"manu.congiu@..." <manu.congiu@...> ha scritto:
Data: Wed, 6 Jun 2007 23:14:14 +0200 (CEST)
Da: "manu.congiu@..." <manu.congiu@...>
A: janabella77@...
Oggetto: Fw: DIRITTI SINDACALI, sciopero e polizia / Emergenza RAZZISMO
----Messaggio originale----
Da: dr.drer@...
Data: 05/06/2007 13.32
A: <<Undisclosed-Recipient:>, <>>
Ogg: DIRITTI SINDACALI, sciopero e polizia / Emergenza RAZZISMO
 DIRITTI SINDACALI E DEMOCRAZIA IN PERICOLO
46° GIORNO DI SCIOPERO DELLA FAME UN MEMBRO DEI COBAS RICOVERATO D'URGENZA
IN OSPEDALE RIFIUTA DI RIMANERE IN OSSERVAZIONE PER CONTINUARE LA PROTESTAAl 46° giorno di sciopero della fame, che la Confederazione Cobas ha intrapreso per l'affermazione del diritto di tutti/e i/le lavoratori/trici
e di tutte le loro Organizzazioni a svolgere attività sindacale nei luoghi di lavoro (diritto di assemblea e di libera iscrizione a qualunque sindacato), Nicola Giua DI CAGLIARI - componente dell'Esecutivo Nazionale dei Cobas Scuola - ha subito un mancamento.
Visitato dal dottor Maurizi, che dal 18 aprile segue gli scioperanti, Nicola è stato trovato in uno stato di disorientamento spazio temporale che denotava l'aggravamento di condizioni generali già precarie in seguito al lungo digiuno. Il dottor Maurizi disponeva quindi l'immediato ricovero che personalmente curava presso l'ospedale San Giacomo.
Effettuati gli accertamenti del caso, veniva disposta infusione venosa di soluzioni glucosate e saline e disposta altresì la permanenza in ospedale per 24h in regime di osservazione.
Ma Nicola ha rifiutato di rimanere in ospedale e ha deciso di continuare, insieme a Nanni Alliata, il digiuno finché non si dissolverà la cappa di silenzio che - da oltre un mese e mezzo - gli organi di informazione hanno calato su questa lotta per la democrazia e per la sostanziale attuazione dell'art. 39 della Costituzione.
Dunque la protesta continua fino a quando il Governo - che attraverso le parole del premier Prodi si era già impegnato in tal senso - non deciderà di avviare un costruttivo confronto con la Confederazione Cobas sul problema dei diritti sindacali.Piero Bernocchi
Confederazione Cobashttp://www.cobas.it
http://www.cobas-scuola.it/varie07/ScioperoFameHP.html
AL 48 GIORNO DI SCIOPERO DELLA FAME I COBAS INVECE DI SOLUZIONI TROVANO LA
POLIZIA: PERCOSSO NICOLA GIUA IN SCIOPERO DELLA FAME.FERMATO PIERO BERNOCCHI ED ESPONENTI DELL'ESECUTIVO NAZIONALE CONFEDERAZIONE
COBASOggi pomeriggio alle ore 17.00, Nicola Giua e Nanni Alliata, accompagnati da
una cinquantina di esponenti e rappresentanti della Confederazione COBAS si
sono incatenati alle inferriate del Palazzo del Governo (Palazzo Chigi) per
portare una pacifica e inoffensiva protesta contro il silenzio assoluto
sullo sciopero della fame per i diritti sindacali in corso già da 48 giorni.La polizia è intervenuta immediatamente con forza palesemente eccessiva
contro i dimostranti, ponendo in stato di fermo sei di loro tra cui il
Portavoce Nazionale della Confederazione Cobas Piero Bernocchi tradotto
subito in commissariato. Tra le persone fermate vari membri dell'Esecutivo
Nazionale.Nicola Giua, già fortemente indebolito da 32 giorni di digiuno, e da un
malore che lo ha visto ricoverato d'urgenza solo 2 giorni fa in ospedale,
incatenato ad un inferriata ed al collo, è stato fatto oggetto di violenza
dalle forze dell'ordine ed è attualmente in precarie condizioni assistito
dal medico Roberto Maurizi e con evidenti difficoltà respiratorie.Le rivendicazioni-base di questa campagna sono il diritto di assemblea in
orario di servizio per ogni sindacato e per ogni gruppo di lavoratori/trici
e il diritto di libera iscrizione a qualsiasi sindacato, oggi non garantito
né ai lavoratori del settore privato né ai pensionati.Roma, 4 giugno 2007
Esecutivo Nazionale Confederazione Cobas
Sede nazionale: Viale Manzoni, 55 - 00185 Roma - tel.
0677591926/0670452452 - fax 0677206060
sito internet: www.cobas.it - email: cobas@...************************Siete tutte/i invitate/i all'assemblea antifascista che si terrà il 6 giugno 2007 al Bastione (parte alta) alle 21
Sardegna: emergenza razzismoNegli ultimi tre mesi il razzismo delle istituzioni e della stampa ha manifestato una crescita rapida, esponenziale, terrificante, che in Sardegna non avevamo ancora conosciuto con questa intensità .
Stiamo assistendo ad una crescita dell’odio razziale e delle aggressioni fisiche nei confronti di cittadini stranieri poveri (extracomunitari e non) e ad un clima terroristico di allarme verso gli sbarchi in Sardegna di uomini, donne e bambini che provengono dal Nordafrica. Una campagna che è culminata con l’agghiacciante proposta di mettere in piedi, anche in Sardegna, un campo di prima deportazione, detenzione e schedatura (chiamato, con strafottente ipocrisia, "Centro di prima accoglienza", CPA).
Abbiamo dovuto assistere alla scena delle ruspe che radono al suolo le case di Rom e rumeni, definiti dalle autorità un "problema sanitario", in perfetto stile nazista. Conseguentemente, quando gli stranieri poveri provano a resistere all’intervento delle forze dell’ordine vengono utilizzate le aggressioni di stampo fascista per cacciarli definitivamente col terrore.
Nel frattempo la magistratura va a cercare i "terroristi" tra i migranti sopravvissuti alla rischiosissima traversata dalle coste del Nordafrica alla Sardegna, aprendo un’inchiesta ad uso esclusivo della stampa di regime.
Vediamo ogni giorno stampa e televisione mostrare ed esaltare raccapriccianti cacce all’uomo condotte con ogni mezzo, in mare e terra, giorno e notte contro i migranti dal Nordafrica.
Dobbiamo sentire le oscene proposte di requisizione di scuole e centri per anziani per realizzare un campo di prigionia estivo, in perfetto stile cileno. Dobbiamo sentire Emidio Casula, sottosegretario sardo alla difesa, fiero difensore delle servitù militari, esaltarsi all’idea di realizzare il kampo di prigionia all’interno della base militare di capo Teulada (caso unico e sino ad ora mai sentito).
E chissà cos’altro dovremo ancora vedere e sentire da questi criminali che continuano ad utilizzare la Sardegna come un vero e proprio fronte di guerra tra il nord e il sud del mondo.
Tutto questo avvicendarsi di avvenimenti nell’arco di appena tre mesi giustifica un allarme per una preoccupante escalation del razzismo istituzionale e non. Il nostro appello può sembrare allarmistico o esagerato, ma la cronologia degli avvenimenti, che accompagna questo appello, deve portarci a riflettere.
La sequenza impressionante di sgomberi, aggressioni e cacce all'uomo promossa dalle istituzioni, la campagna di stampa e paura contro gli stranieri poveri, sta dunque arrivando alla sua logica conclusione.
Siamo ad un passo dall'istituzione di un campo di prigionia, anticamera della deportazione.
Un lager per immigrati come quelli che avvelenano ormai quasi ogni regione dello stato italiano e che riconfermano ogni giorno che l’esperienza dei campi di concentramento non si è chiusa col nazismo. Il campo di concentramento torna ad essere oggi, nelle democrazie occidentali, il principale strumento per la regolazione dello sfruttamento della manodopera a basso costo, attraverso il controllo dei flussi migratori dal sud del mondo.
Il lager per immigrati era l’unico orrore che sino ad oggi ci era stato risparmiato, a noi che viviamo in un’isola oppressa da occupazioni e servitù militari e da un livello di controllo e repressione politica e sociale che non hanno uguali in nessun’altra regione.
L'assessore regionale al Lavoro e alla sicurezza sociale Maddalena Salerno prova a fare un discorso buonista e rassicurante: << Contrari ai centri previsti dalla legge Bossi-Fini, stiamo pensando di creare una struttura di accoglienza vera (???). Uno spazio dove agli immigrati vengano riconosciuti diritti e gli venga prestato soccorso sanitario, dati viveri e vestiti, dove ci sia un interprete >> (GdS del 12/4/07), ma questo contrasta fortemente con lo "spettacolo" dei rastrellamenti e delle cacce all'uomo cui siamo costretti ad assistere tutti i giorni.
L'unico modo di rispettare i diritti dei migranti è quello di non dargli la caccia, non arrestarli, non deportarli e nemmeno dargli per forza un "soccorso" che non hanno chiesto. E’ un diritto fondamentale avere la libertà di muoversi secondo la propria volontà . E’ evidente che questo diritto non viene garantito se si è circondati dal filo spinato.
Circa trecento nordafricani in transito in Sardegna sono stati fermati dalle varie polizie dall'inizio dell'anno: si tratta evidentemente di una cifra ridicola. Ci auguriamo infatti che coloro che, grazie alla complicità della popolazione, sfuggono ai controlli e riescono a raggiungere le loro mete in Francia o nel Nord Italia siano molto più numerosi.
Eppure questo piccolo numero di migranti alle autorità e ai giornalisti è sembrato sufficiente per alimentare con ogni mezzo una campagna razzista che insiste sempre sulle stesse parole: allarme, emergenza, paura. Si utilizzano, per esempio, argomenti ridicoli, come la possibile presenza di "terroristi" all'interno delle barchette che tentano la traversata, per giustificare la necessità di raccapriccianti cacce e agguati.
Tutto questo non ci deve stupire: la produzione di allarmi, emergenze e paure è il principale strumento per il mantenimento del potere. La guerra contro i poveri di ogni nazionalità , che ogni giorno produce nuovi mostri e nuovi morti, è ora più che mai la costante su cui tutte le amministrazioni pubbliche organizzano le loro politiche.
Ancora una volta queste affermazioni rischiano di sembrare esagerate, ma non lo sono. Tanto per fare un esempio vogliamo ricordare che l'amministrazione di Quartu, entrata in allarme a Marzo per i cittadini Rumeni accampati a Flumini (ma non per la loro aggressione a colpi di bottiglie molotov!!!), un anno fa, nell'ambito della "guerra contro i venditori ambulanti", ha causato la morte di uno di questi, assassinato in psichiatria. Loro non si pentono mai, e neppure si dissociano.
Secondo noi una vera emergenza esiste, ed è quella delle centinaia di giovani affogati nel tentativo di raggiungere le coste sarde, i cui cadaveri galleggiano di fronte alle coste dell’Algeria. C’è un allarme vero, è quello per le aggressioni a colpi di bottiglie molotov e per le abitazioni rase al suolo dalle ruspe. La paura e l’orrore sono giustificati, per l’imminente creazione di un lager per immigrati nel sud della Sardegna.
Certamente non siamo i soli ad essere rimasti impressionati dalla sequenza di aggressioni e dalla campagna razzista di questi ultimi mesi. Certamente non siamo i soli a provare orrore per la possibile costruzione di un campo di concentramento per gli immigrati nel sud della Sardegna. Sappiamo che questi sentimenti sono diffusi, anche se sino a questo momento è purtroppo mancata una reazione, una opposizione pubblica e visibile al razzismo e alla violenza delle istituzioni e dei media di regime.Proponiamo, quindi, un appello al confronto, al coordinamento, all'azione, rivolto a tutti coloro che vogliano in qualunque modo opporsi:
- alla costruzione di un lager destinato agli immigrati nel sud della Sardegna.
- al razzismo delle istituzioni e alle campagne di allarme e paura condotte dalla stampa.
- alle politiche di guerra ai poveri e di feroce repressione sociale condotte dalle amministrazioni pubbliche.NESSUN LAGER IN SARDEGNA!
CONTRO OGNI RAZZISMO!
Per info e adesioni: istrangi@...
Livia, Tatiana, Andrea, Luca, Massimo, Daniele, NoemiCronologia essenziale, senza pretese di completezza, di alcuni dei fatti più eclatanti di razzismo (istituzionale e non) in Sardegna.
Riportiamo qui di seguito solo alcune delle fonti ma è chiaro che il tam-tam e il livello di tensione sono stati sostenuti dai tre quotidiani (GdS=Giornale di Sardegna, US=Unione Sarda, NS=La Nuova Sardegna) con pari intensità ed impegno. Cercheremo di evidenziare come i giornalisti esaltino costantemente dettagli inessenziali per mettere in secondo piano una realtà drammatica.
18 Marzo. U.S. Emergenza nomadi. Il sindaco di Cagliari Floris ordina lo sgombero per ragioni di igiene pubblica (mancano acqua e fognature) delle baracche costruite tra le vie Giotto e Monserrato, abitate da cittadini rumeni. Ai cittadini rumeni viene intimato di spostarsi nei comuni dell’hinterland o di ritornare in Romania. Molti di loro sono minorenni e frequentano le scuole cittadine. Non si capisce su quale base questa scelta venga imposta visto che i romeni sono oramai cittadini europei e possono risiedere quindi dove meglio credono.
26 Marzo. GdS e US. Emergenza nomadi. Con la mediazione della Caritas i cittadini rumeni vengono convinti a sgomberare. Le ruspe comunali si affrettano a radere al suolo le loro povere abitazioni. Non hanno nemmeno fatto a tempo a sistemarsi nella nuova area che il vicesindaco di Quartu S. Elena (tale Tonio Lai) si dichiara preoccupato per il "problema sanitario" conseguente alla loro presenza nel territorio del suo comune. Evidentemente per questo figuro i cittadini rumeni sono un "problema sanitario" di per sé. Durante la notte i cittadini rumeni subiscono nel campo di Flumini di Quartu un’aggressione razzista con bottiglie molotov e petardi. Comprensibilmente preoccupati per la loro incolumità hanno deciso di andarsene, nonostante la solidarietà di molti abitanti di Flumini. Alcuni di loro sono stati dirottati, probabilmente, nelle zone dell’Oristanese e del Nuorese per essere impiegati in lavori a basso costo. In un vertice convocato per l’occasione, al quale hanno preso parte don Marco Lai (Caritas), Tonio Lai (vicesindaco Comune di Quartu), Nerina Dirindin (ass. Regionale alla Sanità ), Angela Quaquero (ass. Politiche Sociali della Provincia di Cagliari) e Anselmo Piras (ass. Politiche Sociali del Comune di Cagliari), i presenti oltre a commentare l’episodio "scuotendo la testa", si sono spartiti in parti quasi uguali 75.000 euro per risolvere l’emergenza nomadi (?).
07 Aprile. GdS. Allarme sbarchi. L’articolo racconta come numerosi algerini, diretti verso la Francia e il Nord Italia, anziché seguire la tradizionale rotta verso la Sicilia, provino ormai a raggiungere la Sardegna attraverso piccole barche per poi spostarsi sul continente. La traversata é estremamente rischiosa, la guardia costiera algerina afferma infatti di aver trovato in mare ben 210 morti affogati dall'inizio dell'anno. Si tratta presumibilmente di migranti che hanno tentato la traversata e hanno fatto naufragio. E’ una cifra, questa si, spaventosa. Praticamente per ogni migrante che viene fermato in Sardegna ce n’è uno che muore affogato nel tentativo di raggiungerla. Di fronte a questa strage il giornalista non trova di meglio che dilungarsi a sottolineare come i giovani fermati in Sardegna portino capi di abbigliamento firmati (cosa del tutto ovvia visto che desiderano passare inosservati e confondersi tra la popolazione).
GdS. In un altro articolo basato su una presunta intervista ad un Algerino rimpatriato e a suo padre, viene detto che ad ‘accogliere’ chi sbarca nelle coste del sud Sardegna ci sono i carabinieri che prontamente fermano e deportano i giovani algerini nei CPT (Centri di Permanenza Temporanea) del continente, (CPT di Roma o di Capo Rizzuto in Calabria), per poi rimpatriarli dopo due mesi di permanenza.
12 Aprile. GdS. Si segnala che in Sardegna gli immigrati sono in aumento: più di 7000 nel 2006, soprattutto a Cagliari e hinterland. Segue Sassari. La maggior parte dei permessi concessi sono per ricongiungimento familiare. Si delinea la necessità dell’apertura di un centro dedicato ai rifugiati e ai richiedenti asilo politico che in Sardegna ancora non c’è.
GdS. Allarme sbarchi. Maddalena Salerno (ass. regionale al Lavoro e Sicurezza Sociale) dichiara che in Sardegna non verrà costruito un CPT nello stile di quelli già esistenti ma un centro di accoglienza dignitoso dove vengano rispettati i diritti umani, la Regione se ne occuperà direttamente per non lasciare soli i comuni in questa situazione di "emergenza". Nell’articolo si specifica che, da gennaio, la Regione si sta adoperando per un incontro con lo Stato al fine di risolvere l’"emergenza immigrazione".
19 Aprile. GdS. Allarme sbarchi. Sbarco a Calasetta di 18 algerini sotto i 30 anni. Catturati e portati nella caserma di Carbonia. 7 di questi sono stati trainati al porto canale di Cagliari e poi ospitati con la forza all’Hotel Califfo.
GdS. Allarme sbarchi. 17 algerini sono stati fermati, di nuovo il giornalista si sofferma a commentare gli indumenti griffati. Si suppone che in estate gli sbarchi aumentino e si sottolinea la necessità di un centro capace di accogliere questi ragazzi soprattutto perché gli alberghi non avranno posti disponibili(!!!).
22 Aprile. N.S. A Padru viene ucciso un immigrato rumeno. Il giornalisti appiattiscono la cronaca dell’omicidio concedendo un certo ‘riconoscimento’ al presunto movente, cioè <<punire l’invasore venuto dall’est>>, colpevole (!!!) di lavorare troppo e a basso costo.
12 Maggio. GdS. Allarme sbarchi. 28 algerini. Si insinua che dei video su internet avrebbero stimolato il viaggio di questi ragazzi. Si sottolinea che per coloro che tentano di spostarsi via mare c’è la difficoltà di superare i controlli algerini. Un gruppo è stato bloccato a seguito di segnalazioni fatte da alcuni pescatori a Domus de Maria e a Torre Chia. Un altro gruppo è stato intercettato dalla capitaneria a Cala Sapone. Il terzo gruppo viene fermato dalla finanza a Teulada.
13 Maggio. GdS. Allarme sbarchi. Durante la festa della polizia il questore di Cagliari Giacomo Deiana dice che è necessario costruire un Centro di Accoglienza per rispondere adeguatamente agli sbarchi e risparmiare le <<ingenti risorse umane e finanziarie, che potremo più proficuamente dedicare alla sicurezza del nostro territorio>>.
14 Maggio. GdS. Allarme sbarchi. Vengono catturati 17 algerini. Forse erano sbarcati nei giorni precedenti a Teulada. Si segnala che negli ultimi 7 giorni gli sbarchi sono stati ben 64(!!!). I 17 ragazzi sono stati destinati al CPT di Bari.
19 Maggio. GdS. Emergenza nomadi. Notificati i preavvisi di sgombero per cinque famiglie rom che vivono nel campo di viale Monastir a Cagliari. L’assessore comunale Anselmo Piras (Politiche sociali) giustifica la necessità dello sgombero in quanto "sono state violate le regole della normale convivenza" e perciò saranno usate le ruspe per demolire tutto ciò che è stato costruito dagli abitanti. E’ da sottolineare come l’articolo punti a ribadire un’immagine pericolosa di coloro che risiedono nel campo in quanto rom, chiedendo l’aiuto di polizia e Caritas a garanzia di uno sgombero senza problemi.
23 Maggio. U.S. Allarme sbarchi. Si delinea con più chiarezza l’intenzione di costruire il CPA e la sua destinazione. I luoghi presi in esame dai funzionari della Prefettura di Cagliari, alcuni sindaci, un tecnico della provincia di Carbonia e Iglesias e dai responsabili dei comandi territoriali delle forze dell’ordine, sono alcune strutture già esistenti nei comuni di Teulada e Sant’Anna Arresi (centri di aggregazione e scuole). Il Presidente della Provincia Pierfranco Gaviano indica come destinazione più auspicabile la base militare di Capo Teulada(!!!) in quanto l’utilizzo di un luogo di per sé militarizzato ovvierebbe al problema della ‘scarsa’ presenza di forze dell’ordine nella zona prescelta e oltrettutto si impiegherebbe la base anche nei periodi di fermo delle esercitazioni. I dubbi sulla locazione del CPA, espressi da Marinella Grosso (ass. ai Servizi sociali della Prov. di Carbonia e Iglesias) sono legati alla tutela del ‘decoro’ di quei comuni che si preparano allo sbarco in massa dei turisti. Grosso si preoccupa anche del fatto che se il CPA sarà ‘troppo’ accogliente potrebbe causare un aumento negli sbarchi: (citiamo testualmente) "Se scoprono che ci siamo attrezzati con servizi e assistenza non sbarcheranno più da soli ma si porteranno appresso tutta la famiglia"! Ecco il ventaglio di associazioni di ‘volontariato’ che, a quanto pare, parteciperanno alla spartizione dei finanziamenti: Soccorso Iglesias, Sodalitas, Caritas Diocesana e in generale le associazioni che fanno parte della rete della Protezione Civile.
U.S. A Cannigione (Arzachena) viene incendiato un capannone utilizzato come dormitorio da giovani rumeni e marocchini. Viene sfiorata la strage, ma la xenofobia è considerata solo un’ipotesi (!!!). L’articolo dà maggior rilievo a motivazioni legate alla crescente tensione tra comunità locale e operai extracomunitari che in misura crescente vengono assunti nei cantieri della zona ("una pericolosa guerra per il lavoro").
25 Maggio. U.S. Allarme sbarchi. Cinque ragazzi algerini sono sbarcati a Teulada e sono stati catturati dalla guardia di finanza. Il giornalista si esalta nel descrivere i rastrellamenti condotti con grande dispiego di mezzi tecnologici: binocoli agli infrarossi, motovedette, pattuglie a terra. Infine per rintracciare due ragazzi nascosti tra i cespugli di Capo Spartivento interviene persino un "elicottero del comparto aeronavale di Cagliari". Tale osceno spettacolo di caccia all'uomo e' stato anche esibito dalle emittenti televisive isolane, con il medesimo tono trionfalistico. Tra i fermati c’erano due minorenni che sono stati affidati al tribunale dei minori. Si parla anche di un tunisino fermato a Solanas. Sarebbe arrivato con altri compagni a bordo di un peschereccio talmente vecchio e malandato che quando i finanzieri hanno provato a trainarlo in porto si é spaccato ed é affondato. L'articolo cita anche imprecisati "esperti" che lanciano l'allarme per un presunto "esodo" che dovrebbe avvenire in estate dalle coste del nordafrica verso la Sardegna.
Emidio Casula, sottosegretario alla difesa, dichiara che è intenzionato ad accordarsi con i paesi del nordafrica per risolvere l’emergenza (sappiamo che in questi paesi esistono i CPT italiani dove vengono ‘rimpatriati’ [leggi ? deportati] gli immigrati dopo la permanenza nei lager siti in Italia) e non esclude la possibilità di insediare il CPA all’interno della base militare di Capo Teulada (!!!).
GdS. Allarme sbarchi. L’articolo sottolinea che ora chi sbarca non si getta di buon grado tra le braccia dei futuri carcerieri ma tenta la fuga. Si annuncia che a dicembre 2007 si terrà un incontro tra 5 paesi della sponda ricca del Mediterraneo e 5 paesi della sponda povera per trovare una soluzione all’immigrazione clandestina.
NS. Dichiarazioni del presidente della regione Renato Soru sulle problematiche legate al lavoro. Denuncia il fatto che molti lavori che i sardi "giustamente rifiutano" (come ad esempio il servo pastore) sono sottopagati e che visto che molti lavori se li accaparrano gli immigrati molti sardi sono costretti a cercare lavoro altrove.
28 Maggio. US. Allarme sbarchi e Emergenza nomadi. Vengono pubblicati stralci di una lettera aperta del consigliere comunale di FI e presidente della Commissione Cultura Maurizio Porcelli indirizzata al Ministro degli interni Amato. Il consigliere si lamenta della allarmante situazione dovuta a "sbarchi di clandestini, scippi, rapine, violenze sessuali e soprattutto campi nomadi" e chiede l’intervento repentino del governo al fine di aumentare il controllo sociale sul territorio tramite l’aumento delle forze dell’ordine e si dichiara interessato al patto con il governo riguardo l’ordine pubblico e la sicurezza.
29 Maggio. GdS. Emergenza nomadi. Nuova ordinanza di sgombero per cinquantacinque romeni di cui venticinque minorenni. Quest’ultimi saranno automaticamente affidati al tribunale dei minori. Per le donne e gli uomini che abitano in Viale Elmas (questa è la locazione del campo) la prospettiva è la strada. Le motivazioni dello sgombero firmata da Emilio Floris, sindaco di Cagliari è la "tutela della pubblica incolumità " data dalla presenza di un pozzo con acqua inquinata e strutture pericolanti. In realtà il sindaco si preoccupa di sgomberare i romeni e sequestrare i loro figli mettendo i primi in mezzo alla strada per i loro bene (???). Nell’articolo si sottolinea che Cagliari entrerà a far parte del "patto per la sicurezza" già applicato a Milano e in altre città che prevede non solo l’aumento di forze dell’ordine ma anche altre misure di controllo sociale.
Naviga e telefona senza limiti con Tiscali
Scopri le promozioni Tiscali Adsl: navighi e telefoni senza canone Telecom
La tua mail nel 2010? Creane una che ti segua per la vita con la Nuova Yahoo! Mail