Subject: [animalisti] Scomparsa del prof. Pietro Croce
COMUNICATO 18/10/06 Il Comitato Scientifico EQUIVITA annuncia con grande dolore la scomparsa del prof. Pietro Croce
La scomparsa di Pietro Croce significa per noi la perdita di un padre fondatore. Pietro Croce è stato lo scienziato che, per primo in Italia ed in Europa, ha saputo liberarsi dai condizionamenti di una scienza riduzionista ed oscurantista; che per primo, incurante dello scandalo che suscitava nel suo mondo, ha denunciato con coraggio l’errore metodologico della sperimentazione animale, dopo averla praticata per anni.
Pietro Croce, già presidente di “Imperatrice Nuda contro la sperimentazione animale” - cui appartiene il Comitato Scientifico EQUIVITA- e suo attuale presidente onorario, ci ha lasciato troppo presto. Troppo presto perché ci era ancora di grande conforto saperlo con noi, attento al lavoro che da lui avevamo imparato. Troppo presto perché avremmo voluto che fosse con noi a celebrare le vittorie che si stanno profilando sempre più nitide. E che sono dovute in grandissima parte al suo pensiero innovatore. Troppo presto perché la ricerca dei valori che Lui ci ha insegnato necessitano di persone straordinarie - e purtroppo rare - come Lui.
Con il libro “Vivisezione o scienza” ed insieme a Hans Ruesch, che pochi anni prima aveva pubblicato “Imperatrice Nuda”, Pietro Croce ha gettato le basi del movimento antivivisezionista scientifico nel mondo intero. Lo ricordiamo con rimpianto e lo ringraziamo da parte di tutti (anche da parte dei 400 o 500 milioni di animali che ogni anno vengono “immolati sull’altare di una falsa scienza”) per l’imminente fine della sperimentazione animale, che verrà sostituita da metodi di ricerca scientifici, in grado di tutelare la nostra salute.
Il nostro pensiero affettuoso va alla moglie Silvia ed al figlio Tiziano.
Vi proponiamo, insieme ad una scheda biografica, la prima pagina del libro “Vivisezione o scienza”, per condividere con voi un pezzetto della sua grande eredità.
Da pag. 1 di “Vivisezione o Scienza”:
“Ho eseguito esperimenti sugli animali per molti anni. Obbedivo ad un’ammuffita logica positivistica che m’era stata imposta durante gli studi universitari e che a lungo mi ha condizionato negli anni successivi. “Il positivismo scientifico”: la sola logica possibile nella ricerca medico-biologica. Ma già il sostenere che il pensiero umano possa vere una “sola logica possibile” equivale ad ammettere l’incapacità di guardare in più d’una direzione. Con la mente affollata di nozioni apprese ex cathedra, dai libri, dalla pratica in ospedali italiani ed esteri, cercavo di dare ordine al mio pensiero, mi sforzavo di disporre su un filo logico le mie convinzioni. Ma era come cercare di comporre le figure di un puzzle uscito difettoso dalla fabbrica: le tessere non si combinavano fra loro; ne uscivano figure sbilenche, separate da vuoti incolmabili, in un incastro che alla minima scossa si sfasciava sparpagliandosi in un disordine caotico. Mi dissi allora: - Ci dev’essere qualcosa di sbagliato nel pensiero e nella prassi medica. E questo qualcosa dev’essere fondamentale ed elementare allo stasso tempo: capace di minare tutto ciò che gli consegue. Un errore metodologico, dunque. -”
Scheda biografica:
Pietro Croce, medico-chirurgo, laureato all’Università di Pisa, allievo della Scuola Normale Superiore. Borsa di studio dell’Institute of International Education di New York; Borsa Fulbright. Ha lavorato nel dipartimento di ricerche del National Jewish Hospital della Colorado University di Denver, Colorado (USA) e nel laboratorio e Dipartimento di Ricerche del Toledo Hospital, Toledo, Ohio (USA). Borsista presso la Ciudad Senatorial di Tarrasa (Barcellona, Spagna). Dal 1952 al 1982, primario del Laboratorio di analisi chimico-cliniche di Microbiologia e di Anatomia patologica dell’Ospedale “L.Sacco” di Milano. Libero docente dell’Università di Milano. Membro del College of American Phatologists. E’ autore di numerosi libri. Chi desiderasse acquistare una copia di “Vivisezione o Scienza” può rivolgersi al nostro Comitato (equivita@...).
Per questo giovane pastore tedesco le parole non servono, parlano i suoi occhi........ Quanta disperazione e quanta tristezza........ Non puoi guardarlo e rimanere indifferente. E' ancora un cucciolone (ha circa 1 anno), ha dentro tanta voglia di vivere, di correre, di dare affetto....... Invece un crudele destino l'ha chiuso in un freddo ed inospitale box di un canile....... Per lui non vi sono attenzioni, carezze, calore umano....... Le giornate scorrono sempre uguali e la speranza di ritornare, un giorno, ad una vita degna di essere vissuta si perdono giorno dopo giorno. Ha un estremo bisogno
di uscire da quel box, aiutiamolo!!!!!! Attualmente si trova a Caserta ma è adottabile in tutta Italia per contatti 333/8079363 347/7819982 e-mail: alessissi@...
__________________________________________________ Do You Yahoo!? Poco spazio e tanto spam? Yahoo! Mail ti protegge dallo spam e ti da tanto spazio gratuito per i tuoi file e i messaggi http://mail.yahoo.it
bairos@...
IL TEMPO ABRUZZO
12 OTTOBRE 2006
Va al cimitero e s'imbatte nell'orso
L'incontro ravvicinato a mezzogiorno. Impaurita la donna si è subito
allontanata
SAN SEBASTIANO (AQ) — Sorpresa per un'anziana donna, che si stava
recando al cimitero del piccolo paese del Giovenco. Davanti al
cancello d'ingresso c'era, accovacciato, un orso. La donna
allontanandosi in tutta fredda spaventata ha richiamato l'attenzione
di alcuni passanti, mentre il plantigrado, insofferente per essere
stato disturbato, quatto quatto si è dileguato. Da diversi giorni
l'orsa Gemma e Generoso erano tornati nella Valle del Giovenco dopo
essere stati per qualche settimana nella vicina Valle del
Sagittario. Alcune scorribande all'interno dell'abitato di Bisegna,
poi le visite ripetute nei meleti di Santa Maria Maddalena e a Sulla
Villa (due frazioni di Ortona dei Marsi) e di nuovo nel centro
abitato di San Sebastiano. Ma l'altro ieri è stato veramente
clamoroso, perché l'incontro ravvicinato che ha fatto nonna Donata
con l'orso è avvenuto intorno a mezzogiorno: ora insolita per le
visite dell'animale nei centri del Giovenco. E visto che appena due
notti prima l'orso aveva preso di mira una piantagione di mele
proprio di fianco al cimitero, evidentemente era tornato per
completare il pasto. E nella riservata stradina che porta
all'ingresso del cimitero aveva approfittato per fare una sosta. Si
è subito allontanato, dicevamo, ma non troppo, visto che in serata
si è fatto il giro dei pollai nella parte alta del paese, senza
riuscire però ad entrarvi. Perché gli anziani allevatori si sono
premuniti: alle stallette sono state messe le porte chiodate
realizzate dalla Forestale di Castel di Sangro (ufficio della
Biodiversità). Anche alcuni frutteti sono stati dotati di recinzione
elettrica, ma è chiaro che gli sforzi fatti non riescono a sottrarre
tutti gli orti alle scorribande dell'orso. E visto che questi
animali dovranno pur alimentarsi, è bene che vengano stanziati fondi
per avviare una seria campagna alimentare. Perché sbarrare solo
l'accesso a pollai o a frutteti significa spingere gli orsi a Valle,
nella Piana del Fucino. Qualche puntatina Generoso l'ha fatta,
andando a mangiarsi una pecora in un allevamento tra Pescina e
Venere. Ma questo potrebbe diventare veramente pericoloso per la
stessa incolumità del giovane orso. F.M.
---------------------------------------------------------------------
-----------
BRESCIA OGGI
12 OTTOBRE 2006
PONTEDILEGNO.
L'avvistamento della «famigliola di plantigradi» è stato fatto da un
albergatore al passo del Tonale
Un'orsa a spasso con tre piccoli
Sono passati in val Sozzine. Gli esperti raccomandano: «Non
avvicinateli»
di Lino Febbrari
Ponte di Legno (BS) - Quattro orsi a spasso tra gli alberghi e i
residence del Tonale. Sotto gli occhi stupiti di una ventina di
persone, che per diversi minuti hanno seguito l'insolito spettacolo.
L'incontro ravvicinato con i plantigradi, una femmina con tre
cuccioli, è avvenuto nella prima serata di martedì, poco dopo le 18.
I quattro animali, provenienti dal Trentino, dopo la passeggiata,
durata una ventina di minuti nei prati a un centinaio di metri dalla
statale, hanno raggiunto la località Corno Piatto in Val Sozzine,
dove hanno trascorso la notte al riparo della fitta abetaia. Ieri
mattina di buon'ora, quando gli agenti del nucleo ittico venatorio
della polizia provinciale di Brescia hanno avviato le ricerche,
l'incontro ravvicinato purtroppo non si è ripetuto.
La famiglia di orsi per tutta la giornata è rimasta nascosta in un
canalone inaccessibile. La posizione esatta in cui si trovavano
mamma orsa e i piccoli è stata individuata grazie agli strumenti in
dotazione agli agenti, che non appena fatto giorno sono riusciti a
intercettare i segnali provenienti dal collare della femmina Yurka,
un esemplare rilasciato qualche anno fa nei pressi di Tione
(Trento) , nell'ambito del «Progetto orso», finalizzato a ripopolare
il parco Adamello-Brenta.
Verso mezzogiorno, una volta completate quelle che in gergo tecnico
sono definite triangolazioni, ossia vari spostamenti sul territorio
con l'apparecchio ricevente in grado di captare il segnale in un
raggio di cinque chilometri, gli agenti al comando dell'ispettore
Antonio Galli (la pattuglia era composta anche da Gianluca Cominini
e Carlo Pagliari) hanno appurato che gli animali «in gita turistica»
si trovavano proprio nel luogo individuato poche ore prima.
«E' stata una grossa sorpresa trovarmi davanti ai quattro orsi che
procedevano in fila indiana - racconta Gemmi Del Pero, ex forestale,
noto albergatore sul versante trentino del Tonale -. Sono sbucati
all'improvviso dal sentiero dietro le «torri» ( enormi palazzoni
bianchi che da anni fanno brutta mostra di sé nel panorama del
Tonale) e senza mostrare alcun timore per la presenza delle persone
si sono diretti verso la vecchia stazione di partenza della funivia
del Paradiso; da qui, dopo aver aggirato la caserma degli alpini,
hanno raggiunto la Val Sozzine, dove col calare dell'oscurità non li
abbiamo più potuti seguire coi cannocchiali. Ripeto, per i pochi
minuti che ci siamo trovati praticamente faccia a faccia gli orsi,
in particolare la femmina, splendido esemplare dal mantello nero
come il carbone, non hanno manifestato aggressività o paura e hanno
proseguito per la loro strada senza degnarci di uno sguardo, come se
non esistessimo».
Gli esperti trentini, responsabili del progetto orso, ieri
pomeriggio si sono riuniti a Tione con alcuni rappresentanti della
Provincia di Brescia per decidere le mosse da fare nei prossimi
giorni per tenere sotto controllo i quattro orsi. Grazie al
radiocollare che Yurka ha al collo fin dalla sua liberazione e che
continua a funzionare i loro movimenti potranno essere costantemente
seguiti a distanza (e ieri pomeriggio è stato attivato anche un
satellite), dando così il modo agli agenti di intervenire, nel caso
gli animali si avvicinassero troppo alle zone abitate.
I trentini hanno comunicato ai colleghi bresciani che visti i
trascorsi «burrascosi» (l'irruzione un paio di notti fa in una
stalla, che ha provocato l'uccisione di un asino e il ferimento di
altri animali a un allevatore di Pelizzano, e ,in precedenza, altri
episodi analoghi nella bassa Val di Sole nella zona di Caldes)
l'orsa è da considerarsi potenzialmente pericolosa, soprattutto,
avverte l'ispettore Galli, se qualcuno si avvicina troppo ai suoi
piccoli.
«Se si avvistano è meglio starsene alla larga: non si sa mai come
possa reagire la femmina, se solo teme per l'incolumità degli
orsacchiotti è capace di attaccare - raccomanda il responsabile del
nucleo ittico venatorio -. Probabilmente già nelle prossime ore gli
animali si metteranno di nuovo in cammino alla ricerca di cibo».
«Ricordo - conclude l'ispettore - che in una notte sono capaci di
percorrere anche trenta chilometri, per cui domani (oggi per chi
legge, ndr) potrebbero trovarsi da tutt'altra parte, magari in
un'altra vallata».
Non appena la notizia della singolare presenza si è diffusa, la Val
Sozzine e gli spazi a fianco della statale che da Pontedilegno
risale al passo Tonale sono stati invasi da decine di curiosi,
armati di cannocchiali e macchine fotografiche. Ma i quattro orsi
non si sono più fatti vedere, deludendo le aspettative di quanti
speravano di poterli perlomeno scorgere da lontano.
---------------------------------------------------------------------
-----------
BRESCIA OGGI
12 OTTOBRE 2006
LA STORIA. L'animale segnalato lo scorso inverno al Tonale
Masun, sparito nel nulla
Gli etologi temono sia rimasto vittima dei bracconieri
Ironia del destino. La famiglia di orsi è ricomparsa dove l'inverno
scorso aveva fatto perdere le tracce Masun, uno degli esemplari
maschi più grandi della colonia di plantigradi «trapiantata» in
Italia dal Progetto di ripopolamento europeo avviato nel 1998.
I responsabili, ritengono che Masun abbia pagato con la morte una
scorribanda nel territorio camuno dove purtroppo il bracconaggio è
una realtà fortemente radicata. Masun manca all'appello da quasi
un'anno.
Gli orsi adottati dalle alpi vengono infatti costantemente censiti
dal pool di esperti del programma di ripopolamento. Un'iniziativa
presa non solo per fini scientifici ma anche per appurare attraverso
gli spostamenti dei plantigradi l'attendibilità delle denunce dei
presunti danni provocati dagli animali. Presunti, perchè è forte il
sospetto che alcune stragi di pecore e danni a infrastrutture siano
stati attribuiti per comodità agli orsi. Un modo per accelerare le
pratiche di risarcimento.
Dal 1998, dalla Slovenia ne sono arrivati dieci, e sembra che si
siano subito ben acclimatati. Tutti sono stati battezzati con un
nome. Adesso ne sono rimasti in sette. Camila è morta per cause
naturali, Irma è stata travolta da una valanga nel Trentino. È
andata meglio a Vida sopravvissuta a un investimento mentre cercava
di attraversare l'autostrada A22 nelle vicinanze del Brennero. Una
volta curata è stata portata in Val Scaleres. Di Masun invece non si
sa più nulla.
L'ultimo avvistamento è avvenuto al Tonale poco distante da dove è
apparsa mamma orsa con prole al seguito: il sospetto dei
responsabili del progetto è che sia rimasto vittima dei bracconieri.
Sparpagliati per lo più nel Trentino vivono e proliferano gli altri
membri della colonia: Maia, Brenta, Daniza, Kirka e Jurka.
In questi anni sono nati Gasper e Joze e una piccola schiera di
esemplari autoctoni. Sono loro soprattutto, che una volta cresciuti
si sono spostati lentamente verso la Valcamonica e la Valvestino.
Gli studi del progetto intanto continuano anche se i etologi
avvertono: gli orsi vanno lasciati in pace e non trasformati in
un'attrazione turistica. n.s.
---------------------------------------------------------------------
-----------
Animalieanimali
12 OTTOBRE 2006
DEPORTATE IN ALTRO STATO SCIMMIE DI DELHI
Hanno creato problemi e distruggono uffici governativi indiani
Trecento scimmie, tra quelle che affollano i corridoi dei ministeri
e le aule dei tribunali indiani rubando e creando panico, catturate
a New Delhi, saranno trasportate nei prossimi giorni nello Stato del
Madhya Pradesh, nell'India centrale. Lo ha deciso la Suprema Corte
indiana che ha ordinato che gli animali siano al piu' presto
reinseriti nelle foreste dello stato per evitare che continuino a
fare danni negli uffici della capitale.
Il governo del Madya Pradesh ha accettato di accogliere le scimmie a
fronte di un compenso, pagato dal Governo Centrale di New Delhi, di
25 lakhs (circa 50.000 euro).
Il provvedimento, in base al quale le 300 scimmie sono destinate a
partire presto per l'India centrale, non ha pero' mancato di
suscitare polemiche. 'Il Madhya Pradesh ha accettato di accogliere
circa 300 esemplari di questi animali - ha dichiarato CD Singh,
consigliere dello Stato - ma bisogna considerare che queste scimmie
sono nate e cresciute in citta' e potrebbero non adattarsi alla vita
nella foresta. Questo potrebbe creare seri problemi'.
La notizia dell'arrivo delle scimmie, inoltre, non e' stata accolta
favorevolmente neanche dalla popolazione locale, in particolar modo
quella che vive nei villaggi al confine con la foresta.
'La gente - continua Singh - non e' d'accordo sull'arrivo di questi
animali, hanno paura di incursioni e razzie. Se ci saranno lamentele
concrete o problemi, saremo costretti a rivolgerci alle autorita''.
Intanto il Governo centrale di Delhi sta cercando anche altri Stati
disposti, dietro pagamento, a seguire l'esempio del Madhya Pradesh e
accogliere le scimmie catturate nella capitale.
Il problema dell'invasione delle scimmie non e' nuovo a New Delhi.
Il centro coloniale della citta', dove sono radunate le principali
istituzioni del paese, e' ricco di alberi e giardini e qui hanno
deciso di creare la loro casa i babbuini, dopo che per costruire i
nuovi quartieri intere foreste sono state abbattute.
Scimmie sono state trovate anche negli uffici di alcuni ministri, in
quello del primo ministro e nel palazzo del presidente indiano.
L'anno scorso il ministro della difesa trovo' il suo studio privato
a ferro e a fuoco con documenti riservatissimi buttati per terra. Si
penso' ad una intrusione di spie, ed invece si notarono delle
scimmie con altri documenti in mano che saltavano nei pressi
dell'ufficio.
Altre scimmie hanno gettato il mese scorso nel panico i pendolari
che utilizzano la metropolitana della capitale indiana.
L'Alta Corte, lo scorso gennaio, chiese al governo locale di New
Delhi di far sloggiare tutte le scimmie che disturbavano l'attivita'
del tribunale di Delhi. Il lavoro nel tribunale Tis Hazari era
particolarmente disturbato dalle scimmie in cerca di cibo, sorprese
spesso a fare irruzione nelle sale di udienza e negli uffici
molestando e talvolta aggredendo il personale, gli avvocati e i
giudici.
Di qui la decisione di adottare provvedimenti concreti per liberare
la capitale dagli animali. Cosa non facile, comunque.
Catturarle e' in effetti piuttosto difficile. Secondo quanto
riferiscono dagli uffici municipali, un 'accalappiascimmie' assunto
per l'occasione e' finito qualche tempo fa all'ospedale dopo essere
stato ferocemente attaccato da uno degli animali che cercava di
acciuffare. Si e' ricorso spesso all'utilizzo di leuguri, scimmie
dalla faccia nera che scacciano i babbuini, ma anche questa pratica
non e' stata risolutiva. (ANSA)
---------------------------------------------------------------------
-----------
Animalieanimali
12 OTTOBRE 2006
PESCATO IN CALABRIA UNO... SQUALO BLU (DI 80 CENTIMETRI)
Sulla costa tirrenica
Uno squalo blu e' stato pescato a circa due miglia dalla costa di
Belmonte Calabro, lungo la costa tirrenica cosentina, durante una
battuta di pesca tra amici. Ne da' notizia oggi il Wwf. Massimo
Brusco di Belmonte ed Andrea Porco di Amantea, usciti in barca con
la loro coffa, si sono imbattuti in un grosso pesce. Nel tirarlo in
barca si sono stupiti nel vedere che si trattava di uno squalo di
circa 80 centimetri. I ragazzi hanno immediatamente avvertito gli
attivisti dell'Oasi Blu "Scogli di Isca" del Wwf, che per avere
informazioni sulla specie pescata dai due giovani in acque non molto
distanti dall'Osi Blu, si sono rivolti all'esperto Pino Paolillo,
segretario regionale del Wwf Italia. Paolillo ha rilevato che si
trattava di una giovane Verdesca, scientificamente definita Prionace
glauca della famiglia dei Carcarinidi, comunemente chiamato "squalo
blu" per il caratteristico colore blu cobalto del dorso. Viste le
dimensioni, si trattava di un giovane esemplare. Alla nascita -
trattandosi di specie vivipara - i piccoli sono lunghi circa 40 cm e
in eta' matura raggiungono una dimensione che va dai 180/280 cm per
i maschi e 240/380 cm per le femmine.
E' uno squalo dal corpo snello, senza cresta interdorsale. Ha occhi
grandi, pinne pettorali lunghe e piuttosto sottili, con gli apici
incurvati. Si tratta di una specie tipicamente d'alto mare,
preferisce fondali di almeno 150 metri di profondita', ma i giovani
della specie possono abitare anche in acque meno profonde. Lo squalo
blu e' una specie nomade, compie, infatti, grandi viaggi attraverso
gli ampi bacini oceanici. Durante l'alta estate e' possibile
incontrarlo nelle acque del Sud Mediterraneo. La Verdesca puo'
effettuare anche incursioni sotto costa, specialmente durante le ore
notturne. (AGI)
---------------------------------------------------------------------
-----------
Animalieanimali
12 OTTOBRE 2006
CHIESTO STOP A USO PIOMBO IN CACCIA ZONE UMIDE
In Emilia Romagna
Gianluca Borghi dei Verdi in Regione Emilia-Romagna ha presentato
un'interrogazione in merito all'uso dei pallini di piombo nella
caccia praticata nelle zone umide.
Con la legge n.66 del 6 febbraio 2006, il nostro Paese ha aderito
all'Accordo sulla conservazione degli uccelli acquatici migratori
dell'Africa-Eurasia (AEWA) siglato all'Aja il 15 agosto 1996 -
rileva consigliere - in questo modo 'anche l'Italia, seppur in grave
ritardo, dovra' aggiungersi ai molti paesi europei che hanno bandito
i pallini di piombo nella caccia praticata nelle zone umide,
contrastando cosi' il saturnismo e la mortalita' indiretta di
migliaia di uccelli acquatici indotta dalle grandi quantita' di
pallini, che rimangono nei fondali di stagni, paludi, lagune e
acquitrini'. Borghi chiede pertanto alla Regione ('che ha
predisposto il calendario venatorio delle 3 stagioni di caccia
2006/2009, ospitando significative estensioni delle residue zone
umide tra le aree dove e' permessa la caccia'), per quali motivi non
abbia tenuto conto dei suggerimenti dell'Istituto nazionale di fauna
selvatica circa l'opportunita' di prevedere nelle zone umide
l'impiego di munizioni atossiche (come le cartucce a pallini
d'acciaio).
L'esponente dei verdi, infine, sollecita la Giunta ad adottare
specifiche iniziative affinche' dalla prossima stagione venatoria
sia espressamente vietato l'uso dei pallini di piombo in stagni,
laghi, paludi, lagune e acquitrini, come previsto dall'Accordo
citato e come gia' avviene in paesi europei come Danimarca, Olanda,
regno unito, Norvegia, Svezia, Finlandia, oltre che in Canada, Usa,
Nuova Zelanda e Australia'. (ANSA)
---------------------------------------------------------------------
-----------
Animalieanimali
12 OTTOBRE 2006
CACCIA, LAC ED ENPA CONTRO MINISTRO DE CASTRO
Non convocate a tavolo con altre associazioni, troppe quelle
venatorie
La Lac (lega per l'abolizione della caccia) accusa il ministro delle
politiche agricole e forestali Paolo de Castro di 'scorrette e
inadempienze' in relazione al confronto sul decreto legge del 4
agosto scorso (che scade fra una settimana, se non convertito)
riguardante la sospensione delle cacce in deroga regionali a specie
protette (come fringuelli, peppole e passeri), adottato in
conseguenza delle numerose procedure di infrazione avviate dalla
Commissione UE per la violazione da parte di molte Regioni italiane
della Direttiva 79/409/CEE sulla tutela dell'avifauna.
'Stasera, afferma la Lac, il Ministro delle Politiche Agricole ha
convocato numerose associazioni venatorie e tre sole associazioni
ambientaliste, escludendo numerose altre associazioni di protezione
ambientale interessate al rispetto delle direttive comunitarie sulla
tutela della fauna e al reale funzionamento delle ZPS italiane (Zone
di Protezione Speciale per l'avifauna segnalate alla UE). In materia
di gestione faunistica probabilmente De Castro ritiene sia
prevalentemente da coinvolgere solo chi ha il fucile a tracolla, o
teme di essere messo in difficolta' da un maggior numero di
interlocutori interessati -invece- al pieno rispetto della normativa
comunitaria sulla fauna selvatica, e dello stesso programma
elettorale dell'Unione, che a pag. 153 richiamava tali obblighi ed
impegni, sinora disattesi dal Ministero e dalla maggioranza di
governo. Nel frattempo il Ministero Politiche Agricole omette di far
funzionare il Comitato Tecnico Faunistico-venatorio Nazionale,
organismo deputato per legge a fornire pareri consultivi
sull'applicazione della normativa venatoria'.
(ANSA)
'Otto associazioni venatorie rappresenteranno, questa sera al
Ministero delle Politiche Agricole, una sparuta minoranza della
popolazione italiana; la stragrande maggioranza che invece non vuole
la caccia, sara' rappresentata da tre sole associazioni. La
Protezione Animali - il piu' antico e importante ente animalista
italiano - per la seconda volta non e' stata invitata alla riunione
presso il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali,
dove oggi il Ministro Paolo De Castro apre un secondo tavolo di
confronto sul tema 'caccia'.
Eppure l'Enpa (formalmente non invitata perche' non considerata una
delle 'organizzazioni impegnate nella gestione della fauna') e' per
legge membro del Comitato Tecnico Faunistico Venatorio istituito
proprio presso il dicastero retto da De Castro. E' chiaro che
l'esclusione dell'Enpa altro non e' che la volonta' di far tacere un
interlocutore scomodo che ha gia' duramente criticato l'operato del
Ministero in materia di caccia. E' quanto dichiara oggi l'Enpa.
'I cacciatori, una netta minoranza tra i cittadini, continuano -
prosegue l'associazione - ad avere un peso eccessivo nelle decisioni
politiche e una notevole influenza su alcuni ministri del Governo
Prodi. Evidentemente la lobby venatoria esercita una pressione
trasversale tra i partiti e trova terreno fertile tra alcuni
esponenti del Governo, primo fra tutti il Ministro De Castro, che
sembra soddisfare le richieste di una frangia estremista del mondo
venatorio anche in aperto contrasto con la normativa comunitaria.
Infatti, a dispetto della procedura di infrazione 2131 aperta da
Bruxelles nei confronti dell'Italia, il nostro Governo ha tradito
gli animalisti, preoccupati non solo per le tasche degli italiani,
che pagheranno per questo un conto salato, ma anche per il futuro
del nostro territorio, minacciato da un saccheggio che non trova
molti validi oppositori all'interno del Parlamento. Il rischio della
multa europea si fa sempre piu' vicino con il passare del tempo e
per l'inadeguatezza del decreto 251 stravolto dalla Commissione
Agricoltura che ha reso il testo inaccettabile e ormai inutile per
impedire la sanzione della Commissione europea. (ASCA)
---------------------------------------------------------------------
-----------
LA PRIVINCIA DI COMO
12 OTTOBRE 2006
Quelli che in casa si sono fatti lo zoo
Marco Gentilini, autista di Olgiate Comasco, in giardino ospita
circa cinquecento animali. Molti dei quali esotici
Un Eden a due passi dalla trafficata statale Briantea, nemmeno cento
metri di distanza. Basta imboccare via San Giovanni Bosco per
immergersi in una realtà da paradiso terrestre, una moderna arca di
Noè i cui prodromi si incontrano lungo la salitella dove sono già
ben visibili caprette, asini, cavalli e tanti altri animali
all'interno del recinto che delimita la proprietà di Marco
Gentilini. Olgiatese, 44 anni, autista di autobus con la passione
per gli animali. «L'amore per gli animali è innato, non saprei dire
quando è iniziato, fa parte di me. Poi, vedendo delle bestiole
maltrattate, quella che era una naturale propensione verso gli
animali è diventata un impegno ad adoperarmi per il loro benessere.
A quindici anni ho cominciato a portare a casa alcuni animali, poi a
ventiquattro ho acquisito un pezzo di terra (12-13 mila metri
quadrati di superficie) e l'ho adibito ad oasi. Ho cominciato
prendendo alcuni animali da allevamenti amatoriali, all'inizio
soprattutto cavalli che vedevo nei mercati di settore, poi via via
la fattoria si è ingrandita. Sono per lo più un autodidatta, ma nel
corso degli anni ho approfondito la conoscenza delle varie specie
animali anche confrontandomi con allevatori e persone più esperte».
Una realtà cresciuta da pochi capi agli attuali cinquecento
esemplari di diverse specie, dalle più comuni a quelle in via di
estinzione Uno zoo dove gli animali vivono in libertà, immersi nel
verde e nella quiete. C'è di tutto un po': cavalli, asini, pony,
pecore del Camerun e altre più tradizionali, capre (caprette
tibetane e ormai rari esemplari di girgentane e alcune curiose capre
con quattro corna), mucche, pappagalli, gufi, cicogne, maialini
vietnamiti, zebù e gnu africani, daini, scoiattoli, gru coronate,
galline con il ciuffo, una splendida civetta delle nevi e un'austera
coppia di gufi reali, fagiani, pappagalli di tutte le specie fra cui
l'ara chloroptera e lori delle Molucche, un paio di marà (la lepre
della Patagonia), alcuni falchi, colombi, piccioni e una cinquantina
di tartarughe. Oasi nell'oasi, uno splendido stagno popolato di
anatre e oche compresi alcuni esemplari di oche di Tolosa. Non
mancano gatti e cani, fra cui spicca un bellissimo San Bernardo. Il
regno degli animali, che Gentilini ama chiamare «Il rifugio degli
asini», senza alcuna accezione negativa, anzi: «Mi piacciono gli
asini». Un parco che tanti gli invidiano, cui mai
rinuncerebbe: «Questo è il mio mondo, non in mezzo al traffico in
cui per lavoro sono costretto a stare». Un mondo che di giorno
s'impone con il suo vociare e con una varietà di colori
straordinari, mentre di notte lascia spazio a un silenzio rotto
soltanto dai versi dei rapaci. Il segreto di una così bucolica
realtà: molta dedizione, un impegno che non conosce ferie né feste
comandate: «Ho un collaboratore e una famiglia allargata che mi
danno una grossa mano. La giornata in fattoria inizia alle 6,30;
fino alle dieci si è impegnati a dare da mangiare agli animali, poi
si prosegue con la pulizia di gabbie e recinti e con tutte le
necessità del caso. Le spese per mantenere una fattoria di queste
dimensioni sono veramente alte, per fortuna abbiamo un buon aiuto
dalla gente. Più di qualcuno ci porta il pane secco, alimento che va
a ruba; faccio anche un servizio di pensione animali che
contribuisce a sostenere i costi di gestione».
Manuela Clerici
Da qualche mese è diventata una fattoria didattica Il futuro? Centro
di recupero
Una fattoria didattica con l'ambizione di diventare un centro di
recupero animali. «Dall'anno scorso ho ottenuto l'autorizzazione
come fattoria didattica; su appuntamento vengono in visita intere
scolaresche - spiega Gentilini - Mi piacerebbe farne un centro di
recupero animali, dove trovino ospitalità e cure bestiole ferite
che, una volta guarite, possano se possibile essere di nuovo
inserite nel loro ambiente naturale». In realtà già ora la fattoria
di Gentilini si presta a dare assistenza ad animali in
difficoltà: «Collaboro con l'Enpa, la forestale, l'amministrazione
provinciale e il Wwf. Ogni tanto mi portano animali sia in
affidamento, sia posti sotto sequestro; da un parco del Pavese mi
sono stati affidati alcuni falchi che non possono più essere
reintrodotti in natura, così come mi è capitato di accogliere anche
una tigre e di tenerla il tempo necessario per poi consegnarla a
strutture abilitate a custodirla». Basterebbe vedere la serenità di
alcuni vitellini che giocano nel parco Gentilini, strappati a una
quotidianità di rodei, per comprendere il senso di un lavoro fatto
di esperienza, competenza e una grande sensibilità verso gli
animali: «Vitellini che, al loro arrivo, non li si poteva neppure
accostare; venivano da un posto dove li rincorrevano con i cavalli
per prenderli con il lazo. Dopo un lavoro di rieducazione, si sono
lasciati di nuovo avvicinare. Lo stesso è accaduto con un cavallo
che era stato aggredito e aveva subìto tantissime violenze. Era
magro come un chiodo e inafferrabile; adesso, quando andiamo a
dargli il pane, si avvicina senza avere più paura». Senza arrivare a
questi eccessi di maltrattamenti e poi di ritrovata tranquillità, la
morale che ispira il parco Gentilini è tanto semplice quanto
difficile, per alcuni, da mettere in pratica: «Gli animali danno
moltissimo, ma vanno rispettati. Nessuno obbliga ad accogliere in
casa un animale, che sia un gatto, un cane, una tartaruga, ma quando
si fa questo tipo di scelta bisogna sapere che gli animali hanno le
loro esigenze, crescono e spesso sono impegnativi. Le tartarughe
abbandonate, cui diamo ospitalità, sono un esempio della eccessiva
leggerezza con cui si decide di prendere un animale».(m. cl.)
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL MATTINO
12 OTTOBRE 2006
Bimbi, esplode la ponymania
Parla una biologa
Bimbi e cavalli, un'attrazione ancestrale, profonda, quasi magica.
Nonostante il boom dei giochi-robot, dei super-eroi di acciaio,
nella fantasia e nella stanzetta di ogni bambino c'è ancora, per
fortuna, almeno un cavallo di peluche. E nella realtà? «Quattro anni
è l'età giusta per montare questo splendido, intelligente e
sensibilissimo animale. Ma più che un grande cavallo, per un bimbo è
meglio un pony», consiglia la biologa Alessandra Maltese,
responsabile di numerosi progetti di pet therapy
(info@...). Il feeling. «Importante è affidarsi
a centri specializzati e accreditati come quelli della Fise, la
Federazione italiana sport equestri - spiega l'esperta - Tali
strutture sono dotate di copertura assicurativa e offrono ad adulti
e bambini, a prezzi contenuti, una vasta scelta di attività,
percorsi didattici e dimostrazioni». Obiettivo: insegnare come avere
un buon feeling con il quadrupede più amato della storia. In
particolare viene spiegato come stare accanto a un pony, come
salirgli in groppa correttamente, come accarezzarlo, come farsi
odorare le mani, ma anche come prendersene cura dalla pulizia al
sellaggio, all'alimentazione. Le razze. La differenza tra il pony e
il cavallo consiste essenzialmente nell'altezza, il pony può essere
alto fino a 148 cm al garrese (cioè alla schiena) mentre il cavallo
è più alto. Sono animali sensibili e tranquilli che amano il
contatto con i bambini. La razza di dimensioni minori è il
Falabella, che ha un'altezza compresa tra i 50 e i 70 centimetri
(come un cane di media taglia) ed è molto intelligente e docile.
L'indole. Solitamente i cavalli sono animali un po' timorosi:
essendo per natura predati attivano come difesa la fuga, il
calciare, l'impennarsi e il mordere. Naturalmente le diverse
reazioni si differenziano da soggetto a soggetto: non esiste un pony
o un cavallo uguale all'altro. Tutto dipende dall'indole, dal
corredo genetico, dall'età e dall'esperienza acquisita. Il cavallo
di maneggio è abituato a stare con persone di tutte le età e ricerca
il contatto e le carezze. Mentre i pony sono animali dall'indole più
vivace e sono ideali per le attività ludico-sportive orientate ai
bambini tra i 4 e i 16 anni. I disabili. «Sia il cavallo che il
pony - dice Martina Castaldo, operatrice ludico-sportiva ed esperta
in riabilitazione equestre - hanno delle qualità uniche, come la
forma, il calore e il movimento, che aiutano adulti e bambini a
prendere coscienza del proprio schema corporeo. Il cavallo, più del
pony, è un partner eccellente nei processi riabilitativi delle
disabilità psicofisiche. Grazie al suo passo sinusoidale e ritmico -
conclude l'operatrice - permette una regolazione del tono muscolare,
un controllo dell'equilibrio e una migliore coordinazione del
corpo».
---------------------------------------------------------------------
-----------
Animalieanimali
12 OTTOBRE 2006
Setter morta in gola prealpina
Treviso - A nulla e' valso l'intervento di una squadra del Soccorso
alpino delle Prealpi Trevigiane per recuperare una cagnetta da
caccia precipitata in una profonda gola del terreno: Jenny, una
femmina di setter di due anni e tre mesi, e' morta nell'impatto a
terra, dopo una sessantina di metri di volo. In compenso, ha reso
noto il Soccorso Alpino di Belluno, d'ora in poi la gola sara'
segnalata per evitare ulteriori incidenti.
Stamattina un cacciatore aveva contattato i volontari per chiedere
se era possibile tentare di raggiungere l'animale, scomparso di
fronte a lui nello stretto pozzo naturale. Quattro tecnici si sono
quindi recati sul posto, in localita' col de Moi, e uno di loro e'
stato calato fino alla base della gola, 60 metri piu' sotto, dove
purtroppo ha trovato il corpo del cane senza vita.
L'operazione, e la morte della cagnetta, ha avuto tuttavia un
risvolto positivo: la Stazione delle Prealpi Trevigiane si attivera'
perche' venga indicata in maniera visibile la presenza del profondo
canale, al momento senza alcuna segnalazione, per cercare di
prevenire incidenti che potrebbero coinvolgere anche le persone.
(ANSA)
---------------------------------------------------------------------
-----------
Animalieanimali
12 OTTOBRE 2006
Battuta al cinghiale, cacciatore inciampa e si ferisce
Genova - Un cacciatore, durante una battuta di caccia al cinghiale,
e' inciampato e si e' ferito al fianco sinistro e alle braccia.
Portato all' ospedale, i medici gli hanno estratto quattro
pallettoni e l' uomo e' potuto tornare a casa.
Il fatto e' accaduto in tarda mattinata, sulle alture di Bargone di
Casarza Ligure, quando Angelo Daneri, di 61 anni, era intento in una
battuta di caccia al cinghiale. Ad un certo punto l' uomo e'
inciampato, forse a causa dell' asperita' del terreno, e dal fucile
e' partito un colpo che l' ha ferito al fianco sinistro e alle
braccia.
Accertamenti sono in corso da parte dei carabinieri di Casarza
Ligure.(ANSA)
---------------------------------------------------------------------
-----------
Animalieanimali
12 OTTOBRE 2006
Cavallo fugge da maneggio, si infilza su palo e muore
Roma - Un cavallo da trotto, feritosi dopo essere fuggito da un
maneggio, e' morto nel primo pomeriggio di ieri in via Erode Attico,
al IV Miglio, dopo aver percorso via Appia Pignatelli, Roma, in
mezzo alle auto.
Lo hanno riferito i vigili del fuoco che, dopo una telefonata al
115, che segnalava la presenza dell'animale in mezzo alla strada,
hanno trovato il cavallo agonizzante, che e' morto subito dopo il
loro intervento. L'animale era rimasto infilzato in un palo di ferro
ai margini della strada.(ANSA)
---------------------------------------------------------------------
-----------
GAZZETTA DI PARMA
12 OTTOBRE 2006
Cani cattivi? No, cattivi padroni
Cani cattivi? No, cattivi padroni Dopo l'aggressione di via
Buffolara parla l'esperta: « Ci sono corsi per rieducarli e
calmarli » Cani cattivi? No, cattivi padroni. Anzi, pessimi. Se Fido
si trasforma in un leone, la colpa non è sua. Ma di chi non ha
saputo educarlo. Questo, in sintesi, il pensiero di Annabella
Talignani, responsabile del Settore animali del Servizio Ambiente
del Comune, che interviene commentando l'episodio avvenuto la scorsa
settimana in via Buffolara, dove una ragazza è stata seriamente
ferita a una mano da un rottweiler. La Talignani è categorica: « I
cani vanno portati a passeggio sempre con il guinzaglio e, se di
grossa taglia o mordaci, muniti di museruola. Il drammatico caso di
via Buffolara non si sarebbe verificato, se il padrone dell'animale
si fosse attenuto a queste semplici regole » . continua...
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL GIORNALE DI VICENZA
12 OTTOBRE 2006
A Velo d'Astico. Ricerche anche oggi
Due cani nel dirupo L'elicottero non basta per trarli in salvo
Velo d'Astico (VI) - Non è bastato far intervenire l'elicottero dei
colleghi del nucleo di Venezia ai vigili del fuoco per riuscire a
recuperare due cani da caccia caduti in un dirupo.
L'episodio è avvenuto ieri verso le 14.30 sul monte Summano, nel
territorio comunale di Velo d'Astico, vicino a località Colletto. Un
cacciatore si era recato in mezzo ai boschi con una battuta con i
segugi da lepri ma i cani, probabilmente, hanno cercato di
rincorrere un capriolo scivolando in uno stretto dirupo.
Il cacciatore, quando li ha localizzati, ha chiesto aiuto ai
pompieri facendo intervenire una squadra di Schio che ha chiesto
ausilio ai colleghi con l'elicottero.
La zona è quanto mai impervia e i pompieri non sono riusciti a
calarsi nel canalone fino a raggiungere i cani; dal cielo,
nonostante un lungo sorvolo della zona, complice la fittissima
vegetazione era impossibile essere di aiuto.
Per questo verso le 18 le ricerche sono state sospese a causa
dell'oscurità. Stamattina riprenderanno con la collaborazione del
soccorso alpino che conosce la zona. A quanto pare, le due bestiole
sarebbero sì ferite, ma non in maniera grave anche se non riescono a
risalire il canale.
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL GAZZETTINO VICENZA BASSANO
12 OTTOBRE 2006
ALTO VICENTINO Due segugi in un burrone
Con l'elicottero in cerca dei cani
Operazioni interrotte per il buio
Alto Vicentino
(F. P.) Un elicottero decolla da Venezia e vigili del fuoco si
calano in un burrone per salvare due cani da caccia. Operazione
amico dell'uomo ieri pomeriggio sulle creste del monte Summano; ma
il buio ha costretto a interrompere le operazioni di salvataggio e i
segugi hanno passato la notte tra i canaloni. Le ricerche hanno
impegnato i pompieri per tutto il pomeriggio. Era una giornata tra
le più belle dell'anno ieri a Schio; una giornata d'autunno, una di
quelle più piacevoli per andare a caccia e Giancarlo Dalla Guarda,
un appassionato della doppietta di Sant'Ulderico, non ha perso
l'occasione. Di buon mattino è partito con i suoi due segugi, forse
a caprioli, forse a stambecchi che numerosi popolano le creste
inaccessibili del Summano soprattutto nella zona a nord che guarda
verso Velo D'Astico. Anche i due cani, probabilmente, sentendo la
bella giornata e si sono lasciati prendere dalla foga della caccia.
Per tutta la mattinata hanno seguito le piste di stambecchi e
caprioli fino a scomparire in mezzo ai canaloni impervi della
montagna. Il cacciatore, ipotizzando che, come altre volte,
sarebbero tornati da soli dalle loro scorribande, a mezzogiorno è
rientrato a casa a Sant'Ulderico in attesa dei due segugi. Un'attesa
vana in quanto i cani non rientravano. A quel punto non gli è
rimasto altro da fare che chiamare i vigili del fuoco che, verso le
14.30, hanno incominciato le ricerche. Mentre una squadra di uomini
si calava con corde tra i dirupi, un elicottero sorvolava l'area del
Summano cercando di avvistare i cani. Ad un certo punto i vigili del
fuoco di Schio dovevano anche essere vicini ai segugi in quanto
sentivano il loro abbaiare; ma poi hanno perso i contatti e, nel
frattempo, è calata la sera. Le ricerche, verso le 18.30, sono state
sospese e i cani, probabilmente, hanno trascorso la notte
intrappolati in mezzo a qualche canalone del Summano. Questa mattina
i vigili del fuoco ritorneranno sul posto e, oltre che
dall'elicottero, saranno aiutati da una squadra di volontari del Cai
di Arsiero che, anch'essi, si caleranno tra i burroni della montagna
per salvare i due cani, a meno che questi non riescano a trovare da
soli la strada per uscire dal groviglio di rocce e tornare a casa
nella notte.
---------------------------------------------------------------------
-----------
CORRIERE ADRIATICO
12 OTTOBRE 2006
Il progetto è ancora in fase di definizione
Ma una doppietta"La nostra attività finisce spesso sotto accusa"
Parco a Sefro, malumori per i futuri vincoli
L'assessore rassicura allevatori e cacciatori
SEFRO (MC) - Sta riscuotendo notevoli consensi, a Sefro, l'idea di
istituire un Parco Naturale nelle aree del Monte Pennino, della
Valle Scuriosa e dell'altopiano di Montelago. Ma ai tanti applausi,
negli ultimi giorni, hanno fatto da contr'altare anche le
preoccupazioni di alcuni dubbiosi.Si tratta, per lo più, delle
associazioni di cacciatori e di alcuni allevatori che temono che
l'istituzione del Parco possa in qualche modo creare seri limiti
all'attività. Per i primi si tratta del rischio di divieto assoluto
di caccia, per gli altri del rischio di vedersi ridotte le
possibilità di allevare bestiame o, addirittura, di doversi trovare
a fare i conti, in futuro, con la reimmissione in natura di animali
poco graditi. "Non c'è nessun muro contro muro – ha spiegato
l'assessore al turismo e all'ambiente, Pietro Valeriani –. E' vero
che nei giorni scorsi abbiamo avuto un incontro con allevatori e
cacciatori, ma si è trattato di un dibattito cordiale e dai toni
sempre molto pacati. D'altra parte, nessuno dell'amministrazione o
degli enti coinvolti ha mai detto che a Sefro si farà il Parco, ma
solo che c'è un progetto del quale intendiamo rendere partecipe
l'intera comunità". Nessuno scontro, dunque, ma solo un confronto
che, in un certo senso, sembra aver fatto da apripista al convegno
che si terrà sabato pomeriggio a Sefro e nel quale, appunto, sarà
illustrato il progetto del Parco Naturale del Monte Pennino, della
Valle Scurosa e di Montelago. "Per quanto riguarda i contenuti
dell'incontro – ha proseguito Valeriani - come ho spiegato nel corso
dello stesso, capisco le preoccupazioni espresse da allevatori e
cacciatori, ma bisogna ricordare che le zone che costituirebbero il
Parco sono già soggette a vincoli paesaggisti molto rigidi ed anche
per quanto riguarda la caccia ci sono regole da seguire ben precise.
Quindi si tratterebbe solo di qualche limite in più che, però,
potrebbe essere superato puntando l'attenzione su altre località. Ad
esempio, come già si era detto in passato, si potrebbe pensare ad
una riserva di caccia, sempre in territorio di Sefro, ma fuori dai
confini dell'area del Parco"."Non siamo contrari a prescindere alla
creazione del Parco – ha spiegato Gianfranco Santini, cacciatore del
posto – Vogliamo solo ricordare, però, che spesso il nostro hobby è
fortemente penalizzato, con un calendario dell'attività sempre più
breve e limiti sempre più restrittivi. Per questo l'idea del Parco
ha fatto sorgere qualche dubbio".e.pi.
---------------------------------------------------------------------
-----------
CORRIERE ADRIATICO
12 OTTOBRE 2006
Il cane, un alleato per l'ordine pubblico
FALCONARA (AN)- Il cane, un alleato indispensabile per la sicurezza.
A tutto tondo: che si tratti di controllare i passeggeri
all'aeroporto o di eseguire servizi di ordine pubblico in occasione
di grandi manifestazioni. Proprio per questo, opera in questura, in
seno all'Ufficio di prevenzione e soccorso pubblico, diretto dalla
dottoressa Cinzia Niccolini, un'unità cinofila che ieri ha dato una
dimostrazione della propria preparazione e della propria
affidabilità nel corso di un incontro presenziato dal procuratore
generale Gaetano Dragotto. L'unità cinofila, coordinata
dall'ispettore capo Edrio Vignaroli, svolge molteplici compiti in
ausilio alla polizia. Il rapporto che si instaura tra gli agenti e i
cani, nel corso dell'addestramento, è il primo passo per intervenire
in tutte le occasioni in cui si presenti la necessità. La sede
dell'unità è nei pressi dell'aeroporto perché proprio al Sanzio c'è
un utilizzo intensivo dei cani addestrati non soltanto a fiutare gli
stupefacenti ma anche gli esplosivi. Altro compito importante la
ricerca delle persone scomparse.
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL MESSAGGERO
12 OTTOBRE 2006
Barboncini e terranova di razza ma il canile non è autorizzato
di MARINA VERDENELLI
OSTRA (AN) - Aveva 25 cani di razza senza l'autorizzazione
sanitaria. C'è l'ipotesi di un canile abusivo dietro la costruzione
in via Zoccolanti, dietro il cimitero comunale, munita di box per i
quadrupedi. Un'area verde con tanto di manufatti già in piedi. Nei
guai un privato cittadino che, ottenuta la concessione edilizia per
realizzare un rifugio per cani munito di allevamento non avrebbe
ancora ricevuto il via libera ad operare fiscalmente. Un canile
dunque che, almeno nelle carte, dovrebbe essere inattivo ma, alla
luce dei fatti, ospiterebbe invece 25 cagnolini tra barboncini e
terranova. Tutti cani di razza, molto ricercati. La costruzione
della struttura risalerebbe al 2003. Una ventina i box ricavati dove
un controllo delle guardie zoofile effettuato nei giorni scorsi ha
rilevato la presenza degli animali di dubbia provenienza.
L'ispezione, ancora in corso, non ha portato per il momento a
nessuna denuncia contro il proprietario che a sua discolpa avrebbe
soltanto detto che i cani sono tutti suoi. Ancora da chiarire se gli
animali siano o meno iscritti all'anagrafe canina, come richiede la
legge. In proposito sono già in corso accertamenti tramite il
servizio veterinario. Dal Comune,che ha rilasciato la concessione
edilizia per il rifugio, l'iter per le autorizzazioni sanitarie e
quelle relative agli scarichi sembrerebbe essersi bloccato
improvvisamente. Gli uffici attenderebbero la presentazione di una
documentazione che autorizzerebbe il privato ad operare
commercialmente. «Sappiamo - spiega il sindaco Lorenzo Cioccolanti -
che il privato stava ultimando le pratiche. Verificheremo subito se
ha tutti i documenti in regola». La struttura, oltre ad accogliere i
cani, dovrebbe essere adibita anche al servizio di pensione per gli
animali i cui proprietari non possono occuparsene per brevi periodi.
Il sospetto della guardie zoofile è che l'attività sia iniziata
senza autorizzazioni, forse con la vendita dei cani in nero.
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL GAZZETTINO VENEZIA MESTRE
12 OTTOBRE 2006
IN UN MAGAZZINO A MARGHERA
Mette scompiglio un serpente a coralli "fantasma" Oggi un esperto di
rettili cercherà di scovarlo
Marghera (VE) - L'allarme è scattato immediatamente, ma al momento
opportuno il rettile è strisciato chissà dove facendo perdere le
proprie tracce. Allarme "serpente a coralli" ieri pomeriggio in via
Zen a Marghera quando una donna che stava sistemando il proprio
ripostiglio esterno all'abitazione, ha improvvisamente notato un
serpente che aveva tutte le sembianze di un animale velenoso.
Immancabile a questo punto il classico "strillo" di paura e la
decisione di chiedere aiuto ai Vigili del Fuoco.Nel frattempo, la
bestiola non proprio simpatica, riusciva a sparire dalla
circolazione nascondendosi chissà dove tra le masserizie del
ripostiglio o in qualche buco del terreno. Tutto risolto? Manco a
dirlo. Perchè di fronte ad un possibile serpente velenoso non sono
mancati i distinguo. La sezione Veterinaria dell'Ulss pare abbia
declinato l'invito a recarsi sul posto non abilitato per le catture;
il Corpo forestale dello Stato pure sottolineando che la raccolta
dei rettili non risulta tra i compiti di istituto.Ed è toccato ai
Vigili del Fuoco metterci la classica pezza decidendo di "murare"
parzialmente il ripostiglio fino a questa mattina quando, con ogni
probabilità, si cercherà di scovare il "serpente a coralli". Per
l'occasione, comunque, è stato informato del fatto anche un
negoziante di animali esotici della zona che, con la sua esperienza,
chissà, riuscirà a rintracciare il "serpentello" e renderlo, per
quanto possibile innocuo. Solo allora, tutti gli altri tireranno un
sospiro di sollievo. Alla faccia del pericoloso veleno.
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL GAZZETTINO DI PORDENONE
12 OTTOBRE 2006
IGNARI GENITORI DI UN CANE ANZIANO
«Mi chiamo Olga D'Amore e vivo a Udine. Vorrei raccontare la mia
storia, o meglio la storia mia e del mio cane Chester, perché
ritengo che a volte accadono cose che non dovrebbero accadere,
perché vorrei che qualcuno volesse e potesse fare qualcosa per
evitare spiacevoli episodi, anche se il mio non è poi così grave, ma
pur di presa in giro in qualche modo si tratta ».Inizia così la
lettera-mail di Olga, giovane signora udinese che, dopo anni di
desiderio di adottare un cane, è finalmente riuscita a trasformare
il piccolo sogno in realtà.«Ho preso la grande decisione racconta i
primi giorni di settembre di quest'anno. Finalmente avrei avuto un
cane tutto mio! Sono andata in un rifugio di cani e subito un bel
cane meticcio, che poi ho appunto chiamato Chester, è stato mio! In
verità avevo chiesto ai volontari un cagnolino piccolo, perché ho in
giardino ho un recinto piuttosto basso, basso, e, ovviamente, volevo
che fosse in buona salute.Loro mi hanno fatto conoscere Chester
(certo, amore a prima vista, lo devo ammettere!) dicendomi che aveva
circa due anni e che era un po' timido e solitario. Io non posso
certo dirmi un'esperta di cani, ma a vederlo di primo acchito mi
sembrava avesse un po' più di due anni. Comunque, innamoratami di
lui e accantonata l'idea di prendere un cane più giovane, come prima
cosa mi sono assicurata che fosse almeno in buona salute.Dopo la
conferma che Chester non aveva alcun problema l'ho portato a casa e
la vita con il nostro nuovo bambino è iniziata; coccole a non
finire, passeggiate, giochi con le palline, vizi di cibo e chi più
ne ha più ne metta.Ho subito contattato un veterinario perché mi
seguisse nelle eventuali cure di cui Chester avrà bisogno nella sua
vita (che mi auguro lunghissima). Nel corso delle prime visite non
ho chiesto nulla al medico a proposito dell'età del mio cuccioline e
lui ovviamente, che non poteva sapere come erano andate le cose e
cosa avevo chiesto io al canile, non si è assolutamente
espresso.Fino a che l'altro ieri ho deciso di chiedergli quanto
tempo avesse Chester e il mio veterinario subito mi ha assicurato
che il cane non ha due anni ma di più: lo si capisce dalla
dentatura, dal tantissimo tartaro e soprattutto da un soffio
mitralico che, secondo lui, è dovuto all'età. Mi ha consigliato di
fare un'ecografia cardiaca per controllare la situazione del cuore
Una cosa che per me è stata un colpo al cuore! Ho adottato un cane
anziano? Pare proprio di sì!Ora io mi chiedo se è possibile che una
struttura (il rifugio appunto) non si sia accorta che Chester ha
quel tipo di problemi e che soprattutto non abbia saputo stimare
l'età del cane. Oppure quanto accaduto a me è un classico metodo
parte del sistema in cui si cerca di far adottare i randagi? Mi
auguro di no, ma temo di sì!Credo sia un diritto poter scegliere
l'età del proprio cane quando lo si porta a casa, poter decidere se
adottare un cane che necessita di cure specifiche, visto anche i
costi delle stesse.È chiaro: Chester adesso me lo tengo, gli voglio
troppo bene, ma vorrei fare qualcosa perchè questo, come altri
fenomeni peggiori del mio che qui sono già stati a volte raccontati,
non avvenga ancora! Qualcuno faccia qualcosa! Francesca Orlando
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL GAZZETTINO DI BELLUNO
12 OTTOBRE 2006
Blitz animalista per salvare lumache e salute pubblica Esposto in
Procura: esemplari morti venduti al mercato
Belluno - Animali confezionati come fossero merce inanimata,
lasciati marcire in scatole dopo una morte che sopraggiunge spesso
per asfissia, denutrizione, schiacciamento. Dopo la prima sentenza
esemplare sugli astici emessa a Vicenza contro un ristoratore che li
deteneva in modo "incompatibile" con la loro natura (erano tenuti
fuori dall'acqua), ecco che gli animalisti tornano alla carica con
le lumache. Ieri è partito un esposto alla Procura, a firma dell'Una
di Belluno, col quale si denuncia non solo il maltrattamento di una
dozzina di chili di lumache vendute al mercato di Mel, ma anche la
loro pericolosità ai fini della salute pubblica. Infatti, tra i 12
chili acquistati dall'Una molti esemplari risultavano morti e pure
putrefatti. Lo afferma il referto del veterinario. Il pessimo stato
di detenzione delle lumache, ammassate in cassette o in reti
plastiche, era già stato segnalato al sindaco, ma la sua risposta,
dopo un sopralluogo dell'Ulss, era stata chiara: «Tutto in regola».
Così gli animalisti sono tornati alla carica, rilevando come un
simile stato di detenzione violi anche le normative igienico
sanitarie (adulterazione dei cibi). La tesi dell'Una, relativa al
maltrattamento, viene sposata anche da Enrico Moriconi, presidente
nazionale dell'Associazione per i diritti degli animali ricordando
le cinque libertà di ogni creatura: di fame e di sete, dal disagio,
dal dolore, dalla paura. È di ieri la condanna della Cassazione di
un circense che deteneva gli elefanti in condizioni "incompatibili".
Per i pachidermi si trattava di catene troppo corte, per le lumache
si vedrà. Resta però insoluto il problema della loro cottura. Finire
nell'acqua bollente sarà conforme alla loro natura?
Lauredana Marsiglia
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL SECOLO XIX
12/10/2006
San Martino, al forte tornanotracce di possibili riti satanici
il caso
Genova. I controlli sono andati in scena nelle scorse settimane,
dopo segnalazioni circostanziate che riferivano di riti satanici
praticati al forte di Santa Tecla, sacrifici di piccoli animali
sulle alture fra San Fruttuoso e San Martino. Una zona isolata,
specie durante le ore notturne, teoricamente "ideale" per pratiche
ai limiti della legalità e teatro di movimenti anomali che avevano
insospettito un gruppo di abitanti. Del caso si sono occupati i
carabinieri del nucleo operativo della compagnia San Martino, che
hanno eseguito una serie di pattugliamenti nell'area a rischio senza
che - al momento - sia emerso nulla di grave. O meglio: i segni d'un
passaggio ci sarebbero, ad accreditare la presenza di strani
inquilini, ma le forze dell'ordine non hanno rinvenuto prove che
certifichino con chiarezza il compimento di satanismi veri e propri.
Che cosa sta succedendo, o è successo, sulle alture del quartiere?
Dalla compagnia San Martino minimizzano: «Trattandosi di una
superficie particolare - ammettono - la vicenda va presa sul serio e
per questo si è deciso di approfondire i rilievi. Anche perché non
lontano è sistemata una casa di riposo.
Il periodo più"critico" sarebbe coinciso con l'inizio dell'estate,
mentre il lavoro degli investigatori si è intensificato a settembre,
senza che siano emerse situazioni particolarmente gravi.
È la seconda volta, nel giro di pochi mesi, che i carabinieri
genovesi si mobilitano dopo segnalazioni più o meno attendibili che
riferiscono di riti satanici sulle alture della città. Alla fine
della primavera erano stati i militari della stazione Cornigliano a
muoversi nella zona di Coronata, dove almeno due testimoni erano
certi d'aver assistito a un viavai di "adepti" a ridosso d'un
vecchio stabile. Le forze dell'ordine avevano rinvenuto resti
sospetti, ma anche in quel caso nulla di certo.
Non è escluso che nei prossimi giorni, a San Martino, i controlli
vengano ripetuti. Senza dimenticare che i forti, in quella zona,
sono da sempre teatro di misteri difficili da risolvere. Era
successo, clamorosamente, nel settembre del 2000 quando morì Fredy
Schlesinger, 44 anni, l'enigmatico straniero che aveva occupato
forte San Martino insieme ai suoi cani. «Un incidente» si disse
quando la compagna lo trovò privo di sensi dopo che l'aveva colpito
una trave di legno. Inizialmente non si escluse l'aggressione, ma di
quella storia non si è mai più saputo nulla.
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL GAZZETTINO (UDINE)
Giovedì 12 ottobre 2006
In breve
TARCENTO
Consiglio comunale
provincia di Udine - Consiglio comunale a Palazzo Frangipane il 16
ottobre alle 19. All'ordine del giorno l'approvazione della
convenzione con l'Enpe Udine per il servizio di ricovero, custodia e
mantenimento dei cani randagi, l'approvazione della convenzione
regolante il servizio di tesoreria, quattro interrogazioni, due
mozioni, servizi di fognatura e depurazione. Quindici in tutto i
punti da discutere.
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL GAZZETTINO (UDINE)
Giovedì, 12 Ottobre 2006
Sfiorata dalla pallottola dei bracconieri
A Tarcento una donna denuncia a carabinieri e forestale: «Sono
entrati nei miei terreni»
Paola Treppo
Tarcento (UD) - Mentre raccoglieva i pomodori e un po' di prezzemolo
nell'orto, ha sentito il sibilo e una pallottola che le è passata a
pochi centimetri dal volto. È stata colta da malore ed è stata
accompagnata al pronto soccorso per un controllo. È successo a Lea
Vidoni, 63 anni, un'abitante del borgo montano di Sammardenchia, a
meno di duecento metri dalla sua abitazione. Il fatto risale a
qualche settimana fa e si inserisce in una serie di episodi che
hanno cominciato a manifestarsi in giugno. Spiega la figlia, Laura
Cuberli: «Nell'appezzamento di proprietà di mia madre sono comparsi
dei distributori di pannocchie, bidoni sistemati non sappiamo da chi
e posati certamente per attirare animali selvatici, cinghiali in
particolare, poi da abbattere. Nessuno ci ha avvisato di questa
operazione che riteniamo illegale e pericolosissima per la vicinanza
del sito dai luoghi abitati». La Cuberli ricorda il caso della
residente di Sammardenchia, Maria Buttolo di 73 anni, aggredita da
un cinghiale che l'ha addentata alla gamba agli inizi di
giugno. «Non era mai successo niente del genere - dice - ma di
recente sono state trovate anche tagliole. Gli abitanti della zona
sono in pericolo».
Oltre a sistemare distributori di pannocchie, ignoti hanno anche
tagliato undici piante che la Vidoni aveva messo a dimora in
collaborazione con la Forestale e il vivaio regionale
Pascul. «Eliminiamo gli alberi malati e subito li sostituiamo con
essenze giovani che, per legge, non possono essere abbattute prima
di 25 anni. Si tratta di olmi, aceri e castagni. Oltre al danno
economico e ambientale, il loro taglio illegale causa ora, con
l'arrivo delle prime piogge, frane e smottamenti nel terreno.
Lascia, inoltre, campo libero ai cinghiali». Laura Cuberli, insieme
alla madre, si è rivolta agli uomini della stazione Forestale di
Tarcento che hanno eseguito un sopralluogo del sito scattando anche
una serie di fotografie. Hanno quindi inviato una missiva al
direttore della riserva di caccia cui però non è stata data
risposta. Di seguito hanno presentato denuncia contro ignoti per il
taglio degli alberi e posa di tagliole e distributori di pannocchie,
presso la caserma dei carabinieri di Tarcento.«La cosa che però
riteniamo più grave in assoluto - conclude la Cuberli - è
l'impossibilità di recarsi con tranquillità degli orti di casa per
paura di essere colpiti da una pallottola vagante dei bracconieri.
Mia madre ha rischiato la vita e si è comunque sentita male.
Chiediamo un intervento risolutore, immediato, prima che qualcosa di
ancor più drammatico accada». Il fatto è stato segnalato anche a
Legambiente per richiesta di aiuto e consigli legali.
---------------------------------------------------------------------
-----------
SALUTE EUROPA
12/10/2006)
Giornata nazionale del cane guida per ciechi. Turco la nostra
attenzione alla disabilità
In occasione della I Giornata nazionale del cane guida per ciechi ,
il Ministro della Salute, Livia Turco, ha inviato un messaggio al
Presidente dell'Unione italiana ciechi Tommaso Daniele nel quale
sottolinea l'importanza dell'iniziativa che "oltre ad approfondire
la conoscenza sul tema specifico cui è dedicata, contribuirà anche a
promuovere la riflessione più generale sulle problematiche
dell'integrazione sociale delle persone portatrici di ogni forma di
disabilità.
L'integrazione nella scuola, nel lavoro, sono da considerarsi
elementi fondamentali per favorire nel soggetto disabile il
superamento del condizionamento psicologico che spesso l'handicap
pone e che porta all'autoesclusione dalla vita sociale, facendo
diminuire sempre di più l'autonomia del soggetto colpito e
contribuendo ad alimentare la sua sensazione di diversità.
In questo senso l'apporto del cane in quanto figura di vero e
proprio sostegno della persona colpita da cecità, si rivela quanto
mai prezioso. Questo amico dell'uomo, e mai frase fu più indicata
per sottolineare l'importanza di questo legame, si propone come vero
e proprio strumento di integrazione non solo fisica ma anche di
relazione e di supporto psicologico. Non a caso il Ministero della
Salute si è sempre dimostrato sensibile alle esigenze dei non
vedenti rispetto alla possibilità di utilizzare i cani guida in ogni
momento della loro attività professionale e di vita quotidiana.
Vorrei cogliere l'occasione di questa "Giornata" - prosegue il
Ministro - per ribadire che la disabilità e i problemi ad essa
connessi sono al centro della mia attività di governo della sanità.
Ritengo, infatti, che nessun Sistema sanitario, per quanto
tecnicamente avanzato, può soddisfare a pieno la propria missione se
non è rispettoso dei principi fondamentali di solidarietà sociale e
di integrazione socio sanitaria.
E proprio per garantire il diritto fondamentale alla salute in modo
pieno e globale a tutti i cittadini, nel nuovo Patto per la Salute
la promozione dell'integrazione socio sanitaria è tra gli obiettivi
prioritari. Inoltre l'impegno assunto da tutto il Governo con
l'istituzione di un Fondo per la non autosufficienza, di cui questa
Finanziaria prevede un primo stanziamento, ci permette di guardare
al futuro con più fiducia".
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA
GIO 12 OTT 2006
Oggi del caso si occuperà l'assessore alle Politiche sociali, Nicola
Ventura
L'affetto della città per la signora Franca
Antonella Scalzi
Catanzaro - Quella appena trascorso è stata la seconda notte fuori
casa, da sola e lontana dai suoi cani, per la signora Franca che,
martedì, è stata l'involontaria protagonista di un trattamento
sanitario obbligatorio.
Un trattamento che, a Catanzaro, non è certo passato inosservato e
sotto silenzio. La signora, conosciutissima in città, è ospite
presso Villa bianca ed è ancora prematuro parlare dei tempi di
permanenza perché il trattamento non ha tempi prestabiliti, la sua
durata dipende solo dalle reazioni alle cure della paziente.
Intanto i suoi cani sono a San Floro, in un canile che sembra lo
spartiacque irremovibile di destini incrociati.
Era ed è una vicenda non facile da gestire, triste e toccante
difronte alla quale è difficile stare a guardare. Sarà per questo
che sulla vicenda è intervenuto Domenico Menniti, militante diessino
di lungo corso, ma anche il Movimento per la tutela dei diritti
umani.
Certo l'intervento era dovuto e inevitabile ma c'è chi non la pensa
così e lo ritiene - è il caso di Menniti - «solo un modo trovato
dalle istituzioni e dalla società civile per lavare la loro cattiva
coscienza nel non aver operato con adeguati e concreti provvedimenti
di carattere psicologico, con l'ausilio prezioso di specialisti e il
confort di un'autonoma e decorosa dimora». La situazione d'altronde
non è recente, va avanti da troppo tempo ed è per questo che Menniti
auspica «un intervento rapido ed esaustivo del neoassessore alle
Politiche sociali, Nicola Ventura, teso a dare alla signora Franca
adeguate e concrete attenzioni, cure di carattere psicologico e
magari una dimora che possa garantirle ogni confort».
La situazione però non è così facile perché - assicura l'assessore
Ventura - «sia la passata amministrazione sia quella attuale hanno
cercato, in tutti i modi, di aiutare una persona, di certo fragile,
che però rigetta ogni sorta di aiuto e non può essere soggetta ad
alcun obbligo».
L'assessore però non ha alcun'intenzione di lasciar cadere nel vuoto
la situazione ed è per questo che oggi incontrerà il primario
dell'unita operativa di psichiatria di Villa bianca, Giuseppe
Giannini.
Vuole capire quali siano le reali condizioni psico-fisiche della
signora, se è o no in grado di intendere e volere e dunque anche
quale dovrà essere, da qui in avanti, l'atteggiamento e il ruolo
dell'amministrazione.
Franca è una donna triste e sfortunata che stava per laurearsi in
architettura ma poi qualcosa è andato storto, è rimasta sola con le
sue paure, i suoi perché e i suoi cani. La società però non l'aveva
cancellata, forse non sapeva come reagire altrimenti sarebbe
inspiegabile tutto l'affetto con il quale, subito dopo l'accaduto,
la città ha reagito. Michele Reggio e Maurizio Curcio del Movimento
per la tutela dei diritti umani ne parlano come di «una signora
ricca di sensibilità e tenerezza portata a concepire la vita come
dono d'amore da riversare sui suoi cani».
Loro d'altronde la conoscevano bene, avevano trovato il modo di
avvicinarla senza metterle paura e di loro lei si fidava.
---------------------------------------------------------------------
-----------
VILLAGGIO GLOBALE
12 Ottobre 2006
Proteste e diffida della Lav
A Malnate una festa con carne di cane e di serpenti
L'iniziativa è del Comune della provincia di Varese nell'ambito
della manifestazione «Sapori e sapere di Korea»
La Lav ha diffidato il Comune di Malnate (Varese) e l'Associazione
per l'Amicizia Italia-Korea, a disporre l'immediata sospensione
della manifestazione «Sapori e saperi di Korea», dedicata alla
cucina tradizionale coreana e in programma oggi presso la sala
consiliare del Comune che ha concesso il patrocinio, ricordando
preventivamente che in Italia il consumo di carne di cane, piatto
tipico della Korea, in Italia è tassativamente vietato dal Dpr 320
del 1954 «Regolamento di Polizia veterinaria» così come dal Decreto
Legislativo 286 del 1994 in materia di produzione ed immissione sul
mercato di carni fresche.
L'Associazione invita il Sindaco, il Servizio veterinario Asl
competente, i Carabinieri e la Prefettura di Varese a disporre i
controlli previsti dalla legge e ad acquisire la prescritta
documentazione, vigilando sul divieto assoluto di vendita e consumo
di carne di cane, escludendo qualsiasi comportamento e azione contro
la normativa attuale.
«Premesso che la Lav – si legge in un comunicato - ritiene etica e
salutare un'alimentazione priva di ingredienti animali, in Corea
come in Italia, e con il rispetto dovuto alle diverse etnie che
sempre più numerose abitano la nostra Penisola, non si può
trascurare il fatto che l'accresciuta sensibilità delle istituzioni
e della cittadinanza italiana ed europea verso gli animali, sempre
più spesso oggetto di riforme legislative tese a garantire il loro
benessere, sarebbe in netto contrasto anche con la sola celebrazione
di tradizioni culinarie a base di carne di cane o di altri animali,
senza alcuna considerazione critica verso usi non solo vietati in
Italia ma giudicati anche riprovevoli.
«Inoltre, le presunte proprietà benefiche attribuite a cibi a base
di carne di cane (definita "salutare d'estate contro il caldo"), di
serpenti, di corna di cervo, di formiche rosse (definita "utile
contro i bruciori di stomaco") o di bachi da seta, non hanno alcun
fondamento scientifico e alimentano invece un consumo che condanna a
morte migliaia di animali».
bairos@...
LIBERO
14 OTTOBRE 2006
Il cane della prateria preso per marmotta
di OSCAR GRAZIOLI
Questa è la storia di Orazio che era, anzi per fortuna oggi possiamo
dire che "è", un Cane della Prateria. Mi viene narrata dal prof.
Broich, direttore della AUSL di Lodi e Presidente dell'Associazione
Italiana Cani della Prateria, amante ed esperto di questi piccoli
animali da compagnia. Per chi non lo conoscesse il Cane della
Prateria è un roditore che popola una vasta zona, dal sud del Canada
fino al Messico e vive in colonie. S.B. è una signora piemontese che
possiede un solo cane della Prateria, maschio. Orazio, per
l'appunto. Visto che la solitudine non gli si addice decide che una
femmina sia la sua degna compagna. I Prof. Broich si offre di
fornirle una delle sue cucciole, Alice, con la quale Orazio
convolerà presto a nozze. S.B. e il marito partono per una settimana
di ferie e lasciano i loro beniamini in custodia a mamma e papà.
Orazio pensa che un'escursione nel mondo esterno non gli farà male.
Insomma, se la svigna. I proprietari rientrano a casa disperati.
Dopo pochi giorni, un signore lo cattura nel centro di un paese e lo
porta presso il Servizio veterinario dell'AUSL locale, dove tre
veterinari lo visitano. Peccato che lo scambino per un giovane
cucciolo di marmotta, dal quale differisce per una serie di segni
inequivocabili, come il colore del pelo e la coda più corta, ma
soprattutto per il fatto che un cucciolo di marmotta non si fa
agguantare così facilmente, per di più in un centro abitato e non si
mette a mangiare tranquillamente da una mano sconosciuta. Fatto sta
che Orazio, promosso al rango di marmotta, viene portato in
montagna, oltre i mille metri, in una zona frequentata dai suoi
supposti "simili", ma anche da rapaci, volpi, faine e altri
agguerriti predatori. Quasi impossibile sopravvivere in quelle
condizioni. Dopo un mese alcuni pastori, che conoscono le marmotte
sul serio, vedono uno strano animale in una tana. Come avrete capito
è Orazio che ora è felicemente alloggiato nel suo comodo rifugio
rinforzato. Il prof. Broich mi racconta questa storia, perché porti
all'attenzione dei lettori questo roditore che ha subito una
diffusione e un commercio sconsiderati, da parte di persone che non
avevano alcuna possibilità di tenerlo, illuse dal suo aspetto di
orsacchiotto in miniatura. Da qui gli abbandoni. Nonostante,
allevato da piccolo, si affezioni ai proprietari, che gli devono
offrire tempo e compagnia, si tratta pur sempre di un animale
selvatico, dai fortissimo istinti, che diventa molto mordace durante
il calore (i maschi) e se c'è la cucciolata (le femmine). Necessita,
poi di ampi spazi e non può essere tenuto in gabbie da conigli o da
solo. Il sito del prof. Broich (. www.canedellaprateria.it ) vi darà
ogni informazione.
---------------------------------------------------------------------
-----------
LIBERO
14 OTTOBRE 2006
Dal Brenta al Tonale le gite "fuoriporta" della comune di orsi
Venti esemplari trentini avvistati sopra Ponte di Legno
L'esperto: «Non sono pericolosi, ma non avvicinate i piccoli»
di RENZO ZONCA
PONTE DI LEGNO (BS) - «Il sole era appena tramontato, verso le 18,
ma c'era ancora molta luce sul passo. Dalla finestra erano a poco
più di cento metri di distanza. Poi, mio figlio è uscito
dall'albergo, e ha potuto avvicinarli fino a venti metri, forse
meno. Mamma orsa era davanti, con i tre cuccioli dietro, quasi in
fila indiana: si muovevano da nord verso sud, con un'andatura lenta
e calma. Uno spettacolo indimenticabile». Con queste parole
Giancarlo Negri, titolare dell'Hotel Savoia al Passo del Tonale,
racconta l'emozionante passaggio di una famigliola di orsi bruni,
diretti verso Ponte di Legno e la Valle Camonica. Un evento ancora
raro, che fa notizia, ma destinato a diventare sempre più frequente.
Vediamo perché. Nel 1999 il Parco dell'Adamello-Brenta ha avviato un
progetto di reintroduzione dell'orso bruno alpino, denominato
progetto "Life Ursus". Gradualmente, nell'arco di alcuni anni, sono
stati liberati nove esemplari di orsi, sia maschi che femmine,
provenienti dalla Slovenia. Gli animali sono stati liberati sul
versante trentino dell'Adamello, con buoni risultati, tanto che oggi
gli esemplari presenti sono una ventina. Con l'aumentare del loro
numero, aumentano anche gli "sconfinamenti" in territorio lombardo,
come quello di questi giorni. Il primo avvistamento è avvenuto, come
detto, al Passo del Tonale: mamma orsa e i suoi tre cuccioli sono
stati avvistati a poche decine di metri dalla caserma del valico e
dagli alberghi Savoia e Dolomiti. In seguito, la famiglia di orsi è
scesa verso Ponte di Legno, mantenendosi in quota, sul versante
sinistro della valle, fino a raggiungere la Val Sozzine: «Si tratta
di un esemplare femmina di circa 100 chilogrammi di peso - conferma
il guardiacaccia Braghini della Polizia Provinciale di Brescia,
nucleo ittico-venatorio - accompagnato dai suoi tre cuccioli.
L'animale è dotato di un radiocollare, che permette di seguirne, con
buona approssimazione, gli spostamenti». Ma c'è qualche rischio per
i turisti e gli escursionisti che potrebbero incontrare questi
animali? «Come per tutti gli animali selvatici rassicura Braghini -
è sufficiente non infastidirli e non stuzzicarli, mantenendosi a una
certa distanza. In particolare, nel caso si avvistassero cuccioli, è
bene non avvicinarli, anche se fossero soli: la mamma è sicuramente
nelle vicinanze, e potrebbe "non gradire" che i suoi cuccioli siano
avvicinati da estranei. Gli orsi, inoltre, rifuggono dai rumori, per
cui il semplice parlare ad alta voce li fa allontanare». Con un
ultimissimo aggiornamento, ieri sera, sempre dalla Polizia
Provinciale di Brescia: «Grazie al radiocollare, possiamo affermare
che la famigliola è già rientrata in Trentino. Mentre, viceversa,
non possiamo dire dove siano gli altri orsi, privi di radiocollare.
Di certo, queste "escursioni" lombarde non possono più definirsi
rare». La reintroduzione dell'orso nelle vallate trentine sta quindi
avendo successo, anche se non mancano i dubbi, come spiega Antonio
Russi, dell'ENPA di Rovereto (Trento): «A mio parere, la
reintroduzione dell'orso nel gruppo dell'Adamello-Brenta è stato
forse un azzardo, come credo abbia dimostrato la recente vicenda
dell'orso abbattuto in Germania. Temo che le nostre vallate siano
ormai poco adatte ad ospitare questi stupendi animali di grossa
taglia, in quanto troppo abitate e urbanizzate». LIBERATI IN
TRENTINO Grazie al progetto "Life Ursus" del Parco dell'Adamello-
Brenta è iniziata la reintroduzione dell'orso bruno alpino verso
Ponte di Legno e la Val Camonica. Nel 1999 furono lasciati liberi i
primi 9 esemplari provenienti dalla Slovenia
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA
14 OTTOBRE 2006
Aumentano gli abbandoni e il Comune è costretto a disinfestare il
territorio dagli insetti pericolosi
Campo, dai randagi problemi a catena
CAMPO CALABRO (RC) - Si è svolta la settimana scorsa la
disinfestazione nel paese di Campo Calabro. A richiedere
l'attuazione di questo servizio, alla sezione sanitaria dell'Asl di
Villa San Giovanni, il sindaco del paese, Antonino Scopelliti, il
quale ha dovuto disporre, con tempestività, l'intervento delle ditte
autorizzate. Un'operazione che si ripete periodicamente e che ha
come obiettivo quello di "ripulire" il territorio da insetti
pericolosi che potrebbero essere portatori di malattie.
Tramite un'ordinanza emessa qualche giorno fa, l'amministrazione
comunale ha reso noto ai cittadini che sarebbero entrati in azione i
mezzi sanitari per la disinfestazione. Nella stessa ordinanza si
raccomandava a non lasciare le finestre aperte durante la notte e di
non lasciare stesi i panni ad asciugare.
L'intervento di disinfestazione del territorio ha interessato quasi
tutti i comuni della vallata aspromotana ed è partito a seguito
della decisione presa dall'Unità Sanitaria locale competente per
territorio. Tra questi comuni ve ne sono alcuni che manifestano
maggiori necessità a che, interventi di questo genere, siano
effettuati. A Campo Calabro l'esigenza di disinfestare nasce,
prevalentemente, dalla continua presenza di cani randagi.
I cittadini lamentano giornalmente al comune, la crescita a
dismisura dei randagi. L'abbandono di tali animali, è un problema
che risale a molti anni fa e si accentua in prossimità delle ferie
estive. Il gesto dell'abbandono dei cani, nel caso di Campo Calabro,
ha un motivo particolare: il fatto di poter abbandonare l'animale
senza essere visti e la certezza che qualcuno lo raccoglierà per
ospitarlo in un "luogo appropriato" dandogli da mangiare,
costituisce un movente in più per il loro abbandono.
Le persone incivili, sanno, che nel paese di Campo Calabro è
presente un canile. Con la certezza che le proprie bestie, saranno
curate, gli incivili si recano in prossimità del paese e, dopo
averle abbandonate, scappano via. Il tutto viene facilitato dalla
vicinanza all'autostrada A3 , mediante la bretella autostradale, che
consente una migliore fuga.
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL MATTINO
14 OTTOBRE 2006
Nisticò, dietro le quinte della dura vita da circo
Con i suoi personaggi e le sue storie, i suoni ed le atmosfere che
tutti - almeno una volta nella vita - hanno respirato, esercita da
sempre un fascino intenso su artisti, scrittori e registi (Charlie
Chaplin, Walt Disney, Federico Fellini) stuzzicandone l'immaginario
poetico. Il circo. Questa volta a raccontare questo mondo sospeso a
metà tra magia, favola e sogno ci prova Andrea Nisticò, giovane
fotografo napoletano, attraverso trentacinque immagini in bianco e
nero, di taglio minimalista. «Circensi» è il titolo della sua mostra
fotografica in corso nel Forum Fnac di via Luca Giordano 59.
Il «dietro le quinte», l'allestimento dello show, le prove, gli
ultimi ritocchi prima di andare in scena. Quello sbirciare
incuriositi il pubblico da dietro i tendoni. E poi lo spettacolo,
con le luci dei megaproiettori che si lanciano in coreografiche
evoluzioni assecondando gli esercizi degli acrobati. «Con chiunque
parlassi durante il mio lavoro sul circo - racconta Andrea Nisticò -
il commento era quasi sempre lo stesso: "Com'è triste il circo...".
E mi è capitato di sentire questa frase anche da chi nel circo ci
vive. Un po' è vero - aggiunge - è un mondo dove il lavoro è duro,
la vita nomade, dove la scelta di farvi parte è legata a un destino
di famiglia. Un luogo popolato da persone sensibili e quindi, come
tutte le cose umane, fatto di tristezza, ma anche di sorrisi,
silenzi, noia, fatica, divertimento, apprensione e solitudine». Tra
i fili d'acciaio dei tendoni, le gabbie degli animali e le roulotte
dei circensi si intrecciano storie, speranze, illusioni perdute. «Un
universo complesso, ricco di poesia e magia, composto da artisti
eccezionali, persone straordinarie, atleti insuperabili - sottolinea
il fotografo napoletano - un insieme di talento unito a una
semplicità a volte disarmante. Vera arte. Un microcosmo che oscilla
senza mezzi termini tra due estremi: un sogno fatto di ambizioni che
sembrano impossibili da realizzarsi e che sfidano le possibilità
umane, accentuato dalle luci di scena miste alla musica e alle
parole imbonitrici del direttore che dipingono un mondo irreale. E
poi, improvvisamente, la coscienza dell'umanità, di un'esistenza
anche più dura della nostra, una realtà che prepotente riappare come
al risveglio da una breve illusione non appena si varca la soglia
del sipario». Fino al 24 ottobre: tutti i giorni, ore 10-21. Tiziana
Tricarico
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL MESSAGGERO
14 OTTOBRE 2006
Sul furgone con i cinghiali: fermati due bracconieri
di VALENTINA AISA
ASSISI (PG) - Sono stati sorpresi nella notte mentre trasportavano 5
cinghiali, destinazione ancora ignota, catturati abusivamente in una
zona protetta. Due bracconieri sono stati fermati e denunciati dal
servizio antibracconaggio della Polizia provinciale nel territorio
di Assisi mentre si spostavano a bordo di un furgone, dove era stata
sistemata la gabbia di ferro con gli animali vivi, probabilmente
destinati al ripopolamento di altre zone.
Il fenomeno del bracconaggio non è nuovo nella regione. Solo pochi
giorni fa, nel parco dei Sibillini in Valnerina, infatti, la Polizia
provinciale avevano sorpreso un gruppo di persone che, a bordo di
un'autovettura, perlustrava i prati alla ricerca di fauna selvatica
con l'aiuto di un faro.
«I due episodi - dice l'assessore provinciale Carlo Antonini -
attestano l'impegno degli agenti nelle delicate operazioni del
servizio notturno antibracconaggio, avviato da tempo».
Un altro episodio si era verificato lo scorso anno nel Parco del
Monte Subasio di Assisi, in località Paradiso, dove due bracconieri
erano stati arrestati per aver aggredito gli agenti della
Provinciale che li aveva sorpresi durante una caccia di frodo ai
cinghiali. Per cacciare questi animali, e
diventare "selecontrollore", è necessaria l'autorizzazione della
Regione.
Una procedura che viene seguita da tempo nell'area protetta di
Assisi, dove l'eccessivo numero dei cinghiali costituisce ancora un
problema: - Quest'anno - spiega il presidente del Parco, Mariano
Borgognoni - i selecontrollori hanno abbattuto 100 cinghiali, il
doppio rispetto allo scorso anno. Ma pensiamo di dover incrementare
il numero degli abbattimenti, studiando anche nuove metodologie di
cattura con le gabbie.-
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL GAZZETTINO DI BELLUNO
14 OTTOBRE 2006
Grande festa oggi con la "Fiera del Bestiam"
Agordo (BL) - Il muggito delle mucche agordine, gli zoccoli dei
cavalli della vallata, gli odori di un tempo: questa la sveglia che
dà il buongiorno agli agordini e che per un sabato, come da
consuetudine il secondo di ottobre, sostituisce i clacson delle auto
e il vociare di chi è pronto a riempire la fabbrica. Dalle prime
luci dell'alba Agordo si presenta con la Fiera del Bestiam giunta
alla settima edizione. Appuntamento sul Broi, in pieno centro, per
tutto il giorno. Anche gli studenti più piccoli sapranno lasciarsi
entusiamare dal profumo delle tradizioni.Un grande evento autunnale
che vede in prima linea l'amministrazione comunale in collaborazione
con gli alpini (che prepareranno il pranzo all'antica maniera, per
tutti), l'associazione produttori latte del Veneto, l'associazione
provinciale allevatori di Belluno, la Coldiretti, la cooperativa
Agordino-latteria di vallata, la Provincia, e tanti enti ed
associazioni locali anche della Valle del Biois poiché la festa di
oggi è legata a doppio filo con la precedente Se Desmontegha di
Falcade e il mercatino di Prompicai. Tre iniziative espressione
dell'antica e radicata tradizione agricola montana della terra
agordina. «Questi sono gli appuntamenti importanti per non
dimenticare chi siamo - dice il sindaco di Agordo Renzo Gavaz - e
per questo dò il benvenuto ai nostri "vecchi" che hanno saputo
tramandare la tradizione, ma anche ai tanti giovani, il futuro della
nostra terra che non merita di essere abbandonata o svenduta ad
altri scopi. La Fiera del Bestiam sta diventando un vera festa di
paese, un punto di incontro al quale sarà sempre più difficile
rinunciare. Fortunatamente sette anni fa alcuni volontari hanno
saputo riscoprire il passato, a noi ed ai prossimi amministratori il
compito di non perdere di nuovo il filo della nostra vita».Il
programma: dalle 8.30 vetrina commentata delle razze animali
presenti in fiera, curata dall'associazione allevatori di Belluno,
mercato dei prodotti agricoli ed artigianali, eposizione di macchine
agricole e forestali, la dimostrazione dei vecchi mestieri, la
possibilità di assaggiare i formaggi di malga locale (con
abbinamento ai vini) presso i bar della città. Radio Più darà voce
agli attori dell'evento con collegamenti in diretta. La novità: Il
bar alla Posta, nell'isola pedonale, invita ad ammirare il Biskoter,
antico ed originale oggetto della tradizione agricola. Sarà esposto
all'interno del bar, si tratta di un recipiente a forma di prisma
quadrangolare costruito con assi e sistemato all'aperto. Era
provvisto di un coperchio coperto da una pesante pietra per pressare
il contenuto ovvero foglie di rape sbollentate, raccolte in autunno
e conservate al freddo durante l'inverno. Ogni famiglia aveva
accanto alle mura di casa il Biskoter.
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL GAZZETTINO DI BELLUNO
14 OTTOBRE 2006
IL CASO DI FONZASO (BL)
CERCASI COMUNE CHE CON CIVILTA' OSPITI GLI ANIMALI
Marco Scapin
Fonzaso (BL) - Premesso che nessuno vorrebbe che esistessero
strutture ed organizzazioni, pubbliche o private, volontarie o meno,
finalizzate a tutelare i più deboli, i più maltrattati, siano essi a
due o a quattro zampe, proprio perché sarebbe preferibile che non ce
ne fosse la necessità, votare contro la realizzazione di un rifugio
per animali abbandonati mi sembra proprio l'emblema del più
egoistico antropocentrismo che trova nell'amministrazione comunale
di Fonzaso il suo più eclatante esempio. Ma tutto sommato tale
amministrazione ha in fondo ragione nel dire: perché proprio da noi?
Già, perché proprio da loro, da sempre così coerenti nell'abuso
della natura e degli animali? Cari comuni dell'area feltrina
ospitate voi gli innocui, innocenti, generosi, puliti e fedeli
compagni dell'uomo e lasciate che Fonzaso proceda coerentemente per
la sua strada, anzi molte strade. Un territorio che da sempre ha
ospitato allevamenti lager, strutture fatiscenti, cantieri, campagne
svendute all'industria del "mordi e fuggi", depositi d'immondizie
senza garanzie per l'ambiente, avvelenamenti di animali domestici,
ecc. Cercasi quindi comune interessato a dimostrare con un piccolo
segno di ospitalità il proprio grado di civiltà e di umanità. A
Fonzaso, tra poco, in uno dei loro capannoni, potranno andare a
vedere su più maxischermi ciò che era pochi decenni fa la "fenadora"
e dintorni e rinverdiranno i loro sogni, pardon, incubi!
---------------------------------------------------------------------
-----------
CORRIERE DI COMO
14 OTTOBRE 2006
Il canile di Albate chiuderà il 1° gennaio
L'ha deciso l'Asl ma l'Enpa lancia l'allarme: «Se non apre Valbasca
saranno guai»
Albate (CO) - Dal prossimo primo gennaio l'Asl chiuderà
definitivamente il canile di Albate. La decisione è stata messa nero
su bianco dal direttore del Dipartimento prevenzione veterinaria
dell'Azienda Sanitaria Locale, Giulio Gridavilla, in una lettera del
14 luglio scorso inviata all'Enpa di Como.
Nel documento, venuto alla luce soltanto ora, il dirigente dell'Asl
risponde a una precedente lettera dell'associazione animalista
datata 29 maggio, nella quale si chiedeva l'ennesima proroga
all'apertura del ricovero di Albate almeno fino al termine dell'anno.
La situazione si protrae dal 1999, quando prese quota il progetto
del canile alternativo attualmente in costruzione nell'area della
Valbasca, al confine tra Como e Lipomo. Adesso, però, l'Asl ha
deciso di stoppare definitivamente questo regime di rinnovo
semestrale, mettendo la parola fine all'attività di accoglimento
cani ad Albate.
In sostanza, quindi, a partire dall'anno nuovo il canile di via
Rampoldi potrà dedicarsi esclusivamente all'affidamento degli
animali già presenti. Sarà cioè vietato inserirne altri.
La frase della lettera dell'Asl è del resto inequivocabile. «Si
comunica - è scritto nel documento firmato da Gridavilla - che non
si procederà a ulteriori rinnovi delle proroghe semestrali.
Pertanto, a far data dal primo gennaio 2007, non verrà più
consentito il ricovero di nuovi animali nella struttura di Albate».
Il che, con la definitiva conclusione del cantiere per il nuovo
canile in Valbasca ancora in alto mare, significherebbe creare un
problema a qualcosa come 85 comuni della provincia di Como, che ad
oggi fanno riferimento all'impianto comasco per il ricovero dei
randagi.
Marco Marelli, presidente dell'Enpa, evidenzia la gravità della
decisione dell'Asl e le sue possibili conseguenze. «Questa
situazione rischia di crearci problemi enormi - ha detto ieri
Marelli - Se da gennaio non potremo più accogliere i cani e nel
frattempo non sarà aperta la nuova struttura della Valbasca oltre 80
comuni della provincia non sapranno più dove portare i cani. È
impensabile, infatti, che le strutture di Mariano Comense e di Erba
possano risolvere la questione, visto che hanno già ora problemi di
sovraffollamento».
L'appello è al Comune di Como. «Ci mancano 100mila euro per
terminare il nuovo canile - dice Marelli - A suo tempo il Comune ci
promise aiuti mai arrivati. Con l'aiuto dell'amministrazione
potremmo aprire in Valbasca per l'inizio del 2007, altrimenti
saranno guai».
*************************
«Il Comune trovi 70mila euro per la nuova struttura»
pronta un'interrogazione di an
L'Enpa ha un alleato nel consiglio comunale di Como. È il
consigliere di Alleanza Nazionale Stefano Molinari, che lunedì
prossimo presenterà un'interrogazione scritta al sindaco, Stefano
Bruni, per fare chiarezza sul caso e invitarlo a trovare almeno
70mila euro necessari all'ultimazione del nuovo canile.
«La situazione che si sta creando è particolarmente delicata -
afferma Molinari - Da un lato la struttura di Albate sembra ormai
destinata a chiudere definitivamente. Dall'altro, però, esistono
ancora oggettive difficoltà per la realizzazione del nuovo canile in
Valbasca».
«Ma in questo quadro - aggiunge Molinari - non si può non tenere
conto che dopo l'avvio del 2003 i lavori furono ripetutamente
ostacolati da interventi da parte di privati e del Comune di Lipomo
che comportarono un notevole aggravio di spesa per l'Enpa, costretta
a ritardi e a interventi non preventivati».
Allo stato attuale, in effetti, i lavori (già costati 614mila euro,
dei quali 103mila dati dal Comune di Como) rischiano di essere
interrotti, o comunque fortemente ritardati, proprio per la carenza
di fondi da parte dell'Enpa. Ed è proprio su questo punto che
Molinari chiede l'intervento di Palazzo Cernezzi.
«Il non completamento del nuovo canile - sottolinea - comporterebbe
non soltanto uno spreco di denaro pubblico e privato, ma una grave e
difficile emergenza per l'amministrazione comunale che dovrà
comunque trovare per legge una sistemazione ai cani».
Per questo nella sua interrogazione il consigliere di Alleanza
Nazionale chiederà «cosa intenda fare il sindaco per sostenere
l'ultimazione dei lavori del nuovo canile, se esiste da parte sua la
volontà di mettere a disposizione dell'Enpa un contributo in conto
capitale di 70mila euro da individuare al più presto, e comunque al
più tardi nel bilancio del 2007, oltre a prevedere interventi
diretti di sostegno, e come crede di procedere nei confronti degli
impegni assunti con il Comune di Lipomo».
---------------------------------------------------------------------
-----------
CELLULE STAMINALI
Anno 2006 Numero 124 del 13-10-2006
Australia. Centro di ricerca con le staminali si oppone a Chimera
L'Australian Stem Cell Centre (Ascc) ha preso le distanze dalla
richiesta di legalizzazione della tecnica controversa che unisce
ovociti animali e cellule umane al fine di spianare la strada alla
clonazione terapeutica.
L'opposizione alla cosiddetta "Chimera" e' stata sostenuta con forza
durante un'audizione al Senato, dove si stanno raccogliendo pareri
di esperti in vista di nuove leggi sulla ricerca. La posizione della
Ascc e' simile a quella del piu' famoso scienziato australiano, Jim
Peacock, il quale lo scorso mese ha detto che Chimera dovrebbe
essere vietata.
Per il direttore della Ascc, Stephen Livesey, le preoccupazioni che
circondano Chimera hanno distolto l'attenzione dal dibattito sulla
clonazione terapeutica. "Abbiamo una importantissima iniziativa
legislativa, la legalizzazione della clonazione terapeutica, che
deve essere discussa", ha detto Livesey. "Non vogliamo che la
discussione sia interrotta da una questione controversa e
scientificamente poco rilevante".
Entrambi i progetti di legge presentati al Senato -il primo scritto
dall'ex-ministro della Salute Kay Patterson e l'altro dalla
senatrice democratica Natasha Stott Despoja- prevedono sia la
clonazione terapeutica, sia Chimera, e di fatto accolgono in pieno
le raccomandazioni della commissione Lockhart.
---------------------------------------------------------------------
-----------
CELLULE STAMINALI
Anno 2006 Numero 124 del 13-10-2006
Usa. Clonati topolini da cellule staminali adulte
Sono stati creati due topolini clonati derivati da cellule
differenziate: i granulociti, un tipo di globulo bianco. E' quanto
viene riferito in una nuova ricerca pubblicata sul numero di
novembre di Nature Genetics. Una ricerca che di fatto smentisce la
teoria secondo la quale solo le cellule staminali adulte sono adatte
per clonare con successo gli animali. Questa ricerca non solo
dimostra per la prima volta che un animale può essere derivato
direttamente da una cellula pienamente differenziata, ma anche che,
queste costituiscono un punto di partenza migliore e più efficiente
per avviare il processo. La prova è, per l'appunto la nascita di due
cuccioli clonati di topo (morti però dopo poche ore) derivati da un
tipo di cellula sanguigna.
"I risultati della nostra ricerca indicano chiaramente -affermano
gli autori Xiangshong (Jerry) Yang, University of Cunnecticut e Tao
Cheng, University of Pittsburgh - che non c'è alcun vantaggio
apparente nell'usare cellule staminali adulte o cellule progenitrici
invece di cellule differenziate come donatrici di nucleo. Anche noi
siamo rimasti sorpresi nello scoprire che cellule differenziate sono
più efficienti per una clonazione. Infatti, abbiamo ripetuto il
nostro esperimento sei volte per essere sicuri. Ora possiamo dire
con buona probabilità che cellule differenziate come i granulociti
hanno la capacità genetica di diventare come un seme che può dare
origine a tutti i tipi di cellule necessarie per lo sviluppo di un
intero organismo. Un risultato che contraddice tutto quello che si
pensava fino ad ora rispetto a questo tipo di cellule".
Alla luce di questi risultati gli scienziati affermano, poi, che
Dolly, la prima pecora ad essere clonata nove anni fa, e gli altri
animali che sono stati clonati con il trasferimento nucleare di
cellula somatica (SCNT, Somatic Cell Nuclear Transfer) derivano,
molto probabilmente, da cellule già differenziate e non da cellule
staminali adulte, come molti hanno sempre pensato in tutti questi
nove anni.
Il trasferimento nucleare di cellula somatica è la metodica
comunemente usata per la creazione di un animale clonato e consiste
nell'iniettare un nucleo prelevato da una cellula somatica donatrice
e trasferirlo in un uovo non fertilizzato dal quale sono stati
rimossi i cromosomi. Studi fatti in precedenza ,dicevano che un
topolino clonato può essere derivato da cellule differenziate se
veniva utilizzata una procedure a due fasi, con la quale i primi
embrioni generati, con la metodica del trasferimento nucleare e
arrivati allo stadio della blastocisti, venivano utilizzati per
ricavare da loro cellule staminali embrionali che venivano, poi,
iniettate in un altro embrione ricevente.
Gli scienziati riferiscono di aver constatato, con una certa
sorpresa che i granulociti si sono mostrati più efficienti, nel
portare a termine il processo di clonazione rispetto alle altre
linee cellulari, con il 35-39 percento di probabilità di diventare
una blastocisti, uno stadio embrionale precoce in cui sono presenti
all'interno tra le 100 e le 150 cellule , rispetto all'11% delle
cellule progenitrici e solo il 4% delle cellule staminali.
"Dei 1828 tentativi di trasferimento nucleare fatti con cellule
staminali -sottolinea Cheng- pochissime sviluppano fino allo stadio
della blasticisti e non è stato prodotto alcun clone. Con questi
risultati è difficile credere che Dolly e altri animali clonati
siano stati derivati da cellule staminali adulte. Quello che è più
possibile è che questi animali derivano da tessuti cellulari
completamente differenziati".
Certamente, dicono gli scienziati per confermare quanto scoperto è
necessario fare ancora molti studi, soprattutto, per definire se
quello che hanno trovato con le cellule ematopoietiche, si verifica
anche per cellule di altri tipi di tessuti., Queste ricerche,
aggiungono, potrebbero avere importanti implicazioni per la medicina
rigenerativa, perché suggeriscono che in realtà il potenziale delle
cellule staminali adulte potrebbe essere più limitato di quanto si
pensava. Cheng sottolinea la rilevanza delle loro scoperte e afferma
che saranno utili per la ricerca sulle cellule staminali dei tumori,
chiedendosi se il trasferimento nucleare di cellule somatiche
potrebbe essere la chiave per capire o, persino, per riprogrammare
le cellule staminali tumorali in quanto alterate. Quindi questi
studi potrebbero, potenzialmente, rivelare nuovi bersagli molecolari
per il trattamento del cancro.
---------------------------------------------------------------------
-----------
CELLULE STAMINALI
Anno 2006 Numero 124 del 13-10-2006
Europa. Le cellule staminali riducono gli effetti nocivi della
radioterapia
In tutt'Europa si sta sperimentando l'utilizzo di cellule staminali
adulte contro le conseguenze negative della radioterapia. Le
staminali adulte, ancora presenti in molti tessuti dell'organismo
adulto, possono svilupparsi in alcuni tipi di tessuto ma non in
tutti, come e' invece prerogativa delle staminali embrionali. Un
progetto internazionale promosso dall'Universita' di Groningen
(Olanda) indica che gli effetti collaterali delle radiazioni sul
tessuto sano della pelle o delle mucose si riducono grazie a un
trattamento che utilizza le cellule staminali adulte. In altre
parole, le staminali immesse favorirebbero la rigenerazione del
tessuto irradiato. Gli esperimenti sono stati condotti sui topi, e
se i risultati venissero confermati anche nell'uomo, si farebbe un
passo avanti nel trattamento dei tumori, in quanto si potrebbero
superare gli attuali limiti di dosi delle radiazioni. Un altro
gruppo di ricerca, operante presso la clinica per radioterapia e
radiooncologia della Technische Universitaet di Dresda, riferisce
che con le staminali adulte sono riducibili gli effetti collaterali
relativi alla mucosa della bocca. Anche qui l'esperimento e' stato
fatto sui topi, dove e' stato osservato che la tolleranza ai raggi
aumentava notevolmente quando agli animali veniva somministrata,
prima o durante la radiazione, un certa quantita' di midollo osseo.
Queste ricerche sono state illustrate durante il venticinquesimo
congresso di ESTRO (European Society for Therapeutic Radiology and
Oncology) che si e' svolto a Lipsia dal 9 al 12 ottobre.
---------------------------------------------------------------------
-----------
CELLULE STAMINALI
Anno 2006 Numero 124 del 13-10-2006
Usa. Texas. Candidato democratico a governatore sostiene la ricerca
con le cellule staminali embrionali
Il candidato democratico a Governatore del Texas, Chris Bell, ha
annunciato il suo sostegno alla ricerca con le cellule staminali. Ha
anche detto che vuole trasformare il Texas in un leader del settore.
"La ricerca con le cellule staminali deve divenire l'obiettivo di
una rivoluzione per far si' che la politica non prevalga piu' sulle
decisioni giuste. Sarebbe una rivoluzione per smettere di parlare di
divieti e cominciare invece a finanziare la ricerca. E quando saro'
Governatore, sosterro' la ricerca con le cellule staminali
embrionali", ha detto Bell.
Come spiega Bell, e' stato un medico texano a sviluppare un
trattamento che ha permesso ad un topo paralizzato di camminare di
nuovo. Ma i tagli alla ricerca hanno obbligato questo ricercatore a
trasferirsi in Colorado.
"Per troppo tempo le persone in carrozzella si sono sentite dire che
devono accettare il fatto che non possono camminare, ma io credo che
con le cellule staminali potremo alzarci da queste carrozzelle fra
qualche anno", ha detto Ben Weatherman, dell'associazione per la
liberta' di ricerca Step Now.
La ricerca con le cellule staminali embrionali e' uno dei messaggi
centrali della campagna elettorale di Bell.
L'attuale Governatore repubblicano, Rick Perry, e' invece contrario
al finanziamento della ricerca con le cellule staminali embrionali,
ma ha detto di supportare quella con le staminali adulte.
Ciao. Mi chiamo Mery. Piacere di conoscerti se non ho già il piacere di conoscerti. Se ci conosciamo già.. BEN ritrovato/a!
Anche questa mattina pensavo ad un cane che si trova in una pensione vicino ad Abbiategrasso e che grazie a molte persone generose ha davanti un futuro .
Bingo, il suo nome... ha una storia particolare ma ha vicino un addestratore che lo sta seguendo per fargli tornare la fiducia nel genere umano.. Fiducia persa durante la sua permanenza in un canile dove non lo toccava nessuno perché.. Aveva morso.
Ghettizzato...
Ha avuto la sua nuova possibilità con una pensione adeguata e un addestratore che con lezioni serie lo sta aiutando a diventare un cane adottabile.
Questa vita é sostenuta da persone che partecipano alla sua vita con una "zampa" offertagli dal punto di vista economico per pagare le spese della pensione e dell'addestramento.
I mesi passano e le iniziative nate per aiutarlo aumentano sempre più.
"Pizzanimali".. nasce con l'intento di aiutare Bingo e altri cani che hanno bisogno di aiuto economico perché non riesco ad effettuare i pagamenti solo basandomi sulle mie forze. E' un modo per aiutare questi cani e per far conoscere delle persone che amano gli animali.. e che magari si conoscono solo via email.. oppure per coinvolgere nuove persone sensibilizzandole ai problemi comportamentali che cani e umani possono avere.
Pizzanimali é un'idea nata un po' per caso che vedrà organizzate delle serate o dei pranzi a base di PIZZE vegetariane. L'idea iniziale é di presentare una rosa di 4/5 pizze vegetariane fra cui scegliere e di associarvi una bevanda, bibita o birra che sia. Il tutto ad un prezzo ridotto... Maggiorato di 5 euro che saranno devoluti al pagamento delle spese di questi animali. Un menù fisso per stare insieme ed aiutarli insieme :-)
NULLA sarà trattenuto per la sottoscritta (normale prassi di tutte le mie "manifestazioni" o raccolte di fondi).
Questa iniziativa sta coinvolgendo sempre più persone e si spera in un gran numero di adesioni, sono della provincia di Pavia ma grazie alla collaborazione di persone amiche sta nascendo anche in altre città:
Per ora..
VIGEVANO (PV): una domenica a pranzo (per evitare il problema nebbia) data da decidersi ma verso metà novembre;
TORINO: un sabato sera... verso la metà di novembre.
Se altre persone volessero offrirsi di partecipare a serate organizzate in altre città possono contattarmi e se possibile si organizzerà. Sarebbero graditi altri aiuti.
Tutti coloro che vi parteciperanno riceveranno un piccolo pensiero e una presentazione delle vicende riguardanti Bingo e gli altri cani aiutati.. e Naturalmente Bingo é e sarà disponibile a conoscere tutti i suoi benefattori.. e io ad inviare copia dei versamenti effettuati tramite bonifico. La partecipazione delle persone sarà "tracciata" sul sito delle mie raccolte fondi con un riepilogo in modo anonimo delle presenze ma con sigle affinché chiunque possa controllare "entrate e spese" di queste collette, in modo da rendere il tutto molto trasparente.
Chi intendesse partecipare può contattarmi...
Chi si trova in zona Torino sarà messo in contatto con un'amica di Torino che si occuperà della serata torinese.
Ricordo:
TORINO e VIGEVANO (PV)... per ora queste zone.
Chi fosse interessato può rispondere a questa email fornendo gentilmente alcuni dati per essere da noi contattato appena definiremo la data e la pizzeria:
Nome e Cognome:
Città:
Nr di Telefono:
Email:
Nr di Persone:
Eventuali cani accompagnatori:
Carattere e Dimensioni:
Pizzanimali di Torino o Vigevano?:
Chiedo cortesemente la massima serietà; ai perditempo e alle persone con altri fini di non contattarmi.
Grazie a tutti per tutti i gesti di aiuto e per la partecipazione.
Un GRAZIE particolare a Cristiana, Miriam, Barbara e Giuliana, so che questo elenco si allungherà presto :-) Come farei senza questi aiuti preziosi!
Appena ci saranno le date sarà diffusa la locandina della "PIZZANIMALI".. con il suo logo particolare preparato da Barbara animalizzando l'immagine di una macchina fotografia :-)
Da: info@... [mailto:info@...]
Inviato: domenica 15 ottobre 2006 16.21
A: Undisclosed-Recipient:;
Oggetto: News Save The Dogs 15 ottobre 06
---------------------------------------------------------------------
-----------
LE PRIME 20 CUCCE PER I CANI DI CALARASI
Qualcosa a Calarasi si sta muovendo. Nonostante le gravi difficoltà
incontrate con il presidente dell'associazione Sufletel (che rifiuta
di mettere in pratica una serie di misure igienico sanitarie
indispensabili per la buona gestione del posto), abbiamo deciso di
non fermarci. Oltre alle 20 casette consegnate oggi (per un valore
di 520 euro più i costi di trasporto da Bucarest a Calarasi, circa
150 euro), abbiamo distribuito i primi 30 sacchi di cibo secco e
iniziato a vaccinare tutti i cani presenti nella struttura. Insieme
ai quattro medici veterinari di Unisvet, il team romeno della
clinica mobile oggi ha effettuato decine di terapie, diverse
sterilizzazioni ed ha operato sul posto un cane con frattura
rinvenuto investito a Calarasi. Molti dei cani trattati hanno
iniziato a mostrare i segni del pelo che ricresce. I primi due
recinti costruiti interamente a nostre spese sono stati completati.
La prossima settimana contiamo di consegnare una cinquantina di
palletts, per evitare che i cani dormano a contatto con il cemento
nel periodo invernale. Purtroppo, nonostante questi miglioramenti,
restano immutati alcuni problemi di gestione che dovranno essere
risolti nel più breve tempo possibile, come l'ingresso incontrollato
nel canile di nuovi randagi provenienti dalla strada, destinati ad
ammalarsi a contatto con gli ospiti in terapia. Vi terremo
aggiornati sull'evoluzione della vicenda.
Clicca qui per vedere le foto di ottobre
---------------------------------------------------------------------
-----------
Rinvenuta cucciona scheletrica nelle vicinanze di Cernavoda
Era uno scheletro alla ricerca disperata di cibo.La cagnolina della
foto è stata trovata due giorni fa in località Seimeni, un villaggio
a circa 7 km da Cernavoda, in condizioni pessime.
Speriamo tra un paio di mesi di potervi mostrare le foto del suo
pieno recupero fisico e psicologico.
Mentre i cani di Cernavoda possono contare su una buona
disponibilità di cibo, purtroppo quelli nei villaggi limitrofi
soffrono spesso la fame per la carenza di immondizia disponibile sul
territorio.
La cucciolona della foto non verrà più rilasciata e sarà disponibile
per adozione non appena le sue condizioni lo permetteranno.
---------------------------------------------------------------------
-----------
I veterinari di Unisvet in Romania
Nonostante il grave incidente d'auto che ha funestato quest'ultima
missione, i veterinari Unisvet hanno lavorato una settimana tra
Cernavoda, Medgidia e Calarasi.
Si tratta dell'ultimo gruppo di veterinari Unisvet del 2006, il
quinto dall'inizio dell'anno.
Ringraziamo Andrea Dorcaratto e tutti i veterinari italiani che
hanno partecipato numerosi al progetto Canibucarest, portando il
loro contributo di know how e lavorando a fianco dei medici rumeni.
Facciamo tanti auguri a G.F, il veterinario rimasto ferito durante
l'incidente d'auto provocato da un autista ubriaco nei pressi di
Cernavoda.
(nella foto, 3 dei 4 medici dell'ultimo gruppo).
---------------------------------------------------------------------
-----------
COSTANZA 21 SETTEMBRE
Questo cane, castrato e protetto da un signore di Costanza, è giunto
a Cernavoda in seguito alle ferite riportate durante un suo
tentativo di cattura da parte degli accalappiacani di Costanza.
Ha la mandibola rotta e verrà immediatamente trasportato a Bucarest
per subire un intervento che lo rimetta in salute.
A Costanza, dopo alcuni anni di sterilizzazione e rilascio, a causa
delle frodi e della cattiva gestione apparentemente verificatesi
nell'ambito della struttura che si occupava delle catture e delle
sterilizzazioni, il sindaco ha deciso di passare al "sistema
Bucarest". I cani, anche quelli sani e castrati, vengono catturati
brutalmente e uccisi con iniezione letale.
---------------------------------------------------------------------
-----------
PER AIUTARCI : info@...
tel. 320 6521564
Conto corrente bancario intestato a Save the Dogs onlus
CONTO BANCO POSTA n° 62998497
ABI: 07601 CAB:01600
Conto corrente postale intestato a Save the Dogs onlus
CONTO BANCO POSTA n° 62998497
causale del versamento : pro Romania
From: "direttivo\.aidaa" <Direttivo.aidaa@...>
cerchiamo chi ci aiuta a organizzare
GIORNATA DELLA TUTELA DEI PALMIPEDI
IL 20 NOVEMBRE GIORNATA DI TUTELA DEI PALMIPEDI
Il 20 Novembre è l'ultimo giorno d'autunno, il
giorno dopo comincia l'inverno e per i palmipedi
in particolare per quelli domestici inizia "il
periodo nero". Noi animalisti dell'AIDAA
invitiamo tutti gli animalisti e le associazioni
animaliste ad unirsi a noi il giorno 20 novembre
per trasformare quela giornata nella giornata di
tutela dei palmipedi e dei volatili da cortile
che troppo spesso vengono dimenticati nel
panorama delle iniziative di tutela animale.
Per quella giornata AIDAA prevede un raduno
nazionale animalista a Pregnana Milanese di
fronte a un allevamento intensivo di oche dove
migliaia di oche vengono tenute in poche
centinaia di metri quadrati, oche destinate ad
essere spiumate (per il piumino) e poi uccise e
destinate alle padelle natalizie degli umani.
CONTRO GLI ALLEVAMENTI INTENSIVI DI ANIMALI DA CORTILE
CONTRO L'ALLEVAMENTO IN BATTERIA DELLE GALLINE
CONTRO I MANGIMI CHE CONTENGONO FARINE ANIMALI
E PER DIFENDERE IL DIRITTO ALLA SALUTE DEGLI ANIMALI
Questi sono i motivi che ci spingono a indire la
giornata del 20 Novembre come giornata nazionale
di tutela dei palmipedi e dei volatili da cortile.
Invitiamo tutte le associazioni ad aderire alla
manifestazione e a intervenire firmando il
manifesto di tutela dei palmipedi e degli animali
da cortile che sarà presentato proprio il giorno
20 novembre 2006 nella manifestazione nazionale di Pregnana Milanese.
Per adesioni e info
Aidaa 3478883546
Indirizzo mail giornatapalmipedi@...
ww.aidaa.net
ANIMALI: NUOVI CASI DI CANI AVVELENATI A CAMPOBASSO
(ANSA) - CAMPOBASSO, 14 OTT - Continuano a Campobasso i casi di
avvelenamento di cani. Nelle ultime ore altri due animali sono morti
dopo aver mangiato - sostengono gli animalisti - polpette di carne
avvelenata con topicidi.
Questa volta, come d'altronde anche in precedenti casi, ad avere la
peggio e' stato un cane padronale uscito momentaneamente dal recinto
dove era custodito ed un randagio che da anni veniva accudito da una
animalista.
I nuovi casi di avvelenamento si sono registrati in una zona molto
centrale della citta', quella a ridosso del Mercato coperto. 'Siamo
ormai in piena emergenza - hanno detto alcuni rappresentanti delle
associazioni animaliste - il fenomeno sta assumendo sembianze
drammatiche e non conosce piu' confini. E' impensabile - hanno
concluso - che gente tanto spietata e senza scrupoli possa continuare
a compiere atti del genere nella piu' completa tranquillita''. (ANSA).
YM9-KGQ/RST 14-OTT-06 15:21 NNNN
L'11 ottobre VareseNews pubblica l'orrido articolo intitolato:
Oltre cani e formiche: un incontro per fare amicizia con la cucina
coreana
Malnate - L'incontro, che svela i segreti di una cucina
davvero esotica, dove non mancano bachi da seta e formiche
è organizzato dall'associazione Amicizia Italia Korea
Il testo si trova qui:
http://www3.varesenews.it/varese/articolo.php?id=57360
(e' riportato anche in fondo a questo messaggio)
Insomma, per fare "amicizia", cosa c'e' di meglio che massacrare
animali
e mangiarseli, e pure illegalmente?
Illegalmente perche' in Italia il consumo di carne di cane e'
vietato
dal Dpr 320 del 1954 "Regolamento di Polizia veterinaria" e dal
Decreto
Legislativo 286 del 1994 in materia di produzione ed immissione sul
mercato di carni fresche.
Ma anche se fosse legale, e anche se la manifestazione si fosse
svolta
in Corea e avessero mangiato "una bella porchetta" per festeggiare
l'amicizia con l'Italia... vogliamo chiedere loro perche' proprio
col
massacro di animali innocenti si vuole "cementare un'amicizia"?
Perche'
la crudelta', la violenza, l'uccisione devono essere considerate
come
una "festa"?
Ogni nazione ha delle usanze civili ed apprezzabili, e dei piatti
tipici
che non contengono animali morti: quelli vanno messi in luce, non
sempre
e solo la violenza e la crudelta', tanto piu' arrivando a compiere
atti
che nel paese ospitante sono illegali!
L'articolo parla di 3 serate, una gia' passate, le altre due sono il
20
e 26 ottobre. Per il 20 ottobre il Collettivo Animalista organizza
un
presidio sul posto, a Malnate (VA). Chi puo' partecipare, portando
cartelloni, striscioni... e cani, e' invitato a scrivere per aderire
a:
infcollettivoanimali@...
Per intanto, scriviamo per dire quel che ne pensiamo a:
info@..., redazione@...,
letterevarese@..., direttore@...
oppure:
info@...; redazione@...;
letterevarese@...; direttore@...
Grazie a tutti per la partecipazione.
Marina Berati
------------------------
L'articolo originale:
Malnate - L'incontro, che svela i segreti di una cucina
davvero esotica, dove non mancano bachi da seta e formiche
è organizzato dall'associazione Amicizia Italia Korea
Oltre cani e formiche: un incontro per fare amicizia con la
cucina coreana
Una delle cose interessanti da provare andando in Corea è
la sua cucina.
E per scoprirla, l'associazione per l'amicizia Italia corea
organizza per giovedì 12 ottobre 2006, presso la sala
consigliare di Malnate a partire dalle 21, un incontro
sulle Ricette e piatti tradizionali della Korea. A
presentare la serata, DukLim Lee, Vice-Presidente
dell'Associazione . Amicizia Italia Korea.
Tra i cibi caratteristici della cucina coreana ci sono
Kimch'i, il Pulgogi, il Pibimbap, il cui significato sarà
chiarito nel corso dell'incontro: che affronterà anche le
curiosità gastronomiche del paese, che si allontanano
decisamente da quelle che sono le nostre usanze sono i
bachi da seta, venduti per le strade d'estate, cotti nello
stadio di pupa, oppure le formiche rosse arrostite, utili
(dicono) contro i bruciori di stomaco, o ancora la carne di
cane, venduta in ristorantini specializzati, molto salutare
d'estate contro il caldo, o infine tutto ciò che prescrive
la farmacopea locale, come i serpenti, le corna di cervo, e
così via.
Quella di giovedì12 ottobre è la prima del ciclo di tre
incontri "Sapori e Saperi di Korea: la terra del calmo
mattino. Antiche culture, nuove speranze": la prossima si
svolgerà il 20 ottobre 2006 e avrà il titolo "Viaggio nella
Korea del Nord", con relatore Geri Morellini, giornalista e
autore del libro "Dossier Corea, Benvenuti nell'incubo".
L'ultima serata sarà invece il 26 ottobre 2006 e avrà il
titolo "Dall'infarto della democrazia in occidente a nuovi
modelli di Governabilità". Di questa, relatore sarà Mauro
Sarasso presidente dell'associazione Amicizia Italia
Korea
Mercoledi 11 Ottobre 2006
redazione@...
bairos@...
IL SECOLO XIX
16 OTTOBRE 2006
Caccia ai cavalli di Giacopiane Gli animalisti: «No al macello»
Un esperto sta catturando gli esemplari lasciati allo stato brado.
Per riaverli, i proprietari devono pagare 200 euro. Timori per
quelli non reclamati
Borzonasca (GE) - Il tam tam nell'universo animalista è già
cominciato. La temuta sigla Alf, acronimo in lingua inglese del
Fronte di liberazione animale, è pronta a intervenire con presidi e
picchetti qualora per i cavalli selvaggi di Giacopiane si profilasse
il rischio di finire al macello. Per tentare di risolvere una volta
per tutte un'emergenza che si protrae da anni, ovvero la presenza di
cavalli selvaggi nel parco dell'Aveto, il sindaco Ivo Pattaro ha
infatti emesso un'ordinanza che da una parte soddisfa, dall'altra
allarma. Soddisfa i proprietari dei terreni dove è capitato che gli
animali andassero a cercare cibo negli ultimi inverni, allarma il
fronte animalista, gli appassionati del genere equino e quanti
credono che i cavalli selvaggi possano (per non dire debbano) essere
considerati e trattati come una risorsa del territorio, addirittura
come un'attrattiva turistica.
Dice Enrico Bertozzi, direttore della scuola del fumetto di Chiavari
e grande appassionato di cavalli. «Il sindaco e il presidente
dell'Ente parco, Giuseppe Maschio, mi hanno fino a oggi garantito
che gli animali non rischiano di essere macellati - dichiara
Bertozzi - e non ho motivo di dubitare della loro parola. È chiaro
però che se solo il rischio si profilasse siamo pronti per correre
ai ripari e anche in maniera piuttosto rumorosa».
Ma andiamo con ordine. Con un'ordinanza che riprende un'operazione
analoga del 2003, il sindaco Pattaro ha messo all'opera un esperto
di cavalli selvaggi, Giuseppe Tassara, specialista di team roping.
Dopo aver piantato una tenda, Tassara si è messo all'opera per
catturarli. Nel giro di qualche giorno ne ha recuperati una
trentina. Venti sono già stati ripresi dai proprietari (che hanno
dovuto pagare circa duecento euro a capo per riaverli). Il prossimo
inverno dovrebbero tenerli nelle stalle in modo da evitare pascoli
sgraditi nei terreni dei privati. I cavalli che non saranno ripresi
dai padroni (una decina, finora) verranno venduti all'asta. È chiaro
che potrebbero acquistarli anche persone interessate alle carni.
«E' l'unica soluzione - dice Pattaro - Del resto anche i legittimi
proprietari potrebbero essere i primi a venderli per farne filacci,
non lo posso prevedere. In compenso devo risolvere un'emergenza
pubblica. Nelle scorse settimane sono state trovate anche due
carcasse di cavalli a Giacopiane. Dovrà pagare il Comune per
rimuoverle, sono pericolose, rischiano anche di inquinare le falde
acquifere della zona. Sono anni che insistiamo affinché i
proprietari non li lascino più liberi. Non hanno mai voluto sentire
ragioni».
«Se è per questo, è pericoloso anche spostare questi animali tutti
privi di vaccinazioni e libretti sanitari - chiosa Bertozzi - Non si
sa che tipi di malattie possono trasmettere muovendoli dal loro
habitat». L'Asl 4 sta effettuando tutti gli esami del caso, in
particolare per l'anemia infettiva equina, non trasmissibile
all'uomo. A metà settimana scadrà il termine per i proprietari che
vogliano riprendersi i cavalli catturati. «Verranno quasi tutti»,
spiega il vigile Claudio Bona che segue la pratica. Le
preoccupazioni degli animalisti riguardano quel "quasi".
Francesca Forleo
16/10/2006
Il sindaco di Borzonasca ha firmato l'ordinanza che autorizza
l'operazione: «E' un'emergenza pubblica». Enrico Bertozzi, grande
appassionato: «Siamo pronti a intervenire per evitare che facciano
una brutta fine»
---------------------------------------------------------------------
-----------
Animalieanimali
16 OTTOBRE 2006
DOSSIER ENPA, NEL 2006 GIA' 5630 MALTRATTAMENTI
Rapporto "Animal Killer", più di 40mila uccisi nel 2004
Dall'inizio dell'anno sono stati accertati 5.630 casi di animali
sottoposti a sevizie o maltrattamenti in Italia. E'
l'Orca, 'Osservatorio reati contro gli animali' promosso dall'Ente
Nazionale Protezione Animali, a fornire le cifre del fenomeno,
aggiornate al 10 ottobre scorso. L'Orca e' una struttura che
quotidianamente si occupa di monitorare il fenomeno dei
maltrattamenti e dei reati contro gli animali attraverso una rete di
osservatori (volontari Enpa, Guardie Zoofile Enpa), tramite un
lavoro di ricerca centralizzato, di verifica dei casi e di analisi.
L'Osservatorio sui maltrattamenti dell'Ente Nazionale Protezione
Animali ha pubblicato e reso disponibile on line (www.enpa.it) un
voluminoso rapporto annuale sui reati contro gli animali, il
dossier 'Animal killer 2005'. Con la legge 189/2004 che ha riformato
il vecchio articolo 727 del Codice penale, i reati relativi ai
maltrattamenti agli animali non sono piu' catalogati tra le
contravvenzioni, ma tra i delitti. Cambia la gravita' del reato (ora
si rischia il carcere), cambiano i tempi di prescrizione.
Il rapporto Animal Killer ha accertato, per il 2004, 1.066 reati
compiuti ai danni di animali. Le vittime sono state complessivamente
72.812, tra cui 4.402 cani (6%) e 1.054 gatti (1,5%). Gli animali
uccisi sono stati 40.810, la regione con il maggior numero di reati
accertati e' stata la Lombardia (137 casi) seguita dall'Emilia
Romagna (125) e dalla Toscana (104).
Per quanto riguarda i responsabili dei reati, sono sconosciuti nel
41,1% dei casi accertati, mentre sono i proprietari nel 26% dei
casi. I reati contro gli animali avvengono in citta' (40,8% dei casi
accertati), nelle aree extraurbane, campagne o boschi (37,8%) e
nelle abitazioni o aree condominiali (21,4%). Il rapporto sottolinea
poi che sono stati accertati 165 casi di avvelenamento e 160
abbandoni di animali.
Il rapporto 2005 sui reati contro gli animali in Italia 'e', come
era prevedibile, una galleria degli orrori. Analizzato nell'insieme,
il quadro che emerge e' fatto di innumerevoli dettagli in grado di
fotografare la ferocia umana nei confronti degli animali.
Di tutti gli animali. Da questo rapporto -si legge nel dossier-
appare evidente, ed e' il primo elemento di rilievo, che a subire la
violenza umana non sono solo i cani e i gatti. Anzi. Esiste, secondo
elemento di rilievo, una precisa scala gerarchica delle violenze:
nella percezione dell'uomo, infatti, la violenza contro gli animali
domestici appare grave; meno grave sembra invece quella contro gli
altri animali, compresi i selvatici'.
I 1066 reati analizzati dall'Orca 'rappresentano l'insieme dei casi
accertati di violazione di leggi a tutela degli animali, domestici e
selvatici, di cui si e' avuta notizia'. L'Orca lavora monitorando
l'attivita' quotidiana delle 160 Sezioni Enpa e dei Nuclei delle
Guardie Zoofile dell'Enpa. A questo lavoro di monitoraggio si
affiancano il supporto degli 'osservatori' dell'Orca, che sul campo
raccolgono le informazioni relative a ogni singolo caso, e la
catalogazione dei casi di cui si sono occupati gli organi di stampa
in tutto il Paese. Questi ultimi casi vengono sempre verificati. I
casi studiati dall'Orca sono solo quelli di cui si e' avuta notizia
certa. 'Esiste un 'sommerso' insondabile che, secondo le stime
dell'Orca, dovrebbe quadruplicare i dati contenuti in questo
rapporto; questo 'sommerso' -viene spiegato- e' rappresentato dai
casi non denunciati alla magistratura e nemmeno segnalati.
Esistono casi occulti, di cui non si avra' mai notizia perche' nel
frattempo ogni traccia e' stata cancellata o non e' stata rilevata
(e' il caso dei tanti episodi di bracconaggio, di tante violenze
subite dagli animali negli allevamenti). Esistono poi casi, che
hanno testimoni, che non vengono segnalati in quanto il potenziale
testimone non rileva la gravita' del fatto o preferisce, per
convenienze proprie, non rilevarla'.
In Italia 'non meno di quattro milioni sono gli animalisti
appassionati.
Ventidue milioni, invece, gli italiani che possiedono cani o gatti
ai quali vanno aggiunti circa cinque milioni di persone che hanno in
casa altri animali da affezione. Almeno quaranta milioni sono gli
italiani che amano gli animali. A questa sensibilita' diffusa -
rileva l'Orca- non corrisponde, pero', una diffusa percezione dei
diritti. Tra i ventidue milioni di italiani che hanno in casa un
cane o un gatto, infatti, frequente e' la percezione secondo la
quale l'animale e' un oggetto o una 'cosa' con la quale accontentare
un piccolo, come se il cane fosse un giocattolo'.
La conseguenza di un approccio di questo tipo 'e' la scarsa
percezione dei maltrattamenti come illegalita'. La propensione alla
denuncia e' poco diffusa; diffusa e' invece l'indignazione che,
tuttavia, non produce 'impegno sociale' ne' fascicoli di Procura.
'Colpa' di una legge ancora 'giovane', scarsamente percepita in
tutto il suo peso: a differenza del vecchio articolo 727 del Codice
penale, gli articoli 544 bis (uccisione di animali), ter
(maltrattamento), quater (spettacoli e manifestazioni vietati) e
quinquies (combattimenti tra animali) e la nuova formulazione
dell'articolo 727 (abbandono e detenzione incompatibile) del Codice
penale prevedono il carcere e i reati contro gli animali diventano
reati e non piu' contravvenzioni. Chi viola questi articoli rischia
il carcere e non piu' una ammenda pecuniaria'. 'La scarsa
propensione alla denuncia viene confermata anche da un altro dato:
quello che riguarda gli autori.
Solo il 20,3% dei casi e' stato denunciato dai testimoni. Va
considerato che, in questa categoria sono classificate anche le
denunce presentate dalle associazioni animaliste diverse dall'Enpa.
Dopo l'entrata in vigore della Legge 189/2004, l'Orca ha registrato
372 casi relativi a uccisioni, maltrattamento, spettacoli e
manifestazioni vietati, combattimenti e abbandono di animali'.
'Di questi -si legge nel documento- ben 135 non risultano denunciati
all'Autorita' giudiziaria (il 36,8%) mentre sono 237 i procedimenti
penali aperti. Nella classifica dei reati, svetta l'uccisione di
animali (132 ca'Nel Centro-Sud, al contrario, questi reati sono
avvertiti meno pesantemente mentre sono piu' frequenti i reati
connessi all'esercizio dell'attivita' venatoria o al bracconaggio,
quasi sempre riscontrati dalle forze dell'ordine'. Analizzando i
dati relativi alle province, in testa figura Firenze, seguita da
Parma.
'Lontanissimi dallo stereotipo secondo il quale sono i cani e i
gatti gli animali piu' maltrattati in assoluto, i dati raccolti -si
legge- presentano invece una realta' completamente diversa'.
'Se i cani e i gatti vittime sono stati complessivamente 5.466
(4.402 i cani, 1.064 i gatti) -si fa notare- ben 67.346 animali di
altre specie sono stati uccisi o maltrattati. Gli uccelli sono la
classe che in assoluto subiscono piu' di tutti uccisioni e
maltrattamenti in Italia: sono stati ben 43.477 gli esemplari
coinvolti. Seguono i mammiferi (7.450 di cui 4.402 cani e 1.064
gatti), i pesci (5.452), i rettili (138), gli anfibi (64) e i
cetacei (8). Le galline ovaiole risultano essere, in valore assoluto
e non per numero di casi, gli animali piu' maltrattati nel 2004:
sono state ben 16.206. Seguono i ricci di mare (5.200 esemplari), i
cani (4.402), le tortore (3.779), le quaglie (2.669), i germani
reali (1.533), i cardellini (1.288), i fagiani (1.214), le allodole
(1.178) e i gatti (1.064)'.
'E' nei reati che vedono vittime i cani e i gatti che emerge
drammaticamente la ferocia umana. A parte gli avvelenamenti e gli
abbandoni -rileva il rapporto 'Animal Killer 2005'- l'Orca ha
classificato centinaia di casi mostruosi. Cani uccisi a bastonate e
poi gettati sui binari della ferrovia, gatti sbattuti contro un
muro, cani gravemente feriti da fiocine da sub, cagnolini gettati
nei fiumi con addosso la zavorra di grossi massi, fino ai cani e ai
gatti abbandonati nei cassonetti o soffocati nei sacchetti di
plastica o agli animali da affezione uccisi con armi da fuoco nelle
citta''. 'A volte gli animali diventano vittime del simbolismo della
mafia o della camorra. A Palermo, il 9 settembre 2004, un cane e'
stato trovato dinanzi a un portone: l'animale e' stato trovato
impiccato e con due cartucce in bocca. Cani e gatti -prosegue il
dossier dell'Orca- vittime del simbolismo mafioso ma anche delle
messe nere: a Licata, il 13 settembre, la Polizia ha trovato 50
gatti uccisi in una chiesa sconsacrata'.
- LE CONSEGUENZE PER GLI ANIMALI: In quarantotto casi su cento, gli
animali sono morti: 512 (pari al 48%) gli episodi che hanno
provocato la morte delle vittime. In 100 casi (il 9,4%) gli animali
sono stati feriti gravemente: hanno cioe' riportato ferite
invalidanti o mutilazioni permanenti. Centotrenta (pari al 12,2%) i
casi in cui gli animali sono stati feriti lievemente mentre in 324
circostanze (il 30,4%), non c'e' stata nessuna conseguenza fisica.
Tra gli episodi accertati, si ha notizia certa dell'avvenuta
presentazione della denuncia in 762 casi (il 71,5%) mentre in 68
casi non si ha la certezza della denuncia. Ben 236 i casi non
denunciati. A presentare formalmente la denuncia sono le Forze
dell'Ordine (262 reati denunciati pari al 34,4% dei casi di cui si
e' certi dell'avvenuta presentazione della denuncia), i volontari o
le Guardie Zoofile dell'Enpa (219 casi, 28,7%), i testimoni o i
volontari delle altre associazioni animaliste (155 casi, 20,3%) e,
infine, i proprietari degli animali (126 casi pari al 16,5%). NEMICI
DEGLI ANIMALI, 'DISARMATI' O 'DEVASTATORI': L'Orca suddivide nel
rapporto i nemici degli animali in due differenti filoni: 'animal
killer disarmati' e 'devastatori di specie'. 'Al primo -viene
rilevato- appartiene il maggior numero di nemici degli animali.
L'animal killer disarmato e' un essere umano che conduce normalmente
la sua vita; e' una casalinga o un professionista, un impiegato o
una infermiera. Il killer disarmato spesso ritiene di amare gli
animali, si arrocca sulla presunzione di essere superiore alle altre
forme di vita e, senza conoscenza e spesso inconsapevolmente,
provoca con i propri comportamenti dolore e sofferenza. E' il caso
degli 'addestratori domestici fai da te' o di chi acquista con
leggerezza un canarino o una tartaruga a una fiera'.
'Ma in questo filone -si legge nel rapporto- rientra anche chi, per
proteggere i propri spazi vitali o la proprieta', procede con
leggerezza a 'pulire' l'ambiente e il territorio dalla presenza
ingombrante di animali. Abitano questo segmento, con piena
cittadinanza, i tanti avvelenatori, gli esseri umani che per
impedire l'accesso, nel proprio giardino, dei gatti liberi, spargono
veleni o sistemano pezzi di vetro tagliente sui muri di recinzione o
addirittura, come e' accaduto di recente a Cuneo, lamette sullo
zerbino'. Si possono definire animal killer disarmati 'anche le
persone che abbandonano gli animali. E non sempre si procede
all'abbandono di un cane o un gatto in vista della partenza per le
vacanze: ci si libera di un animale domestico perche' diventa
ingombrante, perche' le sue abitudini e le sue esigenze sono (o sono
diventate) incompatibili con lo stile di vita di chi, con
leggerezza, qualche mese prima ha accolto in casa un cane o un
gatto'.
'Ci si libera di un animale domestico anche per la sopravvenuta
malattia dell'amico a quattro zampe o per l'impossibilita' di
assicurare, all'animale, le necessarie cure. Sono, questi esempi,
sintomi evidenti di una crisi del rapporto uomo/animale che nasce,
fondamentalmente, da una scarsissima conoscenza delle forme di vita
diverse da quella umana. E da una carente educazione. L'affetto di
un cane o di un gatto -viene sottolineato- sembra essere subordinato
alle esigenze del padrone e, da questo punto di vista, c'e' una
affettivita' prevalente (quella dell'uomo) e l'approccio umano
contempla innanzitutto la necessita' di sottomettere l'animale'.
Deriva dalla scarsa coscienza animalista 'anche la mancata
propensione alla denuncia. Proprio perche' un animale viene
considerato inferiore, proprio perche' 'la sua vita vale meno', non
sembra essere destinatario e titolare di diritti. Gli animal killer
disarmati non hanno tuttavia meno responsabilita' dei devastatori di
specie'. E' un 'devastatore di specie', sottolinea l'Orca, 'il
cacciatore che uccide gli uccelli nel periodo di riproduzione; e' un
devastatore di specie il bracconiere che dissemina trappole senza
nemmeno prevedere il numero di capi e gli esemplari destinati a
diventare vittime. E' un devastatore di specie il collezionista di
animali esotici o appartenenti a specie in via d'estinzione'.
'Pesanti responsabilita' -prosegue l'Osservatorio reati contro gli
animali- vanno attribuite inoltre a quegli allevatori che hanno,
radicata, la visione dell'animale inteso solo come fonte di reddito
e pertanto non titolare di diritti. A questi allevatori vanno
agganciati - in una logica di filiera del maltrattamento - gli
autotrasportatori selvaggi che non rispettano condizioni e tempi
imposti dalla legge per il trasporto degli animali, nonche' i
macellatori abusivi. Sono devastatori di specie gli organizzatori di
combattimenti e di corse clandestine. Questo settore e' chiaramente
controllato da gruppi che fanno capo a organizzazioni malavitose
vere e proprie'.
Tra i numeri 'oscuri' del fenomeno, c'e' un dato del 'sommerso'
che 'finora non e' mai stato rilevato: quello che riguarda il
coinvolgimento di animali in atti sessuali. E' il fenomeno della
zoopornografia; fenomeno che appare abbastanza diffuso ma privo di
riscontri. Esiste -sottolinea l'Orca- un mercato di materiali
fotografici e audio/video e la sua crescente diffusione va di pari
passo con la pedofilia'.
(Mac/Zn/Adnkronos)
---------------------------------------------------------------------
-----------
Animalieanimali
16 OTTOBRE 2006
A RISCHIO ESTINZIONE GLI ANFIBI NEL LAZIO
L'allarme lanciato al Congresso della Società Italiana di Ecologia
A rischio la sopravvivenza degli anfibi nel Lazio. A causa
dell'inquinamento ambientale e delle varie attivita' umane, nei
corsi d'acqua e negli stagni stanno scomparendo salamandre, varie
specie di rane, tritoni eccetera.
L'allarme anfibi, e non solo, e' stato lanciato oggi a Viterbo nel
corso del XVI congresso nazionale della Societa' italiana di
ecologia, organizzato dall'Universita' della Tuscia, al quale hanno
partecipato scienziati dell'ambiente di tutto il Mondo.
Dai risultati delle analisi scientifiche analizzate nel corso
dell'assise e' emerso che il fenomeno della scomparsa degli anfibi
non riguarda solo il Lazio, ma anche il resto d'Italia e del mondo,
tanto che, e' stato detto, il fenomeno viene definito 'declino
mondiale degli anfibi'.
'Nel Lazio - ha detto il professor Giuseppe Nascetti, direttore del
Dipartimento di ecologia e sviluppo economico sostenibile
dell'ateneo viterbese e uno degli organizzatori del congresso - si
stanno perdendo alcune delle diversita' ecologiche. Stanno
scomparendo infatti molti ecosistemi ed anche specie animali e
vegetali. Tra i vertebrati - ha aggiunto - i piu' colpiti sono
certamente gli anfibi, e cio' sembra essere in linea con quello che
avviene a livello globale, dove la perdita di mammiferi e' del 23
percento, di uccelli del 12 percento, di anfibi (rane, rospi e
tritoni) del 43 percento'. Insomma, nel Lazio, come nel resto
d'Italia e del Mondo, ad avviso dei partecipanti al congresso, e' in
atto un progressivo ma inesorabile aumento dell'inquinamento
ambientale.
Gli scienziati, dati alla mano, hanno sostenuto che e' stato toccato
il picco storico degli ultimi 400 mila anni della presenza di
anidride carbonica (CO2) responsabile del cosiddetto effetto
serra. 'Le combustioni di qualsiasi tipo - ha detto ancora Nascetti -
innalzano la temperatura del pianeta'. In proposito, dal congresso
e' emerso che l'Italia, tra i sottoscrittori del protocollo di
Kyoto, avrebbe dovuto ridurre del 7 percento le emissioni di CO2 ed
invece c'e' stato un aumento del 13 percento. 'Questo vuol dire - ha
sottolineato Nascetti - che l'Italia e' fuori dei limiti del 20
percento.
Questo ci obblighera', secondo gli accordi di Kyoto, ad acquistare
come compensazione, una foresta in una parte qualsiasi del
mondo,oppure a piantarne una nuova o impedirne il taglio. Soldi che
l'Italia deve sborsare e che pesano anche su noi cittadini'.
Nascetti ha poi detto che l'Italia e' al primo posto in Europa per
numero di procedure per infrazioni ambientali. 'Ne sono gia' state
decretate 22 - ha precisato il docente - e altre 700 sono in corso
di valutazione. Questo non solo ci obbliga al pagamento di multe, ma
ci elimina anche dalla lista dei paesi ai quali spettano fondi per
la tutela ambientale'. Nascetti, infine, ha reso noto che la Regione
Lazio, per non aver adeguato agli standard europei le cosiddette Zps
(zone a protezione speciale) ha pagato per anni all'Unione Europea
200 mila euro per ogni giorno di ritardo. La situazione e' stata
sanata di recente con l'ampliamento e l'adeguamento agli standard
europei delle ZPS.
Al XVI congresso nazionale della societa' italiana di ecologia che
aveva come tema 'I cambiamenti globali, diversita' ecologia e
sostenibilita'', hanno partecipato piu' di 500 ecologi italiani,
oltre ad alcuni scienziati provenienti dagli Stati Uniti, dal
Canada, dalla Francia e da altri paesi europei.(ANSA)
---------------------------------------------------------------------
-----------
L'ARENA
16 OTTOBRE 2006
Volpi uccise e gettate tra i rifiuti
Coletto: «Provocazione di bracconieri».
Provincia di Verona - Due volpi morte ammazzate, molto probabilmente
impallinate, sono state gettate una dentro e l'altra sopra un
cassonetto, sempre lo stesso, e qui sono rimaste per ben due giorni.
I due poveri animali erano stati notati ancora a metà settembre, per
due domeniche consecutive e sempre verso sera, in località
Pravazzar, sulla strada Graziani, all'incrocio che porta a Malga
Ime, dove si trova il contenitore che raccoglie le immondizie della
zona. La volpe che in seguito è stata ritrovata morta sul coperchio
del cassonetto aveva ancora in bocca l'orecchio di una lepre, quasi
una macabra rappresentazione.
Le carcasse sono state notate da molta gente e in particolare da
Maria Teresa Sandri, che abita in località Caiar di Caprino, e che
ha immediatamente chiamato l'Ente nazionale protezione animali
(Enpa) di Verona per far sapere l'accaduto, ottenendo però scarsa
soddisfazione.
«Io sono un'appassionata di montagna e amo molto gli animali, per
cui non riseco a capire come si possa trattarli in questo modo. Non
voglio accusare nessuno», racconta la signora Sandri, «ma non mi
sembra una fatalità che due episodi così simili si siano verificati
a distanza di una quindicina di giorni, sempre dopo una giornata di
caccia. Questa volta ho notato l'animale verso le 18 e come me lo
hanno certamente visto in molti, dato che era stato buttato proprio
sul coperchio».
L'avvistamento è stato fatto di domenica, lunedì mattina è stata
fatta la segnalazione, il lunedì sera era ancora là, con mosche
dappertutto, gli occhi sbarrati e la puzza che iniziava a sentirsi.
Un giovane esemplare femmina.
«L'altra era più grossa ed era stata messa in un sacco nero, però si
notava bene perché la coda sporgeva fuori. Anche allora l'animale
restò lì almeno due o tre giorni. Così ho chiamato l'Enpa, ma mi
hanno spiegato che è loro competenza occuparsi degli animali
domestici, non di quelli selvatici. Io sono sconvolta dalla poca
attenzione e rispetto che certe persone hanno verso questi esseri
viventi come noi. Può accadere di ammazzare una volpe, ma quando è
morta non la si può lasciare così».
Luca Coletto, assessore provinciale alle politiche del settore
faunistico (caccia e pesca) ed ecologia, commenta: «È una sorta di
sfida messa in atto da alcuni cacciatori, che io definisco piuttosto
bracconieri, nei confronti della nostra attività di vigilanza, che è
stata intensificata dato che sono state spostate sul territorio più
persone e un' ulteriore squadra anti-bracconaggio. Contro questi
specifici fatti, così riprovevoli, abbiamo già fatto partire
controlli nella zona».
«La riposta alal signora Sandri deve essere stata data da qualche
persona non competente», spiega Nives Manara, capo nucleo delle
guardie zoofile dell'Enpa di Verona, «infatti le guardie zoofile
Enpa, secondo il decreto rilasciato loro dal prefetto, hanno il
compito di prevenzione e repressione delle infrazioni alle leggi e
ai regolamenti relativi alla protezione degli animali, alla difesa
del patrimonio zootecnico e alla vigilanza in materia ittica e
venatoria». «Questo vuol dire», precisa Manara, «che, essendo agenti
di polizia giudiziaria, possono fare indagini e chiarire questi
fatti, che considero abominevoli. Uccidere un animale è sempre
sbagliato, tanto più è farlo in questo modo e senza alcuna ragione.
Trovo barbaro che la volpe avesse un orecchio di lepre tra i denti:
qualcuno deve averlo messo di proposito. È una vendetta inutile nei
confronti di queste bestiole che non cacciano per piacere ma per
sopravvivere. Intanto, per segnalazioni, si può chiamare il
338.7059.438». (b.b.)
---------------------------------------------------------------------
-----------
Animalieanimali
16 OTTOBRE 2006
Usa richiamo vietato per quaglie, denunciato cacciatore
Palermo - F.T., 43 anni di Alia, e' stato denunciato per avere
utilizzato per cacciare un richiamo per quaglie non autorizzato.
L'uomo e' stato sorpreso dagli agenti a Valledolmo (Palermo) quando
ha messo in funzione il richiamo, occultano tra la vegetazione, che
era formato da uno stereo e un altoparlante, alimentati da una
batteria per autovetture, con un timer per l'accensione dalle 19.30
alle 6.30.(ANSA)
---------------------------------------------------------------------
-----------
Animalieanimali
16 OTTOBRE 2006
Sequestrati sei cardellini e richiami elettroacustici per la caccia
Campobasso - Gli agenti del Corpo Forestale delle stazioni di Sepino
e San Giuliano del Sannio nel corso di servizi antibracconaggio
hanno sequestrato nelle campagne di Sepino alcuni richiami acustici
a funzionamento elettromagnetico, varie reti per la cattura degli
uccelli e 7 esemplari di cardellini utilizzati dai bracconieri per
l'uccellagione.
Durante l'operazione sono state individuate e denunciate
all'autorita' giudiziaria due persone di origine campana. 'La
pratica dell'uccellagione - spiega una nota del Comando provinciale
del Corpo Forestale - viene effettuata per rifornire il mercato
della ristorazione o per il commercio improprio degli animali
catturati.
Le attrezzature sono state sequestrate mentre i volatili usati come
richiamo sono stati consegnati alla sezione della Lipu di
Casacalenda (Campobasso) per essere sottoposti a cure e
successivamente liberati. (ANSA)
---------------------------------------------------------------------
-----------
Animalieanimali
16 OTTOBRE 2006
Caccia di frodo, sei denunciati da Corpo Forestale
Frosinone - Sei fucili sequestrati, sei persone denunciate ed un
cacciatore ricercato per essere fuggito alla vista degli agenti
della Polizia Forestale e non prima di aver abbandonato oltre
duecento cartucce ed un richiamo elettronico. L'opera di prevenzione
e controllo del Corpo Forestale dello Stato in provincia di
Frosinone, nelle giornate di sabato e domenica, ha permesso di
individuare sei cacciatori di frodo nei territori di Boville Ernica,
Arce, sulle sponde del lago di Canterno e Ceprano mentre cercavano
di catturare uccelli ed animali selvatici. In particolar modo, a
Canterno, gli agenti dell'ispettore Biagio Celani, hanno rinvenuto,
poco lontano dalla riva del lago, quattro lacci di grandi dimensioni
ed utilizzati dai bracconieri per poter bloccare i volatili di
specie pregiata. I sei denunciati, quattro individuati dagli uomini
in servizio presso la stazione di Veroli e due in quella di Ceprano
sono stati deferiti all'autorita' giudiziaria per caccia illegale ed
utilizzo di mezzi illegali.(AGI)
---------------------------------------------------------------------
-----------
Animalieanimali
16 OTTOBRE 2006
Liberati 16mila visoni da un allevamento per pellicce
Un presunto Fronte animalista ha liberato circa 16.000 visoni dalle
loro gabbie in tre allevamenti della Galizia e le autorita' locali
denunciano il rischio di un 'disastro ecologico' nella regione.
Circa la meta' dei visoni liberati dalle loro gabbie sono stati
ricatturati, ma il resto si aggira libero nella provincia di La
Coruna dove si trovano gli allevamenti volti a trasformare gli
animali in costose pellicce. Secondo gli esperti, molti di essi
potrebbero morire di fame a causa della difficolta' a reperire cibo.
Non si sa ancora con certezza chi stia dietro alla clamorosa azione,
ma si sospetta un gruppo di 'ecoguerrigleri', a causa del modo
perfettamente organizzato con cui sono stati liberati gli animali,
durante la notte. Un anno fa un'azione simile, riferiscono i media
locali, fu compiuta dal Fronte di Liberazione Animale, che pero'
sinora non ha rivendicato nulla. La polizia ha posto in atto una
caccia in grande stile per tentare di ricatturare i visoni, che in
natura sono dei predatori che si alimentano di qualsiasi tipo di
piccoli animali e possono essere pericolosi anche per l'uomo se
vengono cacciati senza l'aiuto di personale specializzato. (ANSA)
---------------------------------------------------------------------
-----------
Animalieanimali
16 OTTOBRE 2006
Cacciatore si spara in un gamba e muore dissanguato
Grosseto - Un cacciatore di 69 anni e' morto ieri dopo essersi
sparato incidentalmente in una gamba durante una battuta di caccia
nei boschi di Montebuono di Sorano, a Grosseto. Francesco Zorzan,
torinese, e' morto dissanguato: il colpo della sua doppietta gli ha
infatti reciso la femorale.
Secondo la ricostruzione dei carabinieri, Zorzan era uscito di casa
stamani da solo per andare a caccia. Mentre stava procedendo nel
bosco e' probabilmente inciampato e dalla sua doppietta calibro 12
e' partito un colpo che l' ha ferito alla gamba. Il proiettile ha
reciso la femorale e' l' uomo e' morto dissanguato. La moglie di
Zorzan, preoccupata perche' non lo vedeva rientrare, e' andata a
cercarlo assieme al cognato e l' ha trovato morto, da circa due ore,
riverso a terra.
Inutili i soccorsi del 118, subito chiamati dalla donna. Il corpo di
Francesco Zorzan e' stato composto all' obitorio dell' ospedale di
Pitigliano in attesa delle determinazioni del magistrato di turno.
(ANSA)
---------------------------------------------------------------------
-----------
ANSA MABIENTE
16 OTTOBRE 2006
ANIMALI: MADAGASCAR, IL PARADISO DELLE RANE / SCHEDA
Roma - Dalla rana arlecchino a quella pomodoro, ecco una breve
descrizione di alcune specie presenti in Madagascar, che potrebbero
diventare la nuova attrazione turistica dell'isola, secondo i dati
forniti dagli studi di Franco Andreone, ricercatore del Museo
regionale di scienze naturali di Torino. - Mantella arlecchino
(Mantella Cowani): Vive in un habitat ristretto all'are centrale
dell'isola, o 'haut plateau' malgascio. Da le popolazioni sono
risultate estremamente ristrette, con numero di individui molto
basso, a volte intorno a 50 (valore limite per la sussistenza di una
popolazione). La specie, raccolta intensamente in passato per il
commercio di animali, dal 2003 e' difesa dalle autorita' malgasce,
che hanno posto il divieto di esportazione. Si prevede di attivare
un allevamento in cattivita', in collaborazione con il Durrell
wildlife conservation trust. - Rana arcobaleno (Scaphiophryne
Gottlebei): vive nell'area del massiccio dell'Isalo, una zona
contraddistinta da un paesaggio arido e con canyon strettissimi e
profondi. E' difficilissimo documentare il canto e lo sviluppo
larvale. Le sue larve (girini) sono molto peculiari: si insabbiano
di giorno e si nutrono di alghe unicellulari, mentre di notte
nuotano a mo' di pesciolino. Quindi e' stata coniata una nuova
categoria eco-morfologica per classificare questo girino, denominato
psammo-nektonico. La rana arcobaleno e' molto ricercata per il pet-
trade, ma nessuno finora e' riuscita a riprodurla in cattivita' e
tutti gli esemplari esportati fino ad oggi non hanno dato vita ad
una progenie. Alla Zoological society of london sono riusciti a far
riprodurre degli esemplari confiscati in un aeroporto inglese, ma i
girini non sono sopravissuti, forse per mancanza di cibo idoneo. -
Rana pomodoro (Dyscophus Antongilii): non e' fortemente minacciata,
ma e' l'unica specie di anfibio malgascio ad essere incluso nella
lista della Cites o Convenzione di Washington, quindi il suo
commercio e' vietato. Tale divieto ha avuto come effetto conseguente
che una specie affine, rana pomodoro di Guinet (Dyscophus Guineti),
e' stata esportata in grandi quantita' e, paradossalmente, sembra
essere piu' minacciata della rana pomodoro. La peculiarita' e' che
la rana pomodoro e' molto abbondante all'interno della citta' di
Maroantsetra (nel Nordest del Madagascar), ma al di fuori della
citta', un tempo abbondante, sembra essere in declino, probabilmente
per l'utilizzo di pesticidi. KWS
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL GIORNALE DI VICENZA
16 OTTOBRE 2006
Presa d'assalto la mostra al Bonaguro
«Mondo animale conoscerlo per proteggerlo»
Vicenza - La mostra permanente con l'esposizione di una cinquantina
di animali impagliati donati alla città dalla Fondazione Lume,
aperta ieri mattina alle 10 nella sede provvisoria di palazzo
Bonaguro, ha sortito effetto immediato tra il pubblico. Già un'ora
dopo l'apertura numerosi visitatori, grandi e piccini erano entrati
nelle tre sale del piano superiore nel quale sono visibili splendidi
esemplari di felidi, ursidi, bovidi e grandi carnivori europei.
La mostra, verrà trasferita, una volta conclusi i lavori, nelle sale
del polo museale di Santa Chiara nell'ex caserma Cimberle Ferrari.
Ovviamente gli animali esposti saranno allora numerosissimi. Si
prevede comunque che la realizzazione del nuova struttura avverrà in
non meno di tre anni.
L'iniziativa "Mondo animale conoscerlo per proteggerlo" è stata
volta dal Comune, tramite l'assessorato alla cultura e alle attività
museali e dalla direzione del museo civico, con il sostegno della
fondazione Cariverona.
La mostra è aperta al pubblico il sabato e la domenica dalle 10 alle
12,30 e dalle 15 alle 18. Nei giorni di martedì e venerdì può essere
visitata tramite prenotazione.
Certo è che le prime ore di apertura, ieri, hanno indicato, con il
costante afflusso di pubblico, che il fascino del regno animale è
sempre immutato.
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL MESSAGGERO VITERBO
16 OTTOBRE 2006
Al poligono militare strage di mucche al pascolo
di FRANCESCA BIAGIOLA
Strage di mucche al pascolo all'interno del poligono militare di
Monte Romano dove nei giorni scorsi, durante un'esercitazione
militare più intensa del solito, sono state uccisi ben dieci animali
e altri cinque sono stati feriti in modo grave. Nel paese, che basa
molta della propria economia proprio sull'allevamento dei bovini,
adesso insorge il sindaco Domenico Pengo. «Bisogna che i militari -
dice - facciano più attenzione. E' vero che che le esercitazioni
vengono comunicate ed è dovere dei cittadini sgomberare la zona ma
non è cosa sempre facile con animali allo stato brado.
Al poligono militare di Monte Romano più che alle esercitazioni
belliche i soldati si danno al tiro alla mucca. Così, dopo l'ultima
involontaria carneficina, il primo cittadino del paese, Domenico
Pengo, li richiama all'ordine: «chiedo maggiore controllo», tuona.
Perché durante l'ultima esercitazione i colpi del Reggimento hanno
lasciato sul campo ben 10 animali e ne hanno feriti altri 5.
Non è la prima volta che incidenti simili accadono ma l'episodio
avvenuto nei giorni scorsi ha oggettivamente dimensioni eccezionali.
Un eccidio a tutto danno di uno degli allevatori di questo comune
del Viterbese, noto per l'importanza delle sue mandrie.
Evidentemente i militari erano alle prese con tiri più importanti
del solito: colpi così forti da mettere in allarme di notte l'intera
cittadinanza.
E questo nonostante il piccolo comune asservito al poligono sia da
decenni abituato ai boati delle esercitazioni. Così, rinvenuta
quell'enorme quantità di capi mandati anzitempo al macello, il
sindaco Pengo ha rotto gli indugi ed è intervenuto: «serve più
controllo e sicurezza», ha detto. «Perché è vero – ha sottolineato
il sindaco di Monte Romano – che le esercitazioni vengono comunicate
ed è dovere dei cittadini sgomberare la zona (cosa non sempre
facile, con animali allo stato brado) ma è pure vero che gli
incidenti sono più frequenti che in passato. Gli accessi al poligono
sono privi di sentinelle e di chiusura ermetica; e non usano
evidentemente controllare la zona dall'osservatorio posto
all'interno del poligono. Alrimenti avrebbero visto il bestiame».
Poco tempo fa a perdere la pazienza con i militari fu Tarquinia:
divampò un pauroso incendio nei campi di tiro di Pian di Spille,
pieni di sterpaglie. Ora tocca a Monte Romano. «La perdita
economica, la morte brutale degli animali e lo scarso controllo»,
dice Pengo. «La gente non è più tranquilla».
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL MESSAGGERO FROSINONE
16 OTTOBRE 2006
I CONTROLLI DELLA FORESTALE
Bracconaggio, sette denunciati
di EMILIANO PAPILLO
Controlli a tappeto da parte del corpo Forestale in ciociaria contro
i bracconieri e la caccia clandestina ai cinghiali, tortore,
allodole e quaglie. Particolarmente controllate le zone di Arce,
Boville Ernica e Ferentino a ridosso del Lago di Canterno. Trovati
numerosi lacci metallici usati dai bracconieri per i cinghiali. Gli
uomini della Forestale hanno individuato e denunciato sette
cacciatori ciociari, con sequestro di altrettanti fucili, decine di
lacci metallici ed oltre 300 cartucce. "Abbiamo dato vita ad una
serie di controlli in tutta la Ciociaria per bloccare il fenomeno
del bracconaggio ai cinghiali ma anche a tortore, quaglie ed
allodole, assai presenti nel territorio provinciale. Abbiamo scelto
i boschi attorno ad Arce e Boville Ernica ed il Lago di Canterno che
soprattutto nei week-end sono battuti da centinaia di cacciatori.
Purtroppo abbiamo trovano e sequestrato decine di lacci metallici
che vengono usati per bloccare cinghiali e altri animali" ha
spiegato ieri l'ispettore Biagio Celani aggiungendo: "E' reato il
bracconaggio e per questo abbiamo effettuato diversi controlli con
denunce e sequestro di materiale. Fortunatamente non abbiamo trovato
cinghiali abbattuti abbandonati dai bracconieri. Il bilancio della
domenica è però pesante. Sette fucili sequestrati, altrettante
denunce e molto materiale sequestrato. In alcuni casi i cacciatori
occupano terreni privati a ridosso anche delle abitazioni, non è
legale. Comunque non stiamo facendo sconti a nessuno ed anche nei
prossimi giorni i controlli saranno serrati".
---------------------------------------------------------------------
-----------
SESTO POTERE
16 ottobre 2006
VECCHI (AN): "IRREGOLARE" IMPIANTO CATTURA UCCELLI DA RICHIAMO A
MONTERENZIO (BO) "
Bologna - L'impianto di cattura di uccelli da richiamo
venatorio "Selva", situato nel comune bolognese di Monterenzio, è
oggetto di un'interrogazione di Andrea Vecchi di alleanza nazionale,
il quale riferisce che, nel corso dei sopralluoghi effettuati dal
Corpo forestale dello Stato, i cui esiti sono stati trasmessi agli
organi competenti il 18 agosto scorso, nell'impianto citato
sarebbero emerse alcune violazioni.
In particolare, segnala l'esponente di an, il 23 marzo di quest'anno
al proprietario dell'impianto "uno dei pochi, se non l'unico
esistente sull'intero territorio provinciale" sarebbero stati
notificati due verbali di contestazione di illecito amministrativo
per violazione di norme tra le quali una (quella all'articolo 61,
comma1 lettera q della legge regionale 8/94) che comporterebbe la
revoca dell'autorizzazione all'allevamento privato.
Poiché la Regione Emilia-Romagna ha delegato la Provincia di Bologna
ad effettuare attività di cattura, Vecchi chiede alla Giunta: se è a
conoscenza del rapporto redatto dal Corpo forestale delle Stato; se
sono stati presi provvedimenti per regolarizzare la situazione
dell'impianto in questione ed eventualmente revocarne
l'autorizzazione; a chi ascrivere le eventuali responsabilità.
Il consigliere di alleanza nazionale ricorda che gli impianti
preposti alla cattura di uccelli passeriformi (effettuata per
fornire ai cacciatori richiami che vengono utilizzati negli
appostamenti fissi di caccia per attirare esemplari selvatici della
stessa specie) sono soggetti a regolamenti vincolanti che prevedono,
fra l'altro, che gli uccelli catturati siano collocati in gabbie di
grandi dimensioni e siano marcati con apposite fascette riportanti
l'anno di nascita e il periodo di cattura.
__________________________________________________ Do You Yahoo!? Poco spazio e tanto spam? Yahoo! Mail ti protegge dallo spam e ti da tanto spazio gratuito per i tuoi file e i messaggi http://mail.yahoo.it
From: "ali
comunicazione" <ali@...>
Subject: Firma e fai girare > Petizione online > In Toscana 500
cani e 100 gatti dal futuro molto incerto. Il 27 dicembre 2006 passeranno
le ruspe sul canile del Termine (Sesto Fiorentino - Fi) smantellato senza
ragione
Date: Sun, 22 Oct 2006 12:44:12 +0200
Petizione online > In Toscana 500 cani
e 100 gatti dal futuro molto incerto. Il 27 dicembre 2006 passeranno le
ruspe sul canile del Termine (Sesto Fiorentino - Fi) smantellato senza
ragione ignorando completamente il diritto alla vita di tutti gli animali
attualmente ospitati.
Cari amici e amiche,
vi chiediamo pochi minuti del vostro tempo per sottoscrivere una
petizione ed aiutarci ad evitare che 500 cani e 100 gatti vadano incontro
ad un futuro incerto nel cuore della "civilissima"
Toscana.
Il 26 settembre 2006, il comune di Sesto Fiorentino (Fi) ha emesso
un’ordinanza di smantellamento del canile del Termine e il 27 dicembre
passeranno le ruspe sul canile. Questo quindi più che un appello è
un'emergenza: tutti i nostri sforzi, le lotte che abbiamo intrapeso in
questi anni non avranno più senso; confidiamo nella solidarietà di tutti
voi per riuscire a tenere alzata la nostra e la vostra bandiera
animalista; ora più che mai abbiamo bisogno del vostro aiuto, lo
chiediamo noi volontari del canile ma soprattutto i cani e gatti che
restono inermi all'interno del canile, un posto che li ha accolti per
anni.
Non è più possibile tacere e assecondare gli atteggiamenti
inqualificabili con cui un’amministrazione nel 1997 emette un’Ordinanza
con la quale ci ordina di costruire un canile a norma di legge 43
investendo quindi e ristrutturando, e ben nove anni dopo ci ordina di
demolire tutto.
In tutti questi anni i cani del canile non sono costati una lira alle
amministrazioni: tutti sanno che la nostra associazione vive solo di
beneficienza. E nonostante tutto abbiamo i cani ed i gatti più belli e
più sani del mondo e diamo in adozione definitiva presso famiglie che li
amano un cane ed un gatto al giorno. L’Associazione ha speso in questi
quindici anni piu di due miliardi per ristrutturare il canile, ha
acquistato i terreni intorno al canile per circa 17.000 metri quadri. Ha
irnpiegato migliaia di volontari in questi lavori. Ma per
l’amministrazione non basta.
Vogliono vigliaccamente farci andar via a tutti i costi: a chi interessa
l’area del canile?
Contro tutte queste brutalità ed ingiustizie e per evitare il massacro
degli animali l'Unione amici del cane e del gatto - o.n.l.u.s.- propone
una petizione online per non lasciar cadere nel silenzio la
vicenda.
La raccolta firme serve per esprimere sfiducia al Sindaco e il totale
dissenso per le scelte dell'Amministrazione in merito alle problematiche
del Canile del Termine e per richiedere al Governo Italiano di
intervenire per salvarlo. E' una mobilitazione per la civiltà: è molto
importante che le istituzioni l'opinione pubblica e i media sappiano
quanti siamo ad inorridire davanti a una gestione così superficiale della
vita di centinaia di animali
- inviando una e-mail a
petizione@... specificando
"Oggetto: Canile del Termine (Sesto Fiorentino - Fi)", e
nel testo scritto "Sottoscrivo la petizione contro lo
smantellamento del Canile del Termine" seguito dal tuo nome e
cognome, indirizzo postale (via, numero civico, cap, città e provincia )
e e-mail.
- attivandosi per una raccolta firme scaricando il modulo specifico dal
sito
http://www.unioneamicidelcaneedelgatto.it/index_2.htm
e spedendo poi i fogli compilati presso la sede dell'Unione amici del
cane e del gatto -o.n.l.u.s.- sede legale: via S. Zanobi 82/r, 50129
Firenze.
Invia questa mail ai tuoi amici e conoscenti con preghiera di
sottoscrivere la petizione e di proseguire a loro volta con la raccolta
di firme presso i loro conoscenti.
Le associazioni e gli Enti (es. Uffici Tutela Animali) che volessero
sottoscrivere la petizione, non compilino il form online, ma ci
contattino esclusivamente via email a
info@...
Per maggiori informazioni: Canile di Via del Termine - Sesto
Fiorentino (Fi) - tel. 347.8345299-338.1746998 e visita il sito
www.unioneamicidelcaneedelgatto.it Per aiutarci: Conto Corrente Postale N°11148509 Intestato a:
Unione amici del cane e del gatto -o.n.l.u.s.- via S. Zanobi 82/r, 50129
Firenze
MERCOLEDI' VEGANI A ROMA
Da Cinzia: gio138@...
ciao sono cinzia,
volevo rendervi partecipi dell'iniziativa "mercoledì vegan" una cena
interamente vegana.
Si svolge tutti i mercoledì presso l'associazione culturale
"laboratorio sociale autogestito 100 celle" Roma.
Veniteci a trovare numerosi...
"mercoledì vegan"
viale della primavera 319/B Centocelle - Roma
per informazioni e prenotazioni, Cinzia 3494646081
grazie ciao
http://www.fiafonline.it
La FIAF – Federazione Italiana Associazioni Feline - organizza:
Esposizione Internazionale Felina
Al Parco Esposizioni NOVEGRO (Mi)
Sabato 28 ottobre 2006 & Domenica 29 ottobre 2006
Orari: h. 10,00 – 18,30
http://www.parcoesposizioninovegro.it/htm/comearrivare.htm
All'esposizione felina saranno inoltre presenti i volontari del
Gruppo AmiciMici con i loro protetti: deliziosi gattini e gattoni
pronti da essere adottati!
Se non potete portare un micio a casa con voi, potrete sostenere
l'opera dei volontari mediante le adozioni a distanza!
Gruppo AmiciMici
www.gruppoamicimici.it
info@...
CONVEGNO REGIONALE SULLE PROBLEMATICHE DEL RANDAGISMO IN SICILIA DA TENERSI NEL GIORNO 5 NOVEMBRE 2006, ORE 9,30 - 19,30 PRESSO IL CENTRO FIERISTICO "LE CIMINIERE" DI CATANIA (VIALE AFRICA)
DAL TITOLO:
"RANDAGISMO IN SICILIA: PROBLEMA SOCIALE. REALTA' E PROGETTUALITA', A 15 ANNI DALL'ENTRATA IN VIGORE DELLA LEGGE-QUADRO NAZ. n. 281 E A 6 ANNI DALLA LEGGE REGIONALE n. 15"
L'ASSOCIAZIONE PROMOTRICE E RESPONSABILE ASSOCIAZIONEANIMALISTI ITALIANI Sede Loc.(CT) Prof. Claudia Maria Micale
Con la collaborazione di:
ANIMALISTI ITALIANI (sede centrale Roma), ANTA (sede nazionale Carbonia), Associazione OIPA (sede provinciale CT), AMICI DEGLI ANIMALI (Nicolosi), ENPA per la Sicilia, LEGA NAZIONALE PER LA DIFESA DEL CANE (Palermo e Taormina), Coop. AMICI DI LORENZ (CT), LAV, ANPANA (CT), AMICI DEL CANE (Messina), EOLO A 4 ZAMPE (Lipari), AMBIENTE E' VITA (Enna).
I° Convegno Regionale - PROGRAMMA
Con il patrocinio :
REGIONE SICILIANA - ASSESSORATO PER LA SANITA'
PROVINCIA REGIONALE DI CATANIA
AZIENDA USL3 CATANIA
COMUNE DI CATANIA
I° CONVEGNO REGIONALE
DOMENICA 5 NOVEMBRE 2006
ORE 9,30 - 19,30
CENTRO FIERISTICO LE CIMINIERE (CT) - VIALE AFRICA
Titolo della relazione : "La prevenzione del randagismo".
Signor Bruno Mei Tomasi, fondatore e presidente dell'associazione A.N.T.A. (Carbonia), membro della commissione nazionale per il randagismo del ministero della sanità.
Titolo della relazione : "Randagismo, a che punto siamo?".
Signor. Elena La Porta, presidente (da 20 anni) della sede palermitana dell'associazione "Lega nazionale per la difesa del cane", presiede il coordinamento palermitano delle associazioni animaliste, è consulente del sindaco per il randagismo ed è membro Commissione Regionale per i diritti degli animali.
Titolo della relazione : "Randagismo a Palermo".
Signor Sergio Strazzeri, presidente dell' associazione "Lega Nazionale per la difesa del cane" di Taormina, promotore di un progetto pilota di Parco-Canile, Arch. Leo Micali, contrattista della cattedra di Arch. Facoltà di Reggio Calabria, e Arch. Giuseppe Parisi, libero professionista.
Titolo della relazione : "Progettare un Parco-Canile, e strategie per la sua gestione".
Ogni relatore avrà a disposizione circa 35 minuti.
- ORE 13,30 PAUSA PRANZO.
I LAVORI RIPRENDERANNO ALLE ORE 15,00 CON COMUNICAZIONI CONCORDATE DI CIRCA 15 MINUTI CIASCUNA.
- COMUNICAZIONI DEL POMERIGGIO :
Sign. Caterina Alcovito, Messina presidente associazione "Amici del cane".
Titolo : "Il rifugio sanitario nella Legge n. 15 e realtà del messinese".
Dott. Nino Algozino, medico veterinario, promotore dell'associazione "Ambiente e è Vita", sede di Enna, libero professionista.
Titolo : "Randagismo nella realtà ennese".
Dott. Giulietta Bizzarro, psicologa e psicoterapeuta, assistente volontaria di colonie feline.
Titolo : "L' attitudine a prendersi cura dei randagi, negli attuali contesti urbani".
Dott. Salvatrice Pantano, dirigente assessorato ecologia e sanità, settore ambiente (problemi animali) del comune di Siracusa.
Titolo : "Il ruolo dei Comuni nella legge regionale n. 15".
Dott. Giuseppe Donia, dirigente veterinario AUSL n. 5 di Messina, responsabile unità operativa per la prevenzione del randagismo, e anagrafe canina.
Titolo : "Realtà del randagismo a Messina e anagrafe canina".
Dott. Laura Gulotta, medico veterinario, fondatrice e presidente dell' associazione "Eolo a 4 zampe", Lipari.
Titolo : "Sinergie tra istituzioni e volontariato per la piena applicazione della legge n. 15".
- Infine, vi sarà un dibattito aperto al pubblico.
Altri contributi da parte di tecnici, politici, animalisti impegnati, rappresentanti degli enti locali, si concorderanno durante il convegno; sono benvenute le proposte, gli impegni, tutto ciò che risulti funzionale alla corretta conoscenza e alla risoluzione del problema.
AL CONVEGNO HANNO COLLABORATO LE SEGUENTI ASSOCIAZIONI :
ANIMALISTI ITALIANI (RM), ANTA (Carbonia), AMICI DEGLI ANIMALI (Nicolosi), EnPA per la Sicilia, LEGA NAZ. DIFESA DEL CANE (Palermo e Taormina),LAV, Coop. AMICI DI LORENZ (CT), OIPA (CT), ANPANA (CT), AMICI DEL CANE (ME), AMBIENTE E E' VITA (EN), EOLO A 4 ZAMPE (Lipari).
RANDAGISMO IN SICILIA : PROBLEMA SOCIALE.
REALTA' E PROGETTUALITA', A 15 ANNI DALL'ENTRATA IN VIGORE DELLA LEGGE-QUADRO NAZIONALE N. 281 DEL ' 91 E A 6 ANNI DALLA LEGGE REGIONALE N. 15 DEL 2000.
La Legge-Quadro n. 281 ha rappresentato una pietra miliare per quanto concerne il valore etico del rapporto uomo-animale e per la necessità di promuovere la tutela e il rispetto degli animali d'affezione. L' occasione del presente convegno costituisce un'opportunità preziosa per un aperto confronto tra le realtà locali, ed il cammino percorso dalle associazioni animaliste insieme agli enti locali per l'attuazione della legge regionale n. 15.
Intendiamo fare il punto della situazione, poiché come tutti ben sappiamo la nostra Regione ha recepito le direttive con notevole ritardo. Il randagismo è sotto gli occhi di tutti un problema sociale da contenere con le strategie più efficaci ed attraverso una seria progettualità, in cui necessitano ampie collaborazioni e sinergie. Questo primo convegno desidera porsi quale punto di partenza per successivi incontri e confronti tra associazioni, nelle loro realtà locali e le istituzioni.
Segreteria : 347 9862582 - fax 095 7800983
A N I M A L I S T I I T A L I A N I I DIRITTI DEGLI ANIMALI, UN DOVERE DEGLI UOMINI
Gentile Amico/a Animalista,
facci sapere se ti necessita la prenotazione alberghiera, per i giorni di sabato 4 e/o domenica 5, possiamo prenotarti presso l'Hotel "Novecento",un tre stelle, sito in Via Ventimiglia n. 37, tel. 095 310488. Durante l'intervallo-pranzo, sei gradito/a ospite del nostro Branch che si svolgerà presso la sala attigua al Convegno. Per qualsiasi problema telefonami al 347 9862582 o al 095-7800983. Ti aspettiamo al Convegno.
RESPONSABILE ASSOCIAZIONEANIMALISTI ITALIANI Sede Loc.(CT)
bairos@...
IL TEMPO MOLISE
15 OTTOBRE 2006
Cardellini per richiamo denunciati 2 bracconieri
Sepino (CB) - Avevano catturato sette cardellini, per utilizzarli in
modo da attirare altri volatili. Sono stati però individuati dagli
uomini della Forestale, in servizio presso i comandi di Sepino e San
Giuliano, nello svolgimento di servizi antibracconaggio e mirati al
controllo del territorio. L'episodio si è verificato ieri a «Fossa
della Gonna», nel territorio di Sepino, dove gli agenti della
Forestale hanno denunciato due persone di origine campana e
sequestrato dei richiami acustici a funzionamento elettromagnetico.
Tre dei sette cardellini sono stati immediatamente rimessi in
libertà, mentre gli altri quattro, utilizzati come richiamo, sono
stati consegnati alla Lipu di Casacalenda, perché bisognosi di cure.
L'attrezzatura utilizzata per il bracconaggio è stata invece posta a
disposizione dell'autorità giudiziaria. Una pratica purtroppo molto
diffusa, quella dell'uccellagione illegale, effettuata per rifornire
il mercato nero della ristorazione o il commercio improprio degli
animali che vengono catturati. Da qui l'intensificarsi dei controlli
da parte del Corpo forestale, che ha attivato servizi mirati per il
rispetto dell'ambiente e della fauna.
---------------------------------------------------------------------
-----------
SESTO POTERE
15 OTTOBRE 2006
MOZZARELLE DI BUFALA AGLI STEROIDI, PATTA RASSICURA
Roma - In merito ai sequestri effettuati dai Nas in alcune stalle
del casertano di animali nutriti con anabolizzanti in grado di
incrementare la produzione del latte e l'ingrasso degli capi di
bestiame destinati alla macellazione registriamo anche l'intervento
di Gian Paolo Patta, sottosegretario alla salute, che partecipando
al convegno di UNALAT (l'associazione dei produttori italiani di
latte e grana padano che hanno lanciato una campagna di
sensibilizzazione nelle scuole sui loro prodotti lattiero – caseari)
ha dichiarato: "i capi di bestiame sequestrati dai NAS erano
allevati da un gruppo di criminali che nulla hanno a che vedere con
gli altri allevatori e con tutti i produttori italiani".
"In ogni caso - ha aggiunto - l'Italia, secondo tutte le analisi
sugli alimenti, continua ad essere tra i primi Paesi in Europa per
la migliore alimentazione".
Il sottosegretario alla salute Gian Paolo Patta ha inoltre
annunciato una iniziativa del Ministro Livia Turco, determinata a
presentare in tempi brevi una piattaforma nazionale su un corretto
stile di vita e su una sana alimentazione, che coinvolga il più alto
numero di soggetti pubblici e privati.
"La prevenzione delle malattie - ha concluso - non può che basarsi
su una equilibrata dieta alimentare e su un corretto stile di vita.
E' importante ricordare che una sana alimentazione non è altro che
il frutto di una dieta complessivamente equilibrata e non certo di
una misurazione e analisi di ogni nutriente, come sembrano voler
fare alcuni Paesi del nord Europa nella lotta contro l'obesità e le
malattie".
---------------------------------------------------------------------
-----------
L'ARENA GIORNALE DI VERONA
15 OTTOBRE 2006
«Io, cavia all'ospedale per pagare le ultime rate della cucina nuova»
Sperimentazione e farmaci
Un veronese di 33 anni, in difficoltà a sbarcare il lunario, ha
deciso di mettersi a disposizione dei ricercatori. Ecco la sua forte
testimonianza
di Marzio Perbellini
Alza le spalle, sorride e dice che è roba da niente, a lui della
scienza e dei suoi progressi non gliene frega nulla. Piuttosto lo
preoccupano quei 1500 euro che da oltre un anno deve ancora pagare
per la cucina e che a quelli che gliel'hanno venduta ha assicurato
già tre, quattro volte di saldare. Inutilmente, perché il conto in
banca è in rosso, il mutuo della casa è alto e lo stipendio è sempre
quello. E allora, con l'aria un po' abbacchiata di chi dalla vita
non si aspettava di certo trionfi ma nemmeno continue mazzate,
racconta di essersi sottoposto alla sperimentazione di alcuni
farmaci per racimolare un po' di soldi. Si è presentato al Centro di
ricerche cliniche dell'ospedale di Borgo Roma e, dopo un colloquio e
gli esami prescritti, è diventato una delle cosiddette cavie umane
da laboratorio, figura considerata indispensabile a testare
l'efficacia o le possibili iterazioni delle medicine prima che
possano essere commercializzate.
Questo, infatti, è lo scopo del centro nato qualche mese fa, e non
ancora ufficialmente inaugurato, dalla collaborazione tra l'Azienda
ospedaliera e l'Università di Verona che, all'ultimo piano del
Policlinico - dove un tempo c'erano le stanze dei dozzinanti - si
occupa della sperimentazione clinica dei farmaci proposti da varie
aziende. «È il primo centro pubblico di questo tipo in Italia»,
aveva affermato con orgoglio poco dopo l'inizio dell'attività
Valerio Alberti, direttore generale dell'azienda ospedaliera-
universitaria, «e una delle poche realtà del nostro Paese che si
occupa di queste ricerche». Ricerche che la scienza considera
fondamentali e che Stefano Milleri, dirigente del Centro e già
direttore dell'Unità di farmacologia clinica della GlaxoSmithKline
(da dove tra l'altro proviene gran parte del personale impiegato nel
centro), giudica estremamente importanti anche per le modalità in
cui vengono eseguite: invece di essere svolte nei laboratori privati
delle aziende farmaceutiche, qui possono essere effettuate in una
struttura pubblica alla luce del sole e dove il paziente sottoposto
a sperimentazione è tenuto sotto costante monitoraggio e secondo
criteri che rispettano scrupolosamente la normativa prevista.
«"Non lo farò mai"», racconta, «poi ci ho pensato un po' e mi sono
detto "perché no?" mi faccio pure tutte le analisi gratis». «L'ho
saputo da una amica che lo aveva già fatto», dice accendendosi una
sigaretta che respira a grandi boccate, «mi ha spiegato un po' di
cosa si trattava e poi mi ha dato un numero di telefono da
contattare nel caso mi interessasse». «All'inizio», prosegue, «è
vero, non lo prendevo nemmeno in considerazione, la cosa mi faceva
paura e quando ne parlavo in giro mi consigliavano tutti di lasciare
perdere, di non rischiare. Anche i miei genitori mi dicevano che ero
pazzo e che non dovevo farlo, ma con i soldi poi non mi potevano
aiutare e me la dovevo sbrigare da solo, così alla fine mi sono
convinto che per sistemare qualche piccolo debituccio valeva bene
correre qualche rischio».
Un rischio, però, valutato e accettato, solo dopo aver soppesato con
attenzione sulla bilancia personale le entrate e le uscite e dopo
aver riflettuto sul calcolo scontato e dal segno rosso inciso nel
proprio pallottoliere mentale. E dopo essersi consultato con un
amico medico: «Mi ha detto di stare tranquillo, che non succedeva
nulla, i farmaci che provano sull'uomo sono sicuri e già ampiamente
testati sugli animali». L'incertezza ha così lasciato il posto alla
determinazione: «Ho 33 anni, lavoro nel pubblico, non sono sposato,
non ho una fidanzata e non ho nemmeno figli», dice schietto e
guardandoti dritto negli occhi, «guadagno 1100 euro al mese, nemmeno
poco alla fine, e qualche anno fa ho deciso di chiedere un prestito
di 90 mila euro per comperare una casa fuori Verona e quindi di fare
un mutuo che pago con 600 euro mensili». «I pochi soldi che avevo da
parte li ho impiegati per l'arredamento, che non sono però nemmeno
riuscito a pagare per intero, come la cucina». «In banca», prosegue
con la semplicità di chi si limita a raccontare le cose come stanno
e senza aspettarsi commiserazione e anzi semmai ridendoci un po'
sopra, «sono già sotto di 1000 euro nonostante oramai non faccio più
niente: non esco quasi mai, non vado mai al ristorante, raramente al
cinema e se mi incontro con degli amici il massimo che mi concedo è
una birra piccola. Di vacanze, poi, non se ne parla e allora che
altro potevo fare?».
Lui, allora, le ultime vacanze le ha passate al Centro di ricerche
cliniche di Borgo Roma. 1400 euro netti per sottoporsi alla
sperimentazione dell'iterazione di un farmaco in presenza di un
altro medicinale. «In tutto ho passato 8 notti in ospedale»,
dice, «che dovevano essere fatte in un arco di tempo di 35 giorni, è
andato tutto liscio, il posto era così bello che pareva di essere in
una clinica svizzera», scherza, «e a parte un po' di sonnolenza non
ho avuto nessun disturbo». «Sì», conclude, «c'erano altre persone,
saremmo stati una ventina impegnati in questo trattamento, entrava
uno, usciva l'altro, uno iniziava, l'altro finiva». «Perché erano
lì?, per i soldi», risponde guardandoti come se fossi un
deficiente, «per cosa sennò?».
---------------------------------------------------------------------
-----------
L'ARENA GIORNALE DI VERONA
15 OTTOBRE 2006
FERRARA DI MONTE BALDO. Coletto: «Provocazione di bracconieri»
Volpi uccise e gettate tra i rifiuti
Ferrara di Monte Baldo (VR) - Due volpi morte ammazzate, molto
probabilmente impallinate, sono state gettate una dentro e l'altra
sopra un cassonetto, sempre lo stesso, e qui sono rimaste per ben
due giorni. I due poveri animali erano stati notati ancora a metà
settembre, per due domeniche consecutive e sempre verso sera, in
località Pravazzar, sulla strada Graziani, all'incrocio che porta a
Malga Ime, dove si trova il contenitore che raccoglie le immondizie
della zona. La volpe che in seguito è stata ritrovata morta sul
coperchio del cassonetto aveva ancora in bocca l'orecchio di una
lepre, quasi una macabra rappresentazione.
Le carcasse sono state notate da molta gente e in particolare da
Maria Teresa Sandri, che abita in località Caiar di Caprino, e che
ha immediatamente chiamato l'Ente nazionale protezione animali
(Enpa) di Verona per far sapere l'accaduto, ottenendo però scarsa
soddisfazione. «Io sono un'appassionata di montagna e amo molto gli
animali, per cui non riseco a capire come si possa trattarli in
questo modo. Non voglio accusare nessuno», racconta la signora
Sandri, «ma non mi sembra una fatalità che due episodi così simili
si siano verificati a distanza di una quindicina di giorni, sempre
dopo una giornata di caccia. Questa volta ho notato l'animale verso
le 18 e come me lo hanno certamente visto in molti, dato che era
stato buttato proprio sul coperchio».
L'avvistamento è stato fatto di domenica, lunedì mattina è stata
fatta la segnalazione, il lunedì sera era ancora là, con mosche
dappertutto, gli occhi sbarrati e la puzza che iniziava a sentirsi.
Un giovane esemplare femmina.
«L'altra era più grossa ed era stata messa in un sacco nero, però si
notava bene perché la coda sporgeva fuori. Anche allora l'animale
restò lì almeno due o tre giorni. Così ho chiamato l'Enpa, ma mi
hanno spiegato che è loro competenza occuparsi degli animali
domestici, non di quelli selvatici. Io sono sconvolta dalla poca
attenzione e rispetto che certe persone hanno verso questi esseri
viventi come noi. Può accadere di ammazzare una volpe, ma quando è
morta non la si può lasciare così».
Luca Coletto, assessore provinciale alle politiche del settore
faunistico (caccia e pesca) ed ecologia, commenta: «È una sorta di
sfida messa in atto da alcuni cacciatori, che io definisco piuttosto
bracconieri, nei confronti della nostra attività di vigilanza, che è
stata intensificata dato che sono state spostate sul territorio più
persone e un' ulteriore squadra anti-bracconaggio. Contro questi
specifici fatti, così riprovevoli, abbiamo già fatto partire
controlli nella zona».
«La riposta alal signora Sandri deve essere stata data da qualche
persona non competente», spiega Nives Manara, capo nucleo delle
guardie zoofile dell'Enpa di Verona, «infatti le guardie zoofile
Enpa, secondo il decreto rilasciato loro dal prefetto, hanno il
compito di prevenzione e repressione delle infrazioni alle leggi e
ai regolamenti relativi alla protezione degli animali, alla difesa
del patrimonio zootecnico e alla vigilanza in materia ittica e
venatoria». «Questo vuol dire», precisa Manara, «che, essendo agenti
di polizia giudiziaria, possono fare indagini e chiarire questi
fatti, che considero abominevoli. Uccidere un animale è sempre
sbagliato, tanto più è farlo in questo modo e senza alcuna ragione.
Trovo barbaro che la volpe avesse un orecchio di lepre tra i denti:
qualcuno deve averlo messo di proposito. È una vendetta inutile nei
confronti di queste bestiole che non cacciano per piacere ma per
sopravvivere. Intanto, per segnalazioni, si può chiamare il
338.7059.438». (b.b.)
---------------------------------------------------------------------
-----------
BRESCIA OGGI
15 OTTOBRE 2006
CEVO. Un intervento atipico per i Vigili del fuoco
Una pecora nel dirupo Soccorsi da manuale
È invece fallito per la nebbia il recupero di un cane in un canalone
Lino Febbrari
Cevo (BS) - Nell'immaginario collettivo i Vigili del fuoco si
occupano esclusivamente di combattere le fiamme e di salvare vite
umane. Pochi sanno invece che i loro compiti sono variegati e che
tra l'altro comprendono pure il salvataggio di animali in
difficoltà.
Come è accaduto ieri in alta Vallecamonica dove la squadra del
distaccamento di Edolo è stata allertata per due interventi
riconducibili proprio al mondo animale: comunque due interventi per
salvare due vite in condizioni di grave pericolo.
Il primo, che a causa della fitta nebbia che gravava sulla zona non
è andato in porto, si riferiva a un cane immobilizzato in un
canalone in alta quota nei pressi del Lago d'Arno, in territorio di
Cevo. A lanciare l'allarme era stato il guardiano dell'invaso
artificiale che da un paio di giorni sentiva abbaiare l'animale.
Come detto la scarsa visibilità ha impedito ai militi edolesi di
raggiungere la zona. Resta la speranza che il cane possa cavarsela
con le proprie forze.
E' andata bene invece a una pecora, sempre nella mattinata di ieri,
che giovedì pomeriggio inseguita da un cane si era rifugiata in una
scarpata che strapiomba sul torrente Ogliolo a Lombro di Corteno
Golgi. Visti inutili i ripetuti tentativi effettuati negli ultimi
due giorni per portare in salvo l'ovino, e temendo che dopo oltre 48
ore trascorse in quella scomoda posizione potesse cadere in acqua ed
annegare, ieri mattina verso le 10,30 il proprietario ha chiesto
aiuto ai Vigili del fuoco.
Solo dopo quasi due ore di lavoro i pompieri sono riusciti a
raggiungere, imbracare e recuperare la pecora, che era impaurita e
stremata, e a riconsegnarla sana e salva all'allevatore.
---------------------------------------------------------------------
-----------
BRESCIA OGGI
15 OTTOBRE 2006
Interrogazioni alla Comunità montana in materia di caccia
L'offensiva della Lega su deroghe e cinghiali
Il gruppo della Lega Nord in Comunità montana torna a intervenire
sul decreto ministeriale dello scorso 4 agosto, che vieta alle
Regioni di consentire la caccia in deroga ad alcune specie.
Il capogruppo Antonio Sfondrini fa osservare che «Le deroghe
regionali hanno consentito negli anni di selezionare il prelievo
venatorio sulle effettive condizioni del territorio e della sua
fauna e nel contempo la sopravvivenza di abitudini venatorio
particolarmente diffuse nella nostra terra». Un giudizio positivo
sulle vecchie deroghe, e negativo sul loro divieto. Su tali basi la
Lega ha presentato una proposta al direttivo della Comunità montana
perché si sollecita «la presidenza del consiglio dei ministri,
attraverso comunicazioni formali e il nostro documento affinché
provveda al ritiro del decreto. Solo così si potrà garantire la
salvaguardia delle tradizioni venatorie da sempre vive nel nostro
territorio».
Lo stesso gruppo del carroccio in Comunità montana ha inoltrato una
interrogazione con la sottoscrizione del delegato di Niardo
Alessandro Bondioni, che riguarda l'ordinanza di autorizzazione del
Parco dell'Adamello all'abbattimento di cinghiali nel territorio di
Breno e Niardo.
Sfondrini dopo aver preso in esame l'ordinanza che «Autorizza
l'abbattimento degli animali unicamente perché ritenuti immessi ad
opera di ignoti e che la stessa non specifica le modalità pratiche
dell'abbattimento dei cinghiali», chiede al presidente Alessandro
Bonomelli e all'assessore al Parco Martino Martinotta «su quali
elementi oggettivi si basa la presunta immissione abusiva, le
ragioni per cui non è stata presa in considerazione la presenza dei
cinghiali per naturale e spontaneo spostamento degli stessi, se
l'ordinanza sia stata preceduta da una preventiva concertazione con
altri enti del territorio e infine quali siano le modalità di
attuazione dell'ordinanza e da chi verranno effettuate».l.ran.
---------------------------------------------------------------------
-----------
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO BRINDISI
15 OTTOBRE 2006
Questa mattina sarà liberata
Latiano/ La «serpe casara» e il suo habitat
Alessandra Pizzi
Latiano (BR) - Questa mattina, presso la Riserva Naturale Regionale
del Bosco dei Lucci, in agro di Mesagne, sarà effettuata la
liberazione di una «nidiata» di cervoni ad opera dell'Associazione
Alterius di Latiano. L'Associazione è stata fondata dal dott. Paolo
Friz, dal prof. Tiziano Fattizzo, dal dott. Gianfranco Ciola e dal
dott. Giuseppe Flora e si occupa della cosiddetta «fauna minore», di
piccoli animali, con una particolare attenzione nei confronti di
rettili e anfibi. Oltre all'impegno attivo e concreto per la
salvaguardia delle specie animali (a breve si concluderanno due
progetti per la liberazione di esemplari di tartaruga nella Riserva
Naturale di Torre Guaceto e ad Ostuni), ha, tra le maggiori
preoccupazioni, proprio questa: cominciare a sfatare le innumerevoli
leggende che rendono difficile la sopravvivenza di alcune specie di
animali assolutamente innocue e per di più utili per l'equilibrio di
tutte le specie viventi. Il cervone è una specie protetta a livello
europeo quale specie animale d'interesse comunitario e menzionata
nella Convenzione di Berna come specie strettamente protetta per la
quale si prevedono speciali misure di conservazione dell'habitat. Si
tratta del più grande serpente europeo e può raggiungere anche i due
metri e mezzo. È un animale assolutamente pacifico, nonostante la
mole e, anche se infastidito, non reagisce mai mordendo. «Questa
iniziativa - afferma Paolo Friz, medico veterinario e presidente
dell'Associazione Alterius - ha un duplice scopo: il primo è quello
di far conoscere e rispettare questi animali tanto bistrattati e
demonizzati, che invece hanno un ruolo fondamentale nell'equilibrio
ecologico; basti pensare al controllo delle popolazioni di topi che
essi riescono a realizzare, insieme alle altre specie di
ofidi.» «L'altro obiettivo - continua il dott. Friz - è quello di
tentare di rivitalizzare le popolazioni di cervoni, chiamato
comunemente, nei vari dialetti
locali, "guardapassu", "pasturavacche" o "serpe casara". La
diminuzione del cervone, che in alcune aree del Salento è
decisamente marcata, ha varie motivazioni: dall'uccisione diretta
dei piccoli a causa della vaga somiglianza con la vipera, alla
persecuzione che subiscono per la loro proverbiale lentezza che li
rende prede inermi. Inoltre, questa specie di serpente occupa le
stesse nicchie ecologiche dello «scurzone» (il biacco, Hierophis
viridiflavus) che essendo molto più aggressivo si ciba spesso dei
piccoli di cervone. Non bisogna dimenticare i luoghi comuni e
leggende ancora radicate tra la nostra gente. Per la tradizione
salentina la «serpe casara» sarebbe ghiottissima di latte, tanto che
per ottenerlo si attaccherebbe addirittura alle mammelle di mucche,
capre e pecore e, perché no, anche al seno di madri che, sdraiate
all'ombra di un albero o assopite allattano le loro creature. Ancora
oggi in molti giurano di aver sorpreso «la serpa cervone» mentre
succhia, avvinghiata alle loro gambe, il latte dalle poppe di vari
ruminanti e, soprattutto se si è in campagna, si continuano a
mettere ciotole colme di latte nell'ambiente in cui riposa un
lattante. In realtà il cervone, come ogni altro serpente, non ha
alcuna predilezione per il latte e non può attaccarsi alle mammelle
perché la conformazione della sua bocca non lo rende possibile». Gli
otto piccoli fratelli di «Elaphe quatuorlineata» che saranno
liberati sono nati in cattività grazie all'impegno di uno dei soci
dell'associazione Alterius, che ha allevato in incubatrice le uova
deposte da una mamma cervone. L'esemplare adulto era stato
recuperato nel centro abitato di un comune della provincia di
Brindisi, da volontari della stessa associazione che lo hanno
strappato da morte sicura. L'appuntamento, fanno sapere gli
organizzatori, è per le 10 davanti all'entrata principale del Bosco
dei Lucci. Per chi provenga da Brindisi, dalla Strada Statale 7
bisogna uscire in corrispondenza del secondo ponte, (uscita per San
Donaci), percorrere pochi metri sulla complanare opposta e quindi
imboccare la piccola strada asfaltata che si incontra sulla
sinistra. Il Bosco dei Lucci è ben visibile dopo circa 1 km sulla
destra.
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL GAZZETTINO D PADOVA
15 OTTOBRE 2006
MONSELICE Le analisi non hanno rilevato tracce di anabolizzanti e
cortisonici. Mancano gli esami dell'allevamento di Bovolenta
Dissequestrati gli animali dopo il blitz dei carabinieri
Monselice (PD) - Il blitz dei carabinieri del Nas (Nucleo anti
sofisticazione) nella prima decade di settembre in alcuni
allevamenti di Monselice si è risolto senza denunce. Infatti nei
campioni prelevati dagli animali e oggetto dell'indagine, non è
stata rilevata la presenza di sostanze ad azione anabolizzante e
cortisonici. È stato tolto, quindi, il vincolo del sequestro degli
animali delle aziende coinvolte nell'indagine.Gli allevatori di
Monselice hanno tirato un sospiro di sollievo: torna la serenità tra
gli allevatori coinvolti nell'indagine dei Nas, dopo una lunga e
snervante attesa dei risultati delle analisi. Certi di avere agito
nel rispetto delle regole i produttori di bovini hanno sempre
rivendicato la loro totale estraneità ad azioni legate alla
somministrazione agli animali di sostanze anabolizzanti. La loro
tesi ora viene confermata dagli esami. Il capitolo si chiude.
L'operazione coordinata dalla Procura di Rovigo aveva mobilitato i
carabinieri del Nas del nuclei di Udine e di Milano ed aveva
interessato un allevamento a Bovolenta. In quest'ultimo caso il
risultato degli esami non è stato ancora reso noto. Il lavoro dei
militari è stato coadiuvato dai veterinari delle aziende sanitarie
competenti. L'indagine prevedeva il campionamento del mangime, il
prelievo dell'urina e del pelo dell'animale.
---------------------------------------------------------------------
-----------
LIBERO NEWS
14 OTTOBRE 2006
Nuovi casi di cani avvelenati a Campobasso
Lo rendono noto gli animalisti
(ANSA) - CAMPOBASSO - Continuano a Campobasso i casi di
avvelenamento di cani. Altri due animali sono morti dopo aver
mangiato polpette avvelenate.Secondo gli animalisti, i due animali
ritrovati morti nelle ultime ore sono stati avvelenati con polpette
di carne avvelenata con topicidi. Questa volta, come d'altronde
anche in precedenti casi, ad avere la peggio e' stato un cane
padronale uscito dal recinto dove era custodito ed un randagio che
da anni veniva accudito da una animalista.
---------------------------------------------------------------------
-----------
VALTIBERINA ONLINE
10 OTTOBRE 2006
Avvelenato cane da caccia, torna l'allarme
Umbertide (PG) - Un mese fa l'aveva scampata, sfuggendo ad una morte
atroce. Stavolta invece non ce l'ha fatta. Ennesimo cane avvelenato
in Alto Tevere. Il fatto è accaduto domenica scorsa, quando il
proprietario, un cacciatore umbertidese, insieme alla sua fida
bestiola, si è recato all'alba a caccia nelle campagne attorno al
castello di Rocca D'Aries, nel territorio montonese. L'animale,
libero di vagare in cerca di preda, ad un tratto ha mangiato un
boccone avvelenato trovato lungo il ciglio di una strada sterrata.
Immediati i sintomi dell'avvelenamento ed a nulla è valsa la corsa
del proprietario dal veterinario ed il conseguente, disperato
tentativo di salvare la bestiola, morta tra atroci sofferenze.
L'animale è stato sottoposto ad autopsia; il boccone di carne
avvelenato è stato qundi inviato ad un centro specializzato della
Asl perugina per l'analisi della sostanza tossica. Solo un mese fa
la povera bestia era scampata ad un altro avvelenamento.
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL TEMPO (MOLISE)
15 ottobre 2006
Cresce l'allarme
Un altro cane muore avvelenato
Continua la strage impunita. Un altro cane, questa volta non
randagio ma padronale, è stato avvelenato a Campobasso. L'animale,
che si era allontanato di poche centinaia di metri dalla casa della
sua padrona, si è accasciato al suolo in pieno centro storico, e ha
iniziato a mostrare i segni dell'avvelenamento. Intorno alla povera
bestiola si è subito creato un capannello di persone, che hanno
chiesto l'intervento di un veterinario, per tentare di salvarlo, poi
hanno avuto l'ingrato compito di avvertire la proprietaria,
sconvolta dal dolore. L'episodio questa volta non si è verificato
neppure nelle ore notturne, segno che lo spietato assassino di cani
riesce a muoversi in maniera impunita, praticamente in tutta la
città. La tecnica sempre la stessa, carne alla stricnina, che non
può essere certo acquistata da tutti. Intanto cresce l'indignazione
pubblica, per una strage che a questo punto chiede giustizia. C.S.
---------------------------------------------------------------------
-----------
L'ADIGE
14/10/2006
Agricoltori contro le «doppiette»
Caccia al fagiano anticipata «Ma prima viene il raccolto»
di GIULIANO BELTRAMI
VALLE DEL CHIESE -Cacciatori di fagiani o cacciatori di grane? La
domanda viene spontanea, a sentire i responsabili dell'agricoltura
di Storo, Baitoni e dintorni. Che cosa accade? Semplice. In questa
stagione si usa liberare i fagiani, per poi rincorrerli con la
doppietta in mano. C'è chi brontola che si tratti di uno sport
stupido, visto che i fagiani appena liberati non sono nemmeno in
grado di volare, ma c'è chi sostiene il contrario, perciò non
metteremo il sedere nelle pedate entrando nella polemica ormai di
lunga data. Ognuno la pensi come vuole. Noi ci limiteremo a
raccontare quanto accade. E la liberazione dei fagiani (libertà
provvisoria, questo sì, visto che i poveretti sono destinati ad
avere poche settimane, se non pochi giorni di vita... Anzi, secondo
le norme possono essere «catturati» fin dal giorno stesso), la
liberazione, dicevamo, si dovrebbe fare (secondo quanto ci spiegano
quelli che di questioni agricole se ne intendono) dopo il 20
ottobre, così come stabilisce una norma provinciale. Di più. In zone
in cui le colture sono ancora sulle piante la caccia deve cominciare
quando la raccolta è finita. Nel caso delle campagne del basso
Chiese, per esempio, impreziosite dall'oro di Storo, prima degli
ultimi giorni di novembre non se ne parla, o quantomeno non se ne
dovrebbe parlare. Secondo le informazioni fornite ai carabinieri e
agli uomini della Forestale dai responsabili dell'Unione contadini,
i cacciatori di Baitoni hanno infranto la regola, liberando fra il
10 e il 12 ottobre, ossia con parecchi giorni di anticipo rispetto
al termine fissato. E li avessero solo liberati! Hanno cominciato
pure a sparare. A questo punto i responsabili dell'Unione contadini
hanno interpellato il presidente della sezione, il quale si sarebbe
affrettato a garantire che affiggerà un cartello all'apposita
bacheca. «Ma non servono gli avvisi - ammoniscono all'associazione
di categoria dei contadini - perché nelle assemblee annuali delle
sezioni di questo argomento si parla sempre. Non si può far finta di
non sapere». Bisogna dire che sulla caccia in campagna alcuni anni
fa si era scatenata una certa polemica, che aveva coinvolto anche
Storo. «Attenzione - aveva predicato l'allora assessore
all'Agricoltura (che poi è quello di adesso), Vigilio Giovanelli -
perché finché le pannocchie sono sulla pianta non si può sparare».
Oltretutto bisogna aggiungere che nelle tiepide giornate di ottobre
molta gente decide di farsi delle passeggiate nel reticolo di strade
che attraversano la campagna, quindi la caccia diventa pure un
pochino pericolosa. A Storo, stando a quanto asserisce
l'assessore, «la cosa è stata capita». A Baitoni, la cui campagna
confina con quella di Storo, pare di no. Tant'è che gli agricoltori
non l'hanno presa troppo bene e, come si diceva, si sono rivolti
alle forze dell'ordine. Incidente chiuso con l'avviso alla bacheca?
Si vedrà nei prossimi giorni. Se tutto va bene, ai fagiani in
libertà viene dato un po' di respiro. E se fra di loro ce n'è
qualcuno di un tantino sveglio... Potrà battersela in tempo. Ma
forse questo appartiene solo alla letteratura. Forse fra i fagiani
non si nasconde alcun Jonatan Livingston (che peraltro era un
gabbiano) in cerca di libertà.
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL SECOLO XIX
15/10/06
Cani bar
Albissola Marina (SV) - Dieci calciatori in campo per rappresentare
i loro "patron". Ma chi si nasconde dietro alle due squadre? Non
certo i magnati che tengono in pugno il calcio mondiale. Sulle
magliette dei giocatori che si sfideranno domani sera sul campo
sportivo "Santa Cecilia" di via Grosso, ad Albissola Marina,
campeggiano le foto di Chicco e Giove, due cagnolini che si
ritrovano con i loro proprietari davanti al bar Giuly 33, a Savona.
La partita di calcio suggellerà la nascita di un nuovo circolo in
cui ospitare anche i soci a quattro zampe, oltre ai soliti a due
zampe. «Ci è sembrato naturale accogliere nel nostro bar gli
appassionati ed i loro animali - spiega la titolare del bar,
Giuliana Giovannetti -, ovviamente nel massimo rispetto delle norme
igieniche e di coloro che non amano gli animali». Un menu per le
persone e un menu per gli animali, tendendo una mano anche verso chi
non ama i cani.
La sfida di domani sera ad Albissola opporrà i "Giove Fans"
ai "Chicco Fans": in palio la Coppa Barberis. L'idea è nata da
Giuliana Giovannetti e Gianni Ferraris, con un obiettivo in
più: «Vorremmo sensibilizzare l'opinione pubblica su alcuni problemi
come il randagismo, l'abbandono estivo degli animali, ma soprattutto
sulla pulizia ed il rispetto della città - spiegano - Quando abbiamo
deciso di fondare il circolo e organizzare la partita, ci siamo
accorti che era possibile fare qualcosa di più per cercare una
maggiore integrazione tra le persone che hanno un cane e tutti
coloro che non condividono la nostra passione».
Il gruppo è pronto ad impegnarsi concretamente sia per combattere i
problemi legati alla cura dei cani, sia per sensibilizzare gli
stessi proprietari di animali verso il massimo rispetto della città
e di coloro che non amano i cani». Il primo passo è la
partita: «Sono tutti invitati, l'ingresso è gratuito - sottolineano
gli organizzatori -. Chi volesse maggiori informazioni o unirsi al
gruppo può telefonare al numero 339.7350145 o passare al bar Giuly
33 in via Garassino».
---------------------------------------------------------------------
-----------
L'ARENA (IL GIORNALE DI VERONA)
15 Ottobre 2006
La tragedia a Sengia Rossa di Fumane. La vittima aveva rinunciato a
un altro invito pur di andare con il compagno di sempre
Cacciatore ucciso dal suo migliore amico
di Alessandra Vaccari
Il colpo è partito accidentalmente dal fucile dopo una caduta nel
vajo
I carabinieri hanno sequestrato l'arma. Due famiglie ora sono nella
disperazione. La salma è stata composta nelle celle dell'istituto di
medicina legale del Policlinico
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL MESSAGGERO (ANCONA)
Domenica 15 Ottobre 2006
Obbligata a portare a spasso il cane
JESI (AN) - Lo schnauzer è confinato sul terrazzo? I vicini di casa
si rivolgono al dipartimento di prevenzione e sanità. La
proprietaria del cagnone, Selena Abatelli, lavora tutto il giorno e
riesce a portare fuori il suo amico a quattro zampe solo il mattino
prima di recarsi a lavoro o la sera quando rientra. E all'animale
non resta che arrangiarsi alla meglio sfruttando il balcone
attrezzato di tutto il necessario. Unico inconveniente: gli odori
sgradevoli e parte degli escrementi che finiscono nel giardino di
sotto (di proprietà della Abatelli) e che fino a tarda sera non
vengono sgombrati, e gli inquilini del terzo piano, furiosi per la
precarietà delle condizioni igieniche del condominio. A nulla sono
valsi i solleciti a prendere provvedimenti. E giovedì scorso alla
Abatelli, dopo un sopralluogo effettuato dal personale dell'Asur, è
stata recapitata un'ordinanza che le impone non solo a portare a
spasso il suo quattrozampe con più frequenza, ma anche di foderare
la ringhiera di materiale rigido e protettivo per evitare altri
inconvenienti.
Cucciolata. Setter partorisce sette cuccioli in via Roma. E' stato
il titolare del vivaio Bonci e Piersanti ad accorgersi della nidiata
dopo aver sentito dei gemiti provenire dal bordo strada. Mamma e
cuccioli sono stati affidati al canile in attesa che il proprietario
si faccia vivo.
---------------------------------------------------------------------
-----------
SUPEREVA
13/10/2006
Gli orrori della famigerata unità 731
A cura di Sabrina Bologni
L'unità 731 dell'esercito giapponese, guidata da Ishii Shiro, operò
in Manciuria tra il 1936 e il 1945 ed aveva il compito di eseguire
ricerca per la produzione di nuove e letali armi batteriologiche
L'unità 731 dell'esercito giapponese, guidata da Ishii Shiro, operò
in Manciuria tra il 1936 e il 1945 ed aveva il compito di eseguire
ricerca per la produzione di nuove e letali armi batteriologiche. Le
ricerche prevedevano test su cavie umane e, a questo scopo, venivano
usati cinesi, russi e, in generale, i prigionieri di guerra, ma non
solo; ceppi di batteri venivano liberati sulla popolazione civile
con lo scopo di far scoppiare epidemie (peste, tubercolosi, antrace,
colera) per poi studiarne gli effetti e raccogliere dati utili per
le ricerche.
Nel 1925 a Ginevra ci fu la celebre firma che porta il nome della
città svizzera, ma il Giappone non risultò tra i paesi firmatari.
Agli inizi degli anni '30 il Giappone avviò un programma per lo
studio di nuove armi batteriologiche e il generale Ishii divenne uno
dei più entusiasti sostenitori della nuova arma che sarebbe dovuta
essere la carta decisiva, per il Giappone, per vincere qualsiasi
guerra moderna.
Per sperimentare e per le ricerche di nuove armi biologiche si
decise di costituire un gruppo, l'unità 731, che avrebbe avuto il
quartier generale a Herbin, in Manciuria. La scelta del luogo fu
dettata dall'abbondanza di cavie umane, i cinesi, su cui poter
testare gli effetti delle nuove armi. Ricordiamo che all'epoca i
giapponesi consideravano i cinesi degli essere inferiori.
Quello che successe a Herbin, durante il periodo della guerra, è
degno del peggior film di orrore. Sulle cavie umane, vive, venivano
fatti esperimenti di ogni tipo: congelamento, vivisezione,
bruciature. Su di loro, inoltre, venivano iniettate le malattie più
mortali per studiarne gli effetti.
Sulla popolazione civile circostante venivano gettati ceppi di
colera, peste bubbonica, antrace, tubercolosi al fine di creare
un'epidemia utile alle ricerche. Questi lanci di test sulla
popolazione ad un certo punto cessarono in quanto le epidemie,
difficilmente controllabili, rischiavano di contaminare i soldati
giapponesi. Nel 1942 ben 1700 soldati nipponici perirono a seguito
di una di queste epidemie.
Le cifre su quanti morirono durante il periodo in cui l'unità fu
attiva, sono discordanti; di sicuro nessuno sopravvisse agli
esperimenti e, secondo lo storico americano Sheldon Harris, che
sull'argomento ha pubblicato anche un libro "Factories of Death", i
morti furono addirittura circa 200.000.
Negli ultimi giorni della guerra gli ufficiali dell'unità 731
decisero di uccidere le cavie rimaste nel laboratorio per eliminare
ogni possibile testimone. In quei giorni molti animali, portatori di
un bacillo, manipolato in modo tale che potesse essere trasmesso
all'uomo, vennero liberati e le epidemie che scoppiarono fra la
popolazione provocarono altri morti fino al 1948.
Se i gerarchi nazisti vennero condannati per il genocidio degli
ebrei, la stessa sorte, incredibilmente, non toccò ai responsabili
dell'unità 731.Quasi subito dopo la fine della guerra iniziò il
confronto tra le due superpotenze uscite vincitrici dal conflitto:
gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica con i loro rispettivi alleati.
Di lì a poco sarebbe scoppiata la guerra di Corea e gli Stati Uniti
si ritrovavano indietro nelle ricerche sulle armi batteriologiche.
Era quindi necessario entrare in possesso dei dati delle ricerche
effettuate dall'unità 731. Quei dati avrebbero permesso agli
americani di fare un decisivo passo in avanti anche in quel campo e
di avere un'arma decisiva da usare, eventualmente, come ultima ratio
in caso di scoppio delle ostilità contrò il blocco sovietico.
Fu così che il generale Douglas MacArthur, in qualità di governatore
del Giappone, offrì l'immunità a Ishii e ai suoi in cambio dei dati
delle ricerche effettuata ad Herbin.
I responsabili delle atrocità dell'unità 731 non vennero mai
processati, da un tribunale internazionale, per crimini contro
l'umanità. Il maggiore responsabile, il dottor Mengele giapponese,
Ishii Shiro, morì nel 1959 negli Stati Uniti, senza avere scontato
un solo giorno di prigione per i suoi crimini.
Molti ufficiali dell'unità 731, dopo la fine della guerra, entrarono
a lavorare nell'industria farmaceutica.
Ma la storia non si concluse con la morte di Ishii Shiro; alla fine
della guerra i Giapponesi abbandonarono lo stabilimento di Herbin
con tutto l'arsenale fatto di colture di batteri. La Manciuria passò
alla Cina di Mao che quindi entrò in possesso di queste armi e non
si seppe mai come vennero utilizzate. Oltretutto la Cina è sempre
stata reticente di fronte alla richiesta di spiegazioni da parte
della comunità internazionale.
Secondo un rapporto della Conferenza di Ginevra sul disarmo del
1992, la Cina sarebbe entrata in possesso di 100 tonnellate di
agenti batteriologici, abbandonati dai Giapponesi a fine della
guerra. Di questi agenti non si seppe mai nulla e il timore è che
siano entrati a far parte dell'arsenale dell'esercito popolare
cinese.
Alcuni scienziati sono arrivati addirittura ad ipotizzare, senza
molte prove, a dire la verità, un possibile legame tra queste
culture batteriologiche e l'epidemia di SARS che qualche anno fa
imperversò nel sud est asiatico. I cinesi, secondo questi
scienziati, potrebbero aver liberato, più o meno intenzionalmente,
un virus, prodotto dai Giapponesi ad Herbin, dando così inizio
all'epidemia. A sostegno di questa ipotesi c'è il fatto che i
giapponesi dell'unità 731 condussero effettivamente delle ricerche
su un batterio che avrebbe dovuto colpire i polmoni.
La storia della famigerata unità 731 dell'esercito imperiale
nipponico è una delle pagine più nere delle molte pagine nere
scritta dalla storia della seconda guerra mondiale.
Questo episodio forse non è molto conosciuto nel mondo occidentale;
solo a partire dagli anni '80 alcuni storici giapponesi e americani
riuscirono, con le loro ricerche e le loro pubblicazioni, ad aprire
un varco nel muro di omertà che circondava l'episodio. Alcuni ex
militari dell'unità, ormai ultra-settantenni, cominciarono a
rivelare gli orrori a cui avevano preso parte.
Oggigiorno il Giappone è pienamente consapevole delle attività che
venivano svolte ad Herbin. Nel 2002, a seguito di una richiesta di
risarcimento da parte di un centinaio di cinesi, un tribunale di
Tokyo ha pubblicamente ammesso il coinvolgimento di soldati
giapponesi negli esperimenti che venivano fatti ad Herbin.
Fonti :
Nipponico - Unità 731, chi vuole nasconderla ? articolo di
Massimiliano Crippa
World War II in Pacific - Japanese Unit 731 Biological Warfare Unit
La Repubblica - Orrori e misteri dell'Unità 731 articolo di Marco
Lupis
Cristiano Suriani guida di Storia Romana
---------------------------------------------------------------------
-----------
TICINONLINE
15/10/2006
Cani pericolosi: oltre 1700 morsi o aggressioni da maggio
ZURIGO - Dal mese di maggio - a partire dal quale è obbligatorio
segnalare ogni morso di cane - in Svizzera vi sono state oltre 1700
aggressioni da parte di cani. È quanto emerge da un sondaggio presso
i cantoni i cui risultati sono stati pubblicati oggi dal domenicale
svizzerotedesco "SonntagsZeitung".
Quasi la metà dei casi (800) si sono verificati nel canton Zurigo,
reso particolarmente sensibile al tema dall'episodio dello scorso
dicembre dove alcuni pitbull uccisero un bimbo a Oberglatt. In
seconda posizione figura il canton Argovia (145), seguito da Vallese
(120), Lucerna (115) e Ginevra (più di 100).
Il Ticino naviga nella parte bassa della classifica, con 15
segnalazioni, mentre fanalino di coda è Appenzello esterno, con un
solo morso registrato dalle autorità. Il domenicale precisa di non
aver ottenuto i dati da Giura, Neuchâtel, Vaud e Soletta. Stando
all'indagine, i cani più aggressivi risultano essere i cani pastori.
ATS
---------------------------------------------------------------------
-----------
SAN MARINO NOTIZIE
13/10/2006
ATTUALITA'
Vivisezione: pronta una Proposta di Legge per vietarla a San
Marino
L'Associazione Sammarinese Protezione Animali, si appresta a
presentare entro il prossimo mese di dicembre una Proposta di Legge
con iniziativa popolare, che vieti nella Repubblica di San Marino la
vivisezione, cioè la sperimentazione sugli animali.
La Pdl dell'APAS trova presupposto nella convinzione sempre più
diffusa, che l'impiego degli animali nella ricerca non risulta più
accettabile, sia dal un punto di vista etico che scientifico.
Avvalendosi quindi dell' autorevole collaborazione di noti
animalisti e medici italiani ha messo a punto un testo di legge, che
configuri la vivisezione come reato. Cosa significa vivisezione?
Tale termine, che alla lettera vuol dire "sezionare da vivo" si
applica a tutta la sperimentazione animale atta a causare
sofferenze, fra cui mutilazioni, interventi cruenti, ma anche
somministrazione di sostanze deleterie, veleni, bruciature, scosse
elettriche, privazioni varie, torture psicologiche, squilibranti e
così via…! Già Gandhi aveva definito la vivisezione come «il crimine
più nero tra i neri crimini commessi dall'uomo» e questa pratica va
avanti immutata dopo tanti anni a causa di un'inerzia culturale,
sostenuta da interessi economici forti che impongono in maniera
dogmatica la vivisezione come una "necessità" per il progresso
scientifico.
I campi dove sono impiegati gli animali sono molteplici:
farmacologia (59 per cento), studio delle malattie, test sui
cosmetici, esperimenti di psicologia, test bellici o didattici. Gli
esperimenti di tossicologia (75 per cento del totale) sono «
trasversali » a queste categorie, perché riguardano il campo
farmacologico, medico, cosmetico, eccetera. Sono effettuati (dati
britannici) per il 60 per cento nelle industrie e nei laboratori
privati, per il 33 per cento nelle università e nelle scuole di
medicina, e per il 7 per cento nei laboratori pubblici e nei
dipartimenti governativi.
Di tutti gli esperimenti, il 63 per cento viene compiuto senza
anestesia, il 22 per cento con anestesia solo parziale. Gli animali
utilizzati vengono devocalizzati, avvelenati, ustionati, accecati,
affamati, mutilati, congelati, decerebrati, sottoposti a ripetute
scariche elettriche attraverso elettrodi conficcati nel cervello,
infettati con virus o batteri, ecc e sono in tutto il mondo
centinaia di milioni ogni anno.
La vivisezione è da tempo criticata dal punto di vista etico, poiché
è l'esempio evidente di come in virtù di un beneficio per la nostra
specie, per altro tutto da dimostrare, si trattano le altre specie
senza rispetto, considerandole oggetti da usare e provocando loro
sofferenze spesso atroci, inaccettabili da ogni punto di vista.
La vivisezione rappresenta inoltre l'anticamera della
sperimentazione umana, infatti per legge per ottenere la
commercializzazione di un nuovo farmaco, bisogna sperimentare anche
sugli esseri umani. Se la sperimentazione animale fosse efficace,
perché imporre allora anche quella sugli esseri umani? Da un punto
di vista scientifico poi la vivisezione si basa paradossalmente su
un presupposto errato: che i dati ottenuti sperimentando su di una
specie possano essere utilizzati come base per valutazioni su specie
differenti. È ben noto ormai che questa estrapolazione non è
possibile, perché le altre specie animali sono differenti dagli
esseri umani, come pure tra loro, per genetica, metabolismo,
anatomia, fisiologia, nell'immunologia, ecco perché un numero sempre
crescente di medici non accetta più la validità della vivisezione
come principio indiscutibile e considera antiscientifici gli
esperimenti sugli animali, scegliendo di sperimentare con metodi
alternativi come la ricerca clinica, la statistica e
l'epidemiologia, lo studio diretto dei pazienti, moderni strumenti
di analisi non invasivi, le biopsie, le colture cellulari, tissutali
e d'organo, la simulazione mediante computer, ecc. Per San Marino,
l'approvazione della citata Pdl, sarebbe un'occasione unica di
esempio, civiltà e stimolo per la comunità scientifica, affinché
abbandoni obsolete pratiche del passato a favore di una ricerca al
passo con le recenti tecnologie e realmente al servizio della salute
collettiva.
Tutti coloro che credono che gli animali abbiano diritto alla vita,
al benessere e alla dignità e che l'uomo abbia il dovere morale di
restituire loro libertà e rispetto, possono già da ora gratuitamente
sottoscrivere la Pdl dell' APAS presso i seguenti Studi legali:
Più firme verranno raccolte meglio sarà, si darà più forza
all'iniziativa, a significare che tanti sono i cittadini che
vogliono un mondo migliore anche per gli animali.
L'Ufficio Stampa APAS
---------------------------------------------------------------------
-----------
LA PROVINCIA DI SONDRIO
15 OTTOBRE 2006
Valle intelvi Via l'auricolare, per le mucche arriva il microchip
VALLE INTELVI (F. Ai) Un microchip al posto dell'«auricolare» per
garantire l'identificazione elettronica dei bovini e la
tracciabilità dei prodotti dalla stalla alla tavola. La
sperimentazione è stata avviata in una stalla di Carugate in
provincia di Milano che alleva vacche da latte sotto la regia della
Coldiretti di Milano e Lodi. Il microchip è stato inserito in un
mini bussolotto di ceramica dal peso di 50 grammi ed applicato a 144
capi senza causare problemi. Il chip che è in fase di
sperimentazione anche in un allevamento di bovini da carne a Melzo,
presto approderà anche nelle aziende zootecniche del comprensorio
Lario Intelvese. Per il rappresentante della Coldiretti comasca
Giuseppe Naimo si tratta di un'iniziativa positiva che andrà a
regime in tempi brevi anche nelle zone montane lariane così come
avvenuto per l'«auricolare». «L'impostazione data alla
sperimentazione - spiega Naimo - è innovativa e vantaggiosa. Anche i
più refrattari dovranno presto o tardi adeguarsi. Si tratta di
interventi mirati destinati a diventare col tempo obbligatori e per
i quali le aziende riceveranno aiuti e contributi perchè indirizzati
a migliorare il benessere degli animali e la sicurezza per i
consumantori così come prevedono le direttive della Comunità
Europea». «Le finalità del progetto - conclude Naimo - vanno nella
direzione di un rafforzamento dell'intero comparto per quanto
riguarda impianti, investimenti, organizzazione e nuove tecnologie.
Una sinergia che contribuisce al miglioramento della capacità
competitiva in una logica di sviluppo della filiera, dell'attività
di commercializzazione dei prodotti , della tracciabilità e della
sicurezza alimentare».
---------------------------------------------------------------------
-----------
VIRGILIO NOTIZIE
15 OTTOBRE 2006
Liberati migliaia visoni in Spagna
Ora c'e' rischio di disastro ambientale secondo allevatori
MADRID,15 OTT -Migliaia di visoni sono stati liberati dalle loro
gabbie in 3 allevamenti della Galizia che denunciano un vero e
proprio disastro ecologico. Non e' chiaro ancora se si tratti
dell'azione di qualche gruppo animalista o di altra azione.I visoni
sono infatti predatori che si alimentano di qualsiasi tipo di
piccoli animali e possono essere pericolosi se vengono cacciati
senza l'aiuto di personale specializzato.Soltanto in una delle
fattorie sono stati liberati 11.000 visoni.
---------------------------------------------------------------------
-----------
MARCHE EXPO
15 OTTOBRE 2006
Circo: polemiche a Montegranaro (AP)
Domenica 15 ottobre, alle ore 13.30, presso il campo sportivo La
croce di Montegranaro , dove da circa una settimana è attendato un
circo, tre ragazze del posto si sono avvicinate per guardare gli
animali. Tra di essi uno struzzo confinato in uno spazio limitato,
diversi cagnolini legati al recinto del campo di calcio con corde di
circa un metro e un piccolo ippopotamo. E' stato fatto notare ad una
persona che stava lavorando vicino all'ippopotamo che la vasca dove
l'animale stava facendo il bagno era troppo piccola per le
dimensioni dell'animale. E' stato risposto che non era così,che gli
animali nei circhi sono felici e si riproducono e che comunque il
Comune ha concesso uno spazio troppo stretto. Per allungare la vasca
in modo da far muovere un pò più liberamente l'ippopotamo non
sarebbe stato necessario più di un altro metro in lunghezza e in
larghezza e di sicuro lo spazio c'era ma era la vasca a disposizione
del circo ad essere piccola per l'animale. Alla manifestazione
verbale di perplessità circa il fatto che nei circhi gli animali
stiano bene e al menzionare della parola "animalisti" il circense si
è infervorato ed ha accusato per circa cinque volte una delle
ragazze , alla presenza delle altre, di essere deficiente,poco
intelligente e che se fosse stata un uomo avrebbe da lui ricevuto
subito un calcio nel di dietro o sotto i denti. La ragazza è stata
inoltre invitata a togliersi dai c.... e di andare al quel
paese . "puoi andare , vai ". Così è stata apostrofata . La
situazione dell'animale è stata già segnalata al Corpo Forestale
dello Stato.
bairos@...
LA PROVINCIA DI LECCO
13 OTTOBRE 2006
Dibattito aperto sulla lettera di un cacciatore che auspicava meno
restrizioni all'attività venatoria nell'area protetta fra Olgiatese
e Bassa Comasca Un ambientalista lancia il sasso: «Fuori i
cacciatori dal Parco Pineta»
La pubblicazione della lettera del cacciatore Giacomo Guidali
(«Caccia nel Parco Pineta: questione politica»), giovedì scorso, ha
suscitato un autentico vespaio fra gli animalisti. Pubblichiamo una
fra le molte e - mail che ci sono pervenute e la replica del
curatore e dell'estensore della stragrande maggioranza dei testi
della rubrica. Gentile Direttore, le scrivo in merito all'articolo
pubblicato sul vostro giornale nella rubrica «Caccia e Pesca» del 5
Ottobre, dove veniva riportata una lettera di un certo cacciatore
Gianfranco, È un fatto inconfutabile che la posizione del vostro
quotidiano sia sempre stato a favore e con un occhio di particolare
riguardo nei confronti di cacciatori e pescatori, tanto da dedicare
loro una rubrica a parte. Forse anche data la pubblicità pagante di
un famoso negozio di caccia, armi e pesca, la vostra penna pende un
po' più verso quella parte. Altrimenti perché non fare una rubrica
che dia spazio ai problemi dell'ambientalismo/ecologia e animalismo?
Certamente più interessante e numericamente più sentito e seguito
dai cittadini, che nella stragrande maggioranza sono contro la
caccia? Quindi non mi stupisce affatto la risposta di «Mac.», che fa
intendere allo sconsolato cacciatore, che il giornale fa e ha sempre
fatto il suo dovere... Ad ogni modo, l'attacco ai parchi per
riempirli di uomini armati, di inserimenti di animali, di spazi per
addestramento cani è una cosa veramente disgustosa e inaccettabile.
I parchi sono innanzitutto un' oasi (sempre più rara), dove animali
e ambiente cercano di sopravvivere all'avanzamento
dell'urbanizzazione e disboscamento da parte dell'essere umano. Sono
luoghi dove la natura dovrebbe ritrovare il proprio equilibrio
naturale, con meno interferenze possibili da parte dell'uomo. I
cacciatori, «custodi della natura e riequilibratori della
popolazione faunistica» incanta sempre meno gente, che invece
vogliono vivere il parco per quello che è e che deve continuare ad
essere: un luogo dove gli animali vivano lontani dai loro nemici
peggiori, i cacciatori. Fuori i cacciatori dai parchi, giù le mani
dal Parco Pineta. Paolo Rimoldi Appiano Gentile Con l'idea di
uno «spazio ambiente» da affiancare alla pagina su caccia e pesca i
lettori animalisti sfondano una porta aperta. Il sottoscritto, pur
curando questa pagina, condivide parecchie delle loro istanze e
vedrebbe di buon occhio, anche ai fini di una maggior ampiezza di
vedute, questa coabitazione. Maurizio Del Sordo Dire che a caccia
vanno degli sprovveduti ed inesperti è una vera balla: per diventare
cacciatori, gli aspiranti devono studiare per mesi e poi passare al
vaglio di una severa commissione esaminatrice che li interroga non
solo sul tema della caccia ma anche su argomenti legislativi,
sanitari ed etici. Si perché la caccia, come la pesca, è anche
Etica! Sul rispetto della natura sarà bene dire due cose: tutti i
cacciatori devono obbligatoriamente offrire, gratis, un certo numero
di giornate lavorative da impiegare per il ripristino dell'ambiente
ed ai pescatori tocca provvedere alla pulizia degli alvei dei fiumi
e torrenti. Giovanni Maccarrone
---------------------------------------------------------------------
-----------
ANSA AMBIENTE
12 OTTOBRE 2006
ANIMALI: INTERROGAZIONE VERDI SU UCCISIONE CANE RANDAGIO
L'AQUILA, 12 OTT - Con un'interrogazione urgente all'assessore alla
Sanita' della Regione Abruzzo, Bernardo Mazzocca, il capogruppo dei
Verdi in Consiglio regionale, Walter Caporale, chiede alla Direzione
Sanita' Veterinaria della Regione di fare ''chiarezza sulla brutale
uccisione del cane randagio Sebastiano, deceduto in circostanze
misteriose il 31 luglio all'Aquila durante la cattura da parte di
veterinari e tecnici del Servizio Veterinario Asl dell'Aquila''. Lo
ha annunciato, in conferenza stampa, lo stesso Caporale, precisando
anche che si sta lavorando per modificare la legge sul randagismo,
con la collaborazione tra animalisti e veterinari. Con l'occasione i
rappresentanti delle associazioni animaliste Lav, Leal e Animalisti
Italiani hanno presentato i risultati delle analisi dell'Istituto
Zooprofilattico di Teramo secondo le quali ''il cane Sebastiano
sarebbe morto per lo shock subito durante la cattura e per i traumi
riportati successivamente, e non per la cause addotte dai veterinari
e dai dirigenti della Asl''. Per questo gli animalisti intendono
presentare un esposto alla Procura della Repubblica. Le associazioni
hanno lanciato un appello al direttore generale della Asl
dell'Aquila, Roberto Marzetti, presente alla conferenza
stampa, ''perche', una volta chiarita la dinamica dei fatti, siano
presi immediati e gravi provvedimenti nei confronti dei responsabili
dell'accaduto. L'operato della dirigenza del Servizio Veterinario di
Sanita' Animale della Asl dell'Aquila, Dipartimento di Prevenzione -
hanno ricordato -, e' gia' oggetto di un procedimento penale in
corso per episodi analoghi''. ''E' infatti notizia degli ultimi
giorni - hanno reso noto gli esponenti delle associazioni - il
rinvio a giudizio, con processo fissato al 18 dicembre prossimo, del
dottor Imperiale e del dottor Ponziani per l'uccisione di nove
cuccioli nell'ottobre 2004''. Secondo gli animalisti, ''le migliaia
di firme raccolte in poche settimane sulla vicenda emblematica di
Sebastiano dimostrano che la comunita' ha bisogno di riacquistare la
fiducia persa nei confronti degli Enti preposti al controllo del
randagismo''. Gli animalisti sollecitano il potenziamento
dell'organico del Servizio veterinario Asl, l'apertura di un tavolo
permanente sul randagismo e un censimento su tutta la provincia
della popolazione canina. Marzetti ha fatto sapere di avere inviato
gli atti della vicenda alla Procura della Repubblica e ha invitato
le associazioni a partecipare al tavolo con il Comune dell'Aquila
per ''stabilire regole certe sulle modalita' di cattura e
individuare luoghi controllati dove portare i cani''. In riferimento
all'interrogazione, Caporale si e' detto ''profondamente convinto
che la battaglia contro il randagismo vada affrontata con altri
metodi, come le campagne informative, la sterilizzazione, l'adozione
e l'anagrafe canina, soprattutto che venga combattuta nel rispetto
delle leggi nazionali e regionali''. ''La notizia dell'uccisione di
Sebastiano ha avuto risalto a livello nazionale: anche per questo
motivo, oltre che per il rispetto della legalita' - ha concluso il
consigliere dei Verdi -, sono certo che l'assessore Mazzocca, con la
competenza e l'onesta' intellettuale che da sempre lo
contraddistinguono, sapra' interpretare correttamente il suo ruolo
istituzionale''.
---------------------------------------------------------------------
-----------
Animalieanimali
13 OTTOBRE 2006
MORTE DEL CANE SEBASTIANO, AUTOPSIA LASCIA POCHI DUBBI
Le associazioni animaliste aquilane confermano denuncia contro
veterinario Asl
Si rende noto il parere espresso dall¹Istituto Zooprofilattico
Sperimentale di Teramo sulla causa di morte di Sebastiano, cane
randagio deceduto in circostanze misteriose durante la cattura da
parte di veterinari e tecnici del Servizio Veterinario ASL di
L¹Aquila.
Appello delle associazioni animaliste al Direttore Generale della
ASL 04 L¹Aquila perché, una volta chiarita la dinamica dei fatti,
siano presi immediati e gravi provvedimenti nei confronti dei
responsabili dell¹accaduto.
Sono ora disponibili i risultati finali degli accertamenti
diagnostici eseguiti sulla carcassa di Sebastiano, pervenuta alla
Sede Centrale dell¹Istituto Zooprofilattico in data 3 agosto scorso
in seguito al ritrovamento in una cella frigorifera del Canile
Sanitario ASL dell¹Aquila.
Ricordiamo come il referto dell¹esame necroscopico evidenziasse la
presenza di ferite contusivo-compressive all¹asse del collo, lesioni
multiple di presumibile natura traumatica, vasti versamenti
emorragici ed evidente protrusione del bulbo oculare.
La diagnosi sulla causa di morte di Sebastiano emessa dall¹Istituto
lascia ben pochi dubbi: viene avvalorata infatti l¹ipotesi di un
collasso cardiocircolatorio dovuto all¹insorgenza di una sindrome
emorragica acuta (CID Coagulopatia Intravasale Disseminata), che
nel caso in esame viene attribuita presumibilmente ad eventi
traumatici e stressogeni immediatamente precedenti la morte, ed in
particolare a due fattori concomitanti: uno shock acuto e l¹emolisi
prodottasi nelle sedi dove sono stati evidenziati i traumi contusivi.
I risultati degli esami tossicologici escludono inoltre la presenza
di sostanze tossiche (pesticidi, anticoagulanti) in grado di
determinare uno stato di eccitabilità nervosa o tali da giustificare
una eventuale reazione furiosa del cane durante la cattura. Negativo
l¹esame per la ricerca del virus della rabbia.
A tal proposito non possiamo fare a meno di sottolineare come in
un¹accorata nota trasmessa al Direttore Generale della ASL dal
Responsabile del Dipartimento di Prevenzione, Dottor Colorizio e
fatta pubblicare da molte testate proprio nei giorni in cui si
stavano concludendo gli esami tossicologici, venisse data per certa
una presenza di anticoagulanti dicumarolici nel sangue di
Sebastiano, puntualmente smentita dal risultato delle analisi
chimiche.
In tale circostanza le associazioni animaliste vennero accusate di
diffondere inutile allarmismo e di causare lo sperpero di denaro
pubblico con costosi accertamenti diagnostici su una carcassa di
cane.
Tali dichiarazioni, rese dal Dottor Colorizio nell¹estremo tentativo
di difendere l¹operato del Servizio Veterinario di Sanità Animale
della ASL dell¹Aquila, che potrebbero anche essere interpretate come
un grave tentativo di interferire con lo svolgimento degli
accertamenti diagnostici in corso, rivelano in realtà una profonda
mancanza della serenità di giudizio necessaria in un caso di tale
gravità, e meritano una profonda riflessione da parte dell¹attuale
Dirigenza della ASL 04 dell¹Aquila.
Pertanto le Associazioni animaliste aquilane chiedono al Direttore
Generale della ASL 04 di L¹Aquila, Dottor Marzetti, una volta presa
visione del rapporto di prova completo e del parere sulla causa di
morte di Sebastiano e chiarita definitivamente la dinamica dei
fatti, quali urgenti provvedimenti previsti dalla legge si intenda
prendere nei confronti dei tecnici e veterinari che hanno compiuto
la cattura; si chiede inoltre che siano chiarite eventuali
responsabilità della dirigenza del Servizio Veterinario di Sanità
Animale della ASL n.4 dell¹Aquila - Dipartimento di Prevenzione, il
cui operato è già oggetto di un procedimento penale in corso per
episodi analoghi; è infatti notizia degli ultimi giorni il rinvio a
giudizio, con data di udienza fissata per il 18 dicembre 2006, del
Dottor Imperiale e del Dottor Ponziani per l¹uccisione di otto
cuccioli nell¹ottobre del In tale occasione il dottor Imperiale si
giustificò affermando che i cuccioli, crescendo, avrebbero fatto
branco divenendo pertanto pericolosi. Da allora si sono moltiplicate
le segnalazioni di cani catturati dal Servizio Veterinario e mai
giunti in canile sanitario, come in realtà previsto dai termini di
legge.
Le migliaia di firme raccolte in poche settimane sulle petizioni
cartacea e on-line a sostegno delle richieste espresse dalle
associazioni animaliste dimostrano che la comunità ha bisogno di
poter riacquistare la fiducia persa nei confronti degli Enti
preposti al controllo del randagismo.
Chiediamo pertanto l¹adozione di provvedimenti urgenti quali il
potenziamento dell¹organico del Servizio veterinario ASL con
personale nuovo e formato, l¹apertura di un tavolo permanente di
lavoro sul randagismo nonché di un censimento totale, da estendere a
tutta la provincia, della popolazione canina esistente sul
territorio, primo ma fondamentale passo verso il recupero di un più
corretto e sereno rapporto fra uomo e animale.
INFO:
LAV Delegazione Abruzzo - 347.8776719
Lega Nazionale per la Difesa del Cane - 329.9064855
LEAL - 329.9064858
Animalisti Italiani - 347.0128040
---------------------------------------------------------------------
-----------
Animalieanimali
13 OTTOBRE 2006
SEI CERVI DALL' EMILIA AL GRAN SASSO
Nuova fase del progetto di reintroduzione
Nuovo rilascio di cervi nel territorio del Parco Nazionale del Gran
Sasso e Monti della Laga, il terzo dopo quello nella Val Vomano del
2004 e quello del 2006 nella Val Chiarino.
'I rilasci - spiega il Presidente del Parco, Walter Mazzitti - fanno
parte di un progetto complessivo di reintroduzione di questo superbo
animale e rispondono alla volonta' dell'Ente di tendere a ricreare,
con le reintroduzioni di altre specie animali, l'ecosistema
originario della montagna appenninica'.
L'operazione avverra' lunedi' prossimo in localita' Vado di Focina
dove sara' rilasciato il primo nucleo di 6 cervi provenienti dalla
pregiata popolazione dall'Acquerino, tra le regioni Emilia Romagna e
Toscana.
Al rilascio, realizzato in collaborazione con la Provincia di
Pescara, ne seguira' un secondo, di altri sei esemplari, previsto
per il mese di novembre e da effettuarsi sempre nella localita' del
Voltigno.
'L'interesse e la compartecipazione della Provincia di Pescara al
progetto di reintroduzione del cervo sul territorio del Parco -
continua Mazzitti - sono segnali importanti del coinvolgimento delle
Amministrazioni e degli Enti locali nelle attivita' legate alla
ricostituzione del patrimonio faunistico appenninico'. (ANSA)
---------------------------------------------------------------------
-----------
Animalieanimali
13 OTTOBRE 2006
"SAPORI E SAPERI DI KOREA": LA LAV DIFFIDA IL COMUNE DI MALNATE
Lezioni di cucina a base di carne di cane, serpenti ed altri animali
esotici
La LAV ha diffidato il Comune di Malnate (Varese) e l'Associazione
per l'Amicizia Italia-Korea, a disporre l'immediata sospensione
della manifestazione "Sapori e saperi di Korea", dedicata alla
cucina tradizionale coreana e in programma oggi presso la sala
consiliare del Comune che ha concesso il patrocinio, ricordando
preventivamente che in Italia il consumo di carne di cane - piatto
tipico della Korea - in Italia è tassativamente vietato dal Dpr 320
del 1954 "Regolamento di Polizia veterinaria" così come dal Decreto
Legislativo 286 del 1994 in materia di produzione ed immissione sul
mercato di carni fresche.
L'Associazione invita il Sindaco, il Servizio veterinario Asl
competente, i Carabinieri e la Prefettura di Varese a disporre i
controlli previsti dalla legge e ad acquisire la prescritta
documentazione, vigilando sul divieto assoluto di vendita e consumo
di carne di cane, escludendo qualsiasi comportamento e azione contro
la normativa attuale.
Premesso che la LAV ritiene etica e salutare un'alimentazione priva
di ingredienti animali, in Corea come in Italia, e con il rispetto
dovuto alle diverse etnie che sempre più numerose abitano la nostra
Penisola, non si può trascurare il fatto che l'accresciuta
sensibilità delle istituzioni e della cittadinanza italiana ed
europea verso gli animali, sempre più spesso oggetto di riforme
legislative tese a garantire il loro benessere, sarebbe in netto
contrasto anche con la sola celebrazione di tradizioni culinarie a
base di carne di cane o di altri animali, senza alcuna
considerazione critica verso usi non solo vietati in Italia ma
giudicati anche riprovevoli.
Inoltre, le presunte proprietà benefiche attribuite a cibi a base di
carne di cane (definita "salutare d'estate contro il caldo"), di
serpenti, di corna di cervo, di formiche rosse (definita "utile
contro i bruciori di stomaco") o di bachi da seta, non hanno alcun
fondamento scientifico e alimentano invece un consumo che condanna a
morte migliaia di animali.
---------------------------------------------------------------------
-----------
Animalieanimali
13 OTTOBRE 2006
YOGHI, PIZZOFERRATO PENSA A GEMELLAGGIO CON GRIZZLY IN CANADA
Per il plantigrado "confidenziale"...
Alla vigilia della partenza di una delegazione di Pizzoferrato
(Chieti) per i villaggi canadesi lungo il fiume MacKenzie, dove la
popolazione convive con il grizzly che si ciba di salmoni, l'orso
marsicano e' tornato a farsi vivo nel piccolo paese abruzzese,
per 'approvvigionarsi' di tredici galline e due tacchini.
Due i pollai presi di mira la notte scorsa dal piccolo ma affamato
Yoghi, che si e' soffermato in contrada Castiglione, una delle tre
in cui e' suddiviso Pizzoferrato, in particolare nei 'casali' (il
nome locale per i quartieri) denominati Iulii e Carloni.
I contadini sono ancora molto tolleranti con questo cucciolone di
orso marsicano che, dopo le gite in Molise dei giorni scorsi, ha
fatto ritorno nel piccolo centro a 1.200 metri di quota nel Parco
nazionale della Majella. Ma il sindaco, Palmerino Fagnilli, per
evitare che le esigenze di Yoghi vadano a scontrarsi con quelle dei
residenti, ha annunciato una delibera - nei prossimi giorni - con la
quale il Comune anticipera' i rimborsi previsti dal Ministero per i
danni, finora stimati in circa duecento polli uccisi dal plantigrado.
'Proprio di convivenza con l'orso - ha fatto sapere il sindaco - e
di possibili gemellaggi con localita' d'oltreceano parleremo con gli
abitanti dei villaggi che visiteremo in Canada lungo il fiume
MacKenzie, dove la convivenza con l'orso e' quotidiana, tanto che il
grizzly si ciba pure del salmone essiccato dai pescatori'. A
Toronto, Fagnilli incontrera' una comunita' di circa duecento
pizzoferratesi, trapiantati in Canada, ma che ancora conservano il
dialetto del loro paese.
'Dobbiamo puntare sulla biodiversita' per promuovere l'immagine
della nostra terra - commenta il sindaco di Pizzoferrato - e su
quello che ci accomuna ai villaggi canadesi.
Con l'obiettivo di creare una sorta di itinerario dei paesi
dell'orso'. (ANSA)
---------------------------------------------------------------------
-----------
Animalieanimali
13 OTTOBRE 2006
BARBONCINO VEGLIA DIECI ORE IL CADAVERE DEL PROPRIETARIO MORTO
E' successo in Calabria
Zungri (VV) - Il suo padrone, un rumeno, era morto da almeno 10 ore
sul letto della casa in cui abitava. A vegliarlo, c'era il suo
fedele amico, un barboncino bianco e nero, che lo leccava in viso e
lo tirava dai pantaloni guaendo.
Il fatto e' avvenuto a Zungri, un comune del vibonese, dove
l'immigrato, fra l'altro irregolare, aveva fatto la sua apparizione
da circa due anni. A fare la macabra scoperta un connazionale che,
non vedendolo uscire per la solita passeggiata con il cane, ha
aperto la porta e ha trovato il cadavere con a fianco l'animale.
Dopo aver tentato di soccorrere l'uomo inutilmente, il connazionale
ha avvisato i carabinieri ed il 118. I medici non hanno potuto fare
altro che constatare la morte, avvenuta,com'e' scritto nel freddo
bollettario " per arresto cardiocircolatorio" circa dieci ore prima.
Sul luogo e' intervenuto anche il magistrato che, sulla scorta del
referto medico, ha ordinato che la salma venisse chiusa nella cella
frigorifera del locale cimitero in attesa che qualcuno vada a
ritirarla, ma oltre al cane che sta facendo la spola dal cimitero
alla casa, al momento nessuno si e' interessato al
cadavere. "Abbiamo provveduto alle prime incombenze - dice all'Agi
il sindaco Tino Mazzitelli e provvederemo anche al resto. Quando e'
arrivato la prima volta, con lui c'era la figlia, ma poi per
questioni di lavoro si e' trasferita altrove e la stiamo cercando.
Era un tipo pacifico, lo si vedeva spesso passeggiare con il suo
cane. Soffriva di attacchi cardiaci - ha aggiunto - ma nonostante
cio', quando trovava da fare qualche lavoro, non si tirava mai
dietro". E mentre il rumeno sara' rimpatriato, Fido, se non trovera'
un amico ad adottarlo, finira' in un canile.
(AGI)
---------------------------------------------------------------------
-----------
Animalieanimali
13 OTTOBRE 2006
CHIMICA; TEST ANIMALI, PECORARO SCANIO, SI' PRINCIPIO SOSTITUZIONE
Riflessi positivi per ambiente, sicurezza ed esseri viventi
Il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio ha inviato una
lettera alla presidenza di turno finlandese dell'Ue per esprimere il
sostegno dell' Italia al principio della sostituzione delle sostanze
chimiche pericolose con alternative piu' sicure prevista dal
Parlamento europeo nel regolamento per la registrazione e
valutazione delle sostanze chimiche Reach.
'Voglio esprimere il mio sostegno pieno al principio della
sostituzione e sollecito la presidenza a renderlo piu' forte in
Reach', si legge nella lettera.
'Parlamenti e governi sono la lobby dei cittadini e per questo noi
chiediamo a Commissione Uee Consiglio di sostenere questo principio.
L'Italia - ha sottolineato - pensa che sia importante garantire la
salute dei cittadini e io rappresento i cittadini e non le lobby
degli industriali'.
'Le industrie - ha osservato Pecoraro Scanio - devono mettersi in
regola e la competizione, che e' fondamentale, va svolta in
positivo. L'industria europea deve essere un'industria che esporta
nel resto del mondo sicurezza e non incertezza'.
Secondo il titolare dell'Ambiente il problema 'vero' e' che l'Ue
deve lanciare a livello Wto il principio che la competizione
internazionale 'non si fa mettendo a rischio la salute dei
cittadini'. 'Dobbiamo estendere al Wto il principio che chi fa
competizione, danneggiando la salute e l'ambiente, fa concorrenza
sleale', ha sottolineato.(ANSA)
---------------------------------------------------------------------
-----------
Animalieanimali
13 OTTOBRE 2006
Mucca si ribella al macello, trasportatore è grave all'ospedale
Udine - Il titolare di una ditta di autotrasporti - Oddone Bais di
74 anni di San Vito al Torre - e' stato ricoverato in gravissime
condizioni all'ospedale di Udine dopo essere stato travolto e
calpestato da una giovane manza d'allevamento. L'uomo la stava
scaricando dal proprio camion per portarla all'interno del macello
della ditta "Friulcarni Sas" di Brasiliano (Udine) quando
improvvisamente l'animale e' imbizzarrito e si e' scagliato contro
l'uomo.L'autotrasportatore, che ha subito delicate lesioni, e' stato
soccorso e trasportato al nosocomio friulano dove e' stato
ricoverato con prognosi riservata. (AGI)
---------------------------------------------------------------------
-----------
Animalieanimali
13 OTTOBRE 2006
Svizzera autorizza uccisione di un secondo lupo
Sion - Il Vallese ha autorizzato l'abbattimento del lupo che ha
sterminato un gregge di pecore sopra Collombey a fine settembre. Il
predatore aveva sgozzato in una sola notte trenta animali che si
trovavano in un pascolo munito di recinto elettrificato, perdipiu'
in compagnia di un asino. Il lupo in questione soddisfa ampiamente i
requisiti per la sua uccisione, nota il Cantone in un comunicato.
Per ordinare l'abbattimento di un lupo e' necessario che il
predatore abbia ucciso 35 animali da reddito in 4 mesi o 25 in un
mese. Nel caso in questione, inoltre, l'allevatore aveva applicato
tutte le misure di prevenzione raccomandate dagli specialisti.
L'autorizzazione rilasciata oggi e' la seconda in poco piu' di un
mese decisa dalle autorita' vallesane. Il 30 agosto scorso, il
cantone aveva autorizzato l'uccisione di un lupo che aveva sbranato
33 pecore nel corso dell'estate nella valle di Goms, nell'Alto
Vallese.
Diventato effettivo inizio settembre, l'ordine e' rimasto per ora
senza effetti concreti: il lupo e' sfuggito alle battute dei
guardacaccia e pure alla sagacia degli altri cacciatori, che dal 18
settembre sono autorizzati ad aprire il fuoco sul carnivoro.
(Res/Pe/Adnkronos)
---------------------------------------------------------------------
-----------
Animalieanimali
13 OTTOBRE 2006
Caccia, decreto legge fallito, per Lipu ora sospensione
dell'attività venatoria in zone speciali
Roma - "Le zone di protezione speciale e i siti di importanza
comunitaria tornano ad essere aree protette a tutti gli effetti e
dunque per esse valgono le misure previste dalla legge 394. Nessuna
regola che sia meno incisiva di quelle, come ci dicono le ordinanze
dei tribunali, puo' sostituirsi ad esse.
Quindi, per cominciare, immediata sospensione della caccia in tutti
i Sic e le Zps e, laddove i piani faunistici e i calendari venatori
non prevedano la tutela di queste aree, sospensione dell'intera
attivita' venatoria. Governo e regioni diano precise indicazioni su
questo punto che, ricordiamolo, implica aspetti penali". Queste le
prime inevitabili richieste della Lipu all'indomani dell'incontro
con il ministro De Castro, svoltosi l'altro ieri da cui e' giunta
conferma di quanto ormai evidente: il decreto su Zps e caccia in
deroga "non sara' convertito in legge".
"Prendiamo atto con rammarico del naufragio del decreto". Il suo
fallimento "non esime lo Stato, il governo, il parlamento
dall'intervenire subito, perche' la Rete natura 2000 non puo' piu'
attendere e cosi' la procedura di infrazione dell'Unione europea".
(Com/Val/ Dire)
---------------------------------------------------------------------
-----------
Animalieanimali
13 OTTOBRE 2006
Caccia, pensionato si ferisce da solo
Bergamo - Un cacciatore bergamasco di 64 anni e' rimasto ferito da
un colpo partito accidentalmente dal suo fucile. L'uomo si trovava
in un bosco nei pressi della sua abitazione, a Valgoglio, in alta
Valle Seriana, con il fucile in spalla, quando all'improvviso e'
scivolato e nella caduta dall'arma e' partito un colpo che lo ha
raggiunto di striscio alla schiena.
Nonostante la ferita, il 64enne e' riuscito a raggiungere a piedi la
sua abitazione, da dove ha chiamato i soccorsi. Sul posto sono
intervenuti i sanitari dell'elicottero del 118 che lo hanno
trasportato alle cliniche Gavazzeni di Bergamo, dov'e' tuttora
ricoverato per accertamenti. (ANSA)
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL GIORNALE DI VICENZA
13 OTTOBRE 2006
Il "mondo animale" si svela al Bonaguro
L'esposizione
Nella collezione zoologica raccolti esemplari di ogni angolo del
mondo. L'obiettivo è di far conoscere le specie rare o a rischio di
estinzione
di Elena Castellan
Didattica ed educazione alla tutela del patrimonio naturale e alla
protezione delle specie animali rappresentano gli obiettivi
fondamentali che l'assessorato alla cultura e la direzione del museo
civico si sono prefissati con l'allestimento di un'esposizione
naturalistica permanente a Palazzo Bonaguro. Il progetto, dal
significativo titolo "Mondo animale - conoscerlo per proteggerlo"
espone una collezione zoologica i cui esemplari sono stati affidati
al museo civico dal Servizio Cites del Corpo Forestale dello Stato
al fine di diffondere la conoscenza delle specie in via di
estinzione, ormai più di 16.000 in tutto il mondo. Nelle sale dello
storico palazzo, hanno trovato un' "altra" forma di sopravvivenza
animali meravigliosi, classificati come rari o rarissimi,
provenienti da tutto il mondo. Ursidi e Felidi aprono un percorso
affascinante che si snoda attraverso foreste, praterie e ghiacciai.
Oltre all'orso bruno, corrispondente al conosciuto grizzly, e uno
splendido orso polare, lo spettatore potrà conoscere anche l'orso
della luna caratterizzato da una macchia giallo biancastra sul petto
a forma di mezzaluna, presente nel continente asiatico dal Pakistan
al Giappone. Tra i felidi, sono visibili la tigre, la pantera nera,
il giaguaro e il leopardo nebuloso, talmente raro da essere quasi
sconosciuto anche agli stessi esperti. La lince, il gatto selvatico
e il lupo sono invece ospitati nella parte a Nord dell'ambiente così
da sfruttare lo splendido scenario delle Alpi, visibili attraverso
le finestre dell'edificio. Proveniente dalle steppe e dalle regioni
semidesertiche dell'Asia Centrale, l'antilope saiga introduce
all'ultima sala, dedicata ai bovidi e in cui si possono ammirare
varie sottospecie di argali, l'urial e il gaur, presente in India,
Indocina e nella penisola malese la cui popolazione è molto
diminuita nel corso degli ultimi anni. La mostra è corredata da un
apparato fotografico estremamente suggestivo, capace di riprodurre
l'habitat naturale degli animali insieme alla musica che ricrea i
suoni e i rumori della natura.
Come spiegato da Giuliana Ericani, direttrice del museo,
l'allestimento risponde ai criteri della museografia moderna,
finalizzati non solo alla conservazione dei reperti ma anche alla
loro valorizzazione in quanto strumento di conoscenza e informazione
per lo spettatore. A questo scopo pannelli esplicativi forniscono da
un lato descrizioni e notizie sulle specie, il loro ambiente e lo
stato di conservazione, dall'altro sono presenti informazioni sul
Cites e sui nuclei specializzati del Corpo Forestale dello Stato,
sul commercio illegale di fauna selvatica e sulle norme nazionali e
internazionali di protezione delle specie. Per le scuole, la sezione
naturalistica del museo ha inoltre messo a punto delle proposte
didattiche, differenziate nei contenuti e nella durata a seconda
dell'età. Laboratori svolti nelle sale espositive, faranno conoscere
ai bambini più piccoli le caratteristiche degli animali attraverso
attività ludico - sensoriali mentre con i ragazzi dai 14 ai 19 anni
è prevista una maggiore attenzione rivolta alle tematiche attuali e
legate alla salvaguardia della natura.
Come dichiarato dal sindaco Gianpaolo Bizzotto, questa collezione
zoologica, che aprirà al pubblico domani alle 17, resterà a palazzo
Bonaguro fino alla realizzazione del nuovo museo naturalistico
nell'ex-monastero di Santa Chiara dove confluiranno anche le altre
collezioni naturalistiche del museo. L'esposizione resterà aperta il
sabato e la domenica con i seguenti orari: 10-12.30/ 15-18; durante
la settimana solo su prenotazione.
Biglietto d'ingresso: 3 euro; ridotto 2 euro; fino ai 9 anni
gratuito.
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL GIORNALE DI VICENZA
13 OTTOBRE 2006
Una signora di Lonigo (VI) fa causa al vicino chiedendo 2850 euro
di danni materiali e morali per i contraccolpi psicologici
I raid del felino davanti al giudice
Lonigo (Vicenza) - Il felino intrufolandosi quatto quatto
nell'abitazione dell'affascinante vicina si sarebbe esibito in
evoluzioni più consone a un bosco (giungla?) che a un'abitazione ben
arredata. Provocando così la rottura di un vaso di cristallo e di
una preziosa fruttiera; avvinghiandosi a una raffinata coperta di
ciniglia pronta per essere deposta in armadio; provocando, altresì,
nel suo passaggio la rovina di alcune piante rampicanti a causa
delle arroganti passeggiate lungo la pergola del giardino.
Ma quel che è peggio, avrebbe alimentato nella padrona di
casa «malessere fisico tale da costringerla alle cure dei medici» a
causa di una grave patologia fobica nei confronti dei felini. Per
questo, ha dovuto sottoporsi a una visita specialistica dopo la
quale le è stata consigliata una cura ansiolitica per attenuare lo
stato di agitazione provocato dall'impetuoso gatto color beige-
rosso. E si sa, con gli animali fulvi-rossicci c'è poco da
scherzare, soprattutto quando graffiano lasciando il segno.
Così la signora Lucia, 48 anni, di Lonigo, dove risiede in via
Trento, ha citato davanti al giudice di Pace il vicino Gianfranco,
sulla carta proprietario del micio, chiedendogli tramite l'avvocato
Annunziata Marrone che la tutela, 2580 euro di danni materiali e
morali più le spese legali.
Ma perchè il pericoloso gatto è soltano sulla carta di proprietà di
Gianfranco? Perchè il signore in questione, attraverso l'avv.
Vincenzo Garzia, replica non solo contestando la proprietà della
bestiaccia, ma negando di intrattenere rapporti con qualsivoglia
quadrupede. Il padrone può essere caso mai qualcuno della sua
famiglia? Ma lui anche se fosse così, replica a Lucia, non vuole
rispondere dei danni provocati dall'animale qualora fosse realmente
posseduto da un famigliare.
Comunque sia, Gianfranco contesta le asserite malefatte del micio
perchè non c'è prova che la coperta di ciniglia sia stata
bistrattata dal passaggio del giocherellone intruso. E se un felino
è riuscito a penetrare nell'abitazione, chi mai può escludere che
altri felini non abbiano invaso il territorio della signora Lucia,
visto che la zona, sostiene la difesa, pullula di gatti?
Va da sè, che «il malvagio e artigliuto portagonista della vicenda -
sostiene l'avv. Garzia - deve avere un fatto personale con
l'attrice», conoscendo la sua asserita fobia per i gatti. Ma come
può dimostrare la donna, si chiede la difesa, che tutti gli
sconquassi sono stati provocati dal gattaccio? Da quello che
l'avvocato Garzia definisce ironicamente il «malvagio felino»
artefice delle proditorie incursioni da vandalo? Ma davvero la
signora Lucia non appena vede il micio sta male, manifestando nausea
e vomito, per la sua «invincibile repulsione» nei confronti dei
felini? La vista di un gatto e dei suoi lasciti, possono per davvero
portare direttamente al pronto soccorso?
La risposta al giudice di pace di Lonigo.
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA
13 OTTOBRE 2006
Gioiosa J. La risposta del Comune alle violenze sui randagi
Ecco il "cane di quartiere"
GIOIOSA JONICA (RC) - Detto fatto. L'amministrazione comunale di
Gioiosa Jonica, su proposta dell'assessore alle Politiche ambientali
e presidente dei "Verdi" della Locride, Maurizio Zavaglia, ha
deliberato di istituire, in via sperimentale, la figura del "cane di
quartiere". Ciò anche in seguito all'avvelenamento di dieci randagi
registratosi tra la fine di luglio e la prima quindicina di agosto
scorso ("il Quotidiano" del 15/8) il comportamento degli
ignoti "giustizieri" nei confronti degli animali, era stato
definito, dagli amministratori comunali, "gravissimo atto di
intolleranza e violenza atroce". Ora gli stessi uomini che stanno
alla guida del comune, rispettando gli impegni che avevano assunto
con le associazioni animaliste, hanno dato seguito alla loro azione
in difesa del cane, riconoscendogli ufficialmente "il diritto di
essere animale libero nel territorio", definendolo appunto "cane di
quartiere". E' molto soddisfatta della decisione l'Associazione
jonica per la tutela del verde e degli animali che giudica l'atto
deliberativo della Giunta comunale "uno strumento tra i più
efficienti per il rispetto reciproco tra gli uomini e gli animali ed
esprime tutta la sua soddisfazione. "Finalmente dicono si avrà
l'opportunità di monitorare un gran numero di cani randagi, che
potranno vivere liberi, sani,puliti, ed iniziare così la politica
delle nascite controllate sul territorio urbano". Gli
amministratori, così come si sono orientati per alti atti
deliberativi che interessano la collettività pur nel rispetto di
quanto previsto dalla legislazione vigente e del ruolo affidato al
Servizio veterinario dell'Asl, richiamano l'attenzione
dell'Associazione Jonica del Verde e degli animali, composta da
giovani giudiziosi e responsabili e i singoli cittadini che abitano
nel quartiere di "residenza" degli animali, perché si assumano
l'onere nella gestione del cane e mantengano pulito l'ambiente in
cui esso vive. Il "cane di quartiere", dicono ancora, deve essere
vaccinato, curato, sorvegliato e sterilizzato dal Servizio
veterinario dell'Asl o da un Veterinario libero professionista
convenzionato comunque con l'Asl. Al cane , infine, deve essere
applicato un microchip identificativo e deve essere iscritto
all'anagrafe canina a nome del soggetto responsabile che lo detiene,
inoltre , deve portare una medaglietta con indicati i dati relativi
all'animale stesso e il quartiere in cui abitualmente esso staziona.
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL MATTINO CASERTA
13 OTTOBRE 2006
«Bufale dopate, fuori i nomi dei colpevoli»
Confconsumatori sollecita la magistratura. E intanto dal Nord
arrivano altre disdette della mozzarella casertana
GIAMMICHELE ABBATE
«Provvederemo a incontrare nuovi fornitori di bufala campana ubicati
nella zona del Salernitano e non più nel Casertano». Il laconico
messaggio firmato da uno dei consorzi di distribuzione della
mozzarella di bufala campana dop del Nord (Cremona, nella
fattispecie) è uno dei tanti arrivati in questi giorni ai
trasformatori del latte bufalino di Terra di Lavoro. L'effetto della
clamorosa inchiesta dei Nas di Napoli, con il sequestro dei 9
allevamenti e delle 1500 bufale dopate, non accenna a diminuire
nonostante i chiarimenti dell'Istituto superiore di sanità
(«L'ormone somministrato agli animali non è cancerogeno», ha detto
il direttore Macrì). Le disdette ci sono e le polemiche pure, spesso
strumentali ma in parte sicuramente giustificate. Ieri ad esempio la
Confconsumatori ha inviato un'istanza alla Procura della Repubblica
di Santa Maria Capua Vetere per conoscere i nomi delle aziende che
hanno prodotto le mozzarelle contaminate, per sapere dove le stesse
siano state distribuite e se attualmente siano ancora in commercio.
Mara Colla, presidente nazionale di Confconsumatori, afferma: «Si
tratta di un altro fatto gravissimo. Ancora una volta risulta
evidente la necessità di rafforzare i controlli sulla sicurezza
degli alimenti e di contrastare le pratiche corrotte e le
organizzazioni criminali nel settore alimentare. A tal fine
chiediamo al Governo attenzione e risorse economiche, nonchè la
riorganizzazione delle competenze in capo ai soggetti deputati ai
controlli, per conseguire maggiore efficienza a tutela della salute
dei consumatori». Il Consorzio di tutela della mozzarella dop, che
nella scala gerarchica dei controlli viene subito dopo le Asl
competenti per territorio (e i rispettivi servizi veterinari)
ribadisce che una minima percentuale di allevatori non in regola non
può minare la solidità e la credibilità della filiera bufalina. E
intanto nell'area del Basso Volturno c'è mobilitazione. A
Castelvolturno ieri è stata approvata per acclamazione la proposta
del sindaco Francesco Nuzzo di istituire un coordinamento dei
sindaci del basso Volturno per le problematiche commesse
all'allevamento bufalino e alla produzione della mozzarella. La
proposta giunge quasi al temine dell'incontro tenutosi nella sala
consiliare del comune rivierasco, alla presenza di sindaci,
rappresentanti delle associazioni di categoria, degli allevatori e
caseificatori e del consigliere provinciale Giuseppe Raimondo. E'
un'immagine irrituale quella di piazza Annunziata piena di trattori,
parcheggiati a ridosso del municipio a voler sottolineare un grido
d'allarme dopo la questione dei capi bufalini dopati. Da Nuzzo,
promotore dell'iniziativa, due inviti pressanti: quello di controlli
assidui da parte dell'Asl e dell'Arpac, con la speranza che
finalmente si superino gli individualismi e ci si muova in unità e
l'esigenza di portare il problema alle autorità di governo. In
mancanza di una risposta, Nuzzo lancia la proposta di una grande
manifestazione nella capitale. "In questo modo il Governo capirà -
dice - che gli allevatori del basso Volturno non vogliono subire".
Importante anche l'esigenza di un miglioramento della qualità
dell'ambiente, in quanto autentica ricchezza per l'economia. A Nuzzo
hanno fatto seguito Pasquale Campanile, del Dipartimento di
prevenzione dell'Asl CE 2 che ha riferito che "la soglia di
attenzione è molto alta" e ha invitato gli allevatori a "fare molta
attenzione nella gestione dei farmaci perchè l'UE impone norme
severe". Quindi gli interventi dei sindaci Abbate (S.Maria la Fossa)
e Parente (Grazzanise) entrambi volti a sostenere l'unità degli
agricoltori, mentre Raffaele Ambrosca, vicesindaco di Cancello ed
Arnone, ha distinto le problematiche relative agli allevamenti e
alla caseificazione, informando di aver diffuso la nota
dell'Istituto Superiore di Sanità sul fatto che "non c'è pericolo
per la salute" e che il vero problema qui si chiama brucellosi.
Raimondo ha dato atto dell'impegno della Provincia e dei tavoli
attivati sia con le organizzazione sindacali che con i veterinari e
della determinazione di avviare una costante campagna d'informazione.
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL MESSAGGERO LATINA
13 OTTOBRE 2006
Vendita illegale: la polizia sequestra 300 chili di pesce
Volevano smerciarlo abusivamente sulla banchina del porto-canale e,
invece, è finito sulle tavole del centro d'accoglienza per minori e
per senza fissa dimora del Don Orione di Roma.
Trecento chilogrammi di pesce sono stati sequestrati mercoledì
pomeriggio a Fiumicino dalla Squadra Navale della polizia impegnata
nella repressione della vendita ittica abusiva. Sono numerosi i
falsi pescatori o i mozzi che si appostano sulla banchina della
cittadina portuale nell'orario di rientro dei pescherecci per
cercare di vendere merce poco nobile - e spesso anche di incerta
provenienza - a prezzi apparentemente convenienti.
Così gli agenti in perlustrazione hanno intercettato un paio di
venditori che, alla vista delle divise, se la sono data a gambe
abbandonando sul posto diverse cassette di pesce. Ai poliziotti non
è rimasto altro che porre sotto sequestro la merce: trecento chili
di peso costituito principalmente da cefali, seppie e aguglie.
Verificato il buono stato di conservazione del pesce - ad eccezione
di una decina di chili - l'Ufficio generale Prevenzione e soccorso
pubblico, dal quale dipende la Squadra Navale, ha disposto
l'assegnazione degli alimenti al centro di accoglienza Don Orione di
via della Camilluccia e, in minima parte, agli animali del Bioparco.
G.Man.
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL MESSAGGERO
13 OTTOBRE 2006
Terzo San Severo, campo di guerra per i cacciatori
SPOLETO (PG) - Un campo di guerra. Disseminato di trappole con
l'intenzione di dissuadere qualche ignaro cacciatore ad entrare in
quel fondo alla ricerca di qualche lepre da stanare ed uccidere.
Ecco lo scenario che, suo malgrado, ha fatto scoprire l'anziano
cercatore di funghi di Morgnano rimasto gravemente ferito a Terzo
San Severo dopo aver posato inavvertitamente i piedi su una tavola
chiodata. Gli agenti del Corpo Forestale si sono dovuti armare di
zappa e pala per dissotterrare le pericolose trappole, che avrebbero
potuto essere letali, disseminate in un terreno recintato. «Da
quelle parti hanno trovato una fine orribile già cinque cani da
caccia con tanto di certificato – racconta Antonio Caporicci – Anche
io, pochi giorni dopo l'apertura della stagione venatoria, ne ho
perso uno tra sofferenze indicibili. E'un massacro vergognoso che
deve finire». I motivi? Liti per gli appostamenti o semplici gelosie
scatenate da battute più o meno prolifiche. L'associazionismo
venatorio, intanto, ha speso parole di condanna per l'episodio che
ha portato al ferimento del pensionato. Re.Be.
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL MESSAGGERO ABRUZZO
13 OTTOBRE 2006
Doping: 18 indagati, la Quintana nel mirino
Il sospetto è di avere dopato quegli animali così fieri per farli
correre più forte saltare più in alto. Ma tremano anche quanti hanno
giocato i loro soldi nella manciata di secondi che divide il trionfo
dalla sconfitta, perchè secondo quando scoperto dai carabinieri del
Nas (nucleo antisofisticazione) nell'inchiesta coordinata da Sergio
Sottani, il mondo delle corse sarebbe direttamente collegato con
quanti muovevano più le siringhe delle redini.
I diciotto finiti nel registro degli indagati fanno parte di un
pacchetto di 65 persone coinvolte nel traffico di sostanze dopanti
in tutta Italia. E si tratta di priori della Quintana, veterinari,
proprietari di scuderie, allenatori, fantini, intermediari e
scommettitori i cui allevamenti, studi e uffici sono stati
perquisiti dai Nas a Perugia, Assisi, Bastia, Foligno e Spoleto. Le
accuse sono di associazione a delinquere per traffico e
commercializzazione di specialità medicinali dopanti, sia ad uso
umano che veterinario, di provenienza estera, illecitamente
somministrate ai cavalli impiegati nelle corse al galoppo, nei
concorsi ippici ed in gare olimpiche e paraolimpiche di particolare
impegno, al fine «di alterare le prestazioni - scrivono gli
investigatori nei mandati di perquisizione - indurre in errore
l'Unire e la Fise sulla regolarità delle condizioni di gara,
procurarsi ingiusti profitti costituiti dalla vincite conseguenti
alla classificazione dei cavalli».
Il blitz più rumoroso si è avuto in sei rioni della Quintana di
Foligno: Badia, Cassero, Contrastanga, Pugilli, Morlupo e Mora. A
portare i carabinieri fino a Foligno uno degli indagati, un
veterinario. Lunedì verranno analizzati i campioni di sangue
prelevati dai cavalli dell'ultima Quintana in un laboratorio di
Milano.
---------------------------------------------------------------------
-----------
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
13 OTTOBRE 2006
IL POSTO GIUSTO. Scimmie lamuri, gorilla e molti altri
Allo Zoosafari arrivano tanti nuovi «ospiti»
Elio Matarrese
Fasano (BR) - Nuovi arrivi di graditi ospiti - ovviamente parliamo
di animali molto rari - nel parco faunistico dello Zoosafari a
Fasano, il più grande d'Italia e fra i più vasti d'Europa con i suoi
140 ettari di estensione, per la gioia di grandi e piccini. A loro
vanno aggiunti le centinaia e centinaia di altri animali e gli oltre
150 cuccioli di ogni tipo che annualmente vanno ad aggiungersi alla
grande famiglia dei nostri amici - inclusi quelli di specie molto
rare - che fanno dello Zoosafari un parco di straordinarie
attrazioni. Il gruppo più folto ad avere preso «alloggio» in questi
giorni negli estesi recinti delle scimmie sono 17 esemplari -12
maschi e 5 femmine - di splendidi «lamuri catta», detti anche lamuri
coda ad anelli, per l'incredibile coda ad anelli alternati bianchi e
neri. I lemuri sono Primati che fanno parte dell'ordine delle
cosiddette scimmie, ma a differenza delle altre appartengono al
gruppo che si è meno evoluto verso le forme antropomorfe, le
Proscimmie, di provenienza esclusiva dal Magadascar. Questi
esemplari sono animali estremamente socievoli, vivono in gruppi nei
quali le femmine come spesso accade hanno un ruolo dominante
rispetto ai maschi. In natura sono ormai molto rare e localizzate. È
molto importante allevarle e riprodurle nei parchi faunistici di
tutto il mondo. Il villaggio delle scimmie dello Zoosafari è la sede
del più grande gruppo di babbuini mai ospitato in cattività, con
oltre trecento esemplari conviventi. Dalle scimmie ai gorilla è il
passo si dice sia breve. Ma sono proprio due grandi esemplari di
gorilla ospitati nello Zoosafari gli unici due presenti attualmente
in Italia. Una vera occasione da non perdere per gli appassionati di
questa misteriosa specie che è l'ultima evoluzione verso la razza
umana. Si tratta di una coppia di splendidi esemplari maschi adulti
per i quali sono in corso trattative diplomatiche per permettere
loro di farsi una famiglia con eventuali gorilla femmine disponibili
al «matrimonio». Tra pochi giorni arriveranno altre novità per la
stagione 2007, tra cui una coppia di imponenti Varani asiatici,
lunghi circa 2 metri e mezzo. Questa specie di lucertole è la più
massiccia e pesante esistente al mondo, dopo il Varano di Komodo. Ma
per fortuna questi «lucertoloni» sono molti docili e pazienti,
essendo cresciuti sin da «cuccioli» in cattività in un parco
vietnamita, a stretto contatto con i keepers e si prevede con essi
un rapporto estremamente amichevole e di pacifica convivenza con
qualche piccola affettuosa smanceria. Arriveranno con i varani anche
due tartarughe terrestri giganti della specie Geochelone sulcata.
Sono lunghe 70 centimetri e pesano una quarantina di chili. Questa
specie è la più grande dopo le vere lucertole giganti delle
Seychelles e delle Galapagos. Si sta lavorando con un parco
statunitense per ottenere in futuro anche un gruppo di queste
ultime. Per restare in tema di record, sono davvero tanti quelli
conquistati dallo Zoosafari. Si va dall'unico esemplare maschio di
elefante africano presente in Italia (i maschi di elefante sono
spesso inaffidabili e subdoli e per questa ragione non è facile
incontrarne nei parchi) al gruppo di leoni, sono oltre 40 esemplari
di tutte le età: è uno dei dei più grandi nuclei di queste specie e
gode di una esclusiva area verde di circa 20.000 metri quadrati.
Così come è molto numeroso - il più grande gruppo del mondo - quello
degli Orsi dal collare asiatico, una rara specie degli altipiani del
Tibet, con circa trenta esemplari. Un'altra specie rarissima è il
capibara, un super topo: il più grande roditore esistente al mondo,
è pesante anche 50 chili. Davvero niente male per un
semplice «topo». Nel parco è ospitato un nutrito gruppo riproduttore
originario del Brasile. La stagione 2007 vedrà anche la nascita nel
parco divertimenti di Fasanolandia della cosiddetta Collina delle
Grandi Attrazioni. Qui i visitatori troveranno due nuove grandiose
giostre: il Rapid River, costituito da un percorso acquatico
spericolato su gommoni, e l'Eurofigther, un rivoluzionario otto
volante con i giri della morte ed altre particolari evoluzioni
adatte solo ad un pubblico di veri temerari. A queste si aggiungono
la già esistente Ruota Panoramica, che fa spaziare con lo sguardo
fino alle coste dell'ex Jugoslavia, e la sempre attuale torre a
caduta libera Sputnik, che fa provare l'indescrivibile brivido della
caduta secondo la forza di gravità da un'altezza di trenta metri.
---------------------------------------------------------------------
-----------
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO BRINDISI
13 OTTOBRE 2006
Questa mattina i carabinieri dei Nas notificheranno il provvedimento
al Comune
Il giudice toglie i sigilli al canile
Rassicurante la relazione dei veterinari; l'Ufficio tecnico riparerà
i danni
Il giudice ha deciso il dissequestro del canile comunale. Il
provvedimento, secondo indiscrezioni, dovrebbe essere notificato,
questa mattina, al Comune e alla responsabile della struttura, Anna
Famulari (Lega nazionale per la difesa del cane), che si trova in
contrada S. Lucia, dai carabinieri del Nas, gli stessi che una
settimana fa, sollecitati ad intervenire dall'esposto messo nero su
bianco da una signora brindisina (che preferisce restare anonima) e
dalla denuncia di un'ambientalista del Leccese, Maria Teresa Corsi,
hanno rilevato le condizioni precarie in cui erano costretti a
vivere gli animali dopo che la tromba d'aria del 26 settembre aveva
divelto le coperture dei box nei quali trovano ricovero. L'istanza
sarebbe stata accolta dopo che sul tavolo del giudice che lo aveva
disposto è giunta la relazione dei veterinari della Ausl, dalla
quale è stato possibile evincere che lo stato in cui era stato
trovato il canile non era altro che la conseguenza del ciclone che
aveva devastato la città. Danni consistenti ai quali l'ufficio
tecnico del Comune che a tale scopo ha già predisposto un progetto,
porrà rimedio in breve tempo. Corsi del Circolo Vas di Lecce (Verde
ambiente e società) ha raccontato ai militari di essersi recata
presso il canile domenica scorsa, per assistere ad una
manifestazione e di essere rimasta allibita nel constatare lo stato
di degrado e trascuratezza delle strutture. Tra l'altro, nei box era
evidente la presenza di acqua stagnante, sembra a causa
dell'insufficiente pendenza della pavimentazione e dell'intasamento
del sistema fognario. I cani, a causa di ciò, sempre secondo quanto
riportato nel documento, riposavano per metà immersi in acqua e
liquami. La poca funzionalità degli impianti di raccolta delle acque
reflue era stata già segnalata al Comune nel 2004 a seguito di
un'ispezione eseguita dagli ispettori del Dipartimento di
prevenzione della Asl. Tra i rilievi dei carabinieri anche
l'eccessivo numero di animali, oltre un migliaio, quasi il doppio
della effettiva capacità ricettiva dell'impianto. v. arc.
---------------------------------------------------------------------
-----------
BRESCIA OGGI
13 OTTOBRE 2006
PONTEDILEGNO. L'attacco in Trentino
L'orsa vista al Tonale aveva sbranato un mulo
Ponte di Legno (BS) - Aveva combinato qualche guaio in Trentino
l'orsa avvistata in questi giorni in Valcamonica con i suoi
cuccioli.
Jurka, così si chiama l' orsa che fra l'altro è madre di «Jj1
Bruno», il plantigrado barbaramente ucciso nei boschi della Baviera
alcune settimane or sono, è passata dal Trentino alla Lombardia con
al seguito i suoi tre cuccioli avuti all' inizio dell' anno, ed è
stata notata da alcune persone nei pressi dell' hotel Savoia, al
passo del Tonale, lungo la pista da fondo.
Sulla sua strada, prima di lasciare il Trentino, ha sbranato un
mulo. Ora dovrebbe trovarsi in val Narcanello a quota 2.000 metri,
in territorio bresciano. Alla fine di agosto a Jurka era stata
applicato un collare per seguire i suoi spostamenti e per prevenire
incursioni contro animali domestici. Mamma orsa si era infatti resa
protagonista di attacchi a galline e pecore, per la naturale
esigenza di sfamarsi.
Nel caso si avvicini a centri abitati, i forestali sono pronti ad
entrare in azione sparando fasci di luce. Resta valido l'invito a
non disturbare questi animali.
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL GAZZETTINO VICENZA BASSANO
13 OTTOBRE 2006
SCHIO Lieto fine per i due segugi che mercoledì si erano persi nei
dirupi del monte Summano inseguendo un camoscio durante una battuta
di caccia
Bosco e Lella salvati dal soccorso alpino
Dopo le ricerche dell'elicottero dei vigili del fuoco, volontari e
padrone si sono calati con le corde in un canale e hanno imbragato
gli animali
Fiorì Palmeri
Schio (VI) - Lieta fine per Bosco e Lella (detta anche Chicca), i
due segugi che mercoledì si sono persi tra i dirupi del monte
Summano. Ieri sono stati portati in salvo dagli uomini del soccorso
alpino di Arsiero e dal proprietario Giancarlo Dalla Guarda. I due
segugi sono stati trovati in fondo ad un canalone sotto le creste
della montagna nella zona che guarda a nord verso Velo D'Astico. Le
ricerche sono iniziate di prima mattina: i soccorritori,
dall'abbaiare, hanno individuato il posto in cui i due cani erano
finiti e si sono calati nel burrone aiutandosi con corde. Con loro
c'era anche il proprietario; insieme li hanno imbragati e caricati
sulle spalle per portarli fuori dal groviglio di rocce in cui si
erano cacciati. Bosco e Lella, dopo la loro disavventura che li ha
costretti a trascorrere la notte tra i dirupi, ora sono al caldo,
nella loro casa di Sant'Ulderico. «Non ero andato nè a caprioli nè a
stambecchi - ha affermato Giancarlo Dalla Guarda, il cacciatore
proprietario dei cani-mi ero recato nella località Prà Minore sopra
Santorso per una battuta alla lepre. I miei cani, già in questa
zona, hanno avvistato un camoscio e si sono messi all'inseguimento.
Lo hanno inseguito fino alle creste del monte Novegno e,
probabilmente, è stato il camoscio a portarli in una zona
inaccessibile». Per tutta la giornata di mercoledì i vigili del
fuoco del distaccamento di Schio, con l'ausilio di un elicottero
decollato da Venezia, hanno cercato i due cani calandosi nei
canaloni del Summano. Ma poi è sopraggiunta la sera e le ricerche
sono state sospese per il buio. Ricerche che, ieri mattina, sono
state affidate al gruppo del soccorso alpino di Arsiero. Grazie
all'esperienza e alla dimestichezza con le pareti rocciose, i due
soccorritori, uno dei quali è il responsabile della stazione Siro
Offelli, sono scesi in mezzo ai burroni portandosi dietro anche il
cacciatore. Dopo aver individuato il luogo in cui Bosco e Lella
erano rimasti intrappolati, li hanno tranquillizzati e quindi
imbragati con corde. Poi è incominciata la salita verso le creste
con la felice conclusione della disavventura.
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL GAZZETTINO VICENZA BASSANO
13 OTTOBRE 2006
Ribadita dagli ambientalisti l'esigenza di una struttura adeguata.
Altrimenti porteranno le bestie abbandonate nei Comuni
«Animali randagi? In municipio»
La presidente dell'associazione San Francesco minaccia anche un
esposto alla procura
Daniele Mammani
Fonzaso (BL) - Il "ni" del comune di Fonzaso sulla costruzione di un
rifugio per animali randagi nel proprio territorio non soddisfa
certo le associazioni animaliste del Feltrino. I continui giri di
parole dell'amministrazione hanno portato alcuni rappresentanti di
tali associazioni a chiedere ad Ennio Vigne, presidente della
Comunità Montana Feltrina, chiarimenti in merito a questo
problema. «Abbiamo chiesto - spiega Cristina Gasparo, presidente
dell'Associazione animalista San Francesco - se, durante la
conferenza dei sindaci, potesse esporre il problema del centro per
animali. Ora aspetteremo una decina di giorni per ottenere da parte
sua un resoconto sulle risposte che daranno i tredici comuni». In
caso di diniego questa piccola-grande lotta non si fermerà e
continuerà per vie legali. La legge nazionale 281/91 che regola
ed "obbliga" la costruzione di rifugi per animali randagi ed
assorbita dalla regione Veneto con la legge 60/93 nel territorio del
Feltrino non è applicata. Proprio su questo punto si batteranno le
associazioni: «Se sarà necessario - continua Gasparo - procederemo
con un esposto per sapere il perchè della mancata applicazione di
tale legge nel nostro territorio e, nell'attesa, ogni animale che
troveremo lo porteremo nel Municipio del territorio su cui è stato
trovato». La Regione Veneto mette a disposizione i fondi per
questi "ospizi" ma non si riescono ad utilizzare tutti in quanto
queste strutture non sono molte. Guido Trento, consigliere regionale
della Margherita, da anni si batte per la costruzione di questa
struttura: «Ci sono i soldi ma non si trovano i luoghi in cui
investirli. L'idea sarebbe quella di costruire una struttura
centrale nel territorio ritrovabile nei comuni di Feltre, Fonzaso,
Pedavena o Seren del Grappa. Non ci siamo ancora riusciti ma non ci
fermeremo. Si tratta anche di una norma igienica che tutela l'intera
comunità».
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL GAZZETTINO DI UDINE
13 OTTOBRE 2006
Ferito da una manza, è grave
L'animale ha travolto l'autotrasportatore di 73 anni alla Friulcarne
di Basiliano
Daniele Paroni
Basiliano (UD) - È in condizioni gravissime Oddone Bais, 73 anni,
travolto nella mattinata di ieri da una manza che stava scaricando
dal suo camion. L'uomo si trova fra la vita e la morte in ospedale a
Udine. Il fatto si è verificato in via Verdi a Basiliano presso gli
stabilimenti della Friulcarne. L'animale, di grosse dimensioni, era
destinato alla macellazione e il mezzo che lo trasportava, condotto
da Bais, è giunto dinnanzi alla zona di carico scarico, proveniente
dalla Principi di Porcia-Brugnera ad Azzano Decimo. Bais, dopo
essere sceso dalla cabina di guida, si è portato nella parte
posteriore dell´automezzo. Secondo la ricostruzione dei carabinieri
della stazione di Basiliano l'uomo, titolare di una ditta
specializzata nel trasporto animali di San Vito al Torre, situata in
via Palmanova, ha aperto il portellone del mezzo pesante. La mucca,
che non era stata bendata, si è presentata a testa bassa scendendo
attraverso lo scivolo metallico nei pressi del quale si trovava
proprio l'uomo. Lo ha investito in pieno colpendolo al torace con il
capo, sbilanciandolo e facendolo cadere a terra, schiacciandolo poi
con gli zoccoli. Solo allora l'animale si è bloccato. I primi
soccorsi ad Oddone Bais sono arrivati dal veterinario presente sul
posto. Sono accorsi immediatamente i sanitari del 118, chiamati dai
presenti, che hanno provveduto ad intubare Bais e a trasferirlo
all´ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine dove è stato
accolto nel secondo reparto di terapia intensiva con gravissime
lesioni alla testa e al torace.
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL GAZZETTINO DI PORDENONE
13 OTTOBRE 2006
AZZANO DECIMO A Fagnigola provvidenziale l'intervento di tre ragazzi
che stavano scattando foto nei pressi della chiesa e che sono stati
attirati dai miagolii
Quattro gattini salvati dalle acque del Sile
Appena nati erano stati infilati in una calza e appesi al parapetto
del ponte. Uno è morto poco dopo il recupero
Azzano Decimo (PN) - Nuovo caso di maltrattamento sugli animali.
Questa volta la storia, solo per una fortuna, ha avuto un lieto
fine: sono infatti stati salvati tre dei quattro gattini lasciati
dentro una calza da donna, nella frazione di Fagnigola. I quattro
micetti, ancora con gli occhi chiusi, sono stati trovati alcuni
giorni fa da tre giovani azzanesi: erano imprigionati in una calza
di nylon che era stata appesa alla ringhiera del parapetto del ponte
sul fiume Sile a Fagnigola, in prossimità della vecchia chiesa
parrocchiale. Il responsabile o la responsabile ha pensato di
eliminare i gattini nella forma più spietata e in piena notte. I
felini, uscendo dalla calza, sarebbero caduti nell'acqua morendo
annegati. Attirati dai miagolii disperati dei gattini in pericolo,
Simone Sacilotto, Luca Tonet ed Emanuele Nadalon sono intervenuti in
soccorso degli sventurati animali e li hanno liberati dalla calza
che li imprigionava, sospendendoli tra la vita e la morte per
annegamento. I tre amici si trovavano nei pressi della chiesa di
Fagnigola per scattare alcune fotografie con la nuova macchina
fotografica, quando hanno sentito i lamenti. Sono corsi nella
direzione dei miagolii, trovandosi di fronte un'immagine
sconvolgente: quattro gattini erano sospesi all'interno di una
calza. Non ci hanno pensato due volte: li hanno tolti dal ponte e
liberati dalla calza. Un gattino però non ce l'ha fatta a
sopravvivere. I micetti sono stati curati e nutriti e ora stanno
bene. Dopo i casi dei gattini avvelenati due anni fa in pieno centro
del capoluogo, ecco salire alla cronaca un altro episodio, quello
dei gatti chiusi nella calza, che ha provocato reazioni di orrore e
vergogna. Soddisfatti i tre giovani: «Siamo contenti che almeno tre
dei gattini ce l'abbiano fatta: ancora qualche minuto e sarebbero
annegati. Probabilmente erano stati appesi durante la notte. Tutto
questo, come i gatti avvelenati con i bocconi o altro, è simbolo di
una crudeltà che si fa fatica a credere possibile in una società
evoluta come la nostra. Non è la prima volta che nel territorio si
maltrattano o si usano certe crudeltà per fargli sparire. Contro i
gattini poi, la ferocia si manifesta in tutta la sua drammaticità».
Mi.Pi.
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA
VEN 13 OTT 2006
Zungri. L'uomo sembra soffrisse di cuore
Il suo padrone muore
il cane veglia sul cadavere
Vicino al corpo senza vita per 18 ore
ZUNGRI (VV) - Il suo padrone, un rumeno, era morto da almeno 18 ore
sul letto della casa in cui abitava. A vegliarlo, c'era il suo
fedele amico, un barboncino bianco e nero, che lo leccava in viso e
lo tirava dai pantaloni guaendo. Il fatto è avvenuto nella serata di
mercoledì in paese dove l'immigrato, fra l'altro irregolare, aveva
fatto la sua apparizione da circa due anni. A fare la macabra
scoperta un connazionale che, non vedendolo uscire per la solita
passeggiata con il cane, ha aperto la porta e ha trovato il cadavere
con a fianco l'animale. Dopo aver tentato di soccorrere l'uomo
inutilmente, il connazionale ha avvisato i carabinieri ed il 118. I
medici non hanno potuto fare altro che constatare la morte,
avvenuta,com'è scritto nel freddo bollettario "per arresto
cardiocircolatorio" circa dieci ore prima. Sul luogo è intervenuto
anche il magistrato che, sulla scorta del referto medico, ha
ordinato che la salma venisse chiusa nella cella frigorifera del
locale cimitero in attesa che qualcuno vada a ritirarla, ma oltre al
cane che sta facendo la spola dal cimitero alla casa, al momento
nessuno si è interessato al cadavere. «Abbiamo provveduto alle prime
incombenze - dice il sindaco Tino Mazzitelli e provvederemo anche al
resto. Quando è arrivato la prima volta, con lui c'era la figlia, ma
poi per questioni di lavoro si è trasferita altrove e la stiamo
cercando. Era un tipo pacifico, lo si vedeva spesso passeggiare con
il suo cane. Soffriva di attacchi cardiaci - ha aggiunto - ma
nonostante ciò, quando trovava da fare qualche lavoro, non si tirava
mai dietro». E mentre il rumeno sarà rimpatriato, Fido, se non
troverà un amico ad adottarlo, finirà in un canile.
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL SECOLO XIX
13/10/06
Pazienza e amore se Fido viene dal canile
la posta di boh
Cara Boh, mi chiamo Giulia ho quasi 30 anni e faccio spesso
volontariato al canile. Sono innamorata dei cani fin da quando ero
bambina, ma sono un po' contraria ai cani di razza. Appena potrò
porterò a casa uno dei cani che ho conosciuto al canile perchéè
assurdo che tutti comprino i cani di razza se poi ci sono i canili
pieni. Tu cosa ne pensi?
Giulia
Cara Giulia, io la penso esattamente come te. Peraltro se sei
volontaria avrai visto che al canile si trovano anche cani di razza,
e questo capita perché gli umani a volte ci abbandonano! Devo però
dirti che come saprai i miei fratelli a quattro zampe del canile
sono stati traumatizzati, a volte a causa dell'abbandono e a volte
per i maltrattamenti subiti. Questo vuol dire che spesso non è
facile riuscire a conquistarli di nuovo e soprattutto ridare loro la
fiducia nell'essere umano che hanno perduta. Per questo i cani
potrebbero essere chiusi o aggressivi e non tutti sono preparati ad
affrontare questo genere di difficoltà. Ti faccio i miei migliori
auguri e ti ringrazio per aver parlato di questo argomento sul quale
spero di poter tornare presto.
Un abbraccio e in bocca al lupo (si fa per dire, ovviamente!)
Boh
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL MESSAGGERO
Venerdì 13 Ottobre 2006
All'inseguimento del pipistrello perduto
A caccia dei volatili ci sono "squadre speciali" con strumenti
elettronici
di MARCO SAIONI
Cuffia auricolare e un congegno tra le mani. Di norma chi si aggira
così nei musei sta utilizzando un'audioguida. Al Museo archeologico
di Perugia si cercano invece pipistrelli con il bat detector. Due
giovani zoologi, Maria Tiziana Serangeli e Cristiano Spilinga, su
incarico del professor Bernardino Ragni, conducono lì specifiche
indagini.
Dopo il curioso fenomeno degli svolazzi notturni, la direzione del
museo si è infatti rivolta al Dipartimento di biologia cellulare
ambientale dell'Università di Perugia. Che sta seguendo la cosa con
grande interesse. Il fenomeno non è infatti verificabile in analoghe
realtà. Per questo gli studiosi hanno stabilito contatti con le
università di mezza Italia. Ma il caso di Perugia sembra unico. Di
certo quello non è l'habitat ideale per questi animali che
prediligono, come noto, ambienti umidi e penombra.
Nei giorni scorsi, dunque, una serie di sopralluoghi ha interessato
specifiche zone del Museo, anche avvalendosi del bat detector. Un
curioso strumento, questo, capace di tradurre gli ultrasuoni emessi
dagli animali, rendendoli percettibili dall'orecchio umano. Il
rilevatore emette infatti un particolare segnale acustico e dopo un
secondo si avvistano pipistrelli in volo. Divertente. Appena una
decina stavolta, che entrano ed escono dalle finestre del chiostro
sul far della sera.
Ultimamente le presenze sono in netto calo. Un po'per l'autunno,
periodo in cui inizia il letargo. Un po' per i numerosi decessi
dovuti alla disidratazione. La grande superficie vetrata
dell'ambiente produce infatti una sorta di micidiale effetto serra.
Sopravvive chi riesce ad infilare una finestra e sfiorare come
rondine il primo specchio d'acqua. Per questo alcuni dipendenti del
museo, ormai conquistati dalle felpate creature notturne, hanno
usato il contagocce o striscioline di carta imbevute d'acqua.
L'effetto è quello famoso dell'olio sul lume. Sibili di gratitudine
dai pipistrelli. Grande soddisfazione per i soccorritori. Poi arriva
lei, Tiziana, tra l'altro, riferimento umbro di "Primo soccorso
chirotteri" sorta di 118 nazionale per pipistrelli. La chiamano per
segnalare esemplari arraffati dal gatto o colonie che allignano in
terrazzo. Lei ascolta e dispensa suggerimenti. Se può, arriva di
persona. Tutto lavoro di volontariato. Al Museo ha raccolto
esemplari malconci e se li è sistemati sul tinello di casa, fino
alla guarigione.
La particolare tutela di cui godono i chirotteri sarebbe inoltre
alla base di un accordo tra Ministero dell'ambiente e quello dei
beni culturali, volto a preservare le colonie che eleggono a proprio
habitat siti storico artistici. Se così fosse, il museo archeologico
di Perugia potrebbe reclamare il copyright per questo ipotetico bat
agreement.
---------------------------------------------------------------------
-----------
BRESCIA OGGI
13 ottobre 2006
CERVIO MASCHIO ABBATTUTO DA BRACCONIERI
Piacenza - Recentemente la Polizia Provinciale, su segnalazione di
un cacciatore, ha ritrovato i resti di un Cervo ucciso da
bracconieri alcuni giorni fa nei pressi della Zona di protezione del
Monte Pradegna, in comune di Bobbio. Dalle prime analisi sembra che
si tratti di una femmina adulta, probabilmente abbattuta di notte,
quando i bracconieri hanno potuto trovare il tempo di "pulire"
l'animale prima di portarlo via. In comune di Bobbio si trova una
frazione importante della popolazione di cervi presenti
sull'Appennino piacentino (in tutto, un centinaio di esemplari). La
Provincia, già da alcuni anni, è impegnata, in collaborazione con il
Dipartimento di Biologia Animale dell'Università di Pavia, nello
studio e nel monitoraggio della specie che proprio in questo
periodo, durante la stagione riproduttiva, viene censita
approfittando dei potenti richiami amorosi (bramiti) dei maschi
adulti, udibili a grande distanza.
Il ritrovamento dell'animale porta i responsabili del Servizio
Polizia provinciale, Vigilanza e Tutela faunistica della Provincia a
formulare amare considerazioni: "La Polizia Provinciale - commenta
il dirigente del Servizio, Celestino Poggioli - sta già prestando
particolare attenzione alla protezione dei Cervi, che, per ovvi
motivi, sono tra le specie più appetite dai malintenzionati. Stiamo
svolgendo indagini per accertare la dinamica dell'uccisione e
perseguire i responsabili". "Ci stiamo impegnando a fondo – osserva,
da parte sua, il vice presidente della Provincia, nonché assessore
alla vigilanza e salvaguardia faunistica, Mario Spezia - nella
tutela e nella corretta gestione degli Ungulati ed in particolare
del Cervo, che oltre al suo intrinseco valore ecologico è anche
specie dalla potente forza evocativa, presenza costante
dell'iconografia classica e come tale simbolo del valore plurimo
delle nostre risorse territoriali. Episodi come questo ci ricordano
che non bisogna trascurare nessun aspetto della questione
ambientale: dal miglioramento del presidio del territorio, al
sostegno e alla crescita culturale di tutti i suoi fruitori. Per
questi motivi il Servizio Polizia provinciale, Vigilanza e Tutela
faunistica della Provincia partecipa fattivamente alla realizzazione
di attività di ricerca sulla fauna ed alla promozione di corsi e
manifestazioni che coinvolgano i cacciatori, per una gestione più
partecipata e consapevole".
---------------------------------------------------------------------
-----------
ENPA (Comunicati Stampa)
12/10/06
L'ENPA ALLA ASL DI SASSARI: IL RANDAGISMO VA RISOLTO CON UNA
STRATEGIA CORRETTA, NON CON LA CRUDELTÀ
- - Il servizio veterinario della Asl1 di Sassari propone soluzioni
illecite per risolvere il problema del randagismo e la Protezione
Animali scende in campo per difendere gli animali. Emanuele Deiana,
coordinatore regionale Enpa Sardegna, ha commentato
duramente: "Prima di alzare bandiera bianca dichiarando che il
problema del randagismo non è stato risolto dalle normative vigenti,
sarebbe stato logico applicare la legge, mediante una campagna
informativa capillare sul territorio per incentivare le
sterilizzazioni".
In un incontro tra i dirigenti del servizio veterinario e i
rappresentanti del Comune sardo sono state suggerite soluzioni
vergognose, "travestite" da interventi pietosi verso gli animali;
addirittura qualcuno ha ricordato che l'aborto potrebbe essere
applicabile alle femmine incinte, tanto "stiamo parlando di
animali".
Prima di pensare a simili strategie, non sarebbe più semplice
investire nella prevenzione, lavorando sulle sterilizzazioni per gli
animali vaganti e suggerendo anche ai privati questa operazione, che
non ha effetti collaterali negativi, ma anzi previene malattie negli
animali? È un problema che persone che dovrebbero pure essere
tecnici del settore non si sono poste, arrivando assurdamente a
proporre l'abbattimento, come se non sapessero che è vietato a meno
che le condizioni di salute dell'animale non siano tali da
giustificarlo.
"L'Enpa è scandalizzato da una tale crudeltà", ha concluso Emanuele
Deiana, "invece di proporre soluzioni che sono, come dimostrato da
molti comuni all'avanguardia, non solo attuabili ma di semplice
realizzazione. È sufficiente investire in un piano lungimirante. Ma
gli animali sono esseri senzienti che percepiscono dolore, parlarne
come fossero solo un problema è sintomo di un approccio che non può
e non deve essere condiviso".
L'Enpa Sardegna ricorda che in molti casi sono stati ottenuti
risultati tangibili applicando semplicemente forti sconti alle
sterilizzazioni e lavorando sull'applicazione della legge che impone
l'iscrizione all'anagrafe canina. Un cane senza tatuaggio o
microchip viene abbandonato più facilmente e - se non è stato
sterilizzato dai proprietari – si riproduce molto in fretta,
alimentando l'esubero di esemplari.
---------------------------------------------------------------------
-----------
ENPA (Comunicati Stampa)
09/10/06
SEQUESTRATI CUCCIOLI A MILANO IN UN NEGOZIO DI ANIMALI. LA SEZIONE
ENPA DI MILANO CONTRO IL TRAFFICO ILLEGALE
Milano - Poche ore dopo aver assegnato un premio alla Guardia di
Finanza per l'attività di repressione del traffico di cuccioli
dall'Est, in un'indagine alla quale ha collaborato il Nucleo di
Milano delle Guardie Zoofile dell'Enpa, già è scattato il sequestro
per cinque cuccioli presenti in un negozio di Milano la cui
provenienza è fortemente sospetta.
Seguendo le tracce di una segnalazione che era giunta il giorno
prima alla Clinica Veterinaria dell'Enpa di Milano, dove un cucciolo
acquistato da pochi giorni in una fiera veniva ricoverato per le
drammatiche condizioni di salute, le Guardie zoofile controllavano
sabato pomeriggio il negozio di animali di proprietà del
commerciante che aveva venduto il cane, dove la documentazione
sanitaria a corredo dei pochi cuccioli presenti mostrava chiare
incongruenze.
Considerando peraltro che il titolare era già noto all'Enpa per
essere stato denunciato in passato per violazioni sulla custodia e
il commercio di animali, il fatto che non fosse disponibile alcuna
documentazione d'acquisto circa la provenienza degli animali ha dato
adito a ulteriori sospetti.
Troppe quindi le analogie con l'indagine svolta in concerto con la
Guardia di Finanza del Nucleo provinciale di Bologna, alla quale è
andato il Premio dell'Enpa, che ha consentito di infliggere un duro
colpo al traffico di cuccioli dall'Est Europa. Per questo motivo gli
animali sono stati sequestrati assieme alla documentazione
sanitaria, che verrà ora analizzata per verificare la esatta
provenienza degli animali.
"Siamo solo ad una tappa del percorso" ha dichiarato Ermanno
Giudici, Presidente della sezione Enpa e Capo Nucleo delle Guardie
Zoofile "il controllo di questo traffico illecito è un'attività che
non si è certo esaurita con le indagini svolte lo scorso anno. Siamo
comunque certi che con la collaborazione della Guardia di Finanza si
potranno raggiungere risultati ancora più importanti in futuro."
L'Enpa richiama comunque tutti i cittadini ad una maggiore
attenzione e responsabilità nell'acquisto di un animale, diffidando
da situazioni ove non sia chiara la provenienza dei cuccioli
soprattutto quando il prezzo di vendita è estremamente basso
rispetto al mercato. La sezione ricorda comunque una volta ancora
che i canili dell'Enpa così come i rifugi municipali sono stracolmi
di animali in attesa di adozione e pertanto invita a preferire
questa scelta di solidarietà in alternativa all'acquisto.
Proprio sabato scorso si era svolta la cerimonia di assegnazione del
Premio Picci 2006 in occasione della Giornata degli Animali, che
Enpa celebra nel primo weekend di ottobre con eventi di
sensibilizzazione e centinaia di punti di informazione nelle
principali piazze italiane. Il premio Picci viene assegnato ogni
anno dalla sezione di Milano della Protezione Animali a chi si è
distinto per aver sottratto animali al maltrattamento e nasce dalle
ultime volontà di Maria Pia Polacci (detta Picci), che nel 2001
nominò la sezione di Milano dell'Enpa erede universale dei suoi beni
con il vincolo di istituire l'assegnazione annuale di questo premio
in sua memoria, riconoscendo la somma di 10.000 Euro a chi ne fosse
meritevole.
Enpa ha premiato la Guardia di Finanza ed in particolare agli uomini
del Comando Provinciale di Bologna per aver condotto un'importante
operazione di contrasto al fenomeno dell'importazione illegale di
cuccioli dall'Est Europeo, assicurando alla giustizia una vera e
propria organizzazione criminale.
<info@...>
CARLOS HA BISOGNO DELL'AIUTO DI TUTTI VOI!
Aiutateci a curarlo!
Cari amici del Cercapadrone,
conoscete la pagina dedicata ai CANI di PAVIA sul sito.
Tra i cani più urgenti c'é Carlos, bracco di 5 anni ridotto a pelle
ed ossa che è stato trovato agonizzante nel box da una volontaria 2
sere fa.
Subito trasportato in una Clinica della zona, è stato visitato e
operato d'urgenza per una peritonite acuta. Le sue condizioni sono
disperate anche se ha superato l'operazione.
In Clinica sono stati eseguiti:
Visita d'urgenza in orario serale, Lastra all' addome, Ecografia
all'addome, Ricovero notturno con flebo e antibiotici (per
ristabilire un minimo di forze perchè se lo avessero operato subito
moriva sotto i ferri), Operazione -"ESPLORAZIONE"- prelievo dell'
infezione con pus, Ricovero in clinica per almeno 3-4 gg.
Purtroppo, l'intervento, gli esami e tutto il post operatorio sono
salatissimi, e i volontari che ogni volta attingono da risorse
personali ormai scarse, non ce la fanno più.
E posso parlare al plurale, perché dei cani di Pavia mi occupo
personalmente oltre a incentivarne le adozioni sul sito.
Chiediamo pertanto a tutti voi di partecipare a una colletta,
bastano davvero pochi euro a testa, per permettere ai volontari di
pagare la spesa e continuare a curarlo calcolando che bisognerà
anche trovargli un appoggio temporaneo appena uscirà dalla clinica.
Il c/c su cui fare un'offerta è intestato a una delle volontarie per
la quale, come Cercapadrone, garantisco personalmente ed è: C/C
496053 ABI 3062 CAB 34210 di BANCA MEDIOLANUM intestato a FRANCESCA
GRANAI con CAUSALE: CARLOS.
Chi volesse partecipare ma dovesse avere, come è giusto, dei dubbi,
può contattare la Clinica veterinaria Città di Pavia al numero
0382/571510 e chiedere della dott.ssa Torti che potrà darvi
informazioni su Carlos e confermare quanto raccontato. Oppure
contattare direttamente Francesca 348-6727370 (anche per chi volesse
offrire un appoggio).
Sul sito,in home page, è già presente la storia e verranno
pubblicati tutti gli aggiornamenti. In allegato trovate la foto e il
referto/conto della Clinica.
VI PREGO, PER FAVORE, DATECI UNA MANO!!!! CI SONO TANTI ALTRI PELOSI
DA SALVARE E LE RISORSE NON BASTANO!
Un grazie di cuore
Patrizia Cami
www.ilcercapadrone.it
NOVITA': NASCE IL SITO OLTRELASPECIEJUNIOR!
Vi segnaliamo la nascita di un nuovo sito: www.oltrelaspeciejunior.org
Il sito è dedicato ai più giovani e tratta in maniera semplice le
principali tematiche antispeciste, le pagine sono prive di immagini
forti e corredate da disegni per permettere un adeguato approccio con
i più piccoli.
Il materiale presente sul sito deriva dalla pubblicazione ANIMALI
LIBERI a cura di Oltre la specie, chi volesse acquistare il libricino
può contattarci, lo stesso è presente sul sito in formato digitale
scaricabile gratuitamente.
Il sito è caldamente consigliato per le classi scolastiche delle
elementari e medie inferiori.
Buona visione. Attendiamo vostri commenti!
Segnalazione di Associazione La Cincia - info@...
Siamo una piccola associazione che sta progettando un rifugio per
gatti.
Stiamo valutando la questione del riscaldamento con particolare
attenzione ai costi di esercizio e in secondo luogo alla semplicita'
realizzativa e manutentiva.
Vorremmo raccogliere dei pareri, consigli e indicazioni sulla
questione,
o da chi ha gia' affrontato problemi simili (cioe' di riscaldamento
di
un rifugio) o da chi e' comunque esperto (per mestiere o altro) delle
varie possibili soluzioni per riscaldare piccoli ambienti.
I consigli ci saranno di grande aiuto per fare la scelta migliore!
La situazione del rifugio sara' questa: ci saranno una decina di
casette in legno (a pannelli in abete di spessore 20 mm, altezza
minima
delle casette 2 mt) per una superficie complessiva di circa 60-70 mq.
Le casette sono di diverse dimensioni, le piu' piccole sui 3-4 mq,
le piu' grandi sui 12-14 mq.
La nostra prima ipotesi era quella di
installare dei termosifoni con la loro caldaia a gpl (il metano non
arriva); ora stiamo anche valutando il riscaldamento elettrico e in
particolare quello a infrarossi. Sembrano interessanti i pannelli
Redwell - http://www.redwell.it/index.html - anche se piuttosto
costosi.
Abbiamo scartato le soluzioni con stufe a kerosene o
catalitiche per il problema dei rifornimenti e dello stoccaggio di
combustibile.
I pannelli fotovoltaici li abbiamo scartati in quanto
l'esposizione, specie in inverno, non e' ottimale.
Se avete informazioni scrivete per favore a info@...
Grazie a tutti!
---------------------------------------------------
Nasce la newsletter di AgireOra Network!
Annunciamo con piacere la nascita della newsletter bisettimanale di
AgireOra Network, di cui e' appena uscito il primo numero, il 16
ottobre 2006, che potete leggere alla pagina:
http://www.agireora.org/newsletter/numero_01.html
Assieme al primo numero della newsletter, prende il via anche il
nuovo sito AgireOra Network, che potete trovare all'indirizzo
http://www.agireora.org e che è completamente rinnovato nei
contenuti e negli strumenti messi a disposizione!
AgireOra Network è un "contenitore" di iniziative su varie tematiche
animaliste o ad esse legate, promosse da varie entità che aderiscono
al Network o che sono "consulenti" scientifici o legislativi
all'interno del Network. In questo modo, ciascuna iniziativa può
avere una visibilità e una forza ben maggiori di quanto avrebbe da
sola, può essere portata più facilmente a conoscenza del pubblico e
degli attivisti, e da questi ultimi ricevere collaborazione e
sostegno.
La newsletter uscirà con cadenza bisettimanale e riporterà alcune
delle notizie del sito e alcune "rubriche fisse" come le "buone
notizie", che riportano i risultati positivi ottenuti nelle ultime
settimane, il "calendario degli eventi", le "testimonianze" che
riportano le impressioni personali di chi si impegna a favore degli
animali, il "prodotto del mese", in cui verrà segnalato ogni volta
un diverso prodotto "senza crudeltà", e il "progetto in primo piano"
che illustrerà di volta in volta uno dei tanti progetti sostenuti
dal Network AgireOra.
Le notizie che appaiono sul sito sono anche disponibili come Feed
RSS, quindi chi di voi usa abitualmente un programma per leggere
questo genere di news può aggiungere AgireOra Network tra i suoi
feed andando sul sito e utilizzando il link in alto a destra.
Concludiamo con l'invito a iscrivervi alla newsletter e a segnalarci
persone, associazioni, siti di attualita' potenzialmente interessati
a riceverla.
Grazie a tutti,
lo staff di AgireOra Network
Segnalazione di Claudia Raiola - claudia03_RC@...
Salve, vi informo che a Torre del Greco in provincia di Napoli si
terrà
il circo Orfei fino al primo novembre.
Vorrei organizzare un presidio o magari un po' di volantinaggio per
informare le persone, ma sono convalescente e non posso camminare,
c'e'
qualche attivista disponibile ad aiutarmi?
Per favore scrivetemi all'indirizzo: claudia03_rc@...
Grazie.
bairos@...
IL SECOLO XIX
19 OTTOBRE 2006
Sequestrati tredici cani ad Arnasco
Carabinieri e veterinario si sono presentati in casa della
proprietaria
Il sindaco: «Erano diventati una minaccia per l'intera frazione»
Arnasco (SV) - Da diversi mesi tenevano in scacco l'intera frazione
di Menosio, presidiando giorno e notte la strada provinciale
attaccando chiunque tentasse di passare da quelle parti, ma da ieri
sono finiti dietro le sbarre.
Protagonisti della vicenda non sono i componenti di una banda
criminale o un gruppetto di bulletti di paese, ma tredici cani.
Quadrupedi di tutte le taglie, in maggioranza mescolanze di razze,
ormai difficili da riconoscere e individuare, arrivati qualche tempo
fa a vivere ad Arnasco con la loro padrona che ha trovato casa
proprio lungo la strada.
Peccato che la maggior parte dei cani riuscisse tranquillamente ad
entrare e uscire dal cortile attraverso le sbarre del cancello,
rendendo la vita impossibile agli abitanti della
frazione. «Abbaiavano alle auto, rincorrevano i ciclisti e i
passanti - conferma il sindaco Piergiorgio Giraldi -, e per molti,
soprattutto persone anziane, era diventato difficile se non
impossibile persino andare a fare la spesa, a meno di usare la
macchina o farsi accompagnare».
Oltretutto lì vicino c'è uno dei parchi giochi per bambini del
paese, divenuto praticamente inutilizzabile.
Così il sindaco ha emesso un'ordinanza imponendo alla donna di
impedire l'uscita dei cani sulla pubblica via e pagare un'ammenda di
quattrocento euro (mai versati), ma la situazione non è migliorata.
E visto che neppure un primo intervento della polizia veterinaria
aveva sortito alcun effetto il primo cittadino ha sporto denuncia
alla magistratura per inosservanza dell'ordinanza. Ieri mattina i
carabinieri si sono presentati a Menosio in compagnia degli uomini
del servizio veterinario dell'Asl ed hanno sequestrato i cani, che
sono finiti al canile, nella speranza di trovare prima o poi una
sistemazione più adeguata per loro e meno pericolosa per i
passanti.L. R.
---------------------------------------------------------------------
-----------
Animalieanimali
19 OTTOBRE 2006
Usa, proposta legge per uccidere leoni marini protetti
Washington - Proposta di legge bypartisan, negli Stati Uniti,
per 'fare fuori' i leoni marini, che sono protetti e che negli
ultimi anni si sono moltiplicati da 50 mila a 300 mila, finendo -
pare- con il minacciare altre specie, ad esempio i salmoni.
Un deputato repubblicano, Doc Hastings, e uno democratico, Brian
Baird, entrambi dello Stato di Washington. vogliono autorizzare,
parzialmente, la caccia ai mammiferi, protetti dal 1972 dal Marine
Mammal Protection Act, per tutelare a loro volta i salmoni che
devono risalire il fiume Columbia nel loro Stato.
I sistemi finora sperimentati per tenere i leoni marini alla larga
dai salmoni si sono rivelati tutti inefficaci.
Ma gli animalisti contestano il provvedimento, sostenendo che ai
leoni marini vengono attribuite colpe contro i salmoni che sono, in
realta' dell'uomo, che ha messo dighe sul loro cammino e ha lasciato
degradare il loro habitat. (ANSA)
---------------------------------------------------------------------
-----------
VARESE NEWS
19 OTTOBRE 2006
Gli muore il cane in aeroporto, la procura chiede l'archiviazione
Il padrone del bulldog morto di caldo lo scorso luglio si era
rivolto alla magistratura. «Mi opporrò alla decisione con ogni
mezzo».
«Hanno chiesto di archiviare il caso sulla morte della mia
Priscilla, ma io non ci sto». Gli ultimi mesi, per Francesco
Cusenza, sono stati un'arrabbiatura dietro l'altra. Prima il
clamoroso caso della morte del suo cane sotto il sole, a Malpensa.
Poi, al ritorno dalla Sicilia, i bagagli rimasti a Palermo. Nel
frattempo Cusenza vuole vederci chiaro e avere giustizia. Si rivolge
ad un avvocato e sporge denuncia contro ignoti per maltrattamento di
animali.
«Ero convinto di poter risalire ai responsabili di ciò che è
accaduto al mio cane e che questi rispondessero di fronte alla legge
di ciò che a me appare come un'omissione – spiega Cusenza al
telefono – invece, secondo chi ha indagato sulla vicenda, questo non
accadrà». Qualche giorno fa, infatti, Francesco Cusenza viene
raggiunto dalla procura della Repubblica di Busto Arsizio da una
raccomandata che lo avvisa della richiesta di archiviazione del suo
caso. L'atto è firmato dal sostituto procuratore della Repubblica
Valentina Margio.
Nell'avviso viene però specificato che la parte offesa, vale a dire
il proprietario del cane, potrà presentare opposizione alla
richiesta di archiviazione. Che farà, ora, Cusenza?
«Presenterò opposizione all'archiviazione: non mi darò per vinto –
conclude il proprietario di Priscilla - . Ritengo che quanto
accaduto al mio cane non sia un caso fortuito, ma esistano precise
responsabilità da appurare. Né, tanto meno si tratta di una cosa di
poco conto: gli animali non solo bagagli; il far passare quanto è
accaduto al mio bulldog come una cosa "normale" poterebbe costituire
un pericoloso precedente».
---------------------------------------------------------------------
-----------
Animalieanimali
19 OTTOBRE 2006
Caccia alle balene, Norvegia si complimenta con Islanda per ripresa
arpioni
Oslo - La Norvegia, fino a ora l'unico paese al mondo ad autorizzare
la caccia commerciale alle balene, si e' detta soddisfatta delle
decisione islandese di riprendere questa pratica estremamente
controversa.
Ieri, il governo islandese ha annunciato che autorizzera' la pesca,
a fini di esportazione, di 30 piccole balenottere e 9 balenottere
comuni, spiegando che questa quota non minaccerebbe la specie,
ritenuta abbondante nell'Atlantico settentrionale.
'Ci sono ottime giustificazioni per autorizzare una caccia del
genere', ha detto all'Afp Karsten Klepsvik, rappresentante della
Norvegia presso la Commissione internazionale per la pesca delle
balene (Cbi). La decisione islandese 'contribuisce a normalizzare la
questione della caccia alle balene', ha aggiunto. (Piu'Europa)
---------------------------------------------------------------------
-----------
animalieanimali
19/10/05
DOPO ISLANDA, LA CACCIA ALLE BALENE DIVIDE IL MONDO
Necessarie azioni dell'Italia per fermare nuova strage.
Non solo nucleare: ad alimentare crisi internazionali e contese
diplomatiche ci si mettono anche le balene.
'Minacciati' da una recente decisione dell'Islanda di riprendere la
caccia a fini commerciali, i maestosi cetacei dividono il mondo: da
una parte i Paesi che, come il Giappone e la Norvegia, vogliono
sbarazzarsi o non rispettano una moratoria ventennale; da un altra
quelli che, come la Francia, chiedono il rispetto di un
approccio 'multilaterale'.
A riaprire la battaglia sono state ieri le autorita' di
Reykjavik. 'Dal settembre 2006 al 31 agosto 2007 - ha annunciato un
esponente del governo - la quota della pesca nelle acque nazionali
sara' di 30 piccoli balenotteri di Minke e di 9 esemplari comuni'.
L'Islanda sostiene che cifre cosi' basse non avranno 'effetti reali
sulla presenza dei mammiferi marini'. Secondo stime internazionali,
nell'Atlantico settentrionale vivono 100mila esemplari di balene.
Nota durante la Seconda guerra mondiale come 'piatto dei poveri', la
carne del secondo cetaceo piu' grande del mondo attraversa da tempo
una crisi di vendite.
Le assicurazioni di Reykjavik non convincono le autorita' francesi,
che guidano il fronte della 'rivolta'. 'Il governo - ha affermato
oggi il portavoce del ministero degli Esteri - deplora la decisione
dell'Islanda di riprendere la caccia alle balene a fini commerciali
e, d'accordo con altri partner europei, si impegnera' per
convincerla a revocare il provvedimento'.
Il Quay d'Orsai si appella alla 'legalita' internazionale'.
'La misura - ha proseguito Jean-Baptiste Mattei - e' contraria ai
principi difesi attualmente dalla Commissione internazionale per le
balene, che si e' riunita nel giugno scorso a Saint-Kitts-et-Nevis
nei Caraibi e nella quale la Francia e' molto impegnata'.
Insieme con Germania, Gran Bretagna, Australia, Stati Uniti, Brasile
e Sudafrica, a giugno la Francia ha votato a favore del mantenimento
di una moratoria sulla caccia alle balene per fini commerciali. Il
divieto e' rimasto in vigore dal momento che per la sua abolizione
si e' espressa la maggioranza semplice e non i due terzi degli Stati
rappresentati nella Commissione.
Una spaccatura della comunita' internazionale, questa, tornata a
manifestarsi oggi. Alle proteste francesi hanno replicato in modo
indiretto Norvegia e Giappone, i due soli Paesi al mondo a non avere
interrotto la caccia al grande cetaceo.
Secondo il governo di Oslo, la decisione delle autorita' islandesi
ha 'ottime giustificazioni' e 'contribuisce a normalizzare la
questione della caccia'. Per il 2006 la Norvegia ha autorizzato la
cattura di 1.052 piccoli balenotteri, la cifra piu' elevata dalla
ripresa nel 1993 dell'attivita' venatoria da parte del Paese
scandinavo.
Le autorita' norvegesi e islandesi sostengono di non essere legate
da un punto di vista formale al rispetto della moratoria sulla
caccia alle balene, adottata nel 1986.
Questa posizione e' di fatto, condivisa dal Giappone. Pur
riaffermando di non voler mutare la sua posizione di ossequio al
divieto sulla pesca commerciale, il governo di Tokyo punta a
cambiare le regole. 'Noi - ha dichiarato oggi il responsabile
dell'Agenzia nazionale per la pesca, Hideaki Okada - sosteniamo che
per alcune specie e' possibile una caccia 'sostenibile' alle balene
di tipo commerciale'.
Di recente, le autorita' nipponiche hanno deciso di raddoppiare le
quote di pescato ammesse per fini 'scientifici'. Il tetto annuale e'
stato innalzato da 440 a 850 piccoli balenotteri di Minke.
(ANSA-AFP)
---------------------------------------------------------------------
-----------
Animalieanimali
19 OTTOBRE 2006
Tre denunciati per caccia di frodo notturna
Palermo - Tre persone sono state denunciate dai carabinieri per
caccia di frodo a Valledolmo (Palermo).
O.R., 46 anni di Valledolmo, M.N., 28 anni di Palermo, C.G., 36 anni
di Palermo, stavano partecipando a una battuta di caccia notturna,
grazie a dei potenti fari montati sul loro fuoristrada, quando sono
stati sorpresi e bloccati dai militari.
I carabinieri hanno sequestrato l'auto, alcuni fucili di precisione
e munizioni, coltelli vietati dalla legge e alcune lepri uccise che
saranno donate in beneficenza. (ANSA)
---------------------------------------------------------------------
-----------
Animalieanimali
19 OTTOBRE 2006
Lipu, da oggi migliaia di doppiette in cinque milioni di ettari
Roma - "Da oggi centinaia di migliaia di persone si renderanno
colpevoli di un gravissimo reato, il piu' grave della storia
ambientale italiana: cacciare nei siti di Rete Natura 2000, ossia
oltre 5 milioni di ettari dove l'attivita' venatoria e' del tutto
vietata". Questa la denuncia della Lipu sulla vicenda della mancata
conversione del decreto legge del Governo su caccia, Zps e
deroghe. "Proprio l'altro ieri- spiega Claudio Celada, direttore
conservazione natura Lipu- insieme ad altre associazioni, abbiamo
invitato le autorita' competenti e le amministrazioni locali ad
effettuare controlli rigidi e a ripristinare la legalita'. Questo
perche' la caccia si svolgera' sulla base di piani faunistici e
calendari venatori illegittimi, che non prevedono l'interdizione
della caccia appunto nelle Zone di protezione speciale e nei Siti di
importanza comunitaria, cosi' come prescritto dalla Delibera del 2
dicembre 1996 del Comitato nazionale aree protette. Una normativa,
lo ricordiamo, tornata in vigore dopo la decadenza del decreto legge
su caccia e Zps, decreto che noi ci auguravamo potesse finalmente
risolvere le infrazioni dell'Italia alle direttive comunitarie".
Intanto incombe sull'Italia la condanna dell'Unione europea sulla
caccia in deroga, sulla quale peraltro la Lombardia ha appena
approvato la nuova legge che autorizza la caccia in deroga a peppole
e fringuelli. "Ci chiediamo- conclude Celada - quando avremo nel
nostro Paese un effettivo stato di legalita' in campo ambientale.
Viene insomma da domandarsi, di fronte a questa ennesima infrazione
della Lombardia, se non sia il caso che l'Europa condanni il nostro
Paese, in fretta e duramente". (Com/Val/ Dire)
---------------------------------------------------------------------
-----------
LA PROVINCIA DI CREMONA
19 OTTOBRE 2006
Il caso. Mozioni di Rusca e Malvezzi. «A Porcellasco mancano gli
spazi»
«Difendere la ricerca di Galli»
Forza Italia: servono finanziamenti per il suo laboratorio
Cremona - Trovare finanziamenti pubblici e privati per sostenere un
fiore all'occhiello di Cremona conosciuto in tutto il mondo come il
Laboratorio di tecnologie della riproduzione diretto, a Porcellasco,
da Cesare Galli, il ricercatore all'avanguardia nel campo della
clonazione di animali e delle cellule staminali. Questo il senso di
due mozioni parallele presentate da Forza Italia: in Provincia da
Carlo Rusca e in Comune da Carlo Malvezzi. Scrive Rusca: «Visitando
il laboratorio di Galli, è impossibile restare insensibili da tre
fattori». Il primo: «L'estrema cordialità e la modestia di questo
scienziato, forse più conosciuto nel mondo che a Cremona». Il
secondo: «I risultati conseguiti dalle sue ricerche ed i prossimi
traguardi: dalle clonazioni di animali ad un progetto avanzato per
ottenere bovini refrattari alla Bse alla produzione di animali che
possano servire ad ottenere tessuti o valvole cardiache
trapiantabili negli uomini». Il terzo: «La mancanza di spazio i
laboratori e per le stalle degli animali. Per ricercatori che
sviluppano progetti competitivi anche a livello internazionale, è
una sistemazione a dir poco indecorosa. Inoltre, il Centro non
riceve finanziamenti stabili e continui da nessuna fonte». Da qui la
richiesta al presidente della Provincia Giuseppe Torchio e alla sua
giunta «perché esercitino la loro autorità a tutti i livelli per
reperire i finanziamenti necessari». Va nella stessa direzione
l'interrogazione di Malvezzi, che chiede al consiglio comunale di
impegnare la giunta Corada per perseguire due obiettivi: «Supportare
il Laboratorio di Porcellasco nella ricerca di finanziamenti
pubblici e privati per la realizzazione degli investimenti
immobiliari necessari a garantire una sede adeguata» e «attivarsi
nei confronti delle istituzioni di livello superiore al fine di
assicurare stanziamenti continuativi per lo sviluppo della ricerca
zootecnica» di un istituto «che rappresenta un punto di eccellenza
del nostro territorio».
---------------------------------------------------------------------
-----------
LA PROVINCIA DI CREMONA
19 OTTOBRE 2006
San Matteo. Bracco da 2mila euro
Nessuna traccia del cane `Argo' E' caccia ai ladri
di Andrea Costa
SAN MATTEO DELLE CHIAVICHE (Viadana) (MN) — Ancora nessuna notizia
in merito alla scomparsa di Argo, il bracco tedesco di 5 anni
trafugato martedì pomeriggio dall'abitazione della famiglia Borelli
residente in via Bonomelli. Un cane da ferma di pelo corto e dal
colore marrone che secondo gli esperti del settore può arrivare a
costare fino a 2mila euro. La famiglia ha promesso una ricompensa a
chi fornirà indicazioni utili al ritrovamento dell'animale che ha
all'interno dell'orecchio il numero di matricola 1LN22. Ieri,
intanto, i Borelli hanno avvisato il servizio veterinario del
distretto Asl della scomparsa dell'animale in modo che una
segnalazione in tal senso sia diramata a tutti i medici veterinari
della zona. Chi avesse informazioni su Argo può chiamare i numeri
0375.80151 oppure 0375.781108.
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL MATTINO
19 OTTOBRE 2006
COLDIRETTI ALLERTA I MACELLAI
«Veri vitelli solo fino a otto mesi»
I veri vitelli sono quelli a carne bianca cioè macellati fino
all'ottavo mese di vita. A tal proposito è stato proposto un
regolamento europeo per fare chiarezza sulle etichette delle carni
macellate. Lo afferma una nota della Coldiretti nella quale si
afferma, tra l'altro, che: «La carne rosata non può essere spacciata
per carne bianca. La Commissione europea ha presentato una proposta
di regolamento che fissa a 8 mesi l'età massima di macellazione per
i bovini che possono essere commercializzati con questa
denominazione. Saranno, invece, chiamati vitelloni gli animali tra
gli 8 e i 12 mesi di vita. Una decisione che spiazza le produzioni
olandesi, macellate più tardi, ma anche le nostre non possono
cantare vittoria, vista l'attuale situazione del mercato. La
differenza è comunque notevole: 2-2,50 euro/kg all'uscita del
macello fra le carni ottenute con i due sistemi di ingrasso». «Il
nostro Paese - spiega Luigi Auriemma, direttore della Coldiretti
sannita - è già in regola con i limiti di età perché il legislatore
ha provveduto a normare con il decreto 204/04 la questione
intendendo "… per vitello un animale macellato prima dell'ottavo
mese di vita che non supera i 185 chilogrammi». L'approvazione del
nuovo regolamento farebbe decadere la specifica del peso, ma
aggiungerebbe l'obbligo di indicare l'età degli animali al momento
della macellazione e nei documenti di accompagnamento di ogni
taglio. «Per la Commissione - aggiunge il direttore della Coldiretti
sannita - è, comunque, prioritario migliorare la trasparenza del
mercato rimuovendo ogni fonte di confusione per il consumatore. La
proposta comunitaria sarà un ulteriore tassello per promuovere le
carni nazionali e in particolare il comparto bovino sannita che è in
grado di rispondere appieno alle richieste dei consumatori in
termini di qualità e sicurezza».
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL MESSAGGERO
19 OTTOBRE 2006
Pizzoferrato in piazza per il "suo" orso
di SONIA PAGLIA
PESCASSEROLI (AQ) - Il Comune di Pizzoferrato non condivide l'idea
di catturare l'orso marsicano proposta dall'Ente Pna e dal Ministero
dell'Ambiente. La gente è pronta a scendere in piazza, dice il
sindaco Palmerino Fagnilli: «La cattura dell'orso servirebbe a
tutelare meglio l'animale e la popolazione, limitando la
conflittualità orso-uomo? Ma qui non c'è alcuna guerra in atto.
Anzi, l'orso è ormai la mascotte della zona. Per difenderlo siamo
pronti a scendere in piazza». Ma il direttore del Pna, Aldo Di
Benedetto, fa sapere che «quella che abbiamo programmato è una
cattura al solo fine di installare un radiocollare satellitare
all'orso. Apprezziamo la presa di posizione del Comune di
Pizzoferrato, in linea con la programmazione più ampia di convivenza
tra uomini e animali». Il problema principale, per l'Ente Parco, è
quello di tutelare i pollai dalle incursioni dell'orso, che non si
accontenta di bacche, frutta o radici, ma predilige, sempre più
spesso, galline.
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL GAZZETTINO DI ROVIGO
19 OTTOBRE 2006
MOLTI CANI MALATI DI "LEISHMANIOSI"
Baone (PD) - (F.G.) Un cane su dieci a Baone è malato di
leishmaniosi canina: lo ha evidenziato uno screening avviato dal
Comune qualche mese fa, al quale però hanno partecipato solamente un
terzo dei proprietari di cani della zona. Su 240 animali censiti,
ben 22 avevano contratto la malattia, tipicamente tropicale e ora
diffusa anche nella zona dei Colli. Il veicolo della leishmaniosi,
che può essere in casi estremamente rari trasmessa pure all'uomo, è
un moscerino diventato ormai stanziale nell'area in questione. Nel
cane la malattia si manifesta con inappetenza, chiazze sul manto,
emorragie e, in fase avanzata, necrosi delle mucose della bocca,
fino alla morte certa. Dopo che il servizio veterinario dell'Usl ha
rilevato, nel marzo scorso, la presenza della malattia, il sindaco
Antonella Buson è stato subito informato, in modo tale da poter
avviare un monitoraggio della situazione e un'adeguata campagna
informativa. Allo screening hanno risposto solamente pochi padroni
di cani, quindi i sindaci di Baone, Arquà Petrarca e Cinto Euganeo
hanno predisposto un'ordinanza che obbliga i proprietari di cani a
censire i propri animali. Della leishmaniosi si è parlato nella
chiesa vecchia di Baone alla presenza di medici ed esperti
veterinari, oltre ai responsabili dell'associazione Keiron, che
riunisce medici di base.
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL GAZZETTINO DI BELLUNO
19 OTTOBRE 2006
Ordinanza del Comune che ha individuato una zona "infetta" ed
una "di protezione" imponendo severe norme
Allarme mixomatosi, conigli in quarantena
Il Comune corre ai ripari contro la mixomatosi, malattia dei
conigli, e dopo averne riscontrato la presenza nel territorio
comunale ha adottato alcuni provvedimenti urgenti. Sono quindi
dichiarati "Zona infetta da Mixomatosi dei Conigli" il territorio
compreso tra le località Prade, Marisiga, Caserine, Giamosa, fino al
margine del centro abitato di Col di Salce (Via Col di Salce,
dall'intersezione con Via del Boscon fino a Via Col da Ren) e il
territorio comunale adiacente alla vie Lungardo, San Biagio e Caduti
del ponte di San Felice, dove saranno esposti dei cartelli con la
scritta "Zona Infetta da Mixomatosi dei Conigli". Tutti gli
allevamenti situati in tale zona sono dichiarati sospetti di
infezione e pertanto per i proprietari degli allevamenti vi sono
questi obblighi: notificare al competente Ufficio Vigilanza del
Comune l'ubicazione e il numero dei conigli posseduti; il sequestro
delle conigliere e degli allevamenti infetti; il divieto di
trasportare fuori dalla zona infetta conigli vivi o morti, le loro
carni, le pelli e ogni altro materiale atto alla diffusione del
contagio abbattimento dei conigli infetti; la distruzione degli
animali morti o abbattuti, mediante il fuoco o l'infossamento alla
profondità di almeno un metro; il divieto di immettere conigli di
altra provenienza negli allevamenti infetti; tutti i conigli sani di
età superiore ai gg. 30 devono essere sottoposti a vaccinazione
contro la mixomatosi; ripetute disinfezioni e disinfestazioni degli
allevamenti.Inoltre, è stata dichiarata "Zona di protezione per la
mixomatosi dei conigli" la parte di territorio comunale delimitata
dal torrente Ardo, dal fiume Piave e dal confine con il Comune di
Sedico. Ai limiti del territorio indicato verranno esposti dei
cartelli con la scritta "Zona di Protezione per la Mixomatosi dei
conigli". All'interno di questa zona, l'ordinanza emessa dal Comune
fa divieto di trasferire fuori dalla zona di protezione conigli vivi
o morti, le loro carni, le pelli di coniglio grezze, fresche o
secche, nonché le gabbie usate per il trasporto di detti animali o
ogni altro materiale atto alla diffusione del contagio; di scuoiare
animali infetti o sospetti di malattia o comunque utilizzare le
spoglie che devono essere, come tutti i materiali infetti, distrutte
col fuoco o interrate alla profondità di almeno un metro; di
immettere nella zona di protezione o spostare in ambito della stessa
conigli, sia morti che vivi, eccettuati quelli destinati alla
immediata macellazione. È resa obbligatoria, inoltre, la visita
veterinaria prima del carico su qualsiasi mezzo di trasporto e
l'attestazione di origine e sanità prevista dall'articolo 32 del
vigente Regolamento di Polizia Veterinaria, per lo spostamento dei
conigli da un allevamento all'altro. È obbligatoria, altresì, la
distruzione di animali morti o abbattuti, mediante il fuoco o
l'infossamento alla profondità di almeno un metro.
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL GAZZETTINO DI PORDENONE
19 OTTOBRE 2006
A Porcia il rifugio degli animali salvati Nelle voliere gli uccelli
strappati ai bracconieri
Dario Furlan
Porcia (PN) - Dall'agosto 2002 è istituito a Porcia un Centro per
l'accoglienza e la custodia di avifauna sottoposta a sequestro. In
due distinte voliere (ubicate in località top secret)
trovano "parcheggio" gli uccelli confiscati a bracconieri e
uccellatori, in attesa che si estinguano i procedimenti penali o
amministrativi correlati. Dal 2002 a oggi il Centro ha visto una
crescita esponenziale dei suoi ospiti, tanto che ogni anno sono
qualche centinaio gli esemplari consegnati all'ornitologo che li
cura in modo amorevole e altamente professionale.Lucarino, crociere,
frosone, ciuffolotto, peppola, fringuello, pettirosso, verdone,
ghiandaia, merlo, tordo, storno, cesena, sono solo alcune delle
specie ivi custodite. In questo momento il Centro ospita una
settantina di volatili, dei quali una ventina sono piuttosto
debilitati. Bisogna infatti sapere che molti esemplari arrivano qui
in condizioni pietose: piume abrase, malformazioni, intorpidimenti
muscolari, menomazioni e, soprattutto, scarso igiene. Proprio per
questo, il primo atto che gli uccelli compiono una volta arrivati in
questo "ospedale da campo" è di farsi finalmente un bel bagno sulle
apposite vasche messe a loro disposizione. Avranno poi tutto il
tempo per rigenerarsi e tornare abili al volo. Il 98 per cento sarà
successivamente liberato in questa stessa oasi, mentre il restante 2
per cento non ce la fa a uscire dalla crudeltà subita da bracconieri
e uccellatori. Le liberazioni sono sovente effettuate alla presenza
di scolaresche, un'operazione che trova la viva partecipazione dei
bambini. Per loro è infatti un'emozione "nuova", poiché non più
abituati a essere in contatto visivo con l'avifauna. L'elevato tasso
urbano, la scomparsa dall'habitat civile di orti e pollai, il tabula
rasa generato dagli asettici prati all'inglese stanno facendo
estinguere le specie più comuni come i passeri.
---------------------------------------------------------------------
-----------
LA SICILIA (AGRIGENTO)
18/10/2006
Guardia di Finanza
Denunciati cinque bracconieri «elettronici»
La Guardia di Finanza della Compagnia di Sciacca ha denunciato
cinque persone intente a cacciare con l'utilizzo di apparecchiature
elettroniche vietate dalla legge, che venivano messe in funzione
nelle ore notturne attraverso dei timer. Gli agenti hanno operato
con la collaborazione della sezione saccense del Nucleo di Polizia
venatoria di Agrigento. A seguito di un'attività d'indagine fatta di
appostamenti e perlustrazioni, i finanzieri hanno individuato e poi
bloccato, cinque cacciatori che utilizzavano le apparecchiature per
il richiamo di uccelli. Nei loro confornti è scattato anche il
sequestro di fucili e munizioni, oltre che dei richiami elettronici.
L'intervento è stato effettuato nelle campagne tra Sciacca, Menfi e
Santa Margherita Belice e le specie di volatili cacciate sono in
gran parte quaglie, che sono apprezzate e ricercate. I finanzieri
hanno operato nelle aree interne dell'hinterland di Sciacca, zone
collinari che per caratteristiche morfologiche e ambientali,
rappresentano punti di stazionamento e passaggio per numerose specie
di volatili. I controlli sono durati per tutto lo scorso fine
settimana ed hanno preso il via da un'attenta attività di controllo
del territorio, soprattutto nelle ore notturne. Gli apparecchi
elettronici erano sistemati tra le rocce, ed entravano in funzione
con dei timer. Quando il mattino i cacciatori si presentavano nei
luoghi dove avevano collocato i richiami elettronici, avevano a
disposizione un gran numero di volatili da abbattere. Oltre a
quaglie, che rappresentano la specie più cacciata, le Fiamme gialle
hanno accertato che tra i volatili abbattuti c'erano anche allodole,
colombacce e tordi. I cacciatori intercettati, sono stati denunciati
alla Procura e a loro carico è scattato anche il sequestro di 4
fucili da caccia e il relativo munizionamento, composto da 436
cartucce calibro 12, 3 richiami illegalmente utilizzati e della
selvaggina abbattuta. Gli uomini della Compagnia di Sciacca della
Guardia di Finanza, agli ordini del tenente Brandino Capparella,
proseguiranno i controlli, anche alla luce della particolare
sensibilità dimostrata dalla comunità locale.
Gi.Re.
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL GAZZETTINO DI PORDENONE
19 OTTOBRE 2006
La Lav al Vaticano: i sacerdoti vanno sensibilizzati
Animali da tutelare Un appello al Papa
Stefania Del Zotto
La Lega anti vivisezione si rivolge al Papa per chiedere che induca
i parroci a mostrare una maggiore sensibilità verso gli animali. Una
singolare iniziativa che ha come protagonista la sezione pordenonese
della Lav, la quale intende prendere posizione dopo una serie di
fatti accaduti recentemente contro gli animali nella Destra
Tagliamento. Il responsabile territoriale Guido Iemmi conferma
l'intenzione di inoltrare al santo Padre Benedetto XVI un'istanza
relativa all'atteggiamento che alcuni parroci hanno mostrato in
diversi episodi. San Vito al Tagliamento. Qualche settimana fa, nel
cantiere della parrocchia, un gatto è entrato in un'intercapedine e
alcuni soccorritori, non riuscendo a farlo uscire, hanno contattato
la Lav che provveduto a chiamare i vigili del fuoco. Come raccontato
da Iemmi, il parroco era presente all'iniziativa e ha manifestato la
sua contrarietà per l'intervento. Già allora Iemmi aveva espresso la
propria amarezza, dopo che lo stesso parroco aveva risposto che se
il gatto fosse morto gli avrebbe fatto un bel funerale.San Quirino.
Il primo episodio è accaduto l'8 ottobre nella frazione di San Foca
e poi il 15 dello stesso mese a San Quirino, dove in occasione delle
sagre paesane si sono tenute due distinte cuccagne, organizzate da
Comune e parrocchia, che come premi offrivano animali da cortile
appesi morti al palo. Tanto da indurre la stesso Lav a rivolgersi
alla Procura per verificare le responsabilità di tali
azioni.Polcenigo. Con il trasferimento del parroco, lo scorso 13
ottobre, il nuovo arrivato ha chiesto di spostare altrove la colonia
felina ospitata nella canonica e di cui si occupava una volontaria
della Lav.
---------------------------------------------------------------------
-----------
GREENREPORT
19 OTTOBRE 2006
Palii, si va verso una regolamentazione per tutelare animali e
persone
SIENA: Il sottosegretario per la Salute, Gianpaolo Patta ha
assicurato l'impegno del governo a regolamentare le corse di palio,
per evitare uccisioni e ferimenti di cavalli che si verificano
sempre più spesso in Italia, dove è tutto un fiorire di imitazioni
del più famoso dei palii: quello di Siena. Secondo Patta sarà presa
un'iniziativa legislativa in tempi rapidi e nel rispetto delle
competenze regionali, che individui «linee guida e regole
comportamentali più severe».
Un impegno che piace alla Lega antivivisezione, che pure ha una
posizione ben più radicale: l'abolizione di ogni palio ed il
riconoscimento degli equini come animali d'affezione.
«Le corse di palio sono sempre più spesso al centro di indagini
giudiziarie – si legge in una nota della Lav - per il sospetto di
somministrazione di sostanze dopanti ai cavalli, per maltrattamenti
e per il rischio di infiltrazioni mafiose: i carabinieri del Nas
hanno accertato la positività al doping di 6 cavalli su 16 che
questa estate hanno corso il Palio di Floridia (Siracusa); il Nas
indaga anche sulla Giostra della Quintana di Foligno nell'ambito di
una più ampia operazione antidoping nel campo delle gare al galoppo
e dei concorsi ippici, estesa a 9 regioni italiane e che vede
indagate 65 persone tra veterinari, fantini, proprietari di scuderie
e scommettitori».
E l'associazione animalista traccia il triste elenco degli incidenti
che vede presente anche la Toscana , dove pure l'attenzione ai
cavalli è di ben altro livello che in altre manifestazioni che si
svolgono soprattutto in piccoli comuni, Questa estate sono stati
abbattuti 8 cavalli nelle corse di palio di Fucecchio (Fi), Floridia
(Sr), Ferrara, Feltre (Bl), Piazza Armerina (En), Servigliano (Ap);
10 cavalli morti al palio di Asti a partire dal 2003; 48 cavalli
morti nel corso delle varie edizioni del palio di Siena dal 1970. In
Sicilia sono state vietate le corse di Caltanissetta, Agrigento,
Trapani e Siracusa (2006) perché troppo pericolose ed occasioni
d'incontro per la mafias e di scommesse clandestine.
Era stato il deputato di Forza Italia Claudio Azzolini, aderente
alla Lav, a sollecitare l'intervento dei ministri della salute e
dell'interno «la situazione effettivamente non può continuare in
questo modo – scriveva in una interrogazione - esistono
responsabilità istituzionali a vari livelli. Occorre preliminarmente
ribadire la necessità che tutti gli enti istituzionali, a livello
centrale, regionale e locale siano coinvolti per impedire qualsiasi
forma di impiego improprio dei cavalli in manifestazioni pseudo
sportive o rituali, spesso considerate ineludibili in quanto
collegate a tradizioni religiose o popolari. Questo impegno peraltro
deve essere rivolto anche alla tutela delle persone che assistono a
queste manifestazioni, le quali spesso sono inconsapevoli dei rischi
che corrono».
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL SECOLO XIX
19/10/2006
Giallo sul canile di Sestri: stamane a Tursi riunione per revocare
l'affidamento dei lavori
il caso La ditta esecutrice: «Ci ritiriamo». Prima l'assessore
Dallorto nega, poi ammette i problemi
È giallo sul destino del canile di Sestri. Stamane è in programma
una riunione a Palazzo Tursi per decidere cosa fare. Ieri, in
occasione di un sopralluogo, i responsabili della ditta hanno
annunciato al presidente della circoscrizione Stefano Bernini che
tra un paio di giorni avrebbero chiuso il cantiere. «Il responsabile
del cantiere - ha detto Bernini - è stato molto chiaro. Ha detto che
la ditta esecutrice avrebbe ancora eseguito qualche lavoretto, poi
avrebbe chiuso tutto». Che cosa accade? La situazione è complicata e
il timore è che i soldi stanziati a suo tempo tra mille polemiche
non bastino a finire i lavori. Una vicenda che scotta, visto che in
un primo tempo, ieri pomeriggio, l'assessore Verde Luca Dallorto ha
negato l'esistenza di qualsiasi problema, salvo riconoscere che
invece qualche problema c'è qualche ora più tardi: «In giunta non è
mai approdata alcuna pratica, stamane parteciperò comunque a una
riunione convocata dagli uffici per decidere che cosa fare. La ditta
risulta inadempiente e alcuni dei lavori risulterebbero non
conformi». Il primo problema sarebbe questo: la ditta che si era
aggiudicata l'appalto è inadempiente due volte. I lavori avrebbero
dovuto concludersi lo scorso mese di giugno, data poi spostata in
accordo tra amministrazione comunale e ditta appaltatrice a fine
novembre. E se giugno è passato da un pezzo, a questo punto è certo
che neppure il prossimo mese i lavori saranno conclusi:
l'avanzamento dei lavori sarebbe un terzo.
Resta poi da capire che ne sarà delle eventuali richieste di
adeguamento dei costi sollevate dalla ditta esecutrice. Le pretese
sollevate la scorsa primavera sono state respinte
dall'amministrazione comunale. Ora, se il Comune sarà costretto,
come pare, a sospendere l'affidamento dei lavori, i soldi potrebbero
non bastare più, soprattutto se Tursi dovrà di nuovo appaltare i
lavori attraverso una gara o in affidamento diretto. «Questo Comune
passerà alla storia per il canile più costoso della storia - attacca
Bernini - 3 milioni di euro per 110 gabbie. Che chissà quando
vedremo».
---------------------------------------------------------------------
-----------
LA PROVINCIA DI COMO
18/10/2006
Multe anche per chi non denuncia la scomparsa Nuova legge contro il
randagismo Quindici giorni per registrare il cane
provincia di Como - Verrà presentata ufficialmente venerdì alle 9,
nella Sala consiliare di Cernobbio, la legge regionale numero 16,
emanata dal Pirellone il 20 luglio scorso in materia di lotta al
randagismo e tutela degli animali d'affezione. «Si tratta di un
documento in cantiere da tempo - spiega Simona Mariani, direttore
generale dall'Asl - che suddivide le responsabilità tra Regione,
Asl, province e comuni e favorisce una corretta convivenza tra
l'uomo e il cane, garantendo maggior benessere all'animale». Tra le
principali novità introdotte dal documento l'istituzione della
Consulta Regionale per la lotta al randagismo e la tutela degli
animali d'affezione, ma anche un Piano triennale per gli interventi
di educazione sanitaria e zoofila, di controllo demografico della
popolazione animale e di prevenzione del randagismo. «La legge va a
puntualizzare alcuni aspetti di attività che la nostra azienda
sanitaria già svolgeva - spiega Claudio Fraquelli, del Servizio
sanità animale - come le funzione dei canili sanitari e di quelli
rifugio, l'anagrafe canina e la vigilanza sulle inadempienze delle
normative precedenti a questa legge regionale. In particolare
vengono specificati i tempi tecnici che i detentori dei cani devono
rispettare». Tutti i proprietari dovranno iscrivere il proprio amico
a quattro zampe all'anagrafe canina entro 15 giorni dall'inizio del
possesso o entro 45 giorni dalla nascita, mentre la cessione o morte
dell'animale dovrà essere comunicata entro 15 giorni. In caso di
smarrimento del cane, la sua scomparsa deve essere denunciata
all'Asl o alla Polizia locale entro 7 giorni, mentre l'animale
ritrovato dovrà essere ritirato dal canile sanitario entro 5 giorni,
pagando i costi di cattura, cura e mantenimento. Le sanzioni vanno
da 25 a 3mila euro. Novità che potranno contribuire soprattutto alla
restituzione dei trovatelli. Negli ultimi anni, infatti, il numero
dei cani abbandonati riconsegnati ai padroni è passato dai 573 del
2004 ai 309 del primo semestre 2006. Un trend in crescita, che però
ha fatto registrare, ancora una volta, una brusca inversione di
tendenza nei mesi estivi. Tra luglio ed agosto, infatti, i
quattrozampe entrati nel canile sanitario sono stati 257 e di questi
solo 54, dotati di microchip identificativo, hanno fatto ritorno a
casa.
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL SECOLO XIX
19/10/06
Pesci morti nell'Entella, il fiume sorvegliato speciale
Chiavari (GE) - L'allarme per la moria di cefali arriva anche dal
mare e intanto Legambiente lancia l'idea di un osservatorio delle
acque del fiume Entella. «Sono uscito in barca e, anche al largo, ho
visto decine di pesci morti - racconta un pescatore chiavarese - E
non solo li ho visti io. Alla fine della mattinata abbiamo fatto la
conta con gli amici: chi ne aveva raccolti dieci, chi otto».
È ovvio. Dall'Entella, dove muoiono, i pesci che non restano
impigliati lungo le sponde sono trascinati dalla corrente fino al
mare e lì finiscono nelle reti dei pescatori. La circostanza però
non tranquillizza tutti quelli che sono sul chi vive per
l'improvvisa moria di animali che sta interessando il fiume.
Mentre si attendono i risultati delle analisi sulle acque e sui
pesci morti, gli ambientalisti lanciano la proposta di un
osservatorio permanente delle condizioni ambientali del fiume.
«Dovranno partecipare i Comuni di Chiavari e Lavagna, la Provincia,
l'Asl4, insomma i soggetti istituzionali» spiega Alessandro De Leo,
del circolo Cantiere Verde di Lavagna. «È importante che la
condizione delle acque sia osservata con più attenzione e più
frequentemente per prevenire fenomeni come questa moria che,
senz'altro, con maggiori controlli, poteva essere prevenuta». «Il
vero problema - conclude De Leo - è non sapere ancora di che cosa si
tratta, perché i pesci stanno morendo a centinaia tutti i giorni».
Il Comune di Chiavari prende tempo. «Aspettiamo di vedere i
risultati delle analisi per capire se c'è un vero pericolo e come ci
dobbiamo comportare», dichiara l'assessore all'Ambiente, Marina
Tiscornia. I testi sui campioni di acqua prelevati dall'Arpal
saranno conclusi nei prossimi giorni, per gli esami sui pesci morti
inviati all'istituto di zooprofilassi di Torino dall'Asl 4 potrebbe
volerci qualche giorno in più, forse anche una settimana. L'Arpal ha
avanzato l'ipotesi che i pesci siano morti per asfissia, a causa
della situazione di parziale secca in cui versa il fiume in questo
periodo. Ma l'ipotesi non è ancora sostenuta da dati certi.
«Seguiremo la vicenda - dice ancora l'assessore Tiscornia - ma
bisogna dire che sull'Entella non possiamo fare molto: a Chiavari
scorre l'ultimo tratto del fiume, è chiaro che i provvedimenti per
la tutela delle acque e dell'ambiente non possiamo prenderli noi».
F. For.
:: Con preghiera di massima diffusione ::
Ciao a tutti,
stiamo cercando uno o due (meglio due) volontari/e per un lavoro
secondo
noi importante ma per il quale c'e' bisogno di una persona dedicata
solo
a quello, almeno in un primo tempo.
Si tratta di tenere monitorato il sito della Camera dei Deputati e
quello del Senato per tener traccia di tutto quanto succede in
questioni
che in un modo o nell'altro coinvolgono gli animali: quali sono i
politici piu' "dannosi" per le loro proposte di legge, emendamenti,
voto
dato alle proposte di legge di altri, ecc.
I dannosi verranno poi inseriti nel database dell'Osservatorio
Politico
per gli Animali, http://www.osservatoriopolitico.org a futura
memoria,
ma non e' solo per questo che serve fare questo genere di lavoro, e'
anche per tenere d'occhio la situazione e cogliere le opportunita',
nonche' scatenare le opportune proteste.
Ci sono agenzie apposite che fanno questo lavoro di screening dei
lavori
delle Camere su un dato argomento, ma e' troppo oneroso pagare i
loro
servizi, e poi non e' detto che sappiano cogliere tutte le
informazioni
importanti, che solo un attivista animalista e' in grado di
interpretare
nel modo corretto.
Noi crediamo che serva sicuramente un periodo iniziale abbastanza
intenso di studio dei siti del Senato e della Camera (se ci fossero
due
persone disponibile si potrebbe dividere il lavoro tra Senato e
Camera),
per capire dove sono le informazioni, come funziona il tutto, ecc. e
poi
probabilmente basta una mezz'ora al giorno, o anche meno, per
tenersi
aggiornati e andare a vedere cosa succede.
E' comunque un impegno serio, non e' cosa cui si possa dedicare
un'ora
al mese, ed e' ovviamente un lavoro di volontariato, quindi non
pagato.
Meglio sarebbe se chi se ne occupa fosse gia' un esperto in materie
legali e/o nel funzionamento del Parlamento, perche' cosi' il tempo
iniziale di studio sarebbe molto meno elevato.
L'altra caratteristica essenziale, oltre alla serieta' e costanza
nel
lavoro svolto, e' di non farsi influenzare dalla proprie idee
politiche
e valutare tutte le informazioni in maniera oggettiva, cioe' solo
dal
punto di vista degli animali: se una azione di un politico e'
dannosa,
lo e' sia che egli sia di sinistra, di destra, di centro, e se una
azione e' positiva lo e' comunque indipendentemente dallo
schieramento.
Se qualcuno di voi si sente abbastanza "coraggioso" da affrontare
questo
lavoro, certamente impegnativo ma molto importante, ci contatti al
piu'
presto, indicando la sua esperienza nel campo. Scrivete a:
info@...
Fate circolare, grazie!
Lo staff di AgireOra Network
<a.marino@...>
1) ULTIME SUI PALII TRA MORTI ANNUNCIATE,
DOPING E RISPOSTE PARLAMENTARI
Nonostante la formale richiesta di annullamento presentata dalla LAV
e da
sei fra deputati e senatori al Prefetto di Catania, il palio di
Belpasso si
è svolto come da programma ed ha registrato l'ennesimo cavallo morto
ammazzato dalla "tradizione". L'animale lanciato al galoppo si è
schiantato
contro un'automobile pochi metri dopo la linea d'arrivo, cadendo
brutalmente
a terra fra gli spasmi di dolore e causando anche il ferimento di
alcuni
spettatori. Una scena disumana e terribile che ha scioccato i
presenti ma
che non ha minimamente turbato il Sindaco, il quale ha fatto
proseguire la
corsa come se nulla fosse accaduto. Già nei giorni precedenti la LAV
aveva
riscontrato la palese assenza delle minime condizioni di sicurezza,
anche
per fantini e spettatori. Un episodio che ha suscitato
l'indignazione dell'
opinione pubblica e che ha determinato - molto probabilmente - la
tanto
attesa risposta del Governo ad una delle interrogazioni parlamentari
dei
mesi scorsi, e precisamente a quella presentata dall'On.le Claudio
Azzolini
(FI) ed altri ai Ministri di Interno e Salute. Ne diamo notizia con
una
certa speranza in quanto il sottosegretario alla Salute Gian Paolo
Patta, ha
riconosciuto la gravità del problema e la necessità di un'iniziativa
legislativa in tempi rapidi che individui regole più severe sull'
applicazione di quanto previsto dall'accordo Stato-Regioni del
6/2/2003; un'
iniziativa nella quale cercheremo di far recepire delle specifiche
proposte
che stiamo elaborando insieme ad esperti del settore. Infine,
occorre che le
istituzioni dispongano più rigide misure per prevenire il fenomeno
del
doping, diffuso anche nell'ambito di palii e giostre come rivela
l'inchiesta
condotta dai Carabinieri del NAS di Perugia che ha scoperto un vasto
giro di
sostanze illegali in tutta Italia (v. punto n. 2). Essa ha
interessato la
Quintana di Foligno con 18 indagati tra priori, veterinari,
proprietari di
scuderie, allenatori e fantini.
2) OPERAZIONE NAS IN 9 REGIONI CONTRO FARMACI VIETATI
Il mondo dell'ippica ufficiale è stato nuovamente scosso da
un'importante
inchiesta dei Carabinieri del NAS di Perugia, avviata nel marzo-
aprile
scorso, sull'uso di prodotti dopanti: ormoni, stimolanti e
antinfiammatori.
I militari hanno eseguito 65 perquisizioni a carico di altrettanti
indagati
in Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Lazio,
Campania e Sicilia. Queste persone sono ritenute responsabili di
traffico e
commercializzazione di specialità medicinali proibite (sia ad uso
umano che
ad uso veterinario) di provenienza estera, illecitamente
somministrate ai
cavalli impiegati nelle corse al galoppo, nei concorsi ippici ed in
gare
olimpiche e paraolimpiche di particolare impegno, al fine di
alterare le
prestazioni agonistiche, indurre in errore l'U.N.I.R.E. e la
F.I.S.E. sulla
regolarità delle condizioni di gara e procurarsi ingiusti profitti
dalle
vincite conseguenti alla classificazione degli animali. Nel corso dei
controlli i Carabinieri hanno sequestrato attrezzature e vari
documenti
informatici che sono ora al vaglio degli inquirenti. Non vengono
esclusi
sviluppi anche nei prossimi giorni poiché si ipotizza che dietro il
presunto
giro illegale vi fosse una struttura consolidata.
3) "WILD WEST": CHIUSO PER MANCANZA DI ASCOLTO
La buona notizia per gli animali (e per tutti noi) è che l'orrendo
reality
show "Wild West", trasmesso su Raidue, non ha ottenuto il gradimento
del
pubblico e così è stato chiuso. Ne siamo particolarmente felici in
quanto
detto spettacolo era un concentrato di cattivo gusto basato su una
serie di
maltrattamenti consumati a danno di cavalli e bovini. I concorrenti
dovevano
gestire una mandria in viaggio attraverso le praterie dell'Arizona,
senza
avere alcuna dimestichezza con questi animali e con i cavalli che
venivano
dunque trattati e cavalcati in maniera scorretta creando loro una
condizione
di inevitabile disagio. Chi ha avuto la sfortuna di seguire detto
spregevole
show , inoltre, ha assistito a scene penose quali la castrazione a
vivo dei
vitelli ed il taglio delle orecchie; una barbarie di notevole impatto
emotivo sulla sensibilità di quanti hanno a cuore il benessere degli
animali. La LAV ha pertanto rivolto un appello al Ministro delle
Comunicazioni, Paolo Gentiloni, chiedendo un suo qualificato
intervento in
materia di utilizzo di animali in TV ed ha invitato la RAI a
prevedere
regole certe a loro tutela, in linea con il progresso civile e morale
compiuto in questi anni dalla nostra società.
4) SEGNALATI CASI DI ANEMIA INFETTIVA
Dopo la scoperta di vari focolai di anemia infettiva equina, che
hanno
portato alla morte di alcuni puledri, lo scorso settembre i Verdi
hanno
chiesto al Ministero della Salute l'emanazione di una direttiva che
reintroduca l'obbligo del Coggins test (abolito nel 1994 ed
attualmente
previsto solo in Piemonte e Liguria) ed hanno presentato una
specifica
interrogazione parlamentare. Nella stessa si evidenziava l'esigenza
di
avviare le procedure di controllo sanitario e di attivare l'anagrafe
equina,
specificando che la situazione è di rilevanza nazionale anche per
quanto
riguarda il benessere animale dal momento che molti animali positivi
al
virus rischiano di essere abbattuti o avviati ad un mercato
clandestino"
(come dichiarato dalla Senatrice Loredana De Petris). Riferiamo la
risposta
del Sottosegretario di Stato alla Salute, Gian Paolo Patta, il quale
ha
comunicato che "L'anemia infettiva equina non riveste i contorni di
un'
emergenza poiché sono stati 16 i focolai registrati dall'inizio del
2006 e
appena 11 quelli dello scorso anno.. Già a partire dal mese di
giugno si
sono svolte alcune riunioni con i Servizi Veterinari delle Regioni,
Associazioni di categoria ed Enti, nonché con il Centro Nazionale di
Referenza per le malattie equine, per esaminare la situazione
epidemiologica
e delineare le strategie di intervento". Lo stesso ha altresì
sottolineato
la necessità di giungere quanto prima alla completa realizzazione del
sistema anagrafico degli equidi, la cui mancata attuazione potrebbe
compromettere la capacità di effettuare controlli capillari in tutte
le
aziende che detengono animali di questa specie.
5) CAVALLI DELLA MALAVITA SEQUESTRATI A BARI
I Carabinieri di Bari, proseguendo il lavoro avviato nei mesi scorsi
quando
erano state sequestrate 34 stalle abusive e denunciate 20 persone,
hanno
effettuato un'altra importante operazione che ha portato al
sequestro di
alcuni fabbricati fatiscenti nelle vicinanze dello Stadio della
Vittoria in
cui la malavita allevava cavalli destinati alle corse clandestine;
vi erano
ricoverati 6 animali. I militari hanno anche sequestrato medicinali
che
sarebbero stati utilizzati per aumentare le prestazioni atletiche dei
cavalli e denunciato 18 persone appartenenti ad alcuni clan
cittadini. Ci
sembra doveroso esprimere il nostro apprezzamento ai Carabinieri per
l'
impegno con cui tendono a contrastare l'attività criminale della
malavita
organizzata la quale trae illeciti ed ingenti profitti dall'uso dei
cavalli
nelle corse clandestine, maltrattandoli pesantemente e spesso
macellandoli
in maniera illegale.
6) PANORAMA INTERNAZIONALE
Dopo la morte per fame e stenti di tre purosangue, facenti parte di
un
gruppo di 103 animali confiscati lo scorso marzo in Spagna ad una
persona
accusata di corruzione, le associazioni animaliste sono insorte
definendo
"terribile e inaccettabile" l'attuale stato degli animali lasciati
praticamente abbandonati. Almeno dieci di loro sarebbero in uno
stato di
salute assai precario, per cui è stato chiesto al giudice di disporre
immediatamente le cure veterinarie del caso. Dagli Stati Uniti,
invece, è
giunta la notizia di una grande manifestazione organizzata dagli
animalisti
per protestare contro la morte di un cavallo impiegato per
trasportare i
turisti con la carrozza al Central Park. L'animale è morto dopo
essere
collassato sotto gli occhi di tante persone, rimaste
comprensibilmente
sconvolte. Ricordando un precedente caso di cavallo morto a gennaio,
abbattuto perché si era imbizzarrito nel traffico ed era finito
contro un'
automobile, gli animalisti ora chiedono a gran voce l'abolizione
delle
carrozze trainate da cavalli. In Inghilterra, infine, ha suscitato
scandalo
la scoperta fatta da un giornalista infiltrato nel mondo delle corse
circa
il tragico destino riservato a migliaia di purosangue
non "produttivi":
uccisi con una revolverata alla testa, squartati, infilati in camion
frigoriferi e spediti in Francia dove il consumo di carne equina è
purtroppo
alto. Una notizia shock se si pensa che proprio l'Inghilterra è
considerata
il Paese che ama tanto i cavalli. Ma anche questa è la faccia sporca
dell'
ippica con le sue spietate leggi dettate dal dio denaro che non
guardano in
faccia a nessuno..
7) HANNO TROVATO CASA
- LOPAZ (Foto n. 1): olandese di 16 anni, castrone, a fine carriera
agonistica. I proprietari hanno voluto garantirgli un futuro sereno
e noi
siamo stati lieti di aiutarli a dare al loro amico quello che
merita. Lopaz
è stato affidato a Massimo della provincia di Cuneo per fare
compagnia a Zu
Ferm, un trotter intero dallo stesso adottato qualche anno fa, il
quale era
rimasto solo dopo la morte del vecchio Duke. Inizialmente i due non
avevano
legato e, anzi, sembrava non volessero andare d'accordo. Ma proprio
mentre
stavamo cercando a Lopaz un'altra sistemazione, lui è entrato nel
recinto di
Zu e da quel momento convivono pacificamente. I cavalli ci
sorprendono
sempre e ci insegnano tante cose..
- ARAMIS: Anglo Arabo Sardo di 12 anni, castrone, sauro, che il
proprietario
non aveva potuto più tenere per problemi personali, ma al quale ha
voluto
cercare una buona sistemazione. Lo aveva da quando era puledro e,
stranamente, non lo aveva usato per l'attività sportiva a cui sono
solitamente destinati i cavalli di questa razza. Aramis è stato
adottato da
Marco della provincia di Reggio Emilia che desiderava un cavallo,
soprattutto per compagnia, a cui dare il proprio affetto più sincero;
- HAMBER (Foto n. 2): olandese di 24 anni, castrone, che il
proprietario
non ha potuto più tenere per motivi di salute pur essendovi molto
affezionato. Il cavallo è stato accolto da una famiglia della
provincia di
Verbania, che ama tanto gli animali e dove trascorrerà una serena
vecchiaia.
8) SALUTI DA...
- BEL TAG (Foto n. 3): Purosangue Inglese di 8 anni, castrone, che
era stato
ritirato dalle corse nell'estate del 2004 a causa dello stiramento
del
legamento di un nodello. Dopo una prima adozione, il cavallo è stato
affidato a Francesca della provincia di Modena, che lo segue con
infinite
attenzioni. E' per noi una gioia vederlo di nuovo in salute in
quanto nei
mesi scorsi era stato molto male per problemi agli anteriori, tanto
da
temere di perderlo. Dobbiamo ringraziare il Dr. Stefano Morini, noto
veterinario naturopata, se Bel Tag è guarito ed è ancora tra noi;
- OCTOBRE (Foto n. 4): cavalla Purosangue Inglese di 9 anni, che ci
era
stata donata da un allevamento per cessata attività allo scopo di
evitarle
una brutta fine. Nel dicembre 2005 era stata adottata da Angela di
Pistoia,
nella cui casa ha trovato la compagnia di un altro cavallo anziano,
affetto
e la tranquillità di cui ha bisogno essendo di carattere un po'
ombroso e
schivo; ma con l'amore è migliorata tantissimo;
- CLEO (Foto n. 5): cavalla murgese di 5 anni che la proprietaria
non era in
grado di gestire poiché completamente sdoma e diffidente verso gli
umani, al
punto di non farsi nemmeno avvicinare e toccare. Era stata adottata
da Paolo
della provincia di Roma, nel febbraio di quest'anno, ed era stata
subito
portata in un centro specializzato per la doma (rivelatasi
particolarmente
ardua). Avendo conservato una certa diffidenza che rende ancora
difficile il
suo rapporto con l'uomo, ci siamo rivolti al Dr. Francesco De
Giorgio,
esperto nella rieducazione di cavalli problematici, che ha creato
una scuola
per migliorare la comunicazione uomo-cavallo (www.horsedog.com ). Lo
stesso,
dopo averla esaminata, ha detto che Cleo è recuperabile e noi lo
ringraziamo
per essersi offerto di aiutarla;
- LEYLAND (Foto n. 6): cavallo italiano di 10 anni, castrone, che
era stato
segnato da un passato di violenze e maltrattamenti per costringerlo
ad
essere un "atleta" e che ne faceva un soggetto difficile. Nel
momento in cui
il proprietario, che lo aveva salvato, non aveva potuto più tenerlo
ha
cercato di trovargli una buona sistemazione perché se lo avesse
venduto
avrebbe fatto sicuramente una brutta fine. Da luglio scorso Leyland è
affidato alle cure di Alessandro della provincia di Torino, il quale
ci
riferisce che è un cavallo bravissimo e che ha stabilito con lui un
ottimo
rapporto di amicizia e di fiducia;
- MORA (Foto n. 7): una dolcissima mula di 19 anni che era stata
salvata dal
macello qualche anno fa, dopo una vita di duro lavoro nelle montagne
della
Valle D'Aosta. Da dicembre dello scorso anno vive serenamente a casa
di
Angelo della provincia di Ferrara, in compagnia di un'asinella
anziana e di
altri cavalli sottratti ad una brutta sorte. Mora manifesta un po'
di timore
verso l'uomo, anche se adesso si fa ogni tanto accarezzare. Per il
resto sta
bene e il veterinario che l'ha visitata di recente ha detto che gode
di
buona salute e che "è una bella mula"; un complimento che
inorgoglisce il
suo amico Angelo (e anche noi).
VI ASPETTIAMO NELLE PIAZZE ITALIANE IL 4 E 5 NOVEMBRE PER SOSTENERE
IL
NOSTRO PIANO NAZIONALE PER I DIRITTI ANIMALI. MAGGIORI INFO NEL SITO
WWW.LAV.IT
Angela Marino
LEGA ANTI VIVISEZIONE
Settore "Ippica e Sport Equestri"
From: UDAGESSATE udagessate.melucci@...
In Italia si e' assistito negli ultimi anni alla nascita di una
serie di uffici che , all'interno delle amministrazioni dei vari
Comuni , si occupano a tempo pieno di animali.
Vengono chiamati in vari modi : Ufficio Tutela Animali, Ufficio
Diritti Animali ecc.
Il Comune di Gessate , condividendo l'iniziativa della Provincia di
Milano e nell'intento di offrire ai cittadini le informazioni
sulle leggi esistenti in materia di protezione degli animali,sui
maltrattamenti ,
sugli abbandoni , per la tutela delle colonie feline e volendo
stimolare un piacevole incontro cane-cittadino incrementando le
adozioni e diminuendo il tempo di permanenza degli
animali da affezione nel canile , ha istituito un " sportello per
il cittadino"che svolgera' oltre , alla tutela degli animali ,
anche un' attivita' di sensibilazzazione , di formazione didattica
per implementare la
consapevolezza e responsabilita' dei bambini in merito
all'importanza etica e morale atti a garantire il rispetto e il
benessere degli animali.
Lo " sportello" collegato all'iniziativa gia' intrapresa dell'
Ufficio Diritti Animali della Provincia di Milano e da altri
Comuni , sara' gestito su impulso di alcune volontarie facenti
capo alle associazione
internazionale OIPA e Vita da Cani , sara' operante il sabato
mattina dalle 9,00 alle 13,00 presso la Casa Comunale.
E' gradita la Tua presenza.
Gilda Melucci Mariapia Masciovecchio
Segnalazione di Gabriele - aron1980@...
Vi prego di partecipare alla protesta contro il circo Morena Orfei
che
attendera' a Pistoia dal 20 al 30 ottobre!
Scriviamo a:
sindaco@..., fondatori@...,
t.carradori@..., r.biagini@...,
segretario.generale@..., m.marlazzi@...
oppure:
sindaco@...; fondatori@...;
t.carradori@...; r.biagini@...;
segretario.generale@...; m.marlazzi@...
Lettera tipo, da personalizzare:
-----------------------
Come cittadino civile ed amante degli animali, non posso che
esprimere
tutto il mio dissenso e disgusto verso gli spettacoli circensi che
comportino l'uso e abuso di animali.
In particloare con la presente, mi riferisco al circo MORENA ORFEI,
che
si intratterra' nella citta' di Pistoia dal 20 al 30 Ottobre, con
tanto
di carrozzoni pieni di animali depressi al seguito.
Il circo con animali e' quanto di piu' triste e malinconico ci sia e
spero che il Sindaco Renzo Berti cominci a dare a Pistoia un volto
di
citta' rispettosa dei diritti animali, facendo tutto il possibile (a
cominciare dalle modifiche ai regolamenti comunali) per contrastare
queste forme di spettacolo squallido e diseducativo.
Infine invito chi di competenza (polizia municipale prima di tutti) a
multare le numerose affissioni abusive che sono state fatte nei
negozi e
sui muri della citta', che grazie al circo in questione e' ancor
piu'
degradata e sporca!
Distini saluti.
nome cognome
-----------------------
Se avete scritto un messaggio personalizzato, inviatelo per favore
anche
a: cronaca.pistoia@...
Grazie per la partecipazione!
IL SECOLO XIX
17 OTTOBRE 2006
L'Asl: non tocca a noi soccorrere animali
il caso del cigno
Ventimiglia (IM) - Dopo la morte del cigno di Ventimiglia, sulla
vicenda intervengono l'Asl ed il presidente dell'Ordine dei medici
veterinari della Provincia Elio Bossi. L'Asl, in particolare, fa
sapere di non essere in grado di far fronte alle numerose chiamate
di questo tipo, per le quali la competenza è della Provincia. Mentre
il portavoce dei veterinari, «ai quali troppo spesso vengono
additate colpe inesistenti ed immeritate» chiede l'apertura
ufficiale di un confronto tra le varie istituzioni ed associazioni
operanti in Provincia sul tema del recupero e cura della fauna
selvatica. Proprio per chiarire le competenze. «Le telefonate di
soccorso che arrivano al 118 in merito ad animali e volatili feriti -
sottolinea l'Asl - rischiano di creare notevoli problemi nella
gestione delle emergenze umane da parte degli operatori. Le
richieste di intervento su animali selvatici feriti non possono
essere evase da parte di veterinari ed operatori tecnici dell'Asl in
quanto non competenti per legge. I servizi veterinari delle ASL sono
infatti attrezzati ad affrontare le problematiche degli animali in
riferimento al pericolo di trasmissione di malattie all'uomo». La
competenza è delegata all'amministrazione provinciale. Le Province,
di regola, delegano queste attività ai veterinari convenzionati per
i mammiferi e per i volatili alla LIPU.
---------------------------------------------------------------------
-----------
MARKET PRESS
17 OTTOBRE 2006
ETICHETTE CHIARE SUL BENESSERE DEGLI ANIMALI
Il Parlamento chiede l´attuazione uniforme in tutta l´Ue delle norme
sul benessere degli animali, l´effettivo rispetto delle disposizioni
sul trasporto e il ricorso alla vaccinazione, anche preventiva, in
caso di emergenze sanitarie. Sollecitando etichette chiare per
orientare i consumatori, respinge l´inasprimento delle norme Ue e
auspica prelievi addizionali per i prodotti importati non conformi
ai criteri europei. Occorre anche sostenere la ricerca e ridurre le
sperimentazioni sugli animali. Ogni attività inerente alla
protezione ed al benessere degli animali deve muovere dal principio
che gli animali «sono esseri sensibili» e che occorre tener conto
delle loro specifiche esigenze e del fatto che la protezione degli
animali «è una manifestazione dell´umanità del Xxi secolo e una
sfida per la civiltà e la cultura europee». E´ quanto sostiene la
relazione d´iniziativa di Elisabeth Jeggle (Ppe/de, De) sul
programma d´azione comunitario per la protezione ed il benessere
degli animali (2006-2010), adottata dal Parlamento con 565 voti
favorevoli, 29 contrari e 15 astensioni. I deputati ricordano anche
che, negli ultimi anni, l´Europa ha emanato tutta una serie di
normative «conseguendo uno dei massimi livelli di protezione al
mondo» e plaudono al programma d´azione comunitario per la
protezione degli animali 2006-2010. Questo, infatti, per la prima
volta, recepisce il protocollo sulla protezione degli animali del
trattato di Amsterdam «in un concetto globale integrato per
l´ulteriore sviluppo della protezione degli animali in Europa».
D´altra parte, invitano la Commissione e gli Stati membri a vigilare
su un´applicazione uniforme di tutte le disposizioni, compresi i
relativi controlli nell´Unione europea, e a intervenire in maniera
coerente, in caso di riscontrate trasgressioni, al fine di
preservare la fiducia dei cittadini e garantire un´equa concorrenza
nell´Unione europea. La Commissione, inoltre, è invitata a recepire
sistematicamente le analisi di impatto rilevanti di tutte le misure
di protezione degli animali, tenendo conto delle incidenze etiche,
sociali ed economiche e facendo tesoro dei nuovi progressi della
scienza, delle esperienze pratiche e degli sviluppi a livello
internazionale. Occorre poi sviluppare indicatori integrati e
uniformi per la protezione degli animali, che siano basati su dati
scientifici solidi, obiettivi, misurabili e ripetibili, permettendo
così di promuovere la trasparenza degli standard in materia di
protezione degli animali. Questi indicatori, inoltre, dovrebbero
agevolare i controlli e ridurre gli oneri burocratici, portando a
risultati scientifici paragonabili in tutti gli Stati membri. Il
Parlamento sottolinea poi che, per migliorare o rielaborare le norme
minime sulla protezione e il benessere degli animali, è necessario
trovare un accordo su un elenco di priorità che indichi con
chiarezza le specie animali e i settori in cui esistono problemi. Al
riguardo, ritiene che, per i prossimi anni, questo elenco di
priorità dovrebbe includere le seguenti specie animali: vacche da
latte, bovini adulti, animali da acquacoltura, maiali da ingrasso e
tacchini. Maggiore benessere per tutti gli animali, ma via libera
alle corride Sottolineando che una maggiore protezione degli animali
costituisce «un obbligo costante» della Comunità, il Parlamento
ritiene che la politica europea in materia di benessere degli
animali non debba limitarsi alla tutela ed al benessere degli
animali di laboratorio o ad uso agricolo, bensì estendersi anche a
gli animali domestici, agli animali da zoo e da circo e agli animali
selvatici. Accoglie quindi con favore il proposto divieto di
importazione, esportazione, commercio e lavorazione di pelli di cani
e gatti e chiede alla Commissione di proporre il divieto totale di
importare da paesi terzi prodotti derivati da foche e ottenuti con
metodi crudeli - quali le pellicce ottenute da animali scuoiati
vivi, pellicce provenienti da allevamenti senza controllo
veterinario e prodotti farmaceutici basati su specie in via di
estinzione - e ogniqualvolta norme di produzione carenti
costituiscano una minaccia per l´ambiente e la biodiversità.
Inoltre, la Commissione è invitata a presentare proposte volte a
rendere permanente il divieto temporaneo di importazione nel
territorio dell´Ue di uccelli selvatici in cattività. I deputati,
poi, invitano l´Ue a porre fine ai combattimenti di cani e galli,
mediante misure legislative da adottare a livello nazionale o
comunitario, e garantendo che le persone coinvolte in tali
combattimenti non ricevano alcuna sovvenzione statale in relazione
alle loro attività. Con 178 voti favorevoli, 412 contrari e 15
astensioni, il Parlamento ha soppresso l´invito a porre fine ai
combattimenti di tori. Il Parlamento, infine, invita la Commissione
a adoperarsi affinché la castrazione dei maialini a partire dal
settimo giorno di vita «avvenga con anestesia». Al riguardo, ritiene
che la presentazione di una relazione sulla protezione dei suini di
allevamento, prevista per il 2009, debba essere accompagnata da
adeguate proposte legislative. Etichettatura chiara e campagne
d´informazione I deputati ritengono che i consumatori debbano essere
informati e preparati a pagare prezzi maggiori per prodotti
provenienti da allevamenti animali che rispettano standard più
elevati di benessere animale e che tali prodotti debbano essere
opportunamente etichettati. Pertanto, sottolineando il ruolo che
possono svolgere le etichette private, in particolare per quanto
riguarda standard più elevati di benessere animale, chiedono alla
Commissione di garantire un´etichettatura trasparente, facilmente
comprensibile ed affidabile, che consenta ai consumatori di
acquistare con cognizione di causa. Al riguardo, i deputati
ritengono che un "Marchio Ue" su cui figuri, ad esempio la
dicitura "prodotto conformemente alle norme Ue di protezione degli
animali" e, per quelli non conformi, una dicitura
inversa, «presupporrebbe già una garanzia del rispetto dei requisiti
di protezione degli animali da apporre su tutti i prodotti venduti
in Europa». Inoltre, sostengono che, nel caso di una protezione
superiore a quella minima, una menzione speciale
sull´etichetta «offrirebbe al consumatore maggiore visibilità degli
sforzi supplementari effettuati dal produttore». Così facendo, a
loro parere, i partner commerciali potrebbero essere spinti ad
allinearsi, «consentendo così all´Europa di esportare in tutto il
mondo i suoi standard di benessere animale». Il Parlamento invita
inoltre la Commissione a presentare quanto prima possibile
l´annunciata strategia di comunicazione e, al riguardo precisa che -
affinché il programma d´azione sia coronato da successo - occorre
che tutti gli operatori siano sufficientemente informati sui
vantaggi, per gli animali e per i prodotti, di un elevato livello di
protezione attuale e futuro degli animali in Europa. Ritiene inoltre
necessaria una strategia europea volta a promuovere la comunicazione
sui temi afferenti la protezione animale nell´Unione europea e nei
paesi terzi, per spiegare ai cittadini i diversi sistemi applicati
nella fabbricazione di prodotti animali, nonché i costi e i benefici
derivanti da norme più severe sulla protezione degli animali.
Vaccinazione al posto della macellazione Nell´ambito della lotta
alle epizoozie, la relazione invita la Commissione a considerare
maggiormente gli aspetti legati alla protezione degli animali. Al
riguardo, i deputati ritengono che in situazioni d´emergenza «è
sempre meglio optare per la vaccinazione su scala regionale», quale
strategia di lotta, «anziché procedere alla macellazione di un
consistente numero di capi di bestiame sani». Inoltre, sostengono
che vi dovrebbe essere maggior spazio per la vaccinazione
preventiva. In proposito, invitano la Commissione a intensificare
gli sforzi per adeguare le pertinenti convenzioni
dell´Organizzazione internazionale per la salute animale (Oie), al
fine di ridurre le restrizioni commerciali sui prodotti ottenuti a
partire da animali vaccinati. Trasporto degli animali, rispettare le
regole Il Parlamento rileva che, in pratica, la disciplina europea
in materia di trasporto di animali «viene spesso disattesa»,
soprattutto per quanto concerne gli obblighi di sosta e di
rifornimento di acqua e foraggio. Chiede pertanto misure adeguate
affinché gli Stati membri aumentino il numero e l´efficacia dei
controlli sull´applicazione della normativa europea. Inoltre,
sostiene che, nell´ambito dei trasporti di animali, «sono
assolutamente necessari l´introduzione e l´osservanza di indicatori
scientificamente provati». I deputati invitano quindi la Commissione
a promuovere gli sforzi per definire ed introdurre parametri tecnici
oggettivi e specifici, atti a definire meglio il benessere animale
durante il trasporto, al fine di sviluppare altresì sistemi
integrati di certificazione, che tengano anche conto dell´influenza
che le varie peculiarità climatiche e strutturali delle regioni
europee possono esercitare sugli animali, sulle modalità e sui tempi
di trasporto. Politica agricola comune Il Parlamento si compiace per
la maggiore attenzione riservata alla protezione degli animali
nell´ambito della politica agricola comune. Ma rileva che i costi
legati agli oneri burocratici «sono già decisamente troppo alti» e
deplora che il taglio dei finanziamenti per la politica di sviluppo
rurale vada ad ostacolare nella pratica il finanziamento degli aiuti
per l´adeguamento degli allevamenti alla normativa comunitaria sul
benessere animale. Deplora inoltre che le disposizioni in materia di
ecosostenibilità «non prevedano compensazioni per gli allevatori di
pollame e suini che rispettano le norme sul benessere animale».
Norme internazionali uniformi e prelievi contro il dumping sanitario
I deputati riconoscono che norme rigorose in materia di benessere
degli animali determinano costi supplementari per gli allevatori e,
in proposito, ritengono che siano necessarie misure ad hoc «per
prevenire la dislocazione della produzione verso paesi in cui vigono
norme meno severe». A loro parere, inoltre, risulta indispensabile
un´accurata analisi dei costi di nuove proposte e delle relative
ripercussioni sulla posizione concorrenziale a livello
internazionale. La produzione comunitaria può infatti risentire di
una perdita di competitività se nell´Ue si introducono standard più
elevati «senza una standardizzazione in ambito Omc». La Commissione
è quindi invitata a risarcire le perdite economiche subite dai
produttori europei che, applicando misure di buona gestione degli
animali, vedono aumentare i costi di produzione. Rilevando poi come
gli aspetti inerenti alla protezione degli animali non godono di
un´adeguata attenzione a livello internazionale, i deputati
paventano il rischio di "dumping nel campo della protezione degli
animali" e svantaggi per i produttori europei sui mercati europei e
dei paesi terzi. Propongono quindi di istituire uno strumento di
accesso qualificato al mercato volto ad impedire che siano aggirate
le norme dell´Ue in materia di benessere degli animali, «imponendo
prelievi sui prodotti che non soddisfano le norme comunitarie». Nel
chiedere alla Commissione di promuovere iniziative a livello
internazionale (Omc e Oie) volte a migliorare gli standard sul
benessere degli animali per avvicinarli a quelli europei, i deputati
chiedono anche di «non aggravare» le distorsioni di concorrenza
subite dai produttori comunitari «tramite nuove norme vincolanti,
dettagliate e uniformi». Ritengono, inoltre, che tutti gli accordi
bilaterali con i paesi terzi che comprendono misure sanitarie e
fitosanitarie debbono garantire che i prodotti di origine animale in
provenienza da paesi terzi siano ottenuti conformemente alle norme
comunitarie. Da ultimo, il Parlamento ritiene che la decisione della
Comunità di proibire l´importazione di carne bovina trattata con
ormoni «si giustifica pienamente in base a ricerche scientifiche» e,
pertanto, invita Canada e Stati Uniti «a revocare senza indugio le
loro sanzioni nei riguardi dei prodotti europei», che i deputati
reputano «ingiustificate e incompatibili con i principi dell´Omc».
Rafforzare la ricerca e ridurre le sperimentazioni sugli animali Per
i deputati, l´attuazione del principio delle 3R (Replacement,
Reduction, Refinement) (sostituzione, riduzione, perfezionamento)
grazie al quale si fa minor ricorso agli animali nel campo della
ricerca, scienza e autorizzazione dei prodotti, «costituisce un
pilastro della politica europea in materia di protezione degli
animali». Plaudono quindi agli sforzi compiuti dalla Commissione per
sviluppare ulteriormente la direttiva 86/609/Cee sulle
sperimentazioni animali, sollecitandola a presentare nel corso di
quest´anno le apposite proposte legislative. Al riguardo, ritengono
che la proposta di revisione della legislazione dell´Ue sulla
protezione degli animali debba garantire l´estensione della sfera di
applicazione della direttiva 86/609/Cee alla ricerca fondamentale ed
alla ricerca che si avvale degli animali a fini di istruzione. Il
Parlamento accoglie poi con favore l´annunciato impegno di ricerca
nel campo della protezione degli animali, precisando che essa non
dovrebbe concentrarsi solo sulla diffusione generale delle
conoscenze di base ma anche sullo sviluppo di indicatori trasparenti
e di agevole uso, su sistemi di certificazione e di etichettatura
nonché su alternative alle sperimentazioni animali. A quest´ultimo
proposito, ritiene che occorra accelerare la messa a punto, la
convalida e l´accettazione di metodi alternativi alla
sperimentazione animale e che si debbano prevedere maggiori risorse
in ogni fase, in termini di finanziamenti, personale e supporto
amministrativo, «al fine di garantire che la sperimentazione animale
sia sostituita il più rapidamente possibile da altri metodi». A suo
parere, inoltre, qualunque futura revisione della normativa sul
benessere animale dovrà fondarsi su indicatori oggettivi «per
evitare decisioni arbitrarie con ripercussioni economiche
ingiustificate per l´allevatore». La Commissione e gli Stati membri
sono poi invitati a garantire risorse sufficienti per la ricerca
sulla protezione e il benessere di tutti gli animali nel quadro del
Settimo programma quadro di ricerca, portando anche avanti le
piattaforme tecnologiche «senza lungaggini burocratiche». Per i
deputati, infine, è necessario migliorare il collegamento in rete
fra gli esistenti istituti comunitari preposti alla protezione degli
animali prima di insediare un ulteriore istituto comunitario per la
protezione degli animali Background - discussioni al Consiglio dei
Ministri Lo scorso mese di giugno, i Ministri dell´agricoltura
dell´Ue hanno avuto uno scambio di opinioni sulla comunicazione
della Commissione e preso atto delle conclusioni della Presidenza
che sintetizzano i principali punti emersi dalla conferenza sul
benessere degli animali tenutasi a Bruxelles il 30 marzo 2006. Le
conclusioni della Presidenza insistono in particolare sulla
creazione di una rete di istituti e laboratori scientifici europei
competenti in materia di benessere degli animali, sottolineano la
necessità di una valutazione d´impatto e rilevano l´opportunità che
l´esigenza di legiferare si basi sui risultati di studi scientifici
validi, che ne dimostrino la necessità e la fattibilità. E´ inoltre
considerata altamente prioritaria la definizione di indicatori
obiettivi e misurabili del benessere degli animali. È previsto anche
che la Commissione esplori eventuali opzioni per un sistema di
etichettatura sul benessere degli animali a livello dell´Ue. Le
conclusioni sostengono infine il reciproco riconoscimento di norme
sul benessere degli animali a livello multilaterale e su scala
mondiale. .
---------------------------------------------------------------------
-----------
MARKET PRESS
17 OTTOBRE 2006
APASSIONATA, IL PIÙ FAMOSO GALÀ EQUESTRE D'EUROPA, APPRODA
FINALMENTE IN ITALIA
Milano, 17 ottobre 2006 - In occasione di questo sensazionale
debutto italiano lo show si fa ancora più coinvolgente perché
arricchito da nuove coreografie, costumi e scenografie d'eccezione,
giochi di luce impreziositi da straordinari effetti speciali, il
tutto accompagnato da musiche eseguite da artisti e cantanti dal
vivo. Apassionata è uno spettacolo avvincente e allo stesso tempo
poetico, in cui il pubblico ha l'occasione di conoscere e apprezzare
le più rinomate razze di cavalli del mondo che daranno mostra della
loro eccezionale destrezza, resa ancora più impeccabile dai loro
valorosi cavalieri che li addestrano con grande maestria. Lo
spettacolo rende omaggio alle più rinomate razze di cavalli del
mondo con il nuovo spettacolo dal titolo "Hommage". Lo show racconta
della magica intesa che esiste tra uomini e cavalli e del ruolo che
questi fantastici animali hanno avuto nella storia e nel mondo:
attraverso diversi numeri il pubblico è accompagnato in un viaggio
che lo porta attraverso le diverse culture del mondo e attraverso i
diversi legami che nei secoli hanno unito uomini e cavalli. Lo
spettacolo, grazie alla formula di grande successo che lo ha
caratterizzato fin dalla sua nascita, unisce l'arte dell'equitazione
a momenti di grande emozione e a colpi di scena spettacolari.
Apassionata è uno spettacolo adatto a tutta la famiglia, adulti e
bambini, uno spettacolo per gli appassionati di cavalli, ma anche
per coloro che invece vi si avvicinano per la prima volta. Molti i
numeri che avvinceranno il pubblico. Il campione del mondo in "trick
roping" mostra l´arte del lancio del lazo a cavallo, accanto e sopra
il fedele destriero, il corriere postale del selvaggio west corre
attraverso la prateria inseguito dai cowboy, impetuosi cascatori
affascinano il pubblico attraverso un´ardita battaglia a cavallo
mentre agili cavalli arabi, i "figli del deserto", giocano con il
fuoco mentre un demoniaco cavaliere osa cavalcare fra le fiamme. I
pregevoli cavalli Lusitani provenienti dal Portogallo mostrano
l´arte dell´Alta Scuola. Gli impavidi cavalieri spagnoli con i loro
cavalli andalusi mostrano l´arte della garrocha e hanno la meglio su
di un toro selvaggio; i mistici cavalli islandesi sfidano geyser
zampillanti e lava eruttante in una pista trasformatasi per
l'occasione in un mare nordico. Molte di queste meravigliose ed
avvincenti ambientazioni rendono Apassionata un´esperienza
indimenticabile. Partecipano al programma italiano di Apassionata
grandi cavallerizzi di fama internazionale che coltivano con
orgoglio le tradizioni equestri dei loro paesi, ricordiamo fra tutti
il "grand seigneur" del mondo lusitano: Luis Valenca. Si esibiranno
inoltre il campione del mondo in carica nelle cinque andature (ambio
e tolt), Styrmir Arnason, il campione spagnolo di Doma Vaquera,
Sebastian Fernandez, ed anche il campione di cutting, Jörg
Pasternak. Www. Apassionata. It www. Ticketone. It info@mazdapalace.
It . .
---------------------------------------------------------------------
-----------
LIBERO
17 OTTOBRE 2006
La bistecca? Si produrrà in laboratorio
ALESSANDRO GIORGIUTTI
Ricetta per coltivare una bistecca (in laboratorio). Prelevare dal
muscolo di una mucca alcune cellule, metterle in un terreno di
coltura per farle moltiplicare, infine estrarle per farne un
appetitoso hamburger. Che non sia una prospettiva fantascientifica,
lo suggerisce il fatto che i Paesi Bassi hanno finanziato con due
milioni di euro un progetto di ricerca presentato dalle università
di Eindhoven, Utrecht e Amsterdam. Un programma che Henk Haagsman,
uno dei responsabili, riassume ottimisticamente così: «Fra sei anni
potrebbe esser pronta la carne trita per ragù, pizze e salsicce». I
problemi da superare sono soprattutto due. In primo luogo, la
consistenza di questa carne coltivata: simile a quella di un budino
gelatinoso dall'aspetto poco invitante. Questo perché, prive di
stimoli, in un laboratorio le cellule muscolari (miociti) non
riescono a svilupparsi in miotubuli. L'altra difficoltà consiste nel
cercare un terreno di coltura appropriato. I ricercatori utilizzano
il siero fetale estratto direttamente dai bovini. Ma il suo prezzo
elevatissimo (costa 170 milioni di dollari al litro) ne rende
impossibile l'impiego su scala industriale. Ma quali sono i vantaggi
di questo metodo? Ridurrà i costi ecologici dell'allevamento,
sostengono i suoi fautori. Che ricordano come per produrre con i
metodi tradizionali 1 kg. di proteine animali sono necessari dai 3
ai 10 kg. di proteine vegetali e circa 15 metri cubi d'acqua: un
dispendio di risorse notevole, se considerato in rapporto
all'aumento progressivo della domanda globale. Certo è che questa
strana carne, ottenuta senza sopprimere alcun animale, sarebbe in
grado di accontentare anche i vegetariani.
---------------------------------------------------------------------
-----------
LIBERO
17 OTTOBRE 2006
AMORE A 4 ZAMPE
La "dolce morte" per un cane La mia canzone più commovente
Oscar Grazioli
MILANO Il mondo musicale è pieno di canzoni che parlano d'amore, di
donne (o d'uomini) belle, brutte, gelose, avide, buone, cattive,
sante e puttane. Milioni di canzoni ci parlano del ricordo d'un
amore. Pochissime sono dedicate al ricordo di un cane. Esce in
questi giorni l'ultimo lavoro di Enrico Nascimbeni, ex giornalista
di vaglia, ora approdato all'arte di scrivere testi e dipingerli con
il pennello delle sette note. Poeta maledetto Nascimbeni, senza dio
e alla ricerca di dio, vittima di una vita di amori a breve
scadenza, astemio, insofferente, incorreggibile nottambulo,
egocentrico, fragile, bambino sognatore a oltranza, uomo...
S'intitola "Male di amare" e una delle canzoni che colpisce
maggiormente, per la sua intensità, è "Tatù (C'è un posto...), pezzo
buttato giù tra le lacrime, dopo la morte del suo vecchio cane,
pezzo che fa venire le lacrime e chi ha veramente avuto un cane.
Enrico, parlaci del tuo rapporto con i cani. «Il primo cane che mi
ha voluto conoscere si chiamava Isidora. Mi ha seguito a una fermata
della metropolitana di Milano. Avevo diciannove anni e gli ho
detto "Va via!", perché mi piaceva troppo, ma mia madre non voleva
cani in casa. Quando ho aperto la portiera della macchina è zompata
dentro. Da lì è nato il mio primo amore con un cane. Per lei sono
andato ad abitare sui Navigli, in una stanza con il cesso fuori. È
poi finita che la mia povera mamma le parlava per ore e le
diceva "Tu sì che mi capisci. Mio figlio no". Forse era scappata da
un circo. Sapeva fare la ruota, l'orologio e il morto, senza averle
insegnato niente. Ha percorso con me molti anni di questa vita, poi
se n'è andata». Ed è arrivato Tatù? «Già, è arrivato Tatù, o meglio
sono andato ad acquistarlo in un allevamento. Era un Husky ed è
arrivato quando ero ancora con la mia prima moglie. Tatù ha
accompagnato diciassette anni della mia vita. È passato attraverso
due divorzi, è passato attraverso diverse fidanzate ed è passato
attraverso il mio cambiamento, dal giornalismo alla musica. Mi è
sempre stato vicino e ha vissuto, certamente soffrendo, in un
appartamento a Milano, ha gioito di vivere gli ultimi anni della sua
vita in campagna. Un giorno si è ammalato gravemente e, in poco
tempo, me lo sono ritrovato nel giardino che ululava senza
coscienza. Facile parlare di eutanasia, ma non riuscivo a decidermi,
quando mi sono ricordato di Claudio, un veterinario con il quale
scambiavo "chiacchiere" musicali attraverso la tastiera del
computer. Gli ho telefonato e lui delicatamente mi ha convinto a
chiamare un collega, con una frase che ricorderò sempre: "Lasciagli
la sua dignità". L'ho fatto, mi è costato moltissimo ed è stata
l'unica volta nella mia vita che dopo un'ora ho scritto la canzone,
con le lacrime che cadevano sul foglio di carta». Ho l'impressione
che qualcosa ti cada anche adesso...? «Sì, è vero, perché negarlo?
Non mi vergogno se piango ancora Tatù. Se qualcuno non lo capisce,
mi stia lontano. Non abbiamo nulla da spartire». Dopo Tatù? «A Tatù,
che stava invecchiando repentinamente, era stato affiancato, già da
due anni, Charles che lo ha fatto ringiovanire e credo gli abbia
regalato due anni di vita. Tatù era, come tutti gli Husky, molto
riservato e malinconico. Questo cucciolotto gli ha regalato una
ventata di vita e di ottimismo». Per quanto riguarda le canzoni
dedicate ai cani tu sei recidivo. «Sì, nel mio cd del 2004, "Le due
anime" c'è la canzone "Il cane che ha visto Dio", ispirata a una
litografia che Buzzati aveva regalato a mio padre, dove si vede un
grosso Bulldog in piazza Duomo. Io ritengo che gli animali siano più
puri degli uomini e ha ragione Paoli quando dice, parlando dei
gatti, che non sanno cosa sono il bene e il male. Vivono d'istinto e
loro sono l'amore puro. Quando ti innamori di una donna all'inizio
il rapporto è animalesco e forse, solo allora puro. Dopo diventa
ragionato». È l'amore che strappa i capelli, come diceva il grande
Fabrizio... «Sì, e alla fine sono molto più santi gli animali degli
esseri umani. Mi piace sapere che, in punto di morte, ogni cane sia
visitato da Dio o Budda o Allah e portato in un posto pieno di ossi
e di cespugli». Altre code in arrivo? «Un bassotto che già dorme tra
me e la mia compagna». Si chiama... «Beh, ehm...Oscar, come te».
Grazie Enrico, per averlo chiamato così. E continua a regalarci
brividi sinceri. Come le canzoni che hai scritto e musicato. «Grazie
a voi, Oscar, tutti e due».
---------------------------------------------------------------------
-----------
LIBERO
17 OTTOBRE 2006
Denuncia della Lav: «Nel Lazio quattro nuovi centri vivisezione
Atri 30 "nuovi" stabilimenti, nati tra il 2002 e il 2005, e
autorizzati dal Ministero della salute ad effettuare test su
animali. Quattro sono nel Lazio. La denuncia è della Lav, Lega anti
vivisezione, che spiega come in Italia muoiano «912.000 animali
uccisi in un anno» proprio per questi
esperimenti. «Complessivamente», prosegue la nota, «i 581
stabilimenti utilizzatori di animali a fini sperimentali sono 61
solo nel Lazio. Peggiora, inoltre, il quadro della sperimentazione
in deroga: sperimentazione su cani, gatti e primati non umani,
utilizzo di qualsiasi specie animale a fini didattici. Senza ricorso
ad anestesia: le autorizzazioni sono aumentate da 113 nel 2004 a 144
nel 2005, in testa Lazio (ben 125), su tutte le altre regioni
italiane. Per legge la sperimentazione in deroga dovrebbe costituire
l'eccezione e non la regola, mentre invece rappresenta circa il 20%
del totale della sperimentazione», dice Roberta Bartocci,
responsabile Lav - vivisezione.
---------------------------------------------------------------------
-----------
Animalieanimali
17 OTTOBRE 2006
Il gatto provoca l'incendio, il cane salva la proprietaria
Waschington - Un gatto ha accidentalmente provocato un incendio in
un'abitazione di Rhine nel Wisconsin; e un cane addestrato ad
assistere la padrona disabile ha permesso ai vigili del fuoco di
arrivare in tempo per salvare la donna.
Entrambi gli animali sono periti nelle fiamme. Lo riferisce la
stampa locale.
L'incendio s'e' sviluppato perche' il gatto aveva rovesciato una
candela. Il cane ha allora aiutato la padrona a raggiungere il
telefono per chiamare soccorso.
La donna, priva di una gamba in seguito a un incidente, ha subito
ustioni di terzo grado alle braccia, ma non versa in pericolo di
vita. E' stata lei a raccontare la dinamica del sinistro, avvenuto
la scorsa notte. (ANSA)
---------------------------------------------------------------------
-----------
TG COM
17 OTTOBRE 2006
Usa, gatto provoca incendio in casa
La padrona viene salvata dal cane
Una donna disabile è stata salvata da un incendio da un cane
addestrato ad assisterla: a provocare il rogo era stato il gatto
della signora, un'americana del Wisconsin, rovesciando una candela.
Il cane, accortosi del rogo, ha aiutato la padrona a raggiungere il
telefono per chiedere aiuto. La donna ha subìto ustioni di terzo
grado a gambe e braccia ma non è in pericolo di vita.Il cane ha
aiutato la donna a raggiungere il telefono per chiamare i soccorsi.
Un intervento tempestivo perché ha permesso ai vigili del fuoco di
Rhine, nel Wisconsin, di arrivare in tempo salvando la donna.E'
stata, poi, proprio la padrona a raccontare l'incredibile
salvataggio. Entrambi gli animali, gatto e cane, sono morti
nell'incendio.
---------------------------------------------------------------------
-----------
Animalieanimali
17 OTTOBRE 2006
Delfino perde orientamento e si infila in porto
Livorno - Un delfino lungo circa un metro e mezzo sta nuotando da
oltre due ore nelle acque portuali di Livorno. Il pesce ha
probabilmente perso l' orientamento seguendo la scia di qualche nave
e si e' ritrovato all' interno della Darsena petroli.
Sul posto e' intervenuta una motovedetta della Guardia Costiera che
sta cercando di spingere verso l' imboccatura nord dello scalo
portuale e farlo nuovamente uscire in mare aperto.
L' animale sembra in buona salute e nuota senza apparenti
difficolta'. (ANSA)
---------------------------------------------------------------------
-----------
Animalieanimali
17 OTTOBRE 2006
Liberazione visoni, mille recuperati, tremila morti
Madrid - Dei 4000 visoni recuperati dopo che ieri un presunto Fronte
di liberazione animale ne aveva liberati oltre 16.000 da tre
fattorie in Galizia quasi 3.000 sono morti.
Il consigliere per l'ambiente galiziano Manuel Vazquez ha
annunciato, citato dai media locali, che sono stati recuperati 4.000
dei circa 6.000 visoni che erano riusciti, dopo aver lasciato le
gabbie, a superare il reticolato esterno e disperdersi nelle foreste
limitrofe.
Dei 4.000 recuperati, ha spiegato Vazquez, il 70% e' stato ritrovato
morto, senza che sia ben chiaro per quale causa. (ANSA)
---------------------------------------------------------------------
-----------
Animalieanimali
17 OTTOBRE 2006
Fucilata contro naturalista in area protetta
Agrigento - Il naturalista Antonio Vanadia ha denunciato ai
carabinieri di essere stato minacciato da un gruppo di bracconieri
che avrebbero sparato verso di lui un colpo di fucile. Secondo
quanto ha raccontato l'ambientalista l'episodio si e' verificato
nella riserva naturale integrale di Torre Salsa, a Siculiana, in
provincia di Agrigento. Vanadia ha dapprima scoperto dei bracconieri
con i quali ha avuto un acceso diverbio. Successivamente - secondo
quanto ha raccontato ai militari dell'Arma - si e' allontanato e, da
una distanza di circa 200 metri, ha cominciato a scattare delle
fotografie. I bracconieri si sarebbero accorti di quanto stava
accadendo e uno di loro ha esploso un colpo di fucile nella sua
direzione, fortunatamente fallendo il bersaglio. I carabinieri hanno
avvito le indagini per risalire agli autori del gesto. (AGI)
---------------------------------------------------------------------
-----------
Animalieanimali
17 OTTOBRE 2006
Cacciatore denunciato da Polizia Provinciale per cinghiali e richiami
Frosinone - Un cacciatore di Frosinone, che aveva ucciso un
cinghiale, e' stato denunciato per bracconaggio, dalla Polizia
Provinciale di Cassino e Sora, che gli hanno sequestrato il fucile,
ed aperto un fascicolo a suo carico presso la Procura di Cassino.
Il fatto e' accaduto nell'ambito delle operazioni antibracconaggio,
nel corso delle quali gli uomini del comandante Massimo Belli hanno
trovato, su segnalazione dei guardiacaccia volontari dell Atc FR 2,
in localita' Facciano di Pignataro Interamna, a sud della Ciociaria,
dei richiami elettromagnetici finalizzati alla cattura di frodo di
allodole, tordi e quaglie.
'L'attivita' di contrasto al bracconaggio - ha detto Belli - non e'
semplice e comporta una presenza costante in un territorio, quello
della Provincia di Frosinone, molto vasto' Secondo il comandante i
risultati sono il frutto, oltre che delle operazioni delle altre
forze di polizia, anche del 'fattivo concorso dei volontari delle
associazioni venatorie, degli Atc FR1 e FR2 e, ovviamente, dei
cacciatori'.
---------------------------------------------------------------------
-----------
Animalieanimali
17 OTTOBRE 2006
Combattimenti cani, dossier alla Magistratura
Milano - Un dossier sui combattimenti clandestini tra cani sara'
consegnato nei prossimi giorni alla magistratura di Milano. Lo fa
sapere l'Associazione italiana difesa animali e ambiente (Aidaa),
che ha raccolto diverse segnalazioni nelle ultime settimane. Da
quanto emerso, a Milano ci sono posti dove si svolgono combattimenti
clandestini tra cani, soprattutto all'interno di campi nomadi e in
aree dismesse, come nella zona di viale Monza. Negli scontri
sarebbero utilizzati cani di grossa taglia, come i pitbull, tenuti
in cattivita' in canili clandestini. Spesso la lotta sarebbe
all'ultimo sangue; in altri casi gli animali verrebbero uccisi alla
fine del combattimento. Secondo il presidente di Aidaa, Lorenzo
Croce, gli incontri "sono gestiti dalla malavita e si tratta di
situazioni pericolose". "Secondo una stima approssimativa - prosegue
Croce - il giro di scommesse clandestine nel Milanese si aggirerebbe
attorno ai 2,5 milioni di euro all'anno". Per altre segnalazioni,
l'associazione consiglia di prendere contatti attraverso il sito
www.aidaa.net o di andare direttamente da carabinieri o polizia.
(AGI)
---------------------------------------------------------------------
-----------
Animalieanimali
17 OTTOBRE 2006
AUSTRALIA: CONTRABBANDO PITONI, 19 IN PACCHETTI SIGARETTE
Responsabile arrestato e condannato a tre anni di reclusione
Un uomo che aveva tentato di contrabbandare in Australia 19 serpenti
vivi nascosti in pacchetti di sigarette e' stato condannato oggi a
tre anni di detenzione, con un periodo minimo di tre mesi prima di
poter chiedere la liberta' condizionata.
Gregory John Comans di 49 anni, padre di tre figli, era stato
arrestato nell'aeroporto di Brisbane nel settembre 2004 dopo il suo
arrivo da Singapore con i pitoni poco piu' che neonati, rinchiusi in
pacchetti di sigarette in un panciotto specialmente confezionato.
Davanti al tribunale distrettuale di Brisbane, l'accusa ha riferito
che a Comans e' stata anche sequestrata valuta straniera, pari a
circa 1560 euro, che aveva ricevuto come compenso per importare i
serpenti. Comans ha ammesso di essere stato avvicinato a Amsterdam
con la proposta di fare da corriere, e si e' dichiarato colpevole di
importazione senza permesso di fauna controllata, un reato punibile
con un massimo di 10 anni di carcere e una multa pari a 66 mila
euro. Il valore dei serpenti non ha potuto essere determinato, ma
l'accusa ha dichiarato che si trattava di specie molto ricercate nel
mercato degli animali da compagnia e che, cosa piu' importante, essi
costituivano una minaccia alla fauna naturale dell'Australia. Nel
pronunciare la sentenza, il giudice Ian Wylies ha dichiarato che
questa dovra' servire come severo avvertimento delle pene cui va
incontro chi fa traffico illegale di fauna.
---------------------------------------------------------------------
-----------
CORRIERE ADRIATICO
17 OTTOBRE 2006
La Tecnovett subentra e chiama "Amici Animali". Resta la ruggine con
il precedente gestore
Iniziato il trasferimento dei randagi dal canile
Osimo (AN) - I randagi osimani riabbracciano i volontari di "Amici
Animali". In questi giorni infatti gli 88 cani del comune di Osimo
stanno lasciando il canile Lilli ed i vagabondi per essere
trasferiti provvisoriamente a Jesi e Ostra, in attesa di ritornare
quando il nuovo canile di Passatempo sarà ultimato. "E' quindi
ufficiale - afferma Manuela Pallotta, presidente dell'Associazione
Amici Animali - che Leonardo Bordi, titolare della Tecnovett, è il
vincitore del nuovo bando di gara emesso dal comune". Il bando
prevedeva fra le altre cose anche l'obbligo di accettare i volontari
che così, dopo una lunga astinenza forzata, potranno finalmente
ripartire con le loro attività finalizzate al benessere degli
animali. Il precedente gestore infatti da oltre 3 mesi non
permetteva più agli "Amici Animali" di prestare servizio in canile
per prendersi cura dei cani. Resta però la tensione. "Nella prima
giornata del trasferimento, Bordi ha portato con sé un veterinario
privato, pagato di sua tasca, perché voleva verificare lo stato di
salute di tutti gli animali prima di inserirli nelle nuove
strutture - racconta Pallotta -. Purtroppo però il gestore di Lilli
ed i Vagabondi si è opposto a questa meritevole iniziativa vietando
l'ingresso allo stesso medico ed anche ad alcuni volontari, che
erano lì per consigliare Bordi su come posizionare gli animali
durante il viaggio e nelle nuove gabbie, per evitare quindi
azzannamenti". Il Coordinamento Associazioni Animaliste delle
Marche, tramite la presidente Anna Maiorani, ha ringraziato il
sindaco Dino Latini "per aver inserito nel bando l'obbligo di
accettare l'associazione Amici Animali", auspicando altresì che "a
livello regionale venga introdotta una norma del genere". Infine, da
registrare la presa di posizione di Tiziana Bordini, presidente
dell'associazione Amici di Felix di Polverigi secondo la quale, nel
corso del trasferimento, è mancata la collaborazione della Asur Zona
7. "Auspichiamo - ha concluso Bordini - che possa invece nascere una
proficua collaborazione".
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL MESSAGGERO
17 OTTOBRE 2006
Le storie che hanno ......
di MAURIZIO COSTANZO
Pavia - Le storie che hanno per protagonisti gli animali, pur se
rare, riscaldano sempre l'anima. A Pavia, di recente è venuto a
mancare un uomo intorno ai 70 anni e la sua morte ha gettato in uno
stato di autentica prostrazione il cane meticcio con il quale
conviveva. La bestiola è andata a cercarlo nei posti che
frequentavano insieme: dall'osteria a una specie di cortile dove
spesso stavano. Poi, facendosi guidare dal fiuto e dall'amore, ha
trovato la tomba dove il padrone era sepolto e quindi tutti i giorni
vi si reca e rimane lì qualche ora.
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL MATTINO CASERTA
17 OTTOBRE 2006
Ferito dai bracconieri il biancone riprende il volo
ILDEBRANDO CAPUTI
Riardo (CE) - Liberato negli spazi della Ferrarelle, nella cornice
del monte Maggiore, uno splendido esemplare di biancone, l'aquila
bianca dei serpenti. Il maestoso animale era stato ferito lo scorso
mese di settembre a Lusciano, colpito (ben 19 i pallini estratti) da
bracconieri senza scrupoli ma fortunatamente subito recuperato dagli
uomini della polizia provinciale. Grazie al tempestivo primo
soccorso effettuato dai volontari della Lipu, le successive cure del
veterinario Gianni Ambrifi (specializzato proprio nella cura degli
animali selvatici) e a ben venti giorni di riabilitazione al volo
presso le strutture della Lipu nel Parco Gaia di Caserta (a cura dei
responsabili del centro, Francesco De Cesare e Tommaso Cavallo),
questo raro uccello riprenderà ora il suo lungo cammino verso le
zone di svernamento africane, per ritornare nuovamente (almeno lo
speriamo) nella prossima primavera nei cieli dell'Alto Casertano.
All'evento erano presenti, tra gli altri, i massimi vertici della
società Ferrarelle Spa, il sindaco di Riardo, Angelo Izzo, il
presidente della Comunità montana «Monte Maggiore» Raffaele De
Marco, l'assessore provinciale al ramo Mimmo Dell'Aquila, il
consigliere provinciale Massimo Visco, il delegato Lipu Campania
Matteo Palmisani, e i coordinatori della futura «Oasi Ferrarelle»,
Giancarlo Izzo e Roberto Pella.
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL MESSAGGERO
17 OTTOBRE 2006
Il canile bloccato dalla burocrazia
OSTRA (AN) - Bloccato per colpa di permessi e autorizzazioni che
attende dal 2003. Nessun canile abusivo dietro la struttura di via
Zoccolanti, vicino al cimitero, controllata la settimana scorsa
dalle guardie zoofile. L'area verde ospiterà una futura "oasi" per
gli amici a quattro zampe ma attende le carte necessarie per
iniziare ad operare. «La nostra attività - spiega Piero
Gianfranceschi, titolare dell'allevamento e pensione per animali da
compagnia - è ferma perché ogni volta ci imbattiamo in cavilli
burocratici che ci tengono in stand-by da tre anni. Per fare le cose
in regola ne abbiamo passate di tutti i colori. Tutta colpa della
mancanza di una normativa che regola il settore. Autorizzazioni che
dovevano essere rilasciate dal Comune venivano passate alla Regione
per il via libera definitivo. Un passaggio in più perché i pareri
erano facoltativi ma non si sa bene perché per me diventavano
obbligatori. Sono perfino stato multato per abuso edilizio solo
perché, avendo dei cani miei, ho costruito dei box e una tettoia per
ripararli. Mi sono preso cura di loro come dice la legge e ho dovuto
sborsare 2 mila euro di ammenda». Comunque, conclude, «salvo
sorprese mi auguro di aprire per la prossima primavera». Mar.Ver.
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL MESSAGGERO
17 OTTOBRE 2006
SCURCOLA MARSICANA
Aveva un'iguana di un metro e mezzo nel giardino: denunciato un
settantenne
di NELLO MAIOLINI
AVEZZANO (AQ) - Un settantenne di Scurcola, che è stato denunciato,
aveva un'iguana lungo circa un metro e mezzo nel giardino che,
ovviamente, aveva messo in allarme i vicini. Nel corso di una
operazione di controllo del territorio, coordinata dal Distretto
forestale di Avezzano, è stata effettuata la scoperta. L'iguana si
aggirava dentro e fuori la proprietà del settantenne creando non
poco allarme tra i vicini. L'iguana è stato sequestrato ed il
proprietario è stato deferito all'autorità giudiziaria per mancanza
della necessaria certificazione Cites (convenzione internazionale di
Washington che tutela le specie animali e vegetali in via di
estinzione). L'animale è stato poi trasportato al centro Cites del
Corpo forestale dello Stato di Pescara per i necessari accertamenti
e verifiche di rito, sia zoologiche (per l'identificazione della
specie) che amministrative.
Nel corso della medesima operazione, e della successiva
perquisizione, al "proprietario" dell'iguana è stata sequestrata
anche una doppietta con cani esterni non denunciata, una cartuccia
da guerra, nonché una pelle di tasso, del cui possesso il
proprietario non ha saputo fornire una idonea giustificazione
(trattandosi di specie non cacciabile e tutelata dalla legge). Oltre
al settantenne è stato denunciato un nipote di 43 anni sospettato di
essere il "fornitore" dell'iguana nonché della pelle del tasso.
---------------------------------------------------------------------
-----------
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO BRINDISI
17 OTTOBRE 2006
Ettore Barbarino era il benefattore dei randagi
Un aneurisma ha stroncato l'uomo che tanto amava i cani
È morto l'uomo che amava i cani. Ettore Barbarino, nativo del
tarantino, aveva solo 64 anni. Un aneurisma all'aorta, trascurato
per anni, l'altra notte, lo ha stroncato mentre, ricoverato in
ospedale, in preda a forti dolori, era in attesa di essere operato.
Il suo era un caso disperato. I medici non avevano dato molte
speranze ai familiari. Troppo tardi per intervenire, ma avrebbero
tentato l'impossibile. Barbarino era malato da una decina d'anni.
Non si era mai curato per non sottrarre denaro all'acquisto di
croccantini per i suoi cani. Con un sorriso luminoso sul viso
smunto, ripeteva a chi si mostrava preoccupato per la sua
salute: «Sto bene, a me non manca nulla, devo pensare a loro che non
hanno nessuno». Ne ha salvati tanti. Dalla pioggia, dalla fame,
dalle sevizie. In città, per tutti, era il benefattore delle bestie
senza dimora e padrone. Randagi come lui. Ma meno fortunati, perché
lui una cuccia ce l'aveva: un monolocale di venti metri al civico 4
di viale Arno, che divideva con tre suoi fedeli amici: un Yorkshire
e due bastardini. Ettore preferiva digiunare piuttosto che far
mancare il cibo al suo piccolo esercito di zingari a quattro zampe,
sparsi nei quartieri della città. In luoghi di cui lui solo e pochi
altri erano a conoscenza. Si arrampicava sugli specchi per
racimolare i soldi per la dose quotidiana di croccantini. Non è mai
mancato a quell'appuntamento. Lavorava anche di notte senza
risparmiarsi, se necessario, per procurare il sostentamento ai suoi
animali. Non voleva che vivessero di stenti. Li nutriva e li curava
portandoli anche dal veterinario. La sua Uno bianca era una
medicheria ambulante. Oltre che un serbatoio infinito di cibo e
farmaci per quando si ammalavano. Li amava sopra ogni cosa. Erano la
sua famiglia. Anche se di figli ne aveva una bella cucciolata:
quattro. Tutti lontani, a Palagiano. Ma loro erano grandi ormai,
avevano meno bisogno di lui di quelle povere bestiole. Era quello
che credeva lui. Non riesce a contenere le lacrime Patrizia, la
maggiore, mentre parla del padre. Con lei c'era un legame speciale.
Un uomo mite, animato da una grande passione per Totò (nella sua
stanza sono state trovate decine e decine di cassette dei suoi film,
molte in copia) che non esitava a scontrarsi con il Comune e la Asl
perché le iniziative a favore dei suoi amici, fossero illuminate e
coraggiose. Non era uomo di mediazioni. Sempre pronto a sfoderare
le «pistole» per difendere i suoi amici. All'epoca della separazione
dalla moglie aveva deciso di cambiare vita ed anche città. Si era
così trasferito nel capoluogo del Brindisino nella speranza di
trovarvi quel calore che a Taranto gli era mancato. La sua Uno
bianca era anche una bancarella ambulante. Sempre pronta a tirare
fuori panini e bibite come conigli dal cilindro di un mago. Ettore
non se n'è andato. Il suo atto d'amore ha contagiato. Rivive nella
dedizione di un gruppo di giovani che prenderanno il suo posto e
proseguiranno sul sentiero tracciato da un semplice, grande uomo.
Valeria Arcangeli
---------------------------------------------------------------------
-----------
ANSA AMBIENTE
16 OTTOBRE 2006
ANIMALI: NIGERIA, IN TAVOLA ARRIVANO PITONI E COCCODRILLI
ROMA, 16 ott - Scimmie, cercopitechi e istrici non abbondano piu'
come una volta. Allora sui banchi dei mercati della Nigeria la dieta
si arricchisce di altre specie, dal pitone gigante al
camaleonte. ''La caccia di questi animali causa un fortissimo
prelievo delle risorse naturali, in un Paese di 150 milioni di
abitanti sotto pressione per la deforestazione'' spiega un
ricercatore italiano, Luca Luiselli, che insieme a studiosi di
diverse universita' nigeriane ha cercato di comprendere la natura
del problema, in particolare quello del consumo di rettili e anfibi
nella Nigeria sud orientale. Le conclusioni sono state presentate
nel corso dell'ultimo congresso nazionale della Societas
Herpetologica Italica, che si e' volto a Roma, al quale hanno
partecipato centinaia di esperti, italiani e stranieri, in anfibi e
rettili. La questione, in un Paese cosi' densamente popolato, con
citta' da un milione di abitanti come Port Harcourt o Calabar, e'
quella della conservazione delle specie. In vetta alla classifica di
gradimento dei mercati nigeriani finiscono infatti anche animali a
rischio di estinzione, come coccodrilli e testuggini. In tavola i
preferiti sono il coccodrillo nano, il coccodrillo del Nilo, il
varano, il pitone gigante o la vipera gigante. ''Il coccodrillo nano
e' il piu' comune nei mercati locali, viene usato per la carne e il
cuoio - dice Luiselli - . Si tratta pero' di una specie che a
livello mondiale e' tra quelle minacciate, ma che essendo tipica
della foresta centroafricana, proprio in Nigeria si riesce a
trovare. In pericolo, dato lo sfruttamento nel giro di pochi anni,
saranno anche le testuggini - spiega il ricercatore - commerciate in
grandi quantita', sia quelle palustri sia quelle terrestri. Sono
animali che resistono a lungo senza mangiare e non sono
pericolosi''. Il destino della testuggine, alla fine, e' solo uno:
finire in brodo. A fare loro compagnia sono spesso anche altri
rettili, di certo piu' pregiati: ''Un pranzo a base di pitone puo'
costare tra i 20 e i 30 dollari - racconta Luiselli - che insieme al
coccodrillo e' tra le specie piu' ricercate. Questi, come altri
animali, vengono cacciati a scopo alimentare, ma anche per riti di
magia tradizionale, come trofei o medicine''. Del serpente insomma,
come per il maiale dalle nostre parti, non si butta via
nulla. ''Anche per testa o coda un'acquirente si trova sempre -
spiega Luiselli - Una pelle di un pitone gigante, che puo' arrivare
a 8 metri di lunghezza ed e' di colore marroncino con macchie di
forma variabile, viene esposta nelle case come in Europa si
esporrebbe la testa di un cervo. Le specie di serpente non velenose
diventano cibo mentre quelli velenosi, come il cobra e le vipere
giganti, ad esempio la vipera del Gabon, sono utilizzati anche per
la medicina tradizionale''. Per i venditori dei banchetti che
offrono queste specialita' lungo le strade, spesso vicino il fiume,
non esiste prezzo fisso, si mercanteggia sempre. I meno pregiati
sono i camaleonti. ''Un camaleonte puo' costare anche 30 centesimi e
vengono utilizzati o essiccati o polverizzati: usati nelle minestre,
ma anche in caso di malattie respiratorie''.
---------------------------------------------------------------------
-----------
VARESE NEWS
16/10/06
Valceresio - La denuncia è della Lida che parla di «deportazioni».
La comunità montana replica:«I cani vengono portati a Uboldo e solo
dopo 20 giorni possono essere spostati»
«I randagi della Valceresio finiscono a Pavia»
provincia di Varese - La Lida, lancia l'allarme per i proprietari di
cani di Besano, Bisuschio, Brusimpiano, Cuasso al Monte, Porto
ceresio, Saltrio e Viggiù: attenti all'accalappiacani in Valceresio,
potreste ritrovare il vostro cane a più di 100 km di distanza.
Questi comuni, infatti, hanno delegato alla comunità montana della
Valceresio il servizio di cattura dei cani randagi; l'ente ha
indetto una gara d'appalto vinta da una società di Parona Lomellina
in provincia di Pavia la quale ha anche un canile ad Uboldo, in
provincia di Varese.
Secondo la Lida i cani catturati verrebbero dapprima portati nel
canile di Uboldo e, dopo venti giorni, trasferiti a Parona
Lomellina. La Lida si chiede come sia possibile che un cane di
Bisuschio possa finire così lontano e a dare una risposta è Mauro
Bottigelli, consigliere nazionale della Lida: «Il business dei
canili d´oro sta diventando una piaga per il nostro Paese - spiega
Bottigelli - si offre un prezzaccio pur di vincere l´appalto ma poi
i cani si portano lontano così difficilmente si ritrovano e i comuni
pagano salato, nel tempo. L´illusorio risparmio iniziale diventa
perdita mentre gli sventurati che non vedranno più il cane rientrare
non sapranno dove andarlo a cercare, alla faccia della prevenzione
del randagismo».
A questa versione risponde con fermezza la comunità montana
Valceresio tramite Marco Basile, responsabile del servizio
finanziario: «E' provato che se un padrone perde il proprio cane
entro 48 massimo 72 ore lo ritrova recandosi presso le strutture
attrezzate come i canili - spiega Basile - dunque i 20 giorni
richiesti da contratto per mantenere il cane nella struttura di
Uboldo sono a nostro giudizio sufficienti». In pratica se dopo 20
giorni nessuno torna a recuperare il cane lo si considera randagio o
abbandonato. «Nel bando di gara per il canile abbiamo richiesto che
il canile fosse nell'arco di 45 km dalla Valceresio e quello di
Uboldo rientra nel chilometraggio - continua Basile - e sempre nella
gara d'appalto è stato previsto che i cani per 20 giorni non possono
muoversi da quel canile. In seguito può avvenire, se necessario, lo
spostamento in altre strutture sempre segnalando lo spostamento del
cane al comune di provenienza».
Per gli animalisti della Lida, però, si tratta di "deportazioni" e
di logiche economiche che vanno a sostituirsi a quella del rispetto
dell'animale. «In Valceresio ci sono associazioni che farebbero lo
stesso servizio del canile della Lomellina e allo stesso prezzo»,
conclude Bottigelli. L'unica certezza è che per i cinofili della
Valceresio sarà meglio assicurarsi che il cane non possa scappare
perchè se non saranno 100 i km da fare per recuperare la bestiola, i
43 che dividono Uboldo dalla Valceresio saranno assicurati.
---------------------------------------------------------------------
-----------
IL CITTADINO (BASSO LODIGIANO)
16/10/2006
Tre asini in mezzo al traffico della statale: è paura nella Bassa,
sfiorato il pericolo
Somaglia (LO) - Tre asini in fuga. Non è il titolo di un film, ma
quanto si è verificato nel primo pomeriggio di ieri a Somaglia,
lungo la statale 126. Nella zona che incrocia la strada bassa per
Casale, i tre ciuchini sono riusciti ad evadere dal recinto e a
provare la fuga. I contorni ilari della vicenda non potevano però
far dimenticare il pericolo che sia i tre animali che gli
automobilisti di passaggio potevano correre. Immediatamente sono
stati allertati vigili del fuoco e carabinieri, ma prima dell'arrivo
delle forze dell'ordine, il proprietario è riuscito a riprendere i
simpatici asinelli, riconducendoli all'interno del loro serraglio.
---------------------------------------------------------------------
-----------
Valenza.it
12/10/2006
Alessandria, cagnolino gettato dal quarto piano.
Alessandria - E' successo qualche sera fa, un cucciolo è stato
gettato dal quarto piano di un'abitazione al rione Cristo. Alcune
persone che abitano nella palazzina di via Dangennes hanno sentito
un tonfo e visto una chiazza di sangue sulla strada.
Quando la polizia è arrivata il cucciolo era ancora in vita, il
convivente della donna che aveva gettato giù il cane ha portato
l'animale in una clinica veterinaria dove è stato salvato e curato.
Il cane era poi stato stato affidato dai suoi stessi proprietari ad
un'altra famiglia ed è in buone condizioni.
Ora gli ex proprietari rischiano una denuncia penale per
maltrattamenti.
NEWSLETTER STRAORDINARIA OIPA DEL 20 OTTOBRE 2006
CIRCO A SACILE: IL COMUNE CI RIPENSA, VIA AL PRESIDIO
Lunedì 16 ottobre, la sezione dell'OIPA di Pordenone ha inviato una
richiesta al Sindaco di Sacile (PN) e alla Polizia Municipale,
completa di fotografie dell'orso polare e della lista di circa 100
firme di persone (raccolte ai tavoli informativi che l'OIPA
organizza nei vari comuni limitrofi) che sostengono la causa degli
animali, di negare il permesso per lo spettacolo del Circo di Vienna.
Inizialmente il Comune aveva risposto all'OIPA di aver negato il
permesso, a causa dell'assenza di un luogo pubblico adeguato (è
stato detto che il terreno adiacente il Polisportivo è privato) e la
Polizia Locale ci ha informato telefonicamente che aveva fatto avere
al Circo la notifica di sgombero. Infatti il tendone del Circo fino
a Mercoledì non era montato.
Oggi, 19 ottobre, abbiamo appreso del dietro front del Comune di
Sacile che, dopo aver interpellato la Commissione per gli
Spettacoli, ha preso la decisione di concedere il permesso al circo.
Pertanto la sezione dell'OIPA di Pordenone ha deciso di aderire al
presidio organizzato dall'Associazione 100% Animalisti davanti al
circo di Vienna, che ricordiamo detiene animali come: l'orso polare,
l'orso bruno, una decina di tigri, un lama, un dromedario, una
zebra, un bue, alcuni struzzi e diversi cavalli.
L'appuntamento è per Sabato 21 ottobre alle ore 20:00 a Sacile (PN)
di fronte al tendone del Circo.
Leggi la notizia alla pagina
http://www.oipaitalia.com/notizie/circo/sacile.htm
OIPA Italia Onlus
Organizzazione Internazionale Protezione Animali
ONG affiliata al Dipartimento della Pubblica Informazione dell'ONU
Via Passerini 18 - 20162 Milano - tel/fax 02 6427882
info@...
www.oipaitalia.com
NEWSLETTER OIPA DEL 19 OTTOBRE 2006
REALITY CIRCUS E WILD WEST CHIUDONO IN ANTICIPO
Speriamo faccia riflettere le varie produzioni televisive il fatto
che gli unici reality in crisi di ascolto siano stati proprio quelli
in cui erano presenti gli animali.
Reality Circus, la trasmissione di Canale 5 condotta da Barbara
D'Urso, ha chiuso prima del previsto a causa degli scarsi risultati
di ascolto.
Quello di Canale 5 si è rivelato un vano tentativo di rilanciare uno
spettacolo, come quello del circo con animali, altamente
diseducativo, anche per i bambini, che lo vedono come una vera e
propria sopraffazione del più forte nei confronti del più debole,
dell'uomo sugli animali.
Ricordiamo che il circo con animali è sovvenzionato col denaro
pubblico: se non fosse per le sovvenzioni dello Stato infatti molti
circhi avrebbero già chiuso i battenti, a causa degli scarsi incassi.
Anche su RAI 2 hanno dovuto interrompere la trasmissione serale del
reality "Wild west" a causa delle numerose proteste e degli scarsi
ascolti TV.
L'invito dell'OIPA di NON guardare questi programmi spazzatura, di
boicottarli il più possibile e di firmare i nostri appelli on line,
si è dimostrato ancora una volta vincente.
Leggi la notizia alla pagina
http://www.oipaitalia.com/notizie/circo/reality.htm
REVOCATA L'AUTORIZZAZIONE AL CIRCO DI VIENNA A SACILE
La sezione di Pordenone dell'OIPA, insieme ad altre associazioni
animaliste, aveva organizzato un presidio di protesta davanti
all'ingresso del Circo di Vienna a Sacile (PN), come già fatto in
occasione degli spettacoli di San Vito al Tagliamento.
L'OIPA ha chiesto ufficialmente al Comune di Sacile che il permesso
al Circo di Vienna venisse negato.
Il 18 ottobre la Polizia Locale di Sacile ha comunicato all'OIPA la
decisione da parte del Comune di revocare l'autorizzazione allo
spettacolo circense.
Un'altra grandiosa vittoria nella lotta per i diritti degli animali!
Leggi la notizia alla pagina
http://www.oipaitalia.com/notizie/circo/sacile.htm
Ricordiamo che l'OIPA ha lanciato una campagna per chiedere al
Governo il divieto di impiego di animali nei circhi unitamente a
sostegni economici e interventi di comunicazione a favore dei nuovi
spettacoli senza animali.
Firma la petizione on line alla pagina
http://www.oipaitalia.com/circo.html
SALVIAMO LA "BOZA" UNA DELLE AREE NATURALISTICHE PIÙ IMPORTANTI DEL
VARESOTTO
L'11 ottobre 1998 il comune di Cassano Magnano istituì ufficialmente
l'oasi Boza, un'area di interesse naturalistico sorta in una ex cava.
Da allora, sino al 2004, per far conoscere alla cittadinanza
l'importanza dell'area sono stati effettuati studi scientifici,
realizzate strutture per facilitarne la fruizione (ponticelli,
passerelle, pannelli didattici, capanno) ed organizzati numerosi
eventi-natura, rivolti soprattutto alle scolaresche.
Nonostante ciò, e sebbene questa fosse ormai riconosciuta in tutta
la provincia di Varese per l'eminente ruolo pedagogico,
naturalistico e conservativo, da circa due anni, l'attuale
Amministrazione Comunale di Cassano Magnano, ha abbandonato l'oasi a
se stessa, condannandola all'incuria e al degrado: ponticello
crollato, passerelle marce e pericolanti, pannelli didattici rotti,
cartelli coperti da vernice o sbiaditi, capanno con scritte poco
consone al luogo, rifiuti abbandonati e ambrosia che cresce
indisturbata.
Legambiente, LIPU e OIPA hanno presentato al Comune e ai Gruppi
Consigliari una Mozione per il recupero dell'Oasi Boza e una
petizione rivolta al Sindaco.
Firma la petizione on line alla pagina
http://www.oipaitalia.com/appelli/oasi_boza.htm
CONTRO LE UCCISIONI DEI RANDAGI IN RUSSIA
L'associazione russa "Baltic Animal Care", non-governmental animal
rights organization, è entrata in contatto con l'OIPA per chiedere
di unirsi a loro nella campagna internazionale per protestare contro
le uccisioni dei randagi.
Le autorità di San Pietroburgo stanno uccidendo cani e gatti randagi
usando il dithylinum il quale provoca una morte atroce per asfissia.
Firma la petizione on line alla pagina
http://www.oipaitalia.com/appelli/randagismo_russia.htm
SMASCHERIAMO LA VERA CRUDELTÀ CHE SI CELA DIETRO LA CORRIDA
Sabato 14 ottobre nella trasmissione condotta da Fabio Fazio "Che
tempo che fa", in onda su RAI 3, si è parlato ancora una volta di
corrida.
L'anno scorso Gianni Clerici e Rino Tomasi, che fanno parte di un
circolo pro taurino, erano già stati insieme da Fazio ed avevano
fatto della corrida la solita descrizione di lotta del bene contro
il male, di coraggio del torero, ecc.
Questa volta Fazio ha avuto come ospite Gianni Clerici che non ha
perso l'occasione di parlare nuovamente di corrida, il tutto senza
contraddittorio.
Interveniamo numerosi per chiedere un dibattito fra anti e pro
corrida per smascherare quello che si cela realmente dietro la
corrida.
Firma la petizione on line alla pagina
http://www.oipaitalia.com/appelli/corrida_clerici.htm
Ricordati di firmare tutti gli altri appelli e le petizioni delle
campagne OIPA sul nuovo sito
www.appelliperglianimali.it
Bastano pochi minuti che possono essere sufficienti per contribuire
a salvare la vita di numerosi animali!
OIPA Italia Onlus
Organizzazione Internazionale Protezione Animali
ONG affiliata al Dipartimento della Pubblica Informazione dell'ONU
Via Passerini 18 - 20162 Milano - tel/fax 02 6427882
info@...
www.oipaitalia.com
Qualche giorno fa ci avevano segnalato il caso di una "festa" con
albero
della cuccagna in un Comune in provincia di Pordenone, San Quirino,
in
cui i "premi" attaccati all'albero sono animali uccisi
appositamente.
Tra l'altro uccisi non si sa come. E i concorrenti fanno strazio del
corpo dell'animale cercando di tirarlo giu' dall'albero.
Questo e' avvenuto domenica scorsa, 15 ottobre (ma avviene ogni
anno), e
lunedi' mattina c'erano ancora una gallina e un coniglio appesi a
testa
in giu' all'albero della cuccagna!
I giornali locali stanno parlando dell'argomento e della protesta
animalista, quindi e' importante scrivere per esprimere la propria
opinione e far riflettere sull'argomento, in modo che magari l'anno
prossimo questa orribile festa non si faccia piu', o venga
modificata
per escludere queste uccisioni.
Scriviamo tutti per protestare contro questa usanza crudele al
Sindaco e
ai giornali!
Sindaco:
segreteria@...
Messaggio-tipo (importante personalizzarlo!):
--------------------------
Egregio signor sindaco,
mi unisco alla protesta contro la condannabile tradizione
dell'albero
della cuccagna con cadaveri di animali appesi. Vi chiedo di adeguare
la
vostra festa tradizionale a dei valori di civilta' e giustizia, e di
evitare crudelta' e uccisioni inutili, fatte per divertimento.
Distinti saluti,
... nome cognome ...
--------------------------
Se avete scritto un messaggio personale, oppure volete scriverne uno
apposta per i giornali, per favore scrivete anche qui:
pordenone@..., pordenone@...
Ma NON mandate ai giornali il messaggio-tipo. Grazie.