Italia e Spagna condannate dalla Corte di Giustizia Europea;
pretendono che gli utenti di ogni biblioteca pubblica paghino i diritti d'autore per ogni prestito di cui usufruiscono.
Le biblioteche pagano gia' il diritto d'autore quando acquistano un libro.
Le biblioteche diffondono la cultura, non scoraggiano l'acquisto di libri.
A favore della petizione anche l'AIB (Associazione Italiana Bibliotecaria), il premio Nobel Dario Fo e Franca Rame
Firmate la petizione in Auletta Studenti
Oppure scaricate il modulo dal sito:
fate firmare e fateci avere i moduli compilati, o spediteli voi stessi a Madrid, all'indirizzo riportato sui moduli
Il modulo può essere firmato:
- Auletta Studenti / Minimo7 fac. Ingegneria
- Biblioteca centrale facoltà di Ingegneria
- Biblioteca dip. Ingegneria Elettrica fac. Ingegneria
- Biblioteca centrale di Lettere (salvo approvazione del Preside)
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Manifesto dell'UNESCO Novembre 1994
<< La libertà, il benessere e lo sviluppo della società e degli individui sono valori umani fondamentali.
[...]
La partecipazione costruttiva e lo sviluppo della democrazia dipendono da un'istruzione soddisfacente, così come da un accesso libero e senza limitazioni alla conoscenza, al pensiero, alla cultura e all'informazione.
La biblioteca pubblica, via d'accesso locale alla conoscenza, costituisce una condizione essenziale per l'apprendimento permanente, l'indipendenza delle decisioni, lo sviluppo culturale dell'individuo e dei gruppi sociali.
Questo documento dichiara la fede dell'UNESCO nella biblioteca pubblica, come forza vitale per l'istruzione, la cultura e l'informazione e come agente indispensabile per promuovere la pace e il benessere spirituale delle menti di uomini e donne.
[...]
Le raccolte e i servizi non devono essere soggetti ad alcun tipo di censura ideologica, politica o religiosa, nè a pressioni commerciali.
[...]
In linea di principio l'uso della biblioteca pubblica deve essere gratuito.
[...]
La biblioteca pubblica rientra nelle responsabilità delle autorità locali e nazionali. Deve essere retta da una legislazione specifica e finanziata dalle amministrazioni nazionali e locali.>>
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Richiesta alla Commissione Europea di revoca della Direttiva 2006/115/CE
La Direttiva europea 2006/115/CE, sui diritti di noleggio e prestito e altri diritti affini ai diritti d’autore nell’ambito della proprietà intellettuale obbliga i paesi europei a riscuotere un canone dalle biblioteche per la loro attività principale: facilitare la lettura e il sapere attraverso il prestito dei libri e documenti di qualsiasi tipo. Noi, lettori italiani, insieme a centinaia di bibliotecari, scrittori, librai, editori, intellettuali, artisti, scienziati, maestri e professori chiediamo alla Commissione Europea di concedere la possibilità di derogare a questa direttiva per svariati motivi, tra i quali i seguenti:
• Perché la lettura è un bene e un diritto pubblico che non deve essere soggetto a limiti né restrizioni di alcun tipo.
• Perché il canone presuppone l’introduzione di una logica mercantile in un servizio pubblico come la biblioteca.
• Perché è ingiusto che un settore privato, cioè l’industria editoriale e le associazioni di gestione dei diritti, che trattengono una parte del canone lì dove esiste, imponga un’imposta al settore pubblico.
• Perché quando una biblioteca acquista un libro già paga i diritti d’autore. Non è ammissibile che debba pagare anche per il prestito, che è un’attività senza fini di lucro.
• Perché il prestito pubblico non solo non è nemico degli autori e delle edizioni, bensì ne è uno dei migliori alleati. Molti autori lo sanno, e per questo si rifiutano di ricevere denaro per il prestito dei loro libri nelle biblioteche.
• Perché non è provato che il prestito bibliotecario riduca la vendita di libri. Al contrario: le biblioteche rendono i libri necessari, e in questo modo ne promuovono la vendita. Nei paesi in cui la biblioteca funziona bene, il commercio del libro è molto più attivo che negli altri.
• Perché, anche se il canone non verrà pagato direttamente dall’utente, i costi verranno detratti dai budget bibliotecari, e le biblioteche pubbliche perderanno potere d’acquisto.
• Perché, al diminuire dei budget, smetteranno di entrare nelle biblioteche molte opere, sicuramente quelle minori, e quelle di autori poco o nulla conosciuti, la cui esistenza pubblica è assicurata solo dalle biblioteche. Inoltre verrà penalizzata la diversità, tanto necessaria nel campo culturale.
• Perché la maggior parte dei paesi europei possiede sistemi bibliotecari deboli. Il canone renderà difficile proseguire nel miglioramento di questi servizi e, sicuramente, approfondirà le differenze tra i diversi paesi dell’Unione Europea.
• Perché con il canone sul prestito si crea il paradosso per cui quanto più e meglio una biblioteca lavora, quanto più presta, tanto più denaro dovrà pagare.
• Perché questo può demotivare profondamente i bibliotecari e ridurre il loro entusiasmo, tanto necessario per promuovere la lettura in tutti i cittadini.
Per tutte queste ragioni, e perché ritengo che la costruzione dell’Europa debba avvenire su basi non solo economiche ma culturali e sociali, voglio contribuire, con la firma che appongo sul retro di questo foglio, a raccogliere nei diversi paesi europei un MILIONE di firme per esigere la possibilità di REVOCA alla Direttiva 2006/115/CE.