Rispondo a questa piccola provocazione, che mi hanno fatto altre volte.
è vero, Gea fa un "lavoro", meglio dire svolge un compito, che si presta a
considerazioni poco simpatiche. Che poi è quello che facciamo noi in Europa:
si acchiappano gli intrusi irregolari (peccato non poter utilizzare la
definizione in lingua inglese: "Illegal Alien"! Splendida!), li si ferma,
con la forza se necessario, e li si rinchiude, senza che abbiano commesso
alcun reato (l'immigrazione clandestina non lo è), in centri di detenzione
dove attendono di essere rispediti in patria; il Limbo di Gea, in altri
termini.
Ma Gea non è un buon poliziotto; non rispetta il codice e lascia vivere in
città le entità intrusive innocue e quelle che fuggono da situazioni
insostenibili. E' una caratteristica della sua ascendenza matrilineare, e
lei ne ha ereditato la tolleranza e l'umana comprensione; solo che ancora
non realizza la cosa e va a istinto.
Altri baluardi sono più stronzi e ligi al dovere, ma sono altre scuole;
alcune, soprattutto quelle maschili, sono ascetiche, altre violente
(perseguono la distruzione incondizionata di ogni entità intrusiva,
prendendo alla lettera la dottrina del Libro), altre auto punitive (con
mutilazioni rituali e protesi “offensive”). Sono note come Darshana (Punti
di vista) e ciascuno ha le proprie scuole, autorità e opere letterarie
distinte. I due principali darshana distinguono la scuola della “completa
intolleranza” che vede in ogni entità intrusiva una minaccia per l’umanità e
un’offesa per l’equilibrio del “Tutto” e la scuola della “completa
tolleranza”, che predica la via dell’amore universale e della convivenza con
ogni entità intrusiva pacifica, a cui appartenevano gli Egregori (citati in
Gea 4) e che sono stati l'involontaria causa di tutto il casino in cui Gea è
coinvolta. Vi sono delle sette appartenenti ai darshana più intolleranti,
che si spingono oltre il canone, arrivando a considerare quei Baluardi che
hanno “mercimonio” con le entità intrusive come rinnegati ed eretici,
meritevoli di ostracismo e morte.
Questa era solo una pillolina del mega dossier di Gea che vado accumulando
da anni e che non so se riuscirò mai a mettere su carta.
Se poi a qualcuno interessa, dirò due parole anche sui "datori di lavoro" di
Gea.
A presto, Luca.
"Crebbi incrostato di grafite e arcobalenato di pastelli"
Chaim Potok
(Il Mio Nome è Asher Lev)