Ieri sera sono stato all'incontro promosso da Legambiente e Fips a Rivergaro per
coordinare forme di contrasto ai progetti di captazione a fini idroelettrici di
AVETO, TREBBIA e altri torrenti minori in VAL NURE.
Come si era letto dalla Libertà (giornale di Piacenza) sono stati presentati in
Provincia di Piacenza progetti per la realizzazione di impianti idroelettrici
sui suddetti fiumi.
L'intervento dovrebbe prevedere la captazione a Ruffinati dell'Aveto e alla
centralina di Losso per il Trebbia con restituzione dell'acqua in alveo a
confiente (circa 15Km dopo per il primo e circa 20Km per il secondo),
garantendo un minimo vitale (leggasi mortale) di 0,8 mc/sec. Se volete potete
già incazzarvi. Che ci fossero minacce lo si sapeva, ma che fosse così brutta io
non pensavo. Lo stato delle cose è il seguente:
1) La società presentatrice è una ditta della provincia di Brescia con una
partecipazione da parte dei comuni di Ferriere, Ottone, Cerignale, comuni sui
quali si realizzerebbe l'opera.
2) La Provincia deve dare parere favorevole dopo aver esaminato se gli
interventi sono allineati con le indicazioni del Piano Territoriale, cosa
dubbia,
3) Esiste già un precedente di questa estate per l'autorizzazione di un impianto
a Ferriere (Nure) in contrasto, ma di scarso impatto.
4)Le associazioni saranno sentite solo a scopo di consultazione.
5)L'organo che decide è la conferenza dei servizi (Enti locali ussl ecc., in
parte gli stessi proponenti) visti gli studi di impatto ambientale e le
osservazioni della cittadinanza.
6) Se passa l'autorizzazione diventa opera di interesse pubblico con tutto ciò
che consegue.
7) Se viene realizzata sarà impossibile dire di no ad altri progetti simili e in
breve tutto il fiume sarà captato.
8)I tempi sono dell'ordine di 1 o 2 mesi.
Cosa si è deciso di fare per il contrasto?
1) Informare a cominciare dalla popolazione, finora tutto è stato molto
riservato.
2) Organizzarci in un gruppo di difesa.
3) Chiedere un incontro (già fatto) con l'assessore dell'ambiente della
provincia.
4) Chiedere una moratoria su tutte le opere idroelettriche in provincia al fine
di fare un piano energetico serio provinciale.
5) Tenersi pronti ad una o più manifestazioni di protesta e informazione.
6) Costituire un gruppo di tecnici per preparare le osservazioni appena
presentato lo studio di VIA.
E' poco, ma per ora legalmente è quanto possibile.
Io sarò disponibile a fornire tutte le informazioni che avrò sul tema.
Vorrei che anche il mondo della canoa si mobilitasse contro questo ennesimo
abuso e si opponesse a chi considera il fiume una cosa non di bene pubblico, ma
di pertinenza dei comuni sui quali transita.
con molta tristezza Luigi Garioni.
luigigarioni@...
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