Dopo la pausa che si e' avuta nel blog e soprattutto in lista
ultimamente, riprendiamo il filo della discussione, che si e' un po'
persa a causa di qualche polemica ora speriamo sopita, e per la quale
procederemo per conto nostro. Il tema e' il riposizionamento di
Blogcafe' (il blog) e dei suoi obiettivi in termini di argomenti
trattati e di funzione per la blogosfera.
Riepilogo brevemente: un primo brainstorming delle idee l'abbiamo fatto
insieme io Marco Schwarz e B.Georg (i fondatori del Blogcafe') via email
in questi giorni, continuiamo ora sulla lista, che e' nata ed esiste
proprio per questo, cioe' per discutere dei temi e delle iniziative che
poi prendono forma sul blog vero e proprio.
Al primo nucleo di fondatori si sta aggiungendo un secondo gruppo di
blogger che hanno dato la loro disponibilita' per l'iniziativa: tra
questi Luca Conti (Pandemia), Carlo (Ubik), Tony (Blogitalia.it) che ho
incontrato in questi giorni.
Tra le idee che probabilmente verranno implementate, e sulle quali
stiamo dialogando: la funzione di trackbacking che, implementata in modo
estensivo, consentirebbe di tracciare i temi piu' trattati sulla
blogosfera a partire da un unico oggetto, nel nostro caso il post (vedi
ad es. il lavoro di Paolo, piu' complesso, con Kcollector). Le news, che
inizialmente sono state viste come un semplice nucleo riferito a eventi
o dati della blogosfera, oneroso da portare avanti, verranno forse
inserite nel piu' ampio contesto della redazione di Itnews (un'agenzia
di news tecnologiche, che conosco perche' fondata) che ha dato
disponibilita'. Vedremo...
Intanto benvenuto ai nuovi : condividendo, come nostro stile, idee da
mettere in pratica..
ciao
Luciano
Ciao cari! Mi presento...anzi...oggi sono un po'stanco per
presentarmi...quindi mi presento dal mio sito:
http://www.tonyonthenet.it/tony. Non me ne vogliate...presto spero
di scrivere qualcosa al momento! :P
On Fri, 09 Apr 2004 12:36:35 +0200, Alessio Bragadini wrote:
> Come dicevo, è meno della metà di un'idea, un abbozzo di spunto,
> una suggestione...
Sono esattamente le cose su cui sto lavorando: finora l'ambito strumenti di
community collegati ai blog mi sembrano limitati a piattaforme tipo Splinder
(con logiche di chiusura). Gli applicativi individuali invece si concentrano
sulle funzionalita' di cms (aspetto smentite).
E se lavorassimo noi su un applicativo individuale (in asp come Blogger o da
installare come MT) che permetta di gestire in modo integrato anche le relazioni
con chi usa sistemi diversi?
Oggi per esempio pensavo a un blogroll con feed reader, per cui quando uno dei
blog elencati viene aggiornato, ti viene segnalato sul tuo blog; idem la
possibilita' di mandare una mail a tutti quelli nel tuo blogroll o che ti hanno
commentato. Sono tutte funzionalita' sparse qua e la', sto cercando di
individuare e valutare le piu' interessanti, poi si vedra'.
Ciao a tutti,
è disponibile il frame di Blogcafé (gli ultimi 10 post):
http://blogcafe.beta.it/blogcafe.htm
e per chi vuole, c'è anche l'inconcina antipixel (sul sito, in basso a sx)!
ciao,
Luciano
On Fri, 2004-04-09 at 12:13, mafe wrote:
> Molto interessante, grazie. Sto preparando una presentazione per webbit
proprio
> sulle piattaforme e sugli applicativi che uniscono blog, community "classiche"
e
> reti sociali, qualunque idea e/o segnalazione e' preziosa.
Una mezza idea che mi è venuta su Orkut, dove esiste una community "no
spam Friends of Friends" che si lamenta dello spam mandato a tutti i FoF
sui temi più disparati.
Da un lato se non mandi messaggi alle persone che non sono tuoi "primi
amici" la funzione di un social network è IMHO un po' castrata;
dall'altra la crescita del traffico sarebbe geometrica e appunto
assimilabile allo spam. Pensavo sarebbe più semplice creare un tool
blog-like in cui si possa scrivere le proprie cose, e un aggregatore
dentro Orkut che unisce i blog degli amici e amici-di-amici, a meno di
rimozione: un passaggio da "push" a "pull".
Il desiderio di non mandare più mail a raffica "guarda questo" agli
amici è tra l'altro stata una delle poche ragioni per fare il mio weblog
personale.
Come dicevo, è meno della metà di un'idea, un abbozzo di spunto, una
suggestione...
--
Alessio F. Bragadini alessio@...
"E allora? Turarsi il naso. Coprirsi. Cambiare canale. Cambiare
passione. Cambiare mestiere. Resistere. Sognare, forse."
On Fri, 09 Apr 2004 08:56:18 -0000, Renato wrote:
> Tblog (www.tblog.com) ha creato una "blog community" che assomiglia
> molto a una rete sociale. Mi sembra quasi un tentativo di fondere
> le due cose insieme.
Molto interessante, grazie. Sto preparando una presentazione per webbit proprio
sulle piattaforme e sugli applicativi che uniscono blog, community "classiche" e
reti sociali, qualunque idea e/o segnalazione e' preziosa.
ciao e buona pascua a tutti
Tblog (www.tblog.com) ha creato una "blog community" che assomiglia
molto a una rete sociale. Mi sembra quasi un tentativo di fondere le
due cose insieme. Mah!
Ciao
Renato
http:/nightpassage.free.fr
On Fri, 02 Apr 2004 17:21:51 +0200, Rudy Belcastro wrote:
> On 2004-04-01 12:38:19 +0200 Renato <jazz@...> wrote:
>
>
>> Più che altro mi sembra un luogo dove attraverso i vari forum pui
>> discutere degli argomenti che più ti interessano e soprattutto
>> fare conoscenza proprio con quelle persone che condividono
>> appunto i tuoi interessi. Tutto sommato niente di nuovo:-)
>>
>
> Non saprei valutare l'originalità di questi "luoghi".
L'originalita' e' che, oltre a modalita' ormai abituali in rete di nuove
relazioni con sconosciuti (anche se vicini di pianerottolo :) le reti sociali
sono pensate per gestire relazioni soprattutto con "conosciuti". La base di
questi siti, infatti, e' la creazione della tua rete di contatti gia' esistenti,
a cui poi, se vuoi, puoi affiancare altre attivita'.
Grazie per il fantastico aneddoto: e' un esempio che ai corsi uso sempre,
stavolta posso dargli concretezza!
ciao, mafe
On 2004-04-01 12:38:19 +0200 Renato <jazz@...> wrote:
> Più che altro mi sembra un luogo dove attraverso i vari forum pui discutere
> degli argomenti che più ti interessano e soprattutto fare conoscenza proprio
> con quelle persone che condividono appunto i tuoi interessi. Tutto sommato
> niente di nuovo:-)
Non saprei valutare l'originalità di questi "luoghi".
So soltanto che grazie a Linkedln (via Gianluca Neri)
sono entrato casualmente in contatto con un appassionato di
moto antiche per scambiare dei ricambi praticamente introvabili.
Ho scoperto poi che si trattava di un mio vicino di casa.
Non ci siamo mai parlati visto che per motivi di lavoro viviamo la casa
in orari totalmente diversi.
Più che "sei gradi" erano "sei piani" di separazione.
Rudy Belcastro
Uno dei tanti...
http://rudybelcastro.splinder.it/
Renato wrote:
>
> Di Social Network ne avevo già parlato in questo breve post tempo fa:
>
> http://nightpassage.free.fr/index.php?p=88
>
> Non conosco esattamente Linkedln e Orkut ma non credo siano molto
> diversi da Tribe (http://www.tribe.net), a cui sono iscritto. Fra
Tribe.net mi sembra più vicino a Orkut, come filosofia. Probabilmente sono
d'accordo con te, anche se in pratica conosco male entrambi. :) Per Orkut, ma
penso anche per gli altri, da quel che ho capito, e come avevo comunque
preventivato, bisogna avere molto tempo da passare online :(. Se uno ce l'ha,
l'idea è buona (e, comunque, assolutamente d'accordo che non è innovativa) ma
il "problema" penso appunto stia lì.
Il giudizio è sospeso invece per Linkedin, che mi sembra più interessante, nel
senso che non essendo rivolto a conciliare esigenze diverse ma proprio alle
relazioni professionali è più "concreto" e non richiede una "presenza" (il
tempo che ho speso è stato solo per fare una scheda decente all'inizio). Sarà
che forse trammite Linkedin ho avuto contatti interessanti mentre con Orkut
solo inviti a partecipare a improbabili party online o inviti reali ma in
America? mah..! :-))
> Ciao
> Renato
> http://nightpassage.free.fr
Ciao!
Luciano
--- In blogcafe@yahoogroups.com, Luciano Giustini
<lucianogiustini@y...> ha scritto:
>
Di Social Network ne avevo già parlato in questo breve post tempo fa:
http://nightpassage.free.fr/index.php?p=88
Non conosco esattamente Linkedln e Orkut ma non credo siano molto
diversi da Tribe (http://www.tribe.net), a cui sono iscritto. Fra
l'altro anche ICQ ha aperto il suo social network (ICQ Universe).
Sinceramente ancora non sono riuscito a capire bene se siano utili o
no:-) Più che altro mi sembra un luogo dove attraverso i vari forum
pui discutere degli argomenti che più ti interessano e soprattutto
fare conoscenza proprio con quelle persone che condividono appunto i
tuoi interessi. Tutto sommato niente di nuovo:-) Non mi sembra questa
grande rivoluzione, però mi piace come è strutturato Tribe.
Ciao
Renato
http://nightpassage.free.fr
Ciao a tutti,
invio anche qui il post casual su LinkedIn e Orkut che ho
inserito sul blog personale: ho potuto apprezzare entrambi gli
strumenti!
La mia dubbiosità era legata più che altro al fatto che
servizi di questo tipo (specialmente nel caso di Orkut) ci sono già, e
in genere stanno lì per favorire "relazioni" (per lo più sentimentali),
per capirci, cose tipo Meetic (tra l'altro, con una piccola differenza:
su questi prima ti iscrivi e poi, se vuoi conoscere, paghi).
Ma non è una questione di soldi che, a mio parere, fa preferire una
soluzione piuttosto che un'altra: anche Orkut, ovviamente, avrà
sviluppato un modello di business che al momento opportuno uscirà fuori
(altrimenti in Google sono benefattori e vabbè..) e lo stesso presumo
avviene per LinkedIn, presumo (spero?)
E' lo stile.
Per le relazioni, io preferisco una "scuola" nella quale i
comportamenti non sono massizzati, commercialmente, sociologicamente,
ma dove l'incontro migliore è ancora l'incontro "casuale",
"individuale", basato sulla stima e l'empatia, sulla professionalità e
sugli obiettivi comuni, non obbligato da situazioni nè da eventi
combinati. Che poi, magari ogni incontro casualissimo non sia, fa
niente..., l'importante è capirci.
Sulla rete sono nati come funghi, invece, servizi che hanno la
pretesa di pilotare lucidamente le relazioni (professionali, sociali,
virtuali, reali e quant'altro), di "mettere insieme" le comunità di
persone. Intendiamoci, non li trovo servizi inutili, giacché talvolta i
risultati sono apprezzabili e anche commercialmente lusinghieri, e
peraltro non sono neanche novità assolute. Eppure, nel caso di
relazioni non del tutto professionali (per
intenderci: non un marketplace) li trovo ineleganti, parziali, in fin
dei conti limitati e forse limitanti. Il perché lo lascio spiegare a
qualcuno che di sociologia se ne intende più di me, ma il senso è
questo.
Il grande successo dei blog, per esempio, forse (per me..) si spiega
così:
relazioni di persone che prendono vita autonomamente, senza nessuno che
le "piloti" dall'alto, dal basso, da sinistra o da destra. Ma non
divaghiamo..dicevo dei servizi di community che mi piacciono poco.
I servizi come LinkedIn e Orkut, invece, mi sono piaciuti. Ecco,
forse l'unico cruccio che ho avuto, è che non ci abbia pensato qualcuno
dalle nostre parti, ché l'inventiva in effetti non ci manca. Ma vabbè...
In sostanza, si tratta di database di profili implementati
attraverso una rete scale-free (su Blogcafé
avevo scritto qualcosa al proposito), cioè una rete liberamente
composta dove gli "hub", ovvero oggetti concentratori, sviluppano le
connessioni tra sottinsiemi disconnessi, rendendo possibile la
formazione di una più generale rete di collegamenti variabili (tra 1 e
n gradi, con n <= 3) e con alcune idee alla base a volte
intelligenti, a volte furbe, a volte semplicemente logiche.
Mi è piaciuto lo stile, dicevo: non eccesssivamente invasivo, ma
anzi quasi riservato, sobrio, eppure completo, aperto, e funzionale.
Tanto LinkedIn è orientato all'aspetto "professionale" tanto Orkut
invece a quello più squisitamente personale, ma i due settori spesso e
volentieri si incrociano, e quindi, forse, è inutile parlare di
distinzioni nette. In ogni caso, ci sono delle differenza
implementative non banali, di cui dirò dopo.
Per i non iniziati come me spiegare di cosa si tratta, sempre che
abbia afferrèto il concetto,
è forse un'utopia, quindi per ora mi fermo qui nella "teoria", che
qualcuno molto meglio di me se vorrà, approfondirà e accenno
in modo molto veloce al funzionamento. Un funzionamento senza dubbio
favorito dal mezzo
telematico, che qui si basa sul più classico "invito": qualcuno vi deve
invitare, preferibilmente, per entrare in Linkedin o Orkut. Non a caso,
i primi inviti li ho sempre ricevuti da guru Giuseppe, al quale il
metodo piace molto ;-)
Una volta invitati, si entra nel sistema, e il gioco a quel punto si
svela nella sua iniziale semplicità (ma, attenzione, non banalità):
bisogna compilare la propria scheda, con attenzione, ed è fatta. Nel
"profilo" ci sarà la nostra vita professionale, personale, e così via,
limitatatamente a quello che noi vogliamo far sapere. Riporto al
proposito un post di Massimo Mantellini sulle varie e delicate
implicazioni che l'accettazione dell'accordo Orkut prevede,
http://www.mantellini.it/2004_02_01_archivio.htm#107807417695464754
I profili
(correggetemi se sbaglio) non sono visibili a tutti, e qui il gioco
diventa interessante, infatti non c'è una url esterna del
profilo, ma questa è visibile solamente alle categorie di persone
"trusted friends", cioè amici fidati. Gli amici sono il nostro network
di conoscenze, e possiamo allargare questo network attraverso inviti da
rivolgere ad altri amici che lo frequentano, ad amici che non lo
frequentano, agli "hub", cioè persone con tante conoscenze che ci
interessano che ci collegano automaticamente alle altre, o ricevendo,
ovviamente, altri inviti da terzi.
Differenze tra Linkedin e Orkut: a parte la citata orientazione più
personale di Orkut, quest'ultimo rende anche disponibili alcuni
strumenti peculiari, per così dire: si può diventare "fan" di qualcuno,
o dimostrare il proprio apprezzamento in termini di professionalità,
dinamicità, simpatia, (vado a memoria), e sex-appeal. Questi
apprezzamenti compariranno nel profilo della persona individuata. I
vari pezzi del gioco sembrano ben congeniati: ad esempio, gli
apprezzamenti sono anonimi, ma i profili di trusted friends no (o
almeno mi sembra: mentire dovrebbe essere difficile).
Infine, si può appartenere a nessuna, una o più community
inter-network. Aprirne una è facilissimo: io ad esempio ho creato la
community Romani de Roma....se qualcuno è interessato...:)
Insomma, si consolidano e si creano amicizie in modo chiaro e pulito.
Il tutto utilizzando lo strumento telematico e, nel caso di LinkedIn,
mostrando le proprie professionalità, senza barare e senza celarsi
dietro nomignoli di dubbio gusto.
Cosa chiedere di più? Ci penso e poi ve lo dico...
Saluti a tutti (non so chi ci sia, conosco solo Luciano, mi ha praticamente
buttato qui dentro :))
Splinder pro e' sulla rampa di lancio, ma la rampa (da quanto ho potuto
capire) e' molto lunga e gli sviluppatori sono veramente pochi (due). La
priorita' e' sullo sviluppo di una piattaforma multicanale come dice anche
Liptzin nell'intervista.
Max
At 11.20 12/02/04, Luciano Giustini wrote:
>Luca Conti wrote:
>
> > http://www.imli.com/imlog/archivi/000017.html
> >
> > Da questa simpatica intervista, anche con qualche domanda "scomoda",
> > veniamo a sapere che:
> >
> > - splinder Pro non e' sulla rampa di lancio
> > - i feed RSS made in splinder ci saranno, ma chi li vuole li ha gia'
> > (esterni)
> > - l'obiettivo e' una comunita' attiva, anche con i messaggi istantanei
> > - splinder conquistera' il mondo (ora anglosassone, domani le altre lingue)
> > - i continui down sono per migliorare il servizio (oramai sara' di
> > lusso... ;)
> >
> > Materia per dibattere :)
>
>Volevo segnalare che l'autore di questa intervista è iscritto in lista.
>Magari
>gli si può chiedere qualche maggiore particolare .. da dibattere :)
>
>Ad esempio io sarei curioso di sapere come mai Splinder Pro non è sulla rampa
>di lancio... ;)
>
>Ciao,
>Luciano
>
>
>
>Link Yahoo! Gruppi
>
>Per andare all'homepage del gruppo vai alla pagina:
> http://it.groups.yahoo.com/group/blogcafe/
>
>Per annullare l'iscrizione al gruppo scrivi a:
> blogcafe-unsubscribe@yahoogroups.com
>
>L'utilizzo da parte tua di Yahoo! Gruppi è soggetto alle:
> http://it.docs.yahoo.com/info/utos.html
Luca Conti wrote:
> http://www.imli.com/imlog/archivi/000017.html
>
> Da questa simpatica intervista, anche con qualche domanda "scomoda",
> veniamo a sapere che:
>
> - splinder Pro non e' sulla rampa di lancio
> - i feed RSS made in splinder ci saranno, ma chi li vuole li ha gia'
> (esterni)
> - l'obiettivo e' una comunita' attiva, anche con i messaggi istantanei
> - splinder conquistera' il mondo (ora anglosassone, domani le altre lingue)
> - i continui down sono per migliorare il servizio (oramai sara' di
> lusso... ;)
>
> Materia per dibattere :)
Volevo segnalare che l'autore di questa intervista è iscritto in lista. Magari
gli si può chiedere qualche maggiore particolare .. da dibattere :)
Ad esempio io sarei curioso di sapere come mai Splinder Pro non è sulla rampa
di lancio... ;)
Ciao,
Luciano
http://www.imli.com/imlog/archivi/000017.html
Da questa simpatica intervista, anche con qualche domanda "scomoda",
veniamo a sapere che:
- splinder Pro non e' sulla rampa di lancio
- i feed RSS made in splinder ci saranno, ma chi li vuole li ha gia' (esterni)
- l'obiettivo e' una comunita' attiva, anche con i messaggi istantanei
- splinder conquistera' il mondo (ora anglosassone, domani le altre lingue)
- i continui down sono per migliorare il servizio (oramai sara' di lusso... ;)
Materia per dibattere :)
ciao
Luca
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~
=> Pandemia sta per tornare <=
http://www.pandemia.info
ICQ: # 77214338
pandemia@...
"Non si accontenti di sopravvivere! Lei
deve pretendere, di vivere in un mondo
migliore, non soltanto di sognarlo"
Massimo Girotti in "La finestra di fronte"
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~
Che Gianluca Neri fosse un abitue della notte era cosa nota (vedi gli orari
dei suoi post), che invece anche il blog cafe' si animasse tra le 23 e le
3, come un night club, mai l'avrei detto.
Sara' che alla domenica sera se non schianto prima delle 23 e' un miracolo,
ma il commento che mi viene da fare al thread precedente e': beati voi! ;)
Buon riposo
Luca
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~
=> Pandemia sta mettendo su casa <=
http://www.pandemia.info
ICQ: # 77214338
pandemia@...
"Non si accontenti di sopravvivere! Lei
deve pretendere, di vivere in un mondo
migliore, non soltanto di sognarlo"
Massimo Girotti in "La finestra di fronte"
~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~
--- In blogcafe@yahoogroups.com, Alessio Bragadini <alessio@s...> ha
scritto:
> È buffo perché un giorno ho trovato nel tuo blog (ops, no, nel
blog che
> curavi per Clarence) un attacco ad personam abbastanza feroce.
Potevi
> mandarmi una nota!
> Credo di doler segnalare al gentile pubblico che Neri ce l'ha con
me per
> delle cose succede una decina d'anni fa.
Credo l'avessero capito. Sul tuo blog risposi, guardacaso, ad un tuo
post in cui parlavi di me e Clarence e che scoprii tre mesi dopo la
pubblicazione. In ogni caso, morta qui, che questi flame annoiano
tutti ed interessano solo agli autori (in questo caso, neanche a
quelli, credo).
> In altre occasioni, Gianluca, hai dato
> l'impressione (nota la parola: impressione) che non fossero chiari
i
> confini tra i tuoi hobby, gli esperimenti, Clarence, il lavoro.
Credo non si possa lavorare bene se non divertendosi, e
sperimentando. Nota che stavano sperimentando e continuano a
sperimentare anche gli autori di MT, che non sono gli ultimi dei
pirla.
> Questa discussione, in ogni caso, era principalmente tra Luciano e
me,
> con lui che sosteneva che l'abbandono di MT da parte di Clarence
fosse
> per motivi tecnici, io per motivi di licenza. Mi sembra di esserci
> andato più vicino io, alla fin fine.
Avevate ragione entrambi. Movable Type è stato da noi man mano
rifinito per poter "ospitare" una comunità, ma non è nato a questo
scopo (così come Drupal non era nato per fare da base a Splinder).
Resta il fatto che, volendo, con un po' di esperienza, se usi un
software per fare una cosa che non è destinato a fare, la sicurezza
va a farsi benedire (o, meglio: "può succedere che...").
In questo senso non mi sento di condannare le scelta di Dada: che
sarebbe stato realizzato TypePad non lo sapevano, ai tempi, nemmeno
gli autori di Movable Type. E chi li biasima per aver deciso di
sfruttare un nuovo business? Col lavoro che hanno fatto, se lo
meritano. Ma nessuno poteva sapere.
In più c'è da considerare che gli utenti dei blog di Clarence
(quelli attivi, intendo) sono sempre stati utenti "acquisiti": gente
già esperta, o che apriva un blog su Splinder e poi passava a
Clarence quando si impratichiva. Che una comunità decida di
scegliere strumenti più semplici per i propri utenti non esperti
(che sono la maggioranza, ricordate) è più che altro normale, anche
se la cosa fa incazzare gli altri. E, col tempo, credo si
risolveranno anche le normali pecche dovute alla migrazione di un
database immenso (immaginate: nomi, post, commenti, template, ping,
trackback, categorie, eccetera). Delle poche cose che so, ad
esempio, so che era già in cantiere la reimplementazione del
trackback, e che tutta la nuova piattaforma è stata studiata
soprattutto tenendo in cosiderazioni le obiezioni che si muovevano
nei confronti di altre comunità (Splinder e la mancanza di feed, ad
esempio: la base di partenza è la stessa, il che dimostra - se ce
n'era bisogno - che Splinder i feed potrebbe implementarli senza
problemi).
Credo, insomma, si tratti solo di tempo e i miglioramenti si
vedranno (ma, per la cronaca, non prendete me come riferimento, che
con queste decisioni non ho più nulla a che fare).
Credo di doler segnalare al gentile pubblico che Neri ce l'ha con me per
delle cose succede una decina d'anni fa. Non si spiega altrimenti perché
se la prenda con me in una situazione in cui (mi pare - non seguo molto
queste tempeste in un bicchier d'acqua) c'è un generale sollevamento nei
confronti di Clarence.
On Mon, 2004-02-09 at 01:40, gianlucaneri wrote:
> Bragadini, tu sei uno di quelli che ha creato la "Città Invisibile",
> e pure parli di "sostenibilità a lungo termine"?
Sì e sì ma non riesco a collegare A e B in questo caso e soprattutto
tutto ciò alla discussione in corso...
> La cosa che Bragadini non sa è che facendo parte di un gruppo
> quotato non si possono fare le cose cazzeggiando: tipo installare
> una piattaforma di cui non si è ottenuta la licenza.
Mi fa piacere questa cosa, da quello che mi sembra di avere capito dal
traffico di questi giorni è che il cambiamento di piattaforma presso
Clarence è avvenuto senza tenere in dovuto conto le esigenze degli
utenti, senza preavviso, ecc. Posso sbagliarmi, ma questo potrebbe
essere considerato "cazzeggiare". In altre occasioni, Gianluca, hai dato
l'impressione (nota la parola: impressione) che non fossero chiari i
confini tra i tuoi hobby, gli esperimenti, Clarence, il lavoro.
Un po' perfidamente, avevo ipotizzato che a Clarence si fosse partiti
con un esperimento e non si fosse studiata la situazione della licenza
prima di installare MT: chiedo venia se ho offeso dei professionisti di
un gruppo quotato.
> Scusate lo sproloquio: tanto dovevo ad Alessio Bragadini che, come
> d'uso, le cose non le dice mai a te, ma ad altri, in posti in cui è
> difficile tu possa andare a leggerle.
È buffo perché un giorno ho trovato nel tuo blog (ops, no, nel blog che
curavi per Clarence) un attacco ad personam abbastanza feroce. Potevi
mandarmi una nota!
Questa discussione, in ogni caso, era principalmente tra Luciano e me,
con lui che sosteneva che l'abbandono di MT da parte di Clarence fosse
per motivi tecnici, io per motivi di licenza. Mi sembra di esserci
andato più vicino io, alla fin fine.
--
Alessio F. Bragadini alessio@...
"E allora? Turarsi il naso. Coprirsi. Cambiare canale. Cambiare
passione. Cambiare mestiere. Resistere. Sognare, forse."
Luciano,
io non voglio dare torto a prescindere, e ancora meno fare l'avvocato
difensore di MT. Mi sembra che, in generale, ci sia su questa lista una
tendenza a scrivere opinioni un po' "fragiline" quando le si va a
guardare nel dettaglio.
Sulle discussioni "sociologiche" non solo il più adatto a commentare,
anche se a prima vista mi sembrano tirate a dimostrare tesi preconcette,
su questi aspetti tecnici mi permetto di dissentire.
--
Alessio F. Bragadini alessio@...
"E allora? Turarsi il naso. Coprirsi. Cambiare canale. Cambiare
passione. Cambiare mestiere. Resistere. Sognare, forse."
--- In blogcafe@yahoogroups.com, Alessio Bragadini <alessio@s...> ha
scritto:
> A me sembra che Clarence (o alcuni persone all'interno di
Clarence) ha
> fatto una classica mossa da Clarence, lanciarsi in qualcosa
di "figo"
> senza studiare i dettagli e la sostenibilità di lungo termine.
Premesse due cose: che non lavoro più in Clarence, e che una
di "quelle persone" cui si fa riferimento (e che decise di
implementare Movable Type) sono io:
Bragadini, tu sei uno di quelli che ha creato la "Città Invisibile",
e pure parli di "sostenibilità a lungo termine"?
La cosa che Bragadini non sa è che facendo parte di un gruppo
quotato non si possono fare le cose cazzeggiando: tipo installare
una piattaforma di cui non si è ottenuta la licenza.
Clarence ottenne dai creatori di Movable Type il permesso di
utilizzare il programma (da noi modificato per implementare la
registrazione automatica) *limitatamente* alla versione 2.51.
La stessa licenza abbinata alla versione 2.51 era piuttosto nebulosa
riguardo a questo utilizzo, tanto che si è reso necessario avere
l'avallo degli autori per fare partire la sperimentazione.
Poi successe che i creatori di Movable Type crearono la propria
società, la SixApart, e si fecero finanziare da un fondo giapponese
che gli consentì di lanciare TypePad, la loro piattaforma di hosting.
A questo punto viene normale da pensare che, com'è giusto e normale,
nelle licenze successive non fosse più prevista la possibilità di
utilizzare Movable Type per costruire una comunità di blog.
Il che significa che Clarence non avrebbe mai potuto aggiornare la
piattaforma.
Sulla scelta di cambiarla non mi esprimo: non è mia. Conosco solo
chi l'ha programmata ed è persona alquanto valida, ma non ho avuto
ancora l'occasione di usarla.
Scusate lo sproloquio: tanto dovevo ad Alessio Bragadini che, come
d'uso, le cose non le dice mai a te, ma ad altri, in posti in cui è
difficile tu possa andare a leggerle.
Alessio Bragadini wrote:
>>perchè è un sistema che usa un database relazionale. E i database relazionali
>>sono software che sfruttano a fondo le riserve della macchina su cui girano.
>
> Beh, sì e no. Nel senso che Oracle è diverso da Mysql. O, per meglio
> dire, è diverso un database costantemente attivo da uno che fa una query
> ogni tanto. Un database che non fa query resta (in prima
> approssimazione) inattivo e consuma tante risorse come le consuma la
> spia di controllo del televisore
io ovviamente parlavo di un database in funzione, non uno installato lì e
lasciato marcire dal suo utente.
>>Quando un software come MT, che è stato (bene) scritto in Perl, effettua una
>>qualsiasi operazione sul suo database
>
> Ma tu lo sai quando MT opera sul database? Quando viene effettuata una
> scrittura (post o commento), altrimenti la lettura opera sui file
> statici (index.html soprattutto, essendo un blog, o p.es.
> .../archives/000333.html e simili). Siccome naturalmente c'è un rapporto
> leggi/scrivi molto alto su qualsiasi sito, a maggior ragione se di
> successo, possiamo dire tranquillamente che per la gran parte del ciclo
> di vita di un weblog MT il database è inattivo.
Alessio, si, lo so come funziona MT. Ma mi sembra che non ci capiamo: io non
sto parlando di un blog, ma di una piattaforma di blog, che è una cosa
diversa. Ciò che succede per un blog non è uguale a ciò che succede per 1000
blog. Quindi, se in un solo blog è vero che tu accedi al database per il 5%
del tempo, in 1000 blog contemporaneamente l'accesso al database è continuo.
Questo, senza considerare i picchi (ad es. la sera).
Certamente, nel conto generale non ho neanche messo le operazioni di lettura
scrittura che MT fa (nei singoli file) e per le quali è appunto considerato
pesantino.
> Puoi anche fare la prova: ferma il database dietro un weblog MT e questo
> andrà tranquillamente... (non potrai scrivere nuovi commenti).
Certo, questo accade perchè MT utilizza una tecnica mista statica/dinamica:
Prende i dati ma li salva continuamente in file statici, quando si effettua
una richiesta in effetti lui pesca il file, non fa una query. Le operazioni su
database riguardano inserimento, aggiornamento, cancellazione, come dicevo
nella precedente mail, e i commenti appunto.
> In generale un sito/weblog costruito con MT è molto più leggero per le
> risorse di un sitarello con quattro paginette PHP... E in ogni caso
> stiamo parlando di dettagli nell'economia generale di un sistema.
> L'adserver consumerà ben più risorse.
... E' sicuramente vero che MT è più leggero di un sistema con PHP e lo credo
bene, PHP non ha nemmeno la gestione del pool di connessioni, ma con
l'adserver centra poco. Tanto più che in un sito quasi mai adserver e db di
contenuto sono ospitati sulla stessa macchina o sullo stesso cluster di
macchine.
>>Quindi
>>devi moltiplicare questo pool di connessioni per una situazione tipica di
>>Splinder, che ha diciamo 10.000 blog attivi, ma mai contemporaneamente, quindi
>>diciamo per 1.000, e avrai una situazione di "mangia-risorse". :)
>
> A me sembra che stai tirando dei numeri a caso...
A me non sembra proprio, comunque possiamo parlarne, non è un problema.
Luciano
On Mon, 2004-02-09 at 00:28, Luciano Giustini wrote:
> mi stupisce che proprio tu mi fai questa domanda :)
Io so nel dettaglio come funzionano MT (o i concorrenti). Uso
giornalmente anche Slash che è invece ben pesante, non parlo quindi per
partito preso.
> perchè è un sistema che usa un database relazionale. E i database relazionali
> sono software che sfruttano a fondo le riserve della macchina su cui girano.
Beh, sì e no. Nel senso che Oracle è diverso da Mysql. O, per meglio
dire, è diverso un database costantemente attivo da uno che fa una query
ogni tanto. Un database che non fa query resta (in prima
approssimazione) inattivo e consuma tante risorse come le consuma la
spia di controllo del televisore
> Quando un software come MT, che è stato (bene) scritto in Perl, effettua una
> qualsiasi operazione sul suo database
Ma tu lo sai quando MT opera sul database? Quando viene effettuata una
scrittura (post o commento), altrimenti la lettura opera sui file
statici (index.html soprattutto, essendo un blog, o p.es.
.../archives/000333.html e simili). Siccome naturalmente c'è un rapporto
leggi/scrivi molto alto su qualsiasi sito, a maggior ragione se di
successo, possiamo dire tranquillamente che per la gran parte del ciclo
di vita di un weblog MT il database è inattivo.
Puoi anche fare la prova: ferma il database dietro un weblog MT e questo
andrà tranquillamente... (non potrai scrivere nuovi commenti).
Di più: lavorando soprattutto su pagine statiche, un'installazione
tipica di MT è facile da gestire per il server, le pagine sono
cache-friendly e puoi pure salvare banda usando mod_gzip.
In generale un sito/weblog costruito con MT è molto più leggero per le
risorse di un sitarello con quattro paginette PHP... E in ogni caso
stiamo parlando di dettagli nell'economia generale di un sistema.
L'adserver consumerà ben più risorse.
> Quindi
> devi moltiplicare questo pool di connessioni per una situazione tipica di
> Splinder, che ha diciamo 10.000 blog attivi, ma mai contemporaneamente, quindi
> diciamo per 1.000, e avrai una situazione di "mangia-risorse". :)
A me sembra che stai tirando dei numeri a caso...
--
Alessio F. Bragadini alessio@...
"E allora? Turarsi il naso. Coprirsi. Cambiare canale. Cambiare
passione. Cambiare mestiere. Resistere. Sognare, forse."
Alessio Bragadini wrote:
> On Sun, 2004-02-08 at 15:07, Luciano Giustini wrote:
>
>>E i weblog sono dei sistemi informativi notoriamente
>>"mangia-risorse", da un punto di vista di chi li ospita.
>
> E perché mai, di grazia?
mi stupisce che proprio tu mi fai questa domanda :)
perchè è un sistema che usa un database relazionale. E i database relazionali
sono software che sfruttano a fondo le riserve della macchina su cui girano.
Quando un software come MT, che è stato (bene) scritto in Perl, effettua una
qualsiasi operazione sul suo database, che ad esempio può essere Postgresql,
che è meno leggero di Mysql ma è usato dai grossi sistemi che ospitano i blog,
effettua una query, fa un update, o una insert, richiede risorse, e lo fa in
un pool di connessioni. Il pool non può comunque essere superiore a un numero
che dipende dal tipo di macchina e dal db, noi diciamo un centinaio. Quindi
devi moltiplicare questo pool di connessioni per una situazione tipica di
Splinder, che ha diciamo 10.000 blog attivi, ma mai contemporaneamente, quindi
diciamo per 1.000, e avrai una situazione di "mangia-risorse". :)
> Punterei sul fatto che MT non è free: un'operazione commerciale come
> Clarence deve ottenere una licenza, cosa a cui non so se le persone di
> cui sopra avevano pensato e/o avevano valutato l'eventuale impatto
> economico per migliaia di blog.
Beh, si questa può essere un'opzione, ma penso che si fossero accorti che MT
era a pagamento prima di installarlo. Voglio dire, avranno letto le note di
installazioni almeno ... ;))
ciao!
Luciano
On Sun, 2004-02-08 at 15:07, Luciano Giustini wrote:
> E i weblog sono dei sistemi informativi notoriamente
> "mangia-risorse", da un punto di vista di chi li ospita.
E perché mai, di grazia?
> Clarence mi sembra sia partita in tromba, come si dice a Roma, per fare
> "quantità" (come Splinder), ma ha offerto un "blog full optional" funzionale e
> sofisticato. Da quello che ho potuto vedere, penso che ad un certo punto si
> debba essere trovata di fronte a problemi tecnici ed economici insormontabili
> tali da trovarsi costretta ad abbandonare la piattaforma MT.
A me sembra che Clarence (o alcuni persone all'interno di Clarence) ha
fatto una classica mossa da Clarence, lanciarsi in qualcosa di "figo"
senza studiare i dettagli e la sostenibilità di lungo termine.
> I motivi esatti
> non li conosco, ma sono facilmente intuibili: i costi di macchina troppo
> elevati
Punterei sul fatto che MT non è free: un'operazione commerciale come
Clarence deve ottenere una licenza, cosa a cui non so se le persone di
cui sopra avevano pensato e/o avevano valutato l'eventuale impatto
economico per migliaia di blog.
> (MT è notoriamente avida di risorse)
Me la spieghi meglio?
--
Alessio F. Bragadini alessio@...
"E allora? Turarsi il naso. Coprirsi. Cambiare canale. Cambiare
passione. Cambiare mestiere. Resistere. Sognare, forse."
A questo proposito io trovo saggia le decisioni prese da Bloggers.it
che come blogger.com sta offrendo diversi pacchetti free e a pagamento e con
buone risorse.
Pros
----- Original Message -----
From: "Luciano Giustini" <lucianogiustini@...>
To: <blogcafe@yahoogroups.com>
Sent: Sunday, February 08, 2004 3:07 PM
Subject: [blogcafe] splinder, clarence, e i blog...
> Splinder, Clarence...quanti problemi..
>
> premessa pippone iniziale..
> siccome fino a pochi anni fa curavo all'interno di un'azienda (che
gestisce
> anche hosting) i processi decisionali di strutture simili (che non erano
> weblog, ma avevano implicazioni di utilizzo banda e spazio paragonabili)
> diciamo che ..tendo ad analizzare il problema delle piattaforme blog più
da un
> punto di vista costi-ricavi. Scusate la mera crudezza, ma in un'azienda
sono
> questi i discorsi che si fanno quando si prendono delle decisioni di tipo
> strategico. Se c'è un investimento o un finanziamento iniziale, tutto si
> semplifica, certo, ma all'inizio. L'esperienza insegna che, alla lunga, i
> finanziamenti terminano o variano, e devono essere bilanciati i conti
perché
> una realtà rimanga operativa e in salute sul mercato. Anche (e
soprattutto)
> nell'economia digitale. E i weblog sono dei sistemi informativi
notoriamente
> "mangia-risorse", da un punto di vista di chi li ospita.
>
> Detto ciò, se da un lato capisco e - in parte - giustifico il discorso ad
> esempio che fa Splinder che procede per gradi perché evidentemente prima
cerca
> di dotarsi della struttura e poi apporta le migliorie che pesano su banda
e
> spazio, viceversa posso cercare di capire, ma giustifico molto meno, un
> discorso come quello di Clarence, che mi sembra un po'da "old new
economy".
> Clarence mi sembra sia partita in tromba, come si dice a Roma, per fare
> "quantità" (come Splinder), ma ha offerto un "blog full optional"
funzionale e
> sofisticato. Da quello che ho potuto vedere, penso che ad un certo punto
si
> debba essere trovata di fronte a problemi tecnici ed economici
insormontabili
> tali da trovarsi costretta ad abbandonare la piattaforma MT. I motivi
esatti
> non li conosco, ma sono facilmente intuibili: i costi di macchina troppo
> elevati (MT è notoriamente avida di risorse), probabilmente banda e spazio
> agli sgoccioli (l'aumento non previsto dei blogger o dell'utilizzo di
> risorse), ecc.
> Splinder pure è partita facendo quantità, ma fa anche un altro tipo di
> discorso: "io ti dò un blog minimale, poi piano piano cresciamo". E mi
sembra
> che anche altri competitor più o meno agiscono ugualmente. Ciò non toglie
che
> anche splinder abbia avuto i suoi transfughi, ed è ovvio, giacchè i
blogger
> più esigenti cercano piattaforme che diano maggiori strumenti, più uptime
e
> possibilità di personalizzazione evolute.
>
> L'(a)morale qual è? Secondo me, gira gira si stanno accorgendo tutti che i
> blog costano, per chi ne deve gestire una grande quantità (10,20.000 e
oltre).
> Forse qualcuno l'ha capito prima, (splinder), quancuno dopo (clarence) ma
> questo poco conta. Bisogna ora capire chi paga questi costi. Nel web
> "non-blog", in generale, a coprire i costi è la pubblicità, le
> sponsorizzazioni e le altre forme di finanziamento, che tengono
(malamente) in
> piedi tutto (spesso in modo altalenante, o al limite del pareggio).
> Finora, tutte le grandi piattaforme blogger sono state gratuite, ed è
ovvio
> che i soldi da una parte escono, ma dall'altra non entrano: sui blog, di
> pubblicità, ce ne entra pochina e l'intero servizio, a parte Blogger Pro
(che
> ora comunque è chiuso) e pochi altri, è completamente gratuito. Blogger ha
> "risolto" perchè ha dietro un colosso come Google, che sa gestire le sue
> risorse in modo tale da tenere in piedi tanta banda e macchine senza
problemi
> di scalabilità, ci fa girare la pubblicità e posso intuire che troverà
forme
> di finanziamento adeguate, ma per gli altri?
> Splinder, come si sa, offrirà una versione a pagamento della sua
piattaforma,
> e quindi ha, come dire, già scelto la strada da seguire (la più ovvia).
Far
> pagare all'utente. Di Clarence non so nulla, mentre di altri,
probabilmente
> seguiranno la strada di splinder. Quindi, l'ìipotesi più plausibile, a mio
> parere, sarà che chi se lo può permettere (da un punto di vista tecnico o
di
> competenze) i soldi da investire li metterà in un sito proprio, e lì ci
> monterà quello che vuole (MT, ecc.), mentre chi non vuole perdere tempo, o
non
> può, sceglierà una piattaforma evoluta tra quelle a pagamento. Nel mezzo,
gli
> altri. dove il discorso pubblicità fra poco avrà la sua importanza, posso
> presumere..
>
> Ciao!
> Luciano
>
>
>
>
> --
> http://it.groups.yahoo.com/group/blogcafe
> Link Yahoo! Gruppi
>
> Per andare all'homepage del gruppo vai alla pagina:
> http://it.groups.yahoo.com/group/blogcafe/
>
> Per annullare l'iscrizione al gruppo scrivi a:
> blogcafe-unsubscribe@yahoogroups.com
>
> L'utilizzo da parte tua di Yahoo! Gruppi è soggetto alle:
> http://it.docs.yahoo.com/info/utos.html
>
>
Splinder, Clarence...quanti problemi..
premessa pippone iniziale..
siccome fino a pochi anni fa curavo all'interno di un'azienda (che gestisce
anche hosting) i processi decisionali di strutture simili (che non erano
weblog, ma avevano implicazioni di utilizzo banda e spazio paragonabili)
diciamo che ..tendo ad analizzare il problema delle piattaforme blog più da un
punto di vista costi-ricavi. Scusate la mera crudezza, ma in un'azienda sono
questi i discorsi che si fanno quando si prendono delle decisioni di tipo
strategico. Se c'è un investimento o un finanziamento iniziale, tutto si
semplifica, certo, ma all'inizio. L'esperienza insegna che, alla lunga, i
finanziamenti terminano o variano, e devono essere bilanciati i conti perché
una realtà rimanga operativa e in salute sul mercato. Anche (e soprattutto)
nell'economia digitale. E i weblog sono dei sistemi informativi notoriamente
"mangia-risorse", da un punto di vista di chi li ospita.
Detto ciò, se da un lato capisco e - in parte - giustifico il discorso ad
esempio che fa Splinder che procede per gradi perché evidentemente prima cerca
di dotarsi della struttura e poi apporta le migliorie che pesano su banda e
spazio, viceversa posso cercare di capire, ma giustifico molto meno, un
discorso come quello di Clarence, che mi sembra un po'da "old new economy".
Clarence mi sembra sia partita in tromba, come si dice a Roma, per fare
"quantità" (come Splinder), ma ha offerto un "blog full optional" funzionale e
sofisticato. Da quello che ho potuto vedere, penso che ad un certo punto si
debba essere trovata di fronte a problemi tecnici ed economici insormontabili
tali da trovarsi costretta ad abbandonare la piattaforma MT. I motivi esatti
non li conosco, ma sono facilmente intuibili: i costi di macchina troppo
elevati (MT è notoriamente avida di risorse), probabilmente banda e spazio
agli sgoccioli (l'aumento non previsto dei blogger o dell'utilizzo di
risorse), ecc.
Splinder pure è partita facendo quantità, ma fa anche un altro tipo di
discorso: "io ti dò un blog minimale, poi piano piano cresciamo". E mi sembra
che anche altri competitor più o meno agiscono ugualmente. Ciò non toglie che
anche splinder abbia avuto i suoi transfughi, ed è ovvio, giacchè i blogger
più esigenti cercano piattaforme che diano maggiori strumenti, più uptime e
possibilità di personalizzazione evolute.
L'(a)morale qual è? Secondo me, gira gira si stanno accorgendo tutti che i
blog costano, per chi ne deve gestire una grande quantità (10,20.000 e oltre).
Forse qualcuno l'ha capito prima, (splinder), quancuno dopo (clarence) ma
questo poco conta. Bisogna ora capire chi paga questi costi. Nel web
"non-blog", in generale, a coprire i costi è la pubblicità, le
sponsorizzazioni e le altre forme di finanziamento, che tengono (malamente) in
piedi tutto (spesso in modo altalenante, o al limite del pareggio).
Finora, tutte le grandi piattaforme blogger sono state gratuite, ed è ovvio
che i soldi da una parte escono, ma dall'altra non entrano: sui blog, di
pubblicità, ce ne entra pochina e l'intero servizio, a parte Blogger Pro (che
ora comunque è chiuso) e pochi altri, è completamente gratuito. Blogger ha
"risolto" perchè ha dietro un colosso come Google, che sa gestire le sue
risorse in modo tale da tenere in piedi tanta banda e macchine senza problemi
di scalabilità, ci fa girare la pubblicità e posso intuire che troverà forme
di finanziamento adeguate, ma per gli altri?
Splinder, come si sa, offrirà una versione a pagamento della sua piattaforma,
e quindi ha, come dire, già scelto la strada da seguire (la più ovvia). Far
pagare all'utente. Di Clarence non so nulla, mentre di altri, probabilmente
seguiranno la strada di splinder. Quindi, l'ìipotesi più plausibile, a mio
parere, sarà che chi se lo può permettere (da un punto di vista tecnico o di
competenze) i soldi da investire li metterà in un sito proprio, e lì ci
monterà quello che vuole (MT, ecc.), mentre chi non vuole perdere tempo, o non
può, sceglierà una piattaforma evoluta tra quelle a pagamento. Nel mezzo, gli
altri. dove il discorso pubblicità fra poco avrà la sua importanza, posso
presumere..
Ciao!
Luciano
> Se non ricordo male, ma non dovrei, con MT puoi importare i post di Blogger
> :)
> Pros
Ricordi molto bene :-), ma a me, per esempio, non ha funzionato. MT mi
diceva: import OK, invece non era OK per niente.
Ma forse ero io ad essere un po' troppo niubbo.
Ciao
> I problemi, da quello che ho visto, derivano principalmente dal
trasferimento
> dei post e dei commenti da una piattaforma all'altra, e la cosa va gestita
a
> seconda dei casi. Io penso che nel mio, semplicemente lascerò il blog
> esistente di Blogger Pro, creerò un nuovo blog in MT e lì comincerò uno
nuovo,
> mettendo gli opportuni link (e tenendo le stesse directory principali).
Se non ricordo male, ma non dovrei, con MT puoi importare i post di Blogger
:)
Pros
Consigli sugli hosting su cui gira mt:
www.hostingplan.net - tutti i piani
www.webperte.com - il piano plus
Luca Conti wrote:
> L'ultima "rivoluzione" di Clarence, con la superevizzazione dei blog (di
> fatto e' stato buttato a mare Movable Type e si sono unificate le
> piattaforme), ha diminuito fortemente l'appetibilita' di una piattaforma,
> almeno per me, prima molto funzionale.
effettivamente non sembra una mossa molto azzeccata neanche a me, e dà l'idea
di una mossa invece "avventata", cioè non riflettuta. Insomma, ci devono
essere state diverse diatribe, in Clarence ma anche in Splinder, di questo
però parlo nella mail successiva, per non sovrapporre gli argomenti.. :)
> Per continuare sul solco tracciato, ho deciso di passare all'acquisto di
> dominio e spazio web dove far girare una versione di MT e di Pandemia
> completamente sotto il mio controllo.
>
> Suggerimenti e consigli da chi e' passato per questo trasloco o per chi da
> tempo ha un blog su proprio server?
Secondo il mio inesperto parere, mi sembra che MT sia una piattaforma ottima,
io ci sto passando il mio blog (da Blogger Pro): lo spazio su beta.it già ce
l'ho, e MT l'ho instalato per Blogcafé quindi..non dovrebbe essere difficile.
Typepad non lo conosco...invece, ma da quello che sento in giro penso sia
buono ugualmente.
Mi sembra che una buona soluzione, in generale, sia di affittarsi uno spazio
web e mettere lì un weblog (magari insieme, ad esempio, ad un sito personale,
o professionale, ecc.) gestito da un software adeguato. L'hosting costa
veramente pochissimo e ci sono di tutte le taglie e prezzi. Il meno costoso
che ho visto ultimamente mi sembra sia Aruba, che chiede 25 euro circa
all'anno per un server linux e spazio illimitato, ma c'è anche seeweb, che
gode di buona fama, e tanti altri (con un motore di ricerca li trovi senza
problemi).
I problemi, da quello che ho visto, derivano principalmente dal trasferimento
dei post e dei commenti da una piattaforma all'altra, e la cosa va gestita a
seconda dei casi. Io penso che nel mio, semplicemente lascerò il blog
esistente di Blogger Pro, creerò un nuovo blog in MT e lì comincerò uno nuovo,
mettendo gli opportuni link (e tenendo le stesse directory principali).
Ciao!
Luciano