Caro Franco, ho sempre piacere nel ricevere i Tuo pregiati commenti e
consigli e per l'appunto io penso che aprofittare dell'anno 2003
(dedicato al disabile) possa essere importante per chiarire molte
cose. Tu da attento osservatore ricorderai certamente le mie
disavventure con i vigili di Porto Venere, Vallarsa, Vicenza e di
Gubbio (ti aggiornerò anche su di loro!). Non ti sembra sia il caso
di andare più a fondo dei casi specifici? Io penso si debba puntare
su una "formazione professionale" più attenta alle Leggi che tutelano
noi disabili. Di fatti di questo genere ne accadono a josa tutti i
giorni ...basta leggere i giornali... credo sia giunto il momento di
chiarire una volta per tutte quali sono i nostri diritti e
non "privilegi". Una persona disabile, soprattutto se da poco tempo a
causa di incidente, fatica a inserirsi nella società e soprattutto ad
esporsi in pubblico e non è giusto che per l'ignoranza di un
cialtrone in divisa che crede di fare il moralista a buon mercato, si
senta umiliato e offeso. Non possiamo aspettare gli anni dedicati al
disabile per culturalizzare chi già per le sue mansioni dovrebbe
essere edotto in materia.
Perchè con i mezzi a nostra disposizione non facciamo una campagna
formativa dei tutori dell'ordine? Pensiamoci e poi proviamo a
confrontare le nostre ideee per un'azione efficace.
Ciao e grazie
Enrico
...Io proporrei una bella
> lettera scritta ad esempio dalla Faip (o dalla Fish intera) e
indirizzata al
> presidente dell'Anci, l'associazione nazionale dei comuni d'Italia,
nella
> quale si chiede, per il 2003, di dedicare in ogni Comune d'Italia,
una
> giornata al rispetto dei diritti delle persone disabili e alla
formazione
> dei vigili urbani a tale riguardo, dando la disponibilità nostra,
di tutti
> noi, a partecipare a tale giornata di formazione, nel corso della
quale, con
> semplicità e chiarezza, deve essere ribadita una sorta di decalogo
dei
> diritti essenziali rispetto alla circolazione e alla sosta. E' una
piccola
> cosa? Non direi. Se diffusa in tutta Italia può funzionare anche
per i
> media, ed è propositiva. Noto infatti troppo spesso che il problema
più
> urgente dei contrassegni è l'abuso da parte di familiari di persona
anziana
> con certificazione di invalidità: nei supermercati, nelle piazze
del centro,
> davanti agli uffici pubblici, ecc. Nessuno interviene, nessuno alza
un dito.
> In questo abuso generalizzato scatta quell'idea perversa
del "privilegio" e
> si fa strada la convinzione che tutto sommato non c'è bisogno di
dare queste
> "concessioni". Colpire quel vigile è importante, educarne cento lo
è ancora
> di più.
> Che ne dici?
> Franco Bomprezzi