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I giovani siciliani costretti ad emigrare sia per studio che per lav   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #229 di 564 |
Nelle ultime settimane ateneonline ha dedicato alcune
pagine del suo notiziario ai giovani siciliani che per motivo
di studio o lavoro, sono costretti a spostarsi al nord. Ma
anche i piu' volenterosi sono talvolta costretti a desistere,
visto che i costi degli affitti sono spesso esasperati.
Vi riportiamo due articoli

# I trentenni italiani tornano dalla mamma
Una ricerca mostra le difficoltà dei giovani
italiani che cercano l'indipendenza dalla
famiglia.

# Università, è il Nord la terra dei master
"Laureati del Sud costretti a migrare per
specializzarsi".


(W.G.)



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http://www.ateneonline-aol.it

>I trentenni italiani tornano dalla mamma
>Una ricerca mostra le difficoltà dei giovani italiani che
>cercano l'indipendenza dalla famiglia.
Sempre più difficile staccare il "cordone ombelicale" e
costruirsi una propria identità.
>Lavoro precario e spese troppo alte sono gli ostacoli più
>grossi da affrontare


C'era una volta il mito dell'italiano mammone, che
piuttosto che abbandonare le comodità e i vantaggi della
vita passata accanto a "mammà", viveva a casa dei
genitori fino ad oltre i trenta anni. E c'è ancora. Oggi,
infatti, la realtà supera drammaticamente la fantasia: i
giovani italiani, anche se animati da buona volontà, non
riescono più ad abbandonare il focolare materno e a
costruirsi una vita propria. Pare proprio che le nuove
generazioni debbano rassegnarsi ad un futuro dominato da
un'unica parola: precarietà.
Secondo l'indagine "Inizio dell'età adulta" - presentata oggi
a Roma nel convegno "Famiglie, nascite e politiche
sociali", organizzato dall'Accademia Nazionale dei Lincei -
un trentenne su cinque torna nella casa dei genitori dopo
averla lasciata perché non è economicamente
autosufficiente. La percentuale sale tra coloro che avevano
deciso di vivere da soli esclusivamente per motivi di
lavoro, quasi un italiano su due, tra quelli che vanno via da
casa perché hanno trovato un impiego, torna di nuovo a
vivere con i genitori. Il motivo del ritorno è la precarietà del
lavoro che, dopo pochi mesi o al massimo un anno,
finisce. I giovani si ritrovano in questo modo alle prese con
bollette e affitti da pagare, ma senza alcuna forma di
reddito. Così sono costretti a capitolare e a tornare sui loro
passi.
Il dato fotografa anche un più ampio cambiamento dei
comportamenti giovanili: il passaggio all'età adulta e alle
responsabilità che questa comporta sembra sempre più
posticipato. Inoltre, se qualche tempo fa il matrimonio era
la motivazione che spingeva più del 75% dei giovani a
lasciare la casa paterna e materna, oggi questa
percentuale è scesa di parecchi punti. I ricercatori fanno
inoltre notare come in Italia, a differenza di altri paesi, i
giovani adulti percepiscano il protrarsi della loro
permanenza in casa come un fatto normale per i genitori.
La famiglia è l'unico aiuto sul quale possono contare.

Salvo D'Anna - ateneonline
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>Università, è il Nord la terra dei master
>"Laureati del Sud costretti a migrare per specializzarsi".


http://www.ateneonline-aol.it

Lo studio è stato condotto attraverso questionari ai
responsabili dei progetti. Il problema maggiore resta il
costo dell'iscrizione, che può arrivare fino a 14.500 euro. A
Palermo 17 i corsi post-lauream tra primo e secondo
livello, oltre quelli ad alta formazione. Il rettore Silvestri:
"Soddisfatti della nostra offerta"

"Quasi quasi provo un master". I laureati del Sud non ci
pensano due volte e si spostano in massa verso quella che
sembra essere la terra dei master, il Nord Italia. E' quanto
emerge da un'indagine nazionale effettuata dal Corep
(Consorzio per la ricerca e l'educazione permanente) e
promossa dal Comitato nazionale per la valutazione del
sistema universitario, in collaborazione con il Miur. Sarà
per perfezionare la propria preparazione, sarà per
garantirsi un posto di lavoro, sarà per ingannare il tempo in
attesa di qualcosa di meglio. Di fatto, tanti studenti
meridionali continuano a emigrare verso il "solito" Nord.

Ma qual è la situazione a Palermo? Per quest'anno
l'Ateneo del capoluogo siciliano ha attivato 12 master di
primo livello e 5 di secondo, prevalentemente in ambito
umanistico ed economico e alcuni corsi di alta formazione.
"Mi ritengo soddisfatto per la nostra offerta formativa -
assicura il rettore, Giuseppe Silvestri - soprattutto perché
risponde alle esigenze formative degli studenti e alle
richieste del mondo del lavoro. Inoltre - aggiunge - c'è una
forte corrispondenza con la realtà del territorio, come
dimostra l'attivazione dei corsi sul settore vitivinicolo o che
approfondiscono il mondo arabo e africano".

A livello nazionale, il quadro che emerge dall'indagine è
chiaro. I master del biennio 2002-2004 risultano attivati
prevalentemente nel Nord Italia: oltre il 42 per cento,
contro il 18 del Sud e quasi il 37 per cento al Centro. Ma
se sotto vari aspetti i giovani del Sud continuano a essere
svantaggiati, c'è un punto in cui il Meridione primeggia: le
borse di studio. Gli atenei del Mezzogiorno offrono infatti la
maggior parte delle borse di studio (70 per cento), perché
beneficiari, secondo lo studio, della gran parte dei
finanziamenti pubblici e delle risorse del Fondo sociale
europeo. Diversa la fonte dei benefici nel resto della
Penisola. Al Centro (65 per cento) provengono soprattutto
dalle tasse d'iscrizione, al Nord invece dagli sponsor (54
per cento).

Intanto, i responsabili dei corsi di studio denunciano la
mancanza di risorse, indicata dal 49 per cento degli
intervistati, e il sostegno, giudicato insufficiente, da parte
del mondo del lavoro (27 per cento). Ma il problema sono
anche le spese per gli studenti, spesso ancora a carico
delle famiglie. Il costo medio è di 2.600 euro, e la quota di
iscrizione varia dalla gratuità a un massimo di 14.500 euro.
Se poi si considera tutto il denaro speso da chi è dovuto
"emigrare", per l'alloggio e gli spostamenti, ci rendiamo
conto che il master è una scelta spesso onerosa. Si tratta
di un investimento economico e culturale, perché
dovrebbe assicurare crescita formativa e specializzazione
professionale. Per gli studenti le valutazioni da fare sono
diverse in base al tipo di studi, ai soldi disponibili, e
soprattutto in base alla sede geografica. Nell'Italia dei
master, insomma, si comincia a fare chiarezza, basta
documentarsi. Il problema, semmai, è scegliere bene.

"L'indagine è stata possibile grazie all'azione dei rettori e
dei loro collaboratori", spiega Livio Pescia, direttore della
ricerca. I dati, raccolti somministrando un questionario ai
direttori dei corsi, sono consultabili sul sito www.cnvsu.it,
alla voce "Documenti del comitato", anno 2004.

Antonella Giovinco - ateneonline



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Mer 4 Mag 2005 5:07 pm

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4 Mag 2005
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