
Di ritorno da un pellegrinaggio, un uomo
acquista in città uno specchio, oggetto a lui ignoto. Crede di
riconoscere nello specchio il volto del padre e, al colmo della gioia,
lo porta con sé. A casa, lo ripone in una cassapanca, non ne fa
parola con la moglie e, di tanto in tanto, quando si sente triste e
solo, va «a trovare suo padre». E dopo, ogni volta, la moglie nota
in lui un'aria strana. Così lo spia, e un giorno lo vede aprire la
cassapanca e restarvi chino a lungo. Attende che il marito si sia
allontanato, quindi apre a sua volta la cassapanca e vi scorge una
donna. S'infiamma di gelosia e inveisce contro il marito. Gran
diverbio in famiglia! Fortunatamente passa una monaca. Volendo
rappacificare i due coniugi, si fa mostrare la cassapanca, oggetto del
litigio. Nel ridiscendere dichiara: «La cassapanca non contiene né
uomo né donna: c'è soltanto una monaca!».
(Tratto da: "La tazza e
il bastone. Storie Zen")
In appoggio alla causa dei popoli
birmano e tibetano le perle di risveglio vengono inviate con le
bandiere del Dhamma e del Tibet.