L'esplosione fu tremenda e scatenò una reazione a catena tale da
ridurre in frantumi i cuniculi immediatamente adiacenti. La loro
posizione li salvaguardò per quel che riguardava la loro incolumità, ma
una moltitudine di detriti e massi cominciò a riempire l'ambiente in
cui si trovavano. Alcuni dei cardassiani e romulani sopravvissuti
caddero in terra sospinti dalla violenta forza d'urto causata
dall'eplosione, sostenuta oltretutto da enormi macerie, che si
abbatterono come pioggia sui loro corpi, straziandoli inesorabilmente.
Una coltre di fumo e polvere si alzò opprimendo le vie respiratorie
degli ufficiali superstiti, che inermi non potevano fare altro che
subire l'ondata di terra e pietre.
Luvok e Dakar si ritrovarono a pochi passi, distesi, senza poter
muovere un dito fino a che la furia esplosiva non avesse calmato il suo
impeto.
--continua--