Vi ringrazio per il vostro appoggio e mi dispiace che pure voi siate
shoccati così vi rendo partecipi anche di questo.....
per chi volesse capirne di più ecco qualcosa...perchè uomini e donne
siano sempre uniti contro la violenza e la prepotenza di
chiunque........perchè l'ignoranza non faccia vincere i furbi......
baci manu
tratto dal sito
http://www.nondasola.it
GLI STEREOTIPI
Molti sono gli stereotipi relativi alla violenza sessuale: riportiamo
e confutiamo quelli più comuni.
"Una donna non può essere violentata contro la sua volontà."
Questo stereotipo rimanda al grado di resistenza fisica opposta dalla
vittima come prova della veridicità del fatto. L'effetto congiunto
della minaccia e del dolore spesso annulla ogni resistenza. Può
succedere anche che la donna perda i sensi.
"Tutti sanno che quando una donna dice di "no" probabilmente vuol
dire di "sì"."
Lo stupro provoca solo paura e gli effetti legati al trauma sono, per
molto tempo, devastanti per l'equilibrio psico-fisico. Nessuna donna
vuole essere stuprata, si tratta di un'esperienza terrificante,
dolorosa in cui una donna viene privata del controllo su di sé e sul
proprio corpo.
"Le donne serie non vengono violentate ."
Questo stereotipo sposta la responsabilità dallo stupratore alla
donna.
Gli uomini ricorrono a varie scuse pur di screditare la loro vittima.
Le vittime non vengono scelte per il loro aspetto o per il loro modo
di agire o per la loro età. E comunque il comportamento e il modo di
vestirsi di una donna non dà il diritto ad un uomo di violentarla.
"Lo stupratore é sempre un malato, un mostro, uno sconosciuto ."
Questo stereotipo sposta l'attenzione dell'opinione pubblica dalle
reali caratteristiche della violenza.
Violenze sessuali e maltrattamenti si verificano in tutti i contesti
sociali e gli aggressori sono spesso conoscenti delle vittime.
"Una donna che denuncia uno stupro dopo molto tempo non é
attendibile."
Succede spesso che le donne riescano a denunciare il fatto solo
quando sono trascorsi alcuni anni.
CHE COSA E'
Ogni atto compiuto contro la nostra volontà è violenza
Non é sufficiente l'assenza di resistenza da parte di una donna
perché un atto sessuale sia accettabile, occorre il desiderio da
parte della donna, tutte le volte che questo manca allora
quell'atto rapporto va considerato una violenza.
Erroneamente si pensa che lo stupro sia un impulso sessuale
irresistibile causato da un comportamento della vittima, o dalla sua
avvenenza, o da un comportamento imprudente. Lo stupro non nasce da
un desiderio erotico ma affonda le sue radici nella volontà di
annientamento fisico e psicologico della vittima. Non a caso le donne
vittime di stupro hanno paragonato l'esperienza dello stupro ad
un'esperienza di morte. Essere private del diritto al proprio corpo
e' una esperienza sconvolgente e devastante che compromette
l'equilibrio psicologico della vittima.
la libertà di disporre del proprio corpo è un fondamentale diritto di
uomini e donne il diritto alla sessualità è un diritto soggettivo
assoluto, riconosciuto nella nostra Costituzione tra i diritti
inviolabili della persona
La legge N.66 "Norme contro la violenza sessuale":
· identifica il reato di violenza sessuale come delitto contro la
persona
· compie reato di violenza sessuale "chiunque, con violenza o
minaccia o mediante abuso di autorità, costringe taluno a compiere o
subire atti sessuali"
LE FORME
Non solo lo stupro e' violenza sessuale, tante sono le forme ...
"Mutilazioni genitali femminili"
Per Mutilazioni Genitali Femminili si intendono una serie di
pratiche, che mirano ad alterare la conformazione degli organi
genitali esterni non per finalità terapeutiche ma per controllare il
piacere e il corpo delle donne. Ogni definitiva e irreversibile
rimozione di un organo sano è una mutilazione. In situazioni di
normalità infatti, non vi è assolutamente alcuna ragione medica,
morale, o estetica, per sopprimere alcune o tutte le parti che
compongono gli organi genitali femminili esterni. Sulla base di una
quantità limitata di dati disponibili si è stimato che, a livello
mondiale, tra i 100 e i 132 milioni di ragazze e donne abbiano subito
mutilazioni genitali. Ogni anno, si calcola che circa altri 2 milioni
di ragazze subiranno una qualche forma di mutilazione dei genitali.
In base alle conoscenze attuali, le mutilazioni dei genitali
femminili vengono praticate in 28 paesi africani, in alcuni paesi
dell'Asia occidentale e in alcune comunità minoritarie di altri paesi
asiatici. Sono stati inoltre riscontrati casi di MGF all'interno di
alcune comunità di immigrati in Europa, nord America, Australia e
Nuova Zelanda.
"Tratta delle donne a scopi sessuali" Sebbene non esista una
definizione universalmente accettata della tratta di persone, questo
fenomeno può essere definito come il reclutamento, il trasporto,
l'acquisto, la vendita, l'alloggio o il ricevimento di persone,
tramite minacce o l'uso di violenza, il sequestro, la frode,
l'inganno o la coercizione (compreso l'abuso di potere), o tramite la
contrazione di un debito capestro, allo scopo di costringere o
continuare a costringere la persona oggetto di traffico a svolgere
pratiche di lavoro forzato o in condizione di schiavitù, a
prescindere dal pagamento del debito e in una comunità diversa da
quella in cui viveva al momento della contrazione del debito. Le
vittime di questa moderna forma di schiavitù sono prevalentemente
donne, le quali vengono destinate soprattutto all'industria del
sesso, compresa la prostituzione forzata. Solitamente si tratta di
donne provenienti da paesi poveri o in via di sviluppo che,
attraverso la violenza o l'inganno (magari con la falsa promessa di
un lavoro), vengono sottratte dai loro luoghi d'origine per poi
essere vendute come schiave nei paesi occidentali. Spesso la compra-
vendita di donne a scopi sessuali viene organizzata dalla criminalità
organizzata locale, mentre i maggiori fruitori della tratta sono gli
uomini dei paesi occidentali che pagano per avere prestazioni
sessuali da parte di donne e bambine. Nel caso di questa forma di
violenza sessuale esiste una forte correlazione tra discriminazione
sessuale e discriminazione razziale, spesso poco discussa. In altre
parole, il traffico di donne e bambine è stato accompagnato spesso da
atteggiamenti razzisti, frequentemente indirizzati contro le donne
appartenenti ad alcuni gruppi razziali ed etnici (per esempio donne
immigrate e indigene). Ciò significa che l'ideologia razzista
alimenta la tendenza alla "mercificazione" della sessualità
femminile.
"Molestie sessuali"
La molestia si puo suddividere in:
Molestia verbale: apprezzamenti verbali o urriilianti non graditi e
non sollecitati dalle donne aventi come oggetto la sessualità o il
corpo femminile.
Molestia relazionale: richieste di rapporti sessuali, implicite o
esplicite, non gradite ne sollecitate dalla donna
Molestia visiva: messaggi offensivi, foto pornografiche, lasciati in
prossimità di oggetti di propnetà della donna, dello spogliatoio o
delle toilette femminili
Molestia fisica: contatti intenzionali con il corpo femminile
Offerte esplicite o implicite di promessa di carriera o di
agevolazioni o privilegi sul posto di lavoro in cambio di prestazioni
sessuali
Intimidazioni, minacce, ricatti subiti dalla donna per aver respinto
comportamenti maschili finalizzati al rapporto sessuale.
"Stupro di gruppo"
Lo stupro collettivo é il frutto di precise progettualità, pensate e
meditate per infliggere volutamente alla vittima un grado di
umiliazione elevato. Il gruppo diventa il palcoscenico e il luogo di
misurazione della forza e della potenza individuali, nonché l'
occasione nella quale il singolo può agire la propria distruttività
protetto dall'aninomato.
"Stupro di guerra"
L'aumento della forza del gruppo insieme al desiderio di annientare
il corpo femminile, considerato un divertimento sessuale, raggiunge
il suo apice nell'utilizzo dello stupro come "arma" durante la
guerra. Lo stupro di guerra é il mezzo per umiliare e demoralizzare
il nemico attraverso la distruzione e la denigrazione delle donne del
suo stesso gruppo.
LE CONSEGUENZE
Le conseguenze della violenza sessuale sono traumatiche. Non esistono
tempi e modi di superamento del trauma validi per tutte come non
esistono reazioni uguali per tutte alla violenza subita.
Psicologiche Sul piano psicologico l'autocolpevolizzazione,
compromissione dell' equilibrio emotivo-relazionale, stato
confusionale, forte bisogno di razionalizzazione, annientamento e
angoscia, apatia, rabbia, disturbi alimentari, disturbi da stress
post traumatico, comportamenti autolesionisti.
Fisiche Sul piano fisico disturbi ginecologici, ferite, dolore
cronico della pelvi, disturbo infiammatorio della pelvi, gravidanza
indesiderata, malattie sessualmente trasmesse compreso l'HIV, aborto
spontaneo.
Le idee più diffuse sullo stupro, presenti sia nella cultura popolare
che scientifica, hanno determinato gravi conseguenze per la vittima
che viene spesso considerata responsabile della violenza subita. Tale
processo, definito vittimizzazione secondaria, ha origine da un
atteggiamento giudicante nei confronti della donna che può sfociare
in mancanza di sostegno, condanna ed emarginazione.
Nonostante l'atrocità e le conseguenze proprie di queste esperienze
molte donne sono riuscite a riprendersi la loro vita e a riprogettare
il loro futuro, spesso insieme e attraverso altre donne
L'organizzazione per la difesa dei diritti umani, Amnesty
International, ha lanciato, nel marzo 2004, una campagna per fermare
la violenza contro le donne, mobilitando uomini e donne a
organizzarsi per contrastare la violenza e servirsi della forza e
della persuasione propria dei diritti umani nella lotta per fermare
la violenza sulle donne.
La Dichiarazione universale dei diritti umani sancisce che tutti gli
esseri umani hanno uguali diritti civili, politici, sociali,
economici e culturali. La Dichirazione non fa esplicito riferimento
ai diritti delle donne, ma la violenza sulle donne viola i diritti
sanciti dalla Dichiarazione stessa. Attraverso questa campagna,
Amnesty International intende dimostrare che il diritto delle donne
alla libertà dalla violenza è parte integrante della Dichiarzione
universale. La violenza sulle donne non è mai normale, lecita o
accettabile e non dovrebbe mai essere tollerata o giustificata.
Ognuno -individui, comunità, governi, organismi internazionali- ha
una propria responsabilità nel porvi fine e nel riparare la
sofferenza provocata. Per tale motivo, la solidarietà degli uomini è
una componente essenziale nella strategia di Amnesty, poiché il sesso
maschile non è soltanto il soggetto che infligge la violenza, ma è
quest'ultima che spesso lo travolge e sono in molti uomini a volerla
combattere. Così il movimento per i diritti umani offre agli uomini
una posizione attraverso cui essi possono effettivamente schierarsi.
Alla campagna "Mai più violenza sulle donne!" ha aderito anche
Amnesty Italia, che ha dichiarato che tale iniziativa sarà una delle
sue principali attività nel corso del 2004 e del 2005.
L'organizzazione si è impegnata a promuovere un programma
d'educazione ai diritti umani e specifici percorsi didattici dedicati
a questa materia così cruciale; a porre in essere modalità d'azione
differenti in relazione ai casi concreti di violazione dei diritti
umani femminili, di cui Amnesty Italia si occuperà; ad esercitare
pressioni sugli enti locali, affinchè sostengano insieme a Gruppi e
Circoscrizioni di Amnesty accordi di cooperazione per l'attuazione di
azioni in favore di donne e bambini, per una piena e reale parità,
senza discriminazioni di genere.
PER OTTENERE MAGGIORI INFORMAZIONI SULLA CAMPAGNA AMNESTY ITALIA E
SUL CALENDARIO DELLE INIZIATIVE E' POSSIBILE CONSULTARE IL SITO:
www.amnesty.it