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[DanzadelSole] Le lacune dell'informazione italiana sulla situazione   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #379 di 1140 |



Le lacune dell'informazione italiana sulla situazione
in Libano
di Susanne Scheidt
lunedì, 04 settembre 2006

Gli italiani non sanno praticamente nulla su una
"missione" in Libano che li coinvolge in prima fila e
che sempre più precariamente rispetto al passato può
essere presentata come "di pace"... La responsabilità
di un apparato, i media, di disinformazione
programmata dove operano autentiche nullità.

Guardo sempre i notiziari della RAI e di RAInews24 per
sapere come le cose vengono presentate all'opinione
pubblica - tenendo conto che la maggior parte della
gente non legge i giornali, tanto meno guarda le TV
estere e prende le sue informazioni, appunto, dalla TV
locale.

Ieri e l'altro ieri i notiziari RAI erano stracolmi
delle gesta delle truppe italiane, che venivano
amorevolmente riprese durante gli sbarchi sulla
spiaggia di Tiro. Queste immagini, intercalate dai
commenti di Alessandro Politi, Direttore
dell'Osservatorio Nomisma e da Gianni Rufini, docente
universitario, e da qualche aggiornamento mandato dai
corrispondenti RAI dal Libano che sempre ruotavano
attorno agli sbarchi, erano le uniche informazioni sul
Libano e sui rapporti tra Italia e Libano. L'immagine
che veniva trasmessa al pubblico italiano, era di
"impegno per la pace nel mondo, gloria per l'Italia"
che, si dà ad intendere, guadagnerebbe
enormemente di prestigio grazie a questo contingente
militare operante in Libano, al quale, ben presto
s'assocerebbe la "società civile" sotto forma di
numerose organizzazioni non-governative italiane.

Ma la RAI non ha fatto nessuna parola, invece, sul
sit-in che dall'altro ieri mattina 100 su 128
parlamentari libanesi stanno facendo presso il
Parlamento a Beirut per protestare contro il
perdurante assedio israeliano alle vie marittime e
allo spazio aereo del Libano, definito una
continuazione della guerra ed una violazione della
stessa Risoluzione 1701 in nome della quale le truppe
italiane stanno già sbarcando in Libano. Certo,
parlare della manifestazione di protesta dei
parlamentari libanesi avrebbe potuto sollevare anche
tra gli ingenui spettatori televisivi la domanda se,
assedio israeliano persistendo, le nostre truppe forse
stessero entrando in una situazione tuttora
caratterizzata da occupazione militare...

Così, come non si è parlato della manifestazione di
protesta dei parlamentari libanesi, non si è fatta
parola delle decisioni dei governi tedesco e turco di
sospendere l'invio di truppe per la nuova missione
UNIFIL finché non siano chiare le cosiddette "regole
d'ingaggio" - che determineranno l'operato di fatto di
dette forze armate. Il governo italiano, occorre
constatare, non si è preoccupato di queste "regole
d'ingaggio", perché i partiti politici che occupano il
Parlamento ed il Senato non hanno sollevato alcuna
domanda al riguardo. I governi tedesco e turco, invece
- e stiamo sempre parlando di governi NATO, non di
quello di Hugo Chavez o di Fidel Castro -, non osano
mandare un solo soldato finché queste regole non siano
conosciute. Prima di allora, i parlamenti non verranno
convocati per votare sulle relative risoluzioni.

Inoltre: il governo tedesco avrebbe dovuto rendere
noto, entro questo fine settimana, l'esatto numero di
truppe che avrebbe mandato. Invece, il governo tedesco
ha comunicato di non essere in grado né di
quantificare le truppe - causa mancanti "regole
d'ingaggio" - né di indire una riunione del parlamento
per votare la relativa risoluzione, in quanto non
avrebbe ancora ricevuto una richiesta ufficiale da
parte del governo libanese di inviare un contingente
militare a rinforzo dell'UNIFIL. E senza questa
richiesta ufficiale e formale da parte del governo
libanese, il governo tedesco non si muove.

Domanda: ma il governo italiano ha ricevuto una
richiesta ufficiale e formale da parte di quello
libanese prima di inviare un contingente militare
italiano? o la richiesta era pervenuta solo da Kofi
Annan e da Alain Pellegrini? I notiziari RAI non hanno
trasmesso alcuna informazione circa queste
importantissime circostanze.

E non si è parlato della situazione in Turchia, dove
le promesse del governo in sede NATO di fare onore al
suo atlantismo con l'invio di truppe e di navi della
marina militare in Libano ha mandato in tilt le
relazioni con l'opposizione, ma anche quelle tra il
Primo Ministro Tayyip Erdogan ed il Presidente Ahmet
Necdet Sezer. Ciò che è iniziato come una protesta,
capeggiata da Sezer, contro la "protezione di
interessi di altre nazioni" a scapito dei propri
interessi (in questo caso, per non vedere nascere un
Kurdistan dal corpo dell'Iraq che si sarebbe incuneato
in quello della Turchia), ha nel frattempo innescato
un ampio discorso tutt'altro che gradevole per gli
USA: il blocco che s'oppone all'invio di truppe in
Libano sta dando voce alle insistenti preoccupazioni
che l'imminente ingerenza negli affari interni del
Libano, affiancata dalla presenza di truppe militari a
guida NATO (la targa ONU sembra ingannare solo il
pubblico
italiano), potrebbe fare piombare il Libano nel caos e
nella violenza creando una situazione simile a quella
nella quale è stato inabissato l'Iraq, coinvolgendo
non solo la Turchia, ma il Medio Oriente per intero.

La fatidica riunione del Parlamento turco è stata
indetta per martedì. Per aumentare le sue prospettive
di farcela e far passare la sua risoluzione, il Primo
Ministro Tayyip Erdogan ha dovuto promettere che
nell'eventualità che le truppe UNIFIL in Libano
venissero incaricate dal Consiglio di Sicurezza ONU di
disarmare Hezbollah, il contingente turco verrebbe
immediatamente ritirato.

Le preoccupazioni che Erdogan si è precipitato a
sminuire sembrano molto fondate se si tiene conto che
contemporaneamente, anche il governo tedesco ha dovuto
rimandare una discussione in parlamento, dopo che le
parole del Ministro alla Difesa, Jung, avevano
scatenato un putiferio nella Commissione parlamentare
per le questioni della Difesa: Jung, riferendosi alla
nuova forza UNIFIL da costituire in base alla
Risoluzione ONU 1701
http://www.un.org/News/Press/docs/2006/sc8808.doc.htm
, si era fatto scappare che le nuove, tuttora ignote
"regole d'ingaggio" avrebbero previsto l'invio di
"truppe di combattimento". Mentre il testo della
risoluzione sottoposto al voto in parlamento parla di
una "missione di mantenimento di pace". Le stesse
preoccupazioni che incombono sull'opinione pubblica in
Turchia.

Ma la RAI non intervista né esponenti turchi e né
tedeschi dei rispettivi orientamenti pro e contro, né
un solo parlamentare libanese che sta prendendo parte
nell'attuale sit-in. In altre parole: i media italiani
fanno disinformazione per mezzo di grossolane lacune.

http://www.aljazira.it/index.php?option=content&task=view&id=838&Itemid=1



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Mer 27 Set 2006 3:16 pm

janabella77
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maria posa
janabella77
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