documento del politecnico di Milano: chiarimenti sul file .pps "Perchè si fa una guerra", da me rigirato qualche tempo fa
Prima parte
Abbiamo ricevuto da molti mittenti diversi un documento in .ppt dal titolo "Perche' si fa una guerra" e abbiamo ricevuto anche molte mail che attribuivano quel documento a noi, dato che nell'ultima pagina si suggerisce di firmare il nostro appello.
Smentiamo qualsiasi "paternita'" di quel documento, ma per poter rispondere a chi ci ha scritto abbiamo fatto ricerche:
In prima pagina il documento faceva riferimento a una lezione tenuta al Politecnico di Milano. Abbiamo contattato il docente del corso, che ci ha inviato quanto segue:
"Tutto è nato da una risposta a una domanda al termine di una lezione del mio corso. Ho fatto alcune deduzioni quantitative (quelle che compaiono nelle prime diapositive) partendo da dati attinti dal libro di Lucia Annunziata sulla
guerra del golfo, che riportavo a memoria. Riproduco qui il passo originale
"Dieci anni fa "Desert Storm" costò 60 miliardi di dollari . Naturalmente, il costo della guerra non è un vero problema . l'ottanta per cento fu pagato dai paesi arabi che avevano chiesto l'intervento contro l'invasione. Ovviamente, in quel periodo il costo del petrolio passò da 15 $ a 40 $ a barile, perché le nazioni che pagavano ricuperassero le spese."
(Lucia Annunziata, NO, la seconda guerra irachena e i dubbi dell'occidente, Donzelli Editore, Roma, 2002, pag. 105.)
Uno studente ha creato a mia insaputa il file che sta circolando, indicando solo indirettamente che la redazione non è mia ("Tratto da ."), senza precisare che citavo a memoria (le cifre reali sono più alte da quelle da me riportate), introducendo alcune imprecisioni (ad esempio che le "sette sorelle [sono], tutte americane, di cui 5 di proprietà statale") e notizie di cui non conosco l'attendibilità (il riparto degli utili del petrolio tra governo e privati).
Ho rintracciato l'autore attraverso i suoi colleghi; ecco quanto mi ha scritto:
"""
Ho appreso dai miei compagni di corso che sono nati dei problemi attorno ad un file di powerpoint che ho creato qualche tempo fa. Toni allarmistici mi parlavano di "cose che non vanno fatte in questo modo..." eccetera.
Non capisco da dove saltino fuori tutte queste problematiche. Il file non è nient'altro che la risposta alle richieste di spiegare più chiaramente quello che, a parole, avevo provato a raccontare ai miei amici.
Ho appreso che sono nate controversie anche sulla questione della fonte. Nel documento, ho chiarito subito che quelle non erano le sue esatte parole; ho messo "tratto da...", e mi sembra chiaro come questo voglia dire che si tratti di una mia rielaborazione di quanto ho sentito, attraverso l'aggiunta di mie informazioni e mie considerazioni.
Non vedo neanche tutto questo alone di mistero attorno a chi fosse l'autore del file: quando l'ho spedito ai miei amici, non l'ho fatto in modo segreto! Ho normalmente usato la mia e-mail, senza camuffare in alcun modo il mio nome. E dopotutto, non vedo perchè avrei dovuto farlo.
Sono comunque cosciente che il file, inevitabilmente, contiene degli errori, anche perchè l'ho composto "a memoria" dopo alcune settimane da quanto avevo sentito.
Sarei contento di poterlo sistemare, per diffondere il più possibile notizie aderenti al vero.
Buona giornata,
Roberto R.
"""
In conclusione dati veri, ma un poco di "semplicità" nel riportarli e soprattutto nessuna consapevolezza dell'enorme potenza diffusiva della rete: questo piccolo esempio mostra quale sia l'effetto di una crescita geometrica del numero dei messaggi.
Milano, 28 Febbraio 2003
Rodolfo Soncini Sessa
"
Da parte nostra aggiungiamo che la velocità con cui il documento è circolato dimostra anche quanta voglia di informazione ci sia e - di conseguenza - quanto sia fondamentale che l'informazione sia sempre corretta, cosa che noi di Emergency ci impegnamo a fare.
Sarebbe buona cosa - prima di inoltrare un documento, di qualsiasi natura sia - verificare prima alla fonte la sua veridicità e non dare per scontato che qualsiasi cosa arriva nella nostra casella postale (sia che si tratti di un allarme virus che di un documento sulla guerra) sia veritiera e corretta.
Smentiamo qualsiasi "paternita'" di quel documento, ma per poter rispondere a chi ci ha scritto abbiamo fatto ricerche:
In prima pagina il documento faceva riferimento a una lezione tenuta al Politecnico di Milano. Abbiamo contattato il docente del corso, che ci ha inviato quanto segue:
"Tutto è nato da una risposta a una domanda al termine di una lezione del mio corso. Ho fatto alcune deduzioni quantitative (quelle che compaiono nelle prime diapositive) partendo da dati attinti dal libro di Lucia Annunziata sulla
guerra del golfo, che riportavo a memoria. Riproduco qui il passo originale
"Dieci anni fa "Desert Storm" costò 60 miliardi di dollari . Naturalmente, il costo della guerra non è un vero problema . l'ottanta per cento fu pagato dai paesi arabi che avevano chiesto l'intervento contro l'invasione. Ovviamente, in quel periodo il costo del petrolio passò da 15 $ a 40 $ a barile, perché le nazioni che pagavano ricuperassero le spese."
(Lucia Annunziata, NO, la seconda guerra irachena e i dubbi dell'occidente, Donzelli Editore, Roma, 2002, pag. 105.)
Uno studente ha creato a mia insaputa il file che sta circolando, indicando solo indirettamente che la redazione non è mia ("Tratto da ."), senza precisare che citavo a memoria (le cifre reali sono più alte da quelle da me riportate), introducendo alcune imprecisioni (ad esempio che le "sette sorelle [sono], tutte americane, di cui 5 di proprietà statale") e notizie di cui non conosco l'attendibilità (il riparto degli utili del petrolio tra governo e privati).
Ho rintracciato l'autore attraverso i suoi colleghi; ecco quanto mi ha scritto:
"""
Ho appreso dai miei compagni di corso che sono nati dei problemi attorno ad un file di powerpoint che ho creato qualche tempo fa. Toni allarmistici mi parlavano di "cose che non vanno fatte in questo modo..." eccetera.
Non capisco da dove saltino fuori tutte queste problematiche. Il file non è nient'altro che la risposta alle richieste di spiegare più chiaramente quello che, a parole, avevo provato a raccontare ai miei amici.
Ho appreso che sono nate controversie anche sulla questione della fonte. Nel documento, ho chiarito subito che quelle non erano le sue esatte parole; ho messo "tratto da...", e mi sembra chiaro come questo voglia dire che si tratti di una mia rielaborazione di quanto ho sentito, attraverso l'aggiunta di mie informazioni e mie considerazioni.
Non vedo neanche tutto questo alone di mistero attorno a chi fosse l'autore del file: quando l'ho spedito ai miei amici, non l'ho fatto in modo segreto! Ho normalmente usato la mia e-mail, senza camuffare in alcun modo il mio nome. E dopotutto, non vedo perchè avrei dovuto farlo.
Sono comunque cosciente che il file, inevitabilmente, contiene degli errori, anche perchè l'ho composto "a memoria" dopo alcune settimane da quanto avevo sentito.
Sarei contento di poterlo sistemare, per diffondere il più possibile notizie aderenti al vero.
Buona giornata,
Roberto R.
"""
In conclusione dati veri, ma un poco di "semplicità" nel riportarli e soprattutto nessuna consapevolezza dell'enorme potenza diffusiva della rete: questo piccolo esempio mostra quale sia l'effetto di una crescita geometrica del numero dei messaggi.
Milano, 28 Febbraio 2003
Rodolfo Soncini Sessa
"
Da parte nostra aggiungiamo che la velocità con cui il documento è circolato dimostra anche quanta voglia di informazione ci sia e - di conseguenza - quanto sia fondamentale che l'informazione sia sempre corretta, cosa che noi di Emergency ci impegnamo a fare.
Sarebbe buona cosa - prima di inoltrare un documento, di qualsiasi natura sia - verificare prima alla fonte la sua veridicità e non dare per scontato che qualsiasi cosa arriva nella nostra casella postale (sia che si tratti di un allarme virus che di un documento sulla guerra) sia veritiera e corretta.
seconda parte
fonte: ketty agnesani - mailto:ketty@... gruppo: Sede
argomento: varie
Un documento dal Politecnico
Le vicende di cui abbiamo già parlato, relative a un documento che gira in internet contenenti dati errati, ci ha fatto conoscere il Prof. Soncini Sessa del Politecnico di Milano, al quale avevamo chiesto - visto l'interesse dimostrato da molti per i dati contenuti in quel documento - se era possibile fare informazione corretta dando dati reali e documentati.
Molto gentilmente il professore ha fatto una ricerca, fin dove è stato possibile, che ha pubblicato sul suo sito.
Potrete trovare i dati corretti a questo indirizzo
http://www.elet.polimi.it/upload/soncini/Emergency.htm
Ovviamente non sono "eclatanti" come quelli del documento realizzato dal suo studente, ma sono reali.
Oltre questo non è potuto andare, perchè non è il campo di sua competenza e perchè non si trovano fonti certe che possano documentare la ripartizione degli utili tra paesi produttori, governi, privati cittadini.
Come dice il professore nel suo documento: "a consuntivo rimangono solo i danni materiali: le vite umane perdute, i sistemi produttivi distrutti e le risorse sperperate."
Ringraziamo il prof. Soncini- Sessa per il suo lavoro in favore di una
corretta informazione, e anche Paolo Attivissimo, che sul suo sito
(www.attivissimo.net) ha indagato su questa "bufala". Sul suo sito
troverete anche la lettera di rettifica dello studente che ha
realizzato il documento.
Infine ringraziamo tutti coloro che, prima di inoltrare il documento dandolo per attendibile, ci hanno chiesto conferme.
Ciao
ketty
argomento: varie
Un documento dal Politecnico
Le vicende di cui abbiamo già parlato, relative a un documento che gira in internet contenenti dati errati, ci ha fatto conoscere il Prof. Soncini Sessa del Politecnico di Milano, al quale avevamo chiesto - visto l'interesse dimostrato da molti per i dati contenuti in quel documento - se era possibile fare informazione corretta dando dati reali e documentati.
Molto gentilmente il professore ha fatto una ricerca, fin dove è stato possibile, che ha pubblicato sul suo sito.
Potrete trovare i dati corretti a questo indirizzo
http://www.elet.polimi.it/upload/soncini/Emergency.htm
Ovviamente non sono "eclatanti" come quelli del documento realizzato dal suo studente, ma sono reali.
Oltre questo non è potuto andare, perchè non è il campo di sua competenza e perchè non si trovano fonti certe che possano documentare la ripartizione degli utili tra paesi produttori, governi, privati cittadini.
Come dice il professore nel suo documento: "a consuntivo rimangono solo i danni materiali: le vite umane perdute, i sistemi produttivi distrutti e le risorse sperperate."
Ringraziamo il prof. Soncini- Sessa per il suo lavoro in favore di una
corretta informazione, e anche Paolo Attivissimo, che sul suo sito
(www.attivissimo.net) ha indagato su questa "bufala". Sul suo sito
troverete anche la lettera di rettifica dello studente che ha
realizzato il documento.
Infine ringraziamo tutti coloro che, prima di inoltrare il documento dandolo per attendibile, ci hanno chiesto conferme.
Ciao
ketty
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questo articolo mi è stato rigirato da un amico che stimo molto, e non è solito cadere in 'tranelli' internetiani'. questo mi preoccupa ancora di più.
Spero che il sito citato nell'articolo che segue (www.newamericancentury.org) sia una bufala.
"Buona" lettura.
se qualcuno può confermare o smentire.....
"Buona" lettura.
se qualcuno può confermare o smentire.....
Il secolo della nuova oligarchia
di Silvia Ballestra
Cercavo in rete il nome degli ingegneri che hanno progettato le cluster
bombs. Ci saranno da qualche parte i nomi di questi tecnici e scienziati
che passano il loro tempo a pensare come portare morte e distruzione nel
modo più efficace. Ci saranno e devono essere scritti e ricordati, devono
rimanere nel libro nero della storia. Ma non li ho trovati nei siti che
freddamente descrivono e illustrano con dati e disegni compiaciuti il
funzionamento degli ordigni, né in quelli che pubblicizzano questo lavoro
cattivo per riempire gli arsenali (farsi un giro fra Raytheon.com e
Boeing.com, passando per globalsecurity.org). Cercavo un elenco completo
delle stragi contro i civili dall'inizio della guerra, volevo sapere
qualcosa sul reparto maternità colpito dai missili: ho trovato numeri,
iraqbodycount.net, e foto terribili in stopwar.org.uk. In questo sito di
pacifisti, se cliccate sulla sezione Faces of the war, troverete i volti
dei bambini iracheni. In fondo c'è un piccolino che veglia la povera bara
di legno ruvido in cui giace il fratello più piccolo fatto a pezzi dalle
bombe. Sopra, bambini intubati, legati alle flebo, ustionati, bambini che
piangono. Di quattro anni e più, come quello seduto sulla pietraia accanto
al padre incappucciato che abbiamo visto su tutti i quotidiani.
Poi un amico mi ha detto: fatti un giro su www.newamericancentury.org.
Vai, vai. Fatti questo giretto, così capirai cosa succederà d'ora in
avanti, per esempio a Iran e Siria. Non sono illazioni, sono
dichiarazioni. Loro.
Così sono andata e ho trovato una miniera. Una miniera di cui non sapevo
nulla. Cioè, non sapevo nulla della sfacciataggine e della chiarezza con
cui determinate mire che sembravano solo ipotesi, scenari intuiti ma non
comprovati, sono invece esposte e sostenute. Leggendo i giornali italiani,
da qualche anno a questa parte, lentamente, solo lentamente si è
cominciato a parlare di Impero. Ricordo cosa scrisse Repubblica quando
uscì negli States il libro Impero: ah!, questi intellettuali americani un
po' di sinistra, radical, che prendono il cappuccino e leggono le tesi
fantapolitiche di uno come Tony Negri?
Forse quegli stessi intellettuali, professori universitari, al contrario
dei nostri, all'epoca erano ben coscienti di quello che si stava
preparando. Guardando le date, lo Statement of Principles (Dichiarazione
di principio) del Pnac (Project for the New American Century) parla
chiaro: 3 giugno 1997. Ed è il progetto della banda Bush dalla prima
all'ultima mossa, esposto in maniera limpidissima dai protagonisti: non
semplici imperialisti, ma proprio loro, gli imperiali. Non da altri che
analizzano, leggono e interpretano fatti. No, no. Sono idee emanate, e ora
messe in pratica, da lorsignori in persona. Non sono documenti segreti,
sono pubblici e tutti possono leggerseli e capire tante cose. Si tratta di
una serie di materiali ordinati in sezioni: Defense and national security,
Nato/Europe, Iraq/Middle East, East Asia, Balkans, Global Issues. Dentro,
articoli pubblicati sui giornali, ma anche argomenti evidentemente spesi
in giro per atenei, seminari e comizi, oltreché per maneggi politici, e
tanti "memorandum per gli opinion leaders" (che, a esser cattivi, si
potrebbe tradurre come "istruzioni per i servi nei media", ma, a esser
buoni, costituiscono effettivamente ottime sintesi per capire cosa
vogliono e pensano: cfr. tutto ciò che è stato dichiarato su Francia e
Germania negli ultimi due mesi, basta usare il motore di ricerca interno).
I due più ferventi e attivi animatori - coloro che compaiono più spesso
come estensori di articoli - sono William Kristol, presidente di questo
Pnac ed editore del Weekly Standard, e il cofondatore, il giornalista e
scrittore Donald Kagan.
Un occhio ai termini: Progetto per un nuovo secolo americano (e le parole
davvero fanno riflettere: century sta qui per secolo, ma deriva da
centuria, termine militare, che significa gruppo di cento persone! E
questa oligarchia che ha preso in mano i destini del mondo, cos'altro è se
non una centuria armata fino ai denti decisa a difendere i propri
interessi?). «La leadership americana è buona sia per l'America sia per il
resto del mondo. Questa leadership richiede forza militare, energia
diplomatica e impegno per i principi morali». Dopo aver criticato la
politica Clinton, la dichiarazione di intenti è tutta un tripudio di
«mantenimento della sicurezza americana e progresso degli interessi
americani», «supporto per la leadership globale dell'America», ancora due
righe dopo «un nuovo secolo favorevole ai principi e interessi americani»,
«certo gli Stati Uniti devono essere prudenti nell'esercitare il loro
potere», però «la storia del ventesimo secolo ci ha insegnato che è
importante modellare le circostanze prima che emergano le crisi».
Bel programmino. Poi si passa a illustrare gli scopi del Pnac: «aumentare
le difese spendendo significativamente per mettere in pratica le nostre
responsabilità globali e modernizzare le forze armate, stringere i legami
con gli alleati democratici e sfidare (ma to challenge significa anche
provocare) i regimi ostili ai nostri interessi e valori», e ancora
«accettare la responsabilità per l'America di unico ruolo per preservare e
estendere un ordine internazionale favorevole alla nostra sicurezza, alla
nostra prosperità, e ai nostri principi». Certo, si conclude, la politica
di Reagan non è oggi molto "fashionable" (alla moda) ma «è necessario
costruire sui successi del secolo scorso e assicurare la nostra grandezza
nel prossimo». Firmato, fra altri: Jeb Bush, Dick Cheney, Steve Forbes,
Francis Fukuyama, Dan Quayle, Donald Rumsfeld, Paul Wolfowitz.
Che sottoscrivono anche la frase: la guerra non è un rischio, è
un'opportunità.
Piccoli iracheni (e domani piccoli iraniani, piccoli siriani, e chissà, un
giorno piccoli tedeschi e francesi), uomini e donne chiamati danni
collaterali: non ho trovato i nomi di quelli che hanno costruito le bombe
che vi uccidono e terrorizzano. Però ho trovato quelli dei mandanti.