Orkut, arrivut
Ciao a tutti,
invio anche qui il post casual su LinkedIn e Orkut che ho
inserito sul blog personale: ho potuto apprezzare entrambi gli
strumenti!
La mia dubbiosità era legata più che altro al fatto che servizi di questo tipo (specialmente nel caso di Orkut) ci sono già, e in genere stanno lì per favorire "relazioni" (per lo più sentimentali), per capirci, cose tipo Meetic (tra l'altro, con una piccola differenza: su questi prima ti iscrivi e poi, se vuoi conoscere, paghi).
Ma non è una questione di soldi che, a mio parere, fa preferire una soluzione piuttosto che un'altra: anche Orkut, ovviamente, avrà sviluppato un modello di business che al momento opportuno uscirà fuori (altrimenti in Google sono benefattori e vabbè..) e lo stesso presumo avviene per LinkedIn, presumo (spero?)E' lo stile.
Per le relazioni, io preferisco una "scuola" nella quale i comportamenti non sono massizzati, commercialmente, sociologicamente, ma dove l'incontro migliore è ancora l'incontro "casuale", "individuale", basato sulla stima e l'empatia, sulla professionalità e sugli obiettivi comuni, non obbligato da situazioni nè da eventi combinati. Che poi, magari ogni incontro casualissimo non sia, fa niente..., l'importante è capirci.
Sulla rete sono nati come funghi, invece, servizi che hanno la
pretesa di pilotare lucidamente le relazioni (professionali, sociali,
virtuali, reali e quant'altro), di "mettere insieme" le comunità di
persone. Intendiamoci, non li trovo servizi inutili, giacché talvolta i
risultati sono apprezzabili e anche commercialmente lusinghieri, e
peraltro non sono neanche novità assolute. Eppure, nel caso di
relazioni non del tutto professionali (per
intenderci: non un marketplace) li trovo ineleganti, parziali, in fin
dei conti limitati e forse limitanti. Il perché lo lascio spiegare a
qualcuno che di sociologia se ne intende più di me, ma il senso è
questo.
Il grande successo dei blog, per esempio, forse (per me..) si spiega
così:
relazioni di persone che prendono vita autonomamente, senza nessuno che
le "piloti" dall'alto, dal basso, da sinistra o da destra. Ma non
divaghiamo..dicevo dei servizi di community che mi piacciono poco.
I servizi come LinkedIn e Orkut, invece, mi sono piaciuti. Ecco, forse l'unico cruccio che ho avuto, è che non ci abbia pensato qualcuno dalle nostre parti, ché l'inventiva in effetti non ci manca. Ma vabbè...
In sostanza, si tratta di database di profili implementati attraverso una rete scale-free (su Blogcafé avevo scritto qualcosa al proposito), cioè una rete liberamente composta dove gli "hub", ovvero oggetti concentratori, sviluppano le connessioni tra sottinsiemi disconnessi, rendendo possibile la formazione di una più generale rete di collegamenti variabili (tra 1 e n gradi, con n <= 3) e con alcune idee alla base a volte intelligenti, a volte furbe, a volte semplicemente logiche.
Mi è piaciuto lo stile, dicevo: non eccesssivamente invasivo, ma anzi quasi riservato, sobrio, eppure completo, aperto, e funzionale. Tanto LinkedIn è orientato all'aspetto "professionale" tanto Orkut invece a quello più squisitamente personale, ma i due settori spesso e volentieri si incrociano, e quindi, forse, è inutile parlare di distinzioni nette. In ogni caso, ci sono delle differenza implementative non banali, di cui dirò dopo.
Per i non iniziati come me spiegare di cosa si tratta, sempre che abbia afferrèto il concetto, è forse un'utopia, quindi per ora mi fermo qui nella "teoria", che qualcuno molto meglio di me se vorrà, approfondirà e accenno in modo molto veloce al funzionamento. Un funzionamento senza dubbio favorito dal mezzo telematico, che qui si basa sul più classico "invito": qualcuno vi deve invitare, preferibilmente, per entrare in Linkedin o Orkut. Non a caso, i primi inviti li ho sempre ricevuti da guru Giuseppe, al quale il metodo piace molto ;-)
Una volta invitati, si entra nel sistema, e il gioco a quel punto si
svela nella sua iniziale semplicità (ma, attenzione, non banalità):
bisogna compilare la propria scheda, con attenzione, ed è fatta. Nel
"profilo" ci sarà la nostra vita professionale, personale, e così via,
limitatatamente a quello che noi vogliamo far sapere. Riporto al
proposito un post di Massimo Mantellini sulle varie e delicate
implicazioni che l'accettazione dell'accordo Orkut prevede,
http://www.mantellini.it/2004_02_01_archivio.htm#107807417695464754
I profili (correggetemi se sbaglio) non sono visibili a tutti, e qui il gioco diventa interessante, infatti non c'è una url esterna del profilo, ma questa è visibile solamente alle categorie di persone "trusted friends", cioè amici fidati. Gli amici sono il nostro network di conoscenze, e possiamo allargare questo network attraverso inviti da rivolgere ad altri amici che lo frequentano, ad amici che non lo frequentano, agli "hub", cioè persone con tante conoscenze che ci interessano che ci collegano automaticamente alle altre, o ricevendo, ovviamente, altri inviti da terzi.
Differenze tra Linkedin e Orkut: a parte la citata orientazione più
personale di Orkut, quest'ultimo rende anche disponibili alcuni
strumenti peculiari, per così dire: si può diventare "fan" di qualcuno,
o dimostrare il proprio apprezzamento in termini di professionalità,
dinamicità, simpatia, (vado a memoria), e sex-appeal. Questi
apprezzamenti compariranno nel profilo della persona individuata. I
vari pezzi del gioco sembrano ben congeniati: ad esempio, gli
apprezzamenti sono anonimi, ma i profili di trusted friends no (o
almeno mi sembra: mentire dovrebbe essere difficile).
Infine, si può appartenere a nessuna, una o più community
inter-network. Aprirne una è facilissimo: io ad esempio ho creato la
community Romani de Roma....se qualcuno è interessato...:)
Insomma, si consolidano e si creano amicizie in modo chiaro e pulito.
Il tutto utilizzando lo strumento telematico e, nel caso di LinkedIn,
mostrando le proprie professionalità, senza barare e senza celarsi
dietro nomignoli di dubbio gusto.
Cosa chiedere di più? Ci penso e poi ve lo dico...
Luciano