Tasse universitarie, stangata sui fuori corso
Manovra da 5 milioni: prevista la riduzione del tetto per le fasce più basse. Nel piano di Lagalla introdotti i premi per i più bravi. La parola passa a studenti e cda
di Antonella Romano
Tasse universitarie, ritocchi in vista per le fasce più basse e aumenti in vista per i 31 mila fuori corso. Il piano di rimodulazione dei contributi universitari che gli studenti versano in base a otto diverse fasce di reddito sarà oggi presentato alla Consulta degli studenti e subito dopo al cda. L´Ateneo, che ha un buco ufficiale di 30 milioni di euro, ha perso in questi tre anni un milione e mezzo di euro rispetto alle entrate previste in bilancio. «Palermo ha fatto un grande sforzo per migliorare i servizi però l´ultimo aumento delle tasse di tre anni fa ha prodotto una diminuzione delle entrate. Le proiezioni fatte allora non erano coerenti», afferma il rettore Roberto Lagalla, che ha predisposto con la commissione tasse il nuovo piano per recuperare dai contributi chiesti alle famiglie almeno 5 milioni di euro. Tra tasse di iscrizione ai corsi di laurea e a quelli post laurea l´ateneo prevede di incassare - con i nuovi parametri - da 35 milioni a 40 milioni di euro entro il 2010.
Per non scatenare rivolte e scontentare gli studenti, il piano non presenta, all´apparenza, un aumento delle tasse. Piuttosto propone una modifica dei valori minimi di reddito per l´accesso alle fasce di tassazione. Di contro, saranno previsti premi in denaro per chi si laurea in tempo e con i massimi voti. Tra le ipotesi al vaglio per recuperare nuovi introiti, c´è quella di ridurre le entità del reddito netto richiesto, per incidere sulle prime tre fasce, alle quali appartiene il 70 per cento dei 64 mila studenti iscritti. Le tasse in pratica resteranno identiche: scenderà la soglia per rientrare nella fasce, che saranno sottoposte a una nuova segmentazione. Nella fascia zero, la più bassa, quella con il tetto di reddito netto di 14 mila euro, il valore sarebbe abbassato a circa 8-10 mila euro. In sostanza, con questo espediente, più studenti passerebbero nella fasce successive, quelle dei "più ricchi", e pagherebbero di più.
L´altra misura riguarda i fuori corso, ben 31 mila studenti, quasi la metà della popolazione. «Sono troppi e non pagano per ora il contributo di facoltà. L´idea è di uniformare il loro status a quello degli studenti in regola con i corsi - spiega Lagalla - Le agevolazioni di cui hanno usufruito i fuori corso non sono sostenibili».
La terza ipotesi è quella di omogeneizzare le tipologie di tasse per facoltà umanistiche e scientifiche, al momento difformi una dall´altra. «Non siamo affatto preoccupati - sostiene il presidente della consulta degli studenti Angelo Sarda - Il rettore ci ha chiesto la nostra collaborazione e rassicurati che non si tratta di un aumento ma di un adeguamento delle tasse con una nuova divisione delle fasce. Questo adeguamento sarà compensato da un aumento dei servizi per gli studenti. Oggi comunque esprimeremo il nostro parere».
Tra gli undici mega Atenei italiani, con la popolazione studentesca di oltre 40 mila abitanti, l´Università di Palermo, con una media di 356 euro di tasse, è ultima nel panorama nazionale per il gettito imposto agli studenti. E risulta terz´ultima in assoluto tra le Università seguita da Lecce, con 327 euro e dal Politecnico di Bari, con 266 euro. Tra i mega atenei il Politecnico di Milano impone tasse per 1.307 euro, a Pisa l´importo medio è di 832 euro, a Firenze di 894. «Rimaniamo l´unico grande Ateneo d´Italia con le tasse così basse. Siamo partiti da questa considerazione», dice il rettore. A Lagalla gli studenti presenteranno oggi anche una lista di proposte per chiedere convenzioni con palestre, librerie e ristoranti e mezzi pubblici, apertura serale delle biblioteche, contributi alle matricole per l´acquisto di Pc e altro. Oggi, intanto, allo Steri, per contrastare l´elevata evasione fiscale degli studenti, sarà siglata una convenzione tra l´Università e l´Agenzia delle entrate.