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ti scrivo dal fronte di guerra   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #211 di 554 |
Cara mamma, ti scrivo dal fronte di guerra
    di STEFANO BENNI    

  CAMP Silvio, deserto iracheno, 2 marzo.

Cara mamma, siamo in zona  operativa.  Ci hanno detto di non usare
mai la parola guerra, locuzione antiquata e drammatizzante, ma
piuttosto termini come intervento preventivo, motivi  tecnici,
obliterazione degli obiettivi.
Anche noi soldati dobbiamo  esprimere  i nostri sentimenti in modo
acconcio. Ad esempio non si dice "cagarsi  addosso dalla paura"
ma "elaborare lo stress in modo autoreferenziale".
Quindi sono il tuo Cosimo, e mi sto autoreferenziando perché ho paura
che mi  obliterino.
   Siamo in una tendopoli vicino agli americani, e si è creato un
clima di  sano cameratismo. Loro non ci chiamano più Macaroni, ma
Chocolate boys,  per l'abitudine del nostro premier di spalmarsi la
pelata di Nutella  quando va in televisione.
  Noi non li chiamiamo Gringos ma Findus, perché il  presidente Bush
si è fatto fare il lifting in crioterapia e per non fare squagliare
tutto, se ci guardate bene, porta sempre al collo un filetto di
salmone surgelato travestito da cravatta rosa.
  Ieri è venuto il generale americano Mason e ci ha mostrato le prove
delle  armi segrete chimiche irachene. Una foto completamente nera, a
riprova di  quanto sono segrete.
Poi ci ha spiegato che i missili iracheni hanno una gittata troppo
lunga, mentre come è noto i missili di tutto il mondo hanno  gittata
comunale o tutt'al più provinciale. Ci ha fatto vedere addirittura
un missile iracheno con la marmitta truccata.
  Poi ha detto che c'è nel mondo un paese governato da un tiranno
padrone  di tutto e mentitore, che non vuole essere indagato né
giudicato, è  iscritto  a un'organizzazione segreta di incappucciati
che ha perseguito piani eversivi, consegna alle televisioni
videocassette piene di minacce e per finire ha  fabbriche d'armi
ovunque, anzi le esporta in tutto il mondo, perciò l'Usa  lo
attaccherà.
  Gli abbiamo puntato contro i fucili e non li abbiamo  abbassati
finché non ci ha giurato che non parlava dell'Italia.

  4 marzo

  Oggi dovevamo avere due gradite visite
Il presidente Berlusconi e Sharon  Stone.
Ma non sono potuti venire. Invece di Berlusconi è venuto il
ministro  Martino e invece della Stone Maria De Filippi. Martino era
bellissimo,  con  un cappello texano tricolore e gli sci da fondo.
  Credeva che l'Iraq fosse  come l'Afghanistan. Ha ribadito che
l'Italia non è in guerra, ma siamo  qui  solo per supportare in joint
venture logistica l'intervento americano.
  Comunque ha detto di vigilare poiché il pericolo di un attentato è
altissimo, si stanno saldando insieme il terrorismo islamico i
pacifisti le brigate rosse i Nas i disobbedienti, gli arbitri, i
vescovi e la cassazione.
  Se colpiranno subito sarà grave ma se non colpiranno sarà anche
peggio  perché allora gli attentati li farà la Cia e quella va giù
pesante.  Infine  il nostro colonnello ha gridato: volete camminare
nel deserto per  cinquanta  chilometri o vedere Maria De Filippi che
balla?
  Aveva appena finito di dirlo  che eravamo tutti e trecento schierati
in assetto di marcia. Il  colonnello  non sapeva se essere contento o
meno.
Dormiamo in simpatiche camerette col  letto a Castelli. No, hai letto
bene mamma, non a castello, a Castelli, i  padani occupano la branda
sotto, i meridionali dormono per terra. Il  lettino  sopra è occupato
da un cartello: la branda va rifatta in nome del popolo.

  7 marzo

  Stamattina abbiamo eseguito un'esercitazione anti guerra chimica.
  Abbiamo  fatto colazione con cappuccino liofilizzato e hamburger
surgelati  americani.
  Il cinquanta per cento non ce l'ha fatta ed è a letto che
autoreferenzia.
  E' venuto a trovarci Tony Blair. Che stile, che eleganza! Sembrava
Little  Tony passato per Oxford Con lui c'era Gasparri. Che stile,
che vivacità!  Ha bofonchiato qualcosa per un minuto e poi è rimasto
bloccato nella sua solita espressione: a bocca aperta e col labbro
pendulo.
Un po' alla volta  gli si stava riempiendo la bocca di sabbia e
allora gli abbiamo messo una  maschera antigas. Pensandoci bene, non
ha cambiato faccia per niente.
  Siamo eccitati perché ci hanno detto che in settimana dovrebbe
finalmente  arrivare Sharon Stone, se no Valeria Marini, se no la
Moratti.
  E poi una  buona notizia: a quelli del Grande Fratello li
avvertiranno se scoppia la  guerra, mentre a noi non diranno cosa
succede nella casa del Grande  Fratello: una bella rottura di marroni
risparmiata.

  8 marzo

  Ci siamo scambiati le mimose. Da alcuni indizi l'attacco sembra
imminente.
  Il colonnello Mason continua a portarci prove delle armi segrete di
Saddam, ad esempio ci ha fatto vedere che i cannoni iracheni hanno la
canna  vuota,  cosa ci nascondono dentroNel pomeriggio abbiamo visto
anche gli  ispettori  Onu.
  Hanno tutti un berretto da Sherlock Holmes, la pipa e un metal
detector.
  Gli americani gli hanno detto di scavare tutto in tondo nella
sabbia,  perché  sotto poteva esserci un bunker segreto. Solo alla
fine hanno  detto che era uno scherzo, volevano solo che qualcuno gli
costruisse una bella pista per le biglie, e si son messi a giocare
con grande risate.
Ho  capito che gli americani sono dei gran burloni e che la vita
dell'ispettore  Onu deve essere durissima. Alla sera, abbiamo visto
il film "Il ponte sul fiume Lambro", una  versione  padana del Ponte
sul fiume Kwai con gli albanesi al posto dei giapponesi  e Lunardi
che fa il colonnello costruttore al posto di David Niven. Il  film
dura sei minuti, poi naturalmente il ponte crolla.
  Dopo il rancio il  colonnello,  democraticamente ci ha prestato il
telefonino satellitare e ha detto:  adesso  ognuno mandi un essemesse
alla sua ragazza Il soldato Micillo, detto  Miccichè  per la sua
intelligenza ha detto: potrei usare altre tre lettere invece  di esse
emme esse? Il colonnello ha detto che consulterà il regolamento.

  12 marzo

  Stamattina è venuto a trovarci D'Alema. Per mostrare che era per la
guerra  ma non troppo indossava una giacca da paracadutista, bermuda
a fiori, e  un preservativo sulla baionetta.
  Ha detto che dobbiamo essere  tecnicamente  pronti all'azione
pacificatrice e ha cominciato a tracciare strani segni sulla lavagna.
Per me erano i piani per un attacco a terra, per un mio  amico  era
lo schema della nazionale di Trapattoni.
Poi si è scoperto che era la  linea politica dei Diesse sulla guerra.
  Con lui c'era Vissani che ha preparato un rancio speciale. Tortino
di  sabbia al tartufo e poisson en boite avec julienne de haricots,
ovverossia  tonno in scatola e fagioli.
Tutta la nuit abbiamo scoreggiato en pleine  air chiedendoci pardon.
  La mattina D'Alema è risalito sulla sua barca (ci  aveva messo sotto
le rotelle) e ha detto che lui non dice bugie come  Silvio  Nutella:
entro due giorni farà venire la Ferilli se no la Parietti se no
Pecoraro Scanio.  Nel pomeriggio abbiamo fatto l'esercitazione
insieme agli americani.
Loro sparavano e noi andavamo a controllare se avevano colpito il
bersaglio.  Quando eravamo vicino al bersaglio loro continuavano a
sparare e gli  inglesi venivano a controllare se ci avevano colpito,
e così via. Era un  tourbillon  molto vivace. La notte però ho
dormito male.

  14 marzo

  Finalmente è arrivato il presidente Berlusconi in elicottero. Era
incazzato  perché per tutto il viaggio è stato seguito da un branco
di fenicotteri  che lo fischiava.
E' sceso con un agile balzo e per trovarlo nella duna  hanno dovuto
usare i cani da valanga.
  Silvio era in tuta mimetica, e  sulla  faccia aveva un fard speciale
mimetico a chiazze studiato dal Pentagono e dalla Revlon.
  Purtroppo si era messo in testa troppa Nutella e i  cammelli  sono
impazziti e hanno cominciato a leccarlo.
  E' salito sul palco e ha detto che lui non è solo il presidente
operaio  il presidente picciotto, il presidente terremotato, ma anche
il  presidente  soldato. Ha detto che non ha fatto il militare perché
le caserme sono un  covo di bolscevichi, ma che sa usare un'arma.
Ha fatto mettere dieci  bottiglie  una vicina all'altra a cento metri
e ha imbracciato il fucile.
Tutte le  volte che sparava le bottiglia rimanevano intere e non
succedeva niente.  Ci hanno spiegato che sparava tra una bottiglia e
l'altra, capito che mira?
  Alla sera abbiamo fatto Ustica two, un'esercitazione radar insieme
agli  americani. Loro simulavano di attaccare con degli aerei e noi
simulavamo di rubare i tracciati.
  Devo dire che li abbiamo surclassati.

  23 marzo

E' stata una serata indimenticabile. E' arrivato Colin Powell, un
negrone  che sembra il commercialista di Tyson e ci ha mostrato nuove
prove delle armi irachene. Una ricevuta fiscale della ditta tedesco-
americana che ha venduto a Saddam il gas con cui ha sterminato i
curdi.
  Le foto dei  missili  che gli hanno venduto i nostri alleati russi,
e i sistemi di puntamento  italiani e francesi.
  Poi ci ha insegnato a torturare i prigionieri senza  lasciare segni
e ha cantato "Caravan petrol".
  Che simpatico!
  Quando se ne è andato ci siamo torturati per un po' ma ci stavamo
annoiando.
  Per fortuna, a mezzanotte ci hanno detto che avevano montato  il
palco per lo show. Dovevano esserci le veline ballerine, invece
c'erano due velone ballerone con uno spinnaker per slip.
  Poi Schifani e Vito che  volevano fare i fratelli De Rege, ma la
scenetta non è mai iniziata,  indovinate  perché. Alla fine, c'era il
balletto di Maria De Filippi e Pecoraro  Scanio,  ma fortunatamente
si è alzata una tempesta di sabbia.
Dio è con noi.

  25 marzo

  Siamo andati a letto agitati, perché siamo in job alert, mi sa che
domattina attacchiamo.
  La prova certa è questa: si sente un gran puzza di  salmone rancido,
quindi Bush e la sua cravatta rosa sono arrivati.  Inoltre  in Iraq
ci sono settecentomila soldati e rimpatriarli tutti costerebbe
troppo.
  Ci hanno distribuito l'equipaggiamento antichimico, una maschera
antigas  e una cartina di Milano. Il colonnello Mason ci ha detto che
i primi a  andare  all'attacco, per motivi tecnici, saremo noi
italiani, ma di  non preoccuparci perché ci coprono loro con gli
aerei, basta seguire  l'ombra.
  Guardo le stelle irachene, così simili alle nostre, e penso: ma
insomma,  con la new economy e le promesse del nano nutellato, e la
tecnologia, e l'impero del Bene come mai tutto quello che si annuncia
nel nostro futuro  è una guerra dopo l'altra?
  Possono due petrolieri megalomani spaccare in  due il mondo solo
perché nessuno li lascia soli nella loro paranoia?
  Ma  poi mi sono consolato: mamma: pensa a quelle guerre scomode,
nelle  trincee  col fango, le scarpe sfondate e invece siamo qui con
gli alleati Usa cento  volte più forti dei nemici, un
bell'equipaggiamento e mezzi modernissimi,  pagati dai cittadini.
  Morire in una guerra così è da disfattisti, anzi,  come dicono gli
americani, è proprio out.
  Vero, mamma?

  28 marzo

Cara signora madre di Cosimo.
  Questa non è una lettera preconfezionata, ma personale per lei.
  Sono  lieto  di informarla che suo figlio Cosimo è tecnicamente
morto nella prima  operazione  di prevenzione, obliterato da fuoco
amico. La cordiale ferita gli ha  causato un'amichevole emorragia che
lo ha cameratescamente dissanguato  accompagnandolo  a braccetto nel
paradiso degli eroi.
  Ma non sia triste. Per consolarla di  questo spiacevole
inconveniente ho almeno tre belle notizie.  Essendo suo figlio Cosimo
il primo caduto italiano in zona, ha vinto il  premio del Presidente
del Consiglio consistente in una licenza premio di  due settimane da
trascorrere in una delle sue ville in Sardegna.
  In  quanto  a lei, mamma di Cosimo, sarà ospite d'onore a ben tre
talk show in una  settimana.
  La prego di comprarsi i vestiti adatti.
  Sappiamo inoltre che suo figlio  Cosimo era di sinistra. E inoltre
meridionale e licenziato da poco.
  Si  immagina  che vita avrebbe fatto nel nostro paese? Meglio così.
  Con simpatia, il presidente del consiglio, generale Sylvio Nutella
Berlusconi.

  PS. Non si sogni di protestare. Solo il popolo mi può giudicare, e
lei è  una sola.

  (1 febbraio 2003)
Francesco Cascioli
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Mer 19 Feb 2003 9:19 pm

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