Ciao lista!
Un invito: andate a leggere l'intervista riportata su "Vincere" del
dott. Annibaldi:
http://www.vinceremese.it/tutti_in_piedi/risposte.asp
Qui si dimostra, a mio avviso, di come a volte la paraplegia dia alla testa!
Dice il dott. Annibaldi:/
Rifiuto la parola problemi. Non mi rappresenta come paraplegico, come
persona, come medico chirurgo, come sindaco senza partito.
/Rifiutare la parola problema, specialmente detto da un medico, mi fa un
po senso.
I problemi ci sono quando si vivono le cose come problemi e generano
sofferenza. Bisogna averne rispetto, e questo è il minimo che possa
aspettarmi da un medico.
Certo che la disabilità può non essere, in se, vissuta come un problema
in se anche se, in particolare per certe forme di gravissime disabilità,
mi riesce un po difficile non considerarle un problema in sè
Certo è che l'handicap, che nasce da un rapporto cattivo con l'ambiente,
è un problema in assoluto. nessuno può negarlo se non altro per le
difficoltà, anche dure, che può originare .
Certo è inoltre che nella nostra società essere disabili attivi costa
molto e i costi sono direttamente proporzionali alla gravità, più vicino
ad una crescita esponenziale che a quella lineare.
Questo per moltissimi costituisce un concretissimo problema che forse il
dott. Annibaldi non ha mai conosciuto, né prima né dopo.
/*
*/Dice il dott. Annibaldi:
/**La questione del lamento e dell´aspettarsi che gli altri ti risolvano
i problemi.* * //
//Si va poco lontano. Invece di aspettare che gli altri abbattano le
barriere, abbattile tu, aggirale, risolvi quella data situazione col
sorriso, con la parola, con la tua persona: ogni lamento può essere
cacciato indietro e diventare sorriso, simpatia, approccio./
Evidentemente il dott. Annibaldi pensa che il resto del mondo della
disabilità sia composto da gente depressa, invece è composto
massimamente da gente incazzata che non crede che le barriere si possono
abbattere con un sorriso, forse con la parola, ma bisogna trovare quelle
giuste e ripeterle di continuo./
/Mi pare che ancora una volta la rivista si serva di personaggi che
vogliono fare apparire il mondo della disabilità come un mondo da
consolare e stimolare. Certo che occorre stimolarlo questo mondo ma
nella coscienza dei propri diritti negati, nella consapevolezza di
essere portatori di diritti, di essere gente in lotta.
L'immagine del disabile rappresentata da questi disabili, è distorcente
perchè non corrisponde alla realtà.
Non dimentichiamoci che il sindaco dott. Annibaldi a "mi manda rai 3"
non aveva gran che da dire in relazione ai casi mostruosi di come lo
stato succhia quattrini, contro le sue stesse leggi, a chi non ha quasi
niente per assistere dei parenti nelle residenze assistite!
Perchè non ha provato ad usare la tecnica vincente del sorriso con
quelle persone più disposte alla disperazione?
Non ci prendiamo per il fondoschiena per favore!
Forse a volte può funzionare meglio la tecnica della pernacchia.
//Che dietro questo bisogno di negare in primis l'esistenza dei problemi
e questo bisogno mettere in vetrina quello che si è riusciti a
realizzare non nasconda in realtà un senso di inferiorità nascosto?
Pensate ad un normaloide che abbia realizzato quello che ha realizzato
il dott. Annibaldi: ha studiato musica, si è laureato, si è sposato, ha
generato dei figli, etc... voi credete che il normaloide avrebbe
rilasciato un'intervista come quella del dott. Annibaldi?
Non credo proprio, non si rilasciano interviste sulla normalità!
E allora perchè il dott. Annibaldi ha rilasciato un'intervista di quel
tenore?
Forse la realtà è molto semplice!
Perchè il musicista, chirurgo, sindaco, marito, padre Annibaldi forse è
ancora primariamente disabile.
La negazione assomiglia molto alla rimozione!!
Davvero non abbiamo molto bisogno di questi stuntmen della carrozzina!
ciao a tutti!
Carmelo
/
/