Ora arriva la storia, un pezzo di storia della canoa fluviale italiana.
Erano gli anni '70, l'inizio dei favolosi anni '70 (perchè favolosi?. Ma perchè
c'era sempre un sacco di acqua sui fiumi, no!). Erano gli anni in cui il CCM
organizzava oltre i tre quarti delle competizioni di discesa fluviale del nord
Italia (potrei dire di tutt'Italia, perchè ben poche delle altre regioni ne
organizzavano).
Anche la discesa del Trebbia era organizzata dal CCM (poi passò ai bobbiesi).
Ma c'era di mezzo sempre una fottuta diga che rendeva impossibile una discesa
continua da Marsaglia a Bobbio. L'avevano cominciata a costruire durante il
ventennio per costruire una centrale (badate, non centralina. Allora le cose o
si facevano in grande o non si facevano...) idroelettrica. Si accorsero ben
presto, però, che la quantità d'acqua estiva non garantiva, allora come ora, il
funzionamento costante di una centrale idroelettrica. Abbandonarono il progetto
e lasciarono il Trebbia deviato in galleria. Un vero lavoro del cavolo.
Ma, tornando agli anni '70, si decise, in accordo con un po' di enti della zona
e con il Canoa Club Milano, di far saltare la diga minandola opportunamente. Non
mi ricordo l'anno preciso, ma mi ricordo che sarà stato il '73 o il '74. Il
nostro presidente di quei favolosi, umidi, bagnatissimi anni '70, Vittorio
Visconti, diede agli artificieri tutte le istruzioni del caso (era un
costruttore edile ed aveva esperienza anche nella demolizione post-bellica degli
edifici danneggiati dai bombardamenti) per far si che la diga fosse minata in
modo tale da cedere prima strutturalmente e poi di essere disgregata
dall'azione delle acque del fiume.
Ricordo anche che fu girato un filmino in Super 8 del tremendo botto che squassò
la valle. E fu proiettato nella sede milanese del club, con relative urla di
gioia dei canoisti (il filmino dovrebbe essere a casa del figlio di Visconti,
Marco).
Bene. Anzi male, perchè dopo 35 anni la diga è ancora lì e la galleria che
inghiotte l'acqua e i canoisti in cerca di emozioni, pure. La carica esplosiva,
a posteriori, non fu sufficiente e la ghiaia e i sedimenti che si appoggiano
alla diga stessa continuano ad impedire il lavoro di erosione delle acque sul
calcestruzzo.
La morale è una sola: se volete, se vogliamo continuare a fare il tratto
Marsaglia-Bobbio senza soluzione di continuità, o ci infiliamo nel buio della
galleria...o mettiamo dei neon per infilarci con la luce nella galleria. Con
gli attuali livelli d'acqua, la diga rischia di rimanere per chissà quanti altri
decenni intatta al suo posto!
Per ciò che ne penso io, in una gola bella come quella, un manufatto di quel
tipo è una vera schifezza. Un obbrobrio pari alle peggiori costruzioni abusive
sui più bei litorali italiani! In USA stanno realmente smantellando le dighe
inutilizzate, con grande gioia di tutte le organizzazioni sportive (pesca e
canoa) e ambientalistiche. Quando questo accadrà anche in Italia (mai che si
sentano le organizzazioni politiche ambientaliste esprimersi in proposito!
Vergogna!)?
Vittorio Pongolini (per chiarire: classe '58 ['cinquantotto] ). Canoa Club
Milano.
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