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Rispondi | Inoltra Messaggio #247 di 564 |
In questo messaggio:
# Laurea specialistica nel settore elettrico
# Ingegneria informatica in teledidattica con il consorzio Nettuno
# Ad ingegneria si discute di rifiuti e risorse energetiche
# Il festino di Santa Rosalia 2005




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http://www.orientamento.unipa.it
>Specialisti nel settore elettrico
>Ecco la laurea che fa per voi
Conoscere in modo approfondito gli aspetti teorico-scientifici della matematica,
delle
altre scienze di base e dell'ingegneria, acquisire la capacità di identificare,
formulare
e risolvere, anche in modo innovativo, i problemi del settore. Sono solo alcuni
degli
obiettivi formativi del corso di laurea specialistico, al suo primo anno di
attivazionei


Per chi volesse specializzarsi nel risolvere tutti i problemi che abbracciano il
settore
elettrico, può iscriversi al corso di laurea biennale in Ingegneria elettrica.
Il cdl è al
suo primo anno di attivazione e conta circa cinque iscritti, visto il numero
esiguo di
laureati nel corso di laurea triennale.
Per l’iscrizione non è previsto il numero programmato e per l’immatricolazione
non
occorre svolgere il test di verifica delle conoscenze iniziali.
“ Con il nuovo ordinamento degli studi – spiega il presidente Angelo Campoccia -
si
è riscontrata la necessità di compattare in tre anni l’acquisizione delle
conoscenze
operative, al fine di un rapido inserimento nel mondo del lavoro. Tutto ciò è
andato a
spese della formazione intesa come capacità matematiche o di analisi dei
problemi.
Non c’è più quella formazione mentale, indispensabile per pensare e trovare
soluzioni a nuovi problemi, che esisteva nel vecchio ordinamento di studi. La
laurea
specialistica cerca di colmare questi vuoti”.
Conoscere in modo approfondito gli aspetti teorico-scientifici della matematica,
delle
altre scienze di base e dell'ingegneria, acquisire la capacità di interpretare e
descrivere e, con riferimento ai problemi dell'ingegneria elettrica,
identificare,
formulare e risolvere, anche in modo innovativo, i problemi complessi del
settore o
che richiedano un approccio interdisciplinare. Sono solo alcuni degli obiettivi
formativi del corso. Lo specialista nel settore elettrico dovrà essere capace di
ideare, pianificare, progettare e gestire sistemi, processi e servizi complessi
e/o
innovativi, di progettare e gestire esperimenti di elevata complessità.
La formazione del corso è rivolta quindi alla soluzione dei problemi tipici
dell'Ingegneria elettrica e in particolare di progettazione, realizzazione,
qualificazione e gestione degli impianti e dei sistemi elettrici con particolare
riferimento alla produzione, trasmissione, distribuzione, conversione,
utilizzazione
dell'energia elettrica, alla razionalizzazione energetica, alla sicurezza ed
alla qualità,
ai sistemi di automazione e applicazioni industriali avanzate, all'impatto
ambientale
dei sistemi ed installazioni elettriche.
Sono diversi gli sbocchi professionali per uno specialistico di Ingegneria
elettrica. Il
neolaureato potrà svolgere attività professionali in diversi ambiti, come la
progettazione, la produzione, la gestione ed organizzazione, l'assistenza delle
strutture tecnico-commerciali, sia nella libera professione che nelle imprese
manifatturiere o di servizi e nelle amministrazioni pubbliche.
Gli sbocchi occupazionali attesi sono in industrie per la produzione di
apparecchiature, macchinari elettrici e sistemi elettronici di potenza per
l'automazione industriale e la robotica, imprese ed enti per la progettazione,
la
pianificazione, l'esercizio di sistemi elettrici per la produzione, la
trasmissione, la
distribuzione e l’utilizzo dell'energia elettrica.
Per la prova finale il candidato dovrà discutere un elaborato redatto con
l’ausilio di
docenti e/o esperti provenienti dal mondo del lavoro, con l’obiettivo di
accertare la
preparazione tecnico-scientifica e professionale dello studente. Il tema sarà
scelto
dal candidato e approvato dal Consiglio di corso di laurea.

Antonella Mulé







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http://www.orientamento.unipa.it

>Studiare informatica da casa con la teledidattica
>Il corso, in teledidattica con il Consorzio Nettuno, è ad accesso libero.

Per l’immatricolazione non è richiesto il test di verifica delle conoscenze
iniziali. Tra
gli sbocchi professionali, la libera professione come analista o collaudatore di
sistemi informatici e di reti di calcolatori

Studente da casa e appassionato di informatica. È possibile coniugare il tutto
iscrivendosi al corso di laurea in Ingegneria informatica in teledidattica con
il
Consorzio Nettuno, associazione senza fini di lucro tra Università e aziende,
promossa dal Miur, per la realizzazione di corsi universitari a distanza.
Il corso è triennale, ad accesso libero. Per l’immatricolazione non è richiesto
il test di
verifica delle conoscenze iniziali.
Questa modalità di studio è ideale per lo studente lavoratore o per chiunque sia
impossibilitato a recarsi all’Università per seguire le lezioni.
“ Nella laurea con teledidattica – spiega Laura Corbello, manager didattico -
non c’è
un rapporto diretto tra studente e docente, in quanto le lezioni sono registrate
da
docenti scelti dal board nazionale su videocassette. Si instaura invece un
rapporto
diretto tra lo studente e il docente tutor, che incontra e aiuta lo studente
nella sua
preparazione sia mediate incontri singoli che di gruppo”.
Il rapporto tra tutor e studente si svolge anche mediante posta elettronica e
telefono
per venire incontro alle esigenze dei numerosi studenti lavoratori iscritti ai
corsi in
teledidattica.
Capacità di progettazione, esecuzione e gestione dei sistemi tipici
dell’ingegneria
informatica, sapere tradurre i principi teorici fondamentali delle differenti
discipline in
applicazioni professionali. Sono questi gli obiettivi formativi del corso. Ma
l’esperto
informatico dovrà anche saper tenere in conto i criteri di qualità come la
sicurezza,
la funzionalità, l’impatto economico, sociale, culturale ed ambientale dei
sistemi da
realizzare, dovrà sviluppare abilità relazionali che favoriscano il lavoro
all’interno di
un gruppo, ma anche la capacità di coordinare gli altri. Dovrà inoltre
sviluppare una
cultura d’impresa.
Sono diversi gli sbocchi occupazionali offerti dal corso di studio. Il laureato
potrà
svolgere la libera professione come analista o collaudatore di sistemi
informatici e di
reti di calcolatori, oppure come progettista di interi applicativi software o
parti di
questi. Potrà essere assunto come lavoratore dipendente presso Enti pubblici
(Ministeri, Regioni, Province, Uffici tecnici comunali, Consorzi, Genio civile)
e
privati, come in imprese di produzione hardware e software, industrie per
l'automazione e la robotica, imprese operanti nell'area dei sistemi informativi
e delle
reti di calcolatori e imprese di servizi.
Per la prova finale, il candidato dovrà discutere un elaborato redatto con
l’ausilio di
docenti e/o esperti esterni, tendente ad accertare la preparazione
tecnico-scientifica
e professionale del futuro ingegnere informatico. Il tema sarà scelto dallo
studente e
approvato dal Consiglio di corso di laurea.
Antonella Mulé





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http://www.orientamento.unipa.it

>Rifiuti? No, risorse energetiche
>Un incontro dal tema "ambientalista"
per dimostrare che la
raccolta differenziata non solo rispetta l'ambiente ma
permette di creare energia alternativa. Il 20 luglio nella
Città universitaria di viale delle Scienze


Trasformare tutto ciò che è considerato scarto in risorsa. E'
il tema del seminario di studi che avrà luogo il 20 luglio
alle 10 nell'aula Magna della facoltà di Ingegneria in viale
delle Scienze.
Argomento dell'incontro, pianificato dal Liaison office
dell'Ateneo, sarà l'analisi del problema della "Raccolta
differenziata, energia dei rifiuti, riduzioni delle emissioni
inquinanti".
I cittadini prestano sempre maggiore attenzione
all'ambiente che li circonda. A dimostrazione di ciò, cresce
costantemente il numero di incontri e dibattiti sui temi
dell'ambiente e dello smaltimento sostenibile dei rifiuti.
Spendere tempo e denaro nella raccolta dei rifiuti è
ritenuto sempre più un investimento valido sia perché apre
la possibilità di preservare l'ambiente in modo salutare, sia
perchè permette di creare energia in modo alternativo.
Produrre oggetti con materiali di scarto richiede meno
energia di quella che si adopererebbe usando delle
materie prime e preserva le risorse naturali già di per sé
scarse.
Al dibattito prenderanno parte diverse figure professionali
del settore in grado di analizzare l'aspetto giuridico oltre
che economico ed applicativo del problema in modo da
offrire una visione più ampia agli studenti, ma non solo
visto che il meeting è aperto anche alle imprese siciliane e
alle istituzioni locali e nazionali.
Sono in programma, tra i molti interventi, quelli di Silvano
Riggio su "La naturalità del rifiuto" e di Marco Ricci su "I
sistemi integrati di raccolta e la tariffa sul rifiuto". Verranno
poi dati degli esempi operativi e pratici adottati nel settore
del trattamento dei rifiuti come quello che verrà esposto da
Gian Francesco Galanzino, amministratore delegato della
Entsorga, sulla "Termovalorizzazione dei rifiuti".
Saranno presenti anche Salvatore Cuffaro, Presidente
della Regione Sicilia, e Giuseppe Costanzo, Presidente di
Confindustria Sicilia.
Il convegno è stato pianificato in collaborazione con l'Apre,
Agenzia per la promozione della ricerca europea, con
l'assessorato all'Industria e l'assessorato al Territorio e
ambiente della Regione siciliana.
A coordinare l'evento saranno Francesco Paolo La Mantia,
Preside della facoltà di Ingegneria, e Antonio Valenza,
delegato del rettore.

Silvia Spataro





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http://www.comune.palermo.it

>Il festino di Santa Rosalia 2005

Ecco il programma

PRESENTATO IL 381° FESTINO IN ONORE DI SANTA ROSALIA
Un corpo di ballo di 25 elementi sulle coreografie di un maestro della
danza internazionale, l'americano Daniel Ezralow, darà al 381° Festino di
Santa Rosalia la definitiva consacrazione di "spettacolo totale", in
aggiunta ai 15 cantanti, ai quattro attori protagonisti della vicenda e
numerose comparse che movimenteranno la notte del 14 luglio.
Se l'anno scorso molto si era puntato sulla caratteristica di opera
musicale dal vivo, quest'anno l'inserimento di originali movimenti
coreografici conferirà alla notte del 14 luglio una maturità espressiva
giocata tra la magia del linguaggio del corpo e la vivacità spettacolare
di tipo acrobatico.
La 381ª edizione del Festino di Santa Rosalia, diretta da Davide Rampello,
è stata presentata dal sindaco Diego Cammarata all'arcivescovo di Palermo,
Salvatore De Giorgi. Fra le altre novità del 381° Festino, c'è il racconto
della peste del 1624, che vedrà tra i protagonisti l'inserimento di un
personaggio storico inedito, don Marco Gezio; dal Carro trionfale si
effonderanno le note barocche emesse da un organo suonato dal vivo da un
musicista; il Carro, sottoposto ad un accurato restyling, avrà uno scafo
tutto nuovo, color oro; e nuova sarà anche la statua di Santa Rosalia, per
la cui immagine ci si è ispirati ad un celebre busto di Giovan Battista
Ragusa.
Il racconto drammaturgico, opera di Luca Masia, avrà la collaudata
struttura di quello dell'anno scorso, centrato sulla figura del celebre
pittore Anton Van Dyck, che giunse nell'anno della peste a Palermo, dove
dipinse alcuni capolavori. Con lui, rivedremo il viceré Emanuele Filiberto
di Savoia, colpito dal contagio, cui l'artista fiammingo farà il
ritratto, poco prima della morte; e il cardinale Giannettino Doria,
successore di Emanuele Filiberto, che guiderà la città in agonia e
chiederà l'intercessione di Santa Rosalia per la liberazione di Palermo.
Il nuovo personaggio storico, che fungerà da Narratore, è quello di don
Marco Gezio, un'interessante figura emersa da recenti ricerche d'archivio.
Cappellano della Cattedrale e collaboratore del cardinale Doria, don Gezio
fu appassionato cultore d'arte e membro influente della Compagnia del
Rosario in San Domenico che commissionò a Van Dyck la celebre pala
d'altare con la Madonna del Rosario, oggi nel Museo di Palazzo
Abatellis.
Di grande notorietà e prestigio il cast: Roberto Herlitzka (Marco Gezio) è
uno degli interpreti più sensibili e moderni del teatro italiano
contemporaneo; Remo Girone (il Viceré), attore versatile e di
notevolissimo temperamento, è volto conosciutissimo anche dal pubblico
della tv; Jean Sorel (il Cardinale) è un'icona del cinema e dei
palcoscenici europei; mentre di Marco Foschi (Van Dyck) la critica parla
come di uno dei più duttili e promettenti giovani attori della scena
italiana.







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Per collaborare con il giornale Minimo7, con il nostro sito, per organizzare con
noi
corsi, dimostrazioni e nuove iniziative, contattaci: aulettastudenti@...
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Lun 27 Giu 2005 5:47 pm

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27 Giu 2005
8:04 pm
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