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la concorrenza a Berlusconi   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #240 di 554 |
Oggi niente umorismo ma una notizia vera, che gira in rete
da alcuni giorni.
Ve la giro.

Berlusconi nel 1985 aveva solo una rete di televisioni
locali che
trasmettevano non contemporaneamente gli stessi programmi.
Era una furbata
che permetteva di violare la legge, visto che allora era
vietato a soggetti
privati di possedere televisioni nazionali.

Ma Berlusconi si mette d'accordo con Craxi che gli fa un
decreto legge
apposta. E fin qui, lo sapevamo già...
Cosi' Berlusconi ha finalmente tre televisioni nazionali
vere.
Ma molti storcono il naso perche', essendo possibili solo
11 reti
nazionali, e' un po' anomalo che un solo imprenditore se ne
prenda tre.
Non siamo nel Far West che il primo che arriva si prende
tutto...
Nel 1994 la Corte Costituzionale con la sentenza 420,
stabiliva in difesa
del pluralismo, che un unico soggetto privato non potesse
detenere tre reti
nazionali, concedendo un periodo di transizione e
rimettendo il problema al
legislatore per una soluzione definitiva entro e non oltre
l'agosto 1996.

Arriva il 1996, scade nell'indifferenza generale la
decisione della
Corte Costituzionale e Berlusconi continua ad avere tre tv.

Nel 1997 la legge Maccanico stabiliva che un soggetto non
potesse detenere
piu' di due reti, e che, finche' non ci fosse stato
un "congruo
sviluppo"
via satellite e cavo, Rete4 avrebbe potuto continuare a
trasmettere via
etere, quest'ultima decisione in palese contrasto con le
decisioni della
Corte Costituzionale che aveva deciso per un termine
definitivo entro
l'agosto 1996.

D'Alema, una volta diventato capo del governo, decide di
risolvere la
questione e indice una gara per l'assegnazione delle
concessioni delle reti
nazionali.
La commissione nominata dal Ministero e' presieduta da un
avvocato di
Mediaset. Berlusconi si aspetta che finalmente possa
detenere
legittimamente, con un regolare mandato dello Stato, le sue
tre reti e
relative frequenze. Nel luglio 1999 si svolge questa gara
d'appalto, per
partecipare si richiedono requisiti spaventosi e sembra
chiaro che nessuno
riuscira' a scombinare i giochi.

Invece, colpo di scena.
Arriva un tipo con uno scatolone enorme pieno di documenti
e dice:
"Buon giorno sono Francesco Di Stefano di Europa 7, vorrei
due reti
nazionali, grazie." Panico! E chi e' questo? E' pazzo?
No, non e' pazzo, e' il loro peggior incubo.
Iniziano a mettergli i bastoni tra le ruote: "Le manca il
certificato
3457!" "No e' qui!"
"Il modulo 13 bis compilato in 8 lingue?"
"Ne ho due, bastano?"
Ma poi trovano la furbata: "Il bando di gara richiede di
avere 12 miliardi
di capitale versato per rete, lei ne ha solo 12, puo'
chiedere una sola
tv."
"Balle!" Risponde il signor Di Stefano, "dodici miliardi
sono
per
concorrere non per ognuna delle due frequenze".
Ricorre al Tar e poi al Consiglio di Stato e vince.

Insomma alla fine gli devono dare una concessione per una
rete nazionale e
presto anche una seconda perche' ne ha diritto e a
Berlusconi ne tolgono
una, non che la debba chiudere, deve traslocarla sul
satellite che ormai e'
ricevuto da 18 milioni di italiani.
Ma a questo Di Stefano non gli vogliono dare proprio niente.
Evidentemente lui deve essere uno che da piccolo lo
allenavano ad abbattere
i muri con la cerbottana perche' avvia una serie di
procedimenti giudiziari
spaventosa.
Ingiunzioni, diffide, cause penali, civili, regionali,
Commissione Europea.
E vince tutti i ricorsi, tutti gli appelli, tutte le
perizie.

E alla fine arriva alla Corte Costituzionale che nel
novembre 2002,
sentenza numero 466-2002, ha stabilito inequivocabilmente
che:
- Retequattro, dal 1 Gennaio 2004 dovra' emigrare sul
satellite
- le frequenze resesi disponibili dovranno essere assegnate
a Di Stefano!
L'avete sentito dire al telegiornale?
Abbiamo chiesto a Di Stefano come si sentisse in questa
storia e ci ha
risposto con un lieve sorriso:
"Nonostante siano trascorsi ben nove anni dalla decisione
della Corte
Costituzionale Mediaset continua a detenere e utilizzare
appieno tre reti
nazionali su un totale di sette concessioni assegnate sulle
undici
assegnabili (comprese quelle Rai). Il fatto che un
soggetto, a cui e' stata
data una concessione (in concessione si da' un bene
pubblico, in questo
caso le frequenze), non riceva poi materialmente il bene e'
un avvenimento
che non ha precedenti al mondo.

Nel luglio 1999 Centro Europa 7 aveva fatto richiesta di
due concessioni,
una (Europa 7) l'ha ottenuta, per l'altra (7 Plus) c'e'
stato un diniego,
in quanto non ritenuta idonea per la mancanza del requisito
del capitale
sociale.
Una sentenza del Consiglio di Stato ha riconosciuto
esistente il requisito
del capitale sociale, per cui siamo in attesa di una
seconda concessione,
anche se il Ministro Gasparri prende tempo.
Nel frattempo Centro Europa 7 per iniziare le trasmissioni,
si e' dotata di
una struttura di oltre 20.000 mq, di otto grandi studi di
registrazione per
le proprie eventuali produzioni, di una library di oltre
3000 ore di
programmi e di tutto cio' che e' necessario per una rete
televisiva
nazionale con 700 dipendenti.
Questa preparazione e' stata necessaria poiche' la legge
stabilisce che,
entro sei mesi dall'ottenimento della concessione, la neo-
emittente ha
l'obbligo di iniziare le trasmissioni.
Attualmente Centro Europa 7 e' una societa' praticamente
ferma, non ha
alcun introito, poiche' non e' stata messa in condizione di
operare, ma ha
avuto, e continua ad avere, pesanti oneri per la gestione
della struttura,
l'adeguamento della library, l'adeguamento tecnologico, le
ingenti spese
legali, i costi dei dipendenti..."

Ma ora altro colpo di scena: Gasparri si sta muovendo per
salvare Rete 4.
Il D.D.L. Gasparri, art. 20 comma 5 e art. 23 comma 1,
realizza in pratica
un condono, riconoscendo il diritto di trasmettere
a "soggetti privi di
titolo" che occupano frequenze in virtu' di provvedimenti
temporanei,
discriminando cosi' le imprese come Europa 7 che hanno
legittima
concessione, il tutto sempre al fine
salvaguardare Retequattro.
Infatti, quest'ultima potra' continuare a trasmettere, in
barba alla
sentenza del '94 e del 2002 della Corte Costituzionale e
della legge
249/97, pur non avendo ormai da quasi quattro anni la
concessione, mentre
Europa 7 non potra' mai trasmettere, dimenticando che nel
luglio 1999 c'e'
stata una regolare gara dello Stato per assegnare le
concessioni, gara
persa da Retequattro e vinta da Europa 7.
Si realizza quindi un ennesimo gravissimo stravolgimento
del diritto.
In pratica, chi ha perso la gara (Retequattro) puo'
continuare
tranquillamente a trasmettere, e chi l'ha vinta (Europa 7),
perde
definitivamente tale diritto. Non vi sembra straordinario?

Travolti da un miracoloso afflato civico i deputati del
Polo bocciano alla
Camera dei Deputati il decreto Gasparri proprio laddove
vuol tagliare la
gola a Europa 7.
E' chiaro che le urla di Berlusconi di questi giorni sono
anche per
ricompattare i suoi, che se lo mollano adesso...
Ora bisogna vedere cosa fa il Senato...
e poi la legge deve tornare alla Camera...
E poi bisogna vedere se Ciampi la firma una legge del
genere.
Saremmo all'oltraggio definitivo del concetto stesso di
stato di diritto.
Un conto e' fare una legge per non finire in galera, un
conto e' fare una
legge per prendersi qualche cosa che appartiene a un altro.
Si comincia cosi' e poi si pretende il Jus Primae Noctis.
Quindi, cara cittadina, caro cittadino, sappi che in questo
momento si sta
giocando una partita incredibile.
Se questa egge passa quel che e' tuo e' suo.



Mer 4 Giu 2003 10:42 am

c3050277
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Inoltra Messaggio #240 di 554 |
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Oggi niente umorismo ma una notizia vera, che gira in rete da alcuni giorni. Ve la giro. Berlusconi nel 1985 aveva solo una rete di televisioni locali che ...
f.cascioli@...
member; u=69...
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4 Giu 2003
10:42 am
Avanzata

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