Sembra la vecchia DC di Ciancimino e Lima. Leggete e fatemi sapere se ho fatto bene a scannerizzarlo, ritrasformarlo in testo e farlo circolare:
“Sequestrati gli elenchi locali di Forza Italia: nelle liste anche una persona arrestata per omicidio”
Lamezia, l’attentato alla senatrice opera di mafiosi infiltrati. Secondo gli inquirenti la parlamentare azzurra Ida D’Ippolito presa di mira perché si opponeva alle cosche
LAMEZIA TERME L’attentato subito dalla senatrice dl Forza Italia Ida D’Ippolito la notte di Sabato Santo, nell’aprile scorso, sarebbe stato un avvertimento politico-mafioso voluto dalle cosche di Lamezia Terme. Secondo gli accertamenti delle forze dell’ordine, alcuni personaggi ritenuti esponenti di questi clan locali (Giampà, Torcasio, Jannazzo, Cerra, PagIiuso), risultano iscritti alla sezione di Forza Italia di Lamezia Terme. L’elenco completo di iscritti e presentatori è stato sequestrato dalla polizia dl Catanzaro su disposizione del PM Annalisa Marzano. L’indagine, avviata all’indomani del ritrovamento dell’ordigno esplosivo davanti alla villa della parlamentare, avrebbe accertato l’esistenza di un piano politico-mafioso per delegittimare la senatrice, dimostratasi inflessibile davanti a decisioni che avrebbero dovuto coinvolgere personaggi vicini ad ambienti mafiosi. Di fronte all’impegno del parlamentare di Forza Italia nell’ostacolare i tentativi dl infiltrazione, le cosche avrebbero deciso di passare all’intimidazione.
Nell’elenco sequestrato dalla polizia comparirebbero almeno sei persone ritenute vicine ai clan del Lametino. Uno degli iscritti, Giovanni Cannizzaro, è in carcere con l’accusa di aver ucciso il fratello della fidanzata, Nico Porcasio, capo dell’omonima cosca, e ferito il fratello Pasquale in un agguato compiuto il giorno prima
della bomba contro la senatrice D’ippolito. Cannizzaro avrebbe avuto come sponsor, all’atto dell’iscrizione a Forza Italia, un assessore regionale.
«Sono solo speculazioni giornalistiche — dichiara l’azzurro Maurizio Vento, vice presidente della Provincia di Catanzaro —. Sulle persone che frequentano il partito ora non c’è niente da dire, siamo tranquilli. Semmai in passato il tesseramento è stato libero. Non potevamo controllare tutti gli iscritti, e i moduli compilati in Calabria venivano trasmessi direttamente a Roma. Da oggi ci saranno verifiche più severe». Proprio a Veno, nei giorni scorsi, la polizia ha chiesto tutto il carteggio sulle tessere. Richiesta che il numero due della Provincia non ha potuto esaudire perché viene conservato nella segreteria nazionale a Roma.
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