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Il 7 e l'8
con Ficarra e Picone
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A diversi anni di distanza da "Nati Stanchi" e dopo numerosi successi
teatrali e televisivi, il duo palermitano più famoso d'Italia degli ultimi anni
ritorna sul grande schermo con "Il 7 e l'8"
Non ho visto il film al cinema, ma non ho voluto farmi scappare il DVD che
da poco e' disponibile in noleggio; riuscire a reperirlo presso la mia
videoteca abituale è stato comunque piu' difficile del previsto, dato che
risultava sempre in prestito.. segno evidente che il film è
complessivamente
ben apprezzato.
Il 7 e l'8 racconta la storia di due bambini nati lo stesso giorno nello stesso
ospedale, e identificati con i numeri 7 e 8, appunto, che sono stati
scambiati
nelle loro culle, vivendo i successivi 30 anni l'uno nella famiglia dell'altro.
Uno (o meglio l'altro) e' figlio di un carabiniere e sta per laurearsi in legge,
l'altro (o meglio il primo), è un taroccatore di CD audio ed ha qualche
problemino con le forze dell'ordine. Caso vuole che i due si incontrino (o
meglio scontrino) e continuino a frequentarsi, non senza creare qualche
problema al padre di lui (dell'altro), fino a scoprire la verità sulla loro
storia,
e la conseguente necessità di accettarla e di spiegarla alle rispettive
famiglie. Nel racconto si sviluppano anche delle complicate storie d'amore.
Come ci si aspettava il film e' divertente e vale sicuramente la pena di
affittarlo e vederlo, soprattutto in compagnia; tuttavia, se si confronta la
struttura di questo film con quella del precedente, ci si rende facilmente
conto di come "il 7 e l'8" sprechi molte occasioni di creare delle scene
comiche che non vengono adeguatamente sviluppate, o di creare delle
vicende più "intrecciate" e complesse; per lo meno, però, i due comici non
si ripetono, come spesso accaduto con altri attori, come Aldo Giovanni e
Giacomo, riportando sullo schermo le gia' note gag teatrali.
Il film e' stato girato quasi interamente a Palermo; il Comune ha
nell'occasione inaugurato un nuovo ufficio che si occupera' negli anni a
venire di facilitare e velocizare ogni genere di autorizzazioni e
provvedimenti (esempio chiusura al traffico) necessari alle riprese dei film
nella città, intervento di estrema importanza perché il cinema favorisce,
direttamente o indirettamente, molto lavoro, ed e' inoltre un indubbio
canale di promozione pubblicitario.
Una piccola nota sulla regia: le riprese sono state effettuate nel centro
storico fra vicoli ed abitazioni probabilmente non dei piu' eleganti della
città;
nulla da ridire su questo... sono zone che hanno un loro fascino e non li
considero affatto una vergogna da nascondere alla telecamere; un film
girato a Palermo non deve necessariamente fare una carrellata dei suoi
monumenti... ma perché girare ai piedi della Magione, di Santa Maria della
Catena, di San Cataldo, e scegliere delle inquadrature, quasi faticando a
volte, per non inquadrarli?
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