E' possiile firmare la petizione nazionale sul DPR328 anche in
Auletta Studenti.
Sul DPR 328 ne abbiamo discusso su Minimo7; comunque, per chi
ancora non fosse informato, questo che segue e' il manifesto del
movimento.
Per ulteriori informazioni, o per aiutare nella raccolta delle firme,
contattate:
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Giovanni Lo Bello
coordinatore comitato base di Palermo
jiovi@...
comibaspa@...
http://www.dpr328.too.it/
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Manifesto
Il movimento DPR 328 e' nato con lo scopo di contestare, in
modo civile e democratico, la privazione dei diritti
professionali cui sono sottoposti tutti gli studenti di
Ingegneria del Vecchio Ordinamento e tutti quei laureati che
non hanno sostenuto l’esame di stato.
La discriminazione che noi denunciamo si evince dalla
seguente sintesi del decreto in questione: Il DPR 328
istituisce (art.2, comma 2) la sezione A per la “laurea
specialistica” (3+2 anni) e la sezione B per la “laurea” (3
anni). Ognuna delle due sezioni e' suddivisa in “settori”.
L'Albo degli Ingegneri, in base al decreto risulta, quindi,
costituito da due sezioni quella A e quella B ciascuna delle
quali risulta divisa in tre settori e precisamente (art.45):
a) Civile ed ambientale b) Industriale c) Dell'informazione
Queste “sezioni” e “settori” forniscono nuovi titoli di
ingegneri e diversificate iscrizioni all’Albo.
Il D.P.R. 328 e' in vigore dal 2 settembre 2001.
L’art.49, che qui si riporta integralmente, detta le norme
transitorie e finali:
1. Gli attuali appartenenti all’Ordine degli Ingegneri
vengono iscritti nella sezione A dell’Albo degli
Ingegneri, nonche' nel settore, o nei settori, per il
quale ciascuno di essi dichiara di optare.
2. Coloro i quali sono in possesso dell’abilitazione
professionale alla data di entrata in vigore del presente
regolamento possono iscriversi nella sezione A dell’Albo
degli Ingegneri, nonche' nel settore, o nei settori, per
il quale ciascuno di essi dichiara di optare.
3. Coloro i quali conseguono l’abilitazione professionale
all’esito di esami di stato indetti prima della data di
entrata in vigore del presente regolamento possono
iscriversi nella sezione A dell’Albo degli Ingegneri,
nonche' nel settore, o nei settori, per il quale ciascuno
di essi dichiara di optare.”
In altri termini, gli Ingegneri iscritti all'Albo e coloro
che hanno conseguito l'abilitazione (ottenuta mediante il
superamento delle due prove _una scritta ed una orale_
previste dal sistema pre-vigente ) prima dell'entrata in
vigore della legge vengono iscritti d'ufficio nella sezione
A dell'Albo. Tali iscritti devono comunicare all'Ordine il
settore o i settori per i quali ciascuno richiede di optare;
l'opzione per uno o piu' settori e' atto dovuto per gli
iscritti. E’ quindi data loro la possibilita' di iscriversi
a tutti e tre i settori.
Coloro i quali conseguiranno l'abilitazione professionale
(esame di Stato) dopo l'entrata in vigore della legge,
potranno iscriversi nella sezione A (laurea specialistica) o
nella sezione B (laurea breve), solo nel settore per il
quale e' stata conseguita la corrispondente abilitazione,
articolata (Art.47 comma 3) in quattro prove (due scritte,
una orale ed una pratica). Qualora poi un iscritto ad un
settore volesse richiedere l’iscrizione ad un‘altro settore
della stessa sezione, l’Art.47 comma 5 prevede che cio'
possa avvenire solo previo superamento di un’ ulteriore
esame di stato articolato in due prove (una scritta ed una
orale).
Questa assurda e marchiana discriminazione limita
pesantemente gli sbocchi e le aspettative professionali,
ritarda ulteriormente il nostro accesso al mondo del lavoro
ed aggiunge tutta una serie di ulteriori costi, quali sono
quelli che il nuovo iter di abilitazione prevede, favorendo
di fatto coloro che godono del diritto di opzione sopra
menzionati.
Non contestiamo il principio che fosse necessario riformare
il sistema universitario delle facolta' di Ingegneria, che
ogni anno determinava un’elevata percentuale di abbandoni ed
era causa di una dilatazione spaventosa dei tempi per
conseguire la laurea (le statistiche parlano chiaro), ma
contestiamo il fatto che non sia stata prevista un’opportuna
fase transitoria a garanzia di chi, come noi del movimento,
ha creduto nella validita' formativa del piu' pesante e
severo Vecchio Ordinamento.
Le caratteristiche del Nuovo Ordinamento sono tali da
rendere l’iter universitario meno gravoso e piu' celere,
grazie a consistenti tagli ai programmi didattici e alla
soppressione di tutta una serie di materie ritenute fino a
ieri fondamentali per i loro aspetti propedeutici.
Il DPR 328 non prevede, in altri termini, il mantenimento di
quei diritti che sentiamo nostri in virtu' della totale
equipollenza, sostanziale e formale, del nostro percorso
formativo a quello di chi si e' iscritto all’Albo prima
dell’entrata in vigore del decreto di cui sopra.
L’ingiustizia nasce dall’aver imposto la retroattivita' del
DPR 328, che colpisce coloro che non appartengono al Nuovo
Ordinamento (e che quindi non godranno delle facilitazioni
che questo introduce e che sono state poc’anzi sintetizzate)
e che al tempo stesso non rientrano nelle categorie
privilegiate di cui al comma 1,2,3 dell’art.49.
Le diversita' tra i due ordinamenti e il diverso livello di
competenze al quale questi conducono sono palesi e
desideriamo che se ne tenga conto.
Le nostre attese professionali, la fiducia che riponevamo
nel sistema universitario, i nostri sforzi per procedere
negli studi, spesso con numerose difficolta' a margine degli
stessi e le competenze acquisite non sono state ne'
riconosciute ne' tutelate e chiediamo che vi venga posto
rimedio.
Le deficienze del decreto nascono sicuramente, come cita il
”documento di impegno sul DPR 328 approvato dal 46°
Congresso Nazionale degli Ingegneri Italiani” (Ragusa 2001)
dal fatto che “si tratta di un lavoro di una commissione
che, dichiaratamente, ha operato senza preventivo, organico
e tempestivo confronto con le categorie interessate”.
Non si tratta di rivendicare privilegi di casta, in virtu'
di una qualche investitura divina, ma di riconoscere
l’evidente diversita' tra i due percorsi formativi,
consentendoci l’iscrizione all’Albo degli Ingegneri secondo
i criteri che sono stati applicati a coloro che si sono
iscritti prima dell’entrata in vigore del DPR 328.
Quanto sopra esposto raccoglie i dissapori, le
insoddisfazioni e le rivendicazioni di tutti i membri del
movimento (studenti del vecchio ordinamento e laureati in
Ingegneria che non hanno sostenuto ancora l’esame di
abilitazione ).
Ma le iniquita' degli interventi, posti in essere dal
decreto, si spingono ben oltre gli ambiti della Facolta' di
Ingegneria e noi del movimento intendiamo metterle in
evidenza .
Non e' ammissibile l’accorpamento professionale con il quale
si pone sullo stesso piano laureati provenienti da Facolta'
in cui i percorsi formativi presentano fino a 10 esami in
meno rispetto a quelli previsti nelle Facolta' di
Ingegneria. Questi 10 esami implicano anni di studio e di
vita, tasse universitarie, ingresso nel mondo del lavoro
enormemente ritardato (e quindi stipendi non percepiti) e
spese di mantenimento. Questo enorme investimento di risorse
e' un patrimonio che deve essere riconosciuto e tutelato!
Non e' corretto consentire le stesse “vesti professionali” a
chi proviene da percorsi formativi di diverso spessore e
“pesantezza” (a chi risultasse ingiustificata questa nostra
asserzione, rivolgiamo un accorato invito a leggersi le
statistiche, relative alle Facolta' Ingegneria, in merito
agli anni effettivi di permanenza, al numero di persone che
si ritiravano annualmente e al numero di “fughe” verso altre
Facolta' per la difficile sostenibilita' dell’iter
didattico).
Quale messaggio positivo potra' mai ricevere il giovane che
si avvicina all’Universita' dall’ambiguita' e dalle numerose
incongruenze che il decreto in questione ha prodotto!
Non si puo' ritenere sufficiente, come strumento di
accertamento delle capacita' e del grado di competenze
acquisite da coloro che provengono da Facolta' diverse da
Ingegneria, la prova di abilitazione rappresentata
dall’esame di stato.
La frammentazione e il riordino delle competenze relative ai
diversi ambiti professionali, elaborata con lo scopo di
definirne piu' precisi contorni, hanno dato vita, per
contro, ad una “tabella”, superficiale, fuorviante e
limitativa. Basti vedere la sintetica analisi del problema
sviluppata nel documento di impegno sul DPR 328 approvato
dal 46° Congresso Nazionale degli Ingegneri Italiani”
(Ragusa 2001), dalla quale si evince, in modo insindacabile,
quanto sia stata approssimativa e priva di fondamento
l’analisi dei singoli settori tecnico-scientifici che ha
condotto alla stesura della tabella di cui sopra.
Oggigiorno si procede a certificare la professionalita' del
singolo individuo, i sistemi produttivi, i servizi e i
prodotti al fine di garantire livelli di qualita',
affidabilita' e sicurezza sempre maggiori. Quale incremento
di qualita' e di sicurezza vi puo' essere nell’assegnare
competenze a chi non e' stato “formato” per averle?
Se allo stato attuale non mancano i contenziosi e le
richieste di risarcimento per danni causati da servizi,
prodotti e altro ancora, non eseguiti nei modi e nei tempi
che un professionista deve rispettare, l’attuale decreto,
per le vistose deficienze, incongruenze e limitazioni, non
potra' che contribuire ad aumentarli.
Quanto sinora esposto arreca un ingente danno economico a
tutte le famiglie e ai singoli individui che hanno
impegnato, spesso con notevoli sacrifici e consci delle
difficolta' che derivavano dall’arduo percorso formativo,
parte delle loro risorse, economiche e non, nella speranza
di realizzare quel progetto ambizioso, quale era la laurea
in ingegneria
Si e' persa cosi' una meravigliosa occasione per realizzare
una moderna, efficiente e soprattutto equa riforma della
quale nessuno di noi nega o negava la necessita'.
Chiediamo ai docenti, all’Ordine degli Ingegneri, ai media e
a tutti coloro ai quali ci siamo rivolti di appoggiare le
nostre richieste affinche' vengano ripristinati i nostri
diritti.
E’ nostro fermo intento, qualora non vi sia un’adeguata
presa di posizione degli Organi e delle Istituzioni
competenti, far valere le nostre richieste innanzi al TAR.
In tale previsione ci appelliamo a tutte le persone, che
condividono quanto da noi denunciato, affinche' non facciano
mancare il loro sostegno, morale e materiale.
Ringraziamo tutti coloro che si sono gia' mobilitati e che
si mobiliteranno per darci il loro supporto e i loro
preziosi consigli.
Movimento Nazionale DPR 328