RECENSIONE DI "CANONE INVERSO"
“Canone inverso”, diretto da Ricky Tognazzi è stato prodotto nel 1999, ed è stato tratto dall’omonimo romanzo di Paolo Maurensig.
Gli attori sono: Hans Matterson(Jeno), Lee Williams(David), Melanine Thierry(Sophie) Gabriel Byrne.
La trama è questa: un appassionato di musica, dopo essersi aggiudicato un pregiato violino ad un’asta musicale a Londra, viene fermato da una scrittrice che gli racconta la storia di quel misterioso strumento. Costanza, la scrittrice, racconta di avere incontrato una notte d’agosto, a Praga, il proprietario del violino, ed egli a sua volta gli ha raccontato la sua storia. Il film quindi si sviluppa attorno alla storia di questo violino. Jeno racconta la sua infanzia, vissuta con la madre e il suo patrigno, poiché il padre è disperso in guerra. Il suo talento si rivela fin da piccolo, quando non ancora però riceve un istruzione musicale adeguata. Passati degli anni Jeno incontra Sophie, una bellissima pianista di cui s’ innamora. Cerca di seguirla ma il suo amore non è ricambiato
finchè, dopo aver cominciato a studiare al Collegium Musicum, la rincontra, sebbene per Sophie sia cominciato il pericolo dei nazisti, poiché lei è ebrea. Al Collegium Musicum Jeno incontra David, un ragazzo altrettanto dotato di un geniale talento, e qui nasce una profonda amicizia. Nel frattempo muore la madre, e Jeno si reca a casa di David, il castello di Hofstain. Qui conosce i genitori di David, ma David vedendo il violino di Jeno,si accorge che appartiene a suo padre ricostruendo la dolorosa verità. Jeno, prima di lasciare il castello di Hofstain, consegna il violino al barone Blau, rivelatosi suo padre. Jeno poi rincontrerà Sophie nel concerto in cui suoneranno assieme, ma quella sera ci sarà una retata dei Nazisti che porteranno via sia Jeno che Sophie. Nella sera stessa David porta il violino di Jeno per restituirglielo ma non riesce a darglielo prima che lo portino via, e per questo
cade in profondo dolore. La scrittrice capirà quindi che l’uomo incontrato quella sera a Praga non è Jeno ma David. Nel finale quindi viene svelato l’enigma, Costanza si scopre essere l’unica sopravvissuta allo sterminio, essendo la figlia di Jeno e Sophie, abbraccia suo nonno Gustav Blau che si era aggiudicato il violino all’asta, e insieme si recano al Collegium Musicum dove incontra lo zio David.
Il film comincia al giorno d’oggi, a Londra, poi Costanza racconta l’incontro con David, avvenuto a Praga nel 1968, ma lo stesso David inizia a raccontare la propria storia , focalizzando il racconto negli anni trenta.
Il personaggio principale della vicenda è Jeno, virtuoso violinista la cui vita è segnata dall’amicizia di David, che si scoprirà essere alla fine suo fratellastro, e dall’amore per Sophie, famosa concertista ebrea.
Costanza è un altro personaggio importante del film, che a differenza del libro in cui questa figura è invece rappresentata da uno scrittore, si scoprirà essere la figlia di Jeno e Sophie. Gustav Blau, quindi oltre a risultare lo zio di Jeno risulta il prozio di Costanza.
Problemi specifici affrontati nel film
Il tema fondamentale di questo film è la musica, rappresentata, come nel libro, come strumento per superare le avversità, quasi una salvezza per chi ne è appassionato. Nel film c’è una scena in cui Jeno, David altri compagni corrono per i corridoi del Collegium Musicum gridando “La musica è il nostro coltello, è la spada con cui conquisteremo il mondo…” ; inoltre da questi ragazzi al Collegium Musicum considerano la musica un modo per interpretare l’amore.Il nazismo e la persecuzione degli ebrei sono trattati in modo più approfondito e chiaro rispetto al libro.
Particolarmente interessante è la colonna sonora di questo film, ad opera di Ennio Morricone.
Avendo letto precedentemente il libro, e quindi sapendo già lo svolgimento dei fatti, ho apprezzato maggiormente il libro:perché il libro si avvicina di più alla realtà, nel film per esempio l’amore tra Jeno e Sophie è irreale. Ho notato molte differenze tra il film e il libro, ma tuttavia mi è piaciuta la ricostruzione della storia con particolari diversi. La colonna sonora e l’ambientazione hanno contribuito alla buona riuscita del film. Mi è piaciuto, l’intreccio delle storie e dei destini ad opera di un violino, che alla fine riunisce il padre al figlio e alla nipote.
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