# Ddl Moratti, proteste davanti al Senato

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Docenti, ricercatori e precari contestano la riforma universitaria
>Ddl Moratti, proteste davanti al Senato
Alcune centinaia di studenti, docenti, ricercatori e precari hanno manifestato giorno 28 davanti al Senato in concomitanza con la discussione in Aula del ddl sullo stato giuridico delle docenza sul quale il governo ha posto la fiducia. Sono arrivati dagli atenei di tutta Italia per contestare quella che definiscono "l'inaccettabile accelerazione dell'iter del provvedimento". "Questo ministro - ha dichiarato Marco Merafina, della rete nazionale dei ricercatori - vuole approvare assolutamente in tempi brevi questo provvedimento sottraendolo al dibattito". Entrando nel merito dei contenuti Merafina ha ribadito la contrarietà alla messa ad esaurimento del ruolo dei ricercatori ("allunga il precariato e accentua la fuga dei cervelli") e il mancato riconoscimento del ruolo docente alla categoria. "Nel complesso - ha osservato - è una legge inutile e dannosa non solo per l'università ma per tutto il Paese e per questo ne chiediamo il ritiro". Letizia Moratti difende e spiega, nell'Aula del Senato il progetto di riforma del governo su quale é stata posta la questione di fiducia: "Si fonda - dice il ministro dell'Istruzione - su una visione già attuata nei principali paesi dell'Unione Europea, basata su un'ampia immissione di giovani che si formano nella ricerca e sul loro successivo inserimento nella docenza in base al criterio della selezione meritocratica". Nel corso della mattinata ci sono stati tafferugli davanti al Senato tra i manifestanti e le forze dell'ordine, dopo il tentativo degli studenti e dei ricercatori che stanno protestando di bloccare il traffico a Corso Rinascimento. Al grido 'Vergogna, vergogna' i manifestanti hanno occupato la strada impedendo la circolazione delle auto. E' volato qualche schiaffo, mentre le forze di polizia stanno tentando di ripristinare l'ordine, tra lo stupore dei turisti e la curiosità dei cittadini affacciati alle finestre. Lo scambio di battute tra manifestanti ed esponenti politici è stato vivace, la rabbia è tanta. Se i ricercatori invitano i senatori a scendere in piazza, questi ultimi invitano gli atenei a far sentire la loro voce. "La Moratti - ha dichiarato Albertina Soliani della Margherita - può temere una sola cosa: la voce del Paese. Per il resto, forte del numero, va avanti senza tentennamenti".