Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
I rappresentanti degli studenti appoggiano i ricercatori ma incalzano
"No alle tasse indietro ma basta rinvio di lezioni ed esami"
Hanno precisato l'irregolarità della votazione del documento che è stato
prodotto dalla Consulta degli studenti lunedì scorso. Giuseppe Rubino di
Scienze e Pietro Tarantino, di Ingegneria hanno sottolineato: "Non c'era
'unanimità' per la votazione"
"Non vogliamo risarcite le tasse. Appoggiamo la protesta dei ricercatori, ma
vogliamo che si svolgano regolarmente esami e lezioni". E' quanto ha
precisato Giuseppe Rubino, rappresentante degli studenti della facoltà di
Scienze e membro della Consulta degli studenti, sabato scorso durante
l'incontro dei ricercatori dell'Ateneo di Palermo, che si è svolto al
dipartimento di Biologia cellulare in viale delle Scienze.
"Quattro rappresentanti - ha continuato Rubino - hanno riportato un
documento ufficiale che non era stato approvato all'unanimità lunedì scorso.
Il documento, in realtà, è frutto di otto ore di dibattito che si sono
concluse con una votazione irregolare". Il punto relativo alla richiesta del
rimborso delle tasse universitarie da parte degli studenti è stato approvato
con un solo voto.
"C’è un grande numero di studenti che vuole esami e lezioni. I tempi della
protesta si sono allungati troppo", ha precisato Rubino. Anche se gli
studenti sono d’accordo con la protesta dei ricercatori, vogliono che le
attività didattiche riprendano normalmente.
In relazione ai contenuti della protesta Rubino ha sottolineato che è
necessario che "vadano avanti i ricercatori secondo il criterio della
meritocrazia, e non rimangano all’università ‘brontosauri della cultura ’
che non producono un articolo dal 1990. Bisogna far valere il criterio della
produttività, per la scelta del personale accademico".
Pietro Tarantino, rappresentante degli studenti d’Ingegneria all'interno
della Consulta degli studenti, ha fatto il punto della situazione
dell'università italiana che non è frutto solo dell'ultima riforma
Moratti-De Maio, ma anche del disegno di legge riforma del Cun e del Cnsu,
della riforma Zecchino-Moratti, della riforma Zecchino numero 509 del 1999 e
del decreto ministeriale che è passato il 16 giugno scorso. "Tutti questi
testi di legge - continua Tarantino - hanno una stretta coerenza tra di loro
e tendono ad insediare un modello istituzionale inaccettabile perché di
fatto discrimina gli atenei. In questi anni c'è stata una trasformazione
dell’Università in laboratori di precarietà: senza il lavoro di dottorandi,
assegnisti e ricercatori non sarebbe possibile portare avanti le tante
attività didattiche e di ricerca dei dipartimenti. La didattica si va
svuotando del collegamento con la ricerca, che è il motore di sviluppo della
nostra nazione".
Pietro Tarantino ha ribadito il significato di ' diritto allo studio' e ha
precisato che "chi frequenterà in futuro l’università statale deve poter
usufruire di una formazione di alto livello da qualunque condizione
economica provenga".
Gli studenti per il momento non hanno, ancora, capito le ragioni di questa
protesta. "E' necessario che si parli della dequalificazione totale dei
percorsi formativi introdotti con la legge 509 e che hanno introdotto
all’interno dell’università dei modelli elitari di formazione - ha precisato
Tarantino - Se i ricercatori contieranno a non confrontarsi con gli
studenti, rischieranno di non creare un movimento di partecipazione sociale
e civile a questa protesta. Nessun movimento di protesta dal 1968 al 1977 ha
visto fuori la rappresentanza studentesca. Creiamo un percorso parallelo di
protesta tra studenti e ricercatori". Indispensabili dunque, fin dalla
prossima settimana, l'organizzazione di assemblee di studenti, in cui si
parli oltre che del ritiro del blocco delle assunzioni, del reclutamento dei
ricercatori e dei finanziamenti della ricerca. Tarantino ha, infine,
invitato i ricercatori e i docenti presenti a sfruttare l’autonomia
didattica dei dipartimenti per dire 'no' ai corsi di laurea che prevedono
quarantadue materie in tre anni e all'accorpamento delle materie. "Se i
ricercatori, i docenti e gli studenti si uniranno in un movimento di
protesta, forse si riuscirà ad attuare un cambiamento concreto".
Silvia Iacono
(11 ottobre 2004
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