Il logo che otterrà il maggior numero di consensi sarà
successivamente posto in ballottaggio con quello attuale per
verificare il gradimento dell'utenza anche rispetto al
mantenimento di quest'ultimo.
Un cordiale saluto, Gianfranco Marrone
Delegato del Rettore per la Comunicazione
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Data/Date: 16 Nov 2009, 14:00
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Gli studenti tornano in piazza per il "No Gelmini Day"
di Daniele De Chiara
“Riprendiamoci il futuro”, era scritto su uno striscione che apriva il corteo di Milano. A tenerlo, ragazzi e ragazze in piazza in occasione della “Giornata universale per il diritto allo studio”. Sì, un diritto. Tutto mentre il ministro Maria Stella Gelmini, minimizzava le iniziative e “bocciava” le oltre 50 manifestazioni, sparse per l’Italia, con un semplice: “Sono quasi tutti legati al mondo dei centri sociali”. Non sembrava. A Milano ci sono state forti tensioni con le forze dell'ordine, che in seguito a scontri con i manifestanti hanno operato fermi, arresti e denunce.
Mentre, nell’aria, si sentiva il grido: “Noi la crisi non la paghiamo!”. In mancanza della consueta scorta della polizia, gli studenti si sono mossi liberamente per le vie del centro. Il corteo, tra fumogeni colorati e megafoni che deridevano ministro, sindaco e assessore, ha creato disagi al traffico mentre venivano rovesciati cassonetti. Quindi un blitz negli uffici dell'assessorato: “Hanno provato a bloccarci - racconta una ragazza del quarto ginnasio -: mentre scappavo avevo paura di cadere, lo zaino mi appesantiva”. Nell'inseguimento sono state danneggiate alcune auto (“siete solo teppisti!” gridava un agente), e i carabinieri hanno fatto un largo uso di manganelli e scudi. In piazza dei Mercanti si è assistito ad un ulteriore scontro che ha portato al fermo di quattro ragazzi, due dei quali arrestati, e ad alcune denunce. “È per questo che non risulto come contuso o ferito”, commenta un liceale con grossi lividi, “non voglio mica farmi identificare, sono una vittima”. Dopo una trattativa con alcuni funzionari della Digos, è stato permesso agli studenti di muoversi in corteo verso piazza Fontana. La giornata si è chiusa con un presidio in piazza San Babila, solidale con i ragazzi portati in questura. Ma, a Milano, sono giorni “particolari”; giorni in cui la tensione si sente. La Moratti ha fatto sgomberare del liceo Gandhi: dopo una notte di occupazione, la polizia è inter-venuta con una fiamma ossidrica. Sempre nei giorni scorsi sono stati arrestati cinque militanti dei collettivi che avevano fatto un'irruzione in una sede milanese degli studenti cattolici di CL. Quindi ieri...
Nel resto di Italia, invece, le manifestazioni si sono svolte pacificamente. A Catania e Palermo il traffico è andato in tilt. “Cani sciolti”, nella maggioranza dei casi. A Torino e a Bari gli universitari hanno occupato il rettorato in seguito a manifestazioni a cui hanno partecipato in migliaia. Nel capoluogo piemontese si è assistito a un innocuo lancio di uova contro la sede regionale del ministero, mentre i manifestanti esponevano un enorme profilattico finto con la scritta “preserviamo l'università”. A Firenze gli studenti hanno occupato i binari della stazione S.M. Novella. A Napoli hanno sfilato in cinquemila, mentre a Roma sono state distribuite banane come denuncia dello stato della nostra Repubblica. Tutti dei centri sociali come dice la Gelmini? Risponde Luca, un quindicenne di Milano: “Siamo nati quasi tutti dopo la caduta del muro, il ministro tenta di delegittimarci, ma non risponde alla domanda di soldi senza i quali la scuola pubblica è spacciata”. “E' vero che vado al centro sociale,” continua, “ma proprio per questo le iniziative le organizziamo autonomamente, senza partiti o sindacati che ci dicano che fare o ci finanzino”. L'(ex?) Onda intanto si prepara per le prossime mobilitazioni, in attesa che qualcuno provi a mettersi alla testa di questa rabbia senza leadership.
<< Studenti lavoratori fuori corso, tasse rimborsate per chi sostiene esami con profitto >>. Universita' degli Studi di Palermo : Ufficio Relazioni con il Pubblico. URL: http://portale.unipa.it/urp/home/News/news_0046.html
Ecco finalmente disponibile on line la copia di Ottobre 2009
di Minimo7. Ad oggi sono comunque ancora disponibili in giro per i dipartimenti ed in biblioteca le ultime copie cartacee.
Il Governo conferma la riforma e i tagli di Tremonti: 1000 milioni in meno in 5 anni. I manager guideranno gli atenei
di Caterina Perniconi
La fine di un'epoca. Con la riforma dell'Università approvata ieri dal Consiglio dei ministri, sostanzialmente si chiude il capitolo ‘Università pubblica’ in Italia. Il nostro paese non è più in grado di sostenere il sistema e garantirne l'eccellenza. Perciò apre ai privati, che presiederanno i Consigli d'amministrazione e, inevitabilmente, influiranno sull'autonomia degli atenei. Deriva aziendalistica Il progetto del ministro Gelmini prevede che il 40% dei membri dei Cda provengano dall'esterno (compreso, al bisogno, il presidente) e l'introduzione di un manager al posto del direttore amministrativo. Su questo aspetto si è mostrato contrario anche il capogruppo dei senatori del Pdl Gasparri: “Personalmente - ha detto - ritengo sbagliato far eleggere il presidente del Cda dai componenti piuttosto che dal rettore. L'Università ha una sua specificità che va mantenuta”. I Consigli di amministrazione assorbiranno gran parte dei poteri del senato accademico e saranno composti dal rettore, da uno studente e da, massimo, altri nove componenti. Dunque sarà diminuita la rappresentanza e il pluralismo di opinioni, proprio nel momento in cui arrivano i privati. Del resto già l'anno scorso era stata inserita, nella legge per lo sviluppo economico, la trasformazione degli atenei in fondazioni. “Siamo molto preoccupati da questa deriva aziendalistica - spiega Claudio Riccio del Link studenti universitari - con l’alibi della situazione economica sono previsti ovunque aumenti delle tasse. Tasse alte ed esterni negli organismi decisionali sono le principali caratteristiche degli atenei privati. Ciò vuol dire che entro nove mesi dall'approvazione (tempo previsto dalla riforma per essere recepita, ndr) tutte le università statali diventeranno di fatto private”.
Conferma dei tagli Ma questo è solo uno dei temi affrontati nel disegno di legge. Di sicuro quello più caro a Tremonti, che vuole alleggerire il finanziamento pubblico agli atenei. In 5 anni, infatti, saranno tagliati dal Fondo di finanziamento ordinario più di 1000 milioni, pari al 15% del totale. E, nonostante i proclami che anche ieri il titolare di via XX Settembre ha ribadito in conferenza stampa sul recupero dei soldi con lo scudo fiscale, il taglio non è mai stato rettificato. “La proposta del ministro Gelmini - ha dichiarato la Conferenza dei Rettori - rappresenta un’occasione fondamentale. Ma ora è indispensabile, e per più aspetti pregiudiziale, che all'avvio del processo riformatore e a garanzia della sua credibilità, corrisponda una disponibilità adeguata di risorse. A partire da quanto sarà garantito al finanziamento degli atenei per il 2010. Se il taglio fosse confermato provocherebbe il crollo di buona parte del sistema universitario".
Regole superficiali
Le università saranno rese più autonome nella gestione dei fondi, e verranno valutate dall'Anvur (Agenzia nazionale della valutazione dell'Università e della Ricerca introdotta nella precedente legislatura). I meritevoli avranno più soldi, gli altri li perderanno. Un metodo esistente anche all'estero, che però ha bisogno di essere regolato. “Oggi - racconta Michele Cascella, professore emigrato in Svizzera - si valutano le università nel loro complesso e questo è sbagliato. Perché se un ateneo ha un dipartimento eccellente e cinque scadenti, anche chi ha lavorato virtuosamente verrà spazzato via. Servono regole più precise e non così superficiali”.
Sorteggi infiniti La riforma prevede anche l'introduzione dell’abilitazione nazionale per l’accesso di associati e ordinari. “L’abilitazione - ha spiegato il Ministro - è attribuita da una commissione nazionale, anche con membri stranieri, che saranno sorteggiati”. Già, il sorteggio: un metodo che, come il Fatto Quotidiano ha raccontato con il bando “Futuro in ricerca”, non funziona (in 6 mesi il Ministero dell’università e della ricerca non è riuscito a scegliere 20 nomi in una rosa di 60). Adesso la Gelmini vuole riproporlo e istituzionalizzarlo per una commissione che avrà potere sul futuro degli studenti. Il Ministro, in conferenza stampa, non risponde alle domande. Resta aperta la questione: non esiste altro metodo?
Gli studenti di Lettere e filosofia dell’università di Palermo hanno deciso lo “stato di agitazione”, dopo un’assemblea organizzata questa mattina dal movimento dell’Onda nell’atrio della facoltà, in viale delle Scienze. Gli studenti contestano la riforma Gelmini. «Abbiamo coinvolto anche le facoltà di Matematica e di Scienze della comunicazione, oltre ad alcuni licei palermitani», dice Giorgio Martinico, iscritto a Lettere, il quale annuncia la partecipazione degli studenti alla manifestazione nazionale sul lavoro organizzata dai sindacati di base per venerdì prossimo. Intanto, giovedì alle 10 è stata fissata un’assemblea straordinaria nell’aula Magna di Lettere, che vedrà anche la partecipazione di docenti e ricercatori. Il giorno successivo un corteo partirà da piazza Castelnuovo, a Palermo, e si snoderà per le vie del centro.
Dopo i "ritocchi" alle fasce di reddito nelle tasse di iscrizione, da alcuni gruppi politici universitari additati alla legge Gelmini, da altri alla cattiva gestione del precedente Rettore, arrivano adesso anche i "ritocchi" alle fasce di reddito per il tesserino mensa dell'ERSU, che, ricordiamo, e' sovvenzionato dalla Regione e dalla nostra tassa regionale per il diritto allo studio.
Si avvisano gli studenti che a seguito delle direttive emerse dalla 1 sottocommissione regionale per il Diritto allo Studio Universitario (art.5 comma 7,l.r. 20/2002) riunitasi in data 29 maggio 2009, dal 1 novembre 2009 saranno modificati il numero delle fasce (che da 4 diventano 5) e gli importi attribuiti ai tesserini mensa .
Si comunica, inoltre, che agli studenti iscritti oltre il 4 anno f.c. a prescindere dal reddito dichiarato, sara' attribuita la 5 fascia, che prevede il pagamento di 6 euro a pasto.
Tenuto conto della complessità della riforma ex DM 270/2004 e delle sue ricadute sulle problematiche inerenti agli studenti, con particolare riferimento alle modalità e alla tempistica delle immatricolazioni e delle iscrizioni;
tenuto conto, altresì, delle previsioni del proprio decreto n. 4940, emanato in data 21 settembre 2009, atte chiarire alcuni punti delle procedure ;
ritenendo opportuno fornire un lasso di tempo adeguato, che consenta una migliore informazione all'utenza e una più consapevole applicazione delle norme;
visto il Manifesto delle "Norme di Immatricolazione e Iscrizione dell'Università di Palermo per l'a.a. 2009/2010" pubblicato in data 6 agosto 2009 e a parziale modifica dello stesso;
DECRETA
Le immatricolazioni ai corsi di laurea con test di verifica delle conoscenze iniziali e le iscrizioni ad anni successivi al primo per l'anno accademico 2009/2010 vanno effettuate entro le scadenze di seguito indicate:
10 ottobre 2009
per le immatricolazioni;
30 ottobre 2009
per le iscrizioni ad anni successivi al primo.
Il "magnifico" di Palermo costretto a ritirare uno scellerato provvedimento indirizzato solo a fare cassa.
Giorno 8 settembre, nella sede del rettorato si è presentato un gruppo di "manifestanti" che volevano, in maniera più o meno colorita, rappresentare il loro dissenso per una delle ultime manovre del Magnifico Roberto Lagalla.
La pensata, giunta dall'oggi al domani direttamente dall'alto dell'ufficio del rettore, prevedeva in sintesi il pagamento di un ticket piuttosto esoso per accedere all'interno della cittadella universitaria.
Di fatto il ticket avrebbe fatto uscire dalle tasche degli studenti, dei docenti e del personale tecnico amministrativo; 1 € l'ora per le automobili e 0,50 € per i motorini, e facendo due conti alla femminina, la giornata media di uno studente di architettura sarebbe costata circa 7 €, a meno che lo studente in questione non avesse avuto liquidità per un abbonamento annuale da 35 €, se appartenente alle fasce 1, 2 e 3, altrimenti 45 €.
In realtà l'originaria manovra è stata stravolta, poiché si era discusso di far pagare una tessera magnetica al costo, sicuramente modico, di circa 15 € per evitare che la cittadella dell'Ateneo di Palermo divenisse un parcheggio gratuito per le famiglie che andavano a fare la spesa.
Sicuramente, per fare cassa, ogni idea può risultare, su due piedi, piuttosto buona, ma non è pensabile vessare gli studenti con un ulteriore tassa (per non definirlo "pizzo legalizzato") per offrire loro un servizio che negli anni passati era sempre stato compreso e gratuito.
Di fatto questa manovra avrebbe dovuto ripristinare altri servizi, abbandonati per un breve periodo dato l'ingente deficit amministrativo, come la navetta (che offriva già un servizio piuttosto scadente, affidato all'AMAT) e la rimozione delle auto che sostavano nelle zone di divieto (competenza della ditta Levantino).
Erano stati assegnati gli appalti ad una associazione d'imprese (Ati) che vede capofila la Entron di Genova e le siciliane Medprom e Autoservizi Inzerillo, che inoltre avrebbero garantito la sorveglianza degli accessi a viale delle Scienze, e un servizio di trasporto che collegasse le sedi distaccate alla cittadella.
Questi corposi appalti avrebbero fatto risparmiare all'ateneo circa 480.000 €, che comunque non sarebbero bastati a coprire l'attuale deficit, quantificato nella cifra più o meno approssimativa di 19 milioni di euro; senza dimenticare ovviamente che l'assegnazione a delle imprese private avrebbe permesso loro di fare ciò che meglio credevano per rispettare le loro previsioni di profitto.
A questo punto sono dovuti intervenire i rappresentanti degli studenti, componenti del consiglio d'amministrazione, per opporsi a questa manovra, supportati da alcuni gruppetti dei collettivi e dei centri sociali (molti dei quali neanche iscritti all'università).
[...]
i quali sono riusciti a bloccare questo scellerato progetto, chiedendo di ripristinare ugualmente il servizio navetta interno, e di incontrarsi per una tavola rotonda, per costituire un dialogo costruttivo riguardo la viabilità e la sostenibilità ambientale che portasse ad una soluzione pacifica e appannaggio degli studenti.
Il provvedimento del rettore era chiaramente una scelta politica che probabilmente voleva mostrare, con un passaggio graduale, l'adeguamento dell'Università degli studi di Palermo alle disposizioni del "ministro" Gelmini.
Che ci siano le prospettive di far diventare gli atenei delle fondazioni è ormai un dato di fatto, ma questo non vuol dire che la soluzione a tutto sia permettere l'infiltrazione delle aziende private all'interno di luoghi di formazione d'eccellenza, quale dovrebbe essere l'università; ancora di più se queste soluzioni siano ipotizzate per coprire anni di mala amministrazione, dove dal 2005, durante il rettorato Silvestri, si è passati da un avanzo nel bilancio di circa 100 milioni di euro ad un buco cui ci viene chiesto di contribuire per risanarlo.
[...]
Non dobbiamo dimenticare che già prima del via del nuovo anno accademico sono stati cambiati i limiti di fascia del 25%, costituendo, per una grossa fetta di studenti, pur sempre un aumento.
A rigor di logica entreranno più soldi dalla contribuzione studentesca delle rette universitarie e non dovrebbe suonare strano che vengano apportate delle migliorie ai servizi degli studenti.
Dal 21 settembre, chiunque vorrà parcheggiare all’interno della cittadella universitaria di Viale delle Scienze, dovra’ pagare 1 euro all’ora per l’auto e 0,50 euro per le moto. Saranno previsti anche abbonamenti per studenti e personale.
<< Dentro e fuori dal labirinto. Percorso ragionato per la costruzione dei corsi di studio ai sensi del DM270/04 >>. Ufficio Relazioni con il Pubblico [dell'Universita' degli Studi di Palermo]. URL: http://portale.unipa.it/urp/home/News/news_0045.html
le vacanze estive mi spingono ad augurarVi il meritato riposo, ma anche a fornirVi alcune doverose comunicazioni in merito allo stato dell’Ateneo e alle iniziative assunte dall’Amministrazione, con particolare riferimento alla situazione economico- finanziaria che ha prodotto motivata e diffusa preoccupazione, costituendo anche oggetto di una mia precedente nota informativa.
Nella seduta del 6/7 agosto u.s., il CdA – facendo seguito al piano di economie già disposto in data 16.04.09 – ha provveduto alla revisione del bilancio di previsione 2009, adeguandolo al fabbisogno complessivo (stimato al 31.12.09) e alla certezza delle voci di entrata (al 31.07.09).
Nonostante gli impinguamenti necessari su alcune voci di spesa obbligatorie ed incomprimibili (adeguamenti stipendiali, trattamento accessorio del personale, applicazioni contrattuali, utenze) e grazie alla prudente e rigorosa condotta gestionale dell’Amministrazione, è oggi accertato che, salvo imprevisti e tenendo conto degli oneri per contenziosi pregressi, la differenza negativa tra entrate ed uscite per l’anno 2009 è calcolata in 19 milioni di euro, su un bilancio complessivo di oltre 500 milioni.
A questa risultanza, migliore delle precedenti previsioni su base annua, occorrerà verosimilmente aggiungere, a conclusione delle procedure di riaccertamento delle partite debitorie e creditizie alla data del 31.12.2008, le eventuali ed ulteriori esigenze di soddisfacimento delle stesse partite.
Si sta pervenendo ad un definitivo chiarimento dello stato economico-
finanziario dell’Ateneo e tale circostanza è di fondamentale rilievo per la pianificazione poliennale dei successivi bilanci e per dispiegare le necessarie azioni di ammortamento a lungo periodo del segnalato disavanzo, da condividere anche a livello ministeriale.
E’ facile prevedere una stagione di forte e stringente controllo della spesa, fermo restando che non potranno essere compromesse le prioritarie funzioni istituzionali della didattica, della ricerca e dei servizi agli studenti; è chiaro, però, che esse dovranno essere opportunamente dimensionate per rapporto alle effettive disponibilità finanziarie e valorizzate secondo oggettivi parametri di valutazione, coerenti con quelli che regolano le modalità di determinazione del FFO.
In questa linea di salvaguardia degli essenziali compiti d’istituto, la radicale e difficile azione di revisione del bilancio corrente – che ha massimamente impegnato l’Amministrazione – ha salvaguardato l’avanzo contabile dei Dipartimenti e non ha precluso il prolungamento degli assegni di ricerca o il funzionamento dei dottorati, pur dovendosi segnalare una cospicuità, forse eccessiva (anche comparativamente ad altri Atenei di pari dimensioni), degli oneri destinati, sul bilancio ordinario, alla copertura finanziaria delle relative borse (circa 15 mln. €).
Contestualmente sono in fase di definizione la riorganizzazione degli uffici e la stabile copertura della dirigenza dell’area economico-finanziaria; né è mancato l’impegno degli organi collegiali nella revisione ordinamentale e regolamentare di molte e delicate materie di interesse generale: ricercatori a tempo determinato, disciplinare degli assegni di ricerca, mobilità degli studenti, dottorati di ricerca, applicazione DM 270, nuove modalità di accesso ai corsi di studio, aggiornamento dello standard di ricercatore attivo, attivazione programma SURPLUS. Prosegue, intanto, l’azione preparatoria per la più adeguata pianificazione degli interventi correlata alla prossima emanazione dei bandi PON e POR che potranno costituire un importante sostegno alle politiche di sviluppo culturale e scientifico dell’Ateneo.
Alla ripresa autunnale, particolare e collegiale impegno dovrà essere riservato ai criteri di riorganizzazione dipartimentale e ai nuovi principi di governance, anche per gli effetti che saranno presumibilmente indotti dalle annunciate modifiche della legislazione nazionale.
Con sincera amicizia, formulo a Voi e alle Vostre famiglie i migliori auguri di buone vacanze.
Esame di stato V.O.Quinta petizione nazionale contro il DPR328. Potete firmare in Auletta Studenti di Ingegneria, o aiutarci a raccogliere le firme presso i vostri amici (anche non universitari).
Esame di stato V.O.Quinta petizione nazionale contro il DPR328. Potete firmare in Auletta Studenti di Ingegneria, o aiutarci a raccogliere le firme presso i vostri amici (anche non universitari).
Nell'addio di Gabriele Cappelletti, il direttore amministrativo dell'università che si è dimesso dall'incarico dopo appena 40 giorni, ci sono gravissime accuse contro la pressione delle lobby universitarie: «Mi hanno lasciato solo, mi hanno ripetutamente sollecitato a firmare atti anche di ingente peso gestionale, senza conoscerne i presupposti e anche in contrasto con la valutazione degli organi di controllo».
Un ambiente che l'ha accolto in maniera ostile, uno scenario da fronteggiare tra spinte e interessi diversi. Per questo Cappelletti, che ha invocato perfino dei poteri straordinari per poter sbrogliare la matassa dei conti, ha fatto un passo indietro e ha firmato la lettera di dimissioni da un incarico che vale 200 mila euro all´anno. Prima di lui era toccato a Vincenzo Petrigni anche lui dimessosi da direttore amministrativo dopo appena un mese. Roberto Lagalla ieri ha confermato l´esistenza di un clima ambientale complesso per un professionista «piombato» dall´esterno a guidare la realtà di una «macchina» come l´università di Palermo. «È la seconda volta che accade - ha detto Lagalla - La prima volta poteva essere un caso, la seconda rivela un vizio».
La solitudine di un manager che forse aveva sottovalutato la complessità dell'incarico. «Si è ritrovato da solo anche a svolgere adempimenti che risalivano a mesi pregressi», aggiunge Lagalla, che per superare l´impasse, fallita l´esperienza dei manager esterni, pensa a una soluzione-ponte interna. Tra i nomi in pole position, quello di Enrico La Venuta, dirigente degli affari generali o quello di Rino Schilleci, dirigente ad interim alla divisione economico finanziaria. Dopo il pensionamento di Rosario Scalici, dirigente del dipartimento finanziario, che con l'ex direttore amministrativo Mario Giannone aveva firmato i bilanci oggi all´esame della Price Waterhouse, il ruolo di facente funzioni è stato assunto da Schilleci. Con la vacatio in atto, Cappelletti ha avvertito l'ostruzionismo degli uffici amministrativi: «Non è senza significato il disagio al quale mi ha costretto la difficoltà di ricostruzione della realtà delle cose - scrive nella lettera - che ho potuto compiere in modo frammentario, senza adeguati supporti di collaborazione». Poi anche lo stress di un lavoro a pieno ritmo. Senza un soldo in cassa per le spese ordinarie, con una valanga di decreti di spesa da firmare fermi sulla scrivania Cappelletti, ha avvertito uno «scoramento», come lo definisce Lagalla che ieri, assieme a tutti i direttori di dipartimento da lui riuniti, lo ha invitato a restare. «Il coordinamento dei dipartimenti è pronto a supportarlo - dice Daria Coppa, presidente della commissione bilancio - Le difficoltà di integrazione sono dovute a un´istituzione complessa da gestire». Una delle ultime stangate, firmate il 9 luglio dal direttore amministrativo Gabriele Cappelletti, è stata lo stop, dal primo gennaio 2010, agli abbonamenti online per i periodici e le riviste internazionali. Taglio che non è piaciuto a ricercatori, docenti e tesisti. E da un mese sulla scrivania del direttore giacevano montagne di mandati di pagamento fermi per varie spese, da quelle fatte nelle librerie a quelle per le fotocopisterie, dalle consulenze all'uscita dal consorzio Ciber, che ha decretato la fine degli abbonamenti alle più note riviste scientifiche.
Esame di stato V.O. . Quinta petizione nazionale contro il DPR328. Potete firmare in Auletta Studenti di Ingegneria, o aiutarci a raccogliere le firme presso i vostri amici (anche non universitari).
Successo del bike sharing a Parco d’Orleans a Palermo e il servizio raddoppia. Nei primi venti giorni di attivita’, infatti, coloro che hanno deciso di accreditarsi per poter noleggiare una bicicletta in viale delle Scienze e muoversi dentro e fuori la cittadella universitaria senza auto sono stati un centinaio. Tanto da spingere la Federazione italiana mobilita’ sostenibile, che in convenzione con l’Universita’ si occupa di mettere a disposizione di studenti e personale docente e tecnico-amministrativo i mezzi a due ruote, a installare una nuova postazione nell’atrio di Giurisprudenza.
Da oggi, anche nella facolta’ di via Maqueda sara’ possibile affittare una bicicletta o consegnare quella gia’ noleggiata in viale delle Scienze.
”L’obiettivo - spiega Antonio Marino, presidente della Fims - e’ quello di invogliare gli studenti pendolari iscritti a Giurisprudenza a lasciare l’auto nel parcheggio di viale delle Scienze e a muoversi in citta’ con la bicicletta”
Questa iniziativa segue quella avviata all’inizio di maggio a Parco d’Orleans. In corrispondenza del terzo ingresso di viale delle Scienze, di fronte all’edificio 19, e’ stata recintata un’area in cui parcheggiare l’auto e ottenere la tessera per l’affitto della bicicletta. Il servizio e’ attivo dal lunedi’ al venerdi’ dalle 7.30 alle 19.
Sono previste diverse opzioni: per chi intende utilizzare la bici per brevi spostamenti, ossia fino a 75 minuti, il servizio sara’ gratuito. Chi vorra’ tenere la bicicletta per l’intera giornata o per spostarsi in citta’ paghera’ un euro. Sono previste anche formule di abbonamento settimanale da 5 euro o mensile da 10 euro, con la possibilita’ di trattenere il mezzo anche durante le ore notturne.
Per gli studenti stranieri ospiti delle residenze universitarie nel periodo estivo l’uso sara’ gratuito. In tutti i casi di ritardo nella consegna delle biciclette, e’ prevista una sanzione pecuniaria. In caso di furto del mezzo durante il periodo di affidamento, l’utente dovra’ versare cento euro.
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Esame di stato V.O. Quinta petizione nazionale contro il DPR328. Potete firmare in Auletta Studenti di Ingegneria, ed aiutarci a raccogliere le firme presso i vostri amici (anche non universitari).
Esame di stato V.O.Quinta petizione nazionale contro il DPR328. Potete firmare in Auletta Studenti di Ingegneria, o aiutarci a raccogliere le firme presso i vostri amici (anche non universitari).
Salvatore Borsellino, si dichiara felice di essersi finalmente liberato delle solite figure istituzionali che ogni anno, il 19 Luglio, si presentano in Via D'Amelio a deporre le corone di fiori, e il giorno dopo ritornano nelle stanze del potere a stringere accordi con la mafia.
All'inizio di Via D'Amelio un altare dedicato a Vittorio Mangano, riportava la scritta: I vostri fiori metteteli sulle tombe dei vostri "eroi"
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Data/Date: 21 Jul 2009, 11:13
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<< L' osservatorio degli studenti dell'Università degli Studi di Roma La Sapienza, sostiene le richieste del Movimento Nazionale DPR328 >>. Movimento Nazionale DPR 328, 12 lug. 2009. URL: http://www.costruzioni.net/dpr328/documenti1.htm
Esame di stato V.O.Quinta petizione nazionale contro il DPR328. Potete firmare in Auletta Studenti di Ingegneria, o aiutarci a raccogliere le firme presso i vostri amici (anche non universitari).
L' osservatorio degli studenti dell'Università degli Studi di Roma La Sapienza, sostiene le richieste del Movimento Nazionale DPR328
L' osservatorio degli studenti dell'Università degli Studi di Roma La Sapienza, sostiene le richieste del Movimento Nazionale DPR328.
In particolare chiede che venga estesa, nel tempo e a tutti gli studenti che conseguiranno la laurea in Ingegneria secondo il previgente ordinamento, la possibilità di sostenere l'esame di Stato secondo l'ordinamento previgente al D.P.R. 328/01, superato il quale sia garantito l'accesso, simultaneo e non ulteriormente condizionato, a tutti i settori in cui è stato o sarà diviso l'albo professionale.
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Esame di stato V.O.Quinta petizione nazionale contro il DPR328. Potete firmare in Auletta Studenti di Ingegneria, o aiutarci a raccogliere le firme presso i vostri amici (anche non universitari).
Manovra da 5 milioni: prevista la riduzione del tetto per le fasce più basse. Nel piano di Lagalla introdotti i premi per i più bravi. La parola passa a studenti e cda
Tasse universitarie, ritocchi in vista per le fasce più basse e aumenti in vista per i 31 mila fuori corso. Il piano di rimodulazione dei contributi universitari che gli studenti versano in base a otto diverse fasce di reddito sarà oggi presentato alla Consulta degli studenti e subito dopo al cda. L´Ateneo, che ha un buco ufficiale di 30 milioni di euro, ha perso in questi tre anni un milione e mezzo di euro rispetto alle entrate previste in bilancio. «Palermo ha fatto un grande sforzo per migliorare i servizi però l´ultimo aumento delle tasse di tre anni fa ha prodotto una diminuzione delle entrate. Le proiezioni fatte allora non erano coerenti», afferma il rettore Roberto Lagalla, che ha predisposto con la commissione tasse il nuovo piano per recuperare dai contributi chiesti alle famiglie almeno 5 milioni di euro. Tra tasse di iscrizione ai corsi di laurea e a quelli post laurea l´ateneo prevede di incassare - con i nuovi parametri - da 35 milioni a 40 milioni di euro entro il 2010.
Per non scatenare rivolte e scontentare gli studenti, il piano non presenta, all´apparenza, un aumento delle tasse. Piuttosto propone una modifica dei valori minimi di reddito per l´accesso alle fasce di tassazione. Di contro, saranno previsti premi in denaro per chi si laurea in tempo e con i massimi voti. Tra le ipotesi al vaglio per recuperare nuovi introiti, c´è quella di ridurre le entità del reddito netto richiesto, per incidere sulle prime tre fasce, alle quali appartiene il 70 per cento dei 64 mila studenti iscritti. Le tasse in pratica resteranno identiche: scenderà la soglia per rientrare nella fasce, che saranno sottoposte a una nuova segmentazione. Nella fascia zero, la più bassa, quella con il tetto di reddito netto di 14 mila euro, il valore sarebbe abbassato a circa 8-10 mila euro. In sostanza, con questo espediente, più studenti passerebbero nella fasce successive, quelle dei "più ricchi", e pagherebbero di più.
L´altra misura riguarda i fuori corso, ben 31 mila studenti, quasi la metà della popolazione. «Sono troppi e non pagano per ora il contributo di facoltà. L´idea è di uniformare il loro status a quello degli studenti in regola con i corsi - spiega Lagalla - Le agevolazioni di cui hanno usufruito i fuori corso non sono sostenibili».
La terza ipotesi è quella di omogeneizzare le tipologie di tasse per facoltà umanistiche e scientifiche, al momento difformi una dall´altra. «Non siamo affatto preoccupati - sostiene il presidente della consulta degli studenti Angelo Sarda - Il rettore ci ha chiesto la nostra collaborazione e rassicurati che non si tratta di un aumento ma di un adeguamento delle tasse con una nuova divisione delle fasce. Questo adeguamento sarà compensato da un aumento dei servizi per gli studenti. Oggi comunque esprimeremo il nostro parere».
Tra gli undici mega Atenei italiani, con la popolazione studentesca di oltre 40 mila abitanti, l´Università di Palermo, con una media di 356 euro di tasse, è ultima nel panorama nazionale per il gettito imposto agli studenti. E risulta terz´ultima in assoluto tra le Università seguita da Lecce, con 327 euro e dal Politecnico di Bari, con 266 euro. Tra i mega atenei il Politecnico di Milano impone tasse per 1.307 euro, a Pisa l´importo medio è di 832 euro, a Firenze di 894. «Rimaniamo l´unico grande Ateneo d´Italia con le tasse così basse. Siamo partiti da questa considerazione», dice il rettore. A Lagalla gli studenti presenteranno oggi anche una lista di proposte per chiedere convenzioni con palestre, librerie e ristoranti e mezzi pubblici, apertura serale delle biblioteche, contributi alle matricole per l´acquisto di Pc e altro. Oggi, intanto, allo Steri, per contrastare l´elevata evasione fiscale degli studenti, sarà siglata una convenzione tra l´Università e l´Agenzia delle entrate.