Cantando sotto la pioggia, si celebrano i gruppi del futuro
Ha sfidato
anche il maltempo
l’Arè Rock Festival, il concorso nazionale per artisti emergenti di
qualunque
genere musicale organizzato dall’associazione culturale Europa Giovane
di
Barletta. La manifestazione, che ha contato 126 iscrizioni e 36 gruppi
ammessi da tutt'Italia, dalla Sicilia al Piemonte, dal Veneto alla
Campania, è infatti giunta alla sua seconda fase, con le migliori 12
band in concerto. Nonostante il tempo variabile del giorno di festa e i
ripetuti e
violenti scrosci d’acqua del 26, il maestoso palco delle semifinali del
25 e 26
aprile in piazza Aldo Moro a Barletta e la trascinante musica dei
gruppi che
vi si sono esibiti hanno costituito un’attrazione imperdibile per un
pubblico
vasto e variegato per età e provenienza, che spaziava dai fan delle
band ad
ascoltatori appassionati e a curiosi calamitati dall’evento. I due
spettacoli,
presentati con molta professionalità da Lele Procida, sono serviti alla
giuria
tecnica e a quella popolare per decretare quali band accederanno alla
finale
del 12 maggio, con giuria nazionale e concerto delle icone del
post-rock
italico, i Giardini di Mirò. I 6 qualificati sono stati, secondo
l’ordine della
classifica, Giovanni Block & Masnada, U’ Papun, C.F.F. e il Nomade
Venerabile, Hope Leaves, Leitmotiv e B.L.O.Z. Di certo difficile sarà
stato per
i giurati emettere il fatidico verdetto, perché le serate hanno messo
in luce
autentici talenti, a cui è facile invece augurare una luminosa carriera
nel
panorama musicale italiano. Ad aprire la prima serata, in cui si è
registrata
inaspettatamente l’assenza degli Juta, trattenuti da un impedimento
dell’ultim’ora, sono stati i baresi One Way Ticket. Esplosiva la grinta
del
frontman Maurizio Maremonti, che, con la maestria propria della band,
propone
un rock granitico, di impatto immediato, pronto a farsi tagliente e
ironico in
“Sondaggi d’opinione” e a far scatenare il pubblico sulle note di
“Supermarket”
e “Pareti mute”. A seguire sale sul palco U’ Papun, “l’uomo nero”
Alfredo
Colella e il suo gruppo, che unisce una vocazione cantautorale degna di
efficaci e coinvolgenti cantastorie ad una ricerca musicale nell’ambito
del
rock, che usufruisce delle non comuni doti dei musicisti. Oltre alla
divertente
“Giulietta”, c’è spazio nel set per la rabbiosa “Danza degli
insoddisfatti” e
per un’amara ballata da brividi sulle ombre, anzi sulle nebbie che
avvolgono
un’immobile Bari. Classico l’esordio del set dei Camillorè, ex
Metafora, anche
loro provenienti dal capoluogo pugliese, con l’edificante ma
scatenatissima
storia di “Camillo re di Sghisghigno”. Questo brano esemplifica la
fantasia
mirabolante che nutre il repertorio della band, che ne fa aperto elogio
nella
canzone di chiusura, “Un’estate a Paperopoli”. La chiusura della prima
semifinale è decisamente all’insegna del rock, con Shide e B_crunch; i
primi
uniscono alla dolcezza della voce di Renata Morizio (in evidenza
soprattutto in
“So Alien”, canto dei dubbi e delle fragilità) i virtuosismi del
chitarrista
Stefano Giungato e le entusiasmanti linee di basso di Donato Casale.
Dei
secondi, formazione brit-rock tranese, sono da ricordare i riff di
chitarra
delle strofe di “Tra voci ed immagini” (in cui una malinconia
avvolgente corrode
l’aspirazione alla serenità del testo), nonché l’interpretazione
intensa e
sicura di Raffaele Fiantanese, tra acuti e naturali vocalizzi. La
seconda
serata comincia sotto la pioggia: a scaldare il pubblico infreddolito
ci
pensano i Leitmotiv (da Sava, TA)e il loro eclettismo in bilico tra
rock anni
’70, con tanto di chitarre distorte, e la canzone d’autore, con il
fervore del
canto-recitazione dello straordinario Giorgio Consoli. Travolgente è
soprattutto la loro “Passenger”, la francofona “Le bonheur”. Adeguata
al
penetrante e invasivo umido della serata è la prima canzone dei
foggiani Shoe’s
Killin’ Worm, la pungente “La pioggia lava l’aria”; il loro set mescola
psichedelia, indie-tronica, showgaze ed atmosfere inquiete, come quelle
che
animano la storia in nero di “Mantide”. Atteso dai fedelissimi delle
qualificazioni live, che per dodici serate hanno costituito un
appuntamento
fisso al pub “I Bucanieri” di Barletta, era il ritorno dei napoletani
Giovanni
Block&Masnada. Il loro teatro-canzone si impone per freschezza
giovanile,
per l’indiscutibile carisma del suo frontman, cantante e flautista, e
la
bravura dei suoi musicisti, provenienti dai conservatori o dall’ambito
jazz.
Dopo le esilaranti “Il motivetto” e “L’uomo nuovo”, la pensosa e
toccante chiusura
è dedicata alla loro “Città di vetro”. L’esibizione successiva, quella
dei
C.F.F. e il Nomade Venerabile, è introdotta dalla storia di Orfeo ed
Euridice,
narrata da una voce di bambina; proprio come le note del mitico
cantore,
l’effetto della loro musica è prodigiosamente magico e riduce la folla
della
piazza ad un silenzio attonito e intento, percorso dai brividi che
provocano le
loro canzoni, grazie alle drammatiche interpretazioni di Anna Maria
Stasi e
della ballerina Anna Moscatelli, ma anche a crescendo, pause e riprese
ricche
di pathos, come in “Satori”. Quinto gruppo della serata, direttamente
da
Vittorio Veneto (TV), gli Hope Leaves, che cullano gli spettatori con
le loro
ballate rigoramente acoustic-rock, dimostrando grande abilità tecnica e
raggiungendo
un ottimo tasso emozionale con “Black Soul” e “Bare and Mine”; il loro
sound,
americaneggiante ed accattivante, sa farsi strada visibilmente tra gli
ascoltatori. Ultima band i barlettani B.L.O.Z., con il loro metal
sperimentale,
che si avvale della voce camaleontica e bruciante di Ruggiero Paolillo
e
infiamma i presenti con ritmiche aggressive elaborate con notevole
perizia dal
batterista Ruggiero Scassano e dal bassista Massimiliano Cortellino.
La finale
del 12
maggio si avvarrà della presenza di una giuria tecnica
giornalistica di calibro nazionale, per la quale
hanno dato la loro disponibilità Giancarlo Passarella (Musicalnews.com
– Fanzine.net), Rosaria Renna (RDS), Paola Gallo (Radio
In Blu – Radio Italia), Paola De Simone (Radio
In Blu), Luca Trambusti (Radio
Popolare – Kataweb), Francesco Pasquali (RDS), Antonio Ranalli (Jam – Musikbox – Vintage).
L'esibizione dei gruppi sarà seguita dal concerto dei
Giardini di Miro', nell’ambito del fortunato tour
dell'acclamato album “Dividing Opinions”.
Hanno detto dei
reggiani Giardini di Mirò:
“Oggi,
scrivere dei Giardini di Mirò – una band che semina
sold-out in ogni club che visita – e di "Dividing
Opinions" – un disco suonato
persino su Radio Rai nel primo
pomeriggio – rischia di portare all'elogio autoreferenziale, al
testamento
compiaciuto o – ancora peggio – all'agiografia. (…)"Dividing
Opinions" è così un disco (…) di
rottura. Per nulla autocompiaciuto. Denso. Violento. Perdutamente
incazzato eppure così poetico nel suo ricercare la grazia.
(…)Una raccolta di brani di rara
bellezza, dall'insieme coerente e compatto, dal grande peso
specifico. Una
sorta di pietra miliare della loro
storia che inevitabilmente finirà col diventare un cimento condiviso,
riverito,
temuto, analizzato e studiato.”
Carlo Pastore, Rockit
“Dopo
quattro anni di silenzio i Giardini di Mirò ritornano con un piccolo e prezioso capolavoro dell’indie
nostrano.(…) Un album maturo, pieno
e possente, forse più violento dei precedenti ma denso della grazia
cui i
cinque ci hanno abituato. (…)
Un disco
che potrebbe finalmente
lanciare i Giardini oltre i confini italici, dove peraltro stanno già riscuotendo successo anche
grazie alla collaborazione con la 2nd Rec. Uno
degli album migliori di questo inizio 2007.”
Simona Silvestri, Delrock.it
“…partirono
come una convincente risposta italica al post-rock e, ora
che il genere è rigorosamente tabù, diventano altro, tentati
dall’elettronica
gentile (Spectral Woman), per niente
impauriti dalla forma canzone e curiosi di tutto quello che c’è intorno.”
Gianni
Santoro, XL Repubblica
I primi due
classificati nella finalissima del 13 luglio al
Fossato del Castello Svevo di Barletta avranno poi l'onore di aprire il
concerto di un ospite musicale di grande fama nazionale
(l’organizzazione è
attualmente in contatto con l’agenzia Colorsound per Elio e le Storie
Tese).
Alla band vincitrice andrà un premio del
valore di 2000 euro. Inoltre, i 6 gruppi finalisti senza ulteriori
selezioni saranno ammessi di diritto al Music
Village, evento dedicato agli artisti emergenti di tutta Italia
organizzato
dalla Event Sound Promotion, specializzata nella comunicazione e
promozione
discografica. Ad una delle 6 band finaliste dell’Arè Rock
Festival
sarà offerto un video-clip realizzato
da Sabino Balestrucci, Dario Battaglia ed Enzo Campanella (BBC group
produzioni
by RiScatti). Infine il demo di uno dei
36 gruppi selezionati per il concorso sarà coprodotto
da Beppe Massara presso il 'Gel Studio' di Trani. Il
festival si avvale come media partner del
quinto portale d'informazione musicale
italiano, Musicalnews.com, della free-press CultTime,
di RadioIdea e del fotografo
Sabino Balestrucci.
Jole
Silvia Imbornone
Ufficio Stampa Are' Rock Festival
http://www.arerockfestival.it
http://it.groups.yahoo.com/group/arerockfestival/
http://www.myspace.com/arerockfestival
ufficiostampa@...