Ci spiace se inoltriamo questo messaggio importantissimo solo ad un giorno
dalla scadenza, ma la notizia sul sito del giornale dell'ateneo e' stata
inserita soltanto il 15.
fonte: http://www.ateneonline-aol.it/
Gli studenti interessati possono presentare istanza al proprio cdl
>Ritorno al Vecchio ordinamento? Ecco un'altra chance C'è tempo fino al 18
>per chi vuole fare "retromarcia"
La possibilità è stata offerta dal Senato accademico agli immatricolati
2000\2001 che dopo avere frequentato un anno di V. O. erano passati al
Nuovo. Ma non tutte le Facoltà hanno "girato" agli iscritti questa
possibilità. Tra chi ha accolto l'invito ci sono Agraria, Architettura,
Economia, Ingegneria, Farmacia, Lettere e Scienze della formazione, Scienze
Matematiche, fisiche e naturali, e Scienze Motorie. Non hanno invece aderito
Medicina e Scienze politiche: "Da noi non c'è stato bisogno"
Il Senato accademico offre ancora tempo agli studenti universitari passati
dal vecchio al nuovo ordinamento che adesso vogliono ritornare sui propri
passi. Tutti i ragazzi interessati possono consegnare ai rispettivi corsi di
laurea la richiesta di ritorno e i documenti necessari, entro il 18
novembre. Poi il Senato accademico valuterà i curricula uno ad uno e stilerà
l'elenco dei nomi dei ragazzi risultati idonei.
Quest'ultima chance per "studenti pentiti", decisa a maggio dal Senato
accademico, è arrivata dopo una richiesta del preside della facoltà di
Architettura, Giuliano Leone.
La storia. A settembre dello scorso anno, sei studenti laureandi chiedono al
Consiglio di facoltà di potere tornare al vecchio ordinamento, per l'anno
accademico 2002\2003. Obiettivo: riuscire a laurearsi a febbraio 2004. Il
Consiglio si riunisce e accetta la richiesta. Al preside Leone, quindi, non
resta che presentare la domanda formale al Senato accademico, che l'11
novembre 2003 dà il via libera: i sei studenti possono tornare al vecchio
ordinamento e laurearsi nella sessione di febbraio.
Lo stesso mese altri 175 studenti presentano la domanda di passaggio per
l'anno accademico 2003\2004. Tutti risultano idonei e tornano a laurearsi
con il vecchio sistema.
La delibera. Il 31 maggio scorso, il Senato accademico estende questa
possibilità a tutti gli altri corsi di laurea: gli immatricolati 2000\2001
che, dopo avere frequentato un anno di vecchio ordinamento avevano deciso di
passare al nuovo, potranno ancora cambiare idea, ma solo per l'ultima volta.
Per rientrare nella delibera del Senato gli studenti dovranno dimostrare di
possedere precisi requisiti. In particolare di essersi immatricolati prima
della riforma e di avere frequentato, almeno per un anno, le lezioni del
vecchio ordinamento.
II termine ultimo per la presentazione delle domande era stato fissato per
il 30 settembre, ma dopo vai passaggi si è arrivati al 18 novembre. Dopo
questa data il Senato delibererà sui singoli casi.
La possibilità di effettuare il passaggio sarà data ai ragazzi solo se il
loro ritorno non comporterà l'attivazione di corsi di recupero.
Chi ha detto sì. Un'opportunità, quindi, nata dalla richiesta di un preside
ma che è stata estesa dal Senato a tutte le Facoltà. A questo punto stava ai
singoli corsi di laurea comunicare la novità, e agli studenti presentare o
meno la domanda.
"L'anno scorso - spiega Matelda Lo Bianco, presidente della commissione
pratiche studenti, per la laurea specialistica in Architettura - 175
studenti hanno presentato richiesta e tutti sono stati ritenuti idonei.
Quest'anno non saranno molti perché lo scorso anno sono passati in massa".
Tra i corsi di laurea che hanno accolto l'ordinanza c'è in prima linea
Economia, perché "la laurea tradizionale - spiega il preside Salvatore Lo
Jacono - era di quattro anni e con la riforma sono diventati cinque. I
ragazzi che terminano la laurea di primo livello - ha continuato - non
possono essere definiti dottori. Devono iscriversi alla laurea di secondo
livello e frequentare l'università per altri due anni. In pratica - conclude
- perdono un anno e hanno lo stesso titolo dei laureati con il vecchio
ordinamento". Anche la facoltà di Agraria ha accettato la possibilità
offerta dal Senato accademico. I ragazzi che hanno presentato la richiesta
entro i termini, sono dieci, tutti iscritti al corso in Scienze e tecnologie
agraria.
Per Scienze della formazione, il preside Lendinara ha spiegato che"è giusto
offrire agli studenti la possibilità di ritornare al vecchio ordinamento, ma
nella nostra facoltà c'è stata soltanto una sola richiesta".
"E' giusto offrire ai nostri ragazzi la possibilità di ritornare al vecchio
ordinamento ma, al momento, non abbiamo ricevuto alcuna richiesta". Queste
le parole del preside di Farmacia, Salvo Plescia, a proposito dell'ordinanza
del Senato accademico.
Risposta in parte positiva anche da Lettere.Il passaggio dal nuovo al
vecchio ordinamento è ancora possibile farlo. Bisogna, però, esaminare le
singole richieste degli studenti. "E' necessario analizzare ogni singolo
piano di studi - spiega il preside della facoltà di Lettere, Giovanni
Ruffino - se le materie da sostenere sono ancora attive i ragazzi possono
tornare a laurearsi con il vecchio ordinamento". Anche dalla Facoltà di
Scienze Matematiche, fisiche e naturali arriva una risposta positiva:
"Qualche studente ha presentato la domanda - ha dichiarato il preside
Francesco Maria Raimondo -. Non andremo contro il Senato accademico e ci
atterremo alla delibera".
A Ingegneria il dibattito tra i docenti è aperto. Alcuni professori
sconsigliano ai ragazzi di ritornare alla laurea tradizionale, ma l'ex
preside vicario, Giuseppe Spadaro, assicura: "Ancora non ci sono pervenute
domande. Se qualcuno dovesse chiedercelo analizzeremo la singola situazione
e poi delibereremo".
Non tutte le facoltà scelgono la via del ritorno. Ma non tutti i corsi di
laurea hanno scelto "la via del ritorno". Il primo a declinare l'invito è
stato quello in Medicina e chirurgia. A spiegare perché il preside vicario
della facoltà di Medicina, Giacomo De Leo: "Ho premuto io stesso tre anni fa
affinchè tutti i ragazzi del corso di studi 'tradizionale' passassero al
nuovo ordinamento. La nostra laurea è rimasta di sei anni - continua - a
ciclo unico. Sono anche diminuite il numero di materie e il tirocinio non è
più post laurea. Non vedo perché dovremmo tornare indietro".
Anche Scienze politiche rinuncia all'opportunità. La Facoltà, infatti, non
ha aderito: "E' un controsenso - ha spiegato il preside Argiroffi - e poi
non è arrivata nessuna domanda".
Annalisa Spinoso
(15 novembre 2004)
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