forse andava specificato che quei Verdi che hanno lavorato per questo risultato erano quelli che cercavano di far politica nelle istituzioni in maniera rigorosa e seria.
Oggi, mi pare, che quei Verdi siano fuori dal partito. Restano invece quelli che hanno osteggiato proprio coloro che hanno determinato la cancellazione del rigassificatore di Rosignano. Ognuno lotta per l'ambiente come meglio crede e con i metodi che ritiene più opportuno. C'è chi raggiunge dei risultati, magari che non soddisfano al 100%, c'è chi invece non ottiene nulla.
Chi pensa che questa decisione della Regione Toscana sia stata una cosa del tutto scontata e pacifica non sa davvero come è il mondo reale nel quale viviamo.
Leggetevi le reazioni dei sindacati e capirete davvero.
Subject: [baseverde] Rigassificatore Rosignano, Verdi: "La Giunta Toscana ha fatto bene ad opporsi, ha mantenuto gli accordi con i Verdi"
COMUNICATO STAMPA
Rigassificatore Rosignano, Verdi: "La Giunta Toscana ha fatto bene ad opporsi, ha mantenuto gli accordi con i Verdi" "Rimaniamo contrari anche all'Olt di Livorno: è previsto all'interno del santuario dei cetacei, mentre il fabbisogno di gas può essere soddisfatto col Gasdotto proveniente dall'Algeria"
"I Verdi della Toscana sono soddisfatti della scelta della Giunta Regionale di esprimersi contro l'ipotesi di un secondo rigassificatore nella zona di Rosignano, che andrebbe a sommarsi a quello già previsto al largo di Livorno" - lo dice il Portavoce dei Verdi Toscani Mauro Romanelli .
"La Giunta ha in questo modo mantenuto anche un preciso impegno politico preso a suo tempo coi Verdi Toscani, quando ci garantì che, comunque, due rigassificatori non sarebbero sorti nel raggio di pochi chilometri".
"Certamente rimaniamo contrari anche all'Olt di Livorno: il gas è una risorsa fondamentale nella necessaria transizione tra economia del petrolio ed economia ad energia completamente rinnovabile, ma deve essere veicolato tramite accordi chiari tra Stati, attraverso i gasdotti. In questo senso il nuovo gasdotto Galsi, proveniente dall'Algeria, soddisfa pienamente il bisogno delle imprese e delle famiglie toscane"
"I rigassificatori, invece, sono a misura di un mercato privato, di un commercio mondiale controllato dalle multinazionali tramite le navi gasiere, con enormi dubbi di eticità, ad esempio rispetto alla tutela dei diritti umani e ambientali: prendiamo l'esempio della Nigeria, da dove proverrà verosimilmente la gran parte del rifornimento di gas liquefatto per l'Olt".
"Infine ricordiamo come esso, costruito con una tecnologia poco sperimentata a livello mondiale e, a detta di molti scienziati, pericolosa, sorgerà all'interno del Santuario dei cetacei, una zona delicata dal punto di vista ambientale e biologico"
Mauro Romanelli - Portavoce dei Verdi della Toscana
Lanciato l'appello "No alla cancellazione dei processi - Appello
unitario per una giustizia efficiente e per il rispetto dei principi
costituzionali"
A Firenze si reagisce al progetto del PDL di
cancellare migliaia di processi penali, oltre ai due di Berlusconi: la
strada scelta, sulla scia della "Costellazione democratica" proposta da
Raniero La Valle, è la formazione di un ampio fronte per la democrazia
e la giustizia efficiente e uguale per tutti.
Un appello che riunisce
donne e uomini della società civile, dell'associazionismo e delle forze
politiche del centro-sinistra (Italia dei Valori, PD, Verdi, Sinistra
Ecologia Libertà, Rifondazione Comunista) e vari esponenti della
cultura e dello spettocolo: tutti hanno sottoscritto un documento che
denuncia l'ennesima legge ad personam, il "processo breve", e chiede
che la giustizia funzioni, tuteli le vittime dei reati e condanni i
colpevoli e che si affronti la drammatica emergenza delle carceri.
Di
seguito e in allegato il testo dell'appello.
L'appello può essere
sottoscritto online all'indirizzo http://www.petizionionline.
it/petizione/firenze-no-alla-cancellazione-dei-processi/364
PROSSIMO
APPUNTAMENTO: GIOVEDI’ 10 DICEMBRE ORE 18 CATENA UMANA AL TRIBUNALE IN
PIAZZA SAN FIRENZE- FIRENZE
Primi sottoscrittori:Claudio Armini,
Luca Biagi Mozzoni, Lorenzo Bicchi, Leonardo Bieber, Maria Grazia
Campus, Giulio Caselli, Francesca Chiavacci, Stefano Cristiano,
Annaclaudia Franci, Jacopo Ghelli, Paul Ginsborg, Sandra Giorgetti,
Chiara Giunti, Sara Lai. Jacopo Landi, Daniela Lastri, Alessandro
Leoni, Neri Marcorè, Corrado Mauceri, Siliano Mollitti, Carlo
Moscardini, Francesco Muratore, Cinzia Niccolai, Riccardo Pangallo,
Francesco Pancho Pardi, Stefano Passigli, Roberto Passini, Alessia
Petraglia, Massimiliano Righi, Mauro Romanelli, Simone Siliani, Anna
Soldani, Paolo Solimeno, Sergio Staino, Massimo Torell
NO ALLA
CANCELLAZIONE DEI PROCESSI
Appello unitario per una giustizia
efficiente, rapida e uguale per tutti nel rispetto dei principi
fondamentali
Siamo dinanzi ad una nuova fase di interventi sulle
regole della democrazia che dimostra la volontà del Governo Berlusconi
di cancellare i limiti al potere e gli equilibri istituzionali, la
separazione dei poteri ed il rispetto delle minoranze che
caratterizzano le democrazie costituzionali. Silvio Berlusconi, dopo la
dichiarazione di incostituzionalità del "lodo Alfano", è preoccupato
anzitutto per indagini sui rapporti stato-mafia che potrebbero arrivare
ad una richiesta di rinvio a giudizio: dinanzi a questa eventualità
minaccia la richiesta di elezioni invocando nell'investitura popolare
una legittimazione all'esercizio del potere fuori dalle regole previste
dalla Costituzione. Ancora una volta, in modo ingannevole e demagogico,
il principio di sovranità popolare dell'art. 1 della Costituzione
sarebbe interpretato come fonte di una sovranità assoluta, stravolgendo
così l'intero impianto costituzionale.
Alla minaccia dei processi in
corso Berlusconi risponde intanto con il disegno di legge sul "processo
breve" che contiene norme devastanti per l'amministrazione della
giustizia penale. Se diverrà legge, farà estinguere parte consistente
dei procedimenti penali secondo un meccanismo iniquo e discriminatorio
cucito addosso alla sua posizione processuale.
Si introdurrebbe un
termine perentorio di due anni in ciascun grado per la durata dei
processi penali, cosa in sé criticabile, ma indecente per essere norma
retroattiva e isolata:
- isolata: dimostra che la priorità del Governo
Berlusconi non è il funzionamento della giustizia, ma un intervento che
serve ad un solo imputato e che, anziché velocizzare i processi con
modifiche del rito, o informatizzarli, aumentare i magistrati e i
cancellieri che ci lavorano, o le aule giudiziarie, semplicemente dice
che se la giustizia è lenta, si rinunci a rendere giustizia! E non c'è
alcun coordinamento fra questa "estinzione" dei processi e l'istituto
della prescrizione (per cui alcuni fortunati imputati godranno di
entrambe le garanzie);
- retroattiva: dovrebbero durare non più di due
anni per grado anche i processi già in corso (art. 3 del ddl2), molti
di questi saranno virtualmente già estinti appena sarà approvata e
pubblicata la legge perché durano da più di due anni; questo vuol dire
che la norma non è un invito ai soggetti del processo (giudice, p.m.,
avvocati, parte civile, imputato) a svolgere gli atti e le incombenze
nel più breve tempo possibile, ma semplicemente una sanzione a carico
di chi ha interesse ad ottenre una sentenza, quindi un premio proprio a
chi ha interesse contrario, a farlo durare tanto, o a non farlo mai
giungere all'esito naturale della decisione (di assuluzione, condanna,
o altro).
L'assurdità è tanto evidente da rendere inaccettabile una
legge di questo tipo, senza bisogno di aggiungere altro. Ma vediamo
brevemente altri aspetti:
il ddl è nella sostanza inemendabile, non ha
senso cercare un dialogo sulla retroattività in quanto chi lo ha
proposto non avrebbe interesse ad un "processo breve" solo per i
processi futuri, visto che i due processi a carico di Berlusconi che si
vogliono porre nel nulla sono appunto processi pendenti (e già ben
oltre i due anni di durata, ça va sans dire); gli emendamenti che
saranno presentati per far fronte alle critiche interne ed esterne al
governo riguardano infatti altri aspetti (l'elenco dei reati esclusi,
la durata di due anni, l'applicazione ai recidivi, ecc.);
è
incostituzionale perché crea una disparità di trattamento irrazionale e
ingiusta (violazione dell'art. 3 Cost.) fra chi (parte offesa,
imputato, parte civile) incorre in un processo breve (utile) e chi in
uno lungo (inutile) per cause estranee alla sua volontà;
è
incostituzionale anche perché discrimina senza una ragione valida,
svincolata dalla complessità (e quindi durata) dei processi, tra reati
diversi, attribuendo agli uni la possibilità di durare più di due anni,
agli altri no; quindi il richiamo all'art. 111 Cost. (durata
ragionevole del processo) è privo di valore e non dà certo copertura
costituzionale all'intervento;
non "beneficiano" del processo breve i
recidivi, o chi sia stato già condannato a pena detentiva: gli
incensurati hanno diritto al processo breve, gli altri possono
attendere; saranno estinti processi per reati anche gravi quali: abuso
d´ufficio, corruzione semplice e in atti giudiziari, rivelazione di
segreti d´ufficio, truffa semplice o aggravata, frodi comunitarie,
frodi fiscali, falsi in bilancio, bancarotta preferenziale, reati
societari vari, intercettazioni illecite, reati informatici,
ricettazione, vendita di prodotti con marchi contraffatti; vendita di
prodotti in violazione del diritto d´autore, sfruttamento della
prostituzione, violenza privata, falsificazione di documenti pubblici,
calunnia e falsa testimonianza, lesioni personali, omicidio colposo per
colpa medica, maltrattamenti in famiglia, aborto clandestino (elenco
dell'A.N.M.);
in nessun paese d'Europa si trova una durata massima dei
processi, tranne che in Gran Bretagna dove, come negli USA, si preclude
l'esercizio dei poteri dell'accusa oltre un termine conteggiato fra la
notizia di reato e l'esercizio dell'azione penale, ma non dall'azione
penale alla sentenza come si vuol fare in Italia.
L'amministrazione
della giustizia è funzione essenziale della democrazia: essa presiede
alla tutela dei diritti di tutti, all'accertamento della verità
processuale, all'interpretazione delle leggi e alla loro applicazione,
nel rispetto anzitutto della Costituzione (e del diritto di difesa,
della presunzione di non colpevolezza, dell'uguaglianza di tutti di
fronte alla legge, dell'imparzialità e indipendenza del magistrato).
Il
continuo attacco alla magistratura e agli organi costituzionali di
garanzia svela ormai da anni il profilo di un potere esecutivo che non
sopporta limiti e intende ridurre il Parlamento, la Corte
Costituzionale e la Presidenza della Repubblica a ruolo di organismi
espressione della stessa maggioranza elettorale che sostiene il
Governo; e vuol rendere il Pubblico Ministero espressione diretta del
potere esecutivo, privo di autonomia nell'esercizio dell'azione penale
e nell'acquisizione di notizie di reato.
La giustizia civile soffre
ritardi nelle riforme, eccessiva litigiosità, pluralità di riti e
mancanza di efficaci meccanismi alternativi di soluzione delle
controversie. La giustizia penale è inefficiente soprattutto perché
ingolfata da fattispecie di reato introdotte per motivi demagogici;
corrotta da continue modifiche introdotte da leggi ad personam o
comunque inique (riduzione dei termini di prescrizione, falso in
bilancio reso di difficile perseguimento, sostanziale condono dei reati
fiscali). E condivide, con la giustizia civile, le carenze di
investimenti in strutture e personale, di magistratura e ausiliario.
Una seria riforma del processo penale dovrebbe affrontare però due
questioni solo apparentemente esterne ad esso:
- prima del processo
l'individuazione di cosa è penalmente perseguibile e può richiedere un
processo penale; e sono decenni che si aspetta una riforma del codice
penale che cancelli le fattispecie di reato cui non corrispondono beni
degni di tutela penale. Invece gli interventi legislativi che hanno
maggiormente impegnato i tribunali ed affollato le carceri vanno in
direzione opposta e si debbono alle guide politiche del centrodestra:
le leggi sull'immigrazione e sul consumo di droga;
- dopo il processo,
in caso di condanna a pena detentiva, c'è la fase dell'esecuzione della
pena e l'attuale condizione delle carceri, con 66.000 detenuti in
42.000 posti regolamentari, richiede un intervento che, nel rispetto
dei trattati internazionali e della Costituzione, garantisca condizioni
di vita umane e funzionali alla rieducazione del detenuto ed al suo
reinserimento nella società3.
Firenze, 20 novembre 2009
Primi
sottoscrittori:Claudio Armini, Luca Biagi Mozzoni, Lorenzo Bicchi,
Leonardo Bieber, Maria Grazia Campus, Giulio Caselli, Francesca
Chiavacci, Stefano Cristiano, Annaclaudia Franci, Jacopo Ghelli, Paul
Ginsborg, Sandra Giorgetti, Chiara Giunti, Sara Lai. Jacopo Landi,
Daniela Lastri, Alessandro Leoni, Neri Marcorè, Corrado Mauceri,
Siliano Mollitti, Carlo Moscardini, Francesco Muratore, Cinzia
Niccolai, Riccardo Pangallo, Francesco Pancho Pardi, Stefano Passigli,
Roberto Passini, Alessia Petraglia, Massimiliano Righi, Mauro
Romanelli, Simone Siliani, Anna Soldani, Paolo Solimeno, Sergio Staino,
Massimo Torelli
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con
la partecipazione del gruppo delle Cinque terre
L'appuntamento
per l'incontro dibattito è all'edificio Castelnuovo di
MATEMATICA aula 3 dalle ore 16,00 fino alle 20,00 verterà su
due temi generali:
1)Un
nuovo modo di pensare l'organizzazione politica attraverso un
movimento e uno statuto ecologista ( http://ecorifletto.blogspot.com/
) che si basa sulla dinamicità e la condivisione delle
conoscenze e degli intenti;
2)Gli
attuali problemi energetici e gli strumenti che abbiamo o potremo
avere a
disposizione
per contrastarne danni e abusi. Analisi e proiezioni su scenari
futuri
riguardanti
un altro MOnDO possibile e nuovi paradigmi culturali ecosostenibili
per cambiare una società malata e dannosa per l'intero
pianeta.
l'ecologo
presenta i principi ed il funzionamento di un possibile statuto
Alcuni
dei partecipanti;
Nitamo
Montecucco presidente club di budapest Italia
Massimo
Scalia: presidente ass. movimento ecologista
Angelo
Bonelli Presidente dei Verdi
Dario
Tamburrano: grillini Roma
Andrea
Mazzanti: coordinatore dell'ass. per il bene comune
Claudio
Capobianco associazione ecoriflesso
Luca
Falconi Geologia Senza Frontiere
Maurizio
di Gregorio Fiori Gialli
Moderano:
associazione
ecoriflesso e Gruppo delle Cinque Terre
Tutti
i presenti, le organizzazioni, le associazioni, ecc.,ecc. potranno
partecipare
all'iniziativa
ed al dibattito liberamente in loco.
Allarme Lambro: Milano salvi il suo fiume:
http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/09_dicembre_3/io_donna_mian_mil\
ano_salvi_il_lambro-1602097882265.shtml
un interessante articolo del Corriere della Sera su un fiume inquinato e una
zona da rivalorizzare ecologicamente.
Devo dire che negli ultimi giorni ho notato che sulla home del Corriere
sono apparsi vari articoli di ambiente, e questa la considero una cosa molto
positiva.
Certo, purtroppo quello che raccontano è assai grave e non ottimistico, ma se i
verdi esisteranno sarà avviamente per risolvere queste emergenze.
http://blog.libero.it/rigitans
COMUNICATO STAMPA
Rigassificatore Rosignano, Verdi: "La Giunta Toscana ha fatto bene ad opporsi,
ha mantenuto gli accordi con i Verdi"
"Rimaniamo contrari anche all'Olt di Livorno: è previsto all'interno del
santuario dei cetacei, mentre il fabbisogno di gas può essere soddisfatto col
Gasdotto proveniente dall'Algeria"
"I Verdi della Toscana sono soddisfatti della scelta della Giunta Regionale di
esprimersi contro l'ipotesi di un secondo rigassificatore nella zona di
Rosignano, che andrebbe a sommarsi a quello già previsto al largo di Livorno" -
lo dice il Portavoce dei Verdi Toscani Mauro Romanelli .
"La Giunta ha in questo modo mantenuto anche un preciso impegno politico preso a
suo tempo coi Verdi Toscani, quando ci garantì che, comunque, due
rigassificatori non sarebbero sorti nel raggio di pochi chilometri".
"Certamente rimaniamo contrari anche all'Olt di Livorno: il gas è una risorsa
fondamentale nella necessaria transizione tra economia del petrolio ed economia
ad energia completamente rinnovabile, ma deve essere veicolato tramite accordi
chiari tra Stati, attraverso i gasdotti. In questo senso il nuovo gasdotto
Galsi, proveniente dall'Algeria, soddisfa pienamente il bisogno delle imprese e
delle famiglie toscane"
"I rigassificatori, invece, sono a misura di un mercato privato, di un commercio
mondiale controllato dalle multinazionali tramite le navi gasiere, con enormi
dubbi di eticità, ad esempio rispetto alla tutela dei diritti umani e
ambientali: prendiamo l'esempio della Nigeria, da dove proverrà verosimilmente
la gran parte del rifornimento di gas liquefatto per l'Olt".
"Infine ricordiamo come esso, costruito con una tecnologia poco sperimentata a
livello mondiale e, a detta di molti scienziati, pericolosa, sorgerà all'interno
del Santuario dei cetacei, una zona delicata dal punto di vista ambientale e
biologico"
Mauro Romanelli - Portavoce dei Verdi della Toscana
Formigoni, in occasione della recente informazione di garanzia per reati
ambientali ha dichiarato
"Se non arrivano avvisi di garanzia a tutti i presidenti di Regione, provincia e
sindaci vuol dire che c'è una giustizia a orologeria".
Formigoni ha sicuramente ragione: tutti (perfino Berlusconi con i rifiuti a
Napoli) in mancanza di controlli sistematici e d'informazioni ambientali
trasparenti possono permettersi di "ciurlare nel manico".
L'informazione ambientale, se è parziale, è solo un'arma di distrazione di
massa!!!!
La questione dell'inquinamento atmosferico lombardo è abbastanza emblematica. Mi
da occasione alcune riflessioni di base sull'informazione ambientale.
1. In Italia le informazioni ambientali sono molto parziali, i controlli
ambientali sono molto discrezionali, le non conformità ambientali spesso sono
occultate. Al Nord Italia le informazioni ed i controlli ambientali sono
inefficienti, disomogenei, peggiori rispetto a Paesi come Germania o Francia. Le
informazioni ed i controlli ambientali al Centro-Sud sono molto peggiori che al
Nord (al Centro-Sud, dove le informazioni sulla qualità dell'aria sono
assolutamente inaffidabili, non sarebbe stato possibile un caso simile a quello
lombardo che ha toccato Formigoni).
2. Gli enti di pubblici deputati hanno sempre meno risorse a disposizione per i
controlli e l'informazione ambientale. È colpa sia dell'ignavia dei politici sia
della crisi economica, che dirotta le risorse pubbliche a discapito dei beni di
tutti (e perciò di nessuno, cioè i beni ambientali).
3. In carenza di risorse economiche i controlli indipendenti non vengono quasi
più fatti. I controlli ambientali sono spesso governati dagli stessi controllati
("auto-controlli" che aborriscono le "auto-denuncie"); ciò vale non solo nei
confronti dei privati (industrie chimiche, gestori di inceneritori, ecc.), ma
anche degli enti pubblici. Ad esempio mai un'Arpa oggi potrebbe denunciare
pubblicamente l'ente regionale che la governa/comanda/finanzia. Senza risorse
per i controlli aumentano le possibilità di abuso di potere e di collusione.
Sono in forte aumento i casi d'illecito, di corruzione, di collusione
ambientali; aumentano sia i singoli delinquenti corruttori sia i sodalizi
criminali (eco-mafie) sia i controllori ambientali collusi; la corruzione in
materia ambientale diffusissima nel Sud d'Italia si espande sempre più anche
verso il Nord.
4. Molte norme internazionali sui controlli e sull'informazione in materia
ambientale ribadiscono un principio fondamentale: "tutte le persone devono
essere adeguatamente informate sulle reali condizioni ambientali"
(http://europa.eu/legislation_summaries/environment/general_provisions/l28056_it\
.htm).
5. L'informazione ambientale oltre a migliorare la consapevolezza delle persone,
serve anche ad aumentare il consenso elettorale ecologista. Gli ecologisti
dovrebbero vigilare affinché le istituzioni rispettassero queste leggi (per loro
non significa solo garantire un diritto, ma è anche propaganda politica).
Pretendere controlli ed informazione ambientali adeguati è condizione necessaria
(non sufficiente) per entrare nelle menti degli elettori. Pretendere il rispetto
delle leggi sui controlli e l'informazione ambientale dovrebbe essere il Cavallo
di Troia degli ecologisti.
Paolo Cagnoli
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From : baseverde@yahoogroups.com
To : iscritti@...,"verdi yahoo"
verdilombardi@yahoogroups.com,"base verde"
baseverde@yahoogroups.com,"corsichesesocialforum"
corsichesesocialforum@yahoogroups.com
Cc :
Date : Wed, 2 Dec 2009 09:42:10 +0000
Subject : [baseverde] LOMBARDIA: AVVISO DI GARANZIA A FORMIGONI
>
>
>
> LOMBARDIA: AVVISO DI GARANZIA A FORMIGONI
>
> L'avviso di garanzia arrivato a Formigoni, (clicca QUI link) che risulta in
arrivo anche a Moratti e Podesta', e' la dimostrazione che negli anni in
Lombardia non sono state prese misure efficaci per combattere l'inquinamento
dell'aria, rodurre il traffico privato e tutelare la salute dei cittadini....
> Continua a
leggere...|http://www.verdilombardi.org/dblog/articolo.asp?articolo=30 |
>
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> Rino Pruiti
> Telefono Fisso: 02 89204991
> Telefono Mobile: 331 6002304
> Fax: 06 41866507
> email: rino@...
> sito personale: http://www.rinopruiti.it
>
>
> _________________________________________________________________
> I tuoi amici sempre a portata di clic, sul nuovo Web Messenger
> http://www.windowslive.it/foto.aspx
L'avviso di garanzia arrivato a Formigoni, (clicca QUI link) che risulta in arrivo anche a Moratti e Podesta', e' la dimostrazione che negli anni in Lombardia non sono state prese misure efficaci per combattere l'inquinamento dell'aria, rodurre il traffico privato e tutelare la salute dei cittadini....
a me sinceramente degli eco dem interessa poco, se stanno li e non con i verdi
forse un motivo ci sarà. quindi mi entusiasmo poco anche se ci dovesse essere un
riavvicinamento, perchè incontri pubblici e iniziative comuni sono doverose, ma
un soggetto politico che vuole rivoluzionarsi non può eccitarsi all'idea di
acquisire esponenti dagli altri partiti.
questa ovviamente è ma mia opinione.
--- In baseverde@yahoogroups.com, "iku@..." <iku@...> ha scritto:
>
> Davvero? Davvero è incoraggiante? Davvero siete così ingenui? sono solo
> i rutelliani di legambiente che seguono il capo. Ma spero che abbiate
> ragione voi e io sono cinico.
>
> ----Messaggio originale----
> Da:
> mauroverde@...
> Data: 30/11/2009 15.23
> A: <baseverde@yahoogroups.
> com>, "ml ecologisti"<ecologisti@googlegroups.com>
> Ogg: R: [baseverde]
> da Terra - PD: Scoppia il caso EcoDem?
>
>
> Davvero molto incoraggiante
> ...
> ovvero, scoraggiante la sordità e l'insipienza del pd sui temi
> ambientali, incoraggiante l'apertura degli occhi da parte degli ecodem
> ....
>
> --- Sab 28/11/09, Pietro Del Zanna <verdipoggibonsi@...> ha
> scritto:
>
>
> Da: Pietro Del Zanna <verdipoggibonsi@...>
> Oggetto: R:
> [baseverde] da Terra - PD: Scoppia il caso EcoDem?
> A:
> baseverde@yahoogroups.com, "'ml ecologisti'" <ecologisti@googlegroups.
> com>
> Data: Sabato 28 novembre 2009, 17:20
>
>
>
>
>
>
> Le dichiarazioni di
> Della Seta aprono uno spiraglio di luce in questi duri
> momenti.
> Occorrono coerenza,lucidità e sangue freddo. Purtroppo non sempre è
>
> così.
> Pietro
>
> -----Messaggio originale--- --
> Da: baseverde@yahoogrou ps.
> com [mailto:baseverde@yahoogrou ps.com] Per conto
> di Fabio Corgiolu
>
> Inviato: venerdì 27 novembre 2009 14.08
> A: ml ecologisti; ml baseverde
>
> Oggetto: [baseverde] da Terra - PD: Scoppia il caso EcoDem?
>
> Scenari Il
> 12 dicembre iniziativa a Roma della Costituente ecologista.
> Il leader
> dei Verdi Bonelli: «Dialoghiamo»
>
> Acque agitate nel Partito
> democratico. Dopo l'emorragia provocata dal
> Movimento per l'Italia di
> Rutelli, è il turno degli ecodem. Il fronte
> dell'agibilità politica e
> culturale dell'ecologismo, nel principale
> partito d'opposizione, è
> sempre più ristretto. Il Pd sceglie di
> manifestare per "L'alternativa a
> Berlusconi" negli stessi giorni in
> cui tutto il mondo guarda agli esiti
> del vertice di Copenaghen sul
> clima, senza prevedere nemmeno un
> riferimento all'ambiente nella
> piattaforma programmatica della
> mobilitazione. Della Seta: «Se
> continua così c'è bisogno di nuovi
> approdi».
>
> Rischio di "diessizzazione" . Mancata mobilitazione del Pd
> in occasione
> dell'11 e 12 dicembre, in concomitanza con il summit di
> Copenaghen sul
> clima. Ancora: spaccatura in occasione del No-B day e
> «rappresentanza
> pressoché inesistente» della sensibilità ambientalista
> all'interno dei
> nuovi organismi dirigenti. Nei Democratici lo spazio
> d'agibilità
> culturale e politica delle priorità ecologiste si fa,
> dunque, sempre
> più ristretto. «Questo partito - conferma il senatore
> ecodem Roberto
> Della Seta - è nato per rinnovare il profilo del
> riformismo italiano,
> il cui cuore deve essere costituito dalla
> questione ambientale.
> L'impressione, però, è che oggi il Pd stia
> ripiegando verso terreni
> più tradizionali, verso una sinistra poco
> contemporanea» .
>
> Priorità ambientali, peraltro, nemmeno citate dalla
> piattaforma di
> "mille piazze per l'alternativa" annunciate per l'11 e
> il 12 dicembre,
> gli stessi giorni di «100 piazze per il clima», la
> mobilitazione
> convocata già da alcune settimane da una grande
> coalizione nazionale
> animata da numerose associazioni ambientaliste,
> comitati e cittadini.
> Mancanza difficilmente derubricabile allo status
> di "dimenticanza" .
>
> E, infatti, Della Seta usa toni chiari: «Nei due
> giorni in cui si
> svolge un appuntamento come il summit di Copenaghen al
> quale tutto il
> mondo, e segnatamente i riformisti, guarda con grande
> attenzione, che
> il Pd si mobiliti "Per l'alternativa" a Berlusconi non
> inserendo
> l'ambiente come tema pilastro rappresenta davvero
> un'occasione
> mancata». Una separazione, al momento, non è nell'aria.
> Ma, a furia di
> speranze tradite e folate di sviluppismo di una
> «leadership miope e
> provinciale nessuno scenario sembrerebbe escluso.
> «Per ora sto nel Pd
> - dice Della Seta -. Ma se questa vicenda della
> mobilitazione mancata
> non rimarrà solo un episodio, allora si tratterà
> di certificare una
> specifica incapacità del Partito. E, in questo caso,
> occorrerà aprire
> una riflessione più generale. Che riguarderebbe me e
> molti altri».
> Intanto, arriva un'altra crepa: il No B-Day del 5
> dicembre. La linea
> di Bersani è «non partecipare ». Gli ecodem, invece,
> ci saranno.
> «E non sarò l'unico», prevede il senatore. «Al di là di chi
> l'ha
> promossa, ritengo che a questa manifestazione il Pd ci debba
> essere.
> In Italia c'è un problema di rispetto della democrazia».
>
> La
> critica ai vertici, anche stavolta, è nel merito. «Sinceramente non
> so
> quali motivazioni abbiano spinto segretario e organismi dirigenti a
>
> decidere di non esserci ».
>
> Insomma: i mal di pancia sono più forti.
> Dopo Rutelli, il Pd è dunque
> alle prese con un'altra grana interna. La
> componente ecologista, nel
> frattempo, «guarda con attenzione» a cosa
> accade al di fuori del Pd.
> In particolare al dialogo tra la Costituente
> ecologista promossa dai
> Verdi e i Radicali del neopresidente Staderini
> e del leader
> carismatico Pannella.
> «Ho giudicato coraggiosa e
> intelligente la scelta dei Verdi di non
> diluirsi in un contenitore come
> Sinistra e libertà, che risponde a
> logiche poco attuali e dove sarebbe
> stato difficile mettere al centro
> l'ambiente. Una proposta che punti al
> rafforzamento e all'autonomia di
> una rappresentanza delle questioni
> ambientali va certamente
> incoraggiata» .
>
> Un approdo possibile per gli
> ecodem? «Se il Pd chiudesse in maniera
> definitiva alle questioni
> ambientali bisognerebbe certamente scegliere
> altri lidi. Ma si
> tratterebbe di una necessità non di mera
> ricollocazione politica dei
> singoli, bensì di una questione
> prioritaria per l'Italia».
>
> Intanto,
> proprio il 12 dicembre Della Seta ed altri ecodem
> parteciperanno a Roma
> agli "Stati generali degli ecologisti", promossi
> dai Verdi. In
> quell'occasione, spiega il presidente del Sole che ride
> Angelo Bonelli,
> «confermerò la necessità di aprire un dialogo con
> tutti gli ecologisti,
> in maniera paritaria, per provare a delineare il
> futuro
> dell'ambientalismo italiano». Allora: se son rose fioriranno?
>
> «Vedremo», taglia corto Della Seta.
>
> Il confronto, intanto, è aperto.
> Ed è già un buon inizio.
>
> Valerio Ceva Grimaldi da Terra
>
> ------------
> --------- --------- ------
>
> Forum del circolo tematico verdibologna.
> org:
> http://www.verdibol ogna.org
> Inviare messaggi:
> baseverde@yahoogrou ps.com
> Archivio messaggi: http://it.groups. yahoo.
> com/ group/baseverde
> Fondatori della lista:
> renzo.venturoli@
> verdibologna. org - neuromant99@ yahoo.comLink utili di Yahoo!
> Gruppi
>
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> Risparmia con Tiscali Unica Light: telefono + Adsl 8 mega a soli 9,95 EUR al
mese. Gratis la SIM Tiscali Mobile con 25 euro di traffico e Tiscali wiPhone
incluso!
>
> L'offerta è valida solo se attivi entro il 03/12/09
http://abbonati.tiscali.it/telefono-adsl/prodotti/tc/unica_light/?WT.mc_id=01fw
>
Va bene che la faccia di tolla è l'optional preferito in certi loft... ma andare
a fare gli ecologisti nell'udc nuclearista.... tanto vale fare una festa anpi a
casa pound :(
--- In baseverde@yahoogroups.com, "iku@..." <iku@...> ha scritto:
>
> Davvero? Davvero è incoraggiante? Davvero siete così ingenui? sono solo
> i rutelliani di legambiente che seguono il capo. Ma spero che abbiate
> ragione voi e io sono cinico.
>
Roma, 26 novembre 2009
Ai Presidenti Regionali e Provinciali
A tutti i Verdi
Care, Cari,
per dare impulso al nostro progetto verso la Costituente Ecologista è
necessario ed urgente avviare una forte ripresa delle iniziative politiche e
della nuova presenza dei Verdi nelle diverse piazze del nostro Paese, per
parlare davvero a tutti i cittadini e affrontare insieme le grandi emergenze
ambientali e sociali.
Abbiamo organizzato e aderito ad alcune iniziative su temi importanti come la
privatizzazione dell'acqua, il NO al nucleare e il SI al solare, e in difesa
della legalità e contro i tentativi di questo Governo di modificare la
Costituzione e riformare la giustizia, non per tutelare i diritti dei cittadini
ma, come è noto, quelli del Presidente del Consiglio. Vi chiedo di organizzarvi
e mobilitarvi al fine di garantire la massima presenza e partecipazione di Verdi
e simpatizzanti a queste iniziative.
- 5 DICEMBRE - "NO Berlusconi Day"
Adesione alla manifestazione nazionale "NO Berlusconi Day". Tutti in piazza in
nome del popolo inquinato contro un Governo che sta praticando le peggiori
politiche ambientali della storia della Repubblica. Per dire NO al nucleare
costosissimo e pericolosissimo e SI al solare. Per dire NO alla privatizzazione
dell'acqua e SI all'acqua come bene comune.
In questa occasione, durante la manifestazione, cominceremo a raccogliere le
preadesioni alle future consultazioni referendarie che avranno ad oggetto
nucleare e acqua.
Ci vediamo tutti alle ore 14.00 in Piazza della Repubblica (lato Basilica di
Santa Maria degli Angeli). Nel frattempo vi chiedo di condividere nei vari
network sociali (Facebook) l'appello che come Verdi abbiamo lanciato per aderire
alla manifestazione.
- 12 DICEMBRE - "Stati Generali dell'Ecologia, verso la Costituente"
Il 12 dicembre alle ore 10.00 (indicativamente fino alle ore 17.00) presso
l'Hotel Quirinale a Roma - Via Nazionale 7, si terranno gli Stati Generali
dell'Ecologia, che coinvolgerà il mondo del sapere e della ricerca, le
associazioni e le imprese che si occupano di ecologia. Sarà una tappa importante
per una nuova forza ecologista anche in vista dell'appuntamento di Copenhagen,
fondamentale per il futuro del pianeta.
A Walter Giradi e a quanti intendono seguire e sviluppare la
problematica amianto, segnalo.
Ciao, fabio
***
MEDICINA DEMOCRATICA
http://www.medicinademocratica.org
Newsletter 30/11/2009
Sono stati pubblicati sul sito di Medicina Democratica
(http://www.medicinademocratica.org) e dell'AIEA
(http://www.associazioneitalianaespostiamianto.org), i file audio di
alcuni degli interventi alla Conferenza Nazionale sull' Amianto di
Torino del 6-7-8 novembre 2009. Nel prossimo week end saranno
pubblicati anche i mancanti.
In parallelo si stanno preparando le loro trascrizioni (che
prenderanno un po' più di tempo).
Man mano saranno anch'esse pubblicate.
Una volta come giovani Verdi ci occupavamo anche di questo, bei tempi..:-)
Ciao, fabio
***
BATTIATO, CELENTANO E LIGABUE CONTRO LA SIAE
I tre cantanti figurano tra i firmatari di una lettera aperta contro
la Società, divenuta ormai inutile e costosa.
http://www.zeusnews.com/news.php?cod=11496
Davvero? Davvero è incoraggiante? Davvero siete così ingenui? sono solo
i rutelliani di legambiente che seguono il capo. Ma spero che abbiate
ragione voi e io sono cinico.
----Messaggio originale----
Da:
mauroverde@...
Data: 30/11/2009 15.23
A: <baseverde@yahoogroups.
com>, "ml ecologisti"<ecologisti@googlegroups.com>
Ogg: R: [baseverde]
da Terra - PD: Scoppia il caso EcoDem?
Davvero molto incoraggiante
...
ovvero, scoraggiante la sordità e l'insipienza del pd sui temi
ambientali, incoraggiante l'apertura degli occhi da parte degli ecodem
....
--- Sab 28/11/09, Pietro Del Zanna <verdipoggibonsi@...> ha
scritto:
Da: Pietro Del Zanna <verdipoggibonsi@...>
Oggetto: R:
[baseverde] da Terra - PD: Scoppia il caso EcoDem?
A:
baseverde@yahoogroups.com, "'ml ecologisti'" <ecologisti@googlegroups.
com>
Data: Sabato 28 novembre 2009, 17:20
Le dichiarazioni di
Della Seta aprono uno spiraglio di luce in questi duri
momenti.
Occorrono coerenza,lucidità e sangue freddo. Purtroppo non sempre è
così.
Pietro
-----Messaggio originale--- --
Da: baseverde@yahoogrou ps.
com [mailto:baseverde@yahoogrou ps.com] Per conto
di Fabio Corgiolu
Inviato: venerdì 27 novembre 2009 14.08
A: ml ecologisti; ml baseverde
Oggetto: [baseverde] da Terra - PD: Scoppia il caso EcoDem?
Scenari Il
12 dicembre iniziativa a Roma della Costituente ecologista.
Il leader
dei Verdi Bonelli: «Dialoghiamo»
Acque agitate nel Partito
democratico. Dopo l'emorragia provocata dal
Movimento per l'Italia di
Rutelli, è il turno degli ecodem. Il fronte
dell'agibilità politica e
culturale dell'ecologismo, nel principale
partito d'opposizione, è
sempre più ristretto. Il Pd sceglie di
manifestare per "L'alternativa a
Berlusconi" negli stessi giorni in
cui tutto il mondo guarda agli esiti
del vertice di Copenaghen sul
clima, senza prevedere nemmeno un
riferimento all'ambiente nella
piattaforma programmatica della
mobilitazione. Della Seta: «Se
continua così c'è bisogno di nuovi
approdi».
Rischio di "diessizzazione" . Mancata mobilitazione del Pd
in occasione
dell'11 e 12 dicembre, in concomitanza con il summit di
Copenaghen sul
clima. Ancora: spaccatura in occasione del No-B day e
«rappresentanza
pressoché inesistente» della sensibilità ambientalista
all'interno dei
nuovi organismi dirigenti. Nei Democratici lo spazio
d'agibilità
culturale e politica delle priorità ecologiste si fa,
dunque, sempre
più ristretto. «Questo partito - conferma il senatore
ecodem Roberto
Della Seta - è nato per rinnovare il profilo del
riformismo italiano,
il cui cuore deve essere costituito dalla
questione ambientale.
L'impressione, però, è che oggi il Pd stia
ripiegando verso terreni
più tradizionali, verso una sinistra poco
contemporanea» .
Priorità ambientali, peraltro, nemmeno citate dalla
piattaforma di
"mille piazze per l'alternativa" annunciate per l'11 e
il 12 dicembre,
gli stessi giorni di «100 piazze per il clima», la
mobilitazione
convocata già da alcune settimane da una grande
coalizione nazionale
animata da numerose associazioni ambientaliste,
comitati e cittadini.
Mancanza difficilmente derubricabile allo status
di "dimenticanza" .
E, infatti, Della Seta usa toni chiari: «Nei due
giorni in cui si
svolge un appuntamento come il summit di Copenaghen al
quale tutto il
mondo, e segnatamente i riformisti, guarda con grande
attenzione, che
il Pd si mobiliti "Per l'alternativa" a Berlusconi non
inserendo
l'ambiente come tema pilastro rappresenta davvero
un'occasione
mancata». Una separazione, al momento, non è nell'aria.
Ma, a furia di
speranze tradite e folate di sviluppismo di una
«leadership miope e
provinciale nessuno scenario sembrerebbe escluso.
«Per ora sto nel Pd
- dice Della Seta -. Ma se questa vicenda della
mobilitazione mancata
non rimarrà solo un episodio, allora si tratterà
di certificare una
specifica incapacità del Partito. E, in questo caso,
occorrerà aprire
una riflessione più generale. Che riguarderebbe me e
molti altri».
Intanto, arriva un'altra crepa: il No B-Day del 5
dicembre. La linea
di Bersani è «non partecipare ». Gli ecodem, invece,
ci saranno.
«E non sarò l'unico», prevede il senatore. «Al di là di chi
l'ha
promossa, ritengo che a questa manifestazione il Pd ci debba
essere.
In Italia c'è un problema di rispetto della democrazia».
La
critica ai vertici, anche stavolta, è nel merito. «Sinceramente non
so
quali motivazioni abbiano spinto segretario e organismi dirigenti a
decidere di non esserci ».
Insomma: i mal di pancia sono più forti.
Dopo Rutelli, il Pd è dunque
alle prese con un'altra grana interna. La
componente ecologista, nel
frattempo, «guarda con attenzione» a cosa
accade al di fuori del Pd.
In particolare al dialogo tra la Costituente
ecologista promossa dai
Verdi e i Radicali del neopresidente Staderini
e del leader
carismatico Pannella.
«Ho giudicato coraggiosa e
intelligente la scelta dei Verdi di non
diluirsi in un contenitore come
Sinistra e libertà, che risponde a
logiche poco attuali e dove sarebbe
stato difficile mettere al centro
l'ambiente. Una proposta che punti al
rafforzamento e all'autonomia di
una rappresentanza delle questioni
ambientali va certamente
incoraggiata» .
Un approdo possibile per gli
ecodem? «Se il Pd chiudesse in maniera
definitiva alle questioni
ambientali bisognerebbe certamente scegliere
altri lidi. Ma si
tratterebbe di una necessità non di mera
ricollocazione politica dei
singoli, bensì di una questione
prioritaria per l'Italia».
Intanto,
proprio il 12 dicembre Della Seta ed altri ecodem
parteciperanno a Roma
agli "Stati generali degli ecologisti", promossi
dai Verdi. In
quell'occasione, spiega il presidente del Sole che ride
Angelo Bonelli,
«confermerò la necessità di aprire un dialogo con
tutti gli ecologisti,
in maniera paritaria, per provare a delineare il
futuro
dell'ambientalismo italiano». Allora: se son rose fioriranno?
«Vedremo», taglia corto Della Seta.
Il confronto, intanto, è aperto.
Ed è già un buon inizio.
Valerio Ceva Grimaldi da Terra
------------
--------- --------- ------
Forum del circolo tematico verdibologna.
org:
http://www.verdibol ogna.org
Inviare messaggi:
baseverde@yahoogrou ps.com
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La via de La Seta! Quella che porta da Rutelli o da Di Pietro? ric
Il giorno 28 novembre 2009 17.20, Pietro Del Zanna <verdipoggibonsi@...> ha scritto:
Le dichiarazioni di Della Seta aprono uno spiraglio di luce in questi duri
momenti. Occorrono coerenza,lucidità e sangue freddo. Purtroppo non sempre è
così.
Pietro
-----Messaggio originale-----
Da: baseverde@yahoogroups.com [mailto:baseverde@yahoogroups.com] Per conto
di Fabio Corgiolu
Inviato: venerdì 27 novembre 2009 14.08
A: ml ecologisti; ml baseverde
Oggetto: [baseverde] da Terra - PD: Scoppia il caso EcoDem?
Scenari Il 12 dicembre iniziativa a Roma della Costituente ecologista.
Il leader dei Verdi Bonelli: «Dialoghiamo»
Acque agitate nel Partito democratico. Dopo l'emorragia provocata dal
Movimento per l'Italia di Rutelli, è il turno degli ecodem. Il fronte
dell'agibilità politica e culturale dell'ecologismo, nel principale
partito d'opposizione, è sempre più ristretto. Il Pd sceglie di
manifestare per "L'alternativa a Berlusconi" negli stessi giorni in
cui tutto il mondo guarda agli esiti del vertice di Copenaghen sul
clima, senza prevedere nemmeno un riferimento all'ambiente nella
piattaforma programmatica della mobilitazione. Della Seta: «Se
continua così c'è bisogno di nuovi approdi».
Rischio di "diessizzazione". Mancata mobilitazione del Pd in occasione
dell'11 e 12 dicembre, in concomitanza con il summit di Copenaghen sul
clima. Ancora: spaccatura in occasione del No-B day e «rappresentanza
pressoché inesistente» della sensibilità ambientalista all'interno dei
nuovi organismi dirigenti. Nei Democratici lo spazio d'agibilità
culturale e politica delle priorità ecologiste si fa, dunque, sempre
più ristretto. «Questo partito - conferma il senatore ecodem Roberto
Della Seta - è nato per rinnovare il profilo del riformismo italiano,
il cui cuore deve essere costituito dalla questione ambientale.
L'impressione, però, è che oggi il Pd stia ripiegando verso terreni
più tradizionali, verso una sinistra poco contemporanea».
Priorità ambientali, peraltro, nemmeno citate dalla piattaforma di
"mille piazze per l'alternativa" annunciate per l'11 e il 12 dicembre,
gli stessi giorni di «100 piazze per il clima», la mobilitazione
convocata già da alcune settimane da una grande coalizione nazionale
animata da numerose associazioni ambientaliste, comitati e cittadini.
Mancanza difficilmente derubricabile allo status di "dimenticanza".
E, infatti, Della Seta usa toni chiari: «Nei due giorni in cui si
svolge un appuntamento come il summit di Copenaghen al quale tutto il
mondo, e segnatamente i riformisti, guarda con grande attenzione, che
il Pd si mobiliti "Per l'alternativa" a Berlusconi non inserendo
l'ambiente come tema pilastro rappresenta davvero un'occasione
mancata». Una separazione, al momento, non è nell'aria. Ma, a furia di
speranze tradite e folate di sviluppismo di una «leadership miope e
provinciale nessuno scenario sembrerebbe escluso. «Per ora sto nel Pd
- dice Della Seta -. Ma se questa vicenda della mobilitazione mancata
non rimarrà solo un episodio, allora si tratterà di certificare una
specifica incapacità del Partito. E, in questo caso, occorrerà aprire
una riflessione più generale. Che riguarderebbe me e molti altri».
Intanto, arriva un'altra crepa: il No B-Day del 5 dicembre. La linea
di Bersani è «non partecipare ». Gli ecodem, invece, ci saranno.
«E non sarò l'unico», prevede il senatore. «Al di là di chi l'ha
promossa, ritengo che a questa manifestazione il Pd ci debba essere.
In Italia c'è un problema di rispetto della democrazia».
La critica ai vertici, anche stavolta, è nel merito. «Sinceramente non
so quali motivazioni abbiano spinto segretario e organismi dirigenti a
decidere di non esserci ».
Insomma: i mal di pancia sono più forti. Dopo Rutelli, il Pd è dunque
alle prese con un'altra grana interna. La componente ecologista, nel
frattempo, «guarda con attenzione» a cosa accade al di fuori del Pd.
In particolare al dialogo tra la Costituente ecologista promossa dai
Verdi e i Radicali del neopresidente Staderini e del leader
carismatico Pannella.
«Ho giudicato coraggiosa e intelligente la scelta dei Verdi di non
diluirsi in un contenitore come Sinistra e libertà, che risponde a
logiche poco attuali e dove sarebbe stato difficile mettere al centro
l'ambiente. Una proposta che punti al rafforzamento e all'autonomia di
una rappresentanza delle questioni ambientali va certamente
incoraggiata».
Un approdo possibile per gli ecodem? «Se il Pd chiudesse in maniera
definitiva alle questioni ambientali bisognerebbe certamente scegliere
altri lidi. Ma si tratterebbe di una necessità non di mera
ricollocazione politica dei singoli, bensì di una questione
prioritaria per l'Italia».
Intanto, proprio il 12 dicembre Della Seta ed altri ecodem
parteciperanno a Roma agli "Stati generali degli ecologisti", promossi
dai Verdi. In quell'occasione, spiega il presidente del Sole che ride
Angelo Bonelli, «confermerò la necessità di aprire un dialogo con
tutti gli ecologisti, in maniera paritaria, per provare a delineare il
futuro dell'ambientalismo italiano». Allora: se son rose fioriranno?
«Vedremo», taglia corto Della Seta.
Il confronto, intanto, è aperto. Ed è già un buon inizio.
ovvero, scoraggiante la sordità e l'insipienza del pd sui temi ambientali, incoraggiante l'apertura degli occhi da parte degli ecodem ....
--- Sab 28/11/09, Pietro Del Zanna <verdipoggibonsi@...> ha scritto:
Da: Pietro Del Zanna <verdipoggibonsi@...> Oggetto: R: [baseverde] da Terra - PD: Scoppia il caso EcoDem? A: baseverde@yahoogroups.com, "'ml ecologisti'" <ecologisti@googlegroups.com> Data: Sabato 28 novembre 2009, 17:20
Le dichiarazioni di Della Seta aprono uno spiraglio di luce in questi duri momenti. Occorrono coerenza,lucidità e sangue freddo. Purtroppo non sempre è così. Pietro
-----Messaggio originale--- -- Da: baseverde@yahoogrou ps.com [mailto:baseverde@yahoogrou ps.com] Per conto di Fabio Corgiolu Inviato: venerdì 27 novembre 2009 14.08 A: ml ecologisti; ml baseverde Oggetto: [baseverde] da Terra - PD: Scoppia il caso EcoDem?
Scenari Il 12 dicembre iniziativa a Roma della Costituente ecologista. Il leader dei Verdi Bonelli: «Dialoghiamo»
Acque agitate nel Partito democratico. Dopo l'emorragia
provocata dal Movimento per l'Italia di Rutelli, è il turno degli ecodem. Il fronte dell'agibilità politica e culturale dell'ecologismo, nel principale partito d'opposizione, è sempre più ristretto. Il Pd sceglie di manifestare per "L'alternativa a Berlusconi" negli stessi giorni in cui tutto il mondo guarda agli esiti del vertice di Copenaghen sul clima, senza prevedere nemmeno un riferimento all'ambiente nella piattaforma programmatica della mobilitazione. Della Seta: «Se continua così c'è bisogno di nuovi approdi».
Rischio di "diessizzazione" . Mancata mobilitazione del Pd in occasione dell'11 e 12 dicembre, in concomitanza con il summit di Copenaghen sul clima. Ancora: spaccatura in occasione del No-B day e «rappresentanza pressoché inesistente» della sensibilità ambientalista all'interno dei nuovi organismi dirigenti. Nei Democratici lo spazio d'agibilità culturale e politica delle
priorità ecologiste si fa, dunque, sempre più ristretto. «Questo partito - conferma il senatore ecodem Roberto Della Seta - è nato per rinnovare il profilo del riformismo italiano, il cui cuore deve essere costituito dalla questione ambientale. L'impressione, però, è che oggi il Pd stia ripiegando verso terreni più tradizionali, verso una sinistra poco contemporanea» .
Priorità ambientali, peraltro, nemmeno citate dalla piattaforma di "mille piazze per l'alternativa" annunciate per l'11 e il 12 dicembre, gli stessi giorni di «100 piazze per il clima», la mobilitazione convocata già da alcune settimane da una grande coalizione nazionale animata da numerose associazioni ambientaliste, comitati e cittadini. Mancanza difficilmente derubricabile allo status di "dimenticanza" .
E, infatti, Della Seta usa toni chiari: «Nei due giorni in cui si svolge un appuntamento come il summit di Copenaghen al
quale tutto il mondo, e segnatamente i riformisti, guarda con grande attenzione, che il Pd si mobiliti "Per l'alternativa" a Berlusconi non inserendo l'ambiente come tema pilastro rappresenta davvero un'occasione mancata». Una separazione, al momento, non è nell'aria. Ma, a furia di speranze tradite e folate di sviluppismo di una «leadership miope e provinciale nessuno scenario sembrerebbe escluso. «Per ora sto nel Pd - dice Della Seta -. Ma se questa vicenda della mobilitazione mancata non rimarrà solo un episodio, allora si tratterà di certificare una specifica incapacità del Partito. E, in questo caso, occorrerà aprire una riflessione più generale. Che riguarderebbe me e molti altri». Intanto, arriva un'altra crepa: il No B-Day del 5 dicembre. La linea di Bersani è «non partecipare ». Gli ecodem, invece, ci saranno. «E non sarò l'unico», prevede il senatore. «Al di là di chi l'ha promossa,
ritengo che a questa manifestazione il Pd ci debba essere. In Italia c'è un problema di rispetto della democrazia».
La critica ai vertici, anche stavolta, è nel merito. «Sinceramente non so quali motivazioni abbiano spinto segretario e organismi dirigenti a decidere di non esserci ».
Insomma: i mal di pancia sono più forti. Dopo Rutelli, il Pd è dunque alle prese con un'altra grana interna. La componente ecologista, nel frattempo, «guarda con attenzione» a cosa accade al di fuori del Pd. In particolare al dialogo tra la Costituente ecologista promossa dai Verdi e i Radicali del neopresidente Staderini e del leader carismatico Pannella. «Ho giudicato coraggiosa e intelligente la scelta dei Verdi di non diluirsi in un contenitore come Sinistra e libertà, che risponde a logiche poco attuali e dove sarebbe stato difficile mettere al centro l'ambiente. Una proposta che punti al rafforzamento e
all'autonomia di una rappresentanza delle questioni ambientali va certamente incoraggiata» .
Un approdo possibile per gli ecodem? «Se il Pd chiudesse in maniera definitiva alle questioni ambientali bisognerebbe certamente scegliere altri lidi. Ma si tratterebbe di una necessità non di mera ricollocazione politica dei singoli, bensì di una questione prioritaria per l'Italia».
Intanto, proprio il 12 dicembre Della Seta ed altri ecodem parteciperanno a Roma agli "Stati generali degli ecologisti", promossi dai Verdi. In quell'occasione, spiega il presidente del Sole che ride Angelo Bonelli, «confermerò la necessità di aprire un dialogo con tutti gli ecologisti, in maniera paritaria, per provare a delineare il futuro dell'ambientalismo italiano». Allora: se son rose fioriranno? «Vedremo», taglia corto Della Seta.
Il confronto, intanto, è aperto. Ed è già un buon inizio.
maurizio, mi piacere il tuo intervento e ti ringrazio, così non mi sento solo in
questa analisi assai coraggiosa se detta tra i verdi. sia chiaro, io con la
caccia non ho nulla a che fare e vorrei non ci fosse. questo non mi esclude di
pensare quale sia il modo migliore di risolvere il problema. è l'annosa
questione tra essere puri o pragmatici, un po' come per i grunen tedeschi la
differenza tra fundis(fondamentalisti) e realo(realisti).
per quanto mi piacerebbe prendere posizioni nette e portarle avanti, comprendo
che la via migliore è ben più complessa. discutere con i cacciatori più
sensibili all ambiente e persino agli animali significa capire il loro pensiero,
capire come si muove quel mondo, vedere cosa si può fare assieme. nulla toglie
che loro vogliono continuare a cacciare mentre noi vorremmo fosse abolita.
poi come hai sottolineato anche tu, discutere con certi cacciatori significa
rompere quel muro che li unisce in quanto "corporazione" seppur ci siano dovute
differenze. magari con un atteggiamento pragmatico un giorno la fetta migliore
dei cacciatori cercherà di riformare il loro mondo dal di dentro, e la reputerei
comunque una vittoria.
pensateci sempre per ogni azione, io l'ho fatta dopo tanto pensarci, 3 anni fa
avrei detto ben altre cose, anche se la giovane età mi giustificava di certo.
http://blog.libero.it/rigitans
--- In baseverde@yahoogroups.com, "Maurizio" <maurizio.rozza@...> ha scritto:
>
> Caro Emanuele,
> concordo su quasi tutto quello che dici, mentre mi lasciano proccupato altri
interventi sull'argomento.
> Passare dalla demagogia ai fatti comporta - nelle materie attinenti
all'ecologia - la necessità di fare molta, molta più fatica. E comporta anche
il rischio che alcune persone che, anche nei Verdi, hanno vissuto per anni di
facili demagogie, perdano il loro ruolo centrale.
> Sulla questione specifica della caccia è assolutamente vero che la porzione
degli "ambientalisti" tra i portatori di doppiete è attualmente assai ridotta.
Ma esiste.. Nei confronti di questi che posizione prendiamo?
> Io questa domanda me la sono già risolta, con tutti i rischi e la solitudine
del caso. A molti sembrerà un paradosso il fatto che una persona possa
rappresentare LAC, LAV, WWF, LIPU, Italia Nostra e Legambiente all'interno del
Comitato Faunistico preso la Regione Friuli Venezia Giulia e,
contemporaneamente, fare parte del Circolo Friulano Cacciatori. Eppure non sono
un "traditore": qualche mese fa ho prodotto l'ennesimo atto di impugnazione
contro le nefandezze normative in materia venatoria di questa regione. E
quell'atto è servito a provocare l'ennesimo intervento delle Corte
Costituzionale. La cosa che vi sembrerà buffa è che l'associazione venatoria di
cui sono dirigente ( da non cacciatore), ha sostenuto i ricorsi, ben sapendo che
possono comportare la chiusura della caccia. Come è possibile? E' frutto di un
dialogo partito cautamente otto anni fa. Nel 2004 ho invitato Pecoraro a
partecipare ad un'iniziativa sulla tutela della fauna selvatica dalle schifezze
normative del Friuli Venezia Giulia. Quando è entrato nella sala della Regione
gremita di ambientalisti e di persone stranamente vestite di verde, lo ho visto
perplesso. Immaginate poi la sua faccia quando ha visto le stesse persone
sbucciarsi le mani dagli applausi davanti alle sue dichiarazioni di attenzione
alla questione da ministro dell'Ambiente. Al termine di quel convegno Alfonso mi
ha detto: "vabbè, ma vacci piano con i cacciatori". Io ho ovviamente
disobbedito..
> Ho disobbedito perchè avevo in testa l'idea di mettere la politica davanti ad
una situazione che la avrebbe lasciata esterrefatta: gli ambientalisti ed una
parte dei cacciatori uniti contro la porzione più grigia del mondo venatorio,
supportata dalla maggior parte dei politici di destra e di sinistra. Non siamo
comunque riusciti a fermare la legge-schifezza nell'aula del consiglio
regionale, ma la abbiamo poi demolita con i ricorsi ( fatti coordinandoci..).
> Tutto questo per dire che sulla caccia possiamo avere certamente un'opinione
contraria; ma l'attacco demagogico sul "mucchio" delle doppiette produce
inevitabilmente il compattamento dei cacciatori. Se invece siamo in grado di
aprire collegamenti con la pur esigua parte ambientalista di quel mondo,
possiamo portare a casa molto, molto di più. A quel punto la scelta della
politica non potrà più essere tra ambientalisti o cacciatori, ma tra
ambientalisti e bracconieri....
> E' la strada giusta? Non lo so. Io sinceramente non so fare il grillo
parlante.. E ci tengo poco a continuare a fare il "purista" davanti
all'estinzione di specie di fauna selvatica operata dalla caccia selvaggia che
si pratica in Italia ( o all'estero dagli italiani.. ).
> Ciao,
> Maurizio Rozza
>
Le dichiarazioni di Della Seta aprono uno spiraglio di luce in questi duri
momenti. Occorrono coerenza,lucidità e sangue freddo. Purtroppo non sempre è
così.
Pietro
-----Messaggio originale-----
Da: baseverde@yahoogroups.com [mailto:baseverde@yahoogroups.com] Per conto
di Fabio Corgiolu
Inviato: venerdì 27 novembre 2009 14.08
A: ml ecologisti; ml baseverde
Oggetto: [baseverde] da Terra - PD: Scoppia il caso EcoDem?
Scenari Il 12 dicembre iniziativa a Roma della Costituente ecologista.
Il leader dei Verdi Bonelli: «Dialoghiamo»
Acque agitate nel Partito democratico. Dopo l'emorragia provocata dal
Movimento per l'Italia di Rutelli, è il turno degli ecodem. Il fronte
dell'agibilità politica e culturale dell'ecologismo, nel principale
partito d'opposizione, è sempre più ristretto. Il Pd sceglie di
manifestare per "L'alternativa a Berlusconi" negli stessi giorni in
cui tutto il mondo guarda agli esiti del vertice di Copenaghen sul
clima, senza prevedere nemmeno un riferimento all'ambiente nella
piattaforma programmatica della mobilitazione. Della Seta: «Se
continua così c'è bisogno di nuovi approdi».
Rischio di "diessizzazione". Mancata mobilitazione del Pd in occasione
dell'11 e 12 dicembre, in concomitanza con il summit di Copenaghen sul
clima. Ancora: spaccatura in occasione del No-B day e «rappresentanza
pressoché inesistente» della sensibilità ambientalista all'interno dei
nuovi organismi dirigenti. Nei Democratici lo spazio d'agibilità
culturale e politica delle priorità ecologiste si fa, dunque, sempre
più ristretto. «Questo partito - conferma il senatore ecodem Roberto
Della Seta - è nato per rinnovare il profilo del riformismo italiano,
il cui cuore deve essere costituito dalla questione ambientale.
L'impressione, però, è che oggi il Pd stia ripiegando verso terreni
più tradizionali, verso una sinistra poco contemporanea».
Priorità ambientali, peraltro, nemmeno citate dalla piattaforma di
"mille piazze per l'alternativa" annunciate per l'11 e il 12 dicembre,
gli stessi giorni di «100 piazze per il clima», la mobilitazione
convocata già da alcune settimane da una grande coalizione nazionale
animata da numerose associazioni ambientaliste, comitati e cittadini.
Mancanza difficilmente derubricabile allo status di "dimenticanza".
E, infatti, Della Seta usa toni chiari: «Nei due giorni in cui si
svolge un appuntamento come il summit di Copenaghen al quale tutto il
mondo, e segnatamente i riformisti, guarda con grande attenzione, che
il Pd si mobiliti "Per l'alternativa" a Berlusconi non inserendo
l'ambiente come tema pilastro rappresenta davvero un'occasione
mancata». Una separazione, al momento, non è nell'aria. Ma, a furia di
speranze tradite e folate di sviluppismo di una «leadership miope e
provinciale nessuno scenario sembrerebbe escluso. «Per ora sto nel Pd
- dice Della Seta -. Ma se questa vicenda della mobilitazione mancata
non rimarrà solo un episodio, allora si tratterà di certificare una
specifica incapacità del Partito. E, in questo caso, occorrerà aprire
una riflessione più generale. Che riguarderebbe me e molti altri».
Intanto, arriva un'altra crepa: il No B-Day del 5 dicembre. La linea
di Bersani è «non partecipare ». Gli ecodem, invece, ci saranno.
«E non sarò l'unico», prevede il senatore. «Al di là di chi l'ha
promossa, ritengo che a questa manifestazione il Pd ci debba essere.
In Italia c'è un problema di rispetto della democrazia».
La critica ai vertici, anche stavolta, è nel merito. «Sinceramente non
so quali motivazioni abbiano spinto segretario e organismi dirigenti a
decidere di non esserci ».
Insomma: i mal di pancia sono più forti. Dopo Rutelli, il Pd è dunque
alle prese con un'altra grana interna. La componente ecologista, nel
frattempo, «guarda con attenzione» a cosa accade al di fuori del Pd.
In particolare al dialogo tra la Costituente ecologista promossa dai
Verdi e i Radicali del neopresidente Staderini e del leader
carismatico Pannella.
«Ho giudicato coraggiosa e intelligente la scelta dei Verdi di non
diluirsi in un contenitore come Sinistra e libertà, che risponde a
logiche poco attuali e dove sarebbe stato difficile mettere al centro
l'ambiente. Una proposta che punti al rafforzamento e all'autonomia di
una rappresentanza delle questioni ambientali va certamente
incoraggiata».
Un approdo possibile per gli ecodem? «Se il Pd chiudesse in maniera
definitiva alle questioni ambientali bisognerebbe certamente scegliere
altri lidi. Ma si tratterebbe di una necessità non di mera
ricollocazione politica dei singoli, bensì di una questione
prioritaria per l'Italia».
Intanto, proprio il 12 dicembre Della Seta ed altri ecodem
parteciperanno a Roma agli "Stati generali degli ecologisti", promossi
dai Verdi. In quell'occasione, spiega il presidente del Sole che ride
Angelo Bonelli, «confermerò la necessità di aprire un dialogo con
tutti gli ecologisti, in maniera paritaria, per provare a delineare il
futuro dell'ambientalismo italiano». Allora: se son rose fioriranno?
«Vedremo», taglia corto Della Seta.
Il confronto, intanto, è aperto. Ed è già un buon inizio.
Valerio Ceva Grimaldi da Terra
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concordo su quasi tutto quello che dici, mentre mi lasciano proccupato altri interventi sull'argomento.
Passare dalla demagogia ai fatti comporta - nelle materie attinenti all'ecologia - la necessità di fare molta, molta più fatica. E comporta anche il rischio che alcune persone che, anche nei Verdi, hanno vissuto per anni di facili demagogie, perdano il loro ruolo centrale.
Sulla questione specifica della caccia è assolutamente vero che la porzione degli "ambientalisti" tra i portatori di doppiete è attualmente assai ridotta. Ma esiste.. Nei confronti di questi che posizione prendiamo?
Io questa domanda me la sono già risolta, con tutti i rischi e la solitudine del caso. A molti sembrerà un paradosso il fatto che una persona possa rappresentare LAC, LAV, WWF, LIPU, Italia Nostra e Legambiente all'interno del Comitato Faunistico preso la Regione Friuli Venezia Giulia e, contemporaneamente, fare parte del Circolo Friulano Cacciatori. Eppure non sono un "traditore": qualche mese fa ho prodotto l'ennesimo atto di impugnazione contro le nefandezze normative in materia venatoria di questa regione. E quell'atto è servito a provocare l'ennesimo intervento delle Corte Costituzionale. La cosa che vi sembrerà buffa è che l'associazione venatoria di cui sono dirigente ( da non cacciatore), ha sostenuto i ricorsi, ben sapendo che possono comportare la chiusura della caccia. Come è possibile? E' frutto di un dialogo partito cautamente otto anni fa. Nel 2004 ho invitato Pecoraro a partecipare ad un'iniziativa sulla tutela della fauna selvatica dalle schifezze normative del Friuli Venezia Giulia. Quando è entrato nella sala della Regione gremita di ambientalisti e di persone stranamente vestite di verde, lo ho visto perplesso. Immaginate poi la sua faccia quando ha visto le stesse persone sbucciarsi le mani dagli applausi davanti alle sue dichiarazioni di attenzione alla questione da ministro dell'Ambiente. Al termine di quel convegno Alfonso mi ha detto: "vabbè, ma vacci piano con i cacciatori". Io ho ovviamente disobbedito..
Ho disobbedito perchè avevo in testa l'idea di mettere la politica davanti ad una situazione che la avrebbe lasciata esterrefatta: gli ambientalisti ed una parte dei cacciatori uniti contro la porzione più grigia del mondo venatorio, supportata dalla maggior parte dei politici di destra e di sinistra. Non siamo comunque riusciti a fermare la legge-schifezza nell'aula del consiglio regionale, ma la abbiamo poi demolita con i ricorsi ( fatti coordinandoci..).
Tutto questo per dire che sulla caccia possiamo avere certamente un'opinione contraria; ma l'attacco demagogico sul "mucchio" delle doppiette produce inevitabilmente il compattamento dei cacciatori. Se invece siamo in grado di aprire collegamenti con la pur esigua parte ambientalista di quel mondo, possiamo portare a casa molto, molto di più. A quel punto la scelta della politica non potrà più essere tra ambientalisti o cacciatori, ma tra ambientalisti e bracconieri....
E' la strada giusta? Non lo so. Io sinceramente non so fare il grillo parlante.. E ci tengo poco a continuare a fare il "purista" davanti all'estinzione di specie di fauna selvatica operata dalla caccia selvaggia che si pratica in Italia ( o all'estero dagli italiani.. ).
Subject: [baseverde] R: RAZZA IN VIA DI ESTINZIONE?
@ maurizio e paola: - diciamo che non tutti i cacciatori sono uguali, ma la maggioranza è quel che è. i verdi vogliono un futuro senza caccia, ma sappiamo che finchè a nessuno verrà voglia di cacciare, pur facendo leggi contro la caccia la continueranno a fare illegalmente (come già fanno). ritengo quindi fondamentale fare informazione, discutere coi cacciatori "per bene" anche per frammentare l'apparente granitico mondo della caccia.
sembra un discorso aberrante il mio ma invece è un approccio molto pragmatico. l'obiettivo è rimettere sulla via della legalità, del rispetto delle regole la caccia, cosa che ad oggi non è. l'obiettivo è ridurre le morti dovute a questa attività, ed evitare che minorenni imbraccino un fucile.
discutendo con la minorazna di cacciatori che comunque una certa sensibilità ambientalista ce l hanno non faremo che arricchire conoscenze, sperando anche che serva per fare qualche modifica in futuro in favore degli animali oltre che delle persone.
- sui verdi, vero, troppa demagogia che è andata per conto suo senza approfondire gli argomenti per rsolvere davvero le questioni. io invece dico che i verdi non devono essere il partito del panda e dell'alberello. questo non significa che non debbano difendere i panda, gli alberelli o gli uccellini, anzi, ma non devono dare l'impressione ai cittadini di essere settari negli argomenti che trattano: i verdi devono essere di ampio respiro, avere un idea di società oltre che trattare esclusivamente di tematiche ecologiste. tra l'altro devono imparare ad essere un partito "popolare", che attragga voti, perchè per affermare una cultura verde serve consenso, e non una minoranza elitaria che va nelle istituzioni a fare leggi che non vengono sistematicamente rispettate. ils enso del discorso si rifà un po' anche a ciò che diceva alex langer, almeno a come l ho interpretato io.
bisogna tornare a studiare, bisogna tornare sul territorio, tra la gente, bisogna comunciare in maniera efficace, saper attrarre voti di qualunque colore politico e anche senza colore politico, anche e soprattutto i delusi, quelli che non stanno andando a votare, ricreare insomma l entiusiasmo degli anni 80, perso guarda caso quando i verdi si sono fusi con i professionisti della politica e quando si son fatti partito burocratico.
va inoltre detto che bisogna fare cultura e informazione prima che chiedere voti per le poltrone, convincendo le persone che non bisogna arricchirsi all infinito per essere felici, che c'è un limite a tutto, che serve sobrietà e qualità della vita, che non si può vivere per lavorare ma lavorare per vivere, che è ormai un concetto RIVOLUZIONARIO nel 2009.
Signor Mori si è trattato di un errore di battitura, manca uno zero e forse qualche numero in più. La cifra risultante è meno irrisoria, anche se relativamente bassa.
Certo non era un modo per fare sarcasmo sul fatto che il Governo sta facendo scelte sempre più drastiche in quest'ambito.
saluti
Paola Balestro
Da: Paolo Mori <paolomori@...> A: baseverde@yahoogroups.com Inviato: Ven 27 novembre 2009, 21:12:36 Oggetto: Re: R: [baseverde] RAZZA IN VIA DI ESTINZIONE?
Non tornano i conti: se in Italia (Balestro) ci fossero in tutto 70.000 cacciatori (da dove il dato?) come fanno ad essercene 80.000 (Cortiana) solo in Umbria?
I numeri, in politica sono importanti: certe cose sono nelle sostanza assai più importanti del "mercato dei voti",
Il giorno 27/nov/09, alle ore 09:46, Fiorello Cortiana ha scritto:
Paola, hai già dato le risposte, ne aggiungo una che ho potuto verificare nella mia esperienza in Umbria, 800.000 abitanti 80.000 cacciatori.
Ciò che vale per i cacciatori, nella relazione/scambio con la politica, vale per la SIAE e gli editori per quel che riguarda i contenuti di comunicazione e i supporti che li contengono.
La sensibilità ambientale e Internet avanzano, potremmo dire, ma le modalità di rappresentanza e negoziazione istituzionali restano ancorate allo scorso secolo.
La stessa cosa vale per le Partite IVA non rappresentate a differenza delle imprese e dei dipendentie pensionati.. .e così via.
Fino a che le nuove sensibilità e le nuove soggettività sociali non saranno in grado di riconoscersi come tali, quindi di definire i propri bisogni e le proprie domande e poi di rappresentarle, confliggere, negoziare innovando così le relazioni istituzionali, assisteremo all'uso delle risorse pubbliche (normative e finanziarie) per il mantenimento di mondi autoreferenziali.
ciao
Fiorello
Da:baseverde@yahoogrou ps.com [mailto:baseverde@ yahoogroups. com]Per conto diPaola Balestro Inviato:giovedì 26 novembre 2009 19.27 A:baseverde@yahoogrou ps.com Oggetto:[baseverde] RAZZA IN VIA DI ESTINZIONE?
Salve, qualcuno mi sa spiegare per benino, perchè in Italia (e non solo, ma mi limito all'Italia) 70.000 cacciatori (per quanto visceralmente agguerriti sono un numero irrisorio) riescono ad avere la meglio nelle scelte del Governo? O.K. l'industria delle armi che spinge, siamo un popolo di carnivori, ecc.
Anche in un "clima" di allarmismo ambientalistico si continuano a fare scelte illogiche (non che la deturpazione della natura dipenda dai cacciatori) e sfacciatamente irrisorie e indifferenti al problema.
Ringrazio quanti hanno generosamente contribuito alla mia illuminazione, non è un caso che mi sia rivolta a massimi esponenti in materia, speravo in un riscontro diretto e ne sono soddisfatta, in parte.
Vorrei aggiungere un´ultima considerazione, da prendere come le altre mie già esposte, come la libera opinione di una persona con una sua solitaria e individuale prospettiva: so bene di non avere titoli e competenze per avanzare al vostro partito consigli o critiche da strapazzo, spero sia chiaro.
Allora, dicevo che ho un´ultima considerazione: forse perché non facendo attivismo politico, sono esente dal dover soppesare determinate problematiche e ostacoli, ma io non avverto alcuna frattura tra l´essere "ambientalista del panda o di largo respiro", tra le due posizioni ci vedo un´inevitabile e proficua continuità.
Tornando al discorso cacciatori, dissi che non era da imputare a loro la responsabilità della deturpazione ambientale. Certo che no! Ma se vogliamo andare oltre la fattispecie, quanti hanno lo stesso spregio, indifferenza verso la natura (anche e purtroppo se in contesti diversi da quello della caccia? Aggiungo che possono anche avere più istruzione ambientalistica di me, anzi sicuramente ne hanno molta di più, ma non viene finalizzata nel modo migliore), che poi sia più grave distruggere un´area con edificazioni improprie o le varie forme di inquinamento, per cui occorrono figure professionali sempre più competenti in materia ambientale, non c´è dubbio, il punto di partenza sempre quello è: indifferenza e svalutazione della natura, indipendentemente dai motivi.
Che c'entra il PD con l'ecologismo? Come è possibile far parte di questo partito o allearcisi alle prossime elezioni regionali toscane e continuare a battersi con coerenza e nei fatti per la costituente ecologista? Un saluto da Marcello.
Scenari Il 12 dicembre iniziativa a Roma della Costituente ecologista. Il leader dei Verdi Bonelli: «Dialoghiamo»
Acque agitate nel Partito democratico. Dopo l'emorragia provocata dal Movimento per l'Italia di Rutelli, è il turno degli ecodem. Il fronte dell'agibilità politica e culturale dell'ecologismo, nel principale partito d'opposizione, è sempre più ristretto. Il Pd sceglie di manifestare per "L'alternativa a Berlusconi" negli stessi giorni in cui tutto il mondo guarda agli esiti del vertice di Copenaghen sul clima, senza prevedere nemmeno un riferimento all'ambiente nella piattaforma programmatica della mobilitazione. Della Seta: «Se continua così c'è bisogno di nuovi approdi».
Rischio di "diessizzazione". Mancata mobilitazione del Pd in occasione dell'11 e 12 dicembre, in concomitanza con il summit di Copenaghen sul clima. Ancora: spaccatura in occasione del No-B day e «rappresentanza pressoché inesistente» della sensibilità ambientalista all'interno dei nuovi organismi dirigenti. Nei Democratici lo spazio d'agibilità culturale e politica delle priorità ecologiste si fa, dunque, sempre più ristretto. «Questo partito - conferma il senatore ecodem Roberto Della Seta - è nato per rinnovare il profilo del riformismo italiano, il cui cuore deve essere costituito dalla questione ambientale. L'impressione, però, è che oggi il Pd stia ripiegando verso terreni più tradizionali, verso una sinistra poco contemporanea». Priorità ambientali, peraltro, nemmeno citate dalla piattaforma di "mille piazze per l'alternativa" annunciate per l'11 e il 12 dicembre, gli stessi giorni di «100 piazze per il clima», la mobilitazione convocata già da alcune settimane da una grande coalizione nazionale animata da numerose associazioni ambientaliste, comitati e cittadini. Mancanza difficilmente derubricabile allo status di "dimenticanza". E, infatti, Della Seta usa toni chiari: «Nei due giorni in cui si svolge un appuntamento come il summit di Copenaghen al quale tutto il mondo, e segnatamente i riformisti, guarda con grande attenzione, che il Pd si mobiliti "Per l'alternativa" a Berlusconi non inserendo l'ambiente come tema pilastro rappresenta davvero un'occasione mancata». Una separazione, al momento, non è nell'aria. Ma, a furia di speranze tradite e folate di sviluppismo di una «leadership miope e provinciale nessuno scenario sembrerebbe escluso. «Per ora sto nel Pd - dice Della Seta -. Ma se questa vicenda della mobilitazione mancata non rimarrà solo un episodio, allora si tratterà di certificare una specifica incapacità del Partito. E, in questo caso, occorrerà aprire una riflessione più generale. Che riguarderebbe me e molti altri». Intanto, arriva un'altra crepa: il No B-Day del 5 dicembre. La linea di Bersani è «non partecipare ». Gli ecodem, invece, ci saranno. «E non sarò l'unico», prevede il senatore. «Al di là di chi l'ha promossa, ritengo che a questa manifestazione il Pd ci debba essere. In Italia c'è un problema di rispetto della democrazia». La critica ai vertici, anche stavolta, è nel merito. «Sinceramente non so quali motivazioni abbiano spinto segretario e organismi dirigenti a decidere di non esserci ». Insomma: i mal di pancia sono più forti. Dopo Rutelli, il Pd è dunque alle prese con un'altra grana interna. La componente ecologista, nel frattempo, «guarda con attenzione» a cosa accade al di fuori del Pd. In particolare al dialogo tra la Costituente ecologista promossa dai Verdi e i Radicali del neopresidente Staderini e del leader carismatico Pannella. «Ho giudicato coraggiosa e intelligente la scelta dei Verdi di non diluirsi in un contenitore come Sinistra e libertà, che risponde a logiche poco attuali e dove sarebbe stato difficile mettere al centro l'ambiente. Una proposta che punti al rafforzamento e all'autonomia di una rappresentanza delle questioni ambientali va certamente incoraggiata». Un approdo possibile per gli ecodem? «Se il Pd chiudesse in maniera definitiva alle questioni ambientali bisognerebbe certamente scegliere altri lidi. Ma si tratterebbe di una necessità non di mera ricollocazione politica dei singoli, bensì di una questione prioritaria per l'Italia». Intanto, proprio il 12 dicembre Della Seta ed altri ecodem parteciperanno a Roma agli "Stati generali degli ecologisti", promossi dai Verdi. In quell'occasione, spiega il presidente del Sole che ride Angelo Bonelli, «confermerò la necessità di aprire un dialogo con tutti gli ecologisti, in maniera paritaria, per provare a delineare il futuro dell'ambientalismo italiano». Allora: se son rose fioriranno? «Vedremo», taglia corto Della Seta. Il confronto, intanto, è aperto. Ed è già un buon inizio.
beh, dipende di che sinistra parli. per certa sinistra gli straordinari vanno
preservati. i lavoratori di oggi è scontato che lavorino più ore di quelle
dichiarate ufficialmente, e devono essere disponibili sempre e comunque.
bertinotti dal 1996 al 1998 insisteva sulle 35 ore che non facevano parte del
programma del governo prodi, ed anche per questo alla fine è caduto il governo
allora(oltre alla guerra in ex Yugoslavia etc). negli ultimi anni, compresa la
campagna elettorale del 2006 non ho sentito menzionare le 35 ore, deduco che
all'epoca lo si proponeva solo come mossa propagandistica seguendo i socialisti
francesi di jospin.
per i verdi il concetto di "slow", slow food, slow economy, slow life (se non vi
piace l'inglese traducetelo anche in italiano)deve essere approfondito e
ricercato, e credo che anche la diminuzione delle ore lavorative deve essere un
obiettivo.
sulla caccia, ovvio che l'obiettivo strategico(che condivido perfettamente) deve
essere l'eliminazione del concetto di caccia come "sport" (per capirsi), ma
bisogna vedere in che modo si porta avanti la questione. dare contro i
cacciatori a prescindere, urlare ai 4 venti che bisogna solo che abolire subito
la caccia diventa ahimè controproducente, perchè seppur si riesce ad abolirla
per legge verrà continuata per via illegale, ed io vorrei evitare questo effetto
nefasto che diverrebbe per noi più ideologico che per realizzare l'obiettivo.
sono poi d'accordissimo che sia disgustoso uccidere gli animali per il gusto di
farlo, ma finchè esisteranno armi esisterà caccia, quindi meglio porla nelle
regole e diminuirne il campo d'azione che fare proclami difficilmente
ralizzabili a breve e medio termine.
sull'ultima proposta è ottima, purtroppo non pensiamo oltre l'antropocentrismo
anche quando magari diciamo di volerlo superare. spesso si fanno strade tra
boschi, biotopi, ecosistemi non rendendosi conto che quella sottile striscia di
asfalto diventa un problema insormontabile per la fauna ma anche la flora,
spezzando un ciclo di vita e modificandolo in maniera a volte inesorabile.
quindi questo è un ottimo spunto su cui discutere e proporre
--- In baseverde@yahoogroups.com, Paolo Mori <paolomori@...> ha scritto:
>
> > .... non si può vivere per lavorare ma lavorare per vivere, che è
> > ormai un concetto RIVOLUZIONARIO nel 2009.
> >
> Se è per questo. lo era già abbondantemente negli anni '70:
> soprattutto nel '77.
> Almeno a sinistra!
> Per tornare alla caccia, certamente i Verdi devono partire dal
> governare quel che c'è, ad esempio dalla legge 157 tanto odiata dai
> cacciatori meno intelligenti.
> Ma non possono prescindere dal fatto che è assurdo ammazzare qualche
> essere vivente per divertimento: in questo (cito Bonelli a Fiuggi!!!)
> l'obiettivo strategico dei Verdi sulla questione resta l'abolizione
> della caccia.
> Sulle questioni degli animali, del rispetto per loro ecc probabilmente
> ci sarebbe poi tantissimo da dire e per molti (come me) anche da
> studiare.
> Per dirne una, tanto banale da sembrare straordinaria, bisognerebbe
> che quando si pensa l'urbanistica (come gestione del territorio) la
> prima preoccupazione fosse pensare a come lo vorrebbero gli animali
> (selvatici in primo luogo, ovviamente) e come procurare loro adeguati
> corridoi naturalistici di collegamento tra le varie zone non
> direttamente urbanizzate (quando non antropizzate).
> Ciao, PaoloMori
>
>
.... non si può vivere per lavorare ma lavorare per vivere, che è ormai un concetto RIVOLUZIONARIO nel 2009.
Se è per questo. lo era già abbondantemente negli anni '70: soprattutto nel '77.
Almeno a sinistra!
Per tornare alla caccia, certamente i Verdi devono partire dal governare quel che c'è, ad esempio dalla legge 157 tanto odiata dai cacciatori meno intelligenti.
Ma non possono prescindere dal fatto che è assurdo ammazzare qualche essere vivente per divertimento: in questo (cito Bonelli a Fiuggi!!!) l'obiettivo strategico dei Verdi sulla questione resta l'abolizione della caccia.
Sulle questioni degli animali, del rispetto per loro ecc probabilmente ci sarebbe poi tantissimo da dire e per molti (come me) anche da studiare.
Per dirne una, tanto banale da sembrare straordinaria, bisognerebbe che quando si pensa l'urbanistica (come gestione del territorio) la prima preoccupazione fosse pensare a come lo vorrebbero gli animali (selvatici in primo luogo, ovviamente) e come procurare loro adeguati corridoi naturalistici di collegamento tra le varie zone non direttamente urbanizzate (quando non antropizzate).
Ciao, PaoloMori
Il giorno 27/nov/09, alle ore 20:50, e.rigitano ha scritto:
@ maurizio e paola: - diciamo che non tutti i cacciatori sono uguali, ma la maggioranza è quel che è. i verdi vogliono un futuro senza caccia, ma sappiamo che finchè a nessuno verrà voglia di cacciare, pur facendo leggi contro la caccia la continueranno a fare illegalmente (come già fanno). ritengo quindi fondamentale fare informazione, discutere coi cacciatori "per bene" anche per frammentare l'apparente granitico mondo della caccia.
sembra un discorso aberrante il mio ma invece è un approccio molto pragmatico. l'obiettivo è rimettere sulla via della legalità, del rispetto delle regole la caccia, cosa che ad oggi non è. l'obiettivo è ridurre le morti dovute a questa attività, ed evitare che minorenni imbraccino un fucile.
discutendo con la minorazna di cacciatori che comunque una certa sensibilità ambientalista ce l hanno non faremo che arricchire conoscenze, sperando anche che serva per fare qualche modifica in futuro in favore degli animali oltre che delle persone.
- sui verdi, vero, troppa demagogia che è andata per conto suo senza approfondire gli argomenti per rsolvere davvero le questioni. io invece dico che i verdi non devono essere il partito del panda e dell'alberello. questo non significa che non debbano difendere i panda, gli alberelli o gli uccellini, anzi, ma non devono dare l'impressione ai cittadini di essere settari negli argomenti che trattano: i verdi devono essere di ampio respiro, avere un idea di società oltre che trattare esclusivamente di tematiche ecologiste. tra l'altro devono imparare ad essere un partito "popolare", che attragga voti, perchè per affermare una cultura verde serve consenso, e non una minoranza elitaria che va nelle istituzioni a fare leggi che non vengono sistematicamente rispettate. ils enso del discorso si rifà un po' anche a ciò che diceva alex langer, almeno a come l ho interpretato io.
bisogna tornare a studiare, bisogna tornare sul territorio, tra la gente, bisogna comunciare in maniera efficace, saper attrarre voti di qualunque colore politico e anche senza colore politico, anche e soprattutto i delusi, quelli che non stanno andando a votare, ricreare insomma l entiusiasmo degli anni 80, perso guarda caso quando i verdi si sono fusi con i professionisti della politica e quando si son fatti partito burocratico.
va inoltre detto che bisogna fare cultura e informazione prima che chiedere voti per le poltrone, convincendo le persone che non bisogna arricchirsi all infinito per essere felici, che c'è un limite a tutto, che serve sobrietà e qualità della vita, che non si può vivere per lavorare ma lavorare per vivere, che è ormai un concetto RIVOLUZIONARIO nel 2009.
Non tornano i conti: se in Italia (Balestro) ci fossero in tutto 70.000 cacciatori (da dove il dato?) come fanno ad essercene 80.000 (Cortiana) solo in Umbria?
I numeri, in politica sono importanti: certe cose sono nelle sostanza assai più importanti del "mercato dei voti",
Il giorno 27/nov/09, alle ore 09:46, Fiorello Cortiana ha scritto:
Paola, hai già dato le risposte, ne aggiungo una che ho potuto verificare nella mia esperienza in Umbria, 800.000 abitanti 80.000 cacciatori.
Ciò che vale per i cacciatori, nella relazione/scambio con la politica, vale per la SIAE e gli editori per quel che riguarda i contenuti di comunicazione e i supporti che li contengono.
La sensibilità ambientale e Internet avanzano, potremmo dire, ma le modalità di rappresentanza e negoziazione istituzionali restano ancorate allo scorso secolo.
La stessa cosa vale per le Partite IVA non rappresentate a differenza delle imprese e dei dipendentie pensionati...e così via.
Fino a che le nuove sensibilità e le nuove soggettività sociali non saranno in grado di riconoscersi come tali, quindi di definire i propri bisogni e le proprie domande e poi di rappresentarle, confliggere, negoziare innovando così le relazioni istituzionali, assisteremo all'uso delle risorse pubbliche (normative e finanziarie) per il mantenimento di mondi autoreferenziali.
ciao
Fiorello
Da:baseverde@yahoogroups.com [mailto:baseverde@yahoogroups.com]Per conto diPaola Balestro Inviato:giovedì 26 novembre 2009 19.27 A:baseverde@yahoogroups.com Oggetto:[baseverde] RAZZA IN VIA DI ESTINZIONE?
Salve, qualcuno mi sa spiegare per benino, perchè in Italia (e non solo, ma mi limito all'Italia) 70.000 cacciatori (per quanto visceralmente agguerriti sono un numero irrisorio) riescono ad avere la meglio nelle scelte del Governo? O.K. l'industria delle armi che spinge, siamo un popolo di carnivori, ecc.
Anche in un "clima" di allarmismo ambientalistico si continuano a fare scelte illogiche (non che la deturpazione della natura dipenda dai cacciatori) e sfacciatamente irrisorie e indifferenti al problema.
hai centrato ancor più la questione, quando fondammo i verdi parlavamo della necessità di un passaggio dalla "coscienza di classe" ad una "coscienza di specie" con la consapevolezza di un nuovo antropocentrismo fondato su un'etica della responsabilità verso il vivente attuale e futuro "la terra ci è data in prestito dai nostri figli" dicevano i Grunen. Per questo come ecologisti ci facevamo carico delle contraddizioni interspecifiche oltre che di quelle intraspecifiche, per questo facevamo i referendum contro la caccia "non si possono uccidere gli animali per sport" e,a Milano, chiudevamo gli zoo. Noi, come specie umana, ci salveremo in virtù di una scelta di valore e non per una tardiva reazione ad una situazione catastrofica.
Fiorello
-----Messaggio originale-----
Da: baseverde@yahoogroups.com per conto di Paola Balestro
Inviato: ven 27/11/2009 16.11
A: baseverde@yahoogroups.com
Oggetto: Re: R: [baseverde] RAZZA IN VIA DI ESTINZIONE?
Fiorello, hai toccato un tasto non da poco: il potere, la sua determinazione, o meglio autodeterminazione. La storia umana dice che i grandi cambiamenti avvengono (se avvengono) solo dietro enormi squilibri che chiedono una risposta rapida.
Pensavo alla storia del potere stesso, a come, almeno in Occidente, l'ordinamento si sia modificato (in meglio), ma sempre.resta indietro rispetto alle nuove esigenze e sollecitazioni. Resta indietro, perché chi lo detiene (non solo i grandi politici, si tratta di un assetto economico-sociale, di piccole o grandi caste, insomma moltissime persone "campano" simbolicamente e praticamente su questo ordine, probabilmente anch'io).
Ma, allora di cosa mi lamento? Francamente ci sono situazioni che ritengo ripugnanti, non più giustificabili.
Ma a tutti i mali del mondo, la mia priorità va al discorso ambientale. Qualcuno diceva che l'ingiustizia, la criminalità ecc, erano legate strettamente alla povertà estrema e alla miseria. Vero, in parte. Ma sono convinta che ormai avremmo i mezzi per eliminare la miseria più tetra. E ce lo possiamo scordare se non si diffonderà non solo una consapevolezza individuale dei propri bisogni e necessità, ma una consapevolezza collettiva del fatto che siamo natura, parte di essa, e forse con maggiori responsabilità rispetto ad altre specie animali. Se non modifichiamo il nostro approccio con la natura stessa. Ma forse per poterlo fare o almeno iniziare.occorrono taaaanti soldi e potere? E' il gatto che si morde la coda?
Ciao
Paola
________________________________
Da: Fiorello Cortiana <f.cortiana@...>
A: baseverde@yahoogroups.com
Inviato: Ven 27 novembre 2009, 09:46:13
Oggetto: R: [baseverde] RAZZA IN VIA DI ESTINZIONE?
Paola, hai già dato le risposte, ne aggiungo una che ho potuto verificare nella mia esperienza in Umbria, 800.000 abitanti 80.000 cacciatori.
Ciò che vale per i cacciatori, nella relazione/scambio con la politica, vale per la SIAE e gli editori per quel che riguarda i contenuti di comunicazione e i supporti che li contengono.
La sensibilità ambientale e Internet avanzano, potremmo dire, ma le modalità di rappresentanza e negoziazione istituzionali restano ancorate allo scorso secolo.
La stessa cosa vale per le Partite IVA non rappresentate a differenza delle imprese e dei dipendentie pensionati.. .e così via.
Fino a che le nuove sensibilità e le nuove soggettività sociali non saranno in grado di riconoscersi come tali, quindi di definire i propri bisogni e le proprie domande e poi di rappresentarle, confliggere, negoziare innovando così le relazioni istituzionali, assisteremo all'uso delle risorse pubbliche (normative e finanziarie) per il mantenimento di mondi autoreferenziali.
ciao
Fiorello
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Da: baseverde@yahoogrou ps.com [mailto:baseverde@ yahoogroups. com] Per conto di Paola Balestro
Inviato: giovedì 26 novembre 2009 19.27
A: baseverde@yahoogrou ps.com
Oggetto: [baseverde] RAZZA IN VIA DI ESTINZIONE?
Salve, qualcuno mi sa spiegare per benino, perchè in Italia (e non solo, ma mi limito all'Italia) 70.000 cacciatori (per quanto visceralmente agguerriti sono un numero irrisorio) riescono ad avere la meglio nelle scelte del Governo? O.K. l'industria delle armi che spinge, siamo un popolo di carnivori, ecc.
Anche in un "clima" di allarmismo ambientalistico si continuano a fare scelte illogiche (non che la deturpazione della natura dipenda dai cacciatori) e sfacciatamente irrisorie e indifferenti al problema.
Si tratta di involuzione darwiniana o altro?
Grazie per l'attenzione
Che c'entra il PD con l'ecologismo? Come è possibile far parte di questo partito o allearcisi alle prossime elezioni regionali toscane e continuare a battersi con coerenza e nei fatti per la costituente ecologista? Un saluto da Marcello.
Scenari Il 12 dicembre iniziativa a Roma della Costituente ecologista. Il leader dei Verdi Bonelli: «Dialoghiamo»
Acque agitate nel Partito democratico. Dopo l'emorragia provocata dal Movimento per l'Italia di Rutelli, è il turno degli ecodem. Il fronte dell'agibilità politica e culturale dell'ecologismo, nel principale partito d'opposizione, è sempre più ristretto. Il Pd sceglie di manifestare per "L'alternativa a Berlusconi" negli stessi giorni in cui tutto il mondo guarda agli esiti del vertice di Copenaghen sul clima, senza prevedere nemmeno un riferimento all'ambiente nella piattaforma programmatica della mobilitazione. Della Seta: «Se continua così c'è bisogno di nuovi approdi».
Rischio di "diessizzazione". Mancata mobilitazione del Pd in occasione dell'11 e 12 dicembre, in concomitanza con il summit di Copenaghen sul clima. Ancora: spaccatura in occasione del No-B day e «rappresentanza pressoché inesistente» della sensibilità ambientalista all'interno dei nuovi organismi dirigenti. Nei Democratici lo spazio d'agibilità culturale e politica delle priorità ecologiste si fa, dunque, sempre più ristretto. «Questo partito - conferma il senatore ecodem Roberto Della Seta - è nato per rinnovare il profilo del riformismo italiano, il cui cuore deve essere costituito dalla questione ambientale. L'impressione, però, è che oggi il Pd stia ripiegando verso terreni più tradizionali, verso una sinistra poco contemporanea». Priorità ambientali, peraltro, nemmeno citate dalla piattaforma di "mille piazze per l'alternativa" annunciate per l'11 e il 12 dicembre, gli stessi giorni di «100 piazze per il clima», la mobilitazione convocata già da alcune settimane da una grande coalizione nazionale animata da numerose associazioni ambientaliste, comitati e cittadini. Mancanza difficilmente derubricabile allo status di "dimenticanza". E, infatti, Della Seta usa toni chiari: «Nei due giorni in cui si svolge un appuntamento come il summit di Copenaghen al quale tutto il mondo, e segnatamente i riformisti, guarda con grande attenzione, che il Pd si mobiliti "Per l'alternativa" a Berlusconi non inserendo l'ambiente come tema pilastro rappresenta davvero un'occasione mancata». Una separazione, al momento, non è nell'aria. Ma, a furia di speranze tradite e folate di sviluppismo di una «leadership miope e provinciale nessuno scenario sembrerebbe escluso. «Per ora sto nel Pd - dice Della Seta -. Ma se questa vicenda della mobilitazione mancata non rimarrà solo un episodio, allora si tratterà di certificare una specifica incapacità del Partito. E, in questo caso, occorrerà aprire una riflessione più generale. Che riguarderebbe me e molti altri». Intanto, arriva un'altra crepa: il No B-Day del 5 dicembre. La linea di Bersani è «non partecipare ». Gli ecodem, invece, ci saranno. «E non sarò l'unico», prevede il senatore. «Al di là di chi l'ha promossa, ritengo che a questa manifestazione il Pd ci debba essere. In Italia c'è un problema di rispetto della democrazia». La critica ai vertici, anche stavolta, è nel merito. «Sinceramente non so quali motivazioni abbiano spinto segretario e organismi dirigenti a decidere di non esserci ». Insomma: i mal di pancia sono più forti. Dopo Rutelli, il Pd è dunque alle prese con un'altra grana interna. La componente ecologista, nel frattempo, «guarda con attenzione» a cosa accade al di fuori del Pd. In particolare al dialogo tra la Costituente ecologista promossa dai Verdi e i Radicali del neopresidente Staderini e del leader carismatico Pannella. «Ho giudicato coraggiosa e intelligente la scelta dei Verdi di non diluirsi in un contenitore come Sinistra e libertà, che risponde a logiche poco attuali e dove sarebbe stato difficile mettere al centro l'ambiente. Una proposta che punti al rafforzamento e all'autonomia di una rappresentanza delle questioni ambientali va certamente incoraggiata». Un approdo possibile per gli ecodem? «Se il Pd chiudesse in maniera definitiva alle questioni ambientali bisognerebbe certamente scegliere altri lidi. Ma si tratterebbe di una necessità non di mera ricollocazione politica dei singoli, bensì di una questione prioritaria per l'Italia». Intanto, proprio il 12 dicembre Della Seta ed altri ecodem parteciperanno a Roma agli "Stati generali degli ecologisti", promossi dai Verdi. In quell'occasione, spiega il presidente del Sole che ride Angelo Bonelli, «confermerò la necessità di aprire un dialogo con tutti gli ecologisti, in maniera paritaria, per provare a delineare il futuro dell'ambientalismo italiano». Allora: se son rose fioriranno? «Vedremo», taglia corto Della Seta. Il confronto, intanto, è aperto. Ed è già un buon inizio.
@ maurizio e paola:
- diciamo che non tutti i cacciatori sono uguali, ma la maggioranza è quel
che è. i verdi vogliono un futuro senza caccia, ma sappiamo che finchè a nessuno
verrà voglia di cacciare, pur facendo leggi contro la caccia la continueranno a
fare illegalmente (come già fanno). ritengo quindi fondamentale fare
informazione, discutere coi cacciatori "per bene" anche per frammentare
l'apparente granitico mondo della caccia.
sembra un discorso aberrante il mio ma invece è un approccio molto pragmatico.
l'obiettivo è rimettere sulla via della legalità, del rispetto delle regole la
caccia, cosa che ad oggi non è. l'obiettivo è ridurre le morti dovute a questa
attività, ed evitare che minorenni imbraccino un fucile.
discutendo con la minorazna di cacciatori che comunque una certa sensibilità
ambientalista ce l hanno non faremo che arricchire conoscenze, sperando anche
che serva per fare qualche modifica in futuro in favore degli animali oltre che
delle persone.
- sui verdi, vero, troppa demagogia che è andata per conto suo senza
approfondire gli argomenti per rsolvere davvero le questioni.
io invece dico che i verdi non devono essere il partito del panda e
dell'alberello. questo non significa che non debbano difendere i panda, gli
alberelli o gli uccellini, anzi, ma non devono dare l'impressione ai cittadini
di essere settari negli argomenti che trattano: i verdi devono essere di ampio
respiro, avere un idea di società oltre che trattare esclusivamente di tematiche
ecologiste. tra l'altro devono imparare ad essere un partito "popolare", che
attragga voti, perchè per affermare una cultura verde serve consenso, e non una
minoranza elitaria che va nelle istituzioni a fare leggi che non vengono
sistematicamente rispettate. ils enso del discorso si rifà un po' anche a ciò
che diceva alex langer, almeno a come l ho interpretato io.
bisogna tornare a studiare, bisogna tornare sul territorio, tra la gente,
bisogna comunciare in maniera efficace, saper attrarre voti di qualunque colore
politico e anche senza colore politico, anche e soprattutto i delusi, quelli che
non stanno andando a votare, ricreare insomma l entiusiasmo degli anni 80, perso
guarda caso quando i verdi si sono fusi con i professionisti della politica e
quando si son fatti partito burocratico.
va inoltre detto che bisogna fare cultura e informazione prima che chiedere voti
per le poltrone, convincendo le persone che non bisogna arricchirsi all infinito
per essere felici, che c'è un limite a tutto, che serve sobrietà e qualità della
vita, che non si può vivere per lavorare ma lavorare per vivere, che è ormai un
concetto RIVOLUZIONARIO nel 2009.
http://blog.libero.it/rigitans
Grazie Maurizio, vorrei prima premettere la mia posizione: non sono un´attivista politica, né mi sono mai definita una "verde" o un´ecologista: rispetto e qualche volta amo la natura, compreso quello che non mi allieta troppo.
Quindi in materia sono una dilettante, una qualsiasi privata cittadina che ha a cuore il problema ambientale.
Nella spiegazione legata alla tua esperienza, in particolare è emersa una motivazione surreale e purtroppo credo altrettanto vera: "Il cacciatore sa di natura"!!! Cioè ammazzare (ebbene si, a me il fatto duole) uccellini e animali rende l´uomo vicino alla natura?
Un giorno, un ex cacciatore mi ha raccontato che lui lo faceva per sfida: lui o meglio il "cannone" contro esseri di cui sicuramente invidiava qualcosa. In genere non mi lascio andare a facili epiteti, a me sembra semplice vigliaccheria...
In definitiva non solo è molto triste, ma ormai esplicitamente pericoloso, continuare ad avere questo approccio con la natura, un approccio storicamente perverso e crudele (penso alla conquista dell' America, dove gli Indios sono stati falcidiati in quanto esseri quasi animali...noi europei discendiamo dai conquistadores, per fare un brutale esempio su un milione a disposizione).
Ma dopo questo mio discorso resta un vuoto: molti la possono pensare come me, ma non sono quelli come me che detengono il potere per un effettivo cambiamento, o chi ci prova, trova ostacoli giganti, suppongo.
Interessante se l'hai letta anche la risposta precedente, apre altri sbocchi su cui riflettere.
ciao
Paola
Da: Maurizio <maurizio.rozza@...> A: baseverde@yahoogroups.com Inviato: Ven 27 novembre 2009, 14:51:03 Oggetto: Re: [baseverde] RAZZA IN VIA DI ESTINZIONE?
Cara Paola,
rapresento le associazioni ambientaliste all'interno del Comitato Faunistico Regionale del Friuli Venezia Giulia, faccio il guardiacaccia da 17 anni; mi occupo di progetti di conservazione della fauna selvatica da molti anni. Vivo dunque quotidianamente il tuo stesso quesito, e mi sono dato le seguenti risposte:
1) In epoca fascista la caccia era vista come una palestra per formare il buon guerriero. Inconsciamente si sta tornando in quella direzione. La persona che porta il fucile è vista dalla politica ( non solo di destra.. ) come una persona particolarmente "potente". Ci deve essere anche qualcosa di competenza degli psicologi, legato alla simbologia fallica.. Mahhh..
2) Si è affermata l'idea che il cacciatore è il soggetto che "sa di natura". Io che faccio gli esami per gli aspiranti cacciatori so benissimo che è del tutto falso. Ma parallelamente so che nel mondo ambientalista e animalista l'ignoranza sulle dinamiche della natura e della fauna selvatica diviene ogni anno più pesante. Quanto ai Verdi, in questi anni hanno seguito quasi sempre linee demagogiche, perdendo per strada la fiducia ed il contributo di tanti tecnici faunistici con una sensibilità ed un approccio ambientalista.
Sempre nei Verdi si è assistito in questi anni ad una evoluzione, fino ad affermare che "noi siamo ecologisti, e non siamo il partito degli uccellini". Dietro questa affermazione, che ho sentito affermare con numerose varianti, traspare tutta l'inadeguatezza del nostro partito ad entrare nel merito delle questioni e la conseguente preferenza per rimanere nel vago, limitandosi a dichiarazioni di principio che consentono di essere fatte anche da chi di una certa materia non capisce nulla e non ha nessuna voglia di perdere tempo e fatica per approfondirla.
Il mondo venatorio, invece, sa compattarsi nascondendo tutte le sue nefandezze, sa entrare nel merito per portare avanti i suoi interessi, sa fare azioni di divulgazione efficaci, sa piazzare i suoi uomini nei punti chiave decisionali. Qualcuno tanti anni fa ha definito questo mondo ( ironia della sorte... ) "massoneria verde"..
Salve, qualcuno mi sa spiegare per benino, perchè in Italia (e non solo, ma mi limito all'Italia) 70.000 cacciatori (per quanto visceralmente agguerriti sono un numero irrisorio) riescono ad avere la meglio nelle scelte del Governo? O.K. l'industria delle armi che spinge, siamo un popolo di carnivori, ecc.
Anche in un "clima" di allarmismo ambientalistico si continuano a fare scelte illogiche (non che la deturpazione della natura dipenda dai cacciatori) e sfacciatamente irrisorie e indifferenti al problema.
Fiorello, hai toccato un tasto non da poco: il potere, la sua determinazione, o meglio autodeterminazione. La storia umana dice che i grandi cambiamenti avvengono (se avvengono) solo dietro enormi squilibri che chiedono una risposta rapida.
Pensavo alla storia del potere stesso, a come, almeno in Occidente, l´ordinamento si sia modificato (in meglio), ma sempre...resta indietro rispetto alle nuove esigenze e sollecitazioni. Resta indietro, perché chi lo detiene (non solo i grandi politici, si tratta di un assetto economico-sociale, di piccole o grandi caste, insomma moltissime persone "campano" simbolicamente e praticamente su questo ordine, probabilmente anch´io).
Ma, allora di cosa mi lamento? Francamente ci sono situazioni che ritengo ripugnanti, non più giustificabili.
Ma a tutti i mali del mondo, la mia priorità va al discorso ambientale. Qualcuno diceva che l´ingiustizia, la criminalità ecc, erano legate strettamente alla povertà estrema e alla miseria. Vero, in parte. Ma sono convinta che ormai avremmo i mezzi per eliminare la miseria più tetra. E ce lo possiamo scordare se non si diffonderà non solo una consapevolezza individuale dei propri bisogni e necessità, ma una consapevolezza collettiva del fatto che siamo natura, parte di essa, e forse con maggiori responsabilità rispetto ad altre specie animali. Se non modifichiamo il nostro approccio con la natura stessa. Ma forse per poterlo fare o almeno iniziare...occorrono taaaanti soldi e potere? E´ il gatto che si morde la coda?
Ciao
Paola
Da: Fiorello Cortiana <f.cortiana@...> A: baseverde@yahoogroups.com Inviato: Ven 27 novembre 2009, 09:46:13 Oggetto: R: [baseverde] RAZZA IN VIA DI ESTINZIONE?
Paola, hai già dato le risposte, ne aggiungo una che ho potuto verificare nella mia esperienza in Umbria, 800.000 abitanti 80.000 cacciatori.
Ciò che vale per i cacciatori, nella relazione/scambio con la politica, vale per la SIAE e gli editori per quel che riguarda i contenuti di comunicazione e i supporti che li contengono.
La sensibilità ambientale e Internet avanzano, potremmo dire, ma le modalità di rappresentanza e negoziazione istituzionali restano ancorate allo scorso secolo.
La stessa cosa vale per le Partite IVA non rappresentate a differenza delle imprese e dei dipendentie pensionati.. .e così via.
Fino a che le nuove sensibilità e le nuove soggettività sociali non saranno in grado di riconoscersi come tali, quindi di definire i propri bisogni e le proprie domande e poi di rappresentarle, confliggere, negoziare innovando così le relazioni istituzionali, assisteremo all'uso delle risorse pubbliche (normative e finanziarie) per il mantenimento di mondi autoreferenziali.
ciao
Fiorello
Da: baseverde@yahoogrou ps.com [mailto:baseverde@ yahoogroups. com] Per conto di Paola Balestro Inviato: giovedì 26 novembre 2009 19.27 A: baseverde@yahoogrou ps.com Oggetto: [baseverde] RAZZA IN VIA DI ESTINZIONE?
Salve, qualcuno mi sa spiegare per benino, perchè in Italia (e non solo, ma mi limito all'Italia) 70.000 cacciatori (per quanto visceralmente agguerriti sono un numero irrisorio) riescono ad avere la meglio nelle scelte del Governo? O.K. l'industria delle armi che spinge, siamo un popolo di carnivori, ecc.
Anche in un "clima" di allarmismo ambientalistico si continuano a fare scelte illogiche (non che la deturpazione della natura dipenda dai cacciatori) e sfacciatamente irrisorie e indifferenti al problema.