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#96 Da: "||| Walter |||" <wgiocoso@...>
Data: Gio 5 Nov 2009 8:43 am
Oggetto: Il prestanome / Martin Ritt
wgiocoso
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Il prestanome / Martin Ritt ; scritto da Walter Bernstein ; con Woody Allen. -
[USA] : Columbia, c1976.


Come sapete, ogni tanto mi fa piacere segnalarvi qualche film un po'
datato, se poco conosciuto e di particolare interesse.
"Il prestanome", pur essendo interpretato da uno dei piu' famosi attori e
registi di Hollywood, non e' probabilmente uno dei suoi film piu' conosciuti, o
quantomeno, non e' tra i film che vi verrebbe immediatamente in mente di
suggerire ad un amico. In effetti, la recitazione di Woody Allen, seppur
impeccabile, risulta abbastanza anonima, in quanto si discosta dalla
maschera (o e' veramente cosi' nella realtà? me lo sono sempre chiesto!) di
uomo pieno di complessi, che ci ha abituati a mostrare.

Negli anni 50, in America, la psicosi del comunismo si combatte anche sul
fronte interno, creando delle blacklist, delle liste nere, di attori, autori e
personaggi dello spettcolo sospettati di cospirare contro il governo. (Ci fini'
dentro anche il grande Chaplin, se non erro). In realta' nessuno ha mai
avuto in mano queste liste, ma giungevano alle orecchie di editori e
produttori dei calorosi "consigli" da parte di uomini del governo, di stare alla
larga da certi personaggi... giusto per non correre il rischio di venire a loro
volta accusati di cospirazione.
Un autore, pur rinunciando alla fama ed alla notorieta', poteva sempre
guadagnarsi da vivere ricorrendo ad un "prestanome" (Woody Allen, in
questo film), ma per gli attori, che mettevano la loro faccia dietro gli
spettacoli, poteva voler dire la fine della  carriera.

La sceneggiatura del film e' frutto della fantasia, ma l'atmosfera che si
respira negli ambienti dello spettacolo in quegli anni, e' riprodotta in modo
fedele; non a caso, come si legge nei titoli di coda, i principali protagonisti
di
quest'opera, lo scrittore, il regista, il direttore della fotografia, lo
sceneggiatore ed altri ancora, sono stati tutti dei "blacklisted" ed hanno
vissuto sulla loro pelle questi anni difficili.

#95 Da: "||| Walter |||" <wgiocoso@...>
Data: Mar 1 Set 2009 9:43 am
Oggetto: Videocracy / Erik Gandini # Il film censurato dalla RAI
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#94 Da: "||| Walter |||" <wgiocoso@...>
Data: Dom 12 Lu 2009 9:53 pm
Oggetto: Roger & me / Michael Moore
wgiocoso
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Roger & me / Michael Moore. - Warner Bros, c1989


Ho conosciuto Michael Moore attraverso il film "Fahreneit 9/11" sull'attacco delle torri gemelle, e mi ha stupito il taglio documentaristico per un prodotto destinato alla proiezione in sala.
In seguito ho visto "Sicko", dedicato al sistema sanitario americano, ed ho capito che quello dei documentari di denuncia era il suo modo di fare film.

"Roger & Me" e' di diversi anni prima, ma lo stile e' sempre lo stesso.
In questo film Miachael Moore si occupa di Flint, nel Michigan, sua citta' natale e della chiusura della General Motors, nata proprio in questa citta', e che qui aveva fondato diverse linee produttive dei suoi automezzi. Gli effetti della chiusura sono stati devastanti.

Il documentario mi ha subito portato alla mente Termini Imerese, dove sta chiudendo lo stabilimento Fiat. Colpa della crisi? Neanche per sogno! Fiat ha gia delle fabbriche in Polonia, e presto ne aprira' delle nuove in India (?)

<< Io credevo che le industrie licenziassero quando andavano male. La GM, invece, chiudeva fabbriche mentre guadagnava miliardi
...
Roger Smith, presidente della GM, pare avesse un piano brillante. Chiudere 11 fabbriche in USA, poi aprirne 11 in Messico con operai a 70 cents l'ora. E usare i soldi risparmiati per comprare altre societa'. Meglio se ad alta tecnologia e di armamenti. Poi si dice che le casse sono vuote per fare abbassare i salari. E con i soldi dei lavoratori si mettono su fabbriche all'estero.>>
(Michael Moore)

------------------------
La Fiat produce le auto all'estero, per poi rivenderle agli italiani; in questo non differisce molto da molte altre aziende italiane. Ma chi acquistera' i prodotti "de-italianizzati", quando gli italiani non lavoreranno piu'?


This film cannot be shown within the city of Flint
(Questo film non puo' essere proiettato nella citta' di Flint)

All the movies theatres have closed
(Tutte le sale cinematografiche sono state chiuse).









 

#93 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Mar 19 Mag 2009 7:51 am
Oggetto: i film 3D
wgiocoso
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A correzione del mio precedente articolo, mi hanno segnalato che la
denominazione 3D del film "Viaggio al centro della terra" indica che il film e'
stato proiettato in modalita' tridimensionale da visionare con apposite lenti
polarizzate.
Sembra che di recente siano stati realizzati diversi film con tale modalita',
sebbene non tutte le sale siano abilitate per queste proiezioni (nelle altre e'
possibile vedere il film nella modalita' tradizionale)

Se vi interessa, attualmente e' in proiezione 3D "San Valentino di sangue";
ovviamente informatevi prima se la sala e' attrezzata per visione
tridimensionale (deve essere dotata, presumo, di un sistema di due
proiettori sincronizzati).

Vedi in allegato i dettagli di questa tecnologia



La vecchia tecnologia, con lenti colorate, non e' piu' molto utilizzata, perche'
la visione non e' particolarmente agevole, ed e' anche affaticante. Per
contro, la si puo' utilizzare senza particolari apparecchiature (solo gli
occhiali) su qualsiasi supporto: cinema, televisione, carta..., mentre la
tecnica a lenti polarizzate funziona solo in proiezione.

(vedi allegato)




. .
* ( * Ciao,
* . * . Walter
----------------------
>>non so se mi spiego... come dice la bandiera quando non c'e' vento!<<

PGP / GPG: 0x2E3A1EC5
Sito: http://digilander.libero.it/wgiocoso
Libera informazione: http://digilander.libero.it/wgiocoso/sito/news.htm
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#92 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Sab 9 Mag 2009 7:12 am
Oggetto: Viaggio al centro della terra
wgiocoso
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Viaggio al centro della terra
in 3D (????)


Confesso che ero molto scettico nei confronti di questo film, ma affascinato allo stesso tempo; Jules Verne e' uno dei miei autori preferiti, e l'idea di vederne una trasposizione in chiave moderna mi ha fatto temere in un disastroso rifacimento in stile "Poseidon". Nel complesso ritengo invece che lo "svecchiamento" della sceneggiatura non abbia eccessivamente tradito lo stile dell'opera originale, sebbene posso immaginare che non tutti i cultori dell'autore lo accetteranno pienamente.

Il romanzo di Verne si divide essenzialmente in tre parti: la decodifica del messaggio cifrato, la discesa al centro della terra, la scoperta del mondo sotterraneo. Le prime due sono quelle che mi hanno appassionato maggiormente, grazie alla consueta dovizia dell'autore di descrivere dettagli tecnologici e scientifici di ogni cosa capiti sottomano ai suoi personaggi. La terza parte ho avuto qualche difficolta' a goderla pienamente, per una mia difficolta' a visualizzare nel suo complesso tutti i dettagli del mondo sotterraneo.

Nel film, l'unica parte del romanzo che realmente sopravvive e' proprio quest'ultima, riprodotta in tutto il suo splendore.

Direi che le due opere andrebbero godute entrambe, magari, per quanto poco consueto, partendo prima dal film e leggendo in seguito il romanzo (che contiene comunque molti elementi di differenza), così da avere una migliore percezione della descrizione degli ambienti, realmente molto belli in video.

Il "3D" aggiunto nel titolo non mi sembra abbia alcun significato, dato che qualsiasi film moderno con personaggi ricostruiti in computer grafica, dovrebbe definirsi "3D"; una ridicola trovata da luna park per attirare gente al botteghino.


>--------------------------------------------------------------
Romanzo testo e audio su internet:



>Su PROJECT GUTENBERG: http://www.gutenberg.org


Audio: A Journey to the Center of the Earth, by Jules Verne
19513

Audio: Verne, Journey to the Interior of the Earth
8983C


A Journey to the Centre of the Earth, by Jules Verne
            18857  (See also: #3748)


Voyage au Centre de la Terre, Jules Verne
4791




>Su EBOOKS LIBRES ET GRATUITS: http://www.ebooksgratuits.com/


Voyage au Centre de la Terre





>Su APPLICATIONS MULTIMEDIAS: http://www.renepaul.net/

L'Integrale de Jules Verne









 

#91 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Dom 21 Dic 2008 5:24 pm
Oggetto: Tre volti del potere
wgiocoso
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I tre volti del potere sono:

- Giulio Andreotti [Il divo / Paolo Sorrentino]
- George W. Bush [W / Oliver Stone]
- Richard Nixon [Frost : Nixon / Ron Howard]

Italia" dall'estero" pubblica questa interessante recensione sui tre film:

tradotta dall'articolo di Maria Katsounaki:



--------------------
Tempo fa vi avevo parlato de "Il divo":

e di "Gomorra":


Se vi interessano, entrambi sono adesso reperibili nei videonoleggi.
Il primo merita di essere visto, ed eventualmente anche acquistato,
il secondo, soprattutto di essere letto.





 

#90 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Sab 6 Dic 2008 8:03 am
Oggetto: Go Nagai's Davil Lady
wgiocoso
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Dopo le serie sui mecha (i grandi robot combattenti), Devilman è senza dubbio il personaggio più famoso di Go Nagai.
Ad un certo punto della sua carriera, il disegnatore giapponese, invece di sfornare personaggi del tutto inediti, si dedica alle riedizioni, anche con numerosi vesti e varianti, dei suoi personaggi, con una qualità tecnica decisamente rinnovata (trovate l'elenco delle opere su Wikipedia). Una di queste "varianti" è per l'appunto Devil Lady, la versione al femminile di Devilman, il cui anime nasce in realtà come trasposizione del fumetto omonimo (evento per nulla raro nelle produzioni giapponesi).

June Fudo è una bellissima modella di servizi fotografici, che un giorno scopre, suo malgrado, di essere un devilman, un demone dalla forza sovrumana; la donna demone viene così arruolata a forza per combattere numerosi esemplari di beast-progress, esseri mutanti per un fenomeno simile al suo, i quali si nutrono però della carne degli esseri umani.
La trasformazione in demone di Fudo non è permanente, ma lei stessa è in grado di mantenerne il controllo.

L'aspetto psicologico è a mio parere l'elemento più importante della storia: la capacità di accettarsi, di nascondersi ai suoi migliori amici, di farsi accettare dalla gente, di trovare il giusto ruolo nella lotta fra i demoni e gli umani, colpevoli entrambi di prepotenze ed ingiustizie.
Anche nella versione demone, la bella modella conserva dei lineamenti piuttosto provocanti; mancano in questa miniserie le "chicche" divertenti a sfondo erotico che caratterizzano molte delle serie recenti di Nagai, ma dato che, per metà del film, i personaggio si ritrova a combattere senza abiti addosso, si è sapientemente cercato un equilibrio che evitasse di eccedere scadendo nella volgarità.
Ventisei episodi di 20' , ciascuno intitolato con un singolo ideogramma.

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#89 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Ven 10 Ott 2008 6:04 am
Oggetto: Shin Getter Robot
wgiocoso
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Shin Getter Robot

Dopo "Mazinkaiser" e "Kotetsu Shin Jeeg", gli animatori giapponesi ci propongono un possibile seguito per un'altra delle fortunate serie di Go Nagai: il Getter Robot.
Per quei pochi che non se ne ricordassero, Getter Robot era quello costituito dall'aggancio di tre aerei (le Getter Machines), che potevano combinarsi in tre configurazioni diverse, dando origine ad altrettanti robot con differenti potenziali di attacco.

La serie originale degli anni 80, con Getter Robot, e successivamente con Getter G, ha una struttura assia simile a quelle delle altre serie dei Mecha di Nagai: un centro di ricerca, guidato dal professor Saotome, e la squadra Getter pronta ad intervenire al momento di un attacco alla terra.
In "Shin Getter Robot" ritroviamo tutti i personaggi della serie originale, ma i loro ruoli risultano totalmente stravolti, così come quella dei robot combattenti, e la trama della storia e' veramente molto articolata, con una serie di personaggi dei quali risulta inizialmente difficile comprenderne i ruoli. Per almeno due o tre episodi della miniserie, lo spettatore risulta profondamente disorientato, complice la mancanza di un epilogo; pian piano, pero', i vari tasselli di questa intricata trama vanno al loro posto e la storia inizia a farsi apprezzare.

Nulla da ridire sull'aspetto grafico, profondamente migliorato rispetto alle vecchie serie, ed all'altezza delle attuali produzioni di anime. La storia è costituita da un unico lungo racconto, suddiviso in episodi solo per una questione pratica (ma stranamente non c'e' nemmeno una sigla iniziale), se si esclude una schermata nera con un titolo in giapponese.


Piu' che un seguito, definirei questa storia un omaggio alla serie dei Getter;
Shin Getter Robot ha ovviamente un ruolo di primo piano, ma e' tutto sommato uno delle pedine di uno scacchiere composto da un ampio numero di robot combattenti, che con pochi cambiamenti della sceneggiatura, avrebbe potuto costituire una storia a se, tali e tanti sono gli stravolgimenti di stile rispetto alla serie di Nagai. Comunque, non dovrebbe scontentare eccessivamente i nostalgici della serie originale e dovrebbe accontentare pienamente gli amanti di anime più recenti.

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      Data/Date:  25 Aug 2008, 13:11
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#88 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Mar 23 Set 2008 9:13 am
Oggetto: Il divo
wgiocoso
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Il divo / di Paolo Sorrentino. - 2008

Per raccontare la storia di Giulio Andreotti, non si puo' evitare di fare riferimento ai problemi giudiziari ed ai processi di mafia che lo riguardano. Come riuscire, pero', a raccontare tutto questo, senza rischiare una pesante accusa di diffamazione? Per il regista non sara' stata un'impresa facile trovare il giusto equilibrio fra cio' che voleva e cio' che poteva raccontare. Nel film non si vedra' mai, nei fatti, Andreotti avere a che fare con malavitosi, ne' di persona ne' per telefono o altri mezzi, e tutte le vicende che in qualche modo lo vedrebbero coinvolto, sono frutto di sottilissime allusioni abilmente create riportando frasi dello stesso Andreotti, o in fase di montaggio, che solo i "malpensanti" e "prevenuti" nei suoi confronti riescono a cogliere, mentre appaiono agli occhi degli altri, come una semplice successione di eventi.
Solo sul finale, le accuse per mafia saranno esplicitate, basandosi su cio' che la cronaca giudiziaria dei processi ha consentito di raccontare, ma purtroppo non viene dato il giusto peso alla condanna che lo riguarda, caduta pero' in prescrizione; credo sia riportato sui titoli di coda, che tuttavia non sono riuscito a leggere.

La colonna sonora spazia stranamente dal Techno alla musica classica e si abbina molto bene al montaggio, veramente molto efficace, che aggiunge quel tocco in piu' al film, perche' si lasci piacevolmente guardare senza annoiare.



Il film e' stato proiettato qualche giorno fa a Monreale, dall'associazione Libera di Don Ciotti, ma a quanto pare, purtroppo non ha attualmente una distribuzione che lo porti nelle sale.
Come tutti i film, circola illegalmente su internet, ma se il video e' appena passabile, l'audio del divx e del tutto inaccettabile.
Mi auguro che, quanto meno, possiate presto noleggiarlo in DVD.


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#87 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Mar 9 Set 2008 4:51 pm
Oggetto: Gomorra
wgiocoso
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Gomorra / di Matteo Garrone ; dal libro di Roberto Saviano. - 2007.


Non ho ancora terminato di leggere il libro di Roberto Saviano, ma l'ho
trovato sufficientemente interessante da meritare la visione del film.

Fin dai primi minuti, e' risultato subito evidente che il film non e'
esattamente una trasposizione del libro, ma piuttosto ne trae ispirazione per
diverse scene. Poco male... e' giusto che un mezzo diverso trovi il suo
modo ottimale di raccontare la storia. Alcuni degli episodi riportati, tuttavia,
deludono per la loro superficialita'. Per esempio, in una scena si vedono
degli ispettori esaminare, con tute di protezione e respiratori l'interno di un
container di una nave, ma non se ne capisce bene il perche'. In un'altra
scena ancora, si vede un ex sarto guardare con malinconia una scena in
televisione, di un abito indossato da una famosa modella, e poi salire sul
camion con cui lavora. Dietro questa presunta malinconia, ci sarebbe stato
invece parecchio da raccontare (nel libro e' dedicato un intero capitolo) e
poche battute e qualche minuto in piu' di riprese, avrebbero permesso,
probabilmente, di comprendere un po' meglio un passo importante che
svela l'intreccio fra la poverta' della popolazione, il potere della camorra, i
meccanismi commerciali che legano quest'ultima con le grandi griffe di
moda.

La versione cinematografica di un libro rivelazione sui meccanismi di
funzionamento della camorra, si riduce alla fine ad essere un film
relativamente anonimo, che non rivela nulla di piu' di quanto la gente non
sappia gia'.

Il film e' interamente parlato in napoletano (com'e' giusto che sia) ma con i
sottotitoli in italiano e, forse nel tentativo di farne un prodotto didattico,
risulta privo di eccessive volgarita' (come "Mary per sempre", o "Ragazzi
fuori") e non spettacolarizza la violenza nello stile delle produzioni
americane.
Il problema e': che cosa rimane di interessante?

#86 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Lun 25 Ago 2008 1:48 pm
Oggetto: La rivoluzione della canapa
wgiocoso@...
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La rivoluzione della canapa / prodotto, diretto e scritto da Anthony Clarke. - [s.l.] : Central Tilba Australia, c1996. - Durata: 1h15'. - Tit. orig.: The hemp revolution.



Recentemente ho visto un DivX reralizzato a partire da una videocassetta di una decina di anni fa, che non so dirvi se, in qualche modo, è ancora reperibile in commercio. Vorrei comunque citarvelo, perché tratta di un argomento a mio parere molto interessante, che potrete comunque approfondire con ricerche autonome.

Se vi chiedessi cosa si puo' fare con la canapa, la maggior parte di voi risponderebbe "la marjuana", qualcuno si ricorderebbe che un tempo veniva impiegata nei raccordi dei tubi dell'acqua di metallo (e tuttora viene impiegata nei raccordi dei tubi del gas, ancora in metallo, perché il teflon non può essere impiegato per i materiali gassosi), e ancor meno di voi risponderebbe "le corde", forse perché nella nostra vita in città sentiamo poca esigenza di questi strumenti.
In realtà con la canapa è possibile (o meglio, "sarebbe possibile") realizzare decine di migliaia di prodotti differenti: tessuti estremamente resistenti all'usura (i primi jeans erano in canapa, così come, ancor prima,  le vele delle navi), carta (le prime carte realizzate in cina erano in pasta di canapa, il primo libro a stampa, la bibbia di Gutenberg, era in carta di canapa), pareti prefabbricate, plastiche biodegradabili, carburanti, oli alimentari, medicinali ecc...

Questo documentario tenta di mostrare, anche con filmati e documenti d'archivio, come i divieti sulla produzione di canapa siano sorti non tanto per frenare il pericolo droga, da molti studiosi ritenuta meno pericolosa della sua attuale classificazione, ma per favorire una serie di potenti industrie economiche:
- quella chimica, perché il cotone prodotto industrialmente necessita di enormi quantità di pesticidi, mentre la canapa cresce senza difficoltà, con al più piccole quantità di concimi naturali.
- quella del legno, in piena espansione negli anni di introduzione dei divieti, essendo la canapa un sostituto addirittura migliore, per contenuto di cellulosa, nella produzione di carta e cartone.
- quella del petrolio (soprattutto); la canapa viene vietata proprio negli anni in cui si perfezionano le tecniche di realizzazione delle plastiche ed altri materiali derivati dal petrolio (dei quali oggi siamo letteralmente sommersi)
- quella farmaceutica; sebbene oggi sia in molti casi vietato effettuare sperimentazioni anche allo scopo di creare medicinali, è assolutamente lecito creare medicine con analogo principio attivo, sintetizzando però le molecole in laboratorio.

Pur condividendo il 90% di quanto viene divulgato in questo filmato, non ne ho apprezzato particolarmente il taglio, in quanto gli intervistati, fra cui studiosi, medici e psichiatri, sembrano accuratamente selezionati fra i sostenitori della canapa, ed a fianco di alcune libere opinioni, manca un serio contraddittorio scientifico (le morti per caffeina ogni anno nel mondo sono più di quelle per cannabis?).

Il filmato va comunque a mio parere guardato, perché non è accettabile che un materiale dalle grandissime potenzialità industriali, tendenzialmente ecologico e biodegradabile, che per migliaia di anni ha consentito la costruzione di materiali e arnesi importantissimi per l'evoluzione di molte civiltà in tutto il mondo sia volutamente vietato (addirittura censurato in alcuni musei dell'arte tessile americana) per motivazioni che forse hanno ben poco a che fare con la salute pubblica.



Il filmato apre con una citazione di un libro, che non ho letto, ma comunque riporto per chi abbia voglia di approfondire:

La canapa come medicina / Franjo Grotenhermen, Renate Huppertz. - Leoncavallo






 

#85 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Mar 29 Apr 2008 8:25 am
Oggetto: L'uomo di vetro
wgiocoso@...
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L'uomo di vetro / di Stefano Incerti ; con con David Coco, Anna Bonaiuto, Tony Sperandeo. - Red Film ; Rai Cinema, 2007. - Disco ottico (DVD), 12cm. - Durata 1h37'.

---------


"L'uomo di vetro" racconta la vera storia di Leonardo Vitale; assassino appartenente ad una cosca mafiosa palermitana, viene sospettato dalle forze dell'ordine, negli anni 70, di un sequestro che non ha commesso e successivamente rilasciato. Il mese trascorso in carcere, e alcune sue dichiarazioni, cambieranno tuttavia profondamente i suoi rapporti con la famiglia mafiosa, e questo lo indurrà a costituirsi spontaneamente.
Le dichiarazioni fornite da Vitale, uno dei primi "veri" pentiti di mafia, scateneranno un putiferio giudiziario.

Il film, ricostruisce con molta cura gli eventi che gravitano attorno la confessione di Vitale negli anni tra il 1972 e il 1984; anche la ricostruzione storica degli ambienti è realizzata con molta attenzione, fin nei piccoli dettagli come il vecchio bollo di circolazione esposto sul parabrezza, o la scelta degli autoveicoli e le divise delle forze dell'ordine.


Dopo aver visto il film, non si sa se disprezzare il personaggio per i reati commessi, se ammirarlo per il suo sincero e spontaneo pentimento. o compatirlo per le ingiustizie subite. Alcuni elementi che emergono dal film, risalenti agli anni '70, sono tuttavia tremendamente attuali: Le implicazioni fra i politici e la mafia, i magistrati che svolgono il loro lavoro a rischio della loro vita, la macchina della giustizia che è incapace di assicurare un posto in carcere ai pericolosi criminali.
Dagli anni '70, evidentemente, non e' cambiato molto... le uccisioni di Falcone e Borsellino, che avevano smosso gli animi della gente, facendo sperare in un cambiamento, forse iniziano ad essere dimenticate...


<<E' augurabile che almeno dopo morto, Vitale trovi il credito che meritava e che merita>> [Giovanni Falcone]


Questo film, per non dimenticare le occasioni perse dalla giustizia di infliggere un pesante colpo alla mafia.
Questo film per non dimenticare, che anche lo scorso anno, pericolosi esponenti della malavita sono stati scarcerati per decorrenza dei termini di custodia.




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foto storica del vero Lorenzo Vitale







 
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      Dimensione/Size:  15089 bytes.
      Tipo/Type:  Sconosciuto

#84 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Mar 8 Apr 2008 9:03 am
Oggetto: HistoriA : La storia raccontata dal cinema
wgiocoso@...
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Ho creato sul mio sito:
http://digilander.iol.it/wgiocoso/sito/tavole/historia/index.htm

una pagina denominata :
HistoriA : la storia raccontata dal cinema


Si tratta di una raccolta di alcuni titoli cinematografici di ricostruzione
storica, film biografici, ma anche film e animazioni di fantasia in cui il
contesto storico è stato rispettato e l'ambientazione particolarmente curata

I film sono ordinati in ordine alfabetico e in ordine cronologico di
ambientazione.


Ovviamente l'elenco e' assolutamente incompleto, e rispecchia
inevitabilmente i miei gusti; aggiungero' altri titoli man mano che mi
verranno in mente.


. .
* ( * Ciao,
* . * . Walter
----------------------
>>La mamma e' buona
(proverbio antropofago)
[da "Come ammazzare mamma e papa'", di Antonio Amurri]<<

PGP: 0x2E3A1EC5
http://digilander.iol.it/wgiocoso

#83 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Ven 29 Feb 2008 10:26 am
Oggetto: Hazzard
wgiocoso@...
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Hazzard / Jay Chandrasekhar ; con Johnny Knoxville, Seann William Scott, Jessica Simpson, Burt Reynolds, Willie Nelson. - [USA] : Warner Bros, c2005. - Disco ottico (DVD) ; 12cm. - Tit. orig.: The Dukes of Hazzard. - Lingue: inglese, italiano. - Sottotitoli: inglese, italiano, ital. non udenti. - Durata 1h40' + contenuti extra.

graphic

Quand'ero piccolo trasmettevano una serie televisiva di nome Hazzard, della cui trama sinceramente ricordo ben poco; ricordo benissimo, invece, il motivetto musicale di "Bo & Luke", il "Generale Lee", una nostalgica american muscle arancione con le portiere saldate, nella quale si entrava dal finestrino, e ancora un vecchio barbuto, e dei poliziotti corrotti perennemente all'inseguimento dei Dukes nella contea di Hazzard.
Un paio di anni fa, Warner Bros decide di produrre un film per il grande schermo. Pur non potendo fare gli adeguati parallelismi con i telefilm originali, credo che gli appassionati dei vecchi episodi non avranno motivo di rimanere delusi del risultato.
Se la prima mezz'ora del film si presenta un po' sottotono, anche per la necessità di presentare i vari personaggi, il seguito è molto più entusiasmante, un po' perchè lo spettatore inizia ad entrare nello spirito del film, ma anche perchè i due cugini totalmente svitati a bordo di un'auto elaborata per la fuga, non possono che trascinare il pubblico nelle loro spericolate avventure. Le riprese delle auto in corsa e degli inseguimenti della polizia sono entusiasmanti, e ricordano piacevolmente le scene della fuga dei Blues Brothers per le strade di Manhattan. Il tutto condito da una frenetica musica country.
Jonny Knoxville è uno degli attori di Jackass, tipologia di film che non amo per nulla, ma può darvi l'idea del perchè sia stato scelto per girare alcune scene spericolate.
Jessica Simpson fa la parte di Daisy Duke, l'accalappia-uomini che ottiene sempre le informazioni di cui ha bisogno, o all'occorrenza distrae qualche poliziotto. Come dirle di no...

A corredare il film, una buona dotazione di contenuti speciali con interviste, trucchi di ripresa svelati, errori degli attori, scene tagliate.




 
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      Tipo/Type:  Sconosciuto

#82 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Dom 24 Feb 2008 10:03 am
Oggetto: A prova di morte
wgiocoso@...
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A prova di morte / un film di Quentin Tarantino ; con Kurt Russell. - [USA] : Weinstein, c2007. - Disco ottico (DVD) ; 12 cm. - Tit. orig.: Death proof. - Durata: 1h 50'. - Lingue: italiano Dolby Digital 5.1, inglese Dolby Digital 5.1. - Sottotitoli: italiano non ud. - Formato 2,35:1. - Reg. 2 PAL. - V.M. 14 anni.

graphic

La copertina di questo film ricorda molto "Terrore su quattro ruote" degli anni 80; per parecchi minuti presenta frequenti graffi della pellicola, polvere e tagli imprecisi di alcune scene, come le vecchie "pizze" riparate con nastro adesivo; non conoscendo l'intera produzione di Tarantino ho a lungo creduto di avere fra le mani un vecchio film riversato su DVD da un distributore a buon mercato, nonostante alcuni attori noti non sembrassero giovanissimi, ma sono poi arrivato alla conclusione che si tratta di una curiosa trovata del fantasioso regista, soprattutto dopo aver visto che e' una pellicola datata 2007. In effetti l'intero film ha uno stile "retro": la musica che riporta ai tempi di "Pulp fiction", le automobili, rigorosamente "American Muscle", le Macchine fotografiche a pellicola, i Juke Box con dischi in vinile, l'abbigliamento, tutto riproduce questa fantastica atmosfera, destinata purtoppo a crollare miseramente, di tanto in tanto, a causa di piccoli dettagli come i telefonini, insignificanti ai fini della trama e mostrati solo al fine di mettere in bella evidenza il marchio del produttore; è una cosa che disturba pesantemente l'osservatore maggiormente coinvolto, ed è l'unica che rimprovero, con grande sdegno, al regista ed autore del film, Quentin Tarantino.
A parte questo, è un film che adoro, tanto nella sceneggiatura che nella musica, nell'umorismo sottointeso, nelle scene d'azione molto dinamiche e di grande effetto, girate a mio parere in sequenze da vero brivido e con veri stuntman. Non ho idea, a dire il vero, dei trucchi di ripresa realmente utilizzati per le scene pericolose; il DVD non presenta contenuti speciali con commenti, e per una volta sono contento che non ve ne siano, in quanto è tutto così realistico ed entusiasmante che preferisco non sapere ciò che è stato girato di fronte lo schermo verde.
Da gustare fino all'ultimo titolo di coda, per ascoltare il grazioso motivetto musicale.
Vietato ai minori di 14 anni in Italia, ed ai minori di 18 anni in America, divieti cui vi invito ad attenervi in quanto molte scene pericolose sono suscettibili di emulazione.
Le donne occupano un posto di rilievo durante tutta la pellicola e dominano la scena; scurrili, emancipate... in poche parole "cazzute"




 
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      Tipo/Type:  Sconosciuto

#81 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Dom 10 Feb 2008 6:03 pm
Oggetto: Giovani aquile - Porco Rosso
wgiocoso@...
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Giovani aquile / Tony Bill ; con Jean Reno, James Franco, Martin Henderson. - [USA] : MGM, c2006. - Disco ottico (DVD) ; 12cm. - Titolo orig.: Flyboys. - Lingue: inglese, tedesco, italiano. - Contenuti extra: commento del registra (inglese sott. it.), backstages, scene tagliate. - Durata: 2h 14'



Che io sappia non sono stati realizzati, negli ultimi anni, molti film ambientati nella prima guerra mondiale; i film sul primo conflitto, risultano così piuttosto datati, in bianco e nero, con l'audio mono che sembra inciso dentro un tubo, e con effetti speciali assenti o che mostrano i limiti tecnologici degli anni in cui sono stati realizzati. Al di la' del loro indiscutibile valore di ricostruzione storica, per molta gente non risultano così molto entusiasmanti da vedere.
"Giovani aquile" tenta di rompere un lungo silenzio, e ci riesce, a mio parere, in modo eccellente.

Siamo in Francia nel 1916, anno contraddistinto da una lunga battaglia contro i tedeschi sul confine francese. Fino al 1917 gli Stati Uniti non entreranno ufficialmente in guerra, ma alcuni americani si arruoleranno volontari nell'esercito francese. Un gruppo di questi uomini formeranno la squadriglia aerea Lafayette, realmente esistita, di cui il film narra le gesta.
Gli aerei spiccano il primo volo, o meglio balzo, nel 1903 e solo nel 1908 riusciranno a percorrere distanze sufficienti da ricongiungere due citta'; in meno di 10 anni verranno trasformati in mezzi bellici e assumeranno un ruolo importante nel conflitto mondiale; si tratta tuttavia di mezzi piuttosto fragili, con dotazione offensiva limitate ad una o due mitragliatrici, esordienti armi automatiche che si inceppavano frequentemente (un martello faceva parte della dotazione standard del pilota). La portata di tiro era limitata a qualche decina di metri; i combattimenti aerei si disputavano quindi "faccia a faccia" e somigliavano a duelli medievali fra cavalieri armati di lance. Questa atmosfera è riprodotta in modo eccellente nel film, merito anche del regista che è egli stesso un abile pilota acrobatico. I combattimenti aerei occupano molto spazio nella pellicola e sono realizzati in modo superbo. Le riprese di decine di aerei che si intrecciano simultaneamente in volo sono stupende. Le oltre 2 ore di film trascorrono, senza farsi sentire, regalando tante emozioni allo spettatore.
Tanti gli effetti speciali, senza i quali molte scene sarebbero state irrealizzabili, ma il risultato finale è così relistico che voglio lasciarvi gustare il film senza anticiparvi nulla; scoprirete tutti i trucchi nel filmato extra del DVD.
L' ampio spazio dato ai combattimenti aerei è sicuramente il punto di forza di questo film, ma probabilmente anche il suo limite; guardando le scene tagliate, vi renderete subito conto che esse avrebbero meritato di essere inserite nel film, ma sono state tolte solo per motivi di durata (come poi confermato dallo stesso regista); un vero peccato... una volta tanto una "versione lunga" sarebbe stata la benvenuta.
Interessantissimo il commento del regista durante la visione del film, che svela trucchi, corrispondenze e dettagli storici riprodotti con molta cura.


>--------------------------------------------------------------


Porco Rosso / Studio Ghibli ; storia e sceneggiatura di Hayao Miyazaki. - c1992. - Disco ottico (DVD) ; 12cm. - Animazione. - Lingua giapponese. - Sottotitolo italiano. - Durata: 1h 34'


Ambientato nello stesso periodo, forse qualche anno più tardi di Giovani aquile, nel periodo del grande trionfo degli idrovolanti nel Mediterraneo. Un film di animazione del grande Hayao Miyazaki, molto più umoristico e fantasioso del precedente, merita comunque una menzione per l'ottima ricostruzione storica dei mezzi e degli ambienti.



 

#80 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Dom 3 Feb 2008 11:04 am
Oggetto: Goodbye Bafana
wgiocoso@...
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La storia vera

La popolazione sudafricana è in maggioranza di colore, ma la minoranza
bianca di origine coloniale,  ha sempre detenuto ricchezza e potere. Inutile
dire che questa situazione anomala ha creato, nel corso degli anni, non
pochi problemi, ed anche scontri sanguinosi, culminati nel 1948 (e fino al
1991) in una serie di leggi razziali note con il nome di Apartheid; le leggi
prescrivevano i luoghi in cui ciascun gruppo (bianchi, bantu e coloured,
ovvero bianchi, neri africani e mulatti) poteva vivere, che tipo di lavori
poteva esercitare e a che tipo di sistema scolastico poteva accedere.

Nelson Mandela fu uno degli esponenti della lotta per la liberazione del suo
popolo da questo stato di segregazione, e per questo fu condannato
all'ergastolo; trascorrera' in carcere gli anni dal '63 al '90. La sua assurda
prigionia non placherà l'animo dei ribelli, che lo isseranno invece a simbolo
della lotta per la libertà. Anche le pressioni internazionali sul Sudafrica
diverranno negli anni più insistenti.
Nel 1990 il presidente De Clerk libererà Mandela, riconoscerà la legalità del
partito politico che era stato soppresso con l'incarcerazione di costui, e nel
'91 abolirà l'ultima legge razziale
Nel 1993 De Clerk e Mandela riceveranno il premio Nobel per la pace, per il
processo di democratizzazione del paese.
Nel 1994, nelle prime elezioni libere del paese, Mandela verrà eletto
presidente del Sudafrica, primo presidente nero della storia.


Il film:

Goodbye Bafana / di Bills August ; con Joseph Fiennes, Dennis Haysbert,
Diane Kruger. - 2007

Il film ripercorre solo alcune delle tappe sopra descritte, relative ai soli
anni
della prigionia, e lo fa in un modo piuttosto insolito: non dagli occhi del
protagonista, ma da quelli della guardia carceraria Gregory. Questi aveva
vissuto la sua infanzia a fianco di alcuni bantu (uno dei quali di nome
Bafana) e ne conosceva la lingua e le tradizioni; era quindi l'uomo ideale
per spiare le mosse del "criminale" numero 1, Nelson Mandela.

Un taglio quindi piuttosto insolito per questo film, ma efficace nel far
comprendere la situazione del Sudafrica in quegli anni

#79 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Mar 29 Gen 2008 9:57 am
Oggetto: La vie en rose
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La vie en rose / di Olivier Daman ; con Marion Cotillard e Gerard
Dépardieu. - Titolo originale: La môme.


Edith Piaf, il cui vero nome era Edith Giovanna Gassion, era figlia di un
acrobata da circo, abbandonata da giovanissima dalla madre. Ha vissuto la
sua infanzia in modo molto disagiato, fra varie sistemazioni, compresa per
alcuni anni, una "casa chiusa" dove la nonna lavorava come cuoca. Ha poi
seguito il padre in qualche tournée del circo per poi trasferirsi a Parigi dove
si guadagnava da vivere cantando per le strade e raccogliendo le offerte dei
passanti. In una di queste esibizioni fu notata da Louis Leplée (nel film
Gerard Dépardieu), proprietario di un cabaret sugli Champs-Elysées, che la
lanciò con il nome di "La môme Piaf" (la ragazzina con la voce di un
passerotto). Più grande, abbandonerà l'appellativo di "môme", per farsi
chiamare con il suo vero nome Edith.
[...]

Il film, nel quale la cantautrice è interpretata da Marion Cotillard, ripercorre
molto bene tutta la sua storia, ricostruendo in modo accurato tutti gli eventi
chiave della sua vita, incluso i vari aspetti del suo carattere, e i suoi vizi.
Bravissima la giovane attrice, che si cala in modo eccellente nella difficile
interpretazione.
Depardieu interpreta un personaggio molto importante nella storia, ma la
sua presenza è limitata a pochi minuti, ed è quindi sostanzialmente solo un
nome di richiamo per il film.
La pellicola intreccia continuamente episodi della giovinezza della cantante,
ed altri in cui l'artista era ben conosciuta; questo tipo di taglio disorienta
un
po' il pubblico, ma nel complesso ne viene fuori una pellicola ben equilibrata
che riesce a non fare annoiare lo spettatore.
Un film molto bello e ben fatto, la cui unica pecca è probabilmente il trucco,
non perché realizzato male, ma in quanto realisticamente difficile
invecchiare di 30 anni, in modo credibile, una giovane interprete; la volontà
di raccontare tutta la vita dell'artista senza tagli, ha imposto tuttavia questa
soluzione di continuità rispetto al ricorso di due attrici diverse.

#78 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Dom 20 Gen 2008 6:15 pm
Oggetto: Taxi 4 - Taxi America
wgiocoso@...
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TAXI 4

Taxi 4 è il quarto episodio dedicato al famoso taxi marsigliese super
elaborato, che dopo aver fatto impazzire la gendarmeria locale è finito per
diventarne un alleato in alcune avventure.
Quando di un film si realizzano numerosi seguiti, sulla scia del successo
commerciale, si tende sovente ad un decadimento di qualità; cosi', per
tentare di non essere troppo ripetitivi e scontati, gli autori, pur riservando
un
posto di primo piano allo stravagante autoveicolo, tentano di coinvolgere gli
spettatori in un'indagine poliziesca un po' piu' intricata del solito,
contornata
di gag comiche dei bizarri poliziotti.
Complessivamente un film ben riuscito e divertente, ma non aspettatevi
qualcosa di esilarante, come del resto non lo erano i precedenti della serie.



Taxi America

Di Taxi America ho visto solo pochi minuti, quindi non sono capace di
giudicarlo appieno, ma l'ho subito trovato prevedibile e privo di una sua
identità (anche se il trailer mi era sembrato più entusiasmante).
In America non esiste il doppiaggio... non so se per legge,  per tradizione, o
per lo strapotere delle case cinematografiche, quindi i film stranieri
sottotitolati conquistano una fetta veramente irrisoria del mercato. Quando
un film comico estero ha successo in Europa, gli americani allora lo rigirano
ambientato negli Stati Uniti. E' successo per esempio per "I visitatori", che
aveva comunque il pregio di riproporre i due attori principali del film
originale,
e' successo per Taxi, e per molti altri film; del resto le televisioni di mezzo
mondo, pay tv incluse, acquistano pacchetti di film americani in scatola
chiusa, quindi il ricavo minimo e' gia' noto prima di girare il film.
Poiché trovo tutto questo sconcertante, non trovandomi fra le mani un film
dall'aria convincente, dove le scene potenzialmente più divertenti erano
un'esatta replica della versione francese, mi sono alla fine rifiutato di
vederlo.



. .
* ( * Ciao,
* . * . Walter
----------------------
>>Sembra che la natura sia in grado di darci solo malattie piuttosto brevi
>>la medicina ha inventato l'arte di prolungarle.
(Marcel Proust)<<

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http://digilander.iol.it/wgiocoso

#77 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Gio 17 Gen 2008 3:10 pm
Oggetto: WIM WENDERS APPUNTI DI VIAGGIO
wgiocoso@...
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WIM WENDERS APPUNTI DI VIAGGIO

Palermo 21-31 Gennaio 2008. Rassegna dedicata al celebre regista
tedesco: Film, documentari, lezioni di Cinema, incontri. Luoghi dell'evento
sono: Multisala Aurora, Golden, Goethe-Institut, Jolly, Lubitsch, Royal, Aula
Magna della Facoltà di Lettere. Ingresso libero. Il programma dettagliato
sarà pubblicato nei prossimi giorni sul sito:
http://www.aapit.pa.it/


. .
* ( * Ciao,
* . * . Walter
----------------------
>>Non c'e' niente di piu' brutto della ragione quando non e' dalla nostra
parte.
(G. S. Altifax)<<

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#76 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Mar 15 Gen 2008 2:09 pm
Oggetto: Sicko
wgiocoso@...
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Sicko / [a film by Michael Moore]. - [U.S.A.] : Weinstein, c2007. - Disco ottico (DVD) : col. ; 12cm. - Titolo dalla schermata del menu. - Durata 1h59'. - Lingue: Italiano 5.1, Inglese 2.0. - Sottotitoli: Italiano.



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Sicko è il nuovo film documentario di Michael Moore, realizzato con uno stile narrativo molto simile a "Fahreneit 9/11" del 2004. Un altro documentario di pesante denuncia sul governo americano, che si occupa, questa volta, del Sistema Sanitario Nazionale, con qualche piccolo sguardo di tanto in tanto all'istruzione pubblica americana.
Milioni di americani sono privi di un'assicurazione sanitaria, perche' non possono permettersela; ma anche quelli che ce l'hanno, se sono costretti ad usufruire di cure piu' serie di un banale raffreddore, incappano in una serie interminabili di cavilli che permettono alle compagnie assicurative di non pagare.
Moore mostra alcuni casi, abbastanza comuni, di pazienti gravati di spese mediche di migliaia di dollari, e pazienti ai quali vengono negate le cure. Confronta poi il sistema americano con quello di altri paesi: Canada, Francia, l'Inghilterra, Cuba... ed i trattamenti medici riservati ai criminali di guerra rinchiusi nelle carceri americane.

Un film che vi consiglio vivamente di vedere, non per conoscerne necessariamente di piu' su un popolo straniero, ma perché possa aiutarvi a riflettere su due temi, la privatizzazione dell'istruzione e della sanità, che ricorrono frequentemente nelle intenzioni dei vari governi che si succedono in Italia.

--------------------------------
Per saperne di piu' sui problemi del servizio sanitario italiano, vedi invece:

La mafia è bianca / un film di Stefano Maria Bianchi, Alberto Nerazzini ; musica di Nicola Piovani. - Roma : Ali, [2005?]. - Disco ottico (DVD) ; 12cm. - Titolo dalla schermata principale. - Durata 1h45' + extra










 
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      File:  sicko.jpg
      Data/Date:  9 Jan 2008, 23:57
      Dimensione/Size:  26443 bytes.
      Tipo/Type:  Sconosciuto

#75 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Gio 10 Gen 2008 9:40 am
Oggetto: Lettere da Iwo Jima (in DVD)
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Lettere da Iwo Jima / [diretto da Clint Eastwood ; con Ken Watanabe]. - [U.S.A.] : Warner Bros, c2006. - Disco ottico (DVD) : col. ; 12cm. - Titolo orig.: Letters from Iwo Jima. - Durata 2h15' + extra. - Titolo dalla schermata del menu. - Lingue: italiano, giapponese. - Sottotitoli: Inglese, italiano, italiano non udenti.


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Durante gli studi preparatori del film "Flags of our fathers", basato sulla battaglia di Iwo Jima, Clint Eastwood si imbatté in diverso materiale sui soldati giapponesi e su un libro di lettere, antecedenti gli eventi di Iwo Jima, del generale Tadamichi Kuribayashi che aveva guidato l'eroica difesa giapponese sull'isola. Decide così che sarebbe stato interessante descrivere la battaglia come fu vissuta dall'esercito nemico. Piuttosto che stravolgere la sceneggiatura del film in preparazione, in accordo con il coproduttore Steven Spielberg, sceglie l'insolita soluzione di realizzare un secondo film, "Lettere da Iwo Jima", per l'appunto. La sceneggiatura fu affidata ad una scrittrice americana esordiente, Iris Yamashita, che grazie alle sue origini giapponesi è stata in grado di descrivere molto bene i costumi, le tradizioni e la mentalità di questo popolo.

É molto interessante vedere il parallelismo fra i due film, e apprezzo molto la scelta di creare due film separati piuttosto che frammentare la storia saltando da un fronte all'altro, cosa che avrebbe tolto molto spazio alla comprensione dei sentimenti dei personaggi coinvolti, ed avrebbe anche compresso notevolmente la durata della pellicola.
Un film americano, ma interamente girato in lingua originale, (credo che in America sia stato distribuito solo sottotitolato) che nel 2006 ha vinto diversi riconoscimenti internazionali, ma soprattutto ha ricevuto l'apprezzamento del popolo giapponese, cosa che per questo genere di film, rappresenta probabilmente il premio più importante cui potesse ambire.


I collezionisti di film storici, apprezzeranno sicuramente possederne una copia.


Commenti negativi:
- Il filtraggio della pellicola è veramente demente, e ricorda i colori slavati dei vecchi film dei primi anni delle pellicole a colori
- I contenuti speciali avrebbero meritato di essere più ricchi dal punto di vista dell'approfondimento storico. Una traccia audio con il commento della sceneggiatrice, sarebbe stata, ad esempio, molto gradita.

>--------------------------------------------------------------
Da leggere:


L'uomo di Iwo Jima / Gino D'Antonio. - Milano : Hobby & Work. - 27p. : int. ill. col. ; 30cm. - (I grandi del fumetto).

edito anche come:

L'uomo di Iwo Jima / Gino D'Antonio. - Milano : Cepim. - int. ill. col. ; 32cm. - (Un uomo un'avventura ; 16).




 
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      Data/Date:  6 Jan 2008, 10:45
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      Tipo/Type:  Sconosciuto

#74 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Lun 31 Dic 2007 10:21 am
Oggetto: PrOzOretz - Gennaio
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Proiezioni presso la facoltà di Lettere di Palermo
(Viale delle Scienze)


9 Gennaio 2008   ore 19:15
Rassegna cinematografica "PrOzOretz" - proiezione del film "The
Producers"


16 Gennaio 2008
Rassegna cinematografica "PrOzOretz" - proiezione del film "SinCity"

#73 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Ven 28 Dic 2007 10:31 am
Oggetto: Kotetsushin Jeeg
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Kotetsushin Jeeg


Forse non sono moltissimi a sapere chi è Go Nagai, ma tutti, da bambini, siamo rimasti affascinati dalle sue creature animate: i mitici robot giganti che ogni giorno combattevano per difendere l'umanità dagli attacchi alieni; parlo di Mazinga, Goldrake, Jeeg e diversi altri; anni di avventure giornaliere con gli amati personaggi della televisione, non si possono dimenticare facilmente. Il seggiolino di Actarous che compiva delle incomprensibili giravolte all'interno della sua astronave, Boss Robot guidato con un manubrio, che riproduceva le espressioni facciali del suo conducente, la moto di gomma di Hiroshi, la città di Tokyo distrutta e ricostruita in una sola notte... e chi se li dimentica?


I robot giganti sono oggi passati di moda, la produzione di manga ed anime giapponese è ormai molto vasta e non si limita più ai soli robot, le trame sono diventate molto più complesse e la fascia di pubblico si è spostata a favore dei ragazzi più grandi. Serie sui robot combattenti di 65 episodi sono ormai probabilmente improponibili... ma qualcosa per i nostalgici viene ancora realizzata. Due esempi potrebbero essere Mazinkaiser, il terzo (o quarto, contando anche Goldrake) Mazinger, e Kotetsushin Jeeg (letteralmente "D'Acciaio Dio Jeeg"), proposto come seguito del "robot d'acciaio" che tutti conosciamo.

Per entrambe le serie si assiste a miglioramenti grafici veramente notevoli, in linea con le migliori produzioni giapponesi; anche l'audio e' decisamente migliore (gli episodi vecchi erano con audio mono... del resto all'epoca molti avevano ancora dei televisori a valvole in bianco nero...).
Se Mazinkaiser, realizzato in 5 episodi, (anche in italiano) appare un po' come un'occasione sprecata di proporre qualcosa di veramente innovativo e realizzare un degno finale alla storia, qualcosa di meglio è stata fatta con Kotetsu Jeeg. In questo caso si è optato per 13 episodi (solo sottotitolati) che ha consentito di dare vita ad una trama molto più elaborata.

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Kotetsu Jeeg è ambientato 50 anni dopo la serie originale, per cui i personaggi sono invecchiati, e in alcuni casi rimpiazzati con dei nuovi; vi sono comunque molti riferimenti al passato, ed anzi molti misteri della prima serie vengono svelati, come l'origine della campana di bronzo, la storia del popolo Aniwa e il segreto del potere di Jeeg
Come dicevo il pubblico che ricerca queste storie è più adulto, quindi anche il cartone animato si è adeguato; il linguaggio è più "contemporaneo" (anche con qualche parolaccia di tanto in tanto) e, senza cadere troppo di stile, i personaggi femminili vivono di una nuova luce, con un fisico decisamente accattivante, ad iniziare dalla cattivissima regina Imika.

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(anche in Mazinkaiser si è comunque assistito ad un'evoluzione in tal senso)

Tanto umorismo... (ma non c'è purtroppo il Mechadon) mescolati con un po' di erotismo, ed anche qualche momento commovente, ne fanno una storia completa, al passo con i tempi, ed un bellissimo finale alla serie originale.


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      File:  jeeg.jpg
      Data/Date:  12 Oct 2007, 13:18
      Dimensione/Size:  16954 bytes.
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#72 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Dom 9 Dic 2007 7:24 am
Oggetto: Amerika : un paese sotto scacco
wgiocoso@...
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-------------------------------------
Amerika : un paese sotto scacco / [diretto da: Jeremiah Chechik ; scritto da: Larry Barber, Paul Barber]. - USA : FX Networks, c2004. - Disco ottico (DVD) ; 12cm. - Titolo dalla schermata principale. - Titolo originale: American meltdown. - Durata 1h26'. - Lingue: italiano 2.0, inglese 2.0 . - Sottotitoli: italiano.
-------------------------------------

Dei terroristi si paracadutano su una centrale nucleare in territorio americano e riescono ad impossessarsi dell'impianto, minacciando di fare saltare tutto. Parlano arabo, ma Il loro strano comportamento sembra distinguerli sia dai terroristi di matrice islamica, intenzionati solo ad opere di distruzione, che da persone interessate all'ottenimento di un riscatto.

Nel film i terroristi risolvono una serie di problemi in modo abbastanza semplice rispetto a come dovrebbe essere nella realta'; si impossessano con estrema facilità dell'impianto che sembra avere un numero di impiegati di una fabbrica ed un numero di guardie di una caffetteria. La pellicola comunque non si propone come un vero film d'azione (per cui potrebbe deludere le aspettative di molte persone), ma presenta un taglio di tipo giornalistico, con numerosi interventi televisivi e rendiconti tecnici della situazione, oltre alle immancabili raccomandazioni delle forze dell'ordine che sminuiscono il pericolo imminente per limitare il panico nella popolazione. Questo taglio è poi rafforzato da una filtratura neutra del colore e da un curioso montaggio che alterna sovente le riprese a colori con frammenti di sequenze sgranate e in bianco e nero. Il vero fine, e questo rappresenta il più grande merito di questo prodotto che altrimenti apparirebbe insignificante, è ivece quello di intrattenere il pubblico stimolando una serie di riflessioni sull'opportunità di utilizzare centrali nucleari, con i costi enormi che ciò comporta per il mantenimento della sicurezza, sull'uso di armi all'uranio impoverito, ed altre problematiche "sociali" che riguardano gli Stati Uniti in particolare, ma che, con poche varianti, possono essere applicate a molti altri paesi, incluso il nostro.



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      File:  Amerika.jpg
      Data/Date:  1 Dec 2007, 23:18
      Dimensione/Size:  10664 bytes.
      Tipo/Type:  Sconosciuto

#71 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Dom 7 Ott 2007 8:09 am
Oggetto: Flags of our fathers
wgiocoso@...
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Flags of our fathers

di Clint Eastwood
prodotto da Clint Eastwood e Steven Spielberg

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Forse l'immagine dei soldati che issano la bandiera non dice molto a noi italiani; potremmo averla vista su qualche libro di storia o più probabilmente alcuni mesi fa nelle locandine dei cinema, ma la foto originale, scattata dopo la conquista americana di Iwo Jima nella seconda guerra mondiale, ha alle spalle una storia molto interessante che questo film racconta.

Gli americani hanno vissuto una guerra molto diversi da noi europei; nessuno ha sganciato bombe sugli Stati Uniti (gli attentati dell'11 settembre sono stati da molti considerati il primo vero atto di guerra su territorio americano) e la vita andava avanti più o meno normalmente mentre nel resto del mondo si sparava. Certamente ritornavano in patria molti soldati morti, o non ritornavano affatto; la stessa battaglia di Iwo Jima, come si vede nel film, fu una carneficina. Le casse statali erano state prosciugate dalla corsa agli armamenti. Il governo era gia' indebitato con le banche e procedendo in questo modo non sarebbe riuscito a mantenere a lungo questi ritmi. Ma un giorno viene pubblicata sui giornali una foto, quella dei soldati che issano il simbolo di vittoria sul territorio nemico e giustifica agli occhi dell'opinione pubblica, tutti quei soldati che sono morti per una giusta causa. E' il momento adatto, per il governo, di chiedere alla gente di contribuire direttamente alla causa, acquistando "buoni di guerra" e si organizzano cosi' delle serate itineranti per il paese con gli eroi di Iwo Jima che cercheranno di coinvolgere nell'iniziativa gli imprenditori più facoltosi.

Il film ripercorre con un abile montaggio che ne alterna le scene, la storia degli eroi della bandiera, con tutte le sue contraddizioni, e le immagini della battaglia sull'isola giapponese, spettacolare dal punto di vista cinematografico (ma non falsata da inutili eroismi) e tremendamente drammatica allo stesso tempo. Molte scene di battaglia sembrano tratte dal videogioco "Medal of honor", che deve aver ispirato parecchio i realizzatori (o evidentemente entrambi sono una riproduzione molto fedele della realtà).

La riproduzione degli eventi storici sembra molto corretta

Il DVD e' privo di contenuti speciali... ed è un vero peccato perché avrebbe meritato almeno un documentario con interviste (come nel caso di "Perl Harbor") per raccontare i parallelismi fra il film e gli avvenimenti reali.

Anche i dettagli sulle riprese (che vedono coinvolti centinaia di uomini e mezzi) e gli effetti speciali sarebbero stati interessanti, ma almeno su questo posso essere d'accordo sul fatto che avrebbero un po' sminuito la drammaticità delle scene che invece cercano di trascinare lo spettatore, con inquadrature in prima persona, al centro della battaglia: dietro il cannone a sentire il contraccolpo dello sparo, a raso terra quando si avanza carponi, sotto una pioggia di terra quando una cannonata ti atterra vicina, ma anche di fronte al compagno che viene colpito alla testa o fatto a pezzi da una cannonata.

Il film non propone molti commenti sul fatto che una guerra possa essere giusta o sbagliata, ma la mostra dagli occhi di un soldato, in un modo molto diverso ed ovviamente piu' realistico da come si percepisce aprendo un giornale e leggendo il bollettino dei caduti.
Pur nella drammaticità delle sue scene lo consiglierei ai piu' giovani (non proprio ai bambini, ovviamente), per le riflessioni che può sollevare.


-------------

Altro film recente sulla battaglia di Iwo Jima, prodotto dagli americani ma visto dalla parte del fronte giapponese (molto apprezzato in Giappone) e' "Lettere da Iwo Jima". Potrebbe essere interessante mettere i due film a confronto. Regia anch'esso di Clint Eastwood







 
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      File:  flags.jpg
      Data/Date:  19 Aug 2007, 13:39
      Dimensione/Size:  19728 bytes.
      Tipo/Type:  Sconosciuto

#70 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Lun 17 Set 2007 3:13 pm
Oggetto: Una scomoda verita'
wgiocoso@...
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Una scomoda verita'

Da qualche anno si va diffondendo la strana abitudine di realizzare qualche
documentario destinato al cinema; "strana" in quanto e' abbastanza
rischioso per i produttori confidare nella volonta' del pubblico di andare a
vedere al cinema qualcosa che normalmente ottiene un pubblico modesto
anche in televisione... ma talvolta sembra funzionare.

Uno dei motivi che ha spinto alla realizzazione di "Una scomoda verita'" e'
indubbiamente il fatto che ha un narratore d'eccesione <<l'ex "futuro
presidente degli Stati Uniti">> come lui stesso si definisce, Al Gore.
Al Gore e' sempre stato in prima linea nella lotta agli abusi contro gli
ecosistemi e nella promozione di uno sviluppo piu' sostenibile nei confronti
delle risorse naturali. Ha contribuito in modo determinante alla stesura del
protocollo di Kyoto (che l'America non ha mai firmato) ed ha sempre
sfruttato la sua posizione per dare rilievo, negli ambienti politici, alle
problematiche naturalistiche; nonostante le sue buone intenzioni, non ha
mai ottenuto, tuttavia, i risultati sperati e le sue argomentazioni sono
sempre crollate di fronte agli interessi economici. Nella corsa alle
presidenziali e' stato giudicato da Bush padre "un pazzo che con le sue idee
ecologiste vuole mettere in ginocchio l'economia americana".
La sconfitta alle presidenziali lo ha convinto che i problemi legati
all'ecologia dell'America e del mondo non si possono risolvere se non si
cambia la mentalita' della gente; pur essendo un problema di natura politica,
non avra' mai una risposta politica finche' non sara' la stessa gente a
richiederlo con forza. Negli ultimi anni, cosi', ha iniziato a viaggiare per
tutti
gli States, ma anche molti altri paesi sparsi per il mondo, ad esporre con
umorismo ed un linguaggio accessibile a tutti, un insieme di dati frutto di
ricerche scientifiche, cosi' evidenti da essere difficilmente contestabili. Le
strette relazioni fra l'inquinamento e l'innalzamento della temperatura
terrestre, e le dirette conseguenze di questo su un insieme di eventi ormai
impossibili da nascondere anche a chi ha sempre manipolato l'informazione
pubblica per deviare le leggi a suo favore. Le leggi americane sono fra le
piu' permissive al mondo in fatto di inquinamento delle auto. Approvare
delle leggi piu' restrittive puo' frenare il mercato automobilistico americano a
favore di quello cinese? Questo e' ridicolo, in quanto le leggi cinesi sono
molto piu' rigorose delle americane, quindi la Cina puo' vendere in America
ma non il viceversa. Dimostra anche perche' in America e nel mondo si
verificano sempre piu' di frequente un insieme di fenomeni distruttivi, e di
come il riscaldamento globale abbia ormai alterato una serie di leggi
regnate per migliaia di anni; a conferma delle "prediche" che si sforzava di
diffondere da anni, proprio mentre il film veniva girato, veniva annullata la
sua presentazione a New Orleans per l'arrivo previsto di un "piccolo" tifone,
Katrine, di categoria 1.. che le acque troppo calde del golfo hanno
trasformato in modo imprevisto in categoria 5, causando i disastri che tutti
ricordiamo.

Il documentario alterna la presentazione di Al Gore, con una serie di piccoli
spezzoni riguardanti la sua storia e la sue vicende private che aiutano a
comprendere il perche' della sua forte motivazione.
Il taglio politico della presentazione e' assolutamente neutrale, in quanto e'
un problema di tutti che dovrebbe riguardare qualunque amministrazione.
Quella del film con gli inserti voluti dal regista sulla vita di Al Gore un po'
piu' critico sull'amministrazione Bush.

Anche se non vi siete mai interessati di politica americana, non potrete fare
a meno di apprezzare il carisma di Al Gore e di fare una profonda
riflessione sulle argomentazioni da lui presentate.
Un film-documentario che fa riflettere e che si lascia guardare senza
annoiare.
Decisamente da guardare e da far conoscere agli altri.

#69 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Dom 9 Set 2007 5:47 pm
Oggetto: "Stealth" e "Sky Fighters"
wgiocoso@...
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Se avete voglia di vedere dei film d'azione, con caccia militari che
sfrecciano nei cieli dandosi battaglia, questi due titoli in DVD sono per voi.

# "Stealth" è un film americano ambientato in un vicino futuro; l'aeronautica
ha messo a punto un nuovo caccia sperimentale molto particolare, in cui
un
potetente ed innovativo sistema di elaborazione è in grado di pilotare
autonomamente l'aereo e di prendere decisioni tattiche; a causa di un
malfunzionamento, pero', l'aereo prende troppo sul serio il suo compito, e
decide di attaccare una serie di obiettivi ritenuti ostili, causando numerose
vittime civili e problemi alle relazioni internazionali degli Stati Uniti, di
fatto
responsabili dell'accaduto. L'evoluto sistema che pilota l'aereo scopre da
solo i codici di accesso ai rifornimenti automatici di carburante in volo e
diviene di fatto inarrestabile. Gli stessi americani dovranno lottare contro la
loro creazione per cercare di abbatterlo.

Una specie di "Supercar" con le ali, con il cervello elettronico
malfunzionante di "Corto circuito".
Le riprese sono entusiasmanti, ma totalmente irrealistiche: telecamere che
volteggiano attorno agli aerei, passando da un primo piano sul viso dei
piloti, ad un'inquadratura di gruppo e poi ancora al dettaglio del missile
appena sganciato.





#"Sky Fighters" e' un film tutto francese, decisamente sbalorditivo, a
cominciare dal fatto che raramente si assiste a produzioni di questo tipo
non
statunitensi... ma anche nello stile che ricorda molto quello delle produzioni
americane; questo non e' necessariamente un complimento, in quanto mi
auguro che non sia l'inizio di un processo di perdita di identita' delle
produzioni europee per uniformarsi agli standard commerciali. Comunque il
film e' decisamente buono.


Due piloti francesi si trovano a dover ingaggiare una lotta contro un
misterioso Mirage che non avrebbe dovuto attaccarli; finiscono pero' per
disobbedire agli ordini e si ritrovano nei guai con la giustizia militare; alle
loro spalle tentativi leciti (ma contorti) di vendere una grossa partita di
aerei
ai mediorentali, ed altri di spionaggio e corruzione con l'intento di
appropriarsi illecitamente dei caccia francesi
La trama e' tratta da un fumetto intitolato "Les chevaliers de l'air" (che e'
anche il titolo originale del film) e contrariamente al citato film americano,
le
riprese sono interamente effettuate dal vero. L'aeronautica francese ha
dato
un grosso appoggio alla produzione, facendo partecipare gli attori a dei voli
su veri caccia, a missioni di addestramento e all'uso del simulatore, e
fornendo mezzi aerei e piloti per le riprese. Gli effetti speciali sono
numerosi, ma solo cio' che non poteva essere effettuato relmente (come
lanciare missili sopra Parigi, o far pilotare realmente i caccia agli attori) e'
stato realizzato al calcolatore. Gli attori-piloti recitano dietro lo schermo
verde, ma dentro una cabina montata su un supporto meccanico in grado
di
effettuare realmente i volteggi che si vedono nel fim.
Nessun mistero al fatto che si siano ispirati a "Top Gun" (impossibile,
d'altro
canto, sfuggire a questo tipo di raffronto), ma rispetto a quest'ultimo che
privileggia le inquadrature da terra, le riprese aeree sono nettamente
predominanti. Queste sono state singolarmente studiate a tavolino, con la
disposizione di ogni aereo, sia quelli del fim che quelli delle riprese, la loro
posizione rispetto al sole ed ogni manovra da effettuare. Il risultato e'
decisamente superbo ed il film appare molto piu' realistico del sopra citato
"Stealth"


Per il resto, entrambi i film delegano un ruolo di primo piano a delle belle
attrici che intrecciano delle storie d'amore con gli altri protagonisti
Il film americano è privo di contenuti extra, mentre quello francese è
accompagnato da una lunga intervista e "dietro le quinte" con i trucchi
rivelati.
Lingue Inglese, Spagnolo e Italiano per "Stealth"
Lingue Francese e Italiano per "Sky Fighters"

#68 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Sab 18 Ago 2007 5:04 am
Oggetto: Il 7 e l'8
wgiocoso@...
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Il 7 e l'8
con Ficarra e Picone
-------------------------

A diversi anni di distanza da "Nati Stanchi" e dopo numerosi successi
teatrali e televisivi, il duo palermitano più famoso d'Italia degli ultimi anni
ritorna sul grande schermo con "Il 7 e l'8"

Non ho visto il film al cinema, ma non ho voluto farmi scappare il DVD che
da poco e' disponibile in noleggio; riuscire a reperirlo presso la mia
videoteca abituale è stato comunque piu' difficile del previsto, dato che
risultava sempre in prestito.. segno evidente che il film è
complessivamente
ben apprezzato.

Il 7 e l'8 racconta la storia di due bambini nati lo stesso giorno nello stesso
ospedale, e identificati con i numeri 7 e 8, appunto, che sono stati
scambiati
nelle loro culle, vivendo i successivi 30 anni l'uno nella famiglia dell'altro.
Uno (o meglio l'altro) e' figlio di un carabiniere e sta per laurearsi in legge,
l'altro (o meglio il primo), è un taroccatore di CD audio ed ha qualche
problemino con le forze dell'ordine. Caso vuole che i due si incontrino (o
meglio scontrino) e continuino a frequentarsi, non senza creare qualche
problema al padre di lui (dell'altro), fino a scoprire la verità sulla loro
storia,
e la conseguente necessità di accettarla e di spiegarla alle rispettive
famiglie. Nel racconto si sviluppano anche delle complicate storie d'amore.

Come ci si aspettava il film e' divertente e vale sicuramente la pena di
affittarlo e vederlo, soprattutto in compagnia; tuttavia, se si confronta la
struttura di questo film con quella del precedente, ci si rende facilmente
conto di come "il 7 e l'8" sprechi molte occasioni di creare delle scene
comiche che non vengono adeguatamente sviluppate, o di creare delle
vicende più "intrecciate" e complesse;  per lo meno, però, i due comici non
si ripetono, come spesso accaduto con altri attori, come Aldo Giovanni e
Giacomo, riportando sullo schermo le gia' note gag teatrali.

Il film e' stato girato quasi interamente a Palermo; il Comune ha
nell'occasione inaugurato un nuovo ufficio che si occupera' negli anni a
venire di facilitare e velocizare ogni genere di autorizzazioni e
provvedimenti (esempio chiusura al traffico) necessari alle riprese dei film
nella città, intervento di estrema importanza perché il cinema favorisce,
direttamente o indirettamente, molto lavoro,  ed e' inoltre un indubbio
canale di promozione pubblicitario.

Una piccola nota sulla regia: le riprese sono state effettuate nel centro
storico fra vicoli ed abitazioni probabilmente non dei piu' eleganti della
città;
nulla da ridire su questo... sono zone che hanno un loro fascino e non li
considero affatto una vergogna da nascondere alla telecamere; un film
girato a Palermo non deve necessariamente fare una carrellata dei suoi
monumenti... ma perché girare ai piedi della Magione, di Santa Maria della
Catena, di San Cataldo, e scegliere delle inquadrature, quasi faticando a
volte, per non inquadrarli?

#67 Da: "Auletta Studenti" <wgiocoso@...>
Data: Dom 10 Giu 2007 1:35 pm
Oggetto: Meglio un uovo Oggi o un drago Domani?
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Meglio un uovo Oggi o un drago Domani?
Recensione di “Eragon”

da "Minimo 7 - Aprile 2007"
di Claudio Ferrara
Vignetta di William Giocoso


 Se da piccoli, scartando i regali, rimanevate delusi perché nessuno ha mai pensato di regalarvi un cucciolo di drago, se alle elementari, studiando biologia, avete scoperto che i dinosauri si sono estinti, subendo così un trauma dal quale vi siete ripresi solo dopo 15 anni di analisi, bene, esiste il libro e (forse) il film che fa per voi.
Procediamo per gradi. Alcuni anni fa sulla scena della letteratura fantasy mondiale, dominata dalle interminabili saghe di Terry Brooks e di R.A. Salvatore si fa avanti un nuovo nome: Christopher Paolini.
Egli propone in “Eragon” la sua visione del fantasy; creando dal niente(o quasi) un nuovo mondo, la terra di Alagaesia, vi ambienta la storia di un ragazzo, Eragon appunto, che un giorno, durante una battuta di caccia in montagna, trova una strana pietra azzurra, lucida e stranamente simile a un uovo.
Dopo pochi giorni la pietra si rivela per quello che è; l’uovo dell’ultimo drago esistente al mondo.
Con l’aiuto di Brom, l’ultimo dei Cavalieri del Drago, coloro che un tempo facevano rispettare la giustizia in tutta Alagaesia, partirà per un viaggio, diventando egli stesso Cavaliere del Drago, e guiderà nani, elfi e uomini contro il re Galbatorix, il tiranno che opprime i tre popoli con il suo dispotico dominio.
Particolarmente interessante nel libro è la nuova ottica in cui il drago è visto; non più appendice e attributo del cavaliere-tipo, ma vero e proprio Alter-ego del protagonista, un ragazzino impulsivo, appassionato, con le sue insicurezze.
Prova di questa  diversa ottica sono i dialoghi fra drago e cavaliere, una delle parti più interessanti(e a volte anche divertenti) di tutto il libro.

graphic

Ma veniamo allo scopo principale dell’articolo; il raffronto fra il film  e il libro.
 Da parte dei produttori si è voluto tentare l’Effetto Harry Potter; se ho letto il libro DEVO vedere il film e anche se non ho letto il libro DEVO COMUNQUE vedere il film!
Questa scelta ha influenzato seriamente il modo in cui il film è stato impostato, apportando vantaggi(alcuni)  e svantaggi(abbastanza!).
La caratterizzazione dei personaggi è ottima, la scelta degli attori è stata ben dosata e accurata( Sienna Guillory  è perfettamente a suo agio nella parte di Arya, come anche Jeremy Irons in quella di Brom), i paesaggi hanno quel che di lussureggiante e selvaggio però...ci sono altre osservazioni da fare.
Per riuscire a eguagliare il libro, ci sarebbe voluto un maggiore gusto dell’aneddoto, del fermarsi 10 minuti a raccontare tutto, a guardare gli eventi nella loro interezza...qualcosa che al film manca.
 Tralasciando la miriade  di scene falcidiate e completamente non inserite nel lungometraggio, il film dimostra di non essere all’altezza del libro in alcuni snodi cruciali del libro; ad esempio, per metà film Eragon viaggia per Alagaesia in compagnia di un perfetto sconosciuto, che solo verso la fine, con una nonchalance fastidiosa per chi conosce il libro, sappiamo essere Murtagh figlio di Morzan, uno dei Rinnegati.
In definitiva “Eragon” è un film gradevole, in grado di farvi passare un pomeriggio in mezzo a cavalieri, elfi e draghi; nonostante  questo la visione del film non sostituisce il piacere evasivo e immersivo che dà la lettura del libro originale.

Sè onr sverdar sitja hvass 
(per chi non fosse pratico dell’antica lingua significa “Che la vostra spada rimanga affilata”)


 
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      File:  eragon.gif
      Data/Date:  10 Jun 2007, 9:37
      Dimensione/Size:  30301 bytes.
      Tipo/Type:  Sconosciuto

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