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cultura e società: La globalizzazione è una forma di imperialismo   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #259 di 1143 |


La globalizzazione è una forma di imperialismo e risale all'epoca delle crociate

LaRouche denuncia il "democratico" Rohatyn

Nella trasmissione su internet del 27 aprile un
senatore democratico ha rivolto a LaRouche una domanda
su Felix Rohatyn: "Mr. LaRouche, lei ha fatto
recentemente dei commenti molto duri sul conto di
Felix Rohatyn e sulla sua proposta riguardante le
infrastrutture. Chi è a favore di tale programma
spiega che in realtà si tratta di una partnership tra
pubblico e privato, che in fondo non differisce
dall'Alleanza dei produttori che fu promossa da
Franklin D. Roosevelt. Ritengo della massima
importanza che lei spieghi la differenza tra la
proposta di cui lei è promotore e quella promossa da
Rohatyn, giacché sono convinto che siano molti coloro
che non afferrano quale sia la differenza.

LaRouche: "In primo luogo è Rohatyn stesso che dice di
contare sui creduloni, gente che crede che lui sia
innocuo. Quindi, in primo luogo non siate dei
creduloni.
"Ciò che Rohatyn dice, in pubblico, rivolgendosi a
persone che conosco, più o meno è questo: 'Ormai i
complessi internazionali, i giganti della finanza,
sono più potenti dei governi. Per questo motivo a
governare il mondo dovrebbero essere questi potentati
finanziari, e non i governi'.
"Si tratta evidentemente di un concetto medievale,
quello del sistema ultramontano o dei banchieri
lombardi che provocarono il tracollo del XIV secolo,
la nuova epoca buia. È un concetto che comporta la
fine dell'autorità dei governi, come questo sta già
accadendo, sul piano internazionale, e si chiama
globalizzazione.

"La globalizzazione è una forma di imperialismo. È
qualcosa che si rifà all'epoca medievale, alleanza dei
crociati normanni e dei banchieri veneziani con la
loro Lega Lombarda. È questo quello che vogliamo?
"Un aspetto interessante di ciò allora fu l'odio
religioso. Le crociate furono un sistema di odio
religioso, e finirono perché quel sistema finì in
bancarotta. Ma poi tornarono alla ribalta, nel 1492,
con l'espulsione degli ebrei dalla Spagna, ad opera
del Grande Inquisitore, in un processo che era già
iniziato nel 1480, un processo che produsse i
conflitti di religione che si protrassero fino al
1648, coinvolgendo tutta l'Europa, fino al Trattato di
Westfalia. L'Europa fu rovinata oltre ogni
immaginazione da quei micidiali conflitti di
religione.
"Fu così che l'Europa fu straziata dai crociati, che
altro non erano che la teppaglia fascista dell'epoca,
reclutata come fa oggi la Halliburton. Eserciti
privati messi assieme al soldo dei banchieri veneziani
per condurre le crociate, per massacrare le
popolazioni islamiche o di altre religioni, e talvolta
anche gli stessi cristiani. Questo è il sistema che
Rohatyn rappresenta.
"Ricordiamo inoltre che Rohatyn è un protetto della
Lazard Frères. Attraverso ambienti francesi è
collegato a coloro che sostennero Hitler. Lui stesso
ha fatto carriera nella Lazard ed ha finanziato e
organizzato i finanziamenti per portare al potere un
regime fascista, quello Pinochet in Cile, e quegli
altri ambienti estremistici della destra in America
Latina."

Con questo LaRouche ha rilanciato una campagna che a
detta di alcuni esperti sta proprio "lasciando il
segno", in particolare nel partito democratico, che è
a corto di denaro ed è molto tentato dai banchieri di
questo tipo.

Portabandiera sinarchista

Un esperto di Washington aveva confidato giorni prima
ai giornalisti dell'EIR che Rohatyn è "davvero
irritato" dalla campagna di LaRouche che denuncia
tutto l'apparato che Rohatyn rappresenta. Secondo
l'esperto, "Rohatyn è giunto ad assumere un ruolo
importante nell'apparato sinarchista nel corso degli
ultimi dieci anni [in particolare da quando è stato
ambasciatore in Francia]. Con lui LaRouche colpisce il
tallone di Achille dell'intera macchina sinarchista
francese: la dipendenza di questi sinarchisti dal
denaro pubblico".
Sinarchismo, come abbiamo spiegato più volte, è il
nome di quegli ambienti che crearono le avventure
fasciste e naziste, ma emersero da quel periodo
storico con le "mani pulite", per dedicarsi più tardi
alle eliminazioni eccellenti dei Kennedy, Martin
Luther King, Enrico Mattei, ecc.

Originariamente il termine Sinarchia fu coniato da
Joseph-Alexandre Saint-Yves, detto D'Alveydre,
(1842-1909) per designare i martinisti, una setta
massonica occulta che si affermò dopo il 1770 tra la
Francia, la Svizzera e la Savoia. Da questi ambienti
poi scaturirono le varie operazioni di matrice
fascista, che furono dirette dalla Francia ma
strategicamente guidate da Londra.
Ai banchieri martinisti si debbono quelle
manipolazioni che impedirono al fermento che
precedette la Rivoluzione Francese di replicare la
Rivoluzione Americana, com'era espessamente nelle
intenzioni di Lafayette ed altri patrioti francesi;
essi riuscirono invece ad incanalarlo verso il Terrore
e le Guerre Napoleoniche che devastarono
irrimediabilmente l'Europa.
Agli albori del martinismo si collocano personaggi
come Casanova, Cagliostro e Pierre Messmer -
quest'ultimo screditato da Benjamin Franklin e dal suo
alleato Sylvain Bailly - e come il conte savoiardo
Joseph de Maistre (1753-1821). Quest'ultimo è ancora
apprezzato, più o meno sommessamente, negli ambienti
dell'integralismo cattolico, mentre sir Isaiah Berlin
non ebbe dubbi, de Maistre è "il primo fascista".

I dispacci dell'ambasciata USA in Francia, durante
l'epoca di Vichy (William L. Langer, Our Vichy Gamble,
1947) contengono una serie di conferme alle indagini
condotte da alcuni ricercatori francesi, tra gli anni
Venti e Cinquanta: il fascismo francese faceva capo
alla gerarchia delle società segrete che si definivano
sinarchiste. Confermano inoltre che questi ambienti
facevano capo alla Banque Worms, una sorta di
filiazione della Lazard Frères parigina per la
famiglia industriale dei Worms. E che la massima parte
del governo fascista francese di Vichy, istituito nel
sud del paese sotto il maresciallo Petain dopo
l'invasione nazista del 1940, faceva direttamente capo
sia agli ambienti sinarchisti sia a quelli della banca
Worms.

Il golpista della ITT

Grazie a legami di famiglia con la Lazard Frères,
Felix Rohatyn da giovane si trasferì a New York per
lavorare nella banca fino a diventare il successore di
André Meyer al vertice della Lazard di New York. (La
Lazard è composta da tre banche interconnesse: Lazard
Frères a Parigi, Lazard Freres a Wall Street e Lazard
Brothers a Londra).

Rohatyn ottenne dalla Lazard l'incarico di
rappresentarla nella multinazionale ITT, da lui
strutturata come un "trust", o grande conglomerato che
contava tra l'altro vasti investimenti in Cile. Da
questa posizione Rohatyn poté coordinare il
finanziamento del golpe di Augusto Pinochet nel 1973.
Come noto poi la dittatura cilena e forze ad essa
alleate scantenarono la famigerata "operazione Condor"
per eliminare fisicamente l'opposizione politica. Per
queste operazioni furono usati ambienti nazi-fascisti
tedeschi e italiani di prima e seconda generazione
trasferitisi in Sud America. Queste stesse operazioni
si estesero poi all'America Centrale con gli squadroni
della morte. Ovviamente in questo Rohatyn non agì da
solo ma in combutta con personaggi come George P.
Shultz ed Henry Kissinger.
Dal 1975 al 1982 Rohatyn gestì l'operazione Big Mac
con la quale New York, la città simbolo del progresso
americano, fu trasformata in un rottamaio
post-industriale.

Agli albori della svolta post-industriale

Nel giugno 1975 il governo dello stato di New York
approvò un affidamento di fatto dell'amministrazione
cittadina alla Municipal Assistance Corp. (noto come
BigMAC). La capitolazione fu ottenuta tagliando
semplicemente i crediti all'amministrazione comunale,
accusata di sperperare denaro in vantaggi per le
schiere dei suoi dipendenti e di altri gruppi
d'interesse. New York rischiava la bancarotta.
Per evitare il fallimento l'amministrazione fu ceduta
al Big MAC, un ente composto da nove membri,
presieduto da Felix Rohatyn, che aveva il diritto di
emettere obbligazioni fino a tre miliardi di dollari,
a patto che le entrate del bilancio comunale -- le
entrate fiscali di diverso tipo e i contributi
assistenziali versati dal governo federale -- fossero
designate prioritariamente al pagamento degli
interessi e del capitale sulle obbligazioni Mac. Nella
legge si stabiliva che solo dopo che i detentori dei
bonds fossero stati soddisfatti, il resto delle
entrate poteva essere utilizzato per pagare i
dipendenti ed i servizi essenziali. Anche con questa
garanzia i banchieri tennero duro e rifiutarono nuovi
prestiti. Quando la seconda emissione di bond del Big
MAC, non trovò molti acquirenti, i nove del Big MAC
decisero di "creare il clima di fiducia" liquidando
interi programmi, licenziando dipendenti e riducendo i
salari. Com'era prevedibile, questo peggiorò le cose.

Allora Rohatyn passò alla seconda fase. Istituì il
Financial Control Board, a cui furono affidati poteri
ancor più draconiani sulle finanze cittadine. Stilò
personalmente un rapporto di 111 pagine in cui
chiedeva l'approvazione del Financial Emergency Act al
parlamento dello stato: una dichiarazione dello "stato
di emergenza" con il relativo dovere di impiegare
"polizia e poteri di emergenza" e di "esercitare
controlli e supervisioni sulle attività finanziarie di
New York City". Il parlamento dello stato lo approvò
nel settembre 1975 con una maggioranza risicata.
La legge istituiva un Emergency Financial Control
Board (EFCB) che fungeva da amministratore fiduciario
per tutti i conti dell'amministrazione comunale con
autorità sugli investimenti e sui pagamenti. Fu allora
scritto che "la legge ha creato un conto per il
servizio del debito ... per garantire che il servizio
del debito ottenesse la priorità assoluta" nella lista
degli esborsi. Quando si trattò di trovare i soldi, la
EFCB mise subito le mani sui fondi pensione dei
dipendenti del comune e dello stato, ai quali era
stato dato il diritto di comprare quote dei bond Big
Mac, per un totale complessivo di circa 750 milioni di
dollari. Un'altra fonte fu la busta paga dei
dipendenti pubblici. Per decurtarla, la EFCB esercitò
il suo diritto di stracciare i contratti di lavoro dei
dipendenti pubblici in nome dell'emergenza. Se poi
qualche politico pensava di avere qualcosa da ridire,
la EFCB aveva persino il diritto di rimuovere
dall'incarico chiunque si rifiutasse di applicare le
sue direttive.

La scure cominciò a farsi sentire nell'autunno 1975.
Si abbatté su tutti i servizi, con effetti clamorosi
sulla nettezza urbana, come conseguenza di numerosi
licenziamenti, e sui trasporti pubblici, dove fu
decisa l'abolizione delle manutenzioni a scadenza e
solo al guasto della vettura si poteva presentare
richiesta di riparazione. Tra il 1977 ed il 1980 il
bilancio dei trasporti pubblici fu ridotto del 30% e
nello stesso arco di tempo i guasti della
metropolitana raddoppiarono. Le scuole non furono più
riparate e i tagli al bilancio dell'università
comportarono una drastica riduzione delle iscrizioni.
Il servizio di pattugliamento fu ridotto ed ai
poliziotti fu detto di limitare gli arresti per
ridurre i costi delle procedure legali. A questo si
aggiunsero le chiusure di intere caserme dei vigili
del fuoco, ospedali, e misure per limitare il diritto
alla casa popolare.
Da tutte queste misure asfissianti ovviamente non
poteva conseguire un "risanamento". Ne conseguì uno
sfollamento. La gente, soprattutto i poveri e i
non-bianchi, lasciarono la grande mela, come prevedeva
il "restringimento pianificato" teorizzato da Roger
Starr nel 1976, su commissione delle banche.

Parigi, trampolino sinarchista

Tra il 1997 ed il 2000 Rohatyn ottenne l'incarico di
ambasciatore a Parigi ed approfittò dell'opportunità
per rinsaldare le alleanze con gli ambienti
sinarchisti che lo promossero come proprio esponente
di punta, ma, sostengono fonti ben informate, si è
anche fatto nuovi nemici. In questo periodo i mezzi
d'informazione francesi pubblicarono calunnie contro
LaRouche e i suoi sostenitori, calunnie di chiara
marca sinarchista, mentre dimenticarono completamente
di menzionare il semplice fatto che l'ambasciatore era
stato al vertice della ITT quando questa portò
Pinochet al potere in Cile.
Oggi Rohatyn è al vertice di "Publicis Groupe" insieme
a Gerard Worms, erede della famiglia Worms sopra
menzionata. Si tratta di un grande conglomerato che si
occupa di pubblicità, compravendita di mezzi
d'informazione, marketing, consulting, ecc., ma i suoi
contorni sono tutt'altro che netti. Altri esponenti
del gruppo sono Michel David-Weill, presidente di
Lazard a Parigi e Michel Curiel della Compagnie
Financière Edmond de Rothschild. La Publicis si vanta
di essere la quarta impresa più grande nel mondo delle
comunicazioni e di essere al terzo posto in Europa.

Fonte: http://www.movisol.org/znews092.htm

Vedi anche:

Di nuovo su Rohatyn http://www.movisol.org/ulse356.htm

Il sinarchismo e Felix Rohatyn
http://www.movisol.org/znews003.htm





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Ven 5 Mag 2006 3:23 pm

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