Parentopoli, ecco come funziona il meccanismo dei favori
Nei concorsi universitari si sa quasi sempre chi vince. Chi deve vincere». Ora sono gli stessi docenti a squarciare il velo dell´omertà. E raccontano, seppure sotto la garanzia dell´anonimato, come si sia formata la parentopoli accademica all´ombra di Monte Pellegrino.
Due ricercatori parlano e mostrano le carte, ricostruiscono su Internet i percorsi accelerati dei rampolli che diventano senza troppo penare ricercatori, associati, ordinari. Raccontano le storie. Le storie di favori fra cattedratici: uno aiuta l´altro, determinando con il proprio peso all´interno delle commissioni la nomina di un congiunto. E l´altro ricambierà, prima o poi, con la stessa cortesia.
Affettuosità che avvengono a Palermo o magari in sedi lontane, dove si libera un posto. Tanto arriverà il trasferimento. Funziona così: ogni commissione (composta da tre o cinque membri, in relazione alla qualifica da assegnare) è composta da un componente designato dall´Ateneo che è spesso un professore dalla stessa facoltà che ha messo a bando il posto. È lui, di solito, lo "sponsor" del candidato che deve vincere.
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Parentopoli, dynasty dell'Università: figli al posto dei padri in pensione
Storia di grandi famiglie cresciute nell´ateneo. Quando i padri lasciano facendo spazio ai figli in facoltà. La Parentopoli vista dal lato delle dynasty, del sapere (e del posto all´università) tramandato per via ereditaria. Nomi di grandi professionisti che non ci sono più, o sono in pensione, e dei loro rampolli. Rispettati, apprezzati, temuti. Invidiati. C´è chi pensa che i discendenti siano bravi perché portatori di un antico bagaglio di conoscenze. E chi ritiene che siano stati favoriti dal cognomi.
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