Muri puliti, strade sporche di sangue
Un ragazzo di origine cingalese si trova in coma in seguito ad una
grave ferita alla testa
causata da un colpo di pistola esploso da un agente della polizia
locale di Como che lo
aveva fermato. Il vigile urbano appartiene ad una squadra speciale
anti-graffiti fortemente
voluta dal sindaco Bruni.
Il continuo aumento, recentemente accellerato, di vigili, vigilantes,
guardie giurate
(tutti armati) ha cosi' provocato l'ennesima vittima di questo clima
da caccia alle streghe
in cui le "forze dell'ordine" si sentono autorizzate a qualsiasi
gesto in nome della sicurezza,
appoggiati in questo da sentenze che sembrano legittimare ogni loro
azione (ultimo esempio
la sentenza sui fatti del San Paolo).
E' da anni che l'emergenza sicurezza satura le cronache locali e
nazionali. Un termine che,
mutuato dalle logiche dell'estrema destra americana (vedi Rudolph
Giuliani) assume sempre
più i contorni di una situazione gestibile attraverso la
militarizzazione sicuritaria della società.
Il patto sociale del 900, basato su di un concetto di sicurezza
inteso come un insieme di
istituti di protezione sociale, si è rotto.
Oggi destra e sinistra rincorrono il paradigma sicuritario della
destra estrema statunitense,
che vede i "diversi" come feccia da spazzare via. Con ogni mezzo.
Anche con le pistole.
In questo modo immigrati, barboni, writer, occupanti di case,
diventano il nuovo target
dell'ansia di sicurezza, il nuovo nemico da abbattere per rendere le
strade "sicure".