SARAJEVO 27 Agosto - Carabinieri italiani, militari Usa e francesi
della Sfor (la forza di stabilizzazione della Nato in Bosnia) hanno
accerchiato la casa della figlia di Radovan Karadzic, a Pale. Il
capitano Dale MacEahern, portavoce della SFOR, ha potuto confermare
solo che l'azione è cominciata ieri mattina. La composizione, la
nazionalità delle forze dispiegate a Pale, precisa MacEahern, non può
essere svelata per ragioni di sicurezza. "Ma si tratta di un'azione
necessaria per bloccare le attività di persone che conducono azioni
anti-Dayton", ovvero gli accordi di pace del 1995 che hanno posto
fine a tre anni e mezzo di guerra in Bosnia. Non è chiaro, per ora,
se nel mirino dell'accerchiamento vi sia lo stesso Karadzic, il
ricercato numero uno dal Tribunale Internazionale per i crimini di
guerra nell'ex Jugoslavia, o se l'obiettivo sia bloccare persone che
aiutano l'ex leader serbo-bosniaco nella sua latitanza. Ma anche se
il portavoce della SFOR sottolinea che si tratta di "azioni di
routine", il blitz sembra indicare un nuovo giro di vite nella caccia
a Radovan Karadzic. Proprio questo mese, la Sfor avrebbe mancato di
poco l'arresto dell'altro super-latitante serbo-bosniaco, Ratko
Mladic anche lui incriminato dal Tribunale dell'Aja per genocidio.
...Folgore !!!
Cristiano