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#484 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Lun 1 Dic 2008 1:47 pm
Oggetto: Rassegna stampa [7]
wgiocoso
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Comunicato diffuso giorno 28 novembre sul sito http://www.protestaunipa.info  :


Sabato 29 novembre
15.30 - Volantinaggio per informare sul valore della ricerca italiana, al gazebo di piazza Politeama. Questo evento è stato confermato, in seguito al secondo riufiuto ricevuto dal Sindaco a concedere l'occupazione di suolo pubblico per la giornata della ricerca. Sottolineremo il nostro sdegno nei confronti di una amministrazione cieca, che non vuole ammettere che la ricerca universitaria sia basilare per la società civile. Verrà inoltre fatta una raccolta di firme per una petizione cittadina. Per questi motivi si invitano tutti a partecipare in massa, e a diffondere la notizia a tutti i colleghi.


Venerdì 12 dicembre
Manifestazione locale in occasione delle proteste coordinate per la giornata a livello nazionale

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Rassegna stampa


 

 




 

#485 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Mer 3 Dic 2008 8:02 am
Oggetto: Scontri all’Università di Pisa, gli studenti: “Aggredito il dialogoâ€
wgiocoso
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Ultime info sulla protesta di Palermo: http://www.protestaunipa.info


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Scontri all’Università di Pisa, gli studenti: “Aggredito il dialogo”

Micromega, 27 nov. 2008


All'università di Pisa martedì 25 novembre è stato approvato Il bilancio di previsione del 2009 dal Cda in un ateneo militarizzato. Alcuni studenti sono rimasti contusi a seguito di una colluttazione con la digos e le forze dell'ordine. Nel pomeriggio studenti e precari dell'università di Pisa sono scesi in strada bloccando il traffico in Lungarno Pacinotti dove ha sede il rettorato. La via è rimasta bloccata per diverse ore.


Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa degli studenti di Università 2.0 e  a seguire quello del nodo di Pisa della Rete Nazionale Ricercatori Precari


Gli eventi accaduti ieri in rettorato, gravissimi da tutti i punti di vista, hanno necessariamente bisogno di un chiarimento. Da parte nostra ci sentiamo in dovere di raccontare una versione dei fatti che seppur sia stata inizialmente testimoniata da varie agenzie di stampa, è sparita improvvisamente dalla cronaca, in favore delle versioni dell'ateneo e delle forze dell'ordine, entrambe tese a delegittimare il presidio di studenti contro l'approvazione del bilancio dell'ateneo, riducendolo a un problema di ordine pubblico.

La cosa per noi fondamentale da ottenere ieri era un evento pubblico di confronto, preliminare all'approvazione. Questo evento era stato richiesto e ottenuto nell'ultimo senato accademico, ma l'ateneo non solo non ha mai provveduto alla sua realizzazione, ma è arrivato a militarizzare il rettorato durante la seduta del CDA. Questa reazione di chiusura è dovuta alla difficoltà del rettore di giustificare il suo sostanziale adeguamento alla legge 133 e al decreto Gelmini: se fino a ieri era palese la sua passività nella protesta, il bilancio approvato dimostra l'inchinarsi senza appello al governo e l'abbandono di qualsiasi opposizione, come è chiaro dalla relazione tecnica che accompagna il provvedimento. Il rettore non sarebbe mai stato capace di affrontare un evento pubblico senza essere smascherato, quindi si è trincerato dentro un CDA blindato.

L'interno del rettorato era presidiato da una trentina di agenti in borghese, l'esterno da digos e reparto celere. Gli ingressi sbarrati. La volontà di incutere timore si è trasformata in repressione: il primo fatto grave, che mette in discussione la validità stessa della seduta, è l'espulsione del nostro consigliere d'amministrazione, allontanato poi di forza dalla Digos, che gli ha impedito di partecipare all'ultima parte della riunione e alla votazione finale.
L'espulsione è stata chiesta dal rettore quando il consigliere ha cercato di richiamare l'attenzione su ciò che succedeva all'esterno: la celere schierata che minacciava di caricare il presidio. Ma già prima allo stesso consigliere era stato impedito con violenza di uscire dal rettorato per parlare con gli altri studenti. Infine una decina di studenti, entrati da una porta secondaria del rettorato con la volontà di raggiungere la sala del CDA per invalidarne la seduta, sono stati respinti e malmenati riportando contusioni con prognosi di diversi giorni. L'ateneo accusa di "scarso rispetto per le istituzioni" il nostro consigliere d'amministrazione e di violenza il presidio: ma cosa significano le parole "democrazia" e "rispetto" in una situazione resasi tesa per il rifiuto al dialogo da parte del rettore? Di quale violenza veniamo accusati se siamo stati aggrediti verbalmente e fisicamente? Le forze dell'ordine hanno subito provveduto a far refertare in pronto soccorso due agenti e due lavoratori: si vuol far credere che pochi studenti siano riusciti a sopraffare le decine di agenti presenti nell'edificio. La realtà è che gli studenti cercavano di raggiungere la seduta pacificamente, ma inseguiti dalle forze dell'ordine. La gara a chi le ha prese non ci interessa, conosciamo il vincitore guardandoci i lividi. Ma sappiamo come vanno le cose in questi casi: ha ragione chi ha più potere.

Oggi il rettore ha messo in campo tutto il suo potere, la sua paura e la sua incapacità di gestire il confronto. Il bilancio approvato è fatto di tagli indiscriminati a didattica e ricerca, di esternalizzazione dei servizi e precarizzazione dei lavoratori, di investimenti edilizi poco chiari e di un mutuo di 82 milioni la cui estinzione è un problema rimandato ai posteri. A chi chiedeva chiarezza per tutto questo e rivendicava una maggiore partecipazione è stato risposto con la repressione. Noi rilanciamo con la richiesta di invalidare il CDA, visto l'allontanamento illegittimo del nostro rappresentante, e con la richiesta delle dimissioni del rettore. Nel frattempo continueremo con l'opposizione alla destrutturazione dell'università, con un compagno di viaggio in meno: ma meglio soli che male accompagnati... Noi non pagheremo la crisi: nè quella del governo, nè quella di un rettore incapace a gestire i problemi epocali dell'università.

Gli studenti di Università 2.0




Il nodo di Pisa della Rete Nazionale dei Ricercatori Precari esprime la propria condanna per i vergognosi fatti verificatisi oggi in Rettorato, durante lo svolgimento del Consiglio di Amministrazione dell’Università di Pisa riunitosi per approvare la previsione di bilancio per il 2009. L’estrema difficoltà economica in cui versa il nostro Ateneo rende di assoluta importanza le decisioni assunte, decisioni – è bene ricordarlo – che riguardano la gestione di denaro pubblico e il futuro di tutte le persone a vario titolo legate all’Università di Pisa. In una simile situazione sarebbe opportuna e dovuta la massima trasparenza dei processi decisionali e una seria e coerente apertura al dialogo.

Le autorità accademiche hanno invece optato per un Consiglio blindato, e per un bilancio altrettanto blindato. In risposta al sit-in organizzato da studenti e precari, infatti, fin dal primo mattino i lungarni e i palazzi sono stati presidiati da camionette delle forze dell’ordine. Una reazione spropositata e inaccettabile, considerato soprattutto il carattere assolutamente non violento che hanno avuto sinora le manifestazione di protesta nel mondo universitario.

Pisa è diventata così la prima università italiana dall’inizio della mobilitazione dell’Onda a consentire l’intervento della polizia all’interno dell’Ateneo. Ciò ha implicato anche una reazione violenta a danno di studenti che stavano protestando in modo pacifico e legittimo. Un atteggiamento davvero stupefacente per le autorità accademiche che, Rettore in testa, fino a poco fa amavano rappresentarsi come i protagonisti della protesta.

Studenti e precari hanno chiesto sempre al rettore e alle autorità accademiche trasparenza nella gestione dell’Ateneo, dialogo per individuare possibili soluzioni alla crisi dell’Università, momenti di confronto pubblico. Il governo dell’Università di Pisa risponde con una chiusura totale e con il rifiuto di qualunque mediazione, fino al fatto inaudito di richiedere l’intervento repressivo di polizia e carabinieri.

Rete Nazionale dei Ricercatori Precari, nodo di Pisa

(27 novembre 2008)








 

#486 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Mer 3 Dic 2008 8:02 am
Oggetto: Rassegna Stampa [8]
wgiocoso
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Ultime info sulla protesta di Palermo: http://www.protestaunipa.info


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#487 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Mar 9 Dic 2008 8:55 am
Oggetto: Brevi di facoltà
wgiocoso
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L'Incoming Center (accanto la Segreteria Studenti di viale delle Scienze) dedicato a coloro che vogliono immatricolarsi o iscriversi, ad anni successivi al primo, sarà aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 13.00 fino al 12.12.2008.
L'apertura dell'Incoming Center del COT è stata prorogata in funzione delle proroghe rettoriali Presso di esso è possibile usufruire dell'assistenza dei borsisti del COT per la compilazione di domande di iscrizione ed immatricolazione non a numero programmato via Internet. Problematiche di prima difficoltà come Password, errate email, Anagrafiche, Codici Fiscali e Conguagli Tasse non dovuti possono egualmente essere risolta dal Ns. personale responsabile presso la struttura, prima del pagamento dei MAV. Il servizio è svolto in orario antimeridiano dalle 9 alle 13 dei giorni feriali da Lunedì a Venerdì mattina.

Presso l'Incoming Center,  le varie operazioni on line saranno assistite da tutor.



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Venerdì 12 dicembre
Manifestazione  locale contro la Legge Gelmini in occasione delle proteste coordinate per la giornata di sciopero generale nazionale indetto dalla CGIL.

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Siamo riusciti a raccogliere 1800 firme per la petizione cittadina. Una delegazione è stata ricevuta il 3/12 al Consiglio dei Grandi, sembra che "il malinteso" come è stato da loro definito, si sia risolto ed interverrano sul capo di Gabinetto che ci aveva negato l'autorizzazione per l'evento "La Ricerca incontra la Città'' per Piazza Politeama.

È stato autorizzato l'utilizzo di Piazza Politeama per l'evento "La Ricerca incontra la Città", nei giorni 13 e 14 dicembre. I ricercatori di diverse facoltà e il gruppo dei precari dell’Università promuoveranno il ruolo della ricerca attraverso l’esposizione e la presentazione di materiale prodotto.

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Disponibile il Verbale dell'Assemblea di Ateneo del 27/11/08



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ERSU comunica che la scadenza per la presentazione degli elaborati relativi al concorso fotografico " Luoghi momenti e storie di vita universitaria" e stata prorogata al 30 gennaio 2009




 

#488 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Gio 11 Dic 2008 10:36 am
Oggetto: Rassegna Stampa [9]
wgiocoso
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Ultime sulle proteste degli universitari a Palermo: http://www.protestaunipa.info


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Rassegna stampa
 


 


 


 


 

#489 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Lun 15 Dic 2008 2:05 pm
Oggetto: Rassegna Stampa [10]
wgiocoso
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Rassegna Stampa


 


 


 


 



 

#490 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Dom 21 Dic 2008 5:21 pm
Oggetto: Rassegna Stampa [11]
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Rassegna Stampa


 


 


 


 


 


 


 


 

#491 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Sab 27 Dic 2008 10:47 am
Oggetto: Rassegna Stampa [12] : Report - Segnalazioni scuola
wgiocoso
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Rassegna Stampa


 


 
  • Redazione Report. << Report - Segnalazioni scuola >>. [Mailing List] www.report.rai.it , 18 dic. 2008

____________________
Gentili telespettatori,
nel prossimo ciclo di puntate Report si occupera' delle problematiche della scuola (elementare, media, superiore e universita'), delle sue condizioni, dei tagli e della riforma.
Ci interessano le vostre testimonianze e segnalazioni, chi ne avesse e' pregato di inviare una mail all'autrice della puntata Stefania Rimini all'indirizzo s.rimini@....

Cordiali saluti, Redazione Report.
____________________


 



 


 



 

#492 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Mar 6 Gen 2009 9:37 am
Oggetto: Rassegna Stampa [1/09]: Il governo pone la fiducia sulla legge 133
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Ultim'ora:

apprendo da RAI Televideo che il governo ha appeno posto la fiducia sull'approvazione del decreto legge 133, giustificandone l'urgenza con l'imminente scadenza del decreto il prossimo venerdi. La votazione di fiducia dovrebbe svolgersi mercoledi 7 gennaio.
(W.G.)





Rassegna Stampa

 


 


 


 


 


 



 

#493 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Sab 17 Gen 2009 3:07 pm
Oggetto: …E LA RIFORMA DELL’UNIVERSITA’ E’ LEGGE, MA FUNZIONERA’ DAVVERO?
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…E LA RIFORMA DELL’UNIVERSITA’ E’ LEGGE, MA FUNZIONERA’ DAVVERO?
January 8th, 2009 | by Redazione Bloglavoro |



L’aula della Camera ha approvato in via definitiva il decreto Gelmini sull’università. I voti a favore sono stati 281, i contrari 196 e gli astenuti 28. Ieri sera la Camera aveva votato la fiducia al governo sul decreto, che sarebbe decaduto domani.

ECCO TUTTE LE NOVITA’

“L’Università oggi cambia. Valorizzato il merito, premiati i giovani, affermata la gestione virtuosa degli atenei e introdotta più trasparenza nei concorsi all’Università per diventare professori o ricercatori“. E’ il commento del ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini dopo l’approvazione. “Da questi tre pilastri - conclude - non si potrà prescindere”.

“Un’occasione persa”. E’ dura invece la reazione dell’opposizione, con la vicecapogruppo del pd Marina Sereni: “L’università va cambiata - dice - ma gli organismi internazionali- continua sereni- ci dicono che la spesa per l’università del nostro paese è sottostimata“, il contrario quindi degli sprechi raccontati dal governo attraverso “una campagna propagandistica condotta contro gli atenei”. La realtà, conclude Sereni, è che con i tagli del decreto 112 l’anno prossimo “anche gli atenei virtuosi non saranno in grado di funzionare“.
Fa eco il ministro ombra del Pd Mariapia Garavaglia: “L’università italiana soffre di una crisi che non sarà certo il provvedimento approvato oggi, con le sue misure insufficienti e in alcuni casi anche peggiorative, a riportare ad una situazione di normalità gli atenei. Serve invece una rapida azione in profondità che nessun decreto è in grado di garantire“.

Di “autentica svolta” parla la maggioranza. E il senatore Pdl Giuseppe Valditara spiega: “Il provvedimento applica per la prima volta nella pubblica amministrazione in tema di retribuzioni il principio meritocratico e introduce il merito e la competenza nella formazione delle commissioni di concorso. Inoltre - prosegue il parlamentare del Pdl - vengono premiate le Università che raggiungano i migliori obiettivi in termini di ricerca e di didattica; e viene introdotto un criterio di trasparenza con l’anagrafe delle pubblicazioni”.

FONTE: La Repubblica. 8 Gennaio 2009

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#494 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Mer 21 Gen 2009 8:56 am
Oggetto: Rassegna Stampa [2/09]: Anno dell’Astronomia: eventi all’Università
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Rassegna Stampa

 
  • << Anno dell’Astronomia: eventi all’Università : L’Osservatorio dell’Università ospiterà eventi a partire dal 24 gennaio: alcune iniziative per promuovere divulgazione scientifica e curiosità intellettuale >>. balarm.it, 12 gen. 2009. URL: http://www.balarm.it/Articoli/vis.asp?IdArticolo=4886


 
  • << Le università italiane perdono la libertà di assumere i propri dipendenti >>. Italia dall'estero : come ci vede la stampa estera. Tradotto da un articolo di "Natur News, del 14 gen. 2009. URL: http://italiadallestero.info/archives/2669



 

#495 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Lun 26 Gen 2009 2:58 pm
Oggetto: Il testo della legge 1/2009
wgiocoso
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protestaunipa.info

17/01/2009
Aggiunto il testo della Legge 1/2009, conversione del Decreto Legge 180/2008. Il testo ha subito diverse modifiche (emendamenti). E' scaricabile nella sezione Documenti informativi.



 


 

#496 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Mer 28 Gen 2009 6:07 pm
Oggetto: Aperte la sera le biblioteche centrali all’Università
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23/01/2009, Rosalio

http://www.rosalio.it/2009/01/23/aperte-la-sera-le-biblioteche-centrali- alluniversita/  


Dal 19 gennaio al 25 giugno e dal 7 settembre al 17 dicembre rimarranno aperte anche la sera fino alle 20 a tutte le biblioteche centrali di dodici facolt à dell’ Università degli Studi di Palermo . Tutti i giorni dal lunedì al giovedì sarà possibile consultare volumi e collezioni, accedere alle sale lettura ed effettuare prestiti durante tutta la giornata con orario continuato.

Resteranno aperte oltre le 17:00 le dodici biblioteche centrali (Agraria, Architettura, Economia, Farmacia, Giurisprudenza, Ingegneria, Lettere e filosofia, Medicina, Scienze della Formazione, Scienze matematiche, fisiche e naturali di via Archirafi 22, Scienze motorie e Scienze politiche).

Il sistema bibliotecario dell’ateneo di Palermo ha un patrimonio librario complessivo di oltre un milione e 700 mila volumi. Gli abbonamenti alle riviste cartacee sono 4189, a cui vanno sommati circa 5300 periodici online. Mediamente le biblioteche dell’Università sono frequentate da 1200 persone al mese. Oltre 130 mila i prestiti, più di 333 mila i volumi consultati nel 2003. Il bacino di utenza stabile è di circa 67 mila studenti, oltre 2270 docenti, 2560 tecnici e amministrativi, a cui vanno aggiunti dottorandi, specializzandi, studenti Erasmus, studiosi provenienti da altre università, consulenti e comuni cittadini.




 

#497 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Lun 2 Feb 2009 10:25 am
Oggetto: Rassegna Stampa [3/09]: L'Universita' italiana nel paese dei baroni
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#498 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Dom 8 Feb 2009 6:42 am
Oggetto: DPR328: aggiornamenti
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Fonte:


Inviato da: "Caterina Rinaldo"
Lun 2 Feb 2009

Ciao a tutti,

il sito del Movimento Nazionale DPR 328 è stato aggiornato dal nostro webmaster Luigi Rubino.

Questi gli argomenti:

- 2009 Il punto della situazione.

- D.P.R.328 tre lauree per un solo albo?

- Abrogazione D.P.R.328/01 (su segnalazione di Roberta Tomba)

Sieti invitati a leggere i nuovi articoli con attenzione.

          
Redirect:


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#499 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Sab 14 Feb 2009 7:44 am
Oggetto: Rassegna Stampa [4/09]: L’Università taglia i corsi del 21,2% e pone un tetto di iscritti
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Rassegna stampa

 

 
 


 

#500 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Mer 18 Feb 2009 12:18 pm
Oggetto: Rassegna stampa [5/09]: aumentano le matricole e diminuiscono i corsi di laurea
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Rassegna stampa

 


 


 


 
  • << Concorso pubblico per titoli per l'assegnazione di borse di studio in favore delle vittime degli orfani e dei figli delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, delle vittime e dei superstiti figli e orfani delle vittime del dovere ... >>. Ufficio Relazioni con il Pubblico dell'Università di Palermo, 2 feb. 2009. URL: http://portale.unipa.it/modules/news/news_0013.html








 

#501 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Mer 25 Feb 2009 6:33 pm
Oggetto: PalermoScienza
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Il calendario della manifestazione "PalermoScienza", presso il Polididattico di Viale delle Scienze

La manifestazione si conclude giorno 28

Scarica il PDF:




 

#502 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Gio 5 Mar 2009 7:42 pm
Oggetto: La resistenza profonda
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La resistenza profonda

Il diario dal movimento di Gaia Benzi, studentessa di lettere e filosofia all'Università La Sapienza di Roma.




Gli aggiornamenti di questo spazio seguono ormai i ritmi che l'università ha imposto al movimento nelle ultime settimane. La sessione d'esami è piombata nelle nostre giornate con tutta la sua naturale violenza ed ha giocato, nella tentata e non riuscita normalizzazione del dissenso studentesco, un ruolo fondamentale. Seguendo logiche chiaramente estranee alla serenità degli studenti, il rigido calendario degli appelli ha compresso i nostri spazi e, tramite l'inquadramento asfissiante dei tempi di vita, ha imbrigliato e in parte prosciugato le nostre forze, le nostre potenzialità.
Tuttavia, l'Onda non è affatto morta. Non solo perché tante sono le cose che siamo riusciti a fare in questi mesi e che continueremo a portare avanti: grandi e piccole vittorie, grandi e piccole battaglie; ma anche perché, malgrado le differenze di fase, ciò che abbiamo messo in campo ultimamente arricchisce le manifestazioni oceaniche di ottobre, novembre, dicembre, e prepara al futuro.
Prima di proseguire, però, mi sembra opportuno fare il punto sull'atteggiamento che i media hanno tenuto verso di noi fra gennaio e febbraio. Più che per tigna, per correttezza: per poter finalmente spiegare a tutti voi come mai è da tanto che non leggete delle nostre imprese sulle prime pagine.
Come avrete sicuramente notato, uno dei difetti della nostra informazione è quello di essere soggetta a "mode" che, scavalcando i direttori di testata, decidono l'ordine e la rilevanza da attribuire alle notizie. D'altronde, non mi sembra di commettere eresia sottolineando quanto sia opinabile che l'inaspettato successo del Festival di Sanremo abbia più spazio nei palinsesti della sfilza di licenziamenti, esuberi e cassintegrati che stanno sconquassando la nostra penisola da Nord a Sud. Anche il clima politico può essere rilevante: quando un partito - come, ad esempio, il PD - molto vicino a un giornale - come, ad esempio, La Repubblica - che ha sempre dedicato attenzione alle nostre istanze perché favorevoli alla sua linea, improvvisamente cambia idea, e si trova a sostenere il governo per far passare una legge - come, ad esempio, la legge elettorale europea - che gli conviene - almeno, così crede -, può accadere che il giornale cambi volto anch'esso, e osteggi ciò che prima osannava. O viceversa.
Insomma, è difficile decretare l'importanza di un evento basandosi sulla posizione in classifica che l'informazione nostrana gli ha accreditato. I numeri, ovvio, fanno la loro parte: sarebbe stato impossibile ignorarci quando a scendere in piazza eravamo oltre un milione. Ma se ciò che dicevamo era importante allora, perché non è più importante adesso? Semplice: ora bisogna occuparsi del testamento biologico, delle intercettazioni, delle ronde e via dicendo. Noi siamo passati di moda - come un cappotto autunno/inverno che per la primavera/estate non vale più.
Non che i nuovi temi sopra citati non siano da tenere in grande considerazione! Ma il nostro compito - in quanto partecipanti di un movimento - non è quello di seguire le mode, bensì di dettarle, continuando a coltivare le battaglie che riteniamo giuste, malgrado il silenzio assordante che mira a inghiottirci.
Detto ciò, passo ad elencare alcuni degli episodi che si sono susseguiti da inizio gennaio ad oggi, fine febbraio, nella convinzione di fornire non tanto un quadro preciso, quanto piuttosto una suggestione fedele di ciò che l'Onda ha continuato e continua ad essere.
Innanzitutto, alla protesta pura, semplice e schietta, è stata data continuità. In molti atenei d'Italia è stato difficile, per i rettori, celebrare normalmente l'inaugurazione dell'anno accademico: la Sapienza, l'Università di Calabria, quella di Trento, di Bologna, di Torino e di Genova hanno interrotto le feste in ermellino e toga al grido di "Non c'è niente da inaugurare", ricordando con la loro presenza e i loro cartelli lo sfascio verso cui stiamo allegramente collassando. Membri dell'esecutivo ed esponenti della maggioranza sono stati criticati duramente a più riprese: la Gelmini al Conservatorio di Milano - la prima e forse ultima volta che ha tentato un'uscita pubblica senza claque al seguito -, e il ministro Brunetta a Bologna; anche il Presidente della Camera Gianfranco Fini - prontamente ripulitosi a uomo delle istituzioni -, venuto alla Sapienza a discettare sulla "centralità del parlamento negli organismi democratici", ha ricevuto la sua dose di fischi - dov'era quando la finanziaria che distrugge la formazione pubblica veniva approvata in nove minuti? E persino Berlusconi stesso ha avuto occasione di ricordare la nostra esistenza, in quel della campagna elettorale sarda - dove il premier, malgrado le apparenze, non era candidato.
Ma questo è niente in confronto alle tante azioni compiute dagli studenti, su e giù per la penisola, volte a rivendicare diritti e portare avanti il progetto collettivo di auto-riforma dell'università. A partire dalle occupazioni: delle case dello studente a Roma ai rettorati della Statale e dell'Accademia di Brera a Milano, dal Senato Accademico dell'Orientale di Napoli (contro la chiusura della Facoltà di Studi Arabo Islamici) all'ufficio dei tirocinanti a Bologna - per citarne alcune, e tante ne ho dimenticate -; fino a gesti simbolici di altra natura, ma dal medesimo scopo, come l'autoriduzione sul biglietto d'ingresso della mostra "Da Corot a Picasso", a Padova. Tutti atti volti a sottolineare l'importanza, per noi studenti, di mezzi e risorse che oggi ci vengono negati: una casa per i fuori sede, uno stipendio per i lavoratori non pagati degli stage e dei tirocini, un accesso libero alla cultura e al sapere. Nemmeno la richiesta di spazi è stata tralasciata, e l'occupazione di aulee ha visto coinvolte innumerevoli facoltà disseminate per il paese; a Genova è stato occupato un edificio universitario in disuso che dal 14 gennaio è proprietà dell'Onda, e ha nome di Aut Aut 37.
V'è infine un altro piano su cui abbiamo cominciato a lavorare alacremente: quello delle vertenze interne e della resistenza legalitaria ai tagli del governo e allo sfacelo del tre più due. Mi scuso di poter riferire, su tale argomento, solo le iniziative promosse dagli studenti della Sapienza ma so per certo, però, che anche nelle altre università iniziative non dissimili sono nate e hanno avuto successo.
Nel nostro piccolo, noi siamo riusciti a sbloccare un po' di fondi per prolungare l'apertura delle biblioteche in tutte le facoltà; stiamo lottando per un'ulteriore data d'appello ad aprile, che diluisca i folli ritmi di studio a cui siamo soggetti; abbiamo strappato un riconoscimento in crediti per i progetti di auto-formazione che stanno partendo e che proseguiranno, implementati, anche il prossimo ottobre: tutte cose concrete, che servono a migliorare subito, qui e ora, le nostre vite; piccole vittorie che rinfrancano lo spirito e dimostrano che vale la pena battersi, vale la pena sempre. Allo stesso modo dei coordinamenti scolastici, che stanno tenacemente resistendo alla riforma Gelmini attraverso gesti di disobbedienza e moduli burocratici: mi viene in mente quella scuola di Milano, che ha messo dieci a tutti gli alunni elementari, in tutte le materie, per protestare contro la riduzione dei bambini a pure cifre; o come la rete romana "Non rubateci il futuro" che sta promuovendo, anche a livello nazionale, una campagna per il tempo pieno costruita grazie alle richieste in segreteria, fatte dei genitori, del massimo delle ore disponibili.
A chi dice sempre che "la piazza non basta": certo che non basta. La piazza è stata e sarà sempre luogo cruciale per il movimento; la piazza è la casa dell'Onda, la strada la sua forza: questo lo sappiamo. Ma sappiamo anche quanto le tappe intermedie verso la meta finale siano fondamentali, quanto le piccole vittorie contribuiscano a rendere più vicina e più plausibile la vittoria finale, quanto momenti di opposizione interna a quelle stesse istituzioni che contestiamo, che non ci piacciono e che vogliamo giustamente cambiare servano per continuare a immaginare un tale cambiamento.
Tutto questo si è dato e si continua dare, ci tengo a sottolinearlo, in un clima non facile per noi studenti e studentesse universitari - ma immagino anche per i maestri e gli insegnanti delle primarie e secondarie, per i genitori e i liceali. Non appena l'occhio incontestabile delle telecamere e delle macchine fotografiche si è allontanato dal movimento, la repressione dello stesso da parte dell'esecutivo si è fatta più pesante. Numerose sono le segnalazioni di cariche della polizia a cortei di studenti - oltre che a migranti e occupanti e, non ultimi, agli operai. Numerose le denunce per le manifestazioni non autorizzate di quest'autunno, ma soprattutto per le occupazioni di facoltà, di aulee e altri luoghi universitari, che seguono, evidentemente, a segnalazioni fatte dai rettori - uno su tutti: Luigi Frati. Numerose anche le aggressioni di fascisti ai danni di militanti del movimento - a Roma Tre e alla Sapienza, solo per citarne un paio che ricordo con precisione -, e i tentativi da parte di gruppi di estrema destra di intimidire gli studenti. Alla Sapienza il rettore Frati, oltre a denunciarci, ha anche deciso di sgomberare le aulee autogestite, di precluderci l'accesso a quelle in comune, e sta avviando un progetto che vede fantomatiche commissioni limitare la libertà di parola all'interno dell'ateneo attraverso lo strumento del veto contro le iniziative studentesche autonome - non sponsorizzate, cioè, da rappresentanze studentesche istituzionali - e che decidano sugli spazi da "concedere" agli studenti; i manifesti ci vengono sistematicamente strappati dopo nemmeno ventiquattrore, gli striscioni ci vengono sequestrati perché "non decorosi", la Digos ci aspetta fuori dalle facoltà ad ogni assemblea, ad ogni protesta, puntuale e solerte.
E in quest'atmosfera cupa, sono fiera di dire che noi siamo ancora qui. Siamo qui insieme ai migranti e ai lavoratori - con cui abbiamo mantenuto e intensificato i rapporti -, siamo qui insieme agli altri studenti europei in mobilitazione - le università francesi sono in sciopero permanente dal 2 febbraio -, siamo qui con le scuole: e a breve torneremo in piazza. Ma siamo qui soprattutto con quel senso di comunità che la cultura del fascismo mediatico vorrebbe sottrarci, insieme alla determinazione e alla voglia di combattere.
E' tanto quello che stiamo continuando a fare, anche se sulla carta sembra così poco. Mantenere intatte l'autostima, la coesione, l'allegria e la speranza in questi tempi bui, sembrano cose banali, dei problemi esistenziali che non hanno niente a che vedere con la politica; ma non è così. Anche la disillusione, la frustrazione, il senso di sconfitta e la depressione potrebbero sembrare solo alcune delle tante emozioni che puntellano l'animo umano; eppure esse diventano arma politica nel momento stesso in cui ci spingono a chiuderci in casa, a non parlare con gli altri e a non ascoltarli, ad abbrutirci di fronte a uno schermo sperando ci possa restituire un surrogato di umanità. Altrimenti perché ci vorrebbero sempre spaventati, indebitati e precari?
Il senso di comunità, invece, spazza via ogni forma di repressione psicologica; è qualcosa che riesce a superare anche l'appartenenza al gruppo come fonte di fiducia in sé stessi. E' diverso: è la sensazione profonda di essere protagonisti - ognuno di noi, singolarmente - di una storia importante, che vale la pena vivere e vale la pena raccontare. Ci aiuta a ricordare nei volti degli altri i motivi del nostro agire e del nostro esistere; e, mantenendo vivi i ricordi, mantiene vivi noi e le nostre identità.
E' questo, soprattutto, che stiamo continuando a proteggere con cura, affinché possa arricchire le future manifestazioni di un significato nuovo, completo - personale e collettivo insieme -, e mi sembrava giusto porvi l'accento alla vigilia di un marzo che, con tutta probabilità, sarà di piena mobilitazione.
Il recupero della dimensione comunitaria è, d'altronde, premessa imprenscindibile di qualunque cambiamento concreto si voglia operare nel nostro paese.

Gaia Benzi

(27 febbraio 2009)









 

#503 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Ven 13 Mar 2009 1:32 pm
Oggetto: Rassegna Stampa [5/09]: Connessione alla rete wireless d'Ateneo "wifi-unipa-wpa" attraverso dispositivi mobili
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#504 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Dom 22 Mar 2009 6:03 pm
Oggetto: Rassegna Stampa [6/09]: Brunetta e i guerriglieri
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#505 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Mer 25 Mar 2009 6:23 pm
Oggetto: Rassegna Stampa [7/09]: Solidarieta' agli studenti. Cgil ritiri firma da protocollo manifestazioni
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#506 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Mer 25 Mar 2009 6:23 pm
Oggetto: I manganelli non fermeranno l’Onda
wgiocoso
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Tratto da MicroMega


19.03.09 - I manganelli non fermeranno l’Onda
Ieri, 18 marzo 2009, la Sapienza è stata circondata dalle forze dell'ordine in tenuta antisommossa, che hanno impedito coi manganelli agli studenti di uscire a manifestare. Con decine di contusi, nel silenzio dei media, continua la repressione violenta del movimento. G.B.

Il comunicato degli studenti de La Sapienza


L’Onda non si ferma!

Siamo entrati in una nuova era, oggi possiamo dirlo con chiarezza, senza equivoci. La recessione è realtà concreta, il governo non ha dubbi: polizia contro gli studenti, polizia contro chi dissente, polizia e cariche contro chi la crisi non vuole pagarla! La mattinata della Sapienza ci parla di questo, ci parla del vuoto di democrazia che riguarda questo paese e la città di Roma, con il suo protocollo contro i cortei. Attacco al diritto di sciopero (oggi lo sciopero era stato indetto dalla Cgil-Flc), attacco alla libertà di movimento, tutto condito da una retorica securitaria che militarizza le strade e impone nuovi proibizionismi. Ma questa mattina ci è stato tutto più chiaro. Dietro quella retorica, dietro i manganelli che colpiscono gli studenti inermi, c’è un disegno molto definito: sospendere le regole democratiche e governare i conflitti sociali generati dalla crisi attraverso lo stato d’eccezione e il controllo.

Ma un’altra cosa importante abbiamo imparato questa mattina alla Sapienza, già dalla prima mattinata, poi durante le cariche: l’Onda non è morta, l’Onda non è un ricordo di giovinezza, l’Onda è viva e non intende fermarsi, l’Onda fa paura! Ci siamo ritrovati in un migliaio di studenti, tra studenti medi e universitari, abbiamo ripreso il nostro cammino, perché i motivi della nostra rabbia non sono svaniti. La legge 133, infatti, non è stata ritirata, il Dl 180 è diventato legge il 7 gennaio, il Dl Aprea è in via di approvazione, la crisi economica dilaga e il governo regala soldi a banche e imprese, dimenticandosi degli studenti, dei giovani precari, delle nuove povertà, dei lavoratori, dei migranti, delle donne. Dunque senza paura ci siamo ripresi l’università e abbiamo rivendicato il nostro diritto a scioperare, il diritto ad esprimere la nostra indignazione. Nulla da fare, la prima carica presso l’entrata di P.le Aldo Moro, poi a seguire presso l’entrata di via De Lollis, infine viale Regina Margherita, l’intera università la Sapienza è stata cinta d’assedio da centinaia di agenti in assetto anti-sommossa (polizia, carabinieri, guardia di finanza), a ribadire la continuità tra il governo e Frati, magnifico Rettore chiuso nel suo rettorato.

Evidentemente la mattinata ci consegna una sfida molto importante e, soprattutto, ci indica una verifica non rimandabile. In primo luogo la verifica: cosa pensa la Cgil delle cariche di questa mattina? Ritiene ancora valido e difendibile l’accordo siglato la scorsa settimana con il prefetto e la giunta sulla questione dei cortei? Chiediamo una immediata presa di posizione, le cariche di questa mattina non sono una questione privata, ma sono un attacco chiaro ai diritti di tutte e tutti, studenti, ma anche lavoratori. In secondo luogo la sfida: dobbiamo promuovere una grande campagna politica sulla libertà di movimento, per il diritto di sciopero! Quest’oggi saremo in assemblea cittadina in vista della contestazione al G14 sulla crisi, il lavoro e gli ammortizzatori sociali che si terrà a Roma il 28 di marzo, per ribadire che la formazione e gli studenti hanno bisogno di nuovi diritti e garanzie contro la crisi e contro la precarietà. Domani alle ore 16 ci ritroveremo di fronte la facoltà di Igiene per reclamare l’autogestione degli spazi, della socialità e dei saperi all’interno dell’università militarizzata da Frati. Ma è durante la prossima settimana che dobbiamo rilanciare con forza la mobilitazione: in primo luogo un appuntamento pubblico mercoledì 25 mattina per ribadire che l’università non è una gabbia e che il Rettore Frati deve vergognarsi per il suo allineamento alle politiche del governo e del comune (ndr. OmniRoma); in secondo luogo una grande assemblea pubblica per giovedì 26 marzo dove invitiamo l’università tutta, i sindacati, i lavoratori e le forze politiche che intendono respingere le politiche securitarie del governo, il protocollo anti-cortei e l’attacco al diritto di sciopero. Infine il 28 marzo saremo in piazza, con un grande spezzone dell’Onda, contro i potenti della terra e contro la crisi economica!

Ci bloccano il futuro, continueremo a bloccare la città!

Sapienza in Onda







 

#507 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Gio 26 Mar 2009 9:02 am
Oggetto: Politecnico di Bari sostiene le richieste del Movimento DPR328
wgiocoso
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Da: "Caterina Rinaldo"
Oggetto: Politecnico di Bari sostiene le richieste del
Movimento DPR328
Data invio: Sun, 22 Mar 2009 02:19:20 +0100



Politecnico di Bari sostiene le richieste del Movimento DPR328
di Caterina Rinaldo

Per la terza volta, il Consiglio degli Studenti del Politecnico di Bari,si
esprime afavore degli studenti di Ingegneria del V.O., sostenendo
all'unanimità le richieste del Movimento Nazionale DPR328: estendere,
nel tempo e a tutti gli studenti che conseguiranno la laurea in Ingegneria
secondo il previgente ordinamento, la possibilità di sostenere l'esame di
Stato secondo l'ordinamento previgente al D.P.R. 328/01, superato il quale
sia garantito l'accesso, simultaneo e non ulteriormente condizionato, a tutti i
settori in cui è stato o sarà diviso l'albo professionale.

Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale del
Movimento Nazionale DPR328:

Redirect - http://www.dpr328.too.it
  http://www.movdpr328.too.it/

Per contattare il Movimento Nazionale DPR328, scrivi nella
mailing-list includendo nome e ateneo (l'anonimato non è
gradito) ed entra in contatto con altri studenti e laureati
in Ingegneria V.O. come te!
Vai su http://it.groups.yahoo.com/group/MovNazDpr328/
iscriviti e invia il tuo messaggio.

Se puoi dare una mano rispondi a chi scrive in lista!


Il Movimento è presente anche su Facebook
clicca di seguito Movimento Nazionale DPR328

msn: movimentodpr328@... (no posta elettronica)

Ti ricordiamo che:

a)la Camera dei deputati, il 26-02-2007, ha convertito in legge con
modifiche
il D.L. 300/06, che estende fino alla fine del 2009, la possibilità
di sostenere l'esame di Stato con le vecchie modalità e di accedere a tutti i
settori in cui è stato diviso l´albo professionale.

b)tale Legge n. 17 è stata pubblicata nella
G.U. (Supplemento Ordinario) del 26 febbraio 2007 n. 47;

c)la Legge n. 17/07 è in vigore dal 27-02-2007

d)ancora dubbi sull'iscrizione ai tre settori dell'Albo?

http://www.costruzioni.net/dpr328/21062004_CIRCOLARE_XVI_SESSIONE
n_%20369.htm

Il D.L. 300/06, novella il D.L. 105/03 indicato nella circolare di cui
sopra.

Per un elenco completo delle leggi vai qui:
http://www.costruzioni.net/dpr328/legislazione.htm

e) non ce la farai per il 2009? Non stare a guardare! Non serve!!!

Scarica il volantino divulgativo e appendilo in facoltà o dove credi
possa essere utile:

http://www.costruzioni.net/dpr328/download.htm


------- Fine del messaggio inoltrato -------

#508 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Sab 28 Mar 2009 3:12 pm
Oggetto: Repressione contro l'Onda: Cariche contro gli studenti e parole che sono pietre
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Repressione contro l'Onda

Cariche contro gli studenti e parole che sono pietre
di Maria Mantello



Infuriano le polemiche dopo le cariche della polizia alla Sapienza il 18 marzo 2009, in occasione della giornata di mobilitazione contro la politica governativa sulla scuola, che sta togliendo risorse umane ed economiche all’istruzione e alla ricerca. E che sta preparando col ddl Aprea la privatizzazione dell’intero comparto educativo. L’Onda dopo le massicce ondate di protesta autunnale che ha visto uniti docenti, studenti e genitori, riaffiora con la primavera. Non era morta, come qualcuno sperava. Era solo in stasi momentanea. E “l’acqua cheta, spalla i ponti” come recita un antico adagio popolare.
Questa Onda, si sa, non piace molto al governo, soprattutto se a muoversi sono quei giovani, che vengono presentati sempre dai media alla ricerca dello sballo, della futilità più effimera, o incollati davanti al grande fratello. Ma c’è tutto un mondo giovanile che non è virtuale. Che lavora ed è sfruttato. Che studia e pensa. E che rivendica responsabilmente democrazia e diritti. Che difende il baluardo della cultura libera e laica. E per questo sta difendendo educazione ed istruzione statale. Un’onda che dà fastidio ai grandi manovratori, particolarmente a Brunetta, che proprio agli apparati statali, di cui pure è ministro, ha dichiarato la sua mediatica grande guerra. Ebbene Brunetta ha definito gli studenti che volevano manifestare il 18 marzo a Roma e che si erano dati appuntamento nello storico ateneo della Sapienza: “quattro ragazzotti in cerca di sensazioni violente che non rappresentano nessuno e che fanno perdere tempo alla polizia, che dovrebbe essere impegnata per cose ben più serie”. Insomma, ragazzi che per ordini superiori le forze dell’ordine hanno costretto dentro l’Università bloccando tutte le uscite con camionette e blindati, che sono stati manganellati mentre cercavano a mani alzate di forzare i blocchi per sfilare in corteo in difesa delle loro scuole ed università statali, sono stati liquidati come facinorosi esaltati. In prima battuta Brunetta li aveva definiti “guerriglieri”. Ma poiché forse, vuoi perché questa affermazione aveva creato qualche imbarazzo anche nella sua compagine, o forse perché evocava un desiderio rivoluzionario che nella storia ogni tanto pure affiora, ha ritirato “guerriglieri”per pescare dal suo cilindro altre invettive.
Eppure, finanche l’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia ha espresso preoccupazione per parole che “corrono il serio rischio di tradursi inevitabilmente in pietre e molotov contro poliziotti e carabinieri, costretti a gestire situazioni sempre più difficili”.
Vale appena ricordare, che quando in autunno l’Onda iniziava a levarsi e si ventilavano occupazioni di scuole ed università, Berlusconi, in una conferenza stampa trasmessa quasi a reti unificate, il 22 ottobre 2008, aveva mandato “un avviso ai naviganti”, con questa promessa: “darò al ministro degli interni istruzioni dettagliate su come intervenire attraverso le forze dell'ordine”. Un avviso che era piaciuto particolarmente ad un ex Ministro degli interni, Francesco Cossiga che forse in un sussulto di nostalgia di ritorno, dichiarava in una intervista: “le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà”, “picchiare”, “picchiare, anche i docenti”, “le maestre ragazzine.”
Sarà rimasto deluso! Ma questa volta i docenti non erano alla Sapienza. Hanno scioperato con la CGIL, ma senza corteo, visto che anche la più importante organizzazione sindacale italiana ha recentemente firmato un protocollo che praticamente impedisce di sfilare per le strade cittadine. Quello che gli studenti, al contrario, hanno cercato di fare. Ma che è stato loro impedito con la violenza il 18 marzo.

(20 marzo 2009)


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Leggi anche:

 


 
  • Angelo d'Orsi, Alfio Mastropaolo. << CHIEDIAMO LE SCUSE DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO >>. Historia Magistra : Associazione culturale per il diritto alla storia, 20 mar. 2009. URL: http://www.historiamagistra.it/







 

#509 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Sab 28 Mar 2009 3:11 pm
Oggetto: La Sapienza, il diritto negato
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22.03.09 - La Sapienza, il diritto negato
Il diario dal movimento di Gaia Benzi, studentessa di lettere e filosofia all'Università La Sapienza di Roma.




Ho aspettato qualche giorno a scrivere queste righe: avevo bisogno di mettere in fila i pensieri che, disordinati, si affollavano nella mia mente; scenari lugubri ad altri più invitanti si assommavano nelle mie riflessioni, e l'impostazione da dare al mio discorso non era molto chiara.
Credo comunque di dover fornire alcune spiegazioni, oltre che il resoconto diretto di quanto avvenuto mercoledì diciotto marzo alla Sapienza, per sconfessare i resoconti faziosi di alcuni quotidiani, ma soprattutto per informare su quanto i quotidiani non dicono o desiderano tacere.
Partiamo dall'inizio: lo sciopero del 18 marzo era visto da tutti come un'occasione importante di rilancio dell'Onda. In molte città italiane gli universitari si erano organizzati per protestare assieme alla Cgil, con presidi e cortei: e difatti sono state molte le città in cui gli studenti, come in autunno, sono tornati per le strade affiancati da genitori e insegnanti, lavoratori della conoscenza e precari della formazione, a gridare la loro contrarietà alla gestione della crisi e del dissenso che il governo sta portando avanti.
Anche alla Sapienza si era discusso dell'opportunità di prendere parte al presidio che il sindacato aveva indetto per la giornata: un presidio stanziale, una manifestazione di piazza - senza corteo - a Santissimi Apostoli. Ma se n'era discusso cercando di allargare lo sguardo per includere i conflitti sociali nella loro interezza e, soprattutto, la risposta che a tali conflitti sta fornendo un esecutivo sempre più autoritario e autocratico, sempre più confuso nei meandri della recessione, spaventato dal dissenso e bisognoso di capri espiatori. In sostanza: nelle assemblee d'ateneo "verso il 18" erano state analizzate le contromisure amministrative del comune di Roma sulle manifestazioni di piazza - il cosiddetto protocollo romano - e quelle legislative del governo sul diritto di sciopero nel settore della mobilità; e, preso atto della tendenza liberticida e normalizzatrice delle stesse, si era deciso di non limitarci a stare in piazza col sindacato, ma di raggiungerla, quella piazza, con un corteo, uno dei tipici cortei dell'Onda, autorganizzato e spontaneo e volto al blocco delle strade, perché "se ci bloccano il futuro noi blocchiamo la città" - com'è stato gridato per mesi.
La mattina del 18 ci siamo incontrati nella città universitaria, siamo partiti per un breve corteo interno e poi ci siamo diretti, come al solito, all'uscita di piazzale Aldo Moro.
Subito siamo stati circondati da un nutrito gruppo di agenti, in tenuta antisommossa: caschi, scudi, visiere abbassate. Tutti in cerchio intorno a noi, un bel ferro di cavallo. Abbiamo iniziato le trattative con i funzionari, per concordare un percorso e trovare una mediazione tra le nostre necessità e i loro ordini - come al solito. Come al solito alcuni discutevano, altri chiacchieravano, altri si sedevano a leggere il giornale; alcuni prendevano un sole già primaverile sdraiati sul prato, lo stivale del celerino a pochi passi di distanza.
C'era un clima di lucida rassegnazione, mista a una determinazione pacata: saremmo rimasti lì finché non si fosse giunti a un accordo. I funzionari sbandieravano la necessità di ottemperare al protocollo; noi ribattevamo che a quel protocollo nessuno di noi aveva aderito, che era protocollo - appunto - e non legge, che il diritto a manifestare non poteva in nessun caso essere negato.
Dialogo o dialettica che fosse, stavamo solo parlando. Ma poi, all'improvviso, sono partite le cariche.
La gente ha cominciato a correre a destra e manca per tutto il piazzale, attimi di confusione hanno disperso la massa di studenti lasciando uno spazio vuoto fra quei pochi delle prime file che, nel tafferuglio, erano inciampati e gli altri, che erano corsi a cercare riparo dentro le mura. A poco più di un metro da me ho visto un carabiniere inseguire un ragazzo, raggiungerlo, afferrarlo per la maglietta e sbatterlo a terra con violenza; e poi cominciare a picchiarlo, alla cieca, col manganello impugnato al contrario così da colpirlo col manico - la parte più dura, quella che fa più male. Un attimo dopo, addosso al ragazzo erano ben quattro. Grida, strepiti, urla, ognuno cercava di tirarsi d'impaccio; i feriti venivano strappati via dalle mani dei celerini e portati al sicuro dai loro compagni, mentre la folla a mani alzate urlava "vergogna" e la polizia avanzava, di più, sempre di più, fino a costringerci dentro.
Abbiamo provato a uscire altre due volte, dagli sbocchi laterali. Non abbiamo fatto in tempo nemmeno ad avvicinarci ai cancelli che subito le forze dell'ordine hanno alzato braccia ed armi e hanno caricato, ancora. Correvamo da una parte all'altra, incrociando altri studenti; gridavamo loro ciò che stava accadendo. Uno di loro si è alzato, gettando a terra libri e quaderni: e subito si è unito a noi. Iniziavano ad arrivare le borse di ghiaccio a medicare le botte, fazzoletti che asciugassero il sangue. La tensione cresceva. "Non è possibile!". Ho visto volare ciabatte e bottigliette d'acqua, le cariche ormai si erano fatte incessanti. A viale Regina Elena le forze dell'ordine, prese dall'enfasi, sono entrate dentro l'università ed hanno rinchiuso le prime file in un quadrato; altri lanci, qualche sasso è volato sbattendo contro il cancello di ferro e rimbombando nel tumulto: è bastato per far rientrare i ranghi, allontanare i poliziotti e farci uscire dall'empasse.
Alla fine eravamo stremati, contusi, sfiancati. Ci siamo riuniti sulle scale del rettorato per indire una conferenza stampa, cercando dell'acqua, calmando il respiro, accompagnando al pronto soccorso chi ne aveva bisogno. Provando a schiarirci le idee.
Ma farlo è difficile; o meglio, terribilmente inquietante.
Improvvisamente, i dati sparsi di queste ultime settimane s'incastrano fra loro con perfetta armonia, contribuendo a comporre un quadro unitario: ovunque gli studenti siano tornati a far sentire la loro voce sono stati ingiustificatamente caricati dalle forze dell'ordine; attivisti del movimento sono stati continuamente aggrediti e malmenati da gruppuscoli neo-fascisti che, nella loro impunità boriosa, accomunano tutta la penisola. Padova, Torino, Pisa, Napoli, Roma... E' bastato riattivare un livello minimamente pubblico di protesta per essere picchiati, sprangati, sedati, ora dai manganelli dei poliziotti, ora dai tirapugni degli estremisti invasati e xenofobi che tanto hanno successo ultimamente.
In particolare, va notato che le istituzioni ormai non si vergognano più di intrattenere rapporti con fascisti dichiarati come i militanti del Blocco Studentesco - quelli delle mazze tricolori a Piazza Navona, per intenderci: solo poche settimane fa il comune di Roma ha promosso un convegno dal titolo "Tempo di essere madri", affiancando senza remore lo stemma capitolino al simbolo del centro sociale para-nazista Casa Pound. All'interno del panorama politico della destra italiana, infatti, fazioni fin'ora rimaste nell'ombra stanno conquistando pian piano legittimità politica attraverso un progressivo sdoganamento mediatico delle stesse, in uno scenario complesso e in continua mutazione.
Non ho le prove per accusare nessuno, né tantomeno posso permettermi di dire che vi sia una connivenza - o una continuità - fra le aggressioni individuali e le cariche statali; ma certo tutti noi abbiamo notato con preoccupazione un numero sempre crescente di coincidenze che, non essendo seguite da pubbliche condanne o prese di distanza nette da parte degli organi politici e istituzionali, alimentano i sospetti. Del resto non era forse Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova - partito di stampo dichiaratamente neo-fascista -, sullo stesso palco di Casini, Fini e Berlusconi durante la manifestazione di quasi due anni fa "contro il regime di Prodi"? E non sono state trovati materiali inneggianti al nazismo a Roma Tre, negli armadietti di Azione Universitaria - costola giovanile di Alleanza Nazionale?
Quello che abbiamo visto mercoledì si può riassumere con una sola parola: repressione. Repressione nuda e cruda, come solo la violenza sa essere. Ci hanno accusato di provocazioni, di insulti e di pratiche di lotta illegali e illegittime, mentre io che c'ero lo posso dire con chiarezza: eravamo e siamo profondamente pacifici. Ma mercoledì ci siamo dovuti difendere, abbiamo dovuto strappare a braccia i nostri amici, i nostri fidanzati e i nostri compagni dalle grinfie di una mattanza irrazionale. Perché molti sono stati feriti, e alcuni - i più sfortunati - sono finiti all'ospedale con la testa spaccata. Per cosa, poi? Quale atto rivoltoso stavamo compiendo? Volevamo uscire dall'università per manifestare: una pretesa senza dubbio sovversiva!
Non c'è stata alcuna forzatura, benché ci fosse il blocco: l'ho già detto, stavamo solo parlando. Non c'è stata alcuna provocazione da parte nostra: le provocazioni le hanno messe in campo le forze dell'ordine, che hanno caricato a freddo studenti disarmati e inermi. Il protocollo tanto sbandierato per noi non vale, non può valere: non l'abbiamo mai approvato. E non lo approveremo mai, sia chiaro, perché è un protocollo liberticida e inutile, visto e considerato che con la scusa della mobilità si proibisce ai dissidenti di manifestare sotto i ministeri e i palazzi del potere, anche in quelle zone chiaramente pedonali come Montecitorio.
La reazione di mercoledì non può e non deve essere giustificata dalla violazione di un accordo fra parti che, tra le altre cose, non ci annoverano fra i loro iscritti. Perché è stata insensata, esagerata: o pensate che permettere agli autobus di circolare valga il cranio a pezzi di un vostro figlio, fratello o nipote? A questo punto, anche invocare la neutralità della legge significa farsi inghiottire dallo specchietto per le allodole messo lì per intontire gli assenti.
Perché il tutto è stata fatto - chiaramente - in nome dell'ordine, della disciplina, della legalità, la stessa che viene sbandierata contro gli immigrati, i senzatetto, i presunti stupratori, i bulli delle scuole, gli operai cassaintegrati; e apparentemente anche la stessa che viene calpestata, ignorata, sbeffeggiata ogni qual volta si tratta di accusare un potente, un politico, un banchiere famoso o un palazzinaro qualsiasi. La stessa che quando si tratta di picchiare gli studenti e mandare all'ospedale ragazzi poco più che ventenni dev'essere applicata alla lettera, senza eccezioni, mentre quando bisogna mandare in galera qualche farabutto della politica allora no, allora può essere comodamente interpretata.
Sequestrati: questo eravamo. Sequestrati e rinchiusi dentro la nostra università. "Perché in fondo siete studenti", sembravano dire la questura, il prefetto, il sindaco e il rettore nel giustificare un sopruso incivile. "E' quello il vostro posto. Vi siete divertiti per un po' a criticare il governo, va bene. Ma ora, basta". Come si diceva un tempo: la ricreazione è finita.
Perché in effetti stiamo sul groppone a molti, visto e considerato che non ci limitiamo a studiare, ma mettiamo in pratica ciò che all'università studiamo. Stiamo sul groppone per le nostre alleanze che si allargano e si fortificano, e parliamo di reddito, di salario, di diritto allo studio ma anche di welfare, di diritto di sciopero e dissentiamo, tenacemente, a fianco dei medici e degli immigrati, a fianco dei disoccupati e dei precari di tutta Italia. Perché ancora una volta abbiamo incontrato le scuole e gli studenti medi, perché stiamo organizzando per il ventotto una grande manifestazione a latere del G14 sul welfare insieme ai sindacati di base e a tutti gli altri movimenti territoriali e di lotta per la casa. Perché noi davvero questa crisi non la vogliamo pagare, perché non ne va solo del nostro presente, ma del nostro futuro.
Ci stanno levando tutto: lavoro, giustizia, pensione, casa, diritti civili. A vent'anni vorrebbero imporci d'ingoiare disillusione e paura, vorrebbero vederci rassegnati e proni, lo sguardo a terra e il capo coperto di cattolicissima cenere. Pronti a pagare lo scotto di errori che non abbiamo commesso e che subiamo, ingiustamente, da sempre.
E il nostro unico difetto è quello di non volerci arrendere alla sopravvivenza, continuando a pretendere di vivere una vita migliore. E' questa pretesa che ho visto mercoledì negli occhi degli altri; ma con grande dolore ho visto anche la rabbia a cui ci stanno portando, l'ho vista nei volti di compagni più che pacifici, che hanno sempre sfilato a mani alzate accanto a me, che continuano a discutere con professori e studenti per cambiare veramente l'università che vivono, che ci credono profondamente e che anche per questo non farebbero male a una mosca. L'ho vista montare, quella rabbia, ho visto quelle guance diventare rosse mentre, le braccia alzate e piene di lividi, gridavano "fuori! fuori!" ai poliziotti che, incauti, sorpassavano il confine. Li ho visti trattenersi a vicenda, abbracciarsi l'un l'altro per evitare di scoprire fino a che punto potesse spingerli l'indignazione.
Abbiamo chiesto alla Cgil di schierarsi, di ritirare la firma dal protocollo; il responsabile della Flc Cigl ha espresso tutta la sua solidarietà, ma noi ancora aspettiamo un gesto concreto, una presa di posizione netta con delle conseguenze altrettanto nette. Forse l'avremo giovedì prossimo, quando incontreremo alla Sapienza i delegati della Cgil e i sindacati di base per un incontro pubblico sul diritto di sciopero e la libertà di movimento.
Del resto, ormai è palese: lasciarci soli adesso significherebbe armare il braccio della repressione. Brunetta l'altro giorno ci ha apostrofati come guerriglieri e ha dichiarato, lapidario: "come guerriglieri verranno trattati". Sarebbe a dire? Che verremo sequestrati, incarcerati, torturati, mandati al confino? Non è chiaro. Il ministro ha poi definito un movimento eterogeneo e variegato come il nostro "associazione": sì, esatto, l'associazione Onda. Un primo passo verso la burocratizzazione del nemico, la sua identificazione in uno schema prestabilito e per questo incasellabile, all'occorrenza, dentro il lungo capitolo dei nemici di Stato.
E tornano alla memoria le parole sussurrate da un casco blu, mercoledì mattina: "Godetevi questa campana di vetro. Finché dura".

Gaia Benzi





 

#510 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Mer 8 Apr 2009 5:52 am
Oggetto: Rassegna Stampa [8/09]: Ordinanza esami di stato
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#511 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Lun 13 Apr 2009 6:43 am
Oggetto: L'Università di Palermo presenta le sue ricerche sull'idrogeno a Montecarlo
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L'Università di Palermo presenta le sue ricerche sull'idrogeno a Montecarlo

Da anni i tecnini dello Sdes Lab cercano energia pulita per far muovere le auto

01-04-09 | Ambiente | Palermo |

Idrogeno come carburante per dare energia ad auto ecologiche e a veicoli elettrici per disabili. Le ricerche condotte all’Università di Palermo sono state presentate al Principato di Monaco, alla presenza del principe Alberto, da Rosario Miceli, responsabile dello Sdes Lab, il laboratorio per lo sviluppo sostenibile e il risparmio energetico del dipartimento di Ingegneria elettrica, elettronica e delle Telecomunicazioni.

Il laboratorio è punto di riferimento in Europa per le ricerche sull’energia rinnovabile e la sua gestione, ed è l’unico delle università italiane a possedere una cella a idrogeno di sei kilowatt, pari alla potenza utilizzata abitualmente da due appartamenti. L’occasione della presentazione delle ricerche a Montecarlo è stata la conferenza internazionale Ever 2009, dove hanno trovato posto le ricerche e le esperienze più avanzate in Europa.

Da alcuni anni, i ricercatori dello Sdes Lab lavorano sull’utilizzo dell’idrogeno nell’ambito dei trasporti e nel campo della generazione di energia. L’energia solare viene trasformata in idrogeno tramite pannelli fotovoltaici e un elettrolizzatore sistemati sulla terrazza dell’edificio 9 in viale delle Scienze. Un apparecchio, chiamato cella, trasforma l’idrogeno in energia che viene poi trasferita al simulatore elettronico di carico.

L’evento ha seguito una maxi-commessa arrivata al laboratorio da Telefonica, leader mondiale nel campo delle telecomunicazioni, e dall’Edf (Électricité de France), una delle più grandi aziende produttrici di elettricità: i due colossi hanno commissionato al laboratorio uno studio per la realizzazione di abitazioni che avranno la possibilità di autoprodurre energia termica ed elettrica per le loro esigenze e cedere quella in eccesso ad altre case non solo dello stesso quartiere, ma anche della città e dell’intero Paese. Questo studio ha attratto la commessa più consistente (362 mila euro) ottenuta fino a ora da UniNetLab, il sistema integrato di 13 laboratori dell’Università di Palermo di cui fa parte lo Sdes Lab.

L’incarico da parte di Telefonica e Edf prende spunto da una ricerca già svolta per conto dell’Associazione europea dei costruttori di elettrodomestici (Ceced) che, oltre a confermare i benefici ambientali che possono derivare dalla gestione energetica intelligente di elettrodomestici interconnessi, quantifica anche la riduzione delle emissioni di anidride carbonica a seconda del tipo di azione intelligente adottata. Un esempio per tutti: lavatrice e lavastoviglie consumano molta energia elettrica per riscaldare al loro interno l’acqua necessaria per il ciclo di lavaggio. Al contrario, facendola arrivare agli elettrodomestici già riscaldata da una caldaia a gas collegata, si avrebbe una notevole riduzione annuale delle emissioni di anidride carbonica nell’aria.



 

#512 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Ven 17 Apr 2009 7:31 am
Oggetto: Rassegna Stampa [9/09]: 2010 blocco delle assunzioni in 17 universita' su 57 e nel 2011 si sale a 37
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#513 Da: "¦¦¦ Walter ¦¦¦" <wgiocoso@...>
Data: Mer 22 Apr 2009 1:02 pm
Oggetto: V.O.: volantino "Opponiamoci all'esame di stato"
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Per gli studenti Vecchio Ordinamento

In allegato il volantino diffuso dal "Movimento Nazionale DPR328".

Tutti gli interessati alla risoluzione del problema farebbero bene a
diffondere
tale volantino, appendendone anche qualche copia; e' importante che gli
iscritti V.O. rimasti ( a Palermo oltre 400) si radunino attorno al sito ed alla
mailing list del Movimento, per portare avanti delle battaglie comuni
La seguente sezione di questo messaggio contiene un file allegato
preparato per la trasmissione in formato Internet MIME.
Se stai usando Pegasus Mail, o qualsiasi altro sistema compatibile con MIME,
dovresti riuscire a salvarlo o visualizzarlo all'interno del programma di posta.
In caso contrario, contatta l'amministratore del sistema.

    ---- Informazione sul file/File information ----
      File:  volantinoopponiamoci2009.pdf
      Data/Date:  13 Mar 2009, 13:01
      Dimensione/Size:  75209 bytes.
      Tipo/Type:  Sconosciuto

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