Tutti all’Arè Rock Festival a celebrare i sogni, in attesa degli eventi finali del festival
Mercoledì 28 primo gruppo in gara sono stati i coratini <a href=http://www.aquarata.it>Aquarata </a>(etno-folk), che portano avanti un progetto di valorizzazione delle tradizioni popolari, grazie alla collaborazione del maestro Luigi Palumbo, voce e autore delle musiche del gruppo, con il poeta vernacolare Gerardo Strippoli, autore dei testi. L’esibizione degli Aquarata consente di ripercorrere e rivivere riti, storie antiche e credenze popolari, come quella del folletto “Scazzamerriedde”, accompagnata dal ritmo indiavolato di un folk pizzicato, in cui sempre rilievo trovano gli arpeggi di chitarra classica di Giuseppe Mazzilli. Netto cambio di sonorità per la seconda band in gara, gli <a href=http://www.wormhole.it> Wormhole </a>(gothic-rock, Matera), che propongono un rock aggressivo e graffiante, che ricorda l’epic metal degli Evanescence. Nel repertorio proposto dal gruppo, che ha registrato nello scorso agosto il suo secondo promo, spiccano in particolare l’intro strumentale e il ritornello “addictive” di “Longing for Darkness”. Nei testi e nelle linee vocali della band, si mescolano sensualità e candore, semplicità e seduzione. Ultimo gruppo della serata extra sono stati gli <a href=http://www.myspace.com/psychopathicromantics>Psychopathic Romantics </a>(romantic psychedelic rock, Caserta). Il basso che fa da spina dorsale al ritmo dell’accattivante “Religion Fines” e il mandolino di Augusto De Cesare ricordano i R.E.M., ma a un sound da ballate quasi country molto americaneggianti la band alterna inaspettate accelerazioni elettriche in salsa psichedelica, fulminanti e vibranti. Non manca un momento letteralmente “psicopatico-romantico” con tanto di insolita descrizione, tra il serio e il faceto, di un quadro.
Il 29 marzo invece
classico concerto del giovedì sera, per
l’ottava serata del concorso. Aprono la serata i foggiani <a href=http://www.shoeskillinworm.it/>Shoe’s
Killin’ Worm </a>(rock-elettro-noise) che propongono un indie
rock di
qualità ad alto tasso emozionale, tra squarci lirici visionari,
atmosfere
oniriche e cambi di ritmo violenti. Di grande intensità le
interpretazioni
sofferte del cantante Luca Rossetti, la cui voce acuta rammenta lo
stile di
Thom Yorke, frontman dei Radiohead. Proprio tratte da “The Bends” della
band di
Oxford sembrano molti brani del set; meritano una menzione speciale tra
le
canzoni proposte “Feel the Force”, che parte lenta e sognante per
esplodere
persino in suoni distorti, e l’ipnotica “L’ombra di Pyotrec”. Segue
l’esibizione degli eclettici <a href=http://www.leitmotivonline.net>Leitmotiv
</a>(schizofrenico-chanson-underground, Sava, TA),
che contamina rock, new wave, ritmi swing e
cenni di ska, oltrepassando limiti tra i generi in brani camaleontici
ed
entusiasmanti, tra le metamorfosi vocali tra tonalità, timbri e lingue
dell’istrionico
Giorgio Consoli. “Magno cum gaudio populi” è satira sui gusti del
“popolo” che
si rivela voyeur dei reality-show e decreta il successo degli “artisti
senza
musa” che “non sopravvivono all’estate”; in “24h” invece, si canta con
malinconia lo stress lavorativo di chi lavora tutto il giorno senza
sosta né
più quei sogni che caratterizzavano l’infanzia “non normata” rimpianta
in
“Balocchi”. Il finale dello show è nelle mani degli <a href=http://www.myspace.com/4hopeleaves>Hope
Leaves </a> (acoustic rock, Vittorio Veneto, TV). I musicisti
trevigiani
riescono a proporre un ottimo rock senza utilizzare la chitarra
elettrica, ma
basso e chitarre acustiche. Il basso di Marco Modanese si fa notare
soprattutto
in “For a While”, mentre in “Sinner” le delicate e fitte trame di
arpeggi di
Enrico De Luca e Neil Lucchetta realizzano un sound particolarmente
made in
USA, grazie anche al tocco country e d’atmosfera dell’armonica. Ballata
rock
drammatica, accorata e coinvolgente è poi “Bare and Mine”, in cui si
può meglio
apprezzare la voce dal calore quasi grunge di Neil.
Giovedì 5 aprile saliranno sul palco della manifestazione (pub “I Bucanieri”, ingresso gratuito, ore 21) Horizons (Rock, Barletta) e U’ Papun (Folk rock d’autore, Bari). Hanno annunciato la loro assenza invece i Conto in Rosso (cantautorale ska-swing, Torino), per problemi personali e organizzativi.
Durante la serata,
sarà proposta dall’associazione Europa
Giovane una petizione che chiede il divieto di attendamento sul
territorio
comunale di circhi con animali.
Le 12 band che supereranno questa prima fase del concorso avranno accesso ai quarti di finale (6 band per serata) a fine aprile, mentre le migliori 6 parteciperanno la semifinale del 12 maggio, che si avvarrà della presenza di una giuria tecnica giornalistica di calibro nazionale, per la quale hanno già dato la loro disponibilità Giancarlo Passarella (Musicalnews.com – Fanzine.net), Rosaria Renna (RDS), Paola Gallo (Radio In Blu – Radio Italia), Paola De Simone (Radio In Blu), Luca Trambusti (Radio Popolare – Kataweb), Francesco Pasquali (RDS), Antonio Ranalli (Jam – Musikbox – Vintage). L'esibizione dei gruppi sarà seguita dal concerto dei Giardini di Mirò, che in questi giorni hanno terminato la prima fase del tour organizzato dalla DNA concerti per l'acclamato "Dividing Opinions" (Homesleep), confermandosi i campioni italiani di un post-rock etereo e tagliente ad un tempo che probabilmente non ha niente da invidiare a quello dei "cugini" scozzesi Mogwai.
Le due band del concorso che supereranno anche quest'ultima gara avranno l'onore di aprire il concerto di un ospite musicale di grande fama nazionale (l’organizzazione è attualmente in contatto con l’agenzia Colorsound per Elio e le Storie Tese). Alla band vincitrice andrà un premio del valore di 2000 euro. Inoltre, i 6 gruppi semifinalisti senza ulteriori selezioni saranno ammessi di diritto al Music Village; infine il demo di uno dei 36 gruppi sarà coprodotto da Beppe Massara presso il "Gel Studio" di Trani. Il concorso si avvale come media partner del quinto portale d'informazione musicale italiano, Musicalnews.com, della free-press CultTime, di RadioIdea e del fotografo Sabino Balestrucci.
Jole
Silvia Imbornone
Ufficio Stampa Arè Rock Festival
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ufficiostampa@...
| Recensioni
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| Pubblicato il 05/04/2007 alle 15:46:22 | |
Mercoledì 28 primo gruppo in gara sono stati i coratini Aquarata(etno-folk), che portano avanti un progetto di valorizzazione delle tradizioni popolari, grazie alla collaborazione del maestro Luigi Palumbo, voce e autore delle musiche del gruppo, con il poeta vernacolare Gerardo Strippoli, autore dei testi. La conoscenza delle proprie radici porta inevitabilmente alla ri-scoperta degli scambi e i contatti interculturali tra tradizioni differenti; pertanto l’apertura del set della band è affidata proprio a un pezzo che mescola la lingua araba al casigliano antico (“La Mujer De Terah”). L’esibizione degli Aquarata consente di ripercorrere e rivivere riti, storie antiche e credenze popolari, come quella del folletto “Scazzamerriedde”, accompagnata dal ritmo indiavolato di un folk pizzicato, in cui sempre rilievo trovano gli arpeggi di chitarra classica di Giuseppe Mazzilli. Degni di nota anche il violino di Pietro Catucci e la seconda voce di Paola Caterina. Netto cambio di sonorità per la seconda band in gara, gli Wormhole (gothic-rock, Matera), che propongono un rock aggressivo e graffiante, che ricorda l’epic metal degli Evanescence. Nel repertorio proposto dal gruppo, che ha registrato nello scorso agosto il suo secondo promo, spiccano in particolare l’intro strumentale e il ritornello “addictive” di “Longing for Darkness”. La band è composta da Francesco Faniello alla chitarra, Valentina Marvulli alla voce, Domenico Montemurro al basso e Paolo Bitonto alla batteria. Nei testi e nelle linee vocali, si mescolano sensualità e candore, semplicità e seduzione. Ultimo gruppo della serata extra sono stati gli Psychopathic Romantics (romantic psychedelic rock, Caserta). Il basso che fa da spina dorsale al ritmo dell’accattivante “Religion Fines” e il mandolino di Augusto De Cesare ricordano rispettivamente i R.E.M. di “Murmur” e “Document” da una parte, e quelli di “Out of Time” dall’altra. “The Masses” rammenta invece gli Eagles, ma a un sound da ballate quasi country molto americaneggianti la band alterna inaspettate accelerazioni elettriche in salsa psichedelica, fulminanti e vibranti. Non manca un momento letteralmente “psicopatico-romantico” con tanto di insolita descrizione, tra il serio e il faceto, di un quadro.
Il 29 marzo invece classico concerto del giovedì sera, per l’ottava serata del concorso. Aprono la serata i foggiani Shoe’s Killin’ Worm (rock-elettro-noise) che propongono un indie rock di qualità ad alto tasso emozionale, tra squarci lirici visionari, atmosfere oniriche e cambi di ritmo violenti. Di grande intensità le interpretazioni sofferte del cantante Luca Rossetti, la cui voce acuta e limpida ricorda la grazia di Jeff Buckley ma soprattutto rammenta lo stile di Thom Yorke, frontman dei Radiohead. Proprio tratte da “The Bends” della band di Oxford sembrano molti brani del set; meritano una menzione speciale tra le canzoni proposte “Feel the Force”, che parte lenta e sognante per esplodere persino in suoni distorti, e l’ipnotica “L’ombra di Pyotrec”. In evidenza sempre le chitarre elettriche di Marco Maruotti e Gianluca Grazioli. Segue l’esibizione degli eclettici Leitmotiv (schizofrenico-chanson-underground, Sava, TA), che contamina rock, new wave, ritmi swing e cenni di ska, oltrepassando limiti tra i generi in brani camaleontici ed entusiasmanti, tra le metamorfosi vocali tra tonalità, timbri e lingue dell’istrionico Giorgio Consoli. I brani della band sono impreziositi da testi che tra serietà e ironia si fanno alimento della riflessione;“Magno cum gaudio populi” è satira sui gusti del “popolo” che si rivela voyeur dei reality-show e decreta il successo degli “artisti senza musa” che “non sopravvivono all’estate”; in “24h” invece, si canta con malinconia lo stress lavorativo di chi lavora tutto il giorno senza sosta né più quei sogni che caratterizzavano l’infanzia “non normata” rimpianta in “Balocchi”. Frammenti dell’attualità politica, dal qualunquismo senza tempo agli scandali locali e nazionali, sono frullati nella sarcastica e divertente “I funerali del pollo”. Il finale dello show è nelle mani degli Hope Leaves (acoustic rock, Vittorio Veneto,TV). Ammiratori di grandi chitarristi come Paco De Lucia e Al Di Meola e ascoltatori di artisti gravitanti intorno al new acoustic, all’indie acustico e al lo-fi (Kings of Convenience, Devendra Banhart, Sufjan Stevens, ecc.), i musicisti trevigiani riescono a proporre un ottimo rock senza utilizzare la chitarra elettrica, ma basso e chitarre acustiche. Il basso di Marco Modanese si fa notare soprattutto in “For a While”, mentre in “Sinner” le delicate e fitte trame di arpeggi di Enrico De Luca e Neil Lucchetta realizzano un sound particolarmente made in USA, grazie anche al tocco country e d’atmosfera dell’armonica. Ballata rock drammatica, accorata e coinvolgente è poi “Bare and Mine”, in cui si può meglio apprezzare la voce dal calore quasi grunge di Neil.
Oggi,giovedì 5 aprile saliranno sul palco della manifestazione (pub “I Bucanieri”, ingresso gratuito, ore 21) Horizons(Rock, Barletta) e U’ Papun(Folk rock d’autore, Bari). Hanno annunciato la loro assenza invece i Conto in Rosso (cantautorale ska-swing, Torino), per problemi personali e organizzativi.
Durante la serata, sarà proposta dall’associazione Europa Giovane una petizione che chiede il divieto di attendamento sul territorio comunale di circhi con animali.
Le 12 band che supereranno questa prima fase del concorso avranno accesso ai quarti di finale (6 band per serata) a fine aprile, mentre le migliori 6 parteciperanno la semifinale del 12 maggio, che si avvarrà della presenza di una giuria tecnica giornalistica di calibro nazionale, per la quale hanno già dato la loro disponibilità Giancarlo Passarella (Musicalnews.com – Fanzine.net), Rosaria Renna (RDS), Paola Gallo (Radio In Blu – Radio Italia), Paola De Simone (Radio In Blu), Luca Trambusti (Radio Popolare – Kataweb), Francesco Pasquali (RDS), Antonio Ranalli (Jam – Musikbox – Vintage). L'esibizione dei gruppi sarà seguita dal concerto dei Giardini di Mirò, che in questi giorni hanno terminato la prima fase del tour organizzato dalla DNA concerti per l'acclamato "Dividing Opinions" (Homesleep), confermandosi i campioni italiani di un post-rock etereo e tagliente ad un tempo che probabilmente non ha niente da invidiare a quello dei "cugini" scozzesi Mogwai.
Le due band del concorso che supereranno anche quest'ultima gara avranno l'onore di aprire il concerto di un ospite musicale di grande fama nazionale. Finalmente trapela un nome dalle file dell’organizzazione. Un’ipotesi, una speranza. Si sta discutendo in queste ore l’ingaggio per il 13 luglio di una band dal pubblico trasversale, che unisce qualità e satira, tecnica e autoironia come gli straordinari Elio e le Storie Tese. Dopo il successo di “Cicciput” uscito nel 2003, l'uscita di "Animali spiaccicati", libri, i fortunatissimi spettacoli teatrali con Claudio Bisio, l'iniziativa di cd/dvd "brulé", tra cui l'ultimo "Il meglio di grazie per la splendida serata", la poliedrica band meneghina tornerà con un nuovo album in autunno ma prima attraverserà l’Italia durante l’estate in un nuovo, esilante tour.
Alla band vincitrice andrà un premio del valore di 2000 euro. Inoltre, i 6 gruppi semifinalisti senza ulteriori selezioni saranno ammessi di diritto al Music Village; infine il demo di uno dei 36 gruppi sarà coprodotto da Beppe Massara presso il "Gel Studio" di Trani. Il concorso si avvale come media partner del quinto portale d'informazione musicale italiano, Musicalnews.com, della free-press CultTime, di RadioIdea e del fotografo Sabino Balestrucci.