estratto da:
http://italy.peacelink.org/cybercultura/articles/art_13037.html
Il wi-fi oggi e le prospettive del wi-max domani
Rivoluzione in vista: telefonare gratis con i cellulari è possibile
La tecnologia Voip consente di trasferire voce e dati su Adsl
wireless. Già oggi sono disponibili le tecnologie per rivoluzionare
la comunicazione fra cellulari
Alessandro Marescotti
10 ottobre 2005
Ebbene sì, una rivoluzione è possibile: telefonare gratis con i
cellulari. Può sembrare un'utopia. E' come annunciare l'invenzione
del motore ad acqua. Tenetevi forte perché questo è il futuro.
La fattibilità
Fin da ora si può scavalcare Tim, Omnitel, Wind e Tre e telefonare
senza fili sfruttando la connessione wi-fi. Quella di cui ci
accingiamo a parlare è un'intersezione delle tecnologie come Skype
con le tecnologie "wireless", ossia senza fili, senza prese
elettriche, senza prese telefoniche. Ciò significa di fatto la fine
del monopolio della telefonia mobile basata su Gsm, Gprs e Umts, e
l'inizio di una nuova comunicazione cellulare più economica, più
veloce, più flessibile, più creativa, più socializzante e più
ecologica. In una parola: più libera.
La tecnologia Wi-Max
Wi-Max è l'acronimo di (Worldwide Interoperability for Microwave
Access) la tecnologia broadband derivata dalle specifiche Wi-Fi che
consentirà la connessione veloce ad internet senza fili.
Basata sul protocollo 802.16 approvato nell'ottobre 2001 dall'IEEE
(Istitute of Electrical and Electronics Engineers) lo standard Wi-
Max consente la trasmissione dati in un raggio di circa 50 Km ad una
velocità di 79Mbps. La tecnologia che utilizza le trasmissioni radio
sulle frequenze da 2-11 GHz è la soluzione per le future reti
Wireless MAN (Metropolitan Area Network) che consentiranno la
connessione a dispositivi come computer fissi e portatili, PDA,
smarthphone e cellulari. Il punto di forza di questa nuova
tecnologia sta in una migliorata qualità nella trasmissione, anche
ad esempio quando la base station e l'antenna dell'utente risultano
separate da ostacoli.
Fonte:
http://www.mobileservice.it/home/wi-max.html
Come si fa questa rivoluzione
Occorre un cellulare che sia dotato di modulo wi-fi. Occorre poi una
connessione Adsl wi-fi. Occorre infine dotare il cellulare di un
software per telefonia gratuita. Attualmente esiste il software
Skype. Ma si può telefonare gratis anche con altri software. Sono
tutti gratuiti. Andiamo per gradi e immaginiamo che a Taranto, Roma
e Londra, in tre scuole diverse, vengano installate tre connessioni
wi-fi. Tali connessioni (che da ora in poi chiameremo "hotspot")
diffondono in un raggio di alcune centinaia di metri la connessione
Adsl. Alla stessa connessione si possono collegare in contemporanea
decine di studenti e insegnanti. Come? Con computer portatili dotati
di un modulo elettronico wi-fi. E il costo degli hotspot? Una
ventina di euro al mese, più una spesa di 70 euro per installare
un'apposita antennina.
Hotspot e centri di aggregazione
Questa rivoluzione dell'Adsl wireless consente la creazione di
comunità virtuali nei luoghi di aggregazione. Se una libreria o un
pub volessero spendere una ventina di euro al mese per distribuire
ai passanti una connessione gratuita Adsl wireless, il luogo
diventerebbe frequentato ad esempio da giovani che comprerebbero
qualche libro o boccale di birra in più.
Le tre scuole di cui parlavamo prima - che abbiamo immaginato a
Taranto, Roma e Londra - potranno telefonarsi gratis collegando
cuffie e microfoni ai portatili. Una telefonata wireless può
avvenire anche fra tre, quattro, dieci o più portatili in
contemporanea. Essa può diventare una "teleconferenza" fra Taranto e
Roma o fra Taranto, Roma e Londra in lingua inglese.
Palmari per telefonare
I portatili in connessione telefonica senza fili possono essere
sostituiti da "palmari" del peso di un etto: e qui sta la
rivoluzione. Basta che abbiano il modulo wi-fi che li colleghi
all'hotspot, il software per la telefonata gratuita e la cuffia (o
l'auricolare) con il microfono. I software di telefonia gratuita per
palmare stanno uscendo in questi mesi.
Voip e cellulari
Secondo passo della rivoluzione: già da ora è possibile progettare
cellulari classici dotati di modulo wi-fi. Quanto costerebbe? Una
ventina di euro in più. Già il cordless Aladino della Telecom (si
vende a meno di 70 euro) è dotato del modulo wi-fi. Incorporare il
wi-fi nei cellulari costa decisamente poco e potremo disporre di
normalissimi telefonini con modulo wi-fi a costi di circa 70-80
euro, dotati di software sufficientemente ergonomico da effettuare
ricerche in automatico delle connessioni hotspot.
Ridurre l'elettrosmog e creare sviluppo
Un altro aspetto di questa rivoluzione va considerato: i bit
viaggerebbero sotto i nostri piedi. Cablare le città anziché
aumentare le antenne potrebbe ridurre l'elettrosmog. E' un processo
lungo che si realizzerà fra 4 o 5 anni. Ma proprio per questo
occorre partire subito. Aprirebbe le porte al futuro.
Alessandro Marescotti
presidente di PeaceLink
a.marescotti@...
Note:
Per approfondimenti:
Telefonare gratis con i cellulari non è un'utopia. Sta arrivando una
rivoluzione: noi che facciamo?
di Alessandro Marescotti
"Non è cosa da riformisti quella di cui tratteremo. E' una
rivoluzione. Non ce la annuncerà di certo Piero Fassino..."
Continua su
http://lists.peacelink.it/pcknews/msg09298.html
Wi-MAX e gli altri: il wireless si rinnova
di Marco Comelli
"Il mondo delle tecnologie wireless è nel caos. Niente paura, è un
caos creativo, uno di quei momenti nello sviluppo di una tecnologia
fondamentale in cui coesistono diverse tendenze, tutte promettenti e
tecnicamente ineccepibili, ciascuna, solo o in combinazione con
altre, in grado di generare un futuro possibile con luci e ombre..."
Continua su
http://www.i-dome.com/docs/pagina.phtml?_id_articolo=6207
Adesso anche in Italia via libera alla creazione di network di hot
spot
(s.car.) Repubblica 10/10/05
"A metà della scorsa settimana il ministero delle Comunicazioni ha
ufficializzato che il wifi in Italia è uscito dallo stato di
domicilio coatto in cui l'aveva confinato nel 2003 Maurizio
Gasparri: l'accesso wireless ad Internet a banda larga diventava
possibile in Italia ma solo in luoghi chiusi e ben delimitati, come
aeroporti e alberghi e, per rendere ancora più chiaro che di
realizzare reti estese con la nuova tecnologia non se ne parlava
proprio, si obbligava a connettere ogni singolo access point alla
rete fissa. Sono queste le due misure che il nuovo decreto emanato
dal ministro Mario Landolfi elimina permettendo di fatto ad un nuovo
mercato di iniziare a svilupparsi seriamente".
Continua su
http://www.repubblica.it/supplementi/af/2005/10/10/primopiano/010land
ulf.html