sarebbero entrati nella notte nella proprietà di Felici forzando la rete di recin zione e mettendo fuori uso il rilevatore luminoso ed acustico.
IL GIORNALE
26 AGOSTO 2005
Lascia morire il gatto nella casa abbandonata
Il padrone denunciato per maltrattamenti. Il Campidoglio si costituirà parte civile
Lidia Scognamiglio
Estate, tempo di vacanze e di abbandoni. Un nuovo episodio di maltrattamento d'animali nella Capitale. La vittima, questa volta, è un gatto persiano di due anni, morto di fame e di sete, dopo essere stato abbandonato dal padrone. Quest'ultimo aveva traslocato lasciando nel vecchio appartamento il povero animale, che dopo più di un mese senza cibo, né acqua, non ha avuto scampo. Il 27 luglio, dopo molti giorni dall'allontanamento del proprietario, il gatto era stato visto dai vicini aggirarsi denutrito sul davanzale di una finestra dell'appartamento.Nonostante sia stato ripetutamente contattato dai condomini e dalla padrona di casa, il padrone dell'animale aveva assicurato che sarebbe andato a riprendersi l'animale senza, però, mantener fede alla promessa. Neanche le sollecitazioni dei carabinieri e gli appelli di chi si offriva di adottare il gatto sono riusciti a smuoverlo. Soltanto il due agosto, dopo un esposto presentato ai carabinieri della stazione «Città Giardino» dalla padrona dell'appartamento, le forze dell'ordine sono intervenute. Per il gatto, però, non c'è stato nulla da fare: ricoverato alla clinica veterinaria «Etiopia», nonostante le cure, non è riuscito a sopravvivere. Il proprietario rischia di essere condannato con la reclusione da tre mesi a un anno o con la multa da 3mila a 15mila euro. Immediate le polemiche dal mondo delle istituzioni e delle associazioni. «Chiederò all'Avvocatura comunale di consentire all'ufficio Diritti animali del Campidoglio di costituirsi parte civile. Il responsabile di un atto così riprovevole e vergognoso deve pagare ed essere condannato, visto che le leggi di tutela degli animali ci sono». L'appello di Monica Cirinnà, delegata del sindaco per i Diritti degli animali, è seguito anche dalle associazioni di tutela e protezione degli animali Lav e Anpa, che hanno deciso di costituirsi parte civile di un eventuale processo. «Quanto è accaduto - afferma il responsabile della delegazione romana della Lav, Luigi Viglione - è di estrema gravità, perché testimonia l'abuso compiuto ai danni di un animale da parte dello stesso possessore, persona che lo ha accudito per anni e che, per motivi inqualificabili decide d'improvviso di abbandonarlo nel peggiore dei modi». Gli fa eco il presidente dell'Anpa (associazione nazionale protezione animali e ambiente) Susanna Lacerenza: «Questo episodio dimostra l'insensibilità di alcune persone che non capiscono che prendere un animale in casa comporta un'assunzione di responsabilità e di cure continue. Ciò non fa altro che confermare, inoltre, la fondatezza della legge varata dall'attuale governo che punisce gli abusi e i maltrattamenti sugli animali».
LIBERO
26 AGOSTO 2005
Edizione di Roma
Trasloca e nella vecchia casa " dimentica" il gatto. Che muore
Ha fatto il trasloco ma ha deciso di lasciare nel vecchio appartamento il gatto, un persiano bianco di due anni, che, dopo giorni senza cibo né acqua, è morto. Il proprietario dell'animale, S. P., riferisce la Lav in una nota, è stato così denunciato per i maltrattamenti. Il 27 luglio, dopo molti giorni dall'allontanamento del proprietario, il gatto è stato visto dai vicini, in stato di forte abbattimento fisico, aggirarsi sul davanzale di una finestra dell'appartamento. S. P., racconta la Lav nel comunicato, contattato ripetutamente dai condomini dello stabile e dalla padrona di casa, ha promesso più volte di andare a prendere l'animale ma non è mai intervenuto nonostante sia stato sollecitato dai carabinieri e dagli appelli di chi, venuto a conoscenza della situazione, si offriva di adottare immediatamente il gatto. Soltanto il 2 agosto, a seguito di un esposto presentato ai carabinieri della stazione " Città Giardino" dalla padrona dell'appartamento, le forze dell'ordine sono intervenute. Per il felino non c'è stato nulla da fare: è stato ricoverato ma le sue condizioni e lo stato di disidratazione avanzata in cui versava erano troppo gravi. La Lav, continua il comunicato, « incaricherà il suo ufficio legale di attivarsi nelle sedi e nei modi più opportuni, seguendo le indagini sul terribile accaduto e costituendosi parte civile nell'eventuale processo. Il colpevole di questo terribile reato rischia di essere condannato ai sensi dell'articolo 544 del codice penale, norma introdotta dalla Legge 189 del 2004, che punisce il maltrattamento di animali con la reclusione da tre mesi ad un anno o con la multa da 3000 a 15000 euro » . « Quanto accaduto è di estrema gravità perché testimonia l'abuso compiuto ai danni di un animale da parte dello stesso possessore » , dice Luigi Viglione, responsabile della delegazione romana della Lav, « qualora le indagini confermino quanto accaduto non possiamo che auspicare che il colpevole sia punito con le sanzioni previste dalla normativa vigente »
LIBERO - 26 AGOSTO 2005
Individuato gene della longevità Controlla i livelli ormonali
Si chiama " Cloto", come una delle Parche che filano e tagliano il filo cui è legata la lunghezza della vita di ogni uomo, il gene che da oggi potrebbe aiutare gli scienziati ad estendere la durata della vita, come ha già fatto con un gruppo di topi, rendendoli fino al 30,8% piu' longevi. L'esperimento, basato sul gene che controlla la produzione di un ormone presente nell'organismo dei mammiferi, è descritto su Science ed è stato condotto nell'università del Texas dal gruppo di Makoto Kuro- o. Il gene Cloto è stato scoperto dallo stesso gruppo di ricerca nel 1997, che decisero di chiamarlo così pensando alla più giovane delle Parche.
Fonte: animalieanimali.it
26 agosto - Bari Ritrovati i 20 cavalli rubati nei giorni scorsi in un allevamento di Castellaneta nel tarantino.
Sono stati ritrovati stamane in una zona di campagna di Poggiorsini dai carabinieri della compagnia di Altamura i 25 cavalli purosangue di alta genealogia e pregio che erano stati rubati nella notte tra martedi' e mercoledi' scorsi nell'allevamento 'Latorre quarter horse' di Castellaneta, in provincia di Taranto. Al momento del furto i cavalli erano liberi nei paddock in una vallata all'interno dell'azienda, che si estende su un terreno di circa 100 ettari. Da li', secondo quanto accertato nel corso delle indagini, sarebbero stati rubati da almeno una decina di persone e caricati e portati via a bordo di un camion rubato che e' stato ritrovato stamane insieme con i cavalli. Il ritrovamento e' avvenuto verso le 10 ed e' stato fatto dai militari della caserma di Poggiorsini che gia' da tempo stavano setacciando la zona alla ricerca degli animali. Proprio questa attivita' di ricerca, basata su indagini, avrebbe indotto i ladri ad abbandonare la merce e a scappare. Adesso sono ricercati anche da militari in elicottero. I cavalli erano in una grotta annessa a una masseria disabitata. Secondo quanto accertato, sarebbero stati tenuti tutti in buone condizioni, probabilmente anche con la supervisione di un veterinario. L'ipotesi avanzata dagli investigatori e' che si sia trattato di un furto con l'obiettivo di richiesta di riscatto ai proprietari, oppure che gli animali siano stati presi su commissione. Molti dei cavalli rubati, infatti, sono conosciuti in Europa e in America in quanto campioni di gare internazionali di monta western all'americana e le loro fotografie sono state spesso pubblicate sui giornali del settore. (ANSA)
Fonte: animalieanimali.it
26 agosto - Mondovì Secondo i Carabinieri è in aumento l'abbandono di cani e gatti nel monregalese.
Mondovì (CN)
Tra fine luglio e agosto, in corrispondenza con il periodo delle vacanze, e' aumentato l' abbandono di animali domestici nel Monregalese. A lanciare l' allarme e' la Compagnia dei Carabinieri di Mondovi', che ha ricevuto oltre una decina di segnalazioni da parte dei cittadini. In meno di un mese i militari sono dovuti intervenire insieme alla Asl competente per recuperare cani e gatti nelle zone di Ormea, Garessio, Breolungi, Vicoforte, Pianfei, Corsaglia e Artesina. Le vittime dell' abbandono, spiega il capitano Luigi Isacchini, comandante della Compagnia di Mondovi', ''sono soprattutto i cani che, una volta presi in consegna, vengono affidati ai canili''. E' la prima volta pero', sottolinea, che vengono segnalati tanti episodi del genere su questa porzione del territorio. Gli abbandoni, rimarca il procuratore di Mondovi' Riccardo Bausone, si moltiplicano ''sebbene l'abbandono di animali sia un reato grave, inasprito dalla recente legislatura sia con pene cautelari che pecuniarie''. (ANSA)
LA SICILIA (CRONACA_CATANIA) 26/08/2005
san giovanni li cuti Incendiata auto di un animalista: «Punito perché curo una colonia di gatti»
San Giovanni Li Cuti (CT)
Un incendio doloso nei giorni scorsi ha distrutto l'auto di Giuseppe D'Urso, parcheggiata a ridosso della sua abitazione in via S. Giovanni Li Cuti, di fronte alla piazzetta del borgo marinaro. Il fuoco si è rapidamente propagato alla casa, danneggiando infissi e arresi interni. Fortunatamente i coniugi D'Urso erano svegli e hanno immediatamente chiamato i vigili del fuoco e il 113. Il sig. D'Urso, da molti anni collaboratore del Fondo Siciliano per la Natura e convinto animalista, ha denunciato il fatto alla polizia, dichiarando di avere qualche sospetto su alcune persone che lo hanno contestato più volte e vivacemente per le cure prestate a una colonia di gatti che da molti anni viveva in un'area demaniale adiacente il porticciolo. La colonia felina, originariamente formata da 21 individui, si è ridotta nelle ultime settimane a 14, dopo lo “sfratto” causato dall'occupazione dell'area demaniale da parte di alcuni privati. Un intervento dell'Ufficio Demanio della Capitaneria di Porto, richiesto dal Fondo Siciliano per la Natura, ha intimato ai privati di permettere il libero accesso all'area demaniale. Purtroppo questa intimazione non è stata rispettata e il sig. D'Urso ha continuato ad alimentare i gatti che si sono insediati in un'area attigua. Inutilmente l'associazione si è rivolta all'Ufficio Difesa Animali del Comune, appellandosi alle leggi che assicurano la sopravvivenza e il rispetto delle colonie feline. Questa vicenda comunque non sembra avviata a soluzione. Il sig. D'Urso, malgrado i danni subiti, continuerà coraggiosamente ad alimentare i gatti e sarà costretto a chiedere il risarcimento da parte dello Stato, come vittima di un atto intimidatorio che avrebbe potuto avere conseguenze gravi anche per la propria incolumità personale. NUCCIA DI FRANCO LINO
LA SICILIA (AGRIGENTO) 26/08/2005
Giallo sui cani randagi liberati Ignoti nella notte penetrano nel canile municipale e fanno fuggire gli animali ospitati nella struttura
Licata (AG)
Una strana organizzazione animalista, agirebbe, nel buio delle tenebre introducendosi furtivamente all'interno del canile sanitario che si trova lungo la Ss 115 Licata - Palma di Montechiaro, liberando i cani che si trovano ospiti all'interno delle gabbie. Una strana vicenda quella denunciata nei giorni scorsi ai carabinieri della locale stazione da Roberto Alaimo, presidente dell'associazione «Croce Verde Prosalus», che gestisce per conto del comune il canile e il servizio di accalappiacani. Secondo le indiscrezioni, che, trapelano dagli enti investigativi, nelle ore notturne il canile, verrebbe «visitato» da ignoti, che, aprirebbero le gabbie consentendo, agli animali randagi, di tornare in libertà e circolare liberamente per le vie del centro urbano. Lo strano fenomeno avviene quando il servizio di accalappiacani interviene nei quartieri della zona portuale, Marianello, e altri ancora. «Non credo che vi sia una organizzazione animalista che periodicamente si introduce all'interno del canile aprendo le gabbie dove sono ospitati gli animali, anche se non escludo che l'autore possa essere qualche persona che non è a conoscenza del trattamento che viene riservato ai cani randagi che sono ospiti del canile comunale. E' quanto dichiara Ignazio Rinaldi, medico veterinario dell'Asl 1 di Agrigento. In atto il canile sanitario di Licata, ospita anche i cani provenienti dal comune di Palma con il quale comune ha stipulato una convenzione. Nei prossimi giorni il servizio di accalappiacani e ricovero e assistenza medico veterinaria, l'associazione che gestisce il canile di Licata lo estenderà ai comuni di Naro e Camastra. In atto i cani randagi ospiti del canile cosi come prevede la vigente legge rimangono ospiti nel canile per un massimo di 45 giorni, prima di essere nuovamente rimessi in liberta. «Subito dopo l'arrivo al canile i cani randagi vengono sottoposti a un particolare trattamento antiparassitario interno ed esterno, quindi vengono effettuati prelievi del sangue quindi entro trenta giorni, vengono sterilizzati e dotati di un microcip di riconoscimento. L'animale sottoposto a intervento chirurgico di sterilizzazione rimane in stato di osservazione per altri quindici giorni prima di essere liberato. - ha concluso il dott. Ignazio Rinaldi - Gli animali che possono essere di pregiudizio all'uomo non vengono liberati, ma rimangono ospiti del canile, mentre ancora gli animali incurabili vengono abbattuti». Antonio Cacciatore
IL SECOLO XIX 26/08/2005
Business e polemiche in Valbormida per la gestione degli animali randagi Scontro a distanza tra l'Enpa e la Lega del cane. Le tariffe
Cairo (SV) - Una "sfida" a colpi di rimborsi per il soccorso dei gatti randagi. E' quella che si svolge in Valbormida, con le associazioni animaliste che si "dividono" i vari Comuni, con cui sono state siglate convenzioni per le cure dei felini incidentati o da sterilizzare. A volte "contesi" tanto da suscitare gelosie e incidenti diplomatici. Come nel caso dei quattro gattini abbandonati in uno scatolone a Cairo. Soccorsi dai volontari dell'Enpa, nonostante il Comune fosse convenzionato con i "cugini" della Lega per la Difesa del Cane. Per legge questi interventi spettano agli enti locali che delegano alle associazione. In Valbormida la Lega del cane dai comuni convenzionati prende "solo" 15 euro di rimborso per ogni gattino curato e l'Enpa chiede invece un forfait di 150 euro. Quelli della Lega, hanno in appalto il servizio con i comuni di Cairo, Roccavignale, Dego e Cosseria. All'Enpa toccano Carcare, Altare, Piana Crixia. Nei 15 euro della Lega "sono comprese scatolette, sabbia e la benzina del volontario che va a prendere il gatto - spiega Simonetta Sarcinella della sezione valbormidese - insomma le spese vive, poi li portiamo a sterilizzare all'Asl". Dall'Enpa i 150 euro chiesti vengono spiegati con un'offerta tout-court: «E' una cifra una tantum iniziale, che va dalla presa in consegna, alla degenza, cure varie, e assistenza di veterinari privati», chiarisce il patron G.B. Buzzi. Ultimo caso oggetto di rivalità i gattini di Cairo. «Il Comune è inadempiente, è una situazione vergognosa», accusano all'Enpa. La Lega del Cane invece lo difende: "C'è un'ottima e puntuale collaborazione con il Comune, sensibile ai problemi degli animali". L'esatto contrario pensano all'Enpa che hanno chiamato i gattini abbandonati con i nomi degli assessori della giunta- Chebello. Alberto Parodi
LA SICILIA (ENNA) 26/08/2005
piazza armerina «Palio», il Comune riceve solidarietà e studia già correttivi per il futuro
Piazza Armerina (Enna). Sono giunte molte email's di solidarietà all'amministrazione e alla città per le vicende relative alla cinquantesima edizione del "Palio dei Normanni" che si è posta al centro dell'attenzione nazionale a seguito della note vicende relative alla morte dei tre cavalli partecipanti. A confermaci gli attestati di stima ricevuti dall'amministrazione è stato il vicesindaco, Fabrizio Tudisco: «Attestati di stima e solidarietà sono giunti dalle città più prestigiose in cui si svolgono manifestazioni e giostre rievocative. Stima che ci è concordata grazie alla serietà e all'impegno che ogni anno le amministrazioni mettono in occasione della giostra normanna definita una delle manifestazioni più suggestive dell'Italia meridionale». Il vicesindaco Tudisco prosegue annunciando cosa si sta facendo per il futuro: «Ci stiamo muovendo per apportare tutti i correttivi amministrativi e procedurali finalizzati a non compromettere la prossima edizione del Palio. Infatti, ho già avuto contatti telefonici con Beppe Barolo, uno dei massimi esperti del settore, essendo stato presidente della Federazione Italiana Giochi Storici, la cui attività è quella di fornire una consulenza piena su tutte quelle norme relative alla sicurezza dei cavalli, anche alla luce della nuova legge "Sirchia" che dedica ampio spazio alla materia. Beppe Barolo sarà a Piazza a metà settembre per mettere a disposizione la sua esperienza con l'obiettivo di preparare la prossima edizione del Palio, appartando i necessari correttivi». Sul versante delle indagini, fonti attendibili, anche a seguito del comunicato emesso dalla Lega contro la vivisezione, sostengono che, per ciò che concerne il presunto reato di maltrattamento agli animali, l'inchiesta prosegue nel tentativo di comprendere le cause della morte degli animali, di individuarne i proprietari e stabilire che fine hanno fatto. Su questa scia anche la Lega antivivisezione chiede che sia fatta chiarezza. A fine settimana dovrebbe essere confermata una riunione degli organizzatori della cinquantesima edizione del Palio dei Normanni, mentre sull'argomento interviene Legambiente (tra gli organizzatori) che nel rispettare l'iniziativa della Lav ricorda che la Regione ha considerato la manifestazione un importante evento culturale. Guglielmo Bongiovanni
IL CITTADINO (SPORT) 26/08/2005
Rubrica quindicinale di informazione venatoria A cura della Fidc Essere soci Federcaccia
La campagna tesseramento entra nella sua fase finale: col passare dei giorni e l’avvicinarsi dell’apertura della stagione venatoria, i cacciatori rinnovano il corso di validità della propria licenza di caccia provvedendo al versamento delle tasse di concessione governativa (euro 173.16) e concessione regionale (euro 64.56).A questo punto, avendo già provveduto al versamento della quota associativa all’Atc (massimo 2) rimane solo da regolarizzare la tessera-polizza assicurativa.Con il rinnovo dell’adesione o entrando per la prima volta nella famiglia dei Federcacciatori, Federcaccia, forte della sua presenza sul territorio con oltre 8000 sezioni comunali, 103 sezioni provinciali e 20 sezioni regionali, garantisce ai propri cacciatori:- adeguate coperture assicurative, diversificate tra loro;- una struttura attiva, operativa e flessibile sia nell’apparato centrale che periferico, in grado di assistere e sostenere i soci in ogni momento ed in ogni situazione;- presenza, competenza e disponibilità dei dirigenti federali;- organi di informazione (la rivista «Il Cacciatore Italiano») e sito Internet (www.fidc.it);- SIF (Sistema Informatico Federcaccia).Questa struttura, imponente ma allo stesso tempo snella e flessibile, dà la possibilità alle organizzazioni periferiche (le sezioni comunali) di interagire direttamente con l’unità centrale nazionale.Quest’anno anche la sezione provinciale di Lodi ha messo in campo alcune novità, infatti sono in distribuzione a tutte le sezioni comunali, per ogni singolo iscritto, i bollettini di conto corrente postale riguardanti la concessione statale e quella regionale prestampati e precompilati con tutti i dati anagrafici dell’interessato. Un lavoro consistente per la segreteria provinciale, ma che agevola notevolmente il compito dei presidenti comunali e dei soci.Nel contesto dell’adeguamento alle direttive emanate dall’Isvap (Istituto di Vigilanza per le Assicurazioni Private) le tessere associative vengono rilasciate in tempo reale al socio grazie al collegamento on line col SIF, e senza costi aggiuntivi per lo stesso (euro 1 per l’eventuale bollettino postale). Con questo sistema viene garantita l’immediata e corretta copertura assicurativa. Inoltre ogni sezione comunale, tramite propria password, può accedere a tale sistema e procedere alla stampa delle singole tessere. In più, da quest’anno, a ogni socio oltre alla copertura assicurativa verrà dato anche un pratico e simpatico gadget.TACCUINO DEL CACCIATOREDomenica 28 agosto p.v. si svolgerà, presso la zona addestramento cani di tipo C in località Tormo (Crespiatica), l’eliminatoria provinciale del Trofeo Sant’Uberto valevole per il Campionato italiano.I concorrenti che si qualificheranno saranno poi richiamati nella giornata di domenica 11 settembre a sostenere l’eliminatoria regionale organizzata, dalla sezione provinciale di Bergamo, presso la zona addestramento cani di tipo C “La Pioppaia” di Isola Serafini.A tutti i concorrenti un caloroso in bocca al lupo.
Myriam Marazzina
LA SICILIA (AGRIGENTO) 26/08/2005
diecimila euro per il ripopolamento dei conigli Un «regalo» per i cacciatori
Ravanusa (AG) - «Diecimila euro per il ripopolamento della selvaggina anche nei comuni di Ravanusa e Campobello di Licata». Ne ha dato notizia, con una nota, il consigliere provinciale dell'Udc, Lillo Gattuso. Lo strumento finanziario provinciale approvato, prevede, grazie ad un emendamento presentato da Gattuso e dal consigliere Saladino, un contributo di trentamila euro per il ripopolamento di molte zone di caccia. Loro hanno espresso soddisfazione per l'approvazione di questo emendamento presentato dietro istanza di molti cacciatori. Si tratta di un intervento finanziario che consente, attraverso il ripopolamento delle zone aperte alla caccia, di avere un maggiore numero di conigli a disposizione per il periodo di apertura della caccia. «Per i territori ricadenti nei comuni di Ravanusa, Campobello di Licata, Naro, Camastra, Palma di Montechiaro e Licata - dice il consigliere provinciale dell'Udc, Gattuso -, mi sono impegnato, raccogliendone i frutti, per lo stanziamento di diecimila euro». «Adesso - conclude Gattuso - sarà necessario un incontro con i cacciatori dei comuni appena citati per concordare le specifiche zone da ripopolare. Recentemente, lo stesso Gattuso aveva sollecitato la Provincia a finanziare il concerto della famosa band musicale «Dik Dik». g.b.
YAHOO Giovedì 25 Agosto 2005, 23:57
Rieti: avvelenati 11 cani da caccia
(ANSA) -RIETI, 25 AGO- Uccisi a Rieti forse con formaggio avvelenato 11 cani. La strage e' avvenuta in un allevamento di cani da caccia. Salvi solo 11 cuccioli. Altri 4 sono stati trovati agonizzanti. La scoperta e' stata fatta dal padrone degli animali, Ivano Felici, che con il vicepresidente del gruppo cinofilo reatino, Pierino Miluzzi, era andato nei ricoveri degli animali per cominciare la prima giornata di allenamento cinofilo. I cani morti appartenevano alle razze setter e bretoni.
IL MESSAGGERO (UMBRIA) Giovedì 25 Agosto 2005
Sulla Flaminia Hanno salvato sei cuccioli i volontari di ”Animalia”
SPOLETO (PG) - La storia assomiglia troppo alla ”Carica dei 101” di Disney, ma qui i cani sono meticci e alcuni hanno trovato un’orribile morte subito dopo l’abbandono. Un ”vacanziere” incosciente a Ferragosto ha legato una cagnolina di piccola taglia ad un palo e lasciati liberi intorno i suoi otto cuccioli sulla nuova Flaminia, vicino allo svincolo di Eggi. Due sono stati investiti poco dopo e la stessa sorte è toccata pure alla mamma. Non è riuscita a salvarsi, ma ha messo al sicuro gli altri sei. ”Animalia” si è presa cura degli orfanelli nel canile di Collemarozzo. Racconta Annalisa Armeni, vicepresidente di ”Animalia”: «Il vacanziere si è fermato su una piazzola, dove ha legato ad un palo la povera bestia. L’animale ha rosicchiato la corda con i denti e si è sciolta. Ha subito spinto i cagnolini verso l’erba». La mamma agonizzava in strada e due degli otto cuccioli erano morti schiacciati. Gli altri sei sono stati recuperati dalla polizia veterinaria. Gil. Sca.
Fonte: animalieanimali.it
ANGELI A QUATTRO ZAMPE PER I BAMBINI DI CHERNOBYL Sono i cani addestrati al salvataggio nautico dell’Associazione PEGASUS, che tutte le mattine vigilano(gratuitamente)l’attività in spiaggia dei bambini ospiti nella colonia di Loreto.
25 agosto 2005 - Ma chi sono i “bambini di Chernobyl” ? Sono un gruppo di 20 bambini accompagnati da 2 assistenti, provenienti da orfanotrofi di Ulukovje (paesino vicino Chernobyl, in Bielorussia) che, grazie Ad un’iniziativa dell’Associazione Lauretana Amici di Papa Giovanni XXIII, riescono a passare 1 mese di vacanza nel nostro Paese, ospitati da alcune famiglie marchigiane. L’Associazione Lauretana Amici di Papa Giovanni XXIII di Loreto è un’Associazione laica costituita nel 2003 con 18 soci fondatori; oggi conta oltre 270 soci sparsi in tutto il territorio nazionale. Si ispira al pensiero ed alle opere di Papa Giovanni XXIII e si propone il perseguimento di finalità culturali e sociali ed in particolare cura iniziative dirette alla beneficenza ed all’assistenza in favore dell’infanzia abbandonata e bisognosa. In attuazione a tale scopo è stato organizzato per il terzo anno consecutivo un soggiorno di un mese nel nostro Paese per 20 bambini bielorussi accompagnati da 2 assistenti, non solo per far trascorrere loro un periodo di vacanza ma anche per motivi di salute; sembrerebbe, infatti, che un solo mese di vita lontano da zone contaminate sia sufficiente ad un recupero fisiologico. Durante questo periodo i bambini alloggiano a Loreto: tutte le mattine, come una colonia estiva, godono il nostro mare a Porto Recanati, in una spiaggia messa appositamente a disposizione dal Comune, il pomeriggio si dedicano ad attività culturali e sociali nel nostro territorio; nei fine settimana vengono ospitati dalle famiglie dell’Associazione. …e chi sono gli “angeli a quattro zampe”? Sono i cani addestrati al salvataggio nautico dell’Associazione PEGASUS, che tutte le mattine vigilano (gratuitamente) l’attività in spiaggia dei bambini di Chernobyl garantendo la loro sicurezza durante i bagni in mare. Non si può descrivere il sorriso e l’espressione di gioia stampato sul viso di questi bambini, bisogna vederlo per poter capire…. e dopo un primo approccio fatto di stupore e diffidenza, ora i cani sono diventati i loro migliori amici, li chiamano per nome uno ad uno (senza sbagliare), fanno il bagno insieme a loro e con loro giocano sulla spiaggia. E quando sarà il momento di tornare a casa, questa volta quei bambini avranno un ricordo in più da portarsi dietro: la foto dei loro “angeli a quattro zampe”!!!
Fonte: animalieanimali.it
25 agosto - Trento Decisi gli abbattimenti. Si potranno uccidere 4625 caprioli, 1872 cervi, 2073 camosci e 332 mufloni.
Il Comitato faunistico provinciale ha approvato, nella seduta conclusa in serata, le norme tecniche che disciplinano l'esercizio della caccia nella stagione 2005 e 2006 in provincia di Trento: tra questi i periodi venatori a seconda delle specie. Decisi poi i programmi di prelievo per capriolo, cervo, camoscio e muflone: in base alle nuove disposizioni sara' possibile abbattere nella prossima stagione 4625 caprioli, 1872 cervi, 2073 camosci e 332 mufloni. E' stato anche autorizzato (e sara' attivato nella prossima stagione) il controllo per motivi di selezione biologica degli ungulati sulla base di un progetto redatto dal Servizio foresta e fauna. Il progetto ha gia' ottenuto il parere positivo dell'Osservatorio faunistico provinciale e dell'Istituto nazionale per la fauna selvatica. Il Comitato ha ratificato l'accordo tra l'ente gestore della caccia (Associazione cacciatori) e i rappresentanti degli agricoltori, per quel che riguarda l'apertura della caccia nei terreni coltivati. L'esercizio venatorio sara' possibile una volta terminato il raccolto. Rispetto alla immissione dei fagiani ''pronta caccia'' e' stato autorizzato il progetto presentato dall'Associazione cacciatori. Questi ultimi hanno fornito una serie di garanzie che riguardano il rispetto dei requisiti sanitari degli animali liberati, con l'individuazione di specifiche zone a scarso pregio faunistico e al di sotto degli 800 metri di quota. E in ogni caso, il rilascio sara' consentito in maniera contingentata. E' stato infine autorizzato un progetto sperimentale di gestione del camoscio per la riserva di Transacqua, nel Primiero. Il progetto si rifa' a criteri di gestione mutuati dal modello austriaco. La particolarita' e' nella tutela dei camosci in eta' riproduttiva e consentira' di innalzare l'eta' media della componente maschile. Del Comitato faunistico provinciale fanno parte, tra gli altri, le associazioni dei cacciatori e degli ambientalisti, i rappresentanti dei Comuni trentini e degli agricoltori, tecnici e i dirigenti del Servizio foreste e fauna della Provincia autonoma di Trento. (ANSA)
LIBERO
26 AGOSTO 2005
Australia: La tragedia al largo di Adelaide. E' la seconda aggressione in un mese
Biologo sbranato da uno squalo davanti ai colleghi
ORA I GENITORI DELLA VITTIMA, JARROD STEHBENS, SI OPPONGONO ALL'UCCISIONE DEL PESCE: « NOSTRO FIGLIO NON AVREBBE VOLUTO »
ADELAIDE Jarrod Stehbens era un giovane biologo dell'Università australiana di Adelaide. Ieri si era immerso nelle acque di Glenelg - località marittima del Sud Australia - per prelevare delle uova di seppia, per le sue ricerche, quando è stato prima attaccato e poi divorato da un esemplare di squalo. La lotta per resistere alla furia assassina dell'animale si è consumata in pochi secondi sotto gli occhi di tre colleghi; secondo quanto questi hanno riferito, un'enorme massa bianca sarebbe comparsa all'improvviso e Jarrod avrebbe tentato di respingere il bestione.
LUNGA AGONIA Dopo il primo attacco lo squalo è tornato, gli ha preso tra i denti la gamba e l'ha trascinato in profondità anche se l'uomo ha cercato di liberarsi dalla morsa. La scena si è ripetuta per un po': ogni volta che riemergeva, lo squalo riusciva a riportare la preda sul fondo fino a quando si è dileguato con questa, lasciando dietro di sé solo la boa da subacqueo e le bombole. La polizia sta ancora cercando i resti del corpo in un tratto di mare di circa 55 chilometri. Otto mesi fa si era già verificato un incidente analogo: un diciottenne che faceva surf trainato da una barca a motore era stato divorato da un altro squalo bianco. La cosa più sorprendente è che in entrambi i casi i parenti delle vittime degli attacchi, abbiano preso le " difese" dei killer e si siano dichiarati assolutamente contrari all'abbattimento degli squali autori dello scempio dei due ragazzi. Il padre di Jarrod Stehbens, in particolare, è stato categorico: « Mio figlio amava il mare, non vorrebbe certo vedere animali ammazzati così » .
MARE INFESTATO Glenelg Reef è un luogo popolare tra i subacquei per la grande quantità di pesci presenti, ma è una zona conosciuta per la massiccia e continua presenza di squali. Un pescatore locale sentito dai giornali australiani a questo proposito ha detto: « è pieno di squali qui; li vediamo sempre noi pescatori e se non li vediamo, contiamo i buchi che ci fanno nelle reti per prendersi i pesci. Per quello che ne so io, l'ultima cosa che mi verrebbe in mente di fare è di buttarmi in acqua qua sotto » . L'esperto di squali Andrew Fox, sostiene che dalla descrizione fornita dai testimoni, dalle dimensioni dell'animale e dalle modalità dell'attacco, quasi sicuramente si è trattato di un esemplare di squalo bianco, la specie più aggressiva al mondo, piuttosto comune in queste acque. Secondo un altro scienziato, il biologo californiano Douglas Long, la specie in questione non sarebbe affatto aggressiva o pericolosa; la fama di grande predatore e di assassino crudele e insaziabile deriverebbe allo squalo bianco solo dalla " cattiva pubblicità" fatta da Spielberg col suo celebre film del 1975. Il grosso pesce sarebbe sì carnivoro, ma non avrebbe alcuna predilezione per l'uomo; i suoi attacchi sarebbero dettati esclusivamente dalla " curiosità", dal tentativo di trovare nuovi compagni di giochi. Mentre gli scienziati si dividono in merito all'aggressività o alla mansuetudine degli squali, le isole Galapagos hanno lanciato una campagna per prevenire l'estinzione degli squali e hanno promulgato una legge per proibirne la pesca. La carne dei tremendi predatori infatti sarebbe assai apprezzata in tutto il mondo e la sua commercializzazione metterebbe a rischio l'intera specie. L'Italia, con circa 12 mila tonnellate all'anno, è uno dei maggiori importatori di carne di squalo.
Giuliana Grimaldi
LIBERO
26 AGOSTO 2005
Un'idea dall'India: "reclutare" i leoni per combattere i criminali
Nell'Uttar Pradesh, uno stato dell'India centrale, il crimine ha un nuovo nemico: i leoni. Il governo di quella regione ha infatti recentemente deciso di rilasciare un certo numero di questi animali in un'area semiselvatica infestata normalmente dai banditi; scopo di tale operazione è quello di rendere la suddetta zona insicura per gli essere umani, obbligando così i delinquenti a uscire allo scoperto. Una decisione che ha scatenato le polemiche ma che si è resa necessaria. Negli scorsi cinque anni l'area in questione è stata teatro di ben cinquemila rapimenti e di centottanta omicidi, e di conseguenza le autorità dell'Uttar Pradesh hanno incaricato un suo funzionario, Mohammed Hasan, di richiedere ad alcuni parchi naturali indiani cinque leoni asiatici; il loro nuovo habitat verrà poi recintato e questi animali riceveranno quotidianamente tra i dieci e i quattordici chilogrammi di carne a testa. Stando però a Belinda Wright, responsabile di una Ong ambientalista che si occupa della protezione della fauna selvatica indiana, il progetto in questione potrebbe avere dei risvolti piuttosto negativi; ad esempio i suddetti leoni potrebbero cadere preda dei bracconieri o essere uccisi dagli stessi banditi.
Primo Piano ENPA
RADDOPPIA IL NUMERO DEGLI ANIMALI PORTATI IN VACANZA TRA I TURISTI DIRETTI IN COSTA AZZURRA E RIVIERA LIGURE
Si fanno sentire i primi effetti della legge contro i maltrattamenti. L’Enpa di Savona, segnala che è infatti più che raddoppiato il numero dei turisti che in questa vacanza hanno raggiunto la Riviera Ligure di Ponente o la Costa Azzurra viaggiando insieme ai propri animali. Il dato è stato ottenuto attraverso una fitta serie di verifiche ai caselli effettuate dalle guardie zoofile dell’Enpa, che hanno controllato oltre 10.000 auto; i passeggeri non umani erano per l’80% cani, per il 10% gatti, il 9% uccelli, ma sono stati trovati anche furetti, conigli, cavie e criceti, tutti ben trattati e preparati per la vacanza. Questa è l’ennesima prova che è possibile muoversi con i propri amici, senza perdere il gusto del viaggio. E’ pur vero che molti dei viaggiatori erano diretti in Francia, dove l’ospitalità animalista è più organizzata che in Italia. Un segno decisamente positivo nella battaglia contro il randagismo estivo, che premia l’azione condotta dall’Enpa da oltre venti anni, per eliminare o ridurre i sempre molti divieti di accesso ai cani nelle aree cittadine, sulle spiagge e negli alberghi, ristoranti e pubblici esercizi; divieti che purtroppo sono ancora tanti nei paesi costieri interessati al turismo, come ad Alassio; per fortuna però sempre più Sindaci accolgono le proposte dell’Enpa e quest’anno a Finale Ligure è stato tolto il divieto di accesso agli animali nei ristoranti e negozi, mentre un analogo provvedimento è allo studio a Spotorno. Le Guardie dell'Enpa (sono volontari che operano a titolo gratuito), che hanno la funzione di Agenti di Polizia Giudiziaria, controllano le auto con animali a bordo, verificando le generalità del proprietario e la presenza del tatuaggio obbligatorio sulla coscia o nell'orecchio del cane. La loro opera continua inoltre lungo le strade della Riviera, per verificare (e soccorrere, con un kit di primo intervento, costituito da contenitori, bacinelle e spruzzatori d’acqua) che i cani non siano lasciati chiusi in macchina sotto il sole (dieci cani sono stati salvati la scorsa estate), provvedendo, in caso di pericolo di vita per l’animale, a rompere il vetro del finestrino e far uscire l’animale. Il servizio di vigilanza è attivo da ormai otto anni, è stato il primo in Italia ed ha riscosso grande successo, soprattutto tra molti degli automobilisti fermati, che hanno manifestato apprezzamento e stima (e spesso con entusiasmo e sincera simpatia) verso l’operato degli Agenti Zoofili dell’Enpa savonese in difesa degli animali domestici. Grazie anche a questa iniziativa gli abbandoni, lungo le autostrade savonesi, sono diminuiti in sette anni dell’80% ed il randagismo è in costante riduzione.
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO (BRINDISI) 26/08/2005
Adottato dal Consiglio comunale, per le aree pubbliche Cani, c'è il regolamento L'obiettivo è tutelare le persone e i quadrupedi
FRANCAVILLA FONTANA (BR) L'assise comunale francavillese ha approvato e adottato il Regolamento per la presenza di cani nelle aree pubbliche. Il testo è stato predisposto e fortemente voluto dal consigliere di maggioranza Enzo Bellanova (FI), che ora si dichiara soddisfatto di questo strumento legislativo, teso a migliorare l'igiene, il decoro e la pulizia alla città. Il regolamento è composto da 14 articoli, che mirano a tutelare la serenità della convivenza tra l'uomo ed i cani, a prevenire gli inconvenienti che il non corretto comportamento degli accompagnatori potrebbe provocare nella ree pubbliche, quanto ad igiene, pulizia, decoro, sicurezza e incolumità di chi le frequenta. Il documento fissa anche le norme per tutelare il benessere dei cani domestici. Il regolamento, frutto di un lungo iter amministrativo, è stato sollecitato, con molte interrogazioni, dallo stesso consigliere Bellanova, sia per affrontare il problema del randagismo in città e sia per garantire l'incolumità pubblica dall'aggressione di cani. Serena convivenza tra uomini e animali domestici, un corretto comportamento da parte degli accompagnatori di animali, salvaguardia dell'integrità del valore e del decoro delle aree pubbliche e delle infrastrutture: sono questi i punti salienti del regolamento, alla cui stesura hanno partecipato le associazioni di tutela degli animali e il servizio veterinario dell'Azienda sanitaria. «Recependo la legge del 20 luglio 2004 e l'ordinanza del 27 agosto 2004 dell'allora ministro della Salute Sirchia - dice Bellanova -, questo regolamento diventa pure uno strumento a favore del benessere della popolazione canina domestica e contrasta concretamente il fenomeno di maltrattamento di animali e il loro eventuale, immorale ed illecito, impiego in combattimenti clandestini».
Lorenzo Ruggiero
IL MESSAGGERO (ANCONA) Venerdì 26 Agosto 2005
Canile, nel 2006 quello della Comunità Montana In arrivo una nuova struttura per 200 animali. Ma lunedì trasferimento da Cantìa confermato
di CLAUDIO CURTI
FABRIANO (AN)- «A noi sta a cuore la salute degli animali e abbiamo predisposto la chiusura del canile comunale di Cantìa/Putido nell'interesse dei cani e per evitare sanzioni più pesanti da parte dell'autorità giudiziaria». Con queste parole l'assessore alle attività produttive, Leandro Mariani, tenta di smorzare i toni sul “dog-affaire” fabrianese. Ma, indirettamente, getta ancora più benzina sul fuoco confermando sia il trasferimento degli animali per lunedì prossimo sia i timori della Ada, onlus che gestisce il canile comunale, sulla reale volontà di smantellamento della struttura. «Se vogliamo dar corso e potenziare il progetto dell'azienda agraria comunale - ha dichiarato l'assessore Mariani - il canile dovrà andarsene da Cantìa/Putido. Anche per questo abbiamo deciso di ristrutturarlo solo parzialmente con un finanziamento ad hoc di 10mila euro. Aspetteremo che la Comunità Montana realizzi il canile comprensoriale a Campo d'Olmo, nei pressi del Servizio Sanitario Veterinario, che potrà ospitare 200 cani. Se tutto andrà per il verso giusto la struttura potrebbe essere completata entro il 2006». L'assessore Mariani ripercorre tutte le fasi della vicenda che si trascina ormai dal mese di maggio, e difende l’operato del Comune. Nulla da eccepire nel comportamento tenuto fin qui «poiché - dice Mariani - il Comune ha fatto di tutto per risolvere in maniera ottimale la questione». E ricorda come l’Amministrazione ogni anno spenda per i cani randagi almeno 100mila euro, con poco meno di 150 animali dislocati fra le strutture di Cantìa/Putido, Volpetella di Cagli e Keraton di Jesi. Quindi una proposta agli attuali responsabili del canile comunale. «Chiederemo che sia l’Ada a gestire il canile comprensoriale, a dimostrazione che da parte nostra non esiste nessuna preclusione o pregiudizio».
IL MESSAGGERO Venerdì 26 Agosto 2005
Gli animalisti contro il film DreamWorks «Madagascar è pericoloso: fa credere che lo zoo sia bello»
ROMA - Un «messaggio gravemente distorto della realtà e assolutamente pessimo» che raggiunge i bambini. Questo il quadro che emerge dalla visione del film Madagascar di Dreamworks, nelle sale dal 2 settembre, secondo il direttore del settore cattività dell’associazione Animalisti italiani, Ilaria Ferri. Il film racconta la storia della giraffa ipocondriaca Melman, del leone Alex, re dello zoo, dell’allegra ippopotama Gloria, di Marty la zebra che anela una vita in natura e di un gruppo di 4 pinguini che organizzano la fuga dallo zoo di New York, nel quale vivono tutti. Il messaggio negativo, spiega Ferri, «è che lo zoo è un luogo idilliaco, un posto di vacanza, una beauty farm, un ristorante di gran lusso, insomma un mondo di felicità per gli animali». Mentre i bambini devono sapere, che «negli zoo dalla chiusura pomeridiana fino al giorno successivo leoni, tigri, elefanti, orsi, ippopotami, tutti gli animali considerati pericolosi sono rinchiusi nei reparti notturni». «Che i genitori portino pure i bambini a vedere Madagascar , ma - prosegue la Ferri - lo spettacolo non si limiti ad una visione acritica e passiva. Bisognerebbe accentuare gli spunti positivi del film (il sano desiderio di libertà e fuga della zebra Marty e dei 4 pinguini) e sottolineare invece gli aspetti del tutto negativi. L’alterazione della vera identità degli animali è il messaggio più pericoloso e deviante del film. Di essa siamo solo noi umani i veri responsabili. Nel film invece gli umani vengono paternalisticamente invocati dagli animali stessi, come loro protettori e salvatori. Sono sicura - conclude Ferri - che gli animali non vorrebbero affatto essere salvati e finire segregati a vita in una galera chiamata zoo o bioparco».
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO (BRINDISI) 26/08/2005
Controllato carico di 2300 fagiani che stavano per essere liberati Blitz del Corpo Forestale Nessun maltrattamento, ma contestate violazioni amministrative
Brindisi
Operazione all'alba degli uomini del Corpo Forestale dello Stato del Comando provinciale di Brindisi. L'intervento è stato effettuato - si legge in una nota a firma del Comandante provinciale dott. Fernando De Filippo, «per il controllo di un carico di n° 2300 fagiani, pronti per essere lanciati sul territorio, da parte del Comitato di Gestione dell'Ambito territoriale di caccia. Il Corpo Forestale ha voluto dare una risposta immediata ad alcune segnalazioni le quali facevano sospettare una condizione di maltrattamento degli animali in questione. Ad ogni modo l'Autorità sanitaria competente, intervenuta al controllo - scrive ancora il dott. De Filippo - ha riscontrato che tali sospetti erano infondati, ma nel contempo sono state contestate alcune violazioni di carattere amministrativo. In particolare, per quanto riguarda i due autocarri interessati, è stata contestata la mancata esposizione del cartello di avvenuta disinfestazione, nonchè, per uno dei due, la mancata iscrizione sanitaria; inoltre, 20 esemplari di avifauna minore, i quali viaggiavano insieme ai fagiani ed erano privi del Certificato di provenienza, sono stati sottoposti a sequestro cautelare e affidati al Centro di Recupero della selvaggina di Ostuni. L'ammontare delle sanzioni elevate è di circa 8.000 euro». «Ulteriori accertamenti - è scritto ancora nella nota del Corpo Forestale - sono in corso in ordine all'origine dell'avifauna trasportata, presso l'Autorità sanitaria competente». L'impegno del Corpo Forestale dello Stato, quindi, continua e si intensificherà nei prossimi tempi, per garantire il rispetto delle norme di settore.
IL GAZZETTINO DI ROVIGO Venerdì, 26 Agosto 2005
Il raid notturno è avvenuto nei recinti e nei cortili di quattro famiglie di via Spola: una sessantina gli animali uccisi Cani da caccia fanno strage di polli e conigli
Buso (Rovigo)
Strage di polli e conigli a Buso. È accaduto un paio di notti fa nelle proprietà di quattro famiglie di via Spola. Tre cani hanno seminato il terrore nei recinti e nelle gabbie infierendo sui poveri animali. Nessuno dei proprietari si è accorto di nulla. «Io ho sentito qualche rumore - racconta Gianni P. - ma era distante da casa mia. Non ci ho fatto caso. A giudicare dalle impronte dovevano essere cani da caccia. Nella nostra zona nessuno alleva questo tipo di mastini. Sono sicuramente arrivati da lontano. Mi auguro che non si sia trattato di un'attività di addestramento in vista della riapertura della caccia». Pesante il bilancio del raid. Sono stati sterminati una sessantina di polli e sei conigli per un danno complessivo che si aggira sui 1500 euro. «Erano esemplari di razza - precisa il proprietario - li hanno fatti a pezzi dopo aver divelto e distrutto le gabbie in ferro. Hanno azzannato anche i conigli più piccoli senza peraltro riuscire ad agguantarli. Abbiamo dovuto medicare le ferite provocate dai morsi alle zampe. Noi abbiamo un pastore tedesco che fa la guardia ai recinti - aggiunge Gianni P. - ma contro tre nemici di dimensioni ragguardevoli non ha potuto far nulla». «Abbiamo trovato una spiacevole sorpresa quando siamo usciti in cortile di buon mattino - conferma il vicino Pietro P. - da noi hanno fatto fuori una ventina di galline dopo aver creato uno squarcio nella rete di recinzione. Non capiamo da dove siano arrivati questi cani. Dovevano essere di taglia notevole perchè abbiamo rinvenuto impronte molto grandi. Non era mai accaduta in passato una strage di queste dimensioni». I quattro allevatori hanno preferito non sporgere denuncia. L.I.
L'ARENA (GIORNALE DI VERONA) Venerdì 26 Agosto 2005
CAPRINO (VR). Dopo i decessi sospetti segnalati a Zevio, a Verona e in Lessinia torna l’incubo dei killer dei quattrozampe Paura tra i proprietari di cani Altri due animali sono stati uccisi, questa volta da sostanze antiparassitarie
Caprino. «Chi non ama gli animali non ama neanche se stesso». Come molti in paese, anche Paolo Seu, caprinese, sa che nella zona in cui vive due cani sono morti in maniera sospetta. La causa? Presunto avvelenamento, tanto che le forze dell’ordine stanno facendo delle indagini. L’unico fatto certo è che Seu è uno dei pochi caprinesi che parla di quanto è accaduto. Gli altri hanno paura, compresi i proprietari dei due cani uccisi, che temono l’avvelenamento di altri animali. Torna così il triste ricordo di quello che cinque anni fa era stato battezzato il «killer dei gatti». I mici venivano seviziati, affogati in un pozzo e quindi abbandonati in un giardino. «Una persecuzione», racconta la gente. Ora, a distanza esatta di sette giorni, sono morti a Caprino due cani: un bell’esemplare di setter inglese femmina, di tre anni, e un piccolo meticcio. Entrambi con i medesimi sintomi: tremori muscolari, bava alla bocca e crisi convulsive. Per entrambi è subentrata la morte per soffocamento. La femmina di Setter era andata a nascondersi in un angolo appartato della corte di casa ed è stata trovata agonizzante. Il piccolo meticcio, invece, è morto tra le braccia della sua padrona, rimasta impotente davanti a tanta sofferenza. «Il cane da caccia era davvero un bell’esemplare», ricorda Guerrino Coltri, vicepresidente della Comunità montana del Baldo, appassionato di setter, oltre che di arte venatoria. «Ma a prescindere dal valore economico, gli avvelenamenti sono atti da condannare in sé e per sé. Chi avvelena i cani, per qualsiasi ragione lo faccia, meriterebbe di essere punito in maniera molto pesante». E aggiunge: «Non è giustificabili prendersela con gli animali per nessun motivo». Il setter, dopo essere stato trovato in preda alle convulsioni, era stato portato in un ambulatorio veterinario di Cavaion. Ma non c’era stato nulla da fare. Al veterinario non è restato che constatarne il decesso per presunto avvelenamento da sostanze tossiche, probabilmente insetticidi. Anche un piccolo meticcio se n’è andato per cause non naturali dopo una settimana esatta. Ha impiegato due ore ad andarsene e la morte è subentrata dopo una crisi epilettica. «Ricordo bene il periodo in cui in una zona di Caprino i gatti sparivano: era come se ci fosse qualcuno che provava un grande odio per gli animali», riprende Seu. «Successe anche a me di non trovarlo più il gatto, ma era stato investito. Invece il micio di mio fratello, un giorno, sparì e ci parse molto strano, perché era giovane e stava bene. Non c’è niente da fare, chi non vuole bene agli animali non vuole bene neanche a se stesso». Una strana concomitanza, la morte dei due cani. Il dubbio che dietro questi decessi ci sia la mano di un avvelenatore è un nodo che sarà presto sciolto, visto che sono in corso indagini da parte delle forze dell’ordine. Altri due casi che si aggiungono a un lungo elenco di cani morti avvelenati. Gli ultimi, un boxer e un pastore tedesco, alla fine di maggio a Chievo, a Verona. Ma negli ultimi mesi dieci quattrozampe sono morti a Zevio e bocconi avvelenati sono stati segnalati in Lessinia, dove è morto un cane. Difficile sopravvivere all’avvelenamento: uno dei pochi cani che ce l’ha fatta è stata Mimì, di Tregnago, sopravissuta nonostante l’ingestione di bocconi avvelenati. Barbara Bertasi
IL GIORNALE DI VERONA Venerdì 26 Agosto 2005
Rossano. Appartiene da trent’anni alla vicesindaco Paola Venzo La tartaruga esce dal cancello ed un camionista la porta via
Rossano (VI) - Con l’autunno anticipato, le tartarughe si mettono in moto creando problemi e stuzzicando gli appetiti degli appassionati di questa specie di animali, tanto silenziosi, quando sconosciuti ed imprevedibili. Alcuni comportamenti, poi, smentiscono il detto sulla lentezza delle testuggini. Quando serve, diventano più veloci di un capriolo. Due episodi, successi a Rossano, hanno fatto balzare agli onori della cronaca il tradizionale simbolo della lentezza. Una tartaruga vecchia di trent’anni, mascotte della famiglia, ha atteso che la proprietaria, il vice sindaco Paola Venzo, aprisse il cancello automatico che si affaccia su via Salute per entrare con l’auto nel giardino. In tutto, trenta secondi, giusto il tempo che il cancello si richiudesse, e l’animale è riuscito a dileguarsi rispondendo non si sa a quale richiamo segreto. A notare la fuga, i conducenti di due mezzi in transito che hanno bloccato la corsa nel tratto di via Salute proprio di fronte al posto della fuga. La prima ad intervenire è stata una ragazza di Rossano che ha bloccato l’auto ed ha provveduto a prendere in mano l’animale per evitare che corresse pericoli ed in vista della restituzione al legittimo proprietario. Le cose, però, non sono andate per il verso giusto. Dal camion che precedeva l’auto, è sceso il conducente. Ha strappato l'animale dalle mani della rossanese, senza nemmeno lasciarle il tempo di reagire e se n’è andato, portando con sé la bestia ignara del trambusto. La ragazza ha avuto, però, il tempo di prendere il numero di targa del camion che risulta appartenere ad una ditta veronese ed ha avvisato il vicesindaco di quanto avvenuto. Paola Venzo ha presentato denuncia ai carabinieri per il furto, allegando il numero di targa del mezzo. La ricerca, finora, non ha portato all’esito sperato e non si conosce il nome dell’autore del furto. La vicenda non è finita lì. A poca distanza dalla Venzo, sempre lungo via Salute, abita Renato Scapin, persona molto nota in paese. Questi si è trovato in giardino una tartaruga che non si sa da dove fosse venuta. Saputo del furto dell’animale, ha provveduto a portarlo nel giardino del vice sindaco, pensando che si trattasse della stessa bestia. Paola Venzo, dopo un accurato controllo, ha costatato che non si trattava del suo animale volatilizzato, ma di un esemplare più giovane. Quindi, ha provveduto ad avvisare del fatto la polizia municipale, anche per mettere in condizione il proprietario di rientrarne in possesso. Anche il primo esemplare, quello fuggito da casa dopo un trentennio di fedeltà improvvisamente infranta, era stato regolarmente denunciato in quanto appartenente ad una specie protetta.
IL GIORNALE DI VICENZA Venerdì 26 Agosto 2005
Riunione fra Comune, Ulss, vigili ed Enpa. Allo studio un regolamento ad hoc e una nuova ordinanza Cani, giro di vite sui maltrattamenti In arrivo divieti per i collari pericolosi
(g. m. m.) Collari pericolosi al bando. È una delle novità che potrebbero essere introdotte a breve termine per salvaguardare la salute e il benessere dei cani in circolazione nel capoluogo berico. La proposta è stata formulata ieri al termine di una riunione ospitata a palazzo Trissino e coordinata dal vicesindaco e assessore alla sicurezza Valerio Sorrentino. Intorno al tavolo si sono seduti anche il comandante della polizia locale Roberto Dall’Aglio, e rappresentanti dell’Ulss 6, dell’Enpa, delle guardie zoofile e dei servizi sociali comunali. Lo spunto per convocare l’incontro era maturato durante l’estate di fronte alle ripetute segnalazioni di maltrattamenti ai danni di cani, spesso associate ai pellegrinaggi urbani dei cosiddetti punkabbestia. Un fenomeno, questo, che in municipio stanno cercando di affrontare da diverse angolature. Ieri è stata approfondita la prospettiva dei maltrattamenti ai danni degli animali. L’assessorato ai servizi sociali di Davide Piazza sta lavorando da tempo alla redazione di un regolamento comunale per la tutela degli animali. A luglio la Giunta ha approvato le linee guida e costituito un gruppo tecnico di lavoro. L’obiettivo è passare dall’ordinanza emessa dal sindaco nel 2004 a un regolamento vero e proprio che dovrà essere esaminato e approvato dal consiglio comunale. Nel documento verranno recepite tutte le nuove esigenze emerse in questi mesi per la tutela degli animali nel territorio comunale. L’iter, tuttavia, si presenta piuttosto lungo. È per questa ragione che una delle soluzioni individuate ieri prevede di integrare l’ordinanza del sindaco inserendo nuovi divieti che puntano i riflettori in particolar modo sui collari pericolosi. È il caso, spiega il vicesindaco Sorrentino, dei collari a strangolo, che stringono la morsa intorno al collo del cane tirando il guinzaglio. Oppure dei collari con borchie e punte in metallo, disposte all’esterno o all’interno del collare. Le nuove regole, in base alla gravità dei casi, dovrebbero aprire la strada a una serie di provvedimenti, fra cui il sequestro. Il provvedimento potrebbe vedere la luce già la prossima settimana. «Abbiamo apprezzato l’iniziativa - commenta Sergio Martinelli, coordinatore regionale dell’Enpa, ieri alla riunione in rappresentanza della presidente della sezione vicentina -. Sia chiaro che per noi questi provvedimenti non devono essere intesi contro tutti i punkabbestia, ma contro chi tratta male gli animali. Ora bisogna cercare di coordinare l’attività di tutti i soggetti interessati e agire con coerenza. Da parte nostra, aspettiamo l’ordinanza per esprimere le nostre valutazioni».
IL GAZZETTINO DI ROVIGO Venerdì, 26 Agosto 2005
Addestramento delle mute a rischio nella zona di Ca’ Venier Bocconi al veleno sugli argini Intossicato il cane di un adriese. Denuncia in procura del Wwf
Porto Tolle (RO) - Ha portato i suoi cani lungo l'argine del Po, per la consueta "sgambata", quando, all'improvviso, uno degli animali, vedendo una coscia di tacchino abbandonata, non ci ha pensato due volte: si è lanciato sul pezzo di carne e l'ha divorato in men che non si dica. Di lì a poco, tuttavia, il cane ha accusato sintomi di malessere che hanno preoccupato il suo padrone: ha iniziato a guaire, tremare e a vomitare ripetutamente. Il padrone, un signore di Adria, ha subito portato la bestiola dal veterinario che, dopo le cure del caso, non ha avuto dubbi: avvelenamento da esteri fosforici. In parole povere, qualcuno aveva imbottito di veleno la coscia di tacchino, per poi abbandonarla sull'argine, attendendo che qualche animale, come poi, in effetti, è avvenuto, la mangiasse. Un ennesimo caso di avvelenamento di cani che non è sfuggito alla sezione provinciale del Wwf di Rovigo. «Da qualche anno a questa parte - spiega Massimo Benà, membro della sezione - arrivano con sistematicità segnalazioni di questo tipo. Non è chiaro il movente di chi dissemina ad arte bocconi avvelenati. Forse l'intenzione è quella di avvelenare animali ritenuti nocivi, come le volpi, oppure il bersaglio sono proprio i cani, o i gatti, chissà per quale recondita ragione». A quanto pare, frequenti avvelenamenti sono avvenuti due anni fa nella laguna di Panarella, disseminata di uova avvelenate, quindi l'anno scorso alla periferia di Loreo e, attualmente, a Ca' Venier, nel Comune di Porto Tolle. Una consuetudine contro la quale il Wwf ha intenzione di agire immediatamente. «Vista la regolarità di simili episodi - conclude, infatti, Benà - inoltreremo un esposto in procura ed una denuncia al corpo forestale dello Stato ed alle forze dell'ordine».
IL GAZZETTINO DI NORD EST Venerdì, 26 Agosto 2005
I produttori puntano alla qualità e chiedono "rinforzi" per poter pensare ad una produzione più selezionata Carne sicura, mentre arrivano nuove razze a "coscia lunga"
La zootecnia guarda avanti. Archiviati i momenti difficili legati all'epidemia di "mucca pazza", il comparto non solo ha riconquistato la fiducia del consumatore, ma sta anche costruendo un percorso di crescita nell'ambito della politica agricola comunitaria. In ambito continentale per il 2006 è diventato necessario avviare un confronto sulla possibilità di utilizzare tutti i finanziamenti previsti dagli aiuti supplementari, concessi dall'Unione europea con facoltà da parte degli Stati membri di indirizzarli per incentivare l'allevamento della vacca nutrice. Ma come spiega Fabiano Barbisan, presidente dell'Unicarve (Associazione produttori carni bovine del Triveneto), la proposta va valutata con molta attenzione. «Buona idea, ma non dimentichiamo che per l'agricoltura italiana la vacca nutrice rappresenta più un "patrimonio affettivo" che non effettivo, visto che la carne che poi in realtà si produce non supera l'1,5 per cento del consumo nazionale. Ma non dobbiamo disperdere risorse che per l'agricoltura sono in continua diminuzione: il patrimonio dei vitelli da ingrasso è praticamente inesistente e dipendiamo dai ristalli provenienti da altri Paesi».Presidente, alla luce di queste premesse, quale la strategia per offrire ai consumatori una carne di qualità a prezzo equo? «Con il metodo confinato, cioè animali allevati in appositi recinti ed utilizzando il mais, è stato possibile fare una quantità di carne maggiore rispetto a 20-30 anni fa. Questo ha permesso che la carne, da alimento saltuario, diventasse quotidiano. Il prezzo del prodotto è così diventato più equo, ci sono possibilità di controllo perché gli animali sono confinati e la carne è anche più buona di quella del pascolo». Il consumatore italiano ha una forte tradizione della carne di vitello. «Negli anni Sessanta la richiesta di manodopera ha richiamato molti lavoratori dalle province ai capoluoghi, questo soprattutto al Nord, attirati dal miraggio di uno stipendio sicuro e abbastanza allettante. Le campagne si sono così spopolate, si sono perse importanti professionalità. Nel Veneto orientale oggi alleviamo la metà degli animali che si trovavano nelle stalle negli anni Sessanta, con la differenza che oggi sono animali giovani, vitelli maschi, quindi adatti solo a produrre bistecche, mentre allora c'erano vacche con carni rosse e c'erano i vitelli». Oggi si parla molto delle razze Chianina e Marchigiana. «Basta con le ipocrisie, il patrimonio affettivo esiste e va salvaguardato, ma esiste anche un patrimonio economico che va tutelato. Le razze Chianina e Marchigiana sono da sempre utilizzate per il lavoro e quindi adatte per la loro stazza imponente a compiti gravosi in campagna, ma non sono gli unici animali che meritano di essere tutelati e incrementati. È auspicabile che la politica metta in essere strumenti di salvaguardia del comparto economico, privilegiando le razze che possono rappresentare un'attrattiva per il mercato, come la Piemontese, la vacca nutrice vera, che faccia nascere vitelli, e quindi consenta la trasformazione in bistecca». Alcuni Paesi sono maestri nel promuovere alcune razze. «Certo, i francesi ad esempio hanno migliorato geneticamente razze con la coscia più pronunciata, noi abbiamo la razza piemontese che è ben strutturata e dobbiamo svilupparla. La Francia lo ha fatto e ha messo a disposizione di tutti le loro nuove selezioni». Oggi la carne è sicura? «Si, più che in altri Stati. C'è l'anagrafe che permette di rintracciare la provenienza dell'animale e il suo "tragitto". I veterinari poi in Italia sono stipendiati dal ministero della Sanità, mentre in altri Stati dal ministero dell'Agricoltura: in pratica c'è una commistione tra controllore e controllato». Come viene controllata la carne? «L'animale viene controllato quando arriva in stalla, durante il ciclo di allevamento viene monitorato e visitato quando se ne ravvede la necessità. Al macello viene accompagnato dal veterinario e la carne viene ulteriormente controllata. Mi sento di dire che in Italia la carne oggi sia davvero sicura».Molta però la importiamo. «Nel Nordest almeno la metà del fabbisogno. Arriva un po' da tutti i Paesi che la mettono a disposizione, anche dall'America Latina. Questo non vuol dire che non sia controllata. Per il mio settore vale però il discorso che vale per tutti: i disonesti si trovano ovunque e non posso dire che anche all'interno del mio non ce ne siano. Noi vigiliamo e controlliamo affinché il consumatore possa sentirsi il più tranquillo possibile e se troviamo qualcosa che non va siamo i primi a denunciarla». Quanti capi tratta il Veneto? «Il Veneto porta al macello 900mila bestie ogni anno. La produzione italiana è di 2 milioni e 200mila capi, un milione dei quali è veneto, quindi siamo anche esportatori». Come allevatori avete lanciato un progetto per il recupero della sostanza organica che si trova nelle stalle. «Da studi fatti dalla Regione è emerso che la nostra zona soffre di una decadenza organica del terreno, una sorta di desertificazione. La situazione può essere migliorata utilizzando il letame. L'idea è quella di utilizzare un piccolo contributo per invogliare chi produce letame a cederlo a coloro che potrebbero usarlo per i terreni, naturalmente sotto controllo, con un severo monitoraggio. Penso che il progetto potrebbe interessare sia agli agricoltori sia agli allevatori». Daniela Boresi
IL GAZZETTINO DI TREVISO Venerdì, 26 Agosto 2005
Un bovino è risultato positivo ad un anabolizzante, allevamento sotto inchiesta. 32 capi sarebbero stati mandati alla macellazione L'Usl 7: «Quella carne non è mai arrivata ai consumatori»
Gaiarine (TV) - Allevamento sotto inchiesta da parte di Usl 7 e Nas per la macellazione di 32 capi sottoposti a sequestro dopo la scoperta di un bovino positivo al Clenbutenolo, un anabolizzante. L'Agrirocca di Emanuele Rech avrebbe mandato alla macellazione 32 bovini sequestrati ma l'Usl 7 assicura che non c'è pericolo per i consumatori perché nessuno è stato commercializzato: «Il consumatore - spiega Antonio Brino direttore del Servizio Veterinario dell'Usl 7 -, può stare tranquillo. I 32 capi macellati, più quello vivo, sono stati rintracciati: 15 sono ancora in macello a Cittadella e gli altri 17 sono stati bloccati nei centri di lavorazione di San Donà, Latisana e Cesena prima che arrivassero ai negozi. La carne è, infatti, sotto sequestro». La vicenda ha avuto inizio nel luglio scorso, quando l'Usl di Mirano durante alcuni controlli in macello, ha accertato la positività sul fegato di un animale proveniente dall'allevamento di Rech. Come prevede la norma, sono scattate le indagini in tutti gli allevamenti in Veneto facenti capo a Rech. Il caso è stato gestito a livello regionale con un summit tra Usl dove si è deciso che ognuna per competenza territoriale avrebbe eseguito controlli a campione sugli animali vivi. In uno dei cinque campioni d'urina prelevati a Gaiarine è stato rintracciato il Clenbutenolo. Il sindaco Loris Sonego, ha firmato l'ordinanza di sequestro per i 327 capi dell'allevamento e sono intervenuti i Nas per effettuare altri 21 campioni risultati negativi. L'Usl 7, almeno per ora, non intende dissequestrare i bovini: «Lunedì - continua Brino -, chiederò alla Regione l'autorizzazione per obbligare l'allevamento ad una macellazione condizionata che darà maggiori garanzie di sicurezza. Gli estrogeni, infatti, rimangono nelle urine solo per 4/5 giorni mentre si possono trovare fino a 20 giorni nel fegato e fino a 60 giorni nel bulbo oculare. E' quindi logico macellare gli animali a scaglioni, controllandoli a campione e, in caso di negatività, procedere al dissequestro». Abbattimento in vista invece per il bovino positivo: «L'Agrirocca - conclude -, può chiedere una revisione d'analisi presso l'Istituto Superiore di Sanità». Intanto i Cobas chiedono un inasprimento della normativa: «Bisogna rivedere - spiega Paolo Casagrande -, il piano dei controlli perché, prevedendo gli esami alla macellazione, consente troppo margine d'azione agli allevatori disonesti». Milvana Citter
FLASH
La Stampa
-Lancia il cane dal quinto piano
-ROMA Controlli a tappeto negli allevamenti e vaccini per tutti. Oggi a Bruxelles l'Ue detta ...
-Video-lezione di Federcaccia sugli ungulati
Il Resto del Carlino
-Bloccate al porto montagne di mangime alla salmonella
-Nelle case il gatto lascia spazio a boa, tigri e scimmie
La Nazione
-Viareggio, blitz nel ristorante per rapire e salvare un astice
-Sono giorni di fiera Tante bancarelle e gli animali più belli
-PISA - Naomi e Claudia sono due cani che vivono in un canile di Frosinone in pessime condizioni...
L'Adige
-Diventare matti, come si dice, per le bestie di casa,
-Decisione presa dal Comitato faunistico Saranno abbattuti 2700 caprioli in meno
L'Unione Sarda
-Abbattuti dieci maiali senza "passaporto"
-Mucca pazza fa una nuova vittima
L'Unità
-Una serata con Mario un coccodrillo di 4 metri
Il Tirreno
-animali abbandonati, costa meno fare da soli
-lotta ai piccioni: allarme a corsanico
-caccia a febbraio, le leggi europee non sono contrarie
La Nuova Venezia
-pitbull scappa, terrore in via prati
-avvistata volpe a fossalta
Il Mattino di Padova
-vitelli sospetti macellati a cittadella
Corriere della Sera
-Un documentario sugli animali omosex
Trentino
-le mucche del lagorai trovano famiglia
Gazzetta di Mantova
-l'uomo che ha cento gatti in gabbia ora chiede aiuto al comune
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LA NAZIONE - 25 agosto 2005
Viareggio, blitz nel ristorante per rapire e salvare un astice
Il movimento di liberazione dell'astice (e più in generale dei crostacei) è entrato in azione nella tarda serata al ristorante "corto maltese" di Viareggio, firmando un'impresa singolare: in rapida successione, l'irruzione di due giovani, un astice prelevato dall'acquario pochi minuti prima di finire in pentola, la fuga ed il lancio del gustoso crostaceo nelle acque, non altrettatnto chiare e limpide, del canale Burlamacca. Gli autori della bravata sono stati però identificati dalla polizia: la loro posizione è al vaglio degli inquirenti ma rischiano la denuncia a piede libero per furto. Dagli antivivisezionisti, specializzati nella liberazione dell cavie, ai sostenitori dei "crostacei liberi e non alla catalana", il passo non è stato poi lungo: il fine ultimo è difendere li animali. E non poteva essere altrimenti che il movimento debuttasse a Viareggio, dove la cucina ha proprio un debole per il pescato di mare.Il singolare (e gustoso) episodio è avvenuto intorno alle 22.30: nel locale alcune persone stavano tranquillamente cenando, apprezzando le portate di pesce sfornate dallo chef, quando sulla porta sono apparsi due ragazzi, età 20-25 anni, che hanno chiesto una bottiglia d'acqua. Sembrava la cosa più banale di queto mondo quando all'improvviso uno dei giovani - così hanno dichiarato i titolari del locale Gianni Picano e Paolo Columbu - "ha infilato la mano nell'acquario prendendo un astice". Una mossa improvvisa, ma studiata da tempo. "Siete degli assassini nel trattare in questo modo gli animali: dovreset finire voi in padella" hanno detto i due esponenti del "movimento di liberazione dell'astice", prima di fuggire tra la sorpresa dei clienti (in particolare di chi aveva ordinato un primo all'astice) e dei titolari del "Corto maltese". La fuga è durata poco, non prima però di aver lanciato l'astice - nella speranza di allungargli la vita - nelle vicine acque del canale Burlamacca all'altezza della Torre Matilde. L'astice non ha avuto fortuna perchè la carcassa sarebbe stata ritrovata ieri mattina all'altezza del molo mentre i due giovani sono stati intercettati dagli agenti di polizia.
LA STAMPA - 25 agosto 2005
Specchio dei tempi
Una lettrice ci scrive:
"io e mio marito abbiamo acquistato da poco una cagnolina bassotta che è entrata nella nostra vita regalandoci tanto affetto e simpatia. Le nostre vacanze si sono svolte in camper proprio per poterla portare con noi senza problemi, ma ahimè alcuni i ci sono stati, eccome! I luoghi nei quali non è possibile accdere con i cani sono molto numerosi, ma fortunatamente la cagnolina è piccola ed il mio zaino grande, è stato l'unico nodo per non dover rinunciare a tutte le nostre visite. Ma ciò che più ci ha colpiti è stato il rifiuto di un francescano, il quale con molta gentilezza ci ha detto che non potevamo accedere all'eremo di San Francesco con la nostra cagnetta: io e mio marito ci siamo chiesti <ma San Francesco non era amante e protettore degli animali?> L'italia è un bellissimo paese ma così pieno di contraddizioni"
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IL GAZZETTINO DI ROVIGO Sabato, 27 Agosto 2005
IL CASO Secondo raid notturno: colpito l'agriturismo "Il bosco" Cani scatenati strage in fattoria Uccisi sessanta animali fra cui una capra incinta
Buso (Rovigo)
Un'altra strage di animali da cortile. È accaduto ieri alle prime luci dell'alba nell'azienda agrituristica "Il bosco" di viale Tre martiri, poco prima dell'ospedale. «Erano le cinque del mattino - racconta Antonio Spolaore, responsabile dell'allevamento dell'azienda - quando dal recinto dove teniamo gli animali abbiamo sentito provenire un gran baccano. Allora sono sceso a controllare e ho visto due cani neri, di grossa taglia e forniti di collare che scorrazzavano avanti e indietro. Urlando e facendo gesti sono riuscito a spaventarli e a farli scappare, ma oramai il danno era già stato fatto». In effetti il pollaio sembra un campo di battaglia, totalmente ricoperto di piume, e il "bollettino di guerra" è decisamente pesante: tre anatre, un'anatra muta, una gallina faraona, due pregiati tacchini ermellinati, 32 galletti e 21 germani reali i volatili che sono stati abbattuti dai due cani, ai quali c'è da aggiungere una capra incinta che non è riuscita a rifugiarsi sul tetto del proprio ricovero assieme agli altri esemplari dell'allevamento. Il caprone, presumibilmente nel tentativo di difendere le femmine e i piccoli dall'assalto dei due molossi, è rimasto gravemente ferito e quasi certamente non si riprenderà. «Per noi è un danno abbastanza ingente - continua Spolaore - più che per interessi economici per la passione personale che mettiamo in questo allevamento. Noi siamo una fattoria didattica, ci piace mostrare ai bambini delle scuole gli animali e la loro vita; per settembre avevamo già qualche visita prenotata, in molti vengono anche d'estate, ma ora che faremo?». Vista la vicinanza dell'agriturismo "Il bosco" con l'abitato di Buso, nel quale l'altra notte una sessantina fra polli e conigli erano stati uccisi sempre da cani: è molto probabile che si tratti degli stessi esemplari, anche se i proprietari dei pollai visitati la prima notte hanno individuato sul terreno le impronte di tre animali. In un primo momento si era parlato di cani da caccia, ma la descrizione di Antonio Spolaore non sembra avvalorare questa ipotesi: innanzitutto per le dimensioni (almeno 90 centimetri al garrese, stando alle parole dell'allevatore) e poi per il colore del mantello (nero) e per la forza dimostrata nel momento in cui hanno provocato squarci nella rete del recinto nel tentativo di scappare. Inoltre, i cani da caccia sono allevati per stanare la preda, non per aggredirla, e sono nella stragrande maggioranza dei casi estremamente disciplinati. Con tutta probabilità si tratta quindi di cani di grossa taglia, forse dobermann o rottweiler, scappati da qualche cortile dei paraggi o abbandonati e inselvatichiti. A quanto pare, comunque, nessuno ha segnalato la scomparsa di animali di questa taglia. Certo è che due raid nell'arco di alcune nottate alimentano lo stato d'apprensione dei proprietari di fattorie, ma non solo: finora le aggressioni sono state indirizzate verso gli animali da cortile, ma il timore è che possano scagliarsi anche contro l'uomo. Nicola Zanella
IL GAZZETTINO DI ROVIGO Sabato, 27 Agosto 2005
IL CASO
Proseguono gli assalti notturni ad allevamenti e pollai. All’azienda "Il bosco" massacrati polli, anatre, faraone e una capra Cani killer, strage nell'agriturismo
Rovigo - Hanno fatto strage tra gli animali dell'agriturismo - fattoria didattica "Il bosco" di via Tre Martiri. Non si sono accontentati di massacrare una sessantina tra galli, galline, anatre e faraone, ma hanno anche fatto scempio della capretta con la quale giocavano i bambini in visita, ferendo gravemente il caprone accorso in suo soccorso che, con ogni probabilità, non sopravviverà. Autori dell'incursione, due cani neri, descritti dall'allevatore che li ha messi in fuga come alti almeno novanta centimetri al garrese e dotati di collare. Non si tratterebbe, quindi, di randagi. Potrebbero essere gli stessi animali che, nella notte tra mercoledì e giovedì, quella precedente l'assalto a "Il bosco", avevano ammazzato, a Buso, una sessantina tra polli e conigli.
IL MESSAGGERO (VITERBO) Sabato 27 Agosto 2005
CHI LI HA VISTI?
Terme dei Papi (Viterbo)
Terme amare per due turisti romani che, per fare un bagno in una piscina di acqua sulfurea, hanno smarrito i loro tre cani. E quel che è peggio non sanno se gli animali siano fuggiti o siano stati rubati dai ladri che, probabilmente consapevoli del bagno, hanno svuotato il camper della coppia, posteggiato nel parcheggio delle Terme dei Papi, all’interno del quale si trovavano anche gli animali. E’ successo lo scorso 17 agosto, quando i malviventi, indisturbati, approfittando dell’assenza dei proprietari, sono riusciti a forzare la porta del mezzo, impadronendosi di tutto quanto contenuto al suo interno, compresa un’ingombrante poltrona e un televisore saldamente ancorato alle pareti. Dal camper, nel frattempo, erano scomparsi anche i cani: una coppia di yorkshire adulti e il loro cucciolo femmina. I due malcapitati, una volta scoperto il furto, non hanno potuto fare altro che denunciare l’accaduto alle forze dell’ordine e all’Enpa, nella speranza che gli animali siano fuggiti durante l’effrazione e magari si trovino nelle campagne circostanti. Chiunque ne avesse notizia è pregato di telefonare a Fiorella, al numero 338-8371176.
IL MESSAGGERO Sabato 27 Agosto 2005
Decine di violazioni contestate ai pescatori
Pescatori più trasgressivi dei diportisti. E’ quando si deduce dalle statistiche della Guardia Costiera, costretta per ben quarantatrè volte ad elevare verbali contro i comandanti dei pescherecci. E’ dura la vita in mare ma, spesso, per fare presto e guadagnare di più, catturando i pesci nelle zone vietate o impiegando strumenti vietati, gli operatori violano norme di tutela rigorosissime. I verbali, infatti, si riferiscono tutti alla pesca sotto costa (ovvero entro le tre miglia, come precsritto dall’ordinanza) oppure all’utilizzo di reti con maglie troppo serrate. In entrambi i casi la minaccia riguarda l’habitat marino: le reti a strascico troppo a riva sconvolgono i fondali e se sono a maglie troppo strette catturano il novellame impedendo agli animali di riprodursi. Sono violazioni gravi che vengono sanzionate pesantemente: si tratta di multe che possono arrivare anche a 3.086 euro ciascuna. In totale i 43 verbali stilati dalla Guardia Costiera hanno fruttato alle casse dello Stato la somma di 44.377,82 euro.
IL MESSAGGERO Sabato 27 Agosto 2005
RIETI - UNDICI ANIMALI AVVELENATI
Danni per 35mila euro al canile
Rieti
Un danno da 35mila euro. Sul responsabile dell’avvelenamento di undici cani avvenuto giovedì mattina in un canile di via Angelo Maria Ricci è ancora notte fonda. E intanto si cerca di quantificare le perdite per l’allevamento di Ivano Felici. Tra gli animali morti anche una cagna di razza Bretone e campionessa italiana che, secondo l’allevatore, avrebbe un valore di oltre 9mila euro. A morire sotto l’effetto del veleno anche otto setter e altri due bretoni, mentre altri quattro animali sono stati trovati agonizzanti dal proprietario dell'allevamento privato. Indagini a tutto campo ma al momento, come ha confermato il capo della Mobile Pietro Milone, non ci sono sospettati: chi ha agito, comunque, rischia una condanna per violenze sugli animali. I primi accertamenti parlano chiaro: il responsabile dell’avvelenato dei cani sarebbe entrato nella notte nel canile forzando la rete di recinzione e ha messo fuori uso un rilevatore luminoso ed acustico. I veterinari della Asl di Rieti suppongono che gli animali siano stati avvelenati con alcuni pezzi di formaggio poi sequestrati dalla polizia scientifica che li sta analizzando. A scoprire la strage è stato proprio Felici, cacciatore e grande appassionato, in compagnia di Pierino Miluzzi, vicepresidente del gruppo cinofilo reatino. I due sono entrati nel canile all’alba. Nelle gabbie, oltre i quattro cani agonizzanti per gli effetti del veleno nel cibo, sono riusciti a sopravvivere solo undici cuccioli con meno di venti giorni. Al momento sono ricoverati a Roma dove una cagna da balia li sta allattando. La loro vita è comunque a rischio. F.Co.
IL MESSAGGERO (VITERBO) Sabato 27 Agosto 2005
Cani avvelenati
Pontenuovo (PG)
Avvelenati tre cuccioli di pastore maremmano che hanno mangiato polpette lasciate ieri mattina in un terreno a Pontenuovo. Il vile episodio poteva avere conseguenze più gravi poichè nel giardino spesso giocano bambini.
L'ARENA (IL GIORNALE DI VERONA) Sabato 27 Agosto 2005
Non solo cani e gatti vittime dell’esodo estivo. Gli animali erano vicini al guard rail e rischiavano di finire schiacciati Uccelli in gabbia abbandonati in autostrada Sono stati salvati dalla polizia stradale
Soave (VR)
Non solo cani e gatti. Il crudele fenomeno dell’abbandono di animali si è ormai esteso a macchia d’olio anche tra le specie apparentemente meno «a rischio». Ne sanno qualcosa i due uccelli che sono stati abbandonati sull’Autostrada Serenissima e che hanno rischiato di finire travolti da qualche automezzo in corsa. Soltanto il provvidenziale intervento di una pattuglia della polstrada di Verona sud ha evitato una morte che sembrava già scritta. I due animaletti erano rinchiusi un altrettante gabbiette attrezzate e rifornite con cibo e acqua. I contenitori erano stati deposti vicino allo spartitraffico che separa la corsia di emergenza dallo svincolo dell’autogrill di Soave. Le forti correnti d’aria prodotte dai mezzi in transito avrebbero finito per trascinare inevitabilmente le gabbiette verso il centro della strada. Dopo essere stati recuperati gli uccellini sono stati portati al comando della sottosezione in attesa di venire affidati a qualche associazione o istituzione pubblica. (r.v.)
IL MATTINO 27/08/2005
LA CURIOSITÀ L’ultimo sfregio alla tartaruga: uccisa dalla plastica
Ha navigato per mesi, ha attraversato lo stretto di Gibilterra e si è lasciata andare nelle acque più calde del Mediterraneo per cercare cibo, ma ha trovato la morte e il posto in un museo. Una tartaruga rarissima, la «Dermochelys coriacea», fra gli animali più grandi della terra dopo la balena blu, è stata trovata impigliata in una rete di un pescatore, senza vita. È stata soffocata. Si è lasciata infatti ingannare: ha immaginato fossero frammenti di medusa e pesci dai colori sgargianti quei sacchetti di plastica trasparenti che vagavano in acqua, mimetizzandosi con la fauna marina. Li ha mangiati. Ha tentato poi di risalire a riva, in un estremo tentativo verso la vita, ha fallito. È rimasta prigioniera: un pescatore, issando la rete a circa un miglio da Punta Stendardo, verso Formia ha ritrovato un esemplare femmina di «Dermochelys coriacea», chiamata in gergo tartaruga liuto, lunga 130 centimetri, con un guscio largo 95, del peso di 150 chili. Avvisata la capitaneria di Formia, l’animale è stato affidato alla stazione zoologica «Anton Dohrn» per l’autopsia. In questa storia però un segno di luce c’è, ed è l’idea di conservare il guscio della «Dermochelys coriacea» al «Turtle point» di Bagnoli, il centro di riabilitazione delle tartarughe. Servirà a ricordare ai giovani che devono difendere un bene prezioso: il mare.
and.ill.
IL MESSAGGERO (METOSTIA) Sabato 27 Agosto 2005
PASSOSCURO “Baupride” per salvare la spiaggia dei cani
Sit-in rumoroso oggi e domani sulla spiaggia libera di Passoscuro destinata al ”Baubeach”. Per sollecitare l’affidamento definitivo dell’arenile all’uso estivo degli animali, cani e padroni terranno il primo ”Baupride”. Va in scena la protesta caciarona ma festosa sull'unica spiaggia in Italia dove i turisti possono trascorrere qualche ora sotto l'ombrellone con il proprio cane. Sarà una due giorni «per sprimere la necessità di mantenere in vita la spiaggia per cani liberi e felici» recita l'invito rivolto a tutti gli amici degli animali ma, anche e soprattutto, agli amministratori locali e regionali. Fior di artisti hanno assicurato la loro adesione, anche solo simbolica: Daniela Poggi, la Rettore, Luca Zingaretti, Gigi Proietti, Enzo Decaro, Serena Dandini per dirne alcuni che potrebbero essere anche presenti. «L’obiettivo spiega Padrizia Daffinà, responsabile del Baubeach è quello di dimostrare la volontà popolare che la spiaggia resti questa. Dopo un anno passato a rincorrere autorizzazioni, richieste di concessione, ricorsi al Tar e altre beghe, non vogliamo proprio affrontare un altro inverno di incertezza». Per manifestare la propria determinazione ci saranno cani ”ribelli”, padroni in rivolta ma anche una mostra fotografica, una rassegna stampa e tante lettere. «Nell'obiettivo di trasformare questo luogo, che negli ultimi sette anni è stato una vera e propria discarica a cielo aperto, in un punto di servizi etici e sociali (ivi incluse anche attività con disabili, per le quali abbiamo preso contatti con le organizzazioni locali), con funzione polivalente di grande richiamo turistico, abbiamo organizzato due giornate di ”festa”, invitando anche tutte le Associazioni e Organizzazioni Ambientaliste, Animaliste e che operano nel campo sociale» spiega la nota d’invito. All’iniziativa ha dato la propria adesione anche il delegato del sindaco di Roma per i Diritti degli animali, Monica Cirinnà, che con l’occasione ha ribadito la volontà di fare un ”Baubeach” anche sulla spiaggia libera di Castelporziano. G.Man.
LA SICILIA (SIRACUSA)
27/08/2005
interi branchi sulle spiagge
Mare invaso da randagi
La presenza dei cani randagi, problema ormai cronico in città , non sembra affligga soltanto le strade cittadine ma anche lazona del mare. Torme di numerosi animali sono stati più volte segnalate dai residenti della costa di levante dell'isola non solo sulla spiaggetta del golfo Xifonio, ma addirittura in acqua. La presenza dei cani di strada è aumentata con l'estate, secondo i residenti del quartiere Terravecchia- Paradiso. Secondo l'Associazione Cinofila Megarese, dai duecento randagi che circolavano per il territorio nel 2003 siamo arrivati ai 350 nell'anno scorso. I randagi trovano facile cibo nei bidoni della spazzatura alcuni dei quali perennemente stracolmi, come quelli di via Epicarmo. Per quest'anno non esistono ancora stime sul numero di questi cani. Ma per le strade ci si imbatte dunque in gruppi anche di venti animali a tutte le ore del giorno. Un randagio è arrivato persino a entrare in un appartamento al piano terreno la cui porta di ingresso era socchiusa. Ma se questi cani non temono la presenza dell'uomo, lo stesso non può dirsi del contrario: molte ragazze che rincasano a sera tarda sono rimaste bloccate in auto, spaventate dagli animali e qualcuna haanche chiamato le forze dell'ordine, che, se nelle vicinanze hanno sempre prestato soccorso ai cittadini. Anna Burzilleri
LA SICILIA (AGRIGENTO) 27/08/2005
Troppi cani nel centro cittadino, protesta la gente E' allarme randagismo
Licata (AG)
La città di Licata è invasa dai cani randagi. A decine stazionano stabilmente nella zona di Corso Argentina, in via Marianello o nelle zone periferiche del centro urbano. Il problema, strano a dirsi, è stato sollevato da molti turisti che hanno trascorso le loro ferie in città durante il mese di agosto. A dire la verità, la presenza di cani randagi nel territorio licatese, grazie al lavoro svolto dalla cooperativa che ha in gestione il canile municipale, si è sensibilmente ridotto, ma certo è che il problema persiste ancora. Parecchi problemi ai bagnanti visto che a decine, giornalmente, stazionano nella zona di corso Argentina, proprio nelle immediate vicinanze della spiaggia omonima, che, ancora in questi giorni, è affollata di gente. Nelle scorse settimane, a farne le spese, sarebbe stata una emigrata, azzannata da uno di questi animali. Gli stessi animali rappresentano un pericolo per esercenti e avventori del mercato settimanale che ogni giovedì si svolge proprio nella zona. Un'altra zona dove il problema è molto sentito è quella compresa tra la via Marianello e il porto pescherecci. Anche quì, decine di cani hanno preso dimora fissa tra i ruderi e le macerie dell'ex Raffineria di zolfo La Lumia. Anche questa è un'arteria molto frequentata da centinaia di bagnanti che, per lo più a piedi, intendono raggiungere la spiaggia di Marianello. Spesso, i cani si piazzano ai bordi della strada e per chiunque passare a piedi da quelle parti diventa un rischio. Molti di questi cani, pur rimanendo randagi, vengono sterilizzati e dotati di microchip da parte dei dipendenti del canile che, dopo averli catturati, li possono trattenere per un periodo non superiore ai quarantacinque giorni, dopodichè gli stessi vengono nuovamente liberati e sono liberi di scorrazzare indisturbati per le vie del centro cittadino. Spesso è possibile notare interi branchi di cani nei pressi dei contenitori di rifiuti alla ricerca di cibo, con tutte le conseguenze di ordine igienico sanitario che questa situazione comporta. GIUSEPPE PATTI
AGI
SARS: CINA, TROVATA LA CURA PER BLOCCARE VIRUS
(AGI) - Canton, 28 ago. - Scienziati cinesi hanno trovato il farmaco per contenere il virus della polmonite atipica, che causa la Sars (Sindrome respiratoria acuta e grave). I ricercatori dell'Istituto di Canton per le Malattie respiratorie hanno scoperto che l'Acido Ribonucleico a bassa interferenza (Sirna, nell'acronimo in inglese), in grado di colpire geni specifici, e' efficace per combattere la malattia. Secondo il 'China Daily', il team di scienziati, guidati dal direttore dell'Istituto, Zhong Nanshan, hanno realizzato test sulle scimmie con due tipi di Sirna che colpiscono parti diverse del genoma del virus della Sars. Gli animali hanno ugualmente contratto la malattia, ma maturando sintomi molto piu' lievi, con minori danni ai polmoni e febbre piu' bassa. "Gli esperimenti mostrano che il Sirna e' efficace nella cura della Sars e gli animali non hanno subito danni collaterali", ha dichiarato Li Baojian, professore di biotecnologia dell'universita' di Zhongshan, a Canton. La terapia pero' non potra' esssere utilizzata clinicamente a breve perche' il Sirna e' stato scoperto solo nel 1990 e ancora non se ne conosce la tossicita' nel lungo periodo. La Sars comparve per la prima volta nel 2003, falcidiando 774 persone in diversi Paesi (la Cina, la nazione piu' colpita) prima che rigide misure di quarantena riuscissero a contenerne l'espansione. Secondo gli scienziati, la Sars e' tuttavia meno pericolosa dell'influenza dei polli per la salute umana. "L'influenza aviaria non e' stata contenuta in forma efficace: il pericolo che il virus muti e che riesca a passare da un essere umano all'altro ancora esiste e la minaccia e' molto grande", ha confermato Zhong. (AGI) - 271131 AGO 05
LIBERO Sabato 27.08.2005 11:26
Sars/ trovato il farmaco per contenere il virus della polmonite atipica
Scienziati cinesi hanno trovato il farmaco per contenere il virus della polmonite atipica, che causa la Sars (Sindrome respiratoria acuta e grave). I ricercatori dell'Istituto di Canton per le Malattie respiratorie hanno scoperto che l'Acido Ribonucleico a bassa interferenza (Sirna, nell'acronimo in inglese), in grado di colpire geni specifici, è efficace per combattere la malattia. Secondo il 'China Daily', il team di scienziati, guidati dal direttore dell'Istituto, Zhong Nanshan, hanno realizzato test sulle scimmie con due tipi di Sirna che colpiscono parti diverse del genoma del virus della Sars. Gli animali hanno ugualmente contratto la malattia, ma maturando sintomi molto più lievi, con minori danni ai polmoni e febbre più bassa. "Gli esperimenti mostrano che il Sirna è efficace nella cura della Sars e gli animali non hanno subito danni collaterali", ha dichiarato Li Baojian, professore di biotecnologia dell'università di Zhongshan, a Canton. La terapia però non potrà esssere utilizzata clinicamente a breve perchè il Sirna è stato scoperto solo nel 1990 e ancora non se ne conosce la tossicità nel lungo periodo. La Sars comparve per la prima volta nel 2003, falcidiando 774 persone in diversi Paesi (la Cina, la nazione più colpita) prima che rigide misure di quarantena riuscissero a contenerne l'espansione. Secondo gli scienziati, la Sars è tuttavia meno pericolosa dell'influenza dei polli per la salute umana. "L'influenza aviaria non è stata contenuta in forma efficace: il pericolo che il virus muti e che riesca a passare da un essere umano all'altro ancora esiste e la minaccia è molto grande", ha confermato Zhong.
IL GAZZETTINO DI PORDENONE Sabato, 27 agosto 2005
Domani appuntamento con la nona edizione della "Fiera Uccelli". Nel pomeriggio in programma anche una gara di pesca Allodole e tordi in mostra al lago Colonia
San Giorgio della Richinvelda (PN) - Anche quest'anno, in corrispondenza con l'ultima festa agostana - domani, nel caratteristico ambito verde che si trova presso il lago Colonia a San Giorgio della Richinvelda - un gran numero di allevatori e appassionati visitatori si ritroverranno fin dalle prime ore del mattino per partecipare alla "Fiera Uccelli", nona edizione della Mostra-concorso per volatili e animali da cortile. Il programma della manifestazione (organizzata senza scopo di lucro a cura dell'associazione ornitologica "Beato Bertrando", con il patrocinio della Provincia di Pordenone e del Comune di San Giorgio della Richinvelda e con il sostegno della locale Banca di Credito Cooperativo) prevede l'esposizione di cardellini, tordi sasselli, tordi bottacci, merli, allodole, tordine, fringuelIi, quaglie, lucherini, peppole, cesene e canarini presentati da un paio di centinaia di appassionati allevatori che si contenderanno le medaglie d'oro e i premi in denaro che saranno assegnati ai migliori soggetti in concorso. Analoghi premi sono previsti per i migliori gruppi di colombi, galiformi, fagiani e pavoni, acquatici, conigli, faraone, tacchini. Dal presidente dell'associazione ornitologica Guizzardo Venier si è appreso che nel coordinamento generale delle giurie è prevista la partecipazione del presidente dell'Associazione regionale Sagre e Fiere venatorie, Valter Moretti. Responsabili delle varie sezioni delle mostre sono Walter D'Andrea, Giuseppe De Paoli, Sergio Bertuzzi. Le iscrizioni si ricevono sul posto oggi dalle 14 in poi e domani dalle 5 alle 6.30, ora in cui inizierà la prima visita delle giurie, alla quale ne seguiranno altre due, alle 8 e alle 9. Le premiazioni per ciascuna sezione del concorso si svolgeranno: per gli uccelli canori da richiamo e cardellini alle 11; per canarini ed esotici alle 11.30 e per gli animali da cortile a mezzogiorno. Sia per gli espostitori che per i visitatori funzionerà un servizio ristoro curato e gestito dai volontari dell'Ornitologica, in un ampio tendone adeguatamente attrezzato. Nel pomeriggio - con ritrovo dei pescasportivi alle 14 e inizio della competizione alle 15 (un'ora prima di quanto riportato sui manifesti divulgativi) - si svolgerà nelle acque del locale laghetto Colonia una "Super gara di Pesca", organizzata dall'Aps Richinvelda, con la partecipazione di 30 coppie, senza limiti di catture. Luigi Santarossa
IL GAZZETTINO DI BELLUNO Sabato, 27 Agosto 2005
Fiera degli uccelli alla 58.edizione Domani il tradizionale appuntamento
Montebelluna (TV) - (L.Bel.) Tutto è pronto per la 58. edizione della Fiera degli Uccelli organizzata dalla Pro Loco di Montebelluna presieduta da Antonello Ceron, in programma domani. In queste ore nelle piazza del centro si stanno ultimando gli interventi per il posizionamento dei vari stand che ospiteranno i numerosi uccelli ed animali da cortile che daranno lustro ad una delle più importanti manifestazioni canore d'Italia. La 58.edizione della fiera degli uccelli è valida anche per l'assegnazione del memorial "Giuseppe Mazzocato" personaggio storico ed inimitabile della Pro Loco del quale si sente moltissimo la mancanza. L'ambito riconoscimento andrà al merlo nazionale che a Montebelluna ha sempre ottenuto grandissimo successo e promosso soggetti di valore mondiale. Moltissimi e tutti qualificati gli espositori provenienti non solo dal Veneto, ma anche dal Friuli Venezia Giulia, dal Trentino, Dall'Emilia Romagna e dalla Lombardia. Nel selciato del Selese si terrà anche un'esposizione di storici sistemi di uccellagione curata dal Corpo Forestale dello Stato. La fiera aprirà i battenti alle prime ore dell'alba per gli appassionati che potranno sentir cantare i merli nello spelendido scenario del Parco Manin. L'appuntamento non è assolutamente da perdere in quanto la Fiera degli Uccelli di Montebelluna è uno dei punti di riferimento più importanti per gli intenditori e luogo d'incontro tradizionale per produttori ed esperti del settore. Un neo: quest'anno forse non è stata reclamizzata come avrebbe meritato.
REUTERS sabato agosto 27, 2005 12.35
Febbre dei polli, intensificati i controlli a Fiumicino
ROMA (Reuters) - Sono scattati all'aeroporto romano di Fiumicino -- all'indomani dell'ordinanza urgente firmata dal ministro della Salute Francesco Storace -- i controlli più accurati sui bagagli dei passeggeri provenienti da alcuni Paesi considerati a rischio di influenza aviaria, la malattia infettiva che colpisce determinate specie di volatili e che ha causato finora la morte di oltre 60 persone in Asia e l'abbattimento di migliaia di animali. Lo riferiscono funzionari dello scalo capitolino. I controlli nell'aeroporto romano da parte del personale della sanità aerea, peraltro già rafforzati nei giorni scorsi, si limitano all'ispezione accurata dei bagagli al seguito dei passeggeri e di quelli stivati. Accurate le ispezioni anche nel settore della Cargo city, la città delle merci, da parte del personale sanitario e veterinario, che ha intensificato le ispezioni sugli animali vivi e sugli alimenti di origine animale di provenienza estera, soprattutto dai Paesi a rischio di influenza aviaria. Oltre all'Asia e alla Russia, ieri la Finlandia ha detto di aver riscontrato segni di febbre aviaria in alcuni volatili. La febbre aviaria ha ucciso 62 persone in Asia dal 2003 a oggi e causato la soppressione di migliaia di animali. L'Ue, di cui la Finlandia è membra, ha detto di ritenere remota la possibilità di un'epidemia in Europa.
GIORNALE DI BRESCIA Sabato 27 agosto 2005
I presupposti morali della Medicina Cesana contro l’ideologia veterinaria PERSONA O PAZIENTE?
Esponente tra i più prestigiosi e autorevoli di Comunione e Liberazione, Giancarlo Cesana è professore ordinario di Medicina del lavoro presso l’Università di Milano Bicocca e nel suo ampio volume, arricchito da una prefazione del ex ministro della salute Girolamo Sirchia, offre un’interessante interpretazione del ruolo del medico e della sua arte. La cura del malato - sottolinea Cesana - non può ridursi alla mera applicazione di tecniche più o meno sofisticate, ma chiama in causa questioni assai delicate e significative, quali sono quelle connesse alla drammatica realtà del dolore e della sofferenza. La medicina, dunque, ha a che vedere col senso dell’esistenza dell’uomo, che non può non interrogarsi su se stesso e sul suo destino. Che cosa significa combattere quotidianamente contro la morte? Che cosa significa far trionfare la vita? Sono queste le domande che il medico e il paziente si trovano davanti ogni giorno e che li accomunano, facendo condividere loro un medesimo destino. E il vero problema consiste proprio nel dare un nome a questo destino. Rivolto in particolare ai giovani che intraprendono la via degli studi medici, il libro di Cesana risulterà comunque utile a chiunque accetta di lasciarsi provocare dalle grandi questioni della salute e della malattia, della vita e della morte: «Il medico non è un veterinario - conclude l’autore - non tanto perché si occupa di organismi biologici più complessi degli animali, ma perché questi organismi hanno una caratteristica che gli animali non hanno. Cercano di dare senso alla loro vita e a ciò che li circonda».
Maurizio Schoepflin
IL GAZZETTINO DI VENEZIA Sabato, 27 Agosto 2005
Incursione notturna all’interno di un recinto a Pradipozzo Volpi fanno strage di germani reali
Portogruaro (VE) - Nuova incursione di volpi negli allevamenti del Portogruarese. Questa volta è toccato all'allevamento di Gianni Pasian di Portogruaro, che a Pradipozzo possiede in un recinto 16 germani reali. Ieri mattina l'uomo ha ritrovato nel suo allevamento in via San Biagio, 13 bestiole sbranate e 3 moribonde.«Già mercoledì notte, verso le 3, avevamo avuto un primo avviso di quello che poi sarebbe accaduto qualche ora dopo - racconta Pasian - i vicini allarmati dai cani che abbaiavano avevano visto due bestie che scappavano, forse le stesse volpi». Nessuna gallina dell'allevamento vicino fortunatamente è stata attaccata ma ieri notte è arrivata la seconda incursione, questa volta culminata con l'uccisione di 13 esemplari di germani reali.«I germani erano rinchiusi in un recinto alto due metri che non è bastato a far desistere le volpi - ha affermato l' allevatore - Ho provveduto ad avvisare la polizia provinciale che sul posto ha accertato l'aggressione». Anche il veterinario dell'Asl 10 si è recata a Pradipozzo, dove ha riscontrato dai morsi ritrovati sulle povere bestiole che a commettere la razzia sono state due volpi. «Le tre bestiole rimaste ferite in modo grave dovrò abbatterle - dice Pasian sconsolato - Mi dispiace perché non me la sento più di continuare questa mia passione». Toccherà ora alla provincia di Venezia valutare il danno ed elargire il relativo rimborso. Altri casi simili erano stati segnalati ad Annone Veneto nei giorni scorsi, è probabile quindi che le volpi abbiano allargato il giro in cerca di cibo. Cresce l'allarme, quindi, fra gli allevatori della zona e fra chi possiede pollai e recinti con animali di piccola e media taglia. La caccia alle due volpi, ora dovrebbe proseguire con maggior accanimento. Marco Corazza
LA PROVINCIA DI CREMONA Sabato 27 agosto 2005
Izano, oggi cani in vetrina al parco Vallée de l’Hien
IZANO (CR) — Un’esposizione canina aperta a tutte le razze, compresi i meticci, è in programma oggi presso il parco della Vallée de L’Hien di Izano, in via Pallavicina. Per l’ottava volta è stato programmato il trofeo Memorial Olimpio Cruini. Promotori dell’iniziativa sono i cacciatori della sezione comunale della federazione italiana in collaborazione con il Comitato per il gemellaggio del comune izanese e con il sostegno dell’amministrazone locale.Le iscrizioni inizieranno a partire dalle ore 18, mentre i giudizi tecnici della giuria saranno effettuati a partire dalle ore 21. In caso di maltempo la manifestazione sarà rimandata a domenica 28.Gli organizzatori hanno preparato premi per tutti. In più sono previsti riconoscimenti particolari per i migliori soggetti. Anche i possessori di meticci amano presentare i loro animali per verificare la reazione del pubblico e della giuria. Sono attesi, in particolare, i cittadini del luogo ed i bambini.
GAZZETTA DI PARMA 27/08/2005
BREVI « Guerra » ai cani randagi
PALANZANO (PR) - Nell'intento di tutelare i residenti e i villeggianti, il Comune di Palanzano ha dichiarato guerra al randagismo con una serie di iniziative volte a combattere questa vera piaga, non solo presente in Val Cedra, ma anche in altre zone dell'Appennino. Nelle ultime settimane le escursioni sui monti di Palanzano sono insidiate da un crescente fenomeno di randagismo: molti cani abbandonati si aggirano lungo i sentieri montani e ringhiando si parano dinnanzi agli escursionisti. Oltre che provare un comprensibile timore di fronte a questi animali che ringhiano e abbaiano minacciosi, molte volte non sanno che pesci pigliare e possono solo sperare che l'animale cambi strada e non lo aggredisca. Un evento che è già capitato.
LA PROVINCIA DI COMO 27/08/2005
«Travestiti» da cervo per dire no alla caccia
Travestiti da animali per fermare l'apertura della caccia al cervo. Singolare protesta dei volontari dell'Associazione naturalistica lombarda, che domenica mattina alle 11 si ritroveranno in piazza Garibaldi con costumi da fagiano, lepre, gallo forcello e cervo per invitare i lecchesi a firmare una petizione contro la possibilità di allargare il numero delle specie cacciabili nel lecchese. «Saranno gli animali a convincere la cittadinanza», spiega Sandro Lavelli, presidente dell'associazione e padre dell'originale iniziativa. Gli animalisti sono convinti che «i metodi di censimento utilizzati per verificare la presenza del cervo in Valvarrone non sono attendibili. Già col capriolo si sono commessi degli errori, al punto che, alla fine di ogni anno, si raggiunge solo il 60% del piano di prelievo. Per forza, gli animali non ci sono». Lavelli lamenta un crescente fenomeno di bracconaggio, «segnalato - afferma - pure da molti cacciatori. A noi risultano episodi gravi in zona Neguggio». La decisione finale spetterà alla Provincia di Lecco.
IL TEMPO (ABRUZZO) sabato 27 agosto 2005
I cacciatori a «scuola» per uccidere i conghiali
L’AQUILA — Un protocollo di intesa per limitare i danni al patrimonio agricolo e zootecnico arrecati da cinghiali, volpi e corvi. È quello sottoscritto dalla Provincia dell’Aquila e dai sei ambiti territoriali di caccia, che prevede azioni congiunte, compresi corsi di formazione per cacciatori, mirate al censimento ed al controllo della fauna selvatica. A presentare l’iniziativa sono stati ieri, durante una conferenza stampa, la presidente della Provincia Stefania Pezzopane, gli assessori all’Ambiente e all'Agricoltura Michele Fina e Luca Angelini, il dirigente del settore ambiente Francesco Fucetola. Su una superficie di complessivi 5.034 chilometri quadrati, secondo una stima fornita da Fucetola, insisterebbe una popolazione stimata in circa 10 mila cinghiali. «Abbiamo chiesto collaborazione alle associazioni venatorie — ha detto Stefania Pezzopane — per risolvere una materia delicata come quella del controllo della fauna selvatica in una provincia con un’alta percentuale di territorio protetto». Ai cacciatori, ha spiegato l’assessore Fina, sono state inviate delle lettere per verificarne la disponibilità a prendere parte ai corsi di formazione. Al termine saranno formate squadre in grado di intervenire con azioni dissuasive, in base al contesto ambientale. «Nessuno vuole l'estinzione dei cinghiali — ha detto l’assessore Angelini — ma è necessario un controllo eco-compatibile soprattutto nelle zone ad alta criticità, come la Valle Subequana e la Valla Peligna». La prossima settimana sarà presentato un protocollo d’intenti con il Parco nazionale del Gran Sasso. A.Bag.
LA SICILIA (ENNA) 27/08/2005
Cacciatori dell'Ennese in agitazione aumentano le tasse e i vincoli
Enna - I cacciatori dell'Ennese, aspettano con ansia di potere imbracciare le doppiette, ma si sentono vessati dalle limitazioni ambientali e dal notevole aumento della tassa di concessione governativa e di quella regionale. Ma Nino Barbera, responsabile dell'Arci Caccia di Leonforte, lamenta: «Ormai, purtroppo, non è più il momento sognante dell'attesa dell'evento bensì l'inizio di una serie di tasse che vessano, penalizzano i cacciatori. In pratica la tassa di concessione governativa e cresciuta da 134 euro a 173 euro, quella regionale da 64 euro e 84 euro, senza contare l'aumento dell'acquisto delle munizioni e di quanto occorre, per assumere la condizione di persone pronte a potersi cimentarsi nella caccia». «I governi nazionale e regionale non ci vengono incontro; invece di ridurre i costi, infatti, finiscono con l'aumentarli e si capisce che, di questo passo, saranno in numero sempre minore le persone che potranno permettersi di affrontare le spese che comporta mettersi in assetto di caccia». A fare parte dei paesi del raggruppamento Enna1, sono i cacciatori di Leonforte, Agira, Assoro, Catenanuova, Centuripe, Cerami, Nicosia, Gagliano Castelferrato, Nissoria, Regalbuto, Sperlinga e Troina. Oltre alle tasse ci sono anche i problemi di gestione del territorio agro-silvo-pastorale, la gestione delle ripartizioni faunistiche venatorie, la protezione della fauna selvatica e i limiti che riguardano i Parchi pubblici, quali quello dei Nebrodi e dell'Etna, il proliferare dei fondi chiusi. Che, a volte, sfociano nelle liti tra proprietari e cacciatori. Intanto, presso gli uffici comunali diretti da Pippo Litteri («Ma in giacenza ce ne sono ancora tanti», dice), c'è la fila per il ritiro del tesserino venatorio e del calendario che regolerà il tipo di cacciagione che si potrà fare a partire dal primo giorno del mese settembre, inizio della stagione della caccia.
BRESCIA OGGI Sabato 27 Agosto 2005
VIONE (BS). L’episodio l’altra notte sopra Canè scoperto dagli uomini del nucleo ittico venatorio della Provincia Ucciso un cervo, due denunce Bracconieri «pizzicati» poco dopo l’accaduto: multa di 4 mila euro
di Lino Febbrari
I bracconieri purtroppo non restano mai con le mani in mano. Ieri notte sono entrati nuovamente in azione in alta Valcamonica. Poco dopo la mezzanotte gli agenti del Nucleo ittico venatorio della Provincia di Brescia, coordinati dall’ispettore Antonio Galli, impegnati come quasi tutte le notti a sorvegliare il territorio per proteggere la fauna (ungulati, cervi e caprioli, che durante la stagione turistica costituiscono un’importante attrazione turistica), hanno sorpreso in località Vialàc, poco sopra l’abitato di Canè (frazione di Vione ai margini dell’area bresciana che dal 1975 fa parte integrante del Parco dello Stelvio), due uomini con la carcassa di un cervo maschio abbattuto pochi minuti prima. Le generalità dei due cacciatori di frodo (residenti a Vione) non sono state rese note. «È un vero peccato - è stato il commento amareggiato di alcuni appassionati della zona - perchè almeno avremmo saputo chi «ringraziare» per l’ennesimo ignobile e vile atto di bracconaggio». Ma nell’ambiente venatorio, tra quelli che le regole le rispettano, i nomi degli autori dell’abbattimento illegale dello splendido esemplare del peso di oltre 220 chilogrammi (130 una volta eviscerato, senza trofeo e pelle) probabilmente resteranno ignoti per poco tempo. E’ risaputo che, almeno per quanto concerne la zona compresa tra Edolo e Ponte di Legno, ad agire col favore del buio sono le solite tre, quattro squadre di bracconieri «specializzate» soprattutto nell’uccisione degli animali che escono dall’area protetta alla ricerca di una nuova zona di pascolo. Come è risaputo poi che la maggior parte dei capi abbattuti illegalmente vanno a rifornire le celle frigorifere dei ristoranti che propongono ai loro clienti il famoso salmì. Un vero e proprio affare per quanti si dedicano a questo «secondo lavoro» (quando va bene e non si incappa nella rete tesa dagli agenti): il costo della pallottola (2 euro) viene infatti moltiplicato per mille, tra carne venduta sottobanco (5 euro al chilo mediamente) e trofeo che il collezionista senza scrupoli è disposto a pagare a peso d’oro (in questo caso ancora mille euro). Tornando alla vicenda di ieri notte, gli agenti provinciali da tempo tenevano d’occhio la zona del Vialàc. Erano stati informati che da settimane durante la notte si registrava uno strano movimento di auto, che nulla avevano a che fare con le cascine presenti in quell’area. La trappola è scattata non appena è riecheggiato un colpo di carabina. Colti mentre tentavano di caricare a bordo di un fuoristrada l’animale ucciso, i due bracconieri sono stati denunciati a piede libero per caccia in periodo non consentito. La carcassa del cervo è stata portata in una macelleria di Vezza d’Oglio e nei prossimi giorni la carne verrà messa all’asta e aggiudicata al migliore offerente. Il ricavato andrà come sempre al Comune (o a un ente benefico) sul cui territorio è stato effettuato l’abbattimento. I due bracconieri cosa rischiano?. Tra rimpiazzo del capo, ammende varie e spese legali se la dovrebbero cavare con 4000 euro a testa. «C’è però la beffa - spiega un responsabile di un comprensorio di caccia alpino - a meno che il prefetto decida la revoca comunque resteranno in possesso del porto d’armi. Così tra un paio di settimane, quando la nuova stagione venatoria aprirà i battenti, probabilmente li troveremo a spasso nei boschi con un fucile in mano, come se nulla fosse successo».
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LA PADANIA 01/09/05
Cane intrappolato in buca da 4 giorni
Teglio (SO) - In Valtellina si cerca di salvare una cagnolina, da 4 giorni intrappolata in un buca di 7, forse 11 metri di profondità. Per tutta la giornata di ieri i vigili del fuoco hanno tentato di tirarla fuori; si sono arresi quando è calato il buio, promettendo al proprietario, disperato, di ricominciare oggi. La disavventura del cane, un Foxterrier femmina di 7 anni, è cominciata 4 giorni fa, quando è sfuggita al suo padrone, un turista in vacanza insieme alla moglie. Probabilmente è stato inseguendo qualche animaletto che il cane è finito nella trappola. Il padrone l’ha cercata invano per tre giorni, e solo ieri, durante un nuovo giro di ricerche ha sentito l’uggiolio disperato del Foxterrier
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LA SICILIA
01/09/05
Gela, muore durante battuta di caccia
GELA (CALTANISSETTA) - Il primo giorno della nuova stagione venatoria, a Gela, è stato funestato da un incidente mortale.
Durante una battuta nelle campagne di contrada «Priolo», a sette km a est della città, alla quale partecipava un nutrito gruppo di amici, un colpo, partito accidentalmente dal fucile di uno dei cacciatori, ha raggiunto alla testa l' uomo che gli stava vicino, Roberto Lo Bartolo, 33 anni, operaio metalmeccanico dell'indotto del petrolchimico gelese, che è morto durante il tragitto verso l'ospedale «Vittorio Emanuele». Lascia la moglie e due figli. Indagini sono state avviate dai carabinieri che stanno interrogando sia lo sparatore che i testimoni
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IL TIRRENO GIOVEDÌ, 01 SETTEMBRE 2005
Grosseto
Fedeli divisi per la decisione di un parroco a Follonica Ha il cagnolino in braccio Scacciata dalla chiesa
FOLLONICA (Grosseto) . Sembra che cani e gatti non vadano molto d’accordo con il parroco della chiesa della Madonna di Lourdes a Follonica. È da un po’ di tempo infatti che si sono accese alcune polemiche tra i padroni di questi animali domestici e don Pietro Bianchi e altri fedeli. «Il 15 agosto - racconta una signora che da quando è piccola passa l’estate a Follonica - sono andata in chiesa e ho visto una signora di mezza età seduta sull’ultima panca vicino alla porta. Questa signora - continua - stava aspettando che iniziasse la messa e sotto braccio aveva un piccolo cane non dava fastidio. Mi sono avvicinati - aggiunge la signora - e ho accarezzato il cane ma la padrona mi ha detto: “Adesso vedrà don Pietro” lasciandomi sinceramente un po’ allibita. Solo dopo ho capito il senso di quella frase». «Don Pietro è sceso dall’altare - continua - si è avvicinato velocemente a me e alla padrona del cane e le ha intimato di uscire, l’ha cacciata in malo modo. Gli altri fedeli presenti in chiesa - afferma la signora che ha assistito a tutta la scena - davano ragione al parroco dicendo frasi, a mio parere assurde, come “il sacerdote è il padrone della chiesa è lui che fissa le regole” oppure “ci vuole un po’ di umiltà in questo luogo sacro”. Io ho tentato di difendere la signora e ancora oggi sono sconvolta perché la scena a cui ho assistito mi sembra davvero assurda e ancora non mi spiego il perché di quella reazione». La signora, storica villegiante di Follonica, dopo aver raccontato l’accaduto alla nostra redazione ha voluto sottolineare la sua grande fede e il suo amore per questa città: «Sono una credente praticante ma sembra che la chiasa sia diventata un club privato dove può entrare solo chi ha il permesso queste mi sembrano vere e proprie forme di violenza sugli animali». Ma dall’altra parte della barricata non sono della stessa opinione: «Non ce l’ho con i cani - afferma don Pietro - ma ogni cosa deve stare al suo posto, ho rispetto per tutti e per tutto ma non si può esagerare. Gli animali non possono entare in chiesa, ma neanche al cimitero o in farmacia. Anche a Siena - continua - quando c’è il Palio non sono i cavalli a entrare in chiesa ma è il sacerdote che esce e li benedice». Don Pietro si difende così: «Non credo di chiedere niente di particolare anche perché se quella signora continua a venire in chiesa con il cane poi lo fanno tutti. E qui cosa diventa?. Non vorrei - conclude - altri danni provocati dagli animali. Qualche anno fa infatti alcuni gatti entrarono all’interno della chiesa e si nascosero dentro l’organo. Non sapendo della presenza dei nuovi inquilini, il parroco accese l’organo e i gatti morirono schiacciati. Questi gatti hanno causato tre milioni di danni e per giorni in chiesa c’è stata una puzza tremenda che non si poteva celebrare la messa». Marta Nicoletti
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IL TIRRENO GIOVEDÌ, 01 SETTEMBRE 2005
Pontedera
Ordinanza di sequestro per due cani maltrattati Denunciato dall’Enpa il proprietario, ma uno degli animali era già morto I carabinieri hanno informato la Procura che ha fatto in modo di togliere al padrone i meticci di maremmano al centro del caso
Provincia di Pisa
LA SASSA. Un’ordinanza di sequestro di due cani meticci di pastore maremmano, uno dei quali era già morto quando l’autorità giudiziaria è intervenuta, è stata disposta dalla magistratura, dopo un esposto presentato ai carabinieri di Ponteginori dalla presidente della sezione Enpa di Pisa, Anna Maria Brunoni. La denuncia di maltrattamento riguarda due cani tenuti in località Poggio al Pruno, alla Sassa di Montecatini Valdicecina, a fare la guardia a un’antenna in una zona dove si trovano anche alcuni ripetitori. Il sequestro però è avvenuto in provincia di Pistoia dove abita il proprietario dei cani e dove gli animali sono stati portati una volta che è cominciata l’indagine. A raccontare la storia è la stessa presidente dell’Enpa di Pisa. Il primo esposto risale a maggio. «Una cittadina - dice Anna Maria Brunoni - aveva segnalato lo stato di assoluto abbandono dei due cani, un maschio e una femmina». Già tre mesi fa, dunque, era stato denunciato che i cani, lasciati nel recinto vicino alle antenne, venivano nutriti soltanto ogni 20-30 giorni, «tanto che erano costretti a cibarsi spesso di crocchette funghite e pane secco ammuffito - spiega la presidente dell’Enpa di Pisa - e si abbeveravano di acqua putrida, dove spesso galleggiavano ratti morti, come abbiamo documentato con numerose fotografie e come risulta da uno dei verbali della polizia municipale di Montecatini Val di Cecina». Addirittura, d’inverno l’acqua a volte era ghiacciata e gli animali non potevano neppure bere. Inoltre, il cane maschio aveva una malattia agli occhi che avrebbe richiesto continue cure. Tutto questo avveniva in una località a 650 metri di altitudine, in una zona impervia e difficile da raggiungere, soprattutto d’inverno. Anche il Corpo forestale di Cecina, a suo tempo interpellato, ha una dettagliata documentazione sulla vicenda, come spiega Anna Maria Brunoni. A maggio l’Enpa ha informato anche il sindaco di Montecatini Valdicecina e l’Asl, il dipartimento di veterinaria di Volterra: nessuno è intervenuto. Preoccupata della sorte della femmina, che nel frattempo è scomparsa, la presidente dell’Enpa ha presentato un esposto-denuncia ai carabinieri di Ponteginori. Nella denuncia si parla di stato di abbandono dei cani, «il cui ruolo era quello di fare la guardia a un’antenna privata, lontana dal paese e a decine di km dalla casa del proprietario: una crudeltà insensata - continua Anna Maria Brunoni - visto che i cani non potevano essere un deterrente per i malintezionati». Da quanto tempo andava avanti questa situazione? «Ci chiediamo quanti poveri cani guardiani in questi anni siano stati detenuti - aggiunge Brunoni - in stato di malnutrizione e in condizioni sanitarie insufficienti; e quanto la prolungata esposizione alle onde elettromagnetiche abbia influito sulla loro salute». L’Enpa afferma che una storia simile era accaduta già nel 1997, nella medesima località e con lo stesso proprietario: allora vennero salvati una madre e dei cuccioli sommersi dalla neve. Anche per questo fatto era stata presentata denuncia ai carabinieri. «Devo dire che dopo le testimonianze raccolte dall’Enpa e dopo le indagini tempestive e puntuali svolte dai carabinieri di Ponteginori - prosegue Brunoni - il comandante della stessa stazione ha inoltrato la richiesta di sequestro preventivo dei cani alla Procura della Repubblica di Pisa, che poi ha emesso la relativa ordinanza». Il sequestro è stato possibile solo per uno dei due animali: la femmina, di cui era stata segnalata la scomparsa, era già morta. Il cane, salvato dai maltrattamenti, è ricoverato in un canile di Pistoia, come disposto dalla magistratura. S. C.
IL TIRRENO GIOVEDÌ, 01 SETTEMBRE 2005
Pontedera
LUGLIO 2005 Caldo e catena uccidono un meticcio
Provincia di Pisa
È stato denunciato per maltrattamento di animali il proprietario del cane morto strangolato mentre cercava di fuggire dal terrazzo dove era stato legato, sotto il sole. È il 28 luglio 2005. I carabinieri di Volterra hanno invitato in caserma un uomo S.O., che abita in via Traversa a Saline. Sull’animale, un meticcio di circa due anni, è stata effettuata l’autopsia. Il cane potrebbe essere morto per le conseguenze del caldo oltre che per la catena che lo teneva stretto al collo. Intanto l’associazione animalista Dav si vuole costituire parte civile per vendicare le sevizie subite dal cane, a Saline di Volterra. «L’incivile episodio ci fa vergognare di essere umani - scrive l’associazione -. Ci colpisce ancora una diffusa incuria nei confronti dei casi denunciati dai cittadini alle autorità. Aspettiamo una seria indagine dall’autorità amministrativa».
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IL TIRRENO GIOVEDÌ, 01 SETTEMBRE 2005
Grosseto Sos per Gina e il suo padrone La cagnetta di un clochard vive legata a un albero LUCI E OMBRE D’ESTATE
GROSSETO. Due cose sole possiede: una tenda per dormire e un cane da amare. Lui, per il resto, non ha altro. Giusto le braccia per arrangiarsi con qualche lavoretto rimediato qua e là. Lui è un giovane clochard che dalla scorsa primavera vive sotto gli alberi di Rispescia, davanti all’ex Enaoli. Dorme sotto la tenda, tenendosi vicina Gina, una splendida cagnetta dal pelo nero e lucido. Al risveglio però il giovane parte in cerca di lavoro. A volte va a Grosseto, a volte chissà dove. Se va a Grosseto torna il giorno dopo, col primo pullman del mattino perché di sera, finito il lavoro, pullman per tornare non ce n’è. Se va più lontano, rientra anche dopo settimane. E nel frattempo Gina resta lì. Legata a un albero, sola, sotto il sole cocente o la pioggia battente, a due passi dall’Aurelia. A sfamare Gina ci pensa Silvia Giorgi, una ragazza che abita lì vicino e che - sin dallo scorso aprile - s’è presa a cuore cagnetta e padrone. Ora però anche Silvia è in difficoltà. Lei ha già tre cani, e non può prendersi in carico pure Gina. Una volta l’ha portata a casa, e subito tra i quattrozampe si sono scatenate rivalità che l’hanno costretta a ingabbiare una delle sue canine. Oltretutto Silvia ha anche problemi personali seri, e non può permettersi in alcun modo di accudire un altro animale. La situazione si va facendo imbarazzante. Proprio ieri Silvia ha saputo che il giovane clochard potrebbe restare lontano per mesi. E ora è preoccupatissima, perché teme che qualsiasi cosa accadesse a Gina - che ripetiamo, vive legata a due passi dall’Aurelia - potrebbe essere addebitata alla sua responsabilità. Insomma, c’è bisogno urgente di fare qualcosa per quel cane. «E anche per il padrone», tuona Marlena Giacolini, presidente dell’Enpa. «Mi risulta che il ragazzo sia andato più volte in Comune a chiedere aiuto. Avrebbe bisogno di un ricovero, per sé e per Gina, il suo unico affetto. Io stessa ho mandato l’Asl a Rispescia per verificare la situazione, ma mi è stato risposto che avendo il cane un proprietario, non è possibile portarlo via. Ma Gina non può restare lì. Non ha una cuccia, vive nei suoi escrementi, resta giorni interi al sole o alla pioggia. Senza contare che un qualsiasi imbecille potrebbe farle del male, o magari slegarla facendola scappare verso l’Aurelia, con tutti i pericoli del caso. Lancio un appello perché si trovi un asilo per il proprietario. Altrimenti si faccia in modo di mettere questo cane al sicuro».
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IL TIRRENO GIOVEDÌ, 01 SETTEMBRE 2005
Cecina
Segnalazioni dei lettori. Nutrie e papere uccise a sassate per divertimento, animali domestici investiti a folle velocità «Ha lasciato sull’asfalto il mio povero gatto cieco»
CECINA (LI). «Qui si parla tanto di rispetto, ma siamo ancora molto lontani da quel grado di civiltà cui dovremmo aspirare!» «Ha investito il mio gatto, cieco da un occhio, che dormiva davanti al cancello di casa; è arrivata a tutta velocità per entrare nella sua villa, gli è passata sopra con la macchina rompendogli le gambe e il bacino. E non è neppure scesa per prestargli soccorso, o avvertire». Due frammenti di lettere (inviate alla redazione de Il Tirreno) particolarmente “infuocate”, lettere di denuncia contro le manifestazioni di violenza verso gli animali. A testimoniarli sono due cittadini, rispettivamente F.B. di Cecina (che ha chiesto di mantenere l’anonimato) e Piera Gattini Pachetti di Montescudaio. Entrambi presenti agli atti di violenza. Una nutria e diverse papere uccise a sassate a Marina di Donoratico e alla Mazzanta; e un’automobilista che uccide un gatto cieco senza preoccuparsene a Montescudaio. Si tratta di storie tremende che, sommate agli animali abbandonati o tenuti in uno stato di denutrizione, accadono quotidianamente anche nella nostra zona. Ad operare in prima fila sono le guardie forestali presenti sul territorio con una continua azione di monitoraggio e, allo stesso tempo, pronte ad intervenire con sanzioni salate e provvedimenti legali che possono portare anche alla reclusione. L’ispettore superiore delle guardie forestali Tarcisio Pasqualini parla, intanto, della sporadicità d’interventi legata alla difficoltà di cogliere i colpevoli sul fatto. Fa appello per questo ai cittadini affinché si rivolgano al numero verde “1515” per denunciare i casi specificando il luogo in cui sono accaduti. «Alcuni giorni fa - racconta la lettera di F.B. - mi è capitato di notare in un fosso a Marina di Donoratico una nutria morta. Subito ho visto che era stata uccisa da alcune sassate perché ho trovato queste “armi” sul corpo della vittima e nelle sue vicinanze. Un gesto che mette in evidenza la barbarie e la vigliaccheria di chi lo ha compiuto che dovrebbe farci riflettere». F.B. ha assistito anche ad altri atti di violenza contro gli animali. «Alla Mazzanta hanno preso a sassate delle papere, uccidendole - aggiunge - Mi sembrano fatti che si commentano da soli insieme alle accuse verso coloro che imbrattano i muri o vanno troppo forte con la moto mettendo a rischio la vita altrui. E’ un modo di essere che non può più essere tollerato!»
Spostandoci poi nel centro di Montescudaio troviamo un altro caso di violenza. «E’ un evento che mi ha toccato di persona il 23 agosto alle 9.30 circa - recitano le prime righe della lettera di Piera Gattini Pachetti -. Avevo un gatto di 15 anni cieco da un occhio perché lo aveva colpito il pallino di un cacciatore, così tutti tendevano a scansarlo e ad aiutarlo. Ma un giorno una macchina è arrivata a forte velocità per entrare a 5 metri nella sua villa e lo ha colpito obbligandomi a sopprimerlo. Capisco che investirlo poteva succedere, ma almeno suonare il campanello e chiedere scusa. Pensare che l’automobilista è socia del Wwf e predica una religione basata sulla pace e sulla compassione come il buddismo... Non ho denunciato la responsabile perché non volevo causarle problemi». Storie come queste continuano a ripetersi. Come intervengono le guardie forestali? «Ci sono due pattuglie che controllano continuamente il territorio che va da Rosignano a Marina di Bibbona - spiega l’ispettore superiore del corpo di Guardia Forestale Tarcisio Pasqualini - ma non succede quasi mai di cogliere i colpevoli al momento giusto. In caso potremmo punirli con sanzioni molto salate e con una denuncia che, a seconda della gravità del fatto, può portare anche alla reclusione. La punizione è la stessa, sia che vengano maltrattati animali domestici o selvatici. Invitiamo tutti a segnalare senza paura al 1515 i casi di violenza».
Monterotondo (Roma) Un gattino entrato dalla porta socchiusa ha scatenato la furia omicida di un impiegato ministeriale di Monterotondo, in provincia di Roma. L'uomo lo ha inseguito per tutto l'appartamento e lo ha scaraventato dalla finestra della cucina del primo piano contro il parapetto di un cantiere edile. Il micio ha cominciato a miagolare e rantolare e dopo poco è morto. L'impiegato si è giustificato dicendo di averlo "solo buttato fuori casa". I miagolii disperati del micio hanno richiamato l'attenzione dei vicini che hanno subito avvertito la proprietaria. Il gattino, come ricostruito in seguito, si era allontanato da casa per raggiungere un giardino annesso all'abitazione della donna. Da lì aveva trovato un passaggio riuscendo ad entrare nell'androne del palazzo. Salendo le scale aveva raggiunto il primo piano dove, trovando la porta dell'appartamento dell'impiegato ministeriale aperta, vi si era intrufolato. L'uomo accortosi dell'intruso in casa era andato su tutte le furie cominciando a rincorrerlo per tutto l'appartamento. Raggiunto il gatto, non ha esitato a sollevarlo e a lanciarlo con impeto fuori dalla finestra. L'impiegato, che è stato denunciato ai carabinieri della compagnia di Monterotondo, ha detto che non era sua intenzione fare del male al felino e che lo voleva solo buttare fuori casa. Sul certificato medico dell'istituto zooprofilattico di Roma allegato alla denuncia della proprietaria si legge che il gatto, di soli quattro mesi, è morto per una violenta emorragia interna.
Gli speleologi l'avevano individuata con una videocamera calata nel fosso
Salvata la cagnolina intrappolata da 5 giorni
La piccola fox terrier era caduta nella tana di un tasso ed era imprigionata a 11 metri di profondità. Liberata con l'esplosivo
Sondrio - Pasqualina ce l'ha fatta. Dopo cinque giorni di prigionia nella tanta di un tasso dove ci era finita casualmente e da cui non era più riuscita a liberarsi, la piccola fox terrier di sette anni è stata salvata dai vigili del fuoco e restituita all'affetto del suo proprietario. Per precauzione la cagnolina è stata affidata alle cure di un veterinario, ma dalle prime impressioni sarebbe in buone condizioni di salute, nonostante le sofferenze patite nella profonda feritoia a 11 metri di profondità.
LA SCOMPARSA E L'ALLARME -Pasqualilna era caduta in una fessura della roccia utilizzata come tana dai tassi e da lì non era più riuscita a riemergere con le sole proprie forze. Il proprietario Arturo Pedroli, un agricoltore della zona, si era accorto della sua scomparsa e aveva iniziato a cercarla. La cagnolina come spesso accade agli animali di campagna non era legata e circolava liberamente nei prati e nei boschi della zona. E' stato un turista durante una passeggiata nei boschi di Teglio a sentire i mugolii dell'animale e a dare l'allarme.
I TENTATIVI DI SALVATAGGIO - Gli uomini del 115 e i volontari della protezione civile e dell'Enpa (che avevano anche aperto una sottoscrizione per coprire le spese delle operazioni di soccorso) avevano cercato in ogni modo di estrarla, scavando addirittura con le mani per cercare di aprire un varco. La piccola fox terrier, che ha 7 anni, si era infatti infilata in un pertugio non più largo di 30 centimetri e quindi inaccessibile all'uomo se non per la lunghezza di un braccio. Sul posto erano intervenuti anche alcuni speleologi. Attraverso una videocamera calata nella fessura erano riusciti a registrare le immagini di Pasqualina che, spaventata e tremolante, era comunque viva e vegeta e invocava abbaiando l'aiuto del suo padrone.
CARICHE ESPLOSIVE -Per riuscire atirarla fuori, dopo aver fatto diversi tentativi con corde e imbragature, alla fine sono state utilizzate delle microcariche esplosive con cui è stata creata una breccia sufficientemente ampia per consentire l'intervento dei soccorritori. E alla fine Pasqualina è tornata tra le braccia del signor Arturo.
ANSA.IT 02/09/05
Cane in buca: Pasqualina e' salva
La cagnetta e' rimasta imprigionata per cinque giorni
(ANSA)-SONDRIO, 2 SET-La cagnetta Pasqualina e' salva e in buone condizioni di salute: poco dopo le 24 e' stata tirata fuori dalla buca dove e' caduta 5 giorni fa. Il fox terrier di 7 anni era prigioniero in una buca a circa 11 metri di profondita', nei boschi della Valtellina. Per tirarlo fuori di li', i vigili del fuoco di Sondrio hanno creato un varco tra le rocce con delle microcariche esplosive. Una volta aperto un passaggio, un pompiere si e' calato nel buco fino a raggiungere l'animale.
TGCOM 02/09/05
Salvo cane prigioniero in una buca
Sondrio,Pasqualina libera dopo 5 giorni
Pasqualina è sana e salva: la cagnolina, da 5 giorni prigioniera in una buca a 11 metri di profondità nei boschi della Valtellina, è stata recuperata dai vigili del fuoco di Sondrio. Per salvare l'animale, dopo l'intervento degli speleologi, i pompieri hanno creato un varco tra le rocce con microcariche esplosive; quindi un vigile del fuoco si è calato nel pozzo e ha recuperato il cane. Il foxterrier, nonostante i cinque giorni in cattività, è in buone condizioni di salute, ma per il momento è stato affidato alle cure di un veterinario. L'animale era caduta nella tana di un tasso dopo essersi allontanata dai proprietari, una coppia di turisti in vacanzia in Valtellina. Il padrone l'aveva cercata instancabilmente per tre giorni, al termine dei quali aveva udito il suo guaito dal fondo della buca. A quel punto aveva fatto scattare le operazioni di recupero che hanno coinvolto i vigili del fuoco di Sondrio, gli speleologi, la protezione civile e l'Anpa. L'uomo era rimasto accanto alla sua Pasqualina per un paio di giorni assistendo ai numerosi tentativi di salvataggio tra le lacrime.
dalla famiglia Zucconelli di Modena:
Abbiamo in famiglia un bambino malato che, purtroppo, ha avuto da un amico la notizia pubblicata ieri da "La provincia di Sondrio" e inclusa nell'info di Bairo.
La notizia riguarda il cagnolino intrappolato nei boschi di Carona (Teglio).
Ora il bambino non dorme e rifiuta il cibo.
Abbiamo telefonato al quotidiano suddetto e ci hanno detto che ancora non sono riusciti a tirarlo fuori: ma come è possibile, da sabato scorso?...
Siamo ovviamente preoccupati sia per il bimbo che per l'animale...
Per favore, fate conoscere la presente comunicazione, nella speranza che i soccorsi siano incrementati e accelerati.
Grazie di cuore.
Famiglia Zucconelli da Modena.
LA PADANIA 01/09/05
Cane intrappolato in buca da 4 giorni
Teglio (SO) - In Valtellina si cerca di salvare una cagnolina, da 4 giorni intrappolata in un buca di 7, forse 11 metri di profondità. Per tutta la giornata di ieri i vigili del fuoco hanno tentato di tirarla fuori; si sono arresi quando è calato il buio, promettendo al proprietario, disperato, di ricominciare oggi. La disavventura del cane, un Foxterrier femmina di 7 anni, è cominciata 4 giorni fa, quando è sfuggita al suo padrone, un turista in vacanza insieme alla moglie. Probabilmente è stato inseguendo qualche animaletto che il cane è finito nella trappola. Il padrone l’ha cercata invano per tre giorni, e solo ieri, durante un nuovo giro di ricerche ha sentito l’uggiolio disperato del Foxterrier.
> MOBILITIAMOCI! > Oltre la Specie > www.oltrelaspecie.org > > 01/09/2005 > > > Amici! > > Di seguito tutte le informazioni sul prossimo EVENTO OLS a cui vi chiediamo di partecipare NUMEROSI! > > A presto > Oltre la specie > > ------------------------------------------------------------ > > EVENTO ECCEZIONALE - MASSIMA DIFFUSIONE: > > OLS incontra TOM REGAN > > Sabato 24 Settembre alle ore 21.00 - presso la Casa del Volontariato di Monza, via Correggio, 59 > > Domenica 25 Settembre dalle ore 11.00 alle ore 16.00 - via Roma, 24 - Cambiago (MI) > > TOM REGAN PRESENTA L'EDIZIONE ITALIANA DEL SUO NUOVO LIBRO: > > GABBIE VUOTE. LA SFIDA DEI DIRITTI ANIMALI > (Sonda 2005) curata da "Oltre la Specie" > > Finalmente anche in italiano un libro fondamentale per la lotta per il riconoscimento dei diritti animali. Il libro, pur rappresentando una completa disanima dei diritti animali da un punto di vista sia teorico che pratico, è di semplice e facile lettura e, pertanto, siete tutti invitati ad acquistarne più copie al fine di diffonderlo e regalarlo. > > Leggi la recensione: http://www.oltrelaspecie.org/download/gabbievuote/gabbie_vuote_recensione.do c > Leggi l'indice del libro: http://www.oltrelaspecie.org/download/gabbievuote/gabbie_vuote_indice.pdf > Leggi il prologo del libro: http://www.oltrelaspecie.org/download/gabbievuote/gabbie_vuote_prologo.doc > > Tom Regan, professore emerito di Filosofia presso la North Carolina State University, è universalmente riconosciuto come il leader intellettuale del movimento per i diritti animali. Durante gli oltre 30 anni di attività accademica, ha pubblicato centinaia di articoli specialistici e più di 20 libri sull'argomento. Ha fondato The Culture & Animal Foundation (www.cultureandanimals.org). > > Sabato 24 settembre - Conferenza e dibattito seguiti da un rinfresco vegano durante il quale ci si potrà intrattenere ulteriormente con Tom Regan. > Ingresso libero > > Domenica 25 Settembre - Festa in giardino privato con breve introduzione del libro da parte di Tom Regan e pranzo. > Prenotazione obbligatoria: eventi@... (posti limitati); > > OPZIONI: > pranzo più libro: 25 Euro > solo pranzo: 13 Euro > > In entrambe le occasioni sarà possibile acquistare il libro, farlo autografare dall'autore e poter conoscere personalmente Tom Regan. > > Per ulteriori informazioni, visita il nostro sito: contattaci a info@... o telefona al 335-5650440. > > SCARICA IL VOLANTINO DELL'EVENTO: http://www.oltrelaspecie.org/download/volantino-conferenze-7-tom-regan.doc > > > > -------------------------------------------------------------------------- ---- > Questo messaggio proviene dalla Newsletter di Oltre la specie Onlus - Associazione animalista antispecista > http://www.oltrelaspecie.org >
Sondrio, la cagnetta era caduta in una tana di tasso Vigili del Fuoco e speleologi impegnati nell'operazione E dopo sei giorni Pasqualina fu salvata
di LUIGI BOLOGNINI SONDRIO - Caduta in una tana di tasso sabato, Pasqualina è stata salvata a mezzanotte. Pasqualina è un cane, un fox terrier di 7 anni. Sabato era finita in una buca mentre scorrazzava nei boschi di Carona, una località in provincia di Sondrio. Un tunnel profondo 11 metri particolarmente contorto, da cui non era più riuscita a uscire. Non correva pericolo immediato di vita, perché la galleria si concludeva con uno slargo sufficiente per darle l'aria, e dal terreno filtrava un po' di acqua. Quanto al cibo ci pensavano i soccorritori - i Vigili del fuoco di Sondrio e i volontari dell'Enpa - che ogni tanto le gettavano cotolette e salsicce.
Ma dopo sei giorni di forzata prigionia la situazione si stava facendo difficile: Pasqualina si stava come spegnendo, dando segni di vita solo ogni tanto. Non è stato facile liberarla: la zona è piena di alberi e radici e la tana è circondata dalla roccia. I pompieri ce l'hanno fatta dopo aver chiesto consiglio a uno speleologo, che ha suggerito di mettere delle microcariche esplosive che hanno allargato il buco. A quel punto ci si è potuti calare e riportare all'aria aperta il fox terrier, sano e salvo, anche se terrorizzato.
GATTILE al coperto situato a Roma zona centro ovest cerca urgentemente volontari anche per un'ora a settimana. Regalate un poco del vostro tempo ai nostri gatti e ve ne saremo tanto grati. Tel. 347.2319509
Entra un gattino in casa, lo uccide Roma ,gettato dal 1° piano contro muro
Un gattino entrato dalla porta socchiusa ha scatenato la furia omicida di un impiegato ministeriale di Monterotondo, in provincia di Roma. L'uomo lo ha inseguito per tutto l'appartamento e lo ha scaraventato dalla finestra della cucina del primo piano contro il parapetto di un cantiere edile. Il micio ha cominciato a miagolare e rantolare e dopo poco è morto. L'impiegato si è giustificato dicendo di averlo "solo buttato fuori casa".
I miagolii disperati del micio hanno richiamato l'attenzione dei vicini che hanno subito avvertito la proprietaria. Il gattino, come ricostruito in seguito, si era allontanato da casa per raggiungere un giardino annesso all'abitazione della donna. Da lì aveva trovato un passaggio riuscendo ad entrare nell'androne del palazzo. Salendo le scale aveva raggiunto il primo piano dove, trovando la porta dell'appartamento dell'impiegato ministeriale aperta, vi si era intrufolato. L'uomo accortosi dell'intruso in casa era andato su tutte le furie cominciando a rincorrerlo per tutto l'appartamento. Raggiunto il gatto, non ha esitato a sollevarlo e a lanciarlo con impeto fuori dalla finestra. L'impiegato, che è stato denunciato ai carabinieri della compagnia di Monterotondo, ha detto che non era sua intenzione fare del male al felino e che lo voleva solo buttare fuori casa. Sul certificato medico dell'istituto zooprofilattico di Roma allegato alla denuncia della proprietaria si legge che il gatto, di soli quattro mesi, è morto per una violenta emorragia interna.
IL GAZZETTINO DI VENEZIA Venerdì, 2 Settembre 2005
SAN MICHELE Ai blocchi di partenza la quarta "Sagra degli osei"
San Michele al Tagliamento (VE)
Grande attesa per l'inizio della quarta "Sagra degli Osei" nel parco della storica villa Ivancich di San Michele al Tagliamento. La manifestazione, organizzata dall'associazione "Maremoto" in collaborazione con Federcaccia e Comune, si svolgerà da domani a domenica. Si prevede, considerando anche il grande successo della scorsa edizione, una consistente partecipazione di pubblico: le previsioni ufficiali parlano infatti di oltre 6mila visitatori. Alla consueta esposizione ornitologica e di rettili si aggiungeranno quest'anno molte novità: oltre alla "Mostra della caccia dal medioevo alle soglie del secondo millennio", accessibile da sabato alle 19 nella cantina della villa, anche una minigara di tiro a segno gratuito per bambini, prevista per domenica alle 10, seguita dal concerto dell'istituto filarmonico Città di Sacile. Novità, ma anche conferme, come nel caso dell'esposizione di bonsai organizzata sabato con il contributo del club "Bonsai del Lemene", che anche quest'anno sarà predisposta sul viale della villa. Risveglio all'alba per quanti invece vorranno partecipare domenica al secondo concorso canoro "Uccelli da richiamo" aderente al "Trofeo regionale Veneto", al quale farà seguito il concorso per uccelli da gabbia e voliera. La "sagra degli Osei" coinvolgerà domenica anche una seconda location, il campo sportivo di San Giorgio al Tagliamento: qui, dalle ore 10, sarà visitabile la mostra di carri, calessi e cavalli, con la possibilità per i giovani visitatori di partecipare gratuitamente ad una scuola di equitazione; seguirà, alle 11, il "Concorso canino per padroncini da 0 a 12 anni" ed alle 18 una dimostrazione a cavallo di dressage e monta spagnola. Durante la manifestazione saranno presenti ricchi stand enogastronomici con tradizionali piatti locali. «È nostra ferma intenzione far crescere iniziative di questo tipo - ha commentato il sindaco Sergio Bornancin - la Sagra dei Osei costituisce un'occasione unica per vivere il mondo degli animali e lo splendido parco verde di villa Ivancich e fornisce inoltre ai turisti di Bibione un'ulteriore occasione per conoscere le nostre tradizioni». Jennifer Colusso
WALL STREET ITALIA 2 Settembre 2005 9:28 PHNOM PENH (ANSA) Tribunale condanna un bracconiere a 7 anni di carcere Cambogia: l'uomo ha ucciso piu' di 600 animali protetti
(ANSA) - PHNOM PENH, 2 SET - Un tribunale cambogiano ha condannato un bracconiere a 7 anni di carcere. L'uomo, dal 2001, ha ucciso oltre 600 animali protetti. Tra le specie colpite ci sono tigri, elefanti, orsi e leopardi. Ma la sua carriera e' iniziata piu' di trent'anni fa, nel pieno del genocidio perpetrato dai Khmer Rossi sotto Pol Pot.
LA NUOVA ECOLOGIA 2 settembre 2005
SICILIA Spari contro guardie dell’Enpa
Belpasso (Catania)
Inquietante episodio in provincia di Catania nella notte che ha preceduto l’apertura della caccia: alcuni bracconieri hanno tentato di colpire i controllori dell’Ente protezione animali Spari nella notte contro quattro guardie zoofile dell'Ente nazionale protezione animali (Enpa). È successo a Belpasso, comune in provincia di Catania nella notte tra mercoledì e giovedì. L’episodio è avvenuto poco più di un'ora dopo l'avvio della preapertura della stagione venatoria, ma in una fascia oraria in cui è vietato cacciare. Le guardie zoofile dell'Enpa erano in servizio antibracconaggio mentre altri volontari erano in una piazza a Catania per una veglia di protesta contro la caccia. «Sentiti degli spari - spiegano all'Enpa - si sono avvicinati alla zona dalla quale provenivano i rumori. Quando i bracconieri (il cui numero è imprecisato) hanno notato gli uomini dell'Enpa in divisa, hanno cominciato a sparare contro le guardie, fortunatamente senza colpire nessuno». Le doppiette selvagge si sono subito dopo date alla fuga, abbandonando sul campo alcuni capi di selvaggina già abbattuti. I bracconieri si trovavano a bordo di due automobili senza targa e stavano cacciando conigli selvatici. Sette animali già abbattuti e abbandonati sono stati successivamente recuperati e sequestrati dalle guardie zoofile dell'Enpa. Sull'episodio, la sezione Enpa di Catania ha presentato una denuncia contro ignoti e un'informativa di reato alla procura della Repubblica.
MOLECULARLAB
Fonte: LaRepubblica (02/09/2005)
Il morbo della mucca pazza iniziò così Resti umani sarebbero stati aggiunti alle farine animali provocando la Bse
Il morbo della mucca pazza avrebbe avuto origine in India, diffuso per la prima volta dai resti umani trascinati dal Gange e utilizzati per "tagliare" i mangimi prodotti con ossa animali. Ad avanzare questa nuova e sconcertante ipotesi, che rovescia la teoria dominante di un'origine animale del morbo, è una ricerca che verrà pubblicata sabato sulla prestigiosa rivista britannica di medicina The Lancet. Secondo gli autori, Alan Colchester dell'università del Kent e Nancy Colchester dell'università di Edimburgo (i due sono padre e figlia), l'epidemia ha avuto origine negli anni Cinquanta a causa del mangime importato in Gran Bretagna dal sub-continente asiatico. Alcuni corpi parzialmente bruciati durante i funerali indù, poi lasciati in balia delle acque del Gange, sarebbero stati portatori del morbo di Creutzfeldt-Jakob (Cjd), da cui è derivata l'encefalopatia spongiforme bovina (Bse) che ha colpito gli animali. Secondo i ricercatori, i contadini indiani avrebbero utilizzato tali resti per confezionare il mangime per i bovini, che poi è stato venduto in Europa. "Le attuali teorie su come si è originata la Bse non ci hanno mai convinto", ha spiegato Alan Colchester, ricordando di aver verificato che "in coincidenza con il periodo in cui si ritiene che la malattia si sia manifestata per la prima volta in Gran Bretagna è stata introdotta una vasta quantità di mangime per animali importato e che la maggior parte di quelle importazioni provenivano dal subcontinente indiano". L'ipotesi rovescia così la teoria fino ad ora predominante sul morbo della mucca pazza, che ne attribuiva la causa a mangimi composti con carcasse di altri animali malati. Scoperta in Gran Bretagna alla fine degli anni ottanta, la Bse ha acquistato un rilievo drammatico quando ha cominciato a trasmettersi agli umani, provocando registrando 150 decessi accertati.
YAHOO 02/09/2005 12.42.00
Mucca pazza: colpa di cadaveri indiani spacciati per mangime?
A cura de Il Pensiero Scientifico Editore
La diffusione dell’encefalopatia bovina spongiforme sarebbe stata causata da mangime per animali contaminato da resti umani provenienti dal fiume sacro dell’India, il Gange. Questa la macabra ipotesi contenuta in uno studio pubblicato dalla prestigiosa rivista Lancet e destinato a suscitare un acceso dibattito. La causa dei primi casi di BSE è tuttora ignota. Le teorie finora più diffuse riguardavano la mutazione di patologie bovine o ovine pre-esistenti, diffusa grazie allo scellerato utilizzo di mangimi animali negli allevamenti. Alan Colchester dell’University of Kent e Nancy Colchester dell’University of Edinburgh (padre e figlia) sono sempre stati scettici al riguardo: "Le teorie su come si è originata la BSE non ci hanno mai convinto", spiega Alan Colchester: “Abbiamo però verificato che in coincidenza con il periodo in cui si ritiene che la malattia si sia manifestata per la prima volta in Gran Bretagna è stata introdotta una vasta quantità di mangime per animali importato e che la maggior parte di quelle importazioni provenivano dal subcontinente indiano". Partiti da questo dato, i ricercatori hanno proposto una nuova teoria, che consiste di tre ipotesi: 1. La BSE è stata causata da materiale umano contaminato da morbo di Creutzfeldt-Jacob 2. La trasmissione ai bovini è avvenuta per via orale mediante alimentazione 3. Il materiale infettivo proviene dal subcontinente indiano. Alan e Nancy Colchester elencano nel loro studio una serie di prove circostanziali che dimostrerebbero che del materiale proveniente da cadaveri è stato importato dall’India in Gran Bretagna mescolato con resti animali destinati alla produzione di mangimi per bovini per un lungo periodo di tempo. Secondo i ricercatori inoltre i ceppi di encefalopatie spongiformi trasmissibili umane come il morbo di Creutzfeldt-Jacob hanno caratteristiche abbastanza compatibili con quelli della BSE da avvalorare la loro ipotesi. L’accusa è di quelle destinate a lasciare il segno: contadini indiani poveri (e senza scrupoli) avrebbero utilizzato resti umani parzialmente cremati e in decomposizione trasportati dal fiume sacro Gange (dove la tradizione indù vuole vengano ‘sepolti’ i morti) per ‘rimpinguare’ le dosi di carcasse animali destinate alle fabbriche di mangimi animali. Alan Colchester spiega: “Sono necessarie altre indagini, e per renderle più approfondite ed efficaci sarebbe necessaria una collaborazione più stretta tra le strutture sanitarie, agricole e industriali dei nostri Paesi. L’OMS potrebbe forse coordinare questi scambi di informazioni”. Non si sono fatte aspettare le reazioni delle autorità sanitarie indiane alla pubblicazione dello studio inglese: Susarla Shankar del National Institute of Mental Health and Neurosciences di Bangalore puntualizza: “Nemmeno un singolo caso di BSE è stato registrato in India, tranne un caso riguardante una pecora himalayana quasi sicuramente importato dall’estero. Gli scienziati dovrebbero procedere con cautela quando fanno ipotesi che hanno così vaste implicazioni geografiche, culturali e religiose. Siamo d’accordo con Colchester quando dice che bisogna indagare ancora: ora servono con urgenza dati certi che confermino o smentiscono la sua teoria”. Fonte: Colchester ACF, Colchester NTH. The origin of bovine spongiform encephalopathy: the human prion disease hypothesis. The Lancet 2005; 366:856-861 david frati
LA MESCOLANZA 01/09/2005
MADAGASCAR IL FILM : LO ZOO E’ BELLO E FA BENE AGLI ANIMALI. ANIMALISTI ITALIANI: PERICOLOSO MESSAGGIO PER I BAMBINI! FAREMO VOLANTINAGGIO DAVANTI AI CINEMA
Bologna. Il film “Madagascar” di Dreamworks, nelle sale dal 2 settembre, narra la storia della giraffa ipocondriaca Melman, del leone Alex re dello zoo, dell’allegra ippopotama Gloria, di Marty la zebra che anela una vita in natura e di un gruppo di 4 pinguini che organizzano la fuga dallo zoo di New York, nel quale vivono tutti. “Il messaggio negativo che principalmente emerge dal film Madagascar”-dichiara Laura Budriesi portavoce degli Animalisti Italiani- “è che lo zoo è un luogo idilliaco, un posto di vacanza, una beauty farm, un ristorante di gran lusso, insomma un mondo di felicità per gli animali! I bambini ricevono questo messaggio gravemente distorto della realtà e assolutamente pessimo. Paradossalmente la zebra Marty, che desidera vivere la “natura” e la vita fuori dallo zoo, viene descritta come un’alienata folle. Le riunioni notturne dei 4 protagonisti sono qualcosa che mai potrebbe accadere realmente; i bambini, tutti devono sapere che negli zoo dalla chiusura pomeridiana fino al giorno successivo leoni, tigri, elefanti, orsi, ippopotami, tutti gli animali considerati pericolosi sono rinchiusi nei reparti notturni. Squallide ed ancor più anguste gabbie di 2mx3m per i felini nelle quali sono costretti a trascorrere la maggior parte del tempo della loro vita: dalle 12 alle 16 ore! I leoni come Alex, animali crepuscolari, proprio nelle ore in cui naturalmente sono più attivi vengono invece rinchiusi in spazi ben più limitati di quelli già di per sé ridicoli nei quali sono esposti: finte rocce, spazi senza barriere solo per i nostri occhi però. Ci preoccupa che si dipinga la nevrosi del leone Alex, incapace di vivere se non nello zoo con tutti i confort che esso offrirebbe, senza nessun senso critico, senza suggerire che la causa di tanto disagio, sofferenza e maltrattamento siamo proprio noi umani, responsabili della cattura, della deprivazione, della prigionia a vita di animali ai quali vengono rinnegate le minime esigenze socio-etologiche per il piacere tutto umano, o forse disumano, di vederli rinchiusi in uno zoo. Che i genitori portino pure i bambini a vedere Madagascar, ma lo spettacolo non si limiti ad una visione acritica e passiva. Bisognerebbe accentuare gli spunti positivi del film (il sano desiderio di libertà e fuga della zebra Marty e dei 4 pinguini) e sottolineare invece gli aspetti del tutto negativi. La descrizione dello zoo come un albergo a 5 stelle, la criminalizzazione del leone che diviene il “mostro sanguinario” quando riaffiora il lui il naturale istinto predatorio, l’effetto dell’intervento delle associazioni animaliste delle quali non si fa il minimo cenno alla reale attività nei casi di riabilitazione e reintroduzione in natura. L’alterazione della vera identità degli animali è il messaggio più pericoloso e deviante del film. Di essa siamo solo noi umani i veri responsabili, responsabilità che invece viene del tutto cancellata dal film nel quale, come a riscattare il senso di colpa che il genere umano dovrebbe sentire verso il mondo animale, i “sapiens”-ovvero gli umani- sono invece paternalisticamente invocati dagli animali stessi come loro protettori e salvatori. Da questo tipo di sapiens, invece, sono sicura che gli animali non vorrebbero affatto essere salvati al punto di essere segregati a vita in una galera chiamata zoo o bioparco!” Per questo gli attivisti del gruppo distribuiranno volantini informativi sulla realtà degli ZOO agli spettatori, davanti ai cinema bolognesi.
GAZZETTA DI PARMA 02/09/2005
BREVI Ma a Bologna gli animalisti lo contestano
BOLOGNA Gli Animalisti Italiani hanno annunciato per oggi un volantinaggio davanti ai cinema bolognesi dove è in uscita il film di animazione « Madagascar » di Dreamworks, che a loro avviso « contiene un pericoloso messaggio per i bambini: lo zoo è bello e fa bene agli animali » . continua...
VIVIENNA Inserita il 01/09/2005 alle 15:43:08
Primo giorno di caccia in Sicilia, prima vittima
Assoro (Enna)
Lo scorso anno, il giorno dell’apertura ad Assoro un cacciatore è stato ricoverato in prognosi riservata perchè colpito all'occhio da un pallino partito dal fucile di un suo amico, mentre a Siracusa una giovane coppia, a bordo della loro auto, è stata travolta da una pioggia di pallini di piombo uno dei quali è andato a colpire il giovane alla guida; l’apertura della caccia del 2003 vide la morte di un cacciatore, Giuseppe Palazzolo di 64 anni, ucciso durante una battuta nelle colline di Carini (PA). Del 2004, poi, la strage di Zafferana Etnea (CT), dove in un incidente di caccia il padre prima spara per errore ed uccide il figlio e poi si suicida. Oggi primo giorno della pre-apertura della caccia in Sicilia diventa per la terza volta una tragedia, con una nuova vittima. Il commento a caldo della LAV alla notizia dell’operaio di Gela (Caltanissetta) morto sparato durante una battuta nel primo giorno di caccia. ''E’ terribile affermarlo, ma si tratta di una tragedia annunciata – dichiara Ennio Bonfanti, responsabile LAV del settore 'fauna' - che assegna alla Sicilia questo triste primato che, con grande amarezza e rispetto per le vittime, denunciamo da anni tra l’indifferenza della Regione. E’ stato irresponsabile il provvedimento dell’Assessore regionale all’agricoltura, on. Innocenzo Leontìni, che contro il buon senso e le esigenze di tutela faunistica ha anticipato ad oggi la data di apertura della caccia rispetto al calendario nazionale che la prevede alla terza domenica di settembre. Ora ne vediamo le conseguenze! In Sicilia i cacciatori sono troppi (53mila) e troppo indisciplinati ed i primi giorni di apertura sono i peggiori: la spasmodica ricerca di animali da mettere comunque nel carniere come ‘compensazione’ delle tasse pagate per la licenza, spinge i cacciatori a sparare senza freno''. ''Per questo chiediamo al Presidente della Regione, on. Toto' Cuffaro, di porre subito rimedio al gravissimo e tragico errore dell’apertura anticipata – incalza Bonfanti – attraverso l’immediata revoca, nelle prossime 24 ore, del decreto assessoriale sulla pre-apertura della caccia per sospenderla almeno fino alla fine del mese. Occorre immediatamente una moratoria per rispetto di questa morte e per scongiurare altre morti o feriti; solo dopo un’attenta riflessione ed anche una valutazione dei rischi ecologici ed ambientali dell’impatto dei 53mila cacciatori sulle popolazioni faunistiche dell’Isola, la Regione potrebbe valutare se riaprile la caccia ad ottobre''. ''Di fronte a questa situazione ci attendiamo che il Presidente Cuffaro e l’Assessore Leontini dimostrino buonsenso ed accortezza – prosegue Bonfanti – in quanto non ci sono le condizioni di sicurezza necessarie per sopportare altri 4 mesi di caccia. Un loro mancato intervento rappresenterebbe una gravissima ed imperdonabile omissione politica, morale e giuridica''. Secondo la LAV i tanti morti e feriti che la caccia causa in Sicilia sono la micidiale conseguenza della legge venatoria regionale n. 33 del 1997 e del decreto dell’Assessore all’agricoltura che ogni anno emana il 'calendario venatorio': norme troppo permissive che consentono di sparare sempre e ovunque. Per legge almeno il 60% del territorio agro-silvo-pastorale di ogni provincia deve essere obbligatoriamente destinato alla libera caccia ed ogni cacciatore può entrare nei fondi privati anche contro il volere del proprietario (art. 842 del codice civile). In Sicilia si può sparare 5 giorni a settimana da un’ora prima del sorgere del sole fino al tramonto, quindi in condizioni di visibilità precarie. Insomma, la caccia e' un problema di pubblica e privata incolumita' che le norme regionali – fatte apposta per incoraggiare una caccia sfrenata, distruttiva e pericolosa - ignorano colpevolmente pur di non far mancare il consenso elettorale delle doppiette verso i politici siciliani.
GOMARCHE Giovedì 1 Settembre 2005 19:28
LA STAGIONE DELLE CACCIA AL VIA DAL 3 SETTEMBRE
Rocchi: “Nelle Marche apertura unica della stagione venatoria il 3 settembre, le informazioni su un anticipo sono infondate”; ma per il WWF è comunque presto: "Le Marche sono tra le peggiori regioni in Italia per la lunghezza della stagione e per il numero delle specie cacciabili".
ANCONA - “Nelle Marche si caccia dal 3 settembre. La Regione non ha concesso deroghe sull’apertura, per cui le informazioni su un anticipo al 1 settembre sono destituite di ogni fondamento”. Lo ha comunicato il consigliere regionale Lidio Rocchi, delegato dal presidente Spacca a seguire le politiche della caccia e della pesca sportiva. Rocchi è intervenuto sull’argomento dopo che, anche a livello nazionale, si è parlato di un anticipo del prelievo al mestolone e alla marzaiola, come ha dichiarato ieri, al Corriere della Sera, il presidente del WWF Fulco Pratesi e come indicato sul sito internet dell’associazione. Rocchi ha ricordato che pure per queste due specie il prelievo è possibile solo da sabato 3 settembre al 15 gennaio 2006, mentre la stagione venatoria si concluderà il 31 gennaio 2006. La risposta del WWF non si è però fatta attendere. L'associazione sostiene che le Marche sono tra le "peggiori regioni in Italia per la politica venatoria, sia per l'apertura anticipata della stagione, sia per la caccia alle specie in deroga alle direttive dell'Unione Europea". Anche quest'anno infatti le Marche hanno anticipato l'avvio della caccia al 3 Settembre, senza tenere conto del parere negativo dell'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, massimo organismo scientifico nazionale in materia di fauna, mentre la legislazione nazionale prevede, salvo giustificati motivi non rilevati dall'INFS, l'apertura della stagione soltanto alla terza domenica di settembre. "Le Marche", ricorda il WWF in un comunicato, "hanno inoltre il triste primato delle specie cacciabili, 19, tra le quali 5 specie protette dalla normativa europea: Storno, Passero, Passera mattugia, Taccola e Fringuello (pesa meno di 20 grammi). Da notare come l'apertura anticipata riguardi anche Mestolone e Marzaiola, anatidi possibili vettori dell'influenza aviaria."
SWISSINFO 1 settembre 2005 11.51
Zurigo: ETH inaugura tomografo per animali
ZURIGO - Il Politecnico federale di Zurigo (ETH) si è dotato di un "tomografo ad emissione di positroni", un cosiddetto PET, riservato agli animali. Andrà ad equipaggiare il nuovo centro di ricerca, costato complessivamente 11 milioni di franchi, che servirà tra l'altro a studiare nuove terapie e nuovi medicamenti per la medicina veterinaria. La tomografia ad emissione di positroni permette di visualizzare i processi biochimici all'interno del corpo, come ad esempio l'effetto di un medicamento sul metabolismo, scrive l'ETH di Zurigo in una nota. Le nuove apparecchiature, affidate al Centro di ricerca radiofarmaceutica che l'ETH gestisce assieme all'Università di Zurigo e all'Istituto Paul Scherrer (PSI), saranno in particolare utilizzate nella ricerca sui tumori, sulle malattie cardiovascolari e del cervello degli animali.
RADIONEWS giovedì 1 settembre 2005 - 11.40
Anche in Lombardia caccia anticipata. Nessuna deroga invece nella nostra provincia dove la stagione venatoria aprirà il 18 settembre
E restiamo in tema di caccia perché in molte regioni italiane, tra cui la nostra, la stagione venatoria con oggi si è aperta in anticipo suoi tempi previsti. Come in passato, anche quest’anno, l’anticipo dell’apertura della caccia, concesso per tordi e peppole, ha dato vita ad una serie di polemiche. In particolare il WWF e le altre organizzazioni ambientalista sostengono che l’anticipo della stagione venatoria è stato deciso in contrasto con i pareri dell’Istituto Nazionale per la fauna selvatica con pesanti ripercussioni sulla fauna stessa. Secondo le associazioni sono 14 le specie di uccelli che rischiano l’estinzione e che possono essere cacciati. Nessuna deroga nella nostra provincia dove la stagione venatoria aprirà il 18 settembre prossimo in linea con i tempi stabiliti dall’Istituto Nazionale.
IL MESSAGGERO Giovedì 1 Settembre 2005
Il rifugio scoppia: basta cani I 222 animali sono ben tenuti, ma la struttura è fatiscente
di MONICA MARTINI
Furbara (Roma)
«Ma quale canile lager! Qui ci sfamano, ci curano e ci accolgono quando gli altri ci abbandonano». Se potessero parlare questoo direbbero gli oltre duecento randagi che hanno trovato ospitalità acqua e cibo nel rifugio di Furbara, posto sotto sequestro a seguito di un'ispezione compiuta dal Nucleo dei Nas di Roma e dai Veterinari dell'Asl Rm F. La struttura, dove da ieri per ordine del sindaco non potranno essere più accolti altri animali, come si evince dal verbale dei Nas, è risultata fatiscente e priva di requisiti sanitari minimi. In compenso i cani presenti erano ben nutriti e non mostravano segni di malattie in atto. Proprio questo particolare deve aver indotto i Nas a concedere ai volontari la gestione del canile per assicurare la sopravvivenza degli animali. Ma la condizione in cui versa il rifugio di Furbara è davvero drammatica e soprattutto a causa del sovraffollamento che rende davvero difficile mantenere anche economicamente un numero così elevato d'ospiti. Aperto oltre 15 anni fa il canile di Furbara è in comodato d'uso ai volontari della Lega nazionale per la difesa del Cane. Gli ospiti sono 222 ma si sono toccate punte di 280 animali provenienti anche da Cerveteri e Ladispoli. L'unico contributo economico però, 15.000 euro, insufficiente anche solo per i mangimi, è stato erogato sempre e solo dal Comune di S.Marinella che quest'anno ha previsto di stanziare 18.000 euro. L'area, soggetta spesso anche ad allagamenti, non era certo delle più idonee ed anche le gabbie ed i recinti si sono rivelati insufficiente per far fronte al massiccio numero d'ospiti a quatte zampe. Per evitare ulteriori problemi, Tidei ha emesso un provvedimento d'urgenza volto non solo a salvaguardare l'incolumità dei cani abbandonati ma anche a riaprire il cantiere ed accelerare i lavori per la costruzione del nuovo canile. L'ordinanza, in sintesi, fa divieto ai volontari di accogliere altri cani ma li invita ad individuare altri siti per "alleggerire" la presenza degli ospiti del rifugio di Furbara. Il sindaco ha poi disposto l'immediata ripresa delle opere per la costruzione del canile municipale. L'amministrazione , ha anticipato il consigliere delegato al randagismo Marco Maggi, «prevedendo fin d'ora che la nuova struttura non sarà sufficiente per far fronte al deprecabile fenomeno dell'abbandono dei cani, ha stanziato 70.000 euro per ristrutturare e mettere a norma anche l'area dove sorge il vecchio canile». Amareggiato al pari dei volontari della Lega, il consigliere Maggi definisce la vicenda del canile «incredibile»: «Nessuno contesta infatti che la situazione attuale sia precaria, ma non è accettabile che sia fornita un'immagine distorta della realtà affermando che gli animali sono maltrattati quando si fanno miracoli e sacrifici per mantenerli in vita». Anche il vespaio di polemiche sollevato proprio ora che il nuovo canile municipale sta per essere ultimato per Maggi, appare quanto meno intempestivo. E la sua futura gestione, in convenzione con il Comune, darà maggiori garanzie per il rispetto delle norme igienico sanitarie poiché prevede anche la figura di un direttore e di un collaboratore amministrativo.
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
La Questura aveva segnalato la presenza di mute di cani in via D'Aquino
E' ancora allarme-randagismo L'assessore Delibero chiede al prefetto di convocare un vertice
Taranto
E' ancora allarme randagismo in città. Alla luce della dimensione che il fenomento sta progressivamente assumendo, l'assessore comunale alla Sanità, Francesco Delibero, ha scritto una lettera al prefetto, chiedendo la convocazione di un vertice allargato al procuratore della Repubblica, al auestore, al direttore generale e al direttore del Dipartimento di prevenzione dell'Asl, per adottare con urgenza provvedimenti idonei ad arginare la crescente e pericolosa presenza di randagi per le strade cittadine. La Questura si è già attivata nei giorni scorsi per segnalare al responsabile dell'Unita operativa lotta al randagismo canino, la presenza di mute di cani che si aggirano in via D'Aquino. In diverse circostanze il «poliziotto di quartiere» è dovuto intervenire, pur in mancanza di idonea strumentazione, per allontanare i cani che potevano costituire un pericolo per i passanti ed in particolar modo per i bambini che passeggiavano. Gli agenti hanno avvertito le autorità competenti e i veterinari che operano presso il presidio ospedaliero «Testa».
IL SECOLO XIX 02/09/2005
Il caso Quando il vicino grufola
Uscio (GE). Certo trovarsi una porcilaia sotto casa non è proprio il massimo. Soprattutto se, qualche volta, i grufolanti inquilini se ne vanno in giro per le strade del paese con il loro olezzo non proprio al bergamotto. Se poi i nuovi arrivati vanno a insediarsi in una piccola comunità come quella di Terrile, frazione uscese dove quasi tutti si chiamano come la località stessa, ecco che le polemiche, i litigi, gli esposti, non possono mancare. «La puzza è insopportabile, in particolare d'estate, quando si deve stare con le finestre aperte - racconta uno dei residenti - non pretendiamo che i maiali siano profumati, ma ci chiediamo se fosse proprio il caso di sistemare in mezzo alle case un allevamento di suini». Detto che la porcilaia è nel terreno di un privato, arrivato in paese poco più di un anno fa, e detto che l'attività svolta da quest'ultimo è del tutto legale, restano le discussioni. E una bella grana per il Comune. «Ho ricevuto le segnalazioni degli abitanti e ho anche parlato con il proprietario dei maiali - spiega Massimiliano Bisso, sindaco uscese - ho ottenuto l'intervento di carabinieri e funzionari della Asl. Attendo a giorni una relazione e, nel caso, prenderò provvedimenti. Credo, però, che rispetto a un anno fa la situazione sia migliorata e che gli animali non circolino più liberamente». Sarà, ma i residenti non sembrano troppo convinti. «Non possiamo vivere immersi nel fetore degli animali», è l'esplicito commento che arriva da Terrile. Nei giorni scorsi anche l'ente (ente protezione animali) si è attivata riguardo alla vicenda di Terrile. «Per noi è importante che gli animali siano tenuti nel rispetto della legge, che impone un trattamento adeguato», è il commento dell'associazione animalista. Per quanto riguarda la Asl 3, la relazione potrà dire se gli standard igienici vengono rispettati oppure no, ma sul cattivo odore, a quanto pare, c'è poco da fare: i maiali puzzano per antonomasia e nessuna norma impone che siano profumati. E. M.
VARESE LAGHI 01/09/2005
Brezzo di Bedero - La festa organizzata dalla locale sezione "Cacciatori" Cacciatori in festa con polenta e capriolo
Brezzo di Bedero (Varese)
Inizia Venerdi 2 settembre la tre giorni di festa organizzata dalla Sez. Cacciatori Brezzo di Bedero con Polenta e capriolo, pappardelle al cervo e tante altre specialità e tanta musica di qulita come quella che farà ascoltare l'orchetsra di Gigi Chiappin e la banda del cuore, in questa band militano per la maggior parte musicisti che hanno fatto parte nell'orchestra di Franco Bagutti. Programma: [....]
CORRIERE DELLA SERA 02 settembre 2005
Gli speleologi l'avevano individuata con una videocamera calata nel fosso Salvata la cagnolina intrappolata da 5 giorni
La piccola fox terrier era caduta nella tana di un tasso ed era imprigionata a 11 metri di profondità. Liberata con l'esplosivo
SONDRIO - Pasqualina ce l'ha fatta. Dopo cinque giorni di prigionia nella tanta di un tasso dove ci era finita casualmente e da cui non era più riuscita a liberarsi, la piccola fox terrier di sette anni è stata salvata dai vigili del fuoco e restituita all'affetto del suo proprietario. Per precauzione la cagnolina è stata affidata alle cure di un veterinario, ma dalle prime impressioni sarebbe in buone condizioni di salute, nonostante le sofferenze patite nella profonda feritoia a 11 metri di profondità. LA SCOMPARSA E L'ALLARME - Pasqualilna era caduta in una fessura della roccia utilizzata come tana dai tassi e da lì non era più riuscita a riemergere con le sole proprie forze. Il proprietario Arturo Pedroli, un agricoltore della zona, si era accorto della sua scomparsa e aveva iniziato a cercarla. La cagnolina come spesso accade agli animali di campagna non era legata e circolava liberamente nei prati e nei boschi della zona. E' stato un turista durante una passeggiata nei boschi di Teglio a sentire i mugolii dell'animale e a dare l'allarme. I TENTATIVI DI SALVATAGGIO - Gli uomini del 115 e i volontari della protezione civile e dell'Enpa (che avevano anche aperto una sottoscrizione per coprire le spese delle operazioni di soccorso) avevano cercato in ogni modo di estrarla, scavando addirittura con le mani per cercare di aprire un varco. La piccola fox terrier, che ha 7 anni, si era infatti infilata in un pertugio non più largo di 30 centimetri e quindi inaccessibile all'uomo se non per la lunghezza di un braccio. Sul posto erano intervenuti anche alcuni speleologi. Attraverso una videocamera calata nella fessura erano riusciti a registrare le immagini di Pasqualina che, spaventata e tremolante, era comunque viva e vegeta e invocava abbaiando l'aiuto del suo padrone. CARICHE ESPLOSIVE - Per riuscire atirarla fuori, dopo aver fatto diversi tentativi con corde e imbragature, alla fine sono state utilizzate delle microcariche esplosive con cui è stata creata una breccia sufficientemente ampia per consentire l'intervento dei soccorritori. E alla fine Pasqualina è tornata tra le braccia del signor Arturo.
IL GIORNALE DI VICENZA Venerdì 2 Settembre 2005
Gli omeopati contestano “Lancet” che ha bocciato la medicina alternativa: «Questa ricerca è solo un gioco statistico» Omeopatia inutile? «Certo che no!» I rimedi sono in tutte le farmacie e curano soprattutto i bambini
di Luisa Dissegna
Cure omeopatiche efficaci come un bicchiere d’acqua? A sostenerlo è un’équipe di ricercatori svizzeri sulle pagine della rivista scientifica inglese “The Lancet”. Ma per gli omeopati nessun “de profundis” risuona per questa terapia alternativa, che negli ultimi decenni ha conquistato un ampio consenso. Si tratterebbe, invece, dell’ennesima puntata di una lunga battaglia tra detrattori e fautori dell’omeopatia. In città le farmacie che hanno introdotto i rimedi omeopatici sui loro scaffali sono ormai la totalità. E da tempo, anche in provincia, sono sorti studi medici paladini del principio “similia similibus curantur“ ovvero la cura le malattie con le stesse sostanze all’origine del problema... in altissima diluizione. Abbandonato l’iniziale scetticismo e in parte i farmaci convenzionali, i vicentini che si rivolgono all’omeopatia non sono più una minoranza. Ogni anno il numero di pazienti aumenta in Italia del 15% e circa il 10% dei bambini sotto i 5 anni viene curato in questo modo. Di cultura medio-alta, soprattutto giovani e persone di età compresa tra i 20 ed i 50 anni, gran parte di sesso femminile. Un identikit del paziente-tipo vicentino, in linea con quello nazionale che si rivolge con continuità alla medicina alternativa. Ma non solo, con l’omeopatia i veterinari della città hanno cominciato a curare anche gli animali domestici. I più reattivi alle cure sarebbero comunque i bambini. «Questo nuovo attacco, rilanciato sulla stampa italiana, mi fa rabbia. Dire che l’omeopatia non ha effetto è come negare la realtà - tuona la dottoressa Anna Cozza, pediatra vicentina esperta omeopata unicista - Il 90 per cento dei pazienti che curo viene trattato con cure omeopatiche. Non solo bambini, ma anche interi nuclei familiari, nonni compresi. Io stessa l’ho sempre sperimentata personalmente». “Unicismo omeopatico” significa ricercare il rimedio costituzionale del paziente, dell’individuo. «Un approccio che evidenzia la necessità di un lungo e accurato studio che il medico omeopata deve fare sul paziente e che può portare a risultati talvolta eclatanti» spiega la dottoressa Cozza. Moderato ma convinto anche il dott.Beniamino Maino del centro Igea di Thiene, dove si curano i pazienti anche con la medicina omeopatica e dove ha sede una scuola di omeopatia. «Come si può parlare di placebo se su bambini di pochi mesi otteniamo risultati su coliche, dermatiti e altro. Loro che ne sanno dell’effetto placebo? Purtroppo e nella medicina cosiddetta alternativa ci sono praticoni che con un libro o un corso pensano di potersi fregiare del titolo di omeopati. È quindi più che mai necessaria una regolamentazione. Chi meglio di un medico, la cui prima regola è non nuocere al paziente, può decidere se curare con la medicina tradizionale o con l’omeopatia. L’antibiotico non è sempre la “bestia nera” come d’altro canto in molte situazioni con i rimedi omeopatici si ottengono risultati migliori che con la medicina tradizionale». I “fans” dell’omeopatia, descrivono i farmacisti della città, sono aumentati coerentemente con l’exploit del biologico e del naturale. Ma se è aumentato il mercato (in Italia sarebbero 11 milioni i pazienti “alternativi”) è aumentato anche lo scetticismo. «L’omeopatia non è un approccio facile. Non sempre si riesce a capire in prima battuta il rimedio giusto. Il paziente deve esserne cosciente e deve provare in prima persona per vincere lo scetticismo e iniziare a fidarsi, affidarsi alla serietà della cura che ha effetti evidenti e innegabili» spiega la dottoressa Cozza. E aggiunge: «Purtroppo spesso vengono prescritti cocktail di rimedi che nulla hanno a che vedere con l’omeopatia vera. Rimedi pluralistici non personalizzati, non “omeopatici alla persona”, che non affrontano il nucleo della patologia». Il siluro della rivista scientifica “The Lancet” contro l’omeopatia è dunque l’ennesima prova per tentare di dimostrare l’inefficacia di questi trattamenti. «Il nostro lavoro dimostra che l’effetto dell’omeopatia è compatibile con l’effetto-placebo». Tale affermazione dei ricercatori svizzeri si basa su 110 differenti studi condotti con l’uso di medicine convenzionali e placebo e altrettanti condotti con l’uso di rimedi omeopatici e placebo. Ma i medici omeopati vicentini non ci stanno. «Non ho ancora potuto leggere il testo completo dello studio» commenta la dott. Cozza, reduce da un master di aggiornamento all’Accademia internazionale di omeopatia, tenuto dal Premio Nobel 1996 per le medicine alternative professor George Vithoulkas, cui hanno preso parte altri omeopati vicentini. «Però sulla base degli elementi che ho a disposizione credo di poter dire che si siano confrontati tra loro risultati “artificiali”. Per confrontare seriamente l’omeopatia con i trattamenti convenzionali bisogna trasferire la ricerca nella realtà clinica». Intanto, le affermazioni delle studio degli scienziati svizzeri sono bastate per rinfocolare in Italia il dibattito sulle medicine alternative, alla vigilia di una discussione in Parlamento di una legge quadro che regolamenti sull’omeopatia e su altre discipline mediche alternative. Una legge che a questo punto è quanto mai necessaria.
IL TEMPO (MOLISE) venerdì 2 settembre 2005
Dal negozio rubano soldi, cani e gatti Insieme a poco più di cento euro portati via persiani e chihuahua Forse avevano già gli acquirenti per gli animali. Le indagini della Polizia
di ANGELA PIZZI
Chieti
Non bastavano gioielli, cellulari e denaro: nel mirino dei ladri ora sono entrati anche cani e gatti. Due bellissimi esemplari di felini di razza «persiana» e quattro cuccioli di cane di «Chihuahua» sono stati asportati la scorsa notte dal negozio "Safari 2000" ubicato in via Palermo. I soliti ignoti hanno effettuato il «colpo» durante la notte: hanno infranto il vetro della porta finestra del retro-bottega e si sono introdotti nel locale. Di qui, dopo aver svuotato il registratore di cassa contenente 150 euro, hanno preso di mira gli animali. Con non poca difficoltà, sono riusciti a caricare i due gatti e i quattro cani sul loro mezzo e a fuggire via facendo perdere nella notte le proprie tracce. La scoperta è stata effettuata solo all’indomani mattina dal proprietario dell’esercizio commerciale al momento dell’apertura. Superato il forte choc per l’accaduto, all’uomo, A.F. di 42 anni di Chieti, non è rimasto altro da fare che lanciare l’allarme alle forze dell’ordine. Sul posto sono immediatamente intervenuti gli agenti della squadra Volante che dopo aver effettuato un primo sopralluogo hanno avviato le indagini per rintracciare i responsabili. E subito si sono profilate le prime ipotesi: con molta probabilità, infatti, i ladri che hanno messo a segno il «colpo» conoscevano bene il locale. Inoltre, è quasi sicuro che avessero già trovato i probabili acquirenti degli animali rubati. Questa idea sarebbe avvalorata dalla scelta fatta dai malviventi riguardo agli animali da rubare. Nel negozio, infatti, oltre ai cani e ai gatti, vi erano anche iguane, serpenti, conigli, tartarughe a altri animali domestici, ma i malviventi hanno concentrato la loro attenzione solo sui quattro cani e i due gatti.
IL GIORNALE DI CALABRIA 02/09/2005
Si apre la caccia, Regioni sotto accusa La Lega antivivisezione denuncia “gravi abusi e molte violazioni delle norme europee”
ROMA. “Gravi abusi di regioni e governo violano le norme europee e favoriscono lo sterminio della fauna”. Lo sostiene la Lav, Lega antivivisezione, prendendo spunto dall’avvio – oggi - della stagione venatoria attraverso la cosiddetta preapertura in quasi tutte le realtà regionali italiane. Secondo la Lav, si è di fronte a “gravissimi abusi commessi dalle Amministrazioni regionali che, in aperta violazione delle normative sulla tutela della fauna, hanno anticipato l’apertura della caccia, autorizzando l’abbattimento di specie protette o in rarefazione”. Per Ennio Bonfanti, responsabile del settore fauna dell’associazione, “questa caccia all’italiana, fatta di truffe e imbrogli che in nome del federalismo le Regioni attuano con una sfacciata arroganza e nell’impunità assoluta, continua ad essere una grave emergenza ambientale e garantisce troppa libertà di massacro alle doppiette, incontrollate e sempre meno rispettose delle leggi”. “Non è un caso - aggiunge Bonfanti - che anche quest’anno i calendari venatori regionali abbiano ricevuto “pesanti critiche” dall’Istituto nazionale fauna selvatica (INFS), che ha bocciato la deregulation selvaggia della caccia dei governatori di Umbria, Marche, Veneto, Sicilia, Calabria, Toscana, Basilicata, e via dicendo”. Ancor più “grave ed inaccettabile è il comportamento omissivo del governo - prosegue Bonfanti - perché i ministri per gli Affari regionali e l’Ambiente si rifiutano ancora di impugnare le leggine sulla caccia approvate ad agosto in Lombardia, Veneto e Toscana, che prevedono la caccia a specie protette, con mezzi illegali o in periodi vietati. Questo loro favoreggiamento alla lobby delle armi e della caccia comporta però una palese violazione delle Direttive e del Trattato dell’UE, per cui l’Italia sarà sottoposta all’ennesima condanna della Corte di Lussemburgo che da anni cerca di fermare la vocazione alle stragi di uccelli migratori del nostro Paese”. Secondo la LAV, comunque, la caccia rimane “un’attività sanguinaria ed inaccettabile in sè: vedere ancora una volta le campagne sporcarsi di sangue, con migliaia di fucili automatici a tre colpi puntati contro pochi grammi di piume o di peli - conclude Bonfanti - ci riempie di dolore e di rabbia: è vergognoso che si tolleri ancora un simile massacro di animali per puro divertimento”.
LE SCIENZE 01.09.2005
Un esame del sangue per i prioni Potrà rivelare la presenza della variante di Creutzfeldt-Jacob
Da anni gli esperti temono che migliaia di persone possano - senza saperlo - portare e trasmettere la forma umana del morbo della mucca pazza, la variante della malattia di Creutzfeldt-Jacob (vCJD). Ora un esame del sangue potrebbe contribuire a rimuovere questi dubbi. Alcuni ricercatori hanno individuato con successo le proteine difettose che provocano la vCJD in campioni di sangue prelevati da criceti. Il test richiede solo pochi giorni per essere completato. Se la procedura funzionerà anche negli esseri umani, potrebbe essere usata per analizzare le riserve delle banche del sangue. Al momento non esiste alcun processo di screening simile: si ritiene che due delle persone morte di vCJD in Gran Bretagna si siano ammalate in seguito a trasfusioni di sangue. Una volta migliorato, il test potrebbe essere utile anche per controllare gli animali prima che entrino nella catena alimentare. La malattia è provocata dalla formazione di prioni, proteine anormali nel cervello, che apparentemente si moltiplicano cambiando la conformazione di proteine normali con cui vengono in contatto e dando origine a una malattia neurodegenerativa letale. I prioni si concentrano nel cervello, rendendo perciò difficile individuare quei pochi che circolano nel sangue. Il neuroscienziato Claudio Soto del Medical Branch dell'Università del Texas di Galveston ci è riuscito, amplificando i livelli di prioni nel sangue fino a raggiungere un livello rivelabile. La tecnica, descritta sulla rivista "Nature Medicine", consiste nella replicazione delle proteine presenti nel sangue e non dà alcuna falsa positività.
CELLULE STAMINALI 02/09/05 Anno IV Numero 95 del 2 Settembre 2005
Usa. Gatti selvatici clonati
Un istituto statunitense per la conservazione delle specie animali ha fatto nascere in cattivita' otto cuccioli di gatto selvatico, incrociando esemplari a loro volta clonati da esemplari selvatici. Secondo l'Audubon Center for Research of Endangered Species di New Orleans, responsabile della nascita dei gattini, si tratta della prima volta che si sono riprodotti dei cloni di specie selvatiche. Le cucciolate, avvenute nell'ultimo mese, sono state due e sono nate da due diverse madri e un unico padre. Tutti i piccoli stanno apparentemente bene. Madge ha dato alla luce, lo scorso 26 luglio, 5 gattini, mentre altri 3 sono i figli di Caty. Entrambe le femmine sono cloni di Nancy, mentre il padre, Ditteaux, e' un clone di Jazz. La ricerca e' stata condotta da Betsy Dresser sulla specie Felis libyca, un gatto selvatico africano da cui sono stati ottenuti i cloni tramite fertilizzazione in vitro. La specie di gatto selvatico non corre il rischio di estinguersi in natura, ma potra' essere sfruttata, secondo quanto riportano gli autori della ricerca, come modello per sviluppare tecniche su specie realmente in pericolo. I ricercatori affermano infatti che si tratta di un traguardo importante per la conservazione delle specie in via di estinzione. Ma non tutti i conservazionisti concordano con la loro posizione. Chi e' contrario a questa ipotesi, sostiene ad esempio che la clonazione non serve a ridurre la minaccia piu' pressante per le specie in estinzione, ossia la scomparsa degli habitat, ma anche che non salvaguarda la diversita' genetica. Per gli anni a venire i ricercatori hanno intenzione di monitorare la salute degli animali clonati, studiarne il loro comportamento, capire se sono in grado di riprodursi e cacciare autonomamente.
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
02/09/2005
La bella storia di «Agostino», felino fortunato Gattino abbandonato al volo salvato da due volontari speciali
Torre Santa Susanna (Brindisi)
Volontari..., non solo di Protezione civile. Il gesto compiuto l'altro giorno da due operatori iscritti alla sezione della Protezione civile di Torre Santa Susanna - quello di salvare un gattino abbandonato quasi «al volo» da una macchina - è un sempio della sensibilità e dell'abnegazione che anima chi sceglie di aiutare il prossimo, ...a prescindere. Si trovava a bordo della sua auto, Giampiero Scredi, quando ha visto, nel centro di Torre Santa Susanna, gli occupanti di una Ford Fiesta abbandonare un gattino in strada (reato punibile con la reclusione fino a 3 anni) e ripartire immediatamente. Il volontario della Protezione civile ha fatto manovra con la propria auto per tornare in dietro di alcuni metri, sul luogo dove era avvenuto l'abbandono. Ma il gattino già non c'era più. A quel punto Scredi ha chiamato un suo collega della Protezione civile, Roberto Varratta, e insieme hanno avviato ricerche nella zona, sperando ritrovare il felino. E in effetti, alcuni minuti dopo, i due hanno trovato il gattino, appollaiato ad un angolo di strada. Lo hanno portato presso la sede della locale Protezione civile e, dopo averlo rifocillato, lo hanno chiamato Agostino, in onore del santo del giorno. Subito è iniziata l'opera di convincimento presso i genitori di Giampiero Scredi, al termine della quale Agostino è stato adottato. Ora, il fortunato felino potrà contare su una nuova famiglia, sicuramente meno scellerata che lo ha abbandonato.
LA SICILIA
02/09/2005
Non si spegne la polemica sulla cattura dei randagi
Palermo
Proseguono senza sosta le indagini avviate dai carabinieri della locale stazione a seguito dell'aggressione e per l'interruzione di pubblico servizio e scaturite dalla denuncia presentata nella tarda mattinata di mercoledì da due accalappiacani che svolgono la loro attività per conto del canile comunale. Ieri mattina intanto, Alberto Denicola, dell'associazione protezione animali di Palermo, è intervenuto sul caso. «Condividiamo lo stato di preoccupazione del professionista licatese – ha detto – che non ha condiviso l'uso del cappio per catturare il cane per rinchiuderlo in una gabbia e successivamente trasportarlo al canile comunale. Avrebbe fatto bene a chiedere immediatamente l'intervento sul posto dei carabinieri. Auspichiamo che i militari dell'Arma che stanno indagando sul caso accertino se sono state rispettate le norme per la tutela degli animali». La presunta aggressione del professionista licatese ai danni dei due accalappiacani ha spaccato l'opinione pubblica licatese. L'Amministrazione comunale è intervenuta sul caso con un comunicato stampa in cui si «esprime solidarietà agli addetti al servizio vittime di continue aggressioni verbali» che a volte sfociano in vere e proprie aggressioni fisiche. L'Amministrazione comunale, «invita tutta la cittadinanza a collaborare con le Istituzioni allo scopo di debellare il fenomeno del randagismo nel pieno rispetto delle vigenti leggi». «Il mio è stato uno scatto d'ira – ha raccontato l'avvocato licatese che ora finirà davanti al giudice della locale sezione distaccata del tribunale con l'accusa di aggressione a persone incaricate di pubblico servizio quali appunto sono considerati i due accalappiacani – perché in quel preciso istante quando ho assistito per l'ennesima volta a quello spaventoso spettacolo dei due accalappiacani che con il cappio hanno inferto delle torture all'animale prima di costringerlo ad entrare nella gabbia. Chiederò l'intervento dell'Associazione protezione animale per consentire che la cattura dei cani venga effettuata nel pieno rispetto delle leggi in vigore. Sono sicuro che il cappio non è previsto quale strumento per catturare l'animale». A. C.
IL MESSAGGERO (UMBRIA) Venerdì 2 Settembre 2005
NEL PARCO Iguana a spasso tra i bambini
PERUGIA - Animali esotici, che passione. In un isolotto maldiviano immerso nell’Oceano Indiano non sarebbe una stranezza, ma incontrare un’iguana a pochi passi dal centro di una città continentale come Perugia, qualche curiosità la desta. In primis tra i bambini che erano lì in molti ieri per il Festival delle figure animate nel verde del parco Sant’Anna (foto Giugliarelli). L’esemplare, di sicuro fuggito da un’abitazione privata, è stato salvato dai vigili del fuoco, non senza peripezie. Dopo essere sfuggita ad un primo tentativo di cattura tramite un’imbracatura, l’iguana si è infatti rifugiata in cima ad una pianta dove si è arresa alla presa, tenera e decisa, del pompiere.
IL MESSAGGERO Venerdì 2 Settembre 2005
LA DENUNCIA Branchi di randagi nei dintorni dell’area degli scavi
Ostia Antica (Roma)
Una muta di cani randagi minaccia i turisti che si recano a visitare l’area archeologica. La denuncia arriva dall’associazione “Centro Culturale” di Ostia Antica il cui presidente, Santino Ceci, è stato testimone, sabato passato di un episodio emblematioco della difficile situaizone. «Con un gruppo di turisti - riferisce Ceci - eravamo nel piazzale della biglietteria e ci accingevamo ad entrare. Improvvisamente e senza motivo apparente un gruppo di tre cani ha tentato di assalirci. Alcuni di noi sono riusciti a scappare, altri hanno sollevato delle pietre da terra e gli animali, evidentemente spaventati, si sono ritirati. Già altre volte in associazione ci erano arrivate lamentela legate alla presenza di cani all’ingresso degli scavi. Stavolta abbiamo avuto conferma del pericolo che corrono direttamente i visitatori dell’area archeologica». Già il Servizio veterinario della Asl Roma D ha più volte confermato l’estrema diffusione del fenomeno dei cani randagi sul litorale romano. Ma alla biglietteria degli scavi di Ostia Antica tendono a sminuire la questione. «Non ci sono mai state proteste - sostengono gli operatori in servizio - Sì, ogni tanto ci sono cani privi di custodia, ma non ci risultano casi di aggressione alle persone».
IL MESSAGGERO (PESARO) Venerdì 2 Settembre 2005
“Lupus in Fabula” denuncia: bracconaggio e animali avvelenati
APECCHIO (PS) - Ad Apecchio - spiega in una nota Lupus in Fabula - “si respira un clima teso a causa di una serie di episodi che hanno evidenziato una volta di più quanto sia scarso il controllo del territorio in materia di ambiente. Il Presidente Ucchielli ha annunciato di aver disposto nuove guardie provinciali, e allora che inizi a mandarle subito nei punti nevralgici dove di agguati alla natura ce ne sono quotidianamente. Ad Apecchio sta emergendo ciò che da diverso tempo era ormai un timore fondato: una notevole attività di bracconaggio oggi a quanto pare affiancata dal rilascio di bocconi avvelenati e aggravata da minacce e intimidazioni nei confronti di cittadini onesti e coraggiosi che non ci stanno. Nei giorni scorsi, nella zona del Lago di Scalocchio, sono stati avvelenati almeno 5 cani (uno morto, gli altri ancora ricoverati a Città di Castello) mentre è già stata trovata la carcassa di una volpe, ma potrebbe essere uno dei tanti carnivori selvatici ad aver ingoiato la polpetta mortale. Nella stessa località è stato avvistato e denunciato attraverso la lettura del numero di targa, un fuoristrada più che sospetto che si aggirava per i campi di notte con potenti fari; l'autore della segnalazione - conclude l’associazione - è stato il giorno successivo avvicinato e minacciato nella propria abitazione”.
IL MESSAGGERO (ANCONA) Venerdì 2 Settembre 2005
Corsa del drappo, gli animalisti chiedono lo stop
di MARINA VERDENELLI
LORETO (AN) Le associazioni animalisti chiedono lo stop della Corsa del drappo, la tradizionale manifestazione patronale in programma il 7 settembre. «Il sindaco - chiedono il Coordinamento animalista della regione, l'associazione Amici Animali di Osimo, Qua la zampa di Castelfidardo, Animali come noi di Loreto, Amici di Felix di Polverigi e la Lav - abolisca la corsa o, quanto meno, la trasferisca in un terreno pianeggiante, ricoperto di terriccio, così come previsto dalla legge». Secondo gli animalisti, infatti, la competizione così com’è non rispetterebbe le normative perchè i cavalli sono costretti a correre in salita su terreno senza terra che mette a repentiglio la loro salute dal punto di vista dell'apparato scheletrico e dei tendini. Così da alcuni giorni sono comparsi per tutta la città manifesti ironici sul palio visto dagli occhi degli animali: «Corsa del drappo dalla parte dei cavalli». Il tutto con il disegno del quadrupede e la spiegazione della sofferenza e dei rischi a cui può andare in contro l'equino quando è obbligato a correre nel circuito in salita via Brancondi. Le associazioni animaliste hanno spedito una lettera di diffida alle autorità e si sono appellate all'accordo tra il ministero della Salute e le Regioni del 2003 affinché vengano prese tutte le misure che salvaguardino l'incolumità dei cavalli attraverso l'accertamento da parte di veterinari dell'idoneità del percorso e garantisca che non vengano utilizzate droghe.
IL GAZZETTINO DI PORDENONE Venerdì, 2 Settembre 2005
UN CUCCIOLO NATO SOTTO UNA VERZA
Le favole insegnano che i bambini nascono sotto i cavoli... a volte la realtà supera la fantasia e può accadere che i cani si trovino, una bella mattina di primavera, sotto le foglie di una verza. È accaduto a Manuele, un piccolo cagnetto marrone chiaro, con la codina dritta verso l'alto, che da poco più di due mesi è stato accolto in casa di Massimo Stefanutto. Massimo abita nella campagna azzanese con moglie, figlio, nuora e il nipote Simone, di 9 anni. In una mattina di giugno, alle 6, Massimo scende come sempre per bagnare le piante del suo grande orto, quando, nascosto tra le foglie della verza più grossa del "giardino", scorge un cagnolino accovacciato. «Era impaurito - racconta - tremava tutto, dovevano essere giorni e giorni che non mangiava, perché aveva lo stomaco gonfissimo. L'ho preso in braccio e l'ho portato sul balcone di casa. Potete immaginare la gioia di Simone quando, svegliandosi, ha trovato questa bellissima sorpresa. Gli abbiamo subito dato da mangiare, era vorace, ma ci sono voluti un bel po' di giorni perché ricominciasse a nutrirsi normalmente e gli si sgonfiasse la pancia. Siamo andati da un veterinario per i vaccini e le cure necessarie. Simone ha voluto chiamarlo Manuele, anche se non è proprio un nome adatto a un cane!». Un cane nato sotto una verza deve indubbiamente essere un animale un po' particolare e Manuele, in effetti, lo è. «È una vera peste! - esclama ridendo Simone - Devo sempre stargli dietro e quando non ci sono purtroppo lo devo lasciare legato al guinzaglio, accanto alla casetta di legno che il nonno ha costruito per lui». Se nessuno lo vede Manuele corre infatti nell'orto e si diverte a saltare tra l'insalata, le verze, i fagiolini e i pomodori. «È come se facesse un vero e proprio allenamento di salto a ostacoli - spiega Massimo -. Ho provato in tutti i modi ad insegnargli che non deve andare nell'orto, ma pare proprio che per quel posto abbia un'attrazione particolare. Forse lì si sente protetto, a casa. Del resto ha scelto una verza come letto per la sua prima notte qui...!» E le verdure dell'orto a Manuele piacciono! Non sono crocchette o bocconcini a riempire gli scaffali di casa. Il cagnetto ama il latte la mattina e, per il resto, adora la pasta al pomodoro, la carne, i pomodori in insalata, ogni tipo di verdura cotta, ma il suo piatto forte è... il minestrone! Di quello Manuele ne mangerebbe in quantità industriali. La maggior parte del tempo la trascorre con il piccolo Simone e già tutta la famiglia è pronta ad affrontare la tristezza del cane quando il bambino dovrà ritornare a scuola. «Va a svegliare Simone a letto tutte le mattine, verso le 9. Aspetta che si alzi, poi si siede accanto a lui al tavolo e aspetta che Simone, facendo colazione, gli riempia la scodella di latte con qualche biscotto. Terminata la colazione Simone lo fa giocare a lungo, tira bastoni o sassi e Manuele glieli riporta, giocano a nascondino, a rincorrersi, e fanno lunghe passeggiate intorno alla casa». La notte Manuele dorme nella sua casetta di legno rosso, con tanto di cuscino e orsacchiotto per la compagnia. Simone va a "rimboccargli le coperte" tutte le sere e, di nascosto, gli porta il dolcetto della buona notte: un biscottino, un pezzo di torta o un cioccolatino. Francesca Orlando
IL GAZZETTINO DI PADOVA Venerdì, 2 Settembre 2005
A casa con prognosi di 15 giorni l’artigiano assalito e ferito dal rottweiler impazzito «Atterrito davanti a quelle zanne» L’animale chiuso al canile per 10 giorni, poi si deciderà la sorte - Il proprietario non lo vuole più
Crespano del Grappa (TV) - "Paura di morire". Ha ancora lo sguardo atterrito e sofferente Giovanni Battista Creazzo, 53 anni di Fietta di Paderno del Grappa, azzannato martedì sera a Crespano, insieme a due donne, madre e figlia marocchine, dal un cane rottweiler di proprietà di quest'ultime. I tre feriti ora sono tornati tutti a casa ma l'esperienza è stata tremenda ed i segni dell'aggressione sono visibili e profondi. Il protagonista, Sam, cane rottweiler di 2 anni, è ora custodito nel canile di Borso del Grappa sotto osservazione del veterinario e fra una decina di giorni si deciderà sul da farsi. "Non lo vogliamo più quel cane - spiega il proprietario Abdelfarah Abiach - anche se mi dispiace molto perché noi abbiamo sempre avuto un cane in casa. Ancora adesso non so proprio cosa sia potuto succedere. Secondo noi il cane deve essere stato provocato oppure ha visto dei gatti perché ad un certo punto ha saltato il recinto ed è uscito fuori". Proprio in quel momento Giovanni Battista Creazzo, artigiano edile, con il suo camion stava effettuando una manovra in via Madonna del Covolo. Doveva iniziare un lavoro in una casa. "Saranno state le 19 - spiega dalla sua abitazione di Fietta sotto gli occhi della moglie e del figlio - quando ho fatto retromarcia con il mio camion. Siccome non vedevo dove stavo andando, sono sceso e proprio in quel momento due ragazze (le sorelle del padrone del cane) con un bastone mi hanno detto di andare via. Ho pensato che fossero arrabbiate e mentre stavo per salire in camion, il cane mi è corso incontro e subito mi ha azzannato la gamba destra. Ho tentato di divincolarmi dando pugni in testa alla bestia ma era come sbattere contro un muro. In qualche modo comunque mi sono divincolato ma non ho avuto il tempo di mettermi in salvo che mi ha azzannato la mano. Anche in questo caso ha cercato di divincolarmi ma il cane, ringhiando ha fatto un salto come per prendermi alla gola. Ho visto i suoi denti proprio a due dita dal viso. Con uno scatto mi sono scansato e sono corso verso la strada dove una donna mi ha aperto la porta dell'auto e sono salito. Non capivo più nulla, avevo sangue dappertutto ed un ragazzo che abita lì mi ha accompagnato in guardia medica e poi all'ospedale di Bassano. Se tutto andrà bene ne avrò per una quindicina di giorni. Denunciare il proprietario? Non lo so, ho 90 giorni di tempo per pensarci. Quello che è successo dopo proprio non lo so". E' successo che il cane in preda a chissà quale raptus ha azzannato anche Saadia Belatik, 52 anni, e la figlia Istissaam, di 17, entrambe portate all'ospedale di Castelfranco. Delle due la ragazza ha avuto la peggio perché i denti del cane le hanno perforato il polpaccio della gamba sinistra mentre la mamma è stata ferita alle mani ed alla gamba sinistra. Le due donne ora sono a casa. "Non era mai successo nulla da due anni a questa parte - spiega il proprietario del cane, Abdelfarah - Lo portavo sempre via con me anche in locali pubblici e non ha mai dato segni di aggressione. Mi dispiace molto per quello che è successo". Ora è stato deferito all'autorità giudiziaria perché il cane non era assicurato come prevede la legge Sirchia. Gabriele Zanchin
LA SICILIA (CATANIA_PROVINCIA) 02/09/2005
Acireale: storia di due amici a quattro zampe Cani abbandonati, il canile non può accoglierli
Acireale (CT)
Non si arresta ad Acireale il triste fenomeno dell'abbandono di cani. Due "amici a quattro zampe" sono stati ritrovati abbandonati in neanche 48 ore rappresentano infatti un primato poco invidiabile. Nel primo caso a rinvenire l'animale, un simpatico bastardino probabile incrocio con un pastore tedesco, sono stati i responsabili del rifugio per cani "Ariosto"; l'animale era legato con un corto fil di ferro, che tra l'altro non permetteva grande libertà di movimento, nei pressi del cancello d'ingresso della struttura, che si trova a Piano d'Api. E' stato battezzato Aristide (il nome del Santo festeggiato il giorno del ritrovamento) ed è stato subito dissetato anche se, spiega Giuseppe Ariosto, «il canile non può fare di più perché non può accogliere tutti i cani che vengono abbandonati, solo i morsicatori e i randagi, in quanto è scaduta e deve essere rinnovata la convenzione con il Comune. Abbandonare il cane per strada o nei pressi del canile è quindi la stessa cosa». La seconda storia riguarda invece un esemplare di pastore tedesco dall'eta avanzata, Camillo. È stato trovato mentre girovagava per le strade acesi con l'aria smarrita da un passante che lo ha portato con se affidandolo al locale Comando di polizia municipale; difficile stabilire se il cane è stato abbandonato oppure si è semplicemente perso. In attesa che si faccia vivo il padrone o qualcuno che voglia adottarlo è stato intanto affidato alle cure del canile Ariosto. Qui ha trovato Aristide e Alfonso, altro cane abbandonato qualche settimana fa. Sul fenomeno del randagismo e dell'abbandono è intervenuto il sindaco Nino Garozzo: «Si tratta di un problema che non trascuriamo; in attesa del rinnovo della convenzione abbiamo infatti sempre assicurato cifre importanti alla struttura per lo svolgimento del servizio». Antonio Carreca
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BAUBEACH:VINTO IL RICORSO AL TAR PER LA SPIAGGIA DEI 4 ZAMPE (ANSA) - ROMA,
2 set - Il Tar del Lazio ha accolto oggi il ricorso dell'associazione
Baubeach Village, che da otto anni lavora nella provincia di Roma per
diffondere una cultura animalista e ambientalista. Il ricorso, presentato
contro il Comune di Fiumicino, difende la nuova sede di Baubeach, la cui
apertura sara' prolungata fino al 30 settembre nella spiaggia di
Passoscuro. ''La vertenza legale era stata avviata dopo che il Comune di
Fiumicino aveva sospeso il contratto per la spiaggia di Maccarese, a
Fregene, costringendo Baubeach a traslocare dopo sette anni di attivita'',
spiega la responsabile del Baubeach Village, Patrizia Daffina', e aggiunge
che entro il 30 settembre sara' presentato alle autorita' competenti un
nuovo progetto per la spiaggia dei quattro zampe. ''Chiederemo alle
amministrazioni di pagare i danni morali e di immagine causati a Baubeach
dall'improvviso spostamento della sede e dall'apertura ritardata della
stagione, il 6 agosto, a seguito dell'intervento del Tar - aggiunge
Daffina' - ma siamo disponibili a trattare con il Comune, purche' i nostri
amici a quattro zampe abbiano un posto dove trascorre l'estate insieme ai
loro padroni. Al momento la spiaggia di Passoscuro e' a nostra disposizione
in concessione temporanea, ma abbiamo fatto grandi lavori di pulizia e di
bonifica: a dispetto delle iniziali difficolta' con gli abitanti del luogo,
adesso stiamo collaborando con i locali attraverso un dialogo costruttivo.
Inoltre, in mancanza di un adeguato Piano di Utilizzo degli Arenili, le
amministrazioni potrebbero assegnarci definitivamente il territorio e
permetterci di migliorare le condizioni tuttora precarie (non abbiamo
nemmeno l'acqua corrente) di una struttura riconosciuta a livello
nazionale''. La presenza di Baubeach ha infatti rivitalizzato le attivita'
turistiche e commerciali di Passoscuro con un impatto positivo sul
territorio e sulla popolazione ed un maggiore controllo sulla spiaggia che,
sebbene considerata protetta, e' da anni abbandonata a se stessa.(ANSA).
BBB-TZ 02-SET-05 18:28 NNNN
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From: <niseema@...>
BAUBEACH: UNA FESTA IN SPIAGGIA DOMENICA DOPO SENTENZA TAR (V. BAUBEACH:
VINTO IL RICORSO AL TAR...''DELLE 18.28) (ANSA) - FIUMICINO (ROMA), 2 SET -
''Sogno di un giorno di mezz'estate''. E' stato battezzata cosi' la
giornata di festa che il Baubeach di Passoscuro ha deciso, proprio nelle
ultime ore, di organizzare per domenica prossima per festeggiare la
sentenza del Tar che ha dato possibilita' alla spiaggia attrezzata per
ospitare i cani in spiaggia di poter rimanere aperta sino alla fine della
stagione balneare, al 30 settembre. Sono chiamati a 'raccolta' cosi' soci
ed associazioni che hanno dato in questi mesi sostegno all'Associazione
Buabeach Village. Per domenica, dalle 10 sino al tramonto, ci sara'
animazione e saranno messi a disposizione buffet con alimenti naturali.
Inoltre, per tutti gli ospiti, nella spiaggia di via Carbonia, ci sara'
possibilita' di adottare cani provenienti da vari canili e rifugi. ''In
questo periodo estivo - afferma Patrizia Daffina', responsabile del
Baubeach - seppur abbiamo operato in un arco di tempo ridotto, abbiamo
permesso diverse adozioni, comprese quelle di alcuni cani addirittura
abbandonati all'ingresso della spiaggia, come nel caso di uno splendido
pastore tedesco di un anno. Vogliamo condividere, dopo la sentenza, questo
momento importante per la storia del Baubeach, sperando sia un viatico
positivo ad una soluzione definitiva della vicenda, anche dopo il 30
settembre, per arrivare all'assegnazione affidamento, anche dopo la
rivisitazione del Piano di Utilizzazione degli arenili, di questa spiaggia
che, seppur in zona di Riserva, era diventata una discarica a cielo aperto,
che abbiamo recuperato, tornando ad essere un punto di riferimento anche
per turisti stranieri, con cani al seguito, nei loro tour per
l'Italia''.(ANSA) YPG-TZ 02-SET-05 18:58 NNNN
SOS ANIMALI Chi ha visto la Micia con gli occhi gialli?
Il suo nome è Micia, ed è una bella micia tipo Certosino, manto grigio e occhi gialli, sparita da via del Mercato Nuovo. Micia, con ambizioni di gatta-viaggiatore, ha il vizio di salire sulle auto. La sua “padrona” lo sta ormai cercando da giorni ed è disperata. Chi avesse notizie è telefonare al 339-4899241.
IL GAZZETTINO DI ROVIGO Giovedì, 1 Settembre 2005
La scomparsa degli animali è stata denunciata ai carabinieri Smarriti due cani di grossa taglia
Costa di Rovigo (RO) - Sono stati smarriti due cani di grossa taglia nei dintorni di Costa di Rovigo. Si tratta di una femmina di pastore tedesco e di una femmina meticcia, le cui tracce si sono perse nella notte fra domenica e lunedì. La proprietaria, residente in via Garibaldi, ha il timore che i cani siano stati spaventati e indotti a scappare da qualcosa o qualcuno che non gradiva la loro presenza, visto che in passato non avevano mai tentato di allontanarsi da casa. L'ipotesi è avvalorata anche dai rilevamenti effettuati dai carabinieri, che non hanno rinvenuto né segni di fuga né tracce di pelo lungo la recinzione del giardino. Una vicina di casa ha detto di aver visto a tarda notte i due cani allontanarsi da Costa in direzione di Rovigo, e sembravano molto agitati.Il pastore tedesco presenta la classica colorazione fulva e nera, il meticcio è di colore bianco e nero e porta il tatuaggio applicato dal canile. Entrambi gli esemplari sono privi di collare. La proprietaria ha promesso una ricompensa in denaro a chiunque le riporterà gli animali. Se qualcuno avvista i due cani, o anche solo uno di essi, può segnalarlo alla proprietaria telefonando al numero 0425 49771.
Fonte: animalieanimali.it
Rimini, aiutatemi a ritrovare Lilly
Aiutatemi a ritrovare la mia amata Lilly, l'ho smarrita il giorno 31/07/2005 nell'entroterra Riminese. E' di colore bianco con macchie scure sulla schiena e sulla testa, ha 18 mesi circa è starilizzata ed ha il microchip n. 968 000001681749. E' docissima e mi manca da morire. Grazie. Grazia comune.mercatino@...
IL TIRRENO GIOVEDÌ, 01 SETTEMBRE 2005
Grosseto
Fedeli divisi per la decisione di un parroco a Follonica Ha il cagnolino in braccio Scacciata dalla chiesa
FOLLONICA (Grosseto) . Sembra che cani e gatti non vadano molto d’accordo con il parroco della chiesa della Madonna di Lourdes a Follonica. È da un po’ di tempo infatti che si sono accese alcune polemiche tra i padroni di questi animali domestici e don Pietro Bianchi e altri fedeli. «Il 15 agosto - racconta una signora che da quando è piccola passa l’estate a Follonica - sono andata in chiesa e ho visto una signora di mezza età seduta sull’ultima panca vicino alla porta. Questa signora - continua - stava aspettando che iniziasse la messa e sotto braccio aveva un piccolo cane non dava fastidio. Mi sono avvicinati - aggiunge la signora - e ho accarezzato il cane ma la padrona mi ha detto: “Adesso vedrà don Pietro” lasciandomi sinceramente un po’ allibita. Solo dopo ho capito il senso di quella frase». «Don Pietro è sceso dall’altare - continua - si è avvicinato velocemente a me e alla padrona del cane e le ha intimato di uscire, l’ha cacciata in malo modo. Gli altri fedeli presenti in chiesa - afferma la signora che ha assistito a tutta la scena - davano ragione al parroco dicendo frasi, a mio parere assurde, come “il sacerdote è il padrone della chiesa è lui che fissa le regole” oppure “ci vuole un po’ di umiltà in questo luogo sacro”. Io ho tentato di difendere la signora e ancora oggi sono sconvolta perché la scena a cui ho assistito mi sembra davvero assurda e ancora non mi spiego il perché di quella reazione». La signora, storica villegiante di Follonica, dopo aver raccontato l’accaduto alla nostra redazione ha voluto sottolineare la sua grande fede e il suo amore per questa città: «Sono una credente praticante ma sembra che la chiasa sia diventata un club privato dove può entrare solo chi ha il permesso queste mi sembrano vere e proprie forme di violenza sugli animali». Ma dall’altra parte della barricata non sono della stessa opinione: «Non ce l’ho con i cani - afferma don Pietro - ma ogni cosa deve stare al suo posto, ho rispetto per tutti e per tutto ma non si può esagerare. Gli animali non possono entare in chiesa, ma neanche al cimitero o in farmacia. Anche a Siena - continua - quando c’è il Palio non sono i cavalli a entrare in chiesa ma è il sacerdote che esce e li benedice». Don Pietro si difende così: «Non credo di chiedere niente di particolare anche perché se quella signora continua a venire in chiesa con il cane poi lo fanno tutti. E qui cosa diventa?. Non vorrei - conclude - altri danni provocati dagli animali. Qualche anno fa infatti alcuni gatti entrarono all’interno della chiesa e si nascosero dentro l’organo. Non sapendo della presenza dei nuovi inquilini, il parroco accese l’organo e i gatti morirono schiacciati. Questi gatti hanno causato tre milioni di danni e per giorni in chiesa c’è stata una puzza tremenda che non si poteva celebrare la messa». Marta Nicoletti
IL TIRRENO GIOVEDÌ, 01 SETTEMBRE 2005
Pontedera
Ordinanza di sequestro per due cani maltrattati Denunciato dall’Enpa il proprietario, ma uno degli animali era già morto I carabinieri hanno informato la Procura che ha fatto in modo di togliere al padrone i meticci di maremmano al centro del caso
Provincia di Pisa
LA SASSA. Un’ordinanza di sequestro di due cani meticci di pastore maremmano, uno dei quali era già morto quando l’autorità giudiziaria è intervenuta, è stata disposta dalla magistratura, dopo un esposto presentato ai carabinieri di Ponteginori dalla presidente della sezione Enpa di Pisa, Anna Maria Brunoni. La denuncia di maltrattamento riguarda due cani tenuti in località Poggio al Pruno, alla Sassa di Montecatini Valdicecina, a fare la guardia a un’antenna in una zona dove si trovano anche alcuni ripetitori. Il sequestro però è avvenuto in provincia di Pistoia dove abita il proprietario dei cani e dove gli animali sono stati portati una volta che è cominciata l’indagine. A raccontare la storia è la stessa presidente dell’Enpa di Pisa. Il primo esposto risale a maggio. «Una cittadina - dice Anna Maria Brunoni - aveva segnalato lo stato di assoluto abbandono dei due cani, un maschio e una femmina». Già tre mesi fa, dunque, era stato denunciato che i cani, lasciati nel recinto vicino alle antenne, venivano nutriti soltanto ogni 20-30 giorni, «tanto che erano costretti a cibarsi spesso di crocchette funghite e pane secco ammuffito - spiega la presidente dell’Enpa di Pisa - e si abbeveravano di acqua putrida, dove spesso galleggiavano ratti morti, come abbiamo documentato con numerose fotografie e come risulta da uno dei verbali della polizia municipale di Montecatini Val di Cecina». Addirittura, d’inverno l’acqua a volte era ghiacciata e gli animali non potevano neppure bere. Inoltre, il cane maschio aveva una malattia agli occhi che avrebbe richiesto continue cure. Tutto questo avveniva in una località a 650 metri di altitudine, in una zona impervia e difficile da raggiungere, soprattutto d’inverno. Anche il Corpo forestale di Cecina, a suo tempo interpellato, ha una dettagliata documentazione sulla vicenda, come spiega Anna Maria Brunoni. A maggio l’Enpa ha informato anche il sindaco di Montecatini Valdicecina e l’Asl, il dipartimento di veterinaria di Volterra: nessuno è intervenuto. Preoccupata della sorte della femmina, che nel frattempo è scomparsa, la presidente dell’Enpa ha presentato un esposto-denuncia ai carabinieri di Ponteginori. Nella denuncia si parla di stato di abbandono dei cani, «il cui ruolo era quello di fare la guardia a un’antenna privata, lontana dal paese e a decine di km dalla casa del proprietario: una crudeltà insensata - continua Anna Maria Brunoni - visto che i cani non potevano essere un deterrente per i malintezionati». Da quanto tempo andava avanti questa situazione? «Ci chiediamo quanti poveri cani guardiani in questi anni siano stati detenuti - aggiunge Brunoni - in stato di malnutrizione e in condizioni sanitarie insufficienti; e quanto la prolungata esposizione alle onde elettromagnetiche abbia influito sulla loro salute». L’Enpa afferma che una storia simile era accaduta già nel 1997, nella medesima località e con lo stesso proprietario: allora vennero salvati una madre e dei cuccioli sommersi dalla neve. Anche per questo fatto era stata presentata denuncia ai carabinieri. «Devo dire che dopo le testimonianze raccolte dall’Enpa e dopo le indagini tempestive e puntuali svolte dai carabinieri di Ponteginori - prosegue Brunoni - il comandante della stessa stazione ha inoltrato la richiesta di sequestro preventivo dei cani alla Procura della Repubblica di Pisa, che poi ha emesso la relativa ordinanza». Il sequestro è stato possibile solo per uno dei due animali: la femmina, di cui era stata segnalata la scomparsa, era già morta. Il cane, salvato dai maltrattamenti, è ricoverato in un canile di Pistoia, come disposto dalla magistratura. S. C.
IL TIRRENO GIOVEDÌ, 01 SETTEMBRE 2005
Pontedera
LUGLIO 2005 Caldo e catena uccidono un meticcio
Provincia di Pisa
È stato denunciato per maltrattamento di animali il proprietario del cane morto strangolato mentre cercava di fuggire dal terrazzo dove era stato legato, sotto il sole. È il 28 luglio 2005. I carabinieri di Volterra hanno invitato in caserma un uomo S.O., che abita in via Traversa a Saline. Sull’animale, un meticcio di circa due anni, è stata effettuata l’autopsia. Il cane potrebbe essere morto per le conseguenze del caldo oltre che per la catena che lo teneva stretto al collo. Intanto l’associazione animalista Dav si vuole costituire parte civile per vendicare le sevizie subite dal cane, a Saline di Volterra. «L’incivile episodio ci fa vergognare di essere umani - scrive l’associazione -. Ci colpisce ancora una diffusa incuria nei confronti dei casi denunciati dai cittadini alle autorità. Aspettiamo una seria indagine dall’autorità amministrativa».
IL TIRRENO GIOVEDÌ, 01 SETTEMBRE 2005
Empoli
Col veleno la strage di cani e gatti Decine di casi nell’Empolese, difficile individuare i responsabili Indaga la polizia provinciale, previsti 18 mesi di carcere
EMPOLI (FI). 133 cani e 57 gatti. E poi 4 volpi, 22 piccioni, 2 cavalli... Sono solo alcuni dei numeri degli animali avvelenati in Toscana negli ultimi mesi, raccolti dalla Polizia Provinciale. Il fenomeno dei bocconi avvelenati è un problema serio e le segnalazioni sono in aumento, in seguito all’obbligo di denuncia veterinaria entrato in vigore con la legge Regione Toscana n. 39/01 “Norme sul divieto di utilizzo e detenzione di esche avvelenate”. Nei comuni del Circondario Empolese-Valdelsa si sono registrate quasi quaranta segnalazioni di avvelenamenti e il fenomeno è in aumento. «Nel primo semestre 2005 - spiega Alessandro Quercioli, ispettore capo del nucleo di Polizia Giudiziaria di Firenze - solo nel Circondario abbiamo già avuto 24 casi di avvelenamenti, in prevalenza di cani». Dopo i cani sono i gatti gli animali più avvelenati. «Quest’anno nel quartiere di Carraia abbiamo già constatato una ventina di avvelenamenti - dichiara Tiziana Scarselli dell’associazione “Aristogatti” - tutti regolarmente denunciati». «I veleni più utilizzati - a parlare è ancora l’ispettore Quercioli - sono gli esteri fosforici, delle sostanze usate in agricoltura che uccidono gli animali anche in una o due ore; ci sono però altri composti che impiegano più tempo ad agire, portando alla morte gli animali dopo grandissime sofferenze. Con la legge 39 del 2001, il veterinario ha l’obbligo di denunciare ogni avvelenamento, comunicando alla polizia provinciale la scheda dell’animale indicante, oltre alla razza dell’avvelenato, anche la sostanza presente nel boccone. Successivamente iniziano le indagini, che porteranno ad una denuncia penale, anche se purtroppo il 60% degli avvelenatori resta impunito». Nei casi in cui però si riesca a risalire ai responsabili, ci sarà un processo e gli imputati, oltre ad una sanzione amministrativa di 5000 euro, rischiano fino a 18 mesi di carcere. La sanzione sarà comminata anche ai veterinari che non segnaleranno gli avvelenamenti e, in caso di recidiva, essi verranno segnalati all’ordine dei veterinari. Dove. La denuncia degli avvelenamenti di animali può essere effettuata presso tutti i posti di polizia, in particolare presso il Comando di Polizia provinciale o presso le stazioni dei Vigili urbani o di Carabinieri della zona. Antonino Neri
IL TIRRENO GIOVEDÌ, 01 SETTEMBRE 2005
Una vita da cacciatrice nel Padule Sandra Maccanti racconta la sua grande passione
DAVID BIUZZI
CERRETO GUIDI (FI). Una passione conosciuta a 22 anni, per “colpa” del matrimonio, e cullata per altri 25. Sì, perché con la preapertura di oggi Dina Lupi festeggia le sue particolarissime nozze d’argento. Non col marito, Sergio Maccanti, con la caccia. Una storia insolita, particolare. Infatti anche oggi, nel 2005, le “doppiette in rosa”, ovvero le donne cacciatrici, sono merce rara. Ma nel 1980, quando Dina Lupi, che tutti conoscono come Sandra (e che d’ora, in poi, chiameremo Sandra, come espressamente richiesto da lei) la situazione era ancor più singolare. «Era il mese di maggio - spiega la signora Maccanti, che insieme al marito gestisce un’azienda agricola a Cerreto - quando decisi di fare il grande passo, di prendere il porto d’armi. Come è nata la passione? Per caso, o forse sarebbe meglio dire per forza. Io venivo da Vinci, ma mi sposai giovanissima e andai ad abitare dalla famiglia di mio marito, a Cerreto. Loro erano tutti cacciatori. A casa era tutto un via vai di fucili e munizioni, non si parlava d’altro. Così, sempre più incuriosita, decisi di provare». E suo marito? «Rimase sorpreso, ma anche contento che volessi condividere con lui questa passione. Mi avvertì delle difficoltà a cui sarei andata incontro, ma mi ha sempre appoggiato». E ne ha avuto bisogno, di appoggio. «Come no. Già all’esame per il porto d’armi c’era più di mezza commissione che non ne voleva sapere. Ma ero preparata e anche un po’ abituata». In che senso? «Quando mi sono sposata ho iniziato subito a lavorare nell’azienda agricola di famiglia. Così ho dovuto prendere la patente per il camion, imparare a guidare mezzi pesanti. Anche allora, mi ricordo, non volevano proprio rilasciarmi il permesso. Il commissario della motorizzazione mi disse chiaramente che, secondo lui, le donne non dovevano guidare i camion. Invece io li guido ancora. E anche i trattori». Torniamo alla caccia? «Volentieri. Preso il porto d’armi acquistai il mio primo fucile, una doppietta Piotti. L’acquistai da un parroco di Castello e così ho iniziato». Lei, però, è una cacciatrice particolare. «Sono una cacciatrice di Padule di Fucecchio. E chiunque cacci lì è particolare». Perché sparate agli acquatici? «Anche. Ma il discorso è un po’ più complesso. Capisco che possa risultare poco chiaro, per chi non è mai venuto con noi, ma ci guida un grande amore per la natura». Infatti è difficile da capire. «Ma è così. Certo, uccidiamo gli animali e questo provoca anche qualche rimorso, almeno a me, ma li rispettiamo. Così rispettiamo il Padule. Abbiamo un rapporto splendido con questa fantastica zona che, purtroppo, pochi conoscono. Ci consideriamo un po’ i suoi guardiani». Addirittura. «Al Padule gli vogliamo bene. Lo curiamo e lo coccoliamo. La caccia è anche questo, ed è anche recupero delle tradizioni, passione per le cose antiche. Ad esempio tra i miei fucili ho una doppietta Damasco Rosato del 1870. I collezionisti mi tartassano di richieste, ma me la tengo stretta. Se la uso? Poco, non voglio danneggiarla». Come fu accolta dalla comunità dei cacciatori? «Con diffidenza, ovviamente. Per un po’ di tempo mi hanno guardato male e ho dovuto anche superare una specie di prova d’ammissione: dicevano che non avrei mai preso niente. Così, un giorno, decisero di farmi un esame. Lanciarono per aria un barattolo, a una bella distanza, e dovevo prenderlo al volo». Come andò? «Preso al primo colpo. Ma non chiedetemi come ho fatto. E’ stato un colpo di fortuna». Ora quante donne ci sono? «Qualcuna in più, di sicuro. A Cerreto diverse donne hanno il porto d’armi, anche se la cacciatrici sono solo una minima parte. E comunque la caccia sta cambiando». In che senso? «Ormai ci sono sempre più persone che non rispettano le regole. Forse perché hanno messo troppi paletti. Comunque anche in Padule arrivano persone che non hanno rispetto per gli animali e la natura». Le battute più belle? «A Natale, nella tenuta del principe Poggi Banchieri (scomparso recentemente, ndr)». Quanto pensa di continuare con la caccia? «Finché ci sarà la passione. Passare un giorno nel Padule, con i barchini preparati da noi, con il freddo che ti entra nella ossa e quello splendido scenario naturale davanti, è ancora troppo bello». C’è qualche altro tabù che vuole infrangere? «Vorrei provare la caccia al cinghiale. I miei colleghi uomini non mi ci vogliono portare, ma prima o poi lo farò».
IL TIRRENO GIOVEDÌ, 01 SETTEMBRE 2005
Oggi a Fucecchio alle ore 18 con ingresso libero le prime prove in pista dopo la tratta Palio, si rafforza l’antidoping L’esperto: «Responsabilità anche penali per i trasgressori»
FUCECCHIO (FI). Cavalli in pista, oggi alle 18. Nella buca D’Andrea (ingresso libero) le 12 contrade del palio di Fucecchio provano i mezzosangue avuti in sorte ieri notte nella “tratta”. A questo punto chi ha un cavallo valido vuole una “prima monta”, e già - oltre all’annunciato Trecciolino (Botteghe) si fanno i nomi di Bucefalo, Minisini detto Dé, il Pes, Gingillo, Donatini, Massimino, Tittìa che a Fucecchio è il campione in carica (San Pierino). Il mossiere è Renato Bircolotti. Mister antidoping. Ieri mattina alle pre-visite dei cavalli c’era anche il prof. Giulio Soldani, ordinario di farmacologia e tossicologia alla facoltà di veterinaria dell’Università di Pisa. E’ di Palaia. Poichè viene definito l’incaricato dell’antidoping, gli abbiamo chiesto in che cosa consiste il suo operato. Prelievi di sangue. «Svolgo un’azione preventiva sulle future responsabilità. E’ stato stabilito anche a Fucecchio, come fu fatto già dal 1999 a Siena, quali sono i farmaci proibiti, quali invece quelli ammessi e a quali concentrazioni. Siccome il cavallo “passa di proprietà” tra la tratta e il giorno del palio, i veterinari hanno effettuato dei prelievi di sangue agli animali». Il confronto. E a fine palio, che cosa succede? «In caso di infortunio, come è accaduto l’altro anno a Siena, e l’autorità giudiziaria decide di aprire un procedimento, si va a fare il confronto tra il campione prelevato per primo, e quello dopo la gara, e si vede chi ha trattato illecitamente il cavallo». Responsabilità penali. Quali responsabilità ci sono? - «Ce ne sono anche di tipo penale: per certe molecole si può parlare anche di maltrattamento del cavallo. Se l’animale ha la pupilla dilatata, e specialmente a Siena non vede gli ostacoli come il colonnino, ci picchia e si fa male, si cerca il responsabile. Se il cavallo era già trattato prima della tratta, ci rimette il proprietario; se invece era pulito, e dopo ha il farmaco addosso, la responsabilità è oggettiva della contrada. Il controllo è solo a tutela dell’animale, che non si faccia male perché trattato con sostanze illecite». Tutto è bene... Se invece non ci sono infortuni? «E’ escluso qualsiasi controllo. Anche al palio di Siena è così, chi vince, vince; e dopo 60 giorni - conclude il prof. Giulio Soldani - butto via tutto». L.G.
Fonte: animalieanimali.it
GENOMA: ECCO DNA DELLO SCIMPANZE', SPECCHIO DEL DNA UMANO Completata la mappa.
1 settembre 2005 - Che cosa ci rende umani? La risposta a questa domanda da oggi e' a portata di mano degli scienziati che hanno completato e pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Nature la sequenza del Dna dello scimpanze', il nostro parente animale piu' prossimo da cui ci siamo divisi circa sei milioni di anni fa per continuare da soli la strada evolutiva che ci distingue dal resto del regno animale. Il genoma dello scimpanze' (Pan troglodytes), opera del gruppo internazionale ' Chimpanzee Sequencing and Analysis Consortium' supportato in parte dal National Human Genome Research Institute (NHGRI), si attendeva vivamente proprio per sottoporlo a confronto con il Dna umano e tirare le somme di cio' che ci rende diversi dagli altri animali per rispondere ad annose domande quali l'origine del linguaggio, i segreti del cervello umano, ma anche perche' siamo piu' suscettibili a certe malattie. Il merito di gran parte del lavoro di sequenziamento, che ha sfruttato le cellule di Clint un maschio di scimpanze' che viveva allo Yerkes National Primate Research Center di Atlanta ed e' morto lo scorso anno, spetta alle equipe del Genome Sequencing Center (GSC) della Washington University School of Medicine di St. Louis, del Broad Institute of the Massachusetts Institute of Technology e della Harvard University. Ma il consorzio include ricercatori anche da istituzioni scientifiche di Israele, Italia, Germania e Spagna. ''Il sequenziamento del genoma dello scimpanze' e' un traguardo storico - dichiara entusiasta il direttore del NHGRI Francis Collins - destinato a portare a tantissime eccitanti scoperte con forti implicazioni per la salute umana''. Il genoma dello scimpanze' e' la prima sequenza genetica completata di un primate non umano e il quarto genoma di mammifero che segue nell'ordine, a partire dal 2001, al completo sequenziamento del genoma umano, del topo e del ratto. Il genoma dello scimpanze', non molto diversamente da quello umano, consta di qualcosa come 20-25 mila geni per un totale di tre miliardi di paia di basi, ovvero le lettere di cui si compone il Dna. Dei geni che codificano per proteine (ossia quei geni il cui codice serve a produrre proteine), uno su tre ha sequenza identica nel Dna umano e di scimpanze'. Le differenze tra il Dna dell' uomo e dello scimpanze' ammontano all'1,2% delle sequenze in termini di cambiamenti di singole paia di lettere del Dna. Ma la reale differenza tra i due genomi e' maggiore di quanto si pensi e soprattutto perche' vi e' un ammontare aggiuntivo di differenze pari al 2,7% del genoma che si deve alle numerose nuove sequenze che si sono inserite (inserzioni) nel Dna umano ma non in quello di scimpanze' o viceversa, nonche' alle altrettanto numerose sequenze che sono andate perse (delezioni) o si sono duplicate nell'uno o nell'altro genoma. Senza contare i geni andati persi, ovvero divenuti 'pseudogeni' (geni non piu' funzionanti) da una specie ma che funzionano ancora nell'altra e viceversa. Regioni su cui hanno avuto luogo rapidi cambiamenti genetici tra scimpanze' e uomo, come pure tra i vari mammiferi, sono legate alle funzioni immunitaria, riproduttiva, alla trasmissione del segnale nervoso e all'olfatto. Molte differenze sono emerse anche dal confronto del cromosoma maschile nelle due specie, divergenze che, secondo gli scienziati, sono soprattutto dovute al diverso comportamento sessuale di uomo e scimpanze'. Tra le differenze genetiche che i ricercatori hanno gia' trovato e tra quelle che stanno ancora cercando ci sono sicuramente quelle che potrebbero spiegare le conquiste dell'uomo rispetto agli altri primati: l'andatura eretta, un cervello piu' grande, le capacita' linguistiche. ''Le differenze trovate finora conclude LaDeana Hillier del Genome Sequencing Center di Washington sono solo la punta di un iceberg, altre differenze importantissime verranno fuori'' via via che si continuera' il certosino lavoro di confronto tra genoma umano e di scimpanze'. (ANSA)
LA SICILIA (CRONACA_CATANIA) 01/09/2005
le polemiche sull'apertura della caccia Ieri la veglia in piazza Duomo, la Lipu farà ricorso al calendario venatorio
Catania
Le associazioni animaliste e ambientaliste Aca, Lipu e Wwf, hanno dato vita, ieri sera in piazza Duomo alla veglia contro la caccia, tradizionale appuntamento all'apertura di ogni stagione venatoria. Stagione anche quest'anno iniziata tra le polemiche perchè in Sicilia è stata anticipata, mettendo a rischio, secondo gli ambientalisti la vita di diverse specie. Per il presidente dell'Aca Catania, Alfio Lisi, «con questo calendario venatorio gli animali selvatici condannati a morte dall'assessorato regionale all'agricolture e foreste tramite il calendario venatorio 2005-2006 saranno oltre 55mila. Il dato viene fuori dal rapporto tra il numero di cacciatori attivi, 53 mila sul territorio siciliano e animali cacciabili per ogni giorno di caccia, 15. Tra le 27 specie cacciabili -conclude- ve ne sono alcune a rischio di sopravvivenza o di estinzione come la lepre italica, la beccaccia, la coturnice, la quaglia, il colombaccio, la canapiglia». La Lipu, secondo la quale su ventitré specie di uccelli, tre sono già in forte diminuzione, sta valutando la possibilità di fare ricorso al calendario venatorio «che tiene conto - si legge in un comunicato stampa diffuso ieri dal delegato della sezione di Catania, Giuseppe Rannisi - di interessi economici e di lobby armieristiche piuttosto che della conservazione e della tutela della fauna, patrimonio di tutti. La Lipu ha chiesto all'assessore regionale all'Agricoltura e Foreste , Innocenzo Leontini, di accertare che da parte degli ispettorati forestali vengano riportate su cartografia le aree percorse dagli incendi e che queste aree vengano immediatamente trasmesse ai comuni interessati in modo da vietare la caccia e l'edificazione, come da normativa vigente».
IL SECOLO XIX 01/09/2005
Cani in strada, regole più severe. Ma più tutela in casa Dopo il rodaggio bonario di oltre un mese, diventa operativo a Ovada il nuovo regolamento comunale Multe da 25 a 300 euro: sanzioni se sporcano e anche per chi non li rispetta
Ovada (AL) - Da oggi a Ovada i cani, o meglio, i loro padroni sono più tartassati. Succederà se non rispetteranno il regolamento approvato dal comune che entra in vigore oggi dopo oltre un mese di rodaggio bonario. Un periodo di tregua per dare l'opportunità ai vigili urbani di educare i proprietari dei quattrozampe ad osservare le regole. Il regolamento ne contiene parecchie e per ciascuna c'è una sanzione che parte da 25 euro (le inadempienze più leggere) per arrivare fino a 300 nei casi più gravi. «Il regolamento - ha sottolineato il vice sindaco, Franco Piana - è stato formulato in modo da tutelare la serenità della convivenza tra l'uomo e i cani e prevenire gli inconvenienti che lo scorretto comportamento degli accompagnatori degli animali può provocare nelle aree pubbliche, a contatto con il pubblico, alla sicurezza, all'igiene e alla pulizia di vie, piazze, spazi pubblici oltre che all'incolumità di chi le frequenta». Sotto accusa sono in primo luogo le deiezioni sul percorso delle paseggiate canine, loro incolpevoli ma non i padroni.La nuova disciplina è più severa della precedente. Il regolamento prevede il guinzaglio e la museruola (anche per cani di piccola taglia); in particolare, il guinzaglio non può essere lungo (attenzione a quelli retrattili) più di tre metri. Per le deiezioni, il padrone deve immediatamente provvedere, con apposita attrezzatura (paletta-raccoglitore e sacchetto-contenitore chiudibile) in vendita nei negozi specializzati alla rimozione. Però il regolamento offre anche maggiori garanzie agli amici dell'uomo. L'articolo 8 stabilisce ad esempio che i cani che vivono all'interno di cortili o giardini privati, non devono essere tenuti in spazi angusti, non idonei e non riparati dalle intemperie, dal freddo come dal caldo, devono sempre avere il cibo e l'acqua necessari. Gli spazi dove vivono gli animali vano sottoposti a frequenti pulizie. Anche in questo caso i padroni che non rispettano la regole incorrono in pesanti sanzioni. B. M.
LA SICILIA 01/09/2005
Ogm Bruxelles, via libera per colza transgenica Proteste in Italia
Bruxelles. Dopo aver rinviato due volte la decisione in agosto, Bruxelles ha dato ieri il via libera definitivo all'importazione in Europa della colza transgenica «Gt73» di Monsanto, resistente all'erbicida glifosate. La decisione, annunciata dalla Commissione europea, autorizza l'importazione del prodotto per 10 anni allo scopo di essere trasformato industrialmente, o destinato all'alimentazione degli animali. Immediata la reazione di Greenpeace, che sollecita il governo italiano a impiegare le «clausole di salvaguardia nazionale» per bloccare l'ingresso di un prodotto «rischioso per l'ambiente e la salute». L'Europa autorizza già dal 1997 l'utilizzo di un olio raffinato prodotto a partire dalla colza «Gt73». La nuova colza biotech non è invece destinata alla coltivazione in terra. Al riguardo, la Monsanto ha abbandonato nel maggio del 2004 i piani per introdurla in Australia. La decisione, ha tenuto a precisare la portavoce Ue, è accompagnata da una raccomandazione che definisce una serie di linee guida indirizzate alla società Monsanto, in caso di disseminazione accidentale nell'ambiente. Nell'annunciare il provvedimento, Bruxelles ha anche ricordato che il prodotto è stato testato dall'Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) la quale «lo ha giudicato sicuro come il colza tradizionale». La colza «Gt73» è il terzo prodotto (dopo i mais transgenici Nk603 e Mon863) ad essere autorizzato sulla base della nuova direttiva europea del 2001 che prevede regole rigorose in materia di tracciabilità e di etichettatura del prodotto. Sul mercato il prodotto dovrà, infatti, essere chiaramente etichettato come colza geneticamente modificata, inoltre è previsto un meccanismo di sorveglianza dopo la vendita. La Commissione ha avuto l'ultima parola sul via libera all'importazione del Gt73 dopo che i ministri dell'Ambiente dell'Ue non sono riusciti a riunire, nel dicembre 2004, né una maggioranza a favore, né una contraria. In quell'occasione l'Italia votò contro. La posizione del Consiglio dei ministri dell'Ue, di fatto, rifletteva quella pronunciata in precedenza dai rappresentanti dei 25 a livello tecnico. Il fronte del «no» era formato, oltre che dall'Italia, da Danimarca, Estonia, Grecia, Cipro, Lituania, Lussemburgo, Malta, Austria,Polonia e Gran Bretagna. A favore erano Svezia, Finlandia, Slovacchia, Portogallo, Olanda, Lettonia, Francia, Repubblica Ceca e Belgio. I restanti Paesi si erano astenuti. La palla è infine ritornata alla Commissione europea che ha autorizzato la propria proposta. Ma gli ambientalisti non ci stanno.«L'Italia deve impiegare immediatamente le clausole di salvaguardia nazionale per impedire l'importazione della colza Ogm -attacca Federica Ferrario, responsabile campagna Ogm di Greenpeace, puntando il dito contro Bruxelles: «La colza Monsanto pone seri rischi ambientali, in particolare per la contaminazione incontrollata delle coltivazioni non Ogm, con possibili implicazioni per la salute umana ed animale». Il motivo è che questa colza, importata come seme intero, sarà macinata solo successivamente con un procedimento che non garantisce da rischi di contaminazione accidentale durante il trasporto e la trasformazione. «Una volta dispersi nell'ambiente - spiega Ferrario - i semi possono germinare e diffondersi rapidamente attraverso tutta l'Europa: il polline della colza può viaggiare anche per parecchi chilometri». Oltre l'elevato rischio di inquinamento genetico la colza geneticamente modificata è pericolosa anche per la salute animale (al momento, l'unica testata). Studi recenti della Monsanto, infatti, rimasti secretati, hanno mostrato significative anomalie nel peso del fegato dei ratti nutriti con colza Ogm. «Le misure adottate dalla Commissione per prevenire l'inquinamento genetico, basate su accordi volontari e senza effettivi controlli e monitoraggi - conclude Ferrario - sono chiaramente insufficienti. Le procedure europee per la valutazione del rischio non ci garantiscono e vanno riviste interamente».
MIAECONOMIA 01/09/2005
Su Internet commercio illegale di animali rari
I compratori alla ricerca di souvenir esotici hanno scatenato su Internet un traffico redditizio che sta mettendo in pericolo la vita di molte specie in via d'estinzione: dalla giraffa alle borsette di pelle di serpente, il Fondo internazionale per il benessere degli animali (Ifaw) ha scoperto che su Internet si trovano in vendita centinaia di primati vivi e migliaia di prodotti di animali rari. "Il commercio su Internet è facile, economico e anonimo," ha dichiarato il direttore della sede britannica dell'Ifaw, Phyllis Campbell-McRae. "Il risultato è un mercato nero cibernetico dove si baratta il futuro di alcuni degli animali più rari del mondo. Il commercio della fauna protetta è spinto dalla domanda del consumatore, quindi le uccisioni cesseranno quando non si faranno più acquisti. Acquistare animali rari su Internet è dannoso quanto ucciderli con le proprie mani". Il rapporto "Presi nella rete - la fauna protetta su Internet" ha trovato in vendita, in una sola settimana, 146 primati vivi, 5.527 prodotti di elefanti, 526 tartarughe e carapaci di tartaruga, 2.630 prodotti di serpenti e 239 prodotti di gatti selvatici. Oltre a una giraffa di due anni in vendita su un sito americano per 15 mila dollari, c'era anche un gorilla di sette anni che viveva a Londra e cercava una casa nuova "a causa del trasloco in un'altra abitazione" in vendita per 4.500 sterline. Il prezzo di piccoli scimpanzé è compreso tra i 60 mila e i 65 mila dollari, mentre nel Galles, in Gran Bretagna, una coppia di leontocebi della razza "a testa di cotone" si trova per 1.900 sterline. Tra i prodotti più esotici, gli scheletri di cavalluccio marino, i posacenere di zampa di elefante, le sculture di avorio, gli scialli di pelo di antilope tibetana noti come "shantoosh", i prodotti di felino selvatico, le giacche in pelle di serpente e gli stivali di coccodrillo. Gli esperti calcolano che il commercio illegale di animali rari e specie in via d'estinzione si aggiri intorno a svariati miliardi di dollari ogni anno, e fanno notare che l'aumento di siti di aste online ha aggiunto un'altra voce. Secondo i servizi d'intelligence britannici, le multe non particolarmente salate e la bassa priorità che hanno i crimini contro gli animali favoriscono le attività di questo genere, spesso in mano alla criminalità organizzata. A tal proposito l'Ifaw ha chiesto ai governi di educare i consumatori sulle leggi che riguardano il commercio in specie protette e di introdurre leggi più severe e migliori controlli su Internet.
IL TIRRENO GIOVEDÌ, 01 SETTEMBRE 2005
Grosseto Sos per Gina e il suo padrone La cagnetta di un clochard vive legata a un albero LUCI E OMBRE D’ESTATE
GROSSETO. Due cose sole possiede: una tenda per dormire e un cane da amare. Lui, per il resto, non ha altro. Giusto le braccia per arrangiarsi con qualche lavoretto rimediato qua e là. Lui è un giovane clochard che dalla scorsa primavera vive sotto gli alberi di Rispescia, davanti all’ex Enaoli. Dorme sotto la tenda, tenendosi vicina Gina, una splendida cagnetta dal pelo nero e lucido. Al risveglio però il giovane parte in cerca di lavoro. A volte va a Grosseto, a volte chissà dove. Se va a Grosseto torna il giorno dopo, col primo pullman del mattino perché di sera, finito il lavoro, pullman per tornare non ce n’è. Se va più lontano, rientra anche dopo settimane. E nel frattempo Gina resta lì. Legata a un albero, sola, sotto il sole cocente o la pioggia battente, a due passi dall’Aurelia. A sfamare Gina ci pensa Silvia Giorgi, una ragazza che abita lì vicino e che - sin dallo scorso aprile - s’è presa a cuore cagnetta e padrone. Ora però anche Silvia è in difficoltà. Lei ha già tre cani, e non può prendersi in carico pure Gina. Una volta l’ha portata a casa, e subito tra i quattrozampe si sono scatenate rivalità che l’hanno costretta a ingabbiare una delle sue canine. Oltretutto Silvia ha anche problemi personali seri, e non può permettersi in alcun modo di accudire un altro animale. La situazione si va facendo imbarazzante. Proprio ieri Silvia ha saputo che il giovane clochard potrebbe restare lontano per mesi. E ora è preoccupatissima, perché teme che qualsiasi cosa accadesse a Gina - che ripetiamo, vive legata a due passi dall’Aurelia - potrebbe essere addebitata alla sua responsabilità. Insomma, c’è bisogno urgente di fare qualcosa per quel cane. «E anche per il padrone», tuona Marlena Giacolini, presidente dell’Enpa. «Mi risulta che il ragazzo sia andato più volte in Comune a chiedere aiuto. Avrebbe bisogno di un ricovero, per sé e per Gina, il suo unico affetto. Io stessa ho mandato l’Asl a Rispescia per verificare la situazione, ma mi è stato risposto che avendo il cane un proprietario, non è possibile portarlo via. Ma Gina non può restare lì. Non ha una cuccia, vive nei suoi escrementi, resta giorni interi al sole o alla pioggia. Senza contare che un qualsiasi imbecille potrebbe farle del male, o magari slegarla facendola scappare verso l’Aurelia, con tutti i pericoli del caso. Lancio un appello perché si trovi un asilo per il proprietario. Altrimenti si faccia in modo di mettere questo cane al sicuro».
IL TIRRENO GIOVEDÌ, 01 SETTEMBRE 2005
Cecina
Segnalazioni dei lettori. Nutrie e papere uccise a sassate per divertimento, animali domestici investiti a folle velocità «Ha lasciato sull’asfalto il mio povero gatto cieco»
CECINA (LI). «Qui si parla tanto di rispetto, ma siamo ancora molto lontani da quel grado di civiltà cui dovremmo aspirare!» «Ha investito il mio gatto, cieco da un occhio, che dormiva davanti al cancello di casa; è arrivata a tutta velocità per entrare nella sua villa, gli è passata sopra con la macchina rompendogli le gambe e il bacino. E non è neppure scesa per prestargli soccorso, o avvertire». Due frammenti di lettere (inviate alla redazione de Il Tirreno) particolarmente “infuocate”, lettere di denuncia contro le manifestazioni di violenza verso gli animali. A testimoniarli sono due cittadini, rispettivamente F.B. di Cecina (che ha chiesto di mantenere l’anonimato) e Piera Gattini Pachetti di Montescudaio. Entrambi presenti agli atti di violenza. Una nutria e diverse papere uccise a sassate a Marina di Donoratico e alla Mazzanta; e un’automobilista che uccide un gatto cieco senza preoccuparsene a Montescudaio. Si tratta di storie tremende che, sommate agli animali abbandonati o tenuti in uno stato di denutrizione, accadono quotidianamente anche nella nostra zona. Ad operare in prima fila sono le guardie forestali presenti sul territorio con una continua azione di monitoraggio e, allo stesso tempo, pronte ad intervenire con sanzioni salate e provvedimenti legali che possono portare anche alla reclusione. L’ispettore superiore delle guardie forestali Tarcisio Pasqualini parla, intanto, della sporadicità d’interventi legata alla difficoltà di cogliere i colpevoli sul fatto. Fa appello per questo ai cittadini affinché si rivolgano al numero verde “1515” per denunciare i casi specificando il luogo in cui sono accaduti. «Alcuni giorni fa - racconta la lettera di F.B. - mi è capitato di notare in un fosso a Marina di Donoratico una nutria morta. Subito ho visto che era stata uccisa da alcune sassate perché ho trovato queste “armi” sul corpo della vittima e nelle sue vicinanze. Un gesto che mette in evidenza la barbarie e la vigliaccheria di chi lo ha compiuto che dovrebbe farci riflettere». F.B. ha assistito anche ad altri atti di violenza contro gli animali. «Alla Mazzanta hanno preso a sassate delle papere, uccidendole - aggiunge - Mi sembrano fatti che si commentano da soli insieme alle accuse verso coloro che imbrattano i muri o vanno troppo forte con la moto mettendo a rischio la vita altrui. E’ un modo di essere che non può più essere tollerato!»
Spostandoci poi nel centro di Montescudaio troviamo un altro caso di violenza. «E’ un evento che mi ha toccato di persona il 23 agosto alle 9.30 circa - recitano le prime righe della lettera di Piera Gattini Pachetti -. Avevo un gatto di 15 anni cieco da un occhio perché lo aveva colpito il pallino di un cacciatore, così tutti tendevano a scansarlo e ad aiutarlo. Ma un giorno una macchina è arrivata a forte velocità per entrare a 5 metri nella sua villa e lo ha colpito obbligandomi a sopprimerlo. Capisco che investirlo poteva succedere, ma almeno suonare il campanello e chiedere scusa. Pensare che l’automobilista è socia del Wwf e predica una religione basata sulla pace e sulla compassione come il buddismo... Non ho denunciato la responsabile perché non volevo causarle problemi». Storie come queste continuano a ripetersi. Come intervengono le guardie forestali? «Ci sono due pattuglie che controllano continuamente il territorio che va da Rosignano a Marina di Bibbona - spiega l’ispettore superiore del corpo di Guardia Forestale Tarcisio Pasqualini - ma non succede quasi mai di cogliere i colpevoli al momento giusto. In caso potremmo punirli con sanzioni molto salate e con una denuncia che, a seconda della gravità del fatto, può portare anche alla reclusione. La punizione è la stessa, sia che vengano maltrattati animali domestici o selvatici. Invitiamo tutti a segnalare senza paura al 1515 i casi di violenza».
LA SICILIA (AGRIGENTO) 01/09/2005
denunciato un professionista Aggrediti due accalappiacani
Aggredisce i due accalappiacani, che utilizzando il nodo scorsoio maltratterebbero gli animali, e viene denunciato dai carabinieri per lesioni ad un incaricato ed interruzione di pubblico servizio. Protagonista della vicenda è stato un avvocato del luogo che non ha sopportato l'arcaico sistema utilizzato da due accalappiacani dipendenti del canile sanitario comunale la cui gestione da qualche anno è stata affidata ad un'impresa locale. L'inconsueta vicenda si è verificata nella mattinata di ieri nella zona portuale di piazzale Marinai d'Italia dove molto spesso si ritrova una muta formata da otto - dieci cani randagi. Qui era intervenuto il personale del canile per accalappiare i cani e trasferirli nella struttura che ospita i randagi che si trova lungo la Ss 115. L'intervento degli accalappiacani sarebbe stato seguito dal professionista licatese che ha duramente contestato l'uso del nodo scorsoio. «Già in passato ho contestato il sistema utilizzato dagli accalappiacani che a mio avviso maltrattano agli animali - ha dichiarato il professionista subito dopo aver lasciato gli uffici del comandante della locale stazione carabinieri - purtroppo non posso assistere inerme nel vedere maltrattare gli animali con sistemi che ha mio avviso sono illegittimi. Al magistrato chiarirò il mio intervento scaturito solo ed esclusivamente per il mio amore verso gli animali». Già qualche giorno addietro, Roberto Alaimo, responsabile della locale sede dell'associazione «Croce Verde Pro Salus» che gestisce il canile comunale ha denunciato ai carabinieri l'introduzione notturna di persone estranee all'interno del canile che avrebbero liberato alcuni cani randagi. Antonio cacciatore
LA SICILIA 01/09/2005
Gli uomini-uccello chiedono clemenza
Gaetano Mineo
Palermo. Controlli anti bracconaggio, guardie volontarie in difesa degli abusi della caccia e una serie di proteste contro la stagione venatoria che proprio oggi prende il via anche in Sicilia, come in altre regioni italiane. In sostanza, è già in azione l'universo di ambientalisti, animalisti e naturalisti che ieri hanno già inscenato una serie di proteste contro le doppiette. Manifestazioni in varie parti dell'Isola, e non solo, dai toni più o meno colorati. Come quella a cui ha dato vita la Lega anti vivisezione siciliana, ieri nella sede di Palermo dell'assessorato regionale all'Agricoltura. Ore 11 e 30: uno stormo di uccelli «invade» l'assessorato. In fila per depositare la richiesta di grazia, tra le facce sbigottite dei dipendenti, numerosi e variopinti uccelli-giganti (così si sono travestiti alcuni esponenti della Lav) in rappresentanza dei condannati a morte di oggi, data di apertura anticipata della caccia. In calce alle richieste di grazia le firme di Tortora, Merlo, Colombaccio e Quaglia. Specie di uccelli di cui il calendario venatorio siciliano ne anticipa di 18 giorni la caccia rispetto a quello fissato dalla normativa statale. «Assessore Leontini, ci appelliamo alla sua clemenza: ci conceda la grazia e ci salvi dalle fucilate dei 53 mila cacciatori siciliani». Inizia così la richiesta di clemenza che con tanto di timbro e firma è stata depositata dagli «uomini-uccello» ieri negli uffici del protocollo dell'assessorato. «In Sicilia la stagione venatoria sarà micidiale e sanguinaria - dichiara Marcella Porpora, coordinatrice regionale Lav Sicilia - visto che quest'anno il calendario regionale ha ulteriormente liberalizzato in maniera selvaggia la caccia. In sostanza, secondo l'organizzazione animalista, «evidentemente l'assessore Leontini vuol passare alla storia come l'Attila degli animali perché solo l'odio verso gli animali può spingere a decretare la morte di migliaia di esemplari, tra cui specie protette dall'Ue». Ennio Bonfanti, responsabile Fauna della Lav, invece, ricorda «la gestione della caccia «Castiglione» (precedente assessore, ndr) che è stata un ottimo segnale mentre adesso si sono fatti passi indietro». La Lav non intende mollare. Sta preparando, infatti, le carte da inviare a Bruxelles per «denunciare il caso Sicilia alla Commissione europea», conclude Bonfanti. Immediata la replica dell'assessore regionale all'Agricoltura, Leontini: «Non è un calendario venatorio blindato, quello da me decretato. Di conseguenza, sono disposto a raccogliere eventuali proposte tecnico-scientifiche che possano giungermi per sottoporle al Comitato regionale faunistico venatorio e ambientale, unico organismo titolato a esprimersi in formulazione di calendario venatorio». Anche il Codacons, in collaborazione col Nucleo operativo zoofilo (Noz) scende in campo con guardie regionali che effettueranno controlli anti bracconaggio, prevenzione della distruzione del patrimonio faunistico, educazione al rispetto della natura e denuncie alla magistratura. Insomma, una vera e propria operazione contro gli abusi della caccia, chiamata «Sicilia a salve». C'è anche chi vuole sottrarre alle regioni tutte le competenze in materia di disciplina della caccia alla fauna migratrice e affidarle, come avviene persino in grandi Paesi federali come Canada, Usa e Australia, a una agenzia tecnica nazionale, «meno permeabile alle continue richieste di deroghe e sotterfugi legislativi locali». La proposta è della Lega abolizione caccia (Lac) che prende atto di come due terzi delle regioni italiane, «eludendo la regola generale di aprire la caccia alla terza domenica di settembre abbiano deliberato provvedimenti relativi alla cosiddette pre-aperture della caccia, ammettendo a vario titolo alcune giornate aggiuntive di esercizio venatorio per alcune specie migratrici».
TGCOM 1/9/2005
Virus polli,allarme anche in Italia La Fao:"Potrebbe arrivare in primavera"
L'allarme per il virus dei polli risuona anche in Italia dopo che a Roma la Fao, l'Organizzazione alimentare mondiale, ha avvertito che il temuto H5N1 potrebbe presto diffondersi in Europa, e nel nostro Paese, già la prossima primavera. Questo perché l'influenza aviaria verrebbe diffusa dagli uccelli che arrivano dai paesi asiatici viaggiando sulle rotte migratorie. Il pericolo di una epidemia è considerato serio. "Acquisiremo gli atti della Fao per una valutazione rigorosa", ha dichiarato in una nota il ministro della Salute, Francesco Storace, in seguito all'appello alla sorveglianza lanciato dalla Fao, che ha invitato i Paesi membri e i Paesi industrializzati a concentrare sforzi e risorse per favorire la sorveglianza del virus negli animali, e in particolare negli uccelli migratori. Per gli esperti dell'agenzia, rappresentata a Roma dal direttore della divisione per la salute animale Samuel Jutzi e dal capo del servizio veterinario Joseph Domenech, riuscire a seguire passo dopo passo, per la prima volta nella storia, tutti gli spostamenti del virus significa avere in mano un'arma concreta ed efficace per controllare la nuova pandemia di influenza attesa dagli esperti di tutto il mondo dopo la terribile Spagnola del 1918, l'Asiatica del 1957 e la Hong Kong del 1967. "E'sorprendente - ha detto Jutzi - come si stiano investendo molti fondi in farmaci antivirali. Preoccuparsi della salute umana va bene, ma nello stesso tempo è necessario investire nel controllo dell'epidemia negli animali in modo da riuscire a ritardare o addirittura evitare la pandemia di influenza nell'uomo". Nel frattempo, dei circa 100 milioni di dollari ritenuti necessari per arginare l'epidemia nel Sud Est asiatico ne sono arrivati appena un quarto. In più la possibile diffusione del virus in Medio Oriente e Africa settentrionale e orientale ha fato salire il prezzo della prevenzione e della sorveglianza a ben 225 milioni di dollari. Le rotte degli uccelli migratori attraversano infatti Paesi che attualmente non hanno strumenti efficaci a garantire una sorveglianza adeguata. Arzebaigian, Iran, Iraq, Georgia, Ucraina sono i Paesi da cui passeranno gli stormi di uccelli migratori, soprattutto anatre, che potrebbero essere diventati il serbatoio naturale del virus dell'influenza aviaria. Gli incroci delle loro rotte, poi, minacciano di estendere il rischio ad altri Paesi con realtà altrettanto difficili, primi fra tutti Bangladesh e India: non soltanto sono entrambi attraversati da una delle più importanti rotte migratorie, ma ospitano una grande quantità di anatre domestiche. Due elementi che potrebbero trasformarli in nuove grandi aree epidemiche. Se la diffusione del virus non sarà bloccata in modo efficace, c'è un alto rischio che l'influenza dei polli possa raggiungere il Medio Oriente, l'Africa settentrionale e trovarsi alle porte dell'Europa, Italia compresa, per la primavera 2006.
LA SICILIA (CRONACA_CATANIA) 01/09/2005
«Benemerenza per i gattari»
Desideriamo anche noi esprimere tutta la nostra simpatia e solidarietà al Sig. Giuseppe D'Urso, per il coraggio e la perseveranza dimostrati nell'assistere la «sua» colonia felina, cioè quella di S. Giovanni Li Cuti. Talvolta, e non sono, purtroppo casi isolati, l'umana barbarie si spinge fino ad attentare ala vita e all'incolumità, di un inerme cittadino che ha avuto ed ha il solo torto di amare gli animali. Sovente, cittadini che come il Sig. D'Urso si occupano amorevolmente di gatti e cani randagi, sono fatti oggetto di minacce, o per bene che vada, scherniti. Spesso i «gattari», sono costretti ad aggirarsi furtivi tra i cassonetti, magari alle prime luci dell'alba, quasi dovendosi scusare del loro gesto generoso di far da mangiare ai randagi. Proporrei, al contrario, per i signori Gattari una benemerenza speciale, e soprattutto aiuti fattivi nella gestione delle colonie, in particolare dal punto di vista sanitario. Naturalmente, se le colonie feline o i cani di quartiere, fossero presi in carico dai Comuni e dalle Ausl, nonché dalle Associazioni Animaliste, ci sarebbe più attenzione alle norme igieniche del luogo, e l'assistenza sarebbe meglio pianificata, con meno lamentele da parte dei condomini. Sono trascorsi ben cinque anni dall'entrata in vigore della Legge Regionale n. 15, ma, salvo qualche eccezione, essa sembra essere stata ignorata dagli Enti Locali nelle sue linee fondamentali. I cani randagi, nelle periferie urbane sono in aumento, e a tutt'oggi non sono stati redatti censimenti, né è stato avviato un programma efficace di sterilizzazioni. A causa di ciò, e naturalmente a causa della scarsa coscienza civica e umana di alcuni cittadini, ci vengono spesso segnalati casi di maltrattamenti o addirittura di avvelenamenti di intere colonie feline o di cani mansueti. Desideriamo, inoltre, ricordare, che tali atti esecrabili, costituiscono veri e propri reati punibili con la detenzione fino a diciotto mesi (Legge n. 189 luglio 2004): Poichè gli animali non hanno voce, invitiamo i cittadini che sono venuti o verranno a conoscenza di tali inqualificabili atti, a denunciare alle Pubbliche Autorità detti reati ed i loro autori. Le Forze dell'Ordine sono obbligate a indagare sull'accaduto ed a tenere conto degli indizi forniti dai testimoni. E' inoltre fatto divieto di maltrattare i gatti in libertà (legge quadro n. 281 del 91), e di allontanarli dal loro habitat naturale (Legge Reg. n. 15 del luglio 2000); ciò è previsto soltanto per motivi sanitari, e da personale competente ed autorizzato. chiunque può toccare con mano i livelli di intolleranza e di inciviltà delle nostre città, dove purtroppo per le categorie più deboli c'è poca attenzione. vorrei qui ribadire, che i cani e i gatti che vivono nelle nostre città sono soggetti di diritto, infatti essi vanno aiutati e tutelati; la tolleranza va imparata, la convivenza con gli animali è una risorsa, che però va saputa gestire, mediante strumenti educativi e formativi dei cittadini. prof. Claudia Micale (Animalisti Italiani)
IL SECOLO XIX 01/09/2005
Doppiette pronte a sparare CACCIA Il 18 settembre si apre la stagione venatoria. Ecco le limitazioni previste dal calendario In tutta la provincia i cacciatori sono oltre tremila
regione Liguria
Dal 18 settembre comincia una nuova stagione di caccia. La Regione Liguria ha diffuso il nuovo calendario venatorio che interessa oltre tremila cacciatori spezzini. Dalla terza domenica di settembre, quindi, e fino all'11 dicembre, si potrà sparare alla selvaggina stanziale per tre giorni alla settimana, esclusi il martedì e il venerdì. Dal 1° ottobre al 30 novembre sarà possibile cacciare alla selvaggina migratoria e allora verranno presi d'assalto i tradizionali territori posti sui crinali dei monti per intercettare le rotte degli animali di passo. Dal 1° dicembre al 30 gennaio, infine, è consentita sia la caccia, sia da appostamento che in forma vagante con l'impiego dei cani alla selvaggina migratoria per tre giornate settimanali. Il calendario fissa anche le speci cacciabili e i relativi periodi di caccia. Dal 18 all'11 settembre si potrà sparare a starna, pernice rossa, lepre e coniglio selvatico; dal 18 settembre al 31 dicembre a quaglia, tortora e merlo; dal 1° dicembre al 30 gennaio cesena, tordo, bottaccio, tordo sassello, germano reale, gallinella d'acqua, pavoncella, colombaccio, beccaccia, beccaccino, fagiano, volpe, alzavola, canapiglia, fischione, cordone, marzaiola, mestolone, moriglione, moretta, folaga, cornacchia nera, ghiandaia e gazza. La caccia alla volpe è consentita ai singoli cacciatori dal 18 settembre al 30 gennaio e dal 15 dicembre al 30 gennaio può essere consentita la caccia a squadre, con specifiche autorizzazioni nominative rilasciate dalle Province, alle squadre appositamente costituite, con l'impiego di cani, in località determinate e in ogni giornata aperta alla caccia. Il calendario prevede anche una limitazione del carniere a seconda del tipo di selvaggina. Per quella stanziale non si possono abbattere per ogni giornata di caccia oltre due capi tra fagiano, starna, pernice rossa e lepre. Per quel che riguarda la selvaggina migratoria sono ammessi venti capi al giorno con il limite di 10 colombacci, 3 beccacce, 2 beccaccini, complessivamente tra 5 germani reali, gallinelle d'acqua e pavoncella e 2 tra alzavola, canapiglia, fischione, codone, marzaiola, mestolone, moriglione, moretta e folaga. Nel corso di un'intera stagione un cacciatore non può abbattere complessivamente più di 20 beccacce, 20 fagiani e 4 capi per specie tra lepri, pernice rossa e starne.
YAHOO Giovedì 1 Settembre 2005, 10:06
Ruolo protettivo del nitrosoglutatione nello sviluppo dell'asma Di Broncopneumologia.net
( Xagena - Pneumologia ) - Da una ricerca compiuta presso il Duke University Medical Center è emerso che un prodotto naturale, il nitrosoglutatione ( GSNO ), aiuta a mantenere aperte le vie aeree. Topi con elevati livelli di GSNO sono risultati meno predisposti all’asma rispetto agli animali con più bassi livelli. Gli animali privi di GSNO hanno sviluppato l’asma. GSNO è una molecola appartenente alla famiglia dell’ossido nitrico. Precedenti studi avevano mostrato che l’ossido nitrico ( NO ) era in grado di regolare la dilatazione delle vie aeree. Tuttavia la manipolazione dei livelli di NO nei topi non ha prodotto cambiamenti nella risposta agli allergeni da parte degli animali. Più recentemente, Ricercatori della Duke University hanno proposto che una famiglia di molecole trasportanti NO, S-nitrosotioli ( SNO ), potrebbe avere un ruolo terapeutico. I Ricercatori hanno esaminato le risposte delle vie aeree di topi normali e di topi mancanti dell’enzima GSNO riduttasi, un enzima che interviene nel processo di demolizione di GSNO. La GSNO reduttasi regola i livelli di GSNO in diversi tessuti, tra cui i polmoni. I topi normali inclini all’asma presentavano aumentati livelli di GSNO reduttasi, con conseguenti più basse concentrazioni di GSNO a livello polmonare dopo esposizione agli allergeni. Al contrario, i topi con elevati livelli di GSNO risultavano protetti dall’iperreattività delle vie aeree. Secondo i Ricercatori della Duke University uno sbilanciamento del GSNO, e forse di altri S-nitrosotioli, può contribuire allo sviluppo di asma.( Xagena ) Fonte: Duke University Medical Center
IL TIRRENO GIOVEDÌ, 01 SETTEMBRE 2005
Pisa
SOS animali
[...] -Due pastori tedeschi. Smarrito un cane lupo in zona Agnano-Calci il 17 agosto. E’ maschio, taglia grossa (55-60 kg) di colore fulvo-rossiccio, muso nero, collare azzurro di stoffa, tatuato all’inguine; Si prega contattare i numeri 050-856.269 o 347-37.29.750.
-Una cagnetta di 6 anni. Nella notte tra il 21 e il 22 agosto spaventata dai fuochi d’artificio è scappata la mia cagnetta di 6 anni taglia media color miele a pelo corto. Abito a S. Frediano a Settimo ed è stata vista allontanarsi lungo l’argine dell’Arno in direzione Cascina. La cagnetta si chiama Kali e ha un collare di metallo e uno in gomma antipulci, è tatuata (n. SPC9262) ma non ha la medaglietta di riconoscimento. I numeri da contattare sono Simone 349-0884284 oppure Alessandra 347-8873427.
-Gattino meticcio. La sera di mercoledì 24 agosto è stato smarrito nelle vicinanze di piazza Galletti a Vecchiano un gattino meticcio di 4 mesi di nome Artiglio. Ha il dorso tigrato grigio chiaro e la pancia bianca. Chi lo trovasse o ne avesse notizia è pregato di telefonare al 050-860761 oppure al 349-7550315.
IL GAZZETTINO DI PADOVA Giovedì, 1 Settembre 2005
Modifica dell'ordinanza da parte del sindaco per tutelare gli escursionisti Caccia solo fino alle 9 Il provvedimento riguarda le domeniche 4 e 11 settembre
Chioggia (VE) (G.B.) Una modifica all'ordinanza assunta dal sindaco di Chioggia insieme ai colleghi di Venezia e Cavallino-Treporti, che innovava rispetto alla disciplina regionale sulla caccia.La Regione Veneto prevede infatti che gli appassionati possano imbracciare le doppiette a cominciare da domenica prossima, 4 settembre. E che possano continuare a sparare la domenica seguente, 11 settembre. Il sindaco di Chioggia, Fortunato Guarnieri, d'accordo con i colleghi Massimo Cacciari ed Erminio Vanin aveva firmato un'ordinanza per vietare in queste due domeniche la caccia nei territori dei rispettivi comuni. "In relazione - spiega Guarnieri - all'ancora persistente presenza, numericamente per altro rilevante, di turisti che come ormai è noto non si limitano solo ai bagni di sole e di mare ma scorrazzano volentieri in campagna e quindi possono essere potenzialmente esposti agli effetti degli spari". La modifica di questa ordinanza, decisa ieri dal sindaco, tiene conto delle esigenze dei cacciatori ai quali viene riservata una minima finestra. La caccia sarà infatti autorizzata nelle due domeniche fino alle 9 del mattino. Dopo sarò vietato sparare. "Abbiamo considerato che nelle prime ore del mattino - sostiene il sindaco - le aree solitamente battute dai cacciatori non vengono frequentate da altri". Allora il mattino presto gli spari e poi la presenza di chi cerca in campagna un turismo alternativo.Sarà comunque opportuno che gli uni, i cacciatori, e gli altri, visitatori in genere e turisti, rispettino puntigliosamente l'orario previsto dall'ordinanza per la cessazione di un'attività, la caccia, e l'inizio dell'altro, l'escursionismo.La cronaca della riapertura della caccia è purtroppo ricca di episodi di impallinamenti sicuramente non voluti ma certamente dannosi e talvolta anche letali. Evitare situazioni del genere sarà un bene per tutti.
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 01/09/2005
stagione venatoria Animalisti sul piede di guerra, multe salate sulle specie protette, ricorsi alla magistratura Cacciatori nel mirino della legge Dal 3 si spara anche in Puglia. La Lav: inciucio tra Ds e centrodestra
ROMA Sono settecentomila i cacciatori italiani pronti a scendere in campo fucile in spalla e molti potranno già conquistare le prime prede a partire da oggi, a patto di rispettare luoghi e specie stabilite dal calendario venatorio di ciascuna regione. Nelle tre settimane che separano gli appassionati della carabina dal vero e proprio inizio della stagione, infatti, bisogna fare i conti con una serie di norme precise: in molte regioni si potrà fare solo la caccia di appostamento senza cani, in altre si potrà puntare le proprie prede non più di qualche giorno a settimana. Le eccezioni, certo, ci sono sempre, come nel caso della Basilicata, che ha dato il nulla osta per tutte e 33 le specie cacciabili. Al suo opposto la Sardegna, dove la caccia si aprirà solo il 18 settembre. «La preapertura nomade - spiega il presidente dell'Arcicaccia Osvaldo Veneziani - è però una forzatura», ed è «in contrasto con le attività di tutela ambientale». Il rischio è che si vada a caccia «delle specie importate», che «nulla possono fare il miglioramento dell'ecosistema», prosegue Veneziani, al contrario della fauna selvatica locale. Autoctone o straniere, l'elenco delle razze cacciabili è stato messo nero su bianco da ciascuna amministrazione ed è meglio non sbagliare bersaglio, pena il rischio di finire in manette. Da tre mesi fino a un anno e un ammenda che può arrivare a circa 2,5 mila euro sono le sanzioni alle quali si può andare incontro, ricorda l'Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa). Sanzioni alle quali vanno aggiunte le «pene accessorie», dalla sospensione della licenza del porto di fucile da uno a tre anni fino alla revoca definitiva della licenza di caccia per i recidivi. Da nord a sud, sono molte le regioni che faranno almeno un giorno di apertura anticipata. Tra queste quelle dove la tradizione venatoria è inossidabile, come la Toscana, l'Umbria, dove c'è la maggiore densità di cacciatori, le Marche, e il Veneto. Cinghiali e selvaggina stanziale tra i bersagli preferiti dei cacciatori del centro-nord, al contrario dei colleghi meridionali che preferiscono le specie migratorie. Anche se tutto, la caccia anticipata «è una caccia alla tortora», dice Veneziani. Che molte specie siano in estinzione non c'è dubbio, ma non va, in realtà, molto meglio neanche per il mondo dei cacciatori. Agli atti, infatti, ne risultano addirittura 900 mila ma «effettivi» sono «non più di settecento», spiega il presidente dell'Arcicaccia. E soprattutto con una età media di 65 anni, «continuano a diminuire» di anno in anno. Poche, infine, pochissime le donne, che non superano le 1500 unità, «anche se ultimamente mariti, fidanzati ma soprattutto la passione per i cani sono riusciti a contagiare qualche fanciulla più del passato». LAC: RITIRO LEGGE SALVA-BRACCONIERI - Sottrarre alle Regioni tutte le competenze in materia di disciplina della caccia alla fauna migratrice per affidarle ad una agenzia tecnica nazionale, tornare ad un sistema di regole certe e più rigide, ritirare la proposta di legge nazionale, all'esame della Camera il 13 settembre prossimo, con cui si pretenderebbe di aprire la caccia anche nel mese di febbraio,aumentando il nomadismo venatorio interregionale dei cacciatori e premiando i bracconieri con la depenalizzazione degli attuali reati venatori (come lo sparo notturno da autoveicoli, l'uccellagione con le reti, la caccia da natanti, e la caccia di frodo nelle aree protette). Queste le proposte della Lega Abolizione Caccia (Lac), in risposta alla preapertura della stagione venatoria in molte regioni italiane. «Le Regioni ed il Ministero delle Politiche Agricole stanno mostrando la loro completa inadeguatezza a tutelare gli ambienti di riproduzione e sosta delle specie migratrici - spiega una nota dell'associazione ambientalista - mostrandosi più preoccupate di accondiscendere ai continui capricci delle lobbies 'calibro 12', con uno stillicidio di deroghe finalizzate solo a far cacciare per più giorni del consentito, e persino a specie formalmente protette dalle direttive comunitarie». Maglia nera per il 2005 sono le Regioni Veneto, Lombardia e Toscana, che nel corso dell'estate «hanno ulteriormente peggiorato la propria normativa locale, autorizzando illegittime cacce a specie protette come fringuelli e peppole.
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 01/09/2005
in puglia Nove specie nel carniere «Ha vinto ancora la lobby dei fucili»
In Puglia dal 3 settembre si incomincerà a cacciare anche quaglia e tortora; sono previsti quattro giorni di silenzio venatorio in più per novembre. Ma le polemiche degli animalisti sono scoppiate già all'indomani dell'approvazione della modifica della legge sulla caccia in Puglia, che la Lav ha bollato come «l'ennesimo atto di sudditanza allo strapotere del mondo venatorio pugliese, l'ultimo favore all'insegna del clientelismo ai 34mila cacciatori». «Le dichiarazioni dell'assessore per la caccia Nicola Marmo - prosegue il presidente Ennio Bonfanti - confermano che la politica della Regione Puglia è sfacciatamente filovenatoria e non servono a dimenticare il vergognoso inciucio fra Casa delle Libertà ed i Ds». Sei specie di uccelli che da oggi saranno cacciabili risultano in grave declino: si tratta di Pernice rossa, Tortora, Quaglia, Starna, Allodola e Marzaiola. La denuncia è della LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) alle preaperture della caccia, decise in 16 Regioni su 20. Oltre alle 6 specie cacciabili ma in declino, non sono in buona salute nemmeno altre 3 specie: Merlo, Colombaccio e Combattente. Nel complesso saranno 23 le specie di uccelli coinvolte nelle preaperture decise dalle Regioni italiane. Nella speciale classifica stilata dalla LIPU, il primato negativo spetta alle Marche, con 14 specie di uccelli che rientrano nell'elenco delle specie cacciabili in deroga. Seguono l'Umbria (12 specie), Basilicata e Molise (11), Puglia (9), Abruzzo ed Emilia-Romagna (7).
IL TIRRENO GIOVEDÌ, 01 SETTEMBRE 2005
Cecina
VAL DI CECINA Strage col veleno
PONTEGINORI (Pisa). Ancora cani avvelenati in Val di Cecina, e anche questa volta c’è l’impressione del dolo. È il 31 marzo 2005. Dopo Ponteginori, un nuovo episodio a Sasso Pisano. Ed è il terzo anno di fila che un animale viene ucciso con il veleno in paese. Tutte le volte nel solito periodo: tra fine febbraio e fine marzo. Un mistero nel mistero. Rex e Roky, due bellissimi esemplari di 2 e 6 anni, non hanno avuto miglior sorte degli altri, la stricnina li ha stroncati inesorabilmente. Uno è stato ritrovato morto in giardino, l’altro ancora non è stato ritrovato e si sono perse le speranze che ritorni, anche perché non si allontanava mai. Qualcuno legherebbe la cosa con il periodo dei bocconi avvelenati per gli animali nocivi che si farebbe alla fine della stagione di caccia, ma trattandosi di località nell’urbano è più credibile che sia la volontà di qualche imbecille; chissà mai per quale ragione.
IL TIRRENO GIOVEDÌ, 01 SETTEMBRE 2005
CON LA NUOVA LEGGE Licenze di pesca più facili
ROSIGNANO (LI). Dal prossimo 8 settembre cambiano le procedure per il conseguimento della licenza di pesca dilettantistica. Entra in vigore, infatti, il regolamento di attuazione della legge regionale 7 del 2005 sulla gestione delle risorse ittiche e la regolamentazione della pesca nelle acque interne. La licenza di pesca dilettantistica sarà costituita dalla ricevuta di versamento della tassa di concessione regionale, dove dovranno essere riportati i dati anagrafici del pescatore e la causale del versamento. Non occorrono più né fotografie né marche da bollo, perché non viene più rilasciato il libretto. In caso di controllo da parte degli incaricati alla vigilanza, il pescatore dovrà esibire la ricevuta del versamento insieme a un documento di identità valido. Sono previsti due tipi di licenza che autorizzano la pesca dilettantistica: una di durata annuale, al costo di 35 euro (licenza di tipo B) e una di durata quindicinale, al costo di 10 euro (licenza di tipo C); entrambe autorizzano l’esercizio della pesca dilettantistica con canna, anche munita di mulinello, con la tirlindana, la mazzacchera e la bilancia. Un terzo tipo di licenza (tipo D), al costo di 1 euro, è di durata giornaliera e autorizza la pesca sportiva nell’ambito delle manifestazioni agonistiche, secondo le disposizioni del regolamento di attuazione. Il versamento degli importi richiesti va effettuato sul conto corrente postale 26730507 intestato a “Regione Toscana, tesoreria regionale”, indicando la causale del versamento. Sul bollettino devono essere riportati in modo leggibile e indelebile i dati anagrafici del titolare. Rimangono valide fino alla scadenza annuale quelle licenze in corso di validità alla data di entrata in vigore della nuova normativa. Per ulteriori informazioni è a disposizione l’ufficio caccia pesca e agricoltura del Comune (tel. 0586 724324).
IL TIRRENO GIOVEDÌ, 01 SETTEMBRE 2005
Abilitazione per i cacciatori Il 3 ottobre la prova scritta
GROSSETO. Gli aspiranti cacciatori son chiamati alla “prova di maturità”. La commissione d’esame per il rilascio del certificato all’abilitazione dell’esercizio venatorio ha infatti fissato la prossima prova scritta per lunedì 3 ottobre, alle 15,30. La stessa commissione rende noto a tutti gli interessati che le domande devono essere presentate al Settore “Conservazione della Natura” della Provincia, via Trieste 5 - 58100 Grosseto, entro e non oltre il 15 settembre 2005, utilizzando gli appositi stampati in bollo da 14,62 euro, e allegando una marca da bollo da 14,62 euro per il rilascio dell’attestato. Insieme alla domanda tutti gli interessati devono presentare anche il certificato medico-sanitario, in originale, rilasciato dall’autorità competente e la fotocopia di un documento d’identità.
IL TIRRENO
GIOVEDÌ, 01 SETTEMBRE 2005
Caccia, oggi prima preapertura Solo appostamento fisso. Consentito sparare allo storno Domenica si replica, in attesa dell’inizio della stagione il 18 settembre Attenti ai divieti
LIVORNO. Oggi, 1º settembre, prima delle due giornate di preapertura della stagione venatoria. L’altra è domenica, 4 settembre. Le due giornate (da appostamento fisso, senza l’ausilio del cane) sono state concesse dalla Regione Toscana, su richiesta delle Province. In questi due giorni sarà possibile anche la caccia allo storno, autorizzata dalla Regione allo scopo di prevenire i danni alle produzioni agricole. L’attività venatoria si avvierà ufficialmente il 18 settembe, secondo il calendario approvato dalla Giunta regionale nel giugno scorso e terminerà il 31 gennaio 2005. Il calendario venatorio provinciale 2005-2006, in formato tascabile, è disponibile presso tutti i Comuni della provincia e nelle sedi delle associazioni venatorie. Inoltre, è possibile consultarlo sul sito Web della Provincia, alle pagine della caccia. L’assessore provinciale alla caccia Rocco Garufo, nell’imminenza dell’appuntamento, rivolge un saluto ai cacciatori e sottolinea l’impegno dell’amministrazione Provinciale per la revisioni degli Atc (Ambiti Territoriali di Caccia). «I cacciatori concorrono attivamente alla difesa dell’ambiente», ha detto Garufo, «per questo auspico che anche questa stagione prosegua sulla strada della riforma degli assetti territoriali del sistema faunistico-venatorio, per la difesa del territorio agroforestale e dei suoi equilibri naturali». Tornando alla preapertura, interesserà unicamente il territorio dell’Atc 9 e sarà consentito cacciare dalle 6.30 alle 19. Le specie cacciabili sono la tortora (ma attenzione a non sparare a quella “col collare”, specie protetta) e il merlo, fino al 28 dicembre 2005. È consentita, fino al 28 gennaio 2006, la caccia al colombaccio, che nei giorni 1 e 4 settembre non potrà superare i 5 capi. Per il merlo sarà possibile abbatterne 4 capi. Nei giorni di preapertura si potrà effettuare anche la caccia da appostamento che interesserà le specie acquatiche: alzavola, marzaiola, e germano reale. Questo tipo di caccia, nei laghi artificiali o nelle altre superfici allagate artificialmente, sarà consentito solo da appostamento fisso; il prelievo giornaliero per questo tipo di palmipedi non potrà superare i quattro capi e sarà permesso fino al 28 gennaio 2006. Infine, la caccia allo storno potrà essere praticata solo dai cacciatori residenti in Toscana con le seguenti modalità: si potranno abbattere - con fucile a canna ad anima liscia fino a due colpi o a ripetizione semiautomatica, con caricatore contenente non più di due cartucce di calibro non superiore al dodici - un massimo di venti capi giornalieri e 100 capi complessivi per cacciatore per l’intero periodo. I capi abbattuti dovranno essere segnati sul tesserino regionale. Inoltre, è consentito utilizzare gli storni di allevamento come richiami. Il prelievo da appostamento dello storno è vietato nelle superfici boscate e sul territorio sottoposto a divieto di caccia.
IL TIRRENO
GIOVEDÌ, 01 SETTEMBRE 2005
DOPPIETTE IN AZIONE Ecco le specie che possono essere cacciate
LUCCA. L’assessore provinciale alla caccia e alla pesca, Alessandro Adami, ha convocato per lunedì un incontro con le province toscane sulle nuove norme inerenti la caccia da appostamento che inizierà in preapertura anticipata, anche per la nostra provincia, oggi sino a domenica dalle 6.30 alle 19. Si potranno cacciare soltanto tortora, colombaccio e merlo. È consentita nei laghi artificiali e nelle altre superfici allagate artificialmente dalle ore 5,45 alle ore 19 la caccia da appostamento fisso all’alzavola, al germano reale e marzaiola. Inoltre nei suddetti giorni (1 e 4 settembre) e nel periodo compreso fra il 18 settembre e il 31 dicembre 2005 è consentito il prelievo, da appostamento, dello storno per un massimo di 20 capi giornalieri e 100 capi complessivi per cacciatore per l’intero periodo. Tale prelievo non è consentito nelle superfici boscate e nei territori a divieto di caccia, i capi abbattuti debbono essere segnati sul tesserino venatorio regionale negli appositi spazi presenti in ogni pagina. Ricordiamo, per gli interessati, comunque, che il calendario venatorio è scaricabile in forma integrale dal sito web della provincia di Lucca: www.provincia.lucca.it (nella sezione News). L’assessore provinciale alla caccia e alla pesca, Alessandro Adami, nella riunione di lunedì - promossa d’intesa con la regione Toscana - mira a un confronto con gli uffici caccia di tutte le province della Toscana, in modo tale da esaminare le problematiche interpretative e di applicazione delle nuove norme introdotte con le modifiche alla legge sulla caccia ed al regolamento applicativo. Tematiche che hanno suscitato forte interesse nel mondo venatorio e che potranno essere oggetto di attenta analisi da parte dei soggetti competenti, con l’obiettivo di assicurare la necessaria uniformità di applicazione in tutto il territorio regionale.
VIRGILIO NOTIZIE 31 AGOSTO 2005
REP. CECA,, A PRAGA ABBONAMENTI PER CANI "PENDOLARI"
Costeranno 15 euro al mese
Roma, 31 ago. (Apcom) - I trasporti pubblici di Praga si aprono a una nuova tipologia d'utente: il cane "pendolare". Il municipio della capitale ceca, infatti, ha annunciato che intende emettere abbonamenti dedicati al migliore amico dell'uomo. Ne dà notizia oggi il quotidiano Vecernik Praha. La decisione è stata presa dopo che a luglio i proprietari si sono lamentati per un aumento del biglietto per i cani, arrivato a 20 corone (67 centesimi di euro). L'abbonamento mensile per cani sarà di 460 corone, poco più di 15 euro. Non sono previsti sconti per i passeggeri a quattro zampe di piccola taglia.
REPUBBLICA 31 AGOSTO 2005
Il nostro materiale genetico è complessivamente diverso dal loro di un 3,9% La ricerca pubblicata su Nature permetterà di capire l'evoluzione dell'uomo Ecco il Dna degli scimpanzè ci assomigliano meno del previsto
di VALERIO GUALERZI
ROMA - Lo scimpanzè è il nostro parente più prossimo nel regno animale, ma non è poi così vicino a noi come si è creduto a lungo. La sequenza del suo Dna a livello dei singoli nucleotidi (le "lettere" che compongono il codice genetico) differisce dalla nostra soltanto di un 1,2 per cento, ma a questa differenza ne va aggiunta un'ulteriore, pari al 2,7%, dovuta alla duplicazione e alla diversa combinazione di alcuni tratti di Dna. La scoperta è uno dei risultati più importanti emersi grazie al lavoro svolto dal gruppo internazionale di scienziati riuniti nel "Consorzio per il sequenziamento del genoma dello sciampanzè". L'équipe ha finalmente raggiunto il suo obiettivo pubblicando gli esiti della ricerca in un articolo che compare su Nature di questa settimana. Il lavoro del Consorzio è particolarmente importante perché capire esattamente come è "programmato" l'animale più simile a noi può far compiere un passo decisivo nella comprensione di cosa distingue l'uomo da tutto il resto del regno animale. Mettendo a confronto le sequenze di Dna umano e di scimpanzè il Consorzio ha identificato nel genoma umano diversi tratti che indicano una forte selezione naturale, cosa che non è riscontrabile nei corrispondenti tratti della sequenza di scimpanzè. Studiando queste differenze sarà forse possibile spiegare le peculiarità umane, a cominciare dall'uso del linguaggio. "La prima conseguenza del nostro lavoro - spiega uno degli autori della ricerca, il professor Robert Waterston, della Scuola di medicina della University of Washington, a Seattle - è che consentirà di comprendere meglio le regole che determinano l'evoluzione e in particolare i tipi di cambiamenti che intervengono attraverso le alterazioni genetiche e quindi di conseguenza come agisce su di loro la selezione". "Naturalmente - aggiunge Waterston - una delle domande più importanti riguarda quali tipi di cambiamenti in un genoma sono in grado di condurre ai tanti nuovi tratti che sono stati assunti dagli esseri umani". Ma, al di là degli affascinanti scenari che il sequenziamento del genoma dello scimpanzè è in grado di aprire sulla comprensione dell'unicità dell'uomo, il lavoro del Consorzio potrebbe in futuro avere ricadute positive anche nel campo medico. "Una delle difficoltà nella ricerca sulle malattie genetiche - spiega ancora il professor Waterston - è legata alle diverse sensibilità alle patologie riscontrabili da individuo a individuo. Conoscere il genoma degli scimpanzè ci permette ora di guardare al problema da una diversa prospettiva. Probabilmente uno dei prezzi pagati per la nostra rapida evoluzione è stato proprio sul piano della resistenza alle malattie. Gli scimpanzè potrebbero aiutarci a capire meglio in cosa siamo difettosi e cercare le soluzioni per prevenire le malattie o curarle". Il sequenziamento del Dna non è l'unico nuovo contributo portato dalla scienza alla comprensione di questo animale. Su Nature, che dedica gran parte del suo nuovo numero allo scimpanzè, compare infatti anche il resoconto del primo ritrovamento in assoluto di un fossile di questo animale. Il materiale rinvenuto da un gruppo di antropologi in Kenya è molto poco, appena tre denti databili a mezzo milione di anni fa, ma è in grado di fornire preziosissime indicazioni sulla storia dell'evoluzione dell'uomo. Fino ad oggi sapevamo che gli scimpanzè ci assomigliano nella loro capacità di apprendimento, nel loro saper utilizzare degli utensili, nel loro riuscire ad imitare i comportamenti dei loro simili e farsene condizionare e in molti altri aspetti ancora. Ora conosciamo anche quanto materiale genetico abbiamo in comune e le poche differenze che ci rendono lontanissimi. "La cognizione dettagliata dei cambiamenti avvenuti tra le due specie è una prova dell'evoluzione in corso - spiega il professor Waterston - ma non credo che il nostro lavoro riuscirà a cambiare qualcosa nel dibattito su darwinismo e creazionismo in corso negli Stati Uniti. Il nostro è un lavoro scientifico, ma questa polemica di scientifico non ha proprio nulla".
DICA 33 31 AGOSTO 2005
L’Alzheimer si colora
Un marcatore chimico migliorerà la diagnosi e la cura dell’Alzheimer. Un gruppo di ricercatori americani del Massachusetts Institute of Technology e dell'università di Pittsburgh hanno, infatti, creato una tintura fluorescente, chiamata NIAD-4, capace di illuminare le lesioni spia della malattia, così da riconoscerne i segni iniziali senza aspettare l’insorgere della demenza. La scoperta potrebbe avere un riscontro positivo anche sul piano terapeutico in quanto renderà possibile monitorare in tempo reale l’effetto dei farmaci somministrati. La sperimentazione della sostanza sui topi ha dato esito positivo e quindi, dopo opportune modifiche, sarà possibile passare ai test clinici sull’uomo. Nei topi, una volta iniettata, la tintura ha dimostrato di esser in grado di legarsi alle placche amiloidi del cervello che sono i depositi proteici responsabili dell’Alzheimer, in questo modo attraverso apparecchiature come la Pet (tomografia ad emissione di positroni) le lesioni possono essere visualizzate dai medici sotto forma di aree fluorescenti. Finora la diagnosi dell’Alzheimer si basa sull’analisi dei sintomi in quanto non ci sono metodi per individuare le placche amiloidi sui pazienti vivi. Se la tintura si rivelasse efficace anche sull’uomo, invece, sarebbe possibile effettuare una diagnosi precoce della malattia oltre a poterne monitorare la progressione.
IL MESSAGGERO 31 AGOSTO 2005
Norma (LT), maltrattati i cani di quartiere
Una denuncia dell’associazione “Vol.A.” volontari per l’ambiente del Lazio. Riguarda i cani di quartiere che sarebbero «maltrattati, anzi sparati nel Comune di Norma». L’associazione, che si è battuta affinché i cani fossero appunto affidati a un intero quartiere con tutte le garanzie veterinarie e facendo così risparmiare anche soldi alle casse comunali, ha denuciato che uno dei cani è stato ferito e che in passato uno era stato addirittura ucciso. Un comportamento senza dubbio animale e da condannare.
La Sicilia 01/09/05
l'uomo, le bestie e le virtù nascoste
C'è modo e modo per amare gli animali ma è fuor di dubbio che gli animali piacciono a tutti. Li nutriamo, li accudiamo, gli diamo nomi come i nostri, gli parliamo, a volte gli lasciamo pure l'eredità. Però ci piacciono anche al forno, in salsa tartara o in fricassea, ai ferri, in umido e in un milione di altri modi; persino crudi, a volte anche vivi. Ci disperiamo quando rischiano l'estinzione, e facciamo cose di pazzi per acchiapparne uno e piantargli sul groppone un collarino con microchip e Gps; magari muore di tetano però almeno sappiamo con precisione dove e a che ora. E siccome sono intelligenti a volte ne approfittano: le tartarughe depositano tonnellate su tonnellate di uova e riescono ormai a sfrattare i bagnanti; lo squalo bianco continua a sgranocchiare surfisti, biologi e nuotatori però siccome è una specie protetta probabilmente farà causa per danni a Spielberg e all'autore delle musiche di quel film. In Valtellina, con un'operazione in stile Vermicino, i vigili del fuoco stanno cercando di salvare una cagnolina finita da 4 giorni in un buco profondo sette metri. A Castelbuono, sui Nebrodi, il sindaco ha rivolto un appello al prefetto perché i cinghiali scorrazzano indisturbati non solo in campagna ma ormai anche in città: fanno danni dappertutto, anche alle auto, e terrorizzano la gente: sembra quasi che sappiano d'essere protetti. Ci vorrebbe come minimo un decreto. Come quello che oggi dà il via alla caccia a conigli, tortore, merli e colombacci. E' che a loro, oltre alla tutela, gli manca la parola.
LIBERO 1 SETTEMBRE 2005
L'oasi dell'amore che salva gli animali
Vicino a Savona, un centro accoglie le bestiole abbandonate o vittime di sevizie
Se arrivate a Luceto, piccolo centro alla spalle di Albisola Marina, in provincia di Savona, troverete una stradina che porta nel bosco. Sì, proprio come nelle favole, e, se vi inoltrate, sentirete grugniti, mugolii, ragli, miagolii, belati. Vi sembrerà di essere piombati nel bel mezzo di una scena di " Madagascar", il cartoon sugli animali in fuga dallo zoo di New York che uscirà sui nostri schermi a settembre. Anzi no, è molto meglio, perchè questa è realtà: in mezzo a castagni, pioppi e frassini, ecco che subito vi accoglie Pippetto, un " cagnolino fantasia" vivacissimo che abbaia festoso, in un recinto sulla sinistra c'è Ben, un enorme pastore maremmano... Eintantounsacco di micetti di tutti i colori vi fanno le feste tra i piedi. Il modo più giusto per definire il luogo? Il sito di un check in molto particolare, sembra la lista d'attesa per l'imbarco sull'arca di Noè. E' l'oasi per animali creata dalle sorelle Elisabetta e Alessandra Dall'Orto, " due completamente fuori di cervello, che vivono solo per gli animali" come amano definirsi loro stesse. L'oasi non si visita a pagamento, non ha alcun fine di lucro, è stata creata per salvare la vita di animali condannati a morte per fame, abbandono, crudeltà di cacciatori, esecuzioni di sentenze sanguinarie, vedi macellai. Senza distinzioni di specie. « Domani dobbiamo andare a salvare una carpa » , dice seria Alessandra, « è molto cresciuta e sta in una vasca troppo stretta, i bambini le tirano le pietre e l'enpa non provvede. Saremo costrette a rubarla, non è la prima volta che lo facciamo, è già successo: tutto per salvare gli innocenti dalla crudeltà umana, per questa nostra attività abbiamo affrontato denunce e persecuzioni di ogni genere » . Proseguendo la passeggiata, sulla sinistra si incontra il recinto delle cinghialesse " grandi" Fatima e Birba, che, incredibile, scodinzolano come fossero cagnolini: « Sono sfuggite cucciole ai cacciatori che avevano ucciso la loro mamma e i fratellini, hanno oltrepassato la rete di recinzione, e lì sono rimaste » . Poco lontano, passeggiano tre cinghialette più giovani, tre simpaticone che hanno i nomi di Nina, Pinta e Santa Maria. Non sono le uniche, tra gli ungulati: incontro anche la scrofa Cotica e il maiale vietnamita Ping, scuro, molto grasso e simile a quello famoso di George Clooney, che l'attore definiva il suo migliore amico, dicendo che si trovava meglio con lui che con le donne, ognuno ha i suoi gusti. Mi chiedo se Ping ha gli occhi a mandorla, ma non sembra. C'è la comunità di caprette e quella dei caproni, che sulle rocce giocano a fare gli stambecchi, e il branco degli asini, piccoli e grandi, belli come Pinocchio e Lucignolo quando le loro orecchie cominciarono a crescere. E ha dell'incredibile il fatto che i gattini corrano, giochino e si sdraino fra le loro zampe, senza alcuna paura. « Ora ci sono diciotto asini, all'inizio erano tre » , racconta Elisabetta. « Li abbiamo salvati dal macello organizzando una colletta. Peccato che non ci fossimo accorte che l'asina Olivia fosse incinta e soprattutto che l'asino Tommaso non fosse incapace di procreare come ci era stato detto. Guardi un po' come è cresciuta la famiglia. Ha fatto un gran lavoro, quel playboy, la prima a nascere è stata l'asinella Celeste. Sì, c'è sempre tanta vita, nella nostra oasi, legata a tantissimo amore, ma anche, costantemente, la morte. Gli animali sono tanti, e qualcuno muore, per vecchiaia, per malattia. Ogni volta è un grande dolore per noi, piangiamo senza ritegno » . A vedere la colonia, della quale fa parte anche il cavallo Sisco, temporaneamente in pensione nel maneggio di un'amica, sulla strada del colle di Cadibona, proprio là dove inziano le Alpi, ci si può fare subito un'idea di quanto costi mantenerla. Praticamente assorbe tutti i proventi dei bagni molto particolari di cui le sorelle Dall'Orto sono titolari: i " Bau Bau Village", il primo stabilimento balneare creato in Italia, nel 1997, a misura di quattro zampe, cani e anche micetti. Ci sono giochi, piscina, docce tutte per loro, mentre il chiuhaua Chiquita, proprietà di Elisabetta, fa gli onori di casa accovacciata in un cestino sul balcone del ricevimento, insieme alla dolcissima Rosa, gattina bianca e grigia prediletta di Alessandra, insieme con il setter Paco. Nota glamour: quando passa dalla Liguria per andare in Francia con sua moglie, fa un salto al Bau Bau Village anche Carlo Rossella, direttore del Tg5. Per trascorrere un'ora di relax, tra giochi, bagni e allegria: con Oliver, il suo bellissimo, biondo labrador.
Bruna Magi
LIBERO
1 SETTEMBRE 2005
DAL BOSCO AL MARE Anche villaggio vacanze
Luceto (SV)
L'oasi di Luceto l'oasi degli animali è stata creata dalle sorelle Elisabetta e Alessandra Dall'Orto, due animaliste di Luceto, un piccolo centro alle spalle di Albisola in provincia di Savona. Il parco è stato creato con il preciso obiettivo di salvare la vita ad animali, senza distinzione di specie, condannati a morte per fame, abbandono e per le crudeltà dei cacciatori. Nella struttura vivono tutti insieme appassionatamente in libertà capre, pecore e perfino i cinghiali trovano ospitalità qui. L'oasi è accessibile gratuitamente ai visitatori tutti i giorni dell'anno.
IL BAU BAU VILLAGE Le sorelle Dell'Orto hanno anche ideato e realizzato il primo stabilimento balneare a misura di quattro zampe ad Albisola, il Bau Bau Village, nato nel 1997 per ospitare cani e padroni. In pochi anni questa splendida spiaggia è diventata un punto di riferimento per i tanti amanti di cani che non vogliono rinunciare alla compagnia della loro bestiola neanche in vacanza. Parte degli incassi dello stabilimento vengono devoluti all'Ente nazionale per la Protezione degli animali.
LIBERO 1 SETTEMBRE 2005
Sondrio: Finito nella buca di un tasso. Da tre giorni vigili del fuoco e cittadini impegnati nei soccorsi. Usata anche una sonda di precisione
Cucciolo precipita in una tana Il paese si mobilita per salvarlo
TEGLIO (SO): Un intero paese con il fiato sospeso. Tutto mobilitato per lei. Per Pasqualina, una cagnetta di quattro anni, giocherellona e un po' ficcanaso, che da tre giorni si trova bloccata nella tana scavata da un tasso di Stazzona, località del comune di Teglio, in provincia di Sondrio. I vigili del fuoco del comando di zona, i volontari dell'Enpa ( Ente Nazionale Protezione Animali) e dell'associazione Aidaa ( Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente), da lunedì stazionano indaffarati di fronte a quella contorta galleria sotterranea, tutta cunicoli scavati uno dentro l'altro, nel tentativo di portarla in salvo. Ieri pomeriggio sono persino scesi nella buca con una sonda, per poter localizzare quel batuffolo di fox terrier che da troppo tempo " occupa abusivamente" la casa del tasso di Stezzona, imprigionata in chissà quale angolo buio della tana. Impaurita, la cucciolotta non fa altro che latrare. Da lunedì mattina un guaito sordo e prolungato proviene da quel buco umido e oscuro. Ma forse dura senza sosta addirittura da sabato. Da quando la cagnetta manca da casa. Da quando, forse per divertimento, ha deciso di seguire fin sotto terra il suo nuovo compagno di giochi, il tasso del paese, appunto: lei che era così abituata a scorrazzare liberamente, ad andare e venire indisturbata da casa, di certo non poteva sospettare il pericolo cui stava andando incontro. E quanta preoccupazione avrebbe suscitato negli abitanti del paese che ogni giorno la vedevano zampettare allegramente per le strade, tra le case e i negozi di alimentari, e beffarda e impertinente abbaiare a quanti " osavano" disturbare la sua passeggiata. C'è un gran parapiglia in quel di Stazzona: tutti domandano, tutti si interrogano sulle sorti di Pasqualina e si accalcano intorno a quella profonda e stretta fessura nel terreno sperando di vederla uscire sana e salva. Anche il suo padrone non smette di assistere alle operazioni di soccorso: domenica ha passato da solo l'intera giornata cercando di portare in salvo la sua cagnolina, prima di allertare le forze dell'ordine. Lunedì mattina, infine, ha dovuto capitolare, e chiedere aiuto. « Purtroppo non siamo ancora riusciti a determinare con esattezza la sua posizione » , fanno sapere i pompieri di Teglio. « L'unica certezza, comunque, è che la cucciolotta sia ancora viva » . Dalla buca infatti senza tregua i suoi latrati. « Martedì abbiamo lavorato per oltre cinque ore per capire dove il cane sia bloccato, ieri siamo persino scesi nel tunnel con una sonda » . Ma per ora niente. I risultati non ricompensano gli sforzi dei pompieri. Si è anche cercato di introdurre nella galleria principale del cibo, ma anche questo tentativo è fallito. « Non siamo riusciti a " recapitarlo" alla cagnolina » , spiega con rammarico un volontario dell'Enpa. Intanto l'associazione di Croce già pensa a una ricompensa per i vigili del fuoco: « Il loro impegno è davvero encomiabile » , dichiara il presidente di Aidaa. « Quando questa brutta storia sarà finita, consegneremo un riconoscimento a questi ragazzi straordinari. Non è da tutti prendere a cuore le sorti di un cucciolo » . Silvia Tironi
LIBERO 1 SETTEMBRE 2005
I collari da addestramento fanno molto male ai cani
L' A. s. e. t. r. a ( Associazione di Studi Etologici e Tutela delle Relazioni con gli Animali ) mi fa pervenire un interessante studio recentemente condotto a termine dai ricercatori tedeschi. Gli studiosi hanno seguito 50 cani che, nella loro vita portavano regolarmente il collare a strangolo. Il dispositivo che può essere anche di metallo o cuoio è fatto in modo che, una volta collegato al guinzaglio diventa un cappio che agisce " strozzando" il collo. Questi collari sono in voga presso moltissimi centri di addestramento, dove vengono utilizzati principalmente per insegnare al cane a non tirare. Ebbene i ricercatori tedeschi hanno seguito i 50 cani fino alla loro morte naturale, sottoponendoli poi a necroscopia, per valutare lesioni imputabili all'azione di questi collari sul collo. I veterinari patologi hanno evidenziato lesioni a carico degli organi della regione cervicale superficiale e/ o profonda in 46 soggetti, riconducibili a traumi, per lo più cronici, con sequele a volte gravi sulla trachea, sulle vertebre cervicali, sui nervi e i vasi che corrono nelle aree suddette. Chi utilizza collari a strangolo forse li abbandonerebbe immediatamente ( ipotizzando che gli interessi il benessere del proprio cane) sapendo che tali strumenti hanno dato luogo a lesioni sui vasi sanguigni dell'occhio, danni a trachea e esofago, traumi gravi della colonna cervicale, svenimenti, paralisi transitoria delle zampe anteriori, paralisi del nervo laringeo e atassia ( incoordinazione) degli arti posteriori. L'Asetra intende segnalare l'esistenza di un problema misconosciuto ma molto concreto. Quando si strattona un collare a strangolo si ottiene lo scorrimento di un cappio che si stringe attorno al collo, impedendo il passaggio dell'aria e sottoponendo il cane a disagio e dolore, suscitando in lui sentimenti di paura e sofferenza. L'Asetra riceve continue segnalazioni da addestratori che usano metodi coercitivi e brutali, di cui il collare a strangolo è uno dei più diffusi e meno noti. Peraltro molti " addestratori" consigliano l'utilizzo dei collari a strangolo nei cani, fin dalla giovane età e i ricercatori teutonici hanno dimostrato che sono proprio i giovani a rischiare le lesioni più gravi. È bene che i proprietari di cani prendano coscienza del fatto che esistono mezzi di addestramento e educazione " dolci" che ottengono risultati superiori senza mettere in pericolo non solo la salute del cane, ma anche il suoi equilibrio psichico.
Oscar Grazioli
LIBERO 1 SETTEMBRE 2005
Dal prossimo anno il via agli xenotrapianti
Salviamo il cervello con cellule di maiale
Per curare le patologie che colpiscono i nostri neuroni, dalla corea di Hungtinton alla demenza, scienziati neozelandesi hanno sperimentato con successo le iniezioni dimateria cerebrale suina
AUCKLAND - Cellule asportate dal cervello di maiale saranno a breve utilizzate per curare la Corea di Hungtinton, malattia genetica degenerativa ereditaria che colpisce le cellule cerebrali ( neuroni) collocate nelle strutture più profonde del cervello, i gangli della base, ma anche le cellule della parte più esterna dell'organo, nella corteccia cerebrale. Considerati i risultati positivi di uno studio condotto in Nuova Zelanda presso il Living Cell Technologies ( LCT) di Auckland, diretto dal dottor Bob Elliott, con i primi mesi del prossimo anno negli Usa prenderanno il via le sperimentazioni sugli esseri umani, aprendo così la via allo xenotrapianto, come viene chiamato il trapianto di organi o cellule da animale a uomo. Le cellule cerebrali che verranno impiantate su chi soffre di questa malattia non sono neuroni: provengono da una sorta di rivestimento dell'encefalo chiamata plesso coroide, area responsabile della produzione di proteine fondamentali per la protezione del cervello, le neurotrofine, carenti nei pazienti affetti dalla Corea di Huntington. Il termine " corea", che deriva dal greco e significa " danza", è stato utilizzato sin dalla fine dell' 800 per indicare i movimenti involontari che caratterizzano la malattia insieme alla progressiva demenza, alla riduzione delle facoltà cognitive e al mutamento di personalità. Questa degenerazione cerebrale che è forse più nota come " ballo di San Vito", e sovente viene confusa con altre malattie che interessano il sistema nervoso centrale ( come l'epilessia, il morbo di Parkinson, l'Alzheimer), colpisce 5- 10 soggetti ogni 100.000 individui, generalmente nell'età adulta, tra i 30 e i 45 anni. Più raramente si manifesta entro i 20 anni, e quando accade progredisce più rapidamente di quanto avvenga in età adulta. Per verificare l'effetto delle cellule di maiale sull'uomo, nei laboratori neozelandesi hanno introdotto nel cervello di sette primati sostanze in grado di creare la medesima infermità causata dalla Corea di Hungtinton. A tre degli animali sono state poi impiantate cellule estratte dal cervello di maiale, e proprio in questi tre soggetti sono stati riscontrati danni su una superficie cerebrale non più ampia del 10%. Nei primati non trattati, invece, i ricercatori hanno rilevato danni sul 50% dell'organo cerebrale. In America era già stato fatto un tentativo analogo sui malati di Parkinson, ma i risultati non sono stati quelli attesi perché si sono verificati rigetti: impiantare cellule vive estratte da organi di animali può infatti causare infezioni e complicanze. Per cercare di superare questo tipo di ostacoli il team di ricercatori di Auckland ha incapsulato le cellule del maiale ( estratte da una zona del cervello che dovrebbe minimizzare il rischio di contagi) con un derivato di alghe marine che funziona come protezione del sistema immunitario, consente all'ossigeno e ai nutrienti di circolare e alle cellule di rilasciare le neurotrofine che esercitano l'effetto neuroprotettivo sui neuroni danneggiati.
Anna Tagliacarne
LIBERO 1 SETTEMBRE 2005
Edizione di Roma
Caccia, Cirinnà: « Da oggi si tornerà a sparare »
« Con la preapertura della caccia anche nel Lazio l'attuale Giunta Marrazzo non dà alcun segnale politico di cambiamento rispetto alla precedente amministrazione. Sono rimasta molto delusa, così come molte associazioni animaliste che sulla caccia auspicavano un segnale nuovo nella nostra Regione, di pieno rispetto dell'ambiente » . È quanto afferma Monica Cirinnà, delegata del sindaco di Roma per i Diritti degli Animali che aggiunge: « Purtroppo anche da noi domani ( oggi, ndr) si sparerà da postazioni fisse alla tortora, e anche a tutti gli altri uccelli » .
IL GIORNALE
1 SETTEMBRE 2005
Edizione di Roma
«Sulla caccia giunta Marrazzo deludente»
«Con la preapertura della caccia anche nel Lazio l'attuale giunta Marrazzo non dà alcun segnale politico di cambiamento rispetto alla precedente amministrazione». Monica Cirinnà, la delegata del sindaco per i Diritti degli animali, è delusa, così come molte associazioni e realtà animaliste che sulla caccia auspicavano un segnale nuovo dalla Regione, di pieno rispetto dell'ambiente, della natura e degli animali. «Sono pochissime - commenta Cirinnà - le guardie venatorie che domani effettueranno i controlli, pochissimi i forestali e fortissime le associazioni dei cacciatori che sono riuscite a esercitare un pressing sull'assessore regionale all'Agricoltura Daniela Valentini. Personalmente mi ha deluso, non avrebbe dovuto concedere la preapertura della caccia». Cirinnà annuncia, inoltre, che il Centro Lipu del Lazio (Lega Italiana Protezione Uccelli), finanziato dall'Ufficio Diritti Animali del Comune e il Bioparco saranno da domani in allarme rosso.
IL GIORNALE
1 SETTEMBRE 2005
Edizione di Roma
Pipistrelli malati ricoverati al Bioparco
Altro che animali del malaugurio: a Roma i pipistrelli vengono curati e coccolati. Sono 80 i volatili appena ricoverati al Centro Recupero Fauna Selvatica della Lipu, ospitato nel Bioparco. Gli esemplari appartengono alla specie «Molosso di Cestoni», il più grande pipistrello italiano, e provengono da un'unica grande colonia che nidifica in un palazzo del Quartiere Africano. I condomini, abituati alla loro presenza, non si sono spaventati quando hanno trovato a terra nel cortile gli animali, tutti cuccioli caduti dal nido. Hanno così avvertito subito il Centro Lipu, che ha raccolto i piccoli. Questi presentano tutti delle malformazioni agli arti per carenza di calcio, sulla causa della quale si sta indagando con l'aiuto di veterinari. Intanto, in attesa di essere rimessi in libertà, i pipistrellini sono curati con integratori e allattati dal personale volontario del Centro Lipu, che ogni anno cura oltre 5.000 animali selvatici. «Ogni anno ricoveriamo molti pipistrelli nel nostro ospedale - spiega Andrea Brutti, responsabile del Centro - ma non era mai capitato di soccorrere in un colpo solo tanti giovani esemplari di questa specie».«I pipistrelli sono del tutto innocui, non attaccano l'uomo e non si appiccicano ai capelli, come vogliono le credenze popolari» precisa Monica Cirinnà, delegata del Sindaco per i Diritti degli animali. «Anzi, sono animali utili come cacciatori di insetti, come la zanzara tigre, e la loro presenza è sintomo della salute ecologica dell'ambiente. Chi ne trovasse uno in difficoltà lo consegni al Centro Recupero il prima possibile».
IL GIORNALE
1 SETTEMBRE 2005
Sezione di Genova
Il padrone malato viene morso dal cane e muore. Ma è giallo
Diego Pistacchi
I segni dei suoi denti sulla caviglia e sul braccio, i graffi delle unghie sul petto. Ma Athos non ha ucciso il suo padrone. Ha solo cercato di salvargli la vita. Inutilmente. E quando i poliziotti hanno trovato il cadavere di Vincenzo Magro, quarantenne di Begato, per il boxer che ancora gli stava sdraiato accanto con gli occhi bassi è scattato persino il sospetto dell'omicidio. O, in subordine come si dice nei processi veri, l'ipotesi che il cane avesse come minimo voluto regalare la «dolce morte» all'uomo con gravi problemi di salute.A scagionare Athos, la prima perizia del medico legale, quello che di solito non si sbilancia mai, e che invece ha subito chiarito: «Le ferite inferte sono di minima entità e non possono essere state la causa del decesso». L'eutanasia non è roba da cani. L'omicidio non esiste. Smontata l'inevitabile, prima teoria, quella elaborata ieri mattina alle 5, quando la volante della polizia è arrivata nell'appartamento di Begato, e ha trovato il morto. E il sangue. E le ferite. C'era anche un testimone, anzi ce n'erano due. Ma l'unica che ha visto tutta la scena è stata Nadia Tell, 40 anni, convivente della vittima, in cura presso un istituto di sanità mentale. È lei che ha spiegato agli agenti di aver chiuso il cane fuori dalla stanza dove riposava Magro. Ma ha anche aggiunto che verso le due l'animale è riuscito a entrare e ha morsicato l'uomo. Più tardi il suo compagno si è sentito male ed è morto. Prima dell'arrivo del medico legale non sembravano esserci neppure le attenuanti per il boxer «assassino». Ma la polizia ora vuole andare a fondo, vederci chiaro. Anche perché nella casa della tragedia ha trovato un secondo uomo, Paolo C., un pregiudicato amico della donna. Che ha spiegato di essere stato chiamato da Nadia Tell quando ormai per Magro non c'era più speranza. Anzi, proprio lui avrebbe convinto la donna a chiamare il 118. Perché lei non lo avesse fatto prima è ancora uno dei misteri di questa triste vicenda, anche se lo stesso Paolo C. sostiene che l'amica temeva «di finire nei guai». L'inchiesta aperta dal sostituto procuratore Luca Scorza Azzarà dovrà chiarire non pochi lati oscuri. Ma un punto fermo, già prima di conoscere i risultati dell'autopsia, c'è ed è l'uscita di scena di Athos, il boxer scagionato dal medico legale. Lui, tutt'al più, meritava una nomination alla prossima edizione del premio San Rocco - Fedeltà del Cane. Non ce l'ha fatta a salvare il padrone, ma ce l'ha messa tutta, a costo di rischiare la pena di morte.
----- Original Message -----
From: "Associazione Ayusya" <ass.ayusya@...>
Il cane che gli è stato rubato da due punk bestia assoldati da alcuni
sestresi era in ottime condizioni di salute.
L'intervento è costato la sparizione definitiva del cane di cui non si è più
saputo nulla e la morte per tristezza e freddo dell'amico del cane, un
coniglietto nano che Guitar portava sempre con sé e che dormiva tra le
zampotte del cane.
Se l'animalismo italiano diventa isterismo malato mi dissocio da tutte le
iniziative comuni.
Eugenia Ass. Ayusya
>
> msg originale:
> > >È una urgenza per tutta la liguria e tutta italia.
> > >
> > >
> > >In giro per chiavari c'è questo barbone senza fissa dimora che prende
> cani
> > >dal canile (soprattutto cuccioli di taglia grossa) e li maltratta fino
a
> > >rischio di morte.
> > >
> > >E' già successo il 31 dicembre 2004, il cucciolo in questione è stato
> > >picchiato a sangue e in condizioni assolutamente pietose è stato
> possibile
> > >recuperarlo e affidarlo dignitosamente. Ora è riuscito a farsene
affidare
> > >uno dal canile di genova e l'altro giorno è successo di nuovo.picchiato
> > >violentemente..
> > >
> > >Interpellati i carabinieri rispondono che occorre cogliere sul fatto la
> > >persona (no comment).
> > >
> > >Ora DIETER ROSS/GUITAR di origine tedesca staziona a chiavari ma la sua
> > >tratta solita è genova-chiavari. Luca e Alessandra si stanno
organizzando
> > >per "rubargli" il piccolo quindi in questo senso il cagnolino sarà
> salvato
> > >ma assolutamente diffondiamo questo appello a tutti CHE NON SI RIPETA
> > PIU'!!!
> > >
> > >Ho fatto un locandina veloce che per praticità può essere stampata e
> > >appesa nei canili.
> > >
> > >A tutti: stiamo all'occhio e inoltriamo piu mail possibili!!!
> > >
> > >Ciao Barbara
>
>
>
----- Original Message -----
From: "Simone Bonanomi" <simone@...>
Venerdi 9 Settembre 2005 dalle 20.30 presso la sede LAC a Milano, in via
Solari n 40 si terra' una cena di presentazione delle iniziative contro la
caccia e per reclutamento volontari che vogliono alla campagna
antibracconaggio nelle valli bresciane
Le iniziative in programma sono principalmente due:
- organizzazione e partecipazione alla manifestazione anticaccia a Firenze,
sabato 17 settembre
- campagna antibracconaggio nelle valli bresciane, da settembre a dicembre
Ormai da una ventina d'anni la LAC Lombardia organizza la campagna
antibracconaggio nelle valli bresciane consentendo a semplici volontari di
salvare centinaia di uccelli e di distruggere decine di migliaia di
trappole. Questa iniziativa consiste nel percorrere le montagne bresciane in
cerca di reti e trappole, che i bresciani posizionano al fine di catturare
soprattutto pettirossi e piccoli uccelli migratori
Per trovare nuovi volontari che aiutino gli uccelli a migrare dal nord
europa senza rischiare di finire in reti ed archetti la LAC Lombardia
organizza una cena vegan in cui verranno date informazioni su come poter
intervenire in modo efficace per salvare
Il menu (antipasti,primo,secondo,dolci) della cena al prezzo di 12 Euro non
e' ancora stato deciso ma sara' sicuramente delizioso.
Per una miglior organizazzione e' gradita la comunicazione della popria
partecipazione
Se non puoi partecipare alla cena ma vuoi comunque unirti a noiper la
manifestazione di firenze e per la campagna antibracconaggio nelle valli
brescianechiama la Lega Abolizione Caccia - Lombardia al numero 0247711806
oppure scrivici all'indirizzo email: info@abolizionecaccia.
Per Informazione, adesioni ed iniziative:
Lega Abolizione Caccia - Lombardia
EMail: mailto:info@...
Tel: 0247711806
Cell: 3394917364
Cane intrappolato in Valtellina: Sfuggito al padrone, il fox terrier era precipitato sabato scorso nella tana di un tasso
Dopo 6 giorni nella buca Pasqualina è salva
TEGLIO ( SONDRIO) - Salva. E libera di tornare a correre allegramente per i boschi di Caprinale. La storia di Pasqualina, fox terrier di sette anni intrappolata da sabato nella tana di un tasso nel comune di Teglio, in Valtellina, si è finalmente conclusa con un lieto fine. Poco dopo la mezzanotte tra giovedì e venerdì, infatti, i volontari del soccorso alpino sono riusciti a riportarla in superficie e a riconsegnarla all'affetto del suo padrone. Che da giorni, aggrappato ad un albero nei pressi della buca, non ha fatto altro che seguire le operazioni di salvataggio in silenzio, lo sguardo triste, il volto segnato dalla preoccupazione. « Spero non stia soffrendo lì sotto tutta sola » , aveva dichiarato giovedì pomeriggio, la voce rotta dal magone, gli occhi lucidi, la speranza che incominciava a vacillare. E invece Paqualina, batuffolo bianco e nero, il musetto furbo e irriverente, precipitata sei fiorni fa in quella profonda fenditura nella roccia mentre inseguiva due cuccioli di tasso, ce l'ha fatta. Sta bene. Ed è finalmente riuscita a tornare tra le braccia di Arturo. Grazie alla costanza e al lavoro dei vigili del fuoco di Teglio, prima, quindi dei volontari della Nona Zona Speleologica Lombardia del " Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico", che per oltre quindici ore hanno utilizzato micro cariche esplosive per allargare il cunicolo e arrivare fino alla cagnetta. Un tortuoso tunnel sotterraneo scavato da un tasso e che si snoda per quasi cinque metri in orizzontale, sei in verticale, e tra i 40 e i 15 centimetri di diametro. Il primo a prendere tra le braccia quel batuffolo tutto pelo e terra è stato Roberto Mangano, 43 anni, muratore bresciano e volontario della Nona delegazione del Soccorso Speleologico Alpino. « Era ormai buio » , racconta Mangano, « quando io e Giulio Abbate, mio " compagno" nei soccorsi, ci siamo introdotti nella fenditura della roccia. Quando sono arrivato sull'orlo del pozzo ( il tunnel di oltre sei metri che scendeva in verticale nel terreno e in fondo al quale Pasqualina era rimasta imprigionata, ndr ) non riuscivo nè a vedere nè tanto meno a sentire la cagnolina. Ho quindi deciso di scendere nel pozzo; e finalmente, dopo circa tre metri, sono riuscito ad avvistare la bestiola » . Abbaiava, scodinzolava felice e un po' spaventata, Pasqualina. Sicuramente aveva capito che la sua brutta avventura stava volgendo al termine. Con un lieto fine. E appoggiata sulle zampe posteriori cercava di raggiungere il suo soccorritore. « Dopo diversi tentativi andati a vuoto ( ho cercato di raggiungerla con una sorta di lazzo) » , prosegue Roberto, « ho persino pensato di calarmi a testa in giù per poterla afferrare con le mani, quando improvvisamente ho sentito uno strattone alla corda che avevo lasciato cadere verso la cucciolotta. La fune si era impigliata alla zampina di Pasqualina: potevo tirarla su » . È stupito, Mangano, della reazione dell'animale: nessun guaito, nessun latrato di dolore. Solo manifestazioni di affetto, quasi a voler dire « fammi pure male alla zampa, Roberto, ma tirami fuori di qui, prima possibile » . « Non ci speravo più, pensavo che non ce l'avrebbero fatta più a salvarti » , ripete Arturo Pedroli, 66 anni, pensionato valtellinese, coccolando la sua cagnetta, il pelo arruffato e fradicio, il muso e il corpo ricoperto di terra. È passata da circa venti minuti la mezzanotte. Arturo è stremato dalla stanchezza e dalla preoccupazione protrattasi così a lungo. Il suo volto è rigato dalle lacrime. « Pasqualina è tutto nella mia vita » . Arturo Pedroli ha ricevuto in regalo la cagnolina sei o sette anni fa da un amico, e da allora non se n'è più separato. « Io, Pasqualina e mio fratello siamo una cosa sola » , sottolinea commosso, mentre accompagna il suo cane dal veterinario a Tirano, per accertarsi che tutto sia realmente finito per il meglio. Intanto l'associazione per la difesa degli animali e del'ambiente Aidaa ha deciso di consegnare una medaglia d'oro al valore agli uomini del comando dei vigili del fuoco di Sondrio e al gruppo speleologico valtellinese « per aver contribuito - spiega il presidente Lorenzo Croce - con il loro coraggio a salvare Pasqualina » . I pompieri di Sondrio saranno inoltre segnalati da Aidaa come meritevoli di ricevere il premio " Rosa Camuna 2005" della Regione Lombardia, « per i loro atti di coraggio, la solidarietà e l'impegno profuso quotidianamente per la sicurezza e la salvaguardia di uomini e animali a sprezzo del pericolo e dei rischi cui gli interventi li sottopongono in una zona difficile e spesso impervia quale è la montagna lombarda » . Silvia Tironi
LIBERO 3 SETTEMBRE 2005
Denunciato sottoufficiale della finanza
Gli entra un gatto in casa, lo uccide buttandolo dal secondo piano
ROMA Infastidito dalla presenza di una colonia di gatti nel condominio ha afferrato un gattino, tipo " certosino"' di appena quattro mesi, e l'ha scaraventato con forza dal secondo piano al di là della strada, in un cantiere in costruzione. L'uomo, prima di commettere questa brutalità, avrebbe inseguito il micetto per tutto l'appartamento. Alcui testimoni riferiscono che il micio ha cominciato a miagolare e rantolare e dopo poco è morto. Il fatto, che ha dell'inverosimile, è accaduto lunedì scorso a Monterotondo, in provincia di Roma. Ne dà notizia la Lega Antivivisezione ( Lav) che ha sporto denuncia contro l'uomo, un sottufficiale della Guardia Finanza, il quale è stato visto da alcune persone. I miagolii disperati del micio, infatti, hanno richiamato l'attenzione dei vicini che hanno subito avvertito la proprietaria. Il gattino, come ricostruito in seguito, si era allontanato da casa per raggiungere un giardino annesso all'abitazione della donna. Da lì aveva trovato un passaggio riuscendo ad entrare nell'androne del palazzo. Salendo le scale aveva raggiunto il primo piano dove, trovando la porta dell'appartamento dell'impiegato ministeriale aperta, vi si era intrufolato. Ma l'intrusione non è stata affatto gradita dal padrone di casa. Sul certificato medico dell'istituto zooprofilattico di Roma allegato alla denuncia della proprietaria si legge che il gatto è morto per una violenta emorragia interna. La donna, appena venuta a conoscenza della tragica sorte del suo beniamino, ha chiesto spiegazioni, ma l'uomo si è limitato a dire: « . .. Mi era entrato in casa e perciò l'ho afferrato e l'ho buttato giù... » . Contro di lui è stata presentata querela presso il Comando Stazione dei Carabinieri di Monterotondo. « Un crimine simile non può restare impunito, per questo abbiamo presentato una dettagliata denuncia presso la Procura della Repubblica - dice Ciro Troiano, responsabile Lav del servizio " Sos Maltrattamenti" - il fatto è ancora più grave se si pensa che l'autore è un appartenente alle forze dell'ordine. Non lasceremo che la cosa cada nel vuoto: ci presenteremo parte civile e seguiremo scrupolosamente il procedimento » . In base alla nuova normativa contro il maltrattamento degli animali, la legge 189/ 04, l'uccisione di animali è punita con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi.
LIBERO 3 SETTEMBRE 2005
Zoo privato con 95 animali Denunciato proprietario
LATINA - Blitz congiunto della polizia di Stato e della polizia provinciale nella villa di un quartiere collinare di Formia. Il proprietario possedeva 95 animali di specie protette e altamente protette del valore complessivo di 50mila euro fra cui poiane e tartarughe. L'uomo, denunciato per detenzione illegale delle specie, ha dichiarato di essere un appassionato e di averli comprati nel mercato campano. Gli inquirenti non escludono che rivendesse le bestie.
LIBERO 3 SETTEMBRE 2005
Virus dei polli, da Storace un decreto per affrontarlo
ROMA - Più Nas, più veterinari, vaccini per coprire almeno il 10% della popolazione. Il ministro della salute, Francesco Storace, annuncia la presentazione di un decreto legge legato all'allarme del sudest asiatico e che ora minaccia l'occidente - l'influenza dei polli - che risponda alle richieste di prevenzione per l'uomo, e per gli animali. Il ministro usa parole rassicuranti sulla situazione in Italia, ma spiega che ciò non significa non « doversi attrezzare per l'emergenza di una pandemia » . Si sta attrezzando il Paese « visto il rischio che una pandemia potrebbe portare gravi conseguenze » . All'opera Nas dei carabinieri e veterinari. L'Italia è pronta « sull'aspetto più importante: quello delle vaccinazioni » .
LIBERO 3 SETTEMBRE 2005
Ruba 12 maiali, fermato per maltrattamenti
ORISTANO - Rubano nottetempo 12 maialetti da latte da un ovile nelle campagne di Paulilatino, nell'Oristanese, e li stipano in sacchi di plastica nel bagagliaio dell'auto, provocando la morte di otto. Un allevatore di Paulilatino, Maurino Oppo, pluripregiudicato, di 46 anni, e due suoi complici sfuggiti alla cattura dovranno rispondere di bestiame, maltrattamento di animali e ricettazione perchè sorpresi su un'auto rubata. L'uomo è stato colto in flagranza di reato, intorno alle 21.50 mentre rubava gli animali dall'ovile di un altro allevatore del paese, G. P., 54 anni, a sua volta denunciato per favoreggiamento perchè, rintracciato dai carabinieri, ha negato di essere il proprietario degli animali.
LIBERO 3 SETTEMBRE 2005
Lettere
Il macellaio non è un sanguinario
Sono figlio di un macellaio. Mio padre comprava mezzene al mattatoio e vendeva la carne. Nell'articolo sull'oasi degli animali di Savona, si dice che lì salvano animali condannati per fame e alle esecuzioni di sentenze sanguinarie, vedi macellai. Mio padre non era un sanguinario e a Libero scommetto che non sono tutti vegetariani. Fausto Crema e. mail
LIBERO 3 SETTEMBRE 2005
Edizione di Roma
Formia (LT), aveva in casa uno zoo privato: denunciato
Con un blitz congiunto della polizia di Stato e della polizia provinciale è stato smantellato uno zoo privato che si trovava all'interno di una villa di un quartiere collinare di Formia. Il proprietario possedeva circa 95 animali di specie altamente protette del valore complessivo di 50 mila euro. Si tratta di poiane, tartarughe e altri animali pregiati. L'uomo, che è stato denunciato per detenzione illegale di specie protette, ha dichiarato di essere un appassionato e di averli comprati nel mercato campano, ma gli inquirenti non escludono che l'uomo potesse rivendere gli animali. Intanto scoppia un caso nel Parco naturale dei Monti Simbruini. Una volpe e un grifone sono morti, mentre un altro rapace versa in gravissime condizioni: c'è il sospetto che siano stati avvelenati.
LIBERO 3 SETTEMBRE 2005
Perde il cagnolino bimbo digiuno da 6 giorni
LATINA - Un bimbo di 5 anni rifiuta di mangiare dopo aver smarrito il suo cane, sabato scorso, a San Felice Circeo. Nonostante i manifesti affissi in paese e la promessa di una ricompensa, del meticcio Alice non si sono avute ancora notizie. Il sindaco di San Felice, Giuseppe Schiboni, ha incontrato il piccolo assieme alla mamma. Il bimbo, promettendo di tornare a mangiare, ha avuto assicurazione dal primo cittadino di un interessamento di tutta la struttura comunale per le ricerche. Schiboni ha chiesto ai vigili urbani e al personale comunale impegnato in servizi esterni di informare la mamma del bambino in caso di avvistamento. Per adesso una circolare con le foto del cane è stata consegnata a tutti i mezzi comunali.
LIBERO 3 SETTEMBRE 2005
Inattesi risultati di uno studio del neuropsicologo Goldberg
Invecchiando si diventa più intelligenti
Se cala la memoria, nei soggetti sani aumentano le capacità di risolvere problemi complessi. Come i muscoli si rafforzano con l'uso prolungato, così avviene per le facoltà intellettive
MILANO Il cervello ha tre stagioni. Prima si sviluppa, dando luogo alla nascita delle cellule cerebrali e alla loro migrazione in tutte le complesse aree che lo formano: questa fase inizia durante la vita prenatale e si conclude, più o meno, nella terza decade dell'esistenza umana. Poi matura, durante quella che si può definire l'" età produttiva", fase caratterizzata da una maggiore stabilità delle strutture cerebrali e da una minor propensione all'apprendimento. Infine invecchia, perdendo peso e volume, aumentando le dimensioni dei ventricoli ( che contengono il liquido cefalorachidiano) e dei solchi ( gli spazi tra le circonvoluzioni simili ad un gheriglio di noce), mentre le connessioni tra i neuroni diminuiscono progressivamente. Tuttavia un cervello che, biologicamente parlando, sta invecchiando non è sinonimo di perdita delle facoltà intellettive. Forse cala la memoria, ma in compenso aumentano le competenze e la saggezza: con l'età diventa più facile prendere decisioni e risolvere problemi, riconoscere situazioni e applicare i modelli più adeguati di reazione. Questa è la tesi che il neuropsicologo Elkhonon Goldberg sviluppa nel libro " Il paradosso della saggezza" ( Ponte alle Grazie) mettendo in discussione le tesi che per decenni hanno accomunato il processo di invecchiamento cerebrale al decadimento della mente umana. Il voume, che verrà presentato lunedì 5 settembre a Roma alla Feltrinelli dai docenti di Neurologia Carlo Caltagirone e Paolo M. Rossini col professor Marco Trabucchi, presidente della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria, nasce dall'analisi che Golberg ha fatto del cervello umano nel corso di una vita di studi e dalla ormai conclamata certezza ( dimostrata da studi ed esperimenti) che questo sofisticato organo è in grado di produrre neuroni sino alla fine dei suoi giorni. Scrive il neuropsicologo: « La nascita di nuovi neuroni e i luoghi del cervello in cui vanno a collocarsi sono regolati dall'attività mentale. Più usiamo il cervello più neuroni si formano. Sia negli adulti sia negli anziani » . Come dire che il cervello invecchia e contemporaneamente si rinnova, nell'uomo così come in molte specie animali ( roditori, primati e uccelli soprattutto). Quindi, a dispetto delle evidenze mostrate da esami come Tac e risonanze magnetiche, che mettono nero su bianco il progressivo invecchiamento neocorticale e sottocorticale ( memoria), ormai più d'un esperimento dimostra come il ritmo di sviluppo di nuovi neuroni nell'ippocampo ( capacità cognitive e memoria) sia determinato dagli stimoli che il cervello riceve.
I NEURONI AUMENTANO Nei topi di laboratorio proprio come negli esseri umani. Goldberg riporta e analizza alcune recenti scoperte che dimostrano non solo che nell'ippocampo di uomini adulti e in buona salute vi sia una produzione continua di neuroni, ma che questo avviene anche in soggetti in età avanzata. Una prova della crescita reale delle strutture cerebrali è stata fornita, ad esempio, da un'indagine svolta sui tassisti londinesi, il cui lavoro richiede la memorizzazione di innumerevoli percorsi e tragitti: l'ippocampo dei taxi- driver esaminati è risultato di dimensioni particolarmente ampie, fuori dalla media, a dimostrazione che l'utilizzo costante dello stesso ne aumenta il volume ( anche nell'età adulta) e che la crescita è determinata dall'uso. Dunque, come utilizzando i muscoli possiamo potenziarli, allo stesso modo possiamo sviluppare il nostro cervello e le attività mentali che questo governa.
O LO USI O LO PERDI Altre ricerche, tutte condotte da autorevoli studiosi e pubblicate su ancor più autorevoli giornali scientifici tanto su soggetti bilingue quanto su giocolieri, su musicisti e su artisti, dimostrano proprio che l'utilizzo costante di specifiche zone dell'organo cerebrale contribuisce al loro sviluppo, al di là di ogni considerazione legata all'età. E che le strutture cerebrali beneficiate dall'esercizio resistono per molto più tempo agli attacchi del declino neurologico. Non a caso il messaggio che questo neuropsichiatra e ottimo divulgatore fa passare in ogni pagina del suo libro è: " O lo usi o lo perdi". Insomma. Nel futuro degli anziani c'è qualcosa di meglio dell'Alzheimer. Parola di Goldberg. Anna Tagliacarne
Cani randagi usati come esca per gli squali 23-08-2005
(dal quotidiano Libero del 23 agosto 2005)- “Je ne metterai jamais les pieds dans votre ile tant que vos autorités ne puniront pas les coupables de ces actes”. Non metterò piede nella vostra isola fino a quando le autorità non puniranno i colpevoli.) Cosi scrive H.V., turista belga, alle autorità dell’isola dei Reunion, arcipelago delle Mascarene, assieme a Rodrigues e la famosa Mauritius, poste sotto la giurisdizione del governo francese. Era da tempo che si parlava di questa orrenda pratica e attendevamo le prove, prima di pubblicarla. Già l’anno scorso il Giornale dell’isola di Reunion narrava la storia di Jimmy Acate, 29 anni abitante dell’isola francese. I suoi vicini di casa, una notte, sentono le urla strazianti di un cane e avvertono la polizia. Nel garage del giovane viene trovata una cagnetta di tre mesi, Royale Bourbon il suo nome, con quatto grossi ami piantati nelle zampe e uno ancora più grosso passato attraverso il muso. L’uomo, in galera, sostiene di essersi ubriacato e di non sapere nulla. Il giorno dopo la polizia trova l’occorrente per una battuta di pesca allo squalo. Royale Bourbon era stata prestata come esca per la pesca della mattina successiva. Gli isolani si difendono. Si tratta, a loro dire di un caso isolato, ma recentemente altri cani vengono recuperati in condizioni analoghe. Un veterinario presso cui viene portato un meticcio, con un enorme amo gli trapassa il muso, fa pervneri all e autorità un filmato amatoriale. Lo potete trovare, ma vi avverto che si deve essere dotati di stomaco forte, per sostenere lo sguardo di due occhi che implorano la cessazione di un dolore atroce. Questo è il link su cui andare (http://www.dinosoria.com/chien_mar-martyre.htm) per poi cliccare su “signez la petition”, il che vi permetterà anche di sottoscrivere la campagna di protesta che l’Associazione Fondation 30 Millions d’Amis consegnerà a Francois Barion, ministro d’oltremare. E’ sconvolgente ciò che accade ai cani randagi in uno dei più bei paradisi delle vacanze di tutto il mondo” dichiara Ilaria Ferii, direttore dell’Associazione Animalisti Italiani. “Sono usati come esche vive per la pesca degli squali! Messi all’amo dal muso, caricati sulle imbarcazioni e gettati in mare ancora vivi, nell’atroce attesa prima di esser dilaniati dalle potenti mandibole dei pescicani. Inoltre è da condannare, allo stesso modo, la pesca degli quali, molto spesso appartenenti a specie protette di cui è vietata la cattura.” Intanto l’isola di Reunin infuria la polemica perché, secondo molti abitanti, quotidiani, radio e TV, stanno scambiando la turpe pratica di pochi pescatori sadici, per un’attività usuale. Il problema del randagismo esiste, le stime palano di 150.000 cani allo stato brado e c’è chi, i cani, li crocifigge sul serio. E non è un’invenzione dei mass media.OSCAR GRAZIOLI
Strage di cavalli al palio di Piazza Armerina: tre morti e due feriti 24-08-2005
(dal quotidiano Libero del 24 agosto 2005)- I meteorologi avevano preannunciato un’estete torrida per quest’anno. Se si riferivano ai cavalli morti in quelle che vengono spacciate per tradizioni religiose paesane, non si sono sbagliati. Alle prove del Palio dei Normanni, che si corre il 13 e 14 agosto a Piazza Armerina (provincia di Enna), sono morti tre cavalli mentre una giumenta gravida ha una zampa spezzata e vine mantenuta in vita perché partorisca. E’ un cadavere che zoppica e attende il lieto evento del parto, pur essendo subito dopo uccisa. La notizia è apparsa solo ieri mattina. Il terreno dove si sono corse le prove si è tramutato, per due giorni, in macello pubblico, dove un veterinario provvedeva agli abbattimenti, mentre qualcuno lavorava sodo a scavare le fosse per interrare i resti dei poveri animali “spaccati” sul campo di battaglia. Sembra incredibile, ma la mattanza si è svolta tenendo all’oscuro addirittura il sindaco che, attraverso il comune, finanzia la manifestazione. Lo abbiamo interpellato telefonicamente. E’ indignato Maurizio Prestifilippo “per la superficialità con cui i rappresentanti delle squadre hanno esposto i cavalli a rischi cosi gravi. Prenderò tutti i provvedimenti del caso affinché non si abbiano più a verificarsi incidenti simili, compresa l’integrazione nel comitato organizzatore della Lav, ma non fermerò il Palio.” Muoiono quattro cavalli durante un palio, vengono interrati all’oscuro dell’Usl, il sindaco va a premiare i vincitori, la notizia gli arriva dopo una settimana grazie alla vendetta di un cavaliere escluso dalla gara, il comune elargisce soldi agli organizzatori, e la risposta è l’indignazione? Ci mancava solo che qualcuno applaudisse. Ma dov’è Piazza Armerina, in Italia o nel Far West di John Wayne? Porti pazienza signor sindaco, siamo certi che lei sia in buona fede. Tuttavia l’indignazione, sentimento nobile, non ci pare adeguato. In questi casi non facciamo il tifo per il tintinnare delle manette, oltre che per le emozioni forti. Molto più che indignato è l’onorevole Giulio Schmidt di Forza Italia che, assieme alla Lav, tanto ha fatto per fermare il palio di Siracusa e, pochi giorni fa, quello di Agrigento. “Appena possibile farò un’interpellanza parlamentale”. Nel frattempo sto preparando un appello al ministro dell’interno Pisanu, di cui è nota la sensibilità per il benessere animale, affinché istituisca una commissione d’inchiesta e convochi una conferenza dei prefetti siculi, per valutare la gravità della situazione e adottare tutte le misure preventive, compresa la sospensione del palio, previste dalle leggi contro il maltrattamento nei confronti degli animali. Chiederò poi al Presidente degli Ordini Veterinari, Dr. Domenico D’Addario, di sollecitare l’obiezione di coscienza presso i sanitari che assicurano la loro presenza a queste manifestazioni. Senza di loro i palii non posso aver luogo. Infine invierò, al più presto, un fax al prefetto di Enna perché svolga tutte le indagini del caso e giudichi l’opportunità di sospendere questa corsa, come hanno già fatto altri suoi colleghi”.Abbiamo cantato vittoria troppo presto, sulla scia dei provvedimenti che i prefetti hanno preso negli ultimi giorni, dopo i gravi incidenti successi a Modica, Avola, Menfi e Santa Margherita Belice. Questo è un problema che deve attraversare gli schieramenti politici e trovarli concordi nell’arrestare sacrifici pagani in onore di Madonne costrette a coprirsi gli occhi per l’orrore. OSCAR GRAZIOLI
L’Unione europea non sottovaluti l’influenza aviaria 30-08-2005
(dal quotidiano Libero del 30 Agosto 2005) - Una premessa. Vogliamo evitare l’inutile allarmismo, ma che l’influenza dei polli non costituisca un pericolo per l’Europa è una balla colossale. Conviene fare un po’ di chiarezza. Ci provo in soldoni. Perché tutto il mondo è in ansia per una forma influenzale, quando tutti gli anni, in inverno, ci dobbiamo fare i conti? Perché l’influenza classica è causata da virus che il nostro sistema immunitario, in qualche modo, ha già conosciuto. Un nemico noto. Nel caso dell’influenza aviare i virus in causa dovrebbero colpire solo gli uccelli, ma visto che sono un tantino dispettosi, possono cambiare improvvisamente struttura e colpire ad esempio i suini o l’uomo. Se nell’uomo avviene un’ulteriore variazione strutturale si propagano in questa “nuova” specie. Avremo un nuovissimo virus, molto pericoloso perché i “banchi di memoria” dei nostri soldati non ne conoscono l’armamento, non avendoci mai combattuto prima. La battaglia dunque potrebbe rivelarsi durissima e le perdite per noi una vera Waterloo, come accadde per la Spagnola. Da una parte gli scienziati, riuniti pochi giorni fa a Bruxelles, ci hanno rassicurato: per l’Europa nessun pericolo. Dall’altra però il nostro ministero della Salute alza il livello di guardia (giustamente) rafforzando i controlli alle frontiere e acquistando milioni di dosi di vaccino (ma sarà efficace?). Intanto l’influenza è arrivata in Russia. I sovietici minimizzano. I monti Urali sono una formidabile barriera. Nel frattempo isolano interi villaggi e proibiscono la caccia ad oche e anatre. Chi si fida di loro, vista l’antica abitudine di raccontare balle che fanno ridere i polli (è il caso di dirlo), in ambito sanitario? Qualcuno ricorda i “raffreddori” di cui morivano i capi di Stato? Questo è il dialogo che ho trovato su un forum sovietico tra due giornalisti, uno americano e uno del New Izvestya, Eugene Zubchenco. “Is Avian Flu already in Moscow?” (“Il virus è già a Mosca?”, chiede l’americano) “Wings of the Homeland-Avian flu virus is quickly flying to all of Russia” (“Le ali del virus stanno battendo rapidamente su tutta la Russia”, risponde il sovietico). Nonostante le quarantene, gli stamping out (abbattimenti) e l’isolamento dei villaggi, il virus è già passato, semplicemente perché il principale serbatoi attraverso cui viaggia sono gli uccelli migratori, soprattutto le anatre selvatiche, come i codoni, i mestoloni e le volpoche. Gennady Onischenko, epidemiologico sovietico con pochi peli sulla lingua, ha affermato: “Le analisi effettuate prevedono un rapido passaggio del virus dai villaggi siberiani al mar Caspio, lungo la rotta di migrazione degli uccelli”. Tra un mese comincerà il passo anche qui, dalle nazioni del Nord e dell’Est verso l’Africa, dove vanno a svernare. L’Italia, con le sue numerose zone umide, è sulla loro rotta. Qui si fermano tutto l’inverno oppure si riposano qualche giorno e riprendono il lungo viaggio. Vero è che “adesso” il pericolo è minimo per noi, perché c’è caldo. Questo è un virus, come tutti quelli influenzali e parainfluenzali, che adora il freddo e il reale pericolo arriverà in inverno. Se possiamo osare un consiglio al ministro della Salute è quello di proibire la caccia agli uccelli migratori. Misura impopolare, ma qui non si tratta di animalisti e cacciatori. Fra tre settimane inizierà il passo di anatre, oche e trampolieri e non mi pare una buona idea sparare ad uccelli infetti e portarseli in giro, nelle macchine e nelle case di mezza Italia. Quando c’è un’epidemia o la si prevede, oppure la prima norma è quella di limitare gli spostamenti. E sarà dura chiedere a un’anatra, in frontiera, di aprire il beauty “cage”. OSCAR GRAZIOLI
I collari da addestramento fanno molto male ai cani 01-09-2005
(dal quotidiano Libero del 01 Settembre 2005) - L’A.s.e.t.r.a (Associazione di Studi Etologici e Tutela delle Relazioni con gli Animali) mi fa pervenire un interessante studio recentemente condotto a termine dai ricercatori tedeschi. Gli studiosi hanno seguito 50 cani che, nella loro vita portavano regolarmente il collare a strangolo. Il dispositivo che può essere anche di metallo o cuoio è fatto in modo che, una volta collegato al guinzaglio diventa un cappio che agisce “strozzando” il collo. Questi collari sono in voga presso moltissimi centri di addestramento, dove vengono utilizzati principalmente per insegnare al cane a non tirare . ebbene i ricercatori tedeschi hanno seguito i 50 cani fino alla loro morte naturale, sottoponendoli poi a necroscopia, per valutare lesioni imputabili all’azione di questi collari sul collo. I veterinari patologi hanno evidenziato lesioni a carico degli organi della regione cervicale superficiale e/o profonda in 46 soggetti, riconducibili a traumi, per lo più cronici, con sequele a volte gravi sulla trachea, sulle vertebre cervicali, sui nervi e i vasi che corrono nelle aree suddette. Chi utilizza collari a strangolo forse li abbandonerebbe immediatamente (ipotizzando che gli interessi il benessere del proprio cane) sapendo che tali strumenti hanno dato luogo a lesioni sui vasi sanguigni dell’occhio, danni a trachea e esofago, traumi gravi della colonna cervicale, svenimenti, paralisi transitoria delle zampe anteriori, paralisi del nervo laringeo e atassia (in coordinazione) degli arti posteriori. L’Asetra intende segnalare l’esistenza di un problema misconosciuto ma molto concreto. Quando si strattona un collare a strangolo si ottiene lo scorrimento di un cappio che si stringe attorno al collo, impedendo il passaggio dell’aria e sottoponendo il cane a disagio e dolore, suscitando in lui sentimenti di paura e sofferenza. L’Asetra riceve continue segnalazioni da addestratori che usano metodi coercitivi e brutali, di cui il collare a strangolo è uno dei più diffusi e meno noti. Peraltro molti “addestratori” consigliano l’uso dei collari a strangolo nei cani, fin da giovane età e i ricercatori teutonici hanno dimostrato che sono proprio i giovani a rischiare le lesioni più gravi. È bene che i proprietari di cani prendano coscienza del fatto che esistono mezzi di addestramento e educazione “dolci” che ottengono risultati superiori senza mettere in pericolo non solo la salute del cane, ma anche il suo equilibrio psichico. OSCAR GRAZIOLI
La cattiveria che calpesta tutti i diritti 29-08-2005
(dal quotidiano Libero del 26 Agosto 2005) - Questa volta la storia ce la racconta il collega giornalista Carlo Barsotti cui lascio volentieri lo spazio. “Egregio Signor Presidente mi rivolgo a Lei come Presidente della Repubblica Italiana e come capo supremo delle Forze Armate. Lo scorso 09 Agosto mi stavo recondo al pronto soccorso veterinario “Mevania”, a Bevagna (PG), dove San Francesco faceva la predica agli uccelli e oggi il sindaco dello Sdi ha autorizzato la caccia alla colomba, simbolo dello Spirito Santo. Avevo a bordo della mia auto una gattina, ferita gravemente e incinta, investita da un’auto. Giunto in prossimità delle clinica, venivo fermato da una pattuglia della Polizia Statale di Foligno appostata con un telelaser. Facevo gli 87 e sono stato multato e penalizzato di due proprio nel piazzale del pronto soccorso veterinario. Gli agenti, nonostante vedessero che stavo scaricando dall’auto un animaletto in condizioni pietose, hanno avuto il coraggio e la freddezza di chiedermi subito i documenti, senza aver il buon senso civico e morale di dirmi “porti subito la gattina nel pronto soccorso, e poi ci dia i documenti”. Quello che mi ha colpito non è stato lo zelo (ardente sollecitudine nell’adempimento scrupolo del proprio dovere) con la quale gli agenti hanno scritto il verbale, ma la loro totale indifferenza nei confronti di una creatura di Dio. I due tutori dell’ordine non hanno degnato di uno sguardo l’animaletto., non mi hanno chiesto, né prima né dopo, come stava e dove l’avevo trovata. Insomma una freddezza totale che mi ha fatto vergognare di essere italiano. Nella nostra strana Italia sono tutti pacifisti e non violenti. Ad ogni starnuto si invoca la solidarietà e si sventola la bandiera arcobaleno della pace, ma nella vita quotidiana la violenza, l’arroganza, l’immortalità, e le cattiverie dilagano ovunque. Ecco allora che l’indifferenza verso un essere vivente gravemente ferito, anche se una insignificante gattina, mi indigna, mi fa arrabbiare e mi fa orrore. Ora la gattina sta un po’ meglio anche se non si può muovere per fare i suoi bisogni. Tutelerò i miei diritti affinché certe cattiverie non accadano più. Spero che anche qualcun altro faccia lo stesso e mi accompagni in questa battaglia contro l’immortalità. Questa è la storia di un cittadino che paga le tasse e adesso anche le multe. Carlo Barsotti, Nocera Umbra, Tel. 347/2427121”. Carlo Barsotti, non ha la bandiera arcobaleno. Considerami solidale e incazzato come te. o.grazioli@... OSCAR GRAZIOLI
PROGETTO RISTRUTTURAZIONE CUCCIA: CI DAI UNA ZAMPA? 5 set 05
Appello da Cuccefelici e Lega del Cane dell'Aquila.
I volontari della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, sezione di L’Aquila, stanno ampliando il rifugio di Bazzano: stiamo costruendo nuovi e più ampi box per i nostri ospiti con la coda, in vista del rigido inverno affinché la loro permanenza in rifugio sia il più confortevole possibile. Chiediamo l’aiuto di TUTTI voi per realizzare questo progetto. Ognuno può contribuire come può aiutandoci ad ampliare il rifugio. Per costruire un box (5 x 10 mt) ci occorrono: 16 paletti: 6 euro l’uno. 10 fogli di rete elettrosaldata pesante: 12 euro l’uno. 30 mt di rete elettrosaldata leggera: 66 euro in totale. 1 cancello: 135 euro. 4 cucce in legno: 50 euro l’una. 4 fogli di ondulina per copertura cucce: 10 euro l’uno. TOTALE: 657 euro per la realizzazione di UN box. Il vostro aiuto sarà grande e utile anche offrendoci UN singolo pezzo dei materiali che ci occorrono. è sufficiente versarci il corrispondente del materiale scelto. Il versamento può essere effettuato su conto corrente postale o tramite bonifico bancario. I dati sono: Lega Nazionale per la Difesa del Cane – sez. AQ Ccp n° 14046676 oppure Banca Carispaq - ABI 06040 CAB 03601 Conto 651269 Causale “Progetto ristrutturazione cuccia”. Ad ogni donatore verrà inviato un attestato di partecipazione al progetto. Sarà possibile seguire l’avanzamento dei lavori sul forum di www.cuccefelici.com Per maggiori informazioni: info@... – 329.9064859. Vi ringraziamo in anticipo per l’attenzione e vi preghiamo di diffondere questo messaggio. Lo Staff delle Cuccefelici I volontari del rifugio di Bazzano – Lega Nazionale per la Difesa del Cane sez. AQ
Sabato 24 Settembre alle ore 21.00 - presso la Casa del Volontariato di Monza, via Correggio, 59
Domenica 25 Settembre dalle ore 11.00 alle ore 16.00 - via Roma, 24 - Cambiago (MI)
TOM REGAN PRESENTA L'EDIZIONE ITALIANA DEL SUO NUOVO LIBRO:
GABBIE VUOTE. LA SFIDA DEI DIRITTI ANIMALI (Sonda 2005) curata da “Oltre la Specie”
Finalmente anche in italiano un libro fondamentale per la lotta per il riconoscimento dei diritti animali. Il libro, pur rappresentando una completa disanima dei diritti animali da un punto di vista sia teorico che pratico, è di semplice e facile lettura e, pertanto, siete tutti invitati ad acquistarne più copie al fine di diffonderlo e regalarlo.
Tom Regan, professore emerito di Filosofia presso la North Carolina State University, è universalmente riconosciuto come il leader intellettuale del movimento per i diritti animali. Durante gli oltre 30 anni di attività accademica, ha pubblicato centinaia di articoli specialistici e più di 20 libri sull’argomento. Ha fondato The Culture & Animal Foundation (www.cultureandanimals.org).
Sabato 24 settembre – Conferenza e dibattito seguiti da un rinfresco vegano durante il quale ci si potrà intrattenere ulteriormente con Tom Regan. Ingresso libero
Domenica 25 Settembre – Festa in giardino privato con breve introduzione del libro da parte di Tom Regan e pranzo. Prenotazione obbligatoria: eventi@... (posti limitati);
OPZIONI: pranzo più libro: 25 Euro solo pranzo: 13 Euro
In entrambe le occasioni sarà possibile acquistare il libro, farlo autografare dall’autore e poter conoscere personalmente Tom Regan.
Per ulteriori informazioni, visita il nostro sito: contattaci a info@... o telefona al 335-5650440.
----- Original Message -----
From: <gapmicra@...>
Care, cari,
vorrei presentarvi un'iniziativa che abbiamo organizzato al Q2 di Firenze in
collaborazione con le associazioni Anthrozoos e Amici della Terra, dedicata
al corretto rapporto uomo-cane.
La prossima settimana, da lun.5 settembre a giovedì 8, con inizio alle
17.30, in alcuni giardini e aree cani della città (rispettivamente Area
Pettini, giardini di V.le Malta, giardino A.Caponnetto e area cani Via
Genovesi), si terranno degli incontri tenuti da esperti (etologi e
istruttori cinofili) riguardanti il comportamento del cane, la sua
comunicazione e la sua corretta gestione da parte nostra. La mattina degli
stessi giorni, presso il parco di Villa Favard, dalle 10 alle 12, i bambini
potranno giocare con i cani alla presenza di un istruttore cinofilo e di una
psicologa specializzata in pet therapy, imparando così, in maniera
divertente, qual è il modo corretto di approcciarsi a questo animale. Allo
stesso tempo gli esperti saranno a disposizione dei genitori per fornire
consigli sulla convivenza fra i bambini e i quattrozampe.
L'iniziativa si concluderà sabato 10 settembre con una festa al Parco di
Villa Favard (inizio ore 15.30), con giochi e animazioni per i bambini e
sfilata di cani (la giuria sarà formata dai bambini presenti).
Lo scopo del progetto è di sensibilizzare e informare i proprietari dei cani
affinchè sviluppino nel migliore dei modi il loro rapporto con l'animale,
nel pieno rispetto delle esigenze di Fido ma anche degli altri cittadini che
non possiedono cani (ad esempio raccogliendo sempre le deiezioni).
Le tecniche di istruzione del cane che verrano spiegate e utilizzate dagli
educatori cinofili sono metodiche moderne, assolutamente non coercitive, che
rispettano in ogni momento il benessere dell'animale e aiutano a gestirlo
meglio nella vita di tutti i giorni.
Siete tutti invitati a partecipare con il vostro cane o i vostri bambini e
vi prego di diffondere il messaggio a chi possa essere interessato. Grazie
Cristina Volpini
Presidente Commissione Politiche Ambientali
Consiglio di Quartiere 2 Firenze
Yahoo! Mail Stay connected, organized, and protected. Take the tour
Diffondete o pubblicate, grazie!
GATTILE al coperto situato a Roma zona centro ovest cerca urgentemente
volontari anche per un'ora a settimana. Regalate un poco del vostro tempo
ai nostri gatti e ve ne saremo tanto grati.
Tel. 347.2319509
Grazie!
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GABBIE VUOTE, DI FRONTE ALLA SFIDA DEI DIRITTI ANIMALI
In occasione dell'uscita del libro Gabbie vuote, di fronte alla sfida dei diritti animali (Edizioni Sonda, collana «Saggi») l'autore Tom Regansarà a Roma con la LAV.
Professore emerito di Filosofia presso la North Carolina State University, Tom Regan, noto in Italia come autore del saggio fondamentale I diritti animali, pubblicato da Garzanti nel 1990, è universalmente riconosciuto come il leader intellettuale del movimento per i diritti animali.
GIOVEDI’ 22 SETTEMBRE - ROMA
SALA del CENACOLO – CAMERA dei DEPUTATI
Vicolo Valdina 3 (Piazza Firenze)
Ore 17-19
Con l’autore, ne parleranno:
-Barbara De Mori, ricercatrice Dipartimento di Filosofia e Comunicazione Università di Cassino;
-Gianluca Felicetti, responsabile rapporti istituzionali della LAV;
-Pasqualino Santori, veterinario del Comitato Nazionale di Bioetica – Presidenza del Consiglio dei Ministri;
-Carmen Somaschi, presidente dell’Associazione Vegetariana Italiana.
Sarà presente l’Editore.
Con la pubblicazione di Gabbie vuote arriva finalmente in Italia (e in contemporanea in altri Paesi europei) lo scioccante libro-denuncia degli abusi subiti dagli animali, una riflessione fondamentale capace di cambiare la storia del movimento animalista e che negli Stati Uniti è già stato salutato come una svolta nella definizione delle strategie di lotta e di comunicazione.
E’ necessaria la prenotazione al numero LAV tel. 06.4461325.
Per l’accesso alla Sala è necessario un documento d'identità e per gli uomini l’uso della giacca.
Il 22 settembre Tom Regan firmerà copie del suo libro anche dalle ore 20:30 in poi
presso il RistorArte Margutta Vegetariano, Via Margutta 118 (Roma).
Allegato invito in Pdf
Per accrediti e/o informazioni:
Maria Falvo Resp.le Ufficio Stampa LAV - Lega Anti Vivisezione Via Sommacampagna 29 - 00185 Roma tel. +39 06 4461325 - fax +39 06 4461326 - cell. +39 3391742586 ufficiostampa@... www.infolav.org
PROGETTO RISTRUTTURAZIONE CUCCIA: CI DAI UNA ZAMPA? 5 set 05
Appello da Cuccefelici e Lega del Cane dell'Aquila.
I volontari della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, sezione di L’Aquila, stanno ampliando il rifugio di Bazzano: stiamo costruendo nuovi e più ampi box per i nostri ospiti con la coda, in vista del rigido inverno affinché la loro permanenza in rifugio sia il più confortevole possibile. Chiediamo l’aiuto di TUTTI voi per realizzare questo progetto. Ognuno può contribuire come può aiutandoci ad ampliare il rifugio. Per costruire un box (5 x 10 mt) ci occorrono: 16 paletti: 6 euro l’uno. 10 fogli di rete elettrosaldata pesante: 12 euro l’uno. 30 mt di rete elettrosaldata leggera: 66 euro in totale. 1 cancello: 135 euro. 4 cucce in legno: 50 euro l’una. 4 fogli di ondulina per copertura cucce: 10 euro l’uno. TOTALE: 657 euro per la realizzazione di UN box. Il vostro aiuto sarà grande e utile anche offrendoci UN singolo pezzo dei materiali che ci occorrono. è sufficiente versarci il corrispondente del materiale scelto. Il versamento può essere effettuato su conto corrente postale o tramite bonifico bancario. I dati sono: Lega Nazionale per la Difesa del Cane – sez. AQ Ccp n° 14046676 oppure Banca Carispaq - ABI 06040 CAB 03601 Conto 651269 Causale “Progetto ristrutturazione cuccia”. Ad ogni donatore verrà inviato un attestato di partecipazione al progetto. Sarà possibile seguire l’avanzamento dei lavori sul forum di www.cuccefelici.com Per maggiori informazioni: info@... – 329.9064859. Vi ringraziamo in anticipo per l’attenzione e vi preghiamo di diffondere questo messaggio. Lo Staff delle Cuccefelici I volontari del rifugio di Bazzano – Lega Nazionale per la Difesa del Cane sez. AQ
Aiutiamo la Signora Pina. Vi giro un estratto dell'articolo apparso ieri su Il QUotidiano del Molise: Lei ha 59 anni fa l'infermiera e si occupa di assistenza domiciliare agli anziani e una volta era una volontaria del canile. Lavora tanto perché la pensione di suo marito non basta a mantenere la sua numerosa famiglia, che conta ben 19 cani. Quattro che vivono in casa con loro e 14 sistemati in un dignitoso canile, che la signora Pina ha realizzato tutto da sola. Quel canile si trova nella zona del nucleo industriale, non c'è l'acqua, né ci sono le fogne. Ma ogni giorno Pina pulisce le gabbie. Parte dal centro di Termoli con una macchina carica di cibo, taniche di acqua e sacchetti dei rifiuti e quando arriva lei, e la sua amica Albina (l'unica che le da una mano), si infilano i guanti e si danno da fare. Il vero problema però, è che è abusiva, ed ora se ne deve andare. I vigili sono già stati da lei e le hanno detto che
deve lasciare libero il terreno. E i cani che fine faranno? Pina non è riuscita a trovargli una sistemazione perché vecchi e malandati e nessuno li vuole. Ma lei sì, e costi quel che costi vuole continuare a prendersene cura.
In 12 anni in cui si occupa di trovatelli a quattro zampe, ne ha sistemati tanti, ma di quelli a cui non riesce a trovare una famiglia si occupa lei in modo ammirevole. Ora Pina è disperata, perché, da quando le hanno detto che se ne deve andare, che deve portare via i suoi cani di lì non sa come fare. Ha provato a bussare alle porte di tanti per chiedere aiuto, ma la risposta è stata sempre la stessa: "Chi glielo fa fare". Pina che fa tutto da sola e con le sue sole risorse economiche, ha bisogno di un piccolo pezzo di terreno dove sistemare i suoi cani, un posto dove nessuno possa tornare a cacciarli.
Il quotidiano del Molise invita i lettori che possono aiutare la signora a contattare la redazione
di Termoli al numero 0875/707896, perché questa tenera storia possa avere un lieto fine.
Aiutatemi a fare girare questo appello. Grazie Elisa
Centocinquanta adozioni a fronte di 142 ingressi e 3734 telefonate ricevute a fronte di 1799 visitatori. Sono questi i numeri del canile romano Muratella registrati solo nel mese di Agosto. I dati sono stati resi noti stamattina nel corso di una conferenza stampa che si è svolta nella Sala delle Bandiere in Campidoglio e tenuta da Monica Cirinnà, delegata del sindaco alla Politiche per gli animali e dal sindaco Walter Veltroni. Presenti anche Roberta Pinto, nuovo direttore dell'Ufficio per i diritti degli animali e Giovanni Arnone, presidente del Bioparco. "Per la prima volta a Roma il numero degli animali adottati è superiore a quelli abbandonati, e questo è frutto di una cultura di civiltà". Così il sindaco, Walter Veltroni, ha commentato i dati resi noti durante la conferenza stampa organizzata nella sala delle Bandiere in Campidoglio sulle adozioni di cani nella capitale nel mese di agosto. Per il
sindaco questo prevalere della cultura delle adozioni è "il prodotto del lavoro di questi anni, dello sforzo che sta facendo tutta una amministrazione con un grado di sensibilità che non ha paragoni, tanto da sobbarcarsi dei animali non nostri come nel caso del canile di ?Casa Luca?, dove ci sono cani di proprietà dei comuni limitrofi alla capitale". Testimonial del lavoro che il Campidoglio sta portando avanti da tempo, il cane Francesco, un meticcio di circa 12 anni salvato i primi di agosto sulla Cristoforo Colombo. Il cane è stato soccorso dall'ambulanza finanziata dal capitano della Roma Francesco Totti, attrezzata per il trasporto di animali feriti o malati, attiva 24 ore su 24 proprio dal mese di agosto. Chi ha soccorso il cucciolo, ha pensato di dargli il nome di Francesco in onore del giocatore. Tante le richieste di intervento per soccorrere dei cani e di queste 70 sono state causate da maltrattamenti ed
accattonaggio e 23 sono state le sterilizzazioni effettuate sui cani liberi. "La campagna di sterilizzazione rappresenta una vera soluzione per combattere alla fonte il randagismo e gli abbandoni di cucciolate provenienti dalle case" ha detto Monica Cirinnà, delegata del sindaco per i diritti degli animali, la quale ha ricordato che in materia di sterilizzazioni nel 2005 sono stati spesi 100mila euro dal Campidoglio. "I risultati ottenuti nel mese di agosto rappresentano una vittoria per l'Ufficio dei Diritti degli Animali del Campidoglio e le Associazioni di volontariato - ha proseguito Cirinnà - questo è solo grazie all'impegno dell'amministrazione che in 4 anni ha fatte tante cose. Quattro anni fa Muratella era un cantiere, al cinodromo si scommetteva sulle corse tra cani, non esistevano le oasi feline. Il lavoro fatto dimostra che quando un sindaco con tutta la giunta si pone una priorità, si trovano le strutture, i soldi e il modo
di farle funzionare". Cirinnà ha quindi sottolineato che l'adozione è un atto di responsabilità e che "un cane non va accolto in casa sulla scia emozionale trasmessa dalla televisione perché poi non deve subire il trauma di un secondo abbandono".
COMUNE DI ROMA VICEPRESIDENTE VICARIO DEL CONSIGLIO UFFICIO DIRITTI ANIMALI ON. MONICA CIRINNA
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Rinnoviamo questo appello urgente che è stato lanciato qualche tempo fa.
Lo sfratto è stato rinviato ad ottobre, e in questo periodo sono giunte pochissime richieste d'aiuto e soltanto un animale è stato adottato. Questi animali e Dolly hanno davvero bisogno d'aiuto.
Dolly al momento non ha un lavoro e questi poveri animali hanno bisogno di un'adozione o almeno di ospitalità temporanea.
Per favore, facciamo guardate le foto e fate girare questo messaggio: non ignoriamo questo appello.
Possono essere adottati, con la collaborazione dei volontari, anche in altre parti d'Italia.
D.
LA STORIA PUBBLICATA ALCUNI MESI FA
QUESTI 6 SPLENDIDI CANI E 10 MERAVIGLIOSI GATTI SONO RIMASTI SOLI ED HANNO BISOGNO DI UNA CASA
La padrona è ricoverata in ospedale, ha uno sfratto imminente e non li vuole più (voleva addirittura sopprimerli). Aiutatemi a non farli finire per strada!! (O peggio!!) I cani sono adesso in una pensione ma costa troppo e non so per quanto tempo potrò pagarla (al canile non c'è posto). I gatti sono soli a casa e se torna la padrona dovranno essere portati via (dove? non si sa!) Fatene felice almeno uno adottandolo!! A causa dei suoi gravi problemi psicologici la padrona li ha costretti a stare in 16 dentro una piccola casa spesso senza uscire, senza pappa, senza lettiera a volte anche maltrattati, (alcuni gatti sono stati buttati dalla finestra e sono morti, alcuni cani abbandonati in sperdute zone di campagna e mai più ritrovati) non meritano di soffrire ancora. Sono tutti animali buonissimi, affettuosi e giocherelloni, molto adatti anche a chi ha dei bambini. Se proprio non potete adottarne uno, qualsiasi altro tipo di aiuto è meglio
di niente: soldi per mantenerli in pensione il più a lungo possibile (o se conoscete voi una buona pensione a buon prezzo) - scatolette - lettiera - qualcuno che vada a trovare i cani qualche volta per non farli sentire troppo soli ( zona Tuscolano- Frascati ) - un terreno da affittare o da comprare x poterli tenere tutti - o qualsiasi altra cosa vi venga in mente. E soprattutto distribuite questo volantino ovunque, anche via internet e spargete la voce a chi potrebbe essermi d'aiuto. Vi prego aiutatemi sono disperata e anche queste povere creature