# Ddl Moratti, passa la fiducia al Senato
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Ateneonline (http://www.ateneonline-aol.it)
>Ddl Moratti, passa la fiducia al Senato
Dopo le proteste da parte dei ricercatori universitari, la riforma è stata approvata, nonostante le polemiche sull'iter "frettoloso" seguito dal governo e la presentazione di un maxi-emendamento sullo stato giuridico dei docenti che porterebbe alla "scomparsa della figura del ricercatore entro il 2013 "
La legge di delega di riforma della docenza universitaria è stata approvata questa mattina in Senato con 160 si e 7 no, nessun astenuto. Il provvedimento adesso tornerà alla Camera per ottenere l'avallo finale al maxiemendamento presentato dal governo nei giorni scorsi.
Mentre i vari gruppi parlamentari si sono espressi sul ddl Moratti e le opposizioni non hanno a partecipato al voto di fiducia, come annunciato dal senatore Massimo Brutti, la riforma dell'università continua a suscitare polemiche.
Clima teso già ieri, come testimoniano gli scontri tra manifestanti e le proteste da parte di docenti e ricercatori davanti la sede del Senato a Roma e in altre città italiane tra cui Milano, Firenze, Siena, Bologna, Padova e Palermo.
A scatenare l'indignazione di circa un centinaio di ricercatori che avevano bloccato il traffico nella capitale in corso Rinascimento, era stato l'annuncio del ministro per i Rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi, che aveva posto la fiducia sul decreto di legge nell'aula di Palazzo Madama, e la presentazione di un maxi-emendamento sullo stato giuridico dei docenti in sostituzione dei sei articoli previsti in precedenza. In pratica si prevede la messa in esaurimento della figura del ricercatore entro il 2013. Un'iniziativa che la Crui (la Conferenza dei rettori delle università italiane) aveva definito come una "inaccettabile forzatura della prassi parlamentare".
La riforma approvata in tutta fretta in Parlamento e con un maggioranza risicata ha già scatenato le reazioni dei sindacati di categoria che, reduci dai sit-in di ieri a Palazzo Madama, hanno deciso di invitare unitariamente a sospendere tutte le attività negli atenei italiani dal 10 a 15 ottobre.
Letizia Loiacono
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Ateneonline (http://www.ateneonline-aol.it)
>Storie di vita dalla St Microelectronics alla Fiat di Termini
La carica dei 5mila, tra mafia e povertà
Chi in mobilità, chi in cassa integrazione, chi con la triste consapevolezza di ritrovarsi a breve disoccupato. Sono i metalmeccanici scesi in piazza questa mattina a Palermo per partecipare alla manifestazione indetta da Fiom, Fim e Uilm
Erano circa in 5 mila, uomini e donne, giunti da ogni angolo della Sicilia. Chi in mobilità, chi in cassa integrazione, chi con la triste consapevolezza di ritrovarsi a breve disoccupato. Sono i 5 mila metalmeccanici scesi in piazza questa mattina a Palermo per partecipare alla manifestazione indetta da Fiom, Fim e Uilm. Dalla Fiat di Termini Imerese alla raffineria di Milazzo, dal petrolchimico di Gela alla acciaierie Duferdofin, dalla St Microelectronics di Catania al complesso industriale di Siracusa. Chiedono un salario che tenga conto dell'innalzamento del costo della vita, chiedono un rilancio del settore industriale in Sicilia, i più "vecchi" chiedono di poter continuare a campare la famiglia, i più giovani di non essere costretti ad emigrare.
C'è chi come Sebastiano Bassanese, 48enne di Augusta, si è arreso a stringere la cinghia. "Guadagno 900 euro al mese - ci racconta -. Viviamo con il mio stipendio di 900 euro e riusciamo ad arrivare a fine mese solo perché ho la fortuna di avere ereditato un piccolo appartamento e perché, quando entro in cassa integrazione, arrotondo con lavoretti in nero, che preferirei non fare".
Nella Sicilia delle industrie con l'acqua alla gola, insomma, si tira a campare. O a emigrare. Come Riccardo Mocerino, 29 anni, lavoratore della St Microelectronics. "La nostra azienda ha previsto di trasferire il 50 per cento della produzione a Singapore, il che significa che per molti di noi è in arrivo il licenziamento. Ho una figlia di sette mesi, con mia moglie stavo costruendo un progetto di vita nella nostra città, Catania. Adesso dovrò cercare lavoro altrove, sicuramente fuori dall'Italia". Mocerino è uno dei 200 laureati siciliani che avevano intravisto nella St Microelectronics la possibilità di lavorare in un centro ad alta tecnologia, leader mondiale nel suo settore. Adesso, a meno di un miracolo, ingrosseranno le fila dei "cervelli in fuga". Per loro, comunque, non dovrebbe essere difficile trovare lavoro.
A differenza di Angelo Graziano, dipendente della Iposas di Vicari, una delle tante aziende dell'indotto Fiat che in questi mesi stanno chiudendo i battenti. "Ho 50 anni - ci dice -, sono troppo vecchio per trovare un altro lavoro, troppo giovane per andare in pensione. Cosa posso fare?". Ma c'è altro nella vicenda dei lavoratori della Iposas. "La nostra impresa era vessata dal racket mafioso, una piaga da cui la magistratura ci aveva liberati - racconta Graziano -. Adesso, però, si chiudono i battenti, nonostante l'intervento di Sviluppo Italia, e la gente comincia a mormorare che con la mafia il lavoro c'è, con la legge invece no". Paradossi di casa nostra.
Dario Prestigiacomo
(29 settembre 2005)
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Il costo dei pasti varia in base ai parametri economici (rilasciati dai CAF convenzionati) tra 1,00 € e 3,50 €