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Rispondi | Inoltra Messaggio #236 di 564 |
Due stralci di articoli pubblicati su "L'espresso"; uno favorevole alla legge (quindi al NO o all'astensione) e l'altro contrario (quindi al SI del referendum abrogativo)


# Vescovi: da laico che fa ricerca sulle cellule staminali embrionali è una barbarie

# La legge 40 è folle. E umiliante per la medicina. Perché impedisce di combattere i killer del nostro tempo. Parola di Nobel colloquio con Renato Dulbecco
(su altro messaggio)



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Vescovi:
da laico che la ricerca sulle cellule staminali embrionali è una barbarie

Vi proponiamo ampli stralci dell’intervista al professor Vescovi pubblicata
dall’Espresso (n. 34 del 2004).

Ecco: ho davanti Dio. Così Angelo Vescovi definisce una straordinaria coltura di cellule
staminali a cui sta lavorando: "Possono generare tutto". Lui è uno degli studiosi di
cellule staminali più importanti del mondo, dirige l'Istituto messo in piedi al San
Raffaele di Milano per queste ricerche e sta per partire con una sperimentazione
sull'uomo di una terapia per due patologie degenerative del sistema nervoso. È uno
scienziato duro, puro e patentato, e si definisce agnostico. Taoista. Eppure...


Professor Vescovi, bella notizia dall’Inghilterra, il via libera alla clonazione
per scopi terapeutici.

È un delirio.


Come sarebbe a dire?

Clonare esseri umani per poi distruggerli è un delirio.


Ma un embrione di sette giorni è un essere umano?

Per la biologia, sì. La vita nasce all’atto della formazione dello zigote, ovvero con la
fecondazione. Da quel momento in poi c'è un essere umano. Ora, qui diciamo che è
del tutto lecito creare esseri umani per poi distruggerli al fine di ricavarne cellule
staminali che, chissà se e quando, hanno utilità terapeutica. Non solo: pretendiamo di
spacciare questa roba per la massima espressione della scienza e della tecnologia.
No, è proprio la ragione che con questa storia è stata sconfitta.


La ragione è stata sconfitta?

A me, scienziato illuminista, la ragione dice due cose: che gli embrioni sono esseri
umani e che crearli per poi distruggerli è una sconfitta. Così è dal punto di vista di
uno che non vuole farsi contaminare nel giudizio nè dall'una nè dall'altra ideologia: nè
dai dogmi cattolici nè da quelli laici.
Eppure il dilemma della liceità di procedere con la clonazione terapeutica e il lavoro
sulle staminali sembra proprio per gli scienziati laici un nervo scoperto. Ogni volta che
la politica e le confessioni pongono il veto, la scienza grida all'oscurantismo. E la
vicenda inglese pare l'ennesima dimostrazione che i Paesi anglosassoni hanno una
sensibilità maggiore in questo senso.
Obietto: la scienza è assoggettabile agli stessi limiti che si pone la società in cui essa
vive. Altrimenti è barbarie.
Eppure questi limiti vengono varcati continuamente perchè gli scienziati, comunque,
quando hanno un'idea la perseguono.


Sì, ma questo non vuol dire che sia lecito, nè inevitabile. La discussione in
materia di clonazione terapeutica riporta sempre allo stesso punto:
l'embrione è o no un essere umano? La biologia non mi può dire che non lo è

Io so che la mia è una voce dissonante all'interno della comunità scientifica. E questo
mi sta creando dei problemi.


In un paese che vara una legge, la 40, dove è scritto chiaro e tondo che chi
tocca un embrione per fini scientifici va in galera, non mi vorrà far credere
che la boicottano perchè dice che l'embrione è un essere umano?

Parte della comunità scientifica e dei mass media è vittima dell'ideologia della laicità a
tutti i costi. Questi pasdaran della 'libertà di scienza' a prescindere da tutto, anche
dalla valutazione che sia o no buona scienza, subdolamente mi scavano la fossa,
suggerendo che sono un bigotto. Figurarsi: io lavoro da 14 anni sulle cellule
staminali. E ripeto che creare embrioni per poi distruggerli dicendo che non ci sono
alternative, e che questo curerà malattie terribili, è una sciocchezza.


Parliamo delle alternative.

No.


Ma perchè?

Perchè è la clonazione terapeutica a essere un'alternativa. Un'alternativa remota a
pratiche terapeutiche esistenti che utilizzano cellule staminali non embrionali. Mi
spiego: le terapie a base di cellule staminali tratte dal sangue sono nella pratica
medica corrente, ovviamente di altissimo livello, che salva un paio di migliaio di
pazienti l'anno. Poi, il trapianto di cornea: non si fa con le staminali embrionali, ma
con le cellule staminali dell'epidermide con cui si costruiscono cornee artificiali da
trapiantare. Ancora, sempre con le staminali dell'epidermide si fanno i trapianti di
pelle salvavita per i grandi ustionati. Stiamo parlando di terapie in pratica clinica, non
di fantascienza.


D'accordo, ma chi pensa alla clonazione terapeutica pensa al diabete, come
gli inglesi che hanno avuto il via libera e, soprattutto, alle malattie
neurodegenerative: Parkinson, Alzheimer, Amiotrofica.

Le neurodegenerative sono il cavallo di battaglia di chi propugna la clonazione: certo
sono malattie terribili e senza cura, ma proprio per questo spaccano il cuore
dell'opinione pubblica e la spingono a giustificare tutto. Bisogna però, da scienziati
illuministi, chiedersi: quanto siamo vicini a una terapia per questi malanni se
percorriamo la via della clonazione terapeutica? Non stiamo, invece, scartando vie più
promettenti per aderire al dogma che clonare è segno di libertà scientifica? Bene, la
scienza oggi mi dice che siamo lontanissimi da una terapia, per una serie di problemi
tecnici forse insormontabili.


Ma se non si comincia non si arriva mai.

Ci potremmo arrivare, minimo tra dieci anni se va tutto bene.


È una buona speranza.

No. Perchè c'è un'alternativa più vicina. Si possono utilizzare cellule staminali
cerebrali per trapiantarle nel cervello dei malati e far ricrescere il tessuto intaccato
dalla malattia. E queste sono cellule disponibili dal 1999. Sono quelle che utilizzeremo
noi in una sperimentazione sull'uomo che inizierà entro il prossimo anno.
Quello che nessuno dice mai è che le cellule staminali embrionali non sono il
problema, perchè esse, per conto loro, non sarebbero mai capaci di diventare una
vita. Sono cellule potentissime, e basta. Il problema è che per ottenerle bisogna fare
degli embrioni e poi disfarsene. Ma, se ci fosse un modo per ottenere le cellule senza
dover creare e uccidere un embrione, il dilemma etico svanirebbe.


Scusi, ma mi pare un'ovvietà.

Non lo è: è un filone di ricerca molto promettente. Quello che ci porta a riavvolgere la
macchina del tempo di una cellula adulta e riportarla allo stadio di staminale
embrionale.


Magia?

No, Alan Trouson, direttore scientifico dell'istituto di ricerche sulla fertilità della
Monash University, a Richmond Victoria in Australia, lo ha fatto. Ha trapiantato una
cellula embrionale staminale nel nucleo di una cellula adulta e ha creato una linea
cellulare.


Sempre clonazione è.

Ma non di un essere umano. Trouson ha clonato una staminale ottenendone milioni.
Ma le staminali non sono altro che cellule: il problema etico è azzerato. Allora io
chiedo: perchè investire miliardi in un obbrobrio come la clonazione terapeutica
quando ho alternative potenti come questa?


Si risponda.

Perchè c'è una presa di posizione ideologica che non ha niente a che fare con la
scienza e che ritiene che il progresso scientifico passi attraverso la clonazione per
ottenere cellule staminali embrionali. E poi ci sono interessi economici mostruosi.


Sono interessi maggiori di quelli che si potrebbero sviluppare attorno ai
nuovi filoni?

Ci sono di mezzo i brevetti. Le tecniche di clonazione ed estrazione delle staminali
embrionali sono tutte coperte da brevetti. Che diventerebbero carta straccia se le
alternative, come il processo ideato da Trouson, diventassero realtà terapeutica.










Gio 2 Giu 2005 7:41 am

wgiocoso@...
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Inoltra Messaggio #236 di 564 |
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Due stralci di articoli pubblicati su "L'espresso"; uno favorevole alla legge (quindi al NO o all'astensione) e l'altro contrario (quindi al SI del referendum ...
Walter
wgiocoso@...
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2 Giu 2005
7:47 am
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