Ieri studenti in corteo da viale delle Scienze allo Steri
Striscioni e slogan contro la Gelmini
Immagini dal corteo di Palermo
Eccovi una galleria di foto scattate nel corso del corteo di lunedì 20 ottobre, dove migliaia di studenti dell'Università di Palermo si sono riuniti in viale delle Scienze, sede della città universitaria, per dirigersi, lungo le strade di Palermo fino allo Steri, sede del rettorato. Poche le bandiere e tanti gli striscioni contro il ministro e la sua riforma. Maria Stella Gelmini era prevista ieri a Palermo per una visita al rettorato palermitano, ma ha dato forfait per altri impegni. E' partita alla volta di Ginevra al Cern per assistere alla inaugurazione delll'acceleratore di particelle.
Il giorno 17 ottobre 2008 presso il polo di Viale delle Scienze si è tenuta l'Assemblea dell'Ateneo di Palermo per discutere degli effetti della Legge 133 sull'Università statale italiana ed in particolare
sull'Ateneo palermitano, e delle iniziative di protesta da intraprendere. All’Assemblea hanno partecipato più di duemila tra docenti, studenti, dottorandi, assegnisti e personale tecnico amministrativo. Sono intervenuti l'attuale Rettore (Prof. Silvestri) ed il prossimo Rettore (Prof. Lagalla). Hanno, inoltre, preso la parola studenti, docenti, dottorandi, assegnisti e personale tecnico amministrativo.
[...]
In particolare, sono stati sottoposti all'approvazione dell'Assemblea due documenti elaborati dalle Assemblee delle Facoltà di Ingegneria, Scienze e Lettere. I documenti sono stati approvati dall’Assemblea che ha deliberato di integrarli in un unico documento di seguito riportato.
DOCUMENTO DI SINTESI APPROVATO DALLA
ASSEMBLEA DELL'ATENEO TENUTASI A PALERMO
IL GIORNO 17 OTTOBRE 2008
I partecipanti all’Assemblea di Ateneo hanno espresso viva preoccupazione per i provvedimenti contenuti nella legge n. 133 del 6/8/2008. Tale legge non costituisce una riforma volta ad eliminare i
difetti dell’Università italiana, ma impone unicamente delle riduzioni economiche e del personale così drastiche agli Atenei italiani da produrre, nel giro di pochi anni, effetti devastanti sul funzionamento del sistema universitario pubblico.
Si tratta di provvedimenti miranti ad un depauperamento progressivo ed assai allarmante delle Università italiane che comportano gravi penalizzazioni, sia per tutti coloro che operano nell’ambito dell’Università Pubblica, sia per coloro che fruiscono dei suoi servizi, in particolare gli studenti e le loro famiglie.
Durante l’Assemblea sono stati evidenziati i punti della suddetta legge che risultano di particolare criticità per il futuro dell’Università:
- riduzione al 20% del turnover dell’unità di personale (una nuova assunzione ogni cinque pensionamenti) con conseguente forte impoverimento del corpo docente, grave compromissione del rinnovamento dello stesso, impossibilità di procedere all'assunzione di nuovi ricercatori e inevitabile diminuzione delle opportunità di formazione degli studenti;
- riduzioni progressive e sempre più drastiche del Fondo di Finanziamento Ordinario che costringerà, per fare fronte alle necessità economiche dei singoli Atenei, anche all’innalzamento
progressivo delle tasse d’iscrizione per gli studenti ed alla inevitabile diminuzione dei servizi erogati;
- possibile trasformazione, anche se non obbligatoria, degli Atenei italiani in Fondazioni di diritto privato, via difficilmente perseguibile da molti Atenei, soprattutto quelli meridionali, che soffrono per la mancanza di un tessuto economico e industriale locale forte e progredito.
Al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica e gli organi competenti su questo problema cruciale per lo sviluppo stesso del Paese, l’Assemblea delibera di intraprendere le seguenti azioni:
1) lettura del presente documento in tutte le aule dell'Ateneo durante le ore di lezione e in occasione delle adunanze degli organi collegiali e invito alla sottoscrizione dei documenti di protesta appositamente redatti da parte di Studenti e Docenti;
2) istituzione di tavoli per la raccolta di firme di sottoscrizione dei documenti di protesta di cui al punto precedente;
3) coordinamento a livello nazionale per l’indizione di una giornata di astensione dalle attività didattiche e di una manifestazione contro la Legge 133;
4) svolgimento di lezioni nei luoghi pubblici della città di Palermo, previa comunicazione alle Autorità competenti, e/o in orari notturni presso le strutture dell'Ateneo, organizzate dai tavoli di coordinamento;
5) forme di protesta energiche, quali la rinuncia agli incarichi di docenze per supplenza, per carico didattico aggiuntivo e per contratto, da mettere in atto nella ipotesi di adesione corale di Docenti e Studenti, con conseguente sospensione e/o mancato avvio dell’Anno Accademico;
6) richiesta al Senato Accademico di deliberazioni riguardanti:
a) La presa di posizione nei confronti della legge 133 con particolare riferimento alle linee generali di politica finanziaria da adottare nell’ateneo di Palermo;
b) La netta presa di posizione contro qualsiasi ipotesi di trasformazione dell’Ateneo palermitano in fondazione, che impegni gli organi collegiali per il presente ed il futuro.
7) istituzione di tavoli di coordinamento che coinvolgano docenti, assegnisti, dottorandi e studenti da attivarsi a diversi livelli (Facoltà, Ateneo, Atenei italiani);
8) acquisto, a seguito di auto-finanziamento, di spazi sui principali quotidiani locali e nazionali, sui quali illustrare le ragioni della protesta (il documento andrà predisposto dai tavoli di coordinamento). A tal fine i docenti manifestano la disponibilità a devolvere il
corrispettivo di una giornata lavorativa;
9) adesione di tutti i docenti, assegnisti, dottorandi e studenti alla manifestazione di protesta indetta per il giorno 20 ottobre, in vista anche della probabile presenza del Ministro;
10) richiesta al Magnifico Rettore di disporre l'oscuramento dell’intero sito WEB dell’Ateneo per le giornate di protesta. Le pagine verranno coperte da un breve messaggio che spieghi le ragioni della protesta;
11) richiesta di annullamento delle manifestazioni celebrative per l’inaugurazione del nuovo Anno Accademico e destinazione della eventuale cifra stanziata in bilancio per l’acquisizione di ulteriori spazi informativi su quotidiani nazionali, secondo modalità concertate tra gli Atenei italiani. In tal senso si chiede al Rettore di farsi parte attiva presso i Rettori di altri Atenei;
12) organizzazione di ogni ulteriore forma di protesta utile e condivisa.
L'Ersu di Palermo promuove annualmente, direttamente o in collaborazione con associazioni o Enti esterni, iniziative mirate a diffondere, promuovere e favorire la partecipazione degli studenti universitari ad iniziative di carattere culturale, sportivo e ricreativo.
A tale scopo sono stipulate apposite convenzioni con teatri, cinema e istituti culturali e sportivi della città di Palermo, vengono attivati corsi di lingue straniere (inglese, francese, tedesco, arabo, spagnolo…), di informatica (con rilascio della cosiddetta "Patente Europea di informatica") e abbonamenti teatrali ecc. Il contributo dell'Ersu al costo delle varie iniziative varia dal 70% nel caso di studenti vincitori o idonei di Borsa di Studio o titolari di Tesserino Mensa prima fascia oppure nella misura del 30% per tutti gli altri studenti.
Attività promosse per l'A.A 2008/2009
CONCORSO FOTOGRAFICO “luoghi momenti e storie di vita universitaria” L’ERSU di Palermo bandisce il II Concorso fotografico sul tema: luoghi momenti e storie di vita universitaria. Il concorso è rivolto a tutti gli studenti dell’Università degli Studi di Palermo e dell’Alta Formazione artistica e musicale di Palermo, regolarmente iscritti per l’anno A.A.2008/2009 o laureandi dell’anno accademico 2007/2008. Per maggiori informazioni clicca quì
CORSI DI LINGUE
: Anche per quest'anno accademico l'ERSU ha previsto delle facilitazioni per gli studenti che volessero seguire un corso di lingua straniera. Le convenzioni sono con i più prestigiosi istituti presenti in cittàquali "Centre Culturel Français" per il francese, "Goethe Zentrum" per il tedesco e "l'Instituto Cervantes" per lo spagnolo. Per maggiori informazioni clicca quì
ABBONAMENTI TEATRALI
:
Per gli appassionati di teatro, opera ecc., l ’ERSU di Palermo, promuove gli abbonamenti alle Stagioni teatrali di alcune delle più prestigiose Istituzioni culturali palermitane. Per maggiorni informazioni clicca quì
Il mondo accademico protesta contro i tagli di Berlusconi
Le Universita’ italiane costano molto e producono poco. Il governo Berlusconi vuole cambiare questa situazione con una riforma radicale contro la quale gli studenti e i professori di tutti gli atenei fanno ora le barricate. Il governo non si lascia impressionare e minaccia di far sgomberare le Universita’ dalla polizia in caso di occupazione.
Nella controversia sulla riforma della scuola, entrambi gli schieramenti si sono mobilitati: gli studenti hanno occupato in varie città gli uffici universitari, le aule e gli istituti. Al Ministero degli Interni a Roma, i funzionari del governo stanno discutendo la possibilita’ di impiegare le forze di polizia per far finire le occupazioni. Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si è presentato insieme con il suo ministro all’istruzione Maria Stella Gelmini ad una conferenza stampa dove ha evocato il ricorso alla linea dura: “Non permetteremo che le scuole e le università vengano occupate”, ha detto Berlusconi. L’ occupazione di strutture pubbliche non sarebbe una dimostrazione, non sarebbe un diritto esercitato per la libertà, non farebbe parte della democrazia, bensi’ una violenza, secondo il premier. “La violenza e’ nei confronti degli altri studenti, delle famiglie, delle istituzioni, e contro lo Stato”.
Otto miliardi di euro in meno - all’anno
Il Rettore dell’ Università la Sapienza di Roma ha fatto immediatamente sapere che non tollerera’ un’ operazione di polizia nella sua universita’. Il mondo accademico si e’ chiuso a riccio nel rifiutare i piani del governo: tagli nel settore dell’istruzione pubblica per un importo di otto miliardi di euro l’anno. E cio’ indipendentemente dal modo in cui le singole università sono state gestite in passato.
Non solo gruppi di studenti di sinistra
Contro le misure annunciate sono anche i rettori di orientamento più conservativo. E così si ha l’impressione che al campus occupato della Sapienza a Roma non siano solo gruppi di studenti di sinistra a dimostrare. “Questa è la nostra seconda notte di occupazione qui, e vi hanno aderito molti più studenti rispetto alla precedente”, dice una studentessa. “Abbiamo semplicemente trascorso le notti dormendo, perché siamo stati occupati con azioni e interviste fino a mezzanotte, e con l’organizzazione della giornata di oggi, perché avranno luogo davvero un sacco di dimostrazioni, e dobbiamo uscire presto, alle sette ci siamo alzati”. Uno dei suoi compagni dice: “Siamo in una situazione di crisi. E’ perfettamente possibile che alcuni corsi vengano cancellati, il mio per esempio. È partito da solo un anno, ora si pensa gia’ di cancellarlo.”
Le università pubbliche in Italia costano molto e producono poco. In questo il governo ha ragione. L’idoneità di un neo laureato per un posto di lavoro è di gran lunga inferiore a quello in paesi simili dell’Unione europea. E anche se lo studio ha un’impronta molto scolastica, in molte istituzioni scolastiche ci sono situazioni non più sostenibili. Professori che gli studenti non riescono mai a vedere, che rimangono attaccati per decenni alla loro cattedra, incassando alti stipendi e guadagnando anche per lavori nel settore privato, piuttosto invece di insegnare.
Le scuole piccole dovrebbero venire chiuse completamente
In questa situazione, i piani di governo agiscono come un elefante in una cristalleria: tagli di bilancio generalizzati. Nel settore scolastico non solo migliaia di posti di insegnamento dovrebbero scomparire, ma anche tutte le scuole che non raggiungeranno il numero minimo di studenti dovrebbero venire chiuse. Per i genitori e gli studenti nel ricco e ben strutturato nord questo potrebbe essere accettabile almeno parzialmente. Nel sud povero pero’, secondo gli esperti, dovrebbe immediatamente salire il numero gia’ alto degli abbandoni scolastici, per la serie: a dodici anni meglio aiutare nella pizzeria di papa’ piuttosto che passare un’ora sullo scuola bus per andare a scuola nella città vicina.
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Un gruppo di studenti di Scienze politiche ha occupato la sede della facoltà, lo storico collegio del San Rocco, in via Maqueda. All'interno della struttura, al momento, ci sono circa 200 persone.
Si tratta della prima occupazione di strutture universitarie a Palermo da quando è iniziato il ciclo di proteste contro la legge 133 e i provvedimenti del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. L'occupazione è stata votata dall'Assemblea, da cinque giorni riunita nell'atrio del San Rocco.
L'Assemblea aveva chiesto al preside il blocco della didattica fino al 31 ottobre, "ma non avendo ricevuto risposte pur avendo consegnato 360 firme a supporto delle richieste - dicono gli studenti - abbiamo deciso di occupare per organizzare così gli incontri tematici e i seminari che avremmo voluto fare durante la sospensione dell'attività".
Sono stato letteralmente travolto da un’onda anomala. E’ successo ieri sera all’Auditorium di Roma. Stavo passeggiando nell’area della festa del cinema, quando all’improvviso si sono materializzati centinaia e centinaia di studenti. La polizia ha tirato pure qualche manganellata, una certa ansia si è diffusa tra i presenti. L’onda anomala ci ha attraversato di corsa senza neppure sfiorarci, non ci ha degnato neppure di un insulto, anzi alcune ragazze si sono pure fermate ad assistere un anziano che era scivolato camminando nel vicino giardinetto. Quelle centinaia di studenti non volevano fare paura, ma solo richiamare l’attenzione mediatica sulle loro richieste. Il loro obiettivo non era e non è fare casino, ma più concretamente chiedere il ritiro dei provvedimenti voluti dal Gemini e imposti a colpi di voti di fiducia. Per capire chi sono e cosa vogliono ci sembra utile riportare gli slogan che abbiamo sentito. "Casco blu, casco blu protesta pure tu", questo era rivolto alla celere invocata da Re Silvio, accompagnato anche da un intelligente ”Stiamo lottando anche per i tuoi figli". Ai primi accenni di tensione dai megafoni partiva il grido "…Mani in alto, mani in alto” e tutti i ragazzi tendevano le braccia verso l’alto per far capire che la loro è una lotta pacifica, di massa, non violenta. Quando qualcuno più focoso si alzava in piedi per urlare una legittima rabbia, subito partiva il coro invocazione "Seduti, seduti", quasi a voler prevenire qualsiasi provocazione. Alla politica hanno mandato un messaggio ripetuto più volte "Non ci rappresenta nessuno...", questo movimento non vuol cappelli di partito coltiva una gelosa autonomia, non intende farsi schedare né da Berlusconi né da altri. Guardandoli e ascoltandoli si capisce perché facciano tanta paura a re Silvio e alla sua corte. Queste ragazze e questi ragazzi, almeno in questa fase, rappresentano un movimento reale, capace di attraversare gli schieramenti, di entrare nelle famiglie, di mettere in crisi una luna di miele sapientemente supportata da quasi tutti i media. Faranno di tutto per metterli in crisi. Li demonizzeranno, li provocheranno, tenteranno di oscurali, li descriveranno come “gruppi di facinorosi”. Se non dovesse bastare la celere davanti alle scuole, potranno sempre mandare la celere in tv. Non a caso si è scatenata una canea contro “Anno zero”, accusata di aver dato un volto e una voce agli studenti, ai professori, alle maestre, ai genitori. Le proveranno tutte, ma non sarà facile, queste ragazze e questi ragazzi non hanno alcuna intenzione di chiudersi in una dimensione rabbiosa e corporativa, sempre ieri sera quando si stava creando una qualche tensione con gli spettatori che volevano entrare al cinema, dal megafono è partito l’appello a fare spazio perché "il pubblico non è il nostro nemico", subito dopo hanno aggiunto "Difendiamo la scuola pubblica”. Non sarà facile deviare l’onda anomala, proprio perché è anomala riuscirà a travolgere i furbi e gli imbroglioni, quelli abituati a fare sempre lo stesso trucco. Alle forze di opposizione spetta il compito di rispettare in modo rigoroso la loro voglia di autonomia, di tutelate in modo ferreo il loro diritto a manifestare, di dare peso alla richiesta di ritiro del decreto, ma anche di promuovere una grande campagna affinché questo movimento non sia progressivamente oscurato o peggio ridotto alla categoria dei facinorosi, secondo lo schema che Berlusconi ha già tentato di dettare ai TG pubblici e privati. In talune situazioni sarebbe addirittura opportuno rinunciare ad alcune apparizioni televisive e cedere i propri spazi liberamente a questi ragazzi affinché possano autorappresentarsi, criticando tutto e tutti anche le opposizioni se e quando lo riterranno necessario. Al principio di censura e di intolleranza bisogna contrapporre il principio di libertà e i valori racchiusi nell’articolo 21 della Costituzione.
Sono talmente anomali questi ragazzi che ieri sera un agente della celere mi si è avvicinato e mi ha sussurrato "Sono molto più responsabili questi qui, di quello che ci vorrebbe mandare a manganellare studenti e insegnanti... quello è davvero un irresponsabile…". In una giornata difficile e iniziata in modo tempestoso, l’onda anomala ha conquistato persino qualche poliziotto, anche perché come mi ha ricordato un ispettore di polizia: ”Mio figlio stamattina protestava a Piazza Navona e mia moglie è una maestra incazzata nera…”
Non so come finirà la storia di questo movimento, so tuttavia che questa onda sta già spazzando via tanta immondizia. Non mi sembra poco in un paese stravolto dalle discariche, morali e politiche.
Per essere aggiornati sulle iniziative di protesta promosse da
studenti e docenti dell'universita' di Palermo, vi invitiamo a
consultare il sito
www.protestaunipa.info
Il sito si dichiara apartitico. All'interno una sezione specifica per
ogni facolta'.
* del 30% per tutti coloro che sono regolarmente iscritti a un corso di laurea o al biennio di specializzazione e per i dottorandi
* del 70% per i vincitori (o idonei) di borsa di studio ERSU
Come iscriversi
Gli studenti interessati potranno ritirare il modulo vistato per il rilascio dell'abbonamento solo se muniti di copia di un documento di riconoscimento valido e, per usufruire dello sconto del 30%, della ricevuta attestante l'avvenuto pagamento delle tasse di iscrizione (A. A. 2008-09) o equivalente certificato presso :
* la Biblioteca dell'ERSU di via Di Cristina, 39 (Residenza Universitaria San Saverio) tutti i giorni tranne il sabato dalle 9:00 alle 13:00 e il mercoledì anche dalle 15,30 alle 18,00
* gli uffici dell'ERSU, Viale delle Scienze ed. 1(Residenza Universitaria Santi Romano sotto i portici, accanto l'ufficio SAP) il martedì e giovedì dalle 15,30 alle 18,00
Si ricorda che l'abbonamento ha carattere strettamente personale e gli abusi saranno penalmente perseguiti.
Martina e Desiree sono due studentesse, la prima frequenta l'ultimo anno delle scuole superiori, la seconda frequenta i corsi universitari presso la facoltà di Giurisprudenza. In questi giorni hanno studiato di notte per andare di giorno a gridare la loro protesta nelle scuole e nelle strade contro lo scempio che un governo che ritiene che la nostra Costituzione sia solo carta straccia sta facendo della nostra scuola. Quella scuola e quella Costituzione che sono invece per noi quello che ritroviamo e sentiamo vibrare nelle parole di Piero Calamandrei che in questi giorni tanti giovani sono andati a ricercare dappertutto sulla rete.
Domani queste ragazzi, e tanti altri ragazzi come loro, senza distinzione di colore e di idee poliche, saranno ancora in piazza a lottare, a cercare, come dicono nel titolo di questo post, di riprendersi il loro futuro. E forse dovranno affrontare le manganellate di altri giovani come loro, o meno giovani ma con figli della loro età, che vestono però una divisa e debbono obbedire agli ordini di uno stato, di un governo, che purtroppo sembra sordo a ogni tipo di dialogo. Anzi incline a ispirarsi alle deliranti parole di un Cossiga che ha da poco confessato i metodi ai quali ricorreva quando, prima di essere un indegno presidente della nosta repubblica, aveva la carica di ministro dell'interno. Metodi che per chi non ne ha memoria voglio ricordare con le parole di Maria Teresa in un commento sul nostro sito.
"Impossibile dimenticare quel giorno, il 12 Maggio del 1977: un deputato di Democrazia Proletaria, inerme, picchiato dalla polizia, poliziotti in borghese travestiti da “autonomi” con spranghe e pistole, la polizia che ha sparato più volte ad altezza d’uomo … in poco tempo si è scatenato l’inferno contro una manifestazione pacifica … la repressione nei confronti dei manifestanti fu violentissima … furono manganellati persino i giornalisti ed i fotografi … e Giorgiana Masi è stata colpita alla schiena e non ha fatto più ritorno a casa … Aveva soltanto 19 anni Giorgiana Masi e, come tanti altri, quel fatidico giorno stava partecipando ad una manifestazione indetta per commemorare il terzo anniversario del referendum sul divorzio … una morte che attende ancora giustizia … Ci credeva Giorgiana in un futuro diverso, come credeva nella lotta del femminismo … un futuro che per lei non c’è stato …".
E noi dove saremo domani, mentre i nostri figli vanno a combattere al nostro posto per riprendersi il loro futuro rischiando come Giorgiana di non averlo neanche un futuro?
Resteremo nei nostri uffici, nelle nostre case, davanti ai nostri computer ad indignarci a parole, come tante altre volte inutilmente abbiamo fatto, delegando sempre ad altri la nostra lotta?
Oppure, come è nostro dovere, andremo insieme ai nostri figli, ai nostri giovani e ci metteremo noi davanti a loro, noi che abbiamo sulle nostre spalle il peso di avere consegnato a questi giovani questo paese senza futuro o con un futuro che assomiglia troppo ad un passato che credevamo non potesse più tornare?
Non lasciamoli soli, essi ci stanno indicando la strada, la strada della lotta, quella strada che avremmo dovuto essere noi ad indicare, lasciamo i nostri impegni, qualsiasi essi siano e scendiamo insieme a loro, davanti a loro, a lottare. Abbiamo un impegno di gran lunga più importante, riscattare il nostro passato se è questo il futuro che ha preparato per i nostri figli.
La legge n°133 del 6 agosto 2008 di conversione del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 ci nega la possibilità di costruirci un futuro in base ad un criterio di meritocrazia nel campo dello studio, tornando alla staticità delle classi sociali del Medioevo in cui, chi nasceva in una famiglia non agiata, non poteva istruirsi e non aveva la possibilità di riscattarsi nella società. Gli studenti italiani, supportati dai docenti, si stanno ribellando a questa forzatura, a questa negazione del nostro diritto allo studio e del diritto per gli studenti meritevoli, nonostante impedimenti di carattere economico, di accedere ai più alti livelli d'istruzione, sanciti dall'articolo 34 della Costituzione.
La legge 133 prevede nei prossimi tre anni un taglio di circa 500 milioni di euro dal fondo di finanziamento ordinario che renderà impossibile il regolare funzionamento della didattica e della ricerca universitaria, infatti, il 95% del fondo viene impiegato nel pagamento degli stipendi al personale. Più precisamente si prevede una riduzione di 63,5 milioni di euro per l’anno 2009, di 190 milioni di euro per l’anno 2010, di 316 milioni di euro per l’anno 2011, di 4417 milioni di euro per l’anno 2012 e di 455 milioni di euro a decorrere dall’anno 2013, per un totale di 1441,5 milioni di euro fino al 2013.
La limitazione del turnover al 20% delle unità del personale è un provvedimento che azzera le speranze di impiego delle giovani generazioni come tecnici amministrativi, docenti e ricercatori, inoltre questo comporterà una pesante riduzione dell'offerta formativa. Questo In termini numerici significa che nel 2009 per ogni 10 professori che andranno in pensione ne verrà assunto uno, per arrivare ad un rapporto 1 su 5 nel 2010 e nel 2011 e un rapporto 1 su 2 nel 2012.
Tramite il voto del senato accademico, gli atenei potranno trasformarsi in fondazioni private (privatizzazione dell'università), questo comporterebbe il trasfermento del patrimonio pubblico delle università in mani private e l'aumento delle tasse universitarie; le fondazioni, infatti, possono anche superare il tetto del 20% previsto per le università statali sul fondo di finanziamento ordinario. Il taglio dei fondi devasterà le università al punto da costringerle a ricorrere a capitali privati per garantirne la sopravvivenza e l'aumento delle tasse negherebbe il diritto allo studio che lo Stato è tenuto a garantire, perchè non tutti potranno permettersi di pagare tasse d'iscrizione esorbitanti. Di conseguenza verrà leso il principio di uguaglianza sancito dall’art.3 della Costituzione poiché il diritto allo studio e il diritto a ricevere una formazione adeguata potrà essere garantita solo a chi disporrà di una capacità economica privilegiata.
Gli stipendi dei docenti, regolati secondo un criterio di anzianità, verrano ulteriormente ridotti (sono i più bassi tra i paese più sviluppati) perchè gli scatti stipendiali avverrano ogni 3 anni (in precedenza erano 2), penalizzando i giovani meritevoli e screditando gli attuali docenti.
Ma la questione più abnorme sulla quale porre l’attenzione è chiedersi effettivamente quali siano i contenuti di questa legge: chiunque abbia anche solo letto le rubriche degli articoli può rendersi conto della varietà discordante di materie toccate dalla predetta legge, materie che hanno come unico denominatore comune l’esclusiva valenza economica.
Comunicato di solidarieta' alle manifestazioni studentesche, diffuso dall'associazione "Familiari Vittime della mafia", pubblicato sul sito "19 luglio 1992":
Familiari Vittime di Mafia: Agli studenti in agitazione la nostra ammirazione ed il nostro sostegno
Questo il messaggio dei componenti dell'Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia, per voce del presidente Sonia Alfano, di Salvatore Borsellino e di Benny Calasanzio, agli studenti in agitazione in queste ore:
"Vorremmo esprimere agli studenti di tutta Italia il nostro appoggio e la nostra vicinanza in queste ore di protesta. Davanti ad un paese che non è più in grado di indignarsi, il vedere tutti quei giovani in piazza a manifestare per i propri diritti è per noi motivo di orgoglio e di conforto. I ragazzi di tutta Italia stanno facendo quello che i nostri familiari hanno fatto sacrificando la propria vita; lottare per un concreto stato di diritto.
Se le manganellate auspicate dal sovversivo di Stato, Francesco Cossiga, dovessero arrivare, noi saremo davanti ai ragazzi a prendere le manganellate al posto loro. Non lasceremo che i manganelli estirpino i germogli della democrazia. I ragazzi sono l'ultima chance che questo paese possiede per uscire dalla perenne "fase buia" nella quale personaggi come il senatore Cossiga ci hanno costretto per decenni. Li difenderemo come fossero tutti figli nostri quei ragazzi e non saremo al loro fianco ma davanti a loro. La nostra idea della scuola e le speranze che nutriamo nei suoi confronti scaturiscono dalla fondamentale importanza che le attribuiamo espressa egregiamente dalle parole di Piero Calamandrei":
[…]se si dovesse fare un paragone tra l'organismo costituzionale e l'organismo umano, si dovrebbe dire che la scuola corrisponde a quegli organi che nell'organismo umano hanno la funzione di creare il sangue[…]
[…]A questo deve servire la democrazia, permettere ad ogni uomo degno di avere la sua parte di sole e di dignità (applausi). Ma questo può farlo soltanto la scuola, la quale è il complemento necessario del suffragio universale. La scuola, che ha proprio questo carattere in alto senso politico, perché solo essa può aiutare a scegliere, essa sola può aiutare a creare le persone degne di essere scelte, che affiorino da tutti i ceti sociali.[…]
Sonia Alfano
Salvatore Borsellino
Benny Calasanzio
a nome dei componenti dell'Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia
"Nemmeno la pioggia, a tratti battente, ha scoraggiato i manifestanti che si sono ritrovati sul crescentone di piazza Maggiore e, con centinaia di ceri, hanno composto una scritta eloquente: "Fermatevi".
Dopo circa una mezz’ora, la fioccolata si è trasformata in un corteo che ha percorso via Rizzoli, le strade della cittadella universitaria"
"Piero Calamndrei, strenuo antifascista, membro della Consulta nazionale e poi della Costituente, deputato alla Camera dal 1948 al 1953, "fu un grande pensatore, capacie di esprimersi im maniera mirabilmente chiara e diretta, le sue parole sono PERLE"."
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Data/Date: 2 Nov 2008, 9:40
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Io sono stato alla Statale di Milano e ho recitato tenendo una lezione. Mi serviva una provocazione per sentire gli umori, ascoltare attraverso i riflessi quello che era il clima e soprattutto capire una cosa: a che livello di conoscenza e di informazione sono gli studenti. E mi sono meravigliato rispetto a quarant?anni prima, quando ci andai, e mi ricordo un clima caotico, ricordo che le cose erano un po? a braccio, ricordo che si capivano certi slogan e certi valori che si ripetevano ma che non erano approfonditi.
Insomma, questa gioventù ha invece una conoscenza e soprattutto è evidente che ha dialogato, ha avuto conflitti chiari con gente che la pensava diversamente, e per questo sono informatissimi!
Che bella esperienza a Pisa tra gli universitari in lotta contro la legge 133. Che bella gente! Un mondo complesso e articolato tra le 17 figure professionali dei precari, ricercatori e docenti, tecnici amministrativi e studenti. Ragazzi intelligenti e preparati.
Parentopoli, ecco come funziona il meccanismo dei favori
Nei concorsi universitari si sa quasi sempre chi vince. Chi deve vincere». Ora sono gli stessi docenti a squarciare il velo dell´omertà. E raccontano, seppure sotto la garanzia dell´anonimato, come si sia formata la parentopoli accademica all´ombra di Monte Pellegrino.
Due ricercatori parlano e mostrano le carte, ricostruiscono su Internet i percorsi accelerati dei rampolli che diventano senza troppo penare ricercatori, associati, ordinari. Raccontano le storie. Le storie di favori fra cattedratici: uno aiuta l´altro, determinando con il proprio peso all´interno delle commissioni la nomina di un congiunto. E l´altro ricambierà, prima o poi, con la stessa cortesia.
Affettuosità che avvengono a Palermo o magari in sedi lontane, dove si libera un posto. Tanto arriverà il trasferimento. Funziona così: ogni commissione (composta da tre o cinque membri, in relazione alla qualifica da assegnare) è composta da un componente designato dall´Ateneo che è spesso un professore dalla stessa facoltà che ha messo a bando il posto. È lui, di solito, lo "sponsor" del candidato che deve vincere.
Parentopoli, dynasty dell'Università: figli al posto dei padri in pensione
Storia di grandi famiglie cresciute nell´ateneo. Quando i padri lasciano facendo spazio ai figli in facoltà. La Parentopoli vista dal lato delle dynasty, del sapere (e del posto all´università) tramandato per via ereditaria. Nomi di grandi professionisti che non ci sono più, o sono in pensione, e dei loro rampolli. Rispettati, apprezzati, temuti. Invidiati. C´è chi pensa che i discendenti siano bravi perché portatori di un antico bagaglio di conoscenze. E chi ritiene che siano stati favoriti dal cognomi.
[Agencias]. <<Marea studentesca protesta contro la riforma educativa in Italia>>. Italia dall'estero : Come ci vede la stampa estera. Pubblicato in Messico da "La Crónica de Hoy", il 31 ott. 2008. URL: http://italiadallestero.info/archives/1643
Una marea umana formata da più di un milione di persone, in maggioranza studenti, secondo gli organizzatori, ha manifestato ieri in tutta Italia per protestare contro la riforma del sistema educativo del governo di Silvio Berlusconi, che prevede licenziamenti e tagli ai finanziamenti, mentre le scuole sono rimaste chiuse a causa di uno sciopero nazionale dei lavoratori del settore.
[Continua...]
Ljubomir Milasin. <<Italia: sciopero generale e manifestazione di massa contro la riforma della scuola>>. Italia dall'estero : Come ci vede la stampa estera. Pubblicato in Francia da "Le Point", il 30 ott.2008. URL: http://italiadallestero.info/archives/1645
L’Italia ha marinato la scuola giovedì con uno sciopero generale della scuola primaria, contro la riforma del sistema scolastico del governo di Silvio Berlusconi, ed una manifestazione che ha riunito decine di migliaia di persone a Roma.
Secondo gli organizzatori nella capitale ha manifestato circa un milione di persone.
Denunciando la tendenza a “moltiplicare per dieci le cifre reali” il Ministro dell’Interno Roberto Maroni ha stimato nella serata una partecipazione pari a 100.000 persone
Aggiornamenti sulle iniziative di protesta degli universitari di Palermo:
http://www.protestaunipa.info
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29 ottobre 2008
ASSEMBLEA DI ATENEO
AULA MAGNA, FACOLTA´ DI INGEGNERIA
Il giorno 29 ottobre 2008 alle ore 15.00, presso l'Aula Magna della Facoltà di
Ingegneria, si è tenuta l'Assemblea di Ateneo, convocata dal Tavolo di
coordinamento di Ateneo durante l'ultima seduta.
La partecipazione all'Assemblea è stata assai significativa: la platea piena
con persone sedute a terra e lungo i corridoi e le via di fuga.
In apertura dei lavori - su proposta di alcuni studenti partecipanti
alla
manifestazione spontanea attivatasi in seguito all'approvazione del
decreto sulla scuola in Senato - è stata presentata una mozione
d'ordine che proponeva di trasferire l'Assemblea in Piazza Politeama. La
mozione è stata respinta dall'Assemblea che ha invece deciso di dare un
termine ai lavori per le ore 18.00, per dare spazio ad un momento
deliberativo finale e confluire poi a Piazza Politeama.
L'Assemblea ha espresso unanime condanna per l'aggressione portata
da un gruppo violento di "fascisti organizzati" agli studenti che
manifestavano pacificamente a Roma contro l'approvazione
del decreto.
Nel corso dell'Assemblea si sono succeduti numerosi interventi relativi
sia allo stato di avanzamento delle attività di protesta messe in campo
dalle varie Assemblee di Facoltà, sia alle prospettive strategiche della
protesta stessa. Altri interventi hanno affrontato questioni relative al
merito dei provvedimenti legislativi avversi all'università e al
contesto
politico ed economico di lungo termine nel quale questi sono maturati.
A conclusione dei lavori l'assemblea di Ateneo ha elaborato e messo
in votazione le seguenti delibere:
1) Partecipazione dell'Assemblea di Ateneo alla manifestazione del 30
ottobre, con concentrazione in Viale delle Scienze alle 09.00, per
congiungersi a Piazza Politeama con il corteo della scuola, proveniente da
Piazza Vittorio Veneto. APPROVATA
2) Riconvocazione dell'Assemblea di Ateneo per il giorno 4 novembre
2008, presso l'aula Magna di Ingegneria alle ore 09.30. Alla stessa viene
invitato il Rettore, al quale si chiede anche di sospendere la attività
didattica (lezioni, esercitazioni, esami di profitto) per l'intera
giornata del 4 novembre. APPROVATA
3) Richiesta al Rettore di sospensione delle attività didattiche per
l'indomani (30 ottobre) per consentire la partecipazione alla
manifestazione indetta dai sindacati scuola, nonché per il
periodo 3/11 - 7/11, in quest'ultimo caso, con l'esclusione degli esami di
profitto e di laurea.
4) Richiesta al Rettore di farsi promotore presso la CRUI per la
sospensione concordata, per un periodo di tre giorni, delle lezioni in tutta
Italia nel mese di Novembre. APPROVATA CON 2 CONTRARI
5) Richiesta delle dimissioni di tutte le cariche elettive dell'Ateneo
(presidenti di CCCS, Presidi, Direttori, Consiglieri di Amministrazione,
Senatori), promuovendo e coordinandosi con analoghi provvedimenti in altri
Atenei, come forma di protesta e di pressione contro la politica del Governo
sull'Università. APPROVATA CON ALCUNE ASTENSIONI
6) Indizione per il giorno 7 novembre di una giornata di
mobilitazione
cittadina, con manifestazione, in accordo con altre città universitarie;
su questa data è già in atto un coordinamento nazionale. APPROVATA
7) Adesione dell'Assemblea di Ateneo alla manifestazione nazionale
del 14 Novembre. APPROVATA
8) Richiesta delle dimissioni del Ministro Gelmini, che non ha sentito
l'esigenza di intervenire sulle dichiarazioni del Presidente Berlusconi, il
quale auspica/minaccia l'invio della polizia nelle scuole e nelle università.
APPROVATA
9) Richiesta al Rettore di invio di una circolare ai Presidi che disponga che
le proclamazioni delle lauree vengano celebrate all'aperto. APPROVATA
10) Richiesta a tutti i docenti dell'Ateneo di rinunciare ai carichi didattici
non
istituzionali. NON APPROVATA
Alle ore 19.00 circa l'Assemblea è stata sciolta.
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Sono un ingegnere microelettronico nuovo ordinamento.
Laurea triennale in elettronica e laurea specialistica in microelettronica.
Prima di tutto volevo complimentarvi con voi per la vostra vittoria ottenuta per gli studenti e i laureati del V.O che ho letto potranno sostenere l'esame e iscriversi ai tre albi fino al 2009, ma c'è una cosa che non riesco a mandar giù.
Con il 3+2 hanno trasformato l'università in un esamificio ma questa storia è vecchia e la conoscono tutti e penso che ormai non si possa più tronare indietro ma penso anche che le cose possono essere sempre migliorate.
Io nutro un grande rispetto per gli studenti e i laureati in ingegneria del V.O. ma penso anche che una laurea specialistica si possa equiparare a pieno a una laurea V.O. penso quindi di avere gli stessi diritti di un laureato V.O. quindi non trovo giusto che un laureato del N.O. possa iscriversi solo a un singolo albo mentre uno del V.O. in tutti e tre.
Inoltre, in particolare la situazione degli ing elettronici è già drammatica di per se poichè possiamo iscriverci solo al settore dell'informazione e quindi non possiamo firmare ad esempio degli impianti elettrici o degli impianti fotovoltaici, mentre un impianto elettrico può firmarlo un ing. gestionale, un ing. chimico che secondo il dpr328 possono iscriversi al settore industriale, ma non un elettronico che, secondo il mio modesto parerere dopo l'ing elettrico, è sicuramente quello che ha studiato materie più inerenti a questo tipo di impianti.
Spero che prendiate a cuore il mio problema che è lo stesso di molti altri studenti che si trovano nella mia setssa situazione.
Giuridicamente in realtà parliamo di due cose ben distinte, quindi i diritti/doveri dell'una non sono applicabili all'altra.
Per i corsi di laurea del V.O., fin dall'inizio è stata prevista l'iscrizione a quello che era l'Albo unico degli Ingegneri (a differenza di quello attuale che è invece stato diviso nei tre settori);
mentre per i corsi di laurea del N.O., sempre fin dall'inizio - e più precisamente dalla loro istituzione (avvenuta nel '99) - è stata prevista l'iscrizione ai settori previsti dal D.P.R. 328 in ragione della classe d'appartenenza del corso di laurea stesso.
La differenza che intercorre tra un corso di laurea del V.O. e uno del N.O., è determinata dalla legge che istituisce le nuove lauree.
Sostenere l'equiparazione delle due tipologie di ordinamento non ha fondamento proprio per via della stessa legge che istituisce i corsi del N.O., che è stata pensata e istituita per questi, ma che poi, inspiegabilmente è stata applicata anche a quelli previgenti.
In pratica mentre i V.O. hanno visto cambiare le regole del gioco a partita iniziata con riduzione delle competenze lavorative a fronte di identico percorso formativo, gli N.O. sono nati proprio con quanto stabilito da D.M. 509/99 e D.P.R. 328/01.
Le specialistiche, in particolare, si definiscono così proprio perchè orientate su uno specifico percorso formativo che è settoriale.
Questo secondo gli intenti del legislatore, ovvero tralasciando quanto poi avviene nei singoli corsi di laurea.
(In pratica si sta facendo un discorso asetticamente limitato al testo normativo e con lo scopo di spiegare l'equivoco che spesso si viene ad ingenerare in merito all'equiparazione tra V.O. ed N.O.)
Quella stessa disparità è poi alla base di tutta la nostra protesta.
Il discorso delle competenze è invece ben diverso, ma distinto da quanto si diceva prima, perchè non entra nel merito della equiparazione dei due tipi di laurea, che non è ammissibile proprio per le ragioni a cui è stato fatto cenno, ma riguarda gli sbocchi lavorativi dei singoli corsi di laurea.
Il D.P.R.328 ha generato, come è noto, solo una gran confusione in materia di competenze lavorative, non riuscendo di fatto a fare chiarezza in nessun campo.
Il problema degli elettronici è verissimo sia per quanto riguarda i V.O. che i N.O., solo che le due categorie partono da presupposti differenti.
Mentre per i V.O. è una negazione improvvisa di diritti acquisiti fin dall'inizio, per i N.O.è un discorso di competenze attribuite (in modo giusto o sbagliato che sia) in quella maniera fin dall'inizio.
In parole povere all'elettronico V.O. è stato detto fin dall'inizio "potrai fare gli impianti elettrici" e poi sul più bello gli è stato detto "e ora non li puoi fare più", all'elettronico N.O.è stato detto da subito "tu non li farai affatto".
Quindi nel caso del N.O. potrebbe avere senso puntare su una rettifica del DPR nei punti dove è palesemente penalizzante verso categorie di persone che pur avendo competenze in un settore viene negato loro l'accesso.
Non è la prima volta che colleghi del N.O. sottopongono le loro problematiche, e anche se la causa è pienamente condivisibile, come Movimento perseguiamo le finalità che sono delineate nel manifesto pubblicato sul nostro sito ufficiale.
Questo però non impedisce il dialogo e lo scambio di idee fra diverse categorie di studenti e laureati.
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Data/Date: 1 Jun 2006, 5:57
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Tipo/Type: Sconosciuto
L’Università di Palermo proroga il termine per le immatricolazioni ai corsi di laurea ad accesso libero e per le iscrizioni agli anni successivi al primo. Il rettore Roberto Lagalla con un decreto ha stabilito, su proposta del Consiglio degli studenti, di consentire le iscrizioni fino al 30 novembre senza il pagamento della mora. Sarà comunque possibile iscriversi fino al 31 dicembre, pagando una mora di 25,82 euro, come previsto da una delibera del Senato accademico sempre su richiesta degli studenti e in considerazione del fatto che questo è il primo anno in cui immatricolazioni e iscrizioni avvengono esclusivamente on line. Le procedure da seguire sono indicate sul portale studenti del sito internet www.unipa.it. Non c’è invece scadenza per consegnare la documentazione cartacea alle segreterie.
* La Giunta di Presidenza, nella seduta del 30 ottobre, ha deliberato di evidenziare nel Calendario Didattico per l'A.A. 2008-2009 che la partecipazione all'appello di esami della sessione infrasemestre del 1° semestre, riservato agli studenti fuori corso, è estesa agli studenti iscritti nell'A.A. 2007-2008 all'ultimo anno dei Corsi di Laurea e dei Corsi di Laurea Specialistica.
* Con riferimento alle lezioni/esercitazioni non tenute in seguito alle sospensioni autorizzate nell'ultimo periodo:
- le lezioni/esercitazioni dei corsi che si concludono con il 1° modulo saranno recuperate nei primi 3 giorni della prossima settimana (10-12 novembre), prendendo direttamente accordi con gli studenti;
- le lezioni/esercitazioni dei corsi che si concluderanno con il 2° modulo saranno recuperate successivamente, secondo un calendario che sarà appositamente predisposto.
L´occupazione bianca consentirà agli studenti di svolgere le normali lezioni dalle 9 alle 13, mentre dalle 8 alle 9 i ragazzi si armeranno di ramazze e secchi per pulire aule e corridoi. Nei pomeriggi si svolgeranno dibattiti, incontri pubblici e assemblee «per approfondire i temi della riforma».
Mi guardo intorno e vedo personale tecnico-amministrativo preparato, qualificato, attento, disponibile, che si spacca letteralmente la testa per far funzionare tutto, muovendosi con vera capacità manageriale tra circolari ministeriali, leggi, leggine .
No, non ho le fette di prosciutto sugli occhi.
I docenti che se ne fregano ci sono, come ci sono gli studenti cocchi di mamma, che pascolano per anni all’università, e gli amministrativi che scaldano il posto aspettando che venga l’ora di timbrare il cartellino.
Ma, credetemi, sono una minoranza
[continua...]
Salva Intravaia e Antonella Romano. <<Scuola, la rivolta si estende occupato il liceo Umberto : Scontri al Galilei. Scienze politiche torna alle lezioni>>. La Repubblica, 1 nov. 2008. URL: http://palermo.repubblica.it/dettaglio/articolo/1538099
Dilaga la protesta nelle scuole palermitane. Dopo lo sciopero di giovedì scorso con 50 mila insegnanti, studenti e presidi in piazza a Palermo contro i provvedimenti del governo Berlusconi, prendono piede le occupazioni, finora in forme soft. Mentre la facoltà di Scienze politiche veniva liberata dagli studenti, ieri il liceo classico Umberto I è stato occupato.
[continua...]
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Data/Date: 7 Nov 2008, 12:17
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Tipo/Type: Sconosciuto
L'assemblea di Ateneo svoltasi presso l'aula Magna di Ingegneria tra le 09.30 e le 14.30, il giorno 4 novembre 2008, alla quale ha preso parte il Rettore dell'Ateneo, al termine di una discussione inerente i diversi punti posti all'ordine del giorno, ha deliberato le seguenti mozioni:
riconvocazione dell'Assemblea di Ateneo per Mercoledì 12 novembre, alle ore 09.00 presso l'Aula Magna di Ingegneria;
istituzione di una commissione a composizione mista, che analizzi il Bilancio di Ateneo ed il Bilancio di ogni singolo centro di spesa;
sollecitazione al tavolo di coordinamento di Ateneo, perché si adoperi affinché si crei un fronte di lotta comune con il mondo della scuola;
organizzazione della manifestazione del giorno 7 novembre, per la quale si prevede un percorso che da Viale delle Scienze (Ingegneria), raggiunga il rettorato e, dopo una breve sosta, si diriga al Foro Italico, dove si svolgerà un momento assembleare;
invito a componenti del Consiglio degli Studenti ad autosospendersi per tutta la durata dello stato di agitazione dell'Ateneo palermitano e confluire all'interno dell'Assemblea di Ateneo e delle sue articolazioni organizzative (tavoli);
richiesta al Rettore di slittamento delle attività didattiche previste per il 7, il 12 ed il 14 novembre, per consentire la partecipazione di studenti e docenti alle manifestazioni ed all'assemblea di Ateneo
richiesta al Rettore di slittamento dell'attività didattica prevista per il giorno 19 novembre (08:30-14:30), per consentire lo svolgimento di Assemblee di Facoltà, e per il giorno 26 novembre (08:30-14:30), per consentire lo svolgimento dell'Assemblea di Ateneo prevista; in occasione di quest'ultima verranno individuate eventuali ulteriori necessità di sospensione (nella misura di una per settimana) relativamente al mese di dicembre;
istituzione di una commissione per lo studio delle modalità di applicazione del DM 270/04 e delle implicazioni che le stesse comportano;
invito alle facoltà non ancora rappresentate all'interno del tavolo di coordinamento di ateneo, ad individuare le loro rappresentanze, in riferimento anche all'esigenza di rapportare agevolmente l'assemblea con gli organi istituzionali dell'Ateneo;
Nell'ambito delle proteste universitarie contro la legge Gelmini
(www.protestaunipa.info), segnaliamo questa curiosa iniziativa:
Venerdi 21 novembre, alle ore 15,00 si svolgeranno delle proclamazioni di
laurea di ingegneria a Piazza Ruggiero Settimo (di fronte il teatro
Politeama). A seguire, alle ore 15,30, una scacchiera umana.
dalla newsletter del Comune
http://www.comune.palermo.it
INCONTRO FRA IL SINDACO E IL RETTORE LAGALLA
Università di Palermo e Comune insieme per lo sviluppo territoriale, per
il rilancio del Parco d'Orleans e per elaborare nuove iniziative a favore
degli studenti e della città. Questa mattina (11 nov. n.d.r.), a Villa Niscemi,
il
sindaco Diego Cammarata, insieme con il vicesindaco Mario Milone, ha
incontrato il rettore dell'Università degli Studi di Palermo, Roberto Lagalla,
con l'obiettivo di potenziare la cooperazione istituzionale e per mettere a
punto alcune ipotesi di collaborazione. Il Rettore e il Sindaco hanno
concordato di attivare una stretta collaborazione non solo per garantire
lo sviluppo sociale, economico e culturale di Palermo, ma anche per
facilitare la mobilità destinata agli studenti in prossimità delle aree
universitarie, per valorizzare le potenzialità del Parco d'Orleans, per
promuovere progetti per l'edilizia agevolata agli studenti, per creare
aree di studio e di aggregazione nel centro storico e in prossimità delle
facoltà e per inaugurare sportelli, gestiti dall'Amministrazione comunale
e dall'Università, in cui fornire informazioni dettagliate su servizi
pubblici, alloggi e attività formative.
In piazza la scuola, l´università e i dipendenti pubblici Cgil
Cortei a Roma, cortei a Palermo. L´Onda torna in piazza per tenere viva la protesta contro i tagli e le riforme di scuola e università. In trecento sono partiti ieri pomeriggio dall´Ateneo palermitano per la capitale, in vista della manifestazione nazionale di oggi. Assieme a loro duecento manifestanti provenienti da tutta la Sicilia e radunati dalla Flc-Cgil, il sindacato che raggruppa anche i professori. Sempre stamattina, in città, studenti medi e universitari sfileranno ancora una volta, con megafoni e striscioni.
"Una goccia nell'Onda": il diario quotidiano dal movimento di Gaia Benzi, studentessa di lettere e filosofia all'Università La Sapienza di Roma.
Si respirava un'aria particolare, ieri, quasi straniante. I passanti ci osservavano con inspiegabile sorpresa; poliziotti e carabinieri erano come stupiti di vederci tutti lì. Non c'erano cartelli appesi in via Cavour, la gente non batteva le mani - anche se qualcuno, all'ora di pranzo, ci ha lanciato bibite e cioccolatini. Gli automobilisti suonavano il clacson, certo; ma non sempre per solidarietà.
7 Novembre: Se il Governo frena, L'Onda accelera! L'Italia paralizzata dagli studenti. Prove tecniche verso lo sciopero generale del 14 a Roma!
ROMA: Un corteo con più di 30 mila studenti, medi ed universitari, ha attraversato la città con una manif sauvage che ha paralizzato totalmente la mobilità.
Pubblicato Giovedì 13 Novembre 2008 in Inghilterra
[The Economist]
Istruzione superiore in Italia.
Le università hanno disperatamente bisogno di una riforma, eppure si oppongono al cambiamento.
“TUTTA LA VITA DAVANTI”, un recente film italiano, si apre con la voce di una giovane donna che discute la propria tesi. L’inquadratura indugia su una serie di volti rugosi, finché non diventa chiaro che l’intera commissione esaminatrice è composta da ottantenni – e un risolino di cinico riconoscimento scorre per il pubblico in sala.
L’eta pensionabile per un docente universitario italiano è di 72 anni. Mariastella Gelmini, Ministro dell’educazione nel governo di centro-destra di Berlusconi, ha intenzione di ridurla, anche se solo fino a 70 anni. E questa è solo una della lunga serie di riforme che la Gelmini sta cercando di introdurre in uno dei settori peggio gestiti, peggio funzionanti e più corrotti d’Italia.
Le università italiane non sono sovra-finanziate. Secondo il gruppo di esperti dei ricchi paesi dell’OECD [Organizzazione per la Co-operazione Economica e lo Sviluppo, N.d.T.], nel 2005 ogni studente è costato circa 8.026 $, molto al di sotto della media di 11.512$. Ma la cifra per l’Italia non include le università private. E alcuni critici credono che una mancanza di fondi sia il problema maggiore per l’istruzione superiore pubblica.
La maggior parte degli italiani invece accusa l’arrogante potere dei “baroni” [in italiano nel testo, N.d.T.], professori titolari con potere accademico di vita o di morte. Molti di loro considerano le proprie facoltà come dei feudi personali. Nepotismo e favoritismo sono molto diffusi: proprio in questa settimana si è diffusa la notizia di un rettore universitario che il giorno prima di andare in pensione – il 31 ottobre – ha firmato un’ordinanza tramite la quale ha nominato docente il proprio figlio. Ricerche effettuate dagli studenti dell’Università Federico II di Napoli hanno stabilito che il 15% dei docenti ha un parente all’interno dello staff universitario. All’università di Palermo almeno 230 professori sarebbero imparentati con altri professori.
La creazione di posti di lavoro per parenti ed amici ha aiutato a gonfiare il numero del personale accademico italiano. Secondo la Gelmini, negli ultimi sette anni sono stati annunciati 13.000 posti di lavoro, ma ne sono stati occupati 26.000. Il favoritismo avrebbe anche portato ad una proliferazione di corsi e dipartimenti. In Italia si registrano 37 corsi frequentati da un singolo studente e ben 327 facoltà con meno di 15 iscritti.
In alcune università italiane si effettua la ricerca di alto livello e vi sono corsi avanzati. Ma il modello più diffuso è quello di una uniforme mediocrità. Neanche una delle istituzioni italiane figura tra i primi cento posti della classifica mondiale delle università del 2008, stilata dal Times Higher Education. I “baroni” esercitano una considerevole influenza sul governo, in particolar modo nel centro-sinistra, e l’hanno usata per affossare qualunque tentativo di riforma.
Il bisogno di cambiamento è adesso urgente. Cinque università sono, a tutti gli effetti, fallite. Il sistema nel complesso sta chiaramente sbagliando sul lato economico. Solo il 17% degli italiani tra i 25 e 34 anni ha un diploma di laurea, in confronto alla media OECD del 33%. La ragione principale è uno sconvolgente tasso di ritiri, pari al 55%, il più alto tra i paesi ricchi.
Considerato che agli studenti veniva richiesto di rimanere in università per troppi anni, il precedente governo Berlusconi aveva introdotto dei corsi opzionali di laurea di tre anni. Ma i datori di lavoro ritengono che i laureati provenienti da questi corsi brevi non siano sufficientemente preparati. Le università non riescono a offrire un insegnamento sufficiente in tempo ragionevole.
La maggior parte delle riforme della Gelmini saranno incluse in due progetti di legge che devono ancora essere formalmente pubblicati. Ma all’inizio del mese il Ministro ha ottenuto l’appoggio del Governo per un progetto iniziale teso al miglioramento del processo di selezione degli insegnanti universitari e dei ricercatori allo scopo di prevenire abusi, al risparmio di più fondi per investire in borse di studio e ospitalità per gli studenti, e all’attenuazione degli effetti della precedente legislazione, che mirava al risparmio tramire la limitazione del numero di docenti e dei ricercatori che possono essere assunti per ogni docente o ricercatore che va in pensione.
Tutto ciò potrebbe sembrare una buona notizia per gli studenti e i docenti. Eppure gli studenti hanno organizzato proteste in tutto il Paese. Questa settimana la i principali sindacati hanno pianificato uno sciopero nazionale, sebbene uno di loro si sia ritirato all’ultimo momento. L’opposizione dichiara che non verrà nulla di buono da riforme ispirate al taglio dei costi. Ma il Governo ha replicato che il bassissimo tasso di natalità dell’Italia ha creato ciò che la Gelmini definisce “un’opportunità storica” per migliorare la qualità, spendendo poco. I suoi progetti meritano per lo meno un’appropriata considerazione.
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NonCommercial 2.5
Principi per una riforma del sistema universitario
Documento politico del Movimento dell’Universitàdi Palermo
Premessa
Il progressivo arretramento della partecipazione pubblica in settori strategici della societàquali l'istruzione e la sanità ha determinato una costante erosione dei diritti alla sicurezza e alla protezione sociale che avevano trovato una garanzia nella costruzione della dimensione del “pubblico”.
A questo disimpegno non èsfuggita neanche l’università quale luogo di produzione e trasmissione pubblica del sapere: in tal senso, le politiche di finanziamento del sistema universitario degli ultimi decenni si sono uniformate al generale e complessivo processo di smantellamento del sistema statale di garanzie e di diritti collettivi.
Contestualmente, l'universitàitaliana è stata oggetto di una serie di riforme, cui va attribuita la responsabilità di molte delle attuali disfunzioni, oggi utilizzate strumentalmente per giustificare la definitiva demolizione del sistema nazionale delle Università statali, operata soprattutto attraverso il disimpegno finanziario. La stessa riforma degli ordinamenti didattici prevista dalla L. 509/99, pur con i sostanziali interventi correttivi introdotti dalla L. 270/04, presenta molteplici elementi di criticità. Avendo la sua applicazione prodotto risultati molto eterogenei all'interno degli stessi Atenei, è ormai indispensabile avviare un’ampia riflessione che ne valuti le ripercussioni sul sistema della formazione, coinvolgendo l'intero mondo accademico.
Particolarmente grave è la situazione del comparto universitario dell’Alta Formazione Artistica e Musicale italiano (AFAM), ove, tra l’altro, si segnala la mancanza, dopo quasi dieci anni dalla L. 508/99, del decreto ministeriale sulla disciplina dell’impianto didattico e formativo (in analogia al D.M. 270/04). La disastrosa situazione del comparto AFAM imbarazza e mortifica le professionalità e le competenze attive presso questi Istituti, impedendo la creazione di un impianto formativo omogeneo a livello europeo, cosìcome stabilito nelle linee guida del Processo di Bologna del 1999.
La protesta maturata negli ultimi mesi e tuttora in corso, che ha visto nell'opposizione alla Legge 133 e agli effetti nefasti che essa produrrebbe sull’intero sistema universitario un momento di forte e condivisa partecipazione, trova fondamento in diversi punti della Legge stessa. Oggi, tenendo conto anche del DL 180 che, mentre vorrebbe dare impressione da parte del Governo di un dialogo, continua a non prendere in considerazione le rivendicazioni del movimento universitario, le ragioni di protesta continuano a rimanere intatte, se non perfino rafforzate.
• Lariduzione del Fondo di Funzionamento Ordinario(FFO) di oltre 1 mld di Euro in 5 anni. Tale taglio comporta, a regime, una riduzione del 7,8%, non attualizzata, dell’FFO del 2008. Come conseguenze di tali tagli si assisterà alla riduzione sia dei servizi agli studenti sia della qualità delle infrastrutture, oltre al peggioramento della qualità della didattica e della ricerca. Considerando che gli investimenti in ricerca e sviluppo italiani sono attualmente assolutamente sottodimensionati rispetto a quelli di quasi tutti i paesi sviluppati, ne deriverà un vulnus esiziale per l’intero sistema paese.
• Il blocco del turn-over, reso totale dal recente DL 180 per gli atenei cosiddetti “non virtuosi” (tali diventeranno entro pochi anni, con i tagli decisi, tutti gli Atenei), con una potente spinta ad incrementare il precariato (contenuta nella norma che prevede che il 60% delle risorse debbano essere destinate a concorsi di ricercatore, ivi compresi anche quelli a tempo determinato). Tale blocco ètanto più insopportabile in considerazione del cronico problema occupazionale italiano in campi ad alta specializzazione, oltre all'essere palesemente in contraddizione con le frequenti dichiarazioni dell'intero sistema politico di volere ridurre, se non addirittura eliminare, l’esodo dei “cervelli”verso altri paesi.
• La trasformazione in Fondazionidegli Atenei italiani che, quantunque formalmente non imposta, rappresenterà l’unica forma di sopravvivenza immediata per la quasi totalità delle Università pubbliche, in conseguenza dei tagli all’FFO. Tale trasformazione rappresenterebbe la morte del sistema universitario pubblico nel nostro Paese. Particolarmente preoccupante sarebbe anche l’eventualità che delle Fondazioni entrino a far parte gli Enti Locali, visto lo scempio di risorse pubbliche di cui questi si sono dimostrati capaci nel corso della storia repubblicana e le inevitabili conseguenti ingerenze politiche nella gestione degli Atenei. La trasformazione delle Università Pubbliche in Fondazioni di Diritto Privato comporterebbe:
•
la distinzione delle Fondazioni di Classe A e di Classe B, in funzione della capacità economica propria della regione di appartenenza, ampliando così il divario tra Nord e Sud;
•
un conflitto con l’Art. 34 della Costituzione, negando o condizionando fortemente il diritto allo studio e non assicurando più la possibilità di studi universitari ai “meritevoli anche se in condizioni disagiate”;
•
l’aumento consistente ed indiscriminato delle tasse universitarie.
• L’assenza di un qualunque correttivo alle storture attuali. Ai danni sopra descritti occorre aggiungere anche quelli derivanti dalla mancanza di qualunque intervento correttivo dell’attuale situazione del mondo universitario e della ricerca italiano, che pure presenta parecchi elementi di criticità e di spreco. Su questi occorre intervenire in modo mirato, secondo un’ottica costruttiva che consideri il mondo dell’Università e della Ricerca Pubblici una risorsa per il Paese intero, e non un inutile spreco da contenere.
Principi per una riforma del sistema universitario
Il Movimento Universitario dell’Ateneo di Palermo e del comparto AFAM ritiene che ogni riflessione ed intervento nel settore della formazione universitaria e della ricerca pubbliche debba prendere le mosse dalla considerazione del ruolo centrale che tale settore, al pari di quello della formazione scolastica di ogni ordine e grado, riveste per lacrescita economica, culturale e sociale del Paese. Un’adeguata destinazione di risorse finanziarie a tali settori strategici per lo sviluppo, lungi dal potere essere considerata una spesa tra le altre, ha invece il carattere di uninvestimento sul futuro, cui una moderna democrazia non può rinunciare senza condannare se stessa ad una marginalità sempre più pronunciata. Riteniamo pertanto, in assoluto dissenso rispetto a quanto previsto dalla Legge 133, chele risorse da destinare al mondo dell’Università e della Ricerca vadano significativamente incrementate rispetto alla dotazione attuale e portate, nel giro di 5 anni, almeno al 3% del PILin linea con l’Accordo di Lisbona, di cui l’Italia è firmataria.
Il Movimento si fa promotore di una riforma che, mantenendo l’attualesistema di Atenei e Istituti d’alta cultura statali, l’autonomia del quale deve essere rappresentata e difesa da un organo nazionale eletto da tutte le componenti, crei per ciascuna Università le condizioni per il raggiungimento deimedesimi elevati standard di qualitànei settori istituzionali einscindibilmente legati
della didattica e della ricerca. A tal fine si ritiene essenziale e non piùprocrastinabile l’introduzione nel mondo dell’Università e della Ricerca delprincipio della valutazione e valorizzazione del meritoad ogni livello; l’applicazione di tale principio deve essere intesa come finalizzata al continuo superamento delle esistenti differenze nella qualitàdell’offerta didattica e della produzione scientifica dei diversi Atenei e Istituti d’alta cultura, in coerenza con ilvalore legale dei titoli di studioda questi rilasciati, che deve essere assolutamente mantenuto. La formazione universitaria èinfatti un diritto che deve essere garantito su tutto il territorio nazionale ed ècompitodella Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e socialeche lo possano limitare, in linea con quanto previsto dagli artt. 3 e 34 della Costituzione Italiana.
Una riforma del sistema universitario fondata sui principi dellatrasparenza e dellavalutazione e valorizzazione della qualitàad ogni livello e che garantisca effettivamente ildiritto allo studio, è ormai indispensabile ed urgente. E’ necessario determinare unarivoluzione copernicana
che rifondi il sistema universitario introducendo logiche diresponsabilità-
nell’ambito di una maggiore ed effettiva partecipazione democratica dell’intera comunità universitaria - , rimuovendo qualunque condizione diricattabilità dei ricercatori, riconoscendo gli studenti come soggetti attivi e cruciali dell’intero sistema.
Sulla base di tali principi, e considerata anchela necessità di una urgente ridefinizione dello Stato Giuridico dei docenti, che non può essere lasciata all’autonomia statutaria dei singoli Atenei e che deve prevedere nuove modalità di reclutamento e di avanzamento di carriera (da effettuarsi secondo modalità realmente capaci di superare gli attuali fenomeni di localismo e nepotismo), gli elementi cardine della riforma da noi auspicata e sostenuta sono:
• valutazione periodica della produzione scientificadi ogni singolo docente, indipendentemente dal ruolo ricoperto, e di ogni Dipartimento universitario. Tale valutazione,secondo criteri specificamente individuati per ogni ambito disciplinaree quanto più oggettivi possibili (al fine di rimuovere ogni condizione di “ricattabilità” del singolo docente/ricercatore e salvaguardarne l’autonomia) deve richiamarsi, per tutti gli ambiti che lo consentono, aparametri internazionalmente riconosciuti. In ogni caso la valutazione dovrà tenere conto del rapporto tra la produzione scientifica e le risorse utilizzate e disponibili, in considerazione delle diverse opportunità offerte a ricercatori inseriti in gruppi di ricerca con differenti possibilità di accesso a finanziamenti pubblici o privati;
• valutazione dell'attività didatticasvolta dai docenti, fondata in maniera significativa suigiudizi espressi dagli studentie sulla base di una più precisa definizione deidoveri didattici
e di un rigoroso controllo del loro rispetto;
•
utilizzo, quale elemento centrale, delle risultanze delle valutazioni della ricerca per ilreclutamento, e della ricerca e della didattica per gliavanzamenti di carriera, la definizione dellaretribuzione, l'eleggibilità alle cariche apicali (Direttore di Dipartimento, Presidente di CCS, Preside, Rettore), l'attribuzione di fondi per la ricerca, la partecipazione a commissioni di concorso;
• revisione della distinzione tra tempo pieno e tempo definito, con introduzione di idonei meccanismi che assicurino l’assenza di conflitti di interesse con le Università di appartenenza e che prevedano la corresponsione alle stesse di una quota significativa dei proventi delle attività professionali svolte da docenti;
• valutazione della qualità dei serviziofferti dal personale tecnico-
amministrativo e dalle amministrazioni centrali dell’Università, fondata anche in modo significativo sulle valutazioni dei fruitori degli stessi servizi, al fine della distribuzione delle incentivazioni;
• revisione dei metodi di attribuzione dell’FFO, con la distinzione tra una quota necessaria per il mantenimento di un’offerta didattica di qualità ed il pagamento della retribuzionebase dei docenti (quota non inferiore a quella fin qui destinata al FFO ed assegnata ai diversi Atenei secondo criteri analoghi a quelli attualmente adottati) ed una destinata al finanziamento della ricerca e ai meccanismi premiali del merito. Quest’ultima quota,aggiuntiva rispetto alle somme oggi destinate al finanziamento del sistema universitario
(che, si ribadisce deve rapidamente crescere in maniera significativa, fino a raggiungere gli standard di tutti i paesi sviluppati), deve essere assegnata sulla base di criteri che premino gli Atenei che abbiano ottenuto i migliori risultati nel sistema di valutazione -tenendo in considerazione principalmente l’incremento relativo delle proprie performance- conaperture di credito
limitate nel tempo per gli Atenei che si impegnino al raggiungimento di determinati obiettivi. E’ essenziale, in tale contesto, che la valutazione sia completamentedisaggregata
(cioè condotta a livello di singoli Dipartimenti piuttosto che di Atenei) e che quindii corrispondenti finanziamenti siano destinati ai Dipartimentiin funzione dei risultati da questi raggiunti nel confronto con le omologhe strutture a livello nazionale. Occorre inoltre rendere le strutture universitarie pubbliche (Atenei, Facoltà e singoli Dipartimenti) assolutamente trasparenti, attraverso la pubblicazione su Internet dei bilanci di esercizio dettagliati e immediatamente fruibili da parte di chiunque, così da consentire di valutare e controllare l’utilizzo e l’allocazione delle risorse pubbliche;
• revisione del sistema del finanziamento della ricercache preveda un adeguato conferimento diretto di risorse a favore deigiovani ricercatori(in particolare degli assegnisti di ricerca) e la valutazione dellaproduttività
del singolo docente, tenendo in considerazione il rapporto tra le risorse utilizzate ed i risultati conseguiti;
• maggiore controllo sui percorsi formativi e sull’internazionalizzazione del Dottorato di Ricerca, impedendo tassativamente l’impiego dei dottorandi di ricerca in attività diverse da quella della formazione avanzata (in particolare, esami e tutoraggio degli studenti) ed eliminando, nel quadro di un maggiore impegno finanziario verso la formazione alla ricerca, la previsione di posti di Dottorato non coperti da borsa;
• introduzione di un congruo sistema di borse di studiovolte a consentire ed incentivare il diritto allo studio dei meno abbienti meritevoli, affiancandolo ad unnuovo piano di edilizia universitariafinalizzato alla creazione di posti letto offerti agli studenti a prezzi calmierati;
•
ferma restando la necessità di aumentare significativamente le risorse per il reclutamento di personale a tempo indeterminato,sostituzione delle molteplici forme contrattuali che caratterizzano il personale non di ruolo (assegni di ricerca, contratti, etc.) con una figura unica, sul modello del ricercatore a tempo determinato, che possa godere di retribuzione e trattamento previdenziale ed assistenziale analoghi a quelli dei Ricercatori e che garantisca la continuità del percorso di formazione dei giovani ricercatori, la loro libertà di ricerca, l’accesso autonomo ai fondi di finanziamento e la rappresentanza attiva e passiva negli Organi Istituzionali universitari;
•
completamento della riforma del comparto AFAM, che consenta il rilascio dei titoli di studio di Laurea Triennale e Laurea Magistrale a ciclo unico e l’attivazione del terzo livello di studi, con l’istituzione dei Dottorati di Ricerca e degli assegni post-Dottorato. Introduzione di un limite massimo della contribuzione degli studenti del comparto AFAM alla copertura del costo dei servizi offerti dagli Istituti di Alta Cultura statali, secondo un aliquota (comunque non superiore al 20%, come per gli Atenei) del finanziamento ordinario annuale.
Sulla base di questi elementi va definito unprocesso organico di riforma,condiviso dal mondo accademico e dalle istituzioni
e finalizzato alla realizzazione di un sistema nazionale universitario statale di qualità e per tutti. Tale processo deve essere finalmente sottratto ai continui apparenticambiamenti di rotta
dei vari Governi, i cui interventi hanno determinato un continuo e progressivo degrado del sistema nazionale universitario, avendo creato un transitorio perenne nel processo di riforma dello stesso.
L’individuazione dei criteri di valutazione - dei singoli docenti, dei Dipartimenti e degli Atenei e Istituti di alta cultura - su cui il nuovo sistema universitario dovrà fondarsi deve essere altresì il risultato di un percorso ampiamente condiviso dall’intero mondo accademico, fortemente ispirato alle migliori esperienze internazionali e sottratto alle autonome e arbitrarie decisioni di ristretteélitesautoproclamatesi tali.
È essenziale inoltre che, dopo quasi un secolo di indecisa appartenenza e rilevanza, gli Istituti di Alta Formazione Artistica e Musicale vengano a tutti gli effetti considerati parte integrante del sistema universitario nazionale.
Il movimento dell’Università di Palermo ribadisce infine la propria vicinanza alla mobilitazione del mondo della scuola e considera prioritario anche per le proprie sorti il ritiro della L. 169/08 (ex DL 137) e dei provvedimenti sul comparto scolastico previsti dalla L. 133/08.
Un mare di studenti, improvvisamente ricomparso dopo decenni di silenzio, ha occupato Roma. Il Palazzo minimizza la cosa, i giornali anche. Sbagliando, perchè ‘l’Onda’ è dentro la coscienza di questi ragazzi e sarà difficile fargliela dimenticare
Presidi e professori, provenienti da quasi tutte le province siciliane, hanno discusso a lungo sulle conseguenze dell´ormai nota legge 133 e sulle iniziative da mettere in campo per contrastarla. In serata è stato redatto un documento e sono state concordate una serie di iniziative che lunedì mattina vedranno in piazza studenti e insegnanti. «Secondo il piano Gelmini - spiega Claudio Gabriele, insegnante dell´Almeyda - i licei artistici avranno un orario di 32 ore settimanali». Attualmente, sia nei corsi sperimentali quinquennali sia in quelli di ordinamento (quadriennali), le ore settimanali sono di gran lunga di più.
[Nota: L'articolo del The economist citato e' quello che vi ho già spedito in precedenza: Segnalo questo post per i numerosi e interessanti commenti fra i lettori ed un assessore che e' intervenuto al dibattito.]
giorno 21 si sono svolte, in piazza Politeama alcune proclamazioni di laurea di Ingegneria
contemporaneamente, dalla parte opposta della piazza, alcuni ragazzi davano vita ad una scacchiera umana
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Tipo/Type: Sconosciuto
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Data/Date: 22 Nov 2008, 8:56
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Tipo/Type: Sconosciuto
è disponibile un foglio denominato "prospetto informativo" relativo al periodo Settembre 2008 - Agosto 2009, che riassume costi, orari e modalita' di utilizzo delle strutture sportive universitarie e dei vari corsi e campionati del CUS.
Alcuni servizi, come la piscina (via Altofonte), ed i corsi di nuoto, sono disponibili a tutta la cittadinanza, ma agli universitari sono riservati prezzi particolarmente vantaggiosi
Salvo particolari dissesti finanziari, intorno al mese di febbraio, inoltre, l'ERSU stipula solitamente delle particolari convenzioni, che consente agli studenti universitari di ottenere ulteriori sconti fino al 75%. Per poterne usufruire, dovrete munirvi del tesserino mensa (rilasciato gratuitamente, in qualsiasi periodo dell'anno, dietro presentazione all'ERSU dell'ISEE, calcolato per ottenere i benefici universitari).
15.30 - Volantinaggio per informare sul valore della ricerca italiana, al gazebo di piazza Politeama. Questo evento è stato confermato, in seguito al secondo riufiuto ricevuto dal Sindaco a concedere l'occupazione di suolo pubblico per la giornata della ricerca. Sottolineremo il nostro sdegno nei confronti di una amministrazione cieca, che non vuole ammettere che la ricerca universitaria sia basilare per la società civile. Verrà inoltre fatta una raccolta di firme per una petizione cittadina. Per questi motivi si invitano tutti a partecipare in massa, e a diffondere la notizia a tutti i colleghi.
Venerdì 12 dicembre
Manifestazione locale in occasione delle proteste coordinate per la giornata a livello nazionale
Antonio Fraschilla, << Ricercatore, concorsi per pochi eletti : Un quarto dei bandi vinto dall´unico candidato che si è presentato >>. La Repubblica, 21 nov. 2008. URL: http://palermo.repubblica.it/dettaglio/articolo/1537541