ciao Piero,
>> Preacher è stato sicuramente un punto di svolta e uno dei modelli di
>> John Doe, però quello della sfida alla divinità mi sembra uno dei temi
>> ricorrenti della narrativa da sempre.
>> Se così sarà bisognerà vedere se gli autori sapranno creare delle
>> situazioni coerenti con quanto detto finora e senza cadere nel
>> grottesco. Cosa che Preacher non era riuscita a fare, almeno nella
>> seconda parte.
>
> E poi, secondo la teoria di Alan Moore, non esistono pessimi
> personaggi, al massimo cattivi autori.
qualsiasi personaggio nelle mani giuste può diventare qualcosa di grandioso.
Basta vedere cosa ha fatto Alan Moore con una copia sbiadita di
Superman come Supreme e Garth Ennis con quel fascista bidimensionale
del Punitore (la miglior serie Marvel degli ultimi dieci anni).
f.
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