Lo sciamanesimo è la Saggezza del Vecchio
E l’Innocenza del Bambino,
è il Sacro e il Profano.
È la Danza che possiede,
movimento istintivo, naturale.
L’unico rigore è quello del cuore,
guarigione che passa attraverso l’amore.
È risata che sorge
Dall’aver ritrovato le proprie radici.
Risata che nasce dalle viscere della Terra
Per innalzarsi in un Mantra verso la vastità del Cielo.
È armonia, riconnessione,
amore per la Terra,
per l’Uomo, per Dio.
Rispetto,
estasi,
alchimia,
trasformazione.
È ritrovarsi insieme
attorno al Fuoco Sacro della Vita
Per celebrarla, onorarla e venerarla.
(OSHO)
1-NOTE SULLO SHAMANESIMO
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Sciamanesimo, in antropologia culturale, è un termine che indica
l'insieme delle credenze ed il modo di vivere e di vedere il mondo,
di società animiste primitive, imperniato intorno ad una particolare
figura di guaritore-saggio ed alla sua attività magico-religiosa: lo
sciamano.
Lo sciamanesimo si riferisce a una vasta gamma di credenze e pratiche
tradizionali che comprende la capacità di diagnosticare e curare
malattie, nonché tutti i possibili problemi della comunità e del
singolo, dal come procurarsi il cibo al come sbarazzarsi dei nemici.
Ciò attraverso l'asserita capacità dello sciamano di "viaggiare" in
stato di trance nel mondo degli spiriti e di utilizzare i loro
poteri. È questa la principale caratteristica dello sciamano che lo
contraddistingue da altre forme di guaritore.
Lo sciamanesimo è un'antichissima pratica transculturale che presenta
caratteri distintivi ben precisi e comuni, all'interno di una
struttura flessibile, capace cioè di adattarsi a diverse culture e
religioni.
Pubblicato il 09-11-2005 La guarigione sciamanica
Lo sciamano non agisce sul corpo fisico, nella dimensione materiale,
ma sul corpo energetico nella dimensione spirituale, attivando un
processo che sarà poi la persona stessa a portare avanti,
conquistandosi la guarigione.
Dal punto di vista sciamanico la malattia ha prima di tutto un
aspetto spirituale che deve essere guarito, e solo dopo ci si può
attendere di avere anche la guarigione fisica, in questa realtà.
Lo sciamano lavora nella realtà spirituale dei mondi invisibili, dove
può incontrare le anime degli esseri viventi e i poteri
dell'universo, riportando guarigione e saggezza.
Ogni malattia è la manifestazione di una disarmonia interiore, dovuta
essenzialmente a tre possibilità:
 Presenza di energie o poteri in eccesso
 Mancanza di poteri
 Mancanza di parti d'anima.
Andiamo a vedere la prima circostanza, quello della presenza di
energie o poteri in eccesso. C'è la possibilità che per un momento di
debolezza, per qualche piccolo trauma o per la presenza di poteri
forti, possa entrare nell'anima delle energie che non le
appartengono. Lo sciamano non giudica queste energie, semplicemente
pensa che non siano nel posto giusto.
Immaginate di trovarvi un formica nel letto, non pensate che la
formica sia un essere cattivo, pensate solo che il letto non è la sua
ubicazione più appropriata e, se siete persone attente, la prendete e
la riportate nella natura, o comunque fuori dal letto.
Nello stesso modo opera lo sciamano, nello stato alterato di
coscienza ottenuto generalmente dal suono monotono del tamburo e con
l'aiuto dei suoi spiriti, "vede" queste intrusioni che gli possono
apparire come oggetti più diversi, chiodi, polveri, insetti,
poltiglie, o altro, ed effettua una "estrazione", proprio come il
chirurgo in un intervento operatorio. Da notare che questo avviene
sempre nel mondo invisibile.
Un aspetto più complesso è relativo all'intrusione di altre anime o
spiriti, quando la persona è "posseduta" da altre anime, ed in questo
caso lo sciamano, con rituali particolari e molto delicati, va ad
effettuare una vera e propria "depossessione".
Nel caso che lo sciamano, con l'aiuto dei suoi spiriti che possono
essere degli animali guida o maestri spirituali dalle sembianze
umane, "vede" che nell'anima della persona manca un determinato
potere, lo recupera soffiando il potere di un animale guida, ciò che
è necessario affinché la persona possa ottenere la guarigione.
Nel caso in cui la persona abbia subito particolari traumi o
situazioni di violenza, potrebbe avere perso una parte della sua
anima. Lo sciamano in questo caso va a recuperare l'anima o come la
chiama Sandra Ingerman, la pura essenza, che durante il trauma se ne
è andata per sopravvivere.
Anche dal punto di vista diagnostico lo sciamano segue le indicazioni
che vengono fornite dagli spiriti, per questo motivo le malattie non
vengono mai trattate sempre nello stesso modo. Sono gli spiriti della
realtà non ordinaria, o mondi invisibili, che fanno il lavoro vero e
proprio di estrazione o di recupero e lo sciamano è il tramite di
tutto questo.
Nelle società tradizioni in cui opera lo sciamano è ben nota la
differenza che c'è tra il curare una persona ed il portare la
guarigione alla persona.
Nella "cura" la persona ha un ruolo passivo, aspetta o delega a
qualcun altro la risoluzione della propria malattia. È il caso tipico
di chi pensa di poter aggiustare qualche cosa di rotto andando dallo
specialista, che gli farà la riparazione se non la sostituzione.
Nella "guarigione" invece la persona ha un ruolo attivo, agisce con
lo scopo di riportare armonia e bilanciamento nella propria vita. È
cosciente che la guarigione è un processo, che lo sciamano ha
attivato, ma sarà la persona a doverlo portare avanti, in prima
persona.
Nello Ceccon
(da www.esoteria.org)
"…So che restai appeso ad un albero sferzato dal vento
per nove notti intere,
ferito da una lancia e consacrato ad Odino,
offerto da me stesso a me stesso;
I piu' sapienti non sanno da dove nascono
Le radici di quell'albero antico.
Non mi confortarono con il pane,
ne' mi porsero il corno per bere;
Guardai verso il basso,
afferrai le Rune,
gridando le afferrai;
caddi dall'albero.
Appresi nove canti di potere
Dal figlio famoso di Bolthor,
padre di bestla,
ed ebbi un sorso del prezioso idromele
misto con magico Odrerir.
Poi diventai dotto, sapiente,
crebbi e prosperai:
parola da parola mi diedero parole;
azione da azione mi diedero azioni…"
(Havamal)
IL VIAGGIO SCIAMANICO DI ODINO
di Andrea Romanazzi
Quello precedentemente descritto rappresenterebbe una parte di un
antico poema , il Havamal , che narra appunto il mistico viaggio di
Odino, padre degli Asi , alla ricerca della antica sapienza.
Nel racconto il Padre degli dei rimase appeso per 9 giorni e nove
notti ad un mitico albero , il frassino universale Yggdrasil. In
queste condizioni nella visione del dio l'albero si tramuto' in un
cavallo bianco ad 8 zampe che lo porto' tra i vari universi
conosciuti , alla ricerca della antica sapienza , fino a giungere dal
gigante Mimir dal quale , appunto , apprese l'arte della magia e la
Conoscenza.
Andiamo con ordine…
So che restai appeso ad un albero sferzato dal vento
per nove notti intere,
ferito da una lancia e consacrato ad Odino,
offerto da me stesso a me stesso;
I piu' sapienti non sanno da dove nascono
Le radici di quell'albero antico.
Non mi confortarono con il pane,
ne' mi porsero il corno per bere;
Il mitico viaggio di Odino parte da un albero , appunto chiamato
Yggdrasil , e' l'albero universale , l'asse dei mondi conosciuti e
sconosciuti. L'albero e' , un po' in ogni cultura , un elemento
magico e misterioso , una specie di collegamento tra la terra (le
radici) e il Cielo (i rami) e spesso associato direttamente o
indirettamente alle divinita' , basti pensare all'albero che cresce
sulla tomba di Osiride o a quello sacro ad Dioniso.Nella mitologia
nordica , come detto precedentemente , questo mistico albero si
chiama Yggdrasil, parola che sembrerebbe provenire da Ygg che
significa "lo Spaventoso" , uno dei vari nomi con i quali era
conosciuto Odino, e da Drasill che invece significa Cavallo. Ecco
cosi' che l'albero universale diventa "il cavallo di odino" , il
mezzo grazie al quale il dio puo' effettuare il suo viaggio alla
ricerca della antica Sapienza!
Lo stesso poema narra che dopo 9 giorni e 9 notti l'albero si tramuta
in un cavallo bianco dalle 8 ampe, chiamato Sleipnir e che appunto
trasportera' Odino nel suo viaggio.
…So che restai appeso ad un albero sferzato dal vento
per nove notti intere…
Il numero nove diventa un numero ricorrente in tutta la narrazione ,
del resto , Lug , il dio celtico per molti aspetti assimilabile a
Odino fu costretto ad affrontare 9 terribili tempeste.
Il nove e' cosi' numero della conoscenza , in egiziano e' Pestch ,
che significa proprio "ricominciare" , cioe' dopo aver ottenuto la
conoscenza , numericamente dopo aver raggiunto l'8 , l'uomo vi avia
ad una nuova vita , "pestch heb enti pestch" sarebbe in egitto ,
appunto , la Festa della Luna Nuova , significato che ben si sposa
con il mistico viaggio del dio scandinavo!
Torniamo all'albero e alla suas mutazione: da mezzo di trasporto
metafisico esso si trasforma in un mezzo di trasporto materiale , un
mitico cavallo. Durante il viaggio , che ha la stessa durata del
soggiorno di Odino sull' albero, Slepnir trasporta la divinita' tra i
luoghi piu' aspri ed impervi , fino a raggiungere il ponte Gjoll , il
ponte dell' "arcobaleno" soglia dei mondi della conoscenza.
Ma cosa sono questi mondi e come era strutturato l'universo nella
mitologia nordica.
Come nel caso di Osiride , imponente divinita' egizia e padre degli
altri dei , cosi' anche Odino non e' la divinita' primordiale ,
infatti come in Egitto esiste un dio , Ra , "di cui non si conosce il
nome" , cosi' Odino , padre degli dei , non ha reato l'universo
conosciuto , plasmato da un dio primordiale , il "padre di Tutto".
Attorno cosi' all'albero cosmico si va a sviluppare un complesso
universo costituito da tanti e diversissimi mondi. Il creato era
costituito da tre dischi posti uno sopra l'altro, potremmo definirli
tre universi differenti , divisi , a loro volta , in nove mondi.
Il primo disco e' il mondo superiore , il secondo la "Terra di Mezzo"
il mondo degli uomini , e infine il mondo degli inferi , Hel ,
tramutato , poi, nell' "inferno" Cristiano. La terra di Mezzo era
circondata da un vasto oceano chiuso dal gigantesco serpente
Jormungand , il serpente che "si morde la coda" e collegato al mondo
superiore da un ponte di fuoco Bifrost, che si apre alla vista dei
mortali in particolari periodi o in particolari stati di coscienza.
La terra di Mezzo, poi, era suddivisa in altri mondi , quello del
popolo fatato , dei nani e degli elfi collegato con quello degli
umani attraverso varchi magici e "porte" di cui ancora oggi , in
numerose leggende , si sente parlare o descrivere , e che si
aprirebbero , anche essi in particolari periodi dell'anno.
Infine , tra le radici del mitico frassino, eco presente il monde
degli inferi , le ci porte si spalancano durante la magica notte di
Samhain e alla cui guardia vi e' una specie di "cerbero" dantesco, un
enorme cane Garmr.
Ritorniamo al viaggio di Odino,in sella a Sleipnir , raggiunge il
mondo degli inferi , cavalcando ancora per9 giorni e 9 notti senza
incontrare nessuno fino a giungere dal gigante Mimir e alla fonte
della saggezza.
Il viaggio era stato completato.
Lo scopo di Odino era quello di bere alla fonte della conoscenza il
magico Idromele , ma per far questo doveva farsi insegnare dal
gigante i "canti di potere".
…Appresi nove canti di potere
Dal figlio famoso di Bolthor,
padre di Bestla…
Questi "canti di potere" ricordano da vicino le "parole di Potenza"
dei sacerdoti egiziani; anche nella mitologia nordica , quindi , la
saggezza e' racchiusa in canti o parole , nella "vibrazione" che
genera energia e il cui dominio e' il fine ultimo della conoscenza!
Non sembra un caso , poi, che questa fonte di conoscenza si trovi
proprio tra le radici del mistico albero , infatti la vibrazione ,
come energia , e' fortemente associata alla terra e alle sue energie
telluriche e quindi il posto dove esse si posson apprendere e'
situato proprio tra le radici, simbolo ctonio dell' universo stesso!
Odino non poteva presentarsi al "figlio famoso di Bolthor" , il
gigante Mimir come il padre degli dei , ma si presento' come un
ignaro viandante assetato.In realta' Mimir non possedeva il magico
liquido , ma il gigante poteva insegnare ad Odino i canti con i quali
si sarebbe potuto abbeverare alla fonte.
Quello che accade a questo punto del viaggio ben si lega con l'idea
di Odino come una divinita' arborea e legata a riti di smembramento
tipici dei rituali agresti-naturali.
Infatti ecco che come pegno dato al gigante Odino e' pronto a
sacrificare un suo occhio.
L'occhio di Odino rimarra' cosi' nella fonte al posto della testa del
gigante che il dio portera' via con se per farsi rivelare i magici
canti , cosi' come Mimir insegnera' a "vedere" ad odino , cosi'
l'cchio del dio donera' la vista al gigante decapitato.
"…So tutto Odino,
so dove hai nascosto il tuo occhio
nelle profondita' del grande pozzo di Mimir…"
Queste cruente scene di decapitazione e della perdita dell'occhio da
parte di Odino ci riportano , appunto , a rituali di smembramento
molto ricorrenti in tutte le culture e nei rituali arborei.
J.Frazer , nel suo libro "il Ramo d'Oro" , spiega molto bene il
legame tra i rituali di smembramento
E il culto della Dea Madre , o meglio il culto di divinita' legate ai
cicli naturali e i cui rituali si basano ul principio di morte e
rinascita. Cosi' ritroviamo il tema dello smembramento nel mito do
Osiride, appunto ucciso e diviso in piu' pezzi dal malvagio fratello
Seth , per poi rinascere a nuova vita. Ancora rituali di questo tipo
li ritroviamo in Dioniso , anch'esso fatto a pezzi dai Giganti
mandati dall'invidiosa Hera , per poi rinascere dalle sue stesse
ceneri. Il discorso dei rituali di smembramento e' piuttosto
complesso e non facilmente risolvibile in poche righe , esso e'
comunque un rituale che ritroviamo spesso in molte divinita' arboree
e legato appunto alla "morte e rinascita".in quest' ottica Anche
Odino , dopo aver appreso i nove canti e aver bevuto il mitico
idromele "muore" per poter "rinascere" a nuova vita , esperienza
che , cosi' , lo lega indissolubilmente a tutte quelle divinita'
naturali cui accennato prima, divinita' un tempo femminili che poi la
societa' ha trasformato in presenze maschili!
…Poi diventai dotto, sapiente,
crebbi e prosperai:
parola da parola mi diedero parole;
azione da azione mi diedero azioni…
BIBLIOGRAFIA
B.BATES la sapienza di Avalon
N.VLORA l'ultima notte della fenice
J.FRAZER il ramo d'oro
La lezione dei saggi arriva dalla Natura. Michael Harner, razionale
studioso ateo, scoprì le tecniche sciamaniche nel 1956 in Amazzonia e
le diffuse in Occidente.
(da
http://guide.supereva.com/wicca/interventi/2004/07/169758.shtml)
La tecnica del viaggio sciamanico è antica quanto l'uomo. L'elemento
che più affascina è che essa è comune a tutte le civiltà del mondo:
indiani d'America del Nord e del Sud, Europa del Nord, Oceania, Asia
solo per fare esempi concreti. Ma con ogni probabilità le tecniche
sciamaniche erano diffuse prima dell'avvento dell'era "tecnologica"
anche nel Mediterraneo. Lo testimoniano alcune reminiscenze nelle
leggende (Sibilla Cumana, Oracolo di Delfi) e nelle tradizioni
(guaritrici e guaritori). Le tecniche sciamaniche, come testimonia
l'antropologo Michael Harner nel suo libro "La via dello sciamano",
sono sorprendentemente efficaci anche per una persona che non ci
crede ed è completamente atea. Questo fu il suo caso, infatti. Era
uno studioso di antropologia razionale ed ateo quando nel 1956 decise
di sperimentare il viaggio sciamanico presso gli indigeni dell'Alta
Amazzonia, con risultati sorprendenti. La descrizione della sua
iniziazione è davvero singolare proprio per questo: dettata da
semplice curiosità. Eppure fu sorprendentemente efficace e cambiò per
sempre la vita dell'antropologo: Michael Harner,infatti, ha
associato i suoi studi antropologici a quelli sciamanici portando le
tecniche di questo sorprendente metodo prima negli USA e poi in tutto
il mondo Occidentale.
Ma in cosa consistono queste tecniche? Harner fa un discorso molto
generale e spiega le tecniche semplici e comuni a tutte le culture,
ma ovviamente ogni popolo ha avuto delle differenze dagli altri. Per
esempio gli Indiani d'America non avevano la scrittura quindi non si
servivano di nessun tipo di carattere scritto, mentre lo sciamanesimo
nordico (germanico e celtico) ha una complessa struttura di simboli
magici quali sono le famose Rune, che altro non sono che lettere
dell'alfabeto.
La tecnica base permette di "scendere nel mondo di sotto" , cioè nel
mondo degli spiriti. Amico fedele dello sciamano è il tamburo. E'
proprio il suono continuo e costante di un tamburo che permette alla
coscienza di passare dallo stato "ordinario" allo
stato "sciamanico". Ed è proprio il tamburo comune a tutte le civiltà
che hanno utilizzato questo metodo di guarigione e di meditazione.
L'altro aspetto comune è il contatto che si ha con la natura. Qui si
entra nell'aspetto più affascinante della realtà sciamanica. Per lo
sciamano, infatti, tutto vive e per questo tutto necessita un
profondo rispetto (proprio come per le streghe), ma non solo: lo
sciamano impara dalla Natura ciò che gli serve. Ad ognuno di noi,
secondo questa concezione, è associato uno spirito di un animale. Lo
Spirito in questione non è lo spirito di un animale qualsiasi (per
esempio di un gatto, di un cavallo, etc.) ma è lo Spirito assoluto
dell'animale (Gatto, Cavallo, Lupo), una sorta di archetipo
dell'animale stesso. Esso è con noi fin dalla nascita e se ci
abbandona prima che diveniamo adulti siamo costretti a morire. Un
bambino, dunque, necessita di uno spirito guardiano, ma anche un
adulto. Se questo spirito lo abbandona, infatti, l'adulto può
ammalarsi e addirittura perdere una parte della sua anima. La tecnica
di guarigione dello sciamano sta proprio nel recuperare lo Spirito o
l' Anima perduta in quello che gli sciamani chiamano "mondo di sotto".
Ecco perchè spesso ricordiamo che gli Indiani d'America avevano dei
nomi di animali. Ma queste conoscenze, che sembrano ormai perdute
alla maggior parte della gente ( ma come abbiamo visto non lo sono
affatto nella realtà) sono talmente diffuse nello spazio e nel tempo
che Harner le definisce quasi una sorta di patrimonio di saggezza
congenita e spontanea a tutti gli esseri umani, sconosciuto solo a
coloro che hanno atrofizzato la loro sensibilità in favore di una
vita frenetica, stressante dove gli animali e le piante non hanno più
nè rispetto nè posto, sostituiti da voci cybernetiche ed alberi di
plastica.
Sciamanesimo: una vita spirituale universale
(da Edicolaweb)
Secondo alcuni ritrovamenti, come graffiti e reperti archeologici
vari, si fa risalire la datazione della nascita dello Sciamanesimo a
circa 30.000 anni fa.
Esso è probabilmente la Pratica spirituale più antica attraverso la
quale l'uomo ha stabilito un contatto con il divino e portato il
Sacro nella quotidianità. Non è possibile assimilare lo Sciamanesimo
come una religione, in quanto quest'ultima, almeno nella sua
accezione odierna, è un complesso di credenze, norme morali, atti di
culto e dogmi, attraverso i quali gli uomini manifestano il loro
sentimento spirituale di dipendenza nei confronti di una o più
divinità. Lo Sciamanesimo, proprio per la tipologia delle sue
Pratiche estatiche, si può più correttamente definire come una
pratica spirituale, eventualmente magico-religiosa, che permette di
entrare in contatto con le potenze soprannaturali e divine relative
alla propria cultura e fede, celebrando riti che sono a carattere
magico e non religioso. Esso prevede la capacità di intervento e di
interrelazione tra l'individuo e la divinità, tra l'uomo e gli
Spiriti preposti. Mentre una religione è dunque "passiva", adatta in
genere alla massa, lo Sciamanesimo è una Pratica "attiva" che
permette all'individuo di sperimentare direttamente, attraverso
tecniche estatiche, pratiche rivolte alla Natura, Divinazione,
ecc..., il mondo del Sacro e del Divino. In un interessante libro
intitolato "La Via dello Sciamanesimo Boreale" di Davide Melzi,
l'autore, pur sostenendo l'impossibilità di paragonare tale Pratica
ad una religione, suggerisce e rafforza tale differenza definendo lo
Sciamanesimo non tanto una "religione del Credere" quanto
una "religione del Conoscere". Privo altresì di una casta
sacerdotale, non si accede a tale Pratica per desiderio personale o
per trasmissione ereditaria, ma solo a seguito di una "Chiamata" che
arriva dall'Alto, dalla dimensione Divina che si manifesta attraverso
Visioni particolari o esperienze estatiche improvvise, a volte
tramite malattie o febbri altissime..
L’ANIMA E LE VARIE ANIME
TRATTO DA
http://www.sciamanesimo.com/shuar/arutam.html
L'Arútam
Gli Shuar, un tempo noti come Jívaro, sono i depositari di una delle
più importanti tradizioni sciamaniche del pianeta. I loro Spiriti,
che provengono dalla foresta primordiale, e in particolare l'arútam e
gli tséntsak, sono quanto di più potente mi sia mai stato dato di
incontrare.
E' difficile spiegare cosa sia l'Arútam secondo gli Shuar: le cose
dell'Altra realtà quando cerchiamo di definirle perdiamo sempre
qualcosa.
Potrei dire che Arútam è una potenza divina immensa che permea
l'Universo e la Terra, che produce effetti concreti e che modella
questa realtà.
Per essere efficace in questo mondo, l'Arútam assume forme diverse,
che esprimono ciascuna differenti Poteri e che pure vengono
chiamate "gli arútam".
Gli arútam sono in un certo senso degli dèi primordiali che governano
il potere, la fortuna e la sfortuna, la felicità e l'infelicità degli
esseri viventi. Dànno senso all'esistenza oppure lo negano.
Le varie forme degli dèi-arútam sono le essenze di alcuni animali
della Selva Amazzonica o di altri poderosi fenomeni naturali, come il
fulmine e l'uragano.
Così un arútam è il Giaguaro, ma non si tratta dello Spirito di un
giaguaro individuale, piuttosto dell'essenza stessa
della "giaguarità", il potere che crea e fa nascere i singoli
giaguari.
Queste manifestazioni di Arútam sono ancestrali, esistono fin dalla
notte dei tempi nella Selva e per questo hanno una potere molto
grande. Ogni altra forza della vita può essere fatta derivare dagli
arútam. Essi sono così importanti per comprendere il mondo e
orientarsi nella giungla della vita che presto terrò un seminario
sugli arútam e sul gioco dei loro poteri.
Difficile è stabilire un numero preciso di arútam, ma più sotto
proverò a dare una lista dei principali.
Le anime dell'uomo, secondo gli Shuar
Il cristianesimo ci ha abituati all'idea di un'anima unica e
indivisibile, con noi fin da prima della nascita, ma in nessuna
tradizione sciamanica le cose stanno proprio così.
Secondo gli Shuar, oltre all'anima "ordinaria", detta nekás wakán
(anima vera), che ci accompagna fin dal principio e con cui ci
identifichiamo, ce ne sono almeno due si creano, se si creano, solo
in determinati momenti della vita:
- Una è detta muísak wakán (wakán o wakáni significa "anima, ombra,
immagine") ed è un'anima di vendetta. Si genera pochi giorni dopo la
morte, se la persona è stata uccisa. Ha sete di sangue e va in cerca
di compensazione e di uccidere a sua volta l'omicida.
Questo tipo di spirito vendicatore è noto in tutte le culture
sciamaniche e muísak sono le anime senza pace che allignano ad es.
nei luoghi dove sono avvenuti crimini o massacri. Non si tratta di
anime "complete", non hanno ricordi oltre quello della morte, sono
gravide di sofferenza e di odio, con quasi nulla in comune con
l'indole e l'anima "vera" del morto.
- La seconda delle "anime acquisite" è chiamata arútma wakán, "anima
dell'arútam".
Essa viene a esistere, se mai accade, durante un rituale, ha in sé il
potere di un arútam ed è un dono di un nostro antenato, che ha avuto
quello stesso potere.
Se ad es. otteniamo l'arutam dell'Anaconda, significa che un nostro
antenato in una delle sue esistenze è stato un'Anaconda e dispone del
potere di quell'arútam.
Arútma wakán e sua conquista
L'arútma wakáni nella tradizione Shuar fa la differenza tra una vita
debole e fallimentare e un'esistenza ricca di significato e di
soddisfazioni.
Nasce durante il rito nel momento in cui la si conquista e si insedia
nel nostro petto.
Può però uscire dal corpo di sua volontà e viaggiare nella Terra dei
Morti, da cui è stata originata essendo dono di un antenato. Dalla
Terra dei Morti ci porta sapienza e forza sia dalla nostra stirpe,
che dagli antenati del nostro popolo e del genere umano.
Il potere di quest'anima è in effetti enorme: chi la possiede non può
venir ucciso né morire di incidente, anche la resistenza alle
malattie diviene molto alta. Difficilmente chi ha un'arútma wakáni
può subire smacchi dai suoi avversari e comunque mai verrà davvero
sconfitto.
I nativi dicono che chi ha l'arútam non può morire se non di
epidemia, il che significa che può venire ucciso solo da una malattia
grave e diffusa.
A seconda di quale arútam ha dato vita a quest'anima aggiuntiva, essa
avrà uno specifico potere con cui potremo realizzare il nostro sogno,
il compito affidatoci dagli Spiriti e dagli Antenati, che l'arùtam
stesso ci rivelerà.
Quale che sia il sogno, sarà sempre un obiettivo reale che ci farà
sentire realizzati spiritualmente e concretamente - anzi è l'unica
cosa in grado di darci questo appagamento perché disposta dal Cielo
per amor nostro.
Ad es. l'arútam del Coccodrillo porta il potere di essere grandi
guaritori. Ciò significa allora che guarire è il nostro compito, che
l'arùtam ci dà il potere di guarire e che solo guarire ci farà
sentire appagati.
Quando si parla di ricerca dell'arútam o di trovare il proprio arútam
s'intende sempre "l'anima di arútam", ossia l'arútma wakáni.
I riti per conquistarla sono in parte segreti, ma quasi sempre si
svolgono presso una cascata o un fiume, perché i corsi d'acqua - che
fanno da confini in questa Realtà - sono, nell'Altra Realtà, confini
tra questo Mondo e la Terra dei Morti.
Ciò perché l'acqua conduce attraverso le barriere tra vita e morte e
si nasce a questa vita - così come alla prossima - attraverso l'acqua
(liquido amniotico).
- Si può cercare l'arútam vagando nella selva in una notte di
temporale, perché la tempesta fa da "catalizzatore" alla creazione di
un'"anima di arútam".
- Oppure si può trovare l'arútam durante un rito di iniziazione allo
sciamanesimo.
All'iniziazione possono partecipare molte persone, ma avranno
maggiori probabilità di trovare l'arútam quei pochi per i quali la
cerimonia sarà curada (preparata): la cura è compiuta da uno sciamano
cantando a lungo i propri ánent (canti sacri) e soffiando il proprio
potere su ciascuna delle persone prescelte.
- Se non si ha successo, occorre allora un rituale individuale, sotto
la guida di un uwishìn (sciamano Shuar): dopo aver digunato per 2 o 3
giorni da cibo e acqua, il "cercatore" si reca, accompagnato dallo
sciamano, presso una cascata o un fiume dove sosterà notte e giorno e
invocherà lo spirito di una pianta sacra detta maikiua.
Questa è la cerimonia che chiamo ricerca dell'arútam e che organizzo
per gli interessati durante l'estate.
A scanso di equivoci, chiariamo che la pianta viene solo invocata,
non assunta.
Tradizionalmente, presso gli Shuar, si poteva bere il succo della
maikiua (conosciuta anche come maricahua o malicahua e con molti
altri nomi), che è un potente narcotico.
La maikiua però è molto pericolosa. Correre il rischio di berla
andava assai bene per un popolo di guerrieri, abituati a vivere nella
selva dove la vita umana vale come quella di qualsiasi altro animale,
ossia pochissimo.
Ma per l'occidentale moderno il sacrifico del digiuno da cibo e acqua
e del trascorrere giorno e notte all'aperto presso una cascata è uno
sforzo più che sufficiente per richiamare l'arútam.
Uomini o donne speciali possono trovare addirittura 2 arútam in 2
diversi rituali (mai nello stesso). Persone così, secondo gli Shuar,
non possono morire neppure di epidemia, ossia non c'è nulla che possa
ucciderle!
Essi vengono chiamati kakáram, "persone di potere".
L’ANIMA AGGIUNTIVA
Ciao Ida,
riguardo "all'anima aggiuntiva" non so dirti nulla a riguardo in
quanto si ne ho
sentito parlare ma solo alcuni cenni.
Posso solo dirti che moltissimi sciamani amazzonici hanno oltre al
loro spirito
alleato tantissimi altri spiritelli "ausiliari" (i più potenti
sciamani ne hanno
addirittura centinaia!)...le loro funzioni oltre a quelli di
protezione sono tra
le più varie. Si va dalla funzione di difesa (che tutti hanno) alle
estrazioni
degli spiriti nocivi, ricerca di altri alleati, funzioni
metereologiche e chi
più ne ha più ne metta. Ad esempio conosco alcune persone che ne
hanno di
guarigione sia piante che animale, oppure metereologiche o per
portare armonia
nei luoghi. Eccoti un link (
http://www.sciamanesimo.com/homepage.html ) di un
sito di uno sciamano che ha acquisito esperienza tra gli Shuar
dell'Amazzonia,
questo sito secondo me è fatto davvero bene e da moltissime
informazioni
specialmente del tipo di quelle di cui sto accennando adesso.
Quando ho detto delle entità che si attaccano allo sciamano, ti
chiedo di
scusarmi se non ho precisato, intendevo gli sciamani inesperti o
all'inizio del
loro apprendistato e che vanno allo sbaraglio senza valutare che
potrebbero
esserci perdite di anima o qualcos'altro.
Il potere del nostro spirito guardiano o alleato, secondo me varia da
sciamano a
sciamano, secondo il mio parere personale il nostro "alleato"
acquisisce il
nostro tipo di esperienza, anche se derivante da un altro piano di
consapevolezza. Ecco perchè succedono a volte casi in cui delle
entità si
attacchino allo sciamano inesperto. Ricordo la prima volta che feci
un viaggio
sciamanico quello che è successo ad un mio amico di apprendistato. Fu
deviato
dal suo percorso che doveva seguire da un suo spiritello alleato
(aveva già
acquisito degli Tsensak!) , il suo spirito guardiano invece non era
intervenuto
perchè non aveva visto nel suo alleato un pericolo in quanto lo
considerava un
aiutante e lo lasciò fare (quindi questo secondo me è indice di
inesperienza
dello spirito guardiano, quindi non è detto che essendo uno spirito
sia
infallibile!), non ti racconto dove fu portato ma riuscì a tornare
portando con
se un entità che gli si era attaccata alle spalle e che aveva
approfittato della
sua inesperienza e del suo spirito guardiano che era inesperto in
quanto
acquisito da pochi giorni. Fu costretto poi per poterla eliminare a
seguire un
certo rito e tutt'ora ha una pietra di protezione che dovrà tenere
con se per un
certo periodo. Naturalmente l'idea dell'esperienza parallela tra
sciamano e
spirito alleato è un mio parere, che rafforzo anche perchè anche io
ho lo stesso
tipo di problema, ho come l'impressione e me ne accorgo sempre più,
che il mio
spirito alleato si evolva con la stessa tendenza in cui lo faccio io
e questo mi
costringe a non osare in cose che so per adesso di non poter
affrontare.
Ho sentito parlare del libro di cui mi parli e ti confesso che avevo
già
intenzione di comprarlo perchè ne sono incuriosito, ti farò sapere
non appena me
lo sarò procurato.
ciao da Nico
From: Ida
To:
cerchio_sacro@yahoogroups.com
Sent: Thursday, July 07, 2005 8:41 PM
Subject: [cerchio_sacro] Entità intrusive
Ciao Nico,
grazie per tutte le informazioni che ci hai dato :-)
Sembra un luogo comune, ma non sembra affatto che tu sia senza
esperienza.. anzi.
Menomale, in questo gruppo si iniziano a fare discorsi interessanti.
Certo la mia domanda ha colpito volutamente un argomento molto
difficile, credo tra le tecniche più "avanzate".
Ho letto qualcosa sulla tradizione dell'Amazzonia, devo dire che mi
affascina non poco. So che secondo lo sciamanesimo di questa regione
i più potenti guaritori hanno un potere aggiuntivo che va oltre
quello dello Spirito Guardiano ed è detto, appunto, "anima
aggiuntiva" se non sbaglio..
Per quanto riguarda gli "intrusi" mi interessa sopratutto quello che
dici riguardo le entità che possono attaccarsi allo sciamano durante
i suoi viaggi: credi che il potere dello Spirito Guardiano personale
basti a difenderci?
Vi ho posto questa domanda perchè a volte mi è capitato di
imbattermi in queste entità notandole letteralmente sul corpo e
dentro al corpo delle persone (una volta anche vicino alla persona),
ma ovviamente sono tutt'altro che sicura di riuscire a gestirle.
Le "trappole di tabacco" sono davvero utili, ma ho l'impressione che
a volte non bastano.
Mi piacciono molto, mi ricordano i "nodi di preghiere" che i Lakota
(per tornare ai Nativi Americani :-)) appendono agli alberi per
aiutare qualcuno. Forse c'è una matrice comune.
Conosco bene il testo di Harner... Lo comprai incuriosita quando
lessi la recenzione ed è stato il primo testo sullo sciamanesimo
pratico che ho letto ed è stata come una reazione a catena dentro di
me.
Ti consiglio anche, se non lo hai letto ancora, "Il recupero
dell'anima" di Sandra Ingerman (allieva di Harner).
E' uno dei libri più belli e poetici che io abbia mai letto ed
introduce abbastanza bene la tecnica del recupero dell'anima (anche
se dal mio minuscolo punto di vista credo sia qualcosa di molto
naturale, quasi istintivo che non una "tecnica" in senso letterale).
Un saluto a tutti :-)
Ida
-DIAGNOSI E CACCIA ALL’ANIMA PERDUTA
Un esempio di diagnosi Sciamanica
www.sciamanesimo.com
Un paio d'anni fa guarii un uomo che soffriva di infiammazioni a un
ginocchio.
38 anni prima se l'era lesionato gravemente in un incidente di moto.
Gli erano stati tolti entrambi i menischi e quindi col passare del
tempo lo spazio articolare si era ridotto, le ossa della giuntura
avevano cominciato a fare attrito causando l'infiammazione.
Per gli specialisti ortopedici non poteva far altro che prendere
antinfiammatori quando camminava a lungo (l'uomo è un appassionato di
passeggiate in montagna) e poi, tra una quindicina d'anni, si sarebbe
potuto ovviare con un'artroprotesi.
Di fatto un'Estrazione sciamanica risolse il problema: non ha più
avuto bisogno di farmaci e fa lunghe camminate trasportando anche lo
zaino della moglie senza infiammazione né dolore.
(In casi simili può però ripresentarsi il problema dopo alcuni mesi e
altre estrazioni sono necessarie).
In seguito gli chiesi se 38 anni fa, nel periodo prima
dell'incidente, avesse sofferto di stomaco e anche se avesse avuto
problemi di relazione sociale.
Mi rispose che sì, aveva rapporti difficili sul lavoro, che si era
ammalato di ulcera e ne era guarito, ma poi gli era successo
l'incidente.
E' nel plesso solare che scorre il nostro potere di autoaffermazione
sociale. Ma questo potere si può trovare anche nelle rotondità delle
ginocchia (cioè la zona frontale e mediana): il ginocchio infatti è
simbolo di autoasserzione e orgoglio, perciò si piegava il ginocchio
di fronte al sovrano e ci si genuflette davanti al tabernacolo:
piegare il ginocchio significa umiliare il proprio ego.
Qui è una delle differenze tra la medicina ortodossa e la visione
dello sciamano: nella medicina ortodossa la malattia viene isolata e
differenziata il più possibile: malattia allo stomaco, ma poi sempre
più precisamente: gastrite o duodenite o ulcera gastrica o duodenale
o riflusso misto o...
Questo metodo dovrebbe rendere la patologia più facile da curare.
In un certo senso è vero, infatti un medico occidentale riesce a
guarire bene un'ulcera gastrica (specialmente oggi con gli
antibiotici), tuttavia trascura che a un livello più profondo lo
stomaco è collegato al ginocchio.
Così se il male non è risolto in profondità, una volta guarito lo
stomaco, la malattia può spostarsi sul ginocchio.
Nel caso del mio cliente, paradossalmente è stata proprio l'efficace
cura dell' ulcera a "causare" il ben più grave trauma al ginocchio!
Da questo si può capire quanto una collaborazione tra la medicina
ortodossa e la guarigione sciamanica sarebbe utile.
Per il medico ortodosso non c'è nesso tra un'ulcera gastrica e un
trauma al menisco, perché si limita alla superficie della realtà dove
un trauma è un evento che accade per caso e dunque non significa
niente, mentre d'altra parte stomaco e ginocchio non sono collegati
fisiologicamente.
Ma lo sciamano crede che il caso ubbidisca a leggi segrete e
profonde, così come crede che stomaco e ginocchio siano collegati
simbolicamente e che il simbolo sia reale né più né meno della
fisiologia.
Un delle tecniche sciamaniche finalizzate alla guarigione ed alla
scoperta della realtà umane nascoste.
(da
http://web.tiscali.it/pachamama/ )
Le tecniche utilizzate dallo sciamanesimo sfruttano fondamentalmente
l'emisfero destro del cervello; si basano su un'acquisizione
sintetica, fondata su immagini più che su concetti razionali. Per
questo motivo, per esempio, quando si sente parlare di Caccia
all'anima, alla nostra mentalità razionale occidentale, basata
fondamentalmente sull'impiego dell'emisfero sinistro, viene istintivo
trovare analogie con le più moderne terapie psicologiche e
psicoanalitiche, dallo psicodramma all'immaginazione guidata e così
via.
In realtà, nonostante le similitudini, si tratta di un metodo molto
diverso per arrivare ad un risultato simile ma non identico.
Il presupposto sul quale si basa la Caccia all'anima, intesa in
questo contesto dal punto di vista "terapeutico" (vedremo più avanti
altri aspetti più legati alla ricerca interiore e ad un lavoro
sacrale) é quella che viene definita "perdita dell'anima": esperienze
traumatiche di vario tipo, oppure interferenze nel proprio processo
di crescita spirituale, provocano squilibri e scompensi sul piano
psicofisico (e fin qui ci troviamo sullo stesso piano delle terapie
psicologiche moderne). La differenza fondamentale é che per lo
sciamanesimo tale squilibrio coinvolge anche e soprattutto la sfera
spirituale, la parte più profonda dell'individuo; generalmente le
terapie delle quali disponiamo si rivolgono al corpo ed alla mente,
ma il concetto di "medico dell'anima" é ormai da troppo tempo stato
lasciato in mano alle strutture clericali e religiose, che spesso
hanno utilizzato questo ruolo per rafforzare il loro potere: non si é
mai vista una religione, intesa come struttura secolarizzata e di
potere, proporre realmente la felicità e l'equilibrio "qui ed ora".
L'individuo, al contrario, viene regolarmente sepolto da una montagna
di morali, esaltazione della sofferenza e del senso della propria
inadeguatezza, che lo rendono molto più facilmente manipolabile da
chi sulla sua sofferenza gioca e lucra.
Nello sciamanesimo, invece, la guarigione spirituale della persona
era ed é il presupposto della guarigione psicofisica; a quest'idea
siamo tornati oggi con il concetto di medicina olistica, non a caso
particolarmente osteggiata da ogni tipo di struttura religiosa.
Tornando al nostro soggetto che ha appena vissuto un trauma, gli
sciamani ci descrivono come conseguenza la perdita di un "pezzetto
d'anima" (del resto, a tutti sarà capitato almeno una volta di
sentire un senso di vuoto dopo aver vissuto una violenza o la perdita
di una persona cara; la pienezza sensoriale ed emotiva vissuta
nell'adolescenza viene progressivamente perduta in seguito ai traumi,
e si diventa sempre più aridi: gli ideali, i motivi profondi per
vivere, vengono lentamente perduti fino a ritrovarsi perfettamente
integrati nelle strutture sociali e nella corsa al successo, ai
soldi, al benessere materiale.)
La Caccia all'anima é un "viaggio" rituale nel quale si viene
dapprima guidati ad incontrare il proprio animale di potere,
archetipo delle forze naturali, che ci accompagnerà nella nostra
ricerca, novello Virgilio, per aiutarci ad imparare a muoverci nella
dimensione parallela nella quale ci troviamo; dopo di che, andiamo a
cercare la parte d'anima che si era allontanata in seguito al trauma,
e la invitiamo con dolcezza a "tornare a casa"; per farlo dobbiamo
però rassicurarla, ossia prometterle che non rivivrà più l'esperienza
traumatica che ne ha causato la dipartita.
E' una tecnica semplice, non appena viene appresa, ed é una
sensazione indimenticabile la prima volta che si sente una di tali
parti d'anima "rientrare": si percepisce realmente una forma di
reintegrazione, di recupero, e se ne esce arricchiti interiormente.
Parti del nostro bambino magico, dell'adolescente interiore rientrano
a far parte di noi. Gli antropologi ci insegnano che come razza umana
cresciamo fino ad un'età compresa tra i sedici e i diciassette anni,
dopo di che iniziamo ad invecchiare, ossia il processo di maturazione
si inceppa, si cristallizza; gli sciamani ci sosterrebbero che ciò
avviene a causa di perdita di troppi pezzi della nostra anima, che
fanno sì che non siamo più individui completi, ma solo frammenti
della nostra interezza originaria. Il lavoro dello sciamanesimo ci
offre la possibilità di riprendere questo processo di crescita
interrotto, indipendentemente dalla nostra età fisica, e di vivere
ogni istante della nostra esistenza nella sua pienezza.
Non si tratta solo di autosuggestione, poiché quando si vive questo
tipo di esperienza immediatamente "succede qualcosa ": problemi
sessuali, relazionali, affettivi si dissolvono in un'interezza che
cresce ogni volta che nuovi pezzi di anima vengono "riportati a casa".
La tecnica della Caccia all'anima non può venir compresa e spiegata a
fondo partendo solo da un punto di vista razionale, da "emisfero
sinistro": é un'esperienza da vivere in prima persona, e da valutare
a livelli più profondi del nostro essere. Spesso si entra in contatto
con parti del bimbo o adolescente interiore in un'espansione della
propria sfera esperienziale.
Il concetto di realtà parallele é oggi appannaggio quasi esclusivo
degli scrittori di fantascienza o degli studiosi della fisica e della
matematica, per i quali ipotizzare un universo multidimensionale é il
solo modo per comprendere una realtà altrimenti incomprensibile. Tale
concetto era invece perfettamente normale nella dimensione dello
sciamano, per il quale la realtà nella quale viviamo nella condizione
di veglia non é che una piccola parte di ciò che realmente esiste.
Del resto, già negli anni '60 molti ricercatori statunitensi erano
arrivati ad affermare, grazie ad esperienze sugli stati alterati di
coscienza, che il nostro cervello non é altro che una "valvola
riduttrice" che filtra la massa sterminata di informazioni che sensi
fisici e percezioni paranormali ci inviano. Celebre l'esperienza di
quella popolazione isolana che letteralmente non era in grado di
vedere le navi dei conquistadores spagnoli, poiché non possedevano la
categoria mentale capace di identificarle.
La discriminante tra esperienze reali e giochi dell'autosuggestione,
a questo punto può diventare molto sottile, ma non per questo meno
valida: le prime funzionano realmente. Tecniche come la Caccia
all'anima vanno per prima cosa vissute e sperimentate in prima
persona, e solo in un secondo momento valutate, dai risultati che
consentono – o meno - di acquisire.
Parlavamo anche di un aspetto rituale: oltre alla dimensione
terapeutica, che spesso attrae in maniera invitante noi occidentali
così vittime di stress e malattie psicosomatiche, la Caccia all'anima
é nata soprattutto come esperienza rituale, vero e proprio viaggio
iniziatico di ricerca. Fiabe, leggende, miti di tutto il mondo ci
descrivono l'"eroe" che si avventura in una "selva oscura" alla
ricerca del Graal, di un talismano, di una principessa o di altri
simboli della Verità e della Tradizione. La Caccia all'anima
costituisce un'opportunità di vivere in prima persona un tale
viaggio, senza bisogno di vagabondaggi verso luoghi esotici, ma nella
propria interiorità. Spesso la voglia di viaggiare, di recarsi in
posti lontani, risponde ad un'imprecisata esigenza di ricerca
di "qualcosa" che vada al di là di un'esistenza quotidiana spesso
banale e banalizzata; gli sciamani ci insegnano che il
vero "viaggio", la vera avventura non é mai esterna ma interiore,
alla ricerca di un'interezza perduta e spesso ricordata con nostalgia.
Un altro articolo molto profondo sulla tecnica della caccia
all'anima, e su suoi effetti.
Soul Hunting: Caccia all'anima perduta
( da
http://www.ritidipassaggio.net/articles.php?id=102)
"Abbiamo dottori per il corpo, per il cuore e per la mente ma non
abbiamo dottori per lo spirito..."
Così esordiva Frank Natale parlando del Soul Hunting, una delle
pratiche più antiche che il pianeta conosca e che, inconsciamente
pratichiamo lungo il percorso della Vita.
Gli sciamani, curanderos, umoni e donne medicina di ogni cultura
hanno sempre affermato che la malattia del corpo è una conseguenza di
una malattia che succede prima di ogni altra cosa nello spirito.
E' il principio olistico per cui le manifestazioni fisiche del
malessere altro non sono che avvertimenti di come l'anima o le
energie più sottili dell'essere stia sperimentando uno squilibrio, un
disagio oppure una mancanza
Secondo questo principio ogni evento traumatico che si verifica nella
nostra vita (un incidente, la perdita di una persona cara,
un'operazione chirurgica, uno shock molto forte, una violenza fisica
o psicologica...) determina la perdita di pparte della nostra energia
vitale primaria, impoverendo il nostro spirito, anima o come si
preferisce chiamarla.
Per questo la nostra vita sembra spesso essere orientata a recuperare
parti di noi che abbiamo perso lungo il cammino. Sempre per queste
ragioni sperimentiamo un senso di perdita o di svuotamento quando una
relazione importante finisce o una persona amata ci lascia.
Succede che parti di noi se ne vanno assieme alla persona in
questione. Non è un caso che utilizziamo termini come: "Una parte di
me se ne è andata con lei/lui...."
La Caccia all'Anima (come viene brutalmente tradotta in italiano) è
una pratica intesa a restituire quelle parti di vitalità perse
durante specifici momenti della vita.
Esistono pratiche simili che la moderna psicoterapia ha preso in
prestito dalla culture più antiche ma, riteniamo, nulla a che vedere
con la profondità che si può raggiungere con il Soul Hunting.
Le culture dello sciamanesimo ritengono che, a volte inconsciamente a
volte intenzionalmente, noi rubiamo letteralmente l'anima delle
persone che ci stanno vicine.
Questo processo di "furto metafisico" avviene per esempio quando, in
una relazione intima, cerchiamo di trasformare il partner a nostra
immagine e somiglianza impedendogli di vivere la sua vera personalità
ed amandolo, quindi, per ciò che è realmente.
I genitori derubano i figli della propria anima ogni volta che non
mantengono le promesse fatte.
Piccoli e grandi traumi determinano la perdita di vitalità spirituale
e fisica.
Quando viviamo l'esperienza di un incidente in automobile e l'impatto
è molto forte, la nostra coscienza, al fine di proteggerci dalla
percezione di un dolore troppo forte, ci fa perdere i sensi. Questo
determina una perdita di vitalità.
Durante la Soul Hunting noi determiniamo esattamente il nostro
intento, la situazione dalla quale vogliamo recuperare l'anima
perduta, e quindi ci permettiamo di viaggiare in altre realtà per
andare a recuperare il nostro tesoro perduto.
Il meccanismo è lo stresso della trance dance. Ogni volta che
sogniamo, in qualche modo, andiamo alla ricerca di parti di anima che
abbiamo perso durante il giorno.
Nella mia esperienza la caccia all'anima è l'esperienza più profonda
e guaritiva che si possa sperimentare.
-CANTI DI POTERE
Avete mai pensato che gli esseri umani, in quanto appartenenti al
regno animale, hanno dei "versi" loro specifici istintivi che vanno
oltre la linguistica che impariamo dalla nostra cultura?
La musica ed il canto essendo forme d'arte e per questo istintive
sono viste nella visiona sciamanica come il "verso" che lo sciamano
usa per parlare dalla Natura, per cui diventa sacro...
Il Canto di Potere
(da
http://guide.supereva.com/wicca/interventi/2004/08/172199.shtml)
Per gli sciamani la capacità di compiere imprese speciali come
guarire dalle malattie, prevedere il futuro o semplicemente leggere
nel cuore delle persone, non è un potere "innato" ma viene acquisito
dallo sciamano con molta fatica e molto lavoro. Se ne deduce che 1)
Chiunque può potenzialmente diventare sciamano, 2)Che esistono
pratiche speciali per aquisire questi "poteri".
Per quanto riguarda la prima deduzione, essa è ovvia anche in quanto
lo sciamanesimo si fonda sul profondo rispetto per la natura e
reciproca collaborazione fra uomo e Spiriti della natura. Essendo
quindi ogni essere umano prodotto egli stesso di questa realtà
naturale, ognuno ha le potenzialità necessarie a risvegliare questa
fonte di potere. Per quanto riguarda la seconda deduzione possiamo
dire che queste pratiche speciali non servono ad altro che a fissare
per sempre nella nostra mente quello che abbiamo imparato. Viene qui
sfatato un altro mito: quello dei "poteri magici" innati o acquisiti
per caso fortuito. Il poteri magici non esistono, esiste la nostra
capacità di far lavorare al massimo le nostre potenzialità naturali
che, evidentemente, sono molto più grandi di quanto comunemente si
immagina.
Uno di questi metodi per "accrescere" il potere è, appunto, il canto
di potere. Il canto di potere è personale e va cantato solo durante
la pratica sciamanica per evocare il potere personale e lo si ottiene
attraverso la meditazione. Una delle tecniche per averne uno è
trascorrere una giornata digiuni e da soli in un posto immerso dalla
natura, dove ci troviamo particolarmente a nostro agio. Sentirne i
suoni ed i profumi, e scrivere spontaneamente senza pensarci troppo
su (come si sa, nello sciamanesimo è fondamentale l'istinto). Il
canto di potere deve essere breve e conciso per essere imparato a
memoria ed essere cantato ripetutamente come un mantra. Anche il
motivo deve essere semplice, quasi monotono, e va scelto
istintivamente quasi ad imitare il verso del nostro Animale Totem.
Un bellissimo esempio di canto di potere suggerito da Michael Harner
è il seguente:
"Io ho spiriti
Spiriti io ho.
Io ho spiriti
Spiriti io ho
Io ho Spiriti
Spiriti io ho"
ripetere tre volte e poi seguire così:
"I miei spiriti
sono come uccelli
E le loro ali
Ed i loro corpi sono sogni
Io ho spiriti
Spiriti io ho
Io, io,io"
(Canto sciamanico degli Jivaro)
TOTEM E ANIMALI TOTEMICI
TOTEM
Nella tradizione indiana ogni uomo è legato a nove animali, che lo
accompagnano sul suo cammino e dai quali egli ottiene le proprie
capacità naturali e il suo talento. Ognuno dei nove animali insegna
la saggezza di una delle sette direzioni: Est, Ovest, Nord, Sud,
l'Alto, il Basso, e l'Interno. A questi si aggiungono i due compagni
per la Destra e la Sinistra. Essi ci visitano da lunghissimo tempo
durante i sogni.
Se desiderate sapere quali sono i vostri animali-totem, potete farlo
tramite una semplice tecnica oracolare. Scrivete i nomi di tutti gli
animali-totem presentati nelle prossime pagine su piccoli foglietti
di carta, poi piegateli e mescolateli, quindi estraetene dal mucchio
nove con la mano sinistra. Nel caso vi sentiste legati o attratti da
altri animali, originari di altri continenti o di altre culture e
diversi da questi classici della tradizione degli Indiani del Nord
America, potete aggiungere tranquillamente i loro nomi al mucchio.
Essendo tutti gli esseri legati gli uni agli altri tramite la forza
creatrice - o il Grande Spirito - è anche possibile evocare
direttamente gli animali prescelti e la loro forza particolare.
Condizione necessaria è solo la disposizione adatta, cioè il
rispetto e la disponibilità ad accettare l'aiuto che venga offerto.
Mediante la concentrazione fissata su un determinato animale e
l'intenso desiderio di metterci in contatto con la sua forza, viene
a essere creato il rapporto diretto che ci lega ad esso.
Una descrizione dei singoli rituali dei totem, spesso molto
complessi - e delle numerose differenze esistenti a questo proposito
tra le diverse tribù - andrebbe ben oltre gli scopi che qui ci siamo
prefissi .
Nel caso decideste di intraprendere un lavoro o una ricerca
spirituale facendo uso degli animali-totem, potete anche provare a
sviluppare un vostro rituale proprio. L'importante è che esso abbia
un significato chiaro e preciso per voi stessi e che vi vengano
comprese la forza e le caratteristiche tipiche dell'animale di volta
in volta prescelto.
tratto da Indiani Americani
Il Bisonte
Il bisonte rappresenta per gli indiani l'abbondanza.
Quando appariva loro un bisonte bianco - l'animale sacro per
eccellenza - era un segno che le loro preghiere erano state
ascoltate e un periodo di abbondanza stava per iniziare.
Per gli indiani delle praterie questo animale era una risorsa
vitale, poiché rappresentava il loro cibo, mentre le sue pelli
servivano a confezionare vestiti e a costruire i tipi.
Una leggenda racconta che una volta la femmina del bisonte-bianco
portò agli uomini la Pipa di Medicina.
Nel suo tabacco furono unite tutte le forze della natura e il suo
fumo era una preghiera resa visibile, mentre le particelle di cenere
che veleggiavano nell'aria rendevano possibile agli spiriti di
realizzare i desideri degli uomini.
Il bisonte ci insegna che tutte le cose sono presenti in abbondanza,
quando noi impariamo a rispettarle e ad accettarle con riconoscenza.
E infatti di fondamentale importanza apprezzare tutti i doni che
riceviamo e augurare anche agli altri che il regno dei cieli venga a
loro.
Il bisonte ci indica inoltre che ogni cosa è ottenibile, ma solo con
l'aiuto del Grande Spirito
Il Cane
In tutto il mondo il cane viene visto come esempio di fedeltà e di
affidabilità: il suo antico istinto è quello di servire fedelmente
il suo padrone.
Sebbene venga a volte trattato male dall'uomo, reagisce sempre con
amore e pazienza.
Attraverso una educazione sbagliata e anche possibile, purtroppo,
rovinarne il carattere.
Per il cane è molto importante venire rispettato dal suo padrone,
del quale si sente fino in fondo il protettore.
In effetti, è pronto anche a sfidare la morte pur di salvarlo.
Nella tradizione indiana, inoltre, il cane è anche il guardiano di
luoghi segreti e il custode della conoscenza ancestrale.
Il cuore del cane è colmo di compassione, per cui riesce a sorvolare
su molte debolezze dell'uomo.
Da lui possiamo imparare pure noi ad appropriarci di questa qualità,
cosi come possiamo apprendere a esaminare con regolarità la nostra
lealtà verso noi stessi e verso gli altri.
Il Cavallo
Il cavallo simboleggia contemporaneamente la forza terrena e il
potere ultraterreno.
In tutto il mondo esso viene altamente apprezzato e quasi sempre
messo in relazione con la forza magica degli sciamani.
Aiutandosi con la sua velocità, l'uomo poté attraversare grandi
distanze in tempi relativamente brevi e anche il trasporto delle
merci venne facilitato facendo uso del cavallo.
Per questo motivo fu il primo animale-totem della civiltà e perfino
oggi il suo nome viene ancora usato per esprimere la potenza di un
motore.
Cavalcare un cavallo è uno dei modi più belli per provare la
sensazione della libertà.
L'insegnamento che ci dà il cavallo è che non si può ottenere il
potere o la forza solo volendoli, ma che essi verranno
automaticamente a chi si mostra rispettoso ed è pronto ad assumersi
le proprie responsabilità.
Cosi come il cavallo porta sulla groppa il cavaliere, cosi questo
porta sulla sua la responsabilità della propria situazione.
La forza simboleggiata dal cavallo è la saggezza, la capacità di
ricordare i passi compiuti durante la vita e di capirne il
significato.
Questo può valere anche riferendoci al significato di esperienze
compiute in vite precedenti.
Il vero potere consiste di forza applicata con saggezza e le chiavi
per raggiungere ciò sono l'amore, la compassione e la capacità di
dividere con altri le proprie conoscenze e le proprie conquiste.
Ancora più importante è evitare di sbarrarsi da soli la strada con
il proprio ego.
Il Cervo
Il cervo è secondo gli indiani l'impersonifìcazione dell'amicizia e
dell'amore incondizionato.
Il suo mantello chiazzato sembra indicare come esso non faccia
differenze tra ciò che è chiaro e ciò che scuro, tra bene e male.
La forza del suo amore e della sua dedizione riesce a guarire gli
altri da ogni ferita, anche quando si trovino già da lungo tempo in
cattive acque.
Quando un cervo appare nei nostri sogni, ci indica come sia
importante amare gli altri per quel che sono, quindi accettando
anche le loro debolezze e i lati negativi.
Dobbiamo lasciare da parte ogni aspettativa da parte nostra, poiché
nessuno può essere costretto a cambiare secondo la nostra volontà.
Solo il calore del cuore può riuscire a guarire vecchie ferite e a
rinsaldare rapporti difficili o incrinati.
Un'altra lezione che possiamo apprendere dal cervo è di mantenere
intatta la nostra attitudine spirituale, orientarla sempre verso il
bene senza lasciarci influenzare da persone o situazioni negative.
Queste sembreranno sciogliersi nell'aria da sole, se sapremo
mantenerci cordiali e fiduciosi anche nelle situazioni più
difficili.
A questo punto, la via che ci porta verso l'energia divina sarà
aperta.
Il Castoro
Il castoro dimostra soprattutto intelligenza e senso della
collettività ed è a tutti gli effetti un costruttore e un ingegnere
ideale.
La forza del castoro aiuta chi la possiede a realizzare i propri
sogni e i propri desideri lavorando insieme ad altri, poiché il
castoro ha un senso della comunità e della famiglia molto
sviluppato.
Esso è anche preparato e sempre pronto all'auto-difesa - con i suoi
denti è pur sempre in grado di abbattere un albero - e questo ci
indica la necessità di proteggere il lavoro fatto e di essere sempre
ben svegli e presenti.
La forza del castoro può anche essere evocata per trovare soluzione
a un problema. Come nelle sue costruzioni vi sono sempre diverse
possibili uscite, così dovremmo imparare da lui a lasciarci sempre
aperte diverse possibilità.
Esso sembra seguire il principio: Quando una porta è chiusa, vi è
un'altra via aperta .
Seguendo il suo insegnamento, infatti, non dovremmo mai arrivare a
chiuderci da soli delle possibilità.
Quando il castoro vi appare in sogno, questo può significare di
concretizzare un vecchio desiderio custodito a lungo, oppure di
portare finalmente a compimento un vecchio progetto.
Il Cigno
L'atto simbolo del cigno è quello di ricevere e accettare la grazia
portata dal cambiamento. Sottomettendosi al piano divino del Grande
Spirito e non opponendosi in nulla alla sua volontà, consente al suo
aspetto giovanile, quello del brutto anatroccolo , di trasformarsi
in un elegante e maestoso cigno.
Accettata questa grazia, può portarsi con lo sguardo nello spazio
oltre il mondo delle apparenze, nel cosiddetto tempo del sogno.
Uomini in possesso della forza del cigno hanno la capacità di
prevedere il futuro, poiché perfettamente in grado di accettare
senza riserve il disegno della volontà divina.
Il cigno ci insegna a portare la nostra coscienza in armonia con
tutti i livelli dell'essere e a sviluppare con cura la nostra
intuizione: ciò ci aiuta a pervenire alla capacità di vedere nel
futuro.
Il Colibrì
Il colibri è espressione di gioia e di amore per la vita.
Sa cogliere e gustare la bellezza dei fiori e l'armonia della
natura, ma reagisce con la fuga a ogni vibrazione negativa o
disarmonica, poiché è orientato verso l'estetica e la bellezza.
La sua medicina consiste nel dispensare gioia e amore, sia nel
contatto con i fiori che in quello con uomini e animali.
Molte piante sembrano fiorire e crescere per lui, mentre le aiuta a
diffondersi spargendo il nettare che raccoglie.
La magia del colibri è insita nel suo atto di aprire il cuore.
Per questo motivo si fa spesso uso in diverse culture delle sue
piume per preparare filtri d'amore.
La sua tecnica di volo è unica tra tutti gli uccelli, giacché è in
grado di volare in avanti, a ritroso e anche restando fermo nella
stessa posizione.
Questo fatto lo mette in una posizione del tutto speciale: secondo
le dottrine degli antichi Maya, infatti, il colibri appartiene già
di diritto alla prossima epoca, quella del quinto mondo.
Questo piccolo uccello delicato non si cura delle cose del mondo, la
sua vita è un ininterrotto inno alla gioia.
Uomini dotati della forza del colibri hanno un'inclinazione del
tutto simile: portati all'equilibrio e alla felicità, aiutano
volentieri anche gli altri a sviluppare la gioia di vivere e dare il
meglio di se.
Come il colibri stesso, disprezzano la bruttezza e il cattivo umore
riuscendo sempre a trovare luoghi nei quali la bellezza e l'armonia
regnano sovrane.
Il Coniglio
Il coniglio è l'animale che più di ogni altro simboleggia la paura.
Proprio tramite il suo perenne timore di essere ucciso e mangiato da
una lince, da un coyote, da un'aquila o da un grosso serpente,
attrae magicamente e inconsapevolmente questi animali, contribuendo
a fare accadere proprio ciò che più egli teme.
Sulla terra in effetti succede sempre quello che uno si aspetta, e
proprio questo è l'insegnamento che ci dà il coniglio: quello che
noi più temiamo succede puntualmente.
Cercate di evitare pensieri e previsioni negative di malattie o
altre disgrazie! In caso contrario attrarrete proprio le cose che
temete, e questo succederà perché voi possiate imparare la legge
universale secondo la quale noi stessi siamo la causa prima di tutti
gli eventi che ci capitano.
Il Corvo
Il corvo viene considerato dagli indiani il messaggero della magia.
E' l'ambasciatore del grande vuoto che risiede oltre il tempo e lo
spazio, dell'etere dal quale tutto deriva e a cui tutto fa ritorno.
Quando si teneva una cerimonia magica, il corvo era sempre presente
per poter assorbire l'energia magica e recapitarla nel luogo a cui
essa era mirata.
Con il suo aiuto, è possibile guarire persone ammalate che si
trovino anche a grandi distanze.
Coloro che hanno fatto uso di tecniche di magia nera hanno buoni
motivi per temere la presenza di un corvo, poiché esso ha il compito
di riportare al mandante le energie negative causate da queste
pratiche.
Il corvo può aiutarvi a modificare il vostro stato di coscienza e a
trovare il coraggio di affrontare il grande mistero.
Osservate il suo manto di penne, come sembri cambiare forma e
colore. Dirigete il vostro sguardo nella nera oscurità del vuoto,
forse troverete le risposte alle vostre domande!
Il Coyote
Il coyote è un birbante infido e dispettoso ed è... sacro.
E' quasi sempre occupato a ingannare gli altri animali o anche se
stesso.
Cade sempre nelle sue stesse trappole per poi liberarsi e uscirne
ogni volta di nuovo incolume.
Dato che non riesce a imparare dai suoi errori, si ritrova spesso a
rimanere ingarbugliato nelle stesse difficili situazioni.
Solo la sua capacita, quasi un'arte, di campare alla giornata gli
garantisce di sopravvivere e di non riportare seri danni.
Nel caso siate in possesso di questo tipo di energia, vi ritroverete
spesso a fare la parte del clown e sembrate sempre finire nelle più
difficili e strampalate situazioni senza averne minimamente
l'intenzione.
In questo caso l'unica cosa che può aiutarvi è il saper ridere di
voi stessi: solo così potrete uscire dal gioco vincitori o per lo
meno senza danno.
Il coyote ci tiene lo specchio di fronte e ci mostra le nostre
stesse pazzie. Nessun altro più di una persona-coyote è in grado di
smuovere con eleganza e disinvoltura un gruppo di persone o una
situazione divenute troppo serie o pesanti.
Il Delfino
Il delfino ci aiuta a imparare la lezione del respiro, che ci unisce
direttamente alla vita e alla forza vitale.
Cambiando il ritmo del nostro respiro, possiamo infatti gettare
ponti verso altri mondi e altri esseri.
E il respiro che ci collega a tutto il creato e al suo artefice, il
Grande Spirito.
Come il delfino stesso, anche le persone in possesso della sua forza
caratteristica possono fungere da tramite tra gli uomini e gli
esseri che abitano il cosiddetto tempo del sogno, tra il regno umano
e la forza divina.
Il delfino ci insegna anche a superare con gioia e leggerezza gli
ostacoli sul nostro cammino, mostrandoci come esso sa cambiare il
proprio ritmo e quindi i propri schemi energetici.
Cercate di creare una connessione con il popolo delle stelle!
Cercate di liberarvi consapevolmente da tutti i pesi e gli
impedimenti proiettandoli all'esterno del vostro corpo e del vostro
essere mediante l'espirazione!
Il Falco
Il Falco è il messaggero tra gli animali-totem, in un certo senso
paragonabile al messaggero degli dei della mitologia greca. Con lo
squittio del falco viene sempre annunciato un evento particolare,
che può avere carattere gioioso oppure di pericolo. E quindi
importante saper osservare con precisione la situazione del momento
e, quando necessario, sapersi spingere ad agire con coraggio.
Il falco suggerisce anche il gesto di tendere la mano per ricevere i
regali del Grande Spirito, che a volte sono già pronti per noi ma
che noi spesso non riusciamo ancora a vedere.
Individui che posseggano la forza del falco sono in genere acuti
osservatori, ai quali non sfugge il minimo dettaglio di una
situazione che essi tengano sotto controllo. Essi sono in grado di
riconoscere e comprendere i segni e ricevono spesso indicazioni
importanti anche da altri mondi.
Qualora vi capiti di ascoltare lo squittire di un falco, fate la
massima attenzione e cercate di osservare le cose da una migliore
prospettiva per poter comprendere a fondo il significato del suo
avvertimento!
Il Lupo
Il lupo viene posto in relazione, nella tradizione indiana, con la
stella Sirio nella costellazione del Leone, dalla quale, secondo la
leggenda, provenivano i maestri dell'antichità.
Anche il lupo infatti viene considerato un maestro, che dopo un
lungo girovagare fa ritorno al suo branco per riferire delle sue
osservazioni e delle sue esperienze.
Vive strettamente all'interno della famiglia, ma senza rinunciare
alla sua indipendenza.
Si sceglie una compagna alla quale resterà fedele per tutta la vita.
Ululando alla luna si ricongiunge alla forza di questa, alla sua
energia spirituale e alla forza dell'inconscio, via d'accesso alla
conoscenza.
Il lupo ci può dare l'energia per insegnare agli altri, per aiutarli
a comprendere meglio la vita e a trovare la loro propria strada.
Usando la forza del lupo possiamo riuscire a riprendere contatto con
il nostro maestro interiore.
Il Pipistrello
Il pipistrello è il simbolo della rinascita. Da un lato abita
anfratti oscuri che ricordano il buio della tomba, dall'altro riposa
a testa in giù nella posizione che ha un bimbo nel ventre materno
poco prima della nascita. Le venerazione del pipistrello è
originaria del Centro America, dove aveva un ruolo rilevante nelle
culture degli Aztechi, dei Toltechi e dei Maya. In primo luogo
raffigura la morte simbolica che lo sciamano deve sperimentare
durante il rito d'iniziazione. L'idea di base è che l'iniziando deve
affrontare e vincere le proprie paure, quindi deve incontrare il
vero se stesso, per potersi liberare dal proprio vecchio ego e poter
rinascere come uomo nuovo, libero da ogni blocco e da ogni paura.
Rituali di questo tipo sono presenti presso tutte le popolazioni
indigene della terra. In genere l'aspirante sciamano viene
sottoposto a prove durissime di ogni genere, che lo portano ai suoi
limiti sia psichicamente che fisicamente. Per esempio è prevista in
molti casi anche la sepoltura sotto terra dell'iniziando per una
intera notte. Quando vi appare in sogno un pipistrello, questo è un
segno che indica la necessità di staccarvi da una parte di voi
stessi, da una vostra particolare attitudine, oppure da una
situazione di vita non più soddisfacente. In altre parole, è
importante morire una morte simbolica per poter progredire
ulteriormente.
Il Pollo della Prateria
Il pollo della prateria simboleggia la spirale sacra di morte e
rinascita, il tunnel senza fine.
Questo uccello veniva venerato e rispettato da molte tribù indiane
delle praterie proprio per la sua danza che sembra imitare il
movimento di una spirale.
Una persona dedita alla meditazione può fare uso dell'energia di
questo animale per ottenere un contatto diretto con il creatore!
Il pollo selvatico sembra invitarci a danzare con lui la danza della
spirale sacra in onore della creazione divina.
Può aiutarci a riconoscere e comprendere come ci muoviamo nello
spazio materiale e in quello spirituale e quali conseguenze possono
avere i nostri movimenti.
Un consiglio: confrontate con i vostri desideri la maniera con cui
usate e muovete le vostre energie.
Il Porcospino
Nella Ruota di Medicina al porcospino viene assegnato il posto del
bimbo innocente.
Il suo essere infatti è pacifico e amichevole, non attacca mai per
primo.
Quando poi gli capita, e succede di rado, di venire attaccato da un
altro animale, gli bastano le sue spine per difendersi.
Le qualità tipiche che il porcospino impersona sono la fede e la
fiducia.
La fede, secondo il vecchio detto, può spostare le montagne ed è
quindi da considerare come una forza molto potente.
Il porcospino può insegnare a essere aperti, a scoprire ogni giorno
qualcosa di nuovo e meraviglioso e a liberarsi ogni tanto dal mondo
troppo serio e rigido degli adulti.
Esso ha mantenuto intatta la sua capacita di stupirsi come un
bambino e di nutrire una spensierata fiducia nel piano divino, che
provvederà dall'alto a far procedere tutto nel migliore dei modi.
L'amichevolezza e il carattere aperto nei confronti degli altri
aiutano infatti ad aprire i cuori e a dividere con essi gioia e
amore.
Il Puma
Il puma - o leone di montagna - è il simbolo per eccellenza della
pura forza.
Questa può naturalmente venire usata a scopi benefici, come possiamo
vedere nel caso di capi o guide ispirati da saggezza, oppure per
fini e interessi personali, servendo per veri abusi di potere.
Chi osservi con attenzione i movimenti sinuosi, forti ed eleganti di
questo grosso felino, può comprendere e imparare come corpo, mente e
spirito possano essere portati in uno stato di completa armonia.
Dobbiamo comunque comprendere anche che più energia un individuo ha
a disposizione, più diventa difficile e complesso saperla gestire e
farne un uso equilibrato e ragionevole.
Il puma ci spinge a tenere fede alle nostre convinzioni più profonde
e di attenerci sempre alla verità: queste sono le qualità che
caratterizzano una persona in grado di comandare o guidare gli
altri.
Ottenere una posizione di comando comporta però anche grandi
difficoltà; per esempio è molto difficile riuscire ad accontentare
sempre tutti, oppure riuscire a mantenere la pace sociale - o quella
tra i popoli - molto a lungo.
Infine si deve badare bene di non diventare oggetto di manipolazioni
esterne o di farsi sfruttare da persone senza scrupoli.
Un uomo con l'energia del puma deve evitare di mostrarsi pauroso o
troppo fragile e deve essere pronto ad assumersi grandi
responsabilità; inoltre dovrebbe cercare di mantenere un certo
rispettoso distacco dai suoi simili.
Il Ragno
La figura del ragno, come il numero delle sue zampe, ci riportano al
numero otto, che simboleggia l'infinito, la grande varietà e le
innumerevoli possibilità del creato.
Il numero quattro raddoppiato indica sia i quattro venti che le
quattro direzioni celesti.
Il ragno ci indica incessantemente di assumerci la responsabilità di
quanto ci succede nella vita: siamo noi stessi a tessere la rete del
nostro destino.
Coloro che si sentono vittime rimaste impigliate in questa rete non
hanno ancora compreso il senso della lezione e vagano prigionieri di
una realtà fittizia che non riescono a cambiare.
L'insegnamento del ragno è che ogni essere è responsabile degli
eventi della propria vita e che è essenziale non perdersi nelle
illusioni dei propri sensi.
Può essere d'aiuto tenere una traccia scritta dei propri progressi,
per poterci ricordare come e quali passi ci abbiano portato a dei
successi, e infatti il ragno è anche un simbolo dei caratteri della
scrittura.
Infine esso ci spinge a guardare oltre il nostro orizzonte, verso
altre dimensioni.
Il Rospo
Il rospo è collegato direttamente all'elemento acqua e alla forza
purifìcatrice della pioggia ed è in qualche modo presente in tutti i
riti iniziatici centrati sull'elemento acqua.
Cosi come l'uomo ancora nel ventre materno viene a conoscere per
primo proprio questo elemento, allo stesso modo anche il rospo passa
la prima fase della sua vita, in forma di girino, nell'acqua.
Al rospo viene attribuita la capacità di evocare la pioggia mediante
un suo particolare canto.
Individui dotati della forza del rospo sono spesso abili medium o
guaritori.
Questa particolare energia li rende capaci di purificare l'ambiente
nel quale si trovano, per esempio liberando una casa da spiriti
cattivi, oppure di liberare un ammalato dai suoi dolori.
Il rospo annuncia inoltre l'inizio di un processo di trasformazione
o di una nuova fase della vita.
Se un rospo vi appare in sogno, è segno che è arrivato il tempo di
fare una pausa, di guardare dentro voi stessi e di purificarvi,
anche nel senso di liberarvi da una situazione di vita
insoddisfacente e pesante.
È di vitale importanza sapersi creare uno spazio nuovo per una nuova
fase di vita.
-I CRISTALLI
Vi segnalo questa intervista a uno sciamano italiano, iniziato da un
Lakota. L'intervista è stata effettuata dalla Guida di superEva in
cristalloterapia e, anche se per alcuni aspetti non mi piace (tipo
quando menziona la Wicca con i "maghi" in maniera così generica,
oppure le sue enigmetiche menzioni agli extraterrestri) ve la segnalo
ugualmente perchè in altri aspetti è molto interessante.Alla fine c'è
anche segnalato un evento interessante che si terrà in Trentino.
Buona lettura! :)
(fonte
http://guide.supereva.com/cristalloterapia/interventi/2005/02/198593.s
html )
Pietre e sciamanesimo
Leggendo le proprietà metafisiche di alcune pietre si viene
rimandati, più o meno direttamente, alla pratica sciamanica (o
shamanica), si pensi ad esempio alla Ossidiana Lacrima di Apache,
alle Moqui dette anche Pietre Sciamaniche, e ad altre che vengono
descritte come pietre di potere sciamanico, come l'Howlite e la
Pietra del Sole e spesso mi vengono chieste informazioni in merito.
Ho intervistato un vero sciamano, un "curandero", per scoprire quanta
confusione c'è nell'usare questi termini ed ottenere una visione più
precisa sull'argomento.
Si chiama Francesco "Tsunki" de Giorgio ed è stato iniziato da un
medicine-man Lokota (Sioux) nella sua terra e poi in Amazzonia.
Si è ulteriormente formato alla Foundation for Shamanic Studies,
l'organizzazione fondata da Michael Harner (l'autore de "La Via dello
Sciamano"), ed infine, per trasmissione diretta di un potente
sciamano è diventato anche uno sciamano Shuar. Attualmente vive e
opera in Trentino-Alto Adige.
(La sua storia completa la potete leggere qui.)
Nel descrivere l'attività sciamanica si parla per prima cosa di
Spiriti.
Spiriti della natura: spiriti di animali e piante, ma anche di
luoghi, intesi come spazi di potere.
Si può, secondo te, Tsunki, parlare anche di spirito delle pietre? I
minerali un'Anima ce l'hanno? E ancora, è possibile parlare con una
pietra, come con una pianta o con un animale?
La realtà in cui viviamo è ingannevole.
Non è che non sia vera o che non esista, solo che è diversa da come
ci appare. In effetti, tutto è molto più semplice.
Siamo rinchiusi in una porzione minuscola di realtà e tutto da qui ci
appare complicato.
Nella realtà autentica, ogni essere è personale, è una persona.
O se preferisci uno Spirito.
A noi qui sembrano persone o sembrano vivi solo gli esseri che ci
somigliano: gli animali, un po' meno le piante...
Ma la differenza tra una pietra e un animale è un inganno di questa
realtà complicata. Una pietra sembra diversa perché ha un tempo
diverso, è soprattutto il tempo a ingannarci. La pietra ha una vita
molto lunga. Se la interroghiamo, prima che ci risponda passano mille
dei nostri anni. Perciò ci sembra immobile. Anche noi sembriamo
immobili a un batterio che vive solo un millesimo di secondo e lui
crede che noi non siamo vivi! Se esco dal tempo e dallo spazio, fuori
da questa microscopica gabbietta posso comunicare con una pietra come
comunico con te. Nessuna differenza.
Le pietre vivono in una porzione di tempo molto più grande della
nostra, quindi accumulano più saggezza.
Il popolo delle pietre è molto saggio.
Secondo lo sciamanesimo si distinguono il Mondo di Mezzo, che è
quello in cui viviamo, il Mondo Inferiore e il Mondo Superiore.
Per operare una guarigione lo sciamano scende spesso nel Mondo
Inferiore (per esempio per ritrovare l'animale di potere o per
togliere un'intrusione ) usando l'animale di potere e piante
(correggimi se sbaglio), non pensi che le pietre possano offrire un
collegamento con il Mondo Superiore, e che anche da lì si possano
effettuare delle guarigioni? naturalmente parlando di guarigione in
accordo a quando scrivi:
"Le malattie psicosomatiche non esistono, perché è fittizia la
distinzione tra psiche e corpo: la psiche non sta solo nel cervello,
ma in ogni parte del corpo (ad es. il potere di autoasserzione scorre
nel plesso solare) e ogni parte del corpo ha una sua anima."
Si possono fare guarigioni con entrambi i Poteri, quelli dell'alto
come quelli del basso.
Le Pietre fanno da ponte coi Mondi Celesti, a questo scopo venivano
eretti i dolmen e i menhir.
Ad es. il cristallo di rocca (quarzo ialino) proviene da mondi
altissimi, molto distanti dal nostro.
Per questo gli sciamani nativi (ma anche gli antichi romani) dicono
che il quarzo è "luce congelata" - oppure che è lo Spirito di uno
sciamano morto. Non c'è differenza tra le due cose: anche quel che
chiamiamo luce, come tutto, è fatta di esseri personali.
E i più grandi sciamani e maestri dopo la morte volano verso i Poteri
della Luce, verso il "popolo delle stelle".
Tornano qui da noi, per aiutarci, nei cristalli di quarzo, come pezzi
di "luce congelata".
Noi sciamani lavoriamo insieme ai cristalli di rocca per
riequilibrare un'anima danneggiata, come mostrerò in un prossimo
Cerchio di Tamburo.
Ma i quarzi ci aiutano in molti altri modi.
Dunque, lo sciamano comunica sia con gli Spiriti del Mondo Inferiore,
considerati dalla cultura imperante occidentale demoniaci, che con
gli Spiriti del Mondo di Mezzo, forse i così detti fantasmi, che con
gli Spiriti del Mondo Superiore, detti Angeli, Guide, Esseri evoluti?
Come sceglie la direzione nella quale dirigersi, in base al tipo di
malattia o in base alle vibrazioni del malato?
Curiamo sia coi poteri dei Mondi celesti sia con quelli del Mondo
Inferiore, solo agli Spiriti del Mondo di mezzo si ricorre raramente
e per piccole cose, perché non hanno potere sufficiente.
Quanto alla scelta lo sciamano, tra gli Spiriti che possono guarire
un dato problema, ricorre a quelli che sa gestire meglio o si fa
consigliare dai suoi Alleati.
Ci sono anche sciamani che lavorano solo coi poteri celesti o solo
con quelli sotterranei, in Mongolia li chiamano rispettivamente
sciamani bianchi e sciamani neri.
E' solo un fatto di padroneggiare meglio alcuni poteri piuttosto che
altri, non che ci sia inimicizia tra forze chiare e oscure. In
generale però sia gli Spiriti dell'alto che quelli del basso possono
guarire tutto.
Tranne alcune malattie molto gravi e avanzate , che possono venir
guarite unicamente da Spiriti altissimi del Cielo, e soltanto se
vogliono farlo. E' quel che nella nostra cultura si chiama miracolo.
Cosa pensi della reincarnazione?
Ognuno di noi vive migliaia di esistenze.
Ma non sono una catena di vite che si succedono rigidamente nel
tempo, perché il tempo è solo un inganno, come ho detto prima.
Le vite di ciascuno sono come tantissime foglie che galleggiano
sparse su un fiume.
Sciamani e maestri possono uscire da questa realtà ingannevole e
vedere il fiume.
Possono anche espandere la coscienza fino a essere consapevoli di
tutto il flusso delle loro esistenze.
I maestri che a suo tempo descrissero la reincarnazione
semplificarono in quel modo perché gli uomini della loro epoca non
potevano assolutamente concepire nulla fuori del tempo.
La catena delle incarnazioni è solo una parte del tuo flusso di
esistenze. Ma in realtà un'altra delle tue esistenze può svolgersi
altrove in questo momento senza che tu, come Anna Gentile, sia ancora
morta. Il tempo infatti non ha significato.
Cosa sono i chakra per uno sciamano e su quanti chakra lavori tu?
Sono vortici di potere - o se preferisci di energia - come per tutti.
L'anima attraversa, pulsando, i chakra in su e in giù, come un'onda.
Se intendi su quanti chakra lavoro per operare una guarigione, su
quelli necessari, nessuno escluso.
Nel tuo sito si legge:
"Il tentativo di compiere solo azioni positive è, nella visione
sciamanica un irrealistico e pericoloso gesto di presunzione:
l'universo non può sussistere senza negatività, la vita finirebbe
senza morte e senza uccisioni ... L'importante è che non ci sia mai
un eccesso di negatività (come uccidere con crudeltà o senza ragione)
e che azioni positive vadano a compensare quelli negative."
Non credi che affermazioni di questo tipo possano essere
pericolosamente interpretate in tempi di fanatismi ed estremismi
religiosi?
Immagino di sì, ma l'unico modo di non venir fraintesi da qualcuno è
quello di non dire niente. E neanche così è sicuro.
Non credo però che i fanatici religiosi abbiano bisogno della mia
benedizione. E tanto meno che leggano un sito di sciamanesimo.
Vuoi spiegare meglio allora la differenza tra Animale di Potere e
Spirito Alleato?
L'Animale di Potere è un tipo di Alleato Animale.
Si possono avere altri tipi di alleati animali, ad es. alcuni
sciamani hanno come Alleato lo Spirito di un animale morto, oppure
anche di un animale ancora in vita.
L'Animale di Potere è una cosa diversa: proviene dal Mondo
Sotterraneo o dal Mondo Sotto le Acque, che sono zone diverse del
Mondo Inferiore, e non è lo Spirito di uno specifico individuo, ma è
il Potere di tutta la specie.
In altre parole se il tuo animale di potere è il Cavallo, non hai
come Alleato un dato cavallo, vivo o morto che sia, ma lo Spirito
della "cavallinità". Ciò lo rende assai potente. Gli sciamani, per il
loro lavoro, hanno molti Alleati, in tutti e tre i mondi.
Una volta scoperto il proprio Animale di Potere per poterne
trarre "beneficio" cosa bisogna fare?
La cosa più importante è danzarlo.
Ed è anche quella che gli occidentali fanno meno.
Lo Spirito Animale desidera sentirsi "nella carne" perché ciò è nella
sua natura animale, durante la danza entra in te e può sperimentare
la fisicità.
La danza è un dono che gli facciamo. Ma anche un dono a noi stessi
perché così ci fondiamo con lui (o lei) per alcuni minuti in
profondità e il suo Potere inizia a trasformarci.
L'Animale di Potere deve restare un "segreto"?
Cosa pensi tu dei "segreti"?
In alcune tradizioni native è un segreto.
Comunque è bene mantenerlo segreto finché non ci siamo legati a lui
profondamente e il potere non ha iniziato a manifestarsi in noi anche
sul piano fisico. Questo richiede da 3 a 6 mesi. Prima di allora, il
legame con l'Animale è labile e parlandone il suo potere rischia di
disperdersi. E' come tenere protetto un bambino finché non è
abbastanza forte da affrontare il mondo.
I segreti servono a questo - prendersi cura di un potere che ci è
stato donato finché non si è radicato in noi. E bada che anche la
conoscenza è un potere.
Oppure si tiene segreto qualcosa a chi ancora non l'ha sperimentato
perché non potrebbe capirlo e lo fraintenderebbe.
La differenza tra gli sciamani, i maghi, i wiccan, sta nell'Animale
di Potere?
No, non è soltanto questo.
I maghi cercano di obbligare gli Spiriti a fare qualcosa utilizzando
oggetti, più o meno materiali, che hanno potere su di loro: formule,
simboli... Di solito non vanno in altri mondi. Gli sciamani vanno
anche in altri mondi e per ottenere un risultato fanno trattative con
gli Spiriti, li pregano oppure chiedono ai loro Spiriti Alleati -
l'Animale di Potere ma non solo - di presentargli uno Spirito che
possa essere d'aiuto.
Ma lo sciamanismo puro esiste solo nei libri di antropologia.
Nella realtà gli sciamani nativi usano anche la magia.
Però non tutti i maghi sono sciamani.
Tu hai scritto:
"Quando il legame col partner o il gruppo si spezza o diventa vacuo
la persona subisce il vuoto interiore e la perdita di affettività e
cade preda di possessioni, con frequenti dipendenze da alcol, farmaci
o cibo - o da altre abitudini ripetitive, come trascorrere la vita di
fronte alla tivù."
In questi casi lo sciamano cosa può fare?
In questi casi la persona ha ceduto l'anima ad altri (gruppo,
partner, genitore...) allo scopo di proteggerla e rinforzarla.
Quando il legame si spezza, l'anima va perduta.
Lo sciamano può recuperare l'anima e riportarla al malato.
Vorrà anche trovargli un Alleato per proteggere l'anima affinché non
si senta più così debole e sola.
Cosa fa uno sciamano quando si sente solo?
Cerca compagnia.
La compagnia degli Spiriti non basta, perché noi siamo esseri umani e
abbiamo bisogno dei nostri simili.
Gli sciamani non sono dei mistici.
Potrà sembrare banale in occidente, ma tra i nativi gli sciamani si
sposano e hanno figli.
Questa è buona medicina.
Ho letto che tu come sciamano operi anche guarigioni a distanza, e in
questo caso ti servi delle pietre.
Puoi raccontarci che genere di pietre usi? E quali generi di successi
hai ottenuto?
Sono tutti sassi comuni, non cristalli. Ma i sassi non sono mai
comuni: sono Spiriti solidi, rassicuranti e saggi.
ll successo maggiore nel lavoro a distanza è forse stato un giovane
di Roma cui era stata diagnosticata una probabile schizofrenia.
La diagnosi non era definitiva solo perché di regola gli psichiatri
devono attendere 6 mesi dalla prima visita. Quando la famiglia si è
rivolta a me ne erano passati, credo, più di 4. Con tre interventi a
distanza è guarito del tutto, non ha più avuto allucinazioni né altre
forme di alienazione dalla realtà.
Ora può fare una vita normale, anche se è un po' debole - ciò dipende
dal fatto che la famiglia è troppo protettiva con lui e trattiene la
sua anima per proteggerla. Se smettessero di farlo, potrebbe
diventare forte come dovrebbe essere. Ma la guarigione cui sono più
affezionato è quella di una mia amica australiana, una psicoterapista
e pittrice di nome Michele McCrea. Soffriva da tempo di ricorrenti
affezioni a bronchi e polmoni alternate con eruzioni della pelle. Una
parte della sua anima era stata perduta. Aveva tentato di tutto,
oltre alla medicina ufficiale, dall'omeopatia all'agopuntura. Con un
recupero dell'anima e una purificazione è guarita del tutto in pochi
giorni.
L'Howlite o Magnesite (qui la confusione dei termini è grande) è una
pietra dal grande potere sciamanico. Tu la usi?
No. Senza nulla togliere all'howlite.
Usi altre pietre per scopi particolari?
Tutti gli sciamani Shuar possiedono almeno una pietra Namùr: è una
pietra dell'Amazzonia, nera e liscia, abbastanza rotonda. Più è
sferica e più ha potere.
Viene donata direttamente dagli Spiriti oppure da un altro sciamano.
Passandola in un modo particolare sul corpo di un malato trattiene
energie negative e cattiva sorte.
Solo gli sciamani possono toccarla, perché abbiamo degli tséntsak
(Alleati degli Shuar) che proteggono le mani - altrimenti provoca
sfortuna, ci si creda o no.
Puoi dirci del tuo nome Tsunki?
E' il nome di una divinità acquatica Shuar, il Signore degli animali
fluviali e del Mondo Sotto le Acque.
Tsunki è però soprattutto lo sciamano ancestrale perché insegnò agli
Shuar i principi dello sciamanesimo.
Vagando nella selva durante un temporale può capitare di vederlo
mentre esce dalle acque di un fiume: appare come un uomo dalla pelle
bianca e lunghissimi capelli.
Non so perché gli Shuar mi hanno chiamato così, forse perché sono un
bianco. I nativi non spiegano mai queste cose.
Nella tua biografia si legge del tuo "compito" che durerà fino al
2008.
Viene da pensare al cambio vibrazionale...
Cosa pensi tu in proposito? O meglio gli Spiriti ti hanno parlato in
questo senso?
Non posso ancora parlarne. A proposito di segreti...
Conosci i principi della nuova medicina del dott.Hamer? Pensi che la
tua scienza possa integrarsi con la sua?
Non conosco abbastanza di questa nuova medicina per risponderti.
Nell'intervista, scaricabile dal tuo sito, l'antropologo americano
Michael Harner (considerato attualmente la massima autorità nel campo
dello sciamanismo) dice: Attendo con ansia il giorno in cui la
scienza non escluda più la possibilità di una causalità spirituale e
diventi così completamente scientifica. Condividi? E pensi che questo
avverrà?
Potrei condividerlo, ma non ho nessuna ansia perché non credo proprio
che avverrà in tempi brevi.
Cosa pensi tu degli extraterrestri?
Molti affermano che sono già tra noi.
Alcuni pensano si tratti spesso di esseri prevaricatori che vogliono
il Potere sulla Terra.
Altri ne parlano come esseri angelici che possiedono una tecnologia e
conoscenze spirituali molto più avanzate delle nostre e li vedono
assolutamente positivi e desiderosi di aiutarci.. .
Direi che ci sono differenti popoli di extraterrestri e quindi
possono aver ragione tutti, ottimisti e pessimisti.
Ma quando si scoprirà davvero chi sono gli alieni, credo che molti
avranno delle sorprese. Lo penso anche io.
Grazie, Tsunki !
Un primo passo verso lo sciamanesimo si può compiere il 6 marzo
andando in Trentino per partecipare con Tsunki ad una giornata (9 -
20) che si preannuncia davvero particolare: un così detto "Cerchio di
Tamburo" per il " Recupero dell'Anima e il Riequilibrio dell'Anima
danneggiata". La giornata è aperta a tutti con una spesa alla portata
di tutti
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Come riconoscere la vostra chiamata sciamanica
Esistono dei criteri molto antichi, alcuni del tutto esoterici, per
sapere se siamo chiamati dagli Spiriti a diventare sciamani.
Gli Spiriti infatti lasciano dei segni nel corpo e nell'anima del
futuro sciamano, segni che possono essere letti solo nell'Altra
Realtà, mentre qui possono sembrare privi di senso o venir fraintesi.
Perché possiate riconoscere in voi questi segni, ho preparato questo
speciale questionario.
Rispondete alle domande e scoprirete se gli Spiriti vi chiamano, se
il vostro compito è diventare sciamani.
Gli sciamani infatti sono scelti dagli Spiriti.
In realtà lo sono anche i veri medici e i veri artisti. E lo sciamano
è un artista in effetti. Sciamanesimo è arte.
Nelle popolazioni native, gli sciamani sono spesso figli di sciamani.
Ma non si tratta di una trasmissione genetica: alcuni talenti
sciamanici possono essere ereditari, questo è vero - ma soprattutto
gli Spiriti trovano più facile chiamare a questo compito il figlio di
uno sciamano o sciamana, perché ha già familiarità con lo
sciamanesimo e con le sue tecniche.
Per riconoscere la vostra chiamata, potete anzitutto guardare se
avete uno di questi segni congeniti o risalenti alla prima infanzia:
A. Uno dei vostri genitori ha doti paranormali? Ad es. sogni
premonitori, doti telepatiche o talento effettivo di cartomante?
Oppure ha capacità di guarire con le mani o di far passare i dolori
fisici? Questo segno è più forte se il genitore dotato è la madre,
poiché la trasmissione in linea materna è più frequente.
Può valere anche il caso in cui queste doti siano in uno dei nonni.
B. Siete nati "con la camicia" ossia avvolti del tutto o soltanto la
testa in una sottile membrana? Questo in tutte le tradizioni del
mondo - sciamaniche e no - è segno di rapporto speciale col mondo
degli Spiriti.
C. Siete nati con uno o più dita di troppo alle mani o ai piedi? E'
un segno tipico dei futuri sciamani.
D. Siete o siete stati epilettici? E' spesso una chiamata degli
Spiriti, ma non sempre di natura sciamanica.
E. Avete fin dalla nascita o dall'infanzia qualche menomazione
fisica? Quelle che più spesso sono segni di chiamata a sciamanizzare
sono la sordità e la zoppìa.
Altri segni fisici che non risalgono necessariamente alla nascita o
alla prima infanzia, possono essere:
F. Siete stati colpiti da un fulmine? Oppure da una violenta e
pericolosa scarica elettrica? Che sia accaduto da adulti o da
bambini, è segno molto sicuro di chiamata sciamanica.
G. Siete sopravvissuti fortunosamente a un incendio o a un naufragio?
O siete stati per annegare?
H. Avete avuto una malattia apparentemente seria, ma dai sintomi
strani e non classificabili dai medici?
Questa è la tipica malattia sacra, segno abbastanza certo di chiamata.
I. Oppure siete sopravvissuti a un coma grave o a una morte
apparente? O siete stati, per malattia o incidente, in punto di
morte, perdendo conoscenza?
Gli sciamani dicono allora che siete andati nella Terra dei Morti e
tornati indietro. Da questo viaggio terribile e pericoloso si
riportano indietro di solito poteri sciamanici.
J. Avete avuto e siete guariti da una malattia grave, anche se non
risponde ai casi H e I? Può trattarsi comunque di una malattia sacra,
ma non è sicuro.
K. Avete una malattia cronica e incurabile, risalente all'infanzia o
all'adolescenza? Questo può essere un differente tipo di malattia
sacra.
I segni fisici dalla B alla K non sono comuni e caratterizzano di
solito i futuri grandi sciamani.
Segni più frequenti sono quelli che riguardano la personalità:
1. Da bambini, avevate il desiderio frequente di andare nel bosco o
nella Natura da soli e di rimanerci a lungo, magari cercando di
passarci la notte? Se sentivate questo bisogno e cercavate di
metterlo in pratica, è un segno molto tipico di chiamata sciamanica.
2. Da piccoli eravate dei solitari? E vi consideravano eccentrici
o "diversi"?
3. Avete avuto, da bambini o adulti, vari fenomeni per premonizione?
Oppure frequenti déja-vu verificabili, non solamente soggettivi (ad
es. andare in un luogo sconosciuto e "sapere" cosa ci sarà dietro una
curva, dirlo a qualcuno e poi verificarlo)?
4. Avete dimostrato, anche solo eccezionalmente, capacità di
guarigione o di far passare il dolore, ad es. con l'imposizione delle
mani o con la preghiera? Non valgono qui casi di auto-guarigione.
1. Avete avuto visioni di fantasmi o UFO o Spiriti che vi hanno
contattato in qualche modo?
2. Vi è capitato di incontrare più volte in differenti sogni lo
stesso animale? Oppure la stessa figura di un maestro, ossia di un
uomo o una donna dall'aspetto saggio e autorevole, specie se un
nativo (indio, pellerossa o mongolico)? Si tratta allora di uno
Spirito Guardiano, che viene probabilmente a chiamarvi a
sciamanizzare.
3. Avete avuto ripetuti sogni premonitori o che mostrano eventi
presenti o passati a voi ignoti e però verificabili?
4. Avete spesso sogni strani e molto vividi, insomma una vita onirica
molto attiva e dal contenuto spesso insolito? Significa che la vostra
anima è attratta fortemente dall'Altra Realtà, spesso un segno di
chiamata sciamanica.
5. In questa realtà, vi sono capitati numerosi incontri con gli
stessi animali, specie se in circostanze insolite?
6. Avete il desiderio, l'impulso di diventare sciamani? Questo è in
realtà uno dei segni migliori della vostra chiamata, specie se non ne
capite la ragione e tanto più se è forte o impellente.
Risultati
 Se avete risposto sì a una (o più) delle domande A - K e ad almeno
tre di quelle 1 - 10, complimenti e auguri per il vostro avvenire di
sciamani! La vostra chiamata sciamanica potete considerarla certa,
anche se occorre sempre la conferma degli Spiriti.
Lo stesso se avete dato risposta positiva a due domande A - K e a due
di quelle 1 - 10.
 Nel caso abbiate risposto sì a una delle domande A - K e a due di
quelle 1 - 10, la vostra chiamata è pressoché certa.
 Avete detto sì a una delle domande A - K e ad almeno una di quelle
1 - 10? La vostra chiamata a sciamanizzare è quasi sicura.
 Avete dato risposta positiva a 3 domande? La vostra chiamata
sciamanica è assai probabile.
 Se infine avete risposto sì solo a 2 domande di quelle del gruppo
1 - 10, la vostra chiamata è probabile, ma meno sicura.
Possono comunque esserci altri segni di chiamata sciamanica - se
credete di essere chiamati a questo e specialmente se avete detto sì
alla domanda 10, abbiate coraggio e iscrivetevi all'Apprendistato
Sciamanico a Distanza: gli Spiriti vi risponderanno e apprezzeranno
il vostro coraggio!
E se dovessero dire che la vostra chiamata non è autentica o che
questo non è il momento giusto per voi, la quota di iscrizione vi
sarà immediatamente restituita.