In questo messaggio:
# Ingegneria elettrica,si studia anche con la
teledidattica
# Continua la battaglia del rettore Silvestri contro il
ddl Moratti; i ricercatori minacciano nuovi scioperi
# Università gratis per chi denuncia il pizzo
http://www.orientamento.unipa.it
>Ingegneria elettrica,
>si studia anche con la teledidattica
Il corso è ad accesso libero e per l’immatricolazione non è
richiesto il test di verifica delle conoscenze iniziali. Il
presidente, Angelo Campoccia: “E’ adatto per lo studente
lavoratore o comunque per chiunque è impossibilitato a
recarsi all’Università per seguire le lezioni
L’Ingegneria elettrica si può studiare anche da casa.
L’ateneo palermitano ha infatti istituito un corso di laurea
triennale tramite la teledidattica erogata dal Consorzio
Nettuno, associazione senza fini di lucro tra Università e
aziende, promossa dal Miur, per la realizzazione di corsi
universitari a distanza.
Il cdl è ad accesso libero e per l’immatricolazione non è
richiesto il test di verifica delle conoscenze iniziali.
“ Il corso – spiega il presidente Angelo Campoccia – è
adatto per lo studente lavoratore o comunque per chiunque
è impossibilitato a recarsi all’Università per seguire le
lezioni”.
Sono al momento 4 gli studenti che frequentano questo
corso di studi a distanza. Le lezioni sono registrate da
docenti su videocassette e vengono ascoltate e studiate
dagli studenti direttamente da casa.
Con questa modalità di studio non c’è un rapporto diretto
tra studente e docente, ma questo si instaura invece tra lo
studente e il docente tutor, che incontra e aiuta il discente
nella sua preparazione, sia mediante incontri singoli che di
gruppo. Il rapporto tra tutor e studente si svolge anche
mediate posta elettronica e telefono, al fine di venire
incontro alle esigenze dei numerosi lavoratori iscritti ai
corsi in teledidattica.
Sono diversi gli obiettivi formativi del corso di laurea.
Innanzitutto un laureato dovrà sapere risolvere tutti i
problemi tipici dell'Ingegneria Elettrica. Tra questi, la
produzione, la trasmissione, la distribuzione, la
conversione, l’utilizzazione dell'energia elettrica, la
razionalizzazione energetica. Lo studente dovrà acquisire
conoscenze sui sistemi di automazione e le applicazioni
industriali avanzate, la gestione della sicurezza e qualità;
la progettazione, produzione, realizzazione e
qualificazione di apparati e sistemi elettrici, la gestione,
organizzazione e assistenza di strutture tecniche,
produttive, commerciali e di servizi.
Ma quali sono gli sbocchi professionali per un laureato in
Ingegneria elettrica? È possibile trovare occupazione
presso industrie per la produzione di apparecchiature,
macchinari elettrici e sistemi elettronici di potenza per
l’automazione industriale e la robotica, imprese ed enti per
la produzione, trasmissione e distribuzione dell’energia
elettrica, imprese ed enti per la progettazione, la
pianificazione, l’esercizio e il controllo dei sistemi elettrici
per l’energia e di impianti e reti per i sistemi elettrici di
trasporto e per la produzione e gestione di beni e servizi
automatizzati. Il laureato potrà anche svolgere la libera
professione.
Per la prova finale, il candidato dovrà realizzare un
elaborato redatto con l’ausilio di docenti e/o esperti
esterni, al fine di accertare la preparazione tecnico-
scientifica e professionale dello studente.
Il tema verrà scelto dal laureando e approvato dal
Consiglio di corso di laurea.
Antonella Mulé
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Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
>Silvestri: "Ddl Moratti inaccettabile"
Il rettore dell'Università del capoluogo siciliano è stato
incaricato dal Senato accademico, riunitosi oggi in seduta
straordinaria, di sostenere alla Conferenza dei rettori
l'apertura di un dialogo con i parlamentari. I ricercatori,
intanto, si dichiarano "mortificati" dal ddl e minacciano, in
caso di una sua approvazione, di non continuare l'attività
didattica
Monta la protesta delle università contro il Ddl Moratti.
Anche il rettore dell'ateneo palermitano, Giuseppe
Silvestri, con l'appoggio del Senato accademico, si schiera
contro il disegno di legge sullo stato giuridico dei docenti.
Silvestri manifesta, infatti, la piena adesione dell'Ateneo al
documento diffuso dalla Conferenza dei rettori delle
università italiane il 23 giugno, dove si esprimeva con
forza il dissenso per il testo attualmente in discussione in
Parlamento.
"Questo legge è inaccettabile, - dice Silvestri - si rischia il
blocco totale del sistema universitario. Oggi, invece, il
sistema tiene". Il rettore vuole, però, che sia chiara una
cosa: "La nostra non è solo una posizione critica. Siamo
aperti al confronto. Mi rivolgerò ai parlamentari siciliani per
metterli al corrente dei pericoli della nuova legge". Il
Senato dell'ateneo palermitano, infatti, ha dato a Silvestri il
compito di sostenere alla Crui la necessità di aprire una
finestra di dialogo con le istituzioni.
I ricercatori, intanto, si dichiarano "offesi e mortificati" dal
Ddl che, se approvato, non riconoscerebbe la loro
professionalità a vantaggio dei professori aggregati, vera
novità dello stato giuridico universitario. I ricercatori
promettono battaglia: "Se il decreto passa siamo pronti a
non ricoprire più incarichi di insegnamento e a non
presentare domanda per ottenere il poco gratificante titolo
di professore aggregato", dice Valeria Militello,
responsabile del coordinamento dei ricercatori palermitani
contro il Ddl 4735.
Se tale minaccia diventasse realtà, l'ateneo palermitano
rischierebbe il blocco. Attualmente un terzo dei corsi a
Palermo sono con docenze a contratto, ed è grazie alla
presenza dei ricercatori che si dedicano all'insegnamento
che molti corsi di laurea rientrano nei requisiti minimi
fissati dal ministero. I ricercatori hanno espresso le loro
posizioni in una lettera al rettore, documento che in meno
di due giorni ha già raccolto l'adesione di 225 firmatari.
Oggi, intanto, i Senati accademici di molti altri atenei
italiani hanno convocato sedute straordinarie per discutere
l'argomento e decidere eventuali iniziative da seguire.
Anche l'Università degli studi dell'Aquila ha espresso il suo
dissenso ufficiale contro il decreto, definito dal rettore
aquilano, Ferdinando Di Orio un "disegno per distruggere
l'università pubblica".
Salvatore D'Anna
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Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
L'anno prossimo in aula lezioni sul racket delle estorsioni
>Università gratis per chi denuncia il pizzo
Un segnale concreto per chi subisce il racket. Saranno
esentati dal pagamento delle tasse gli studenti che
allegheranno copia della denuncia fatta da loro stessi o dai
loro genitori. Anche l'Ateneo di Palermo aderisce alla
campagna lanciata dal comitato 'Addio Pizzo'. "Abbiamo
aderito al documento del comitato, riconoscendone le
motivazioni etiche e l'impegno civile", ha commentato il
rettore Giuseppe Sivestri
Esenzione totale dal pagamento delle tasse e dei contributi
di iscrizione per gli studenti iscritti all'Università di Palermo
che abbiano denunciato tentativi di estorsione ai loro danni
o ai danni dei loro genitori o che siano figli di chi ha
denunciato. Lo ha stabilito l'ateneo di Palermo, con
delibera approvata dal Senato accademico e dal Consiglio
di amministrazione, dopo che la proposta era stata
avanzata durante un convegno dal rettore Giuseppe
Silvestri. "Abbiamo aderito al documento del comitato
Addio Pizzo, riconoscendone le motivazioni etiche e
l'impegno civile - dice Silvestri - e abbiamo scelto di dare
un segnale concreto alle vittime del racket, perché
sappiano che la nostra istituzione è vicina a loro e ai loro
figli, e perché si rafforzi il fronte di chi si ribella a una
forma di criminalità che danneggia gravemente il tessuto
produttivo e contribuisce a sgretolare le basi morali della
società".
L'esenzione, fatta salva la quota obbligatoria determinata
dal ministero, riguarda quindi l'intero importo delle tasse e
dei contributi per il prossimo anno accademico 2005-2006.
Potranno usufruirne gli studenti comunque iscritti
all'Università (immatricolati, iscritti in corso, ripetenti e
fuori corso) che dimostrino, allegando all'istanza copia
della denuncia loro o dei loro genitori, di avere sporto
formale denuncia all'autorità giudiziaria nel periodo che va
dal primo gennaio 2000 fino alla chiusura delle
immatricolazioni e delle iscrizioni per il prossimo anno
accademico 2005-2006. Il Senato accademico ha inoltre
proposto attività di studio dedicate al racket delle
estorsioni, come premi per tesi di laurea o borse di studio
su queste devianze criminali e sulle forme di reazione
civile che possono essere attivate.
Adriana Falsone